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mercoledì 7 giugno 2023

Storie Band Punk e Grunge (Indice Completo)





 PUNK/POST PUNK


GRUNGE/POST GRUNGE

lunedì 30 agosto 2021

I Nirvana e La Diatriba Con Spencer Elden: La Copertina Di Nevermind

La copertina di Nevermind dei Nirvana fu sicuramente tra le più iconiche degli anni 90, anche se l'album uscì nel 1991 (per Geffen Records) quindi proprio all'inizio della nuova decade. A finire sulla copertina fu Spencer Elden. Spencer aveva solo pochi mesi quando i suoi genitori ricevettero una telefonata dal fotografo Kirk Weddle, che gli chiese se poteva usare il loro neonato come parte di un servizio fotografico per una band emergente chiamata Nirvana. All'epoca, il padre di Elden aiutava con set ed è così che conobbe Weddle. Elden, venne fotografato all'età di 4 mesi nudo in una piscina di Pasadena, California. I genitori del bimbo, Renata e Rick Elden, ricevettero un compenso di 150 dollari. Trent'anni dopo Spencer Elden ha ufficialmente fatto causa ai Nirvana. Elden ha sottolineato di non aver mai acconsentito all'uso della sua immagine sulla copertina dell'album, all'epoca, perché poco più che neonato, e a suo dire anche i propri genitori non firmarono alcuna liberatoria. Ma il 30enne è andato oltre, definendo quell'immagine  "pornografia infantile". Elden nell'accusa sostiene che i Nirvana promisero di coprire i suoi genitali con un adesivo, ma questo non è mai avvenuto. Secondo i documenti Cobain, Grohl e Novoselic non sarebbero riusciti a proteggerlo, sfruttandolo sessualmente. Lo stesso ha poi citato i Nirvana per danni, chiedendo almeno 150.000 dollari da ognuno di loro (nonostante lui stesso abbia ricreato la copertina dell'album più volte nel corso degli anni, oggi è pittore infatti).

L'avvocato Maggie Mabie (Marsh Law Firm, NY): "Penso che il punto focale dell'immagine siano i genitali del bambino. E penso anche che prima che questo album fosse pubblicato, i Nirvana erano una band Grunge del tutto sconosciuta. La copertina di Nevermind era parte di una strategia studiata per vendere dischi, una tattica di marketing. Quindi si tratta di sfruttamento della pornografia infantile e loro ne erano del tutto consapevoli quando l’hanno pianificata. Ed ecco anche spiegato il motivo per cui quella foto ha portato alla vendita di così tante copie dell’album"

L'album come sappiamo trainato da "Smells Like Teen Spirit", da "Come As You Are", "Lithium", "Something In The Way" o "Polly" ha venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo dando il via al fenomeno Grunge (che come sappiamo durerà però ancora pochi anni). 
Secondo i critici quella foto ha sempre evidenziato un messaggio contro il capitalismo che inquina la natura ingenua dell’uomo-bambino (non si può che notare anche il dollaro appeso all’amo aggiunto in post-produzione). I legali di Spencer oggi vogliono comunque farla pagare a Dave Grohl, Krist Novoselic, Courtney Love (in quanto erede di Kurt Cobain), al fotografo Kirk Weddle, all'art director della copertina dell’album Robert Fisher e alla casa discografica dell'epoca Geffen.

Robert Fisher, che chiese alla Geffen di poter lavorare con la band, diventato art director, incontrò i Nirvana e scoprì che Kurt Cobain aveva già un'idea precisa per la copertina: "Kurt aveva pensato alla foto di un neonato appena partorito in acqua. Prima di Internet dovevi andare in libreria e cercare nei libri sui parti ma nessuna delle foto che avevamo visionato poteva adattarsi alla copertina. Allora pensammo di fotografare un bambino sott'acqua. L'idea dell'amo cui poi venne appeso il dollaro fu di Kurt ma senza voler lanciare nessun messaggio specifico, il lavoro di ideazione della foto fu del tutto organico, un elemento dopo l'altro, senza troppe discussioni o riflessioni approfondite"

Le foto vennero scattate al centro acquatico di Pasadena, al set parteciparono 4 o 5 diverse coppie di genitori che si immersero con il fotografo e con i loro bimbi neonati. 

"Una settimana dopo ho ricevuto i provini con forse 40 o 50 scatti. Ce n'era solo uno che era assolutamente perfetto. Il posizionamento, lo sguardo del bambino, il modo in cui le sue braccia erano distese come se stesse cercando qualcosa, tutto era semplicemente perfetto"

Nel 2005, all'età di 15 anni, Spencer Elden è apparso in un documentario in DVD intitolato "Classic Albums: Nirvana - Nevermind". L'anno successivo in un'intervista rilasciata al New Musical Express, Spencer ha espresso la sua ammirazione per i Nirvana, dichiarando di essere felice di aver fatto parte di quell'album storico.
Nel 2008 Spencer Elden, all'età di 18 anni, si è offerto per posare nel remake della foto dell'album, tuttavia per la nuova immagine (scattata nella stessa piscina di Pasadena dell'originale) ha indossato un paio di bermuda.
Quando nel corso di un’intervista a Variety viene fatto notare che Elden ha partecipato nel corso degli anni alle celebrazioni dell’album, si è fatto fotografare da adulto sott’acqua in piscina nella stessa posizione di 30 anni fa, e ha sul petto un enorme tatuaggio con la scritta Nevermind, l’avvocato ribatte che negli anni Elden ha sempre espresso sentimenti contrastanti rispetto a questo episodio in cui venne trascinato inconsapevole a soli 4 mesi. E il motivo per il quale ha presentato una denuncia soltanto ora è perché quando sei stato vittima di questo tipo di abusi della tua immagine ci vuole molto tempo affinché tu comprenda davvero come sei stato danneggiato.

Poi l'avvocato aggiunge: "Aver partecipato a ricreare l’immagine per i servizi fotografici dell’anniversario non vuol dire che Elden fosse d’accordo con la visualizzazione dei suoi genitali quando era un bambino. In quelle nuove immagini è un adulto ed è vestito. Sono foto molto diverse. Accettare di essere associati ai Nirvana è molto diverso dal dire che non si apprezza l’invasione della propria privacy e la pornografia infantile diffusa in tutto il mondo. Non posso rivelare i dettagli della nostra teoria legale e della nostra strategia processuale. Detto questo è chiaro a tutti che quando il focus di una foto sono i genitali di un bambino è da considerarsi pornografia infantile. E in California, per esempio, anche i genitali o le aree pubiche parzialmente rivestite possono essere considerati pornografia infantile. Hanno posizionato la fotocamera in modo tale che i suoi genitali ne risultassero ingranditi e hanno reso il punto focale dell’immagine proprio i suoi genitali. Questo è molto in linea con tutti i fattori che si utilizzano per analizzare se un’immagine costituisce o meno pornografia infantile"

Inoltre manca poco ai festeggiamenti per il trentennale di Nevermind, che si terrà a settembre 2021. La ristampa del disco è una certezza e l'avvocato di Elden spiega che quest'azione legale è finalizzata non solo al risarcimento ma anche alla richiesta di modificare la foto in future edizioni.
Krist Novoselic ha confermato la ristampa per il 30esimo anniversario che cade il 24 settembre, quindi il team legale che si occupa della causa ha poco tempo affinché venga soddisfatta la richiesta, che comprende anche 150mila dollari di risarcimento. Oltre ad accusare il gruppo di aver usato la sua immagine senza il suo consenso (all'epoca aveva appena 4 mesi), Elden sostiene che l'essere apparso sulla copertina ha prodotto in lui "stress emotivo estremo", "interferenze con il normale sviluppo educativo" e un insieme di conseguenze che lo hanno spinto, quando era minorenne ad "atti sessuali a fini commerciali". La situazione suona ovviamente paradossale, soprattutto per i milioni di fan della band di Seattle. Che ora potrebbero essere costretti ad acquistare una ristampa deluxe dell'album "censurata".
In attesa di capire cosa succederà, il bassista Krist Novoselic ha commentato il tutto con un'ironica provocazione su Instagram, scrivendo "La nuova cover di Nevermind". Come si vede sopra, la copertina mostra solo il dollaro nella piscina, senza il bambino. Che sia un chiaro doppio senso, alle rivendicazioni avanzate da Elden dopo 30 anni?


Per approfondire la storia della band: 
Altre band Grunge: 

