Una delle piaghe più diffuse nell'underground Metal degli anni '90 furono le copie contraffatte (bootleg) provenienti principalmente dai paesi dell'Est (Russia, Bielorussia e Ucraina), veri e propri epicentri della pirateria musicale, con una produzione e distribuzione di CD e MC pirata che ha avuto un impatto significativo sulla scena metal underground (e circolano ancora oggi). Anche la scena sudamericana è famosa per queste registrazioni non autorizzate. E' ovviamente anche giusto sottolineare che il "tape trading" (scambio soprattutto di MC) ha sempre fatto parte della storia della musica e in particolare del Metal. Negli anni 80 e nei primi anni 90, causa mancanza di Internet, era una pratica molto diffusa per ascoltare musica in anteprima non potendo comprare qualsiasi uscita discografica. Sempre negli anni 80 e soprattutto negli anni 90, le riviste Metal (settimanali e mensili), grazie a recensioni, permisero ai fans di conoscere nuove band e fare una selezione su cosa comprare. Non si vuole condannare la diffusione del "tape trading" nè i bootleg in generale (non approvati quindi non ufficiali ma molto interessanti se inerenti ad esempio concerti live) ma quanto la riproduzione di produzioni ufficiali spacciate per originali.
IL CONTESTO
In un contesto di scarsità di accesso ai media occidentali e molto spesso di censura, la pirateria ha svolto un ruolo fondamentale nel far conoscere il metal estremo nei paesi dell'Est. Molti fan hanno avuto accesso per la prima volta a band come Metallica, Iron Maiden, Death, Mayhem, Bathory e Slayer grazie a copie non ufficiali. Queste edizioni spesso includevano tracce bonus, demo o versioni alternative/live. Le copertine venivano realizzate artigianalmente, con grafiche originali o adattamenti.
I CD pirata russi degli anni '90 erano spesso prodotti in piccole tirature, con supporti di bassa qualità e packaging rudimentali. Molti di questi dischi erano masterizzati su CD-R, con artwork fotocopiato (quindi carta diversa) o con aggiunte. Alcune copie sono molto simili agli originali, anche se mediamente di scarsa qualità (proprio per risparmiare). Alcuni pirati cercavano di imitare i numeri di matrice dei CD originali, ma la qualità variava notevolmente. Questi dischi venivano venduti a prezzi abbastanza bassi. L'industria musicale ha stimato perdite significative a causa della produzione di CD pirata in Ucraina, con circa 70 milioni di dischi prodotti annualmente, ben oltre la domanda locale. Di conseguenza, nel 2002, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni commerciali all'Ucraina per contrastare la pirateria musicale.
ALCUNE ETICHETTE
- KTS Records: una delle più famose in assoluto negli anni ’90. Pubblicava moltissimi live bootleg di band Heavy Metal e Hard Rock (come concerti o audience recordings).
- The Swingin’ Pig: etichetta bootleg attiva dagli anni ’80 ma molto diffusa anche nei ’90. Produceva CD di concerti live.
- Oh Boy: molto attiva nel mercato europeo dei bootleg Metal e Rock. Spesso pubblicava registrazioni FM o concerti rari.
- Great Dane Records: etichetta bootleg francese abbastanza famosa. Conosciuta per la qualità relativamente buona delle registrazioni.
- Shout to the Top: pubblicava molti concerti live di band Metal e Hard Rock.
- Phoenix Gems: molte ristampe non autorizzate di Metal anni ’80.
- Laser Media: spesso accusata di pubblicare materiale live o compilation senza autorizzazione.
- Metal Mind Productions: non è una bootleg label ma in passato alcune uscite live o ristampe sono state controverse.
- Somber Music: etichetta brasiliana che ha riprodotto alcune copie non autorizzate di Burzum e altre band.
COME RICONOSCERLI
Un video molto interessante "Russian Bootlegs. The Metal Pandemic: A Rant" offre una panoramica sulla diffusione dei bootleg metal in Russia. Viene illustrato come questi articoli contraffatti, spesso venduti a prezzi molto bassi su piattaforme come eBay e Discogs, siano riconoscibili da indicatori come la loro provenienza dalla Russa e la bassa qualità di stampa o dei materiali.
Per riconoscere un bootleg russo, bisognerebbe prestare attenzione a diversi indicatori:
• Catalog Number: codice alfanumerico univoco assegnato da un'etichetta discografica per identificare una specifica produzione. Le prime lettere indicano l'etichetta che ha pubblicato quel CD, altre lettere possono indicare il formato del prodotto, il resto della sequenza è di solito un numero che indica la release (ad esempio "NDP 008").
• Matrix/Runout Code: sul lato leggibile del CD, vicino al centro trasparente (ad esempio "CD PLANT AB NDP 008 GM01" ). Questa sequenza identifica la pressatura del disco, fornendo informazioni sul processo di mastering, produzione e l'officina di stampa e aiuta a distinguere le prime edizioni dalle riedizioni o dai falsi. Di solito è possibile trovare diciture inesistenti o riproduzioni con caratteri diversi. Tutto ciò è possibile confrontarlo su Discogs.
• Paese di Origine del Venditore: spesso sono venduti da venditori della Federazione Russa o dell'Ucraina su piattaforme come eBay o Discogs. Ovviamente anche altri venditori potrebbero venderli dopo averli acquistati da altri. Su Discogs vengono di solito indicati come "bootleg" e "release non ufficiale", invece su eBay è molto più pericoloso beccarli (senza che sia indicato).
• Prezzo troppo Basso: album classici (prime stampe) che solitamente costano tra i 50 e i 200$ sono venduti per 10-15$.
• Qualità dell'Artwork e della Stampa: immagini pixellate, non nitide o sfocate, tipo l'artwork/booklet, come se fosse stato scannerizzato male da un CD originale. I colori potrebbero essere "strani" (ad esempio, una riproduzione del rosso particolare) o il nero intorno a un font potrebbe non essere un nero puro come nell'originale. Anche le sfumature (gradienti) sul CD stesso possono essere diverse da quelle di una stampa originale. Alcune immagini potrebbero avere un aspetto "muschioso". Anche se la carta del booklet può essere di buona qualità, le riproduzioni fotografiche all'interno sono spesso pixellate, suggerendo che siano state scannerizzate da una copia originale.
• Qualità della Custodia (Jewel Case): vengono spesso forniti in custodie molto economiche e fragili (jewel case), dove il CD potrebbe non incastrarsi correttamente ("sits wonky").
• Sigillo: se il CD è sigillato, potrebbe trattarsi di un "sigillo amatoriale".
• Tipo di CD: sebbene siano pressati su CD argentati che assomigliano a quelli venduti al dettaglio per dare un'illusione di legittimi, questo non ne garantisce l'autenticità.
• Problemi di Riproduzione: possono presentare difetti di fabbricazione, come salti.
• Disponibilità di Materiale Raro: spesso si tratta di materiale fuori catalogo da tempo e difficile da trovare altrimenti, il che li rende molto "attrattivi" per i collezionisti (visto anche il basso prezzo. Difficile riconoscere un venditore sprovveduto che sta vendendo una prima copia a prezzo basso perchè vuole subito liquidità da qualcuno che sta facendo il furbo e spaccia un bootleg per originale).





















