Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Vinile. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vinile. Mostra tutti i post

lunedì 20 gennaio 2020

La Musica Che Si Ascolta è Legata Alla Propria Personalità? Lo Studio Della Stanford University

Sappiamo che i "mi piace" degli utenti di Facebook vengono utilizzati per costruire modelli comportamentali. In effetti, Cambridge Analytica era stata accusata di aver raccolto dati da oltre 50 milioni di utenti di Facebook senza il loro consenso, questo studio del 2015 invece ha utilizzato un'app chiamata myPersonality, un quiz di 100 domande che "ha valutato l'apertura e la coscienza di una persona, se è estroversa o meno, gradevole o nevrotica".
Il tutto catalogando ogni utente in base alla musica che ascolta.
Dunque le personalità di ognuno di noi sarebbero legate alla musica che si ascolta?
Secondo questa ricerca si.
Questo studio è stato condotto dalla Stanford University e dal Cambridge Psychometrics Center.
Sono stati presi in considerazione oltre 70.000 intervistati che hanno partecipato al quiz dell'app myPersonality su Facebook.
E' stato scoperto che una persona a cui è piaciuto il film "Fight Club", ad esempio, era molto più probabile che fosse aperta a nuove esperienze rispetto a una persona a cui piaceva "American Idol", secondo i dati forniti a The Times da Michal Kosinski, autore dello studio del 2015 e professore di informatica a Stanford.


LO STUDIO
Riferendo le loro reazioni preferenziali agli stimoli musicali, i campioni 1 e 2 hanno indicato le loro preferenze per la musica di 26 generi diversi e i campioni 3 e 4 hanno indicato le loro preferenze per la musica di un solo genere (Rock o Jazz).
Coloro che sono di tipo E (incline all'empatia) preferiscono la musica R & B /Soul e Soft Rock rispetto al tipo S (inclinazione verso la sistematizzazione/l'ordine) che preferiscono la musica nella dimensione Intense (Punk, Heavy Metal ed Hard Rock).
Gli individui di tipo E preferiscono la musica che presenta bassa eccitazione (attributi delicati, caldi e sensuali), valenza negativa (deprimente e triste) e profondità emotiva (poetica, rilassante e riflessiva), mentre la musica di tipo S preferisce un'eccitazione elevata (forte, tesa ed elettrizzante) e aspetti di valenza positiva e profondità cerebrale (complessità).


GENERI MUSICALI
Ovviamente i generi musicali sono abbastanza soggettivi e possono contenere definizioni diverse a seconda del periodo di riferimento. Ad esempio, l'etichetta "Jazz" può riferirsi all'era dello swing degli anni '30 e '40 e alla musica di Louis Armstrong e Count Basie, ma può anche riferirsi all'era d'avanguardia degli anni '60 e '70, che ha caratterizzato la musica di John Coltrane e Sun Ra.
Ad esempio, l'etichetta "Rock" può riferirsi al "Soft Rock", come la musica di Billy Joel e Elton John, ma anche all' "Hard Rock", come la musica di Ac/Dc e Guns N 'Roses.
Per risolvere questo problema, Rentfrow, Goldberg e Levitin hanno misurato le preferenze musicali attraverso quattro campioni indipendenti chiedendo ai partecipanti di riferire le loro reazioni preferenziali agli stimoli musicali che erano rappresentativi di una varietà di generi e sottogeneri.
A parte sono stati valutati gli attributi sonori (strumentazione, timbro e tempo) e psicologici (gioia, tristezza, profondità, delicatezza) nella musica.
Da ciò si sono ottenuti 5 fattori alla base delle preferenze musicali:
1) Mellow (con attributi romantici, rilassanti, non aggressivi, tristi, lenti e silenziosi; come nei generi Soft Rock, R&B)
2) Senza pretese (con attributi semplici, rilassanti, non aggressivi, morbidi e acustici; come nei generi Country, Folk e cantautori)
3) Sofisticato (caratterizzato da attributi stimolanti, intelligenti, complessi e dinamici; come nei generi Jazz classico, operistico, d'avanguardia)
4) Intenso (caratterizzato da attributi distorti, rumorosi, aggressivi e non rilassanti; come nei generi Rock classico, Punk, Heavy Metal)
5) Contemporaneo (con percussioni, elettrico e non triste; come nei generi Rap, Electro, Latino, Acid Jazz ed Euro Pop)

