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martedì 9 settembre 2014

La Storia Dei Pantera, L'Omicidio Di Darrell e Il White Power Di Anselmo

I Pantera sono stati una band Metal band formata dai fratelli Darrell "Dimebag" Abbot e Vinnie Paul Abbot con il vocalist Terry Lee Glaze e il bassista Rex Brown.
La band iniziò la sua carriera nei club texani nel 1981 proponendo un Glam Rock con cover di Van Halen e Kiss. In seguito passerà al Thrash Metal. Nel corso della carriera ci sono state anche delle polemiche perchè la band ha spesso utilizzato la bandiera degli stati confederati (bandiera sudista), poi le cose si sono inasprite ulteriormente anche nei side project di Anselmo (con saluti romani ed altre dichiarazioni).


PRIMI ANNI: GLAM ROCK ED HEAVY METAL
Il primo album della band "Metal Magic" esce nel 1983 e consolida la forte posizione del gruppo come band di riferimento nello scenario rock/metal americano. Da ascoltare "Ride My Rocket" che ricorda i Kiss, "Rock Out" è forse la canzone più veloce dell'album, la buona e un po' commerciale "Tell Me If You Want It", le 80ntiane "Biggest Part Of Me" e "Widow Maker". "Nothing On" ricorda invece i Twister Sister. Seguono altri 2 album, il primo del 1984 "Projects In The Jungle" (su "Out For Blood" sono presenti doppie voci, buone "Like Fire", "Over My Head", "Projects In The Jungle", le potenti "Heavy Metal Rules" e "Killer". Chiude degnamente "Takin’ My Life" che rimanda ai Def  Leppard, begli gli assoli) , e "I Am The Night" deel 1985 che vende 25.000 copie (le hit sono "Hot And Heavy" e la title track. Più commerciale "Onward We Rock". Molto potente "Daugthers Of The Queen" e le finali "Come On Eyes" e "Valhalla").


L'ENTRATA DI PHIL ANSELMO
Dopo l'album Terry Lee lascia la band, una serie di vocalist si succedono alla voce, fino a quando entra tra le fila un certo Philip Anselmo proveniente dalla Lousiana.
Con lui i Pantera pubblicano l'album "Power Metal" (1987) attraverso la loro etichetta Metal Magic.
Era l'album più "pesante e veloce" che i nostri avessero prodotto, ma era niente in confronto a quello che sarebbe stato il sound dei Pantera negli a venire.
La voce di Anselmo qui è più basata su acuti alla Halford piuttosto che quello che sentiremo negli anni successivi. "Rock The World" è subito veloce ma molto Twister Sister, gran lavoro della chitarra ritmica sulla titletrack. "We’ll Meet Again" è molto Judas Priest", bella anche la dinamica "Over And Out" e le US Metal "Down Below", "Death Trap", "Burnnnn" e "Pst".
Successivamente all'uscita di quest'ultimo album ebbero una serie di problemi, tra cui il fatto che la label Gold Mountain avrebbe voluto l'inserimento in band del chitarrista dei Keel Marc Ferrari.
Fra le altre cose Dimebag Darrell era stato selezionato dall'audizione dei Megadeth per rimpiazzare il partente Jay Reynolds dopo l'album ma siccome i fratelli Abbot erano indivisibili e i Megadeth avevano già trovato in Nick Menza il loro nuovo batterista, Dimebag Darrel rinunciò e tra le fila della band di Mustaine arrivò Marty Friedman.


IL PERIODO THRASH
Il 1990 porta finalmente alla release che tutti reputano il primo album ufficiale dei Pantera ovvero "Cowboys From Hell". Non che il passato sia da cancellare. Semplicemente qui i Pantera diventano i Pantera quindi chi li conosce considera questa la fase 1 della band.
Un sound pesantissimo e decisamente più estremo rispetto ai primi album con influenze Thrash unite a riff più Hardcore tracciano un taglio netto col passato Glam della band.
Ovviamente la band non rimane senza sostenitori e la nuova piega musicale della band conquista decisamente il pubblico. Il successo vale ai Pantera un tour mondiale con Exodus e Judas Priest.
Oltre alla voce nettamente diversa di Anselmo, colpisce il riffing assassino di Dimebag. Il cambiamento è estremo e sconcertante: effetti, riff stoppati, assoli velocissimi, distorsioni. Certo, c'è anche una ballad, quella "Cemetery Gates" che ha avuto un grande successo. Poi ci sono mazzate quale "Primal Concrete Sludge" con la sua chitarra ripetitiva e devastante, la stupenda "Domination", "Psycho Holiday" e i noti stacchi di Vinnie Paul (la canzone parla di alcol, vizi e paranoie) e la riflessiva "Heresy", con una grandissima performance di Vinnie Paul e Rex Brown nella sezione ritmica. Senza scordarci della titletrack, della cattiva "Shatteres", "Clash With Reality" (melodica ed aggressiva allo stesso tempo), gli stacchi e i riff assassini di "Message In Blood" e la complessa "The Art Of Shredding".
Due anni di ininterrotti concerti convincono i nostri definitivamente sulla nuova direzione musicale assunta e nel 1992 esce quello che in molti reputano il masterpiece dei Pantera "Vulgar Display Of Power" che vede lo sviluppo del suono in riff ancora più duri e un timbro vocale ancora più potente.
"Walk" e "Fucking Hostile" fanno scuola, per non parlare del singolo splosivo "This Love" che alterna parti rabbiose ed acustiche. Ma anche "Mouth Of War" è spettacolare nel suo incedere ritmico, la più lenta "A New Level", le aggressive "Rise", "Regular People" e "By Demons Be Driven". Ma che la band è varietà e non solo aggressività le dimostrano anche le melodie iniziali di "Live In A Hole" e la ballad "Hollow".
Tutto questo insieme di cose, fa si che "Vulgar Display Of Power" sia ancora oggi il CD dei Pantera che ha venduto di più. Dopo il grande successo di "Vulgar" i nostri continuano a cercare nuove sonorità più estreme e feroci e nel 1994 esce "Far Beyond Driven".
Si parte con la selvaggia "Strenght Beyond Strenght", segue la ritmica "Becoming" e la super nota "5 Minutes Alone" e le sue ritmiche come un macigno nella parte centrale. Viene girato anche un video, stesso discorso per l'ossessiva "I’m Broken". 
Il basso non è molto udile nel platter in quanto sovrastato da chitarra e batteria, tuttavia qualcosa si sente nella strana "Good Friends And a Bottle Of Pills". Molto potenti "Slaughtered" e "Shredding Skin". Il CD si conclude con la stupenda cover di "Planet Caravan" dei Black Sabbath che vale ai nostri la posizione numero uno nella American Billboard album charts.


L'OVERDOSE DI EROINA, I PRIMI MALUMORI E LO SCOGLIMENTO DEI PANTERA(2003)
Nel 1997 esce "The Great Southern Trendkill" contraddistinto da sonorità malate ed opprimenti in un misto tra Thrash, Stoner e Doom. Ad esempio ascoltare "War Nerve" e le varie "Suicide Note" e "Suicide Note Pt 2". "10's" ha influenze Doom ma c'è anche violenza come in "Drag The Waters" e "13 Steps To Nowhere" con melodie ridotte all’osso. "The Underground In America" e "Sandblasted Skin" sono più complesse ed oscure. "Floods" invece è la ballad dell'album. 
Dopo questo disco comunque, cominciano ad echeggiare le prime voci di rottura tra Phil Anselmo e i fratelli Abbot. Infatti poco tempo dopo, Anselmo fu ricoverato in ospedale in stato comatoso a causa di un'overdose di eroina raggiunta dal cantante a solo un'ora di distanza dalla fine di un'esibizione musicale del gruppo in Texas. Ripresosi miracolosamente, egli fu costretto da Dimebag e Vinnie Paul a giurare di non fare mai più uso di droghe, pena l'espulsione dal gruppo.
Nel 1998 viene pubblicato il "Live 101 Proof". Dopo i vari progetti solisti, nel 2000 i Pantera tornano a comporre e fanno uscire "Reinventing The Steel" caratterizzato da influenze Doom, portate da Phil, a cui segue un nuovo tour mondiale. Vanno ascoltate "Goddamn Electric" dove è presente anche Kerry King degli Slayer, la ritmata "Yesterday Don’t Mean Shit" e soprattutto "You’ve Got To Belong To It" e "Revolution Is My Name". Ottima anche l'oscura "It Makes Them Disappear" con un bell’assolo quasi Blues da parte del solito, grande, Dimebag e la conclusiva Doom "I’ll Cast A Shadow" e i riff schacciassassi di Darrell e le ritmiche pazzesche di Vinnie e Rex.  
Subito dopo i nostri tornano a separarsi per darsi ai propri side-projects ma malumori che giravano fra i membri del gruppo portano allo split dei Pantera. Uno serie di batti e ribatti fra interviste, tra Phil Anselmo e i fratelli Abbot. Vinnie Paul e Dimebag Darrell accusarono Anselmo di averli costretti, negli ultimi anni, ad un sound che a loro non piaceva, spingendo quindi i Pantera verso uno stile diverso che non li rappresentava e provocando perciò la scissione.
Anselmo negò tutte queste parole e tirò all'interno della contesa, suo malgrado, il bassista Rex Brown, che decise di schierarsi dalla parte di Anselmo, lasciando così la situazione definitivamente sospesa.
Phil nel 2002 porta, tra le fila dei Down, Rex Brown e pubblica il secondo album "Down II: Bustle In Your Hedgerow". Lo scioglimento definitivo della band è datato 2003.


L'OMICIDIO DI DIMEBAG DARRELL (2004)
Invece Dimebag e Vinnie Paul fondano i Damageplan e pubblicano nel 2004 il primo album "New Found Power". L'8 Dicembre 2004 i Damageplan si stanno esibendo in Ohio, al Alrosa Villa, un locale di Columbus ad un certo punto un componente del pubblico, gli spara!
Spara a distanza ravvicinata e 5 colpi, di cui due alla testa raggiungono Darrell.
Dimebag muore praticamente all'istante e con lui perdono la vita altre tre persone.
Il colpevole è un certo Nathan Gale. La ricostruzione della polizia fa luce su quello che è successo: Nathan Gale, sale dal retro del palco, si avvicina improvvisamente ai musicisti che si stavano esibendo e comincia a sparare. Partono, dall'arma dell'uomo, quindici colpi.
Quando la security e il pubblico salgono sul palco per fermarlo, Gale apre il fuoco contro di loro, uccide le guardie Thompson e Halk, che si erano riparate dietro un tavolo di legno e ferisce Paluska. Gale quindi prende il tecnico Brooks in ostaggio, immobilizzandolo dopo una breve lotta.
Intanto l'infermiera Mindy Reece cerca, con l'aiuto di Nathan Bray, di rianimare Darrell praticandogli la respirazione bocca a bocca. Secondo alcuni testimoni Bray resta ucciso mentre cerca di prestare soccorso a Dimebag. Al primo accenno di spostamento di Brooks, un poliziotto della centrale di Columbus, James D. Niggemeyer, spara al folle senza alcuna esitazione colpendolo alla nuca con un fucile Remington 870 e uccidendolo all'istante, ponendo così fine alla sparatoria.
Nel Maggio del 2005 Niggemeyer testimonia davanti ad una giuria riguardo l'uccisione di Nathan Gale, dopo essere stato accusato di omicidio viene prosciolto.
In molti ancora si interrogano sul folle gesto di Gale, dato che morì anch'esso nella sparatoria, non fu mai chiarito il vero movente, ma  le ipotesi più probabili sono tre: lo scioglimento dei Pantera, la lite tra Darrell e Anselmo e un' ultima ipotesi, che vedrebbe Gale affetto da schizofrenia e convinto che Dimebag gli avesse copiato alcune canzoni quindi decise di punirlo, uccidendolo.
Il vero motivo non lo sapremo mai. I funerali si svolsero in un clima un po' particolare alcuni dei parenti furono addirittura allontanati per far sedere alcune importanti personalità dello spettacolo.
Eddie Van Halen suonò un solo durante la cerimonia e pose nella bara una chitarra firmata Kiss.
Darrel Lance Abbott riposa al Moore Memorial Gardens Cemetery di Arlington e sulla lapide, abbondantemente decorata una incisione recita così: "Egli venne per fare Rock...e lo fece come nessun altro con un cuore due volte la misura del Texas, il nostro amato fratello, compagno, guida, idolo e amico. Noi ti amiamo Dime...finché non ci incontreremo ancora".


