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mercoledì 7 giugno 2023

Storie Band Heavy Metal, Power e Doom (Indice Completo)


 

INDICE NWOBHM/HEAVY METAL GENERICO
La Truffa Di Threatin: Concerti Senza Spettatori, Case Discografiche Fasulle, Siti Web e Visualizzazioni False


HEAVY METAL ITALIANO


POWER METAL/EPIC METAL


NEOCLASSICAL METAL


GOTHIC/DOOM

domenica 17 ottobre 2021

Gli Amenra e Gli Insaguinati Show Dal Vivo: Uncini, Ganci e Ferite

Gli Amenra sono una band Doom/Sludge/Post Metal nata nel 1999 in Belgio. Il gruppo è debitore di band quali Isis, Agalloch, parti chitarristiche degli Alcest ed ovviamente a tutta la corrente Doom e Funeral con qualche spruzzata anche Black Metal (grazie ad alcuni Screaming).
La particolarità della band sono gli incredibili show dal vivo dove si vede il vocalist Colin H.Van Eeckhout trafiggersi con spuntoni ed uncini e buttarsi tutto insanguinato sul pubblico. Oltre al già citato Van Eeckhout, gli altri fondatori della band sono il chitarrista Mathieu J.Vandekerckhove e il bassista Kristof J.Mondy (che però ha lasciato nel 2006).


I DISCHI
Dopo diversi EP e split, l'esordio con "Mass III" arriva solo nel 2005. Già i 10 minuti dell’opener "The Pain.It Is Shapeless" lasciano intendere l'atmosfera malsana e di desolazione che si respira, prima che il vocalist Van Eeckhout dia il colpo di grazia. 
Si può udire un Post Metal alla Neurosis/Isis e ritmiche rallentate (Doom).
Sempre disperata la fangosa "Nemelendelle. Twuhste En Tljiste", parte più veloce "Am Kreuz. Ich Schreibe Eine Bibel In Blut", prima di rallentare bruscamente con influenze dei Cult Of Luna tra duetti clean e voce scream. Assolutamente disturbata anche "Le Fils Des Faux. Il Fallait Que Je Parte Pour Que Tu Viennes", segnata da una lunga litania in un clean angoscioso.
Le due ultime tracce, "From Birth To Grave. From Shadow To Light" e "Ritual", sono riedizioni di brani già sviluppati in release precedenti, con la prima più Industrial e la seconda contraddistinta da un minimalismo che mette i brividi. "Mass IIII" esce nel 2008 introdotta dall’opener sciamanica e tribalistica "Silver Needle, Golden Nail", come sempre ci sono influenze Doom come in "Le Gardien Des Rêves" o nella solenne "De Dodenakker". "Terziele" ha influenze Ambient, forse l'apice è la complessa "Razoreater" grazie ai suoi tempi e strutture liturgiche create.
Ottima anche "Aorte. Nous Sommes Du Même Sang" e la conclusiva e sofferente "Thurifer. Et Clamor Ad Te Veniat". 
"Mass V" esce nel 2012 e la prima cosa che balza agli occhi è il format: siamo infatti scesi a sole 4 canzoni, tutte abbondantemente attorno ai 10 minuti di durata. Suoni, stile, ritmiche e chitarre non sono molto diverse dal passato, forse iniziano a mancare soluzioni più coraggiose che per una band Post Metal con influenze Sludge non dovrebbero mancare. Tuttavia si tratta di un platter assolutamente ascoltabile. L'opener "Dearborn And Buried" con le sue influenze Funeral rimane un gran pezzo, un po' meno convincente "Boden". Belle anche le atmosfere Ambient/Drone di "À Mon Âme". L'inquietante esperienza multisensoriale, si conclude con "Nowena | 9.10". Forse quello che si può dire è che questo disco si avvicina maggiormente a territori Funeral Black.
Nel 2017 esce "Mass VI" dove la band probabilmente prova ad ampliare i potenziali fruitori. Bisogna citare "Children Of The Eye" e "Plus Près De Toi (Closer To You)" più in linea con il passato.
Davvero particolare "A Solitary Reign" con la sua alternanza Scream/Clean in cui si mischiano Agalloch, Tool, Alcest e Neurosis. "Diaken" è l'altro pezzo da 90 del disco. Con questo album, il ciclo dei "Masses", nome con cui venivano chiamati, tutti gli album degli Amenra, giunge a compimento. 
Il nuovo disco "De Doorn" (2021), insieme al nuovo contratto per Relapse, inaugura una nuova stagione. Come un monolite, il nuovo lavoro oscura la strada con un cantato in fiammingo e testi cimiteriali, sacrali, di forte tradizione ottocentesca, romantica e mistica. 
La musica sembra più un rituale che assimilabile al Rock/Metal, trattandosi di un viaggio che alterna pesantezze Post Metal/Sludge a oceani di vuoto ambientale. Dobbiamo aspettare quasi cinque minuti per trovarci di fronte al muro sonoro di chitarre e batteria a cui gli Amenra ci hanno abituato e che esplode nella seconda parte dell’opener "Ogentroost", un marcia funebre Doom impreziosita da vocals femminili per nulla rassicuranti. Le chitarre udite in "De Dood In Bloei" anticipano "De Evenmens" forse il momento più classico del disco degli Amenra, grazie ad un'ottima prestazione vocale di Colin e alla disperazione che pervade la seconda parte della canzone.
Sulla stessa lunghezza d’onda la lunghissima, "Het Gloren" un canto disperato che mischia Doom e Post Metal. La chiusura spetta alla altrettanto lunga "Voor Immer", una litania che collassa in un finale disperato e violento, con distorsioni crescenti e chitarre devastanti.


SHOW ESTREMI: UNCINI, GANCI E FERITE
Come già detto, gli show degli Amenra sono molto particolari. l'esibizione al famoso locale Ancienne Belgique di Bruxelles è speciale per la band, non solo essendo stato uno degli spettacoli più grandi in cui abbiano mai suonato, ma soprattutto per aver anticipato il nuovo album, "Mass VI".
Ma i concerti cosa hanno di speciali? Sul palco Colin H Van Eeckhout, urla, con il sangue che scorre dal suo petto trafitto da spuntoni uncinati che feriscono il suo corpo. Immergendovi nel mondo degli Amenra, raramente sentirete le parole gioia o divertimento. Perché non è di questo che si tratta. A differenza di molte altre band, la forza trainante dietro il lavoro dei belgi non è il divertimento ma il bisogno primordiale di manifestare il proprio istinto.

