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sabato 7 febbraio 2026

Storie Criminali Di Band Black Metal Poco Conosciute

In questo articolo riporterò alcune storie criminali e poco conosciute inerenti band Black Metal sparse per il mondo. Non tutte sono di cronaca nera ma alcune band sono avvolte dal mistero e da testi controversi e non canonici per la loro provenienza geografica.


ZELESTIAL
Band di Quito (Ecuador), attiva tra 2004-2008 circa. Il 19 aprile 2008, durante un concerto al Factory (Quito) scoppiò un incendio che uccise 19 persone, tra cui 5 dei 7 membri della band. 
L’evento fu amplificato dai media locali che lo collegarono a satanismo e arti "oscure". Alle 4:00 di quel giorno, i Vendimia esordirono con un repertorio che comprendeva uso pirotecnico di fuochi e fiamme caratteristico delle esibizioni dal vivo della band. Mezz'ora dopo, uno dei membri della band lanciò un razzo che rimbalzò su una trave d'acciaio e atterrò vicino a un oggetto infiammabile, provocando un gigantesco incendio. L'incendio causò la morte di 19 persone e il ferimento di altre 24. Altri musicisti che persero la vita furono José Barragan dei Flactorophia e Paúl Calderón dei Mash-Mak. Dei Zelestial morirono: Anhelluz, Bernal, Lord Nebiros, Mr.Crow e Persephone. I 2 membri sopravvissuti degli Zelestial accusarono Lestard, ex membro degli Zelestial e allora membro dei Vendimia, di aver appiccato l'incendio incoraggiando i membri della sua band a lanciare i razzi che portarono alla tragedia.


CARPE NOCTEM
Band Black Metal tedesca di Leer/Niedersachsen nata nel 1997, esordì nel 2003 con "Nachtgedacht". Il bassista/vocalist della band, Matthias Schoormann (Karathorn), è tristemente noto per aver commesso un brutale omicidio: nel 2008 uccise una donna, la decapitò con un machete, compì necrofilia, le diede fuoco, pubblicò foto sulle web forum e poi morì in circostanze misteriose (si schiantò contro un camion, probabilmente suicidio). 


ANUBI (LORD OMINOUS)
Vocalist e figura cardine della scena Black Metal lituana, noto come Lord Ominous e membro fondatore della band Anubi (1992) e vocalist di Anapilis e Valefar. In particolare con la band Anubi rilasciò il full "Kai Pilnaties Akis Užmerks Mirtis" nel 1997. Morì nel 2002 in un incidente avvolto nel mistero in barca nel lago del Michigan. Molti fan parlano di "maledizione di Anubi" dopo la morte del fondatore, e di registrazioni postume ritrovate in cassette sepolte. Ad esempio, “Mirties Metafora” uscì originariamente in MC nel 1995. Il fatto che registrazioni rare, in cassette, con tirature minime, non siano facilmente reperibili alimenta il “mito” alcuni fan parlano di master perduti, di registrazioni non ufficiali, di versioni "solo per pochi".


JANAZA
Si tratta di un progetto Black Metal femminile proveniente da Baghdad (Iraq). La one woman band Janaza (Funeral, in inglese), guidata Anahita, afferma di operare in un contesto estremamente rischioso, vista la situazione in Iraq per chi si pone in opposizione alle norme religiose o sociali. Ci sono seri dubbi sull’autenticità dell’identità e delle foto della band: ad esempio le immagini attribuite sono risultate prese in giro. Risulta difficile stabilire quanto sia reale o creazione esterna di qualcuno al di fuori dell'Iraq perchè non ci sono testimonianze dal vivo e identità rimane sconosciuta. Il full è datato 2021 e si chiama "Quranic Plague".


SEEDS OF IBLIS
Anche questo gruppo formatosi nel 2011 afferma di provenire dall’Iraq. I temi sono fortemente anti-islamici con il motto "desecrate the principles of Islam". 
Anche qui l’origine è molto dibattuta, in quanto le foto dei membri della band sono state prese da foto promozionali della band Black Metal norvegese Vulture Lord e da un fotografo messicano. 
I Seeds Of Iblis affermano di far parte di un movimento chiamato "Legione Araba Anti-Islamica", insieme ad altre band che si dichiarano originarie di paesi musulmani come تدنيس , Janaza , مسجد الشيطان (Moschea di Satana) e False Allah (ma l'esistenza di tutte queste band e la loro provenienza geografica rimane dubbia). L'esordio è datato 2013 "Anti Quran Rituals" (con le note "Allah Is Dead", "Islamophobia" e "From Mecca To Jahannam"), segue "Morbid Muhammad" uscito nel 2020.


HORDE
Progetto australiano di Black Metal cristiano (o "Unblack Metal") guidato da Anonymous (parrebbe essere Jayson Sherlock).  L’album "Hellig Usvart" uscito nel 1994 è considerato il primo album "Black Metal cristiano" con temi antisatanisti, al punto che generò forti polemiche perché andava contro l’ideale satanico/anti-cristiano prevalente nel BM. Gli Horde si esibirono per la prima e unica volta al Nordic Fest di Oslo, in Norvegia, il 3 novembre 2006, con Anonymous come batterista e cantante e con l'aiuto di tre membri dei Drottnar con i nomi d'arte Kvest, Bøddel e Gestalt. La band suonò il suo secondo concerto dal vivo all'Immortal Metal Fest, in Finlandia, il 17 aprile 2010, con gli stessi membri del Nordic Fest. 


JARNO ELG
Finlandese condannato all'ergastolo per omicidio, tortura e cannibalismo nel 1998. Ispirato probabilmente dagli eventi che imperversarono in Scandinavia negli anni 90 (incendi di chiese e altri episodi controversi quali omicidi). Elg colpì la vittima in faccia, facendogli perdere conoscenza. Fu legato con del nastro adesivo e la sua testa fu completamente fasciata. Elg e la 17enne Tervashonka lo colpirono con delle forbici in diverse parti del corpo. Mentre la vittima veniva torturata, il gruppo mise "The Cainian Chronicle" , un album della band Black Metal norvegese Ancient. La vittima alla fine morì per soffocamento a causa del suo viso coperto con del nastro adesivo. Dopodiché, atti cannibali e necrofili furono compiuti sul corpo da Elg e Tervashonka, così come mutilazioni varie. La testa della vittima fu "mozzata", prima che il resto del corpo fosse smembrato e gettato tra i rifiuti. 


sabato 4 maggio 2024

Incendiato L'Helvete Di Oslo: Neseblod Records (Black Metal)

Neseblod Records venne fondato nel 2013 a Schweigaardsgate 56 a Oslo nel luogo dove tra 1991 e 1993 aveva sede il negozio di musica Helvete (parola che deriva da "Hels Viti", ovvero "Punizione dell'inferno") fondato dal chitarrista dei Mayhem Euronymous, assassinato nel 1993 da Varg Vikernes (autore all'epoca, insieme ad altri membri dell'Helvete, di diversi incendi di chiese). Euronymous era titolare anche dell'etichetta discografica Deathlike Silence Productions, specializzata in musica Black Metal. L'etichetta Neseblod è stata creata da Kenneth Anker Nilsen, vocalist dei Waklevören, all'interno del negozio-casa discografica è sempre stato presente anche il Black Metal Museum dedicato alla storia di questa musica. Kenneth, aiutato da fans di tutto il mondo, aveva raccolto memorabilia e merchandising storico riempiendo il seminterrato di oggetti culto inerenti i primi anni della scena norvegese. 

Kenneth: "All'epoca era una specie di luogo di ritrovo per le persone. Non era un grande business, c'erano solo visitatori" 

Da allora, Neseblod si è trasformata in un'azienda che mantiene viva la cultura del Black Metal. Al piano superiore, il negozio è pieno di vinili, CD, magliette e altri cimeli. Sebbene il negozio sia noto principalmente per la sua vasta collezione di musica Black Metal, puoi trovare di tutto, dai Beatles ai Led Zeppelin. Tutto ciò è iniziato come collezione personale di Kenneth, ma è cresciuta quando gli amici hanno iniziato a vendere e donare i propri articoli al negozio. Molti articoli provengono anche da fuori della Norvegia.

Kenneth: "Abbiamo persone provenienti da fuori Norvegia che volevano commerciare e vendere cose perché paghiamo più degli altri negozi di dischi e alcuni  regalano anche materiale. A loro piace vedere la storia" (indicando la vecchia croce di Euronymous).

Sia Kenneth che sua moglie, Grete Joanne, sono d'accordo sul fatto che la loro cosa preferita nel negozio è una croce costruita con sei copie rosa brillante dell'album Deathcrush dei Mayhem. Secondo Kenneth, questo è stato il primo album Black Metal in Norvegia.
Mentre il piano principale di Neseblod è un'esperienza a sé stante, il seminterrato è ciò che attira viaggiatori da tutto il mondo in questo piccolo angolo di Oslo. Dopo aver camminato lungo una scala nera a chiocciola, i visitatori si ritrovano nel museo Black Metal.

"Varg Vikernes viveva laggiù", disse Kenneth. "Il seminterrato era più un posto dove organizzare servizi fotografici, feste e cose del genere. Hanno anche scritto sul muro "Black Metal"


Ora, tonnellate di cimeli Black Metal possono essere trovati nel seminterrato, che Grete Joanne descrive come molto grezzo. Ciò include le vecchie attrezzature da allenamento di Euronymous. Un aspetto interessante di questa stanza è la collezione d'arte che si trova sul pavimento accanto a una bara (sì, una bara). I visitatori entrano nella stanza sul retro trovando un monumento dedicato al Black Metal. È diventato un luogo popolare per i fan da visitare e scattare foto, sia di fronte alla scritta "Black Metal" sul muro, sia sulla sedia dall'aspetto inquietante contro il muro di fondo. La stanza dispone anche di un grande libro degli ospiti firmato da visitatori provenienti da tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti e altre parti d'Europa. Alcuni scelgono semplicemente di scrivere i loro nomi, ma altri lasciano messaggi al negozio, ai loro musicisti preferiti o al Black Metal stesso.
Neseblod è parte integrante della preservazione della cultura Black Metal in Norvegia e per i fan di tutto il mondo, motivo per cui così tante persone lo visitano.
Il 10 aprile 2024 tuttavia, il Neseblod Records è stato severamente danneggiato da un incendio.
Secondo quanto riportato dal quotidiano norvegese Verdens Gang (VG), un incendio è scoppiato nello scantinato (sede del leggendario muro con su scritto "Black Metal") e ha distrutto la maggior parte di quello che conteneva (pare che il luogo culto Black Metal del seminterrato non sia stato colpito).

Grethe ha dichiarato al giornale: "Non è chiaro cosa sia successo. In questo momento sono davanti al negozio e non posso entrare, c’è molto fumo. Non ho idea dell’entità dei danni"
Poi prosegue: "Gran parte di ciò che abbiamo è solo in esposizione e non in vendita. È un luogo simile a un museo e allo stesso tempo un negozio di dischi. Abbiamo dischi, cassette e lettere di scambio di nastri che in passato venivano usati per scriversi a vicenda nella comunità Metal"

Grethe dice che turisti da tutto il mondo vengono in pellegrinaggio al negozio: il metal norvegese ha molti fan internazionali. "Più recentemente, ho avuto in negozio una signora di Los Angeles che non era mai stata fuori dagli Stati Uniti. È molto popolare"

Pare che il problema sia stata una presa di corrente che ha preso fuoco propagandosi poi su maglie e t-shirt. L'incendio è stato spento abbastanza rapidamente, afferma il comandante in servizio dei vigili del fuoco e di soccorso di Oslo, Robert Gudmundsen. Dice che uno degli agenti accorsi sul posto ha inalato del fumo ed è stato visitato dal personale sanitario accorso sul posto. Qui è stata organizzata una raccolta fondi per supportare il negozio: Gofundme (Neseblod Records)

domenica 18 aprile 2021

Gli Humble Pie, Steve Marriott e Il Devastante Incendio Che Lo Porterà Alla Morte

Nato a Londra nel 1947 Steve Marriott rimase nella storia per essere stato il leader degli Humble Pie e degli Small Faces (band inglesi Hard Rock/Blues e Rock N'Roll degli anni 60, 70 e 80).
Gli Small Faces si formano nel 1965, invece gli Humble Pie nel 1968.
Nei primi mesi del 1969, quando è ufficializzata la sua uscita dagli Small Faces, Steve Marriott aveva già reclutato i musicisti per il suo nuovo progetto: oltre a Peter Frampton, la line-up include Greg Ridley e Jerry Shirley.
La nuova band, il cui nome è Humble Pie, firma con la Immediate Records e in estate pubblica il suo primo LP: "As Safe As Yesterday Is".
Hard Rock, Blues e Country mischiati assieme, è talmente tanta la foga e l'energia di Marriott nel cantare che questo album è il primo di sempre ad essere definito con l’appellativo Heavy Metal (in una recensione di Mike Saunders su Rolling Stone).
Infatti "As Safe As Yesterday Is" è una cover di Desperation dei Steppenwolf (la prima band a citare il termine "Heavy Metal" in una canzone, si tratta di "Born To Be Wild").
Ben ricordata anche "Natural Born Boogie".
L'anno successivo esce "Town And Country": qui i ritmi rallentano, si tratta di un disco più riflessivo con parti acustiche.
Non viene molto apprezzato dalla critica nè dai fans, infatti vende molto poco.
Per la Immediate, già fortemente indebitata, è il colpo di grazia: la casa discografica viene messa in liquidazione (con migliaia di sterline di royalties non pagate agli Small Faces) e Marriott e i suoi passano alla A&M che però spinge la band verso lidi più Hard Rock.
A luglio del 1970 esce il terzo disco, intitolato semplicemente "Humble Pie" invece l'anno successivo "Rock On". In questi due album il suono degli Humble Pie ritrova la sua forma classica e maggiormente in sintonia con le sonorità di quegli anni: l’approccio è esplosivo, con sporadici rallentamenti acustici.
"Shine On" su Rock On è davvero una grande canzone con un ottimo riff, idem l'elettrica e potente "Stone Cold Fever" con il suo melodico assolo.
I Led Zeppelin possono essere considerati uno dei punti di riferimento.
Nello stesso anno esce "Rockin’ The Fillmore", doppio live registrato a New York, che mette in evidenza l'energia della band in sede di concerto (per farsi un'idea basta ascoltare "I Don't Need No Doctor").
Se vogliamo, l'unico problema dell'album, è che praticamente vengono eseguite solo cover (1 canzone originale e 6 cover Blues).
E' più o meno in questo periodo però che Peter Frampton se ne va, intenzionato a dedicarsi alla sua carriera solista.
Marriott ora è la guida indiscussa degli Humble Pie e impone una decisa sterzata verso le radici della sua formazione artistica: la musica Blues. Il risultato è "Smokin’" (1972), miglior successo commerciale di sempre per gli Humble Pie, che si trasformano in una vera e propria band Blues oriented con influenze Soul. Il disco è trainato da "30 Days In The Hole" e "Hot N'Nasty").


PROBLEMI FINANZIARI, DI ALCOOL E DROGA
Questo disco poteva sembrare il punto di svolta per la band, in realtà è l'inizio della fine perchè il crollo è dietro l'angolo e i dischi successivi si rivelano un mezzo fiasco ("Eat It" del 1973 vede la presenza però di due classici quali "Get Down To It" e "Black Coffee").
Conseguentemente anche le vendite diminuiscono ad ogni nuova pubblicazione.
La casa discografica perde interesse nei confronti della band e i problemi personali di Marriott cominciano ad influire negativamente sul gruppo: già da tempo abusava di alcool e droga (cocaina). Gli altri componenti del gruppo non sono da meno, e nessuno di loro si preoccupa di verificare la loro situazione economica: alla fine scopriranno di aver speso più di quanto guadagnato.
Marriott pubblica un disco solista ("Marriott", 1975) che passa inosservato; scopre di avere enormi debiti con il fisco britannico a causa di tasse che il suo ex manager Anthony avrebbe dovuto pagargli; si trasferisce negli Stati Uniti, dove avvierà qualche breve progetto e resterà sino ai primi 80; la A&M non gli verserà mai le royalties per i dischi venduti con gli Humble Pie.
L'ex rockstar comincia il suo progressivo ritiro dalle scene: ha assaporato una certa fama ma è ridotto in miseria per scelte sbagliate e sfortuna, pieno di rancore nei confronti delle label e dei manager che hanno lucrato sul suo talento; la tossicodipendenza si fa sempre più determinante nella sua vita.
Non a caso, la prima moglie, Jenny Rylance, racconterà di averlo lasciato proprio a causa delle droghe e dell’alcool, che lo rendevano irascibile e incontrollabile.
Tra metà e fine anni 80, a causa dei suoi continui eccessi, la salute è precaria, non avendo mai risolto del tutto i suoi problemi con gli stupefacenti. Torna nei pub e nei piccoli club di Londra, lontano dalle case discografiche e dalla notorietà.
Suona in band minori ma la sua diffidenza per le case discografiche lo porta a rifiutare di partecipare a diversi concerti sponsorizzati, provocando il risentimento dei suoi compagni.
Le band che lo volevano con sé, intanto, sono famose in tutto il mondo: dai Led Zeppelin ai Rolling Stones, passando per Frampton che ha raggiunto la ribalta con "Comes Alive!"; i Faces hanno fatto da trampolino di lancio per l’ascesa di Rod Stewart, anche lui diventato una star a livello planetario.


