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domenica 18 aprile 2021
Gli Humble Pie, Steve Marriott e Il Devastante Incendio Che Lo Porterà Alla Morte
Gli Small Faces si formano nel 1965, invece gli Humble Pie nel 1968.
Nei primi mesi del 1969, quando è ufficializzata la sua uscita dagli Small Faces, Steve Marriott aveva già reclutato i musicisti per il suo nuovo progetto: oltre a Peter Frampton, la line-up include Greg Ridley e Jerry Shirley.
La nuova band, il cui nome è Humble Pie, firma con la Immediate Records e in estate pubblica il suo primo LP: "As Safe As Yesterday Is".
Hard Rock, Blues e Country mischiati assieme, è talmente tanta la foga e l'energia di Marriott nel cantare che questo album è il primo di sempre ad essere definito con l’appellativo Heavy Metal (in una recensione di Mike Saunders su Rolling Stone).
Infatti "As Safe As Yesterday Is" è una cover di Desperation dei Steppenwolf (la prima band a citare il termine "Heavy Metal" in una canzone, si tratta di "Born To Be Wild").
Ben ricordata anche "Natural Born Boogie".
L'anno successivo esce "Town And Country": qui i ritmi rallentano, si tratta di un disco più riflessivo con parti acustiche.
Non viene molto apprezzato dalla critica nè dai fans, infatti vende molto poco.
Per la Immediate, già fortemente indebitata, è il colpo di grazia: la casa discografica viene messa in liquidazione (con migliaia di sterline di royalties non pagate agli Small Faces) e Marriott e i suoi passano alla A&M che però spinge la band verso lidi più Hard Rock.
A luglio del 1970 esce il terzo disco, intitolato semplicemente "Humble Pie" invece l'anno successivo "Rock On". In questi due album il suono degli Humble Pie ritrova la sua forma classica e maggiormente in sintonia con le sonorità di quegli anni: l’approccio è esplosivo, con sporadici rallentamenti acustici.
"Shine On" su Rock On è davvero una grande canzone con un ottimo riff, idem l'elettrica e potente "Stone Cold Fever" con il suo melodico assolo.
I Led Zeppelin possono essere considerati uno dei punti di riferimento.
Nello stesso anno esce "Rockin’ The Fillmore", doppio live registrato a New York, che mette in evidenza l'energia della band in sede di concerto (per farsi un'idea basta ascoltare "I Don't Need No Doctor").
Se vogliamo, l'unico problema dell'album, è che praticamente vengono eseguite solo cover (1 canzone originale e 6 cover Blues).
E' più o meno in questo periodo però che Peter Frampton se ne va, intenzionato a dedicarsi alla sua carriera solista.
Marriott ora è la guida indiscussa degli Humble Pie e impone una decisa sterzata verso le radici della sua formazione artistica: la musica Blues. Il risultato è "Smokin’" (1972), miglior successo commerciale di sempre per gli Humble Pie, che si trasformano in una vera e propria band Blues oriented con influenze Soul. Il disco è trainato da "30 Days In The Hole" e "Hot N'Nasty").
PROBLEMI FINANZIARI, DI ALCOOL E DROGA
Questo disco poteva sembrare il punto di svolta per la band, in realtà è l'inizio della fine perchè il crollo è dietro l'angolo e i dischi successivi si rivelano un mezzo fiasco ("Eat It" del 1973 vede la presenza però di due classici quali "Get Down To It" e "Black Coffee").
Conseguentemente anche le vendite diminuiscono ad ogni nuova pubblicazione.
La casa discografica perde interesse nei confronti della band e i problemi personali di Marriott cominciano ad influire negativamente sul gruppo: già da tempo abusava di alcool e droga (cocaina). Gli altri componenti del gruppo non sono da meno, e nessuno di loro si preoccupa di verificare la loro situazione economica: alla fine scopriranno di aver speso più di quanto guadagnato.
Marriott pubblica un disco solista ("Marriott", 1975) che passa inosservato; scopre di avere enormi debiti con il fisco britannico a causa di tasse che il suo ex manager Anthony avrebbe dovuto pagargli; si trasferisce negli Stati Uniti, dove avvierà qualche breve progetto e resterà sino ai primi 80; la A&M non gli verserà mai le royalties per i dischi venduti con gli Humble Pie.
L'ex rockstar comincia il suo progressivo ritiro dalle scene: ha assaporato una certa fama ma è ridotto in miseria per scelte sbagliate e sfortuna, pieno di rancore nei confronti delle label e dei manager che hanno lucrato sul suo talento; la tossicodipendenza si fa sempre più determinante nella sua vita.
