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domenica 27 settembre 2020

Differenze Tra Suono Mono e Stereo: Qual è Il Migliore?

Oggi parleremo di suono mono e stereo.
In prima approssimazione diciamo che tutti gli impianti sonori sono formati da due casse.
In generale nel suono mono si ha un solo input sonoro che viene diffuso in egual misura dall’altoparlante destro e da quello sinistro.
Nel suono stereo si hanno due segnali distinti, uno per ciascun diffusore (un input per la cassa destra e un’altro segnale in entrata, distinto dal primo, per la cassa sinistra).
Il numero di altoparlanti non ha importanza per definire i due tipi di suoni, fermo restando che con una sola cassa non è possibile apprezzare la sonorità stereo.
E’ come si sarà capito il numero di fonti in ingresso che determina la tipicità del suono, mono o stereo.
Se il suono stereo prevede due fonti L ed R (canale Left e canale Right), il suono mono moderno è visto come sommatoria dei due, ossia L + R, facendo in modo che le perdite siano minime (percettibili magari con buoni impianti).
Ad esempio il brano originale di Bohemian Rhapsody dei Queen è un classico pezzo in cui si possono apprezzare le sonorità stereo, dopo circa 37 secondi o ancora nella parte dei cori "Mama mia, Galileo" a circa 3 minuti e 20 secondi.
Proprio questa alternanza di canale sta a significare che si tratta di un suono stereo, dove le sorgenti audio sono differenti per il canale destro R e il canale sinistro L.
Un’emissione sonora di tipo mono, non potrà mai generare effetti del genere.
Ovviamente questo è per fare un esempio, mi vengono in mente anche i Savatage e i loro cori sovrapposti (e in contro-tempo) presenti sul finale di Morphine Child (che sarebbe impossibile da apprezzare in mono o comunque avrebbero tutt'altro effetto).
Differenze sussistono anche tra canali radio FM ed AM, dagli anni 60 infatti si è cominciata a diffondere la modalità "stereo".
La banda di frequenze trasmesse e modulate in FM è molto più ampia della banda udibile che si ferma al massimo a 19 kHz; i trasmettitori FM quindi fino a questa frequenza (fino a 15 kHz circa) inviano il segnale mono L+R mentre dai 19 ai 53 kHz viene trasmessa la differenza tra L ed R (L-R).
Dunque nell’ascolto della radio, il suono mono è di fatto già pronto perché esce con la somma L + R, mentre il suono stereo va elaborato dall’autoradio.
Quando si riceve male una stazione radio, l’elaborazione porta ad un peggioramento dell’ascolto (con il mono si avrà maggiore potenza e chiarezza nell’audio trasmesso perché con un segnale di scarsa qualità le frequenza alte vengono perse e quindi è più facile ricevere le basse frequenze, tagliando quelle più elevate. Il suono mono nasconde questa perdita, facendo percepire un tutt’uno).
Un suono stereo dunque è sicuramente più completo e preciso di uno mono (più piatto e con meno "particolari" sonori) ma per apprezzarlo appieno, oltre a buoni impianti (cuffie comprese), è necessario un ottimo udito (oltre a mettersi in posizione centrale tra le 2 casse).
Nell’ascolto della musica, di un concerto live o di un film, l’audio stereo è quello preferibile anche perché originariamente il suono è pensato per uscire con questa modalità.
Per un talk show trasmesso in televisione o un dibattito live, l’ascolto mono è forse la soluzione migliore: ciò permette di udire un audio più netto e pulito.

domenica 13 settembre 2020

La Storia Delle Fanzine Metal Italiane e Slayer Mag Di Metalion

Dopo aver parlato delle riviste Rock e Metal italiane (da Rockerilla a Classix Metal) e di quelle inglesi (Kerrang!, Metal Forces, Sounds, Terrorizer) oggi parliamo di un qualcosa che si perde nella notte dei tempi e che per quanto spesso contraddistinte da una certa ingenuità di fondo...non sono mai state dimenticate: le fanzine.
Per prima cosa va sottolineato che siamo negli anni 80 ed Internet era ancora ben lontano dalla sua realizzazione.
Ma cos'è una Fanzine musicale?

Francesco "Raven" Gallina: "Inizialmente si trattava di recensioni scritte da fans che riportavano i propri pareri su carta, quasi sempre con uno stile che di giornalistico aveva ben poco.
Il tutto veniva battuto con una macchina da scrivere (poi inviati per posta alla fanzine), poi un responsabile aggiungeva qualche foto "reperita" dalle riviste estere (per lo più su Kerrang, Metal Hammer, etc) senza curarsi del copyright ovviamente ed inoltre aggiungeva anche una copertina col logo della fanzine quasi sempre disegnato.
Poi veniva unito il tutto con una spillatrice, fotocopiandolo nella più economica copisteria disponibile, in parte per uso pubblicitario per diffondere la notizia dell'esistenza della fanzine stessa con il passa parola"

La rivoluzione avvenne con Metal Fortess che decise dopo aver venduto circa 4500 copie in quel di Torino, di fare il grande passo: fondare la prima rivista italiana Heavy Metal regolarmente distribuita nelle edicole, quella rivista si sarebbe chiamata Inferno Rock (tiratura iniziale di 20.000 copie).
Francesco "Raven" Gallina: "Le cose funzionavano così: i redattori sceglievano in piena autonomia su chi e cosa scrivere, poi scrivevano il loro pezzo, chi come me non aveva una macchina per scrivere lo faceva a penna, lo battevano o lo facevano battere a macchina, e poi lo inviavano per posta in redazione dove, con la tempistica che tutte queste operazioni comportavano, veniva inserito nel numero della rivista che doveva uscire e poi pubblicato e distribuito nelle edicole. Nel mio caso optai per un esordio (ero già un bastian contrario) con qualcosa di assolutamente poco conosciuto come la recensione di un demo degli Agrigentini Powergame che finì sul numero 1 di Inferno Rock, e non so proprio descrivervi l'emozione che provai quando trovai la rivista nella più importante edicola della mia città e ne acquistai una copia con dentro il mio pezzo. Praticamente la portavo sempre con me, ovunque andassi"

Poi prosegue: "Inferno Rock però durò poco, i tempi erano maturi per qualcosa di industrialmente più importante, e dopo aver pubblicato ancora una intervista ai Luftwaffe, una ai Crying Steel e non ricordo cos'altro, fummo costretti a fare i conti con l'irruzione sulla scena di una realtà ultra patinata e palesemente dotata di mezzi economici enormemente superiori ai nostri: la già citata HM. Il nostro formato A4 e la qualità di stampa inferiore non erano del loro livello, la distribuzione molto più capillare e la loro possibilità di essere presenti in tutti gli eventi importanti anche esteri fece il resto. Inferno Rock fu costretta a chiudere, ma di fatto l'epoca delle riviste era solo all'inizio, non più solo copie di Kerrang d'importazione per i pochi fortunati che masticavano un po' d'inglese, ma la possibilità di comprare la propria rivista preferita direttamente in edicola così come facevano i kids di tutta l'Europa metallicamente evoluta"

Cristiano Borghi (Metal Shock, Rock Hard): "Il mondo delle fanzine è sempre stato interlocutorio: pubblicazioni fatte dai fans che finivano per circolare esclusivamente tra i gruppi stessi e qualche sparuto cultore"

