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lunedì 30 agosto 2021

I Nirvana e La Diatriba Con Spencer Elden: La Copertina Di Nevermind

La copertina di Nevermind dei Nirvana fu sicuramente tra le più iconiche degli anni 90, anche se l'album uscì nel 1991 (per Geffen Records) quindi proprio all'inizio della nuova decade. A finire sulla copertina fu Spencer Elden. Spencer aveva solo pochi mesi quando i suoi genitori ricevettero una telefonata dal fotografo Kirk Weddle, che gli chiese se poteva usare il loro neonato come parte di un servizio fotografico per una band emergente chiamata Nirvana. All'epoca, il padre di Elden aiutava con set ed è così che conobbe Weddle. Elden, venne fotografato all'età di 4 mesi nudo in una piscina di Pasadena, California. I genitori del bimbo, Renata e Rick Elden, ricevettero un compenso di 150 dollari. Trent'anni dopo Spencer Elden ha ufficialmente fatto causa ai Nirvana. Elden ha sottolineato di non aver mai acconsentito all'uso della sua immagine sulla copertina dell'album, all'epoca, perché poco più che neonato, e a suo dire anche i propri genitori non firmarono alcuna liberatoria. Ma il 30enne è andato oltre, definendo quell'immagine  "pornografia infantile". Elden nell'accusa sostiene che i Nirvana promisero di coprire i suoi genitali con un adesivo, ma questo non è mai avvenuto. Secondo i documenti Cobain, Grohl e Novoselic non sarebbero riusciti a proteggerlo, sfruttandolo sessualmente. Lo stesso ha poi citato i Nirvana per danni, chiedendo almeno 150.000 dollari da ognuno di loro (nonostante lui stesso abbia ricreato la copertina dell'album più volte nel corso degli anni, oggi è pittore infatti).

L'avvocato Maggie Mabie (Marsh Law Firm, NY): "Penso che il punto focale dell'immagine siano i genitali del bambino. E penso anche che prima che questo album fosse pubblicato, i Nirvana erano una band Grunge del tutto sconosciuta. La copertina di Nevermind era parte di una strategia studiata per vendere dischi, una tattica di marketing. Quindi si tratta di sfruttamento della pornografia infantile e loro ne erano del tutto consapevoli quando l’hanno pianificata. Ed ecco anche spiegato il motivo per cui quella foto ha portato alla vendita di così tante copie dell’album"

L'album come sappiamo trainato da "Smells Like Teen Spirit", da "Come As You Are", "Lithium", "Something In The Way" o "Polly" ha venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo dando il via al fenomeno Grunge (che come sappiamo durerà però ancora pochi anni). 
Secondo i critici quella foto ha sempre evidenziato un messaggio contro il capitalismo che inquina la natura ingenua dell’uomo-bambino (non si può che notare anche il dollaro appeso all’amo aggiunto in post-produzione). I legali di Spencer oggi vogliono comunque farla pagare a Dave Grohl, Krist Novoselic, Courtney Love (in quanto erede di Kurt Cobain), al fotografo Kirk Weddle, all'art director della copertina dell’album Robert Fisher e alla casa discografica dell'epoca Geffen.

Robert Fisher, che chiese alla Geffen di poter lavorare con la band, diventato art director, incontrò i Nirvana e scoprì che Kurt Cobain aveva già un'idea precisa per la copertina: "Kurt aveva pensato alla foto di un neonato appena partorito in acqua. Prima di Internet dovevi andare in libreria e cercare nei libri sui parti ma nessuna delle foto che avevamo visionato poteva adattarsi alla copertina. Allora pensammo di fotografare un bambino sott'acqua. L'idea dell'amo cui poi venne appeso il dollaro fu di Kurt ma senza voler lanciare nessun messaggio specifico, il lavoro di ideazione della foto fu del tutto organico, un elemento dopo l'altro, senza troppe discussioni o riflessioni approfondite"

Le foto vennero scattate al centro acquatico di Pasadena, al set parteciparono 4 o 5 diverse coppie di genitori che si immersero con il fotografo e con i loro bimbi neonati. 

"Una settimana dopo ho ricevuto i provini con forse 40 o 50 scatti. Ce n'era solo uno che era assolutamente perfetto. Il posizionamento, lo sguardo del bambino, il modo in cui le sue braccia erano distese come se stesse cercando qualcosa, tutto era semplicemente perfetto"

Nel 2005, all'età di 15 anni, Spencer Elden è apparso in un documentario in DVD intitolato "Classic Albums: Nirvana - Nevermind". L'anno successivo in un'intervista rilasciata al New Musical Express, Spencer ha espresso la sua ammirazione per i Nirvana, dichiarando di essere felice di aver fatto parte di quell'album storico.
Nel 2008 Spencer Elden, all'età di 18 anni, si è offerto per posare nel remake della foto dell'album, tuttavia per la nuova immagine (scattata nella stessa piscina di Pasadena dell'originale) ha indossato un paio di bermuda.
Quando nel corso di un’intervista a Variety viene fatto notare che Elden ha partecipato nel corso degli anni alle celebrazioni dell’album, si è fatto fotografare da adulto sott’acqua in piscina nella stessa posizione di 30 anni fa, e ha sul petto un enorme tatuaggio con la scritta Nevermind, l’avvocato ribatte che negli anni Elden ha sempre espresso sentimenti contrastanti rispetto a questo episodio in cui venne trascinato inconsapevole a soli 4 mesi. E il motivo per il quale ha presentato una denuncia soltanto ora è perché quando sei stato vittima di questo tipo di abusi della tua immagine ci vuole molto tempo affinché tu comprenda davvero come sei stato danneggiato.

Poi l'avvocato aggiunge: "Aver partecipato a ricreare l’immagine per i servizi fotografici dell’anniversario non vuol dire che Elden fosse d’accordo con la visualizzazione dei suoi genitali quando era un bambino. In quelle nuove immagini è un adulto ed è vestito. Sono foto molto diverse. Accettare di essere associati ai Nirvana è molto diverso dal dire che non si apprezza l’invasione della propria privacy e la pornografia infantile diffusa in tutto il mondo. Non posso rivelare i dettagli della nostra teoria legale e della nostra strategia processuale. Detto questo è chiaro a tutti che quando il focus di una foto sono i genitali di un bambino è da considerarsi pornografia infantile. E in California, per esempio, anche i genitali o le aree pubiche parzialmente rivestite possono essere considerati pornografia infantile. Hanno posizionato la fotocamera in modo tale che i suoi genitali ne risultassero ingranditi e hanno reso il punto focale dell’immagine proprio i suoi genitali. Questo è molto in linea con tutti i fattori che si utilizzano per analizzare se un’immagine costituisce o meno pornografia infantile"

Inoltre manca poco ai festeggiamenti per il trentennale di Nevermind, che si terrà a settembre 2021. La ristampa del disco è una certezza e l'avvocato di Elden spiega che quest'azione legale è finalizzata non solo al risarcimento ma anche alla richiesta di modificare la foto in future edizioni.
Krist Novoselic ha confermato la ristampa per il 30esimo anniversario che cade il 24 settembre, quindi il team legale che si occupa della causa ha poco tempo affinché venga soddisfatta la richiesta, che comprende anche 150mila dollari di risarcimento. Oltre ad accusare il gruppo di aver usato la sua immagine senza il suo consenso (all'epoca aveva appena 4 mesi), Elden sostiene che l'essere apparso sulla copertina ha prodotto in lui "stress emotivo estremo", "interferenze con il normale sviluppo educativo" e un insieme di conseguenze che lo hanno spinto, quando era minorenne ad "atti sessuali a fini commerciali". La situazione suona ovviamente paradossale, soprattutto per i milioni di fan della band di Seattle. Che ora potrebbero essere costretti ad acquistare una ristampa deluxe dell'album "censurata".
In attesa di capire cosa succederà, il bassista Krist Novoselic ha commentato il tutto con un'ironica provocazione su Instagram, scrivendo "La nuova cover di Nevermind". Come si vede sopra, la copertina mostra solo il dollaro nella piscina, senza il bambino. Che sia un chiaro doppio senso, alle rivendicazioni avanzate da Elden dopo 30 anni?