"Non lo facciamo per divertimento o per divertire. Molte persone dicono che prima degli spettacoli devi solo provare a goderti il ​​momento. Ed è vero perché è un grande momento, ma è così difficile. Non abbiamo ancora capito come farlo. Quindi non ci guardiamo mai indietro con pensieri felici"

E questo non vale solo per l'esperienza live, ma per ogni aspetto della vita degli Amenra. Nei cinque anni trascorsi prima di "Mass V", i musicisti hanno vissuto la vita in tutta la sua ambivalenza, piangendo morti e tragedie personali oltre a celebrare la nascita di una nuova vita. Hanno raccolto queste esperienze fino a quando ognuno di loro ha sentito l'impulso e la necessità di lavorare sul nuovo materiale incanalando i propri sentimenti: musica che illustra la dualità dell'esistenza e il contrasto tra luce e oscurità.

Colin H Van Eeckhout: "Siamo tutti le stesse macchine organiche, abbiamo tutti la stessa chimica che si verifica nel nostro cervello. Se capisci te stesso, probabilmente hai più capacità di capire anche gli altri. Quindi analizziamo molto, non solo le cose che fanno male perchè possono renderti più forte o più saggio"

Per il padre di due figli, ha assolutamente senso tradurre l'invisibile sofferenza mentale ed emotiva in un vero e proprio dolore fisico, che tutti possano vedere. Questi rituali dal vivo o, più recentemente, l'aver trapassato la propria pelle con ganci metallici, sono carichi di significato simbolico, segnano determinati punti nel tempo, superano ostacoli e limiti fisici, portando l'idea del rituale fuori dal contesto religioso. Colin: "Non ho uno strumento con cui lavorare; il mio corpo e le mie corde vocali sono i miei strumenti. Cerco di usarli nel modo più completo"

Mentre il rituale dal vivo era un modo per commemorare un nuovo passo nell'evoluzione di Amenra, era anche un mezzo per onorare suo padre, la cui morte ha avuto l'influenza principale sul lavoro del musicista sin dall'inizio di Amenra. Stesso discorso per il batterista Bjorn che vide la madre morire poco prima che la band iniziasse a registrare "Mass VI": "Per Mass VI, volevamo portare le nostre madri in studio e intervistarle, parlare della vita, della morte, dell'amore, della maternità e dei loro figli e incorporarle nell'album"

La band ha avuto il tempo di intervistare Paulette, la madre di Bjorn MA ha deciso di rimandare l'idea. "Quando è morta un paio di mesi dopo, sapevamo che quella registrazione sarebbe passata ad un altro livello. Conserviamo quel materiale in un luogo sicuro. Sono abbastanza sicuro che sarà la nostra molla con cui lavorare per gli anni a venire"

Colin: "So che potevo gestire sei uncini nella mia schiena ma non sapevo se potessi gestire 14 ganci, se potessi gestire i ganci nella mia parte anteriore. Prima dello spettacolo, ne parlavamo tutti. Forse sarei svenuto, poteva succedere di tutto. Ma ho detto a Bjorn che l'avrei fatto funzionare, per sua madre e mio padre. Così durante lo spettacolo abbiamo chiuso gli occhi e l'abbiamo fatto insieme. È un cliché per le band dire che la loro musica è catartica o una forma di terapia. Ma la natura ripetitiva della materia oscura dell'esistenza è davvero come una sessione di terapia. È come incanalare la tua energia in quel momento, impacchettare tutta quella merda lì per poi concentrarti di nuovo sulla luce fino alla prossima sessione"

È difficile, è doloroso, ma alla fine sopravvivi e ne esci più forte, forse anche con un senso di speranza in più.

domenica 11 ottobre 2015

La Storia Dei Type O Negative e La Morte Di Peter Steele

Dopo gli Aggression e i Carnivore, Peter Steele nel 1987 fonda i Type O Negative con Sal Abruscato, Kenny Hickey e Josh Silver. In quel inferno sonoro e depresso, il complesso ha scolpito alcune delle pagine più drammatiche ed allucinanti della storia del Rock e del Metal. I Type O Negative, in breve tempo, diventano profeti del vuoto assoluto. Steele sprofonda in continue crisi esistenziali. Spesso parla di suicidio, ma non tutti sembrano prenderlo sul serio: in un certo senso si burla del mondo ma probabilmente fragile lo era per davvero.