Non a caso, la prima moglie, Jenny Rylance, racconterà di averlo lasciato proprio a causa delle droghe e dell’alcool, che lo rendevano irascibile e incontrollabile.
Tra metà e fine anni 80, a causa dei suoi continui eccessi, la salute è precaria, non avendo mai risolto del tutto i suoi problemi con gli stupefacenti. Torna nei pub e nei piccoli club di Londra, lontano dalle case discografiche e dalla notorietà.
Suona in band minori ma la sua diffidenza per le case discografiche lo porta a rifiutare di partecipare a diversi concerti sponsorizzati, provocando il risentimento dei suoi compagni.
Le band che lo volevano con sé, intanto, sono famose in tutto il mondo: dai Led Zeppelin ai Rolling Stones, passando per Frampton che ha raggiunto la ribalta con "Comes Alive!"; i Faces hanno fatto da trampolino di lancio per l’ascesa di Rod Stewart, anche lui diventato una star a livello planetario.
L'INCENDIO
Ma i guai per il povero Marriott non finiscono qui ed anzi le cose peggiorano e questa volta in modo irrimediabile.
Ad inizio anni 90, Marriott è impegnato in piccoli progetti e show di vario genere.
Frampton lo chiama per proporgli una reunion degli Humble Pie. Marriott accetta, lo segue a Los Angeles e iniziano a lavorare su nuova musica, ma dopo poco tempo cambia idea e il progetto resta incompiuto, con solo una manciata di brani registrati.
Il 19 aprile del 1991 Marriott rientra dagli States insieme a Toni Poulton, sua terza moglie.
Salito a bordo completamente strafatto di alcool, continuerà a bere e a litigare con la moglie per l’intera giornata. Si fermano per la notte da un comune amico, ma mentre sua moglie dorme, Marriott prende un taxi e torna nel suo cottage nell' Essex, dove vive da anni.
Poco dopo la sua abitazione verrà distrutta da un devastante incendio, causato probabilmente da una sigaretta lasciata accesa sul letto.
Prima prende fuoco il letto, poi i mobili, infine tutto il cottage.
Steve Marriott, perisce nell'incendio e probabilmente ancor prima per intossicazione da fumo, nel suo corpo comunque verranno trovate consistenti tracce di Valium, cocaina ed alcool.
A 44 anni, in questo modo assurdo, cala il sipario sulla vita di un musicista sicuramente influente ma sfortunato.
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Nathan: "Il modo in cui componiamo dipende dall’origine del brano: se lo spunto è un motivo musicale o un giro di accordi, Caleb ci canta sopra fino a quando non trova le parole giuste. In attesa che gli venisse in mente qualche argomento migliore, si è messo a blaterare qualcosa a riguardo di sesso e fuoco. E noi abbiamo approvato"
Caleb: "Avevo una melodia, ma non sapevo che cosa dire. Così a un certo punto mi è uscito un ridicolo Il tuo sesso è in fiamme. Un’espressione davvero tremenda, che mi ha costretto a interrompere l’esecuzione perché stavo soffocando dal ridere. Invece agli altri è piaciuto molto. Meno male che sono riusciti a convincermi, perché stavo seriamente pensando di dimenticare per sempre quella canzone che mi stava facendo impazzire"
A parziale discolpa di Caleb Followill, va detto che il frontman scrisse i testi dell'album sotto effetto di idrocodone. Il farmaco di derivazione oppiacea gli viene prescritto in seguito a un’operazione chirurgica alla spalla per alleviare il dolore, ma gli effetti collaterali lo trasformano in un mezzo vegetale. In quel periodo compone avvolto da droghe psichedeliche: spesso si ritrova tra le mani musica e parole che non ricorda di avere scritto. Il Vicodin aiuta Caleb a esplorare nuovi orizzonti mentali, anche dal punto di vista chitarristico. Nonostante l’apporto del potente antidolorifico, imbracciare lo strumento si rivela comunque un’impresa; così Caleb strimpella come può, riuscendo a raggiungere solo i tasti più vicini al corpo della chitarra. Il riff introduttivo di "Sex On Fire" nasce così. Dopo quel riff irrompe la batteria di Nathan e la seconda chitarra in levare di Matthew e dalle decise note di basso suonate da Jared. La strofa si ripete un paio di volte, poi arriva l’esplosione del ritornello, urlato da Caleb con una pronuncia rivedibile (sembra "Socks On Fire", ovvero "Calzini In Fiamme"), prontamente preso in prestito da Nathan quando gli viene domandato come spiegherà il testo della canzone ai suoi figli: "Dirò loro che le calze di zio Caleb hanno preso fuoco una notte quando le avevo messe ad asciugare sulla stufa".