Per approfondire la storia della band: 
Altre band Grunge: 

martedì 17 agosto 2021

La Storia Dei Cinderella, Gli Eccessi Di Jeff LaBar e La Sua Morte

I Cinderella furono una delle band più note nel panorama Glam Rock anni 80 (con influenze Blues). Contrariamente alla maggior parte delle altre band del filone, si formarono a Philadelphia (e non in California) e furono scoperti da Bon Jovi e Gene Simmons dei Kiss. Il nome deriva da un film Porno.
A fondare la band furono Tom Keifer (voce, chitarra) ed Eric Brittingham (basso), a questi poi si uniscono Michael Kelly Smith (chitarra) e Tony Destra (batteria). Smith verrà sostituito da Jeff LaBar, invece Tony Destra morirà nel 1987 in un incidente stradale (sarà Fred Coury a prendere il suo posto).


I DISCHI
L'esordio risale al 1986 precisamente a "Night Songs" che ebbe un buon successo grazie ad una manciata di singoli capaci di fare breccia nel cuore dei fan: "Somebody Save Me" e "Shake Me", alla malinconica ballad "Nobody’s Fool", all’orecchiabilità di "Nothin For Nothin'", alla sensualità di "Push Push" e alle più veloci "Once Around The Ride" e "In From The Outside" dal sapore boogie.
Il secondo disco "Long Cold Winter" esce nel 1988 ed ha un successo ancora più grande del primo, vendendo oltre 6 milioni di copie. Sono chitarre stile western accompagnate da un suono sinistro di armonica ad aprire "Bad Seamstress Blues – Fallin’ Apart At The Seams" con il vocalist Tom Keifer che prova ad imitare Brian Johnson degli Ac/Dc. Segue la hit "Gypsy Road" e la super ballad "Don’t Know What You Got (Till It’s Gone)" fra i più bei lenti della storia dell’Hard Rock (grazie anche ad un video spettacolare con uno dei tramonti più tipici degli anni 80). In essa troviamo feeling, tastiere, melodia, voce graffiante. Ritmiche più Rock le troviamo in "The Last Mile", nella veloce Blues "Second Wind", altra grande hit è invece la titletrack.. La successiva "If You Don’t Like It" è più Ac/Dc oriented, "Coming Home" più atmosferica. La vena più Rock della band esce in "Fire And Ice" e in "Take Me Back".
Nel 1990 esce "Heartbreak Station" con la band che prova a reinventarsi un po' contaminando la musica con influenze Blues da Saloon. Rock, Blues, Country trainati dalla splendida ballad "Heartbreak Station", brano ritenuto a ragione una delle ballad più belle del genere. Tra i momenti più intensi di un disco vario e ben riuscito, grazie anche a pezzi quali "Shelter Me", "The More Things Change", la triste "One For Rock and Roll", la Blues "Electric Love" o le note finali di "Wind Of Change". 
L'ultimo disco in studio è "Still Climbing" uscito nel 1994, in piena era Grunge. MTV si rifiuta di trasmettere i video della band considerandoli ormai fuori moda. Il successo dell'album è molto tiepido, tanto che la Mercury Records rescinde il contratto e da lì a poco la band si scioglierà (sino al 1997). Non si tratta di un brutto disco, solo che ai tempi andava di moda altra musica. Effettivamente "Bad Attitude Shuffle", "All Comes Down", "Talk Is Cheap" andrebbero riscoperte assolutamente. "Hard To Find The Words" è la solita ballad da pelle d'oca. Bella anche la carica emotiva della titletrack, le ritmiche di "Freewheelin'" e la sfrenata "Easy Come Easy Go". "The Road's Still Long" forse racchiude, compositavamente, tutto l'album. Dopo il 1994 i Cinderella hanno pubblicato solo album live, in occasione degli sporadici reunion tour che li hanno visti protagonisti. In particolare fu il Grunge ad oscurare la band e in generale tutte quelle provenienti dagli anni 80 (all'epoca li si ricorda suonare anche davanti ad un centinaio di persone, ad esempio a Seattle nel 1995).


LA MORTE DI JEFF LABAR (14 LUGLIO 2021)
Il 14 luglio 2021 è arrivata la notizia che il chitarrista Jeff LaBar è morto a soli 58 anni. Non sono state rese note le cause della morte: la moglie Debinique lo ha ritrovato morto in casa sua a Nashville, dopo che da più di 24 ore ormai non rispondeva più alle chiamate di parenti ed amici.
Jeff era caduto più volte nel tunnel di alcol e droghe durante la sua carriera. Si addossò anche la responsabilità dello scioglimento dei Cinderella, proprio per via della sua dipendenza, specialmente on the road. Ammise in un’intervista del 2016: 

"Credo sia tutta colpa mia. Non sono un segreto i miei grossi problemi con l’alcol. Mi divertivo come un matto ma la dissolutezza tirava fuori anche il peggio di me. E non riesco a smettere. Non ci parliamo più molto con gli altri della band. Eric abita a 20 minuti da casa mia eppure non ci vediamo mai, io e lui siamo amici di quelli veri da 32 anni. Con Fred ci sentiamo qualche volta, Tom invece non risponde alle mie telefonate da anni. È profondamente deluso, credo non voglia vedermi morire giorno per giorno"

In una delle sue storie più note lo si ricorda sfondare il tour bus dei Cinderella in un parcheggio durante il tour americano con i Poison: "Volevo solo andare a rifornirmi di altre bottiglie per animare la festa, ma la mia stanza era troppo distante, specialmente se non riesci a camminare dritto, e così visto che l’autista aveva lasciato le chiavi inserite nel quadro altrimenti si sarebbe spenta l’aria condizionata, decisi di mettermi alla guida e spostai l’intero bus per fare prima! Mi resi conto soltanto la mattina dopo di aver travolto un cazzo di pick up! Mi decurtarono la paga per un mese e mezzo per risarcire i danni"
 
Jeff LaBar: "Ho alle spalle un lungo calvario tra alcol e cocaina...Negli anni ‘80 il mio nemico numero uno era l’abuso di cocaina. Negli anni ’90, l’eroina. Ho attraversato ogni fase-cliché dello stereotipo della rockstar. Non ne ho mai fatto sfoggio, forse in cuor mio me ne vergognavo. Sono stato arrestato, ho affrontato il rehab più volte...ho fatto tutto quello che hanno fatto i Mötley Crüe e i Guns N’Roses messi insieme, e anche di più! Me lo tenevo per me però. Nella band, come si suol dire, ci lavavamo i panni sporchi in casa, e i panni più sporchi erano sempre i miei. L’ho sempre ammesso apertamente ma non ho mai voluto pubblicizzarlo come fosse un trofeo: Jeff è in riabilitazione, Jeff è in prigione, Jeff è di qua Jeff è di là. Non era nel mio, nel nostro stile. Era la nostra famiglia, l’abbiamo gestita nella privacy. Non biasimo Tom però per essersi voluto liberare del peso morto...è nella sua natura scrivere musica e si merita una carriera solista"
Poi la band decise di sciogliersi definitivamente proprio per gli eccessi dei suoi membri e di LaBar in particolare. A tal proposito il vocalist Tom Keifer disse: "Abbiamo preso misure piuttosto rigide per raddrizzare la rotta e sistemare le cose, insomma per non far affondare la nave. Il nostro patto chiaro dal 2012 è che non avremmo fatto più nulla come band fino a quando i problemi non fossero stati risolti in maniera definitiva. I problemi restano ad oggi irrisolti e io non ho altro da aggiungere a questa faccenda"


LA MORTE DI GARY CORBETT (14 LUGLIO 2021)
Per uno strano scherzo del destino nello stesso giorno è morto anche il turnista (e tastierista) Gary Corbett (ex anche dei Kiss), a seguito di una battaglia contro il cancro.

martedì 27 luglio 2021

Jim Carrey, I Cannibal Corpse e I Napalm Death

Dei Cannibal Corpse se n'era già parlato a livello musicale. Non tutti sanno però (almeno quelli più giovani) che gli americani comparvero nel 1994 nel film di Ace Ventura "Pet Detective". Ai tempi la band aveva solo tre dischi alle spalle e non erano i giganti del Death Metal che sarebbero diventati. Più precisamente, dopo l' uscita di "Tomb Of The Mutilated" (1992), i Cannibal Corpse ricevettero una telefonata per comparire nel film con Jim Carrey. 

