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sabato 2 dicembre 2023

La Storia Degli Hatebreed, Il Suicidio Di Richards e L'Omicidio Di Papantoniou

Formatisi a New Haven, nel Connecticut, nel novembre 1994, gli Hatebreed sono rapidamente diventati una delle band Metal filone Hardcore a vendere più dischi nella storia vendendo oltre 200.000 dischi (alle porte del nuovo millennio), praticamente senza promozione, prima di concludere un contratto con una major. Hanno demolito studi di registrazione, devastato camere d'albergo e palchi. Ai puristi del Metal non sono mai piaciuti però innegabilmente hanno avuto il loro successo. Furono Jamey Jasta, Dave Russo, Larry Dwyer e Chris Beattie a formare la band. Tutti e 4 militavano precedentemente in una band Hardcore chiamata "Jasta 14". 


LA DIATRIBA CON LA BAND IN/HUMANITY
A metà degli anni '90, il cantante della band Chris Beckel degli In/Humanity produsse una zine criticando la Victory Records per le loro pratiche commerciali (avevano messo sotto contratto gli Hatebreed). Bickel assistendo ad un concerto degli Hatebreed venne circondato dalla band, minacciato ed insultato con insulti omofobici. Dopo il concerto, il frontman Jamey Jasta si è dichiarato omofobo e ha nuovamente minacciato Bickel di violenza urlandogli contro. Inoltre quando gli Hatebreed hanno suonato nella città natale degli In/Humanity, Columbia, nella Carolina del Sud , le battute tra le canzoni includevano il loro odio per Bickel e la sua band.


INIZIO DELLA CARRIERA SU FULL ALBUM
Dopo alcuni Split ed EP, nel 1997 viene pubblicato il primo album in studio della band, intitolato "Satisfaction Is The Death Of Desire". Poco prima era uscito dalla band Nickel Papantoniou, sostituito da Jamie Pushbutton. L'album sotto l'egida della "Victory Records", ricevette una buona risposta da parte del mercato trainato da "Empty Promises", "Burn The Lies", "Before Dishonor", dai break spezzacollo di "Not One Truth" e "Betrayed By Life". In generale un disco compatto ed Hardcore con qualche influenza Death e canzoni dalla durata di 1 minuto, massimo 2 minuti. "Perseverance" esce nel 2002 e presenta un sound più maturo e meno grezzo, seppur non si discosta molto dal primo: parte super sparato con "Proven", continua con la titletrack più da headbanging nella parte centrale, con la hit "I Will Be Heard". Ma in generale vanno citate anche "Unloved", "You're Never Alone", "Remain Nameless" e "Smash Your Enemesis". Anche in questo caso le canzoni variano da 1 minuto scarso a circa 3 minuti. Questo sarà l'ultimo album con Lou Richards (backing vocals e chitarra ritmica) che nello stesso anno lascia la band. 
"The Rise Of Brutality" esce nel 2003 per l'Universal ed anche qui di melodia non c’è alcuna traccia: ci sono riff Thrash, ritmiche Hardcore/Thrash e contro-cori Punk/Hardcore. La voce rimane un misto tra growl e cantato Hardcore. Oltre alla generale attitudine dannatamente Punk, i testi inneggiano all' essere fedeli a se stessi, a combattere per i propri ideali, senza accettare le ingiustizie. Pezzi come "This Is Now", "Facing What Consumes You", "Live For This" e "Another Day, Another Vendetta" sono decisamente violenti, così come breakdown spezzacollo che ascoltiamo in "Doomsayer" e "Beholder Of Justice". 
Negli anni seguenti gli Hatebreed effettuarono alcuni Tour insieme a note band metal del periodo quali Slayer, Entombed e Napalm Death. Nel 2004 parteciparono al tour "The Unholy Alliance" insieme a Slayer, Slipknot e Mastodon. 
Nel 2006 esce "Supremacy" l’album più vario della discografia sino a quel momento. I primi 3 album ricalcano il canovaccio: sfuriata iniziale-breakdown-conclusione anthemica. In questo caso schegge velocissime si alternano a midtempo e ritmiche più evolute grazie ad un riffing più variegato. Ci sono inni quali "Defeatist", "Mind Over All", "Give Wings To My Triumph" o "Immortal Enemies" alternate a canzoni più furiose quali "Horrors Of Self" o "To The Threshold". Grande groove lo si ritrova in "Never Let It Die", canzone pensata per i live. "Destroy Everything" diventa un loro mega classico. Anche in questo caso la media è di circa 2-3 minuti a canzone, i temi riguardano il superamento di sentimenti di depressione, colpa, tristezza, ansia, alienazione.


IL SUICIDIO DI LOU "BOULDER" RICHARDS (2006)
Un mese dopo l'uscita di "Supremacy", il chitarrista ritmico Lou Richards si toglie la vita. 
Hatebreed: "Come molti di voi avranno sentito, e ci è dispiaciuto apprendere, il nostro ex chitarrista Lou 'Boulder' Richards è morto ieri. È davvero un peccato che non sia riuscito a vedere nessun altro modo per sconfiggere i suoi demoni. Speriamo che abbia finalmente trovato un po' di pace. I nostri cuori vanno a Vera, alla sua famiglia e ai suoi amici"
Richards aveva lasciato gli Hatebreed nel 2002, dopo aver partecipato a "Satisfaction Is The Death Of Desire", così come nell'EP "Under The Knife" del 2000 e in "Perseverance" del 2002. 


IL PROSEGUO DELLA CARRIERA DEGLI HATEBREED
Nel 2009 esce il disco omonimo "Hatebreed", prodotto bene, con una maggiore ricerca della melodia e un ottimo bilanciamento dei bassi e suoni di chitarra. La band, anche questa volta, esprime l'Hardcore nella sua essenza: riffoni, break, ritornelli Hardcore. Già in "Not My Master" si può notare un certo gusto per la melodia, i break ben presenti in "Between Hell And A Heartbeat". "In Ashes They Shall Reap" si sentono anche delle clean vocals (seppur incazzati) prima dell'esplosione anthemica finale. Belli i riffoni finali con tanto di break di "Everyone Bleeds Now" o i cori da stadio di "Through The Thorns". 
L'anno successivo esce "The Divinity Of Purpose" dove già ascoltando "The Language" ci si fa un'idea: riff spaccaossa, velocissimo assolo, soliti rallentamenti/break. "Before The Fight Ends You" è caratterizzata da coinvolgenti gang vocals prese direttamente dalla strada."Indivisible" è più old school e pesca dai primi anni della band, mentre "Dead Man Breathing" nel suo riff principale ricorda il Thrash Metal e in generale gli Slayer. Buone anche la title-track e "Nothing Scars Me" che sembra presa dagli Hatebreed di inizio nuovo millennio. Dal disco vengono estratti i 2 singoli "Put It to the Torch" e "Honor Never Dies". 