Francesco "Fuzz" Pascoletti (Metal Shock, Psycho, Classix): "Il motivo per cui le fanzine italiane non hanno avuto il potere o la capacità di trasformarsi in veri magazine va oltre il fattore economico o il poco interesse dei vari editori. Molti fanzinari dell'epoca non hanno fatto scena perchè arrivavano tardi, erano a ruota delle informazioni che giungevano dalla stampa Rock o underground straniera e purtroppo c'era una venerazione cieca nei confronti del Metal e dei suoi eroi...che purtoppo va bene nei discorsi da bar o dentro la tua cameretta ma sulla carta non funziona"

Principali fanzine italiane:
-Inferno Rock (di Torino)
-Metal Fortress (di Torino, oggi Francesco "Raven" Gallina è tra i redattori di Metallized)
-La Luna Metallika (di Roma, con Paola Ceci)
-Metal Underground (con Sandro Buti di Flash, Metal Hammer e Metal Maniac)
-Metallo (di Napoli, con Alessandro Massara di Rockerilla e Metal Shock)
-Heavy (di Pavia)
-Metal Militia (di Roma)
-Metal Gods (di Roma)
-Fireball (di Padova)
-Metal City Rock (di Firenze)
-Metal Caos (di Milano)
-SlaughterMouse (di Torino)
-Thorr (di Parma)
-Tanathography (Stefano Longhi di Metal Hammer e Grind Zone)
-Danza Macabra (Fabban di Metal Shock)
-DeLiberatis Mente (Angelo Mora di Metal Hamer)

Altre che vanno citate sono Metal Thunder, Blowing Thrash, Italian Metal Legions, Master Of Disaster, Sentinel, The Warning, Steel Realm, Metalmania, Alta Tensione, Head Banger.


SLAYER MAG E JON METALION KRISTIANSEN
All'estero però le fanzine erano ancora più professionali (anche se ugualmente Underground).
Si possono ricordare alcune storiche quali: Slayer Mag (di Jon "Metalion" Kristiansen) e SEPCTICzine di Dennis Tentic.
Ma anche Banzai, The Plague, The New Heavy Metal Revue, Book Of The Dead, The Book Of Armageddon, Midwest Metal, Violence Zine, Metal Mania, Censored Heavy Metal, Sheet Metal, Whiplash, Powerline, Amplified Assault, World Metal Report, Headbanger, Suck City, Teenage Depression, etc
Impossibile citarle tutte.
La norvegese Slayer(primo numero nel 1985) in particolare fu fondamentale per la diffusione del Metal Estremo (soprattutto Black Metal), fra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90.
Metalion divenne amico dei vari Euronymous, Jon Nodtveidt, Faust, Tomas Lindberg, Samoth, etc
Armato di carta, macchina da scrivere, penne, colla e francobolli, Metalion confezionò e diffuse Slayer Mag (e il suo precursore Live Wire) per oltre due decenni: quasi mai a intervalli regolari, ma sempre con la medesima competenza e passione.
Si devono infatti a lui le primissime recensioni e interviste a band quali Bathory, Mayhem, Nihilist/Entombed, Darkthrone, Emperor, Dissection, etc
Lo stesso, proprio per via dei legami con questa gente, verrà coinvolto involontariamente con la cronaca nera dell'Inner Circle e gli incendi di chiese.
Ad esempio il concerto dei Mayhem a Sarpsborg (il 28 febbraio del 1990), finito poi sul live-bootleg "Dawn Of The Black Hearts" (con il corpo del suicida Dead in copertina) fu organizzato proprio da Metalion.
I Mayhem all'epoca non avevano ovviamente neanche un full all'attivo.
Metalion era praticamente coetaneo di Euronymous (i due si passavano appena 10 mesi) e grande appassionato di Metal Estremo sin dai primi anni 80 (quando aveva 14/15 anni, essendo del 1967) ovvero di Bathory, Celtic Frost e, soprattutto, Venom.
Tutte band straniere e non scandinave (in Norvegia si ascoltava ben altro ai tempi).

Metalion: "Questo è il sangue che scorre nelle mie vene, questo è il mio destino...non ci sono alternative, solo devozione totale!"
Metalion racconta di come l’unico modo per conoscersi tra metallari all'epoca fosse ai concerti.
E fu così che Jon conobbe Øystein Aarseth "Euronymous", proprio ad un concerto dei Motorhead.
 Assieme incisero addirittura una demo di 12 minuti, sotto il monicker Checker Patrol, dal titolo "Metalion In The Park", nel quale Jon, pur non essendo né un cantante né un musicista, presterà la sua voce per la title track.
Ma, come detto, il colpo di genio di Kristiansen fu la creazione della fanzine "Slayer Mag" che riuscì a far parlare di sè, in Norvegia e all’estero.
I Mayhem ovviamente furono i primi della lista.
Dopo la registrazione del demo "Pure Fucking Armageddon" (1986) diventarono di fatto i leader della nascente scena.

Metalion: "PFA era molto più estremo di qualsiasi cosa; il sound era davvero primitivo e brutale. Non potevi ascoltare nulla di più estremo"

In seguito arrivò l’EP "Deathcrush" (1987).
Se lo stile cominciava a delinearsi, ciò che ancora mancava era l’immagine, il look. Ancora una volta Metalion fu il testimone oculare del cambiamento esteriore di Aarseth e soci che agli inizi si vestivano normalmente: capelli neri, giacche di pelle, vestiti neri.
Ma ben presto anche questo cambiò: Euronymous cominciò a interessarsi al make-up e soprattutto al corpse paint.
Euronymous s'ispirò ai Sarcofago, band Thrash/Proto Black brasiliana che proprio in quel 1987 diede alle stampe il suo primo full lenght, divenuto cult, "I.N.R.I.".
Metalion: "Era ossessionato dai Sarcofago. Perché indossavano un sacco di borchie e il corpse paint. Diceva che ogni band voleva fosse così, perché era davvero contrario alla moda del Death Metal che arrivava dagli States e dalla Svezia. I gruppi Death suonavano dal vivo indossando delle tute da jogging e lui era davvero contrario a questo genere di cose"

Dopo di ciò, Euronymous cominciò ad adottare il make up e le borchie, imponendolo come modello per tutti. Impose anche lo stile musicale, visto che band come Darkthrone ed Immortal cambiarono sound dal Death al Black.
La stessa cosa è successa agli Emperor: avevano un gruppo che si chiamava Thou Shalt Suffer che faceva Death, poi cambiarono nome in Emperor per fare Black.
Tutta la scena norvegese comunque si basava su Euronymous. Li convinceva di cosa fosse giusto e cosa sbagliato. Diceva sempre quello che pensava, del seguire i propri istinti a quello che era veramente il Black come il corpsepaint e le borchie, adorare la morte ed essere estremi.
E’ questo ciò che diceva a tutti.
Metalion conosceva tutti o quasi i Blacksters della scena di Oslo, li aiutò a prendere coscienza di sé come gruppo, come persone accomunate da uno scopo: quello di creare, come detto, una scena originale. Andando oltre quello suonato da Venom, Bathory, Celtic Frost e la scena Death Floridiana (considerata moderata e da fighetti).
Da tutte le città e paesi della Norvegia i fan di questo nuovo terrificante suono prendevano contatti con Oslo, per lettera o per telefono.
Jon fu testimone anche dell’incontro tra Vikernes ed Aarseth: Varg non lo conosceva ancora nessuno, anche se aveva appena prodotto il suo disco d'esordio (l'omonimo).
Euronymous lo ascolta. E ne rimane estasiato, perché è estremo ed originale.
I due diventano immediatamente amici.
Visto che Euronymous gestiva un negozio di dischi (Helvete) ed una label indipendente dal 1989 (Deathlike Silence Productions) mise sotto contratto Burzum (che entrò anche a far parte dei Mayhem).
Il resto (incendi, omicidi, etc) è noto, ciò che mi preme sottolineare qui è che venne creata la musica e la scena più estrema di sempre.
Chissà se tutto questo senza Jon "Metalion" Kristiansen e la sua fanzine Slayer Mag...sarebbe stato possibile.
Per una lista di fanzine: Fanzine Rock & Metal

giovedì 3 settembre 2020

La Storia Dei Gorephilia e Il Suicidio Di Henri Kuula "Nemesis"