sabato 23 settembre 2017

La Storia Dei Puddle Of Mudd e Tutti Gli Arresti Di Wes Scantlin

I Puddle Of Mudd furono fondati a Kansas nel 1992 dal turbolento Wes Scantlin, dal chitarrista Jimmy Allen, dal bassista Kenny Burkett e dal batterista Sean Sammon.
Furono una delle prime band messe sotto contratto da Fred Durst, frontman dei Limp Bizkit, sulla sua etichetta Flawless Records.
Wesley Scantlin conobbe Durst per caso: infatti nel 1999, dopo anni di tentativi per sfondare nel musical business, Scantlin scioglie la prima formazione dei Puddle Of Mudd e si prepara a trasferirsi a New Orleans, per seguire la sua fidanzata (una spogliarellista) di cui vuole diventare manager.
Un amico lo trascina a vedere il Family Values Tour, dove ci sono i Limp Bizkit come headliner.
Wes si procura un falso pass per il backstage, incontra la body-guard di Durst e gli dà la sua ultima copia di un demo dei Puddle.
Quasi 1 mese dopo riceve una chiamata da Durst, che lo fa volare a Los Angeles per fargli firmare il deal con la sua label Flawless Records.
Il quartetto Post Grunge (con spruzzate di Alternative Metal e Rock) è composto dallo stesso Wes Scantlin (chitarra e voce), da Paul James Phillips (chitarra), da Douglas John Ardito (basso) e Greg David Upchurch (batteria).
Dopo Abrasive uscito nel 1997 a tiratura limitata (oggi diventato un disco molto richiesto dai collezionisti) e con pezzi quali "Said" e "Nobody Told Me" che arricchiranno il successo disco, nell'agosto 2001 il gruppo pubblica il debutto su una major label: la Interscope/Universal.
Si tratta di Come Clean.
Per la prima volta nella storia, un nuovo gruppo Rock debutta in Top 10 delle chart degli album americane vendendo subito 116 mila copie (in totale saranno quasi 6 milioni in tutto il mondo).
Si imbarcano quindi nella tournée europea con i Godsmack il mese successivo, e poi condividono il palco negli States con gli Stone Temple Pilots.
Nel febbraio 2002, l'euforia che si è sviluppata intorno al nome della band anche in Europa, l'LP viene pubblicato anche in Italia, con la versione acustica del singolo "Control" come bonus track..
In copertina un bimbo che urina vicino a dei cespugli.
Dopo il singolone incazzato d'apertura "Control", "Drift & Die" ricorda molto i Nirvana, mentre molto più alternative risultano la ottima "Out Of My Head", tra i migliori pezzi dell'album e "Nobody Told Me".
Anche la ballad "Blurry" è un grande successo, invece "She...Hates Me" con le dovute proporzioni ricorda l'apertura iniziale di "Lithium" (con spruzzate quà e là di "Dumb" e "Sliver" nella tonalità della voce).
Entrambi i singoli finiscono su MTV, molti storcono il naso, comunque simpatico il testo, censurato a lungo nel vecchio continente per qualche termine esplicito dedicato da Scantlin a l'ex compagna.
Suono robusto, voce e riff graffianti, basi melodiche ma mai simili tra loro, ottima ispirazione.
La band finisce qui.
Finisce qui perchè già il successivo Life On Display uscito nel 2003 è un mezzo flop, nonostante l'ottima "Away From Me", che è arrivata sulla vetta della classifica Mainstream Rock Tracks.
Dall'album sono stati tratti altri due singoli, "Spin You Around" e "Heel Over Head" (per tutti è tre i singoli è stato girato un video musicale).
Famous, uscito nel 2007, non svolta la carriera della band.
Vendono oltre 300mila copie negli USA ma in Europa escono dai radar, a nulla servono i videoclip della titletrack e Psycho.
Nel 2009 esce Volume 4: Songs In The Key Of Love And Hate, quel che rimane anche di questo parto discografico sono una manciata di discrete canzoni, quali il singolo "Spaceship", che di certo non rimarrà impresso a fuoco nella memoria degli anni a venire, ma si lascia ascoltare senza troppi problemi e "Stoned".


VIOLENZA DOMESTICA ED ARRESTO DOPO LO SHOW DI TOLEDO
Il leader dei Puddle Of Mudd è stato arrestato un numero imprecisato di volte: tra droga, spaccio, violenza domestica, ubriachezza molesta, litigi con vicini e sugli aerei, porto illegali d'armi da fuoco, guida in stato d'ebrezza.
Già nel 2002 Scantlin viene arrestato per violenze domestiche.
Poi a febbraio 2004 quando si trovava con i Puddle Of Mudd nella città di Toledo, Ohio, per un concerto sold-out presso l'Headliner Bar della cittadina; il gruppo salì sul palco per eseguire quattro brani, ma il pubblico si accorse immediatamente che Wes non era in grado di cantare e suonare.
Dopo quattro pezzi il gruppo torna nei camerini lasciando il front-man da solo sul palco; Scantlin annuncia che il concerto è terminato perché è troppo "fatto" per continuare e non riesce ad eseguire al meglio le sue composizioni.
Il pubblico inizia a offendere il biondo cantante che risponde lanciando una bottiglietta di acqua verso la folla che rumoreggia, questo gesto non fa che alimentare maggiormente l'ira degli astanti che iniziano a dare forti segni di nervosismo lanciando in direzione del front-man tutto quello che riescono a trovare.
Scantlin viene tirato giù dal palco e consegnato alla Polizia che si trovava gia all'interno del locale per effettuare dei controlli sulle bevande; seduto nella volante, l'ultimo gesto, è uno sputo che il cantante indirizza alle telecamere, ma che si ferma sul vetro interno dell'autovettura.
Il musicista viene portato alle prigioni della contea di Lucas dove rimane per quattro ore e incriminato per disordine pubblico, stato di ebrezza e cattiva condotta nei confronti del sistema del trasporto pubblico.


ARRESTO PER COCAINA, GUIDA IN STATO D'EBREZZA ED ESPULSO DA UN AEREO
A gennaio 2012 viene beccato con della polvere bianca, poi risultata essere cocaina.
Per questo e per aver guidato senza patente sotto l’effetto di stupefacenti rischiò 4 anni e mezzo di carcere.
Nello stesso anno causò un atterraggio d'emergenza di un aereo perché aveva messo in pericolo la sicurezza degli altri passeggeri, litigando con un passeggero e il personale dell'aereo.
Atterrato l'aereo è stato espulso ed arrestato seduta stante.


ARRESTO PER VANDALISMO E VIOLENZE DOMESTICHE NUOVAMENTE
A luglio 2013 finisce in gabbia con l'accusa di vandalismo.
E non vandalismo comune, ma vandalismo perpetrato con una motosega e un martellone enorme.
La polizia di Los Angeles è stata chiamata dal vicino di casa di Scantlin, dopo che il cantante aveva distrutto a martellate il muro di mattoni che separava i loro due giardini.
Il vicino aveva già la mano sul telefono, quando Wes si è poi presentato sulla veranda di casa con una motosega accesa e ha iniziato a tagliare i mobili.
La polizia si è precipitata sul posto e ha portato Scantlin in prigione, prima che la lite potesse degenerare e l'accusa passasse da vandalismo a tentato omicidio o omicidio volontario.
A quanto pare i due vicini di casa stavano litigando da tempo, dopo che il vicino aveva costruito il muro di mattoni.
Stando a Scantlin, il muro era stato costruito all'interno della parte di giardino di sua proprietà, ed erano giorni che cercava di farlo abbattere.
Così l'allora 41enne decise di abbatterlo in prima persona...
Nello stesso anno viene arrestato nuovamente con l’accusa di violenza domestica per aver aggredito l’ex moglie Jessica Nicole Smith.
L’incidente è avvenuto nella zona di West Hollywood a Los Angeles e Scantlin è stato fermato solo dopo l’intervento della polizia avvertita da alcuni testimoni spaventati dalle grida che arrivavano dall’abitazione.


I 4 ARRESTI DEL 2015
Nel 2015 Scantlin viene arrestato 4 volte.
I problemi sono iniziati a gennaio, quando è stato portato per qualche ora in custodia dopo che è salito sul nastro trasportatore dei bagagli all’aeroporto di Denver: la sua “escursione” l’ha fatto arrivare in un’area riservata, facendo scattare in automatico l’arresto.
Il concerto a Denver dei Puddle Of Mudd della stessa notte si svolse solo grazie al pagamento della cauzione da parte di un fan.
A luglio, Scantlin è stato protagonista di un inseguimento con la polizia nello stato del Minnesota. Una volta preso, un test preliminare ha trovato lo 0,31 % di alcol nel sangue, quasi quattro volte il limite legale dello stato.
Scantlin è stato quindi accusato di guida in stato di ebrezza e per resistenza a pubblico ufficiale.
Un mese dopo, il cantante è stato di nuovo arrestato per guida in stato di ebbrezza e per possesso di marijuana, questa volta in South Dakota, dove il cantante è stato di nuovo rilasciato su cauzione prima di un concerto dei Puddle Of Mudd.
Poi a dicembre viene arrestato a Beverly Hills, California, dopo un controllo di routine a un posto di blocco.
Nella sua macchina vennero ritrovate sostanze stupefacenti.
Scantlin era stato inizialmente fermato per dei documenti scaduti, ma la polizia ha presto scoperto che c’era un mandato di arresto nei suoi confronti.
Dopo una perquisizione nella macchina di Scantlin, è stata trovata della sostanza non meglio specificata.
È stato quindi accusato di possesso di droga e portato in carcere, da dove è uscito poco dopo con una cauzione di 51 mila dollari.


ABBANDONATO DAI COMPAGNI SUL PALCO ED ALTRI ARRESTI
Nel 2016, a marzo, a Doncaster, durante un concerto il resto della band lo abbandonò sul palco perché in evidente stato di alterazione.
Ad inizio aprile venne arrestato dopo essersi asserragliato nella propria casa rifiutandosi di fornire le generalità alla polizia.
A fine aprile viene arrestato dopo un concerto della band a Hermosa Beach in California con l’accusa di non essersi presentato a una udienza in tribunale.
Fu la seconda volta che Scantlin saltò una comparizione in tribunale, di conseguenza, il giudice ha alzato la cauzione per il suo rilascio a 250.000 dollari.