LE REAZIONI DEL MONDO METAL
Nei giorni successivi al decesso di Dimebag Darrell moltissimi artisti decisero di porgere un tributo al chitarrista. Furono organizzati concerti in suo ricordo, importanti band inserirono nella loro scaletta dei concerti cover dei Pantera per ricordarlo o addirittura furono composte tracce a lui dedicate.
Il maggior numero di tributi fu però pubblicato per iscritto sui siti internet di genere Metal o su altri appositamente creati. In queste pagine, oltre alle persone comuni e ai fan, gruppi e artisti lasciarono il loro ricordo del musicista, narrando i più curiosi momenti passati con lui.
Per questo motivo la lista delle condoglianze è quasi infinita. Le principali giunsero da Tony Iommi, Ozzy Osbourne, i Motörhead, gli Slayer, i Kiss, Zakk Wylde, Ted Nugent, Rob Halford, Sebastian Bach, Van Halen, Mike Portnoy, i Sepultura, i Metallica, Dave Mustaine, gli Skid Row, Marty Friedman, Brian May, i Motley Crue e Rob Zombie.
Zakk Wylde, ammiratore e amico fraterno di Dimebag, gli dedicò una canzone, dal titolo In This River, contenuta nell'album Mafia. Vinnie Paul ha inoltre rilasciato nel 2006, in ricordo del defunto fratello, l'album Rebel Meets Rebel, composto dall'omonima band di cui lui e Dime facevano parte.
Il 17 maggio 2007 Dimebag Darrell è stato inserito nella Hollywood's RockWalk, una galleria dedicata al ricordo di quegli artisti che hanno contribuito con tracce importanti e durature alla crescita e all'evoluzione del Rock 'N'Roll. Per ricordarlo è stato creato per l'evento un busto in bronzo del chitarrista che è stato installato lungo la galleria al fianco di monumenti di artisti come Jimi Hendrix, Eric Clapton, Carlos Santana, Johnny Cash, Van Halen, Bonnie Raitt, Jerry Lee Lewis, Carl Perkins, James Brown, Brian Wilson, Stevie Wonder e John Lee Hooker. Inoltre, sempre nel 2007, il secondo palco del celebre Download Festival è stato denominato 'The Dimebag Darrell Stage'.


LE REAZIONI DI ANSELMO
Phil, nonostante i cattivi rapporti, si dichiarò devastato dalla scomparsa del suo ex compagno di gruppo e si sentì in parte responsabile del suo assassinio: dichiarò in un'intervista, poche settimane prima della tragedia, che Dimebag meritava di essere picchiato a sangue, imputandogli di essere la causa dello scioglimento dei Pantera. La stampa affermò che fu lo stesso Anselmo a decidere di non presentarsi al funerale per rispettare la volontà dei parenti di Dimebag e, in particolare, della sua fidanzata, che gli impedirono di partecipare.

Il vocalist disse:
"Non ho potuto salutarlo come avrei voluto e questo mi uccide. Speravo di poter partecipare al suo funerale, ma ho voluto rispettare le volontà della sua famiglia che non mi voleva lì. Dovevo essere lì, ma capisco perfettamente".

In seguito, nel 2013:
"Ho parlato con alcuni investigatori della polizia che si occuparono del caso dell'omicidio di Dimebag. Mi hanno detto chiaramente che dalle indagini e dalla perquisizione dell'appartamento dell'omicida, esaminando i biglietti e gli appunti che aveva scritto, si deduceva senza dubbio che tutti noi ex Pantera eravamo nel mirino. Un agente mi ha detto che quella notte in particolare, se avessero suonato i Superjoint Ritual, i Down o qualsiasi altro gruppo in cui io fossi all'epoca, quasi sicuramente sarei stato il bersaglio". "Sapere queste cose non mi ha fatto sentire meglio, no, proprio per nulla. Però mi ha aiutato a chiarirmi che tutta la negatività che mi avevano riversato addosso i media, ma anche le persone che al giorno d'oggi possono lasciare commenti e tutto il resto era in realtà davvero una cosa degradante e un insulto: è interessante che chiunque si sia sentito in dovere di dire la sua su un argomento di cui non sapeva niente. Tutto quello che sapevano è ciò che i media gli servivano su un piatto. E sai come funziona coi media... darebbero un occhio per vendere più copie o fare più pagine viste online. Quindi avrebbero fatto qualsiasi cosa per creare una notizia... e lo hanno fatto".


ANSELMO E LA DIPENDENZA DALLA DROGHE
Anselmo in un'intervista del 2015: "Disintossicarsi dal metadone è come cadere da un palazzo di cinquanta piani ogni cinque minuti, e subito dopo ti senti di nuovo spinto in cima. Il livello di ansia è al massimo, e in quel periodo, mentre mi stavo disintossicando, l’uragano Katrina spazzò via New Orleans; in quel momento ero a Houston, o a Katy, in Texas, e mi ci vollero tre mesi per tornare a casa. Nel momento in cui sono tornato a casa, ero così vicino…poi ho guardato quel pezzo di fottuta merda nella mia mano, quel piccolo pezzo di medicina, il metadone…è spazzatura. E’ spazzatura che ti ruba l’anima. E mi sono detto: “Dovrà controllare ancora la mia vita?” e l’ho buttato via, me ne sono andato e ho detto: “Fanculo! E’ questo che mi fa stare male. E’ questo che mi provoca tutto”, e ho smesso di prenderlo, davvero. Quello che ho fatto è stato prendere il mio tagliaunghie e tagliarne via un pezzetto, poi un pezzetto più grande, poi un po’ di più, un po’ di più, tutti i giorni, fino a quando non ce n’è stato più. Mi sono ripulito gradualmente. Ma i residui che il metadone ti lasciia dentro…non mi sono sentito bene per almeno un anno dopo quel periodo. E’ così schifoso…E’ la peggiore droga in questo fottuto mondo, alla pari dell’eroina, che ho sempre definito come male puro, che è quello che è realmente. Bisogna capire che ero un ragazzino, e quando gli antidolorifici sono entrati nella mia vita, ho fatto tutti gli errori possibili al mondo, come fanno tanti figli di puttana. E state sicuri che non molto tempo dopo che si inizia a prendere grosse quantità di quelle cazzo di pillole contro il dolore, si arriva alla peggiore droga che esista insieme al metadone: il Soma. E’ il peggiore. Bisognerebbe vietarne la vendita". 


WHITE POWER E IL SALUTO FASCISTA
Phil Anselmo al Dimebash 2016, concerto all-star in memoria di Dimebag Darrell, mentre stava suonando in un locale con i Damageplan, al termine di "Walk" fece il saluto romano urlando alla folla il suo "White Power!".
Il video, messo su YouTube, creò diverse polemiche, tanto che alla fine Anselmo è stato costretto a rispondere direttamente nei commenti al video, usando l’account della sua etichetta HouseCore Records: "Ok ragazzi, mi prendo la responsabilità di questa cosa, ma cavolo, stavo scherzando...era uno scherzo fra di noi, perché tutti noi nel backstage abbiamo solo bevuto vino bianco, e quindi ho detto ‘White Power’ perché si parlava solo di quello! Alcuni di voi devono essere meno lagnosi. Ci sono tanti altri coglioni a cui rompere le palle, gente con progetti razzisti molto più seri. Io amo tutti... e odio tutti, e questo è quanto. Niente scuse da parte mia. PHA ’16".

A seguito di ciò, ci furono molte le ripercussioni che colpirono anche i Down. La band venne estromessa dal FortaRock olandese. Poi il presidente della regione francese dei Paesi della Loira, Bruno Retailleau chiese all’organizzazione dell’Hellfest, di non far suonare la band ricordando di stare molto attenti perché "gli eventi culturali sostenuti dalla regione non lasciano spazio ad espressioni di odio razziale e religioso". Poi vennero annullati anche altri concerti, di cui 2 in Nuova Zelanda (avvenne un gravissimo episodio dove un suprematista bianco attaccò due moschee provocando 50 morti). Anselmo ha anche tatuato la bandiera sudista sul braccio.

domenica 7 settembre 2014

La Storia Dei Megadeth e I Litigi Di Mustaine: Metallica, Slayer, Pantera, Friedman

Dave Mustaine: "Sei fuori dalla band!"

Dave Mustaine fu il fondatore dei Megadeth nel 1983 dopo essere stato malamente cacciato dai Metallica per il suo carattere rissosi e per l'abuso di alcool e sostanze stupefacenti.
Sono ormai arcinote le qualità musicali di Dave Mustaine, così come famoso è il suo pessimo carattere. Qui ripercorremo prima la vasta discografia dei Megadeth e poi riporteremo alla mente dei più "vecchi" i sui litigi e le sue diatribe più famose.

