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lunedì 5 ottobre 2026

La Storia Dei Nachtmystium e Di Blake Judd: Droga, Furti, Truffe e Arresti

Nachtmystium sono una band Black Metal molto controversa, a causa del comportamento del suo leader Blake Judd. Questa è una storia non solo di musica ma anche di droga, arresti ed incredibili truffe ai fans della band stessa. Inoltre i Nachtmystium sono stati erroneamente associati al movimento NSBM (National Socialist Black Metal). Judd ha sempre negato l'appartenenza a movimenti neonazisti, dichiarando che la band non supporta né promuove alcuna ideologia politica. Tuttavia, l'affiliazione a determinate etichette discografiche vicine al NSBM (Unholy Records, branca della Resistance Records) e la partecipazione a festival che includevano band con ideologie naziste hanno generato critiche e polemiche. I Nachtmystium sono stati una delle realtà più importanti e controverse del Black Metal americano degli anni 2000: partiti da un Black Metal primitivo e ferocemente underground, sono arrivati a incorporare psichedelia, Industrial e musica sperimentale, diventando una delle formazioni più riconoscibili della cosiddetta nuova scena USBM. Poi è arrivato il crollo. Dipendenza da eroina, furti, denaro sparito, merchandise mai spedito, accuse di truffe ai danni dei fan e di ex compagni di band, un arresto, il carcere e un periodo di vita da senzatetto. La cosa particolarmente inquietante è che tutto questo è avvenuto proprio mentre i Nachtmystium stavano raggiungendo il massimo della propria popolarità.


GLI INIZI
I Nachtmystium nascono nel 2000 nell'area di Chicago per iniziativa di Blake Judd, allora conosciuto con lo pseudonimo di Azentrius. Il progetto nasce inizialmente come un ritorno al Black metal più primitivo e underground, lontanissimo dalle ambizioni che Judd avrebbe sviluppato negli anni successivi. Judd aveva inoltre fondato la propria etichetta, Battle Kommand Records, attraverso la quale avrebbe contribuito alla diffusione di una parte della scena Black Metal americana. Il suo nome iniziò così a circolare ben oltre i confini dei Nachtmystium. La prima formazione stabile vedeva Judd affiancato da Pat McCormick e, successivamente, da altri musicisti della scena di Chicago. Nel corso degli anni Nachtmystium sarebbe diventato soprattutto un progetto personale di Judd, con una quantità impressionante di musicisti che sarebbero entrati e usciti dalla formazione. Il primo periodo è però ancora quello del Black Metal underground: produzione sporca, riff taglienti, atmosfera ostile e nessuna intenzione di diventare una band accessibile.


DISCHI
Il debutto "Reign of the Malicious" rappresenta il Nachtmystium più vicino al Black Metal tradizionale. Registrato inizialmente in una versione più professionale nel 2001 e poi completamente riregistrato nella sala prove su un Tascam Porta-02 a quattro tracce, il disco conserva deliberatamente un suono sporco e primitivo. La prima registrazione, infatti, venne scartata perché Judd e compagni la giudicarono troppo pulita. I brani sono dominati da riff gelidi, blast beat e una produzione volutamente underground. Non c'è ancora traccia della psichedelia che arriverà più avanti. "Reign of the Malicious", "Infernal Fury", "Ritual Sacrifice" e "May Darkness Consume the Earth" rappresentano bene questa prima fase. Con "Demise" (2004) i Nachtmystium iniziano a mostrare i primi segnali di evoluzione.
Il disco mantiene una solida base Black Netal ma comincia ad aprire crepe attraverso cui filtrano atmosfere più psichedeliche e sperimentali. Il suono rimane comunque decisamente più tradizionale rispetto ai lavori successivi. Judd non sembra ancora interessato a demolire completamente i confini del genere: li sta semplicemente spostando. È il disco di transizione fra il Nachtmystium underground e quello che, di lì a poco, avrebbe attirato l'attenzione di una platea molto più ampia.
Nel 2006 esce "Instinct: Decay" che è il disco che trasforma Nachtmystium da progetto Black Metal americano di culto a una delle band più interessanti dell'underground statunitense. Le strutture Black Metal vengono contaminate da Psichedelia, Industrial e atmosfere allucinate. Il risultato è oscuro ma anche ipnotico, con riff melodici e ripetitivi, tastiere, effetti e una produzione che contribuisce a creare un senso di paranoia permanente. Brani come "A New Damnation", "Solitary Voyage", "This Life, This Death", "Eternal Return" e "Instinct: Decay" mostrano una band che ha smesso di preoccuparsi di essere "true". È probabilmente il vero capolavoro dei Nachtmystium.
Con "Assassins: Black Meddle, Part I" (2008) Judd decide di spingersi ancora più lontano. Il Black Metal diventa una componente di un organismo molto più grande, nel quale entrano Psichedelia, Metal e Industrial. La struttura dei brani diventa più immediata e alcuni passaggi sono sorprendentemente orecchiabili. "Assassins", "Your True Enemy", "Code Negative", "Four Chains of Oxygen" e soprattutto "One of These Nights" rappresentano il nuovo volto dei Nachtmystium. Il risultato divide inevitabilmente il pubblico più conservatore, ma contribuisce a trasformare Nachtmystium in un nome molto più conosciuto. Il successivo "Addicts: Black Meddle, Part II" (2010) porta quella stessa filosofia dentro il tema della dipendenza. L'album è ancora più sperimentale e incorpora Industrial, Elettronica e strutture quasi psichedeliche. "High on Hate", "Nightfall", "No Funeral", "Addicts" e "Ruined Life Continuum" sono fra i pezzi più rappresentativi. Judd ha spiegato successivamente che questo disco era fortemente legato alla propria esperienza con l'abuso di sostanze. Già nel 2012, prima che lo scandalo esplodesse pubblicamente, parlava dell'album come della storia di ciò che aveva fatto a sé stesso attraverso l'abuso di droghe. Questo rende il disco particolarmente inquietante alla luce degli eventi successivi. 
Dopo gli esperimenti dei due Black Meddle, Nachtmystium tornano verso il Black Metal con "Silencing Machine" (2012). Ma è un ritorno solo parziale: la band conserva molte delle lezioni imparate attraverso gli esperimenti precedenti. Il risultato è più aggressivo e oscuro, ma con una produzione molto più nitida. Alcune canzoni da ascoltare: "Dawn Over the Ruins", "The Lepers of Destitution", "Silencing Machine", "And I Control You" e "Borrowed Hope and Broken Dreams". Il disco arriva nel momento di massima visibilità della band ma dietro le quinte la situazione di Judd sta già precipitando.
"The World We Left Behind" viene registrato nel 2013, mentre Judd è ormai nel pieno della dipendenza da eroina infatti annuncia la fine della band. Musicalmente prosegue la linea del disco precedente, con elementi psichedelici e sperimentali ma una struttura più riconducibile al Black Metal. "Predator Phoenix", "Voyager", "The World We Left Behind", "Into the Endless Abyss" e "On the Other Side" sono fra i brani più rappresentativi. Lo stesso Judd avrebbe poi raccontato che, quando l'album fu realizzato, stava combattendo una dipendenza da eroina durata circa quattro anni.  Il problema è che proprio durante la realizzazione del disco esplode lo scandalo che avrebbe distrutto la reputazione della band.