L'INCENDIO
Ma i guai per il povero Marriott non finiscono qui ed anzi le cose peggiorano e questa volta in modo irrimediabile.
Ad inizio anni 90, Marriott è impegnato in piccoli progetti e show di vario genere.
Frampton lo chiama per proporgli una reunion degli Humble Pie. Marriott accetta, lo segue a Los Angeles e iniziano a lavorare su nuova musica, ma dopo poco tempo cambia idea e il progetto resta incompiuto, con solo una manciata di brani registrati.
Il 19 aprile del 1991 Marriott rientra dagli States insieme a Toni Poulton, sua terza moglie.
Salito a bordo completamente strafatto di alcool, continuerà a bere e a litigare con la moglie per l’intera giornata. Si fermano per la notte da un comune amico, ma mentre sua moglie dorme, Marriott prende un taxi e torna nel suo cottage nell' Essex, dove vive da anni.
Poco dopo la sua abitazione verrà distrutta da un devastante incendio, causato probabilmente da una sigaretta lasciata accesa sul letto.
Prima prende fuoco il letto, poi i mobili, infine tutto il cottage.
Steve Marriott, perisce nell'incendio e probabilmente ancor prima per intossicazione da fumo, nel suo corpo comunque verranno trovate consistenti tracce di Valium, cocaina ed alcool.
A 44 anni, in questo modo assurdo, cala il sipario sulla vita di un musicista sicuramente influente ma sfortunato.

sabato 6 aprile 2019

Jacob Lowenstein Degli Igni Incendia Due Chiese In Nuova Zelanda

A seguito dell'uscita di Lord Of Chaos (film ispirato agli eventi che successero negli anni 90 ad Oslo e con protagonista la scena Black Metal norvegese), ha fatto un po' scalpore la notizia che ha visto protagonista una ragazza americana chiamata Jillian Nicole Robinson rea di aver dato fuoco a una chiesa, scrivendo sui muri "Satan lives".
Dopo aver appiccato il fuoco in più punti nella prima delle due strutture provocando danni per 600mila dollari, la ragazza si è recata in una seconda ma è stata vista dagli agenti che nel frattempo avevano risposto alle chiamate di emergenza fatte dalla popolazione alla vista del fumo e delle fiamme che uscivano dal primo dei due edifici.
La ragazza è stata trovata in possesso di una bottiglia di liquido infiammabile, accendino e vari attrezzi per lo scasso.
E’ stata arrestata ed è ora detenuta con l’accusa di piromania e furto con scasso.
Qualche giorno dopo quest'evento Jacob Lowenstein, batterista dei neozelandesi Igni (band Black Metal melodico/atmosferico), ha dato fuoco a due chiese mormoni.
Il drummer, attualmente in custodia cautelare, è stato accusato di incendio doloso e di furto di un veicolo, dalla corte del tribunale distrettuale di Christchurch tramite una video-conferenza.
Una delle due chiese, situata nella città natia del musicista, Christchurch (l’altra è a Greymouth), ha subito considerevoli danni, al punto che sarà demolita.
L’edificio era utilizzato anche come centro di studi dalla The Church Of Jesus Christ Of Latter Day Saints.
La prima chiesa è stata data alle fiamme nella notte dello scorso 11 Marzo, mentre l’altra il 13.
Tornando agli Igni, band in cui suona Jacob Lowenstein (e Declan MacInnes bassista, chitarrista e vocalist), non si sa la data esatta di quanto la band si sia formata.
In ogni caso avevano pubblicato due album: "The Pale" nel 2017 e "This Must Be Hell" nel 2018.
Anche se l'esordio è datato 2016 con il demo "Dark Visions".
Molto bella la track di apertura "Igni, The Fire" contraddistinta da parti veloci e rallentamenti melodici.
La titletrack invece (un po' come tutto il full) ricalca lo stile che fece grandi i Dissection negli anni 90: parti Black veloci, aperture melodiche, influenze Death.
Non dice molto invece la successiva "Tomb Of Despair", più ispirata invece "The Hil Difficulty" seppur sorretta da un riff un po' ripetitivo (anche se glaciale).
Invece "The Path Of The Dead" contiene al suo interno anche dei cori, poi la solfa è sempre la stessa: grandi accelerazioni, rallentamenti melodici, ri-accelerazioni.
Il primo full ufficiale è "The Pale", aperto da "Toward Horizon" che rimanda alla mente qualcosa fatto da Quorthon e dai suoi Bathory negli anni 90 soprattutto nella scelta di alcune clean vocals/cori.
Anche la successiva "Went" c'entra poco con il Black Metal in senso stretto perchè presenta parti rallentate con influenze simil Folk e vocals pulite.
"The Second Death" parte a 1000 come ritmi per poi rallentare nella seconda parte della canzone, per poi ri-accelerare nella parte finale.
"Darkness Follows Me" è aperta da un buon riff: anche qui parti acustiche, cori e ritmiche più glaciali nel finale della canzone.
"Smashing Down The Gates" parte velocissima con ritmiche Black/Death e poi si chiude con ottime parti atmosferiche.
Chiude il platter la triste strumentale "Valkyr Fall" con le sue influenze Folk/Ambient e suoni di natura in sottofondo.
Nel 2019 è uscito "This Must Be Hell", un disco sicuramente più Black Metal, basta ascoltare l'indiavolata "Self-Tortured Soul" e il suo riff Thrash, ottimo il riff anche di "Kill Them All" (pezzo più simile al passato ma qui niente cori clean ma uno screaming acido) e "Bane Of The Righteous" (pezzo che richiama, con le dovute proporzioni, i vecchi Dissection).
"The Death Of Hope" è abbastanza ripetitiva nel suo incedere, il riff di "My Quest For The Tree Of Wisdom" sembra quasi Hard Rock, velocissima ma poco ispirata la successiva "This Is Hell".
Chiude il disco la strumentale "A Heaven Of Hell, A Hell Of Heaven" che sembra non avere molto da dire.
Va sottolineato che senza gli eventi di cronaca nera successi negli ultimi giorni, probabilmente, nessuno avrebbe mai sentito parlare di questa band del sottobosco Black atmosferico underground, tuttavia sicuramente meritano un ascolto in quanto in grado di mischiare più generi musicale ottenendo (a volte) buoni risultati.

sabato 19 marzo 2016

Keith Richards Tra Droga, Alcool, Incendi e Donne (Life)

Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, ha combinato parecchi casini nella sua vita.
E di tutti i tipi, come si legge anche quà e là ma anche nella sua autobiografia "Life".
Dotato di una personalità forte, ha condotto una vita frenetica, caratterizzata da eccessi con droghe, alcol, donne, etc.
Per il suo stile di vita sregolato e per il suo talento come chitarrista Keith è la personificazione del Rock 'N' Roll.
Inoltre non ha mai fatto mistero di essere stato un assiduo consumatore di droghe di ogni tipo almeno fino al 2006, quando ha dichiarato di aver smesso di farne uso.


CACCIATO DAI BOY SCOUT (1960)
Da piccolo, Keith ha passato due anni nei boy scout.
Questa breve esperienza si concluse dopo che Keith venne beccato con un paio di bottiglie di whisky in un raduno e si ritrovò in una scazzottata con i membri di quella che lui chiamava “la pattuglia dei castori”.
«Subito dopo ci sono state un paio di risse tra noi e alcuni ragazzi dello Yorkshire e così mi ritrovai al centro dei sospetti».
«Tutta la scazzottata è stata scoperta dopo che sono andato a menare un ragazzo di notte, ma mi sono rotto uno osso della mano contro il palo della tenda!».
Poche settimane dopo, ha picchiato “alcune stupide reclute” ed è stato espulso.


SVENUTO SUL PALCO (1965)
Il 3 dicembre 1965, mentre suonava The Last Time di fronte a 5mila persone a Sacramento, la sua chitarra toccò l’asta del microfono, uscì fuori una fiammata e Richards cadde a terra senza sensi.
Il promoter Jeff Hughson pensò che qualcuno gli avesse sparato.
Lo spettatore Mick Martin disse, «ho letteralmente visto Keith volare indietro in aria. Ho pensato che fosse morto. Sono rimasto inorridito. Siamo rimasti tutti così».
Si scoprì poi che Richards era stato colpito da un sovraccarico del microfono, è stato quindi intubato e portato in ospedale.
Richards adesso ricorda ridendo quello che ha sentito dire da un medico: «Beh, potrebbe risvegliarsi come non potrebbe farlo mai più».
Richards potrebbe essere sopravvissuto grazie alle spesse suole delle sue scarpe di suede Hush Puppies, che hanno fatto da messa a terra.


OPERAZIONE ANTI-DROGA NEL SUSSEX (1966)
Richards ha acquistato Redlands tenuta nel Sussex, in Inghilterra, per 20mila sterline nel 1966.
Pochi mesi dopo, è diventato il luogo di uno delle più famose operazioni anti-droga negli anni 60, quando 20  poliziotti sono arrivati nella tenuta in cerca di sostanze illegali.
Richards, Jagger e Marianne Faithfull, in pieno trip (acidi), sono stati arrestati nell’operazione. «Bussano alla porta, guardo fuori e c’è un esercito di nani», scrive Richards.
«Non ero mai stato arrestato prima, ed ero ancora in acido».
Nei giorni successivi, è stato rivelato che la polizia aveva avuto una soffiata da un tabloid, che a sua volta aveva avuto una soffiata dal driver di Richards («Non ha mai più camminato nello stesso modo», ricorda Richards).
Una voce si diffuse subito dopo, e parlava di come Jagger stesse leccando una barretta di Mars dalla vagina della Faithfull.
Richards e Jagger vennero arrestati e condannati con pene brevi, che vennero poi ribaltate.


TRIP DI LSD (1967)
Richards è sempre stato attratto dalle sostanze psichedeliche soprattutto tra 1967 e 1968.
Ma c’è un trip particolare con l’LSD che ricorda come veramente speciale.
Dopo aver incontrato John Lennon, un giorno, il duo ha intrapreso quello che il chitarrista degli Stones ha descritto come un “road trip a base di acido” nel corso di due o tre giorni che li portò alle città inglesi di Torquay e Lyme Regis.
Richards ha ricordato di come guidavano in tondo (con o senza l’autista) per finire alla casa di campagna di Lennon, dove «passarono a salutare Cynthia (la moglie di Lennon)».
Anni dopo, quando Lennon e Richards si incontrarono a New York, Keith ha ricordato l’esperienza all’ex-Beatle chiedendogli: «Che cosa è successo in quel trip?»


LA DROGA AIUTA A SCIARE? (1972)
«Ho imparato a sciare quando ero un drogato», si vantava una volta Richards.
Nel 1972, Richards, che non poteva entrare in Francia per motivi di droga e in Gran Bretagna per motivi fiscali, andò in uno chalet a Montreux con Anita Pallenberg e la loro famiglia.
Pallenberg ricorda con affetto i loro giri in Bentley e Ferrari con un un bel po’ di amici.
Tra una festa e l’altra, Richards ha trovato il tempo per iniziare a sciare e chi era presente lo ricorda come uno che si prendeva parecchi rischi sulle piste.
«La ragione per cui sono riuscito a sopravvivere è la roba di prima qualità», ha detto riguardo la qualità della droga durante il suo periodo di esilio in Svizzera.
«Avrei fatto qualsiasi cosa per averla, e visto che dovevo passare dalle frontiere, ho dovuto capire come risolvere la situazione!»


L'INCENDIO A CHCIAGO (1972)
Nel 1972, in una tappa del tour americano a Chicago, Richards e il sassofonista Bobby Keys vennero invitati a stare alla Playboy Mansion di Hugh Hefner e quasi causarono un incendio mentre erano in bagno a drogarsi.
«Bobby dice: “C’è del fumo qui”»
«E poi, poco dopo, sentiamo bussare alla porta, troviamo i camerieri e un po’ di ragazzi vestiti di nero che portano dei secchi d’acqua. Apriamo la porta, ci mettiamo a sedere a terra con gli occhi sgranati». La casa è stata salvata, ma, come fa notare Richards, Hefner spostò la Playboy Mansion a Los Angeles.


L'ARRESTO A CHELSEA (LONDRA) (1973)
Nel 1973 Richards aveva organizzato una festa a casa sua a Cheyne Walk a Londra, in zona Chelsea con parecchi ospiti famosi, facendo suonare un po’ di dischi Reggae e sballandosi.
Arrivò la polizia e trovò eroina, marijuana, pasticche di Mandrax, una pistola, un fucile e 110 munizioni.
Di fronte ad una ventina di capi d'accusa, Richards è riuscito comunque a uscire con l’aiuto del suo avvocato Richard Du Cann.
«Poco dopo il mio caso, o forse nonostante quello, è stato promosso presidente del tribunale».


TOUR OF THE AMERICAS E L'ARRESTO IN ARKANSAS (1975)
Nel leggendario Tour Of The Americas del 1975,disse: «Eravamo spinti dalla cocaina Merck», Richards scrive nella sua autobiografia, riferendosi alla formula ultrapura della droga sviluppata dall’omonima casa farmaceutica. «È iniziato tutto quando abbiamo messo dei nascondigli dietro le casse sul palco, in modo da poter farci delle righe tra una canzone e l’altra. Una canzone, un colpo, era il patto tra me e Ronnie».
Richards ricevette anche una fornitura di eroina che venne poi divisa in righe e nascosta tra gli amplificatori, oppure aggiunta alle sigarette o “dirty fags”, come venivano chiamate al tempo.
Le cose andarono abbastanza lisce fino a quando Richards e il suo fornitore di cocaina, mentre giravano alla ricerca di qualche buon barbecue, vennero arrestati in Arkansas.
Ma grazie a qualche aiuto dall’alto, pagarono una cauzione di 162 dollari e tornarono ben presto sulla strada.


L'INCIDENTE STRADALE (1976)
Nel nel 1976  si addormentò al volante con suo figlio di sette anni, Marlon, sul sedile posteriore e venne arrestato dopo l’incidente che ne seguì.
Il chitarrista si era messo alla guida di ritorno da un concerto a Knebworth, in Inghilterra, e aveva distrutto la sua Bentley contro un albero.
«Fino a cinque o sei anni fa, c’era ancora la mia sagoma fatta di sangue sul sedile posteriore», ha scritto il figlio Marlon.
«E sul cruscotto, c’era ancora il segno dove avevo sbattuto il naso».
Richards, arrestato dopo che la polizia trovò dell’acido nelle sue tasche, ha scritto in seguito, «Almeno non abbiamo fatto male a nessuno».


LE ACCUSE DI SPACCIO (1977)
Nel febbraio 1977, i poliziotti canadesi hanno scoperto circa 30 grammi di eroina nella camera di albergo di Richards.
Accusato di spaccio di droga e con tanto di mandato d'arresto, Richards ha evitato il carcere procurandosi uno speciale permesso per sottoporsi a una cura sperimentale contro la sua dipendenza negli Stati Uniti.
Quando iniziò il suo processo, nell’ottobre ’78, «c’erano seicento persone fuori ogni volta che andavo in tribunale, che cantavano, “Free Keith, Free Keith”», ricorda il chitarrista.
Keith venne giudicato colpevole, ma riuscì comunque a non finire in carcere, finì comunque ai lavori sociali: suonare a un concerto di beneficenza per i non vedenti.


KEITH E LA COCAINA (1977)
Jo Wood ricorda il primo incontro con Richards in una camera d’albergo a Parigi nel 1977.
«Keith prende la sua borsa e tira fuori un cucchiaio d’argento, un bottiglietta di pillole e un accendino.
Nel giro di pochi secondi, aveva già schiacciato alcune delle pillole con un po’ di acqua, le aveva cucinate, poi aveva riempito una siringa e si era bucato attraverso la camicia». Qualche istante dopo, Richards sorride: «Lui mi guardò, “Ciao, mia cara ho sentito tanto parlare di te!”» Jo rimase di sasso: «Ho adorato Keith fin dall’inizio, ed era bello, perché lui e Ronnie erano una coppia di fatto… Una delle prime cose che ho amato di lui era la sua cattiveria».
Ma il comportamento di Richards mise alla prova anche Jo.
Durante una baby shower, alla fine degli anni 70, Jo ha chiesto a Richards di non farsi di cocaina di fronte a sua madre.
Non sorprende che la sua richiesta sia stata ignorata: «Improvvisamente Keith dichiarò: “E adesso, il dessert!”. Mentre lo diceva, tirò fuori un grande sacco di cocaina e lo mise sul tavolo».
Mortificata, sua madre fuggì dalla stanza. «Lo fa da anni», disse Jo a sua mamma.
«Non riesco a farlo smettere. È il suo modo di vivere».


L'INCENDIO A LOS ANGELES (1978)
Nel 1978, Richards iniziò una relazione con una bionda svedese di nome Lil Wergilis.
Una notte, erano in una casa in affitto a Los Angeles di proprietà di Laurel Canyon, quando Wergilis lo svegliò nel mezzo della notte perché era scoppiato un incendio in un’altra stanza (la causa dell’incendio rimane sconosciuta, anche se il chitarrista ha detto al Telegraph nel 2010 che potrebbe essere stato lui stesso accidentalmente, ad appiccare l’incendio).
«Abbiamo avuto pochi secondi per saltare dalla finestra».
«Mi sono messo una maglia, mentre Lil era nuda».
Un cugino di Anita Pallenberg li trovò e li portò in salvo. Quando tornarono alla casa il giorno dopo, trovarono un «grande cartello piantato nell’erba bruciata con scritto “Grazie mille, Keith”».
Il chitarrista ha detto che l’unica cosa ancora intera era una cassettiera contenente suo passaporto, le sue cassette preferite, dei gioielli e una pistola con 500 munizioni.
Dopo aver raccontato questa storia, chiese: «Allora, cosa dovrei dire della mia vita? Che sono benedetto?».