Paul Mazurkiewicz (batterista e membro fondatore della band): "Eravamo molto scettici. È stato molto bizzarro, ma abbiamo pensato che se è stata la nostra etichetta a chiamarci, doveva essere una buona cosa. Ma a quel punto, ci siamo preoccupati di come saremmo stati ritratti. Inizialmente non hanno detto cosa volevano che facessimo, quindi volevamo assicurarci che non saremmo stati ritratti in modo comico. Siamo una band Brutal Death e prendiamo sul serio quello che facciamo"

Stabilito il programma, la band volò a Miami per girare il film. Secondo il bassista Adam Webster, appena arrivato, ​​si è presentato con un guardaroba pieno di jeans strappati deliberatamente, il che ha sollevato perplessità nei registi.
Quanto è interessato al Rock e Metal, Jim Carrey? Lo si ricorda già in The Dead Pool (1988) cantare "Welcome To The Jungle" dei Guns N'Roses. Poi al "The Arsenio Hall Show" nel 1992, fece una rappresentazione piuttosto impressionante dei Napalm Death. Probabilmente si tratta di "Twist The Knife (Slowly)" da "Fear, Emptiness, Despair" del 1994. Anche se vengono erroneamente etichettati come Thrash Metal band.
Infatti, secondo Barney Greenaway dei Napalm Death, prima di avvicinarsi ai Cannibal Corpse, Carrey voleva che fosse rappresentata la band Grindcore inglese nel film (i Komprex intitolarono un brano "Brutal Jim", esso si sviluppa attorno ai Growl di Carrey). Tuttavia il genero di Carrey, Alex Santana, cantante della band Death Metal di Los Angeles Blood Money, ha affermato che il presunto amore di Carrey per il Metal è selvaggiamente esagerato. 
Tuttavia, Webster descrive Carrey come "interessato alla nostra musica, anche se non sono sicuro se fosse un grande fan o meno". Che fosse o meno un fan dei Cannibal Corpse, Carrey aveva fatto le sue ricerche e avrebbe salutato i membri della band per nome, oltre a recitare i loro testi.
Stranamente, la band è accreditata come "Thrasher Band "Cannibal Corpses', e nessuno sembra sicuro che si tratti di uno scherzo o di un errore. La formazione presente nel film è composta dal frontman Chris Barnes, dal bassista Alex Webster, dal batterista Paul Mazurkiewicz Jr. e dai chitarristi Jack Owen e Robert Barrett. Barrett si era appena unito alla band, sostituendo Bob Rusay e Barnes non ci sarebbe rimasto ancora per molto (sostituito poi nel 1995 da George "Corpsegrinder" Fisher).

Paul Mazurkiewicz: "Jim viene da noi indossando il suo abito da Ace Ventura, dicendo: 'Oh mio dio! I Cannibal Corpse! È così bello avervi qui!'. Poi inizia a snocciolare i testi e ci dice che vuole che suoniamo 'Hammer Smashed Face'. Era folle. Ha chiesto espressamente quello. Ha anche cantato il testo di 'Rancid Amputation', che era nel nostro album precedente. Quindi sapeva chi eravamo"

La band non era abituata alle molteplici riprese e ai lunghi tempi di attesa richiesti da una produzione hollywoodiana e trascorse due giorni a pogare per mimare "Hammer Smashed Face" in una stanza piena di comparse. 
Quando alla fine videro il film, sono rimasti un po' delusi perché un mucchio di quello che avevano girato non è stato inserito nel montaggio teatrale. Una scena cancellata, reintegrata per alcune trasmissioni televisive, vede Carrey fare crowdsurf sul palco e delle rotazioni particolarmente impressionanti.
Nel 1994, Carrey ha recitato in tre film: Ace Ventura: Pet Detective, The Mask e Scemo e Più Scemo. Nel 1996, quando ha realizzato The Cable Guy, è stato il primo attore a guadagnare $ 20 milioni per un film. Nel 2000 ha rivisitato brevemente la musica nel film Me, Myself & Irene , facendo headbanging su Motherfucker dei The Dwarves. 
I Cannibal Corpse, nel frattempo, divennero la band Death più famosa degli anni '90. Ora hanno pubblicato 15 album e, nonostante una quantità ragguardevole della loro produzione sia stata vietata in molti paesi, i loro dischi siano stati banditi in Australia fino al 2006, e sono stati cacciati dalla Russia nel 2014, rimangono tra le band Death più note degli anni 90 e nuovo millennio.. Il loro album del 2021 "Violence Imagined" è arrivato al numero sei della classifica di Billboard.
Sarebbe ingenuo attribuire tutto il loro successo a una breve apparizione in un film molto sciocco, ma i Cannibal Corpse affermano che almeno un fan a concerto, afferma che sono stati introdotti al Death Metal da Ace Ventura: Pet Detective. Quando pensi a tutte le band che si sono ispirate ai Cannibal Corpse, è difficile non concludere che Jim Carrey abbia avuto un grande impatto sul mondo del Death.

Alex Webster (bassista): "A tutt'oggi, è ancora la più grande opportunità mainstream che abbiamo mai avuto. La gente ne parla ancora perché è strano per una band come noi essere in un film con Jim Carrey"

Paul Mazurkiewicz: "Era così surreale. Stavamo impazzendo perché sul set di un film incontravamo Jim Carrey, e lui sta impazzendo perché incontra Cannibal Corpse"

lunedì 12 luglio 2021

La Storia Di Keith Whitley: Country, Incidenti Stradali e Morte Per Alcolismo

Keith Whitley nacque nel 1954 nel Kentucky ed ha lottato per tutta la sua breve vita con la dipendenza da alcol. Il cantautore pubblicò solo tre album in studio, ma questo non gli ha impedito di diventare uno dei musicisti più influenti nella storia della musica Country.


INCIDENTI STRADALI E PROBLEMI DI ALCOLISMO
Quando erano adolescenti, Keith Whitley e Ricky Skaggs si incontrarono in un concorso musicale del 1969 tenuto a Ezel, KY. I due strinsero amicizia e conobbero Ralph Stanley che chiese loro di unirsi alla band. Fu a questo punto della sua carriera che Keith Whitley divenne uno dei più versatili e talentuosi cantanti Country. Tuttavia sin dall'adolescenza, Keith tenne un comportamento autodistruttivo avendo già iniziato a bere. Lui e i suoi amici avrebbero passato il tempo nella loro città natale Sandy Hook, bevendo del whiskey (Bourbon) e guidando auto da corsa lungo strade di montagna.
E' proprio in questo periodo che Whitley da passeggero in macchina subì un incidente a 120 miglia all'ora in cui perse la vita uno dei suoi amici. Whitley si ruppe quasi il collo quando l'auto si schiantò.
Keith rischiò la morte in un altro incidente automobilistico quando si buttò con la sua auto da una scogliera (alta poco meno di 40 metri) in un fiume ghiacciato.
Sebbene avesse cercato di smettere di bere molte volte nel corso degli anni, Keith Whitley non fu mai in grado di sconfiggere definitivamente questo demone.