In base agli stimoli musicali sono state catalogate le reazioni.
Secondo questo studio sappiamo che i fan degli Smiths sono probabilmente i "più nevrotici", mentre i fan di Björk e / o Tom Waits sono quelli "più aperti", siete "meno coscienziosi" se apprezzate Bring Me The Horizon o Escape The Fate.
Se ti piace Marilyn Manson probabilmente sei una persona "poco gradevole".
Gli ascoltatori di musica meno estroversi in assoluto sono quelli dei Nightwish, i più antipatici sono quelli che ascoltano Judas Priest e Rammstein.

Per lo studio completo: Musical Preferences Are Linked To Cognitive Styles (David M.Greenberg, Simon Baron-Cohen, David J.Stillwell, Michal Kosinski And Peter J.Rentfrow, 2015)

lunedì 2 dicembre 2019

Cos'è Il Record Store Day? La Celebrazione Dei Negozi Indipendenti (Vinili e CD)

Il primo Record Store Day andò in scena nel 2007 e da allora ha sempre avuto cadenza annuale (di solito terza settimana di aprile) o bi-annuale (anche durante il Black Friday).
Lo scopo è celebrare i negozi indipendenti di dischi negli USA e in tutto il mondo i quali si fanno promotori di anno in anno della musica mondiale e di tutto ciò concernente l’audiofilia.
In questo giorno avvengono performance musicali, rassegne ed incontri con i propri fans; senza dimenticare ovviamente che vengono pubblicati vinili e CD in edizioni limitate o rare, oltre che gadget ed altro merchandising.
Dunque per un giorno il mondo virtuale (Youtube, Spotify, Amazon Music e company) viene messo totalmente da parte.
Furono i Metallica nel 2008 a lanciare il primo Record Store Day (ovviamente negli USA, California).
Negli anni successivi si ricordano, tra gli altri, Slayer, Disturbed, Bob Dylan, The Stooges (2009), Alice In Chains, Mastodon, HIM (2010), Ozzy Osbourne e Foo Fighters (2011), Iggy Pop (2012), ancora i Metallica (nel 2016) e così via fino in anni recenti (ad esempio nel 2019 gli ambasciatori furono i Pearl Jam).
Ovviamente, dagli USA, la tradizione si è diffusa anche altrove: Regno Unito, Irlanda, Australia, Messico, Francia, Germania, Spagna, Danimarca, Paesi Bassi, Polonia ed anche Italia.
Il responsabile delle vendite della Universal Music, Marc Fayd'Herbe, ha descritto il Record Store Day come "la cosa migliore che sia mai accaduta" per i negozi di dischi indipendenti.
L'edizione del 2013 è stata accreditata con le più alte vendite di vinile negli Stati Uniti, invece l'anno successivo è stata registrata la più alta percentuale di vendite di album fisici, dal momento in cui venne introdotto il sistema SoundScan nel 1991 (cioè il sistema che traccia le vendite dei dischi rendendoli disponibili per le etichette discografiche a seguito di un abbonamento e che ha permesso la nascita delle varie classifiche Billboard).
Il record di vendite di vinili è invece avvenuto in una settimana dell'edizione 2016.
Nel Regno Unito, l'evento è stato criticato per il catering (collezionisti di dischi), piuttosto che per i fan della musica casual.
Un altro fenomeno negativo riguarda lo sciacallaggio online: molte edizioni limitate vendute in quel giorno, vengono poi rimesse sul mercato di internet (entro poche ore), a prezzi gonfiati.

mercoledì 20 novembre 2019

Differenza Tra Analogico e Digitale: Meglio Il Vinile o Il CD?