DONALD TRUMP MINACCIATO (1989)
L’ultima data del tour degli Stones del 1989 avrebbe dovuto tenersi al Boardwalk Hall di Atlantic City, sponsorizzata dal Trump Plaza Hotel and Casino lì vicino.
La band aveva però espresso la volontà di non essere in nessun modo associata alla figura di Trump. Cohl, promoter proprio di quel tour, la band e Trump raggiunsero quindi un accordo: il concerto si sarebbe tenuto solo se la figura di Trump non fosse stata in alcun modo pubblicizzata e lo stesso magnate non fosse stato presente alla serata.
Ma, una volta che la band assieme a Cohl raggiunse la sala stampa per tenere una conferenza, scoprirono che era occupata dallo stesso Trump.
Dopo alcuni tentativi di Cohl di far scendere Trump dal podio, stava quasi per desistere, quando Keith Richards, decise di risolvere le cose a modo suo.
«Keith tirò fuori il suo coltello, sbattendolo sul tavolo, e mi disse: “Perché diavolo sei qui? Devo andare là a cacciarlo io stesso? Uno di noi deve uscire da questo palazzo, lui o noi”».
Cohl allora cercò di evitare il peggio, andando con molta più convinzione da Trump: «Nella mia testa mi chiedevo cosa stessi facendo, visto che stavo cacciando Trump dal suo stesso edificio».
Quando i toni si accesero, Trump cercò anche di minacciare con la forza Cohl.
Un tentativo smontato dall’intervento di 40 uomini della sicurezza degli Stones accorsi per chiarire la situazione, con mazze da hockey e cacciaviti.


SNIFFARE UN CADAVERE (2007)
Cinque anni dopo la scomparsa di Bertrand Richards, il padre di Keith, il chitarrista in un'intervista del 2007 disse: «La cosa più strana che ho cercato di sniffare? Mio padre».
«È stato cremato e gli ho dato un’aspirata. Non ho saputo resistere».
In risposta a chi si è sentito offeso, Richards ha detto: «A mio padre non sarebbe importato, non gliene fregava di un cazzo».
«Appena ho tolto il coperchio dall’urna, è caduta un po’ di cenere sul tavolo. Non potendolo semplicemente spazzare via, ne ho presa un po’ con il dito e ho pulito a modo mio».

venerdì 4 marzo 2016

I Deep Purple Al California Jam Festival e L'incendio Durante Space Truckin (1974)

Se l'incendio del Casinò di Montreux 1971 ispirò Smoke On The Water, riguardo Burn c'è una storia simile dietro, anche se forse il processo è inverso.
Ovvero Burn(Brucia) non nasce influenzata da alcunchè ma forse ispirò i Deep Purple in un atto di "vandalismo" durante il Tour Promozionale dell'album stesso.
Era il 1974, Califonia Jam Festival sull'Ontario Speedway (circuito automobilistico nei pressi di San Francisco).
Invitati al Festival, oltre ai Deep Purple, anche gli Emerson, Lake & Palmer, i Black Sabbath, Eagles, Earth, Wind & Fire.
400mila persone e Festival trasmesso in TV (organizzato da ABC).
Secondo i piani degli organizzatori gli headliner (gruppo principale e che chiude il concerto) sono gli Emerson, Lake & Palmer (grande band Prog Rock inglese ma forse sia Purple che Black Sabbath avrebbero meritato una considerazione maggiore).
In realtà i piani dell'accordo iniziale affermavano che dovessero essere proprio Blackmore e soci a dover chiudere lo show ma tant'è non si può fare niente: gli organizzatori sono irremovibili.
Dal canto loro gli Emerson, Lake & Palmer minacciano di lasciare lo show senza esibirsi (prendendo ugualmente il loro compenso): vogliono suonare anche loro di notte (e come ultima band quindi).
Comunque i Deep Purple, anche per via della gigantesca scenografia preparata (l'arcobaleno), non ci stanno (avrebbe reso al meglio di notte, ovviamente).
Si chiudono nei camerini e rimangono asserragliati lì finchè non inizia a fare buio, ritardando la loro performance perchè a loro dire era troppo presto.
La rete televisiva chiama la polizia, Blackmore e soci sono costretti ad uscire e a suonare come penultima band (i Black Sabbath avevano appena terminato il loro show).
Con buona pace di tutti.
I Deep Purple aprono con un'esibizione incendiaria di Burn, poi proseguono con Might Yust Take Your Life, Lay Down Stay Down, Mistreated, Smoke On The Water, Lazy, The Mule sino ad arrivare ai folli 25 minuti di Space Truckin dove succede di tutto.
E non solo musicalmente parlando.
Dopo circa un quarto d'ora (con già una decina di minuti di folli improvvisazioni strumentali, pane quotidiano di Space Truckin live) Blackmore cominciò a fracassare le telecamere che riprendevano l'evento.
Poi toccò alla chitarra (buttata a terra e poi tra il pubblico...che cimelio!), infine agli amplificatori (alcuni furono incendiati e presero letteralmente fuoco).
Altri furono buttati sotto il palco.
Pubblico e security assistono increduli al folle show, credendo facesse parte dello spettacolo (come erano soliti fare anche Hendrix o gli Who che però, generalmente, se la prendevano solo con i loro strumenti).
Quando Space Truckin volge al termine, prende fuoco l'amplificatore centrale.
Scopo? Evitare che gli Emerson, Lake & Palmer suonassero?
O semplice fastidio ulteriore per gli organizzatori?
Spettatori in delirio ma rete televisiva incazzata: i Deep Purple salutano tutti e, si tramanda che, inseguiti dalla polizia sono costretti a fuggire a gambe levate in elicottero (ciò che nel famoso video concerto "California Jamming" non si vede).

I Deep Purple e L'Incendio Che Ispirò Smoke On The Water (Casinò Montreux 1971)

La storia dei Deep Purple è indiscutibilmente legata agli incendi: come quello di Space Truckin o come quello di cui sto per parlarvi.
La prima edizione del Montreux Jazz Festival si svolse al Casinò di Montreux(Svizzera) nel 1967, successivamente il Festival dovette cambiare sede per un evento drammatico che però segnò la storia del Rock (si ritornerà qui solo nel 1975).
Nel dicembre del 1971 i Deep Purple alloggiavano in un Hotel lì vicino (erano stati ospiti del Casinò già nel 1969) e grazie ad uno studio di registrazione mobile (Rolling Stones Mobile Studio) stavano cercando l'ispirazione per scrivere nuovi pezzi.
Nel mentre Frank Zappa si trovava in zona, precisamente in tour, si stava infatti esibendo sul palco di Montreux.
Quando all’improvviso, uno spettatore sparò un razzo che incendiò il soffitto(in legno e stoffa) del Casinò.
Come si scoprirà tempo dopo si trattava ovviamente di un fan di Zappa: Zdenek Spicka.
Nel caos più totale la folla e Frank Zappa, con immenso stupore, videro il Casinó di Montreux andare a fuoco!
Le strumentazioni e il Casinò presero fuoco e molti spettatori rischiarono la vita.
Il direttore del Casinò Claude Nobs riuscì a salvare la vita a molti spettatori sino a che la struttura "esplose" in un rumore assordante.
Dalle stanze del Casinò poteva vedersi l’immensa distesa d’acqua del Lago di Ginevra.
Fu proprio in quell’occasione che nella mente di Roger Glover, bassista dei Deep Purple, rimase un’immagine indelebile: cioè il fumo che fuoriusciva dal Casinò e si ergeva in cielo.
I Deep Purple con il palco in fiamme si ritrovarono solo con la strumentazione senza poter suonare/registrare lì.
Qualche notte dopo l’accaduto, durante un sogno ebbe l’illuminazione per uno dei brani piú conosciuti e più suonati della storia del Rock.
Stiamo parlando di “Smoke On The Water”, letteralmente fumo sull’acqua, proprio quel fumo, provocato dall’incendio del Casinó, che aleggiava sull’acqua, mentre i Deep Purple guardavano increduli l’accaduto dalle finestre del loro hotel.
Il testo infatti riporta numerosi riferimenti, come ad esempio Funky Claude, che si riferisce al direttore del Casinò Claude Nobs che aiutò tantissima gente ad uscire dalla struttura in fiamme.
Insomma Smoke On The Water nasce così, da sottolineare che nei giorni successivi i Deep Purple furono costretti dalla polizia a cambiare anche alloggio perchè stavano facendo troppo baccano con il riff appena partorito.
Smoke On The Water uscirà ufficialmente l'anno successivo (1972) nell'album "Machine Head".


TESTO DI SMOKE ON THE WATER
We all came out to Montreux on the Lake Geneva shoreline
To make records with a mobile, We didn’t have much time
Frank Zappa & the Mothers were at the best place around
But some stupid with a flare gun burned the place to the ground
Smoke on the water, fire in the sky
They burned down the gambling house
It died with an awful sound
Funky Claude was running in and out
Pulling kids out the ground
When it all was over
We had to find another place
But swiss time was running out
It seemed that we would lose the race
Smoke on the water, fire in the sky
We ended up at the Grand Hotel
It was empty cold and bare
But with the rolling truck stones thing just outside
Making our music there
With a few red lights and a few old beds
We make a place to sweat
No matter what we get out of there
I know that we don’t forget
Smoke on the water, fire in the sky

mercoledì 2 dicembre 2015

Il Chelsea Hotel e La Musica Rock: Omicidi, Suicidi ed Incendi

Il Chelsea Hotel venne costruito nel 1883 e utilizzato come hotel a partire dal 1905, a Manhattan (New York) è divenuto ben presto sinonimo di vita spericolata e bohemienne avendo dato riparo ad artisti come Bob Dylan, Jimi Hendrix, Pink Floyd, Canned Head, Janis Joplin, The Grateful Dead, Sex Pistols, Ramones, Iggy Pop, Phil Lynott, Jeff Beck, Patti Smith e molti altri.
Suicidi, omicidi, sparatorie, rapine, collassi, incendi, persone impazzite, punk rockers, personalità di ogni inimmaginabile orientamento sessuale, compositori, pittori, stanze ingombre di libri di occultismo e marijuana per trarre ispirazione o semplicemente per respirare.
Ma anche alligatori, iguane, leoni.
Un luogo sinistro, dove, varcata la porta d’entrata avverti subito la presenza di spiriti vagare in cerca di un contatto con il presente.
Erano presenti molti dipinti appesi alle pareti, comprese bizzarre installazioni presenti già nella Hall.
Altre, si narra, andarono distrutte a causa degli allagamenti nelle cantine.
Un vero e proprio museo che si distribuiva su 20 piani e 250 stanze.
Una ricca galleria di quadri che facevano rivivere la storia dell'arte, spesso occulta, ma non solo.
Davanti ad un antico camino in pietra scura, potevi sentire raccontare di Janis Joplin, morta nella camera del Landmark Hotel di Los Angeles.
Era presente anche il Guitars Chelsea Shop.
Negli anni ’60 gli artisti  potevano permettersi di pernottare senza spendere nulla o quasi.
20 dollari per una settimana.
Pochissimo ovviamente.
Con il passare del tempo, anni 90, i prezzi ovviamente lievitarono: non meno di 70 dollari a notte.
Ma era normale: c'era passata la storia del Rock, tra quelle camere.
Non si poteva comunque sostare per più di 24 giorni di fila.
L'hotel venne venduto nel 2011 per 80 milioni di dollari e, a tutti oggi, è in fase di ristrutturazione ma parliamo di un altro residence(a 5 stelle) non certo di quello popolato da tossici ed hipster come nei 60/70.


OMICIDI, INCENDI ED ALTRE STRANEZZE
“Qui tutti sembravano aver qualcosa da offrire e nessuno sembrava avere denaro” scrisse Patti Smith in "Just Kids".
Stravaganti barboni abitavano qui, tossici ma anche belle quanto tormentate donne.
Come Edie Sedgwick, che si dice diede fuoco alla camera mentre si "attaccava" ciglia finte a lume di candela in preda allo speed.
Su quelle scale la Smith incontrò Jimi Hendrix, in partenza per il live all’Isola di Wight:
”Sognava di radunare a Woodstock musicisti da tutto il mondo e di farli sedere in un campo, in cerchio, per farli poi suonare e risuonare...fino a creare un linguaggio astratto universale della musica nel suo nuovo studio”. Il linguaggio della pace”.
In particolare nel 1970 Patti Smith ci soggiornò in diverse occasioni.
Lì fece conoscenza con Sam Shepard, il batterista dei Holy Modal Rounders.
Il musicista si presentò con il nome fittizio di Slim Shadow.
I due iniziarono a frequentarsi e divennero preso una coppia.
Ci volle del tempo prima che Patti scoprì che il suo amante aveva un altro nome e che a casa aveva una moglie e un figlio appena nato.
Al terzo piano, alla stanza n.303 c’era invece un parrucchiere.
Il Chelsea non era un semplice Hotel, era una casa per molti e per altri linfa per la propria creatività.
Bob Dylan, qui ha scritto "Sad Eyed Lady Of The Lowlands" e "Sara".
Dylan divenne ospite fisso nel 1965 quando prese in affitto una stanza vicina a quella di Sara Lowndes, donna che avrebbe sposato segretamente.
Fu qui che scrisse anche “Blonde On Blonde”.
Si racconta dello stesso Dylan ubriaco ed esausto riverso a terra in un party, mentre Mick Jagger e Brian Jones continuano a fare festa insieme ad altri invitati.
Leonard Cohen riesce a portarsi a letto Janis Joplin fingendo di essere Kris Kristofferson.
E’ una notte della fine degli anni sessanta quella in cui Leonard Cohen dentro l’ascensore si rende conto di avere di fronte Janis Joplin: “Stai cercando qualcuno?”, le fa.
“Sì, cerco Kris Kristofferson”, risponde lei.
“Ma che fortuna, sono io”, le fa lui.
Quindi proprio qui Leonard Cohen e Janis Joplin, consumarono la loro breve storia di sesso e amore poi raccontata in "Chelsea Hotel No.2".
Nella seconda metà degli anni 70, il Chelsea ospitò Dee Dee Ramone, bassista dei Ramones alla ricerca di un luogo dove potersi disintossicare dall’eroina.
Inutile dire che il soggiorno non servì per sottrarsi dalla dipendenza ma fu comunque utile per scrivere il romanzo “Chelsea Horror Hotel”.
Nella stanza numero 100 Sid Vicious accoltellò Nancy Spungen.
Era esattamente il 12 ottobre del 1978 quando il Chelsea Hotel entra nella storia della cronaca nera del Rock: viene rinvenuto il corpo senza vita di Nancy Spungen, l’amante di Sid Vicius, bassista dei Sex Pistols.
Vicino al corpo, il coltello che Sid aveva appena acquistato.
Vicious viene trovato strafatto e in stato confusionale: neanche a dirlo viene subito arrestato.
Ma muore per overdose di eroina, prima che il processo emetta la sentenza definitiva.
Ci sono tante teorie a riguardo: come detto il posto all'epoca era frequentato sovente da spacciatori, inoltre pare che dalla stanza scomparvero 24mila dollari.


NON SOLO MUSICA
Spostandoci dal territorio musicale, per fare un esempio, qui Arthur Clark scrisse “2001: Odissea nello spazio”.
Stanley Kubrick ci soggiornò dal 1967 al 1974.
Fu nelle stanze dell’albergo che furono girate diverse scene di "Chelsea Girls", film epico diretto nel 1966 da Andy Warhol e Paul Morrissey.
Nella 205 è invece collassato Dylan Thomas, pochi giorni prima di morire nella 822.

lunedì 17 agosto 2015

Tutte Le Chiese Bruciate Dall'Helvete (Black Metal)

Intorno al 1992, 52 chiese vennero bruciate, furono presi di mira numerosi cimiteri, dove più di 15000 tombe vennero profanate e imbrattate con simbologie occulte e sataniste.
Vikernes (Burzum e Mayhem) fu accusato di aver incendiato la cappella di Holmenkollen a Oslo, la chiesa di Skjold a Vindafjord, la chiesa Stavkirke di Fantolf e la chiesa di Åsane a Bergen.
Vikernes non partecipava ai roghi da solo. Secondo voci, pare che tra gli esecutori ci fosse anche Euronymous (il chitarrista dei Mayhem poi assassinato dallo stesso Vikernes nel 1993) che invece ai tempi aveva sempre negato di partecipare agli incendi in prima persona (era il mandante ed organizzatore). Unica accusa a suo carico, fu l'incendio della cappella di Holmenkollen (non scontò la pena nè processo perchè fu assassinato l'anno successivo). I proventi di simili atti (furti, incendi e profanazioni) venivano a volte portati come trofei per addobbare l'Helvete. Autori di tali gesti furono principalmente Vikernes, Faust, Samoth, Tchort (ovvero batterista, chitarrista e bassista degli Emperor) e saltuariamente alcuni membri di Hades (Tunsberg), Einherjer e Ildjarn.