LE ACCUSE DELLA CNN (2012)
In un articolo della CNN pubblicato l'8 agosto 2012, gli Hatebreed sono stati accusati di essere una band suprematista bianca all'indomani della sparatoria al tempio sikh del Wisconsin , perpetrata da un musicista suprematista bianco. La band ha rinnegato qualsiasi sentimento razzista ed accusa, esprimendo profonda delusione per la critica a loro dire ingiusta perpetrata da CNN.


L'OMICIDIO COMMESSO DA NICHOLAS PAPANTONIOU (2016)
L'ex batterista della band, uscito nel 1997, nel 2016 è stato condannato a 45 anni di carcere per omicidio colposo. Papantoniou è stato processato con l’accusa di possesso illegale di armi, rapina e omicidio di un signore di 56 anni. Il fatto sarebbe avvenuto nel 2014 e che la vittima, Larry Dildy, sarebbe stato aggredito in casa sua a scopo di rapina per un debito di 400 dollari. Nella sua testimonianza, Papantoniou ha affermato di aver partecipato inconsapevolmente al piano di William Coutermash di andare a casa di Dildy in Circular Avenue e rubargli denaro. I due uomini andarono lì il 19 ottobre 2014, una domenica mattina, perché pensavano che Dildy sarebbe stato in chiesa. 
Papantoniou ha testimoniato che Coutermash gli aveva detto che voleva raccogliere dei soldi da qualcuno e che quando hanno raggiunto la casa di Dildy, Coutermash ha detto all'imputato di seguirlo all'interno. Papantoniou lo ha citato dicendo: "Guardami le spalle".
Quando i due hanno raggiunto la cima delle scale per l'appartamento al secondo piano di Dildy, Coutermash gli ha dato rapidamente una pistola. L'imputato ha detto che Coutermash ha poi bussato alla porta, Dildy lo ha fatto entrare e hanno iniziato a discutere su un debito di $ 400 che Dildy doveva a Coutermash. Pare che Coutermash abbia iniziato a pugnalare ripetutamente Dildy. Dildy ha spinto Papantoniou mentre Coutermash fuggiva, secondo il racconto dell'imputato. Papantoniou ha detto che la pistola è esplosa due volte accidentalmente mentre lui e Dildy lottavano per l'arma.
Secondo la testimonianza dei membri della famiglia di Dildy, loro hanno sentito solo una persona all'interno della casa e non due come sosteneva Papantoniou. Il complice di Papantoniou, Coutermash stipulò un patteggiamento con il procuratore distrettuale per la sua collaborazione con la giustizia, dove le accuse di omicidio colposo sono state ritirate e invece è stato dichiarato colpevole di concorso in omicidio colposo di primo grado e furto con scasso di primo grado. 
Tale condanna per Papantoniou è stata annullata nel gennaio 2023 quando è stato scoperto dall'avvocato James Ruane che l'ex avvocato del processo di Papantoniou aveva negoziato un accordo con l'accusa per conto di un altro cliente per testimoniare contro Papantoniou. Il tribunale ha ritenuto quindi che l'avvocato originale di Papantoniou avesse fornito un'assistenza legale inefficace, annullando la decisione finale ed ordinando un nuovo processo.


GLI ALTI DISCHI
Il settimo album "The Concrete Confessional" esce nel 2016 e ci sono i soliti riferimenti agli Slayer "Looking Down The Barrel of Today", le solite schegge velocissime ed impazzite quali "Us Against Us", "In The Walls", "AD" e "Dissonance", canzoni più ragionate quali "Seven Enemies". Un basso spettrale apre "Something’s Off" seguita da un cantato più Metal e da una deriva melodica nella parte finale, per quella che è la canzone più lunga dell'album arrivando quasi  4 minuti.  Particolari le vocals di "From Grace We’ve Fallen" e il suo azzeccato giro di chitarra. "The Apex Within" presenta i classici cori Hardcore. 
L'ottavo album "Weight Of The False Self" esce nel 2020. Il disco presenta le solite ritmiche serrate di scuola Thrash/Speed/Hardcore, breakdown, rallentamenti mosh, growl e gang vocals a iosa.
La devastante "Instinctive (Slaughterlust)" apre le danze, la violenta "Let Them All Rot" scatena l'inferno con dei breakdown possenti e un rallentamento mosh. Ottime anche "Set It Right (Start With Yourself)" e la title-track. In "A Stroke Of Red" troviamo Hardcore e riff Groove, influenze Thrash in "The Herd Will Scatter", quelle più prettamente Hardcore in "Dig Your Way Out" e "From Gold To Gray". L'inno da stadio è rappresentato da "Invoking Dominance" che chiude le danze. 

venerdì 10 novembre 2023

La Storia Dei Bulldozer e Il Suicidio Di Dario Carria

I Bulldozer si formarono a Milano nel 1980, grazie al cantante A.C. Wild, al bassista Dario Carria, al batterista Erminio Galli e al chitarrista Andy "Bull" Panigada. In realtà il primo nucleo completo della band risale al 1984, fu la prima band italiana a firmare per un'etichetta straniera: la Roadrunner Records. Le prime influenze della band sono Venom, Celtic Frost, Motorhead, Slayer, Judas Priest, Tigers Of Pang Tang, Saxon. Vengono etichettati da Kerrang! come cloni dei Venom (il primo 45 giri contenente 'Fallen Angel/Another Beer' viene definito come il peggior disco di sempre, insieme ad "Apocalyptic Raids" degli Helllhammer). Nonostante la firma per l'etichetta Roadrunner, la band non ha il successo sperato, anche perchè A.C. Wild, rifiutandosi di fare il servizio militare, non può uscire dall'Italia per andare in tour. Poco dopo, Dario Carria ed Erminio Galli lasciano la band per formare i Neurodeliry.
L'album di debutto della band è "The Day Of Wrath" uscito nel 1985. Viene stampato in sole 20.000 copie andate a ruba, grazie a vette di violenza, raggiunte in "Cut Throat", nella nuova versione di "Fallen Angel" già uscita nel primo 45 giri e "Mad Man". Il disco viene aperto da "The Exorcism" appunto un esorcismo registrato live. Le influenze Venom con spruzzate Punk sono presenti un po' in tutti i pezzi tra cui "Whisky Time" (aperta da belle ritmiche di batteria) o "Insurrection Of The Living Damned". Invece "Welcome Death" ha un ritmo più cadenzato, più alla Black Sabbath. ed "Endless Funeral" interamente strumentale. Molto interessanti gli assoli in "The Great Deceiver". 