CARRIERA MUSICALE
Comunque la svolta della sua carriera musicale fu il trasferimento a Nashville nel 1983 quando firmò per la RCA Records.
Una volta sposato con Lorrie Morgan e soprattutto a seguito della nascita del suo unico figlio, Keith divenne un uomo di famiglia e tentò nuovamente di combattere la sua dipendenza dall'alcool ma con scarsi risultati. Sua moglie disse di aver architettato anche diversi metodi per impedire a Keith di bere, legando insieme le loro gambe mentre dormivano. Lo fece per impedirgli di alzarsi dal letto e bere a sua insaputa. E' anche in questi anni che Keith (casualmente) bevve un profumo e un solvente per unghie nel tentativo di ubriacarsi. La difficoltà principale nel tenere sotto controllo Keith è che tendenzialmente preferiva bere da solo. Ad ogni modo, a livello musicale, dopo l'esordio del 1984 ("A Hard Act To Follow" con la titletrack e "Turn Me To Love" come singoli) sarà solo con il secondo "L.A. To Miami" del 1986 che Whitley otterrà una certa notorietà in primis grazie a "Miami, My Amy", "Ten Feet Away", "Homecoming '63" e "Hard Livin". L'album comprendeva anche "On The Other Hand" e "Nobody In His Right Mind Would've Left Her".  Tuttavia l'album più di successo fu "Do Not Close Your Eyes" del 1988. L'album produsse tre grandi singoli "When You Say Nothing At All", "I'm No Stranger To The Rain" e "Do Not Close Your Eyes". Anche "Would These Arms Be In Your Way" e "Some Old Side Road" furono un grande successo.


LA MORTE
Al di là della notorietà, Keith non poteva smettere di bere. Nessuna misura estrema da parte della sua famiglia poteva fermarlo. Proprio come Hank Williams e Lefty Frizzell, i cantanti Country che lo ispirarono Keith morì a causa dell'alcool (in realtà Hank Williams morì a 30 anni per un'overdose di morfina, anche se vennero trovate delle birre nella sua auto; invece Frizzell altro grande bevitore morì a 47 anni per un ictus, provocato però dai problemi di alcolismo).
La sua autopsia ufficiale nel 1989 dichiarò che morì per avvelenamento da alcool.
Keith Whitley fu trovato morto da suo cognato Lane Palmer, completamente vestito e sdraiato a faccia in giù sul suo letto (a seguito, pare, di 7 whiskey doppi).
Anche il disco "I Wonder Do You Think Of Me" del 1989 fu un grande successo (e disco d'oro, come il precedente), uscì ovviamente postumo circa 1 mese dopo la sua morte.

martedì 15 giugno 2021

La Storia Dei New York Dolls: Droga, Alcool e La Morte Dei Membri

"David, ma è vero che nelle Dolls siete tutti bisessuali?” 
“Ma vedi, non posso parlare per gli altri, ma io, di sicuro, sono trisessuale!"

I New York Dolls si formarono agli inizi degli anni ’70 e furono tra i pionieri del Glam Rock mischiato al Punk e Blues nei pezzi più lenti.
Per la verità, oltre a durare pochissimo (circa 6 anni), non ebbero chissà quale successo.
La line up originale era composta da Arthur Kane (basso), Billy Murcia (batteria), Syl Sylvain (chitarra), Johnny Thunders (chitarra) e David Johansen (voce).
La storia di questa band è stata caratterizzata da continui eccessi (di droga ed alcool) e Billy Murcia morì ancora prima di aver inciso il primo album. Verrà sostituito da Jerry Nolan. Infatti i giovanissimi membri dei New York Dolls provenivano tutti da situazioni degradate (da Manhattan e soprattutto dal Bronx), dai bassifondi, dalla malavita. Il loro era un mondo brutale e crudele dove contava solo portare a casa la pelle.

David Bowie: “David, hai un taglio magnifico. Chi ti fa i capelli?”
David Johansen: “Johnny Thunders” 

Ed era vero, ma con l’arrivo di Jerry tutti i capelli delle Dolls subirono un miglioramento ancora più evidente di quello del suono.
E non solo i capelli, anche il trucco e il modo di vestire: Glam Rock appunto.
In un nota esibizione al Club 82, la prima tutti vestiti da donna, tranne Johnny "col cazzo che mi vesto da donna. Andate tutti affanculo".
David era vestito da donna con gonna tacco 12 e tutto l’armamentario e sembrava convinto nella parte, mentre Johnny era a torso nudo.


I DISCHI
Il gruppo incise solo due album datati rispettivamente 1973 e 1974 e, tra questi, in realtà solamente l'omonimo, ebbe un buon successo.
Il loro primo lavoro ("New York Dolls") si apre con un brano che diventerà uno dei loro classici, "Personality Crisis", travolgente e violento e che denota in maniera efficace il sound dell'album.
Vanno citate anche le varie "Bad Girl" e "Jet Boy" che costituiscono di fatto ottime canzoni Hard Rock, chiaramente anticipatori del Punk che da lì a poco esploderà in America e soprattutto in Inghilterra.
Non meno intensa e vibrante risulta essere "Lookin’ For A Kiss", con un inizio in sostanza composto per poi esplodere in tutta la sua potenza.
Altrettanto degni di nota gli altri brani: "Vietnamese Baby", "Trash" e "Subway Train", con le loro furiose progressioni contrassegnate da un altissimo livello di  rabbia ed energia.
Un po' fuori tema "Lonely Planet Boy" che influenzerà certamente gli Hanoi Rocks.
L’album nella sua totalità è marchiato a fuoco e pregno di carica, energia e aggressività sonora tali da lasciare, in certi frangenti, senza fiato.
Il loro secondo lavoro, "Too Much Too Soon" (1974), pone di fatto fine alla loro carriera perchè vengono scaricati dalla casa discografica Polygram.
Inoltre la band si trova in grossissimi guai finanziari.
La band era in un brutto momento e i ragazzi erano vulnerabili e sempre strafatti.
Accettarono loro malgrado un tour in Florida.
Si trovarono a viaggiare a bordo della station wagon Fury III verso location la maggior parte delle volte costruite con tronchi d’albero, se non addirittura stalle.
Vivevano ormai in tre roulotte e ben presto strinsero amicizia coi locali che si prodigarono di reperire l’eroina per Johnny e Jerry. La situazione era insostenibile e durante una cena, sembrava non aspettassero altro, quando David affermò che nelle Dolls nessuno era indispensabile, Jerry sbottò, si alzò da tavola e disse: "Fanculo le Dolls". Johnny rispose: "Se se ne va Jerry, me ne vado anch’io" ed il giorno seguente erano su un aereo diretti a New York.
I tentativi di Johansen e Sylvain di continuare col vecchio nome furono ridicoli, inoltre Johansen non poteva stare in tour con due individui che periodicamente erano costretti a rientrare a casa per procurarsi la roba, ma il gruppo non poteva esistere senza Thunders.
Dopo lo scioglimento, il chitarrista Johnny Thunders (sempre più annebbiato dalle droghe comunque), autore e vero responsabile del suono e della musicalità del gruppo di origine, formò gli Heartbreakers.
Nonostante il gruppo fosse di fatto morto dal '75 con la dipartita di Thunders e Nolan, Johansen realizzò "David Johansen" (1978), logica continuazione del lavoro coi New York Dolls.
Ad ogni modo, non c’era più nulla da fare. I giochi erano fatti. Tutto finito.


