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domenica 7 aprile 2024

Gli Show Dei Cancer Christ: Battesimi Di Sangue e Rettiliani

I Cancer Christ sono una band che Grind/Hardcore/Punk che si definisce Reptilian-Christian-Christ-Violence. Dopo aver vissuto una vita di peccato e oscurità, il cantante Anthony Mehlhaff ha fondato la band, formata da 5 Snakeboy ed 1 Snakegirl, diffondendo il vero cristiano (in modo abbastanza goliardico). Dal punto di vista musicale è stato realizzato un solo EP "Satan Is A Bitch" registrato a Los Angeles nel 2022. La band seppur underground ha ricevuto una lieve ribalta per gli spettacolari show dal vivo, veri e propri rituali.

"Cristo sta morendo. Un cancro velenoso consuma il suo corpo e indebolisce la sua mente. Ogni giorno che passa, la sua luce si affievolisce fino a diventare un debole gemito e l'oscurità del male urla con un vigore tossico mentre il suo potere immondo e sacrilego fa collassare la razza umana. In assenza di Cristo, Lucifero ha iniziato a mettere alla prova la sua potenza suprema e distruttiva delle Trinità Oscure sul nostro pianeta debole e diviso. Il mondo si surriscalda, la malattia consuma tutto e la vecchia parola passiva e fragile di Dio cade nel vuoto. 
Cancer Christ ha visto il futuro malato, non troppo lontano di questo mondo, senza Dio. La nostra squallida esistenza ha bisogno di una parola di Dio nuova e più forte.
Cancer Christ è il vaso imperfetto per condurre una guerra santa contro coloro che desiderano trarre profitto dalle parole di un profeta morente. Cancer Christ comprende che il male deve essere combattuto con parole vere e azioni ancora più vere; il fuoco deve essere affrontato con il fuoco, l'oscurità deve essere affrontata con una luce sacra ardente e potente. La missione di Cancer Christ è trovare anime perdute per prendere le armi in questo nuovo e incerto corpo celeste. Accettiamo tutti: neri, bianchi, gay, etero, trans e tutti gli altri che desiderano combattere il male ovunque vomiti la sua putrida e vile malvagità. Questa impresa causerà molte vittime. Verranno sperimentati il ​​dolore e la tortura più estremi, ma non vacilleremo nella nostra missione divina di assicurarci un Nuovo Dio, unisciti a noi"

La band ha fatto parlare di sè al Knucklehead Hollywood di Los Angeles: "Prendetevi il venerdì libero e vivete un'esperienza davvero religiosa nella città dove i sogni vengono infranti; guardate le ossa che si rompono e le anime che vengono salvate"
I fans allo show hanno assistito a diversi battesimi all’interno di una vasca piena di sangue, mentre poco distante c’era chi combatteva su un improvvisato ring di wrestling.
Il frontman dei Cancer Christ, ha ribadito: "Sono un numero, servitore di Dio. Riconoscono tutta la feccia che ha sempre considerato Gesù come un’opzione"
Il cantante vestito come il Cristo, con tanto di corona di spine, ha battezzato alcuni dei presenti immergendoli in una vasca piena di liquido rosso. Sul palco, croci, bibbie e musicisti mascherati da rettiliani (umanoidi mascherati che secondo teorie del complotto avrebbero a che fare con alieni e controllo del mente).

domenica 17 ottobre 2021

Gli Amenra e Gli Insaguinati Show Dal Vivo: Uncini, Ganci e Ferite

Gli Amenra sono una band Doom/Sludge/Post Metal nata nel 1999 in Belgio. Il gruppo è debitore di band quali Isis, Agalloch, parti chitarristiche degli Alcest ed ovviamente a tutta la corrente Doom e Funeral con qualche spruzzata anche Black Metal (grazie ad alcuni Screaming).
La particolarità della band sono gli incredibili show dal vivo dove si vede il vocalist Colin H.Van Eeckhout trafiggersi con spuntoni ed uncini e buttarsi tutto insanguinato sul pubblico. Oltre al già citato Van Eeckhout, gli altri fondatori della band sono il chitarrista Mathieu J.Vandekerckhove e il bassista Kristof J.Mondy (che però ha lasciato nel 2006).


