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sabato 4 luglio 2020

La Storia Degli EverEve e Il Suicidio Di Tom Sedotschenko


"Searching for answers, my mind`s all deceit
With myself torn to fragments, my life means defeat
Where is my saviour?
Why did he leave me alone?"

Figli di un Dio minore, i tedeschi EverEve non giunsero mai al successo seppur calcarono i palcoscenici in pieno boom Gothic/Death/Doom: negli anni 90. La band si formò nel 1993 e dopo i primi demo l'esordio arriverà solo nel 1996. I territori su cui ci muoviamo sono Paradise Lost, Anathema, Tiamat, My Dying Bride, Theatre Of Tragedy, Crematory, Type O Negative, Amorphis (che a fine anni 90 cambiarono sound) ed anche band più commerciali quali gli HIM o i nostrani Svenia (autori di un unico full, "Black Heart", nell'ormai lontano 2005). Gli EverEve in realtà di dischi ne faranno diversi però otterranno un buon riscontro solo con i primi due: anche se, va detto, che rimarranno sempre lontani dalla ribalta delle band citate sopra. L'esordio "Seasons" del 1996 è un perfetto ibrido di Gothic, Doom e Metal Estremo. Le canzoni sono ben articolate e mai noiose, grazie ad una grande variabilità e fantasia. Si tratta di un concept dedicato alle stagione con sfumature Gothic.
Il vocalist Tom Sedotschenko sforna un'ottima interpretazione alternando la classica voce Gothic a tonalità molto più basse quali growl e a screaming. Il resto della band (soprattutto i chitarristi), quanto a tecnica e bravura compositiva, è decisamente sopra la media.
Già l'opener "The Bride Wears Black" mette subito le cose in chiaro con il suo refrain abbastanza orecchiabile ma troviamo anche ritmiche pesanti (Doom) come in "Autumn Leaves".
Ottime melodie di chitarra e tastiere come in "A New Winter".
Via via che dall’inverno ci spostiamo verso la primavera e l’estate, troviamo partiture più fluide e solari: ascoltare le bellissime "Phoenix - The Spring" (Black Melodico mischiato con il Gothic) e "The Dancer - Under A Summer Sky" (bellissime le parti strumentali sul finire della canzone).
"Twilight" breve intro di 1 minuto ci porta all'autunno: di "Autumn Leaves" si era già accennato, anche "Untergehen Und Auferstehen" presenta ritmiche lente e Doom.

"Sepolta sotto un ghiaccio eterno, giace l’anima piangente..."

"To Learn Silent Oblivion" è una struggente strumentale, prima veloce, poi lenta.
Il ciclo infinito delle stagione è chiuso ancora dall'inverno con la bellissima struggente "A Winternight Depression" che introdotta da tastiere si contorce lungo i suoi oltre 9 minuti scorrendo in un sofferto crescendo fino all'ultima strofa alternando voci pulite e growl con lunghe parti strumentali. Chiude "Epilogue" introdotta da sinistre campane e da un'atmosfera tragica, triste ma allo stesso tempo sognante.
Due anni dopo (1998) la band si confermò con "Stormbirds" dal punto di vista musicale ma se è possibile rendendo i testi ancora più depressi. Anche qui abbiamo grande varietà compositiva.
I 14 pezzi si muovono tra Gothic, Melodic Death, influenze sinfoniche, qualche parte elettronica ed anche Prog. I protagonisti sono i sintetizzatori, le chitarre ed ovviamente la prova emotiva del cantante che parla di lutti, nostalgia, tristezza, amori andati, disperazione, mortalità.
Ascoltate ad esempio la dolcezza del piano di "Spleen", la sognante "Escape", "On Lucid Wings", l'epica titletrack cantata in screaming e con grandi parti strumentali, l'alternanza tra clean e screaming di "The Downfall". Altre hit sono sicuramente "Fields Of Ashes" e soprattutto la triste "Martyrium".
Molto groove (forse non ci azzecca molto l'inizio della canzone con l'album) è "Universe", si muove su ritmiche lente e marziali "As I Breath The Dawn". Nel mezzo troviamo quà e là intermezzi e mezze canzoni di 1 minuto/2 minuti, sino ad arrivare alla conclusiva "Valze Bizzarre" (che dura 9 minuti, in realtà si tratta di una strumentale interrotta nel mezzo da silenzio).