Oggi parliamo dei Gorephilia, un'ottima band finlandese Death Metal in rampa di lancio o almeno lo era prima del suicidio del leader Henri Kuula (Nemesis).
Suicidio, tra l'altro, annunciato in diretta su Facebook. Purtroppo ormai i social permettono questo ed è vero che ci consentono di avvicinarci a gente irraggiungibile (sia per distanza geografica che per notorietà) però questo li rende molto più umani e meno "senza compromessi" come lo erano negli anni 90.
Parliamo di una band underground? Sicuramente non dei Deicide o dei Morbid Angel che furono però questi Gorephilia avevano il loro perchè, sino al suicidio di Nemesis a fine 2018.
La band nasce nel 2007 e dopo alcuni demo giunge al full con "Embodiment Of Death" del 2012.
La formula è quella dei Demigod e dei Morbid Angel che furono: un Death con rallentamenti ed accelerazioni più spruzzate d'influenze Dark ed Horror; un disco spiccatamente anni ’90 nella forma e nei contenuti.
Basta ascoltare "Pantheon In Flames" per capire dove si andrà a parare: ritmi velocissimi, prima di rallentamenti mortiferi sui 3 minuti e nuova accelerazione finale.
"Exist To Suffer", "Saints Without Souls", "Gods Stand Aghast" andrebbero ascoltate senza se e senza ma. Come detto parliamo di un disco che non inventa niente ma con un buon songwriting e un'ottima sezione ritmica (grazie soprattutto al batterista Tommi Makkonen Viherialehto e al bassista
Tami Luukkonen).
"Vision Of Hell" chiude degnamente un platter che non inventa niente (l'ombra dei Morbid Angel aleggia su tutto il disco) ma si lascia ascoltare con piacere.
Cinque anni dopo, nel 2017, grazie all'ottima Dark Descent Records esce "Severed Monolith".
Anche qui il suono di batteria è debitrice di "Blessed Are The Sick" e "Domination" con però un nuovo batterista: Kauko Kuusisalo (poi andrà agli ...And Oceans). La voce gutturale di Nemesis ed il basso di Luukkonen sembrano provenire direttamente dall'inferno.
I testi neanche a dirlo riguardano disperazione, violenza e morte però con spruzzate spaziali/fantasy.
Visto quello che poi succederà a Nemesis, il testo di sotto potrebbe già essere una dichiarazione d'intenti.

"Interplanar" (da "Severed Monolith", 2017)
A noose that leads to another world
Fastened tightly around my neck
My faith, my only way to you
In the grip of your cold fingers
Awoken by the shivering wounds
Something straightens my broken neck
I pierce the sky with my eyes
No trace of your poison in sight
Now truly left in total solitude
In the mists of a desolate waste
A slave breaks down in apathy
But a god needs no one
A child strangled by his navel cord
Clawing his way through the womb
This will be the day of his birth
This will be the birth of a god

L’artwork ben descrive la cattiveria di canzoni quali la strumentale e sinistra "Words That Solve Problems", "Harmageddon Of Souls" o "The Ravenous Storm". Altri grandi canzoni sono la lenta "Black Horns" e la disumana "Return To The Dark Space".
Il disco è chiuso dall'ottima "Crushed Under The Weight Of God", anche qui i rallentamenti riportano ai Morbid Angel, tuttavia alcuni tratti (batteria soprattutto) riportano anche gli spaziali Thorns.
Quasi 10 minuti per un pezzo davvero claustrofobico.
Se questa band fosse uscita negli anni 90 sarebbe stata nell'olimpo della scena, essendo arrivata con oltre 20 anni di ritardo non si può che parlare di buona musica anche se derivativa.
Sicuramente però se non avete gradito i nuovi Morbid Angel, si può ripartire da qui.


IL SUICIDIO DI NEMESIS
Il 3 dicembre 2018 è comparso questo stato di Henri Kuula in arte Nemesi:

"Mi dispiace per quelli che ho incontrato e conosciuto. Mi sono drogato troppo ed alcolizzato nei migliori 10 anni della mia vita. Ho rubato ai miei amici e sul posto di lavoro. Ho trascurato la mia famiglia e i miei amici per drogarmi. Ecco perché sono stato così distante. Ho abusato di donne con il mio status di "musicista", più di una volta. Questo è stato per coprire le mie incapacità di uomo.
Questo percorso e il mio coinvolgimento con droghe, alcol, tabacco e simili devono finire.
Mentre molti di voi mi tengono in grande considerazione come persona, io non sono una brava persona, e dovrei essere evitato a tutti i costi.
Essendo merdosa come vita, non prenderò mai parte a un progetto o band Black Metal e sarò costretto ad evitare la scena e le persone in essa. Non ho la forza di volontà per fare Black Metal, e non l'ho mai fatto. Mi sto comportando come non vorrei fare da molto tempo. È ora di finirla adesso.
Addio"
Messaggio della band: "Con il cuore pieno forniamo la peggiore notizia ai nostri amici e fan. Henri, il nostro cantante e amico di vecchia data, è morto. Si è suicidato lunedì sera, 3 dicembre, dopo anni di lotta con problemi vari. Henri aveva una personalità davvero unica, che avrebbe sicuramente lasciato un'impressione duratura su tutti quelli che incontrava: era un caro amico e un ragazzo loquace. Un vero amante della musica. Come nostro frontman, la sua voce unica nel suo genere, presenza scenica e testi saranno ricordati con affetto.
Rest in Peace
Henri Emil Kuula (1989-2018)"

"Crushed Under The Weight Of God" (da "Severed Monolith", 2017)
Come, Death
Give me what life could not
Come, Death
Give me closure
Come, Death
Give me what life could not
Come, Death
Give me a conclusion