ARRESTO PER PORTO ILLEGALE DI ARMI DA FUOCO
Nel 2017, ad inizio anno, abbandona il palco all'inizio di un concerto dopo aver litigato con il batterista Dave Moreno.
Poi a settembre viene arrestato all’Aeroporto Internazionale di Los Angeles per aver tentato di introdurre una pistola a bordo di un aereo.
Ai varchi dei controlli di sicurezza il cantante è stato trovato in possesso di una pistola ad arma compressa, articolo che il codice dell'aviazione civile proibisce di portare a bordo.
Subito fermato dal personale di polizia presente sul posto, Wes Scantlin è stato tratto in arresto e trasferito nel carcere più vicino: il giudice chiamato a deliberare sul caso ha fissato la cauzione per ottenere la libertà in attesa della sentenza del processo a 850mila dollari, anche alla luce dei precedenti dell'artista.
Al momento dell’arresto, Scantlin stava dirigendosi a Keller, in Texas, dove la band avrebbe dovuto tenere un concerto (ovviamente annullato).

lunedì 21 agosto 2017

La Storia Degli Stone Temple Pilots e Di Weiland: Droga, Arresti ed Overdose Fatale

Scott Weiland nasce nel 1967 in California, poi si trasferisce in Ohio dopo la separazione dei suoi genitori.
A 12 anni uno studente abusa di lui e questo lo segna indiscutibilmente.
Poco dopo finisce in riabilitazione perchè patrigno e matrigna trovano della droga in camera sua.
All’età di 15 anni incontra i fratelli Robert e Dean DeLeo, con i quali (assieme al batterista Eric Kretz) registra un demo chiamato “Mighty Joe Young”.
Successivamente il gruppo sceglierà come nome quello di Shirley Temple’s Pussy, fino all’approdo presso l’Atlantic Records nel 1989 dove, a San Diego, nascono ufficialmente gli Stone Temple Pilots.
Il successo della band durante gli anni 90 ha dell’incredibile, tanto da vedere Weiland e soci accostati a mostri sacri del Grunge come Pearl Jam, Alice In Chains, Soundgarden e Nirvana.
Raggiungono il successo con il loro primo album "Core" nel 1992, che includeva le hit Sex Type Thing, Wicked Garden, Creep e Plush.
Plush e Creep diventano brani famosissimi, “Purple” del 1994 è l’album che li porta direttamente al top della classifica Billboard 200 (dove restano per ben tre settimane) grazie ad una produzione meno ruvida ed amatoriale.
Il disco è spinto dalle hit Vasoline, Interstate Love Song, Still Remains e il Blues Rock di Big Empty.
La forma canzone "verse-chorus-verse" prende piede e quindi la band si apre alle masse (non a caso, complessivamente, il disco venderà oltre 8 milioni di copie).
Ma i problemi legali e quelli legati alla droga da parte di Weiland cominciano presto a creare problemi all’interno del gruppo.


PROBLEMI DI DROGA, RIABILITAZIONI ED ARRESTI
Weiland come detto iniziò ad abusare di alcool e droga sin da giovanissimo, fino a compiere di lì a poco il primo decisivo passo verso le droghe sintetiche.
Quello con la cocaina, ad esempio, è stato un incontro descritto dallo stesso Weiland come una vera e propria “esperienza sessuale”.
A quel punto il baratro era solo una questione di tempo: con i primi successi ottenuti durante la breve ma intensa epoca Grunge, piovono anche i primi arresti e condanne per acquisto e consumo di crack, cocaina ed eroina (la prima volta nel 1995).
Il disco "Tiny Music...Songs from The Vatican Gift Shop", pubblicato nell'aprile del 1996, è funestato dai problemi di tossicodipendenza di Weiland.
Lady Picture Show è un'ottima ballad, del Grunge c'è poca traccia nelle pur buone Adhesive e And I So Know ma in generale in tutto il disco.
La critica è spezzata in due.
L'abuso di eroina da parte di Weiland impedì inoltre la promozione adeguata dell'album e soprattutto il regolare svolgimento del tour, dato che in quell'anno fu obbligato a seguire un programma di disintossicazione per almeno sei mesi dal giudice di Pasadena, in seguito all'arresto avvenuto l'anno precedente.
Molte date saltano, i fans sono inferociti, sulla band piovono critiche senza fine.
Dopo cinque mesi passati in un centro di riabilitazione, le accuse di possesso di eroina e cocaina passano nell'ottobre del 1996.
La sua permanenza in questo centro servì a poco, perché nel gennaio del 1997 dovette far ricorso a un altro periodo di riabilitazione in un altro centro.
Questo fece sì che il tour che era stato programmato per i mesi successivi venisse annullato, anche perchè durante il tour di supporto agli Aerosmith, Weiland viene nuovamente beccato in possesso di sostanze stupefacenti e sbattuto in carcere.
Si cominciano a diffondere voci secondo le quali Weiland sarebbe stato estromesso dalla band.


NUOVO MILLENNIO: DIVORZI FAMILIARI E LO SCIOGLIMENTO DELLA BAND
Nonostante l'uscita del nuovo disco della band, ovvero No.4 (che ottiene un buon successo grazie a No Way Out, Down, I Got You, MC5 e Sour Girl), per Weiland la vita continua ad andare a rotoli.
Tra un problema di droga e l'altro (prima dell'uscita di No.4 stava scontando nove mesi di carcere quindi compose i suoi testi da lì), fallisce anche il primo matrimonio (quello con Janina Castaneda, dal 1994 al 2000), scoppia il caso di violenza domestica nel 2001 nei confronti della seconda moglie Mary Forsberg (una relazione che si chiude con il divorzio nel 2008).
La droga in tutto questo resta un filo conduttore indistruttibile oltre che una costante irrinunciabile, e le promesse di redenzione ad ogni uscita di galera o centro di riabilitazione ben presto perdono di credibilità.
Weiland inoltre soffriva anche di un forte disturbo bipolare (mai trattato), dove l’ingerenza di forti crisi depressive o maniacali lo induceva inevitabilmente alla ricerca del sollievo migliore.
C'è il tempo di pubblicare anche il disastroso e mai capito dai fans Shangri-La Dee Da.
Il gruppo ormai giunto al capolinea si scioglie nel 2002.


VELVET REVOLVER E GLI INCIDENTI AUTOMOBILISTICI
Con il supergruppo chiamato Velvet Revolver avviene la rinascita o almeno così sembra: nel 2003 Slash, Duff McKagan e Matt Sorum (tutti ex Guns N'Roses) lo scelgono come cantante del loro progetto Hard Rock e insieme producono due album (Contaband del 2004 e Libertad del 2007), riscontrando un grande successo di pubblico consacrato dal conseguimento di un Grammy Award come “Best Hard Rock Performance with Vocal”.
per guida sotto effetto di alcolici e stupefacenti.
Ad ottobre 2003, tanto per cambiare, Weiland viene nuovamente arrestato mentre si trovava alla guida della sua BMW, perse il controllo della vettura, urtando diverse auto parcheggiate.
Dopo un tentativo di fuga, Scott venne catturato dalle forze dell’ordine e condotto in prigione (sia per fuga che per guida sotto l'effetto di alcool e stupefacenti), dopo il pagamento di una cauzione di 15.000 dollari.
Prima di questo arresto, Weiland aveva completato una serie di test anti-droga ed aveva ottenuto dal giudice Colette Serio la concessione della libertà vigilata.
Parlando di musica invece, il singolo Slither è un buon successo ma se esiste un solo brano in tutta la vasta produzione musicale di Scott Weiland in grado di descrivere perfettamente il suo tormento e la necessità di compensare questo stato d’animo con l’abuso di sostanze stupefacenti, quello è sicuramente “Fall To Pieces”, registrato con i Velvet Revolver dopo l’ennesimo arresto per possesso di droga.
Slash: "Le cose sembravano andare per il meglio finché Scott non fu arrestato nel parcheggio di Lavish, una sera. Lo presero mentre era seduto in macchina con una tipa e avevano la roba. 
Lui era già in libertà vigilata, e si trattava della sua ultima possibilità prima dell’arresto. 
Quella fu una vera svolta per Scott: quando venne rilasciato non tornò a casa, ma nel suo studio. 
Cercò un pezzo che gli avevamo dato tempo prima. 
Scrisse i testi per quello che divenne ‘Fall To Pieces’. 
Scott mise tutto se stesso in quella canzone: è un onesto ritratto di dove si trovava e cosa stava passando in quel momento"

Weiland in un'intervista a Rolling Stones del 2004: "Sono stufo di parlare di eroina e cocaina. Sono stufo di parlare di come ci si sente nei sedili posteriori di una macchina della polizia.
Un sacco di artisti che sono dipendenti dalle droghe hanno questa paura di non essere in grado di scrivere se non fanno uso di droghe.
Ho un disturbo bipolare e ho un sacco di sbalzi d’umore già di mio ho a che fare con queste cose quotidianamente, in ogni caso. Per quanto riguarda la esibizioni, stare su un palco quando sei fatto non è una bella cosa. Ma l’eroina è probabilmente la cosa peggiore per la voce ti asciuga la gola. Ogni volta che mi facevo in tour, perdevo la voce per due settimane"

Anche questa esperienza con i Velvet Revolver dura poco però infatti nel 2007, a seguito della morte del fratello Michael, Weiland decide di lasciare la band per dedicarsi a suoi progetti solisti.
In realtà, anche qui, pare ci siano stati dietro problemi di droga per la sua estromissione dalla band.
A novembre dello stesso anno, un po' come nel 2003, Weiland provoca un incidente a Los Angeles ed anche qui viene arrestato per guida sotto l'effetto di stupefacenti.
E' rilasciato dopo una cauzione di 40mila dollari.


LA REUNION DEGLI STONE TEMPLE PILOTS E LA CACCIATA DI WEILAND
Ad inizio 2009 Weiland rivelò che un nuovo album degli Stone Temple Pilots sarebbe arrivato nei primi mesi del 2010, in quanto la band stava pubblicando segretamente nuovo materiale (anche se in modo separato).
Tuttavia, il frontman non ascoltò nulla del nuovo materiale, e pertanto non seppe indicare la direzione musicale che l'album avrebbe intrapreso.
Nel 2010 esce l'omonimo chiamato appunto Stone Temple Pilots.
Non si tratta di un disco epocale ma è diverso da quanto fatto in carriera dalla band, avendo influenze anche Beatles degli anni 60.
Visto però che i problemi di Weiland non accennano a diminuire, il 27 febbraio 2013, gli Stone Temple Pilots annunciarono il licenziamento dello stesso.
Viene ingaggiato Chester Bennington dei Linkin Park.
In seguito ad alcune battaglie giudiziarie riguardo all'utilizzo del nome del gruppo che hanno coinvolto Weiland e gli altri tre componenti della formazione originaria, questi ultimi hanno optato la denominazione Stone Temple Pilots with Chester Bennington.
Circa 2 anni dopo, i fratelli DeLeo e Kretz vinsero la disputa giudiziaria sull'utilizzo del nome del gruppo ai danni di Weiland, eliminando di conseguenza la dicitura "with Chester Bennington".
Poco dopo però Bennington lascia il gruppo.