IL SUICIDIO DI TOM SEDOTSCHENKO
Nel 1999 la band cambia direzione del sound infarcendolo di parti elettroniche, il vocalist Tom Sedotschenko viene allontanato dal gruppo probabilmente per dissapori tra lui e Zeissl sulla strada da intraprendere dopo "Stormbirds". L'idea del tastierista era quella di dare una maggiore impronta Dark ed elettronica ai dischi successivi. Sedotschenko, evidentemente depresso anche per via di problemi personali, si toglie la vita 6 mesi dopo (esattamente il 1 maggio 1999, aveva 28 anni).
Inizialmente si diffondono le voci che si sia buttato sotto un treno, poi che viene trovato morto nel suo appartamento (la versione più accredita è che si suicidò facendosi esplodere con una granata).
Prima di suicidarsi, il vocalist stava provando con i Weissglut che poi scelsero un altro cantante.

Weissglut: "E' ovviamente una strana sensazione quando senti che qualcuno con cui sei stato due volte nella sala prove si è ucciso. Siamo assolutamente convinti che il nostro rifiuto non sia stato il fattore decisivo della sua scelta. Ciò è stato confermato anche dalle persone che lo conoscevano e con le quali abbiamo parlato al telefono. Aveva solo enormi problemi personali che sono stati decisivi per la sua scelta"

La sua vecchia band EverEve con i quali non si era lasciato bene, sanno dell'organizzazione del funerale solo 2 giorni prima (alcuni ex membri sono impossibilitati dall'arrivare in tempo).
Havok (chitarrista degli EverEve): "Non sono del tutto sicuro della natura dei suoi problemi, ma forse erano in qualche modo correlati al denaro. Ma davvero non ne so molto, quindi ho paura di sbagliare. La gente dice che era un problema di soldi, ma so anche che c'erano problemi con la sua ragazza di lunga data. Tutto ciò, a quanto pare, ha peggiorato le cose"


IL CAMBIO DI SOUND DELLA BAND
Il terzo disco "Regret" (1999) viene rinviato a tempo indeterminato (anche se poi uscirà 5 mesi dopo e sarà dedicato alla sua memoria). Benjamin Richter è il sostituto di Tom. Buone canzoni sono "Kolyma", Dies Irae (Grave New World) e "Misery's Down". Ascoltabili anche "Fall Into Oblivion" e la semiballad "Redemption". In generale non si tratta di un brutto album ma il suono è sicuramente più commerciale ed imperniato di parti elettroniche.
La band firma per la Massacre Records per il suo album "E-mania" uscito nel 2001, a quel punto Benjamin lasciò la band. Ancora una volta c'è un cambio di sound con influenze Industrial, dove prevalgono le chitarre Hard e le tastiere perdono importanza. E' il loro nuovo batterista Martin C. che detta i nuovi ritmi nella band. Sicuramente da ascoltare l'epica "This Is Not" e la dura "Someday" con un ritornello molto orecchiabile. La voce di MZ Eve 51 sembra uscire dritta dagli anni 80. Già l'opener "Most Terrible God" delinea il sound (trascinante e veloce) che delineerà tutto il disco, buone anche "Pilgrimage", la strana "Suzanne" e "SeeTheTruth". In generale questi dischi non c'entrano niente con i primi 2 album, qualche influenza Gothic è rimasta ma qui la fanno da padrone ritmiche Industrial/Electro e band quali Rammstein, Lacrimosa o alcune cose dei The Kovenant più Industrial.
Il successivo ".Enetics: 11 Orgies Of Massenjoyment On The Dark Side Of The Planet" (2003) mischia ritmiche Industrial ed Alternative. Fin dall'iniziale "This Heart" si notano riffoni serrati e molto Metal nuovo millennio. "The More She Knows" ha influenze anche Funky. "Abraza La Luz" è abbastanza Dark. "Silver God" sembra avere qualche minima influenza con il passato Gothic della band. La malinconia Gothic esplode anche in "X-istence". Ottime "December Wounds" e "One More Day" che mischiano il Metal dell'epoca con il vecchio Gothic. L'intensa e drammatica "1951" chiude l'album.
Nel 2005 esce "Tried & Failed" che indovina alcune buone canzoni dai ritornelli molto orecchiabili quali "Forsaken", "A Scournful Love", "You're Mine" e la titletrack aggiungendo quà e là i classici ritmi dance floor (molto in voga in Germania e non solo) sentire ad esempio "Pine Oil Heaven" (prima dell'esplosione con ritornello orecchiabile) o la parte centrale elettronica di "On Thin Air".
Gli album del nuovo millennio (in particolar modo gli ultimi 3) possono piacere o meno ma sono lontani anni luce dal mood deprimente ed oppressivo dei primi 2 album e in parte anche dal terzo "Regret".