I DISCHI
Dopo diversi EP e split, l'esordio con "Mass III" arriva solo nel 2005. Già i 10 minuti dell’opener "The Pain.It Is Shapeless" lasciano intendere l'atmosfera malsana e di desolazione che si respira, prima che il vocalist Van Eeckhout dia il colpo di grazia. 
Si può udire un Post Metal alla Neurosis/Isis e ritmiche rallentate (Doom).
Sempre disperata la fangosa "Nemelendelle. Twuhste En Tljiste", parte più veloce "Am Kreuz. Ich Schreibe Eine Bibel In Blut", prima di rallentare bruscamente con influenze dei Cult Of Luna tra duetti clean e voce scream. Assolutamente disturbata anche "Le Fils Des Faux. Il Fallait Que Je Parte Pour Que Tu Viennes", segnata da una lunga litania in un clean angoscioso.
Le due ultime tracce, "From Birth To Grave. From Shadow To Light" e "Ritual", sono riedizioni di brani già sviluppati in release precedenti, con la prima più Industrial e la seconda contraddistinta da un minimalismo che mette i brividi. "Mass IIII" esce nel 2008 introdotta dall’opener sciamanica e tribalistica "Silver Needle, Golden Nail", come sempre ci sono influenze Doom come in "Le Gardien Des Rêves" o nella solenne "De Dodenakker". "Terziele" ha influenze Ambient, forse l'apice è la complessa "Razoreater" grazie ai suoi tempi e strutture liturgiche create.
Ottima anche "Aorte. Nous Sommes Du Même Sang" e la conclusiva e sofferente "Thurifer. Et Clamor Ad Te Veniat". 
"Mass V" esce nel 2012 e la prima cosa che balza agli occhi è il format: siamo infatti scesi a sole 4 canzoni, tutte abbondantemente attorno ai 10 minuti di durata. Suoni, stile, ritmiche e chitarre non sono molto diverse dal passato, forse iniziano a mancare soluzioni più coraggiose che per una band Post Metal con influenze Sludge non dovrebbero mancare. Tuttavia si tratta di un platter assolutamente ascoltabile. L'opener "Dearborn And Buried" con le sue influenze Funeral rimane un gran pezzo, un po' meno convincente "Boden". Belle anche le atmosfere Ambient/Drone di "À Mon Âme". L'inquietante esperienza multisensoriale, si conclude con "Nowena | 9.10". Forse quello che si può dire è che questo disco si avvicina maggiormente a territori Funeral Black.
Nel 2017 esce "Mass VI" dove la band probabilmente prova ad ampliare i potenziali fruitori. Bisogna citare "Children Of The Eye" e "Plus Près De Toi (Closer To You)" più in linea con il passato.
Davvero particolare "A Solitary Reign" con la sua alternanza Scream/Clean in cui si mischiano Agalloch, Tool, Alcest e Neurosis. "Diaken" è l'altro pezzo da 90 del disco. Con questo album, il ciclo dei "Masses", nome con cui venivano chiamati, tutti gli album degli Amenra, giunge a compimento. 
Il nuovo disco "De Doorn" (2021), insieme al nuovo contratto per Relapse, inaugura una nuova stagione. Come un monolite, il nuovo lavoro oscura la strada con un cantato in fiammingo e testi cimiteriali, sacrali, di forte tradizione ottocentesca, romantica e mistica. 
La musica sembra più un rituale che assimilabile al Rock/Metal, trattandosi di un viaggio che alterna pesantezze Post Metal/Sludge a oceani di vuoto ambientale. Dobbiamo aspettare quasi cinque minuti per trovarci di fronte al muro sonoro di chitarre e batteria a cui gli Amenra ci hanno abituato e che esplode nella seconda parte dell’opener "Ogentroost", un marcia funebre Doom impreziosita da vocals femminili per nulla rassicuranti. Le chitarre udite in "De Dood In Bloei" anticipano "De Evenmens" forse il momento più classico del disco degli Amenra, grazie ad un'ottima prestazione vocale di Colin e alla disperazione che pervade la seconda parte della canzone.
Sulla stessa lunghezza d’onda la lunghissima, "Het Gloren" un canto disperato che mischia Doom e Post Metal. La chiusura spetta alla altrettanto lunga "Voor Immer", una litania che collassa in un finale disperato e violento, con distorsioni crescenti e chitarre devastanti.