LE CHIESE BRUCIATE
Quella di Fantoft è una chiesa in legno sita nel quartiere Fana della città di Bergen (Norvegia).
La chiesa fu costruita nel Fortun, un villaggio vicino all'estremità orientale di Sognefjord intorno all'anno 1150. In seguito venne acquistata dal console Fredrik Georg Gade, fuori dalla stessa si trova una croce di pietra.
Il 6 giugno 1992 alle 6, la chiesa fu distrutta da un incendio doloso; la prima di una serie di roghi delle chiese da parte dei membri del Black Metal Inner Circle. In un primo momento, si pensò che l'incendio fosse stato causato da un fulmine o da un guasto elettrico ma nel 1994, Varg Vikernes fu accusato di aver bruciato la chiesa di Åsane a Bergen, quella di Skjold a Vindafjord e la cappella di Holmenkollen a Oslo. Venne accusato anche del rogo di Fantoft, anche se i giuristi durante il processo diranno il contrario (ma pare che fu un errore). Una fotografia di questa chiesa bruciata appare sulla copertina di Aske (EP di Burzum uscito nel 1993). 

Vikernes (da anonimo) sul Bergens Tidende del 20 gennaio 1993: "Abbiamo appiccato noi gli incendi delle Chiese in Norvegia. La prima è stata la stavkirke di Fantoft e non intendiamo fermarci. La nostra intenzione è diffondere paura e malvagità. La paura delle forze dell'oscurità. Non ci limiteremo agli 8 incendi provocati finora"

Poi prosegue: "Chiamateci come vi pare. Noi adoriamo il Diavolo ma preferiamo non usare il termine Satana. Quella parola è stata resa ridicola da quegli stupidi gruppi di poser. Deficienti che pensano di essere dei duri"

Quando venne realizzata quest'intervista con Vikernes, lui era un personaggio ancora poco noto e pare che fosse armato. Nell'appartamento c'erano simboli satanici e nazisti. Si presentò al giornale norvegese come "Count Grishnackh".

Vikernes: "Abbiamo catturato un coniglio dalle parti della montagna di Fana. E' stato più faticoso che dar fuoco alla stavkirke di Fantoft. Vicino alla chiesa abbiamo decapitato il coniglio ormai morto. Abbiamo posato il corpo sui gradini della chiesa. La testa gli è stata messa accanto, per terra. Lo scopo era comunicare più angoscia. Speravamo che quel coniglio innocente venisse trovato: un simbolo di bontà bruciato dal fuoco"

Sempre nella stessa intervista, il giovane spiega che quella zona è frequentata da persone e studenti perchè Bergen è una città universitaria e la loro idea era di assalire chiunque fosse arrivato dalla foresta. In realtà non verrà nessuno ed aggiunge "il sacrificio di uno studente avrebbe avuto un impatto maggiore rispetto a quello di un coniglio".
Secondo Vikernes, la chiesa venne bruciata come rappresaglia contro il cristianesimo. La ricostruzione della chiesa iniziò subito dopo l'incendio e venne completata nel 1997. Il primo agosto venne data alle fiamme la chiesa di Revheim nella Norvegia meridionale.
Al rogo della cappella di Holmenkollen il 21 agosto, parteciparono anche Euronymous e Bard Faust degli Emperor. L'attentato finì sulle prime pagine dei giornali il giorno successivo.
Il primo settembre anche la chiesa di Ormøya andò a fuoco, il 13 settembre fu la volta di Skjold (furono accusati Vikernes e Samoth degli Emperor).

Samoth degli Emperor: "C'era una piccola porta sotto l'altare dove gettammo diversi galloni di benzina, poi abbiamo acceso il tutto con dei fiammiferi e siamo scappati in macchina. C'era uno strano feeling nell'auto. Fuori era tutto tempestoso, tonante e piovoso.  Ci trovavamo in una stretta strada di campagna senza nessuna luce a parte i nostri fari"

Subito dopo i roghi delle prime chiese, Euronymous dichiarò che nessuno avrebbe osato testimoniare contro Vikernes per paura della vendetta dell'Inner Circle. Nel settembre del 1992 Euronymous, Vikernes, Samoth, Faust e Tunsberg furono arrestati ma poi rilasciati per mancanza di prove. Al termine di ciò, i roghi proseguirono. Il 2 ottobre fu la chiesa di Hauketo ad essere rasa al suolo ed il 23 dicembre quella di Åsane (Vikernes e Tunsberg degli Hades i colpevoli).

Vikernes sempre nell'intervista sul Bergens Tidende del 1993: "Che la chiesa di Asane sia stata bruciata la notte prima della vigilia di Natale è stata solo una coincidenza. L'incendio non era programmato. E' andata in fiamme perchè in TV era stata pronunciata la parola pacifico"

Venne cosparsa di benzina una statua di Gesù e l'altare della chiesa: "Se la chiesa non si fosse bruciata, almeno sarebbe andato in fiamme Gesù".
Il 25 dicembre venne incendiata quella di Sarpsborg. Quest'ultimo incendio fu uno dei più drammatici perché un pompiere morì mentre cercava di spegnere le fiamme. Il 7 febbraio del 1993, gli incendi si propagano anche nella vicina Svezia: viene bruciata, tra le altre, la chiesa di Lundby a Goteborg.
Dietro questi incendi probabilmente ci fu la mano di Nodtveidt dei Dissection ed It degli Abruptum. Ci furono alcuni incendi anche nel Regno Unito (eseguiti da una band underground chiamata Necropolis) a Rusthall, Tunbridge Wells, a Southborough, a Fordcombe, a Speldhurst e Frant; infine profanazioni in Francia a Tolone (eseguite da "Hades" dei Funeral, band conosciuta oggi come Kristallnacht).

Varg Vikernes: "Nessuno può fermare i roghi delle Chiese. E se queste persone dichiarano di subire la mia influenza, tanto meglio"

Riguardo un presunto circolo nero nato all'epoca negli USA, Bard Faust degli Emperor disse: "Devo ammettere di non aver mai sentito parlare di questo circolo ma se porterà una qualsiasi forma di morte e sofferenza al genere umano, penso sia meritevole"


RICOSTRUZIONE DELLE CHIESE ED INCENDI SUCCESSIVI
Il costo della ricostruzione delle sole chiese norvegesi incendiate da Vikernes si aggirò attorno ai 45.000.000 di corone (circa 5.300.000 euro). La compagnia di riscossione crediti chiese 19.000.000 di corone a Vikernes, mentre il comune di Oslo ha rilanciato a 23.000.000 di corone come risarcimento per il rogo della cappella di Holmenkollen. Durante la perquisizione in casa di Vikernes, a Bergen, nel 1993, la polizia trovò 150 kg di dinamite, esplosivi e circa 3000 proiettili di diverso calibro.
I media affermarono che si stava preparando per far saltare in aria la cattedrale di Nidaros, a Trondheim.  Dopo che Euronymous venne assassinato da Vikernes nel 1993, lo stesso Vikernes viene accusato dell'omicidio e di diversi incendi. Anche Tunsberg venne arrestato e con lui quasi tutti i membri degli Emperor (Samoth, Faust e Tchort. Le accuse più gravi ricaddero su Faust, accusato anche di un omicidio a Lillehammer. Il solo vocalist Ihsahn rimase fuori ma la band fu costretta ovviamente a fermarsi). In realtà, anche quando l'Helvete venne sgominato e i membri arrestati, i roghi e i tentativi d'incendio proseguirono sino al 1995. Tentativi dolosi mai chiariti.

martedì 5 agosto 2014

Burzum e L'Accendino Allegato In Aske

                                        
Del Black Metal, dell'Helvete e della storia di Burzum e dei Mayhem ne ho già parlato in tutte le salse sul blog. Lo scopo di questo post è semplicemente sottolineare quanto ci credeva Vikernes in ciò che faceva. Questo EP(Aske) venne pubblicato dalla Deathlike Silence, ovvero l'etichetta di Euronymous che aveva anche co-prodotto Burzum del 1992.


SCATOLA DI FIAMMIFERI ALLEGATA NEL DISCO
Come curiosità aggiungo questa cosa che ne ha accresciuto la fama del disco in questione.
Pare che sulle prime stampe del disco, Vikernes allegò un accendino zippo lighter. Secondo altri rumours che contenesse una scatola di fiammiferi (in realtà ogni copia conteneva un fiammifero e la scritta "fa ciò che ritieni giusto"). In ogni caso, il riferimento agli incendi dolosi delle chiese è abbastanza evidente. Non a caso sulla cover del disco è raffigurata quel che rimane dell'incenerita Stavkirke di Fantolf. Burzum confessò che la foto è stata scattata da lui stesso e fu l'artefice del rogo. Aske, tra l'altro, vuol dire "cenere".


IL DISCO
Musicalmente è sicuramente valido e i due inediti non temono il confronto con i capolavori del disco d'esordio: "Stemmen Fra Taarnet" è sicuramente un gran bel pezzo, suonato bene e cantato nel più classico stile-Grishnackh; è abbastanza lungo e presenta una ritmica più lenta, ragionata e prevedibile rispetto alle composizioni del debutto, ma non significa che sia un pezzo di livello inferiore agli altri, solo che è privo di quella straordinaria dinamicità che aveva caratterizzato le canzoni migliori di "Burzum" (1992). "Dominus Sathanas" è un pezzo strumentale riservato alle chitarre del Conte che creano un'oscura sinfonia degna del nome che ha la canzone.
Anche Aske è stato diviso come Burzum in side hate e side winter e in questo caso l'unica canzone compresa nel side winter è proprio la già edita "A Lost Forgotten Sad Spirit": grandissimo pezzo che necessita di ascolti su ascolti prima di essere ben assimilato e compreso.
Una curiosità non indifferente è che su questo EP il basso è suonato da Samoth (altra figura importante del Black norvegese: ha suonato negli Emperor, nei Gorgoroth, nei Satyricon e in numerosi altri gruppi), mentre il Conte si occupa di tutti gli altri strumenti, come suo solito.

lunedì 4 agosto 2014

La Storia Di Burzum e Dei Mayhem (Black Metal)

Ebbene si, ovviamente, anche la storia di Burzum e dei Mayhem sarebbe capitata su queste pagine.
Della storia flash del Black Metal, ne avevamo già parlato, qui invece ci concentreremo su queste due band ovviamente ripercorrendo anche le gieste dell'Helvete ed ovviamente dei Mayhem, sfiorando anche altre band quali gli Emperor. Qui per comprare i dischi di Burzum (CD) e dei Mayhem (CD).

GLI INIZI
Varg Vikernes è nato l'11 febbraio 1973 a Bergen, in Norvegia.
Egli è conosciuto con lo pseudonimo di Conte Grishnackh o Burzum, entrambi i nomi provengono da Il Signore Degli Anelli di J.R.R. Tolkien, essendo Grishnackh un orco particolarmente repellente e Burzum la sua dimora simile all'inferno. Ironicamente, il nome di Vikernes in origine era Christian, in seguito da lui cambiato legalmente in Varg. Suo padre è un ingegnere elettronico che, di tanto in tanto, ha prestato i suoi servizi alla Marina Militare. Divorzierà da sua moglie, Lene Bore, quando Christian è ormai quattordicenne. Il distacco non sarà scioccante perché i rapporti tra l'uomo e la famiglia si erano fatti sempre più conflittuali. Christian Vikernes ricorderà suo padre come un individuo materialista e lo vedrà rare volte dopo il divorzio. Ammetterà però che l'educazione rigida e il rispetto della disciplina sono state una palestra di vita per lui. Di questo è grato a suo padre.
Christian ha anche un fratello di un anno e mezzo più vecchio al quale è stato molto legato per un lungo periodo di tempo. Sua madre ricorda che giocava molto da solo ma che all'asilo sembrava un pesce fuor d'acqua. I giochi di gruppo o le attività organizzate gli spegnevano ogni entusiasmo.
Il suo gioco preferito erano i soldatini. Era affascinato dalle armi, dai carri armati. C'è anche un aneddoto gustoso, raccontato dallo stesso Vikernes. A Bergen giocava sempre a soldatini con un amico e quello ne aveva di due tipi: americani e tedeschi. Il suo amico voleva sempre tenere gli americani e costringeva Christian ad usare i tedeschi e a fare la parte del cattivo che sarebbe stato sconfitto.
Vikernes dice che sono stati quelli i primi momenti in cui ha cominciato a simpatizzare per la Germania. Con il passare del tempo la madre ammette che il carattere del bambino diventava sempre più forte e testardo. In tutto e per tutto simile a quello del padre. Aveva tanti amici ma continuava a sentirsi a disagio nei grandi gruppi. Preferiva piuttosto andare ad esplorare i grandi boschi attorno alla città. L'iniziazione alla letteratura di Tolkien segna il passaggio dall'infanzia all'adolescenza del giovane Vikernes. La lettura dei libri dello scrittore sudafricano influenzarono il suo già ricco immaginario. I boschi non erano più visti come alloggio di creature fantastiche ma innocue.
Ecco che le ombre tra i rovi si popolarono di orchi e troll. Il divorzio dei genitori unì molto Christian e suo fratello maggiore. Da lui ha infatti ereditato la passione per Tolkien ma non solo.
Attorno ai quattordici/quindici anni Christian rimase affascinato dal look e l'atteggiamento skinhead del fratello. Questi passava tanto tempo con lui illustrandogli le varie armi, gli esplosivi e facendogli toccare queste cose con mano.


LA MUSICA: URUK-HAI, OLD FUNERAL E SATANEL
Nel 1987 Christian cominciò ad esercitarsi con la chitarra. I suoi ascolti andavano dal Thrash al Death.
Desideroso di tradurre il suo immaginario tolkeniano in musica decise di dar vita al progetto Uruk-Hai.
Il fatto che suonasse da solo non era soltanto dovuto alla sua scarsa esperienza ma anche al fatto che, all'epoca, a Bergen non c'erano tante persone disposte a suonare metal. Soltanto ad Oslo pareva che qualcosa stesse cambiando, soprattutto grazie a due giovani e oscure band: Mayhem e Vomit.
Questi erano anni tranquilli nei quali Christian trovò una certa stabilità. Riusciva a ritagliarsi il tempo per coltivare i propri interessi: musica, giochi di ruolo, lettura ed uso delle armi. Spesso i fratelli Vikernes andavano ad allenarsi nei boschi con le armi che erano riusciti a procurarsi. Altre volte invece Christian se ne stava da solo nella sua stanza a comporre e ad incidere le prime composizioni.
Nel 1990 Vikernes entrò a far parte degli Old Funeral come secondo chitarrista. Questa era una band di Bergen dedita a un Death Metal di stampo floridiano. L'occasione gli capitò quando un suo vicino di casa, Olve Eikemo, lasciò gli Old Funeral per dedicarsi maggiormente alla sua nuova band: gli Immortal. Olve sarà in futuro universalmente noto come Abbath. La parentesi con la band di Bergen fu importante. Infatti essa rappresenta la sua prima vera esperienza con un gruppo. Continuerà a suonare con gli Old Funeral per ben due anni, incidendo due demo ed esibendosi in parecchi concerti. Christian e Olve ebbero anche modo di suonare assieme grazie al progetto Satanel. Vikernes non era un membro effettivo del gruppo: il futuro Abbath si rivolgeva a lui in qualità di amico. Infatti Christian non adorava il Death tecnico dei Satanel. Nonostante egli preferisse strutture musicali meno complesse, questa esperienza migliorò la sua abilità come chitarrista. La gavetta con queste due band fece sì che Vikernes non fosse più soltanto uno spettatore della nascente scena estrema norvegese. Da musicista stava prendendo coscienza delle sue possibilità. Non solo: capì anche il tipo di musica che voleva suonare. Decise quindi di mettere in secondo piano il suo impegno con gli Old Funeral per concentrarsi sui vecchi Uruk-Hai.


IL RITORNO AL PROGETTO URUK HAI
In realtà Christian non aveva mai messo questo progetto nel cassetto. Grazie ad esso poteva dar corpo alla sua ispirazione senza dover scendere a compromessi con altri musicisti. Poco importa che per lungo tempo un certo Eric Olivier Lancelot avesse collaborato con lui ( fino al 1990 ).
In realtà tutta la musica era farina del sacco di Vikernes e questo suo amico non era che un semplice collaboratore. Lo ritroveremo dal 1994 negli Ulver con lo pseudonimo di AiwarikiaR.
La nuova incarnazione degli Uruk-Hai prese il nome di Burzum, termine tolkeniano che significa "oscurità" al plurale. Il lato tenebroso della fantasia portò Vikernes ad avvicinarsi all'occultismo.
Assorbì questo interesse dai suoi compagni di gioco di ruolo e dai libri che avevano in casa.
Dato il suo carattere sempre più istintivo e ultra-entusiasta, ogni argomento che stuzzicasse il suo interesse si trasformava in breve in ossessione. Ciò che prima lo interessava veniva invece quasi totalmente dimenticato. Solo la musica rimaneva un interesse costante e inattaccabile. Inoltre, voleva emergere in questo ambiente a tutti i costi.