DROGA, FURTI, TRUFFE E ARRESTI
Nel 2009 Judd si rompe una gamba durante le registrazioni di un album dei Twilight. Gli vengono prescritti oppioidi per il dolore e, secondo il suo stesso racconto, quella esperienza contribuisce alla successiva dipendenza da eroina (dopo aver iniziato con marijuana e cocaina). Più precisamente assume il farmaco OxyContin (antidolorifico), diventandone dipendente dopo qualche mese e continuando ad acquistarlo in modo illegale (senza alcuna prescrizione). In questo periodo anche i testi della band iniziano a parlare di abuso di droghe, odio, autodistruzione, isolamento. Nel 2011 entra in una clinica per disintossicarsi ma appena uscito torna a drogarsi nuovamente. La band è costretta ad annullare diversi concerti, si ricorda uno ad Houston dove Judd viene ritrovato in overdose nel bagno privo di sensi. La dipendenza diventa progressivamente incontrollabile. Nel frattempo i Nachtmystium stanno crescendo. Tour sempre più importanti, contratti discografici più grandi, merchandise, buona fanbase. Ed è proprio qui che la situazione finanziaria comincia a diventare seria. Nel 2013 cominciano a moltiplicarsi le accuse di fan che avevano pagato per dischi, magliette, bundle e materiale raro senza ricevere nulla. La testimonianza più dettagliata arriva da Neill Jameson dei Krieg, all'epoca amico strettissimo di Judd e suo compagno nei Twilight. In un articolo pubblicato da Vice nel 2014, Jameson raccontò che Judd avrebbe raccolto migliaia di dollari attraverso preorder e vendite di materiale che in alcuni casi non esisteva, cancellando o bannando gli utenti che chiedevano spiegazioni. Jameson raccontò anche di aver scoperto che Judd vendeva dischi rari che in realtà non possedeva più, perché la sua stessa collezione era già stata venduta. La situazione degenerò fino alla nascita di una pagina chiamata Blakecrush, creata da persone che sostenevano di essere state truffate. La vicenda diventa ancora più pesante quando entra in gioco il supergruppo Twilight, formato da diversi protagonisti dell'underground Black Metal americano. Neill Jameson accusò Judd di avere gestito in maniera opaca i soldi relativi alla ristampa del primo album dei Twilight, facendo arrivare a sé pagamenti che avrebbero dovuto essere distribuiti agli altri componenti. Jameson raccontò inoltre che Judd avrebbe cercato di concedere in licenza materiale appartenente anche agli altri membri senza averne l'autorizzazione. Il rapporto personale tra i 2 era tutt'altro che marginale: Jameson raccontò di essere stato addirittura al matrimonio di Judd. Il 5 ottobre 2013 Blake Judd viene arrestato a Chicago per furto di proprietà di valore inferiore ai 500 dollari. La chitarra apparteneva al suo coinquilino. Secondo Neill Jameson, Judd aveva rubato la chitarra e l'aveva portata a un banco dei pegni per ottenere denaro con cui comprare droga. Judd stesso, negli anni successivi, avrebbe confermato sostanzialmente questa dinamica. Nel 2020, nella sua lunga dichiarazione sulla fine dei Nachtmystium, Judd scrisse che il furto della chitarra era avvenuto mentre stava registrando "The World We Left Behind" e che l'aveva impegnata per alimentare la propria dipendenza. Riceve una condanna per felony (reati gravi), carcere e poi due anni successivi vissuti da senzatetto e sottoposti a probation. 
Quando la situazione iniziò a sfuggire pesantemente di mano, la Century Media iniziò a prendere provvedimenti concreti per onorare alcuni preorder rimasti inevasi. Infatti nel 2014, la situazione diventa insostenibile anche per l'etichetta. Judd incolpa il manager della band ma si scopre che è lui il responsabile. Anche altre case discografiche (Hell's Headbangers e Nuclear War Now!) accusano la band di truffa: ovvero materiale venduto a più persone, malgrado poi effettivamente i fans non ricevessero nulla. Judd pubblicava annunci su Facebook di materiale rarissimo (CD e LP) e lo vendeva a centinaia di dollari, in seguito trovava scuse dicendo che l'ordine era andato perso o bloccava gli utenti che si lamentavano per non aver ricevuto il pacco. Ovviamente con quei soldi si comprava la droga. L'etichetta aveva già cercato di aiutarlo, arrivando, secondo le ricostruzioni disponibili, a finanziare un percorso di riabilitazione attraverso MusiCares. Ma dopo le controversie legate ai preorder e alla gestione del materiale promozionale, la label licenzia la band che decide di sciogliersi. La parte più impressionante della storia è forse ciò che Judd raccontò nel 2020. Judd ebbe 9 anni di dipendenza da eroina per via endovenosa. Nella sua ricostruzione, prima erano arrivati anni di consumo eccessivo di cocaina e alcol; successivamente l'eroina aveva completamente divorato la sua vita. Scrisse di aver venduto o regalato praticamente tutto quello che possedeva. Amici e familiari lo avevano abbandonato. Aveva perso il rapporto con gran parte delle persone che lo circondavano. Era stato arrestato. Aveva passato un periodo da senzatetto. Nel 2016 raccontò di essere arrivato al punto di chiedere al merchandise seller della tournée di procurargli eroina.
Nel 2016 Judd tornò a parlare pubblicamente dopo circa due anni di silenzio dove ammise di avere sviluppato una mentalità profondamente distorta. Disse che nella sua testa essere una rockstar gli dava quasi il diritto divino di essere completamente fatto e drogato. Raccontò anche di essere arrivato a vivere per strada e di essere finito completamente fuori controllo. Nel 2017 Judd fonda insieme ad altre persone l'Ascension Monuments Media, un'etichetta per vendere dischi rari, vennero vendute anche copie non autorizzate dei Judas Iscariot (band americana Black Metal). Etichetta viene bloccata su vari portali per diffusione di materiale non autorizzato ed accusata anche di truffa, Judd è costretto a cambiare identità online sino a scomparire per un po'. Nel 2018 torna (pare ripulito) e firma per la Prophecy Productions ma l'etichetta riceve un sacco di insulti per aver messo sotto contratto la band.



IL RITORNO
Judd riforma i Nachtmystium e nel 2024 pubblica "Blight Privilege". È il primo vero album della nuova fase della band e viene presentato come il lavoro di un Judd ormai sobrio e profondamente cambiato. L'etichetta sottolinea esplicitamente che si tratta del primo album dei Nachtmystium composto da Judd completamente sobrio. Musicalmente il disco recupera Black Metal melodico e Psichedelia ma con un approccio più maturo e meno caotico rispetto ai lavori degli anni 2000. "Predator Phoenix", "A Slow Decay", "The Arduous March" e "Blight Privilege" compongono un album che sembra quasi una dichiarazione di sopravvivenza. Il titolo stesso è particolarmente appropriato: privilegio ottenuto attraverso la rovina.

martedì 29 settembre 2026

La Storia Degli Obituary e Tutti Gli Arresti Di Allen West

Se si dovesse scegliere una manciata di gruppi responsabili della nascita del Death Metal, gli Obituary sarebbero inevitabilmente tra i primi nomi. Nati a Tampa nel 1984 con il nome Executioner, poi Xecutioner, i fratelli John e Donald Tardy, Trevor Peres e Allen West avrebbero contribuito a definire un suono che sarebbe diventato immediatamente riconoscibile: chitarre enormi e fangose, riff semplici ma pesantissimi, rallentamenti quasi Doom, batteria brutale e soprattutto il growl cavernoso di John Tardy. Insieme a Morbid Angel, Death, Deicide e pochi altri, gli Obituary sono una delle band fondamentali della prima generazione Death Metal americana. Ma mentre la storia degli Obituary è quella di una band capace di attraversare quattro decenni senza cambiare sostanzialmente formula, quella del loro primo chitarrista Allen West è decisamente più tormentata. E parecchio criminale.


DISCHI
Il debutto è uno dei pilastri del Death Metal. Registrato ai Morrisound di Tampa con Scott Burns, "Slowly We Rot" prende la pesantezza del Thrash e la trasforma in qualcosa di molto più putrido e malato. La voce di John Tardy è ancora più estrema rispetto alla maggior parte delle produzioni contemporanee, mentre le chitarre di Trevor Peres e Allen West costruiscono riff apparentemente elementari ma devastanti. "Internal Bleeding", "'Til Death", "Slowly We Rot", "Gates to Hell", "Bloodsoaked" e "Deadly Intentions" sono alcuni dei brani simbolo. Il disco ha inoltre un'importanza storica enorme: è considerato uno dei primi veri album Death Metal e contribuì a fissare il vocabolario del genere della Florida. Con "Cause Of Death" (1990) arriva il primo grande dramma della carriera di Allen West. West aveva scritto una parte importante del materiale, ma problemi personali lo portarono fuori dalla formazione proprio mentre il disco doveva essere registrato. Al suo posto arrivò James Murphy, reduce da Death e destinato a diventare uno dei grandi chitarristi della scena. Murphy aggiunse assoli memorabili e trasformò il disco in un capolavoro assoluto, con "Infected", "Chopped in Half", "Dying", "Find the Arise", "Cause of Death" e "Turned Inside Out". La sua presenza, tuttavia, fu temporanea: West sarebbe rientrato poco dopo. 
Nel 1992 esce "The End Complete" con West nuovamente nella formazione, gli Obituary raggiungono il massimo della popolarità. Questo è forse il disco che meglio sintetizza il loro stile: meno selvaggio dei primi due, ma più compatto, groovy e immediatamente riconoscibile. La title track, "I'm in Pain", "Dead Silence", "Rotting Ways", "Killing Time" e "Sickness" sono alcuni dei pezzi più rappresentativi. È anche il loro maggiore successo commerciale: il disco arrivò nelle classifiche statunitensi e britanniche e vendette oltre 100.000 copie negli Stati Uniti e più di 250.000 nel mondo secondo le fonti generalmente citate. Nel 1994 esce "World Demise" gli Obituary cercano di allargare leggermente la propria formula. Il tema centrale diventa il degrado ambientale e sociale e compaiono campionamenti ed elementi meno tradizionali. La musica rimane comunque inconfondibilmente Obituary, con i riff lenti e pesanti di Peres e West a dominare il disco. Meno buono dei precedenti ma "Don't Care", "Final Thought", "Solid State" e "Kill for Me" sono buoni brani. "Back From The Dead" (1997) è il quinto e ultimo album della prima fase della band. Il disco è più semplice e meno ispirato dei predecessori, con una componente groove ancora più pronunciata. "Threatening Skies", "By the Light", "Back from the Dead" e "Pressure Point" sono discrete canzoni. Qui gli Obituary si fermano.


I PRIMI PROBLEMI DI ALLEN WEST E I SIX FEET UNDER
È proprio durante questa prima parte della storia che comincia a emergere il carattere problematico di Allen West. Nel 1990, quando deve essere registrato "Cause of Death", West lascia la band per problemi familiari. La moglie era incinta e gli avrebbe posto un ultimatum, spingendolo a scegliere la famiglia invece degli Obituary. West avrebbe quindi abbandonato temporaneamente il gruppo, salvo poi scoprire che la relazione sarebbe comunque finita. Il ritorno nella band, tuttavia, non cancellò il risentimento. Nel 1993 West fonda insieme a Chris Barnes, allora cantante dei Cannibal Corpse, i Six Feet Under. Quello che inizialmente era un progetto parallelo diventa una band vera e propria dopo l'uscita di Barnes dai Cannibal Corpse. West rimane nei Six Feet Under fino al 1997 e partecipa a "Haunted", all'EP "Alive and Dead" e a "Warpath". In altre parole, nella prima metà degli anni 90 West era contemporaneamente membro di due band (a lui si deve anche la formazione dei Massacre, storica band Death Metal degli anni 80 formatasi a Tampa nel 1984). 