SHOW ESTREMI: UNCINI, GANCI E FERITE
Come già detto, gli show degli Amenra sono molto particolari. l'esibizione al famoso locale Ancienne Belgique di Bruxelles è speciale per la band, non solo essendo stato uno degli spettacoli più grandi in cui abbiano mai suonato, ma soprattutto per aver anticipato il nuovo album, "Mass VI".
Ma i concerti cosa hanno di speciali? Sul palco Colin H Van Eeckhout, urla, con il sangue che scorre dal suo petto trafitto da spuntoni uncinati che feriscono il suo corpo. Immergendovi nel mondo degli Amenra, raramente sentirete le parole gioia o divertimento. Perché non è di questo che si tratta. A differenza di molte altre band, la forza trainante dietro il lavoro dei belgi non è il divertimento ma il bisogno primordiale di manifestare il proprio istinto.

"Non lo facciamo per divertimento o per divertire. Molte persone dicono che prima degli spettacoli devi solo provare a goderti il ​​momento. Ed è vero perché è un grande momento, ma è così difficile. Non abbiamo ancora capito come farlo. Quindi non ci guardiamo mai indietro con pensieri felici"

E questo non vale solo per l'esperienza live, ma per ogni aspetto della vita degli Amenra. Nei cinque anni trascorsi prima di "Mass V", i musicisti hanno vissuto la vita in tutta la sua ambivalenza, piangendo morti e tragedie personali oltre a celebrare la nascita di una nuova vita. Hanno raccolto queste esperienze fino a quando ognuno di loro ha sentito l'impulso e la necessità di lavorare sul nuovo materiale incanalando i propri sentimenti: musica che illustra la dualità dell'esistenza e il contrasto tra luce e oscurità.

Colin H Van Eeckhout: "Siamo tutti le stesse macchine organiche, abbiamo tutti la stessa chimica che si verifica nel nostro cervello. Se capisci te stesso, probabilmente hai più capacità di capire anche gli altri. Quindi analizziamo molto, non solo le cose che fanno male perchè possono renderti più forte o più saggio"

Per il padre di due figli, ha assolutamente senso tradurre l'invisibile sofferenza mentale ed emotiva in un vero e proprio dolore fisico, che tutti possano vedere. Questi rituali dal vivo o, più recentemente, l'aver trapassato la propria pelle con ganci metallici, sono carichi di significato simbolico, segnano determinati punti nel tempo, superano ostacoli e limiti fisici, portando l'idea del rituale fuori dal contesto religioso. Colin: "Non ho uno strumento con cui lavorare; il mio corpo e le mie corde vocali sono i miei strumenti. Cerco di usarli nel modo più completo"

Mentre il rituale dal vivo era un modo per commemorare un nuovo passo nell'evoluzione di Amenra, era anche un mezzo per onorare suo padre, la cui morte ha avuto l'influenza principale sul lavoro del musicista sin dall'inizio di Amenra. Stesso discorso per il batterista Bjorn che vide la madre morire poco prima che la band iniziasse a registrare "Mass VI": "Per Mass VI, volevamo portare le nostre madri in studio e intervistarle, parlare della vita, della morte, dell'amore, della maternità e dei loro figli e incorporarle nell'album"

