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mercoledì 7 giugno 2023

Storie Band Punk e Grunge (Indice Completo)





 PUNK/POST PUNK


GRUNGE/POST GRUNGE

domenica 13 gennaio 2019

La Storia Degli Offspring e Le Loro Trovate Commerciali

I californiani Offspring malgrado scelte discutibili nel corso della loro carriera furono sicuramente in grado di rivitalizzare il Punk negli anni 90, grazie ad una miscela Punk esplosiva.
La band si forma nel 1984 al di fuori di un locale ad Irvine, dopo che Dexter Holland e Greg Kriesel non vengono fatti entrare ad un concerto dei Social Distortion.
I due per ripicca decisero di formare una band: i Manic Subsidal.
Si aggiungerà in seguito Noodles (assolutamente fondamentale, in quanto unico maggiorenne della band, quindi unico che avrebbe potuto comprare la tanto amata birra!) e nel 1987 il batterista Welty.


L'ETICHETTA INESISTENTE E L'ESORDIO DISCOGRAFICO
E' solo due anni dopo che il nome viene cambiato in Offspring, quando la band "firma" con la Black Label Records con la quale esce il primo singolo "I'll Be Waiting/Blackball".
In realtà questa casa discografica non esiste, si tratta solo della loro marca di birre preferita.
Questo idea viene in mente alla band per far credere alle case discografiche reali che i californiani avessero un "mercato" e fossero molto richiesti.
Ad interessarsi a loro sarà la piccola Nemesis con la quale uscirà "The Offspring" nel 1989: disco di Punk ruvido e veloce (11 tracce per mezz'ora scarsa), limitato a qualche migliaia di copie.
Il secondo disco "Ignition" uscì nel 1992, per la Epitaph.
Il disco segue la falsariga del primo, senza sussulti, il grande successo arriverà da qui a poco.


IL PERIODO PUNK/HARDCORE: IL GRANDE SUCCESSO DI SMASH
"Smash" uscito nel 1994 e registrato in appena un mese, fa fare il salto di qualità alla band, grazie a velocità prettamente Punk e a riff Metal.
Vengono estratti 3 singoli che spopolano su MTV: l'incredibile "Come Out And Play (Keep 'Em Separated)", "Self Esteem" e "Gotta Get Away".
Altri pezzi di successo sono "Nitro", il riff della bella "Genocide", la veloce "Killboy Powerhead" (in realtà si tratta di una cover), la titletrack "Smash".
Anche "Not The One" è sorretta da un ottimo riff.
L'ispirazione della band qui è ai massimi livelli, dimostrato anche dall'ottimo lavoro della batteria su "I'll Be A Long Time" ad esempio.


LA FIRMA PER LA MAJOR E LE CRITICHE
Nel 1996 Dexter e Noodles annunciano la loro separazione dall'Epitaph per firmare con la Columbia Records, detenuta dalla Sony.
I fans ovviamente non la prendono benissimo perchè vedono nella band un tradimento verso lidi commerciali.
Dexter però precisa che con la Columbia prenderanno meno soldi, inoltre individua diversi motivi per la separazione dalla Epitaph:

-L'Epitaph pensava solo a facili guadagni (era stata proposta una polizza vita su Dexter, in poche parole la Epitaph ci avrebbe guadagnato anche se Dexter fosse morto)
-La band non poteva più suonare cover
-Il batterista Welty non poteva suonare con altre band

L'anno successivo comunque esce "Ixnay On The Hombre" ("Ixnay" deriva dal latino, cioè "maledire") sorretto da 4 singoli: "All I Want" (traccia Punk di meno di 2 minuti), "Gone Away" (scritta dopo la morte della fidanzata di Dexter), "The Meaning Of Life" (con uno stupendo video ambientato nel deserto) e la commerciale "I Choose".
"Mota" è dedicata alla marijuana e alle droghe leggere, "Cool To Hate" indica quali persone a scuola odiare (tutte le autorità).
"Way Down The Line" è praticamente un coro da stadio, grazie ai suoi ritornelli.
Oltre ad una maggiore commercialità, in questo disco si può notare come il lavoro svolto alla batteria da Welty sia meno efficacie rispetto a Smash.