L'INCONTRO CON EURONYMOUS DEI MAYHEM E IL PROGETTO SOLISTA BURZUM
Entrò quindi in contatto con il leader dei Mayhem, Euronymous. Questi, al secolo Øystein Aarseth, era considerato una figura leggendaria nell'ambito della musica estrema norvegese.
La sua eloquenza e i suoi proclami tenebrosi e satanici facevano sempre più presa sui giovani metallari. Come si sa, il male ha il suo fascino.
Il gruppo fu formato nel 1984 a Oslo e prese il proprio nome da un brano dei Venom, chiamato Mayhem With Mercy. Il chitarrista e fondatore fu appunto Euronymous che formò il complesso assieme al bassista Jørn Stubberud, detto Necrobutcher, al batterista Manheim e al cantante Eirik Norheim detto Messiah; i soprannomi dei membri derivano tutti dai titoli di alcuni brani del gruppo svizzero Hellhammer. Ispirandosi principalmente a Venom, Slayer, Motorhead e Celtic Frost, il gruppo compose la prima demo intitolata Voice Of A Tortured Skull nel 1986 e, subito dopo, la seconda, intitolata Pure Fucking Armageddon, la quale vendette circa 100 copie (la prima tiratura fu a 100 copie). Il brano più famoso è "Carnage" e la titletrack.
Euronymous era inoltre il titolare di una label chiamata Deathlike Silence Productions, che nel 1989 aveva pubblicato l'esordio degli svedesi Merciless. Con tutte queste premesse, è naturale che Christian guardasse a lui per ottenere un contratto discografico.
Iniziò quindi una fitta corrispondenza, grazie alla quale i due individui capirono di condividere parecchie idee musicali. Nel mentre i Mayhem davano sfoggio della loro follia con il cantante Dead che si tagliava mentre suonava e con alcune teste di maiale impalate ad adornare il palco (Sarpsborg, 1990. Esiste un bootleg chiamato "Dawn Of The Black Hearts2). Il corpsepaint e il sangue facevano già parte dei loro modi di fare. Il 1990 stava volgendo al termine e Vikernes aveva ormai abbastanza brani per metterli su cassetta. Ecco che nel 1991 ha già pronti due demo, il primo senza titolo e il secondo chiamato semplicemente "Burzum". Il primo contiene tre canzoni di cui due appariranno nell'album di esordio, mentre quella intitolata "Lost Wisdom" verrà pubblicata in futuro su "Det Som Engang Var" nel 1993. Il demo "Burzum" contiene invece dodici tracce ed è da considerarsi una summa della produzione dei vecchi Uruk-Hai/Burzum.
Sono presenti le tre tracce del demo precedente, una versione alternativa di "Lost Wisdom", alcuni brani che appariranno negli album futuri e altri che cadranno nel dimenticatoio (o finiranno su bootleg). In ambedue i demo non è incisa la voce. L'effetto complessivo è quello di una musica oscura, malinconica e a tratti epica. Ed Euronymous apprezzava enormemente questo genere. Infatti si decise subito di metterlo sotto contratto, invitandolo ad Oslo per definire l'accordo. Il primo incontro tra Euronymous e Vikernes ebbe luogo nel marzo del 1991 a Oslo. In quell'occasione non parlarono di molto all'infuori del contratto. Varg ebbe però modo di legare abbastanza con Hellhammer, il batterista dei Mayhem e con il lugubre cantante Dead (Euronymous, Dead ed Hellhammer vivevano assieme).
Proprio a Dead, aveva inviato come regalo delle munizioni per un fucile a pompa, qualche tempo prima. Destino infausto, quelle munizioni tornarono utili a Dead quando l'8 aprile decise di farsi saltare il cervello.
La foto del cadavere di Dead venne usata anche come cover di un bootleg.
Ne girano di leggende su Dead, ovvero che fosse solito prima dei concerti, odorare carcasse di corvi morti affinchè potesse essere lui stesso cantore di morte, che odiava i gatti (e la notte gli dava la caccia). Altra sua caratteristica erano gli ingenti tagli che si autoinfliggeva con rasoi e coltelli durante i concerti. Euronymous ritrovato il corpo del vocalist, prima di chiamare la polizia, scattò una foto (finita sulla suddetta cover) e prese pezzi di cervello (che poi inviò a Vikernes e soprattutto It, leader degli Abruptum, che confermò l'accaduto qualche anno fa). 

Hellhammer: "Il fucile era di Euronymous. Avevamo un sacco di armi in casa"

Tant'è vero che secondo voci dell'epoca fu Euronymous ad uccidere Dead, anche se il caso venne archiviato come suicidio. Euronymous non si prese mai la briga di smentire queste voci, anche se confessò a Bard Eithun che lui non c'entrava nulla e Dead aveva fatto tutto da solo. Anzi Euronymous in seguito dirà che Dead non c'era più perchè non sopportava questo mondo modaiolo fatto di trend musicali e non solo (riferimenti al nascente Death Metal americano e svedese).
Nessuno si sorprese del suicidio di Dead perchè era un tipo abbastanza depresso che non si considerava neppure umano e con scarso senso dell'umorismo (malgrado il messaggio di addio lasciato agli altri dopo essersi sparato "scusate per tutto il sangue").

Se volete approfondire vi consiglio questi tre articoli:
La Strana Esperienza di Dead (Mayhem)
Euronymous (Mayhem) Parla di Dead e del Cristianesimo
Bard Faust (Emperor) Parla del Suicidio di Dead (Mayhem)

Comunque dopo questo primo incontro Vikernes entrò gradualmente in confidenza con Euronymous.
Stravedeva per lui. Sua madre era letteralmente impressionata perché nessuno, nemmeno suo padre, aveva mai avuto tanto ascendente su Christian. Le frasi a effetto e il grande carisma del chitarrista dei Mayhem affascinarono totalmente il leader dei Burzum.


L'HELVETE: 1991
Occultismo, satanismo e guerra erano le parole più in voga in quel periodo.
Non è un caso quindi che Euronymous chiamasse Helvete (Inferno) il proprio negozio di dischi.
Il negozio aprì tra il maggio e il giugno del 1991. Dead era morto da un mese e la disgrazia aveva reso ancora più cupa e maledetta la fama dei Mayhem.
L'Helvete era un luogo lugubre, con poca luce per via di candele (una delle idee di Euronymous era quello di renderlo accessibile/osservabile solo usando torce) ed addobbi rubati in cimiteri e su lapidi.
Il locale a disposizione di Euronymous era troppo grande rispetto a quanto effettivamente gli servisse per il negozio. Decise pertanto di adattare le stanze in eccesso (il retro e la cantina) a luoghi di ritrovo per feste oppure per ospitare gli amici. Da quel momento le visite di Varg ad Oslo si fecero più frequenti. Infatti tra la capitale e Bergen ci sono sei ore di viaggio, pertanto le visite in giornata risultavano troppo sfiancanti. Ora che Euronymous aveva opportunità di ospitare il problema non si poneva più. Anche i periodi di permanenza di Vikernes nella capitale norvegese si fecero sempre più lunghi. In questi mesi del 1991 egli entrò in contatto con individui rappresentativi della scena estrema.
Si trovò a condividere la sua stanza nell' Helvete con Tomas Thormodsæter Haugen (il futuro Samoth degli Emperor). Altre persone con cui legò parecchio erano Bård "Faust" Eithun (futuro batterista degli Emperor ), che da luglio stava lavorando nel negozio di Euronymous e Gylve Nagell (Fenriz), il batterista dei Darkthrone.
Se interessati: La Storia Degli Emperor

Questi lunghi periodi di permanenza a Oslo non fecero però che avvicinare sempre di più Vikernes ed Euronymous. Varg pendeva letteralmente dalle labbra del leader dei Mayhem.

Qualche pensiero chiave di Vikernes:
Burzum Parla Della Morte
Burzum Parla Del Cristianesimo e delle Dittature

Questi (Euronymous), dal canto suo, era affascinato dall'entusiasmo di quel ragazzo di cinque anni più giovane.Vikernes si faceva rispettare per il suo estremismo in ogni circostanza.
Come conseguenza, gran parte del pensiero di Varg finì per influenzare lo stesso Euronymous.
Progressivamente la visione del mondo dei due divenne sempre più misantropica e autodistruttiva.
Il satanismo perse qualunque contatto con Crowley o La Vey. Il satana che essi "adoravano" era quello dell'iconografia medievale, mostruoso e con le corna. I cristiani vennero visti come una piaga insanabile che andava distrutta. Non c'erano profonde considerazioni filosofiche dietro a queste posizioni, anzi, le motivazioni erano superficiali e piene di contraddizioni. C'era soltanto la voglia di essere il più cattivi possibile.
Dal momento in cui Vikernes arriva a Oslo, la storia di Burzum si lega inesorabilmente con quella del gruppo di Euronymous. Sin dall'inizio Vikernes dimostrò un'entusiastica propensione per l'azione.
A differenza di Euronymous, che era un grande oratore, Varg aveva metodi più spicci.
La sua prima dimostrazione furono le minacce ad Occultus nel giugno del 1991(Stian Occultus era un ex membro dell'Helvete, quando lasciò la compagnia, come gesto intimidario Vikernes ed altri andarono sotto casa sua piantarono una croce rovesciata in giardino e la bruciarono; poi lanciarono delle pietre contro la sua finestra). Euronymous ne fu grandemente gratificato. Vedeva Vikernes come un individuo senza scrupoli, capace di ben altre azioni oltre che rubare oggetti sacri dalle chiese da esporre nell' Helvete. Infatti attorno al leader dei Mayhem si radunavano frotte di ragazzini disposti a fare di tutto pur di essere degnati della sua attenzione. Questi erano i primi passi del cosiddetto Inner Circle, una fantomatica organizzazione" dedita al "terrorismo satanico". Vikernes invece dimostrava carattere, personalità e non si faceva certo mettere i piedi in testa.
Euronymous lo vedeva come il perfetto braccio destro.

Euronymous ad Orcustus (1992): "Se avessimo le possibilità economiche per poterlo fare, dovremmo incontrarci ai concerti e riempire di botte tutti i modaioli sempre, sino a quando non saranno troppo spaventati per andare a qualsiasi concerto; ora invece abbiamo bisogno dei loro soldi"

Ad ottobre Vikernes fu presentato ufficialmente alla scena estrema di Oslo. L'occasione si presentò durante un concerto dei Morbid Angel. La sera stessa ci fu un grave scempio di tombe nel cimitero della capitale (anche se Vikernes, accusato in tribunale anche di questo crimine, affermerà che il fatto era successo un giorno prima ). I primi mesi del 1992 vedono Varg nei Grieghallen Studios di Oslo alle prese con le registrazioni del suo disco d'esordio. L'album è stato prodotto dallo stesso Vikernes (e Pytten, il famoso produttore degli studios) e co-prodotto da Euronymous. L'uscita del primo full viene preceduta dalla pubblicazione di un promo (conosciuto come "Promo 1992") contenente due tracce in anteprima: "Feeble Screams From The Forests Unknown" ed "Ea, Lord Of The Depths".
Questa seconda traccia è lievemente diversa rispetto a quella che poi finirà sull'album.
Nel frattempo Christian Vikernes decise di non usare più il suo vero nome e scelse lo pseudonimo di Count Grishnackh. Da questo momento il Conte è ufficialmente una personalità della scena estrema norvegese. Siamo nel 1992 e in quell'anno molte cose erano destinate ad accadere.
La copertina originale in classico bianco e nero ritrae una figura spettrale che vaga in un paesaggio inquietante. Il ritmo è tenuto da una drum-machine. Le chitarre tracciano linee musicali molto semplici. La voce è uno strillo inumano, molto acuto. Si tratta di vocals spettrali, sgraziate e francamente estreme. Sino a quel momento non si era udito nulla di più disturbante.
Nel corso della canzone ci sono diversi cambi di tempo, di riff e dei radi sprazzi melodici.
Le sezioni centrali sono senza dubbio più lente e cupe. L'atmosfera che vi si respira è malata, ostile.
La musica gelida e minimale si contrappone alle strutture complesse allora in voga nel Death Metal. I riff e i passaggi melodici sono ripetitivi, senza fronzoli.  Verrà ristampato nel 1995 dalla Misanthropy/Cymophane con l'aggiunta dell'EP "Aske". Invece le 3 canzoni di Aske sono: "Stemmen Fra Tårnet", "Dominus Sathanas" e "A Lost Forgotten Sad Spirit" contraddistinte da urla lancinanti, bassi ritmi, riff oscuri e malinconici, chitarre distorte e cambi di tempo in doppia cassa.
A differenza di Mayhem e Darkthrone, Burzum si contraddistingue per una proposta musicale più varia. Le idee di Vikernes si annunciano subito avverse al modo di vivere civile e democratico.
Nel 1992 Vikernes stava addentrandosi sempre di più nel satanismo.
Ma il desiderio per una realtà metafisica opposta a quella tuttora dominante era già presente.
Tornando al 1992, "Burzum" è una delle uscite-chiave di quest'annata, nonché un album estremamente influente per il Black Metal norvegese. Le canzoni che compongono questo disco alternano parti veloci e parti più lente (quasi Doom) ma soprattutto una voce davvero lancinante.
"Feeble Screams From Forests Unknown" ha il compito di aprire il disco ed è subito una gran canzone, caratterizzata anche da ottime parti di batteria.
La seconda traccia di quest’album, "Ea, Lord Of The Depths", ha una struttura più regolare rispetto alle altre: inizio tirato tutto di batteria, ma quando entra il riff il ritmo rallenta e c’è posto solo per la doppia cassa del Conte. "Spell Of Destruction" è una canzone sulfuree nonchè molto lenta: rimane, per tutti i suoi oltre 5 minuti di durata, sugli stessi standard ritmici con qualche variazione (a parte doppia cassa e qualche urlo disperato). "Channelling The Power Of Souls Into A New God" è un brano strumentale di tastiera privo di fronzoli. Con "War" inizia il “side-winter” di questo album: la canzone è un classico di Burzum, anche per via del suo riff (che rimanda però ad altre canzoni Black/Thrash degli anni 80). "The Crying Orc" è un'altra strumentale solo per chitarra, molto breve.
"A Lost Forgotten Sad Spirit" è un brano molto lungo che alterna varie atmosfere.
"My Journey To The Stars" è un altro gran pezzo, contraddistinto anche da ottime parti di chitarra.
Chiude la strumentale "Dungeons Of Darkness": un lento crescendo di rumori sinistri e inquietanti che chiudono nel modo giusto un album di debutto eccezionale. Tre mesi dopo la pubblicazione di "Burzum", il Conte Grishnackh era di nuovo nei Grieghallen Studios di Oslo alle prese con le registrazioni del suo secondo full-length. Intanto l'Helvete, il negozio di dischi di Euronymous, stava diventando sempre di più un punto di riferimento per la scena estrema norvegese.
Se di giorno l'attività si svolgeva nel più normale dei modi, di notte i suoi locali si riempivano di individui di ogni sorta. Si racconta di feste selvagge all'insegna della follia più pura.