venerdì 13 dicembre 2019

La Storia Degli HIM: Accuse Di Satanismo, L'Heartagram, L'Alcol e MTV

Nati nei primi anni 90 in Finlandia, gli HIM fecero sempre parlare di loro tra fine anni 90 e nuovo millennio.
In primis per il loro nome e per presunti riferimenti al Satanismo, in secondo luogo per l'Heartagram (il loro logo).
Infine per la svolta commerciale.
Per intanto diciamo che HIM sarebbe l'acronimo di His Infernal Majesty ma secondo il leader della band Ville Valo non ci sarebbe nessun significato particolare dietro (malgrado accuse di occultismo e satanismo ma i testi confutano questa tesi).
Per quanto riguarda il loro simbolo, esso unirebbe amore e morte, gioia e dolore, vita e morte.
Il pentacolo simbolo della morte, il cuore dell'amore e il cerchio che rappresenta la convivenza. L'Heartagram, appunto.
Al di là della deriva commerciale e del loro "Love Metal", i membri della band sono sempre stati grandi appassionati di Kiss, Black Sabbath, Type O Negative ed Iron Maiden.
Nel 1995 Ville lascia la scuola e si mette a lavorare nell'attività di famiglia: il sexy shop di papà Kari, oggi una delle mete più ambite dei fans che si avventurano in terra finnica.
Riso, pane bianco e sigarette: Ville Valo viveva con poco.
La band ai tempi era già formata e composta da Ville, Linde e Mige a cui si aggiungono Antto Melasniemi alla tastiera e Juhana Rantala (Patka) alla batteria.
Da questo momento in poi nasce la prima formazione ufficiale degli HIM, la quale vedrà succedersi negli anni Zoltan Pluto ed infine Emerson Burton alle tastiere e Gas Lipstick alla batteria, giungendo così alla formazione finale.


GLI INIZI DISCOGRAFICI
Nel 1996 la band pubblica il primo EP: "666 Ways To Love: Prologue" contenente tre pezzi originali "Stigmata Diaboli", "Dark Sekret Love" e "The Heartless" e Wicked Game (cover di Chris Isaak).
Per la cover di Isaak verrà girato anche un video (una versione autoprodotta).
Ville con bicchiere di vino in mano, i  ragazzi che suonano sullo sfondo.
In seguito in Germania viene girato un altro videoclip.
L'anno successivo esce "Greatest Love Songs Vol. 666".
Ed ancora una volta il pubblico si domanda se la band sia satanista, in realtà il tutto si può riassumere con la frase "non esiste amore senza dolore".
Il disco contiene 9 tracce più quelle fantasma si arriva a 66 (sono 56 tracce "vuote" più una strumentale finale).
Si possono ricordare "Your Sweet Six Six Six", The Heartless" e la già citata cover Wicked Game".
Si tratta di un disco Gothic Metal a tutti gli effetti.
La fama degli HIM cresce sempre più in patria, fino al botto, nel 1999, quando viene pubblicato l'album "Razorblade Romance" lanciato da singoli come "Join me (In Death)", "Right Here In My Arms" e "Gone With The Sin" che raggiungono la top 20 delle classifiche inglesi, tedesche e finlandesi.
Ma vanno ricordate anche "Poison Girl" e "One Last Time".
Il sound viene leggermente ammorbidito.