IL TRADIMENTO COMMERCIALE E I BACKSTREET BOYS FATTI A PEZZI
Ma la pietra dello scandalo fu il successivo disco ovvero "Americana" che vendette più di 11 milioni di copie. La band si apre ad un Punk mischiato con influenze Pop ad alta commercialità.
Il tutto è evidente sin dai singoli proposti: l'ironica e contro le radio "Pretty Fly (For A White Guy)", "Why Don't You Get a Job?", la trascinante "The Kids Aren't Alright" e "She's Got Issues".
Al di là dei singoli, per inquadrare completamente l'album, meritano di essere citate anche la track iniziare "Have You Ever", "Staring At The Sun", la sfrenata "Walla Walla" e l'orientaleggiante (e lunghissima) "Pay The Man".
Più o meno in questo periodo la band prende l'abitudine di fare a pezzi, sul palco, manichini dei Backstreet Boys demoliti con mazze da Baseball (il tutto avviene per la prima volta al festival di Woodstock nel 1999, tenutosi a New York) con sottofondo musicale proprio della nota band Pop americana.


CONSPIRACY OF ONE GRATIS?
Con il successivo disco, la band fa diversi proclami: quello di tornare al sound dei primi anni di carriera.
In realtà ciò non avviene nel suddetto "Conspiracy Of One" del 2000 che rimane, si, un disco Punk ma pur sempre molto melodico.
La band dice di voler regalare il disco su internet, rendendolo disponibile in mp3 gratuitamente (si ricordi che si era in pieno boom di file sharing con cause indette contro Napster).
Inoltre aggiunge che tra tutti quelli che lo scaricheranno verrà estratto un fan che riceverà 1 milione di dollari.
La Columbia, supportata dalla Sony, smorza l'entusiasmo della band e li minaccia di azioni legali.
Sarà solo il singolo "Original Prankster" (che fa il verso alla "Pretty Fly" che fu) a finire in download gratuito.
Verranno poi estratti altri singoli: "Want You Bad" ed il terzo ed ultimo "Million Miles Away".
Il disco molto controverso per la sua vena commerciale verrà duramente criticato, malgrado buone canzoni quali "Come Out Swinging" e "All Along".
Il batterista Welty abbandona la band in questo periodo (si vocifera proprio per lo stile che la band stava seguendo: Pop Punk).


LA DIATRIBA CON I GUNS N'ROSES
La band lavora nel mentre al successivo disco e in mondo visione afferma che si chiamerà "Chinese Democracy - You Snooze, You Lose", come il disco che i Guns N' Roses avevano annunciato da decenni, ma che fino al 2008 non vedrà luce.
Dexter motivò la scelta dell'uso di questo titolo nell'aprile del 2002, criticando il look mostrato da Axl durante l'MTV Video Music Awards dello stesso anno:

Dexter Holland: "Lui mi frega i dreadlocks? Ed io gli frego il titolo dell'album"
(ai tempi Axlrose aveva le treccine, proprio come i primi anni di Dexter agli Offspring)
Tuttavia appena Axlrose minaccia gli Offspring di una querela, i californiani desistono per evitare ritardi nella pubblicazione dell'album che verrà chiamato semplicemente "Splinter".
Verranno estratti 3 singoli: la controversa "Hit That" (per l'utilizzo di sintetizzatori molto anni 80), "(Can't Get My) Head Around You" e "Spare Me The Details".
Per la veloce e tirata "Da Hui", verrà prodotto anche un video in cui si vedono Dexter e Noodles che praticano surf alle Hawaii, ma con scarsi risultati.
Pezzi decenti/degni di nota: la veloce "The Noose", "The Long Way Home", la veloce e allo stesso tempo lenta "Can't Get My Head Around", la ska "The Worst Hangover Ever" (canzone sui postumi della sbornia) e l'ottima "Lightning Road".
Il disco poi è chiuso con la provocazione di "When You're In Prision" registrata con una base degli anni 30 e voci modificate.