A.C.Wild: "Nel 1985 uscì una compilation della Music For Nations, 'Speed Kills', che oltre a noi conteneva tutte le band principali Thrash come Slayer, Megadeth, Metallica, Exodus, Celtic Frost. Il commento sotto il nostro nome era 'Total Venom clones', ma con una produzione migliore perchè il produttore era inglese. Un atteggiamento quasi razzista, totalmente anti-italiano, di diffidenza e di sfottò. Ci fu una foto su Kerrang che riprendeva l’esorcismo di 'Day Of Wrath' il cui commento era 'questo pazzo italiano vi porta i Days Of Wrath' col titolo del disco storpiato, un po’ come quando Fantozzi viene preso di mira dai suoi superiori. C’era un atteggiamento sprezzante soprattutto da parte dei recensori inglesi, il che ha un po’ influenzato il pubblico europeo"

Nella foto di sotto la band con Cronos dei Venom.
L'anno successivo esce "The Final Separation", dove secondo leggende metropolitane la band riesce a suonare con i Venom (ma sarà la stessa band a smentire). Il disco soffre di una pessima produzione ma contiene ottime canzoni, anche se l'album è meno grezzo e rozzo rispetto al primo. La titletrack è contraddistinta da arpeggi ed atmosfere glaciali, per poi esplodere a suon di riff. "Ride Hard-Die Fast" è la tipica canzone Thrash, dominata dalla devastante voce di A.C. Wild. Altrettanto violenta "The Cave", contraddistinta da gemiti femminili e da up-tempi pieni di cavalcate e riff di Andy Panigada. "Don-Andras" (nome del batterista) è una canzone ironica che si rifà ad un pezzo napoletano. "Never Relax!" e soprattutto "Don’t Trust The Saint" sono veloci e violente. Infine "The Death Of Gods" è una canzone lenta e dai riff/ritmiche Doom alla Black Sabbath. La band viene scaricata dalla Roadrunner per scarse vendite (c'erano già stati conflitti con l'etichetta che aveva scelto come copertina del disco, una foto dell'anno precedente ed inoltre aveva deciso di non pubblicare i testi nel disco).
Nel 1987 esce "IX" per la più modesta Discomagic. Con questo disco Alberto Contini, Andy Panigada ed il nuovo entrato alla batteria Rob "Klister" riuscirono a realizzare composizioni più mature e personali. Il disco è estremo ma più ragionato, rispetto al passato.
L'album è aperto dall'estrema "IX" (nono cerchio dell'inferno dantesco, ossia quello dei traditori) e dalla più ragionata "Desert!", canzone impreziosita da un break centrale più melodico. Segue la hit "Ilona the Very Best" dedicata a Ilona Staller e "Misogynists" che "critica" il genere femminile. Altro pezzo da 90 è "The Derby" dedicata al Milan che descrive storie e situazioni da tifoso. Questa canzone viene sempre suonata dal vivo. "Desert!" è una canzone antimilitarista e contro la guerra. Si torna alla violenza con "No Way" con un clavicembalo finale che lancia le tastiere di "The Vision Never Fades". Canzone strutturata ed oscura che ricorda i Death SS.

A.C. Wild: "In 'IX' abbiamo immaginato un piano diabolico nei confronti del genere umano, ma non potevamo prevedere che alcuni particolari di quel disegno si sarebbero poi avverati. C’è un riferimento all’attentato delle Torri Gemelle (totalmente involontario, in quanto quel lavoro risale a 20 anni prima di quel tragico episodio), al piano di Al Qaeda. Casualmente quell’organizzazione ha riprodotto 20 anni dopo una composizione grafica che concettualmente è molto simile a quella copertina. In quella c’è un dettaglio di una delle torri del World Trade Center (la torre sud) che è molto simile a quello che è avvenuto molti anni dopo. Guardando sul giornale mi sono accorto che la somiglianza era più che palese. Il concept dietro quel lavoro però alludeva anche ad altro. Il titolo del disco faceva riferimento al nono girone dell’inferno dantesco, quello dei traditori, dove c’è Lucifero, l’angelo ribelle, assieme a Giuda. I traditori della fede. Il piano diabolico era soprattutto legato all’ambito religioso, facendo poi riferimento alla situazione politica e culturale dell’Occidente. Non potevo avere la minima idea che quel grattacielo nella copertina (che non aveva alcun legame con le due torri, ma rappresentava lo strapotere del nostro mondo) sarebbe poi stato ripreso da Al Qaeda. Oltretutto la situazione era molto diversa: una volta c’erano tensioni in Palestina a causa del conflitto con Israele, ora stiamo assistendo allo scontro tra due culture, tra due mondi"


IL SUICIDIO DI DARIO CARRIA
Nel 1988 l'ex bassista della band si suicida a 21 anni, lasciando sorpresi sia i fans e nella disperazione totale la sua ex band che gli dedica l'album "Neurodeliri" uscito nel 1988.

A.C.Wild (in un'intervista sul numero 54 di H/M): "Quella di Dario è stata una scelta premeditata che noi rispettiamo profondamente"

Andy Panigada (in un'intervista a MetalItalia.com): "La notizia del suo suicidio ci ha lasciato dapprima increduli, poi depressi, poi abbiamo indirizzato tutti i nostri stati d’animo nell’album, provando a mettere in musica le nostre sensazioni. Mi ricordo benissimo che ‘Overture’ mi è venuta in sogno, mi sono svegliato ed erano le tre di notte, mi sono subito alzato e ho registrato sul mio quattro piste fino al mattino. La song ‘Neurodeliri’ è stata da me pensata e realizzata usando esclusivamente accordi minori, per rendere l’atmosfera più tetra e coerente pensando alla fine di Carria. ‘Willful Death’, invece, Dark e funerea con un finale di riscatto, e la ripresa di ‘Overture, (You’ll Be Recalled)’ molto meno epica e molto più depressiva, con la visione dell’ascesa di Dario nell’aldilà".