La band ha avuto il tempo di intervistare Paulette, la madre di Bjorn MA ha deciso di rimandare l'idea. "Quando è morta un paio di mesi dopo, sapevamo che quella registrazione sarebbe passata ad un altro livello. Conserviamo quel materiale in un luogo sicuro. Sono abbastanza sicuro che sarà la nostra molla con cui lavorare per gli anni a venire"

Colin: "So che potevo gestire sei uncini nella mia schiena ma non sapevo se potessi gestire 14 ganci, se potessi gestire i ganci nella mia parte anteriore. Prima dello spettacolo, ne parlavamo tutti. Forse sarei svenuto, poteva succedere di tutto. Ma ho detto a Bjorn che l'avrei fatto funzionare, per sua madre e mio padre. Così durante lo spettacolo abbiamo chiuso gli occhi e l'abbiamo fatto insieme. È un cliché per le band dire che la loro musica è catartica o una forma di terapia. Ma la natura ripetitiva della materia oscura dell'esistenza è davvero come una sessione di terapia. È come incanalare la tua energia in quel momento, impacchettare tutta quella merda lì per poi concentrarti di nuovo sulla luce fino alla prossima sessione"

È difficile, è doloroso, ma alla fine sopravvivi e ne esci più forte, forse anche con un senso di speranza in più.

venerdì 4 dicembre 2020

I One Tail One Head e Gli Infuocati Live Show: Risse e Rituali

Facenti parte della seconda ondata di Black Metal norvegese proveniente da Trondheim (precisamente Nidrosian Black Metal, grazie ad un'intuizione della Terratur Possessions che ha riunito sotto la sua etichetta questo tipo di band provenienti tutte dalla stessa zona geografica), i One Tail, One Head sono sicuramente tra le band più promettenti della scena (dopo che i Celestial Bloodshed sono stati costretti allo scioglimento, dal momento che il vocalist Steingrim Torson venne sparato ed ucciso in circostanze mai chiarite del tutto).
Le influenze Hellhammer, Celtic Frost degli albori, Venom, vecchissimi Samael, Mayhem e Darkthrone con escursioni in regimi occulti e celebrativi si sprecano in tutte le composizioni del combo.
Non che, esclusi Demo ed EP, per la verità siano tantissime.
Ma l'omonimo "One Tail, One Head" è sicuramente da ascoltare con "In The Golden Light" e "The Splendour Of The Trident Tyger" che sembrano fare il verso ai Celtic Frost più marci (per quanto riguarda riff e ritmi, un po' meno le indemoniate vocals).
La titletrack invece richiama il Black Metal norvegese dei bei tempi che furono con in più influenze Hardcore e drumming velocissimo.
"Sulphorous Vision" è invece quasi un mid tempo con atmosfere gelide e malsane.
"Cleanse, Enshrine In Madness" ed "Awaken" continuano il massacro.
Per il resto l'etichetta fa uscire i dischi di questa scena in cassette, 7 pollici e a tiratura limitata, proprio come tradizione più underground vuole.


GLI INCREDIBILI LIVE SHOW
Al di là della proposta musicale, ciò che colpisce di questa band sono però gli show dal vivo.
I membri si presentano tutti ricoperti di sangue e corpse paint (non che queste siano delle novità diciamo), orgogliosamente vestiti come metallers anni 80.
I suoni sono ruvidi, grezzi e selvaggi, i piatti risuonano alti e creano un po’ di confusione, l'atteggiamento mostrato live è quello di belve assetate di sangue.
Rituali evocati dai toni declamatori dell’impazzito singer Luctus e perpetuati spesso dalla presenza di un candelabro e di un teschio ricoperto di incenso davanti alla batteria.
All’interno di una line-up selvaggia e dalle movenze on-stage più incandescenti, il cantante Luctus è quello più fuori di testa.
Il vocalist negli show live cerca sempre il contatto con i fans, cerca di aizzarli, di spingerli al mosh, quasi aggredendoli, cercando di provocare continue risse.
Occhi fuori dalle orbite e sguardo da psicopatico.
Altre volte invece pare abbia serie difficoltà a reggersi in piedi.
L’esecuzioni parossistiche risentono di un gusto metal old-school e la separazione tra Black e Thrash tedesco (o comunque grezzissimo) degli anni 80 è, come non mai, quasi impalpabile.