Da "Join Me In Death" (1999):
Baby join me in death
Baby join me in death
Baby join me in death
We are so young
Our lives have just begun
But already we're considering
Escape from this world

Nel 2002 il disco viene pubblicato e lanciato nel mercato americano ma essendoci già una band chiamata HIM, scelgono come nome HER (Her Evil Royalty).
Ne vengono stampate solo un migliaio di copie ma visto il grande successo vengono acquistati i diritti per il nome HIM.
Tornando al 2000, pare sotto abuso di alcol, Ville Valo rischiò di cadere dal balcone di un hotel ma fu bloccato dai suoi amici.


IL GRANDE SUCCESSO SU MTV, IL LOVE METAL E I PROBLEMI CON L'ALCOL
L'anno successivo, 2001, vede la luce il controverso "Deep Shadows And Brilliant Highlights".
Il disco viene lanciato dai singoli "Heartache Every Moment", "Close To The Flame" e soprattutto "Pretending" e "In Joy And Sorrow" (di cui vengono girati anche due videoclip).

Da "In Joy And Sorrow" (2001):
In joy and sorrow my home's in your arms
In world so hollow
It is breaking my heart
In joy and sorrow my home's in your amrs
In world so hollow
It is breaking my heart

Si tratta di un disco molto orecchiabile e che grazie ai due videoclip è protagonista di molti passaggi su MTV.
Gli HIM diventano una band culto anche perchè tra fine anni 90 ed inizio nuovo millennio sono tante le band che cavalcano territori Gothic: dai Sentenced ai Paradise Lost, passando per gli Amorphis.
Anche se gli HIM infarciscono il sound di melodia mischiando musica Metal, Rock e Pop.

Da "Pretending" (2001): 
So keep on Pretending
Our heaven's worth the waiting
Keep on Pretending
It's all right
So keep on Pretending
It will be the end of our craving
Keep on Pretending
It's all right

La piena fama negli USA giunge però con "Love Metal".
Vengono estratti singoli di successo come "Buried Alive By Love", "The Funeral Of Hearts" e "The Sacrament".
Altri pezzi da ricordare sono "Sweet Pandemonium", la ballad "Fortress Of Tears" e l'anomala (per i suoi quasi 8 minuti!) "The Path".
Dal titolo di quest'album gli HIM cominceranno ad etichettare la loro proposta musicale appunto come "Love Metal".
Nel 2005 "Dark Light" (Warner Music) viene premiato con un disco d'oro negli USA: i finlandesi sono i primi della loro nazione ad aver venduto più di 500.000 copie negli Stati Uniti. Ed è anche grazie a Dark Light che i precedenti lavori degli HIM entrano nelle charts americane.
I passaggi su MTV e radio non si fermano, ciò grazie a singoli di successo quali: "Wings Of A Butterfly", "Killing Loneliness", "Vampire Heart" e "Under The Rose".
Nello stesso anno, Valo subisce un furto a Minneapolis quando era ubriaco marcio: venne scippato di carte di credito, soldi e lievemente ferito.
L'anno successivo viene arrestato per tentato omicidio (in realtà minacce di morte) nel confronti di un suo vicino e per resistenza a pubblico ufficiale.

Ville Valo: "Era un ragazzo che sparlava di me e la mia ragazza, allora sono andato da lui incazzato e gli ho tirato un calcio contro la porta. Ha aperto e gli ho detto che se avesse continuato a parlare male di me e la mia ragazza l'avrei ucciso. Gli ho dato un pugno in faccia. Questo è tutto"

Sempre per la Warner esce nel 2007 "Venus Doom".
Le canzoni come sempre sono intrise di poesia e malinconia ma in quest'album troviamo anche influenze Doom e potenza.
La realizzazione di Venus Doom coincide con una serie di problemi nella vita personale di Ville Valo: la rottura con l'ormai ex fidanzata Jonna Nygren e il suicidio di un amico, lo portano a trovare rifugio nell'alcool.
I testi e le canzoni nascono in questo clima.
Da questo album vengono estratti i singoli "The Kiss Of Dawn" (dedicata all'amico morto suicida) e "Bleed Well".
Per il resto ci sono anche citazioni letterarie (inferno di Dante) come in "Sleepwalking Past Hope" e pezzi strani quali "Song Or Suicide" (registrata in un albergo e dalla durata di 1 minuto) o "Passion's Killing Floor" (che ha fatto da colonna sonora al film Transformers).
Va citata anche "Dead Lovers Lane" con il suo bell'assolo a metà canzone.