lunedì 17 agosto 2020

Musica Metal e Testi Satanisti? Arrestati Gli Arsames

Gli Arsames in questi giorni sono passati agli onori delle cronache per essere stati arrestati.
Si tratta di una band Death Metal iraniana (loro la definiscono New Wave Of Persion Death Metal) con base a Mashhad. Formati nel 2002 da Ali Madarshahi (ad oggi l'unico membro originario rimasto). Il nome della band, Arsames, deriva da uno dei re dell'impero persiano (dinastia achemenide).
La band suona Death nonostante sia illegale in Iran, inoltre sono considerati satanisti dal governo.
Il gruppo ha comunque suonato a Dubai, in Armenia e Turchia.
Il loro singolo di debutto fu "Adiposere" nel 2005, invece il debut album "Immortal Identity" risale al 2010. Per la titletrack è stato girato anche un video.
Il disco è introdotta dall'ottima strumentale "Gates Of Persia" che inizia con un intro sinistro orientale (molto Nile), prima di esplodere nella sua violenza con "Cyrus The Great" che si chiude con ottimi arpeggi, assoli puliti ed ottime parti di batteria.
Ottima anche la titletrack, quasi sempre cadenzata, mai veloce. La successiva "Homo Sapiens" nella parte centrale contiene degli stop n'go e velocissimi assoli. "Dooms Day" è un po' anonima nella prima parte ma si chiude con buoni parti di batteria (che ricordano un po' il finale di Devil's Island dei Megadeth). La successiva "Monotheism" è aperta da un buon riff, da un rallentamento con tanto di assolo con melodia orientaleggiante e da buone parti di batteria. Altro ottimo riff quello di "Testament Of The King" chiusa da un assolo di basso ben udibile. La penultima "Xerxes" parte con un ritmo relativamente veloce, dopo l'assolo pulito centrale, la parte iniziale si ripete. Sicuramente tra le migliori dell'album. Chiude l'album "Persepolis" aperta da melodie orientali che poi si trasformano in assoli e dal vero pezzo che chiude degnamente l'album.
L'anno successivo è uscito l'EP "Persian Death Metal Tribute To Warriors Of Metal" dove la band coverizza "Phobia" (Kreator), "Roots Bloody Roots" (Sepultura), "Polarized" (Carcass) e "The Pursuit Of Vikings" (Amon Amarth). Presente anche una riedizione di "Testament Of The King". Quantomeno curiosa la scelta delle tracce (presi da periodi non certo eccezionali delle band coverizzate).


L'ARRESTO
Il governo iraniano ha continuato per anni la sua crociata contro le band Metal della nazione, cercando di censurarle ed arrestarle per la musica suonata e i testi.
Toccò nel 2016 prima ai Confess, accusati di blasfemia, pubblicità contro il sistema, registrazione di musica satanica, concessione di interviste proibite a testate straniere, testi antireligiosi, atei, politici, anarchici e poi per formazione di band illegale e clandestina. I suoi membri risiedono attualmente in Norvegia, dove hanno ottenuto l'asilo, e potrebbero non essere più in grado di tornare a casa: l'anno scorso, il tribunale di Teheran ha condannato i membri della band a un periodo di 14 anni e mezzo di reclusione, con frontman Anche Nikan Siyanor Khosravi condannato anche a 74 frustate.
Ad inizio agosto 2020, sono stati arrestati anche i membri degli Arsames.

"La band Arsames è stata arrestata e condannata a 15 anni di carcere per essere una band metal satanica e contro il governo islamico"

Secondo Metal Injection i membri della band dopo essere stati arrestati, hanno pagato la cauzione e sono usciti di prigione, in attesa dell'inizio del processo.

domenica 2 agosto 2020

La Storia Dei Broken Hope: Il Suicidio Di Joe Ptacek e La Morte Di Ryan Stanek

Sebbene non siano mai riusciti a raggiungere il livello di band di elite che poi avrebbero diffuso il Death Metal a scala mondiale, i Broken Hope furono molto rispettati nel sottobosco underground durante il grande boom del Death Metal floridiano dei primi anni '90. Essendo attivi già dal 1988 parliamo di pionieri di questo genere musicale, anche se non venivano dalla Florida ma dall'Illinois (Chicago). Tra il 1991 e il 1999 registrarono ben 5 full. La formazione iniziale comprendeva Joe Ptacek (voce), Jeremy Wagner (chitarra ritmica), Brian Griffin (chitarra solista) e Ryan Stanek (batteria). I testi della band ruotano sul Gore, morte, anti-religione e Splatter in generale.
Furono messi sotto contratto dall'allora nascente Grindcore/RedLight Label registrando il loro album di debutto, "Swamped In Gore". Questo fu anche il primo disco Death Metal ad essere stato registrato completamente in digitale. L'album inizia con "Borivoj's Demise", classica accordatura bassa, batteria che sembra provenire da un'oscura caverna. "Incinerated" presenta un Brutal vecchia scuola: con buoni riff e ritmiche, nonchè variazioni alla voce. Il basso si fa sentire meglio all'inizio e durante la titletrack, "Dismembered Carcass" è un'esplosione che abbaglia l'ascoltatore con varie descrizioni sia testuali che musicali della decomposizione di un cadavere smembrato. "Devourer Of Souls" inizia lenta prima di una accelerazione brusca e repentina e si conclude con un ottimo finale grazie alle vocals.
Vanno citate anche "Gobbling The Guts" e la malata "Cannibal Crave": veramente distruttive.
Dopo l'uscita di Swamped In Gore, furono messi sotto contratto dalla Metal Blade Records (che duole ricordare che ai tempi era molto più underground), che pubblicò il loro secondo album, "The Bowels Of Repugnance", nel 1993. La furia cieca e il grezzume sono presenti anche nel secondo disco, a parte una buona intro "Repugnance". Poi parte "The Dead Half" che si sente nettamente che influenzerà poi il Gore di fine anni 90. Ma in realtà gran parte del disco è basato su vocals gutturali: rallentamenti ed accelerazioni, come nella folle "Coprophagia". "She Came Out In Chunks" presenta anche un buon assolo con addirittura aperture melodiche. Buona anche la strumentale che spezza un po' i ritmi, prima di tornare a fare sul serio con "Hobo Stew" e i suoi rallentamenti (oltre che buoni assoli). Ottime anche le malate "Decimated Genitalia" e "Preacher Of Sodomy" (molto bella la finale "Felching Vampires" sorretta da un riff Thrash molto Bay Area). Il disco poi un po' si perde, anche se il canovaccio rimane sempre lo stesso. Va sottolineato che però per la sua breve durata (31 minuti) il disco non annoia e va ascoltato nella sua interezza. Sono presenti buoni riff ed arpeggi, quà e là.
La durata media oscilla da 1 minuto a poco più di 3 minuti. Il terzo album della band, "Repulsive Conception" del 1995 , raggiunse il Metal Top del CMJ New Music Monthly 25 chart. Effettivamente in questo album gli intermezzi melodici e gli arpeggi sono ancora più presenti e va sottolineato che s'incastrano più o meno bene tra una ritmica e l'altra (in media le canzoni sono più lunghe qui). Ottima la tecnica di base. Certo anche qui ed un po' come prerogativa del genere, il basso non è molto udibile.
Viene girato addirittura un video per "Into The Necrosphere". Nel disco, neanche a dirlo, sono narrate storie con testi assurdi quali "Engorged With Impiety", "Erotic Zoophilism" e "Penis Envy".
Oltre ovviamente alle classiche tematiche Splatter come in "Chewed To Stubs", "Pitbull Grin" e "Freezerburnt". "For Only The Sick"è davvero una gran canzone, le strumentali sono "Swallowed Whole", "Essence Of Human Pain" ed "Imprimus Obscurity". A chiudere l'album una cover di un classico dei Twisted Sister "Captain Howdy". Il quarto album fu "Loathing" del 1997, un album che esplora argomenti come la necrofilia, il feticismo, malattie infettive e la blasfemia.
La prima cosa che balza all'occhio è la grande produzione. Ogni strumento suona perfettamente nel mix e ha il suo peso per tutta la durata dell'album. La band combina molto bene tutti i suoi riff e la voce gutturale bassa producendo un suono molto originale. Le voci di Joe Ptacek sono molto basse ma allo stesso tempo molto potenti. Il batterista Stanek rimane una forza della natura.
Gli assoli sono lenti ed oscuri. Canzoni quali "Siamese Screams", "I'am God", "High On Formaldehyde" ed "Auction Of The Dead" sono davvero formidabili.
Poi ci sono canzoni con testi davvero allucinanti, come "He Was Raped":
"He supposedly pardons us for every sin
But can Jesus forgive those who desecrated his body?
Incarcerated inside a Roman prison
Jesus would soon find His feminine side
They parted his buttocks like the Red Sea"