MORTE DEI MEMBRI DELLA BAND
Detto di Billy Murcia che morì durante un tour in Inghilterra nel 1972 (era stato invitato a una festa, dove svenne a causa di un'overdose accidentale. Fu messo in una vasca da bagno e alimentato forzatamente con del caffè nel tentativo di rianimarlo. Ciò invece lo fece andare in asfissia.
Fu trovato morto la mattina del 6 novembre 1972, all'età di 21 anni), non molto meglio andò anche agli altri membri della band. Johnny Thunders morì a New Orleans nel 1991 (a 39 anni), presumibilmente per un overdose di eroina e metadone (vennero trovate alcune siringhe nel bagno dell'hotel dove morì).
Jerry Nolan morì nel 1992 in seguito a un ictus, causato da una meningite batterica.
Arthur Kane invece è morto nel 2004 (a 55 anni) a causa di una leucemia.

giovedì 20 maggio 2021

La Storia Dei Necrophobic: Il Suicidio Di Blackmoon e L'Arresto Di Sidegard

I Necrophobic si formarono nel 1989 a Stoccolma (Svezia) grazie al batterista Joakim Sterner e al chitarrista David Parland (conosciuto come "Blackmoon" nei Dark Funeral). Si ritiene che la band abbia preso il nome dalla canzone omonima degli Slayer contenuta in "Reign in Blood". Prima di cambiare diversi turnisti, venne aggiunto in pianta stabile il bassista Tobias Sidegård. In seguito Anders Strokirk sostituì come vocalist Stefan Harrvik che entrò nei Sunlight Studio nel marzo 1993 registrando l'album di debutto. 
In generale i testi tendono a ruotare attorno all'oscurità, al male, all'anticristianesimo, al satanismo e alla mitologia vichinga. Le atmosfere sono cupe ed infernali, facendo finire la band nel calderone della scena Black Metal e non in quello del Death melodico che imperversava ai tempi sempre in Svezia. 


DISCHI
Per ogni disco, il parere iniziale è del chitarrista Sebastian Ramstedt.
The Nocturnal Silence: "Un classico, il nostro lascito artistico è tutto qui dentro. Ho sempre in mente questo album quando scrivo nuove canzoni"
Già l'album d'esordio (1993) è indimenticabile, grazie a ritmiche Black, anche se le influenze sono soprattutto Death. Le atmosfere comunque sono davvero oscure, a testimoniare ciò già il sinistro synth di "Awakening". Per rendersi conto della qualità, basta ascoltare "Before The Dawn" e la sua doppia cassa che introduce un riffing Black-oriented davvero malsano, molto belli anche gli arpeggi e la voce quasi parlata del singer nella parte centrale. "Unholy Prophecies" è un ottimo mid tempo, la title-track è davvero oscura e sinistra grazie anche a Parland e alle sua parti chitarristiche per quella che è una canzone più Death-oriented. Le influenze Death/Thrash tornano a farsi sentire in "Inborn Evil", per quello che è un tributo agli anni 80. Buona anche "The Ancient Gate", la Death-oriented Sacrifical Rites e l'antireligiosa "Father Of Creation" contraddistinta da molti riff ed episodi solistici.

Darkside: "Il primo disco dei Necrophobic su cui ho suonato. Tanti bei ricordi e un sacco di concerti memorabili per promuoverlo!"
Uscito nel 1997 per la Black Mark Production, è qui che Tobias Sidegård oltre a bassista si scopre anche un ottimo cantante. Come detto entra nella band Sebastian Ramstedt, invece David Parland non ne farà più parte sino ai primi anni del 2000. Questo album comprendeva un'apparizione come ospite anche di Jon Nodtveidt dei Dissection nella canzone "Nailing The Holy One".
L'oscurità pervade tutto il disco che è sicuramente più assimilabile al Black Metal che non al Death degli esordi. Intensi e glaciali, troviamo pezzi da 90 quali "Black Moon Rising", "Spawn Of Evil", la titletrack e le più cadenzate "The Call" e "Bloodthirst". Ci sono anche pezzi strumentali/atmosferici quali "Venaesection" e "Descension". "Nailing The Holy One" invece presenta un riffing Death. Il songwriting comunque è ottimamente diversificato.


The Third Antichrist: "Un mix di idee diverse messe insieme per un risultato finale un po’ frammentario. E’ il lavoro che preferisco meno della nostra discografia"
Il disco esce nel 1999 e "The Third Of The Arrivals" viene anticipata da un intro synth "Rise Of The Infernal", prima di esplodere con ritmiche velocissime e da sinistri "six, six, six" per ritmiche serrate e un ottimo riffing. Non si possono non citare l' infernale e Groove "Eye Of The Storm", "The Unhallowed" e il suo velocissimo assolo (un po' come in in "Frozen Empire"), le più tranquille "Isaz" e "He Who Rideth In Rage", l'indiavolata "Demonic" o l'oscura requiem finale "One Last Step Into The Great Mist". 


Bloodhymns: "Il nostro album Thrash Metal. Avevamo cominciato a scriverlo con David Parland, ma se ne andò e questa cosa permise a Johan di entrare nel gruppo"
In questo disco uscito nel 2002 le composizioni sono variegate, perfettamente bilanciate tra violenza, tecnica e melodia nera. Già l’opener "Taste Of Black" fa capire che la band fa sul serio, grazie a ritmiche schiacciasassi Dissection-oriented. Ma le ritmiche infernali ed estreme proseguono su "Dreams Shall Flesh" e "Act Of Rebellion". Il marchio della band è impresso in "Mourningsoul", per il resto l'album non fa gridare al miracolo ma risulta compatto, variegato e senza cadute di tono con il continuo alternarsi tra parti Black e Death.

Hrimthursum: "Il nostro capolavoro sinfonico. E’ venuto alla grande, ma ricordo che all’ultimo giorno di studio ebbi qualche dubbio sulla produzione bombastica"
Generalmente, in questo disco uscito nel 2006, c’è più spazio per i midtempo e per porzioni strumentali piuttosto lunghe, seppur non manchino rasoiate estreme. Violenza e melodia pervadono "Eternal Winter" e la titletrack. Tra gli episodi migliori vanno citati anche la sulfurea "Age Of Chaos" e "Sitra Ahra" contraddistinta da ottimi arrangiamenti e momenti acustici di rara bellezza. Presenti anche sferzate Death/Black come nella bellissima "Blinded by Light, Enlightned By Darkness" e "I Strike with Wrath", ritmiche alla Dissection come in "Bloodshed Eyes" e Thrash in "Serpents -Beneath The Forest Of The Dead".

Death To All: "Un pugno in faccia. Suona così diretto per ciò che all’epoca pensavo di "Hrimthursum"
Nel 2009 esce "Death To All" e l'epica "For Those Who Stayed Satanic" con cori puliti, fa subito capire che la band ha anche un suo trademark personale.
Troviamo violenza, melodia, voci pulite, ritmiche Death e Black. Ottime "Celebration Of The Goat" (bellissimo il ritornello) e i riff di "La Satanisma Muerte" e i suoi incredibili cori. La title-track unisce arpeggi semi-acustici a un feeling abbastanza sinfonico. Forse la più melodica è "Revelation 666, ottime "The Tower", la lenta "Wings Of Death" e la titletrack "Death To All" aperta da un arpeggio che definire sinistro sarebbe riduttivo prima di esplodere in una furia assolutamente cieca.