IL PROGETTO SOLISTA E L'OVERDOSE FATALE
Restato ormai in mezzo alla strada, Weiland tentò di ritornare coi i Velvet Revolver ma venne rifiutato dalla band.
Iniziò allora una ricca ma non sempre prosperosa carriera solista, fatta di album di cover, dischi natalizi in chiave swing e concerti sui circuiti minori.
E quando ormai pareva essersi rassegnato alla carriera da reduce, ai piccoli palchi in provincia e alle platee di fan duri a morire, ecco arrivare i Wildabouts, un nuovo progetto, dove non ci sono conflitti di ego a complicare le cose, essendo lui, già dalla ragione sociale: "Scott Weiland And The Wildabouts" a condurre le danze.
La ruota ricomincia a girare, ma il 2015 è un anno terribile e soprattutto quello definitivo: prima la morte del chitarrista Jeremy Brown, poi la cancellazione del tour europeo.
Viene anche chiamato dagli Art Of Anarchy, supergruppo assemblato da Ron "Bumblefoot" Thal e dai fratelli Jon e Vince Votta, ma anche lì riesce subito a litigare, prendendo le distanze dal progetto al quale aveva prestato la voce per dei lavori in studio.

Weiland: "Una volta avevamo budget per il marketing di un paio di milioni di dollari, ora abbiamo 75.000 dollari. Devi passare un sacco di tempo in tour per compensare la perdita di guadagno dalla mancata vendita dei dischi. A me non piace più come quando avevo venti anni. Sono felicemente sposato e mi pesa non vedere i miei figli. Mia moglie mi viene a trovare in tour per una settimana o due alla volta. Questo è un lungo tour di nove settimane, mi manca molto"
Tre settimane dopo quest'intervista, Weiland viene trovato morto.
Il cantante è stato trovato morto il 3 di dicembre 2015 sul tour bus della sua band Scott Weiland & The Wildabouts, aveva 48 anni.
Weiland è morto a causa di un’overdose di cocaina, etanolo (alcool) e metilendiossiamfetamina (MDA).
Il centro Hennepin County Medical Examiner di Minneapolis, vicino al luogo in cui l’ex frontman degli Stone Temple Pilots e dei Velvet Revolver è morto, ha confermato dopo qualche giorno la notizia.
Il centro medico ha anche notato una malattia cardiovascolare aterosclerotica, asma e dipendenza da sostanze multiple.
Nella cuccetta in cui Weiland è stato trovato morto sarebbe stata rinvenuta una piccola quantità di cocaina.
La stessa sostanza sarebbe stata trovata anche negli spazi occupati dal bassista della band, Tommy Black.
In conseguenza di questo ritrovamento, Black è stato arrestato per possesso di sostanze stupefacenti.

Stone Temple Pilots: "Caro Scott, lasciaci iniziare ringraziandoti per aver condiviso la tua vita con noi. Insieme abbiamo creato una eredità musicale che ha dato a tantissime persone sia felicità che bei ricordi.  I nostri ricordi sono tanti, e molto profondi.
Noi sappiamo che nei momenti buoni e in quelli cattivi, tu hai sempre lottato, ancora e ancora. E' ciò che ti ha reso quel che eri.
Le parole non possono esprimere quanto eri dotato, Scott. 
Parte di quel tuo dono era anche parte della tua maledizione.
Con grande tristezza per te e per la tua famiglia, ci spiace molto vederti andare.
Con tutto il nostro amore e rispetto,
ci mancherai, fratello"

Velvet Revolver: "Siamo profondamente rattristati nel venire a sapere della scomparsa del nostro vecchio amico e compagno di band, Scott Weiland. 
Abbiamo condiviso un bel pezzo di vita con Scott, e anche nei suoi momenti più oscuri, facevamo tutti il tifo per lui e gli volevamo bene. La sua arte vivrà per sempre, di questo non c'è dubbio.
Le più profonde condoglianze, velate di tristezza, vanno ai suoi figli, Noah e Lucy.
Abbiamo tutti girato il mondo insieme stando in tour la band, le mogli, i figli...siamo diventati una grossa famiglia che dura ancora oggi. Ciò che è successo è triste e brutale, da ogni punto di vista.
Riposa in Pace, Scott"

giovedì 18 maggio 2017

La Storia Dei Soundgarden e La Morte Di Chris Cornell

Chris Cornell con i suoi Soundgarden, aveva plasmato e forgiato il suono del Grunge negli anni 90.
Ancor prima di Nirvana ed Alice In Chains.
Il 17 maggio 2017 è stato trovato morto a Detroit.
All’improvviso e inaspettatamente, secondo quanto riferiscono fonti vicinissime al cantante che sarebbe stato trovato riverso nel bagno nell’albergo in cui si trovava e la polizia parla di un «possibile suicidio».
Il giorno precedente era stata diffusa una falsa notizia riguardante il suo decesso, notizia immediatamente smentita dal suo entourage, anche perchè lo stesso giorno Cornell si era esibito con la band nella città del Michigan.
Cornell si aggiunge a una lunga scia nera che ha sempre accompagnato il genere: Kurt Cobain morto a soli 27 anni, Layne Staley degli Alice in Chains o, più recentemente, Scott Weiland degli Stone Temple Pilots.


I PRIMI ANNI E LA CENSURA
Cornell partì da Seattle (dove Chris era nato, da famiglia piuttosto problematica) per conquistare il mondo.
Famiglia problematica perchè i suoi genitori si separano e Cornell ne soffre molto, si deprime ma poi la musica renderà meno dolorosa la sua gioventù.
In questa trasformazione non si può non menzionare l'etichetta Sub Pop, grazie alla quale il Grunge diverrà un fenomeno planetario.
I Soundgarden si formano nel 1984.
L'EP d'esordio arriva nel 1987 ma il primo full "Ultramega OK" esce l'anno successivo, mettendo meglio in luce l'essenza dei Soundgarden: musica pesante ma cupa con spruzzatine Punk.
Il disco, nonostante la produzione indipendente, ebbe buoni numeri di vendite, anche se ancora non riuscì a rendere su disco l'energia sprigionata dal gruppo durante i concerti.
Pezzi come Incessant Mace e Beyond the Wheel sono molto potenti, mentre Head Injury e Nazi Driver spiccano per i testi.
I due pezzi 665-667 sono una parodia del numero del male, 666, utilizzato fortemente all'interno delle tematiche dei gruppi Metal: secondo la band, anche i numeri immediatamente prima e dopo 666 dovrebbero avere lo stesso "potere".
Nel 1989 realizzano il primo album per una major (la A&M Records), "Louder Than Love", un album Hard Rock cupo e trainato da pezzi quali Loud Love (primo singolo estratto) e Get On The Snake.
Iniziano anche i primi problemi con la censura, per via di brani spinti come Big Dumb Sex e Full On Kevin's Mom.
Il bassista Hiro Yamamoto (che ha contribuito notevolmente nella composizione dei brani) lascia il gruppo ed è sostituito da Jason Everman, ex chitarrista dei Nirvana, che viene cacciato appena si conclude il tour, probabilmente per la sua abitudine di spaccare i suoi strumenti in quasi ogni concerto, facendo comunque in tempo ad apparire nei video di Loud Love e Hands All Over.
La scelta sul nuovo bassista ricade su Ben Shepherd.
Dopo il tour la band pubblica il loro primo live, Louder Than Live, un home video girato in bianco e nero e in modo molto underground, e con lo stesso titolo verrà stampato un disco in 1000 copie ritenuto rarissimo.


L'INCONTRO CON ANDREW WOOD E L'OVERDOSE FATALE
In questo periodo conosce e condivide un appartamento in affitto con Andrew Wood dei Malfunkshun che ai tempi andava in clinica per disintossicarsi dalla cocaina ed eroina.
Nonostante le due band siano in competizione, ciò non impedisce a Chris e Andy di diventare presto amici, e di creare in breve tempo un fortissimo rapporto.
Nella quotidianità dei due ragazzi nasce una specie di rito: ognuno dei due registra una canzone al giorno, con un registratore a quattro tracce, e poi la fa ascoltare all’altro, di ritorno dal rispettivo turno di lavoro.
Spesso, più che una canzone è un’idea di canzone.
In alcune serate casalinghe, Chris lo osserva incredulo mentre disegna le copertine con precisione certosina, riportando accuratamente date, strumenti utilizzati, e luoghi di incisione.
Chris è spettatore anche del lato meno bello dell’amico: le crisi d’astinenza.
È lì con lui quando lotta con i demoni dello shot in vena, quando si contorce con la sua scimmia, quando non sa che farsene di quelle gambe, di quelle braccia, di quel corpo che all’improvviso diventa troppo pesante.
Wood morirà a 24 anni, nel 1990, per un'overdose di Eroina.


IL SUCCESSO NEGLI ANNI 90
Dopo le buone prove degli anni’80, Chris e gli altri esplosero nel fatidico 1991, quando uscì "Badmotorfinger" con Outshined o Rusty Cage, veri manifesti del genere.
Grazie ad un Thayil indiavolato con la sua chitarra tagliente e piangente e con gli acuti altissimi di Cornell a fare da "contorno" (e che contorno!).
Come non citare la controversa Jesus Christ Pose, canzone di 6 minuti tra le più dure della band, accompagnata da un video che fece molto discutere rischiando seriamente la censura da parte di MTV (video e testo apertamente criticato per i suoi simboli anticristiani).
Nasce anche un progetto parallelo Temple Of The Dog, un supergruppo che Cornell stesso aveva varato in memoria dell'amico Andrew Wood, cantante dei Malkfunkshun e Mother Love Bone, morto per overdose di eroina, e che univa due membri dei Soundgarden (Cornell e Cameron) più i Pearl Jam, loro eterni amici.
Anche se l'esplosione definitiva nell’orbita mondiale, giungerà tre anni dopo con "Superunknown": Black Hole Sun, con l’annesso video surreale e nero (che immagina la fine del mondo e vede il sole diventare un buco nero) diventa la canzone per eccellenza della band che inizia a girare tutto il pianeta con tour estenuanti e infiniti.
Come non citare la psichedelica Like Suicide o Head Down o l'oscura Mailman.
O la  tristissima Fell On Black Days, canzone tra le più intense mai scritte da Cornell.
Alla fine, Chris inizia a litigare con Thayil: vuole cambiare genere e spostarsi sul Pop elettronico, mentre l’altro rimane legato alle sonorità più dure e ortodosse.