O come quelle di "Reunited":
"I had to intimately feel her once again
I dig deep into my mothers sepulcher
Her cold, dead flesh soon stirs my lust
Stiffened legs spread to be fucked
My undying live, a son’s sick obsession.
With each stroke of my penis inside
Mommy, sweet mommy I scream as I ejaculate
Her flesh, healthy semen conditions her dry, rigid femme canal
Pleasure short lived
For when I pull out of the disinterred fuck
The smell that was created could sicken the dead"


RYAN STANEK CACCIATO DALLA BAND PER TRUFFA
Il batterista fondatore della band Ryan Stanek, dopo "Loathing", venne espulso dalla band per aver (incredibilmente) truffato fans e compratori. Sostanzialmente riceveva pagamenti per il merchandising dei Broken Hope mai in cambio non inviava niente. Poi utilizzava i soldi per proprio tornaconto personale.


IL QUINTO ALBUM E LO SCIOGLIMENTO
La band si trasferì poi sotto l'ala protettrice della Martyr Records per il loro quinto album, "Grotesque Blessings", pubblicato nel 1999. L'opener "Wolf Among Sheep" è sorretta da un ottimo riff e ritmiche davvero spacca-ossa. Salta però subito all'occhio che la produzione non è granchè soprattutto per via di suoni della batteria poco convincenti. Ottima "Necro-Fellatio", che con i continui botta e risposta tra chitarra e basso si rivela una delle hit dell'album. Quasi Doom per via delle ritmiche "Internal Inferno", altra buona canzone è "Earth Burner". Inutile dire però che la partenza del batterista Stanek si sente eccome. Poco dopo anche il vocalist Ptacek abbandonerà la band (fu Scott Creekmore a sostituirlo negli show dal vivo a supporto del disco). La band da lì a poco si dissolve e scompare nel nulla.
In un'intervista del 2007, Wagner spiegò che furono diversi i fattori, tra cui problemi interni e la mancanza di supporto in Europa da parte della Metal Blade.


IL SUICIDIO DI JOE PTACEK (2010)
Il 20 gennaio 2010, il cantante storico Joe Ptacek si è suicidato. Aveva 37 anni. Si sparò un colpo di pistola alla testa.
Jeremy Wagner: "È con profonda tristezza e shock che riporto che il mio amico ed ex compagno di band, Joe Ptacek, è morto. Joe fu mio amico dai tempi del liceo e formò una band Death Metal con me chiamata Broken Hope. Abbiamo sempre sognato di pubblicare album e girare il mondo. Dopo il diploma, abbiamo realizzato molti di quei sogni e pubblicato cinque album, suonati in tutto il mondo, comparendo su innumerevoli riviste internazionali, facendo un video per MTV. Eravamo su Metal Blade Records e abbiamo incontrato tutti i nostri eroi e ci siamo esibiti ovunque... Non male per due adolescenti di Wildwood, Illinois. Dopo il 2000, Joe e io ci siamo persi di vista fino a pochi anni fa. Negli ultimi mesi, ci siamo risentiti, siamo andati in giro e siamo diventati nuovamente amici. Avevo appena parlato con lui ad inizio anno per riportare in vita i Broken Hope.
Fino agli ultimi giorni, Joe era positivo, sano e aveva un atteggiamento maturo ed umile che mi ha fatto felice di vedere. Sono grato di averlo conosciuto nella mia vita, di aver viaggiato per molti chilometri e di aver condiviso molti palcoscenici con un personaggio così originale. Inoltre, sono grato di averlo abbracciato e di averlo fatto sorridere l'ultima volta che eravamo insieme. Perché abbia scelto di togliersi la vita, non lo capirò mai, ma prego che ora stia in un posto migliore.
Quindi, a tutti voi fans del Metal Estremo, chiedo di fare un brindisi in memoria di Joe Ptacek, l'assoluto, senza dubbio il vocalist Death Metal più brutale!
Joe, ti amo e mi mancherai, fratello...Il tuo amico (che hai chiamato affettuosamente, Peck)"


LA REUNION
La band si è riunita nel 2012 con i vecchi membri Shaun Glass e Jeremy Wagner e i nuovi Mike Miczek e Damian Leski, suonando un tour in Nord America con Obituary, Decrepit Birth, Jungle Rot ed Encrust. "Omen Of Disease" è stato rilasciato il 27 settembre 2013 tramite Century Media Records .E' come detto Damian "Tom" Leski dei Gorgasm a sostituire Joe Ptacek al microfono.
Jeremy Wagner e soci provano sostanzialmente ad accontentare un po’ tutti, mettendo insieme la furia cieca degli esordi dei primi due dischi, qualche velleità tecnica in odore appunto di "Loathing" e alcuni spunti più moderni. Ottima la produzione. Assolutamente da ascoltare la cadenzata e sinistra "Womb Of Horrors", la moderna e tecnica "The Flesh Mechanic", la tecnica e piena di blast beat "The Docking Dead" e "Predacious Poltergeist". Il disco, malgrado qualche passo falso, è buono e non annoia, anche per la sua breve durata.


CACCIATI DA UN TOUR DEI DEICIDE
La band fu cacciata da un tour dei Deicide nel 2013 ad El Paso (Texas).
Fu uno show molto particolare, visto che un fan con una lama aggredì gli spettatori.
Jesus Ortega venne arrestato con l’accusa di aver ferito in maniera grave alcuni spettatori procurando loro tagli all’addome, al capo e al collo. Durante la stessa serata, i Broken Hope, per non precisati motivi vennero estromessi dalla scaletta, la decisione venne imposta da Glen Benton in seguito ad alcuni problemi sorti fra le due band. A dire di Wagner vennero espulsi perchè a Benton non andavano giù alcuni effetti usati dai Broken Hope e poi per via della strumentazione che le due band si passavano. Benton poi avrebbe anche minacciato Shaun Glass.


