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domenica 17 settembre 2023

Su "...And Justice For All" Ci Sono Trigger Di Batteria?

"...And Justice For All" del 1988, seppur un album storico dei Metallica per idee e tecnica, è stato molto criticato a livello di suoni. La critica più nota è l'assenza del basso ma negli ultimi anni si è diffusa anche un'altra storia inerente il batterista Lars Ulrich. Secondo voci più o meno fondate pare che Lars abbia utilizzato dei trigger di batteria durante le registrazioni dell'album. Dunque il suono della batteria è stato notevolmente modificato in studio. In particolare il produttore dell'album, Flemming Rasmussen, ha ribadito che è stato utilizzato il triggering della batteria per migliorare i suoni. Il triggering della batteria è una tecnica che coinvolge l'uso di sensori elettronici (trigger) collegati alla batteria acustica. Quando il batterista colpisce la batteria, questi trigger rilevano l'impulso elettrico generato e lo trasmettono a un modulo sonoro o a un computer, che può essere utilizzato per sostituire il suono originale con suoni campionati o per apportare ulteriori modifiche al suono. Effettivamente i fans si erano sempre chiesti come mai, Lars fosse riuscito a suonare canzoni così intricate e tecniche, senza riuscire a riprodurle adeguatamente dal vivo (con il doppio pedale va in netta difficoltà su "Dyers Eve" e "One"). Nel caso di "...And Justice For All", è stato ritenuto che il suono naturale della batteria di Lars Ulrich fosse insufficiente per l'album, quindi è stato utilizzato il triggering per ottenere un suono più potente e uniforme. 
Questa scelta ha suscitato polemiche tra i fan e i critici, altro problema ben noto è stato il basso quasi completamente assente dall'audio. Riguardo al basso è noto che è molto poco presente e in alcuni frangenti quasi inudibile. Jason Newsted, il bassista dei Metallica durante le registrazioni dell'album, ha sostenuto che il mixaggio finale dell'album ha notevolmente ridotto il livello del basso, riducendolo quasi a un sussurro. Si è sospettato che questa scelta sia stata deliberata, con alcune teorie che suggerivano che la band e il produttore abbiano volutamente ridotto il basso per far emergere ulteriormente le chitarre e la batteria. La decisione di mixare l'album in questo modo è stata in gran parte attribuita alla produzione dell'album e alle scelte artistiche della band e del produttore. Già in "Blackened" nell'intro si sente la mancanza completa del basso (eppure la canzone venne composta anche da Newsted), le cose non migliorano con la titletrack dove batteria e chitarra ritmica sono in primo piano (il basso è udibile in modo impercettibile) o con "Eye Of The Beholder" dove il basso avrebbe aiutato a scandire il tempo con chitarra ritmica e batteria (invece è inudibile con Jason che si limita a seguire il ritmo di James). Le cose non migliorano con le tracce successive e forse a soffrirne di più è "The Frayed Ends Of Sanity" dove, a causa di quest'assenza, anche il suono della batteria risulta ovattato, freddo ed incompleto. Forse dove si sente leggermente è su "To Live Is To Die" che è una strumentale e leggermente in alcuni parti dell'iniziale "Blackened". Esistono versioni online dove il sound è stato modificato abbassando il volume della batteria di Lars e rendendo udibile il lavoro di Jason.

venerdì 1 settembre 2023

La Storia Di Roy Plomley: Desert Island Discs

Il programma a richiesta, archetipo di tutte le trasmissioni musicali, è stato inventato da Roy Plomley nel 1942 con il suo "Desert Island Discs" su BBC Radio. Ci sono state solo occasionali interruzioni, da lì si è poi diffuso in tutto il mondo. In Italia è conosciuto come "I dischi che portereste su un'isola deserta". Il formato originale prevede che una persona importante venga intervistata e gli venga chiesto di selezionare 8 dischi da portare su un'isola deserta immaginaria. Il naufrago alla fine sceglie un favorito speciale tra gli 8 dischi, sceglie un bene e un libro (diverso dalla Bibbia e Shakespeare, che si presume siano comunque lì): le isole deserte sembrano essere radicate nella cultura del passato. 
Plomley ebbe l'idea nel novembre del 1941, quando aveva 27 anni. A quel tempo era stato un attore, aveva fatto così tante audizioni che si ritrovò ad essere un cronista di Radio Normandie, aveva realizzato alcune produzioni, poi era stato cacciato dalla Francia e si era messo a vendere idee alla BBC. Di solito erano cose una tantum. 

Plomley: "Ma una notte, proprio mentre stavo andando a letto, ho avuto questa idea. Era un bel titolo allitterativo. Il fuoco si era spento, ero in pigiama e faceva freddo, ma mi sono seduto lì e poi ho scritto alla BBC a riguardo. Ho suggerito sei programmi settimanali. Ne hanno presi otto, sono stato felicissimo. Non voglio essere sfacciato, ma è un programma completamente onesto. Non mi sono mai stancato di farlo, e non lo considero mai un compito ingrato. Mi piace incontrare persone e mi piace ascoltare i dischi"

Quella sera scrisse a Leslie Perowne, che era responsabile dei popolari programmi di registrazione. Ebbe una risposta favorevole e così, nella sua cameretta/studio sul retro, espose le sue idee con i nomi delle personalità da invitare a partecipare. In quei giorni della seconda guerra mondiale ogni programma radiofonico della BBC era sceneggiato da Plomley e sottoposto a censura.
Nel gennaio 1942 fu trasmesso il primo di una serie di otto programmi settimanali. Ogni spettacolo consisteva in un'intervista con una celebrità, intervallata dalla scelta musicale dell'ospite. In seguito il suo contratto è stato rinnovato per altri 15 spettacoli. Alla fine ha presentato 1.791 edizioni del programma lungo 43 anni. 
Plomley è morto nel 1985 ed è stato sostituito come presentatore da Michael Parkinson (1986–1988), poi da Sue Lawley (1988–2006), Kirsty Young (2006–2018) e più recentemente da Lauren Laverne. Desert Island Discs è il secondo programma radiofonico più longevo al mondo (dopo il Grand Ole Opry ), ed è ancora in corso. Qui gli espisodi più shoccanti: Desert Island Discs: 7 of the most shocking episodes