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Come Funzionano I Diritti D'Autore Musicali e La SIAE?
In base alla normativa dell’Unione Europea, un’opera diventa di pubblico dominio, e quindi liberamente utilizzabile, decorsi 70 anni dalla morte del suo autore.
Nel caso di più coautori il calcolo decorre dall’anno di morte dell’ultimo superstite.
L’opera divenuta di pubblico dominio è liberamente utilizzabile senza autorizzazione e senza dover corrispondere compensi per diritto d’autore purché si tratti dell’opera originale.
I diritti di utilizzazione economica dell'opera dunque durano tutta la vita dell'autore e sino al termine del 70esimo anno solare dopo la sua morte.
Le opere di pubblico dominio sono utilizzabili liberamente purché si tratti dell’opera originale e non di versioni elaborate (come, per esempio, i remake o canzoni modificate).
Per organizzare un concerto di musica classica (o Blues anni 30) con repertorio di pubblico dominio non si deve richiedere il permesso, ma occorre assicurarsi che non vengano eseguite opere riconosciute come elaborazioni di opere di pubblico dominio per le quali il diritto d'autore è dovuto (l’opera elaborata gode quindi di una sua tutela autonoma grazie alla SIAE ad esempio).
Ovviamente bisognerebbe far attenzione anche agli eredi che potrebbero averne acquistato i diritti.
IL CASO BEATLES
Due anni fa Paul McCartney dei Beatles raggiunse un accordo con Sony/ATV per riacquistare i diritti di 267 canzoni dei Beatles e di alcuni suoi singoli.
Il tutto era iniziato a gennaio 2017 con una causa legale intentata a New York dall'inglese: in base ad accordi preesistenti, nel 2018 McCartney sarebbe dovuto tornare a essere proprietario di diversi classici, fra cui "Love Me Do", "All You Need Is Love" e "I Want To Hold Your Hand" (tutte firmate Lennon-McCartney ma in realtà opera del secondo). La causa era stata intentata in via preventiva dopo diversi tentativi di avere la certezza del rispetto dell'accordo.
Paul McCartney riuscirà così a riportare a casa i diritti delle canzoni dei Beatles che gli furono strappati con un'offerta migliore sul tempo dall'amico Michael Jackson nel 1985.
Infatti Paul McCartney negli anni 80 ricevette una chiamata da parte di Michael Jackson con quest'ultimo che gli disse che voleva scrivere qualche canzone con lui e a Paul parve una buona idea.
La collaborazione si concretizza con la realizzazione di "The Girl Is Mine", "Say, Say,Ssay" e "The Man" e durante le registrazioni Michael chiede a Paul un consiglio su come investire i propri sempre più ingenti guadagni derivanti dalle vendite discografiche.
Paul gli rivela di aver appena acquistato l’intero catalogo delle opere di Buddy Holly e gli consiglia d’investire a sua volta in edizioni musicali.
Al che Michael gli risponde "Allora investirò comprando le tue canzoni" che Paul interpreta come una battuta.
Nel frattempo Lew Grade decide di mettere in vendita la ATV Associated Television, la società che aveva acquistato da Dick James la quota del 50% della Northern Songs Ltd (che deteneva ai tempi i diritti sulle canzoni dei Beatles).
Paul McCartney cerca di mettersi d’accordo con Yoko Ono per riappropriarsi del pieno controllo sul repertorio Lennon-McCartney, ma Yoko suggerisce di offrire la metà del prezzo richiesto (20 milioni di sterline). L’offerta non viene accettata e l’ATV Associated Television viene rilevata dall’uomo d’affari australiano Robert Holmes, che però due anni dopo, nel settembre del 1984, decide di rimetterla sul mercato.
A Paul McCartney e Yoko Ono viene offerto di esercitare il diritto di prelazione, ma entrambi ritengono esorbitante il prezzo richiesto, mentre Michael Jackson, che non aspettava altro, accetta senza fiatare ed il 10 agosto 1985 si aggiudica l’intero pacchetto per 47,5 milioni di dollari.