LA CADUTA DI ALLEN WEST: ALCOL E ARRESTI
Dopo la reunion degli Obituary del 2003, West torna nella formazione per "Frozen in Time" del 2005. Il disco funziona: è un ritorno convincente alla formula classica e la band torna a suonare davanti a un pubblico enorme. Ma dietro le quinte la situazione di West peggiora rapidamente. Nell'agosto 2005, dopo il festival Hole in the Sky in Norvegia, West si presenta sul palco completamente ubriaco. Frank Watkins raccontò che il chitarrista era talmente sbronzo da non riuscire quasi a stare in piedi e che la band pensò alla sua espulsione. Il giorno dopo, però, i membri degli Obituary decisero di perdonarlo e gli diedero un'altra possibilità. Nel 2007 la situazione diventa impossibile da gestire. John Tardy raccontò che il consumo di alcol di West era diventato incontrollabile, influenzando sia la vita privata della band sia le sue prestazioni sul palco. Secondo Tardy, West arrivava alle prove senza essere in condizioni di suonare e a volte era semplicemente indisponibile per intere giornate. Il 16 maggio 2007 West viene fermato nuovamente per guida in stato d'ebrezza (la quinta volta). Questa volta finisce in carcere. Sconterà circa otto mesi alla Gainesville Correctional Institution, venendo liberato il 19 gennaio 2008. La cosa interessante è che West stesso, in un'intervista del 2011, descriverà il periodo in carcere come un'esperienza educativa. Raccontò di essere stato inserito in un programma per droga e alcol e disse di aver imparato molto durante la detenzione. Secondo West, gli Obituary gli avevano promesso che, una volta uscito dal carcere, sarebbe tornato nella band. Quando uscì, invece, non lo ripresero. Al posto di West arriva Ralph Santolla, chitarrista di Deicide e Death. John Tardy, parlando dell'addio di West, fu molto diretto: disse che il problema non era un singolo incidente, ma anni di comportamenti problematici. La detenzione era stata vista dai membri della band come un'opportunità per fermare finalmente la spirale dell'alcol West, però, non sarebbe riuscito a rimanere lontano dai guai.


IL LABORATORIO DELLA DROGA
Nel marzo 2013 West vive a Lake Panasoffkee, Florida. Una notte chiama la polizia sostenendo che due uomini siano entrati nella sua abitazione. West scappa dalla casa e si nasconde nel bosco. Quando gli agenti arrivano, però, non trovano gli intrusi. Trovano qualcosa di molto più problematico per West stesso: praticamente un laboratorio per produrre droga. Nel dormitorio e nel bagno c'è un forte odore chimico e vengono rinvenute bottiglie di plastica con tubi e residui di materiale utilizzato per produrre methamphetamine. Una successiva perquisizione trova inoltre nitrato d'ammonio, idrossido di sodio, acidi corrosivi, strisce di litio e altri materiali compatibili con la produzione della droga. La polizia arresta West per produzione di methamphetamine e possesso di sostanze chimiche destinate alla produzione. Secondo le ricostruzioni dell'epoca, West ammise inoltre di aver prodotto e fumato meth nella propria abitazione poche settimane prima. Nel luglio 2013 viene condannato a 15 mesi di carcere. È un salto qualitativo enorme rispetto ai precedenti problemi con l'alcol.


FURTI
West esce dal carcere nel 2014. Ma poco dopo viene arrestato nuovamente. Nel febbraio 2015 viene arrestato per furto. Nel marzo 2016 viene arrestato nuovamente per furto in casa di altri. Stavolta si becca altri 3 anni di carcere ed esce nel 2018. Nel 2019 compaiono altri arresti in Florida uno ad aprile per altro furto ed uno nel dicembre 2019 nel quale compare anche l'accusa di rissa con un commerciante.


NUOVO ARRESTO NEL 2026
West anche in anni recenti ha continuato a collezionare arresti. Il 21 aprile 2026, è stato arrestato nuovamente in Sumter County, Florida. Il record riporta quattro capi d'accusa:

- possesso di methamphetamine con intento di vendita/produzione/spaccio.

- vendita di methamphetamine.

- possesso di una struttura e veicolo sapendo che veniva utilizzato per vendere droga.


OBITUARY SENZA WEST
Nel 2023 Donald Tardy spiegò che lui e gli altri membri della band avevano provato per anni a mettersi in contatto con West, senza riuscirci. Disse che uno o più componenti avevano tentato di raggiungerlo, ma che ormai non erano più in contatto con lui. Dopo la sua definitiva uscita, gli Obituary continuano comunque la loro carriera con "Frozen In Time" (2005). "Redneck Stomp" è immediatamente diventato un classico live, mentre "On the Floor", "Insane" e "Blindsided" dimostrano che la band non aveva perso il proprio caratteristico groove. È probabilmente il miglior album della fase post-reunion. Nel 2007 esce "Xecutioner's Return" con Ralph Santolla alle chitarre, gli Obituary cercano di recuperare la ferocia degli esordi. "Evil Ways", "Drop Dead", "Contrast the Dead" sono i momenti migliori. Santolla porta una componente solistica molto più tecnica, ma l'album non raggiunge la qualità dei primi tre. "Darkest Day" del 2009 è un disco più atmosferico e vario, con qualche tentativo di recuperare il suono di "World Demise". "List of Dead", "Blood to Give", "This Life" e "Payback" sono tra gli episodi migliori. "Inked In Blood" del 2014 è più diretto e moderno, ma anche piuttosto prevedibile. Non un grande disco. "Obituary" del 2017 è più energico, i riff sono più memorabili e Kenny Andrews dimostra di essere un ottimo sostituto di Santolla. "Brave", "Sentence Day", "A Lesson in Vengeance" sono tra i momenti più riusciti. "Dying Of Everything" uscito nel 2023  torna a mescolare il Death Metal classico con qualche elemento più moderno. "Barely Alive", "The Wrong Time", "Torn Apart" e "Weaponize the Hate" per farsi un'idea dell'ultimo disco della band.

lunedì 3 marzo 2025

Leggende Metropolitane Sui Pink Floyd: Mago De Oz, Alieni e Publius Enigma

Sono tante le leggende metropolitane che circondano i Pink Floyd. La band inglese, in alcuni casi volutamente, le ha diffuse per accrescere l'alone di mistero che li riguarda. In altri casi sono stati probabilmente i fans e la casa discografica. Come molte band degli anni '70 e '80, anche i Pink Floyd sono stati accusati di inserire messaggi subliminali nei loro dischi ascoltati al contrario. Un esempio riguarda la traccia "Empty Spaces" di The Wall, che contiene realmente un messaggio nascosto: "Congratulations. You have just discovered the secret message". Vediamo altre leggende metropolitane incredibili.


L'ALBUM PERDUTO DI SYD BARETT
Secondo voci, Syd Barrett, dopo aver lasciato i Pink Floyd, pare abbia registrato un album solista segreto, mai pubblicato. Alcuni sostengono che i nastri siano stati distrutti, mentre altri credono che siano custoditi in qualche archivio. Non ci sono prove, ma la storia persiste come tributo al mistero della sua figura.


ECHOES E KUBRICK
La lunghissima "Echoes" da Meddle (1971) viene talvolta associata al film "2001: Odissea Nello Spazio" di Stanley Kubrick. Alcuni credono che la traccia fosse stata concepita come colonna sonora per il film, ma Kubrick avrebbe poi scelto musica classica. 


PINK FLOYD E LE ROVINE ROMANE
Secondo una leggenda, la band avrebbe suonato segretamente in modo clandestino un concerto nelle rovine romane di Pompei prima di filmare ufficialmente "Live At Pompeii" uscito nel 1972. 


THE DARK SIDE OF THE MOON E IL MAGO DE OZ
Questa leggenda suggerisce che l'album "The Dark Side Of The Moon" (1973) sia stato progettato per sincronizzarsi perfettamente con il film "Il mago di Oz" (1939). Per verificare questa teoria, si dovrebbe:

-Avviare l'album dal secondo ruggito del leone della Metro-Goldwyn-Mayer nei titoli di apertura del film.
-Verificare che la musica e i testi dell'album sembrano corrispondere a eventi e immagini del film.

Ad esempio durante la canzone "Time", Dorothy corre sullo steccato mentre il ritmo della musica accelera. "The Great Gig in the Sky" sembra accompagnare l'arrivo del tornado. "Money" inizia quando Dorothy entra nel colorato Mondo di Oz. Non ci sono prove che i Pink Floyd abbiano effettivamente pensato a ciò, Roger Waters ha definito questa connessione una coincidenza, ma i fan continuano a trovare significati nascosti. 


THE DARK SIDE OF THE MOON: GLI ALIENI E IL SEGNALE SEGRETO
Alcuni fan sostengono che "The Dark Side Of The Moon" contenga segnali segreti destinati agli alieni e messaggi subliminali. L'idea nasce dall'uso di suoni elettronici e dal tema cosmico dell'album. Nei decenni, la teoria è sopravvissuta grazie al misticismo che circonda l'opera. Altre voci vogliono che la band inglese abbia registrato parte della sua musica nello spazio, o più precisamente su Marte, sfruttando tecnologie avanzate. Questa teoria è chiaramente assurda, ma si ricollega al tema cosmico che permea molte delle loro opere.


THE DARK SIDE OF THE MOON: IL PRISMA E I POTERI OCCULTI
L'iconica copertina con il prisma che scompone la luce bianca in un arcobaleno ha alimentato teorie secondo cui l'album sarebbe legato a società segrete, come i Massoni e gli Illuminati. Questo mito si basa sul simbolismo attribuito alla luce e alla rifrazione.


IL SUICIDIO COLLEGATO A THE WALL
La profondità emotiva di "The Wall" (1979) ha portato alcuni a credere che l'album contenga messaggi subliminali che incitano al suicidio. Questa teoria riflette l'intensità con cui l'opera esplora temi di isolamento e disperazione.


THE WALL, WATERS E IL TITANIC
Una leggenda afferma che un membro della famiglia di Roger Waters fosse presente sul Titanic durante il suo affondamento e che alcuni temi di "The Wall" riflettano questa tragedia. Non esistono prove a supporto di ciò.