CARRIERA SOLISTA ED AUDIOSLAVE
E dopo "Down On The Upside", lascia la band dando il via alla sua carriera solista: capelli corti e vestito alla moda, Cornell arriverà a dire «Il Rock è morto, meglio la disco» in un’intervista del 2009: una svolta che molti fan non gli perdoneranno.
Ma, alla fine, Chris, alla morte del Rock non crederà troppo nemmeno lui.
Tra i suoi altri progetti da menzionare gli Audioslave, supergruppo con Tom Morello e Zack De La Rocha che aveva sciolto i Rage Against The Machine.
Il momento della verità per la band è l'uscita del singolo "Cochise" (2002), dedicato al capo indiano.
Il pezzo gira bene sulle radio americane e poi va in rotazione su MTV; a breve segue la pubblicazione dell'album di debutto, "Audioslave": un disco che ha soprattutto il merito di restituire alla scena Rock mondiale quattro protagonisti imprescindibili.
Il singolo, Like A Stone, Gasoline, I'm The Highway,  Show Me How To Live, What You Are sono buoni pezzi.
Comunque la maggior parte della critica storce il naso, accusandoli di non avere personalità ma di essere soltanto la somma delle melodie vocali di Cornell e la musica dei RATM, il pubblico risponde con entusiasmo.
Ad azzittire i critici più feroci e le frequenti voci sulle tensioni interne alla band contribuisce poi un notevole e inaspettato affiatamento del quartetto sul palco.
La primavera del 2005 segna il ritorno (col botto) della band.
Dopo la pubblicazione del secondo album, "Out Of Exile", il 25 maggio sono la prima Rock band statunitense della storia ad esibirsi a Cuba.
Il disco, a differenza del suo predecessore, viene nel frattempo accolto caldamente dalla stampa specializzata grazie a Be Yourself, Your Time Has Come, Doesn't Remind Me, Out Of Exile e Doesn't Remind Me.
Lasciati gli Audioslave per dissidi nel 2007, tornerà a suonare con gli amici dei bei tempi: i Soundgarden si riformano, anche se con scarsi risultati (King Animal uscito nel 2012.
A metà Gennaio 2017, è saltata fuori una reunion anti-Trump con qualche data live per gli Audioslave.
Concerti che hanno messo in forma una band davvero sottotono, condita da un’imbarazzante esibizione di Cornell e che lascia freddo anche il pubblico
Persino la band sembra accorgersi dell’evidente difficoltà del cantante, supportandolo con cori (stonati!) che rendono l’esibizione ancora più imbarazzante.
Poi arriviamo a maggio 2017 dove come detto Cornell si esibisce con i Soundgarden a Detroit, poi il giorno dopo viene trovato morto in bagno.
Due poliziotti hanno riferito di aver trovato il corpo di Cornell con una fascia intorno al collo quindi si parla d'impiccagione.

venerdì 28 aprile 2017

La Storia Dei Mentors e Di Eldon Hoke: Fu Lui Ad Uccidere Kurt Cobain?

Eldon Hoke, detto "El Duce", vocalist e batterista dei Mentors, iniziò la sua carriera musicale nel 1977 nella città del Grunge: Seattle.
Con la sua band ebbe un discreto successo.
Successo frenato dagli eccessi di alcool.
I Mentors furono i capostipiti del movimento battezzato da loro stessi "Rape Rock" quel tipo di musica composta e studiata per sconvolgere (erano prese di mira spesso le donne).
Abusi di droga ed alcool, depravazione sessuale, maschilismo ed un orientamento puramente fascista diedero il tocco maledetto alla band portandola alla vetta del successo.
La band era formata da Sickie Wifebeater, Heathen Scum e Eldon Hoke.
A Seattle le cose vanno male quindi decidono nel 1979 di trasferirsi a Los Angeles in cerca di successo e come spesso capita a Los Angeles qualcuno si interessò alla loro musica, soprattutto alla loro immagine.
I Mentors iniziano così ad esibirsi travestiti da boia incappucciati, nei locali californiani, riuscendo ad agguantare un contratto con la Mystic Records, dando alla luce nel 1982 il loro primo album: "The Trash Bag" seguito quasi immediatamente da un secondo album live.
Nel 1985 uscì il terzo album, "You Axed For It!" con il quale ottenerono un buon successo.
Dopo anni di provocazioni ed eresie i Mentors riescono ad attirare l'attenzione dei media, partecipano così a show televisivi e radiofonici dimostrando all'intera America la loro follia conquistando così un importante fetta di pubblico.
Ad ogni modo la band sforna riff pesanti, brani primitivi senza troppi fronzoli per una musica spensierata.
Anticipano molte cose della scena Grunge, il loro è un misto tra Heavy Metal e Punk.
Il lato strumentale della band è tenuto un po' in disparte per lasciare spazio alle provocazioni.
Si ricordino ad esempio la malata "Sleep Bandits" o la melodica "Four F Club".
Le provocazioni invece erano riscontrabili in molti testi, ad esempio: "Sandwich Of Love", "Sex Education" o "In And And Out Of You".
Senza scordarci di "Golden Shover", vera e propria pietra dello scandalo (censurata dalla PMRC nel 1985): "Bend up and smell my anal vapor/Your face is my toilet paper".
Nel 1989, la band pubblicò il suo terzo album in studio, "Sex, Drugs & Rock 'N' Roll", con il quale intrapreso anche un tour live di discreto successo.

Nel 1990 uscì "Rock Bible" con Rick Lomas come batterista.
Clark "Moosedick" Savage spesso sostituì Hoke alla batterista negli spettacoli dal vivo, visto che Hoke perennemente strafatto non riusciva a cantare e suonare la batteria contemporaneamente.
El Duce partecipò a molti talk show negli anni 90 (Hot Seat, ad esempio), molte apparizioni videro la sua estromissione forzata prima della fine del programma.


FU LUI AD UCCIDERE KURT COBAIN?
Eldon Hoke giungerà agli onori della cronaca nera negli anni 90 essendo stato collegato alla morte di Kurt Cobain.
Il leader dei Nirvana venne trovato morto l’8 aprile del 1994 nella sua villa di Lake Washington (Seattle).
A prima vista si trattò di un suicidio e il caso venne chiuso così: del resto testa sfondata da una fucilata, l'arma tra le gambe.
Inchiesta relativamente breve (vista la fama del personaggio), forse ricca di errori, omissioni, superficialità.
E negli anni, come spesso accade, si fa largo la teoria del complotto.
E’ omicidio.
La mandante è Courtney Love.
Il movente i soldi o comunque dissapori tra i due.

Eldon Hoke: "Poco prima della vigilia di capodanno del 1993 mi trovavo davanti al Rock Shop, un negozio di dischi di Hollywood, quando da una limousine esce Courtney che mi fa "El, il mio uomo si sta comportando da vero stronzo ultimamente. Voglio che tu gli faccia saltare quella sua testa di cazzo" 
Le chiesi se era seria e lei ripose che mi avrebbe dato 50mila dollari se l'avessi fatto. Mi chiese anche un numero al quale contattarmi e io, non avendo un recapito telefonico, le diedi il numero del Rock Shop. Avrei dovuto accettare quei soldi. Ma io so chi l'ha fatto secco. Non ho creduto facesse sul serio. Doveva sembrare un suicidio. Così dissi ad Allen...cioè, ad un mio amico...! 
Così l'FBI lo becca. Insomma, è andata così"
L'esecutore materiale (almeno secondo questa teoria) è Allen Wrench (esperto di arti marziali), l'ultima persona ad aver visto vivo Hoke, la notte della sua morte.
Quell'ultima sera El Duce era ubriaco fradicio.
El Duce non avrebbe accettato perchè non aveva le palle ma mise Courtney e Allen in contatto.
Si racconta che, stranamente, prima di quel fatidico giorno Allen non viveva certo nell'oro, tutto ad un tratto si comprò casa, macchina e materiali per uno studio di registrazioni.

Lo scrittore Episch Porzioni: "Fino al 1994 nessuno si era mai iniettato un barile di eroina in corpo, per poi spararsi in testa. Ma mi ha colpito di più scoprire che una bella fetta degli indagatori erano “amici della vedova”. 
E’ stata una delle cose più difficile da riscontrare. 
Tutti conoscenti di Courtney, i poliziotti e soprattutto la figura del dottor Hartshorne, l’anatomo patologo del caso Cobain. Non una figura secondaria. Sono rimasto davvero colpito. 
In Italia fa quasi ridere parlare di conflitto di interessi, ma in America sono un po’ più fiscali: com’è possibile che i due terzi degli investigatori coinvolti nelle indagini fossero amici di Courtney?"

Il 6 marzo 1996, Hoke eseguì un test poligrafico presso il dott. Edward Gelb, uno dei principali esperti in poligrafia che tiene corsi di poligrafia avanzata per l’FBI.
Hoke, dichiarò più volte di aver ricevuto quell'offerta fattagli da Courtney Love(soldi più un favore sessuale), tanto da presentarsi spontaneamente al dipartimento di polizia di Seattle, dichiarando di volersi costituire come testimone contro Courtney Love nel caso Cobain, presentando come garanzia di quello che diceva la perizia poligrafica.