Nel 1991 la CBS Records, casa discografica di Michael Jackson, viene ceduta e cambia la denominazione in Sony Music Entertainment.
In seguito al successo di questa operazione, la compagnia giapponese decide di diversificare il proprio raggio d’azione estendendo i propri interessi a film, giochi multimediali ed edizioni musicali, e sottopone a Michael Jackson un’offerta di 90 milioni di dollari per il 50% dell’ATV attraverso una fusione con la Sony Music.
Michael accetta, diventando così uno dei maggiori azionisti della Sony e la nuova compagnia assume la denominazione attuale di Sony/ATV Music Publishing.
Nel 2006 la SONY riesce a prendere il controllo operativo della Sony/ATV Music Publishing ed ottiene un’opzione per l’acquisto di metà della quota di Michael Jackson fissandone il prezzo a 250 milioni di dollari.
In seguito alla morte di Michael Jackson nel 2009, circolarono indiscrezione secondo le quali Michael avrebbe lasciato un testamento in cui destinava a Paul McCartney l’intero catalogo dei Beatles, ma più tardi venne comunicato che la Sony/ATV Music Publishing avrebbe mantenuto il controllo sulle canzoni dei Beatles.
Alcuni anni dopo (nel 2013) Paul McCartney e Yoko Ono avviano le pratiche che gli consentiranno di cominciare a reclamare i diritti sulle canzoni dei Beatles nel 2018, appellandosi al Copyright Act del 1976 secondo cui la proprietà delle canzoni scritte prima del 1978 torna all’autore dopo 56 anni.
In ogni caso Paul e Yoko o i loro eredi avrebbero potuto reclamare comunque i pieni diritti di tutte le canzoni dei Beatles a partire dal 2026.
CANZONI DI CUI SONO SCADUTI I DIRITTI D'AUTORE
Ma quali sono le canzoni di cui sono scaduti i diritti?
Come detto autori morti da più di 70 anni, quali ad esempio artisti Jazz, Blues, Country:
Oltre a tutto il repertorio di brani tradizionali e di musica Classica storica.
DIRITTI SIAE: FESTE, NEGOZI, TV, RADIO
A questo punto, qualcuno potrebbe chiedersi come funzionano i diritti SIAE?
Come vengono tutelati i diritti degli autori di brani musicali e come deve pagare chi vuole usufruire di un’opera?
Va fatta una distinzione tra i diritti d’autore veri e propri, il cui ricavato spetta al compositore e all'editore (quando si deposita il brano si indica tipicamente che i diritti vanno metà l’uno e metà all’altro) e i diritti connessi che spettano al produttore discografico (la casa discografica, che si occupa principalmente di promuovere il progetto), gli interpreti e gli esecutori del brano.
Le percentuali di guadagno qui sono variabili.
La SIAE si occupa dei primi diritti, ovvero dei diritti d’autore veri e propri: nello specifico ha lo scopo di tutelare i diritti di canzoni che ogni giorno vengono eseguite da artisti in tutto il mondo, live, attraverso radio, TV, etc.
Solitamente gli editori e le case discografiche coincidono, in questo modo guadagnano sia in diritti d’autore, sia in diritti connessi.
La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) è l’intermediario tra l’autore e gli utilizzatori dell’opera. Raccoglie i compensi per diritto d’autore e li ripartisce tra i vari soggetti (autore, editore, etc.). Svolge un ruolo istituzionale, nel senso che in Italia l’attività di intermediazione le è riservata per legge in via esclusiva, tuttavia, non è obbligatorio aderire alla SIAE.
Dunque per usare un brano protetto da diritto d'autore (che sia una festa privata o pubblica: locale, pub, compleanno, matrimonio, battesimo, cresima, etc) bisogna pagare la SIAE (ovviamente solo se la festa si svolge al di fuori delle vostre mure domestiche, cioè fuori casa).
Inoltre se la musica non viene eseguita dal vivo, ma è registrata, allora sarà necessario indicarlo mentre si procede alla compilazione, e pagare, oltre al diritto d’autore, anche i diritti connessi, spettanti come detto ai produttori dei supporti fonografici e agli artisti interpreti o esecutori dei brani.
Per musica registrata ci si riferisce alla diffusione tramite CD, DVD, PC, USB etc. sia alle esecuzioni da parte di un DJ.
I diritti d'autore hanno un costo da 79 euro (compleanno) a 199 euro (matrimonio), quelli connessi vanno da 24 euro (compleanno) sino a 79 euro/119 euro di un matrimonio (costo variabile in base al numero degli invitati).