I DISCHI
Firmato un contratto con la Roadrunner, il quartetto registra in poco tempo il suo debutto: Slow, Deep And Hard (copertina viene presa da un giornale Porno). L'album uscito nel 1991 sovrasta per drammaticità ed efferatezza qualsiasi altra cosa pubblicata in quel periodo. Non solo: negli annali del Metal, sarà ricordato come una delle pagine più nere e deliranti di sempre. Il sound è funereo, a tratti quasi irreale; un sound che è, al tempo stesso, anche volutamente sperimentale. Tutti questi fattori, uniti allo humour nero del leader, ne fanno, senza ombra di dubbio, il più creativo album di sempre, in ambito Metal e non solo. Il lavoro di Silver alle tastiere e il basso di Steele, la fanno da padrone. La opener "Unsuccessfully Coping with the Natural Beauty of Infidelity" rimarrà nella storia della band.
La voce di Steele suona disgustata al ricordo di un amore tormentato e infelice, ad esempio "I Know You're Fucking Someone Else" viaggia lungo le coordinate di una melodia tastieristica fortemente "progressiva". "Glass Walls Of Limbo (Dance Mix)", è uno strumentale atrocemente gotico, con cori di fantasmi e flagellazioni di peccatori; sullo sfondo, l'ultima eredità della civiltà umana: un'eco terribile e straziante di dolore eterno. La minacciosa "Socioparasite" innesca "Waste Of Life", che si riallaccia alla parte iniziale, prima di lanciare un'altra scorribanda tra le strade di New York, con Steele letteralmente su di giri, la chitarra impazzita e le tastiere perfettamente a loro agio nel puntellare la cadenza con tocchi subliminali e asciutti. Solo un senso tragico dell'esistenza poteva spingere questo personaggio tanto scomodo quanto provocatore a dichiarare: "Qualunque cosa fai, muori.". E ancora: "Odio tutte le razze in modo equo, perché è con l'umanità nel suo insieme che ce l'ho".
Un organo solenne, crea un maestoso effetto di suspence, preludio alla descrizione effettiva dell'omicidio in "Kill You Tonight", una travolgente cavalcata infestata da tastiere rutilanti e cori goliardici. Il penultimo brano è "The Misinterpretation Of Silence And Its Disastrous Consequences" che è una traccia muta come se il disco fosse finito o danneggiato e servirebbe all'ascoltatore a far aumentare il volume per spianare la strada all'ultima canzone. Ultimo brano di questa apoteosi dell'odio è appunto "Gravitational Constant: G="6.67x10-8cm3gm-1sec-2"", subito catapultato in un rituale Thrash dalle forti ascendenze melodiche, con Steele che declama l'inspiegabilità dell'esistenza ("Unjustifiable Existence"). Alla fine di questo viaggio maledetto tra i labirinti della psiche umana non può esserci, secondo Steele, nient'altro che il suicidio, l'unica vera espressione totale dell'individuo (".suicide is self expression."). Su queste parole, si innalza un coro epico, conferendo al tutto un valore sacrale. Come era prevedibile, non appena pubblicato, "Slow, Deep And Hard" scatena critiche furibonde. Da più parti giungono accuse di sessismo, misoginia e, addirittura, di nazi-fascismo. Ma a nessuno viene in mente che, molto probabilmente, Steele si sta facendo beffe di tutti, anche di se stesso. Ad ogni modo, queste accuse, pur lasciando il tempo che trovano, non permettono alla band di avere un consistente riscontro di pubblico. L'anno successivo esce "The Origin Of The Feces" che è un finto live registrato in studio con copertina censurata (rappresentava originariamente l'ano di Steele) ideato per prendere in giro coloro che li criticavano. Si ascoltano delle voci di protesta di persone, insulti tra Steele e il pubblico ed anche un allarme bomba (che successe davvero alla band): si tratta di effetti aggiunti alle registrazioni. Le canzoni sono le stesse del primo album, a parte una intro e una cover, anche se presentano titolo modificati.
Nel 1993 ecco arrivare Bloody Kisses, in cui la componente gotica, diventata dominante.
"Christian Woman", è accompagnato da un tappeto di tastiere gotiche, "Black No.1", altro grande loro successo, continua ad assemblare accelerazioni e lande desolate, "Kill All The White People" è più Hardcore (la canzone venne molto criticata per il suo testo dove la band se la prendeva con i non bianchi e poi come da titolo con i bianchi stessi). Un organo maestoso dà il via alla title-track, vicinissima al clima apocalittico di "Slow, Deep And Hard" e che viene tagliata improvvisamente (opo quasi 11 minuti) per dare il via alla successiva. L'incedere lento e sofferto è perfetto per la voce tenebrosa di uno Steele raramente così convincente. "Blood & Fire" si fregia di un'atmosfera minacciosamente sensuale, oltre che di un magistrale lavoro di Hickey alla chitarra. Particolari invece "Machine Screw" (orgasmo femminile e stridori metallici), "Fay Wray Come Out And Play" (recitato horror di Steele, urla e un gelido scrosciare di pioggia), "3.O.I.F." (voci e spazi dilatati nel vuoto). In chiusura, invece, giunge la lenta vertigine psichedelica di "Can't Lose You", nella quale fa capolino anche il sitar di Paul Bento.
October Rust (1996), accantona totalmente gli psicodrammi post-nucleari degli esordi, "rallentando" il ritmo dei brani. Ma da un punto di vista prettamente artistico, l'opera, pur avendo dei momenti davvero eccezionali, non riesce nemmeno lontanamente a raggiungere gli abissi dell'esordio. L'album è aperto da "Bad Ground" che è un fruscio tipo cassetta, segue un intro senza titolo, anche il pezzo finale è un outro senza titolo.
La traccia numero 3 "Love You To Death", "Die With Me" (che inizia con una vena acustica, per poi diventare man mano sempre più progressiva), "Be My Druidess", "My Girlfriend's Girlfriend" e "Wolf Moone" e "In Praise Of Bacchus" (ipnotica e sontuosa) forse sono le più belle dell'intero disco.
Segue World Coming Down, uscito nel 1999. Si tratta di un'opera dove la componente "negativa" o se preferite depressiva ha raggiunto dei livelli preoccupanti (anche a causa dell'abuso di droga ed alcol della band). I brani si susseguono in un'atmosfera rassegnata e desolata per atmosfere agghiaccianti. La musica, in generale, è più atmosferica e meno Heavy (anche se i riff rimangono belli pesanti e molto Sabbath). Steele, dopo alcuni problemi di droga e gravi lutti in famiglia, si ritrova a meditare, con le sue liriche, sulla situazione del mondo alla fine del millennio. Di riflesso, anche il mondo del discusso frontman sta crollando: non ci sono più illusioni all'orizzonte. Non c'è più nulla. L'ironia lascia il posto a una cupa e rassegnata visione dell'esistenza. Tanto cupa che, forse, anche il suicidio ha perso la sua forza ribelle. E la musica, con la sua lentezza esasperata non fa altro che riflettere questo stato di cose. Tra i brani, vanno segnalati "White Slavery" (un pezzo autodistruttivo che parla di cocaina, con solenni scenografie tastieristiche); "Everyone I Love Is Dead", "Who Will Save The Sane", "Creepy Green Light" (introdotta dal basso cupo di Steele e divisa in due parti da un break di organo), "Everything Dies" (con un riff molto pesante a preparare il terreno per una melodia tristissima, sostenuta dal lavoro di pianoforte di Silver e dalla voce calda e profonda di Steele). "Sinus" rappresenta un battito cardiaco dopo una sniffata di cocaina, Steele ha sempre ribadito che questa traccia non riusciva ad ascoltarla perchè gli metteva troppa ansia. Anche "Pyretta Blaze" e "All Hallows Eve" sono buone canzoni "World Coming Down" comunque è un flop commerciale.
Dopo 4 anni, esce Life Is Killing Me, che non fa altro che continuare lungo la strada del progressivo annullamento di quella brutalità selvaggia che contraddistinse i loro esordi, a favore di una sempre maggiore attenzione alla costruzione delle melodie, al lavoro sui suoni e sugli arrangiamenti.
Il formato delle canzoni resta più o meno sempre lo stesso: brani lunghi e distesi su progressioni eleganti, ma anche molto poco incisive. Insomma, la forza del gruppo si sente nel pieno delle sue potenzialità in un brano come l’irresistibile, micidiale "I Don’t Wanna Be Me", che termina addirittura con inserti Ambient. Vanno citate anche "I Like Goils" (Goils è una storpiatura di Girls), "The Dream Is Dead", "Less Than Zero" e "(We Were) Elecrocute". C’è però ancora la capacità di creare un capolavoro come "Anesthesia" misto di Gothic ed Horror. Segue Dead Again (2007) che non si discosta poi di molto dagli anni recenti: tra atmosfere Heavy, Gotiche e spruzzate di Psichedelia quà e là, finale degno per un personaggio molto controverso. Tra le tracks da citare "Dead Again", "Halloween In Heaven", "The Profits Of Doom", "Tripping A Blind Man", "Some Stupid Tomorrow" e la pietra tombale alla carriera (all'insaputa della band) con la finale e "Hail And Farewell To Britain".