CLINICA DI DISINTOSSICAZIONE, LA PARTE FINALE DI CARRIERA E LO SCIOGLIMENTO
Ville in questo periodo decide di porre rimedio ai suoi problemi con l'alcol, ricoverandosi in una clinica di disintossicazione.
In quel periodo comincia a vomitare e defecare sangue, non dormiva e mangiava per settimane e durante le registrazioni del nuovo disco ha un esaurimento nervoso.
Così, per due mesi, il leader degli HIM si sottopone a delle cure riabilitative in una clinica americana.
Con Valo ripulito la band riparte in tour.
Il titolo dell'album successivo è "Screamworks: Love In Theory And Practice", uscito nel 2010.
Viene registrato con Valo completamente sobrio (in realtà ricadrà nel vizio tanto da dire: "Sono un ragazzo sveglio e dormiente. Se bevo...bevo per lunghi periodi, se non bevo non bevo affatto").
Il primo singolo, "Heartkiller", esce come download digitale e poco dopo come singolo.
Il secondo estratto da "Scared To Death", uscito solo in versione digitale.
Anche per l'opener del disco "In Venere Veritas" viene girato un videoclip, da menzionare anche "Dying Song" e l'anomala (per quanto riguarda l'inizio) "In The Arms Of Rain".
In generale si tratta di canzoni brevi e dirette (tutte di circa 3 minuti), tuttavia l'album stenta a fare il botto.
La band comunque va in tour prima di scomparire nel nulla, per la prima volta dopo 11 anni viene annunciato che non parteciperà al consueto concerto di Capodanno al Tavastia.
La pausa della band continua, non si ha alcuna notizia fino al 28 marzo 2011, giorno in cui viene annunciata la fine del contratto tra gli HIM e la Warner Bros Records, con un comunicato stampa apparso sul sito ufficiale della band.
Il 13 settembre 2011, gli HIM annunciano di star lavorando a un nuovo album, ma il lavoro procede a rilento a causa di un infortunio riportato da Gas Lipstick.
"Tears On Tape" uscirà 2 anni dopo nel 2013, registrato nei Finnvox Studios in Finlandia.
Dopo appena 15 giorni l'album si posiziona al secondo posto della classifica ufficiale in Finlandia e fra i primi 10 album Rock più venduti.
Come primo singolo viene scelto "Into The Night", invero abbastanza commerciale.
"All Lips Go Blue" è invece il primo brano in uscita per il mercato americano e inglese, un pezzo dal suono robusto, con le chitarre belle in evidenza e il ritornello molto efficace e altamente memorizzabile.
Altri pezzi validi sono "Love Without Tears", "I Will Be The End Of You", la melodica e allo stesso tempo aggressiva "Hearts At War", la trascinante "No Love", senza scordarci della sabbathiana W.L.S.T.D.
Nel 2015 il batterista Gas Lipstick abbandona il gruppo per dedicarsi a nuovi progetti.
Dopo qualche concerto live, il 2016 è un anno di silenzio: i membri della band si prendono una pausa e si dedicano a progetti solisti. Viene perfino annullato l'Helldone, ma si parla di un nuovo album per il 2017.
Il 5 marzo del 2017, però, improvvisamente, durante la trasmissione radiofonica Rock Show, su BBC1, il conduttore Daniel P. Carter legge un comunicato di Ville in cui viene spiegato sostanzialmente che la band si scioglie chiuderà la sua carriera a seguito di un tour d'addio che toccherà 14 Paesi per concludersi il 31 dicembre a Helsinki, dove tutto iniziò 26 anni fa.

martedì 12 novembre 2019

La Storia Dei Sentenced: Il Pessimismo e La Morte Di Miika Tenkula

"...I am the light that shall lead you to darkness..." (da "The Suicider")

I Sentenced band finlandese formata nel 1989 dai chitarristi Sami Lopakka e Miika Tenkula (che poi diventerà noto come "King Alcohol"), e dal batterista Vesa Ranta, esordiscono come band Death Metal (prima di cambiare completamente sound con il terzo disco).
La band non amava particolarmente suonare dal vivo.
Il chitarrista Miika Tenkula non andava alle feste della band quando erano in Tour ma preferiva rinchiudersi nel tourbus o in camerino a suonare, con una bottiglia di Vodka.
Non gli piaceva stare in mezzo alla gente, al divertimento, alla confusione.