Dave Mustaine: "Io non piaccio ad un sacco di persone in tutto il mondo e questa cosa mi piace. L'odio genera rispetto. Molta gente non ama quello che dico perchè sanno che ho ragione"


I PRIMI DISCHI E L'ABUSO DI DROGA
I Megadeth pubblicarono il primo album, Killing Is My Business... And Business Is Good! nel 1985 attraverso la Combat Records. Il disco presenta tratti elaborati ricchi di elementi Thrash e Speed ma mostra le sue carenze a livello di produzione.
La band infatti spese in droga ed alcol metà degli 8.000 dollari concessi dalla etichetta per produrre l'album e Mustaine sarà costretto a licenziare il produttore per mancanza di denaro e scegliere la strada dell'autoproduzione. Nell'album è presente la canzone Mechanix, composta da Mustaine durante la sua militanza nei Metallica ed originariamente intitolata The Mechanics (i Metallica rielaborarono anch'essi il brano, intitolandolo "The Four Horsemen" ed inserito nell'album "Kill 'Em All").
Tra le canzoni presenti all'interno del disco spicca anche una cover in versione Metal del noto brano di Nancy Sinatra, "These Boots Are Made For Walking" che viene giudicata "vile ed offensiva" dal compositore Lee Hazlewood.
Non si possono non citare "Rattlehead", "Skull Beneath The Skin", "Looking Down The Cross".
Tutta la band ha gravi problemi di droga (eroina) ed alcool: da Mustaine ad Ellefson, passando per Poland e Samuelson (che ci lascerà le penne nel 1999 per una cirrosi epatica).
Grandi pezzi sicuramente (anche se in alcune parti ancora un po' acerbi) ma ne fuoriesce una produzione assolutamente terribile. Fin dall’ inizio della sua carriera, il frontman dei Megadeth è protagonista di alcune tra le più famose e accese rivalità del mondo del metal.
Nel 1986 arriva sul mercato Peace Sells... But Who's Buying?, considerato uno dei più influenti lavori di stampo Thrash. Non si sa come possa uscire un disco del genere da parte di una band con gravi problemi di droga. Mustaine ed Ellefson, tossicodipendenti (e senza tetto), sono comunque niente in confronto a Samuelson e Poland che perennemente strafatti spesso non si presentano alle prove.
La copertina del disco venne affidata ad Ed Repka, che fece esordire la mascotte della band, Vic Rattlehead. Nonostante le tematiche dell'album riguardano principalmente il satanismo e l'horror ("Devil's Island", "Black Friday", "The Conjuring", "My Last Words"), alcuni brani come "Peace Sells" mostrano anche tematiche politiche. Per "Wake Up Dead" viene girato anche un video.
Degli 8, discutibile cover a parte, non c'è un solo pezzo sottotono.
Nel mese di febbraio 1987, i Megadeth intrapresero una tournée, tuttavia, l'abuso di droghe e la continua scarsa attenzione sul lavoro da parte di Chris Poland e Gar Samuelson spinse Mustaine a licenziarli dopo l'ultimo show del tour. I due furono immediatamente sostituti dal batterista Chuck Behler e dal chitarrista Jay Reynolds, sostituito ben presto da Jeff Young, con il quale nel giro di sole sei settimane venne composto il nuovo album. Mustaine inoltre dichiarò in un'intervista che Poland, per poter acquistare droghe, vendette parte della sua strumentazione.
Il brano "Liar" è una dedica diretta dal cantante verso il chitarrista.
Con questa nuova formazione, nel 1988 venne pubblicato il terzo album in studio So Far, So Good... So What!, che contiene la cover dei Sex Pistols "Anarchy In The U.K". e il brano cadenzato "In My Darkest Hour", dedicato alla memoria di Cliff Burton, all'epoca bassista dei Metallica, morto in un incidente stradale in Svezia durante il tour promozionale dell'album "Master Of Puppets".
La produzione del disco si rivelerà molto tumultuosa a causa della solita tossicodipendenza del frontman e per via del licenziamento di Paul Lani a causa di un missaggio non gradito per la batteria.
"Set The World Afire", "Mary Jane" (che parla di stregoneria), "502" (che parla di guida in stato d'ebrezza) ed "Hook In Mouth" rimangono comunque dei classici. In questo periodo, un po' come in passato, i Megadeth sono costretti a sospendere molti tour per i continui problemi di droga.
Nel giugno 1988, i Megadeth apparirono nel film documentario The Decline Of Western Civilization Part II: The Metal Years che documenta la scena Glam Metal di Los Angeles.
In seguito Mustaine dichiarò in un'intervista che in quell'occasione la band fu accomunata a "un mucchio di band schifose". Proprio in questo periodo, l'abuso di droga di Mustaine raggiunse il culmine: nell'estate 1989, durante le audizioni per trovare il chitarrista solista mancante, il frontman fu arrestato per guida in stato di ebbrezza e possesso di sostanze stupefacenti, bloccando l'attività del gruppo proprio quando era in procinto di entrare in studio.
Nel 1990 è la volta di Rust In Peace, sicuramente il disco che ha avuto più successo.
Vengono cacciati Young e Behler, sempre per problemi di droga.
Indubbiamente il sound dell'album appare molto più tecnico (grazie a Friedman e Menza), con ritmiche ancora più complesse rispetto ai predecessori e l'ultima fatica in ordine di tempo del quartetto californiano viene più volte indicata come un punto di riferimento nella musica metal.
Dal loro nuovo album vennero estratti due singoli, "Holy Wars...The Punishment Du"e ed "Hangar 18", e per entrambe venne realizzato un videoclip. 
Diverranno tra le 2 canzoni più importanti della band, sempre suonate dal vivo.
Altre canzoni del calibro di "Take No Prisoners", "Tornado Of Souls", la titletrack, "Five Magics", "Poison Was The Cure"...rimasero nella storia della band e della musica Metal.
Quasi tutti i testi sono incentrati sulla guerra (con virate su magia ed alieni come in "Hangar 18").
La storia che c'è dietro "Rust In Peace...Polaris" è molto particolare: la canzone viene incisa nei primi anni 80 da Mustaine con il nome di "Child Saint". Essa venne creata/suonata insieme ad una band misconosciuta californiana, chiamata anche Child Saint. La particolarità risiede nel fatto che quando Mustaine venne cacciato dai Metallica fondò appunto i Megadeth e la canzone suddetta non vide la luce sino al 1990. I Child Saint colsero la palla al balzo e la pubblicarono loro per primi nel 1988.
La canzone ebbe un discreto successo (il riff d'apertura è identico alla versione poi registrata dai Megadeth nel 1990), tant'è vero che fece adirare Mustaine che minacciò di portare la band in tribunale.
Megadave comunque ri-registrò la canzone, mantenendo lo stesso riff, modificando però il nome in "Rust In Peace...Polaris" appunto.


LA SVOLTA COMMERCIALE
Se i Metallica svoltano nel 1990 con l'album anonimo, i Megadeth fanno altrettanto con Countdown To Extinction nel 1992 e con Youthanasia nel 1994. Lavori che suscitarono non poche polemiche tra i fans della band ma il peggio (proprio come avvenne per i Metallica) doveva ancora venire.
I due dischi in questione, seppur molto diversi dal passato per via dei loro riff meno aggressivi e più melodici, verranno rivalutati con il passare degli anni. Del resto nel primo possiamo ricordare i tre singoli: "Skin o My Teeth" (parla di suicidio), "Symphony Of Destruction" e "Sweating Bullets" (parla di pazzia). Ottime anche la titletrack, "Psychotron", "Architecture Of Aggression", "Ashes In Your Mouth" e "Captive Honour". Se vogliamo, Youthanasia, addolcisce ulteriormente il sound però poi vista la deriva della band americana a fine anni 90 questo disco sarà comunque oro colato: dalle iniziali "Reckoning Day" e "Train Of Consequences" passando per "Killing Road" ed "Elysian Fields".
Senza tralasciare l'ottimo riff di "Blood Of Heroes" e le aggressive "Black Curtains" e "Victory".
Presente anche la ballad "A Tout Le Monde" che ebbe un grande successo ma ovviamente fu criticata per la sua deriva commerciale.

Dave Mustaine (in un'intervista a Thunder del 1992): "Gli Stati Uniti sono troppo impegnati a spedire aeroplani carichi di armi alla Colombia, in cambio di cocaina. Scambiano droga con armi con la gente del cartello di Medellin o di Cali. Poi la fanno spacciare da gente collegata con loro, guadagnando milioni di dollari, in modo da poter mandare avanti le loro piccole, sporche guerre private. Altro che programmi educativi per le nuove generazioni. Le nuove generazioni sono ottima carne da cannone"

Nel 1994, si ricorda il tour di Youthanasia che toccò l'Italia ed ebbe come sede il Palaeur a Roma, dove il pubblico lanciò qualche bottiglia sul palco. Mustaine si incazzò, insultò il pubblico, eseguì "Mechanix" e chiuse il concerto dopo circa 40 minuti. In un altro concerto fece togliere la maglia ad un fan in quanto raffigurava i Metallica, anche questo è Dave Mustaine!


IL FLOP E LO SCIOGLIMENTO(2002)
Dicevamo del peggio...i Metallica se n'escono con Load e poi ReLoad, i Megadeth rispondono con Cryptic Writings nel 1997 e Risk nel 1999. Due dischi che mischiano il Rock con alcune influenze Industrial ed addirittura Pop. In Cryptic il pezzo di più grande successo è la commerciale "Trust" (spesso eseguita anche live). Ci sono comunque dei pezzi (seppur commerciali) salvabili: ad esempio "Almost Honest", "Use The Man" e la punkeggiante "FFF". Discorso a parte merita "She Wolf" che spesso nei live viene prolungata di 5-6 minuti con interminabili (ed ottimi) assoli.
Tolti questi pezzi, nei 7 rimanenti non c'è molto altro da salvare.
Le cose, se possibile, peggiorano con il successore Risk anticipato dal singolo "Crush'em" (uscito anche come video) che con il suo ritornello fa arrabbiare anche i fan più accaniti della band.
L'altro singolo (ancora peggiore) "Breadline" sembra di una band Pop qualunque (uscito tra l'altro anche un terrificante video), "The Doctor Is Calling" non si capisce dove voglia andare a parare con i suoi ritmi cadenzati ed oscuri (con tanto di ritornelli raccapriccianti), idem "Insomnia" e i suoi ritmi rockeggianti o la pessima "I'll Be There". Leggermente meglio con il riff di "Prince Of Darkness" (forse unico riff da salvare dell'album). Mustaine darà la colpa dell'insuccesso ai produttori e al chitarrista Marty Friedman che partecipò alla composizione di quasi tutti i pezzi di Risk. Quest'ultimo venne allontanato dai Megadeth dopo vari screzi con il leader e il suo posto venne preso da Al Pitrelli.
Non va molto meglio con The World Needs A Hero anche se probabilmente rimane un leggero passo avanti rispetto ai due dischi precedenti con un ritorno più consono alle sonorità della band.
"Dread And The Fugitive Mind", "Disconnect", l'inizio di "1000 Times To Goodbye" e "Return To Hangar" (che comunque non c'entra nulla con Hangar 18) e "Burning Bridges" sono gli unici pezzi discreti. Il 4 aprile 2002, arrivò la notizia dello scioglimento della band a causa di un problema al polso di Dave Mustaine. In realtà c'è chi sostiene che lo scioglimento fosse stato causato dal mancato pagamento di debiti, derivanti da diritti d'autore, da parte di Mustaine stesso nei confronti del bassista Dave Ellefson, per cui successivamente verrà intentata anche una causa.