THE DIVISION BELL E PUBLIUS ENIGMA (CACCIA AL TESORO)
L'album The Division Bell (1994) è legato a un elaborato mistero noto come "Publius Enigma", che coinvolse i fan in una complessa caccia al tesoro su internet (che all'epoca era appena nato). Tutto ebbe inizio quando un utente anonimo, firmatosi "Publius", postò su gruppi di discussione online (come alt.music.pink-floyd) un messaggio enigmatico, promettendo una ricompensa tangibile a chi avesse risolto l'enigma nascosto nell'album.
Publius forniva messaggi con frasi enigmatiche, come: "Ascoltate attentamente, leggendo i testi e osservando il design dell'album. Una ricompensa vi aspetta".
Alcuni fan ritengono che i testi delle canzoni ("What Do You Want From Me?", "Keep Talking") e le immagini dell'artwork, come le due teste stilizzate che formano un volto, fossero parte degli indizi.
Curiosamente, la parola "Enigma Publius" apparve proiettata durante un concerto dei Pink Floyd, suggerendo che il mistero avesse una sorta di approvazione ufficiale.
A distanza di più di 30 anni, l'Enigma non è mai stato risolto definitivamente. Alcuni credono che fosse una trovata pubblicitaria della casa discografica, mentre altri lo considerano organizzato dalla band stessa.


Qui per approfondire su un sistema di registrazione utilizzato dai Pink Floyd: L'Olofonia Nella Musica Rock: Pink Floyd e Roger Waters

domenica 21 gennaio 2024

La Storia Dei Fang e Di McBride: Spaccio Di Droga ed Omicidio

Fang sono una band Punk/Hardcore americana della scena di East Bay, fondata a Berkeley, in California, nel 1980. Il primo nucleo della band era formato dal vocalist Tom Flynn e dal bassista Brian Beattie, i due pubblicarono la canzone "Yukon Fang". L'incarnazione originale dei Fang si sciolse subito e poco dopo entrò nella band il batterista Chris Ritter. Presto si aggiunse il bassista Chris Wilson e la band iniziò a suonare live. All'inizio del 1982, Ritter fu sostituito dal batterista Joel Fox, e all'audizione portò con sé il suo amico McBride, che si offrì volontario come cantante della band. La formazione quindi era fatta: McBride (voce), Chris Wilson (basso), Tom Flynn (chitarra) e Joel Fox (batteria). Poco dopo, il chitarrista Tom Flynn ha fondato l'etichetta Boner Records pubblicando l'EP di debutto "Landshark" (1983) e il primo full "Where The Wild Things Are" (1985). Entrambi questi dischi ed altre canzoni uscite per alcune compilation di metà anni 80 andranno a formare un full di 21 brani che uscirà nel 1989.
Tra le canzoni più note di questo periodo troviamo "I Wanna Be On TV", "Law And Order", "Diary Of A Mad Werrwoulf", "Drunk & Crazy", "The Money Will Roll Right In" e "Skinheads Smoke Dope". Le influenze principali sono Stooges e Mudhoney. E si sentono anticipazioni di quelli che poi saranno i Nirvana tra fine anni 80 ed inizio anni 90. Tuttavia la canzone più nota è sicuramente "The Money Will Roll Right In" che è stata coverizzata dai Metallica, Nirvana e Mudhoney.
Nel gennaio 1986, l'LP "Spun Helga" fu registrato nella Germania Ovest con McBride che canta e due tedeschi di nome Joe (chitarra) e Ollie (batteria) che suonano gli altri strumenti. 

McBride: "La prima canzone dell'album 'Tits and Oi', richiama tutti i fascisti e la loro mentalità malata. Erano gli anni '80, quindi la paura sempre presente di una guerra nucleare alza la sua brutta testa in 'Dr. Eugene Scott'  (un bizzarro telepredicatore) ma com'era in Germania ai tempi c'erano anche un sacco di bevute e feste ('Tequila'). Mentre vivevamo in Germania, un mio amico, Lyon Wong è stato ucciso in una rissa di strada a Sacramento, lui ha ispirato la canzone  'Honor Among Thieves' . Tutti amavano o odiavano Madonna, quindi abbiamo chiuso il disco con il nostro tributo corale a lei"

We Bite Records ha pubblicato l'LP in Germania e negli Stati Uniti è stato gestito dalla National Trust Records. In seguito è uscito "A Mi Ga Sfafas?".


SAM MCBRIDE UCCIDE LA SUA RAGAZZA
Nel 1989, Sam McBride che aveva problemi di droga (eroina) e faceva letteralmente lo spacciatore, mentre gestiva un'attività di spaccio, uccise la sua ragazza, un crimine per il quale fu condannato e scontò solo sei anni di prigione. Secondo un articolo di LA Weekly datato 8 febbraio 2017, McBride uccise la sua ragazza, Dixie Lee Carney, sospettando che lei stesse lavorando con un altro spacciatore per impossessarsi della zona. Pare che abbia schiacciato il collo di Carney a mani nude. Aveva 24 anni. Sammytown (questo il suo soprannome) si diede latitante per sei mesi, prima di essere catturato. Venne condannato a 11 anni per omicidio volontario e spaccio internazionale di droga (acidi), scontandone solo 6. Pare che in carcere abbia accoltellato altri detenuti.


LA REUNION
Dopo una lunga pausa, Fang si riunirono nel 1995 pubblicando il singolo "Electric Chair" su Man's Ruin Records nel 1997. La formazione in questo momento comprendeva Sam McBride (voce) uscito di prigione, Greg Langston (batteria), Bill Burnett (chitarra) e Josh Levine (basso). Questa incarnazione della band registrò "American Nightmare" su Wingnut Records.

McBride: "La maggior parte dei testi di 'American Nightmare' sono stati scritti mentre ero ancora incarcerato. È una finestra sul passato, una finestra sul sistema penale californiano e sulla violenza e la brutalità del CDC con canzoni come 'Electric Chair'  e 'City Of Pain'.  È anche un disco dei Fang in quanto ci sono momenti di puro sarcasmo come in 'Eat a Vegan'  e  'Motor City Drag Queen'.  Oltre a uno sguardo duro alla scena Punk nella città di Sacramento e alla guerra che infuriava lì in quel momento come in 'Pride'"

Nel 1999, Jim Martin, ex Faith No More, registrando quattro canzoni su "Fish And Vegetables", che è stato pubblicato come LP con altri gruppi Punk Rock quali Dr.Know e Hellions. 
Il nuovo full uscì nel 2012 "Here Come The Cops" pubblicato da Malt Soda nel 2012. Nell'estate del 2013, la band ha pubblicato uno split da 7 pollici con Potbelly di Whidbey Island WA, su PB Records.
Nel 2017 Die Laughing Records ha collaborato con Fang per pubblicare uno split con Sylvia Massy chiamato "Rise Up!" rilasciato nell'agosto 2017 e seguito da una stampa in vinile nel 2019. Nel 2020 è uscito un nuovo singolo e video, intitolato "Minneapolis".
Parlando di quel singolo, Sammytown ha dichiarato: "Giovedì 28 maggio 2020 il 3° distretto del dipartimento di polizia di Minneapolis è stato dato alle fiamme e bruciato dai manifestanti in seguito all'assassinio di George Floyd da parte dei poliziotti di Minneapolis. Questo e molti altri eventi recenti e storici sono stati l'impulso per la canzone 'Minneapolis'. Questa canzone è una chiamata alle armi e una condanna della storia malata degli Stati Uniti e del continuo razzismo sistemico che esiste"

sabato 5 marzo 2022

La Storia Dei Badlands e La Morte Per AIDS Di Ray Gillen

I Badlands vennero formati nel 1987 a Los Angeles da Jake E.Lee (ex chitarrista degli Ozzy Osbourne), da Ray Gillen (voce), Eric Singer (batteria) e dall'ex bassista dei Surgical Steel Greg Chaisson. La carriera del gruppo fu davvero fulminea: dal 1988 al 1993. Jake E. Lee quando militava nella band di Ozzy venne licenziato improvvisamente da Sharon Osbourne. A quel punto, lo stesso si mise alla ricerca di un carismatico frontman con cui lanciare una nuova band: Ray Gillen (che era stato nella lineup anche dei Black Sabbath).
La band pubblicò "Badlands" nel giugno 1989 ed ebbe un ottimo successo anche grazie ai video di "Dreams In The Dark" e "Winter's Call", entrambi trasmessi in onda su MTV. Dal punto di vista musicale si tratta di un Hard Rock con influenze Blues. 
Già l'apertura di "High Wire" fa capire che le influenze principali della band sono i Led Zeppelin più Blues. Buone anche "Streets Cry Freedom", le parti di batteria che introducono "Hard Driver", la variegata "Devil's Stomp", l'acustica "Seasons" e l'energetica "Ball And Chain" che chiude degnamente il disco.
Dopo questo disco, Eric Singer fu licenziato dalla band ed andò a sostituire Eric Carr ai Kiss (morto il 24 novembre 1991, per uno strano scherzo del destino, lo stesso giorno di Freddie Mercury); Singer verrà sostituito da Jeff Martin. E' più o meno in questo periodo tra l'altro che a Gillen viene diagnosticata l'AIDS, a dire di Lee "stava iniziando a diventare davvero magro e non sembrava così sano". In ogni caso "Voodoo Highway" uscì nel 1991, il suono non subisce particolari variazioni rispetto al primo lavoro, forse con ancora più influenze Blues come si può sentire su "Whiskey Dusk". Davvero splendida la titletrack, la potente "Soul Stealer", "3 Day Funk" e la sua armonica, la hit "Silver Horses", "Heaven's Train" e la malinconica e cortissima "In a Dream".


IL LICENZIAMENTO DI GILLEN (1992)
Nel 1992 Gillen, lascerà i Badlands per i continui contrasti col leader Lee, i contrasti aumentarono durante il tour nel Regno Unito del 1992. Lee all'epoca annunciò di aver assunto Debby Holiday, nativa di Los Angeles, dalla band Stilletto, per sostituire Gillen nello stesso tour.
Malgrado la decisione di licenziare Gillen era già stata annunciata su Kerrang, la band proseguì il tour. Dopo poche canzoni, Gillen tirò fuori una copia di Kerrang! dove era stata pubblicata la storia di Lee e gridò alla folla "ci sono due versioni in ogni storia" mentre Lee disse "È tutto vero". Tuttavia, la band suonò il resto del suo set. Su Kerrang! numero 400, Neil Jeffries recensì il concerto affermando di non aver mai visto una band con così tanta tensione, suonare così superbamente. 
Dopo che il tour nel Regno Unito venne completato, Gillen venne ufficialmente licenziato dalla band. Lee disse alla stampa che la band avrebbe continuato con il cantante John West, tuttavia il calo generale della popolarità della musica Hard Rock/Heavy Metal alla fine portò l'Atlantic Records a licenziare la band dalla sua rooster. 