A.C. (sempre nella medesima intervista): "La musica ed i testi di questi due brani sono molto particolari: hanno qualcosa di misterioso, anche quando li suoniamo dal vivo a distanza di decenni"

"Neurodeliri" è aperto da un’intro tetra con un organo che vuole richiamare il periodo di oscurità che la band attraversa per la morte di Carria. Il brano suona oscuro e maligno. La breve "Minkions" in meno di tre minuti fa esplodere la furia dei Bulldozer, grazie a riff serrati e taglienti. Stesso discorso per "Mors Tua, Vita ea". La velocissima "We Are...Italian" precede "Ilona Has Been Elected", secondo capitolo che la band dedica alla pornostar più famosa d’Italia. La canzone alterna sfuriate animalesche a mid tempo incalzanti. Bello il duello di chitarre in "Art Of Deception", "Impotence" è una canzone di circa 2 minuti e 30, con chiari riferimenti sessuali. Come si può capire dal titolo anche "Willful Death / You'll Be Recalled" è dedicata a Carria, divisa in 2 parti molto diverse tra loro.
Nel 1989 viene registrato un live in Polonia e l'anno successivo la band tiene l'ultimo concerto a Milano davanti a 200 persone, decidendo di sciogliersi. Ormai si era negli anni 90 e il Thrash stava piano piano scomparendo, oscurato dal Grunge e dalla musica alternativa.


IL RITORNO DELLA BAND
A distanza di 17 anni, la band decise di riformarsi per registrare "Unexpected Fate", ovviamente grazie ad A.C. Wild e Andy Panigada. Rob "Klister" viene invece sostituto da Manu alla batteria. Ottima la titletrac, "Salvation For Sale", "Use Your Brain" e "Micro VIP". Sostanzialmente sono i nuovi Bulldozer ma sempre con un piede nel passato che cerca di continuare l'evoluzione e la maturità del sound vista in "Neurodeliri". "Buried Alive By Thrash" e "The Counter-Crusade" sono altre due buone canzoni. Si tratta di un Thrash meno debitore dei Venom ma comunque con riff serrati e dal grande impatto.

domenica 8 ottobre 2023

La Storia Dei Pyrexia e Il Triplice Omicidio Di Erick Shute

I Pyrexia si formarono negli anni 90 a New York come band Brutal Death, in seguito nel nuovo millennio virarono proposta musicale spostandosi più su Death/Groove quando a loro su unì Trevor Pires degli Obituary. I membri originari della band furono il chitarrista Guy Marchais e il vocalist Darryl Wagner che realizzarono nel 1991 il loro primo demo. 


L'ESORDIO 
L'esordio discografico risale al 1993 con "Sermon Of Mockery" dove si unirono l'altro chitarrista Tony Caravella, il bassista Chris Basile e il drummer Mike Andrejko.
"Sermon Of Mockery" è un buon disco Brutal Death stile Suffocation, dalle ritmiche medie, contraddistinto da sezioni furiose che contrastano con breakdown lenti e soffocanti. La voce sub-woofer di Darryl Wagner non è niente di straordinario per il genere ma è la musica che vede questo album eccellere. Riff su riff di brutalità inaudita. Il disco in generale è una sorta di invocazione dell'oscurità. Davvero ottimi i patterns di batteria, i mid tempos e i cambi di ritmo. Forse i suoni di basso e batteria sono troppo predominanti sulle chitarre e la voce. Un esame più attento di questo album, tuttavia, rivela alcuni momenti molto propizi in cui le cose vanno un po' fuori dalla norma, anche per gli standard di alcuni dischi Death dell'epoca. "Sermon Of Mockery" apre degnamente l'album, tuttavia man mano che le cose vanno avanti, i parallelismi diventano ancora più pronunciati, come la maggior parte di "Resurrection" che porta quel carattere di Groove grosso e pesante che di solito si ottiene oggi con chitarre estremamente abbassate. Praticamente l'unica cosa che mantiene questo album in territorio old school sono i brevi assoli di chitarra accompagnati da un set di riff a ritmiche più Thrash. Altre da citare sono "Abominat", "The Uncreation", "God" e la groove "Inhumanity".


L'ERA DEATH/GROOVE
Nel 1997 esce "System Of The Animal" e si notano subito differenze. La band decise di staccarsi un po' dai Suffocation e creare invece uno stile più personale: meno complesso, meno tecnico e più semplicistico. Qui i riff sono meno sinistri e molto più groove, una tecnica che hanno usato molto efficacemente soprattutto nel successivo disco uscito nel 2007. In questo caso troviamo mid tempos pesanti, ritmiche rallentate, poche accelerazioni, riff groove.
L'album dura solo 23 minuti ed è molto mosh friendly, a parte alcune canzoni finali che sono più Death Metal tipo il finale di "Day One" e poi le conclusive "Unscathed" e "G.F.Y.S.". La prima parte dell'album scorre velocemente senza particolari sussulti con le canzoni che tendono ad assomigliarsi. L'altra grande differenza è lo stile vocale, è sparito il semplice gorgoglio gutturale e al suo posto c'è un grugnito più Hardcore. Il disco può essere considerato l'anello di congiunzione tra old school e ritmiche più Groove.
Nel 2003 entra nella band il vocalist Erik Shute con i quali incide "Age Of The Wicked" nel 2007.
L'evoluzione del loro sound giunge con questo disco piuttosto pesante e caotico, pur contenendo alcuni riff Groove incredibilmente memorabili. Le canzoni sono un misto tra Death, Hardcore, velocità, parti Groove, assoli. Ogni canzone ha i suoi aspetti distintivi, dall'outro estremamente orecchiabile di "The Wicked Rise", alle urla più acute di "Prey The Weak", ai Groove Thrash di "Song Of Hate" e "No Apologies".
Il lavoro di chitarra è interessante e vario, ascoltare ad esempio la terremotante "ITMP". Chris Basile e Lee Cuzins sono entrambi a loro agio con le alte velocità e possono anche scrivere alcuni pezzi più lenti e orecchiabili, che riescono sia a non danneggiare il flusso delle canzoni, sia a mantenere vivo l'interesse. L'estremamente brutale "Shackles Of The Mind", ricorda i Suffocation nel suono. Assoli sono di solito velocissimi, la batteria è interessante, non tecnicamente sbalorditiva, ma scritta in modo brillante, passando da ritmi più standard per tenere il tempo, a patterns veloci, fantasiosi, anche se non eccessivamente difficili.
Il lavoro di basso è fondamentalmente oscurato dagli altri strumenti, anche se è ben udibile in "The Wicked Rise" e in "Song Of Hate". La voce di Erick Shute è facilmente distinguibile, quindi è abbastanza facile capire la maggior parte dei testi.
Ad aiutare la band è la produzione bella e densa, che aiuta le sezioni schiaccianti ad essere molto più pesanti, e nella maggior parte dei casi alla fine dell'album ad essere assolutamente devastanti. Come "Ode To Brinn" che è incredibilmente violenta. 
Poi nel 2013 è la volta di "Feast Of Iniquity". Il disco rappresenta un compendio moderno e attuale di tecnica strumentale e pura brutalità. Alla batteria troviamo due leggende come Dough Bohn (Suffocation) e Dave "War Machine" Culross (Malevolent Creation e anche lui Suffocation), capaci di trasmettere sferragliate di adrenalina con sequenze indiavolate di pattern ritmici di batteria. Tracce come "Thy Minion", Infliction", "Death Wish" e "Wheel Of Impunity" sono marcate da una linea ritmica dirompente, mentre "Cryptic Summoning" e "Panzer Tank Lobotomy" presentano rallentamenti e nuove accelerazioni. L’album prosegue nella sua frenesia tra suoni gutturali, brutali, groove e saturati.