LA RINASCITA DELLA BAND(2004) E I DISCHI RECENTI
Ma nel 2004 Mustaine annunciò il suo ritorno e ricostituì il gruppo, arruolando in modalità provvisoria Chris Poland (il chitarrista degli esordi del gruppo), il bassista Jimmie Lee Sloas e Vinnie Colaiuta, turnista di fama mondiale per la prima volta nella sua carriera alle prese con il metal.
Con questa nuova lineup, il gruppo pubblicò nel 2004 il decimo album The System Has Failed che ottenne un discreto successo anche per via del ritorno ad una musica più vicina all'Heavy Metal.
Qui non c'è una lineup perchè si è occupato di tutto Mustaine più sessionman.
Da ricordare: le iniziali "Blackmail The Universe", "Die Dead Enough", "Kick The Chair" ed ovviamente "Back In The Day". Anche l'anomala e veloce "Shadow Of Deth" rimane un pezzo da non tralasciare. Nel 2007 è la volta di United Abominations, altro buon disco che ripercorre le sonorità della band nei primi anni 90 (da Rust In Peace in poi). "Washington Is Next" è ottima, "Sleepwalker" idem.
"Never Walk Alone...A Call To Arms" presenta un guitar work eccellente, soprattutto in riferimento all'esecuzione di Glen Drover negli assoli. Punte di elevata qualità si attestano anche in "Blessed Are The Dead", "Burnt Ice" e in "You're Dead" grazie al suo ottimo riff minaccioso.
Poi seguiranno Endgame(2009), Thirteen(2011) non dischi epocali (per via dell'alternanza da buone canzoni e filler) ma comunque onesti. Endgame ha un suono abbastanza potente ed equilibrato ed inizia alla grande per poi perdersi un po': la strumentale "Dialectic Chaos", "This Day We Fight!" e "44 Minutes". Buone anche Head "Crusher" e "Bite The Hand".
In Thirteen c'è un lieve calo rispetto ad Endgame e i pezzi sono quasi tutti abbastanza anonimi, escludendo forse "Sudden Death", "Never Dead" e la maideniana "Public Enemy No.1".
"We The People" rimane decente grazie al suo riff, poi c'è un trittico di canzoni provenienti dalle sessioni dei primi anni 90 e qui ri-arrangiate e cioè "New World Order", "Millennium Of The Blind" (composte entrambe nel 1991 circa) e "Deadly Nightshade" (inizialmente scritta per Youthanasia).
"13" invece fa il verso a "In My Darkest Hour".
Assolutamente terribile invece Super Collider(2013) che sembra riportare i Megadeth agli anni di Risk con pezzi sconclusionati e privi della benchè minima ispirazione.
Sono davvero pochi i pezzi che è possibile salvare, "Burn" non sarebbe bruttissima (ritornello a parte. Forse il peggiore della storia della band), idem "Built For War" e "Kingmaker" ma per il resto si trovano veri e propri scempi come la titletrack o "Beginning Of Sorrow".
Nel 2016 esce il grandissimo Dystopia.
Non si sa come i Megadeth possono essere protagonisti di abomini totali come il predecessore a dischi di assoluto valore come questo (disco più venduto dei Megadeth dal 1992!).
Qualche nome? La cupa strumentale "Conquer Or Die" e il trittico veloce e 100% Thrash Metal formato da "Fatal Illusion", "The Threat Is Real" e la titletrack.
Sembrerà di essere catapultati (con le dovute proporzioni) al 1990. Fondamentale il lavoro di Loureiro in tutto il disco che alterna pezzi super veloci ad altri cupi e cadenzati quali "Post American World" e "Poisonous Shadows". Invece "Lying State" è sorretta da una sezione ritmica da paura, grazie anche al drumming di Adler. "Bullet To The Brain" è un altro pezzo da 90 del disco.
"The Emperor" forse è uno scarto del precedente disco ma rimane comunque di qualità superiore rispetto alla media del pessimo Super Collider.


TUTTI I LITIGI DI MUSTAINE: METALLICA
La più famosa diatriba rimane indubbiamente quella con i Metallica, di cui Dave Mustaine fu primo chitarrista solista. A causa dei suoi comportamenti, già nel 1981 fu protagonista di un violento litigio con Hetfield, infatti Dave Mustaine sciolse il suo cane a casa dell’allora bassista Ron McGovney e la cosa degenerò in una rissa proprio contro Hetfield che prese a calci nel sedere il cane di Mustaine.
Lo stesso cane defecò anche sulla macchina di McGovney.
Fu proprio il suo comportamento rissoso a portare McGovney a lasciare la band.
Non pago, nel 1983, a causa del suo stato di ubriachezza, il mezzo sbandò e finì in un fossato.
Non sopportando più i suoi comportamenti, Hetfield e Ulrich decisero di allontanarlo e lo portarono alla fermata dell'autobus per farlo tornare a Los Angeles.
Lasciata la band, criticò aspramente il nuovo chitarrista Kirk Hammet, dicendo che quest’ ultimo venne considerato un bravo musicista solo grazie agli assoli da lui scritti.
Insultò anche Ulrich definendolo “piccolo traditore”, poichè alcuni spezzoni video con Dave Mustaine erano stati inclusi nel documentario “Some Kind Of Monster” senza il permesso di quest’ ultimo.
Inoltre Mustaine sostenne di aver scritto molte delle canzoni dei Metallica, in particolare Leper Messiah. Hetfield rifiutò sempre di riconoscerglielo.


I LITIGI CON GLI SLAYER
Famosa anche l’antipatia tra il frontman dei Megadeth e Kerry King, reclutato nel 1985 per suonare nella band di Dave Mustaine, che lasciò dopo soli 5 concerti, non sopportando i modi (a sua detta “tirannici”) del fondatore. Nel 1991, durante il tour di Clash Of The Titans, si riaccese la miccia: Mustaine disse che non voleva che un gruppo come i Megadeth facessero da spalla ad un gruppo dalla fama e le vendite misere come gli Slayer. La cosa finì alle mani, coinvolgendo Tom Araya, apostrofato da Mustaine che lo invitò a succhiargli i genitali. Durante un concerto successivo Araya definì Mustaine “omosessuale” davanti al pubblico. Nel 2004 King dichiarò che Mustaine era “un dittatore e che tutti lo odiano”. La lite non si spense e King lo definì “succhiacazzi”. Ma la rivalità fra Slayer e Dave Mustaine non si ferma qui.

In una recente intervista al magazine “Guitar World”, apparsa su Metalitalia, Kerry King ha dichiarato: "Non ho alcun rispetto per Dave. Se parliamo di suonare non posso dirgli nulla. È eccezionale. Ma so alcune cose sul suo conto.  So che è un ipocrita, e non ho alcun rispetto per quel genere di persone.  Quando lo vedrò, in ogni caso, lo saluterò tranquillamente.  Se non farà lo stronzo con me io non lo farò con lui"

Si ricorda anche il litigio con Tom Araya al Clash Of The Titans dove Mustaine disse che gli sarebbe piaciuto se Araya gli avesse succhiato il cazzo. Araya lo chiamò "Homo" sul palco.


I LITIGI CON CHRIS POLAND, MARTY FRIEDMAN E DAVID ELLEFSON
Mustaine litigò aspramente anche con Chris Poland, il chitarrista che sostituì Kerry King nei Megadeth. Si dice che Poland, per poter comprare eroina, rubò e vendette, di nascosto, le chitarre di Mustaine. Quest’ultimo, dopo averlo cacciato, scrisse Liar (brano tratto da So Far, So Good… So What!), brano in cui il leader dei Megadeth esprime tutta la sua rabbia nei confronti di Poland, insultando lui e anche la sua famiglia. Dave Mustaine ha avuto delle antipatie nei confronti di Marty Friedman. Egli dichiarò in un’intervista che Friedman manifestava (dopo la pubblicazione di Cryptic Writings nel 1997) il desiderio di abbandonare i Megadeth, dato che non voleva più suonare metal e aveva intenzione di dedicarsi a nuove sonorità. Durante l’ultima data del tour di Risk, Friedman non si presentò sul palco, facendo andare Dave Mustaine su tutte le furie.
Il leader dei Megadeth chiamò immediatamente Al Pitrelli che non conosceva gli accordi dei brani, ovviamente non per colpa sua e il concerto si dimostrò piuttosto squallido.
Friedman volle incontrare Mustaine, ma quest’ultimo lo fece allontanare dichiarando di non volerlo più vedere. Lo incolpò anche per l’insuccesso di Risk perché, secondo Mustaine, voleva rendere i Megadeth una band alternative rock. Rimane inoltre famosa la diatriba tra Dave Mustaine e David Ellefson, dovuta al fatto che il primo non avrebbe ottemperato a determinati obblighi derivanti dai diritti d’autore del secondo. Al riguardo Ellefson ha anche intentato una causa, senza successo, nel 2004. Pare che Dave Mustaine abbia cacciato dai Megadeth Jeff Young, nel 1988, perché il chitarrista voleva corteggiare la sua ragazza. Il fatto che, insistentemente, nelle interviste a lui fatte, Mustaine affermi che Young venne cacciato proprio perché voleva portargli via qualcosa di suo, starebbero a confermare l’ipotesi di un litigio amoroso all’origine della sua dipartita dai Megadeth.


LA DIATRIBA CON I PANTERA
I Pantera aprirono nel 1992 il "Countdown To Extinction Tour".
Pare che Phil Anselmo disse più volte prima di salire sul palco "Fuck Megadeth" e "Fuck Dave".
Nel 1994, in un'intervista su MTV, Mustaine insultò i Pantera aggiungendo "non ho intenzione di dire il loro nome a nessuno perchè non ho intenzione di promuoverli. OK, se proprio devo li citerò in spagnolo".


LA DIATRIBA CON I SUICIDAL TENDENCIES
Mike Muir e soci parteciparono anche al "Countdown To Extinction Tour" del 1992 ma la diatriba risale al  "Clash Of The Titans" visto che Mustaine provò a buttare fuori dalla scaletta la band.
Muir sfidò addirittura Mustaine sul palco per una scazzottata e poi aggiunse "Ci sono un sacco di persone che vorrebbdro vedere Dave preso a calci nel sedere".
Mustaine rispose verbalmente, sostenendo che Muir era solo uno stupido.


DISSECTION E ROTTING CHRIST ESCLUSI DAI TOUR DEI MEGADETH
Nel 2002 Mustaine si converte al Cristianesimo e in un famoso Tour in Israele si rifiuta di suonare sia con i Dissection che in seguito con i Rotting Christ, entrambe band Black Metal.