La domanda un milione di dollari è sempre quella: meglio i suoni analogici o digitali? Vinile o CD?
In primo luogo è bene chiarire la differenza tra segnali analogici e digitali.
Nel sistema analogico, il segnale è prodotto per analogia. Cioè questo segnale è una grandezza che varia con continuità. Difatti, una variabile analogica considera un numero infinito di valori. In questo caso l’apparecchio ricevente modifica per analogia i segnali elettrici di nuovo in segnali audio (ma anche video se parliamo di TV). In poche parole l'indicatore si ferma in un punto, misura il valore di quel punto e il dato è riprodotto per analogia.
Nel  più moderno segnale digitale, il messaggio è invece convertito in simboli.
Attualmente la codifica digitale in uso è quella relativa al sistema binario di 1 e 0 (tanti maggiori saranno i bit utilizzati, tanto più l'output sarà fedele al suono campionato).
Di conseguenza, convertire un fenomeno naturale in digitale vuol dire convertirlo in una sequenza di bit. Tale tipo di segnale solitamente non subisce molti disturbi e viene ricevuto quasi identico rispetto a quello emesso. L’apparato che riceve il segnale deve quindi decodificare il segnale digitale e trasformarlo in un linguaggio comprensibile. I vantaggi del segnale digitale, per la musica, riguardano il poter usufruire del doppio audio e l'eliminazione del noise (rumore di fondo). Per semplificare ulteriormente la differenza tra vinile e CD equivale alla differenza tra analogico e digitale. Sul CD le informazioni musicali normalmente si trovano solo su di un lato, al contrario di quanto invece accade sui vinili. Tutti i compact disc riproducono segnali digitali, tuttavia le fasi di registrazione, missaggio e montaggio possono essere state ottenute anche con tecniche analogiche.
Tuttavia un CD può anche essere misto: ovvero avere un missaggio e montaggio analogico con masterizzazione in forma digitale. Oppure registrazioni in forma analogica con missaggio, montaggio e masterizzazione in forma digitale. O infine essere completamente digitale (nei primi due esempi si potrebbero avvertire dei fruscii che aumentano al diminuire dei bit utilizzati per la codifica; essi sono dovuti ai nastri magnetici utilizzati nelle fasi di produzione). Il segnale analogico rispecchia la realtà ed è molto più vicino a ciò che l’orecchio umano percepisce, la digitalizzazione invece introduce una limitazione del suono ed è quindi un artefatto. Teoricamente un buon impianto permette al vinile di riprodurre dettagli sonori molto elevati e tali da poter concorrere e superare il CD.
Secondo molti, infatti, il CD ha un suono più freddo e meno coinvolgente di quello offerto dai migliori giradischi analogici, il cui suono, prodotto dal disco in vinile, è più caldo e più morbido.
Secondo gli ultimi dati della FIMI/Gfk, questi sono i dischi in vinile più venduti nel primo semestre 2019:

1) Queen - Bohemian Rhapsody
2) Pink Floyd - The Dark Side Of The Moon
3) Queen - Greatest Hits I
4) Queen - Greatest Hits II
5) Pink Floyd - The Wall
6) Nirvana - Nevermind
7) Pink Floyd - Wish You Were Here
8) Queen - A Night At The Opera

Per curiosità sottolineo che uno dei primi album ad essere stampato su CD (e completamente in digitale) fu nel 1985 "Brothers In Arms" dei Dire Straits (completamente DDD: tutte le fasi di missaggio, registrazione e suono sono digitali). Fu anche il primo disco a superare il milione di copie.
Da diversi anni comunque pare che il vinile sia tornato di moda, tuttavia di analogico in realtà ha ben poco. Negli anni '60 e '70, epoca del vinile, gli studi di registrazione erano davvero analogici, con microfoni, banchi di regia con transistor e valvole; poi il risultato finiva su grandi registratori a bobine che conservavano sul nastro magnetico la musica, prima in tracce separate e poi, fatto in mixing finale, in una configurazione stereo. L’avvento del CD e delle tecnologie digitali però modificò progressivamente questa situazione. Negli studi di registrazione solo i microfoni mantennero il loro ruolo analogico mentre i banchi di regia vennero rapidamente sostituiti da nuove tecnologie ibride o da computer. Anche le bobine di nastro magnetico sono state sostituite da hard disk molto più compatti e affidabili; e soprattutto replicabili senza perdita di qualità.
Dunque non esistendo più i vecchi studi di registrazione, i vinili che escono oggi sono semplicemente dei CD impressi su vinile (dunque si tratta di master digitali o comunque ibridi, sicuramente non analogici). Vengono utilizzati formati standard come wav, aiff e flac, con campionamenti da 16 e 24 bit, raramente anche 32 bit con frequenze da 44 a 48 kHz, quindi praticamente in qualità CD o poco più. Dunque se si vuole sound analogico bisogna sempre far riferimento a vecchie stampe.