In un articolo di Darcey Steinke del febbraio 1996 è riportata questa descrizione: "I party erano leggendari: affollati, caotici, illuminati da candele, durante i quali i devoti erano truccati da cadaveri, indossavano cappe nere o riproduzioni di chincaglieria vichinga. Molti si tagliavano con coltelli o bottiglie rotte; gruppi particolarmente ispirati uscivano per devastare cimiteri, abbattere pietre tombali e dipingere pentacoli e il numero 666. Hellhammer ricorda alcuni individui che sparavano contro i muri e addirittura un ragazzo che si era martellato un chiodo in testa. Euronymous continuava a fustigarsi con un nervo di bue facendo sì che il suo sangue penetrasse nella t-shirt formando delle strisce cremisi"


L'ENTRATA NEI MAYHEM
Se c'erano ragazzi disposti a certi eccessi pur di guadagnare l'attenzione del leader dei Mayhem, non c'è da stupirsi che guardassero con rispetto ed invidia un privilegiato come il Conte Grishnackh.
Il quale, dal canto suo, cominciava a sentirsi molto importante.
Vikernes cadeva preda a facili entusiasmi ed alla voglia di strafare.
Ora che aveva guadagnato un certo status, l'ammirazione verso Euronymous veniva affiancata da un bruciante spirito di competizione. Il fatto di essere il braccio destro del Principe della Morte lo riempiva d'orgoglio ma al tempo stesso gli stava un po' stretto.
Decise di seguire la strada del suo modello ricalcandone i passi. Innanzi tutto occorreva creare una propria etichetta discografica. Questa label avrebbe dovuto chiamarsi Burznazg ma in realtà non fu mai operativa. Questo a causa di ripensamenti e problemi di varia natura.
Soltanto in futuro Vikernes riuscirà a dar vita a questo progetto ma il nome dell'etichetta verrà cambiato in Cymophane. Il secondo passo consisteva nel crearsi un'immagine che facesse presa sulla gente. Euronymous poteva vantare un seguito di individui adoranti disposti a far di tutto pur di un suo sguardo d'approvazione. Anche Vikernes desiderava questo potere.
Decise pertanto, come detto all'inizio, di cambiare legalmente il suo nome: un serio adoratore di satana non avrebbe mai potuto chiamarsi Christian. La scelta del nuovo nome ricadde su Varg. Secondo il Conte Grishnackh questo termine significherebbe "lupo" in antico norreno.
Non è però da escludersi che inizialmente si sia ispirato ai temibili Warg, i lupi selvatici inventati da Tolkien. In questo periodo si fece scattare delle foto promozionali a petto nudo su un paesaggio innevato, vestito in cotte di maglia o armato sino ai denti.
Tutte queste cose possono sembrare piccolezze ma, unite alla recente uscita del debut-album, ebbero in breve il loro effetto. Infatti Burzum era il nome nuovo e molti fan incominciarono a scrivere e a complimentarsi. All'inizio questo non dispiacque ad Euronymous ma, col passare dei mesi, si rese conto che il progetto di Vikernes stava un po' adombrando la sua band.
In effetti era dal 1987 che i Mayhem non pubblicavano nulla di nuovo. Molta gente incominciava addirittura a dubitare che il tanto annunciato "De Mysteriis Dom Sathanas" avrebbe mai visto la luce.
Euronymous decise pertanto di concludere al più presto il processo di composizione del secondo lavoro dei Mayhem. Inoltre la sua band avrebbe avuto priorità su qualunque altro gruppo norvegese in contatto con la Deathlike Silence. Per far questo utilizzò tutta la sua subdola arte ingannatrice. Prometteva grandi cose ma non ne realizzava nessuna. Si trasformò nel re del raggiro e del temporeggiamento. All'epoca i rapporti tra Varg ed Euronymous erano sospettosi ma in fin dei conti vi era ancora un briciolo di fiducia reciproca. Forse Vikernes non era più così servile nei confronti di Aarseth, ma il chitarrista dei Mayhem manteneva di fatto la leadership. Il Conte Grishnackh era ancora un giovane entusiasta e quindi facilmente plasmabile. Euronymous evitava qualunque discorso attinente alla pubblicazione del nuovo album di Burzum, causando una punta di irritazione in Varg.
In compenso, Øystein Aarseth propose al Conte Grishnackh di suonare il basso nei Mayhem, in vista della registrazione di "De Mysteriis Dom. Sathanas". E' a questo periodo che risalgono le uniche foto in corpsepaint di Varg Vikernes. Queste le sue parole in un'intervista nel n.5 del C.O.T.I.M. Magazine: "i nuovi Mayhem sono meglio di quanto siano mai stati, secondo me. Hellhammer è il miglior batterista di sempre ed Euronymous è un genio musicale. Potrebbe mai esserci di meglio?".
Nella stessa intervista afferma con convinzione che il secondo album dei Burzum vedrà la luce alla fine del 1992 e che presto sarebbero iniziate le registrazioni del terzo disco. Inoltre viene annunciato che Hellhammer sarebbe stato il futuro batterista dei Burzum e che presto la band avrebbe tenuto dei concerti. Come si sa le cose non andranno proprio così. Euronymous volle poi che un secondo chitarrista collaborasse con i Mayhem. La scelta ricadde sul talentuoso Snorre Ruch dei seminali Thorns. Costui era un assiduo frequentatore dell'Helvete e un grande amico di Bård Faust, all'epoca inserviente nel negozio di Aarseth. Per l'occasione Snorre sceglierà lo pseudonimo di Blackthorn.


GLI INCENDI DELLE CHIESE
L'Helvete oltre ad essere un negozio di dischi era come detto dedito ad atti vandalici ed altre azioni destabilizzanti. Chiamato anche "Svarte Sirkel" (Circolo Nero) sino all'aprile del 1992 si era contraddistinto per violazioni di cimiteri, furti vari, acquisto di armi al mercato nero, minacce a individui sgraditi e altre azioni criminali. Quel mese ci fu anche un tentativo di incendio doloso nella chiesetta di Storetveit ma l'episodio passò inosservato.
Salvo assumere un significato inquietante alla luce di ciò che accadrà il mese successivo.
Questa è la descrizione dell'Inner Circle fatta da Bård Faust: " è soltanto un nome che è stato inventato dai tipi che bazzicavano attorno al negozio sia chi suonava nelle band che altri.
La gente continuava a chiedersi chi facesse parte del Black Circle, ma in realtà non esistevano membri. Avevamo soltanto contatti con alcune persone che sapevamo essere in grado di fare determinate cose ma non sono mai esistiti membri, tessere di riconoscimento o riunioni ufficiali.
Sapevamo soltanto chi era in grado di fare alcune cose e gli chiedevamo se era interessato a frequentare il negozio. Era una cosa molto semplice, non c'era nulla di più".
Tra l'aprile e il giugno del 1992 l'Inner Circle decise che era giunto il momento di fare sul serio.
Le minacce e le invettive anti-cristiane si sarebbero trasformate in azioni.
Atti di terrorismo vero e proprio. Euronymous si rese conto che con un individuo come Varg al suo servizio tutto questo poteva essere possibile. Vikernes infatti voleva dimostrare costantemente di potersi spingere oltre e, fatto decisivo, aveva ben pochi scrupoli.
Il 6 giugno, alle ore 6 del mattino la chiesa di legno di Fantoft venne rasa al suolo da un incendio.
Le chiese di legno (Stav Kirke) sono l'orgoglio della Norvegia, capolavori architettonici tipici di quello stato. Quella di Fantoft risaliva al dodicesimo secolo. In poche ore non ne restava che uno scheletro incenerito. Sin dall'inizio le autorità capirono che l'incendio aveva un'origine dolosa.
Non riuscivano però a raccapezzarsi. Dietro a questo incendio c'era la mano di Varg Vikernes.

Questo è quanto ha affermato Ihsahn della band Emperor, che quel giugno si trovava a Oslo assieme al suo collega Samoth: "La prima volta che ho sentito parlare di roghi di chiese è stato sul giornale.
Poi ho incontrato Vikernes che mi ha detto: Visto? Ho bruciato una chiesa! e mi ha mostrato delle foto. Non so se le ha mostrate a tutti ma non penso che sia stato molto discreto riguardo a questo"

In effetti questa azione ebbe un ritorno d'immagine pazzesco. Nessuno aveva mai fatto le cose così in grande come il Conte Grishnackh. L'incendio di Fantoft lo elevò ad uno status tale da far tremare Euronymous, il quale continuava ad aizzare la gente a commettere atti di male puro.
Le risposte non tarderanno ad arrivare. Durante un tour in Norvegia, il bus dei Paradise Lost fu bersagliato da una sassaiola. Già in precedenza la band era stata minacciata tramite posta alla pari di altri gruppi inglesi, svedesi e finlandesi. Il 26 luglio a Upplands Väsby, vicino a Stoccolma, il leader dei Therion, Christopher Jonsson scoprì che qualcuno aveva cercato di dar fuoco alla sua casa e trovò una scritta incisa sulla porta: "Il Conte è stato qui e presto ritornerà". Vicino c'era la copertina del primo LP di Burzum con tanto di autografo. Qualche giorno dopo Jonsson ricevette una lettera dalla Norvegia nella quale veniva minacciato di morte dal Conte Grishnackh.

Ihsahn (Emperor): "Penso che sia stato molto importante creare paura tra la gente. Il Black Metal ed Euronymous volevano essere in opposizione alla società cercando di concentrarsi maggiomente sull'essere malvagio"

Nel frattempo i problemi tra Varg Vikernes ed Euronymous sembravano non arrivare ad una soluzione.
Il leader dei Mayhem continuava a rimandare la pubblicazione del secondo album dei Burzum e il Conte Grishnackh era furibondo. Infatti Øystein era riuscito nel frattempo a pubblicare la ristampa di "Deathcrush" per la sua DSP e anche l'esordio degli svedesi Abruptum "Obscuritatem Advoco Amplectere Me". Di "Det Som Engang Var" nemmeno a parlarne, anche perché non c'era abbastanza denaro disponibile. Euronymous propose allora di registrare un EP, sicuramente meno costoso di un full-length. Pertanto Varg programmò di ritornare nei Grieghallen Studios per preparare le registrazioni del già citato "Aske". Il 1 agosto 1992 un altro rogo scosse l'opinione pubblica norvegese. Questa volta fu la chiesa di Stavanger ad andare a fuoco. Di sicuro da quel momento le autorità norvegesi si resero conto che questo tipo di attentati non erano azioni estemporanee. Altri roghi sarebbero stati da mettere in preventivo. L'euforia della cricca dell' Helvete era alle stelle.

Samoth ricorda nel già citato articolo del 1996: "Era un periodo eccitante. Andavamo in giro e discutevamo del nostro astio verso il cristianesimo e come ritornare alla vecchia religione vichinga"

In effetti è proprio in questo periodo che al satanismo da incisione medievale si affianca un ritorno alla radice pagana. Dietro a tutto questo stava il solito Conte Grishnackh, ora improvvisamente interessatosi all'antica mitologia vichinga. Il rogo delle chiese venne giustificato come una vendetta verso chi ha eretto questi templi sugli altari pagani. Inoltre era un monito verso i cristiani, una dimostrazione d'odio, una minaccia di morte. C'era dietro anche una filosofia razzista influenzata da Vikernes e che Hellhammer dei Mayhem spiega in un intervista dell'epoca.

Hellhammer: "Mettiamola così, non ci piace la gente di colore. Il Black Metal è per i bianchi. Sono abbastanza convinto che ci siano delle differenze tra le razze, come in qualunque altra cosa. Penso che, come gli animali, alcune razze siano più...sai, così come un gatto è più intelligente di un uccello o una mucca, o anche un cane, penso che sia lo stesso tra le diverse razze"


L'OMICIDIO COMMESSO DA BARD FAUST E GLI ALTRI INCENDI
Il 20 agosto accadde un fatto inatteso: Bård Faust uccise a coltellate un omosessuale nel parco olimpico di Lillehammer. Lo stesso Faust non saprà dire perché ha accettato di seguire quell'uomo nel bosco, ben conscio che lo stava abbordando. Forse già sentiva il desiderio di uccidere per compiere un'azione più estrema di un semplice incendio doloso. Forse, come può capitare seguendo un'ideologia così entropica come quella del male assoluto, Bård aveva semplicemente compiuto il passo decisivo verso l'autodistruzione.
Non per nulla il giorno dopo, 21 luglio, partecipò con Varg ed Euronymous al rogo della chiesa di Holmenkollen. L'attentato finì sulle prime pagine dei giornali il giorno successivo. L'omicidio di Faust non occupò che un trafiletto. Le indagini erano in corso ma prove o testimoni non ce n'erano.
Ma l'escalation era ben lungi dal fermarsi. Il primo settembre la chiesa di Ormøya andò a fuoco.

Il 13 settembre fu la volta di Skjold, al rogo della quale partecipò anche Samoth: "C'era una piccola porta sotto l'altare dove abbiamo versato diversi galloni di benzina, abbiamo acceso il tutto con dei fiammiferi e poi siamo scappati in macchina. C'era uno strano feeling nell'auto. Fuori era tutto tempestoso, tonante e piovoso. Ci trovavamo in una stretta strada di campagna senza nessuna luce a parte i nostri fari"

Hellhammer: "Sin dall'inizio sono stato contro i roghi delle chiese norvegesi. Totalmente. Gli ho detto perchè non bruciate una moschea, le chiese straniere di quegli stupidi hindu o islamici, perchè non distruggete quelle, invece di dar fuoco a delle antiche opere d'arte norvegese? Avrebbero potuto abbattere delle mosche invece, con dentro un sacco di gente"

Il 2 ottobre fu la chiesa di Hauketo ad essere rasa al suolo, il 23 dicembre quella di Åsane e il 25 dicembre quella di Sarpsborg. Quest'ultimo incendio fu il più drammatico perché un pompiere morì mentre cercava di domare le fiamme. Il fenomeno diventava sempre più spaventoso e incontrollabile.
Le forze dell'ordine organizzarono gruppi specializzati per prevenire questi attentati.
Si conta che i roghi di chiesa in Norvegia, tra tentativi e successi, vadano dai 45 ai 60 dal 1992 al 1994. Se le attività dell'Inner Circle assorbivano gran parte delle energie di Varg Vikernes è anche vero che la musica rimaneva il suo interesse principale. Nel 1993 uscì Det Som Engang Var. "Key To The Gate" presenta un suono impastato, reso distinguibile solo dalla bassa frequenza ritmica. La produzione è pessima e il cantato lancinante ed apocalittico.
"En Ring Til Aa Herske" è abbastanza evocativa nel suo incedere, "Lost Wisdom" ha influenze Thrash anni 80 (ottime le parti di chitarra). Geniale la pausa concessa con le strumentali "Han Som Reiste" (davvero soffocante con la riproduzione di campane che suonano a morto e le sue tastiere) e "Naar Himmelen Klarner" (davvero sognante ed oserei dire ultra-terrena).
"Snu Mikrokosmos Tegn" è violenta e veloce con gli unici blast-beat dell’album, il riffing amelodico, la metrica ravvicinata dello screaming che vomita odio e dolore. Chiude l'Ambient inquietante di "Svarte Troner".


GLI ATTRITI CON EURONYMOUS E I PRIMI ARRESTI
Alla fine di settembre Varg aveva registrato completamente il suo terzo album "Hviss Lyset Tar Oss", nel quale traspariva in modo evidente la sua infatuazione per i miti nordici. E' sicuramente il disco più complesso del Conte, sia per le composizioni che per la lunghezza delle stesse (44 minuti per 4 tracce). Un Black Metal mai velocissimo ma lento e depresso. La prima traccia "Det Som En Gang Var" ("Ciò Che Una Volta C’Era"), omonima del secondo album, ma non estratta da questo, è un concentrato di quanto detto finora: lunghissima, ripetitiva, con uno screaming malato.
Tra i cespugli fissavamo

Da "Det Som En Gang Var":
"Quelli che ci ricordavano altri tempi
E raccontavano che la speranza era andata
Per sempre…
Sentivamo le canzoni degli Elfi e
L’acqua che scorreva
Quello che c’era è ora andato
Tutto il sangue
Tutta la nostalgia e la tristezza che regnavano
E quei sentimenti che potevano essere toccati
Sono andati...
Per sempre.
Noi non siamo morti...non siamo mai vissuti"

La title-track è una vera tortura psicologica, a causa del minimale riffing che perdura per ben otto minuti, in una sostenuta ripetizione interminabile che porta l’ascoltatore alla trance, a quello stato d’animo tipico delle più nere opere norvegesi che solo pochi tra i maestri di quest’arte riescono ad esprimere. La ripetizione maniacale del riff, della linea vocale e del blast beat della strofa dura per quasi 3 alienanti minuti per poi esplodere in un coinvolgente cambio di batteria in cui lo stesso quatro quarti. L’inatteso cambio ritmico ha un impatto devastante: l’ascoltatore, abituandosi alla monotonia della strofa, subisce l’attacco della doppia cassa restando senza fiato e, non appena si aliena alla ripetizione del nuovo ritmo, ecco che torna il blast beat dell’intro.
"Inn I Slottet Fra Droemmen" segue gli schemi della canzone precedente negli introduttivi quattro minuti di caos per evolversi in un duetto di scream e chitarra estremamente evocativo, coinvolgente e onirico. Questo brano vuole essere la conclusione della tempesta prima del viaggio introspettivo della stupenda Tomhet. La quarta traccia, la già citata Ambient/Elettronica "Tomhet" ("Vuoto") è lenta, atmosferica e triste. Per alcuni forse alla lunga un po’ troppo ripetitiva ma ciò serve a dare quel feeling claustrofobico e ossessivo che permea tutto il disco. Un pezzo assolutamente da ascoltare e da amare.
Nel mentre registrava i suoi pezzi solisti, il conte continuava a suonare il basso ed aveva ormai quasi finito di registrare le sue parti in "De Mysteriis Dom Sathanas" dei Mayhem.
Mano a mano che i mesi passavano però, la sua opinione nei confronti di Euronymous stava sempre peggiorando. Non riusciva più a provare la ben che minima sudditanza nei confronti di Øystein Aarseth. Anzi, non si capacitava che quell'uomo potesse essere visto ancora come un mito.
Varg lo reputava un individuo abile solo a parlare ma incapace di passare ai fatti. Inoltre non aveva gradito lo slittamento del suo secondo full-length tanto che era quasi deciso di pubblicare l'EP "Aske" sotto la propria etichetta. Nel pensare ai difetti altrui Varg dimenticò di analizzare i propri. Il Conte Grishnackh adorava vantarsi delle proprie azioni. Questa sventatezza si univa ad un'altissima opinione di se stesso. Non c'è da stupirsi che proprio le sue parole indirizzarono le indagini sui roghi di chiese verso la scena Black di Oslo. Il 20 gennaio 1993 apparve un'intervista sul Bergens Tidende intitolata "Abbiamo acceso i fuochi". In essa un individuo senza nome parla del rogo di Fantoft aggiungendo particolari che sino a quel momento erano noti soltanto alla polizia. In particolare, l'uccisione di un coniglio gettato poi nella chiesa (effettivamente venne trovata la carcassa di un coniglio decapitato).
In breve la polizia fermò Vikernes e lo interrogò sulle sue dichiarazioni. Non era stato difficile risalire a lui. L'intervista era stata organizzata da amici del Conte che avevano contattato direttamente il giornalista. A casa di Vikernes la polizia trovò dei volantini sui quali era stampata la chiesa di Fantoft ridotta in cenere. Questi flyers avrebbero dovuto essere distribuiti con "Aske". Inoltre il Bergens Tidende aveva fatto pervenire agli agenti un articolo che questi amici del Conte Grishnackh avevano spedito al giornale nella speranza che fosse pubblicato. L'articolo non fu preso in considerazione e assunse importanza solo in seguito all'intervista di Varg. Infatti questi ragazzi affermavano che Vikernes aveva bruciato otto chiese e ucciso un omosessuale a Lillehammer. Questo secondo caso era giunto a un punto morto: la nuova pista riaprì le indagini che porteranno all'arresto di Faust.
Il Conte Grishnackh viene quindi arrestato in attesa di accertamenti. Idem Faust che rilascerà le seguenti dichiarazioni e spiegherà i motivi del folle gesto: Bard Faust Parla Del Suo Omicidio
Nel frattempo tutti quelli che avevano contatti con Helvete vennero interrogati.
Tutte le Black Metal band erano nella lista dei possibili sospetti: Immortal, Darkthrone, Hades, Emperor, ecc. Durante il suo primo incarceramento Varg decise di collaborare con i Darkthrone scrivendo dei testi per loro: alcuni compariranno su "Transilvanian Hunger" e un altro su "Panzerfaust". Dopo sei settimane e un giorno il Conte Grishnackh viene scarcerato per mancanza di prove definitive. Purtroppo molti dei suoi appunti erano stati sequestrati dalla polizia.
Dovette quindi rivolgersi per forza ad Euronymous per la pubblicazione di "Aske". Il proprietario della Deathlike Silence, che nel frattempo era riuscito a tenere assieme l'Inner Circle nonostante gli interrogatori della polizia, decise di mantenere la sua promessa. Infatti pensava che l'assenza di Varg gli avesse ridonato la leadership su tutto, sbagliandosi in pieno. Vikernes, che nel frattempo era apparso su giornali e televisione, incominciava a sentirsi importante.