Lo stesso Mustaine nel 2014 spiega:
"Nel 2002, ho apportato alcuni cambiamenti. Ho avuto un serio infortunio al braccio e quando la mia carriera ha dovuto fermarsi, mi ha permesso di vedere le cose da un duro punto di vista e ho realizzato di voler assicurarmi di non suonare con band che annoverassero dei tossici nelle loro fila, perchè non posso stare attorno a dei tizi che si fanno di eroina perchè sarebbe una tentazione e perchè sto cercando di raggiungere qualcosa nella mia vita che sia un potere più grande di me, e di poter rimettermi in forma. Non voglio frequentare tizi che possono essere una minaccia per la mia spiritualità perchè avevo deciso di intraprendere un sentiero spirituale.
Non ho mai detto di odiare nessuno, semplicemente non volevo suonare con loro.
Ero così curioso di vedere il poster di quel concerto, perchè era scritto a caratteri ebraici, e poi ho visto la band Dissection ed ho pensato “Beh, questo sì che è un nome fico”.
Poi ho guardato in alto e mi sono detto ‘mmm no’.
Quindi ho chiamato il promoter e gli ho detto ‘Guarda, noi non possiamo suonare. Non suoneremo a quel festival’. Non ho mai detto “Buttateli fuori”. Questo è stato un fraintendimento del promoter.
E’ stato il promoter a buttarli fuori. Non mi sarei mai sognato di buttare fuori una band da uno dei miei show. Preferei essere io a tirarmi fuori. E quando ho detto ‘Guarda non vogliamo farlo’, loro se la sono presa con quella band. A prescindere dal fatto che il frontman dei Dissection fosse un assassino o avesse inclinazioni sataniste..tutti noi abbiamo dei lati oscuri.
Ora, io non ho ucciso nessuno, ho distrutto solo un paio di chitarre ma non ho mai ucciso nessuno.
E l’aspetto più triste in fin dei conti è che il tizio in seguito si è suicidato, perciò era un’anima in pena.
Nella mia vita ho visto tanta ipocrisia tra le persone che si professavano Cristiane o Cattoliche, predicavano una cosa e poi facevano altro. Per questo ho provato antipatia per le persone che dicevano di credere in Dio, perchè un giorno le vedevi fare una cosa e il giorno dopo tutt’altro.
E credo sia per questo che molti di noi finiscono per essere spiritualmente disorientati. E probabilmente questo è stato anche parte dei motivi che hanno portato quel povero ragazzo a fare quel gesto. Ma, sapete, dovevamo suonare con loro in Francia e non furono cacciati da quello show.
Si è detto tanto anche a proposito dei Rotting Christ che avevano un nome che ritenevo in un certo senso offensivo. Ma questa è una cosa personale.
Non ha niente a che vedere con la loro band o la qualità della loro musica o con loro come persone.
Ragazzi, quello che voglio che capiate è che la mia decisione di non suonare con loro non ha niente a che fare con il loro valore e qualità come persone, perchè sono sicuro che probabilmente sono delle ottime persone. A volte diamo alle nostre band dei nomi che possano creare delle reazioni nelle persone, e questo non necessariamente rispecchia ciò che siamo".

La Storia Dei Metallica e La Morte Di Cliff Burton

Cliff Burton nasce a Castro Valley il 10 febbraio 1962. La madre Jan amava ricordare come già da piccolo preferiva starsene da solo, nella sua cameretta, a leggere o ad ascoltare musica, piuttosto che uscire a giocare con i suoi coetanei. Un tipo sveglio, che amava molto studiare: anche a scuola, tra una lezione e l'altra, si sedeva su un muretto a leggere libri di musica classica.
La sua vita vide la tragedia negli occhi, per la prima volta, nel 1975, quando il fratello maggiore Scott, tredicenne, gli morì davanti per un aneurisma cerebrale: il lutto colpì molto il piccolo Cliff, che lo elaborò dentro di se senza parlarne praticamente mai.
In memoria del fratello, Cliff inizia a prendere lezioni di pianoforte e poi di basso, superando vari istruttori in bravura. Il terzo della serie, tale Steve Doherty, ricorda che dai suoi manuali Cliff prese spunti provati assieme e successivamente utilizzati in Orion ed altre canzoni famose della sua futura band, i Metallica. Uno dei primissimi gruppi in cui suonò si chiamava EZ Street: con quei ragazzi, Cliff si cimentava in cover assurde e improvvisazioni allucinogene, scaturite da un'allegra dose di erba trangugiata in compagnia. In pratica, suonavano qualsiasi cosa passasse loro per la testa, così come veniva. Cliff visse un'adolescenza spensierata: un po' di fumo e le interminabili jam session distendevano la quotidianità di questo ragazzo sensibile che amava anche cucinare e che tutti descrivono come profondamente vero, sincero e dignitoso.
Costantemente impegnato, intelligente e sicuro di sé: certo, quando si ricorda una persona che non c'è più è sempre facile abbondare in elogi e mitificazioni, ma il bello è che Cliff Burton era davvero così. Presto Burton entrò a suonare nei Trauma, una band di San Francisco, i suoi compagni si vestivano con ridicoli e coloratissimi costumi colorati, con tanto di fulmini appiccicati addosso, ma Cliff restava sempre sé stesso, col giubbettino in jeans e i pantaloni a zampa!
Cliff ambiva e sognava così tanto da voler ostentare il suo desiderio di suonare un certo tipo di musica anche nel momento in cui si trovava giocoforza ad esibirsi in un contesto diverso.
Era il leader visivo della band: la sua tecnica di bassista giunse fino a Los Angeles, tanto che James Hetfield e Lars Ulrich dei Metallica decisero di andare a San Francisco per osservarlo.


NASCITA DEI METALLICA
I Metallica erano nati quasi per caso e si erano ritrovati ad avere un pezzo sulla compilation Metal Massacre con l'ingresso in formazione del chitarrista Dave Mustaine stavano affinando uno stile musicale rabbioso ed estremamente veloce, che aveva trovato ampi consensi quando la band si era esibita proprio a San Francisco. Hetfield e Ulrich rimasero stupefatti: da Cliff; dalla sua tecnica, dal suo headbanging teatrale, dagli assolo di basso, certamente, ma anche dall'aria che si respirava in quel di Frisco; band come gli Exodus stavano vivendo nelle loro cantine le stesse emozioni e gli stessi stimoli che i Metallica sentivano a Los Angeles, il posto sbagliato. Era San Francisco il posto giusto per suonare quel velocissimo e infuocato ibrido di metal e hardcore, ispirato dai Venom e in seguito chiamato Thrash Metal! Burton accettò di unirsi a loro solo nel caso in cui questi si sarebbero trasferiti a San Francisco. I Metallica si trasferirono dunque a San Francisco e presero residenza alla Metallica Mansion, un appartamentino che divenne il disastrato fulcro di vita degli headbangers della Bay Area.
Le porte erano sempre aperte, birra e allegria scorrevano ogni notte nelle feste di decine di ragazzi che appartenevano a band diverse ma che strinsero una profonda amicizia. I Metallica acquisirono presto un rispetto ed una stima enorme da parte dei metalhead locali, venendo adottati splendidamente dalla comunità cittadina e divenendo gli alfieri e i capiscuola dell'intero movimento Thrash.
La festa durò un'annetto, concentrata in spettacoli dinamitardi nei pubs e nelle cantine, prima che il successo chiamasse la band a New York, invitata a registrare il suo primo album.


I DISCHI CON CLIFF BURTON
Kill'Em All nacque così in fretta, dopo un avventuroso viaggio in furgoncino verso la Grande Mela e la cacciata del bizzoso Mustaine (che poi formerà i Megadeth). Il suo erede, Kirk Hammett, strinse un'amicizia fraterna con Cliff: se Hetfield e Ulrich erano i leader della band, Burton e Hammett erano i ragazzi timidi, pacati e silenziosi che tenevano lucida e razionale l'essenza del combo.
In particolare Cliff Burton teneva saldamente in pugno le redini del combo californiano, offrendo spunti infiniti a livello musicale e diffondendo il suo sapere tecnico e teorico ai suoi compagni; inoltre, essendo il più vecchio dei quattro, li consigliava e infondeva loro serenità, era un punto di riferimento capace di placare con una battuta ogni discussione, un appoggio rispettato contro il quale non si poteva assolutamente andare. Su Kill'Em All i Metallica si esibivano in una terremotante sequela di riffs al vetriolo e canzoni velocissime ma quello che spicca è l'assolo di basso ultramelodico registrato da Cliff. E' veramente incredibile pensare che fosse così giovane quando ha composto Anesthesia (Pulling Teeth). Quel brano mostra una voce musicale spiccata e pienamente sviluppata, un obbiettivo a cui ambiscono tantissimi musicisti senza mai raggiungerlo.
E Cliff c'era riuscito a ventun'anni, sul suo primo album. "Metal Militia", "Seek And Destroy", "Jump In The Fire", "The Four Horsemen", "Phantom Lord" e "No Remorse" rimangono nella storia della band. La crescita che i Four Horsemen maturarono nel rapido scorrere di un triennio strepitoso fu pressochè incontenibile: al disco d'esordio seguì nel 1984 il celebre Ride The Lightning, prodotto sublime nel quale la mano di Cliff Burton si vede in maniera impetuosa: le nuove canzoni, composte si evolvevano nettamente dallo stile grezzo e immediato dei dieci pezzi d'esordio, spostandosi verso le direzioni più disparate ed evolvendosi sia musicalmente che liricamente in stratificazioni complesse e variegate. Sicuramente c'era del Thrash Metal grezzo in quel disco ("Fight Fire With Fire"), ma quello che lasciava sbalorditi era la musica più matura ed elaborata di tracce come la marziale titletrack o "Trapped Under Ice", fino ad avvicinarsi alla mirabolante "Creeping Death": un capolavoro, in tutti i sensi, all'interno del quale la sezione melodica di Hammett trova una profondità ed un'intensità spettacolari, con cambi di tempo e atmosfera a dir poco esaltanti. O alla ballad "Fade To Black".
Tuttavia le gemme assolute made in Burton sono "For Whom The Bell Tolls" e "The Call Of Ktulu": la prima è un macigno di Thrash Metal durissimo e che, introdotta da un assolo di basso da pelle d'oca, si delineava in una solenne rievocazione dell'omonimo romanzo di Hemingway. 
La seconda è un'inquietante strumentale ispirata ai racconti horror-fantasy di Philippe Lovercraft, scrittore statunitense vissuto a cavallo tra '800 e '900 e ben presto divenuto fonte d'ispirazione e passione evidente nel giovane Cliff. Il pezzo è un crescendo di pathos elegante e dalla classe immensa, che conferiva definitivamente lo scettro di sovrani del Metal americano ai Metallica. Forse l'unica canzone sottotono è "Escape". Gli eccessi e i divertimenti dei Metallica divennero presto famigerati, nei tour devastanti come nei momenti di pausa vissuti nel 'porcile' della 'Mansion'; birra a fiumi, cumuli di aneddoti curiosi, un soprannome, Alchoolica, appicciato addosso ai membri del team, anche letteralmente viste le toppe cucite su certi giubbetti in jeans caratteristici dell'epoca: il folclore non mancava di certo attorno a questo manipolo di metallari turbolenti ma anche sensibili. Cliff era, naturalmente, quello che si differenziava più di tutti dagli altri. Beveva e ci andava giù pesante anche lui ma, diversamente da un Hetfield o un Mustaine qualsiasi difficilmente perdeva il controllo e si faceva sopraffare dall'alcool. Era un duro ed era arduo vederlo ubriaco. Piuttosto preferiva fumarsi un po' d'erba e a tal proposito va raccontato un aneddoto succoso. Durante il tour di Ride The Lightning la band si trovava in Europa e il tourbus fu fermato ad una dogana e perquisito da poliziotti e cani antidroga; Cliff, che aveva un po' di fumo nelle tasche, fu svegliato da un pastore tedesco che lo fissava insistentemente e non trovò nulla di meglio da fare che inghiottire la 'roba' prima dell'arrivo degli agenti! Stette male un paio di giorni, nei quali fortunatamente non erano previsti concerti, ma gli altri tre ragazzi gliene combinarono di tutti i colori, approfittando del suo stato confusionario!
Era un ragazzo che amava la vita, Cliff; e amava fottutamente il suo mestiere: presto si rimise a tavolino per pianificare con i compagni il nuovo capitolo della saga Metallica, un capitolo che si intuì presto essere veramente leggendario.
Master Of Puppets nacque avvolto in un alone di apocalitticità, permeato di potenza e melodia talmente cupe e profonde da poter schiacciare ogni altro disco, al confronto.
Era il 1986 e l'album destò scalpore immediato, passando quasi direttamente dai banconi dei negozi agli scaffali della storia della musica rock: ancora una volta erano presenti tracce debordanti ultraveloci e assassine e altre più cerebrali e melodiche, ma il segno di Burton spiccava una volta di più in brani fuori dagli schemi come la nuova strumentale, l'imperiale Orion, o nella mastodontica titletrack, raffinata attorno ad una scrupolosa parte centrale da mozzare il fiato per la sua melodia ed il suo fascino oscuro. Canzoni come la titletrack, "Battery", "Damage Inc", la (quasi) ballad oscura "Welcome Home (Sanitarium)" fecero storia.
Anche "Disposable Heroes" fece la sua bella figura, malgrado poco suonata live.
Cliff Burton forniva ai Metallica una base melodica su cui si creava la magia.
Benchè nel metal di solito il basso si limiti a rafforzare lo spessore delle chitarre, i gruppi metal più influenti a volte fanno eccezione a questa regola: è il caso dei Metallica con Cliff.
Come Geezer Butler nei Black Sabbath, Cliff suonava in una band tutta imperniata su grandi parti di chitarra, eppure riusciva a creare dei giri di basso che spiccavano da soli. I primi tre album sono completamente permeati da Cliff. Sembrava un accoppiamento strano, mettere uno che suonava il basso in modo tanto diverso usava triadi, un wah wah con una band così satura di chitarre però funzionava, ed è questo uno dei motivi per cui i Metallica sono riusciti a distinguersi da tutti i gruppi che li hanno preceduti.