L'ARRESTO DI ERICK SHUTE E IL TRIPLICE OMICIDIO
Il 14 giugno 2016 Erick Shute viene arrestato per triplice omicidio, ricevendo 3 ergastoli a vita, senza possibilità di libertà condizionale. Il vocalist è stato arrestato dopo circa 8 ore di ricerche con l’accusa di aver ucciso tre persone a colpi d’arma da fuoco. A quanto pare avrebbe teso un’imboscata a 4 uomini, con i quali aveva avuto dispute legali riguardo delle legna prese nella sua proprietà. A seguito di questa disputa, Shrute avrebbe teso loro un'imboscata da dietro un albero e sparato contro gli uomini ignari, uccidendone 3. Il vocalist ha affermato che l'incidente è avvenuto per legittima difesa in un post che ha pubblicato poi sulla sua pagina Facebook.
Secondo Herald Mail Media, i 4 uomini stavano usando una motosega per raccogliere legna da ardere in una proprietà adiacente quando è avvenuta la sparatoria. I morti confermati includono Jack Douglas di Great Cacapon, Travis Bartley e Willie Bartley di Hedgesville (West Virginia), mentre una quarta persona è riuscita a fuggire incolume e ad allertare le forze dell'ordine. I 3 uomini sono stati trovati deceduti, ma Shute era già fuggito. Dopo la sua fuga, viene arrestato in Pennsylvania.
Lo sceriffo della contea di Morgan, Vince Shambaugh, ha dichiarato che "[Shute] si è riparato dietro un albero e ha sparato a queste persone in stile imboscata" e che un AR-15 è stata l'arma usata. Shambaugh ha anche descritto Shute come un "cittadino sovranista", qualcuno che non riconosce la legge statale o federale e che si stava preparando per una sorta di catastrofe mondiale. Nella proprietà di Shute sono state trovate anche scorte di cibo, armi e munizioni. Shambaugh ha anche affermato che "ha diffuso voci sulle miniere di Claymore" e che c'erano dicerie secondo cui stava costruendo dei bunker (per prepararsi al "Giorno del Giudizio") vicino alla sua proprietà con tanto di trappole esplosive. È stato anche riferito che ci sono state controversie sulla proprietà tra le persone coinvolte, e questo è ciò che potrebbe aver portato all'attacco.

Shute inizialmente ha affermato: "Tutto ciò è stata per legittima difesa. Ho parlato con un poliziotto ed ha persino concordato che si tratta di un caso aperto e chiuso di autodifesa e che probabilmente non porteranno avanti nemmeno le accuse. Sto solo aspettando di parlare con il pubblico ministero. Non ho nulla da nascondere. I media possono contattarmi sul cellulare. Sono aperto a parlare. Questi ragazzi hanno rubato oltre $ 20.000 della mia roba e l'hanno venduta per droga e mi hanno anche minacciato. Hanno persino svitato i freni mentre dormivo. Tutti quelli che non si drogano sulla montagna li odiano. Questi sono noti ladri e tossicodipendenti"
La pagina Facebook di Shute in passato presentava immagini e collegamenti antigovernativi (affermava che le tasse erano illegali) e pro-survivalisti (ovvero quei gruppi di persone che si preparano per emergenze con provviste di cibo, munizioni, armi, etc). 

Lo sceriffo Shambaugh al WV MetroNews disse: "Queste persone, non vogliono pagare le tasse. Non vogliono riconoscere il governo locale. Vogliono costruire complessi in posti lontano da tutti. Si stanno preparando per la fine dei tempi e per essere i sopravvissuti. Ha cercato di reclutare alcuni locali per aiutarlo a costruire il suo complesso con il suo piccolo gruppo di sovrani. Aveva parlato con la gente del posto del suo complesso contenente un deposito di armi e munizioni. Ecco dove andranno tutti alla fine dei tempi"
Va notato che l'AR-15 che Shute ha usato per uccidere i 3 uomini, era un'arma di stile simile usata dal tiratore di Orlando [Sig Sauer MCX] nell'attacco al nightclub Pulse di Orlando avvenuto a giugno 2016, il più mortale attacco terroristico negli Stati Uniti dall'11 settembre 2001. È stato vietato negli Stati Uniti dal 1994 al 2004 e si stima che ce ne siano diversi milioni negli Stati Uniti. Shute era già noto alle autorità del New Jersey. Gli investigatori affermano infatti che nel 2009 finì al centro di una controversia, in cui affermano che abbia appeso una bandiera a testa in giù come "segnale di aiuto" per l'America. Dicono che sostenesse che il governo fosse corrotto. E nel 2011, venne incriminato da un gran giurì nel New Jersey con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e per aver aggredito un agente di polizia. Egli aveva minacciato anche 2 giudici e le sue mogli.