Faust ha detto di lui: "Agli inizi era un tipo a posto ma quando l'hanno arrestato per la prima volta, nel gennaio 1993, ed è diventato una persona conosciuta in Norvegia, allora è diventato molto più difficile trattare con lui perché si considerava un individuo famoso e via discorrendo"

Inoltre il numero di proseliti aumentava: il 7 febbraio 1993 ci fu il primo rogo di chiesa al di fuori della Norvegia. Il fatto avvenne a Lundby in Svezia e, nonostante nessuno sia mai stato arrestato per questo, si sospetta che dietro ci sia stata la mano di It (un membro degli Abruptum) e Nodtveidt (chitarrista e vocalist, poi suicida, dei Dissection).


VIKERNES UCCIDE EURONYMOUS: 1993
Con la libertà di Varg molti supposero che l'Inner Circle si sarebbe riorganizzato.
A Vikernes giunsero delle voci che Aarseth (Euronymous) stava pensando di ucciderlo, nonostante il comune contratto presso l'etichetta underground di quest'ultimo, la Deathlike Silence Production.

"Voleva uccidermi, e io volevo darci definitivamente un taglio. Voleva utilizzare un taser per stordirmi, quindi legarmi e imbavagliarmi, buttarmi nel bagagliaio di un'auto, portarmi in un bosco e torturarmi fino alla morte"

Nell'agosto del 1993, Vikernes e l'ex Mayhem Blackthorne, andarono a fare visita a Euronymus nel suo appartamento ed è qui che ebbe luogo il delitto il chitarrista dei Mayhem cade colpito alla testa dalla ventiquattresima coltellata inflittagli da Varg Vikernes. Vikernes bussò alla sua porta e i due cominciarono a discutere animatamente sino a quando Vikernes lo pugnalò. Mentre Euronymous si dirigeva in cucina per impugnare un coltello venne raggiunto da altre pugnalate. Ormai in punto di morte, Euronymous rimase a terra e Varg gli inflisse l'ultima coltellata al cranio. Dopo di che Vikernes fuggì e al fine di eliminare le prove a suo carico gettò gli indumenti sporchi di sangue, legandoli a delle pietre, in un lago, lungo la strada di ritorno a Bergen.
Al fatto aveva assistito anche Snorre Ruch, che aveva chiesto a Vikernes di andare con lui a Oslo per far sentire ad Euronymous alcuni riff di chitarra che aveva appena inciso.
Egli non prese parte all'omicidio, in quanto era rimasto al piano terra del condominio per fumare una sigaretta; fu tuttavia arrestato e condannato a scontare 8 anni di reclusione con l'accusa di complicità nell'omicidio di Aarseth.

Metalion: "Credevo che Euronymous fosse stato ucciso da qualche pazzo che viveva ad Oslo o da un gruppo di drogati per futili motivi"

Secondo la versione di Vikernes, i due parcheggiarono l'auto attorno alle tre di notte nei pressi di Tøyengata, a Oslo, dove viveva Aarseth. Vikernes fece quindi uno squillo ad Aarseth.
Ciò che segue è il resoconto di quella drammatica notte in cui Vikernes diventò un assassino.

"Ero inferocito con Øystein per via di quella conversazione telefonica e per quella lettera palesemente falsa che mi era stata inviata. Lui doveva essersene accorto, perché quando sono salito da lui sembrava vistosamente spaventato. Oppure aveva già deciso che mi avrebbe ucciso quella notte, e si era intimorito quando mi aveva visto. L'avrei mandato affanculo e l'avrei convinto a non mandarmi più lettere di quel tipo. Non volevo più avere niente a che fare con lui. Mentre gli parlavo ho mosso un passo in avanti e la cosa deve averlo colpito molto. Si è fatto prendere dal panico, per cui mi ha tirato un calcio sul petto. Sfortunatamente per lui ha colpito in pieno lo sterno e il calcio non ha avuto effetto. Io gli ho preso il piede e l'ho buttato per terra. Quindi ha rivolto lo sguardo verso la cucina. Ero già stato nel suo appartamento e sapevo che lì aveva un grosso coltello da cucina e ho capito che era quello che andava cercando con lo sguardo. Si è alzato in piedi più in fretta possibile e ha cercato di andare verso la porta della cucina, che era già aperta. Ma io mi sono messo tra lui e la porta e ho tirato fuori un coltellino che tenevo nella tasca dei pantaloni. Era un coltello normale, con una lama di circa dieci centimetri. Non era affilato, ma era abbastanza appuntito, e gli ho tirato una coltellata in faccia. Quella è stata la prima volta che ho ferito qualcuno con un'arma contundente. Non era una sensazione piacevole, è strano ferire un altro essere umano con un coltello. 
Ma tutta la mia avversione nei confronti di un'aggressione terminò dopo quella prima coltellata. Ormai la barriera era infranta. Avevo a che fare con una persona che aveva intenzione di torturarmi a morte e che senza dubbio stava cercando di portare a termine i suoi piani. Øystein iniziò a gridare aiuto e iniziò ad aggredirmi. Ma io mi difendevo con il coltello, per cui ogni suo colpo si rivelò essere un colpo inferto con il coltello al suo stesso corpo"

Durante il viaggio di ritorno a Bergen, Vikernes e Ruch avevano rischiato di essere arrestati: arrivati presso il comune di Honefoss, si fermarono in una cabina telefonica per chiamare un amico che quella sera si trovava a casa di Varg per mangiare una pizza con loro, invitandolo a tornare nella sua abitazione. Poco prima un gruppo di ragazzi aveva saccheggiato quella cabina e qualcuno, assistendo all'atto vandalico, chiamò la polizia; arrivata sul posto, una pattuglia locale ingaggiò un inseguimento con Blackthorn e Vikernes, credendo che ne fossero responsabili, ma questi ultimi riuscirono a scappare dopo una pericolosa corsa in auto prendendo l'autostrada per Bergen.
Il cadavere di Euronymous fu trovato la mattina seguente e gli indizi (sembra che avesse dimenticato sul luogo del delitto il contratto e non avesse usato guanti), uniti alle testimonianze degli appartenenti alla scena estrema torchiati da lunghi interrogatori della polizia, portarono all'arresto di Varg, il quale, riconosciuto colpevole dell'omicidio, di tre incendi e detenzione di armi ed esplosivi nonché considerato perfettamente sano di mente, venne condannato a 21 anni di carcere, il massimo della pena in Norvegia. Per curiosità va detto che prima di Vikernes si sospettava fosse stato qualcuno della scena svedese (perchè con quella norvegese stava nascendo una certa rivalità).
Inoltre Blackthorn indicò alle forze dell'ordine il lago in cui la notte dell'omicidio Vikernes aveva gettato i vestiti sporchi di sangue; tuttavia i sommozzatori trovarono solamente una maglietta totalmente priva di macchie o impronte.

Vikernes nel 1994: "Sono stato accusato di un'infinità di cose. Mi sono stati addebitati almeno quattro tentativi di rogo ad edifici religiosi. Sono poi accusato di uno assassinio di uno sporco topo comunista, poi mi hanno accusato di aver profanato alcune tombe, di alcuni furti, di detenzione illegale di circa 150 kg di dinamite ed esplosivi e poi di alcuni reati minori, come il possesso illegale di armi: una pistola, una carabina, alcuni coltelli ed altre armi da fuoco. Non credete a tutte queste accuse, si tratta soltanto di propaganda giudaica!"

Vikernes affermò che se non l'avesse ammazzato, sarebbe stato Euronymous ad ammazzare lui quindi agì per le legittima difesa.

Ihsahn: "Ho acceso la TV ed ho sentito le parole Oystein Aarseth e mi sono chiesto 'cosa ci farà mai in TV?' Ho pensato, oh merda, Vikernes l'ha ammazzato. Poi ho chiamato Samoth ed ho detto 'credo che Grishnackh abbia ucciso Euronymous'. Ero abbastanza sconvolto perchè a quei tempi lo conoscevo abbastanza bene ma la morte di Euronymous non mi ha cambiato la vita"

Samoth: "Non è stato proprio uno shock. Speravo non lo avesse fatto Vikernes perchè altrimenti sarebbero stati cazzi. La polizia ha aperto un'indagine enorme su tutta la scena in Norvegia e Svezia. La morte di Euronymous non mi ha toccato molto, personalmente. Ma a causa del suo omicidio è crollato tutto, siamo stati arrestati e siamo finiti in prigione. Andavo d'accordo con Euronymous ma anche con Vikernes. Avevo saputo che Vikernes sparlava di Euronymous e viceversa ma non volevo schierarmi"

Bard Faust: "Non pensavo Vikernes fosse così stupido da fare una cosa simile. Sapevo che c'erano dei disaccordi tra di loro ma non penso che Oystein li prendesse troppo sul serio. Varg aveva sviluppato un ego enorme, credeva di essere importante. Oystein aveva i piedi per terra. Vikernes aveva sempre dei piano per qualsiasi cosa: una notte si trattava di uccidere varia gente, un'altra di bruciare cose e poi cambiava di nuovo. Parlava sempre di bruciare le chiese"

Snorre Ruch (complice di Vikernes nell'omicidio di Euronymous): "Vikernes era invidioso di Bard perchè lui aveva ucciso un uomo. Varg non lo aveva fatto. Andava dicendo che quello che aveva fatto Bard non era questa gran figata ma nella scena le azioni di Bard esigevano rispetto. Vikernes pensava 'Bard ha solo ucciso uno stupido omosessuale, non è niente di cui vantarsi. Io non ho la coscienza sporca. Non passo le notti insonni o cose del genere. Mi spiace di essere finito in prigione però"

Hellhammer: "Erano d'accordo per andare ad ucciderlo, per cui ha avuto un ruolo nell'omicidio, anche se non l'ha accoltellato: è rimasto lì a guardare. Non sono turbato dalla sua morte. Euronymous mi stava simpatico ma il fatto che fosse comunista mi infastidiva"

Gungnir (fondatore della rivista Napalm Rock): "Ho una gran opinione di Varg Vikernes, è un uomo del Nord coraggioso e valoroso. Voleva solo liberare il suo paese pagano dal giudeo-cristianesimo. Capisco le sua azioni. Sono totalmente dalla parte di Varg e non da quella di Euronymous. La Norvegia, come il resto d'Europa, è sotto la legge giudeo-cristiana. Questa fede omicida ha costretto i nostri antenati a convertirsi ad una religione importata dal deserto. Non siamo ebrei, siamo indoeuropei e dunque vogliamo una spiritualità europea. Un uomo francese, tedesco o greco deve far riferimento alle religioni europee pre-cristiane e non a quelle a lui aliene come il giudaismo, l'islam, il cattolicesimo o il protestantesimo. Dobbiamo trovare le nostre origini e mantenere saldamente in vita le nostre radici cultural, spirituali ed etniche. Il fuoco deve bruciare eternamente. Questa fede pre-cristiana è importante per lottare contro il Nuovo Mondo e il dominio sionista. Noi osserviamo anche le festività celtiche importanti, come i solstizi, gli equinozi, Beltame e Samhain"

Dopo la morte di Euronymous, i Mayhem continuarono a registrare il loro album, De Mysteriis Dom Sathanas. La madre di Euronymous chiese a Hellhammer, il batterista dei Mayhem, di rimuovere le linee di basso che erano state registrate da Varg Vikernes. Il batterista disse che avrebbe registrato personalmente le tracce di basso, ma, a quanto dichiarato da Vikernes, non fu così: le sue parti strumentali non subirono alcuna modifica, ma fu solo rimosso il suo nome tra i crediti del disco (che poi diventerà leggendario). Sulla copertina è raffigurato la Nidarsdomen, una chiesa che avrebbero voluto far saltare in aria. A cantare c'è ovviamente Attila Csihar che sostituì Dead e poi Maniac.
Pezzi quali "Freezing Moon", "From The Dark Past", "Life Eternal", la lenta e sulfurea titletrack o "Funeral Fog", "Pagan Fears" son rimasti nella storia del genere. "Funeral Fog", tra l'altro, è ispirata ad una leggendaria località dei Carpazi denominata la "Fossa di Shurlock" che superstizioni locali descrivono come infestata da abominevoli creature. Ma in realtà bisogna citare tutte le tracce, anche "Cursed In Eternity" e "Buried By Time And Dust" per un disco che ha fatto scuola ed epoca. Sia per malvagità, sia per i ritmi infernali sostenuti da Hellhammer dietro le pelli.


I DISCHI DAL CARCERE FIRMATI BURZUM: 1996, 1997 E 1999
Come detto, il seguito di Hvis Lyset Tar Oss, uscì durante il periodo in cui Vikernes era incarcerato.
Il Black Metal degli esordi lascia spazio ad una musica più introspettiva e con parti Ambient che appunto vede la summa di tutto in Filosofem. Il disco prende il titolo dalla fanzine con la quale Vikernes collaborava e fu registrato nel marzo del 1993, ben 3 anni prima della pubblicazione ufficiale (grazie alla collaborazione tra l’etichetta inglese Misathropy Records e la Cymophane Productions, label personale di Varg). Il disco è preceduto dalla pubblicazione di una VHS contenente il video di "Dunkelheit". "Dunkelheit", brano di apertura, è maestoso e lento nell’andatura e sorretto da (pochi) riff tanto essenziali quanto efficaci, incontaminati nella loro purezza stilistica, ma decisamente più vari e maturi rispetto alle precedenti release. La voce del Conte si presenta filtrata che conferisce al timbro un sound malvagio. Altro elemento innovativo rispetto al passato è l’infittimento del contributo dei synth. "Jesus’ Tod" è un’epica cavalcata strutturata intorno ad un riff strepitoso; anche il drumming è ottimo con la doppia cassa in evidenza ed in grado di conferire una dinamica oppressiva e claustrofobica. "Erblicket Die Töchter Des Firmaments" è uno dei brani più maturi di Filosofem e probabilmente di tutta la produzione di Varg: il ritmo cadenzato ed il sound atmosferico mettono in risalto un cantato filtrato ed apocalittico, mentre le chitarre sembrano ricondotte sul motivo iniziale di "Dunkelheit".  L’album, a questo punto, si spezza in due, scindendo la parte tipicamente Black da quella più sperimentale. Le due "Gebrechlichkeit", sono caratterizzate da chitarre e synth che si fronteggiano in uno spazio privato dei rintocchi di batteria con lo straziante screaming a narrarne l’epilogo. Discorso a parte per "Rundgang Um Die Transzendentale Säule Der Singularität", episodio di puro Ambient (un ipnotico tappeto sonoro che si ripete ossessivamente per 25 minuti durante i quali emergono citazioni di nomi celebri della musica Ambient).
Successivamente nel periodo della detenzione, nel 1997 e 1999, escono due dischi interamente Folk/Ambient con influenze medievali: Dauði Baldrs (ottime "Moti Ragnarokum", la minacciosa ed oscura titletrack ed "Í Heimr Heljar" e le sue parti di batteria tipo marcia) e Hliðskjálf (questo è un disco sicuramente più maturo, dove la melodia medieval-style, tipica del primo esperimento acustico è ridotta al minimo, come nel caso della industriale "Ansuzgardaraiwo" o della fredda "Einfuhlungsvermogen"; soluzioni particolari nelle xilofoniche "Frijos Einsames Trauern", "Frijos Goldene Tranen" e "Der Weinende Hadnur"; davvero bella e toccante "Die Liebe Nerphus").