martedì 20 agosto 2019

La Storia Dei Batushka: I Rituali Live e La Scissione Della Band

I Batushka vennero fondati a Białystok, in Polonia, nella primavera del 2015 da ignoti (poi si scoprirà che dietro c'era il polistrumentista Krzysztof "Derph" Drabikowski).
La band ebbe l'intuizione di combinare il Black Metal e le tradizionali canzoni liturgiche della Chiesa ortodossa quando il leader ascoltando musica liturgica ad alto volume, sentì qualcuno urlare "gli inni di Dio sono più Metal di qualsiasi musica satanica Black Metal là fuori".
Per tutto il primo trimestre del 2015, Drabikowski compose e registrò la musica, scrivendo i testi, dipingendo i disegni per l'album e creando da solo il concept generale e l'immagine della band fino a decidere di far entrare nella band Marcin Bielemiuk ri-registrando le parti di batteria.
Drabikowski originariamente invitò il suo amico ed ex compagno di band di Heuresis Lech a fare le parti vocali, ma abbandonò il progetto perché non sapeva come scrivere la vecchia Church Slavonic. Nel luglio 2015, Drabikowski ha reclutato il cantante Bartłomiej Krysiuk per registrare le parti vocali. L'album venne completato nei mesi seguenti e Drabikowski convinse Krysiuk e Bielemiuk a trasformare i Batushka in un progetto anonimo, secondo Drabikowksi questo venne deciso in modo che gli ascoltatori potessero concentrarsi solo sulla musica. Effettivamente durante gli anni successivi, la formazione della band rimase sconosciuta al pubblico. Il gruppo pubblicò il singolo "Yekteníya VII" a novembre 2015, prima del loro album di debutto Литоургиіа ("Litourgiya") (inglese: Lithurgy) a dicembre. L'album venne acclamato dalla critica, con vari siti che etichettarono Litourgiya uno dei migliori album Metal del 2015, diventando anche un successo commerciale nella scena metal polacca.
La band riuscì ad aprirsi un antro di luce infernale nel mezzo di decine di band poco originali o di scarsa qualità. Si tratta di un album misantropo e satanico impostato su un livello aulico ricco di significati. La band celebra una liturgia in favore del satanismo in senso stretto, anche se odio e morte fanno comunque capolino tra le righe. Sette canzoni denominate Ектения/Yekteniya (litania) che formano un costante filo conduttore per tutti i 41 minuti di durata. S'inizia con ritmiche ai limiti del Doom atmosferico.
Con "Yekteniya: II" la band inserisce elementi evocativi e semi-psichedelici. Tutto l’insieme è una costante sovrastruttura di sonorità audaci ed intransigenti, sino a quel fatidico terzo passaggio dove si rimane incatenati ad un decadente vortice di malvagità dove nulla diventa tutto e tu sei parte dello svanire del tempo. "Yekteniya: IV"  è estrema e di scandinava memoria.
Spettacolare anche "Yekteniya: VI" con il sui coro iniziale. A livello strutturale l’intero concept si districa attraverso alcune basi strumentali che possono apparire superficialmente identiche le une con le altre, quasi a voler riprendere i riff di una traccia per offrire un ciclo vitale e ideologico all’intero scorrere dell’album. Alla base dei Batushka c’è una chiara componente satanica, un abisso oscuro che inghiotte tutto, senza speranza alcuna.