Womb Of Lilithu: "Stesso discorso di "The Third...", un lavoro di transizione. Un ottimo album a cui però manca il tipico feeling dei Necrophobic"
Il disco uscito nel 2013 è lungo circa 70 minuti, non poco per un full Black Metal. Si inizia con la titletrack che in realtà è una semplice intro orchestrale di un paio di minuti. Seguono l'oscure e mistiche "Splendour Nigri Solis" ed "Astaroth" con atmosfere gotiche ed arcane. "Furfur" e "The Necromancer" sono canzoni con molte influenze e che possono piacere anche a fans del Gothic/Black tipo Moonspell. Anche "Marchosias" e la old school "Asmodee" vanno assolutamente citate.
David Parland aveva già lasciato la band, invece come vedremo poco sotto questo sarà l'ultimo disco per il vocalist Tobias Sidegard.




IL SUICIDIO DI DAVID "BLACKMOON" PARLAND (2013)
Il chitarrista David Parland era un misantropo che nutriva disprezzo per la religione organizzata e la "correttezza politica", così come per la "mentalità da schiavo" e tutti quei concetti che si oppongono all'individualismo. Era d'accordo sotto molti aspetti con il pensiero satanista, ma non si considerava religioso.
Parland fu un membro fondatore dei Necrophobic ma uscì dagli stessi nel 1995 per concentrarsi sui Dark Funeral, di cui fu anche uno dei membri fondatori (1993). Prima di lasciare i Necrophobic aveva, tuttavia, scritto la maggior parte anche dell'album "Darkside" (per quanto non suonò).
Parland gestì anche l' etichetta discografica indipendente Hellspawn Records dal 1994 al 2002 a Stoccolma. 
Dopo aver lasciato anche i Dark Funeral nel 1996, Parland fondò le band War e Infernal. Pur avendo mantenuto un basso profilo e non essendo attivamente coinvolto in nessuna band da quando la seconda formazione degli Infernal si sciolse nel 2003, Parland annunciò nel gennaio 2009 che stava lavorando a nuovo materiale con il batterista Tomas Asklund (ex Dark Funeral, Gorgoroth e Dissection).  In un'intervista dell'ottobre 2012, Parland spiegò i motivi per cui gli Infernal si sciolsero (problemi finanziari), disse inoltre che venne ricoverato per disintossicarsi dall'uso di droghe. Secondo l'intervista, Parland aveva avuto un infortunio al collo in un incidente d'auto diversi anni prima e facendo ricorso all'uso di antidolorifici, ne divenne dipendente. 

David Parland "Blackmoon" (intervista del 2012): "Sono stato arrestato dalla polizia numerose volte, rimanendo in custodia per circa una settimana. Sono stato anche ricoverato contro la mia volontà in un reparto "psichiatrico" per "scopi di disintossicazione" (per dipendenza da antidolorifici e droghe). Questo era legalmente sbagliato poiché non sono un fottuto drogato o giù di lì e non lo sarò mai. Sono stato anche processato per aver picchiato un assistente sociale, e ho ricevuto la mia punizione per questo alcuni mesi fa, prigione o libertà vigilata per un anno. Ho scelto quest'ultima. Inoltre, non troppo tempo fa, mi sentivo così fottutamente stufo di tutto che ho quasi ucciso me stesso. Ci sono stati troppi brutti incidenti in poco tempo, quindi in un momento in cui mi sentivo davvero infelice ho ingoiato un barattolo di pillole molto tossiche. Si trattava di una dose mortale ma ok, sono uscito all'ultimo minuto e ho chiamato un'ambulanza. Tutto è diventato nero da allora, fondamentalmente.
Il giorno successivo, mi sono svegliato in ospedale, dovendo bere grandi quantità di carbone attivo. Avevo sensori elettrici su tutto il corpo, oltre ad una fottuta cannuccia in bocca e in gola che mi limitava le vie respiratorie, quasi soffocandomi a morte. Era qualcosa che andava molto oltre qualsiasi orrore o terrore che avessi mai provato prima. Ero ancora fortemente sedato, quindi non potevo nemmeno parlare. Immagina di essere soffocato e di non essere in grado di comunicare allo stesso tempo. Questo è esattamente quello che è successo ed è stato così orribile che avrei scelto la morte invece di questo. Dopo mezz'ora o giù di lì ho finalmente biascicato "tira fuori questa merda, tira fuori questa merda", dal momento che non riuscivo affatto a respirare, ma mi hanno semplicemente respinto questa cosa in gola, e mi sono sentito letteralmente come essere violentato e aggredito, questo dal personale dell'ospedale. Alla fine ho tirato fuori quella cosa e ho potuto ricominciare a respirare e ho urlato a quella squadra dell'ospedale: "Cazzo, non hai capito che stavo soffocando a morte?" Fottuti idioti! Sarei potuto morire"

Parland stava progettando di cercare un batterista per l'album "The Infernal Retribution" che sarebbe dovuto essere pubblicato alla fine del 2013. Gli Infernal non registrarono mai il tanto atteso album completo perchè il 19 marzo 2013, all'età di 42 anni, David Parland morì suicida. In reazione alla notizia della morte di Parland, l'ex compagno dei Dark Funeral, Lord Ahriman disse che i due sebbene non fossero stati sempre in buoni rapporti si sentivano spesso. Parland stava attraversando anni davvero difficili, anche se nelle ultime settimane sembrava stesse meglio psicologicamente.