LA MORTE DI RYAN STANEK (2015)
L'ex batterista della band, Ryan Stanek, è morto in Wisconsin il 1 marzo 2015, all'età di 42 anni.
Probabilmente per un attacco di cuore. Cacciato dalla band a fine anni 90 (pur essendo stato tra i fondatori), Stanek lavorava come sviluppatore IT senior e risiedeva a Salem.
Wagner: "Sono rimasto sbalordito dalla notizia della morte di Ryan e non ci credo ancora. Sebbene Ryan e io non ci parlassimo così spesso da quando si è separato dai BH molti anni fa, ci siamo sentiti una volta ogni tanto e ci siamo sempre augurati reciprocamente le migliori cose per qualunque sforzo stessimo facendo. Ryan era un uomo di talento estremo. Quando ci siamo incontrati per la prima volta, era il migliore batterista Metal in un raggio di 100 miglia; Joe Ptacek e io abbiamo avuto la fortuna di avere questo fantastico drum-boy nella nostra band! Ryan ha co-fondato i Broken Hope con Joe e me. Eravamo il nocciolo...solo noi tre, all'inizio, tutti al liceo. Ryan ha anche disegnato il primissimo logo, che era un "logo circolare" che abbiamo usato sui nostri primi volantini e come sfondo. In tutto ciò, i talenti artistici di Ryan sono andati anche oltre la batteria e il disegno, avendo anche suonato incredibilmente bene la chitarra acustica, scrivendo alcuni dei segues nei precedenti album dei BH, contribuendo con le sue parti liriche sull'album "Swamped In Gore" e anche, Ryan divenne un vocalist nel suo periodo post BH in altre band. Ryan ha posto le basi per il drum-Death Metal quando abbiamo registrato "Loathing". In particolare, la traccia, "Siamese Screams" è una canzone che misura il valore di ogni batterista se può suonarla al livello originale di Ryan.
Se ho qualche rimpianto, è che non ci siamo più sentiti, specialmente dopo la morte di Joe, ma sto sperando che capisca come molti di noi vivano nell'illusione che vivremo per sempre e ci ritroveremo tutti lungo la strada più avanti. Sfortunatamente, Ryan è partito troppo presto...
Se riesci a sentire le mie parole qui, per favore sappi che non ti dimenticherò mai...hai arricchito e cambiato la mia vita in meglio, i BH non sarebbero mai esistiti senza di te, e soprattutto: sono estremamente grato di averti conosciuto come il mio "amico" quando eravamo giovani, e anche l'ultima volta che abbiamo parlato. Se esiste il paradiso, vorrei che tu vivessi bene, Ryan...e immagino che tu e Joe vi siate incontrati e che vi stiate divertendo. Tanto amore ... Jeremy"


IL PROSEGUO DELLA CARRIERA DELLA BAND
L'ultimo album dei Broken Hope intitolato "Mutilated And Assimilated" viene rilasciato il 23 giugno 2017. Nel disco sono presenti rallentamenti acustici molto interessanti. La strumentale "Beneath Antarctic Ice" sembra provenire da un film horror. Degno di menzione il groove di "Meek Inherit Shit", il drumming selvaggio di "The Bunker", i ritmi marziali della title-track, la Brutal contraddistinta da ottimi arpeggi "Malicious Meatholes", gli schiaccianti breakdown di "Carrion Eaters". Buone anche "The Meek Shall Inherit Shit" e "Hells Headpuppers".

sabato 18 luglio 2020

I Marillion Di Derek Fish e L' LSD Che Ispirò Misplaced Childhood

Gli inglesi Marillion si formarono ad Aylesbury nel 1979 grazie al chitarrista Steve Rothery. La lineup comprendeva anche Mick Pointer (batteria), Brian Jelliman (tastiera). In seguito nel 1981 si unirà alla compagnia il gigante Derek William Dick "Fish". La band fu autrice di un ottimo Prog Rock anche se con parti abbastanza melodiche in alcuni tratti. Già l'album di debutto "Script For A Jester's Tear" (1983) confermò la straordinaria presa del gruppo sul pubblico. Il personaggio che lega questo disco ai successivi è il giullare "Jester" interpretato da Fish dal vivo. La voce di Fish è molto simile a quella di Peter Gabriel dei Genesis, tuttavia si erge lamentosa, rassegnata, oscura, emozionante.
Veramente magistrali le parti strumentali. "The Web" vede il chitarrista Rothery sugli scudi e le tastiere di Kelly colorano un maestoso finale alla "The Musical Box", maestosa la particolare "Forgotten Sons", canzone variegata e abbastanza sperimentale con pause e cambi di tempo. Ottima anche la titletrack e "He Knows, You Know" contraddistinta da bellissime parti di tastiere (qui si parla del rapporto tra Fish e l'alcol).
Molto bella la canzone e i testi drammatici di "Chelsea Monday" (un giovane che si suicida, vittima della società e del consumismo sfrenato). "Garden Party" invece è più rilassata.
Deprimenti, tristi e malinconici i testi, che Fish interpreta esprimendo perfettamente tutta la loro drammaticità. Durante il tour, profondi contrasti fra Fish e Pointer costrinsero quest'ultimo a lasciare i Marillion, i quali cercarono un sostituto fra diversi batteristi: la scelta finale cadde su Ian Mosley.
Il secondo album "Fugazi" (1984), rinforzò ulteriormente la reputazione dei Marillion, conquistando ulteriormente critica e fans. Per comprendere la cover del disco sarà necessario distendere il booklet su un tavolo: in primo piano, disteso sul letto abbiamo la figura del Jester, Punch, che fissa lo sguardo nel vuoto e stringe un papavero (simbolo dell'oppio), coperto solo in piccola parte dal suo costume multicolore. Completano il quadro una veduta di una città in rovina (forse Lincoln) e una serie di dischi in vinile abbandonati sul pavimento. Tra questi dischi, tra i quali è possibile scorgere il singolo "Punch And Judy", "The Wall" dei Pink Floyd e due LP di Peter Hammil, "Over" e "Fool's Mate".
"Assassing" è introdotto dal tappeto di tastiere di Kelly che ci accompagna fino all'inizio vero e proprio della canzone (essa parla delle sfumature positive e negative che si manifestano all'interno di ogni essere umano). L'arpeggio di sintetizzatore di Kelly ci annuncia che stiamo per ascoltare il primo singolo "Punch And Judy" (parla di un amore accidentato). A dominare il brano sono la chitarra di Rothery e le tastiere di Kelly. "Jigsaw" è costruita su atmosfere sognanti e basata su una struttura con un ritornello che definire meraviglioso e ben riuscito è quasi riduttivo (grazie anche all'assolo di Rothery). "Emerald Lies" è più oscura, fatta di cambi di tempo radicali (qui si parla di abbandoni e riconciliazioni). "She Chameleon" si erge su un ipnotizzante tema di organo che rende il brano molto psichedelico e con chiare influenze Pink Floyd. Ottimo l'assolo di tastiere su "Incubus", infine la title-track riflette sulla desolazione nel mondo, come indica il termine stesso che Fish ha mutuato dallo slang dei soldati americani impegnati in Vietnam e che possiamo tradurre in lingua italiana con "tutto è fottuto".


LSD E MISPLACED CHILDHOOD
Nel 1985, al BBC Television Theatre di Shepherd's Bush (Wogan), i Marillion eseguirono una nuova canzone "Kayleigh". Alla fine della canzone, il cantante Fish fece un timido sorriso verso la telecamera. E dopo di ciò, disse che, tutto è cambiato. Dopo lo spettacolo, il capo della EMI, Malcolm Hill, lo prese da parte e "gli disse: "Quel piccolo sorriso che hai fatto alla fine ha spezzato il cuore di ogni madre in Gran Bretagna".
Poco dopo, Kayleigh era al n.2 in classifica, dando ai Marillion il più grande successo della loro carriera. Il 17 giugno 1985 uscì appunto il concept album "Misplaced Childhood", contenente i singoli "Kayleigh" e "Lavender". Il concetto dietro "Misplaced Childhood" arrivò a Fish durante un viaggio di LSD. Il cantante era tornato a casa sua ad Aylesbury, nel Buckinghamshire, alla fine del tour di "Fugazi", sentendosi bruciato, ma "sapendo che avevamo un terzo album difficile da scrivere".
Poco dopo è arrivata una busta con una nota di una vecchia fidanzata "Diceva: 'Penso che potrebbe piacerti questo'". Erano degli acidi di LSD.