LA VIDEOCAMERA NELLO STUDIO DI REGISTRAZIONE COLLEGATA AL FORUM UFFICIALE
Come si sarà capito ad ogni lancio di nuovo disco, la band se ne inventa di ogni per far parlare di sè.
Nel 2007 infatti viene montata una videocamera nel loro studio di registrazione che ad intervalli regolari di 30 secondi mostra ai fans (sul forum ufficiale) la band e i suoi produttori al lavoro sul nuovo disco.
Nuovo disco che arriva nel 2008 e viene intitolato "Rise And Fall Rage And Grace".
L'album è lanciato dal super singolo "Hammerhead" (che parla del possesso di armi da fuoco negli USA in riferimento alle sparatorie avvenute nei college americani), anche questo distribuito gratuitamente su internet.
"Half-Truism" è il perfetto inizio, con ritornello da gridare a squarciagola.
Ciò che balza all'occhio sono i continui cambi di tempo delle canzoni che vanno dalla tiratissima "Trust in You" alla ottima "A Lot Like Me".
Particolare "You're Gonna Go Far Kid" con un ritornello molto orecchiabile (canzone di grande successo e scelta come secondo singolo), c'è spazio anche per la ballad "Krisy, Are You Doing Okay?" (terzo singolo che narra la storia vera di una bambina vittima di violenza sessuale).
Da segnalare anche la buona "Stuff Is Messed Up" velocissima e tirata.
Nel mentre la Epitaph decide di rimasterizzare i primi due dischi della band, facendo arrabbiare Dexter (a suo dire i fans preferivano la prima versione dei 2 dischi suddetti).


L'ALBUM DISPONIBILE GRATUITAMENTE
Il nono disco in studio, una settimana prima dell'uscita ufficiale, viene messo in streaming gratuito su rollingstones.com
Si tratta di "Days Go By".
Tutto comincia con "Future Is Now", un buon brano degno del passato della band.
Altre hit da menzionare: "Turning Into You", la grintosa "Hurting As One", la ri-edizione di "Dirty Magic" (presente sul secondo album "Ignition"), "Dividing By Zero" e la finale "Slim Pickens Does The Right Thing And Rides The Bomb To Hell".
Senza senso invece la canzone Dance/Rap "Cruising California".

venerdì 21 settembre 2018

La Storia Di GG Allin: Eccessi Sul Palco, Risse, Arresti ed Overdose Fatale

"Voglio morire in modo tragico, é un'idea che mi eccita seriamente. Ho vissuto un mucchio di anni in un breve periodo di tempo. Non ho intenzione di vivere una vita stupida e noiosa, senza sfide, voglio andarmene tra le fiamme"

Jesus Christ Allin nacque nel 1956 nel New Hampshire (Lancaster), da un padre fondamentalista religioso che costrinse la famiglia a vivere isolata in una casa di legno, non potendo contare su elettricità ed acqua corrente, ed introducendo divieto di profferire parola dopo il tramonto.
Venne chiamato Jesus Christ perchè il padre credeva fosse la reincarnazione del Messiah.
Il fratello di Jesus Christ, in anni successivi, diceva che il padre minacciava loro e la moglie di morte e scavava tombe dove un giorno avrebbe seppellito la sua famiglia e in generale i suoi nemici.
La madre si separò dal marito nel 1961 portando con sé i figli nel Vermont, iscrivendo suo figlio a scuola dopo avergli cambiato nome in Kevin Michael Allin, anche se tutti lo chiamavano già GG.
Malgrado ciò, GG passa l'adolescenza tra furti, scippi, spaccio ed affini (attività che continuerà ad esercitare un po’ per tutta la vita), venendo pertanto indirizzato ad una classe per ragazzi problematici.
Trascorsa così la prima parte della sua esistenza, tra delinquenza, droga e piccole band, nel 1977 Allin si ritrova ad essere il batterista dei Jabbers, che poi si scioglieranno nell'84 proprio a causa dei suoi eccessi e del suo smodato uso di droghe.