LA MORTE DI CLIFF BURTON (1986)
I Metallica partirono per un tour enorme a fine marzo, che avrebbe toccato una cinquantina di date con una scaletta devastante, proveniente dai primi 3 album. In estate la band affiancò gli Anthrax in una serie di date inglesi, delle quali resta celebre per la sua spettacolarità l'esibizione del 24 settembre all'Hammersmith di Londra; musicisti stellari, in forma stellare. I migliori Metallica di sempre stavano mettendo soqquadro nel Vecchio continente, e spostarono la loro macchina di distruzione verso la Scandinavia, dove tennero una serata a Oslo, una a Lund (Svezia) ed una a Stoccolma.
Nonostante la scomodità ognuno dei quattro musicisti è contento, gli applausi della sera prima sono un toccasana contro i disagi dei viaggi, la giovane età e la passione fanno il resto.
Gli unici posti più comodi sono quelli vicino al finestrino e due di loro per decidere a chi toccasse occuparlo se lo sono giocato alla carta più alta. Nessuno di loro sa che questo fatto sarà decisivo e che il destino c'avrebbe messo del suo in quella mattinata svedese. Alle prime luci del mattino del 27 settembre 1986 il tourbus della band viaggiava nei freddi tornanti svedesi e divenne la prigione di cristallo che intrappolerà l'anima del grande Cliff. Il pullman comincia a sbandare, finisce sulla ghiaia ed inizia a sobbalzare. L'autista cerca di rientrare in carreggiata perdendo definitivamente il controllo del tourbus che si rovescia sul lato destro. Dunque il mezzo si rovescia su se stesso, forse per colpa di una lastra di ghiaccio(tesi ampiamente smentita anche dai presenti che perlustrarono la zona).
In realtà si dice che  il conducente puzzasse d'alcool. Gli occupanti si fanno largo tra le cuccette crollate ed escono all'aperto, l'aria della notte svedese è fredda e la maggior parte di loro è contuso ed in mutande. La maggior parte, ma non tutti. Hetfield cerca di capire cos'è successo, gira intorno al pullman e con suo orrore vede due gambe spuntare da sotto il bus: sono le gambe di Cliff.
Infatti Cliff Burton venne sbattuto dalla cuccetta dove dormiva fuori dal finestrino, rimanendo schiacciato dalla massa stessa dell'autoveicolo. Probabilmente morì sul colpo.
Il trauma fu devastante, per i suoi compagni: ancor più per Kirk Hammett; il ragazzo con cui Cliff aveva legato di più. Da allora, nulla più è stato come prima: una perdita irrecuperabile per i Four Horsemen e per l'intero mondo del Metal.


DA COSA FU PROVOCATO L'INCIDENTE?
Lastra che non fu mai vista da nessuno, nemmeno da un Hetfield fuori di sé che percorse all'indietro la strada per capire. Nessuna lastra di ghiaccio e nessun guasto meccanico (cosa dimostrato successivamente dagli inquirenti). Il conducente era ubriaco?
Hetfield in un primo momento asserì di si, ma la cosa non è mai stata provata e neanche lui ne è tanto sicuro. Un colpo di sonno? Pare che nel pomeriggio del giorno prima avesse dormito parecchio in modo tale da poter affrontare la strada tra Stoccolma e Copenaghen.
Insomma tanti misteri ad aumentare la rabbia e lo sconforto dei Metallica, fantasmi che li perseguiteranno negli anni a venire e che verranno celati per lungo tempo dall'alcool.
La sera stessa dell'incidente James Hetfield si attaccò alla bottiglia e ruppe due finestre di un albergo di Ljungby per il dolore, mentre Kirk Hammett (colui che si giocò la cuccetta con Cliff) ed il roadie John Marschall (poi nei Metal Church) dormirono con la luce accesa per lo shock.
Sono andato dritto dallo spacciatore, ho preso un po' di roba e mi sono messo a piangere, a cantare ed ho scritto questo pezzo. Anche se i testi non c'entrano niente con lui, la sua prematura scomparsa mi ha lasciato questa melodia che vive nel cuore dei metallari di tutto il mondo.


LE REAZIONI DAL MONDO DEL METAL
La notizia della morte di Cliff Burton arrivò rapidamente alle orecchie degli addetti ai lavori, tra cui un ex dal dente avvelenato, Dave Mustaine, il quale, nonostante la voglia di rivalsa nei confronti dei Metallica, era ancora molto legato al bassista, a cui dedicò In My Darkest Hour.
Il funerale si tenne il 7 ottobre a Castro Valley e le sue ceneri vennero sparse al Maxwell Ranch, teatro dei divertimenti musicali di Cliff e dei suoi amici storici. Al termine della funzione venne suonato Orion, il suo brano. Molti dei conoscenti dei Metallica s'interrogarono sul loro futuro: cosa avrebbero fatto ora? Circa un mese dopo venne annunciato il nome del sostituto, Jason Newsted dei Flotsam And Jetsam. La band quindi decise di andare avanti secondo il classico motto "avrebbe voluto anche lui così", decisione che con gli occhi di oggi e conoscendo le vicende future dei Four Horsemen è valutabile come un errore, dato che i tre decisero di immergersi nel lavoro e non elaborarono il lutto.
Nonostante tutto però la voglia di tributare un doveroso omaggio allo sfortunato amico era troppo forte e nel 1987 i Metallica fecero uscire il loro primo home video, dall'emblematico titolo Cliff'Em All!
L'opera rispecchiava quello che era la band all'epoca e sarà l'ultima testimonianza della loro attitudine...dopo le cose cominceranno a cambiare. Il video non era altro che un insieme di filmati amatoriali di varie provenienze assemblati con spezzoni d'interviste, brandelli di vita quotidiana e foto di Cliff. Il tutto va considerato tenendo conto dell'epoca in cui vivevano i Metallica: non esistevano ancora le videocamere digitali che oramai siamo abituati a vedere ad ogni concerto, quindi è plausibile che testimonianze video dell'epoca non ve ne fossero molte.
Esso divenne prima disco d'oro e poi di platino.
Il motivo di questo successo era riscontrabile nell'affetto dei fans per quel bassista vestito di jeans che agita la testa durante il concerto, l'unico tatuato del gruppo in quel momento con quel teschio dei Misfits sul braccio, band le cui magliette fanno capolino continuamente nel corso del video addosso ai membri del combo di Frisco. Numerose sono le chicche presenti, dal secondo show di Cliff con i Metallica presente anche Dave Mustaine (da notare lo spazio solistico ritagliatosi sin dall'inizio, una delle clausole pretese da Burton per accettare l'ingaggio) alla smorfia dello stesso bassista quando durante un'intervista si parla dei Metallica come provenienti da Los Angeles, come a voler dire "Ehi, io vengo da San Francisco, non da quella gabbia di matti".
Un video che segna la fine di un'epoca, quella dei prodotti senza compromessi. Dopo bisognerà fare i conti con le esigenze discografiche. Cosa sarebbe stato dei Metallica se Cliff non fosse morto? Domanda che assilla i fan e gli storici da anni (almeno sin da quando la band abbracciò il mercato) ed alla quale è impossibile dare una risposta certa, solo congetture ed ipotesi.
Le uniche cose sulle quali si potrebbe essere sicuri è che certe uscite impopolari non si sarebbero verificate (il caso Napster per dirne una), Lars non avrebbe avuto il tracollo tecnico che oggi è sotto gli occhi di tutti, Kirk avrebbe evitato l'eyeliner e James non avrebbe forse avuto i problemi con l'alcool che tutti conosciamo. Un po' poche come certezze, ma forse è meglio lasciare ai fans la possibilità di sognare. Cliff era il cervello del gruppo, avrebbe potuto portare la band in qualsiasi direzione ed influenzare qualsiasi decisione. E' difficile affermare che sia stato il più grande bassista metal della storia ma fu uno dei più grandi, sicuramente uno dei musicisti più amati della storia, come testimoniano i numerosi interventi nelle notizie che lo riguardano a venticinque anni dalla morte.