PETER STEELE: DROGA, TENTATIVI DI SUICIDIO, CARCERE, MANICOMIO E MORTE
Steele nasce a Brooklyn nel 1962, morirà nel 2010, a 48 anni. Steele era un uomo debole, la cui fragilità era sotto gli occhi di tutti, probabilmente molto diverso da colui che per anni si era preso gioco del mondo intero affermando di odiare tutti, o della necessità di uccidere tutti gli uomini sulla terra. L’aura strafottente e noncurante che circondava la band piano piano, con il passare degli anni, andava perduta. Steele era un gran bevitore di vino rosso e nel corso della sua carriera aveva avuto anche problemi di droga (cocaina in primis).
Beveva vino rosso sul palco ed altri alcolici prima di salire sopra. Da segnalare che nel 1995 posò nudo sulla rivista "Playgirl", in seguito si pentirà di questa decisione. Ad ogni modo durante "World Coming Down" (1999) morì la madre dopo una lunga malattia ed è allora che Steele molla definitivamente il colpo. Tuttavia la vita di Steele in questi anni stava andando a rotoli tra lutti (padre e madre come detto) e problemi amorosi. "Life Is Killing Me" segna la fine del contratto con Roadrunner e terminato il tour l’uomo si chiude in casa e concentra tutte le energie sul bere e drogarsi.
Diversi furono i tentativi di suicidio, sino al 2005 quando saltarono fuori pettegolezzi non confermati che parlavano della morte di Peter Steele dopo che la band inserì sul sito un'immagine di una lapide che portava il suo nome e le date 1962-2005. Il sito rimosse l'immagine nell'ottobre del 2005.
In quell'anno appunto sparì nel nulla, come si saprà in seguito venne arrestato per aver massacrato di botte un tizio che ci aveva provato con la sua ragazza. Steele finì in carcere per sei mesi e poi, appena uscito, in un manicomio. E' anche in questo periodo che finisce in centri di riabilitazione e confessa di aver abusato di alcool e di cocaina sin dall'età di 38 anni. Steele ricompare in pubblico nel 2007 in occasione della promozione di "Dead Again", rilasciando una serie di interviste in cui rivela molti dettagli della sua detenzione e apostrofa come “drug addicts” tutti i membri rimasti in vita della sua famiglia. La prigionia e il trattamento sanitario hanno lasciato segni evidenti e irreparabili: appesantito, con lo sguardo perso nel vuoto, diverso. Riesuma anche la sua vecchia band, i Carnivore ma ormai è un'altra persona: ormai andato. Sino all'ultima battaglia, persa, il 14 Aprile 2010 quando Steele verrà trovato morto. Il referto ufficiale riporta arresto cardiaco, ma la vita privata di Steele, i suoi precedenti tentativi di suicidio, il fatto che soffrisse di depressione e soprattutto un'analisi dei testi delle sue canzoni, possono far presupporre che dietro la notizia dell'infarto la famiglia abbia voluto celare il suicidio del musicista. Ad esempio in "World Coming Down" del 1999 Steele canta "It's better to burn, quickly and bright Than slowly and dull without a fight" (È meglio bruciare veloce e al top, che in modo lento e miserabile, senza combattere) e questa frase è molto simile a quella lasciata da Kurt Cobain il giorno che si sparò. In realtà, come abbiamo visto in precedenza, sono tanti i testi intrisi di pessimismo ed humor nerissimo. Siccome già in passato si erano diffuse voci sulla sua morte, quando vengono diramati i comunicati, nessuno nella community Metal ci crede (la conferma ufficiale e definitiva arriverà ben 6 mesi dopo dai membri della band). Il decesso di Peter Steele ha decretato lo scioglimento dei Type O Negative e i restanti membri non hanno avuto alcuna intenzione di sostituirlo.

lunedì 29 giugno 2015

La Storia Dei Black Sabbath, La Droga e Le Leggende Su Ozzy Osbourne

"Se alcol e droga fornirono il carburante per i primi album dei Sabbath, Vol.4 è la loro cocaina..."

I Black Sabbath nascono, ufficialmente, nel 1968 a Birmingham. Nato nel 1948 da famiglia povera ad Aston, cittadina dell’Inghilterra industriale, John Michael Osbourne è un ragazzino dislessico incapace di leggere un testo o stare attento alle lezioni scolastiche per più di cinque minuti. Preso in giro da tutti e sempre protagonista di fatti a dir poco ridicoli, Ozzy riesce a farsi licenziare ovunque vada a lavorare e addirittura a finire in carcere per aver rubato dei vestiti in un negozio. Quello che però nemmeno lui sa, è il talento che nasconde questo ragazzo apparentemente destinato ad una vita di miserie.
Tutto cambia quando decide di spacciarsi  per cantante e un bel giorno la fortuna bussa alla sua porta.
Sono i futuri Black Sabbath, Tony Iommi e Bill Ward che decidono di dagli una chance.
Nasce così, dapprima sotto il nome di Earth, una band leggendaria. Formati inizialmente da Ozzy Osbourne (voce), Tommy Iommi (chitarra), Terence “Geezer” Butler (basso) e Will Ward (batteria) rimarrà questa la lineup sino a fine anni 70. I Black Sabbath non sono considerati una band metal visto che ai tempi il genere non era stato ancora creato: ci vorranno infatti 15 anni dal loro esordio, perché, nel 1983, i loro contenuti trovino una forma adeguata dato il via dell'Heavy Metal. Rivoluzione così radicale, quella dell'83, che tutta una serie di ottime band nate ad inizio '80 hanno adottato sia stilisticamente che musicalmente. Tornando ai Sabbath sono comunque da considerare come degli innovatori, oltre che del Metal(che poi abbracceranno negli anni 80 guidati da Ronnie James Dio), anche del Doom (poi diffusosi ulteriormente negli anni 80 grazie a Candlemass, Trouble e compagnia).
La scelta del nome venne da un'idea di Butler, grande appassionato di magia nera e di romanzi horror.
Butler aveva assistito al film del 1963 I tre volti della paura di Mario Bava e scrisse una canzone che riprendeva il titolo della versione inglese del film, Black Sabbath. Questo divenne il nuovo nome del gruppo.