Noctir (gestore di una webzine): "La prima volta che ho parlato con lui, è stato il tipo di contatto tipico che ci si aspetterebbe, semplicemente esprimendo la mia gratitudine per la musica che aveva creato e quanto fosse stata importante per me. Dopo un po' di tempo, le nostre conversazioni andarono oltre la musica. Abbiamo discusso delle varie prove e tribolazioni dell'esistenza in questo mondo. Ognuno di noi era in momenti molto bassi e lottava solo per rimanere in vita, cercando di far fronte a quantità incredibili di negatività e solitudine, sopportando anche un grande dolore (mentale e fisico). Attraverso questa oscurità ci siamo legati e siamo diventati fratelli, trovando finalmente qualcuno con cui condividere ogni singolo pensiero, senza preoccuparsi di essere fraintesi o criticati. Anche se ci sentivamo completamente senza speranza e frustrati per ogni aspetto della vita, potevamo inveire l'un l'altro e trovare un po' di compassione e persino incoraggiamento per continuare. Molte sere ci scrivevamo praticamente brevi romanzi, avanti e indietro, per ore e ore. A causa di danni ai nervi, non riuscivo a scrivere a lungo senza soffrire in agonia, quindi ho iniziato a fare registrazioni vocali di tanto in tanto, al posto delle e-mail. Lui rispondeva facendo video con il suo telefono, parlando con me per un'ora o due a volte. Per lungo tempo, questa è stata l'interazione più umana che abbiamo avuto. Chiunque si sia trovato in una situazione simile può probabilmente capire quanto sia importante trovare qualcuno che capisca veramente e possa entrare in empatia con te. Incontrare qualcuno che vede il mondo in un modo molto simile a te e pensa e si sente allo stesso modo, oltre a sperimentare lo stesso tipo di problemi...c'era qualcosa di molto confortante in questo. Non importa quante persone ci abbiano abbandonato o maltrattato nel momento del bisogno, siamo sempre stati in grado di aiutarci a vicenda e sapere che avremmo potuto trovare una sorta di comprensione e amicizia, anche se fossimo stati su sponde opposte dell'oceano. 
Ci sono state diverse volte in cui ero pronto a rinunciare alla vita, e David era lì per me come un vero amico. Non ha esitato a fare una chiamata internazionale che gli costò $ 200 per parlare con me e assicurarsi che stavo bene da non fare nulla di pericoloso. Sebbene ognuno di noi parlasse e pensasse molto alla morte, spesso cercavamo di dare parole di incoraggiamento all'altro. C'erano anche volte in cui non avevo un posto dove stare e non avevo soldi per il cibo, e lui vendeva alcune attrezzature musicali per avere dei soldi da prestarmi, in modo che potessi avere una stanza per qualche notte o per nutrirmi. Era davvero come un fratello maggiore, che si prendeva cura di me. Ho provato a fare lo stesso e ricambiare il favore ogni volta che potevo, in seguito ricevendo e mandandogli uno degli strumenti che aveva precedentemente sacrificato per me. La verità è che non potrei mai ripagarlo per ciò che la sua amicizia ha significato per me negli ultimi cinque anni circa.
L'ultima volta che andai da lui è stato lo scorso novembre. Il tono dei nostri messaggi tipicamente cupi è cambiato drasticamente, nel momento in cui gli ho detto che stavo arrivando. Era più eccitato di quanto lo avessi mai visto. Durante le mie poche settimane lì, siamo riusciti a passare il tempo assieme ogni notte. Non c'era molto da fare, ed entrambi provavamo troppo dolore per uscire nella foresta o nei cimiteri e camminare troppo a lungo. Tuttavia, siamo riusciti a visitare vari pub e caffetterie e a passare innumerevoli ore a parlare e condividere molte cose. Aveva un grande senso dell'umorismo e quando sorrideva i suoi occhi sembravano due decenni più giovani. Ha parlato con affetto del passato, del suo più profondo coinvolgimento nella scena musicale alcuni anni prima, provando con le sue band, suonando dal vivo e così via. Allo stesso modo, la sua faccia si sarebbe illuminata quando avrebbe iniziato a parlare dei suoi piani per Infernal, di come voleva riportare la sua vita in carreggiata e concentrarsi sulla sua musica, così come l'album tributo ai Bathory che aveva dedicato così tanto tempo e fatica. Era così vivace e sembrava più sveglio che mai. Anche se spesso è stato difficile motivarlo ad alzarsi e uscire, una volta che l'ho fatto, penso che sia stato davvero un bene per lui. Una notte, ci siamo imbattuti in alcuni membri di una band locale e abbiamo finito per suonare nella loro sala prove per alcune ore, anche se non avevano idea di chi fosse David. Mentre stavamo parlando di musica, uno di loro ha menzionato i Necrophobic e feci notare che erano seduti nella stessa stanza con l'uomo che ha creato quella band. Era troppo modesto per preoccuparsi di raccontare alla gente i suoi successi. Ma una volta scoperto, gli fecero domande e lui sorrideva e condivideva altre storie. Ad un certo punto, qualcuno gli porse una chitarra e iniziò a suonare varie canzoni, dai vecchi Bathory e Slayer a Necrophobic ed Infernal. E' stata una serata davvero fantastica che si è protratta fino alle 5 del mattino.
Non molto tempo dopo, la mia depressione ha rialzato la sua brutta testa, in parte perché sapevo che non sarei stato in grado di rimanere in un luogo in cui avevo effettivamente uno scopo e un'amicizia, e avrei dovuto tornare ad un'esistenza di assoluta nullità. David era l'unico a vedere i segnali di pericolo e mi inviava messaggi costantemente, per controllarmi. Quando non è stato in grado di contattarmi per alcune ore (a causa del fatto che non avevo soldi sul telefono), si è molto preoccupato e chiamava ogni luogo che visitavamo regolarmente per vedere se ero lì. Ha anche chiamato la polizia, cercando di vedere se avevano qualche informazione, poiché sospettava il peggio. Quando finalmente ci siamo incontrati, era molto scosso e posso dire quanto fosse stressato, per non essere stato in grado di contattarmi dopo un mio messaggio estremamente negativo. 
La settimana successiva, il dolore e la disperazione sono diventati troppo per me ed ho tentato comunque di porre fine alla mia vita. David era l'unica persona che era lì per me e l'unico a cui importava. Sapeva esattamente cosa stavo provando e capiva tutto, eppure non voleva ancora vedere il suo amico morire. Anche negli ultimi mesi, dato che continuavamo a essere colpiti da una cosa terribile dopo l'altra, siamo rimasti in contatto e abbiamo cercato di esserci di supporto in ogni modo possibile. Ho tentato di contattare vari suoi conoscenti ed ex compagni di band per far loro sapere che era in cattive condizioni ed esortandoli ad aiutarlo. La maggior parte di quei messaggi sono stati ignorati, mentre alcune delle risposte che ho ricevuto non sono state altro che apatiche. Non posso fare a meno di provare amarezza nei confronti di coloro che lo conoscevano più a lungo ed erano effettivamente vicini, ma non hanno fatto nulla. Non era certo il tipo di amicizia a metà che si meritava. David capiva cosa fosse la vera amicizia. Lui non voltava le spalle a chi ne ha bisogno, come fa la maggior parte delle persone. Voglio estendere la mia più sincera gratitudine a quelle poche persone che gli hanno veramente offerto amicizia e sostegno nei suoi ultimi giorni.
David potrebbe essere stato misantropo verso le masse, in generale, ma era pienamente in grado di prendersi cura delle persone su base individuale. Stava perdonando persino coloro che gli causavano un enorme dolore e, forse, non meritavano il suo perdono. Molti lo piangeranno solo come qualcuno che ammirano o perché non è più in giro a registrare musica. Diceva spesso che non sarebbe vissuto fino a tarda età, ma che voleva almeno qualche anno buono; registrare e pubblicare un altro album con gli Infernal, trovare l'amore e sistemarsi per un po'. Sebbene i suoi ultimi giorni fossero incredibilmente difficili, sembrava che alcune di queste cose cominciassero a sistemarsi. Si meritava una possibilità di una vita pacifica. Ora l'ha persa. E ho perso più di un amico. Ho perso un fratello. Il mondo è un posto più freddo e più oscuro senza di lui. Ci mancherà per sempre. Onoriamo la sua memoria, sempre"


L'ARRESTO DI TOBIAS SIDEGARD E IL LICENZIAMENTO DALLA BAND
Nel 2013 poco prima del Summer Breeze arruolarono Kristoffer Olivius dei Naglfar per sostituire il cantante bassista Sidegard arrestato per non meglio precisati motivi. In seguito si venne a sapere che i motivi erano da ricercare in violenza domestica nei confronti della moglie.
Venne diramato il seguente comunicato:

"Tobias non è più un membro dei Necrophobic. Il verdetto successivo alla sua accusa ci ha purtroppo lasciati, noi, la band, senza nessun’altra scelta. Come già detto in precedenza, i Necrophobic non accettano nè tollerano la violenza domestica in nessun caso. Adesso ci metteremo alla ricerca di un sostituto"


LA CARRIERA DELLA BAND PROSEGUE
Mark Of The Necrogram: "Niente stronzate. Solo puro Blackened Death Metal svedese!"
In questo disco uscito nel 2018, Fredrik Folkare degli Unleashed è il songwriter principale, torna il frontman originale Anders Strokirk. Le influenze rimangono Black/Death con alcune di Heavy anni 80 (ed anche classico a livello di assoli). 10 brani che come tradizione della band vuole miscelano brutalità e melodia in parti pressoché uguali. Bella l'infernale titletrack, il midtempo "Requiem For A Dying Sun", "Tsar Bomba" (con assoli Heavy Metal), "Sacrosant" e "Pesta" contraddistinta da ottime variazioni ritmiche. "Crown Of Horns" punta sulla velocità e ha un riff portante tra i più belli dell’album, molto bella l'epica ed oscura "From The Great Above To The Great Below". A conti fatti, è difficile trovare punti deboli ad un album del genere.