I CONTATTI CON L'EINSATZGRUPPE
Durante gli anni di prigionia, un gruppo di neonazisti chiamati Einsatzgruppe aveva tra i suoi obbiettivi quelli di liberare Varg dal carcere ma la polizia riuscì a sequestrare il materiale tra cui fucili a canne mozze, della dinamite con piccoli detonatori modello Blasting Cap ed un forziere contenente 100.000 Corone norvegesi (probabilmente dello stesso Vikernes e fatti recapitare al gruppo dalla madre). Il leader del gruppo era Tom Eiternes che aveva fondato una sezione locale del Ku Klux Klan ed era stato anche in carcere per furto ed accoltellamento in un'armeria (secondo lo stesso, la politica norvegese era controllata da un internazionale giudaica attraverso la massoneria e le Nazioni Unite da Washington e Tel Aviv, ovvero "una cospirazione giudaica che mira a distruggere la razza bianca").

Vikernes venne poi intervistato da TV2: "Noi siamo nazionalisti ed odinisti, noi rappresentiamo la verità. Considerando che la verità è una minaccia per il potere giudaico, allora si, siamo pericolosi. I ragazzi grandi si divertono con giocattoli costosi (qui c'è un riferimento agli armamentari confiscati al gruppo di neonazisti che voleva liberarlo)"

Vikernes aveva avuto contatti con il gruppo quando tramite una casa discografica inglese (la Misanthropy) aveva fatto stampare una sua maglia con logo delle SS e con la scritta "Support Your Local Einsatz-Kommando". Dopo la rapina nell'armeria, il gruppo si difese dicendo che volevano solo vendere le armi ma vennero arrestati con reati ben più gravi in quanto secondo le forze dell'Ordine si trattava di una pericolosa organizzazione terroristica che mirava ad attentati ed aveva una lista di persone da uccidere tra cui vescovi, capo della polizia di Oslo ed enti governativi. Oltre che la liberazione di Vikernes. Nelle perquisizioni in varie sedi sparse per la Norvegia vennero trovati fucili, dinamite, pistole, un Kalashnikov AK-47 ed un mitra. Il commando armato venne accusato di furto a mano armata, aggressione e cospirazione.


GLI ALTRI DISCHI DEI MAYHEM
Nel 2000 esce Grand Declaration Of War, lavoro controverso per via di un leggero rallentamento del ritmo, della presenza qua e là di alcune clean vocals e di alcuni elementi industrial e Avant-garde. Il vocalist è Maniac. I ritmi sono più lenti e le bordate elettroniche si mischiano a un estremismo sonoro nichilista. Basta ascoltare l'oscura "A Bloodsword And A Coldr Sun", i toni epici e marziali di "View From Nihil", quelli rarefatti di "Completion In Science Of Agony". Un po' più veloce la suite "To Daimonion" con la voce schizzata clean (e screaming) di Maniac a fare da sottofondo. Un disco difficile da capire e da apprezzare per i fans dei Mayhem e del Black Metal tutto.
I Mayhem dimostrano ancora una notevole energia: lo testimonia European Legions, live uscito l'anno successivo anche in versione DVD.
Nel 2003, i Mayhem tornarono a far parlare di sé per i loro atteggiamenti in sede live. 
Il 14 marzo dello stesso anno, il gruppo tenne un concerto a Bergen. Mentre stavano smembrando una pecora morta, la testa dell’animale si staccò dal coltello di Maniac e colpì alla testa un loro fan, Per Kristian Hagen, che subì una frattura cranica. La band rischiò sei mesi di prigione per aggressione ma non avvenne nulla. Nel 2004 viene pubblicato Chimera, orientato alla sperimentazione come il precedente Grand Declaration Of War. Tuttavia il disco peggiora di molto quanto visto sul precedente album, escludendo le buone "You Must Fall", "Rape Humanity With Pride" e "Dark Night Of The Soul" che presentano quella giusta dose di velocità mischiata ad un agglomerato di riff gelidi e malsani. Il disco potremmo considerarlo un "parto" del chitarrista Blasphemer, ormai leader della band. Nella titletrack si può udire il buon basso di Necrobutcher ed anche clean vocals come in "My Death". Nello stesso anno, Attila ritorna per sostituire Maniac alla voce, uscito a causa di problemi con l'alcolismo, indotto da una neonata forma di ansia da prestazione (che incise negativamente anche sullo stile vocale del cantante). Nel 2007 viene dato alle stampe Ordo Ad Chao.
Il disco ha ricevuto buoni consensi ed ha raggiunto il 12º posto nelle classifiche norvegesi, grazie ad un connubio tra parti veloci ed estreme e rallentamenti Doom, accelerazioni e melodie sinistre ed oscure. Sin dalla opener straziata ed allucinata "A Wise Birthgiver", non sfugge una produzione estremamente lo-fi e cupa. E' proprio sulla performance decisamente sopra le righe del vocalist ungherese che si fonda parte consistente della complessa architettura del disco. Le successive "Wall Of Water" e "Great Work Of Ages" lasciano invece spazio a ritmiche più serrate, grazie alla batteria di Hellhammer. "Deconsecrate" presenta un ritmo convulso e sincopato, vanno citate anche le oppressive "Illuminate Eliminate" e "Psychic Horns", permeate da una lentezza malsana, inaspettatamente frammentata da blast beats e da un riffing stravagante ed anomalo. Buona la conclusiva "Ahti".
Nel 2008 Blasphemer lascia il gruppo, dichiarando di non riuscire a vedersi nel futuro della band.
Al suo posto entrano a far parte della band nel 2009 i due nuovi chitarristi: Morfeus e Silmaeth, al momento in veste di Live Members.
Nel novembre 2009 il gruppo è stato arrestato dopo aver distrutto una camera d'albergo a Tilburg nei Paesi Bassi. Dopo la scarcerazione, i Mayhem hanno cominciato le registrazioni del loro quinto album in studio. Il disco, intitolato Esoteric Warfare esce nella primavera del 2014, dopo l'ingresso di due nuovi chitarristi (Teloch e Ghul, rispettivamente nel 2011 e nel 2012). Cover, molto old school.
Insieme ad Ordo, sicuramente uno dei migliori dischi dei Mayhem: molto Black Metal con influenze Doom e composizione "articolate". L’album si lascia amare sin dall'inizio di "Psywar": il drumming di Hellhammer è incessante nel suo veloce incedere; non è un blastbeat, è piuttosto una marcia molto spinta, contornata da riff glaciali finché un’improvvisa accelerazione rimanda direttamente come atmosfere al De Mysteriis (sia come atmosfere che come vocals). Gran canzone anche "Trinity", uno dei brani più ricchi di pathos. Le canzoni non sono di diretta assimilazione, per via di trame intricate, a tratti sconnesse o poco amalgamate al resto. Ottima anche la violenta "Pandaemon" grazie ad un Hellhammer indiavolato, "MILAB" è una malsana composizione dal sapore Ambient, "Corpse Of Care" molto variegata e dal debordante finale dove Teloch indovina una serie di riff velocissimi. Menzione infine anche per "Posthuman", brano più lungo e articolato del disco (la rapida sfuriata cede subito il passo ad Attila, che canta sul basso di Necrobutcher e su un ritmo molto lento di batteria, con la chitarra che fa capolino con riff lunghi a creare pathos per un qualcosa che sentiamo arrivare man mano che scorre il brano. Il crescendo, intervallato da blast forsennati per via dell’abilità di Hellhammer, aumenta e trova il suo apice in un riff fenomenale, scolpito nel ghiaccio in quanto a freddezza, ripetuto più volte, creando un mood misterioso, melodico). Ottima la prova di Attila.


LA FUGA DAL CARCERE DI VIKERNES: 2003
Luglio 2003, il 26 del mese, Vikernes non tornò in carcere dopo un permesso. L'evaso è stato rintracciato il giorno dopo sull'autostrada E6 attorno a Oslo. La macchina che stava guidando apparteneva a una famiglia a cui era stata sequestrata nei pressi di Buskerud.
Secondo i testimoni, Vikernes ha fatto fermare l'automobile ed ha minacciato i possessori con una pistola. Alcune fonti dicono che, al momento dell'arresto, in automobile c'era un armamentario da guerriglia: un fucile a pompa, vari travestimenti, una maschera a gas, alcuni coltelli, un computer, un navigatore e delle carte di credito. Nella fuga sarebbe stato aiutato anche da gruppi neonazisti e dal Ku Klux Klan (il movimento razzista ed antireligioso che seminava il panico nel secolo scorso soprattutto negli USA). Questi eventi hanno reso Vikernes molto popolare ed egli continua a cavalcare l'ondata di pubblicità derivatagli dall'omicidio e dal relativo processo.


L'USCITA DAL CARCERE: 2009
Il 24 maggio 2009, Varg Vikernes è stato scarcerato in libertà vigilata. Ora vive in una fattoria nella città di Bø nella contea di Telemark, sempre in Norvegia, con sua moglie e i suoi figli (si era sposato in carcere). Dopo aver in un primo momento negato un ritorno alla musica, il metal in particolare, nel 2010 ha pubblicato il suo nuovo album, Belus, che ha segnato un ritorno alle sonorità ossessive e disturbanti dei suoi primi dischi. Dopo l'intro iniziale, parte con il suo funereo incedere e l’accattivante screaming, "Belus' Død" che riporta a "Filosofem": per oltre sei minuti il riffing monocorda dell’armonia principale viene supportato dal monolitico incedere del quattro quarti. "Glemselens Elv" ha atmosfere più mistiche e sulfuree grazie alla doppia registrazione della voce durante la strofa, all’ipnotico ritornello in clean vocals e allo splendido mid tempo rallentato che pervade l’intera composizione. "Kaimadalthas' Nedstigning" si apre con un furioso blast-beat che ricorda le composizioni giovanili di Burzum, tuttavia troviamo un ritornello atipico (ancora una volta in voce pulita e supportato dalla chitarra solista). "Sverddans" è la track più diretta e ortodossa di Belus: un riff minimale basato su poche melodie angoscianti e precise, una doppiacassa perenne ed un cantato davvero infernale. "Keliohesten" prosegue con blast beat e doppiacassa. "Morgenrøde" riporta l’ascoltatore sul versante più oscuro, profondo e psicologico (incedere cadenzato della batteria, arpeggi ossessivi, melodie cupe e inaspettate di un basso sempre presente sboccano in un outro malinconico). "Belus' Tilbakekomst" è un brano strumentale, ovvero una minimale infinita riproposizione dello stesso identico riff per 9 minuti.


LA DISCOGRAFIA RECENTE DI BURZUM: DAL 2011 IN POI
Nel marzo 2011 esce un altro full: Fallen. Il disco ricalca anche il sound dei primi lavori come il precedente Belus con parti ossessive e sonorità Black Metal, per quanto non manchi di certo la melodia ed inserti Ambient. L'atmosfera è innestata su un impianto Black scarno e minimale, costruito con riff che si ripetono ossessivamente.  In questo nuovo lavoro non c'è nessuno stravolgimento radicale, rispetto alla formula di "Belus", a parte una maggiore melodia ed epicità.
A rafforzare questa scelta c'è un ricorso più frequente a vocals pulite, rispetto al ringhio satanico e ad una produzione sicuramente migliore. Ad esempio "Jeg Faller", presenta un ritornello melodico, anche "Budstikken" e la conclusiva strumentale "Til Hel Og Tilbake Igjen" sono abbastanza melodiche nell'incedere. Invece "Vanvidd" presenta parti più estreme, "Enhver Til Sitt" rimanda al passato con alcuni rallentamenti nella parte centrale. Nel maggio 2012 esce il nono album dal titolo Umskiptar. 
Il disco vuol dire appunto Metamorfosi...del vecchio Burzum non c'è più traccia: clean vocals e parti, si ossessive, ma ben lontane dagli esordi. Si tratta di un lavoro Folk Metal/Pagan. Un disco convincente a metà dove si possono citare: "Alfadanz", "Valgaldr", la drammatica e sognante "Galgviðr" (brano al limite tra Depressive/Doom) e la dilatata "Gullaldr" caratterizzata da chitarre soffuse e malinconiche. Parti Folk e quant'altro (insomma un po' quello che si era visto con i dischi usciti dopo Filosofem). Sempre nel maggio dell'anno seguente, tramite Byelobog Production viene pubblicato Sôl Austan, Mâni Vestan, decimo album, che questa volta però si allontana dalle sonorità del lavoro precedente per riprenderne altre interamente Dark Ambient ed elettroniche. Sono il piano e il synth a farla da padrone. Le melodie portanti ricordano spesso alcune esperienze passate di "Hliðskjálf". "Feðrahellir" ricorda "Tuistos Herz".  I suoni cosmici di "Sôlarrâs" e di "Heljarmyrkr" ricordano "Die Liebe Nerpus" e "Frijos Goldene Tranen". Forse l'hit del disco è la conclusiva "Solbjorg".


IL NUOVO ARRESTO PER TERRORISMO: 2013
Il 16 luglio 2013, dopo l'acquisto di 4 fucili da parte della moglie, viene arrestato a Corrèze, in Francia. Secondo le dichiarazioni della polizia francese, il musicista aveva in mente di commettere un attentato.  Infatti la polizia fece irruzione nella sua villa in cerca di armi ed esplosivi, credendo che la coppia stesse preparando una strage.  Il sospetto era nato in seguito ad alcune dichiarazioni di Vikernes, pubblicate sul suo sito ufficiale riguardo alla strage di Utøya, risalenti a pochi giorni dopo l’attentato, accaduto il 22 luglio 2011. 
Anders Breivik, l’autore del massacro, secondo lui non ha agito in maniera corretta: «I veri nazionalisti non uccidono i bambini della propria nazione, anche se qualcuno cerca di fare loro il lavaggio del cervello, come hanno fatto gli AUF (Arbeidernes Ungdomsfylking cioè la Lega dei Giovani Lavoratori, il movimento giovanile legato al Partito Laburista Norvegese, il Det Norske Arbeiderparti).  Non erano (ancora) marxisti estremisti, erano solo bambini». 
Il suo intento di riunire tutti gli estremisti di destra contro la Norvegia marxista si è quindi rivelato vano, perché così è stato solo “un aiuto per la causa degli ebrei”. 
Oltretutto Breivik è anche cristiano e Vikernes specifica nello stesso comunicato, «Il cristianesimo è una religione per i non-ebrei, creata in modo che anche questi si riscoprissero credenti del loro falso “Dio” ebreo e in modo che i pagani europei diventassero servitori e un potente strumento per gli ebrei».  Sembra però che Vikernes fosse uno dei destinatari ai quali Brievik aveva spedito spedito il suo manifesto, di 1500 pagine, per portare a termine la strage, cosa che l’artista norvegese smentisce.
Tuttavia viene poi rilasciato qualche giorno dopo in quanto le accuse vengono ritenute infondate dal giudice. Anche se, a un anno circa da quegli eventi, la vicenda sembra chiudersi con una sentenza di colpevolezza emessa da un tribunale d'oltralpe, che ha riconosciuto fondate le accuse di incitamento all'odio razziale e apologia dei crimini di guerra. La pena comminata, però, non è particolarmente gravosa: il giudice ha optato per sei mesi di detenzione (che non verranno però scontati, in quanto sono stati sospesi) e 8.000 euro di sanzione pecuniaria. Tornando alla musica, il 16 marzo 2014 annuncia tramite il sito ufficiale il nuovo album The Ways Of Yore, che viene pubblicato il 2 giugno dello stesso anno dall'etichetta Byelobog Production. Un disco che si rifà al precedente lavoro e al periodo Ambient delle composizioni da detenuto. Tuttavia, pur essendo forse più maturo, è la musica a non convincere appieno. Forse anche per l'eccessiva lunghezza delle canzoni (quasi 70 minuti di musica). Il contesto sonoro si rivela pieno di metallofoni ("The Portal"), bassi acustici, sintetizzatori ed influenze Folk, soprattutto sulle percussioni dal sapore tribale. Ottimi i cambi di tempo in "Hall Of The Fallen", la rivisitazione di "Tomhet" tramite "Emptiness" e le chitarre di "Autumn Leaves".


BANNATO DA EBAY: 2014
A fine Luglio 2014, Burzum viene bannato anche da eBay. A riportare l’indiscrezione è il portale MetalSucks.net che avrebbe ricevuto la segnalazione da parte di un lettore rimasto anonimo: pare che gli oggetti riconducibili al nome Burzum sono stati bannati dal popolare sito di compravendita online.  Quando infatti il lettore ha tentato di pubblicare un paio di inserzioni targate Burzum, è stato raggiunto dal seguente messaggio di rifiuto: eBay Offensive Material Policy
Quando è stato contattato il supporto di eBay c’è stata la conferma: dalla settimana scorsa non è più possibile vendere o comprare articoli a nome Burzum, a causa del “passato di violenza” legato a Varg Vikernes. La compagnia impiegherà del tempo a scandagliare tutte le inserzioni già pubblicate, per cui qualche oggetto rimane ancora effettivamente reperibile, ma questa a breve resterà solo un’eccezione. 
I venditori che avranno venduto oggetti di Burzum nel passato verranno a quanto pare filtrati per primi. Chiudo dicendo che l'Helvete ebbe ripercussioni anche in altre nazioni: nella vicina Svezia ed ovviamente in Germania con il National Socialist Black Metal.



Per approfondire:
Storia Del Black Metal(Helvete/Inner Circle)
La Storia di Nodtveidt e dei Dissection (Recensione Dischi)
La Storia di It e degli Abruptum (Recensioni Dischi)
La Storia degli Absurd e di Sandro Beyer (NS Black Metal)
Gaahl (Gorgoroth) Favorevole ai Roghi delle Chiese