"Ero annoiato, seduto da solo di notte, quindi ne ho preso la metà", ricorda Fish.
"Poi ho pensato: 'Oh, questa è spazzatura, non funziona', e ho preso l'altra metà . Sì, fu un errore"

Erano le sette di una calda serata estiva. Con il mondo che lo circonda sempre più confuso, Fish saltò in sella alla sua bicicletta e corse fino al cottage di Steve Rothery nelle vicinanze dove i due discussero del più e del meno. Ma quando gli effetti della droga divennero troppo per Fish, lui chiese a Rothery di riportarlo a casa. Fish mise su un disco, si accovacciò sul pavimento, afferrò un blocco note e iniziò quella che lui chiama "scrittura del flusso di coscienza". All'epoca aveva una stampa dell'artista americano Jerry Schurr che dipingeva Padres Bay sul muro della casa. L'immagine di Schurr del mare e delle montagne era così ipnotica, Fish sentì che in realtà era all'interno del quadro.
L'esperienza allucinogena diede i suoi frutti.
"Quella notte ho avuto tutte le basi per quello che sarebbe diventato uno dei lati dell'album", dice Fish. "Intere frasi e testi di quel quaderno sono finiti nel disco finito." Uno dei quali, "Pseudo Silk Kimono", è diventato la traccia di apertura di "Misplaced Childhood". 
Il protagonista perde la fidanzata Kay e si trova il migliore amico morto. Preso da sconforto, depressione e isolamento ricorre alle immagini mentali dell’infanzia per trovare un modo di sopravvivere alla crudeltà del mondo finendo col tornare lui stesso un bambino.
In definitiva, il tema del disco è stato ispirato dalla vita del 27enne Fish dei tempi: guardare l'infanzia svanire con il passare degli anni e, soprattutto, la recente fine del suo rapporto con la ragazza Kay. Era un concept album, sì, ma molto basato sulla realtà. Inizialmente, "Kayleigh" era considerato solo un altro capitolo del concept (che inizialmente sarebbe dovuto essere composto da un'unica traccia per lato) . Nessuno l'aveva pensato come un potenziale singolo (anche se in molti live dell'epoca la band introduceva le canzoni citando il titolo del disco e non le singole canzoni). I compagni di band di Fish avevano anche riserve sul titolo e sui testi.

Fish: "La band mi disse 'Ehm, si tratta di Kay. Non puoi cantarlo'. Io dissi perché?. 'Perché è troppo personale' "

Kelly: "Sono stato il principale a obiettare. Kay era la ragazza di Fish da quando mi unii alla band. Ma adesso si erano separati, e io dissi: 'No, non dovremmo chiamarlo Kayleigh' "

Rothery: "Ero un po' a disagio. Conoscevo bene Kay ed era una persona adorabile. Ma ho visto la canzone come l'omaggio di Fish a Kay e come ha buttato via quello che avevano"
Ad ogni modo, Fish si rifiutò di cambiare il testo. In generale tutto il disco ruota su amori perduti, successi amari e infanzie perdute.Il disco è introdotto dalle tastiere di "Pseudo Silk Kimono", sulla hit "Kayleigh" penso ci sia poco da dire perchè probabilmente è la canzone più famosa della band.
Di questa canzone verrà girato anche un videoclip: dove si vede il bambino della copertina (Robert Mead) disegnare un cuore sul muro di Berlino mentre si alternano momenti in cui i Marillion suonano e Fish si vede con una donna. Mentre "Lavender" mette in evidenza la voce di Fish, "Bitter Suite" riprende alcuni momenti delle canzoni precedenti. "Heart Of Lothian" sembra una canzone Genesis 100%. "Waterhole (Expresso Bongo)" è un continuo gioco trta le tastiere di Kelly e la voce di Fish.
Su "Lords Of The Backstage" il ritmo è più allegro, ma il testo è sempre pregno di delusione e tristezza. "Blind Curve", mischia Genesis e Pink Floyd. E come ogni viaggio lisergico, la conclusione è un delirio catartico e paralizzante grazie a "Childhoods End" che parla della fine dell'infanzia. Il protagonista finalmente si riconosce come il bambino che era, e che è sempre stato. Si conclude con la finale "White Feather" che ci dice non ci sono bandiere, non c’è politica, non c’è nazione ma c’è solo l’importanza del cuore.


L'ULTIMO DISCO CON FISH
Due anni dopo uscì "Clutching At Straws" (1987), con tematiche sull'alienazione prodotta dal music business, con la fuga nelle droghe e nell'alcolismo di un disoccupato separatosi dalla moglie. Il protagonista finisce per ubriacarsi in bar ed alberghi.
In ogni caso la personalità prorompente di Fish comincia a portare inevitabili tensioni interne. La band prosegue in un graduale cambiamento di sound maggiormente basato sulla chitarra di Rothery. I riferimenti all'alcol sono numerosi: dal brindisi di "Slainte Math" al cocktail preferito di Torch, il "White Russian". Anche "Sugar Mice" è impregnata sulle problematiche alcoliche, del resto lo stesso Fish stava affrontando problemi simili nella vita reale, così come profonda era la sua crisi personale. Un'altra ottima canzone è "Warm Wet Circles". Dopo pochi mesi accade l'irreparabile: il 16 settembre 1988, con un comunicato, Fish dichiara agli altri membri della band di voler maggiori introiti economici, ponendo un ultimatum. Rifiutata la proposta, i destini delle due parti si dividono: Fish inaugurerà poco tempo dopo la sua carriera solista mentre gli altri membri della band conserveranno il proprio nome (non senza sgradevoli battaglie legali con il loro ex-vocalist), pronti ad affrontare la grave perdita di un frontman ingombrante. Fish verrà sostituito da Steve Hogarth e la band andrà incontro ad una metamorfosi del sound ma questa è tutta un'altra storia. I Marillion, quelli di Fish, finiscono qui.

sabato 4 luglio 2020

La Storia Degli EverEve e Il Suicidio Di Tom Sedotschenko


"Searching for answers, my mind`s all deceit
With myself torn to fragments, my life means defeat
Where is my saviour?
Why did he leave me alone?"

Figli di un Dio minore, i tedeschi EverEve non giunsero mai al successo seppur calcarono i palcoscenici in pieno boom Gothic/Death/Doom: negli anni 90. La band si formò nel 1993 e dopo i primi demo l'esordio arriverà solo nel 1996. I territori su cui ci muoviamo sono Paradise Lost, Anathema, Tiamat, My Dying Bride, Theatre Of Tragedy, Crematory, Type O Negative, Amorphis (che a fine anni 90 cambiarono sound) ed anche band più commerciali quali gli HIM o i nostrani Svenia (autori di un unico full, "Black Heart", nell'ormai lontano 2005). Gli EverEve in realtà di dischi ne faranno diversi però otterranno un buon riscontro solo con i primi due: anche se, va detto, che rimarranno sempre lontani dalla ribalta delle band citate sopra. L'esordio "Seasons" del 1996 è un perfetto ibrido di Gothic, Doom e Metal Estremo. Le canzoni sono ben articolate e mai noiose, grazie ad una grande variabilità e fantasia. Si tratta di un concept dedicato alle stagione con sfumature Gothic.
Il vocalist Tom Sedotschenko sforna un'ottima interpretazione alternando la classica voce Gothic a tonalità molto più basse quali growl e a screaming. Il resto della band (soprattutto i chitarristi), quanto a tecnica e bravura compositiva, è decisamente sopra la media.
Già l'opener "The Bride Wears Black" mette subito le cose in chiaro con il suo refrain abbastanza orecchiabile ma troviamo anche ritmiche pesanti (Doom) come in "Autumn Leaves".
Ottime melodie di chitarra e tastiere come in "A New Winter".
Via via che dall’inverno ci spostiamo verso la primavera e l’estate, troviamo partiture più fluide e solari: ascoltare le bellissime "Phoenix - The Spring" (Black Melodico mischiato con il Gothic) e "The Dancer - Under A Summer Sky" (bellissime le parti strumentali sul finire della canzone).
"Twilight" breve intro di 1 minuto ci porta all'autunno: di "Autumn Leaves" si era già accennato, anche "Untergehen Und Auferstehen" presenta ritmiche lente e Doom.