"Non abbiamo mai visto l'aspetto gioioso di andare della cosa, andare in tour per il mondo, suonare in giro e robe del genere. Anzi, l'abbiamo sempre visto come un male necessario, per poter suonare la nostra musica e registrare dischi. Quando vai in tour, fondamentalmente, esisti per un'ora al giorno.
Tutto il resto è nulla, è solo merda mentre aspetti quell'unica ora.
Mentalmente non è per nulla salutare: ti porta a bere tantissimo, il che ovviamente crea ancora più problemi. Quando torniamo da lunghi tour, siamo sempre delle specie di zombie, non capisci nemmeno se sei vivo o no"

L'esordio discografico arriva con "Shadows Of The Past" (Thrash Records, 1992), disco che si farebbe fatica credere appartenente alla band che poi raggiungerà la notorietà negli anni 2000.
Sulla copertina si può notare un errore nel titolo (chiamato "Shadows Of Past") e il logo molto Death style.
Registrato con una formazione a quattro con doppia chitarra, batteria e basso-voce, il putridume messo insieme dai ragazzi di Oulu si rivela un compendio di tutto ciò che va per la maggiore in ambito estremo in quegli anni: violenza e orrore, produzione scadente (o, se vogliamo, in media con i dischi Death dell'epoca).
Miika Tenkula e Sami Lopakka, nel ‘92, non sono ancora maggiorenni.
Violenza, cambi di tempo, rallentamenti Doom (come in "Descending Curtain Of Death") e il buon gusto nel creare riff sono già sotto gli occhi di tutti.
Taneli Jarva, bassista, arrivato proprio in occasione della registrazione dell’album, in futuro diventerà anche vocalist ma su questo debutto come su entrambe le demo al microfono c’è Tenkula, che con il suo growl dà espressione a testi ancora acerbi e ben lontani da quanto vedremo in futuro.
Non mancano degli sporadici momenti quasi Ambient, ad esempio in "Rotting Ways To Misery" o nell'intro della successiva "The Truth" dove vengono impiegate delle combinazioni di chitarra acustica e tastiere.
Ottime canzoni sono anche "Suffocated Beginning Of Life" e "When The Moment Of Death Arrives".
L’anno successivo i finlandesi tornano in studio e registrano qualcosa di abbastanza diverso.
"North From Here" (Spinefarm, 1993) è un disco, si, Death ma melodico.
Taneli Jarva, che nel frattempo è entrato in pianta stabile anche negli Impaled Nazarene, modifica la voce dal growl in un simil-screaming.
"My Sky Is Darker Than Thine" per i primi 30 secondi è una chiara anticipazione di ciò che la band si sta preparando a fare. Anche i testi compiono un grande passo in avanti (diventano più depressi e malinconici).
Grandi pezzi sono la già citata opener, "Northern Lights" (con temi naturalistici) e le track anticipatrici del prossimo futuro: "Wings" (e i suoi cori) e l'intro sinistro di "Awaiting The Winter Frost".
Migliore la produzione rispetto all'esordio.


IL PUNTO DI SVOLTA
Nel 1995, tramite Century Media, il quartetto pubblica "Amok", il grande spartiacque.
Il disco in cui la band prova ad evolversi abbandonando il Death Metal per larga parte ed aggiungendo influenze Gothic Metal, rendendo il sound più personale e riconoscibile.
Oltre al netto cambiamento di sound, la trasformazione sta avvenendo anche dal punto di vista lirico. La morte è sempre un punto cardine nella poetica della band, ma Tenkula e compagni iniziano a sperimentare modi assolutamente inediti di parlarne, cambiando completamente riferimenti.
I testi sono disperati ma si tratta di un humor nero.
Ad esempio con il capolavoro "Nepenthe" si parla della consapevolezza che moriremo tutti, canzone contraddistinta da un ottimo assolo e da una chitarra acustica (nonchè, come detto, da testi davvero Depressive).
Ad aprire il disco è però "The War Ain't Over!" canzone che si apre con delle chitarre graffianti e delle tastiere, procedendo in crescendo con un buono assolo finale.
"Phenix" è Death Melodico, segue l'ottima "New Age Messiah" canzone che si apre con delle chitarre lente e procede in un crescendo, accompagnato anche da una voce femminile molto dolce.
Ottime anche "Dance On The Graves" canzone abbastanza cattiva, "Moon Magick" e la strumentale "The Golden Stream Of Lapland".
Sempre nello stesso anno il vocalist Taneli Jarva abbandona la band e fu così che i Sentenced maturano definitivamente.