IL NUOVO CANTANTE DEI PYREXIA E IL RITORNO AL DEATH/BRUTAL
A seguito del suo arresto, entra nella band Jim Beach (voce molto più Growl rispetto a Shute) con il quale la band registra "Unholy Requiem" nel 2018. Il quinto full-length mischia come sempre Brutal e Death, riducendo le parti Groove ed Hardcore. Un gioco, quello della varietà stilistica, abbellito però dai soli di chitarra. Con la sezione ritmica e le linee vocali che si adattano agli altri strumenti mischiando suoni moderni ed old school, ritmiche Groovy ed altre più pesanti. La produzione mostra qualche problema qua e là, tuttavia rimane godibile. Anche in questo caso si tratta di un mini album dalla durata di soli 25 minuti. La titletrack è già indicativa della brutalità che ci aspetta con il rallentamento spezza-collo dopo 1 minuto e mezzo. "Angels Of Gomorrah" è chiusa da un assolo velocissimo. "Wrath" risulta più lenta, "The Annointed" e "Blood To Ash" presentano degli stacchi molto interessanti. Chiude l'anonima "Moment Of Violence". 
Infine nel 2021 esce "Gravitas Maximus". Anche in questo disco il suono è brutale e diretto con riferimenti ad Internal Bleeding e Skinless piuttosto che a gruppi più tecnici come Dying Fetus o Deeds Of Flesh. Tutte le canzoni tranne una durano meno di 4 minuti e l'album nel suo insieme dura poco meno di 25 minuti come da tradizione. Il runtime funziona bene poiché tendono ad attenersi ad una struttura di canzoni abbastanza standard. L'album conserva molto del fascino che hanno sempre avuto band come gli Skinless, in gran parte attraverso l'uso di brevi registrazioni prima di diverse canzoni. Fondamentalmente, ogni canzone di questo album è punteggiata da un crollo sbattente in stile vintage newyorkese. "Pawn To King", "Apostles To The Grave", "The Day The Earth Shook (Survival Of The Fittest)" e "We Are Many" sono tra le migliori del lotto "The Art Of Infamy" ha persino una motosega nel sound durante la canzone, oltre che ritmiche davvero brutali e spezzacollo. "Bludgeoned By Deformity" parte in modo lentissimo, prima di accelerare

domenica 17 settembre 2023

Su "...And Justice For All" Ci Sono Trigger Di Batteria?

"...And Justice For All" del 1988, seppur un album storico dei Metallica per idee e tecnica, è stato molto criticato a livello di suoni. La critica più nota è l'assenza del basso ma negli ultimi anni si è diffusa anche un'altra storia inerente il batterista Lars Ulrich. Secondo voci più o meno fondate pare che Lars abbia utilizzato dei trigger di batteria durante le registrazioni dell'album. Dunque il suono della batteria è stato notevolmente modificato in studio. In particolare il produttore dell'album, Flemming Rasmussen, ha ribadito che è stato utilizzato il triggering della batteria per migliorare i suoni. Il triggering della batteria è una tecnica che coinvolge l'uso di sensori elettronici (trigger) collegati alla batteria acustica. Quando il batterista colpisce la batteria, questi trigger rilevano l'impulso elettrico generato e lo trasmettono a un modulo sonoro o a un computer, che può essere utilizzato per sostituire il suono originale con suoni campionati o per apportare ulteriori modifiche al suono. Effettivamente i fans si erano sempre chiesti come mai, Lars fosse riuscito a suonare canzoni così intricate e tecniche, senza riuscire a riprodurle adeguatamente dal vivo (con il doppio pedale va in netta difficoltà su "Dyers Eve" e "One"). Nel caso di "...And Justice For All", è stato ritenuto che il suono naturale della batteria di Lars Ulrich fosse insufficiente per l'album, quindi è stato utilizzato il triggering per ottenere un suono più potente e uniforme. 
Questa scelta ha suscitato polemiche tra i fan e i critici, altro problema ben noto è stato il basso quasi completamente assente dall'audio. Riguardo al basso è noto che è molto poco presente e in alcuni frangenti quasi inudibile. Jason Newsted, il bassista dei Metallica durante le registrazioni dell'album, ha sostenuto che il mixaggio finale dell'album ha notevolmente ridotto il livello del basso, riducendolo quasi a un sussurro. Si è sospettato che questa scelta sia stata deliberata, con alcune teorie che suggerivano che la band e il produttore abbiano volutamente ridotto il basso per far emergere ulteriormente le chitarre e la batteria. La decisione di mixare l'album in questo modo è stata in gran parte attribuita alla produzione dell'album e alle scelte artistiche della band e del produttore. Già in "Blackened" nell'intro si sente la mancanza completa del basso (eppure la canzone venne composta anche da Newsted), le cose non migliorano con la titletrack dove batteria e chitarra ritmica sono in primo piano (il basso è udibile in modo impercettibile) o con "Eye Of The Beholder" dove il basso avrebbe aiutato a scandire il tempo con chitarra ritmica e batteria (invece è inudibile con Jason che si limita a seguire il ritmo di James). Le cose non migliorano con le tracce successive e forse a soffrirne di più è "The Frayed Ends Of Sanity" dove, a causa di quest'assenza, anche il suono della batteria risulta ovattato, freddo ed incompleto. Forse dove si sente leggermente è su "To Live Is To Die" che è una strumentale e leggermente in alcuni parti dell'iniziale "Blackened". Esistono versioni online dove il sound è stato modificato abbassando il volume della batteria di Lars e rendendo udibile il lavoro di Jason.

venerdì 1 settembre 2023

La Storia Di Roy Plomley: Desert Island Discs

Il programma a richiesta, archetipo di tutte le trasmissioni musicali, è stato inventato da Roy Plomley nel 1942 con il suo "Desert Island Discs" su BBC Radio. Ci sono state solo occasionali interruzioni, da lì si è poi diffuso in tutto il mondo. In Italia è conosciuto come "I dischi che portereste su un'isola deserta". Il formato originale prevede che una persona importante venga intervistata e gli venga chiesto di selezionare 8 dischi da portare su un'isola deserta immaginaria. Il naufrago alla fine sceglie un favorito speciale tra gli 8 dischi, sceglie un bene e un libro (diverso dalla Bibbia e Shakespeare, che si presume siano comunque lì): le isole deserte sembrano essere radicate nella cultura del passato. 
Plomley ebbe l'idea nel novembre del 1941, quando aveva 27 anni. A quel tempo era stato un attore, aveva fatto così tante audizioni che si ritrovò ad essere un cronista di Radio Normandie, aveva realizzato alcune produzioni, poi era stato cacciato dalla Francia e si era messo a vendere idee alla BBC. Di solito erano cose una tantum. 