"Sepolta sotto un ghiaccio eterno, giace l’anima piangente..."

"To Learn Silent Oblivion" è una struggente strumentale, prima veloce, poi lenta.
Il ciclo infinito delle stagione è chiuso ancora dall'inverno con la bellissima struggente "A Winternight Depression" che introdotta da tastiere si contorce lungo i suoi oltre 9 minuti scorrendo in un sofferto crescendo fino all'ultima strofa alternando voci pulite e growl con lunghe parti strumentali. Chiude "Epilogue" introdotta da sinistre campane e da un'atmosfera tragica, triste ma allo stesso tempo sognante.
Due anni dopo (1998) la band si confermò con "Stormbirds" dal punto di vista musicale ma se è possibile rendendo i testi ancora più depressi. Anche qui abbiamo grande varietà compositiva.
I 14 pezzi si muovono tra Gothic, Melodic Death, influenze sinfoniche, qualche parte elettronica ed anche Prog. I protagonisti sono i sintetizzatori, le chitarre ed ovviamente la prova emotiva del cantante che parla di lutti, nostalgia, tristezza, amori andati, disperazione, mortalità.
Ascoltate ad esempio la dolcezza del piano di "Spleen", la sognante "Escape", "On Lucid Wings", l'epica titletrack cantata in screaming e con grandi parti strumentali, l'alternanza tra clean e screaming di "The Downfall". Altre hit sono sicuramente "Fields Of Ashes" e soprattutto la triste "Martyrium".
Molto groove (forse non ci azzecca molto l'inizio della canzone con l'album) è "Universe", si muove su ritmiche lente e marziali "As I Breath The Dawn". Nel mezzo troviamo quà e là intermezzi e mezze canzoni di 1 minuto/2 minuti, sino ad arrivare alla conclusiva "Valze Bizzarre" (che dura 9 minuti, in realtà si tratta di una strumentale interrotta nel mezzo da silenzio).


IL SUICIDIO DI TOM SEDOTSCHENKO
Nel 1999 la band cambia direzione del sound infarcendolo di parti elettroniche, il vocalist Tom Sedotschenko viene allontanato dal gruppo probabilmente per dissapori tra lui e Zeissl sulla strada da intraprendere dopo "Stormbirds". L'idea del tastierista era quella di dare una maggiore impronta Dark ed elettronica ai dischi successivi. Sedotschenko, evidentemente depresso anche per via di problemi personali, si toglie la vita 6 mesi dopo (esattamente il 1 maggio 1999, aveva 28 anni).
Inizialmente si diffondono le voci che si sia buttato sotto un treno, poi che viene trovato morto nel suo appartamento (la versione più accredita è che si suicidò facendosi esplodere con una granata).
Prima di suicidarsi, il vocalist stava provando con i Weissglut che poi scelsero un altro cantante.

Weissglut: "E' ovviamente una strana sensazione quando senti che qualcuno con cui sei stato due volte nella sala prove si è ucciso. Siamo assolutamente convinti che il nostro rifiuto non sia stato il fattore decisivo della sua scelta. Ciò è stato confermato anche dalle persone che lo conoscevano e con le quali abbiamo parlato al telefono. Aveva solo enormi problemi personali che sono stati decisivi per la sua scelta"

La sua vecchia band EverEve con i quali non si era lasciato bene, sanno dell'organizzazione del funerale solo 2 giorni prima (alcuni ex membri sono impossibilitati dall'arrivare in tempo).
Havok (chitarrista degli EverEve): "Non sono del tutto sicuro della natura dei suoi problemi, ma forse erano in qualche modo correlati al denaro. Ma davvero non ne so molto, quindi ho paura di sbagliare. La gente dice che era un problema di soldi, ma so anche che c'erano problemi con la sua ragazza di lunga data. Tutto ciò, a quanto pare, ha peggiorato le cose"


IL CAMBIO DI SOUND DELLA BAND
Il terzo disco "Regret" (1999) viene rinviato a tempo indeterminato (anche se poi uscirà 5 mesi dopo e sarà dedicato alla sua memoria). Benjamin Richter è il sostituto di Tom. Buone canzoni sono "Kolyma", Dies Irae (Grave New World) e "Misery's Down". Ascoltabili anche "Fall Into Oblivion" e la semiballad "Redemption". In generale non si tratta di un brutto album ma il suono è sicuramente più commerciale ed imperniato di parti elettroniche.
La band firma per la Massacre Records per il suo album "E-mania" uscito nel 2001, a quel punto Benjamin lasciò la band. Ancora una volta c'è un cambio di sound con influenze Industrial, dove prevalgono le chitarre Hard e le tastiere perdono importanza. E' il loro nuovo batterista Martin C. che detta i nuovi ritmi nella band. Sicuramente da ascoltare l'epica "This Is Not" e la dura "Someday" con un ritornello molto orecchiabile. La voce di MZ Eve 51 sembra uscire dritta dagli anni 80. Già l'opener "Most Terrible God" delinea il sound (trascinante e veloce) che delineerà tutto il disco, buone anche "Pilgrimage", la strana "Suzanne" e "SeeTheTruth". In generale questi dischi non c'entrano niente con i primi 2 album, qualche influenza Gothic è rimasta ma qui la fanno da padrone ritmiche Industrial/Electro e band quali Rammstein, Lacrimosa o alcune cose dei The Kovenant più Industrial.
Il successivo ".Enetics: 11 Orgies Of Massenjoyment On The Dark Side Of The Planet" (2003) mischia ritmiche Industrial ed Alternative. Fin dall'iniziale "This Heart" si notano riffoni serrati e molto Metal nuovo millennio. "The More She Knows" ha influenze anche Funky. "Abraza La Luz" è abbastanza Dark. "Silver God" sembra avere qualche minima influenza con il passato Gothic della band. La malinconia Gothic esplode anche in "X-istence". Ottime "December Wounds" e "One More Day" che mischiano il Metal dell'epoca con il vecchio Gothic. L'intensa e drammatica "1951" chiude l'album.
Nel 2005 esce "Tried & Failed" che indovina alcune buone canzoni dai ritornelli molto orecchiabili quali "Forsaken", "A Scournful Love", "You're Mine" e la titletrack aggiungendo quà e là i classici ritmi dance floor (molto in voga in Germania e non solo) sentire ad esempio "Pine Oil Heaven" (prima dell'esplosione con ritornello orecchiabile) o la parte centrale elettronica di "On Thin Air".
Gli album del nuovo millennio (in particolar modo gli ultimi 3) possono piacere o meno ma sono lontani anni luce dal mood deprimente ed oppressivo dei primi 2 album e in parte anche dal terzo "Regret".