GLI ALTRI DISCHI SENZA CLIFF BURTON
Dopo la morte di Burton, i Metallica pubblicarono l'album ...And Justice for All (1988).
Il disco fu interamente dedicato al defunto bassista, in particolare, la traccia "To Live Is To Die" fu intitolata dai musicisti a Burton, essendo l'ultima a cui dette il suo contributo compositivo; infatti, oltre alla parte musicale, Cliff scrisse anche le poche parole che compongono il testo, ultime frasi scritte dal bassista prima del tragico incidente. "When a man lies, he murders some part of the world" (Quando un uomo mente, uccide una qualche parte del mondo) è una citazione tratta dal film Excalibur, mentre "These are the pale deaths which men miscall their lives" (Queste sono le pallide morti che gli uomini chiamano impropriamente loro vite) è stata presa dal libro La Conquista dello Scettro.
A dire della band, l'ingresso del nuovo bassista Jason Newstead non modificò il mixaggio del disco in cui il basso è completamente assente o poco udibile (sovrastato da chitarre e batteria). In realtà i maligni mugugnano che la band non si fidava del nuovo bassista Newstead quindi il suono del basso fu eliminato. Qui per approfondire: Su "...And Justice For All" Ci Sono Trigger Di Batteria?
La band per la prima volta nella sua storia realizza un video ("One") che avrà molto successo. Il disco è forse il canto del cigno dei Metallica più aggressivi, visto che negli anni seguenti il Thrash Metal verrà piano piano abbandonato. E' un disco complesso (i maligni dicono che a suonare la batteria non è Lars Ullrich), lungo, un po' difficile da assimilare. Diverso dai primi 3.
Quello che si può dire è che forse la durata del disco poteva essere accorciata, ad esempio tagliando un po' la titletrack. Per il resto ci sono pezzi che hanno fatto la storia: da "Harvester Of Sorrow" a "The Eye Of The Beholder", passando per "Shortest Straw", "Blackened" e la velocissima "Dyers Eve" che chiude l'album. Nel 1991 i Metallica pubblicarono il quinto album in studio, l'omonimo Metallica, prodotto dall'affermato produttore Bob Rock, noto anche per aver lavorato con i Mötley Crüe, i Bon Jovi e Cher. Il disco esordì al primo posto della classifica Billboard 200 e fu soprannominato dai fan Black Album a causa della copertina quasi completamente nera. Il disco fu anche il maggiore successo commerciale del gruppo che, grazie ai famosi singoli "Enter Sandman" e "Nothing Else Matters", raggiunse 38 milioni di copie vendute e vinse un Grammy Award come "Best Metal Performance" nel 1992. Vengono estratti anche altri singoli: "The Unforgiven" e "Sad But True".
Il Thrash rivive forse solo in "Through The Never" (con un riff mezzo scopiazzato a "Trial By Fire" dei Testament). Al contrario del disco precedente, il Black Album presenta giri di basso piuttosto rafforzati e perciò Jason Newsted fu visto di buon occhio dalla critica per aver dato un maggiore contributo alle sonorità dell'album. Metallica ricevette però anche alcune critiche, specialmente dai fan di vecchia data, che non accettarono l'abbandono seppur parziale delle sonorità Thrash a favore di altre più semplici e orecchiabili. Nel 1994, succede un fatto curioso con la band che nel suo "Shit Hits The Sheds Tour" si ritrova a suonare con gli Alice In Chains di Layne Staley. Ai tempi il leader degli Alice In Chains era già caduto nel baratro delle droghe pesanti e in particolare dell'eroina, al punto che a causa di un'overdose è costretto ad abbondare il tour. Quando i Metallica salgono sul palco, Hetfield imita Staley mimando una siringa e prendendolo in giro.



IL DECLINO E IL CAMBIO DI LOOK
Nel 1996 fu pubblicato l'album Load (copertina è ispirata da un artista che creava le sue opere mischiando sangue e sperma) trainato dai singoli "Until It Sleeps" e dalla pessima "Hero Of The Day". In quel periodo avvenne il tanto discusso cambiamento di look dei Metallica, che abbandonarono il look metal degli esordi per quello più "pulito" con capelli corti e abbigliamento da strada, accompagnato da alcuni tatuaggi. Questo mutamento fu avvertito anche a livello musicale: infatti, per la prima volta, la band propose sonorità più simili all'Hard Rock con tante ballad e pezzi commerciali. Si possono ricordare "Until It Sleeps", "Ain't My Bitch", "Mama Said", "King Nothing", "The House Jack Built" e "Bleeding Me". In origine Load fu pensato come un doppio album, ma sia il produttore Bob Rock che i Metallica scartarono l'idea, preferendo rielaborare le tracce non inserite in Load per pubblicarle l'anno successivo in ReLoad, disco nel quale è presente l'ormai famosa "Fuel".
Alcuni di questi brani ebbero un discreto successo radiofonico ("The Memory Remains", "The Unforgiven II" e soprattutto "Fuel"), anche grazie ai videoclip. Nel 1998 il quartetto registrò il doppio album di cover Garage Inc. E' più o meno in questo periodo che la band fa causa al noto software Napster scoprendo che molte delle sue canzoni erano finite nei circuiti peer to peer per essere scaricate gratuitamente. St.Anger uscito nel 2003 presenta sonorità più dure e più grezze rispetto agli album precedenti Load e ReLoad, caratteristica questa che fu in parte apprezzata dai critici musicali. 
Tuttavia i fan ne biasimarono la qualità della produzione, specie per quanto riguardava le parti vocali di Hetfield, l'arrangiamento mixeristico della batteria di Ulrich, i testi spesso di tema scontato e l'assenza di assoli di chitarra, fatto fino ad allora del tutto inusuale per il gruppo.
Con la pubblicazione di Death Magnetic nel 2008 i Metallica ritornarono più o meno allo stile Thrash che caratterizzò i primi album, ciò in parte lo si deve anche al nuovo produttore dei Metallica, Rick Rubin, che sostituì Bob Rock. Rubin decise di rendere le cose più complesse, a cominciare dai riff delle chitarre e dai testi delle canzoni.  Inoltre, il suo lavoro ha motivato la band a tirare fuori il meglio per lunghi periodi, a differenza di quanto si faceva da qualche anno.
Infine nel 2011 viene pubblicato Lulu In collaborazione con Lou Reed, disco sperimentale e che non c'azzecca molto con la carriera della band.

giovedì 4 settembre 2014

Gli Ac/Dc, La Morte Di Bon Scott e i Crimini Di Phil Rudd

Bon Scott nacque a Forfar in Scozia il 9 luglio 1946.
Fu il principale autore di testi degli AC/DC, prima dell'entrata nel gruppo di Brian Johnson, avvenuta dopo la sua morte.
Alla guida degli AC/DC, Bon fu, nel bene e nel male, il più carismatico frontman d'Australia.
Il suo modo di stare sul palco duro e insolente, lo rese una icona da "macho" che i ragazzi ammiravano e le ragazze amavano.
Scott morì a Londra il 19 febbraio 1980, dopo una notte di eccessi, anche se a tutt'oggi incombono pesanti interrogativi sulle cause del decesso del cantante australiano.
Fu ritrovato morto sul sedile posteriore di una Renault 5, nella via Overhill Road a Dulwich, là dove era stato lasciato da un suo amico a riprendersi dalla notte precedente.
È stato sostenuto che il soffocamento da vomito sia stata la causa della morte di Scott, ma la causa ufficiale è stata indicata sul certificato di morte come "intossicazione da alcol" e classificata come "morte accidentale".
Solo l’anno prima, grazie a un album esplosivo titolato Highway To Hell, sfondarono anche negli Stati Uniti. Ma in realtà andrebbero ricordati anche molti altri successi.


I DISCHI
Il primo album, High Voltage (pubblicato solo in Australia e Nuova Zelanda), venne registrato in soli 10 giorni e pubblicato alla fine del 1974 (nel resto del mondo conterrà anche il secondo disco come una compilation).
Sebbene mostri un gruppo ancora discretamente acerbo e alla ricerca di un proprio suono, il disco contiene dei pezzi tuttora apprezzati dai fans come "Soul Stripper" e "She's Got Balls".
Fu con l'album successivo, T.N.T. (1975), che il suono degli AC/DC iniziò a venir fuori in modo prorompente.
Alcuni pezzi, come "It's a Long Way to the Top (If You Wanna Rock'n Roll)" e "T.N.T." sono tuttora considerati fra i loro migliori classici, e altri come "Live Wire", "The Jack" e "High Voltage" sono stati per anni dei punti fermi nelle esibizioni dal vivo. Da segnalare anche il singolo "Can I Sit Next to You Girl".
Il disco successivo, Dirty Deeds Done Dirt Cheap, ovvero "Lavori Sporchi A Basso Prezzo", uscì nel settembre del 1976 in versioni differenti a seconda della nazione di pubblicazione: "Jailbreak" fu presente solo sulla versione australiana, rimpiazzata da "Rocker" sulle versioni internazionali.
Questo disco non sarà pubblicato negli Stati Uniti fino al 1981: la compagnia discografica non aveva ritenuto il sound del gruppo adatto ai gusti del pubblico americano. La titletrack diventerà tra i brani più famosi, vanno citate anche  "Ride On", "Ain't No Fun","'RIP" e "Jailbreak".
Se con la title track avevano aggiunto un altro futuro classico al proprio repertorio, si può affermare che fu con Let There Be Rock del 1977 che gli AC/DC trovarono la propria dimensione, liberandosi definitivamente delle sfumature più commerciali ancora percepibili su parte degli album precedenti. "Let There Be Rock" è un album grezzo e senza compromessi, che rivaleggia con la musica Punk del periodo per impeto e immediatezza pur non sacrificando le componenti Rock e Blues della band. Oltre alla titletrack vanno citate "Dog Eat Dog", "Overdose" ed ovviamente "Whole Lotta Rosie".
Con Powerage, del 1978, il bassista Mark Evans venne sostituito da Cliff Williams; l'album comunque non fece che confermare l'ottimo stato di forma del gruppo e la loro intenzione di proseguire sulla strada aperta dal disco precedente grazie ad hit quali "Riff Raff", "Rock N'Roll Damnation", "Down Payment Blues", "Kicked In The Teeth", "Up to My Neck In You" e "Gimme A Bullet".
Se fino al 1978 gli AC/DC erano stati un gruppo molto apprezzato, ma essenzialmente non di culto nel panorama musicale mondiale, tutto cambiò con Highway to Hell del 1979, nel quale avevano aggiunto varietà e raffinatezza ai propri brani, senza comunque distaccarsi dalle proprie radici e dal proprio stile.
Con Highway To Hell gli AC/DC sfondarono per la prima volta nella top ten inglese e nella top 20 statunitense. Si tratta di una lunga sfilza di classici (alcune usate anche in film e serie TV): dalla titletrack a "If You Want Blood (You've Got It)", passando per "Shot Down In Flames", "Girls Got Rhythm", "Walk All Over You" e "Touch Too Much".
    