DOOM, DROGA ED OZZY OSBOURNE: I PRIMI DISCHI
L'esordio omonimo (Black Sabbath) uscito nel 1970 fu subito un grande successo.
La copertina è satanica come poche altre ai tempi: casa infestata da fantasmi, foglie autunnali e alberi spogli tutt'intorno, una sagoma nera in mezzo (la metà strega e metà prostituta di "Evil Woman"), lago infestato di corvi neri. Ai tempi avevano tutti 22 anni. "Black Sabbath": campane a morto e pioggia battente, un qualcosa che sembra provenire direttamente dall'inferno. Su questo brano si baserà tutta l'estetica "pessimista" di un certo modo di suonare che si svilupperà negli anni 80 e 90: il Doom. Tony Iommi ne asseconda la voce invasata, dilatata, drammatica, con slide al limite dell'evanescenza (leggenda vuole che si sarebbe tagliato i polpastrelli delle dita per suonare più distorto e folle possibile). "The Wizard" è il corrispettivo, al maschile, di "Evil Woman", "Behind The Wall Of Sleep" dimostra quello che concretamente hanno fatto i Black Sabbath: allucinare (sotto effetto di alcol e droghe) una realtà (quella cittadina e cristiana) nello stadio opposto (campagna satanica). Il Doom, l'effetto-oltretomba, il naufragio dalle sedute spiritiche alle fiamme dell'inferno: sono queste le innovazioni/invenzioni di questo album e di questo gruppo.
Il secondo album è Paranoid. Il riff della titletrack ha fatto storia. "War Pigs" è un  classico: tutto oscuramente perfetto, struggente e spietato; il riff che lo consacra poi si pianta nel cervello dell'ascoltatore dall'inizio alla fine. Bill Ward, alla batteria, dimostra di essere uno dei migliori, con questo strumento, di tutti i tempi. "Planet Caravan" può essere considerata la canzone più "spaziale" e "cosmica" della storia: un lento, esotico, tribale, eppure supremamente elegante, allucinato ed oscuro. "Iron Man", a seguire, invece è l'apice Hard raggiunto dal complesso: l'entrata della batteria all'inizio è meritatamente rimasta negli annali della musica Rock di cui costituisce uno degli episodi più entusiasmanti. "Electric Funeral" è un'altra mazzata, un funerale elettrico se vogliamo. "Hand Of Doom" è nera come la pece, chiude alla grande "Fairies Wear Boots".
Ogni nota, ogni attimo, vissuto in compagnia dei Black Sabbath fra il 1970 e il 1976 è un partecipare ad un Sabba Nero, è un sabato satanico, è una notte nebbiosa e mannara nelle campagne d'oltremanica.

Zakk Wylde: "Quando Ozzy parla degli album che ha fatto dice sempre, e non importa se un album ha avuto più o meno successo 'Mi ricordo tutti gli album che ho prodotto, sia quelli con cui mi sono divertito che quelli fatti quando stavo passando un brutto momento'. O con i suoi primi due album solisti, o dei Black Sabbath, dice, "Amico, ci siamo divertiti così tanto a fare quell'album, abbiamo fatto questo e quello", tra la droga e l'alcol... Oz, quando ha registrato il primo album dei Black Sabbath, la sua performance su quell'album la metto davanti a quella dei suoi colleghi, di chiunque altro nel Rock. Gli ho chiesto, "Oz, prendevi lezioni da Pavarotti e prendevi i tuoi cereali tutti i giorni?
Lui mi ha risposto, "No, prendevo un sacco di droghe, Zakk. Un sacco di droghe"
Gli ho detto, "E non dimenticarti l'alcol" E lui, "Oh, mai. Non mi dimentico mai quello"

Master Of Reality esce nel 1971, "Sweet Leaf " e "After Forever" e "Solitude" rimangono dei classici della band anche se siamo sicuramente su livelli inferiori rispetto ai primi 2 platter.
"Solitude" è la prima ballad della band. "Children Of The Grave", "Sweet Leaf", "After Forever" e "Into The Void" sono i capolavori dell'album. Nel 1972 esce Vol.4. "Wheel Of Confusion",  appare un capolavoro solo per un finale funambolico e stranamente affascinante a coronamento di un brano tutto sommato convenzionale. "Change" altro lento: voce-piano. Tuttavia la voce è quella di Ozzy e, almeno per ora, sembra poter bastare per rendere meritevole il pezzo. "Supernaut" è perfetta, da antologia. Ottima anche "St.Vitus Dance". "Cornucopia" è il Doom per eccellenza: una bara che si chiude sull'ascoltatore. "Snowblind" ha chiari riferimenti alla cocaina, "FX" nasce dopo che la band stava fumando hashish, il crocifisso di Iommi cadde sulla chitarra riproducendo un suono particolare che poi la band utilizzò per la canzone.
Sabbath Bloody Sabbath esce nel 1973 ed "A National Acrobat" è oscurità assoluta, "Fluff" ritorna sull'acustico: e la sua grazia e sincerità prende il sopravvento su ogni retorica artificiosa.
"Sabbra Cadabra" vanta il riff per eccellenza: l'iniziale, uno dei più famosi della storia del Rock.
"Killing Yourself To Live" ha un titolo che testimonia da solo quello che dicevamo prima dei propositi dei Black Sabbath, e questo titolo giunge a generazioni di musicisti Metal ai quali serve come ispirazione. Bellissima anche la titletrack.
 Sabotage esce nel 1975 ed è forse l'apice stilistico dei Black Sabbath che aumentano in potenza sonora con molte iniezioni di Metal senza perdere nulla del loro nero incedere.
"Hole In The Sky" ne è la prova, "Don't Start (Too Late)" una canzone acustica.
"Symptom Of The Universe" ci si avvicina a grandi passi al Metal vero e proprio grazie al suo riff micidiale, da citare anche la lunghissima "Megalomania" e "Am I Going Insane". "The Writ" chiude in modo tragico il platter.