L'ESORDIO, LA DROGA, GLI SHOW ESTREMI, LE RISSE
Il suo debutto discografico è "Always Was, Is, And Always Shall Be" del 1980, un disco Punk con chiare influenze Ramones, Stooges e New York Dolls (paragone da prendere con le molle vista la caratura diversa delle band citate).
Torna nel New Hampshire a vivere in una baracca e pubblica nel 1983 "Eat My Fuck", il suo album più noto, in cui mostra chiaramente una personalità assolutamente deviata, grazie a titoli del calibro di "Hard Candy Cock", "I Wanna Fuck Your Brains Out", "I Want To Rape You", "Clit Licker", "Blow Job" etc.
Nei testi si può trovare di tutto: blasfemia, pedofilia, misoginia e razzismo.
In questo periodo Allin divenne noto come il "matto di Manchester" (New Hampshire).
Arrivato a metà anni '80 GG Allin é un tossico, sporco, alcolizzato, pazzo, ma anche performer estremo.

"Il pubblico è il mio nemico. Uso la mia mente come una mitragliatrice e il mio corpo come proiettili, e il pubblico è il bersaglio"
Comincia regolarmente ad assumere lassativi prima dei concerti, proprio per trovarsi sul palco a potersi cospargere, lanciare e mangiare le sue feci, eseguire atti sessuali on stage (si esibiva praticamente nudo ed aveva una spiccata passione per la sodomia), picchiare con delle aste le prime file (le quali non si facevano pregare e rispondevano pan per focaccia), poi automutilazioni (si colpiva con cocci di vetro provandosi ferite devastanti) e sesso orale con i fans.
In uno show arrivò a sodomizzare la carcassa di un animale per poi mangiarla.
Il pubblico veniva offeso, sputato ed urinato in faccia.
Il tutto provocava regolarmente la fine anticipata dello show per rissa e quindi per intervento delle forze dell'ordine, spesso chiamate dai proprietari dei locali per evitare la loro distruzione.

"Ero con lui quando ha comprato l’Ex-Lax (un potente lassativo). L’ha preso molte ore prima del concerto, quindi doveva tenersela o si sarebbe cagato addosso prima di salire sul palco. Dopo tutta la merda che ha fatto sul palco, in sala è scoppiato un casino totale.I gestori della sala erano completamente fuori di testa! Tutti coloro che assistevano al concerto schizzarono da ogni parte, precipitandosi fuori dalla porta perché la puzza era incredibile"

Dopo questo show in Illinois, defecare sul palco per lui divenne la normalità.


DENUNCE, TORTURE E SERVIZI SEGRETI
Allin da vero punker cercava di sovvertire il sistema, andando contro le regole del musical business. Al di là di ciò, va sottolineato che produsse anche un intero album Folk intitolato "Carnival Of Excess".
Intanto le denunce a suo carico per atti osceni, rissa ed affini diventano innumerevoli, così come i suoi ricoveri per disintossicarsi o per curare fratture e roba simile a seguito delle risse da lui stesso provocate durante i concerti.
Gran fascino su GG esercitano anche i serial killers.
Allin corrisponde con John Wayne Gacy, crudelissimo assassino seriale (autore di 33 omicidi), andando più volte a trovarlo in carcere.
Gacy, che durante la reclusione si dedicava alla pittura ritraendo ossessivamente inquietanti figure di clown, realizza anche un ritratto di Allin, che diverrà la copertina del disco con la colonna sonora del lungometraggio di Todd Phillips Hated: GG Allin And The Murder Junkies.
In precedenza anche una storia di corrispondenza con John Hinckley, l'attentatore di Ronald Reagan, con GG che si proponeva di finire il lavoro insieme quando Hinckley fosse uscito di prigione.
Il fatto non lo rese particolarmente simpatico ai servizi segreti.
Sembra che nelle sue lettere Allin scrivesse frasi come "Peccato che tu abbia fallito, amico" e "Che tipo di pistola hai usato?" oppure "Quando uscirai ti aiuterò a provare di nuovo".
Tutto questo giunse all'attenzione dei servizi segreti come detto, che passarono qualche tempo cercando di rintracciare Allin. Quando riuscirono a individuarlo nell'Illinois, scoprirono che a suo carico esistevano già una serie di mandati d'arresto emessi dallo stato del Michigan.
Le performance di Allin, intanto, diventano sempre più estreme e mettono regolarmente in pericolo la strumentazione e i luoghi dei concerti.
Gli show vengono interrotti dai gestori del locale o dalla polizia dopo pochi pezzi, GG incriminato regolarmente per aggressione, devastazione e atti osceni.