Plomley: "Ma una notte, proprio mentre stavo andando a letto, ho avuto questa idea. Era un bel titolo allitterativo. Il fuoco si era spento, ero in pigiama e faceva freddo, ma mi sono seduto lì e poi ho scritto alla BBC a riguardo. Ho suggerito sei programmi settimanali. Ne hanno presi otto, sono stato felicissimo. Non voglio essere sfacciato, ma è un programma completamente onesto. Non mi sono mai stancato di farlo, e non lo considero mai un compito ingrato. Mi piace incontrare persone e mi piace ascoltare i dischi"

Quella sera scrisse a Leslie Perowne, che era responsabile dei popolari programmi di registrazione. Ebbe una risposta favorevole e così, nella sua cameretta/studio sul retro, espose le sue idee con i nomi delle personalità da invitare a partecipare. In quei giorni della seconda guerra mondiale ogni programma radiofonico della BBC era sceneggiato da Plomley e sottoposto a censura.
Nel gennaio 1942 fu trasmesso il primo di una serie di otto programmi settimanali. Ogni spettacolo consisteva in un'intervista con una celebrità, intervallata dalla scelta musicale dell'ospite. In seguito il suo contratto è stato rinnovato per altri 15 spettacoli. Alla fine ha presentato 1.791 edizioni del programma lungo 43 anni. 
Plomley è morto nel 1985 ed è stato sostituito come presentatore da Michael Parkinson (1986–1988), poi da Sue Lawley (1988–2006), Kirsty Young (2006–2018) e più recentemente da Lauren Laverne. Desert Island Discs è il secondo programma radiofonico più longevo al mondo (dopo il Grand Ole Opry ), ed è ancora in corso. Qui gli espisodi più shoccanti: Desert Island Discs: 7 of the most shocking episodes

sabato 5 agosto 2023

La Storia Dei Worship: Il Funeral Doom e Il Suicidio Di "Fucked Up Mad Max"

I tedeschi Worship sono una band Funeral Doom fondata nel 1998 dal nichilista Fucked Up Mad Max (Maximilien Varnier) e Daniel The Doomonger (Daniel Vaross).
A fine anni 90, Fucked Up Mad Max che gestiva una fanzine in lingua francese (Ocean Morphique) incontrò The Doomonger Pharos e due diventarono amici formando la prima ossatura dei Worship. Daniel si occupava della musica, insieme hanno scritto i testi e le vocals, Max ha suonato la batteria nelle registrazioni successive. Max ha portato testi in inglese e francese, Daniel invece quelli tedeschi.
Il primo demo è "Last Tape Before Doomsday" uscito nell'ormai lontano 1999. La produzione non è eccezionale, dato che si trattava di una registrazione demo, ma questo non è un grosso problema nel Metal estremo. Le influenze sono i Thergothon e i primissimi Funeral. Il suono è underground ed anti-commerciale ai massimi livelli.
La prima traccia "Whispering Gloom" è una traccia estremamente ben scritta, composta da accordi morbosamente lenti e sostenuti, i ringhi gutturali di Max alternati ad un cantato minimalista, prima di tornare indietro, suonando ancora più disperata di prima, l'innata disperazione evidenziata da un pianoforte dal suono particolarmente lugubre che individua singole note sul glaciale riff centrale.
Bella anche "Worship" dove i primi 8 minuti mantengono un ritmo lento e stridente con la voce ringhiata sprezzante di Max che fa da contraltare al tono lamentoso della chitarra di Dan Vaross. A questo punto il basso sembra rilevare un battito cardiaco e con la chitarra delicatamente raccolta crea un senso di morte imminente, poi intensificato quando il riff entra in azione e la voce ritorna, ma questa volta con una sensazione ritualizzata e cantata, la traccia termina mentre Max ringhia profeticamente "Ucciditi e adora". Il CD contiene anche una traccia bonus, "Keep On Selling Cocaine To Angels", che è stata pubblicata su uno split EP con il gruppo belga Agathocles.


IL SUICIDIO DI FUCKED UP MAD MAX 
I testi depressi inerenti suicidio, odio ed oscurità non erano solo scena, il malessere di questa band era reale. Infatti dopo uno split uscito nel 2000, durante un viaggio in Alberta, in Canada, Fucked Up Mad Max si è suicidato saltando per 87 metri (285 piedi) dall'High Level Bridge di Edmonton nel fiume North Saskatchewan (profondo circa tre metri). L'amico con cui era tentò di fermarlo, ma Max gli ha dato un pugno in faccia ed è saltato di sotto. Il suo corpo è stato recuperato una settimana dopo circa.


LA REUNION
Nel 2003, la band fu riunita da Daniel, quando un altro chitarrista si unì alla nel 2004, Satachrist. Il disco era già stato iniziato dall'ex membro Max. L'esordio discografico arriva nel 2007 con "Dooom", essendo stato iniziato da Mad Max, la proposta non si sposta da quello che era il percorso intrapreso originariamente: i ritmi rimangono lentissimi, con un incedere desolato, scanditi da accordi profondissimi e tenuti a lungo, in grado di creare una sensazione di oscurità davvero disturbante. Alla voce troviamo Doommonger, chiamato a sostituire Mad Max, il suo timbro vocale si avvicina molto a quello dell'ex vocalist. Ci sono 8 tracce per 72 minuti di musica. La musica è dolore, sofferenza, alienazione. La sezione ritmica rende il tutto più indigesto, a causa di un drumming lentissimo (circa dieci colpi/minuto) e di chitarre saturate nel suono. Il basso è udibile. La batteria è talmente lenta che a volte diventa impercettibile/assente, anche perchè coperta dai suoni di chitarra. E' "Endzeit Elegy", desolante prologo cantato ad aprire le danze, le chitarre sono abbastanza "varie", sempre paragonato a quello che si vedrà nei successivi pezzi.
L’atmosfera è già parecchio grave ed oscura quando parte "All I Ever Knew Lie Dead" che si dipana in modo pachidermico per la sua lunga durata. "The Altar And The Choir Of The Moonkult" e "Graveyard Horizon" (introdotta da un arpeggio) rispecchiano perfettamente lo stile della band con (pochissimi) giri di chitarra e ritmiche lente. Melodie angoscianti e ripetitive nel senso positivo del termine. Molto più funebre "Zorn A Rust Red Scythe" dove si può addirittura isolare un'alternanza strofe/ritornello. Ottima anche "Devived" e "Mirror Of Sorrow" (cover dei Solitude Aeturnus) che è leggermente più veloce.
"I Am The End (Crucifixion Part II)" chiude il platter in modo degno, quasi come se la canzone fosse divisa in 2 parti ed è anche la più lunga arrivando a quasi 12 minuti. Un album davvero cupo, oscuro e desolante. Non per tutti. Nel 2005, per la prima volta, i Worship (con altri turnisti) hanno suonato tre concerti in Belgio e Olanda. Per il decimo anniversario nel 2008, la band è partita in tour, comprese esibizioni in Russia e Giappone. 
Nel 2011 esce "Terranean Wake", rilasciato dalla Weird Truth Productions, un disco dalla struttura leggermente più fruibile rispetto al predecessore, senza per questo perdere in pesantezza e lentezza. La produzione è più pulita, il songwriting più vario e maturo. Ad esempio "Tide Of Terminus" è contraddistinta da un buon lavoro sulla lead guitar sebbene il tutto sia suonato al rallentatore. Alla batteria troviamo Gravedrummer con le sue ritmiche lentissime. "The Second Coming Apart" alterna momenti più compositi ad altri dove il Funeral minimale torna alla ribalta. "Fear Is My Temple" ha influenze Death e catacombali. "End Of An Aeviturne" chiude alla grande il disco con le sue ritmiche lentissime.