L'ERA DI VILLE LAIHIALA E IL GOTHIC METAL
Ville Laihiala entra nel gruppo nel 1996, appena tre settimane prima di iniziare le registrazioni di "Down", che per la prima volta non sono realizzate al Tico Tico, ma nei Woodhouse Studios di Hagen, in Germania.
Presente come ospite anche Vorph dei Samael.
Nel disco c’è il senso di sconforto e pessimismo che permea "Noose" (di cui è stato tratto anche un videoclip), stesso discorso per "Ode To The End", c’è lo humor nero di "Keep My Grave Open", la trascinante "Bleed" e la malinconia di "Sun Won’t Shine", forse uno dei pezzi più tristi e disperati.
Diversa invece la track finale "I'll Throw The First Rock".
"Frozen" esce nell’estate del 1998 ed è un ulteriore passo in avanti.
L'atmosfera forse è ancora più cupa, del Death non resta che un vago ricordo nei riff più incazzati ("Burn"), mentre la tristezza e lo humor nero hanno definitivamente preso il sopravvento.
Ad aprire l’album è "Farewell" che racconta di come la luce si stia spegnendo, di come il vento che una volta soffiava sotto delle ali spalancate sia ormai sopito.
"Drown Together" è un testamento d’amore in cui i due protagonisti pur di non dover affrontare la separazione scelgono di morire insieme, nelle gelide acque della terra dei mille laghi.
Forse la canzone più nota però è "The Suicider" cioè un brano che riassume tutto quanto già detto finora, ma lancia Tenkula e i suoi in una dimensione completamente nuova, quella di riuscire a sintetizzare il Rock con il Metal più il Gothic.

Da "The Suicider" (Frozen, 1998):
Well, here I am, I'm back again
From the Deadlands I descend...
back from the dead, back from The End
...I'm here to take Revenge!
Soon the deathly dusk will fall
and the Night I've waited for
...at the dawn you'll live no more
Breathing through Death... Living for Bloodshed...
I'm the Suicider dying every night and day
Killing me is not enough to make me go away
I live to kill and kill to live
And long for dying endlessly
Each time I kill I'm born again
...I have become The End
Thus I am and thus I'll die
yet another thousand times
...I am dead and I am alive