ALCUNI PROBLEMI LIVE
Il gruppo è solito salire sul palco rigorosamente incappucciato, con i volti coperti e con vesti ispirate alla tradizione ortodossa, circondato da una impenetrabile atmosfera di mistero, costruita con massicce dosi di luci rosse, candele, incenso (fumo) e altare (tipo sacerdoti). Per il resto cori liturgici ed atmosfere sacrali inneggianti all'anticristianesimo. La formazione dal vivo della band comprendeva in totale 8 membri: Drabikowski alla chitarra solista, Krysiuk alla voce e Bielemiuk alla batteria insieme a 3 cantanti, un bassista e un chitarrista ritmico. A seguito di alcuni tour in Polonia, vennero programmati anche concerti in Russia e Bielorussia, ma furono cancellati a causa di proteste e presunte minacce di morte. L'anonimato iniziò a venire meno proprio quando Drabikowski, in alcune interviste, dovette spiegare che la band era stata bannata da alcuni paesi dell'Est.


LA SCISSIONE IN DUE DELLA BAND
Nell'aprile 2018 Marcin Bielemiuk lasciò il progetto per ragioni sconosciute, anche se poi si seppe che venne licenziato da Drabikowski dopo aver criticato alcuni suoi atteggiamento e quello di alcuni turnisti live. Il 23 dicembre 2018, Drabikowski annunciò di aver deciso di separarsi dal cantante Bartłomiej Krysiuk "a causa di comportamenti inadeguati da parte sua".
Nello stesso post, Drabikowski dichiarò che "Ci sono stati tentativi di portarmi via la mia creazione Batushka e il prossimo album Панихида (inglese: Requiem) non presenterà la sua voce".
Inoltre pare che Krysiuk ed altre persone siano state denunciate perchè dopo la cacciata fingevano di essere i Batushka. Il 6 maggio 2019, Drabikowski ha rilasciato un aggiornamento sui procedimenti giudiziari, affermando che il tribunale ha deciso che Krysiuk non può andare in tournée sotto il nome di "Batushka" o rilasciare nuova musica sotto il moniker fino alla fine del processo.
Krysiuk ha dichiarato di non avere intenzione di onorare la decisione della corte.
Un mese dopo lo stesso ha pubblicato un aggiornamento in cui il suo team legale è riuscito a fare appello al rovesciamento della decisione del tribunale che gli ha proibito di usare il moniker "Batushka" per tour e merchandising mentre il caso procede, tuttavia, Drabikowski è ancora autorizzato a usare il nome della band a vario titolo, nonostante i tentativi di Krysiuk di censurarlo attraverso divieti e abbattimenti su Bandcamp e social media. In poche parole, entrambi i membri, dicono di aver cacciato dalla band...l'altro e di essere gli unici detentori del nome. Il 13 maggio 2019, i Batushka di Drabikowski pubblicarono una canzone attraverso il proprio account YouTube chiamata "Песнь I" (Ode 1). Il 15 maggio 2019, i Batushka di Krysiuk fecero altrettanto attraverso l' account YouTube della Metal Blade pubblicando "Chapter I: The Emptiness - Polunosznica (Полунощница)".
Sono stati realizzati anche dei video musicali per le canzoni "Wieczernia", "Liturgiya" e "Utrenia" e, a causa del contraccolpo generato dai sostenitori di Drabikowski, tutti i video musicali avevano la sezione "Mi piace / Non mi piace" e dei commenti disabilitati su YouTube. Anche i post dei Batushka su Instagram della Metal Blade hanno le sezioni di commento disabilitate.