LA MORTE DI GILLEN PER AIDS (1993)
Gillen successivamente formò i Sun Red Sun con il chitarrista Al Romano, l'ex bassista degli Alice in Chains Mike Starr e il batterista Bobby Rondinelli. Tuttavia poco dopo gli venne diagnosticata l'HIV. Il 1° dicembre 1993, circa tre anni dopo la sua diagnosi iniziale, morì a 34 anni nella sua casa del New Jersey a causa di complicazioni legate all'AIDS, provocate dal precedente uso di droghe. John West, il sostituto di Gillen nei Badlands, fu chiamato a finire le registrazioni dei Sun Red Sun e nel 1998 fece un tour con George Lynch. Cinque anni dopo, l'album inedito dei Badlands "Dusk" (1998) fu pubblicato in Giappone.
Dopo la morte di Gillen, nel podcast "Let There Be Talk" di Dean Delray, l'ex amico e compagno di band Lee parlò della morte del suo ex compagno. Lee disse di avere una "teoria" su come Gillen che, apparentemente non era un consumatore di eroina, contrasse l'AIDS in un momento in cui la malattia è diventata un'epidemia tra uomini omosessuali e consumatori di droghe per via endovenosa.

Lee: "Quando [Ray ed io] ci siamo incontrati per la prima volta, abbiamo parlato per assicurarci di essere compatibili. E così sono venute fuori le droghe. Entrambi abbiamo detto: 'Sì, ho preso la coca.' Erano gli anni '80. Ma nessun problema. E poi ho chiesto: 'Ti sei mai bucato?' Perché io non l'ho mai fatto, odio gli aghi. E lui ha detto: 'L'ho fatto una volta.' "Ero con mio zio". Suo zio era un motociclista, e aveva una Harley, ed era così diverso da suo padre, questo ragazzo selvaggio in bicicletta. E lo idolatrava semplicemente, e una volta volle provare l'eroina. E così si è sparato con suo zio, una volta, solo per vedere com'era e per avere un piccolo momento di legame. Ma poi, forse due anni dopo, ricordo che Ray mi disse che a suo zio era stato diagnosticata l'AIDS"

Lee ha confermato che Gillen non gli disse di aver contratto l'AIDS: "Non me l'ha mai detto ma tra il primo e il secondo disco, ha iniziato a diventare molto magro e non sembrava così in salute. E non gliel'ho mai chiesto. In seguito decidemmo di licenziare il produttore Paul O'Neill. Mancavano soldi e quant'altro. Paul mi chiama e dice: "Beh, non puoi licenziarmi". Io risposi 'Perché no?' E lui disse: "Perché ho delle informazioni e le dirò all'Atlantic Records ". Dico: 'Di cosa stai parlando?' E lui disse: ' Ray ha l'AIDS.' E io dissi: 'Perché dici così?' E lui disse: 'Perché quando è andato in ospedale, quando ha avuto la polmonite, gli esami del sangue hanno mostrato che ce l'aveva. E se mi licenzi, lo dirò all'Atlantic Records .' Gli dissi: 'Sei un figlio di puttana. Questo è un fottuto ricatto, ed è solo una stronzata. È una merda'. 
Così ho chiesto a Ray: 'Beh, non è vero, quindi vaffanculo. Licenzialo.' Quindi l'abbiamo licenziato. E lo ha detto all'Atlantic Records . E per questo ci siamo un po' fregati con il secondo disco. Non ci diedero nemmeno i soldi per il tour...Ma, sì, Paul O'Neill ci ha fottuto. Ma, comunque, Ray non mi ha mai detto che ce l'aveva. Sollevai il discorso solo quella volta perché stavamo per licenziare il manager. E lui disse che non ce l'aveva, quindi l'ho preso sulla parola"
Jake ha continuato raccontando un incidente accaduto durante un tour dei Badlands che fece luce sulla malattia di Ray: "Stavamo girando su un'auto quando siamo stati fermati per eccesso di velocità. La polizia ha perquisito i nostri bauli, compresa la borsa di Ray; aveva un sacco di farmaci che a quanto pare prendono persone che hanno l'AIDS. Gli chiesero cosa fosse, e lui rispose: "Vitamine". Poi loro "Queste non sono vitamine" e hanno fatto una scenata al riguardo. E lui ha detto: 'Beh, è...' qualunque sia il farmaco per l'AIDS. Disse: 'È per mio zio. Mio zio ha l'AIDS. Li sto portando a lui.' In qualche modo sapevo a quel punto che aveva l'AIDS. E non l'avrei affrontato a riguardo. Ha avuto abbastanza problemi senza che io scavassi nelle sue cose personali. Comunque, a quel punto in qualche modo sapevo  con certezza questo... E come detto, se quello che mi ha detto era vero, si era bucato solo una volta, con suo zio gay, ed è così che l'ha beccata"

martedì 17 agosto 2021

La Storia Dei Cinderella, Gli Eccessi Di Jeff LaBar e La Sua Morte

I Cinderella furono una delle band più note nel panorama Glam Rock anni 80 (con influenze Blues). Contrariamente alla maggior parte delle altre band del filone, si formarono a Philadelphia (e non in California) e furono scoperti da Bon Jovi e Gene Simmons dei Kiss. Il nome deriva da un film Porno.
A fondare la band furono Tom Keifer (voce, chitarra) ed Eric Brittingham (basso), a questi poi si uniscono Michael Kelly Smith (chitarra) e Tony Destra (batteria). Smith verrà sostituito da Jeff LaBar, invece Tony Destra morirà nel 1987 in un incidente stradale (sarà Fred Coury a prendere il suo posto).


I DISCHI
L'esordio risale al 1986 precisamente a "Night Songs" che ebbe un buon successo grazie ad una manciata di singoli capaci di fare breccia nel cuore dei fan: "Somebody Save Me" e "Shake Me", alla malinconica ballad "Nobody’s Fool", all’orecchiabilità di "Nothin For Nothin'", alla sensualità di "Push Push" e alle più veloci "Once Around The Ride" e "In From The Outside" dal sapore boogie.
Il secondo disco "Long Cold Winter" esce nel 1988 ed ha un successo ancora più grande del primo, vendendo oltre 6 milioni di copie. Sono chitarre stile western accompagnate da un suono sinistro di armonica ad aprire "Bad Seamstress Blues – Fallin’ Apart At The Seams" con il vocalist Tom Keifer che prova ad imitare Brian Johnson degli Ac/Dc. Segue la hit "Gypsy Road" e la super ballad "Don’t Know What You Got (Till It’s Gone)" fra i più bei lenti della storia dell’Hard Rock (grazie anche ad un video spettacolare con uno dei tramonti più tipici degli anni 80). In essa troviamo feeling, tastiere, melodia, voce graffiante. Ritmiche più Rock le troviamo in "The Last Mile", nella veloce Blues "Second Wind", altra grande hit è invece la titletrack.. La successiva "If You Don’t Like It" è più Ac/Dc oriented, "Coming Home" più atmosferica. La vena più Rock della band esce in "Fire And Ice" e in "Take Me Back".
Nel 1990 esce "Heartbreak Station" con la band che prova a reinventarsi un po' contaminando la musica con influenze Blues da Saloon. Rock, Blues, Country trainati dalla splendida ballad "Heartbreak Station", brano ritenuto a ragione una delle ballad più belle del genere. Tra i momenti più intensi di un disco vario e ben riuscito, grazie anche a pezzi quali "Shelter Me", "The More Things Change", la triste "One For Rock and Roll", la Blues "Electric Love" o le note finali di "Wind Of Change". 
L'ultimo disco in studio è "Still Climbing" uscito nel 1994, in piena era Grunge. MTV si rifiuta di trasmettere i video della band considerandoli ormai fuori moda. Il successo dell'album è molto tiepido, tanto che la Mercury Records rescinde il contratto e da lì a poco la band si scioglierà (sino al 1997). Non si tratta di un brutto disco, solo che ai tempi andava di moda altra musica. Effettivamente "Bad Attitude Shuffle", "All Comes Down", "Talk Is Cheap" andrebbero riscoperte assolutamente. "Hard To Find The Words" è la solita ballad da pelle d'oca. Bella anche la carica emotiva della titletrack, le ritmiche di "Freewheelin'" e la sfrenata "Easy Come Easy Go". "The Road's Still Long" forse racchiude, compositavamente, tutto l'album. Dopo il 1994 i Cinderella hanno pubblicato solo album live, in occasione degli sporadici reunion tour che li hanno visti protagonisti. In particolare fu il Grunge ad oscurare la band e in generale tutte quelle provenienti dagli anni 80 (all'epoca li si ricorda suonare anche davanti ad un centinaio di persone, ad esempio a Seattle nel 1995).