Daniel (in un'intervista del 2016): "Mi sarebbe piaciuto tanto avere Mad in tour con noi. Era come un diavolo della Tasmania: rabbia autodistruttiva esplosiva"

mercoledì 5 luglio 2023

Le Canzoni Dei Big Four Più Difficili Da Suonare (Thrash Drum)

Jon Dette ha suonato con due band dei Big 4 quindi sa quali canzoni di Metallica, Megadeth, Slayer, ed Anthrax sono più difficili da suonare come batterista. Il nativo di San Diego ha suonato con Testament, Volbeat, Iced Earth e Heathen, oltre che con Slayer ed Anthrax. Dette si è trasferito da San Diego a Los Angeles all'inizio degli anni '90, dove suonava nella sua band, gli Evil Dead. Dopo che John Tempesta (drummer dei Testament), se ne andò per unirsi ai White Zombie, Dette fu raccomandato da lui stesso a Chuck Billy, mentre si imbatté in Jon che stava suonando "Practice What You Preach" nel loro studio di prova condiviso. "È andato fuori al telefono pubblico, ha chiamato Chuck e ha detto: 'Ho appena trovato il tuo nuovo batterista'", dice ora Dette. Jon lasciò i Testament nel 1995 e si unì agli Slayer, trascorrendo due anni con loro (anche se non apparve in nessun album in studio) prima di tornare ancora ai Testament. Nel 2012, gli è stato chiesto di partecipare al tour del batterista degli Anthrax Charlie Benante. Di seguito indica, a suo dire, quali sono le canzoni dal punti di vista batteristico più difficili da suonare per quanto riguarda i big 4.


Slayer - Angel Of Death (1986)
Jon Dette: "Devo specificare prima questo, che la mia interpretazione di canzone più difficile da suonare, dipende dal fatto di essere molto fisica quindi per gli Slayer è Angel Of Death. Se è la prima canzone del set, è di gran lunga la più difficile da suonare. Se è l'ultima o anche la penultima o la terzultima, è molto più facile da suonare rispetto all'essere tra le prime. Quando siamo andati in tour negli Stati Uniti, abbiamo aperto con Angel Of Death e poi abbiamo proseguito con Killing Fields. Questo è stato di gran lunga il più impegnativo. Ha un ritmo elevato e, naturalmente, vorresti rendere quel tempo sempre un po' più veloce dal vivo, circa 212 BPM ma in realtà la difficoltà risiede nella consistenza del doppio pedale che attraversa i ritornelli e nell'intensità necessaria per colpire la batteria"


Megadeth - Devil's Island (1986)
Jon Dette: "Non ho suonato con i Megadeth, ma se dovessi scegliere una loro canzone difficile, direi Devil's Island del 1986, proprio per lo stile unico di Gar Samuelson. Con lo stile di Gar, se un batterista è sfidato ad imparare una canzone dei Megadeth, la difficoltà risiede nel groove che Gar butta giù. Penso che sia qualcosa che manca a molti batteristi Heavy Metal. La maggior parte delle volte, la musica è così intensa che è proprio sopra il ritmo; trascurano quei momenti in cui è necessario suonare un po' sotto ritmo. Di tutti i batteristi dei Big 4, Gar incarnava il groove come nessun altro. Ascolta Peace Sells...e senti così tanti groove fantastici e sorprendenti in quel disco. E, potrei aggiungere, non c'è traccia di clic, nessuna traccia di batteria pre-registrata, nessun ProTools"


Antrace - A Skeleton In The Closet (1987)
Jon Dette: "Ha un ritmo elevato ed una lunga e consistente linea di doppio pedale. Devi davvero stare attento. È come un allenamento. Vuoi mantenere quella coerenza con il volume sulla batteria. Suonare con Frank (Bello, bassista degli Anthrax) è fantastico. Ne stavo parlando con Robb Caggiano. Come musicista, è interessante valutare le performance di altri musicisti sul palco e con quanta facilità riescono a suonare il loro strumento. Alcuni ragazzi sembrano così a loro agio che pensano a tutto tranne che al loro strumento e penso che Frank lo incarni. È un grande bassista e merita di essere riconosciuto come uno dei migliori"


Metallica - Dyers Eve (1988)
Jon Dette: "Le persone che oggi criticano Lars guardano alla sua attuale fisicità sul palco. Guarda, non abbiamo più vent'anni. Se guardi Lars negli anni '80 e '90, quel ragazzo era una forza da non sottovalutare sul palco. Durante il tour del Black Album, avevano allestito due kit. Non avevano band di apertura e hanno suonato per tre ore. Li ho visti alla San Diego Sports Arena. Aveva installato due batterie: una a sinistra e una a destra, con una rialzata che correva lungo l'intera lunghezza del palco. Lars è stato un artista incredibile. Le parti di batteria che ha scritto e creato resistono alla prova del tempo. Non merita niente di meno che rispetto completo. Dyers Eve ha quel ritmo con il doppio pedale molto veloce. Mi esercitavo con quella canzone e non riuscivo mai a farcela per tutta la canzone. Provavo a suonare Dyers Eve all'inizio degli anni '90 e ricordo che si trattava della terza strofa in cui il mio doppio pedale andava semplicemente kaput. Inizierebbe a suonare come un auto con una marmitta difettosa! Haha andavo a Cardiff e facevo jogging sulla spiaggia per rafforzare i miei polpacci finché un giorno finalmente ce l'ho fatta. Quindi, almeno per me, quella è stata la canzone dei Metallica più impegnativa. Potremmo certamente scegliere canzoni di ...And Justice For All che sono piuttosto intricate, ma se c'è una canzone che si distingue per la sua difficoltà, è Dyers Eve"

mercoledì 7 giugno 2023

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