Hoke passò il test della verità con il 99.7% e ciò significa (per la legge americana visto che in Italia non può essere considerata come prova in un processo) che stava dicendo sicuramente la verità.
La polizia di Seattle non accettò comunque la sua presentazione spontanea dichiarando che non era sufficiente la perizia poligrafica come prova, e Eldon Hoke insieme al suo avvocato dichiarò e denunciò la polizia di Seattle, con la giustificazione che la perizia poligrafica può e deve essere utilizzata dalla polizia come prova certa, presentando tutta una lista di casi in cui lo stesso dipartimento omicidi della polizia di Seattle, aveva arrestato e fatto condannare persone in base proprio al risultato di perizie poligrafiche fatte dai vari testimoni dei vari casi.
Eldon Hoke venne trovato morto il 19 aprile 1997 in circostanze decisamente misteriose tanto che la polizia chiuse il caso, senza alcun verdetto (diciamo che venne archiviato come "incidente").
Jourgensen (uno scrittore) dichiarò che El Duce era stato riconosciuto da dei fans dall'altro lato delle ferrovia.
Dopo aver sentito i fan che chiamavano il suo nome, andò loro incontro.
Secondo Jourgensen, El Duce rimase bloccato con un piede sulla ferrovia, venendo poi travolto.
Al di là di questa spiegazione al livello della fantascienza, ad ogni modo, il giorno della sua morte, Hoke venne visto a casa sua (Los Angeles) da due suoi amici in compagnia di un uomo mai visto prima, uscirono di casa dicendo che sarebbero andati al negozio di liquori e poi sarebbero tornati a casa, ma così non avvenne.
Alle ore 7.00 p.m. il corpo senza vita di Eldon Hoke venne ritrovato sulla ferrovia (che si trovava dietro casa sua).
La notte in cui El Duce è morto, Allen venne visto molto alterato e preoccupato, a causa dell'intervista nel documentario Kurt&Courtney.


CONTRADDIZIONI SULLA MORTE DI COBAIN
L'ipotesi del suicidio venne presa subito in considerazione perchè il 14 marzo 1994, a Roma, Kurt era stato ricoverato d’urgenza per una overdose di Rohypnol che lo aveva quasi ucciso.
E il 18, Courtney aveva chiamato la polizia perché Kurt si era chiuso nella sua stanza con la pistola. Ed il 26 marzo si era fatto accompagnare da un amico in un’armeria, dove aveva comprato un fucile da caccia, un Remington calibro 20.
Ed una scatola di cartucce.
Tuttavia c'erano delle contraddizioni che avrebbero fatto nascere nei cospirezionisti la teoria del complotto:
1) Troppa eroina nel sangue del cantante dei Nirvana, tre volte di più rispetto a una dose letale.
Come ha fatto Kurt a prendere il fucile e spararsi?
2) Non ci sarebbero state impronte di Kurt né sull’arma né sulla penna utilizzata per scrivere la lettera di addio.
3) Stando a un presunto grafologo, il messaggio sarebbe stato scritto da due mani diverse: quella di Kurt e quella di uno sconosciuto.
4) Le carte di credito di Cobain sarebbero state utilizzate dopo la sua morte, ma con esito negativo.
5) La cremazione del corpo di Kurt fu una decisione della vedova Courtney che prese senza alcuna indicazione da parte del marito. E qui si chiuderebbe il cerchio.
Courtney Love, da piccola, avrebbe detto al padre: “Un giorno sposerò una rockstar e la ucciderò”.
Per approfondire: La Storia Dei Nirvana e Il Suicidio Di Kurt Cobain

giovedì 14 luglio 2016

La Rivalità Tra Thrashers e Glamsters (Anni 80)

Di tutti gli sviluppi tecnologici/commerciali degli anni '80, MTV fu forse il più influente.
Sotto certi versi, una delle cose peggiori che poteva accadere all' Heavy Metal: infatti MTV divise la scena musicale.
Essere Glam Rock o eclissarsi dagli schermi.
Alcuni delle più grandi band Rock e Metal dei 70 ed 80 cedettero al fascino dei capelli cotonati e del business: Def Leppard, Krokus, Scorpions, Whitesnake, Van Halen ed in parte anche gli Judas Priest.
Alle porte c'era una rivoluzione, una nuova generazione di ascoltatori: abbassarsi agli stereotipi della decade era l'unico modo per uscirne vivi.
La nuova generazione era meno interessata ai dischi e maggiormente ai videoclip quindi ai canali televisivi tipo MTV appunto.
L'Heavy Metal negli anni '80 sbarca in America e assume presto il volto della bella vita di Los Angeles: belle donne, bella vita, eccessi, divertimento e sesso sfrenato.
I Motley Crue diventano presto gli alfieri di questo lifestyle, che vanno ad incarnare in tutto e per tutto: il look stravagante tutto lustrini, colori sgargianti, zeppe e capelli cotonati.
La musica basata su un Rock grezzo sempre melodico e divertente, i folli testi da censura e l'incontenibile voglia di vivere, strafare.
Tra queste Cinderella, Ratt, Europe, Bon Jovi, Twisted Sister, Hanoi Rocks, Poison, se vogliamo Guns N'Roses, etc
Mentre la vecchia guardia Metal europea (per lo più britannica) abbandonava la loro integrità artistica aprendosi al redditizio mercato americano, un nuovo genere di band Metal iniziò a svilupparsi proprio in America.
Queste bande presero gli assoli e le ritmiche dalla NWOBHM brutalizzandone e velocizzandone il sound ed iniettarono dentro anche il Punk e l'Hardcore.
Questo nuovo suono e stile era una risposta alla crescita di MTV e quindi al Glam los angelino.
Non a tutti i fans americani, soprattutto della Baia (San Francisco e non solo), interessava vestirsi con colori sgargianti, capelli cotonati, parlando del godersi la vita: stava nascendo il Thrash Metal.
Il divario tra questi due stili musicali era enorme.
Thrash voleva dire, anzi vuol dire, suonare veloci ed aggressivi. Combattere il sistema.
Tape trading selvaggio e passaparola.
Glam invece è Rock, si, ma anche immagine. Quindi sesso, amore, droga e...sesso.
E TV.
Ad essere onesti, anche i Thrashers vivevano di stereotipi: capelli lunghi, jeans strappati, giacche di pelle, giubbotti.
Il Glam rispondeva con make-up, capelli lunghi, abbigliamento appariscente.
I Metallica, Megadeth e gli Slayer nacquero nella patria del Glam: Los Angeles.
Ma si trasferirono subito a San Francisco.
Con l'arrivo dei Thrasher a San Francisco e nella Bay Area, vennero proprio lì con tutta probabilità coniati i termini "Hair Metal" e "Poser Metal", divenne storica ad esempio la rivalità tra Metallica e Slayer da una parte e Motley Crue dall'altra.
L'astio tra Thrasher e Glamster toccò picchi notevoli.
Una volta Lars Ulrich dei Metallica gridò qualcosa di poco carino a Nikki Sixx a un concerto dei Crue.
Nikki lo sentì e scese dal palco ma Lars fuggì via e oggi racconta: "io sono alto poco più di 1.60 e mi divincolai tra la folla, Sixx con le sue zeppe di 15 centimetri non riusciva a starmi dietro".
Nel luglio 1982 i Metallica tennero un concerto con Hirax e Stryper.
Gli Stryper suonavano Glam Rock cristiano, erano vestiti con tuniche a striscie giallonere e dispensavano bibbie tra la folla: i 'tallica ridevano di loro senza esagerare più di tanto.
Tra i più esagitati invece Mustaine, che li odiava ed andava a deriderli!

Chuck Billy (Testament): "Negli anni 80, San Francisco era nota per le sue band Glam. 
Così, quando sempre più band estreme nacquero nella Bay Area, il nostro motto divenne "Kill The Posers".
Per noi, i posers erano i glamsters. 
Penso che tutte le nostre minacce servirono a far piazza pulita rendendo San Francisco la città Thrash Metal per eccellenza. 
Le bande Glam si trasferirono a Los Angeles, grazie a ciò la Bay Area era nostra"

Fu comunque Paul Baloff degli Exodus a coniare il motto "Kill The Posers.
I primi due esempi di Thrash Metal furono probabilmente "Kill'em All" dei Metallica e "Show No Mercy" degli Slayer.
Anche se il Thrash non era abbastanza commerciale per finire su radio o MTV, comunque trovò la sua strada verso il successo.
Fu in particolare con "Ride The Lightning" dei Metallica uscito nel 1984 che il genere cominciò ad abbracciare anche grandi case discografiche.
Le etichette ritennero che una band che riusciva a vendere 500.000 copie senza supporto radio commerciale fosse una band da tenere d'occhio.
Ma non esistevano solo i Metallica ma anche i Megadeth, Anthrax, Slayer, Testament, Dark Angel, Overkill, Forbidden, Heathen, Hirax, Blind Illusion, i già citati Exodus, Death Angel e molti altri.
Le prime quattro divennero i "Big Four".
Nel contempo band Glam dal talento zero vendevano milioni di dischi grazie al loro aspetto e ai loro video musicali in costante rotazione su MTV.
A metà degli anni '80, questo Rock commerciale, detto anche Hair/Glam Rock, stabilì le nuove coordinate del successo su TV e radio.
Nel 1986, il Glam era la forma più popolare di musica Rock al mondo: Motley Crue, Poison, Guns N'Roses in primis.
La scena Thrash era però pronta per una battaglia dalle proporzioni epiche.
Infatti in quest'anno usciranno vere e proprie gemme quali "Reign In Blood" degli Slayer, "Master Of Puppets" dei Metallica, "Darkness Descends" dei Dark Angel, "Possessed By Fire" degli Exumer, "Peace Sells" dei Megadeth, "Game Over" dei Nuclear Assault, "Beyond The Gates" dei Possessed, "Doomsday For The Deceiver" dei Flotsam & Jetsam, etc
Contemporaneamente il Thrash giunge anche in Europa: in Germania ma anche in Inghilterra ed Italia.
Che i tempi però fossero maturi per il grande cambiamento era nell'aria.
Ad esempio i Metallica che avevano sempre affermato di non voler produrre videoclip se ne uscirono nel 1988 con il singolo One che finì su MTV.
Per questo riceveranno un sacco di critiche dai fans dell'epoca ma questo è niente perchè di lì a poco il Thrash sarà colpito da un meteorite che spazzerà via tutto.
E pure lo stesso Glam non rimarrà illeso.