LA MORTE DI JEFF LABAR (14 LUGLIO 2021)
Il 14 luglio 2021 è arrivata la notizia che il chitarrista Jeff LaBar è morto a soli 58 anni. Non sono state rese note le cause della morte: la moglie Debinique lo ha ritrovato morto in casa sua a Nashville, dopo che da più di 24 ore ormai non rispondeva più alle chiamate di parenti ed amici.
Jeff era caduto più volte nel tunnel di alcol e droghe durante la sua carriera. Si addossò anche la responsabilità dello scioglimento dei Cinderella, proprio per via della sua dipendenza, specialmente on the road. Ammise in un’intervista del 2016: 

"Credo sia tutta colpa mia. Non sono un segreto i miei grossi problemi con l’alcol. Mi divertivo come un matto ma la dissolutezza tirava fuori anche il peggio di me. E non riesco a smettere. Non ci parliamo più molto con gli altri della band. Eric abita a 20 minuti da casa mia eppure non ci vediamo mai, io e lui siamo amici di quelli veri da 32 anni. Con Fred ci sentiamo qualche volta, Tom invece non risponde alle mie telefonate da anni. È profondamente deluso, credo non voglia vedermi morire giorno per giorno"

In una delle sue storie più note lo si ricorda sfondare il tour bus dei Cinderella in un parcheggio durante il tour americano con i Poison: "Volevo solo andare a rifornirmi di altre bottiglie per animare la festa, ma la mia stanza era troppo distante, specialmente se non riesci a camminare dritto, e così visto che l’autista aveva lasciato le chiavi inserite nel quadro altrimenti si sarebbe spenta l’aria condizionata, decisi di mettermi alla guida e spostai l’intero bus per fare prima! Mi resi conto soltanto la mattina dopo di aver travolto un cazzo di pick up! Mi decurtarono la paga per un mese e mezzo per risarcire i danni"
 
Jeff LaBar: "Ho alle spalle un lungo calvario tra alcol e cocaina...Negli anni ‘80 il mio nemico numero uno era l’abuso di cocaina. Negli anni ’90, l’eroina. Ho attraversato ogni fase-cliché dello stereotipo della rockstar. Non ne ho mai fatto sfoggio, forse in cuor mio me ne vergognavo. Sono stato arrestato, ho affrontato il rehab più volte...ho fatto tutto quello che hanno fatto i Mötley Crüe e i Guns N’Roses messi insieme, e anche di più! Me lo tenevo per me però. Nella band, come si suol dire, ci lavavamo i panni sporchi in casa, e i panni più sporchi erano sempre i miei. L’ho sempre ammesso apertamente ma non ho mai voluto pubblicizzarlo come fosse un trofeo: Jeff è in riabilitazione, Jeff è in prigione, Jeff è di qua Jeff è di là. Non era nel mio, nel nostro stile. Era la nostra famiglia, l’abbiamo gestita nella privacy. Non biasimo Tom però per essersi voluto liberare del peso morto...è nella sua natura scrivere musica e si merita una carriera solista"
Poi la band decise di sciogliersi definitivamente proprio per gli eccessi dei suoi membri e di LaBar in particolare. A tal proposito il vocalist Tom Keifer disse: "Abbiamo preso misure piuttosto rigide per raddrizzare la rotta e sistemare le cose, insomma per non far affondare la nave. Il nostro patto chiaro dal 2012 è che non avremmo fatto più nulla come band fino a quando i problemi non fossero stati risolti in maniera definitiva. I problemi restano ad oggi irrisolti e io non ho altro da aggiungere a questa faccenda"


LA MORTE DI GARY CORBETT (14 LUGLIO 2021)
Per uno strano scherzo del destino nello stesso giorno è morto anche il turnista (e tastierista) Gary Corbett (ex anche dei Kiss), a seguito di una battaglia contro il cancro.

martedì 15 giugno 2021

La Storia Dei New York Dolls: Droga, Alcool e La Morte Dei Membri

"David, ma è vero che nelle Dolls siete tutti bisessuali?” 
“Ma vedi, non posso parlare per gli altri, ma io, di sicuro, sono trisessuale!"

I New York Dolls si formarono agli inizi degli anni ’70 e furono tra i pionieri del Glam Rock mischiato al Punk e Blues nei pezzi più lenti.
Per la verità, oltre a durare pochissimo (circa 6 anni), non ebbero chissà quale successo.
La line up originale era composta da Arthur Kane (basso), Billy Murcia (batteria), Syl Sylvain (chitarra), Johnny Thunders (chitarra) e David Johansen (voce).
La storia di questa band è stata caratterizzata da continui eccessi (di droga ed alcool) e Billy Murcia morì ancora prima di aver inciso il primo album. Verrà sostituito da Jerry Nolan. Infatti i giovanissimi membri dei New York Dolls provenivano tutti da situazioni degradate (da Manhattan e soprattutto dal Bronx), dai bassifondi, dalla malavita. Il loro era un mondo brutale e crudele dove contava solo portare a casa la pelle.

David Bowie: “David, hai un taglio magnifico. Chi ti fa i capelli?”
David Johansen: “Johnny Thunders” 

Ed era vero, ma con l’arrivo di Jerry tutti i capelli delle Dolls subirono un miglioramento ancora più evidente di quello del suono.
E non solo i capelli, anche il trucco e il modo di vestire: Glam Rock appunto.
In un nota esibizione al Club 82, la prima tutti vestiti da donna, tranne Johnny "col cazzo che mi vesto da donna. Andate tutti affanculo".
David era vestito da donna con gonna tacco 12 e tutto l’armamentario e sembrava convinto nella parte, mentre Johnny era a torso nudo.


I DISCHI
Il gruppo incise solo due album datati rispettivamente 1973 e 1974 e, tra questi, in realtà solamente l'omonimo, ebbe un buon successo.
Il loro primo lavoro ("New York Dolls") si apre con un brano che diventerà uno dei loro classici, "Personality Crisis", travolgente e violento e che denota in maniera efficace il sound dell'album.
Vanno citate anche le varie "Bad Girl" e "Jet Boy" che costituiscono di fatto ottime canzoni Hard Rock, chiaramente anticipatori del Punk che da lì a poco esploderà in America e soprattutto in Inghilterra.
Non meno intensa e vibrante risulta essere "Lookin’ For A Kiss", con un inizio in sostanza composto per poi esplodere in tutta la sua potenza.
Altrettanto degni di nota gli altri brani: "Vietnamese Baby", "Trash" e "Subway Train", con le loro furiose progressioni contrassegnate da un altissimo livello di  rabbia ed energia.
Un po' fuori tema "Lonely Planet Boy" che influenzerà certamente gli Hanoi Rocks.
L’album nella sua totalità è marchiato a fuoco e pregno di carica, energia e aggressività sonora tali da lasciare, in certi frangenti, senza fiato.
Il loro secondo lavoro, "Too Much Too Soon" (1974), pone di fatto fine alla loro carriera perchè vengono scaricati dalla casa discografica Polygram.
Inoltre la band si trova in grossissimi guai finanziari.
La band era in un brutto momento e i ragazzi erano vulnerabili e sempre strafatti.
Accettarono loro malgrado un tour in Florida.
Si trovarono a viaggiare a bordo della station wagon Fury III verso location la maggior parte delle volte costruite con tronchi d’albero, se non addirittura stalle.
Vivevano ormai in tre roulotte e ben presto strinsero amicizia coi locali che si prodigarono di reperire l’eroina per Johnny e Jerry. La situazione era insostenibile e durante una cena, sembrava non aspettassero altro, quando David affermò che nelle Dolls nessuno era indispensabile, Jerry sbottò, si alzò da tavola e disse: "Fanculo le Dolls". Johnny rispose: "Se se ne va Jerry, me ne vado anch’io" ed il giorno seguente erano su un aereo diretti a New York.
I tentativi di Johansen e Sylvain di continuare col vecchio nome furono ridicoli, inoltre Johansen non poteva stare in tour con due individui che periodicamente erano costretti a rientrare a casa per procurarsi la roba, ma il gruppo non poteva esistere senza Thunders.
Dopo lo scioglimento, il chitarrista Johnny Thunders (sempre più annebbiato dalle droghe comunque), autore e vero responsabile del suono e della musicalità del gruppo di origine, formò gli Heartbreakers.
Nonostante il gruppo fosse di fatto morto dal '75 con la dipartita di Thunders e Nolan, Johansen realizzò "David Johansen" (1978), logica continuazione del lavoro coi New York Dolls.
Ad ogni modo, non c’era più nulla da fare. I giochi erano fatti. Tutto finito.


MORTE DEI MEMBRI DELLA BAND
Detto di Billy Murcia che morì durante un tour in Inghilterra nel 1972 (era stato invitato a una festa, dove svenne a causa di un'overdose accidentale. Fu messo in una vasca da bagno e alimentato forzatamente con del caffè nel tentativo di rianimarlo. Ciò invece lo fece andare in asfissia.
Fu trovato morto la mattina del 6 novembre 1972, all'età di 21 anni), non molto meglio andò anche agli altri membri della band. Johnny Thunders morì a New Orleans nel 1991 (a 39 anni), presumibilmente per un overdose di eroina e metadone (vennero trovate alcune siringhe nel bagno dell'hotel dove morì).
Jerry Nolan morì nel 1992 in seguito a un ictus, causato da una meningite batterica.
Arthur Kane invece è morto nel 2004 (a 55 anni) a causa di una leucemia.

martedì 26 gennaio 2021

I Canned Heat e Le Morti Di Wilson, Hite, Vestine e Taylor

I Canned Heat si formarono nel 1965 in California, precisamente a Los Angeles.
La band era composta da Alan Wilson (chitarra, voce), Bob Hite, detto The Bear (voce, armonica), Henry Vestine (chitarra) e Larry Taylor (bassista). Wilson venne soprannominato "Blind Owl" a causa di gravissimi problemi alla vista. La band inoltre ebbe una vita movimentata anche a causa delle droghe di cui alcuni di loro facevano uso, sebbene essi stessi siano stati tra i primi a denunciare i rischi di queste sostanze: ad esempio alla fine di "Amphetamine Annie" dal loro secondo album "Boogie With Canned Heat" si sente la band gridare in coro "Speed Kills!". Vista l'epoca, va anche sottolineato che furono tra le prime band composte esclusivamente da bianchi ad essere accettate nei locali per neri in un periodo in cui i contrasti razziali erano molto forti, anche se, la sera dell' assassinio di Robert Kennedy, senatore che si batteva per i neri, mentre stavano tenendo un concerto ad Harlem vennero fatti salire in tutta fretta su alcuni taxi e consigliati ad allontanarsi velocemente dalla zona. Nel 1967 la band suona al festival di Monterey e incide "Canned Heat" che ottiene un buon successo trascinato da "Dust My Broom" e "Rollin' And Tumblin". Nel 1968 esce "Boogie With The Canned Heat" è accolto splendidamente grazie a canzoni epocali quali "On The Road Again", "Going Up The Country" e il super boogie "Fried Hockey Boogie". "Future Blues" invece diventerà noto per la cover di "Let's Work Together" e "That's All Right (Mama)". Anche se la band verrà soprattutto ricordata per "Hooker 'N Heat" del 1970 (grazie a canzoni quali "Meet Me In The Bottom","Bottle Up And Go" e "Boogie Chillen No. 2"). Disco composto senza Vestine, con il maestro John Lee Hooker.