"Dawn Of The Damned" esce nel 2020 ed è forse l'album di più difficile ascolto della discografia della band, a causa di una certa complessità di fondo nell'assimilare le canzoni. Un taglio quasi Prog si evince già dai singoli "Mirror Black" e dalla più estrema "The Infernal Depths Of Eternity" ma si riflette grossomodo sull’intera tracklist. "Darkness Be My Guide" sembra un tributo ai Dissection e a Nodtveidt, "Tartarian Winds" ha influenze Viking/Folk, "The Shadows", "As The Fire Burns" e "The Return Of A Long Lost Soul" sono maggiormente Heavy Metal.
La conclusiva "Devil’s Spawn Attack" è quella più radicata al Metal Estremo anni 80 (a causa della presenza di Schmier dei Destruction).

domenica 18 aprile 2021

Gli Humble Pie, Steve Marriott e Il Devastante Incendio Che Lo Porterà Alla Morte

Nato a Londra nel 1947 Steve Marriott rimase nella storia per essere stato il leader degli Humble Pie e degli Small Faces (band inglesi Hard Rock/Blues e Rock N'Roll degli anni 60, 70 e 80).
Gli Small Faces si formano nel 1965, invece gli Humble Pie nel 1968.
Nei primi mesi del 1969, quando è ufficializzata la sua uscita dagli Small Faces, Steve Marriott aveva già reclutato i musicisti per il suo nuovo progetto: oltre a Peter Frampton, la line-up include Greg Ridley e Jerry Shirley.
La nuova band, il cui nome è Humble Pie, firma con la Immediate Records e in estate pubblica il suo primo LP: "As Safe As Yesterday Is".
Hard Rock, Blues e Country mischiati assieme, è talmente tanta la foga e l'energia di Marriott nel cantare che questo album è il primo di sempre ad essere definito con l’appellativo Heavy Metal (in una recensione di Mike Saunders su Rolling Stone).
Infatti "As Safe As Yesterday Is" è una cover di Desperation dei Steppenwolf (la prima band a citare il termine "Heavy Metal" in una canzone, si tratta di "Born To Be Wild").
Ben ricordata anche "Natural Born Boogie".
L'anno successivo esce "Town And Country": qui i ritmi rallentano, si tratta di un disco più riflessivo con parti acustiche.
Non viene molto apprezzato dalla critica nè dai fans, infatti vende molto poco.
Per la Immediate, già fortemente indebitata, è il colpo di grazia: la casa discografica viene messa in liquidazione (con migliaia di sterline di royalties non pagate agli Small Faces) e Marriott e i suoi passano alla A&M che però spinge la band verso lidi più Hard Rock.
A luglio del 1970 esce il terzo disco, intitolato semplicemente "Humble Pie" invece l'anno successivo "Rock On". In questi due album il suono degli Humble Pie ritrova la sua forma classica e maggiormente in sintonia con le sonorità di quegli anni: l’approccio è esplosivo, con sporadici rallentamenti acustici.
"Shine On" su Rock On è davvero una grande canzone con un ottimo riff, idem l'elettrica e potente "Stone Cold Fever" con il suo melodico assolo.
I Led Zeppelin possono essere considerati uno dei punti di riferimento.
Nello stesso anno esce "Rockin’ The Fillmore", doppio live registrato a New York, che mette in evidenza l'energia della band in sede di concerto (per farsi un'idea basta ascoltare "I Don't Need No Doctor").
Se vogliamo, l'unico problema dell'album, è che praticamente vengono eseguite solo cover (1 canzone originale e 6 cover Blues).
E' più o meno in questo periodo però che Peter Frampton se ne va, intenzionato a dedicarsi alla sua carriera solista.
Marriott ora è la guida indiscussa degli Humble Pie e impone una decisa sterzata verso le radici della sua formazione artistica: la musica Blues. Il risultato è "Smokin’" (1972), miglior successo commerciale di sempre per gli Humble Pie, che si trasformano in una vera e propria band Blues oriented con influenze Soul. Il disco è trainato da "30 Days In The Hole" e "Hot N'Nasty").


PROBLEMI FINANZIARI, DI ALCOOL E DROGA
Questo disco poteva sembrare il punto di svolta per la band, in realtà è l'inizio della fine perchè il crollo è dietro l'angolo e i dischi successivi si rivelano un mezzo fiasco ("Eat It" del 1973 vede la presenza però di due classici quali "Get Down To It" e "Black Coffee").
Conseguentemente anche le vendite diminuiscono ad ogni nuova pubblicazione.
La casa discografica perde interesse nei confronti della band e i problemi personali di Marriott cominciano ad influire negativamente sul gruppo: già da tempo abusava di alcool e droga (cocaina). Gli altri componenti del gruppo non sono da meno, e nessuno di loro si preoccupa di verificare la loro situazione economica: alla fine scopriranno di aver speso più di quanto guadagnato.
Marriott pubblica un disco solista ("Marriott", 1975) che passa inosservato; scopre di avere enormi debiti con il fisco britannico a causa di tasse che il suo ex manager Anthony avrebbe dovuto pagargli; si trasferisce negli Stati Uniti, dove avvierà qualche breve progetto e resterà sino ai primi 80; la A&M non gli verserà mai le royalties per i dischi venduti con gli Humble Pie.
L'ex rockstar comincia il suo progressivo ritiro dalle scene: ha assaporato una certa fama ma è ridotto in miseria per scelte sbagliate e sfortuna, pieno di rancore nei confronti delle label e dei manager che hanno lucrato sul suo talento; la tossicodipendenza si fa sempre più determinante nella sua vita.
Non a caso, la prima moglie, Jenny Rylance, racconterà di averlo lasciato proprio a causa delle droghe e dell’alcool, che lo rendevano irascibile e incontrollabile.
Tra metà e fine anni 80, a causa dei suoi continui eccessi, la salute è precaria, non avendo mai risolto del tutto i suoi problemi con gli stupefacenti. Torna nei pub e nei piccoli club di Londra, lontano dalle case discografiche e dalla notorietà.
Suona in band minori ma la sua diffidenza per le case discografiche lo porta a rifiutare di partecipare a diversi concerti sponsorizzati, provocando il risentimento dei suoi compagni.
Le band che lo volevano con sé, intanto, sono famose in tutto il mondo: dai Led Zeppelin ai Rolling Stones, passando per Frampton che ha raggiunto la ribalta con "Comes Alive!"; i Faces hanno fatto da trampolino di lancio per l’ascesa di Rod Stewart, anche lui diventato una star a livello planetario.


L'INCENDIO
Ma i guai per il povero Marriott non finiscono qui ed anzi le cose peggiorano e questa volta in modo irrimediabile.
Ad inizio anni 90, Marriott è impegnato in piccoli progetti e show di vario genere.
Frampton lo chiama per proporgli una reunion degli Humble Pie. Marriott accetta, lo segue a Los Angeles e iniziano a lavorare su nuova musica, ma dopo poco tempo cambia idea e il progetto resta incompiuto, con solo una manciata di brani registrati.
Il 19 aprile del 1991 Marriott rientra dagli States insieme a Toni Poulton, sua terza moglie.
Salito a bordo completamente strafatto di alcool, continuerà a bere e a litigare con la moglie per l’intera giornata. Si fermano per la notte da un comune amico, ma mentre sua moglie dorme, Marriott prende un taxi e torna nel suo cottage nell' Essex, dove vive da anni.
Poco dopo la sua abitazione verrà distrutta da un devastante incendio, causato probabilmente da una sigaretta lasciata accesa sul letto.
Prima prende fuoco il letto, poi i mobili, infine tutto il cottage.
Steve Marriott, perisce nell'incendio e probabilmente ancor prima per intossicazione da fumo, nel suo corpo comunque verranno trovate consistenti tracce di Valium, cocaina ed alcool.
A 44 anni, in questo modo assurdo, cala il sipario sulla vita di un musicista sicuramente influente ma sfortunato.