CHI HA UCCISO CHI?
Per ironia della sorte, finiti gli anni 80, sia il Glam che il Thrash andarono incontro una prematura fine.
Fu il Grunge ad "eclissarli".
Proprio la TV che aveva dato grande ribalta al Glam gli voltò le spalle: puntando sul Grunge quindi sulla scena di Seattle.
Ben presto i videoclip dei cotonati scomparvero dagli schermi e i fans voltarono loro la faccia.
Alcuni di questi gruppi tentarono di adattarsi al nuovo sound in voga, mentre altri rimasero ancorati alle loro radici senza ottenere alcun successo. 
Comunque diverse band sopravvissero nei metà anni 90, adottando sonorità più dure, ma mantenendo comunque i richiami al Pop e alla melodia.
Molte band Grunge che fecero strada grazie ad atteggiamenti anticonformisti, firmarono contratti con le più grandi case discografiche mentre al contrario, molte band Glam, ormai considerate "fuori moda" e snobbate da fans critici e major discografiche, si ritrovarono costrette a firmare con piccole etichette indipendenti. 
Come detto molte band non più supportate dalle proprie etichette si sciolsero, altre quali Motley Crue, L.A. Guns e Warrant virarono sull'Alternative con vendite pressocchè nulle.
E il Thrash come se la passava? Se il Glam stava piangendo, il Thrash non certo se la spassava.
Ok "Rust in Peace" (1990) dei Megadeth, "Seasons In The Abyss" (1990) degli Slayer, "Time Does Not Heal" (1991) dei Dark Angel, "Horrorscope" (1991) degli Overkill furono e rimangono dei capisaldi del genere.
Ma furono gli ultimi fuochi: da lì a poco, il Grunge inghiottirà anche la scena della Bay Area.
L'enorme impatto di band quali Nirvana, Soundgarden, Alice In Chains, Mudhoney, Pearl Jam venne fiutato come detto dalle major discografiche, che si disinteressarono anche del Thrash, mettendolo sempre più da parte. 
Del resto il business è business, per chiunque.
Per ovviare a questa problematica, molti gruppi di questa corrente decisero di adattarsi ai trend del periodo, ricorrendo a drastici cambiamenti musicali.
Nel 1991 i Metallica diedero alle stampe l'album omonimo, il loro lavoro di maggior fortuna commerciale, grazie a pezzi quali Enter Sandman, The Unforgiven e la ballad Nothing Else Matters.
Il produttore Bob Rock, già famoso per aver collaborato con Skid Row, Bon Jovi, Alice Cooper e Motley Crue, influì molto sull'orientamento stilistico di quest'album.
I Megadeth pubblicarono "Countdown To Extinction" (1992), album più orecchiabile rispetto ai precedenti che ebbe un ottimo riscontro ma non raggiunse i livelli del Black Album in termini di vendite.
Anche i Testament, con "The Ritual" (1992), optarono per una strategia simile.
Gli Anthrax al loro Thrash/Hardcore aggiunsero influenze Rap/Alternative udibili in "Sound Of White Noise" (1993).
In definitiva ci fu chi, come i Metallica e i Megadeth, si adeguò ai cambiamenti e chi sparì dalla scena musicale dell'epoca come ad esempio Exodus, Death Angel, Dark Angel.
Gli Slayer mantennero la loro direzione stilistica, anche se aggiunsero influenze Alternative un decennio dopo, riducendo la presenza degli assoli.
Il Grunge aveva posto fine ad entrambi i generi e alle loro diatribe, l'esempio più lampante ovviamente furono i Pantera che da band Glam degli anni 80 virarono sul Thrash/Groove negli anni 90.
Oltre al Grunge infatti, band dalle chiare influenze Thrash ma contaminate dal Groove e dall'Alternative si affacciarono sulla scena americana: stiamo parlando di Pantera, Machine Head, Fear Factory.
Ma questa è tutta un'altra storia.

venerdì 22 agosto 2014

La Storia Degli Alice In Chains e La Morte Di Layne Staley

Dopo aver avuto un’infanzia difficile(con il padre che si drogava ed ubriacava),  la vita pone molto presto il giovane Layne Staley su precipizi fatali la cui némesi  è inevitabile e finale già scritto.
Staley nacque il 22 Agosto 1967 a Washington.
Compiuti i vent’anni prende coscienza di sé, di quel che è e di chi vuole diventare.
Capisce che la musica è l’unica cosa che lo tiene in vita, perseguitato com’è dall’ombra che proietta su di sé un padre come detto tossicodipendente e assente sia mentalmente sia fisicamente.
Staley abbandona la famiglia che Layne ha da poco compiuto sei anni.
Lui è un ragazzino sveglio, comprende tutto.
Per molto tempo la sua figura lo perseguita, all’età di 16 anni decide persino di mettersi alla sua ricerca senza ottenere risultati.
Tutto ciò lo frustra e il giovane Layne comincia a manifestare i primi segni di un malessere interiore che lo accompagnerà per il resto dei suoi giorni.
Da ragazzo è  inquieto e con una personalità chiusa e tormentata.
Riesce a trovare conforto però nell’eroina.
All’inizio è solo un piccolo sollievo per una vita che si preannuncia da loser.
Aspetto, quest’ultimo, che contribuirà a rendere Layne Staley una delle icone leggendarie della musica Grunge.
Una mela marcia, Layne, ma di qualità eccelsa, che ha la fortuna di scacciare via la rabbia e la frustrazione attraverso la musica.


GLI ALICE IN CHAINS
Una sera, mentre si trova in una sala prove di Seattle, il Music Bank, conosce Jerry Cantrell, un chitarrista cresciuto con la musica country che da qualche anno ha virato verso l’hard rock.
Con il bassista Mike Starr e il batterista Sean Kinney ha messo su una band, i Diamond Lie.
Quel giorno Layne e Jerry chiacchierano lungo, si confidano, diventano presto grandi amici.
Poco dopo decidono addirittura di prendere insieme una stanza in affitto e la gran parte del loro tempo libero lo trascorrono insieme provando e suonando canzoni che senza saperlo faranno parte del repertorio dei futuri Alice in Chains.
Infatti dopo aver sciolto le rispettive band, nel 1987 Jerry e Layne fondano gli Alice in Chains cui si uniscono gli ex Diamond Lie, Mike e Sean.
L’intesa tra i quattro è perfetta, Layne possiede una voce roca e potente, quasi abissale. Jerry invece è uno dei migliori chitarristi su piazza.
Gli ingredienti per sfondare ci sono tutti.