LA MORTE DI WILSON E IL CLUB 27
Nello stesso anno comunque di Hooker 'N Heat, Wilson muore per un’overdose di barbiturici, e da quel momento il gruppo non sarà più lo stesso. Molti parleranno di suicidio perchè Wilson in più circostanze aveva già provato a togliersi la vita. Muore comunque a 27 anni quindi anche lui iscritto al "Club 27" che raccoglie tutti i musicisti morti a 27 anni (Robert Johnson, Brian Jones, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Ron McKernan, Gary Thain, Kurt Cobain).


LA MORTE DI HITE E VESTINE
In seguito, Hite, De La Parra e il rientrato Vestine guidarono la band per altri album di scarsa fortuna.
Nel 1981 anche Bob Hite muore. La sua morte è un qualcosa di assurdo: il 5 aprile 1981, durante una pausa tra il loro set al Palomino Club di North Hollywood, a Hite fu consegnata una fiala di droga da un fan. Pensando che contenesse cocaina, Hite infilò una cannuccia nella fiala e la sniffò.
La droga però si rivelò essere eroina e Hite divenne blu e collassò. Alcuni roadie misero Hite nel furgone della band e lo portarono in una casa vicina dove morì.
Vestine invece nel 1997 aveva appena terminato un tour europeo con i Canned Heat, quando morì di insufficienza cardiaca e respiratoria, in un hotel di Parigi la mattina del 20 ottobre 1997, proprio quando la band era in procinto di tornare negli Stati Uniti.


LA MORTE DI TAYLOR
Larry Taylor entrato nella band sin dagli esordi (1967) e fratello di Mel Taylor (membro dei The Ventures morto di un tumore maligno ai polmoni nel 1996) morì invece nel 2019 all'età di 77 anni per cancro.

sabato 18 luglio 2020

I Marillion Di Derek Fish e L' LSD Che Ispirò Misplaced Childhood

Gli inglesi Marillion si formarono ad Aylesbury nel 1979 grazie al chitarrista Steve Rothery. La lineup comprendeva anche Mick Pointer (batteria), Brian Jelliman (tastiera). In seguito nel 1981 si unirà alla compagnia il gigante Derek William Dick "Fish". La band fu autrice di un ottimo Prog Rock anche se con parti abbastanza melodiche in alcuni tratti. Già l'album di debutto "Script For A Jester's Tear" (1983) confermò la straordinaria presa del gruppo sul pubblico. Il personaggio che lega questo disco ai successivi è il giullare "Jester" interpretato da Fish dal vivo. La voce di Fish è molto simile a quella di Peter Gabriel dei Genesis, tuttavia si erge lamentosa, rassegnata, oscura, emozionante.
Veramente magistrali le parti strumentali. "The Web" vede il chitarrista Rothery sugli scudi e le tastiere di Kelly colorano un maestoso finale alla "The Musical Box", maestosa la particolare "Forgotten Sons", canzone variegata e abbastanza sperimentale con pause e cambi di tempo. Ottima anche la titletrack e "He Knows, You Know" contraddistinta da bellissime parti di tastiere (qui si parla del rapporto tra Fish e l'alcol).
Molto bella la canzone e i testi drammatici di "Chelsea Monday" (un giovane che si suicida, vittima della società e del consumismo sfrenato). "Garden Party" invece è più rilassata.
Deprimenti, tristi e malinconici i testi, che Fish interpreta esprimendo perfettamente tutta la loro drammaticità. Durante il tour, profondi contrasti fra Fish e Pointer costrinsero quest'ultimo a lasciare i Marillion, i quali cercarono un sostituto fra diversi batteristi: la scelta finale cadde su Ian Mosley.
Il secondo album "Fugazi" (1984), rinforzò ulteriormente la reputazione dei Marillion, conquistando ulteriormente critica e fans. Per comprendere la cover del disco sarà necessario distendere il booklet su un tavolo: in primo piano, disteso sul letto abbiamo la figura del Jester, Punch, che fissa lo sguardo nel vuoto e stringe un papavero (simbolo dell'oppio), coperto solo in piccola parte dal suo costume multicolore. Completano il quadro una veduta di una città in rovina (forse Lincoln) e una serie di dischi in vinile abbandonati sul pavimento. Tra questi dischi, tra i quali è possibile scorgere il singolo "Punch And Judy", "The Wall" dei Pink Floyd e due LP di Peter Hammil, "Over" e "Fool's Mate".
"Assassing" è introdotto dal tappeto di tastiere di Kelly che ci accompagna fino all'inizio vero e proprio della canzone (essa parla delle sfumature positive e negative che si manifestano all'interno di ogni essere umano). L'arpeggio di sintetizzatore di Kelly ci annuncia che stiamo per ascoltare il primo singolo "Punch And Judy" (parla di un amore accidentato). A dominare il brano sono la chitarra di Rothery e le tastiere di Kelly. "Jigsaw" è costruita su atmosfere sognanti e basata su una struttura con un ritornello che definire meraviglioso e ben riuscito è quasi riduttivo (grazie anche all'assolo di Rothery). "Emerald Lies" è più oscura, fatta di cambi di tempo radicali (qui si parla di abbandoni e riconciliazioni). "She Chameleon" si erge su un ipnotizzante tema di organo che rende il brano molto psichedelico e con chiare influenze Pink Floyd. Ottimo l'assolo di tastiere su "Incubus", infine la title-track riflette sulla desolazione nel mondo, come indica il termine stesso che Fish ha mutuato dallo slang dei soldati americani impegnati in Vietnam e che possiamo tradurre in lingua italiana con "tutto è fottuto".


LSD E MISPLACED CHILDHOOD
Nel 1985, al BBC Television Theatre di Shepherd's Bush (Wogan), i Marillion eseguirono una nuova canzone "Kayleigh". Alla fine della canzone, il cantante Fish fece un timido sorriso verso la telecamera. E dopo di ciò, disse che, tutto è cambiato. Dopo lo spettacolo, il capo della EMI, Malcolm Hill, lo prese da parte e "gli disse: "Quel piccolo sorriso che hai fatto alla fine ha spezzato il cuore di ogni madre in Gran Bretagna".
Poco dopo, Kayleigh era al n.2 in classifica, dando ai Marillion il più grande successo della loro carriera. Il 17 giugno 1985 uscì appunto il concept album "Misplaced Childhood", contenente i singoli "Kayleigh" e "Lavender". Il concetto dietro "Misplaced Childhood" arrivò a Fish durante un viaggio di LSD. Il cantante era tornato a casa sua ad Aylesbury, nel Buckinghamshire, alla fine del tour di "Fugazi", sentendosi bruciato, ma "sapendo che avevamo un terzo album difficile da scrivere".
Poco dopo è arrivata una busta con una nota di una vecchia fidanzata "Diceva: 'Penso che potrebbe piacerti questo'". Erano degli acidi di LSD.

"Ero annoiato, seduto da solo di notte, quindi ne ho preso la metà", ricorda Fish.
"Poi ho pensato: 'Oh, questa è spazzatura, non funziona', e ho preso l'altra metà . Sì, fu un errore"

Erano le sette di una calda serata estiva. Con il mondo che lo circonda sempre più confuso, Fish saltò in sella alla sua bicicletta e corse fino al cottage di Steve Rothery nelle vicinanze dove i due discussero del più e del meno. Ma quando gli effetti della droga divennero troppo per Fish, lui chiese a Rothery di riportarlo a casa. Fish mise su un disco, si accovacciò sul pavimento, afferrò un blocco note e iniziò quella che lui chiama "scrittura del flusso di coscienza". All'epoca aveva una stampa dell'artista americano Jerry Schurr che dipingeva Padres Bay sul muro della casa. L'immagine di Schurr del mare e delle montagne era così ipnotica, Fish sentì che in realtà era all'interno del quadro.
L'esperienza allucinogena diede i suoi frutti.
"Quella notte ho avuto tutte le basi per quello che sarebbe diventato uno dei lati dell'album", dice Fish. "Intere frasi e testi di quel quaderno sono finiti nel disco finito." Uno dei quali, "Pseudo Silk Kimono", è diventato la traccia di apertura di "Misplaced Childhood". 
Il protagonista perde la fidanzata Kay e si trova il migliore amico morto. Preso da sconforto, depressione e isolamento ricorre alle immagini mentali dell’infanzia per trovare un modo di sopravvivere alla crudeltà del mondo finendo col tornare lui stesso un bambino.
In definitiva, il tema del disco è stato ispirato dalla vita del 27enne Fish dei tempi: guardare l'infanzia svanire con il passare degli anni e, soprattutto, la recente fine del suo rapporto con la ragazza Kay. Era un concept album, sì, ma molto basato sulla realtà. Inizialmente, "Kayleigh" era considerato solo un altro capitolo del concept (che inizialmente sarebbe dovuto essere composto da un'unica traccia per lato) . Nessuno l'aveva pensato come un potenziale singolo (anche se in molti live dell'epoca la band introduceva le canzoni citando il titolo del disco e non le singole canzoni). I compagni di band di Fish avevano anche riserve sul titolo e sui testi.