Vanno citate anche "Dead Leaves", la depressa "The Rain Comes Falling Down" e la bellissima strumentale finale "Mourn".
Il successivo lavoro in studio (2000), il sesto in 8 anni, è "Crimson", forse il disco più intimo e sconsolato mai composto dai Sentenced, assolutamente Gothic al 100% (seguendo la falsariga di HIM e Lake Of Tears ma anche Amorphis).
Per quanto Sami Lopakka dichiari espressamente che le loro vite personali non facciano così schifo come la musica potrebbe dare a intendere, è evidente che Crimson è nero come la pece.
E lo si capisce subito dal singolo (dal ritornello trascinante) "Killing Me Killing You" di cui è stato tratto anche un videoclip.
Quella tempesta all’orizzonte non lascia speranze, e tutto l’amore del mondo non potrà mai fare altro che infrangersi sugli scogli della vita, mentre i nostri affetti appassiscono. Così il vecchio protagonista del video, solo, fa visita ai suoi cari al cimitero accompagnato soltanto dal suo cane pastore, per poi andare a coricarsi un’ultima volta e raggiungere le persone cui ha voluto bene.
Sembra un inno alla speranza "Bitterness And Joy", davvero ben fatte anche "Bleed In My Arms", "Broken" e "Dead Moon Rising".
Il gusto per la melodia di facile presa, si evince nei ritornelli di "Home In Despair", "No More Beating As One" ma pure in "Fragile" e "One More Day".
Il disco è un grande successo commerciale, tant'è vero che il tour a supporto del nuovo album porta i Sentenced a suonare più o meno ovunque nel mondo. A detta del gruppo stesso, si tratta di un’esperienza particolarmente sfibrante, che li costringe poi a prendere alcuni mesi di pausa gli uni dagli altri prima di poter iniziare la stesura di nuovo materiale.
"The Cold White Light" esce nella primavera del 2002.
Dopo una breve introduzione strumentale (l’unica mai registrata in tutta la carriera) in cui le chitarre di Tenkula e Lopakka crescono pian piano, è l'arpeggio di "Cross My Heart And Hope To Die" ad aprire le danze dell'oblio.
Anche se "Brief Is The Light" lascia intravedere un filo di speranza.
"Neverlasting" ha un sound spensierato ed è presente anche una semi-ballad ("You Are The One") semplice, quasi minimale nella sua dolcezza, nel suo sprizzare amore da tutti i pori. Ma sono "Blood And Tears" e "No One There" a spiccare su tutte.
Nel 2005 i Sentenced improvvisamente annunciano la fine della propria avventura con "The Funeral Album", nel perfetto stile desolato che da sempre li accompagna.
Forse questa consapevolezza, forse la sensazione di aver raggiunto il proprio vertice, sicuramente la vita in tour, sregolata e lontana da casa, portano i Sentenced alla decisione di smettere.

"Più la nostra musica è diventata popolare e più i nostri sacrifici sono aumentati e di pari passo le nostre vite private si sono incasinate a dismisura. Alcuni di noi si sono sposati, alcuni hanno avuto dei figli e non c'è più la volontà di fare sacrifici per il gruppo"

La band finì anche nell'occhio del ciclone per la canzone dedicata agli Oulun Kärpät, la squadra di Hockey di Oulu: nel testo di "Routasydän" si parla di «sangue e onore», per alcuni un velato richiamo all’estrema destra. I cinque non gradiscono le accuse, e quando la canzone viene ufficialmente ritirata dalle partite della squadra la delusione è fortissima.
Ad ogni modo dopo 3 lustri abbondanti di alcool e disperazione con l’ennesima manciata di belle canzoni.
"We Are But Falling Leaves", "Lower The Flags" ed "Ever-Frost" sono ottime canzoni che ti aspetti dai Sentenced del nuovo millennio.
"Where Waters Fall Frozen", il risultato di una jam session cui Laihiala è arrivato in ritardo. In tutte le interviste, comunque, i finlandesi chiariscono che le ragioni che li hanno portati a prendere questa decisione radicale sono tutte extra-musicali e dettate principalmente dal logorio di una vita in tour che richiede il sacrificio di qualsiasi altra cosa.
Esaurite tutte le energie di una lunga carriera...a chiudere il cerchio è la bellissima "End Of The Road", l'epitaffio finale della loro carriera contraddistinto anche da uno stupendo assolo.

Da "End Of The Road" (The Funeral Album, 2005):
"Here we are, now lay the burden down
We're coming to the end of our road
Sorrowful yet glorious somehow
To be humming this one last ode
So calm and still... it wasn't all that bad, or was it now?
Fulfilled... it doesn't only hurt to end it now
The funeral
The memories beneath the dust of years
They seem like those of someone deceased
There's no more to be done, or hoped or feared
Just waiting for the final release
So calm…"

Il 24 novembre 2006, il gruppo pubblica un DVD dal titolo "Buried Alive" contenente il loro ultimo concerto dal vivo, tenutosi proprio a Oulu.
Da qui in poi le strade dei 5 si separano definitivamente.


LA MORTE DI MIIKA TENKULA
Vista la separazione amichevole, la speranza della reunion rimaneva sempre dietro l'angolo, fino al 18 febbraio 2009. Quel giorno in cui il destino decide di portarsi via Miika Tenkula a causa di una malformazione cardiaca congenita, appena prima dei 35 anni.
Proprio per gli eccessi della sua carriera per molto tempo si speculò su una sua morte legata all’alcolismo