I DISCHI
Infatti nel 1989 firmano un contratto con la Columbia Records con cui realizzeranno tutti e  tre i loro album.
Facelift pubblicato un anno prima di Nevermind dei Nirvana, può essere considerato l'album che ha permesso alla scena di Seattle di uscire dall'underground.
Già la copertina stralunata e particolare è una dichiarazione d'intenti.
Il video del brano "Man In The Box" venne trasmesso a rotazione da MTV e questo diede modo agli Alice in Chains di preparare il terreno alle altre band provenienti da Seattle, che successivamente, in particolare verso la fine del 1991, diedero grande visibilità al fenomeno Grunge a livello mondiale.
L'album presenta già in buona parte quello che sarà in seguito il sound che contraddistinguerà la band, con influenze provenienti dall'Heavy Metal miscelate al suono sporco del fenomeno nascente del Grunge, il tutto completato dalla voce cupa e malinconica di Layne Staley.
"We Die Young" diventa un hit, mentre "Man In The Box" si guadagna una nomination ai Grammy Awards 1992.
"Sea Of Sorrow" è veloce e con anche cambi di tempo all'interno, "Bleed The Freak"(di cui venne fatto anche un video) è forse il manifesto degli Alice In Chains del futuro.
"Love, Hate, Love" è contraddistinta da una grande qualità canora di Staley.
Da citare anche "Sunshine" (cane di Cantrell) e "Real Thing".
Facelift diventa disco d'oro alla fine del 1990.
Dirt è considerato l'album forse più rilevante della discografia del gruppo: c'è furia, malattia, tristezza.
L'album fu realizzato quando il cantante Layne Staley era totalmente dipendente dall'eroina.
Le atmosfere cupe, e i testi influenzati dall'esperienza della droga, aiutarono però l'album a diventare un successo.
Il disco parte a bomba con "Them Bones" e prosegue sulla stessa falsariga con la successiva "Dam That River", poi rallenta con "Rain When I Die".
I pezzi "Sickman", "Junkhead", "Dirt" e "God Smack" sono basati sulle esperienze di Staley con l'eroina, mentre "Rooster" sull'esperienza nella guerra del Vietnam del padre di Cantrell.
Rooster era il nomignolo con il quale questo veniva chiamato durante il conflitto.
Non si può non citare anche "Hate To Feel".
Il pezzo "Untitled-Iron Gland" ospita la voce di Tom Araya degli Slayer.
Esso, tuttavia, non è un vero e proprio brano, ma un insieme di rumori accompagnati dall'urlo di Araya.
Tutto ciò iniziò quando gli Alice in Chains conobbero gli Slayer durante il "Clash Of The Titans" tour nel 1990.
I due gruppi divennero amici e, in seguito, Jerry Cantrell chiese ad Araya di fare un urlo tipico degli Slayer da inserire nell'album in questione e lui accettò con piacere.
La frase pronunciata è "I'm Iron Gland!".
Dall'album vennero estratti 5 singoli: "Would?" (grande armonie di basso), "Them Bones", "Angry Chair", "Rooster" e la lenta e straziante "Down In A Hole".
Come EP va citato anche Jar Of Flies del 1994 (il nome deriva da un esperimento che Cantrell fece a scuola con 2 vasetti pieni di mosche: uno pieno di cibo e l'altro con pochissimo cibo. Nel primo vasetto pieno di cibo, le mosche iniziano a prosperare e ad un certo punto muoiono perchè sono troppe. Quelle malnutrite invece per "spirito di sopravvivenza" vivono più a lungo).
Parlando di musica, cosa dire della tristissima ballad "Nutshell"? In questa canzone Staley dice in un verso "non ho una casa", il verso non è casuale, visto che in precedenza la band aveva intrapreso un tour e al suo ritorno si accorse che erano stati cacciati di casa perchè non avevano pagato l'affitto.
Quindi si ritrovano a vivere nello stesso studio di registrazione dove producono l'album.
La band produce la canzone in una stanza, poi Staley ci canta sopra in un'altra.
Il disco nasce in questo modo oserei dire surreale.
Si tratta di canzoni acustiche, dalla grande atmosfera, oltre alla citata "Nutshell", bellissime anche "Rotten Apple", "I Stay Away", "No Excuses" e "Don't Follow".
A seguito di questo EP, Staley prova a sconfiggere i suoi demoni delle droghe provando a disintossicarsi ma poi ricade nuovamente nell'eroina: ancora una volta è in questo clima che nasce il disco successivo.
L'omonimo è noto anche come Tripod (in italiano "tripode") a causa della sua copertina (iconica), raffigurante il cane di Jerry Cantrell, Sunshine, con una zampa in meno.
È l'ultimo album in studio registrato con Layne Staley alla voce.
Il CD era inizialmente disponibile in due versioni: una con la custodia viola trasparente con una "spina" traslucida giallo-verde e l'altra con lo schema dei colori invertito.
Sebbene non ebbe lo stesso successo di Dirt, l'album ottenne tre dischi di platino negli Stati Uniti, nonostante non fu supportato da un tour.
Alice in Chains è considerato dai fan l'album più triste per il suo ritmo Heavy rallentato e i testi morbidi nelle canzoni come in "Grind", "Brush Away", "Sludge Factory", la malata "Head Creeps", "Again" e "Shame In You".
Il singolo "Heaven Beside You" ha un grande successo.
Il testamento della band è lasciato dalla 2 canzoni che chiudono il disco: la complessa musicalmente parlando "Frogs" ed "Over Now".
L'Unplugged invece fu registrato il 10 aprile 1996 al Majestic Theatre della Brooklyn Academy Of Music come parte della serie di concerti MTV Unplugged, contiene versioni acustiche delle canzoni della band.
Lo show fu trasmesso per la prima volta su MTV il 28 maggio e fu il primo concerto degli Alice in Chains dopo oltre due anni e mezzo dal precedente, nonché una delle ultime apparizioni della band dal vivo con il cantante Layne Staley.
La band esegue la maggior parte dei propri successi (tra cui Would?, Down in a Hole e Rooster), esclude però dalla scaletta tutti i brani del primo album Facelift.
Il concerto termina con l'unico inedito, Killer Is Me.
Staley, in piena lotta contro la propria dipendenza da eroina, appare dimagrito, visibilmente affaticato e, malgrado l'ottima prova vocale, fuori allenamento: confonde infatti le parole dei brani in diversi momenti. Durante l'esecuzione di Sludge Factory, inverte i versi e interrompe immediatamente la canzone con un sonoro "F**k!".
Jerry Cantrell e lo stesso Layne sdrammatizzano, scherzando con un paio di battute e ricevendo gli applausi di un pubblico divertito dal piccolo incidente, prima di rieseguire da capo il brano.
L'errore e la successiva gag con Cantrell non sono inclusi nel cd, appaiono tuttavia nella versione video. Anche sul finale di Down in a Hole, Staley sembra confondersi al momento di ripetere il ritornello, lasciando cantare solo Jerry.
Ciò nonostante, l'intera performance è destinata ad entrare nella storia e ad essere considerata tra le migliori della serie di MTV Unplugged, al pari di quelle di Pearl Jam, Kiss e Nirvana.


L'INCONTRO CON IL PADRE, I PROBLEMI CON L'EROINA E LA MORTE DI STALEY
Gli Alice in Chains conoscono improvvisamente il successo, alcol a fiumi, droga e denaro a volontà.
Tutto va a gonfie vele fino a quando un giorno il padre di Layne, Philip, vede una foto di suo figlio su una rivista.
Da quel momento fa di tutto per riprendere i contatti con lui.
Gli dice che si è disintossicato e che da sei anni conduce una vita tranquilla.
Che insomma finalmente è apposto.
“Perché diavolo non sei tornato prima?” gli chiede Layne che all’inizio cerca di esser comprensivo.
Il rapporto però cambia quando suo padre riprende a fare uso di droghe.
E peggiora quando inizia ad accompagnarlo, dopo averlo indotto, sul sentiero oscuro dell’autodistruzione. Iniziano a farsi insieme, è per Layne la calata negli abissi.
Scrive il requiem per il suo sogno.
Quello di viversi finalmente la vita.
Phil gli chiede spesso soldi, poi prende anche l’abitudine di andare a trovarlo tutti i giorni.
E ovviamente non per affetto.
Per Layne è una situazione insopportabile e deprimente.
Del suo malumore comincia a risentirne anche la band.
In quei giorni l’uso di eroina diviene sempre più elevato e frequente e Layne, provato fisicamente e psicologicamente fatica a reggere i ritmi della band non riuscendo neppure a esibirsi dal vivo.
Per i due album Dirt del 1992 e Alice in Chains del 1995 non organizzano neanche una tournée.
Il cantante entra ed esce dalle cliniche per disintossicarsi ma mai completamente pulito.
Butta soldi, cerca con tutte le sue forze di uscire dal vortice in cui è risucchiato ma non ci riesce.
E il destino si sa, gioca brutti scherzi.
Mentre il padre a un certo punto riesce a risalire dal fondo, Layne dopo aver combattuto invano piano piano si spegne.
Il 29 ottobre 1996, morì quello che per Layne fu l'unico vero grande amore della sua vita: Demri Lara Parrot, uccisa da un'endocardite batterica.
Layne non resse più.
Smise definitivamente di farsi vedere in pubblico, distrutto dal dolore dei tragici eventi che lo avevano accompagnato per tutta la vita, dalla delusione e dalla rabbia verso un mondo ipocrita come quello della musica, Layne si rinchiuse nel suo appartamento a Seattle, ormai logorato psicologicamente e fisicamente dall'eroina.
Piano piano la depressione e la droga lo stavano consumando.
Nel 1998 Staley collaborò con altri artisti al progetto Class Of '99, ma le sue condizioni fisiche e psicologiche erano ormai al limite del collasso tanto che nel video di "Another Brick In The Wall Part 2" (cover dei Pink Floyd) Layne non appare nemmeno, se non in vecchie registrazioni del Live At The Moore dei Mad Season, di tre anni prima.
Gli Alice In Chains non si sciolsero ma era evidente che Staley non avrebbe più suonato con loro.
Dopo aver rilasciato un'ultima intervista nel febbraio 2002, fu trovato morto nel suo appartamento il 19 aprile 2002, a due settimane di distanza dalla morte, ucciso da una micidiale mistura di droga, la speedball.
Dopo la sua scomparsa, la madre fondò la "Layne Staley Fund", una comunità no-profit che si occupa della prevenzione e del recupero dei tossicodipendenti.
Otto anni dopo la morte di un’altra icona del Grunge, Kurt Cobain. Layne Staley, che con la sua musica sperava anche di poter aiutare gli altri, durante la sua ultima intervista diffida i giovani dal tenere un comportamento simile al suo: "La droga che uso è come l’insulina di cui un diabetico ha bisogno per sopravvivere. Non uso le droghe per ‘sballarmi’ come pensa molta gente, lo so di aver fatto un grave errore quando ho cominciato a usare questa merda.
È un dolore insopportabile. È il peggior dolore del mondo. La droga distrugge tutto il corpo".


IL RITORNO NEL 2005 SENZA STALEY E LA MORTE DI MIKE STARR
Nel febbraio 2005 Jerry Cantrell, Mike Inez e Sean Kinney hanno organizzato un inaspettato concerto con lo scopo di raccogliere fondi per le vittime dello Tsunami che ha colpito il sud-est asiatico il 26 dicembre 2004.
Per l'occasione si alternarono alla voce i cantanti dei Tool, dei Puddle Of Mudd e dei Damageplan.
Il mixaggio del nuovo album venne terminato nell'aprile del 2009 per essere pubblicato il 29 settembre dello stesso anno sotto il titolo di Black Gives Way To Blue con la Virgin/EMI.
Sono stati realizzati quattro videoclip: "A Looking In View", "Check My Brain", "Your Decision" e "Lesson Learned".
Invece "All Secrets Known" parla del nuovo inizio della band, "Check My Brain" è sorretta da uno splendido riff di Jerry Cantrell.
Sul disco non si può dire niente: al di là del fatto che non ci sia più Staley, il sound è 100% Alice In Chains.
Nel 2011 Mike Starr (ex bassista della band) viene arrestato in quanto trovato in possesso di sostanze stupefacenti, circa 1 mese dopo (marzo 2011) viene trovato morto nella sua casa a Salt Lake City.
Anche per lui la droga la causa della sua morte.
L'8 gennaio 2013 uscì il nuovo singolo "Hollow", il primo dell'album The Devil Put Dinosaurs Here uscito il 28 maggio 2013.
Poi vengono estratti "Stone" e "Voices".
L'album contiene 12 tracce e viene pubblicato nella versione CD con case rosso.
La copertina del book interno contiene l'immagine di due crani di triceratopo speculari.
Posizionando il book all'interno del case rosso se ne percepisce uno soltanto, se osservato privo di case i due crani speculari (e monocromatici uno verde e uno rosso) disegnano la sagoma di una terza figura.
I dischi senza Staley contengono sempre il mood depressivo degli anni 90 con il nuovo vocalist DuVall che cerca d'imitare la cadenza di voce di Staley.