LA CRISI E LA CACCIATA DI OZZY PER ABUSO DI DROGA ED ALCOOL
Technical Ecstacy del 1976 forse rappresenta il primo vero passaggio a vuoto.
Per carità "You Won't Change", "It's Alright" e "Gypsy" rimangono comunque delle buone canzoni ma c'è poco altro da salvare per una band che modifica il sound passando all'utilizzo di tastiere, sintetizzatori ed orchestrazioni. Never Say Day del 1978 testimonia la crisi della band: Osbourne lascia il gruppo. Poi torna ed incide quest'album. Ma è semplicemente tutto da dimenticare, a parte la discreta titeltrack ed "A Hard Road". Oltre al fallimento del disco, i rapporti di Ozzy con gli altri membri si logorarono definitivamente per via dei suoi eccessi. Le divergenze divennero sempre più insostenibili e il cantante venne licenziato dai suoi colleghi per abuso di stupefacenti ed alcool. Nel corso della carriera dei Black Sabbath, Iommi picchiò diverse volte Ozzy quando i suoi atteggiamenti oltrepassavano il limite. Ozzy si difese dicendo che il suo consumo di droghe non era né inferiore né superiore a quello degli altri membri. Ozzy prima di partire con il suo progetto solista continuerà a drogarsi e a bere e sarà colto anche da depressione per via della sua cacciata dalla band.


PERIODO CON RONNIE JAMES DIO
Con Heaven And Hell (Castle, 1980) la band cerca un nuovo vocalist e praticamente Iommi scelse il migliore sulla piazza: Ronnie James Dio, che dagli Elf ai Rainbow soprattutto si era formato esperienza e carattere in una serie di grandi capolavori. Questo è un album imperdibile per chiunque ascolta Metal. E' l'album che dal 1975 venderà di più: grazie a capolavori quali la titletrack, "Die Young", "Neon Knights", "Children Of The Sea", "Lady Evil". Le influenze Doom degli esordi sono un ricordo...questo è un disco Heavy Metal.
Mob Rules del 1981 è un passo indietro benchè qualche buon pezzo quà e là c'è, ad esempio la titletrack, "Voodoo", "Country Girl", "Turn Up The Night" e "Sign Of The Southern Cross". Questo disco si dice che venne registrato nella vecchia casa di John Lennon.  L'anno successivo esce Live Evil (primi disco live ufficiale) e Dio se ne va.


DISCO CON IAN GILLAN
Iommi come sostituto sceglie Ian Gillan (Deep Purple) con il quale i Sabbath rilasceranno Born Again (Castle, 1983): album che dopo un'accoglienza tiepida ottiene un discreto successo.
Il sound rimane Heavy Metal, come si può ascoltare nella bellissima "Zero The Hero", nella titletrack o in "Trashed" (censurata dalla P.M.R.C. in quanto ritenuta un'istigazione all'abuso di alcool e droga. Il testo descrive la distruzione della macchina di Ward, da parte di Ian Gillan in stato d'ebrezza) e "Disturbing The Priest" (perchè i Sabbath registravano alle 4 di mattina, vicino ad una Chiesa, infastidendo il vicinato ed un prete). La copertina venne creata da Steve Joule in stato d'ebrezza e rappresenta un neonato con sembianze demoniache. Joule avrebbe voluto rifarla ma Iommi e Butler si opposero. Nel 1985 la formazione si digrega, vanno via Gillan, Bill Ward e Butler: rimane solo Iommi.


DISCO CON GLENN HUGHES
Come cantante per Seventh Star (Castle, 1986) viene scelto Glenn Hughes.
Inizialmente il disco sarebbe dovuto essere un solista di Iommi ma uscì a nome Sabbath: disco non certo memorabile malgrado le buone prestazioni individuali dei singoli membri (Hughes compreso).
"No Stranger To Love" è una delle poche canzoni ad esser ricordate, solo discrete "In For The Kill", "Seventh Star", "Danger Zone" e "Turn The Stone".


PERIODO CON TONY MARTIN
Nel 1987 esce "The Eternal Idol" disco nettamente migliore del precedente e con richiami ai vecchi Black Sabbath come nel caso della titletrack. "The Shining" di cui uscirà anche un videoclip rimane una bella canzone, nel platter va sottolineato che come vocalist questa volta c'è Tony Martin. Ottime anche "Glory Ride", "Born To Lose", "Ancient Warrior" e "Lost Forever".
The Headless Cross (IRS,1989) prosegue sulla falsariga degli album degli anni 80 con l'utilizzo massiccio delle tastiere ed un sound abbastanza Heavy. Inoltre i testi ritornano quelli occulti degli anni 70 con "Black Moon" e "When Death Calls" che lasciano molto parlare i soliti moralisti.
Su "When Death Calls" troviamo come ospite Brian May dei Queen, comunque pezzi quali le 2 citate in precedenza, la titletrack, "Kill In The Spirit World", "Call Of The Wild" e "Nightwing" saranno molto acclamate dai fans.
TYR (IRS, 1990) vede un utilizzo ancora maggiore delle tastiere e per la prima volta una specie di concept (su Odino). Hit del disco: "Jerusalem", "Valhalla", "Heaven In Black" e "Feels Good To Me".


IL RITORNO DI RONNIE JAMES DIO
In Dehumanizer (Castle, 1992) torna Dio (questo è forse uno dei lavori più duri dei Black Sabbath). Un buon album ma non paragonabile nè ai Sabbath degli anni 70 nè a quelli degli anni 80. Da ricordare: "Time Machine", "Computer God", "TV Crimes", "Too Late" e "Buried Alive".