BATUSHKA DI DRABIKOWSKI
Il 27 maggio 2019, i Batushka di Drabikowski pubblicarono un nuovo full chiamato "Панихида" ("Panihida"). A livello di copertina, il disco riprende la copertina del fortunato Liturgiya ma con tratti più elementari, dipinta come se fosse una copia primitiva di quel precedente disegno.
Le otto tracce chiamate semplicemente "Песнь" (canzone), sono un viaggio nei meandri della mente malata dell’artista che mette subito in luce chi fu il vero compositore del disco di debutto della band; i riff claustrofobici che spaziano dal Death al Black conservano i blast beat e i tempi rallentati al limite del Doom, senza scordarci dei canti liturgici tradizionali della chiesa ortodossa.
Un disco che comunque dalla prima all’ultima traccia suona underground come un vero disco di Black Metal deve suonare, sporco, rozzo e cattivo. Tanti bei riff, belle atmosfere occulte e mistiche che rendono ottimi il platter, inframezzati da momenti più caotici e confusi (oltre che da arrangiamenti quantomeno discutibili). Inoltre la produzione lascia il tempo che trova.
Il disco inizia davvero con una canzone Black/Death lenta ed evocativa col suo incedere gotico al limite del Dark con i canti liturgici a sommergerci nella loro atmosfera nera, che fa da contraltare alla seconda canzone, una vera e propria bordata che ci accoglie con una sfuriata di doppia cassa e scream sino a giungere alla bellissima variante centrale di rara eleganza ed epicità che riesce nel suo intento a trasportarci mentalmente in un universo parallelo e dannato grazie alle atmosfere malate.
Anche la terza track è un misto tra Black e Death dove la lentezza estenuante viene interrotta da dei tempi in blast. Più Black Metal "Песнь 4", invece in "Песнь 5" a farla da padrone inizialmente è una mistica atmosfera rarefatta e raffinata per poi lasciare spazio al blast inferocito della batteria e ai tempi più veloci. Poco convincente la confusa "Песнь 6" e la successiva. Ottima invece "Песнь 8", una vera bordata Black Metal old school con i canti liturgici che finalmente lavorano come dovrebbero o quantomeno come avveniva nel disco d'esordio.


BATUSHKA DI KRYSIUK, POI DIVENTANTI PATRIARKH
Il 12 luglio 2019, i Batushka di Krysiuk pubblicarono "Hospodi", che ha ricevuto recensioni contrastanti da parte della critica. Da un lato quelli di Drabikowski dovrebbero essere i veri Batushka, dall'altro lato questi hanno il supporto della Metal Blade che li considera quelli ufficiali.
Il disco è una sorta di concept album basato sulla Liturgia della Morte, ovvero riti funebri rinforzati da lunghi intermezzi di canti religiosi. Anche qui l'atmosfera è occulta. L’album inizia al suono di una campana che rende chiaro sin dal primo rintocco che i Batushka non si sono allontanati dalle tematiche del disco precedente, come si può evincere anche dalla copertina dell’album in pieno stile ortodosso.
Una rottura con il passato la si può scorgere leggendo la tracklist, visto che i pezzi presentano ognuno il proprio nome.
La prima traccia, "Wozglas", con i suoi cori ecclesiastici conferisce un senso di solenne sacralità, tipico delle funzioni religiose. Ma è una sacralità satanica se così vogliam dire. Con la seconda traccia "Dziewiatyj Czas" ha inizio il caos: uno scream graffiante distrugge tutto e squarcia la pacata tela liturgica. I blast beat, chitarre a otto corde che spaziano dal Black a massicci riff in stile Black N'Roll (come nel brano "Wieczernia"), epiche melodie liturgiche e cori baritoni che si frappongono tra i vari screaming tipicamente Black. Inoltre, il disco contiene due singoli: "Polunosznica", il cui incipit riprende lo stesso coro religioso presente nella traccia "Yekteniya VI" di Litourgiya e "Wieczernia".
I brani sono collegati uno all'altro. La domanda che sorge spontanea comunque è: quali sono i veri Batushka? Sicuramente dal punto di vista artistico quelli di Drabikowski. Secondo la Metal Blade questi. In realtà la battaglia legale si risolverà con quelli di Krysiuk costretti a cambiare nome diventando nel 2024 Patriarkh.


ALTRE BAND BATUSHKA
Come parodia e per sfruttare il trend in quegli anni (visto che la band stava avendo grande successo) nacquero decine di band con questo nome, anche di generi diversi.