LA MORTE DI BON SCOTT
Nell'appartamento di Paul Chapman(chitarrista degli Ufo) nel cuore di Fulham c’è un’atmosfera strana.
Egli è andato a dormire solo poche ore prima: dopo una notte di bagordi si è letteralmente schiantato su alcuni cuscini buttati per terra in una stanza del piano superiore.
Per questo quando squilla il telefono, gli ci vuole un po' di tempo prima di prendere in mano la cornetta e rispondere.
«Paul, sono Joe…»
«Joe, ma che ore sono? Stavo dormendo…»
«Paul, sei seduto? Ho brutte notizie… Sai, Bon… Bon è morto».
Paul come detto è Paul Chapman, 26 anni, gallese, chitarrista della band hard rock UFO.
Sulle sei corde è un fenomeno: quando non ha nemmeno 17 anni viene scelto per sostituire Gary Moore negli Skid Row irlandesi.
Chapman, però, eccelle anche in un’altra specialità: è capace di reggere litri di alcol e una quantità inimmaginabile di droghe.
Per questo lo chiamano Tonka che, in lingua Sioux, significa “grande, forte, indistruttibile”. Joe è Joe Bloe, australiano, conosciuto anche come Joe King.
Ufficialmente è un tecnico, assistente di chitarristi: ha lavorato per Chapman sino a pochi mesi prima. Ma nel mondo del rock è famoso per essere uno dei pusher più riforniti e affidabili.
Da qualche settimana divide una casa in centro a Ashley Court con Bon Scott, il cantante degli AC/DC.
Joe sta chiamando proprio da lì.
Ma sino all’alba si trovava a Fulham, a casa di Paul.
Insieme, quei due avevano bevuto l’impossibile e si erano strafatti di coca in attesa che li raggiungesse proprio Bon. Che invece non è mai arrivato e così, verso le sette (quando il sole cominciava ad alzarsi) Joe è tornato a casa. A piedi.
«Bisogna che qualcuno avvisi Angus o Malcolm…», dice Joe in lacrime, «Paul tu hai i loro numeri?». «No, ma so chi me li può dare. Ti richiamo tra cinque minuti».
I fratelli Angus e Malcolm Young sono il cuore degli AC/DC.
La loro forza sta nei riff asciutti, brutali, del chitarrista Angus Young, nei live divertenti e spettacolari, ma anche nelle doti del vocalist Bon Scott, scozzese trapiantato in Australia dotato di una gran voce e di una gran sete: si dice che una volta, in mancanza di whisky, si sia scolato una boccetta di dopobarba.
Uno dalla gioventù talmente scapestrata da essere rifiutato dall’esercito poiché considerato “soggetto socialmente disadattato”.
Descritto come una specie di hooligan o di malvivente sempre pronto a mettersi nei guai è pure finito in galera con l’accusa di aggressione.
Bon può salire sul palco ubriaco fradicio, prendere Angus sulle spalle e continuare a cantare come se niente fosse.Va in giro dicendo che «alcol, donnacce, sudore in scena e pessimo cibo nel backstage non indeboliscono: è tutta salute».No, non è “tutta salute”.
Perché lui che cantava sempre di “essere sull’autostrada per l’inferno” quel giorno all’inferno c’è arrivato davvero. Sul sedile del passeggero di una Renault 5, parcheggiata di fronte al 67 di Overhill Road, nel quartiere residenziale di East Dulwich, c’è il suo cadavere.
Già, ma come c’è finito lì? La sera del 18 febbraio, Bon chiama la sua ex-fidanzata Silver Smith per invitarla a passare la sera insieme.
Silver è stanca e declina l’invito.
Dice di no anche a un altro suo amico, un certo Alistair Kinnear, che la vuole portare a Camden, al Music Machine.
«Se vuoi, lo dico a Bon… Mi ha appena chiamato: è da solo e non sa che fare».
E così, Alistair passa a prendere Bon Scott a Ashley Court con la sua R5.
Una volta giunti al Music Machine i due cominciano a bere.
Lo fanno al bar ma anche nel backstage, dove l’alcol scorre a fiumi.
Il cantante degli AC/DC è sbronzo e anche Alistair è in uno stato alterato.
Però se la sente di guidare e, una volta finita la festa, si offre di riaccompagnare Bon a casa.
I due salgono in auto.
Durante il tragitto, Kinnear si accorge che Scott si è addormentato.
Cose che succedono, pensa.
Arrivato a Ashley Court, cerca inutilmente di svegliarlo.
Scende dalla Renault e suona al campanello dell’appartamento. Non risponde nessuno. Riprova.
Di nuovo silenzio.
Decide allora di chiedere consiglio alla Smith. Le telefona.
La ragazza lo rassicura: Scott ha già perso conoscenza in passato quando ha esagerato con l’alcol, non è niente di grave, è bene lasciarlo dormire, l’indomani gli sarà passata.
Kinnear si sente sollevato e decide di far dormire l’amico a casa sua, giù a East Dulwich.
Torna all’auto, mette in moto e si dirige verso Overhill Road.
Arrivato a destinazione, tenta nuovamente di svegliare Scott per portarlo a casa. Niente.
Prova a trasportarlo di peso, ma non ce la fa. A quel punto, pensa che l’unica cosa da fare sia di lasciarlo lì in auto a dormire e a smaltire la sbornia.
Vuole che sia comodo però: reclina il sedile e, per non fargli prendere troppo freddo, lo copre con una coperta. Per sicurezza, scrive indirizzo e numero di telefono su un bigliettino che lascia dentro l’auto.
Osserva la scena con la mente alterata dall’alcol: gli sembra d’aver fatto tutto per bene, gli pare d’avere predisposto ogni cosa affinché l’amico passi la notte in maniera decente.
Sono le 5 del mattino quando Alistair Kinnear sale le scale di casa per andare a dormire.
Sono le 11 quando viene svegliato dalla visita di un amico, un tale Leslie Loads.
Kinnear ha la nausea e la testa che gli scoppia: chiede a Loads di andare giù in strada e controllare se Scott sta bene. Lui scende, risale e afferma che il cantante non c’è più.
Molto bene, pensa Alistair, Bon evidentemente si è svegliato ed è tornato a casa in taxi.
Di alzarsi, però, Kinnear non ha proprio voglia: si rimette a dormire. Si risveglia nel tardo pomeriggio. Alle 7 e mezza di sera va a prendere l’auto per recarsi a far visita a un’amica che si trova in ospedale.
Scopre che Bon Scott è ancora lì, dentro la Renault.
Con orrore, vede che non sta respirando.
Si dirige verso il King’s College Hospital.
Lì i medici non possono fare altro che constatare il decesso di Ronald Belford Scott, 33 anni.
Causa della morte: avvelenamento da alcol.
Nessun riferimento a cocaina, eroina o altre droghe.
 

INCONGRUENZE
Ma se Alistair Kinnear scopre il corpo senza vita di Bon alle 19.30 del 19 febbraio, com’è possibile che Joe King abbia saputo della morte del suo amico quasi nove ore prima? Come ha fatto a saperlo?
Chi glielo ha detto? La testimonianza di Paul Chapman è certificata da quella di Pete Way, bassista degli UFO. È lui che riceve verso le 10.40 del mattino la telefonata di Chapman che gli comunica che Bon è morto e che bisogna avvisare Angus e Malcolm.
Glielo ha chiesto Joe King ma ha bisogno dei numeri di telefono dei fratelli Young, numeri che Way possiede. Chapman stesso non sa spiegare come Joe King abbia saputo della morte di Bon.
Ma è molto scettico sul fatto che non ci siano tracce di droga e, soprattutto, che qualcuno abbia potuto lasciarlo da solo, in macchina, di notte.
«Faceva un freddo cane… Solo un pazzo può pensare di lasciare un essere umano al gelo…». Nessuno sa se Alistair Kinnear sia o meno un pazzo.
Certo è che per venticinque anni non ha dato notizie di sé: nessuno lo ha mai visto né interrogato dopo la morte di Scott. Per qualcuno, addirittura Alistair Kinnear non è mai esistito.


IL PROSEGUO DEGLI AC/DC CON BRIAN JOHNSON
Poi la band australiana reagì bene alla morte di Bon Scott e partorì altri capolavori del calibro di Back In Black uscito nel 1980.
Infatti Back In Black fu l'album che li consegnò alla storia commerciale.
L'album si apre con il rintocco di una campana che suona a morte (in memoria di Bon Scott), che introduce "Hells Bells", e i 42 minuti seguenti contengono fra le migliori canzoni che gli AC/DC abbiano mai scritto.
La celebre "You Shook Me All Night Long", forse più di ogni altro loro brano, contribuì ad avvicinare l'hard & heavy al mondo delle radio. Senza scordarci della titletrack, "Shoot To Thrill", "Given The Dog a Bone", la semiballad "Let Me Put My Love Into You" o "Rock And Roll Ain't Noise Pollution". 
La morte di Bon Scott aveva chiaramente influenzato fortemente il gruppo: Back in Black ha quasi connotazioni da concept album, con tematiche quali la morte, l'edonismo e la voglia di ricominciare musicalmente in primo piano.
Il disco raggiunse la posizione numero 4 nella classifica statunitense ma rimase nella top 10 per oltre cinque mesi, continuando a vendere a ritmi eccezionali per molti anni a venire.
Secondo alcune fonti, è il secondo disco più venduto di tutti i tempi, e il disco più venduto in assoluto da parte di un gruppo Rock.
Anche grazie allo straordinario lavoro su questo album, Brian Johnson fu accettato subito dai fan.
La sua voce era più "gridata" e acuta di quella di Bon Scott, ma aveva indubbiamente delle similitudini e parve subito adatta anche a molti brani scritti da quest'ultimo. (1981)
Poi arrivarono in successione 
For Those About Rock We Salute You (1981): titletrack e "Let's Get It Up" 
Flick On The Switch (1983): "Flick of the Switch", "Nervous Shakedown" e "Guns For Hire"
Fly On The Wall (1985): "Danger", "Sink The Pink", "Stand Up" e "Shake Your Foundations"
Blow Up Your Video (1988): "Heatseeker" e "That's The Way I Wanna Rock 'N' Roll"
The Razors Edge (1990): "Thunderstruck", "If You Dare", "Moneytalks", "Are You Ready", "Fire Your Guns" e la titletrack
Ballbreaker (1995): " Hard As A Rock", "Cover You In Oil" e "Hail Caesar"
Il resto è storia recente. Il copione e il ritmo son più o meno sempre gli stessi.
Inutile dire che Back In Black e i dischi dell'era Bon Scott non verranno più replicati però troviamo quà e là varie chicche comunque da ascoltare.


I PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA DI PHIL RUDD
Durante la sua carriera, il batterista Phil Rudd (entrato nella band nel 1975, rimasto sino al 1983 e rientrato nel 1994) fu accusato di diversi crimini, come possesso di sostanze stupefacenti, minacce e risse varie. Un primo arresto è datato 2010 (per possesso di marijuana).
L’accusa però più grave fu quella di aver assoldato un killer per uccidere delle persone (2014). Questa vicenda, tra l’altro, ricorda la storia raccontata nel brano "Dirty Deeds Done Dirt Cheap", che parla proprio di un sicario. Poco prima di un’udienza la posizione del batterista si aggravò ulteriormente, perché il musicista fu coinvolto in una rissa con uno dei testimoni del suo processo.
Fortunatamente per Rudd, le accuse di tentato omicidio furono archiviate poco dopo, ma rimasero quelle per possesso di metanfetamina, marijuana e minacce. 
Circa un mese prima dello scandalo, la band pubblicò una foto che ritraeva il gruppo senza il batterista. In seguito anche a seguito del suo arresto, la band proseguì la sua carriera: il disco successivo e i live vennero comunque organizzati, con Chris Slade alla batteria.
Nel frattempo per Rudd arrivò la condanna a 8 mesi di arresti domiciliari: se fosse evaso sarebbe finito in prigione. Pochi giorni dopo la sentenza, Phil fu di nuovo arrestato per possesso e consumo di alcol.
Gli Ac/Dc rividero Rudd al funerale di Malcolm Young nel 2017 (morto per demenza senile): "Phil è venuto alla cerimonia ed era in ottima forma, stava facendo terapia e si stava rimettendo in sesto. Stava davvero bene".
In sostanza, i musicisti hanno compreso che il loro amico aveva semplicemente passato un brutto periodo in cui aveva perso la testa. Poi è tornato sulla retta via, impegnandosi per riportare l’ordine nella sua vita e per migliorare sé stesso. Infatti Rudd nel 2018 è tornato in pianta stabile nella band.