La SIAE inoltre rilascia licenze per l'utilizzo di musica come sottofondo in esercizi commerciali quali, ad esempio, supermercati, negozi d'abbigliamento, di oggettistica e sale giochi.
La diffusione del repertorio può avvenire con radio, televisori, lettori CD, etc. con funzione di semplice sottofondo accessorio, non connesso direttamente con l’attività dell’esercizio. Per la musica di sottofondo, il compenso per il diritto d’autore si corrisponde tramite un abbonamento forfettario annuale, calcolato in base alla tipologia e al numero di apparecchi utilizzati e alla superficie del locale in cui viene diffusa la musica.
SIAE colpisce ovviamente anche musica in TV e Radio (con differenze per quanto riguarda le emittenti, se nazionali o locali), compositori ed esecutori originali ricevono un compenso in base ai passaggi su queste emittenti.
Sito ufficiale: SIAE
martedì 26 gennaio 2021
I Canned Heat e Le Morti Di Wilson, Hite, Vestine e Taylor
La band era composta da Alan Wilson (chitarra, voce), Bob Hite, detto The Bear (voce, armonica), Henry Vestine (chitarra) e Larry Taylor (bassista). Wilson venne soprannominato "Blind Owl" a causa di gravissimi problemi alla vista. La band inoltre ebbe una vita movimentata anche a causa delle droghe di cui alcuni di loro facevano uso, sebbene essi stessi siano stati tra i primi a denunciare i rischi di queste sostanze: ad esempio alla fine di "Amphetamine Annie" dal loro secondo album "Boogie With Canned Heat" si sente la band gridare in coro "Speed Kills!". Vista l'epoca, va anche sottolineato che furono tra le prime band composte esclusivamente da bianchi ad essere accettate nei locali per neri in un periodo in cui i contrasti razziali erano molto forti, anche se, la sera dell' assassinio di Robert Kennedy, senatore che si batteva per i neri, mentre stavano tenendo un concerto ad Harlem vennero fatti salire in tutta fretta su alcuni taxi e consigliati ad allontanarsi velocemente dalla zona. Nel 1967 la band suona al festival di Monterey e incide "Canned Heat" che ottiene un buon successo trascinato da "Dust My Broom" e "Rollin' And Tumblin". Nel 1968 esce "Boogie With The Canned Heat" è accolto splendidamente grazie a canzoni epocali quali "On The Road Again", "Going Up The Country" e il super boogie "Fried Hockey Boogie". "Future Blues" invece diventerà noto per la cover di "Let's Work Together" e "That's All Right (Mama)". Anche se la band verrà soprattutto ricordata per "Hooker 'N Heat" del 1970 (grazie a canzoni quali "Meet Me In The Bottom","Bottle Up And Go" e "Boogie Chillen No. 2"). Disco composto senza Vestine, con il maestro John Lee Hooker.
LA MORTE DI WILSON E IL CLUB 27
Nello stesso anno comunque di Hooker 'N Heat, Wilson muore per un’overdose di barbiturici, e da quel momento il gruppo non sarà più lo stesso. Molti parleranno di suicidio perchè Wilson in più circostanze aveva già provato a togliersi la vita. Muore comunque a 27 anni quindi anche lui iscritto al "Club 27" che raccoglie tutti i musicisti morti a 27 anni (Robert Johnson, Brian Jones, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Ron McKernan, Gary Thain, Kurt Cobain).
LA MORTE DI HITE E VESTINE
In seguito, Hite, De La Parra e il rientrato Vestine guidarono la band per altri album di scarsa fortuna.
Nel 1981 anche Bob Hite muore. La sua morte è un qualcosa di assurdo: il 5 aprile 1981, durante una pausa tra il loro set al Palomino Club di North Hollywood, a Hite fu consegnata una fiala di droga da un fan. Pensando che contenesse cocaina, Hite infilò una cannuccia nella fiala e la sniffò.
La droga però si rivelò essere eroina e Hite divenne blu e collassò. Alcuni roadie misero Hite nel furgone della band e lo portarono in una casa vicina dove morì.
Vestine invece nel 1997 aveva appena terminato un tour europeo con i Canned Heat, quando morì di insufficienza cardiaca e respiratoria, in un hotel di Parigi la mattina del 20 ottobre 1997, proprio quando la band era in procinto di tornare negli Stati Uniti.
