IL RITORNO DI TONY MARTIN
Nel 1994 torna Martin ed esce Cross Purposes.  Buone "Cross Of Thorns", "Psychophobia". Sicuramente non un disco memorabile, rispetto alla prima produzione di Martin. Nel 1995 esce il pessimo Forbidden dove c'è anche una collaborazione con il rapper Ice T in "The Illusion Of Power". Presente qualcosa da salvare come in "Kiss Of Death", "Rusty Angels" e la titletrack.


GLI HEAVEN & HELL CON DIO E LA REUNION
La conseguenza più facile da prevedere è l'idea di reunion, che comincia a materializzarsi nella seconda metà del decennio e si concretizza con una serie di concerti che sfociano nell'album live Reunion, pubblicato nel 1998. Ma gli innumerevoli business di Ozzy, assurto ormai a divo, non solo musicale ma anche televisivo, grazie alla controversa e pluripremiata serie "The Osbournes", trasmessa da MTV, dilatano i tempi. Iommi e Butler rimettono allora in piedi il combo con Dio e Appice, ne cambiano il nome, Heaven & Hell, organizzano tour e pubblicano un album "The Devil You Know", che ottiene buoni riscontri di vendite e critiche benevole grazie a "Bible Black", "Fear", "Atom And Fear". Il 2011 è però l'anno giusto per riprendere il discorso interrotto nel 1979, ma non tutto fila liscio: Iommi si ammala e Ward decide di lasciare, contrariato per alcune questioni contrattuali.
Il 10 giugno 2013, l'annunciato ritorno è cosa fatta: tra squilli di tromba e miriadi di flash esce nei negozi il già acclamato 13, che si posiziona subito in cima alle classifiche (in Inghilterra non accadeva dai tempi di "Paranoid"). L'album, composto da otto lunghe composizioni è prodotto da Rick Rubin.
Roccioso, tetro, apparentemente inquietante, rispettoso della tradizione, anche troppo.
Testi apocalittici, iconografia dark, tutto già sentito. "End Of The Beginning", ovvero, inizio e fine sono la stessa cosa. Esplosioni repentine, stop improvvisi , momenti arpeggiati e tetri. Un disco particolare ma senza sussulti.


TESTI SATANICI E CONTROVERSIE
Ozzy, sin da quando militava nei Black Sabbath, è stato sempre contestato per i suoi atteggiamenti e per la sua musica. Nel 1982 viene arrestato per aver urinato sul muro di Fort Alamo (monumento nazionale) a San Antonio e bandito per 10 anni dal Texas. Un noto evento che ha visto Ozzy come imputato fu il suicidio di un suo giovane fan. Il 26 ottobre 1984, John McCollum, un ragazzo di 19 anni, venne trovato morto dopo essersi sparato in volto con un colpo di fucile. Al momento del decesso, aveva un walkman e le cuffie nelle orecchie, con dentro una cassetta di Osbourne. Dopo varie indagini, si scoprì che il ragazzo, al momento del gesto, stava ascoltando Suicide Solution, tratto dall'album Blizzard Of Ozz. La "Institute For Bio-Acoustics Research Inc." sostiene che sia contenuta una frase che spinge a compiere questa follia, la quale si dice che reciti "Why Try? Why Try? Get The Gun And Try It! Shoot! Shoot! Shoot!" (Perché provare? Perché provare? Prendi la pistola e provala! Spara! Spara! Spara!). Ozzy si è difeso dichiarando che la canzone, avendo come tema principale i problemi causati dall'alcol, intendeva "Suicide Solution" nel senso di un liquido che causa la morte (riferendosi all'alcolismo) e non nel senso di uccidersi di proposito. Tuttavia, i genitori del ragazzo intentarono una causa contro Ozzy e la sua label, la CBS. Il 19 dicembre 1986 il giudice John L.Cole mise fine alle accuse nei suoi confronti, rigettando il ricorso perché, secondo la legislazione americana, non si può essere perseguiti per una propria opera artistica. Alcune persone sostengono che i messaggi subliminali a sfondo satanico si trovano anche in altri brani di Osbourne.
Nella canzone Believer si ascolta la frase "Watching the time go and feeling belief grow/ Rise above the obstacles", ma riprodotta al contrario, sempre secondo la tesi "subliminale" si ascolterebbe la frase "Won’t you live? Believe me, for now suit yourself" ("Non vivrai? Credimi, per ora fai ciò che ti piace") che ricorda il motto dell'occultista Aleister Crowley "Fai ciò che ti piace".


LEGGENDE METROPOLITANE E NON
Troppo alcol, troppa droga, si presume anche troppo sesso e persino un lungo corteggiamento nei confronti di tematiche a sfondo satanico. Ascoltare Ozzy Osbourne e soprattutto abbracciare ciò che rappresentava l’Heavy Metal significava andare in cerca di guai, vivere da sbandati, sempre sul filo del rasoio, e ciò voleva dire dare fastidio alla gente. Si dice che abbia staccato la testa con un morso ad un pipistrello, che abbia assunto per decenni le più svariate droghe oltre i limiti dell’umanamente possibile o che si sia ubriacato anche ad una cena con George W. Bush.
Si dicono tante cose, tante leggende su Ozzy Osbourne, tanti aneddoti che renderebbero lo stesso uno dei frontman più carismatici che la musica Rock abbia mai avuto. Vediamo le leggende più incredibili che girano su Ozzy e la sua band.

1) 1982: Ozzy Osbourne morde un pipistrello sul palco. 
Partiamo dal famoso concerto del 1982 nello Iowa. La band di Ozzy era al culmine del successo e a quanto pare era capace di portare in giro il suo spettacolare baraccone, come e persino più di quanto fosse accaduto ai tempi dei Sabbath, qualcosa che andava al di là delle indiscusse capacità dei musicisti coinvolti. Durante i concerti di Ozzy i fan avevano l’abitudine di lanciare sul palco svariati oggetti. Quel giorno il buon Ozzy, invece di vedersi recapitare una bandiera realizzata a mano riportante il logo di qualche fan club, si ritrova dinanzi a un pipistrello. Quindi che fa? Lo addenta o gli strappa la testa a morsi, qui la leggenda non è chiara e il gesto lo porterà poi a un ricovero per evitare di avere contratto la rabbia. Fu data notizia che Ozzy era morto in seguito al morso del pipistrello, e furono organizzati i suoi funerali, ai quali erano presenti oltre 10.000 fan: il funerale finì in concerto (e il cadavere del pipistrello non fu mai ritrovato). Il successivo album ("Speak Of The Devil") ritrae in copertina il cantante con la bocca tutta insanguinata ed un pipistrello nella parte superiore. Da questo fatto prende il titolo del tribute album dedicatogli, chiamato Bat Head Soup. Ci fu inoltre un periodo, negli anni ottanta, in cui circolarono voci secondo cui Ozzy sarebbe morto per aver contratto la rabbia in seguito al morso del pipistrello.