Fish: "La band mi disse 'Ehm, si tratta di Kay. Non puoi cantarlo'. Io dissi perché?. 'Perché è troppo personale' "

Kelly: "Sono stato il principale a obiettare. Kay era la ragazza di Fish da quando mi unii alla band. Ma adesso si erano separati, e io dissi: 'No, non dovremmo chiamarlo Kayleigh' "

Rothery: "Ero un po' a disagio. Conoscevo bene Kay ed era una persona adorabile. Ma ho visto la canzone come l'omaggio di Fish a Kay e come ha buttato via quello che avevano"
Ad ogni modo, Fish si rifiutò di cambiare il testo. In generale tutto il disco ruota su amori perduti, successi amari e infanzie perdute.Il disco è introdotto dalle tastiere di "Pseudo Silk Kimono", sulla hit "Kayleigh" penso ci sia poco da dire perchè probabilmente è la canzone più famosa della band.
Di questa canzone verrà girato anche un videoclip: dove si vede il bambino della copertina (Robert Mead) disegnare un cuore sul muro di Berlino mentre si alternano momenti in cui i Marillion suonano e Fish si vede con una donna. Mentre "Lavender" mette in evidenza la voce di Fish, "Bitter Suite" riprende alcuni momenti delle canzoni precedenti. "Heart Of Lothian" sembra una canzone Genesis 100%. "Waterhole (Expresso Bongo)" è un continuo gioco trta le tastiere di Kelly e la voce di Fish.
Su "Lords Of The Backstage" il ritmo è più allegro, ma il testo è sempre pregno di delusione e tristezza. "Blind Curve", mischia Genesis e Pink Floyd. E come ogni viaggio lisergico, la conclusione è un delirio catartico e paralizzante grazie a "Childhoods End" che parla della fine dell'infanzia. Il protagonista finalmente si riconosce come il bambino che era, e che è sempre stato. Si conclude con la finale "White Feather" che ci dice non ci sono bandiere, non c’è politica, non c’è nazione ma c’è solo l’importanza del cuore.


L'ULTIMO DISCO CON FISH
Due anni dopo uscì "Clutching At Straws" (1987), con tematiche sull'alienazione prodotta dal music business, con la fuga nelle droghe e nell'alcolismo di un disoccupato separatosi dalla moglie. Il protagonista finisce per ubriacarsi in bar ed alberghi.
In ogni caso la personalità prorompente di Fish comincia a portare inevitabili tensioni interne. La band prosegue in un graduale cambiamento di sound maggiormente basato sulla chitarra di Rothery. I riferimenti all'alcol sono numerosi: dal brindisi di "Slainte Math" al cocktail preferito di Torch, il "White Russian". Anche "Sugar Mice" è impregnata sulle problematiche alcoliche, del resto lo stesso Fish stava affrontando problemi simili nella vita reale, così come profonda era la sua crisi personale. Un'altra ottima canzone è "Warm Wet Circles". Dopo pochi mesi accade l'irreparabile: il 16 settembre 1988, con un comunicato, Fish dichiara agli altri membri della band di voler maggiori introiti economici, ponendo un ultimatum. Rifiutata la proposta, i destini delle due parti si dividono: Fish inaugurerà poco tempo dopo la sua carriera solista mentre gli altri membri della band conserveranno il proprio nome (non senza sgradevoli battaglie legali con il loro ex-vocalist), pronti ad affrontare la grave perdita di un frontman ingombrante. Fish verrà sostituito da Steve Hogarth e la band andrà incontro ad una metamorfosi del sound ma questa è tutta un'altra storia. I Marillion, quelli di Fish, finiscono qui.

martedì 24 dicembre 2019

Gli Acquisti Più Folli Fatti Dalle Rockstar

Quando si raggiunge la fama si guadagnano un sacco di soldi e gli acquisti folli diventano all'ordine del giorno.
In realtà, la maggior parte, riguardano le sostanze stupefacenti: è il caso, ad esempio di Mick Fleetwood dei Fleetwood Mac, il quale pare abbia speso addirittura 8 milioni di dollari in cocaina nell’arco della sua carriera.
Justin Hawkins, il leader dei The Darkness, ha speso 150mila sterline in cocaina in soli tre anni e in un’intervista si è detto fortunato ad avere ancora il setto nasale integro, considerando che in quel periodo consumava fino a 5 grammi al giorno.
Per uscire dal tunnel della droga, invece, Ozzy Osbourne ha dovuto spendere 650mila dollari per la consulenza psicologica del Dottor Kipper e 58mila dollari per gli antidepressivi che gli sono stati prescritti.
Rod Stewart invece anni fa ha speso 100mila dollari per costruire un campo di calcio nella sua proprietà, dotato di spogliatoi costruiti sul modello della sua squadra del cuore, il Celtic.
Sting dei Police, invece, anni fa ha acquistato un albero di Natale vero per la cifra di 11.900 sterline. Nel totale, però, sono incluse le spese per il trasporto nella sua villa e il pagamento di un esperto che si è occupato di addobbarlo.
George Harrison versò diversi milioni di euro al National Law Party, un partito politico che sosteneva il "potere della meditazione" e che nel 1992 ottenne appena lo 0,4% alle elezioni nel Regno Unito.
Paul McCartney, invece, per proteggere la sua proprietà dai cinghiali che gli devastavano le piante dovette installare una recinzione che gli è costata ben 170mila sterline.
Anche Bryan Adams ha dovuto spendere dei soldi per risolvere un problemino nella sua villa di Chelsea: accanto alla sua proprietà c’era infatti un pub e il cantante spesso non riusciva a chiudere occhio per colpa del gran rumore proveniente dal locale.
Con 680mila dollari il musicista ha acquistato il pub per poi chiuderlo subito dopo e assicurarsi così sonni tranquilli.
Ronnie Wood dei Rolling Stones, invece, ha costruito la replica di un pub inglese nella sua casa in Irlanda spendendo 66mila sterline.
Ma se si parla degli acquisti davvero assurdi effettuati dalle star, non possiamo non citare quello di Keith Moon: nel 1971 il batterista degli Who comprò un furgone da lattaio per trasformarlo in un "salotto vittoriano" che arredò completo di ogni accessorio, compreso un grammofono, e che poi sistemò nel suo garage.
Tommy Lee, batterista dei Motley Crue, non è certo da meno per quanto riguarda spese folli: durante gli anni turbolenti insieme a Pamela Anderson pare che il musicista abbia speso montagne di soldi per gli oggetti più strani che, di solito, regalava proprio all’ex moglie.
Non sempre, in realtà, si trattava di oggetti veri e propri: nel 2007, ad esempio, per lei Tommy fece costruire la replica di uno Starbucks Café nel seminterrato della loro casa; l’anno dopo, invece, per festeggiare il loro ritorno di fiamma le regalò addirittura un’isola (in realtà, l’isola in questione fa parte di "The World", il famoso arcipelago situato a quattro chilometri dalla costa di Dubai che riproduce, visto dall’alto, l’intero planisfero terrestre. Per il suo amore Tommy scelse l’isola che nell’arcipelago rappresenta la Grecia).
A proposito di isole, anche Lenny Kravitz ne possiede una: si tratta di Biscayne Point, un’isoletta raggiungibile in pochi minuti in barca da Miami Beach.
Pare inoltre che lo stesso cantante, in compagnia di Lionel Richie, nel quartiere di Soho (a Londra) abbia speso ben 12mila sterline in una sola notte, bevendo champagne Cristal per 700 sterline a giro.
Billy Idol invece, in un hotel in Thailandia, distrusse ben tre suite di lusso e per questo è stato costretto a pagare un conto salatissimo di 20.400 sterline.
Elvis Presley invece spese 3.000 dollari per volare dalla sua tenuta in Tennessee fino a Denver solo per soddisfare la sua voglia di sandwich con bacon e burro di arachidi.
Tra il 1989 e il 1992, Robert Smith e i Cure partirono per l'America a bordo del lussuoso transatlantico Queen Elizabeth 2, facendo una crociera della durata di ben cinque giorni. Smith si giustificò dicendo che aveva paura di volare: non si sa se l’etichetta discografica che gli ha pagato il conto ci abbia creduto o meno, ma la band era all’apice della fama ed evidentemente non è riuscita a dir loro di no.
Gli U2, invece, sono noti per non badare a spese per le scenografie dei loro show: gli enormi artigli che campeggiavano sopra al palco nel loro ultimo tour mondiale, ad esempio, sono costati la bellezza di 20 milioni di sterline, considerando che per trasportare tutta l’attrezzatura in giro per il mondo sono stati necessari 120 camion.
Per trasportare il suo cappello da Londra in Italia, invece, Bono Vox ha speso 1.700 dollari per assicurare al suo accessorio un posto molto speciale in cabina di pilotaggio.
A proposito di aerei, gli Iron Maiden, tempo fa hanno personalizzato un Boeing 757 jumbo jet e dei 747 per la cifra l'uno di 500mila sterline (Bruce Dickinson ha la licenza di volto ed è in grado di pilotare gli aerei).
Il batterista dei Metallica, Lars Ulrich, è appassionato d’arte e un esperto collezionista, abile anche nella compravendita di opere d’arte. Nel 2008, ad esempio, ha venduto un quadro di Jean-Michel Basquiat per la cifra record di 9,5 milioni di sterline.
Un collezionista era anche Lemmy Kilmister: il leader dei Motorhead possedeva una collezione di cimeli della Seconda Guerra Mondiale, tra i quali uno di cui andava particolarmente fiero e che pagò 4mila sterline, ossia una spada appartenente alla Luftwaffe, l’aviazione militare tedesca.
Un po' come il defunto chitarrista degli Slayer, Jeff Hanneman, altro collezionista di cimeli inerenti Nazismo e Seconda Guerra Mondiale.
Freddie Mercury, invece, amava gli acquari e ha speso un milione e mezzo di dollari per costruirne uno che conteneva decine di carpe koi: peccato che, dopo la sua morte, i giardinieri della sua proprietà hanno tolto la corrente della vasca uccidendo quasi tutti gli esemplari.
David Lee Roth, frontman dei Van Halen, non ha mai nascosto di essere un donnaiolo e, per difendersi dalle accuse di paternità che gli arrivavano di continuo, ormai dagli anni ’80 spende circa 10mila dollari all’anno per l' "assicurazione sulla paternità".