VINILI: 78, 45, 33 GIRI
La qualità dell'audio di un vinile dipende dalla velocità di rotazione a cui è inciso il disco: 78, 45 e 33 giri, in termini di giri al minuto su un giradischi. I 78 giri (rpm) sono i più veloci: più la velocità di rotazione aumenta, più aumenta la qualità del disco inciso. Si tratta di 78 giri al minuto.
Oltre ad aver bisogno di una puntina più grande data la sua velocità (più di una rotazione al secondo) e di solchi molto larghi, il difetto principale è che non si potevano registrare più di 5 minuti per lato (i solchi più larghi occupavano più spazio nella superficie del disco; maggiore è la velocità di rotazione del disco, in fase di incisione, minore il tempo a disposizione per la registrazione ma come detto una velocità di rotazione elevata aumenta la qualità del suono). A fine anni 40 si diffusero i 45 giri che avevano la velocità ottimale per sfruttare al massimo la fase di registrazione, mantenendo la massima qualità del suono. Anche qui il tempo era però di 5 minuti per lato ma questo non fu mai un problema perchè la discografia musicale s'inventò i "singoli" dunque non vi era nessun compromesso tra durata e qualità. Sempre più o meno nello stesso periodo con il mercato inondato da singoli, la Columbia Records introduce gli LP (Long Playing).
Perchè un solo brano per lato? Perchè solo 5 minuti di musica? Serviva il 33 giri. Il disco inoltre è leggermente più grande del 78 rpm (da 10 a 12 pollici: diametro). Questi due fattori combinati insieme danno la possibilità di incidere circa 30 minuti per facciata, un'eternità. Il disco essendo realizzato a una velocità di registrazione inferiore ha una qualità minore, per cui si dovette accettare un giusto compromesso: più minuti ma meno resa sonora. Oltre alla velocità, cambiano anche le dimensioni (da 5 a 12 pollici).


E GLI AUDIO DIGITALI?
Come abbiamo detto la sostanziale differenza tra formato analogico e digitale riguarda il fatto che la puntina scava sul disco e riproduce il suono, invece il lettore ottico del lettore CD legge i dati salvati sul disco e li converte. Se nel primo caso il sound è più vicino all'originale, nel secondo caso c'è quindi un doppio passaggio: l'audio analogico suonato nello studio di registrazione viene trasformato in audio digitale su CD. Tuttavia per ogni secondo di suono in un CD vengono registrati 44.100 campioni: essi rappresentano il doppio delle frequenze che l'orecchio umano è in grado di sentire.
E secondo il teorema del campionamento di Nyquist-Shannon, con questa quantità di informazioni, il digitale e l'analogico sono matematicamente equivalenti. Dunque, sound "caldo" a parte, noi non siamo in grado id cogliere la differenza tra suoni che superano i 22.000 Hertz (ultrasuoni( e quelli che ne hanno esattamente 22.000.
Ciò che è certo invece è che entrambi i formati hanno una qualità audio superiore rispetto ai file .mp3 che compriamo nei negozi digitali come iTunes o che ascoltiamo in streaming da servizi come Spotify.
Si tratta infatti di file audio digitali quali l' mp3, ovvero compressi.
E quindi la qualità audio è parecchio peggiore, anche se per apprezzarla appieno abbiamo bisogno di un ottimo impianto sonoro e di cuffie.