2) 1981: Ozzy Osbourne stacca a morsi la testa ad una colomba.
Durante una riunione con l’emittente televisiva CBS, assistono a un altro episodio, forse persino più agghiacciante dell'incontro con il pipistrello.
Qualcuno, sembra lo stesso Ozzy, aveva avuto la geniale idea di liberare al termine dell’incontro delle colombe, universale simbolo di pace: vittima di un improvviso languorino, il cantante prima libera una delle due colombe che tiene nelle mani, poi decide di dare l’ennesimo assaggio a una specie insolita.
Insomma, solita decapitazione di volatile per via orale.
Gli uomini d’affari rimasero scandalizzati da un gesto forse preparato a tavolino?

3) 1984: Pipì e formiche.
Nel 1984, durante il tour di Bark at the Moon con i Motley Crue di spalla, pare che Ozzy abbia dato inizio a una sfida con Nikki Sixx: la gara consisteva nel cercare di commettere gli atti più disgustosi possibili. Si sfidarono a orinare per poi leccare il proprio piscio: Six fu stracciato fin da subito, perché Ozzy non si interessò solo di ciò che aveva appena prodotto lui stesso, ma si lanciò direttamente sul liquido dell’avversario. Ozzy, poi, non contento di avere stupito i presenti, prese di mira delle sfortunate formiche di passaggio nella stanza sniffandosele. La cosa lasciò allibiti persino i Crue, gente più che avvezza a pratiche estreme.

4) Gatti.
Facile a questo punto accusare il cantante di odiare gli animali o, al massimo, di non tenere in gran considerazione le loro vite: ma con le sue bestiole come si comporta?
Non molto meglio pare, almeno stando a quanto dichiarato dalla prima moglie Thelma.
La donna disse una volta di essere rientrata a casa e avere trovato Ozzy rintanato sotto il pianoforte, completamente vestito di bianco, armato di fucile e coltello da caccia sporco di sangue.
Per quale ragione? Pare avesse preso a fucilate ed eliminato tutti i suoi diciassette gatti.
Perché? Effetto di droghe o alcol? Fame? Non si sa, e credo nessuno abbia il coraggio di addentrarsi troppo nella psiche del nostro, ma il mistero maggiore rimane capire come abbia fatto il cantante a non attirare l’odio del WWF o altre associazioni animaliste.

5) Squali.
La più recente delle rivelazioni sul rapporto del Madman con la fauna è riconducibile a Tony Iommi, che nella sua biografia racconta di avere alloggiato nel 1971 col resto della band nell’hotel Edgewater di Seattle che, essendo costruito su delle palafitte, dava la possibilità di pescare direttamente dalla propria finestra grazie alle lenze fornite dalla reception. Trattandosi di Ozzy non poteva catturare una carpa o un tonno, no di certo, quindi si ritrovò a condividere la camera con uno squalo. Dovendosi esibire quella sera, il frontman lasciò la preda nella vasca da bagno, solo per scoprire, una volta fatto ritorno dal concerto, che l’animale era morto a causa dell’impossibilità di muoversi in uno spazio tanto ristretto. E cosa si può fare con uno squalo morto in una stanza d’albergo? Si comincia a tagliarlo, riempiendo la stanza di sangue e schifezze varie. Non contento, Ozzy ha visto Tony Iommi spalleggiarlo nella sua follia, lanciando grazie alla lenza i resti dello squalo attraverso la finestra aperta di Bill Ward. Si può immaginare la gioia del batterista, che ha poi rigettato in mare la carcassa.
Un comportamento fin troppo ragionevole e difatti fra i membri originali Bill è quello rimasto in formazione per meno tempo.

6) Cocaina, super alcolici e tentativi di suicidio.
Osbourne prima di sposare Sharon, usò 5000 dollari, datigli da un amico in comune con Sharon, per comprarsi la cocaina (altri invece dicono che l'abbia fatto per acquistare superalcolici).
Inoltre si dice che Ozzy abbia tentato il suicidio numerose volte, a cominciare dall'età di 14 anni, per scoprire cosa ci fosse dopo la vita terrena.

7) Nel 1968, quando i Black Sabbath ancora si chiamavano Earth, Ozzy si verniciò interamente di porpora dalla testa in giù per attrarre l'attenzione del pubblico mentre cantava, ma non riuscì a raggiungere il suo scopo. Oltre a ciò, ci vollero ore prima che lui si liberasse della vernice.

8) Messe sataniche.
Si dice che lui e i Black Sabbath, causa testi, musica e modo di vestire, siano stati spesso invitati a prendere parte a messe sataniche, tra cui la famosa Satan's-Night, ma non vi presero mai parte dato che non erano su quell'onda di pensiero: per questo motivo il gruppo ricevette una maledizione dal capo di una setta ed è per ciò che Ozzy porta sempre, in ogni circostanza, una croce di metallo al collo, fatta immergere nell'acqua santa. Stessa cosa per gli altri tre membri.

9) Si dice inoltre che Ozzy, prima di sposare Sharon, le abbia chiesto di sposarlo per ben 17 volte.
Visto che il vocalist, in un modo o nell'altro, rovinava sempre l'atteso giorno con stravaganze varie e gesti folli.


Ozzy Osbourne (in un'intervista a Rolling Stones): "Non avrei mai pensato che sarei arrivato così lontano. Cinquant'anni sono molti. Non capisco perché sono ancora vivo dopo giorni infernali. Immagino che chiunque sia al piano di sopra, se c’è qualcuno, vuole che me ne vada in giro. Dovrei essere morto almeno 10 volte. Non lo dico per essere divertente. Ho avuto un incidente con il quad nel 2003. Il mio cuore si è fermato 2 volte. Sono andato in overdose un paio di volte, cosa del quale non vado fiero"