TENTATI SUICIDI
Dichiarò più volte di volersi suicidare sul palco e promise di farlo la notte di Halloween dell'89, ma fu costretto a rimandare perchè quella notte si trovava in prigione.
Ogni anno Allin minacciava di uccidersi sul palco la notte di Halloween e ogni notte di Halloween di ogni anno la passava in galera.

"Con GG, non hai mai ciò che ti aspetti, ma solo ciò che ti meriti"

Infatti da dicembre 1989 sino a marzo 1991 lo passò nuovamente dietro le sbarre per aggressione.
Si trattò di un processo per stupro e torture sfociato nel ritiro delle accuse a causa delle contraddizioni della sua accusatrice e di una serie di testimonianze e perizie psichiatriche a favore di Allin, che lo dipingono come persona assolutamente fuori di testa, ma fondamentalmente non pericoloso.
A quanto pare la donna aveva chiesto un tatuaggio, ma lui aveva risposto di non avere inchiostro e di poterlo fare solo incidendo direttamente la carne con un coltello, cosa che lei aveva trovato giusta in un primo momento, per poi pentirsene mentre Allin si occupava del suo sangue bevendolo (lei avrebbe fatto lo stesso su di lui).
Ma tantissimi furono i problemi sui vari palchi anche a seguito di questo arresto.
Dal carcere (1991): "Quando sono nato, nel 1956, il Rock'n'Roll ha iniziato a emergere per la prima volta. Perché credete che sia successo? Perché Io l'ho creato. Io ho creato Elvis. Io ho fatto succedere tutto" 

"Appena esco di qui, tornerò alla mia missione".
La missione per GG Allin era quella di morire nel modo più tragico, o più buffo, dipende dai punti di vista.
"Quando sono andato all'udienza per ottenere la libertà condizionata, la prima cosa che quella donna mi ha detto è stato Mr. Allin, lei è un performer per le ragioni più sbagliate'", raccontò il quarto giorno di sciopero della fame.
Uno sciopero che aveva iniziato per protestare contro quello che riteneva un trattamento sbagliato da parte delle autorità del Michigan.
Allin concluse lo sciopero l'ottavo giorno, soltanto dopo aver ricevuto una lettera dal giudice che prometteva di riesaminare il suo caso.
"Tutto questo non ha alcun senso per me. Non sono in prigione per un reato legato ai miei spettacoli, e sia che approvino le mie performance o no, tutto questo non dovrebbe avere niente a che fare con la concessione della libertà condizionata. Ho scontato la mia pena"


L'OVERDOSE
Uscito dal carcere, viola la libertà vigilata e in uno show a New York, oltre alle consuete risse, spacca il naso di una fan lanciando una bottiglia di birra tra il pubblico.
In ogni caso tutti si chiedevano quando si sarebbe ucciso, dove e come.

Tom Hearn (un amico di GG): "Una volta disse che si sarebbe dato fuoco. Mi fece capire che si sarebbe portato dietro anche altre persone. Ti dirò, Merle raccontava in giro che nel giorno dell'ultimo concerto i Murder Junkies non si sarebbero presentati. Merle non voleva suonare sapendo che il fratello si sarebbe ucciso"

"Non farò niente di ciò che volete farmi fare. Lo farò quando voglio!"

Per la sua morte comunque, non si dovette aspettare molto: GG Allin morì nel giugno del 1993.
Alcuni parlarono di una fuga dalla polizia per la solita rissa e del suo ritrovamento ormai cadavere nel suo appartamento, altri di un Allin in coma già nel locale e lì ritrovato il giorno dopo.
In realtà il referto ufficiale venne chiuso in modo diverso e grazie alle confessioni di Johnny Puke.
A seguito di uno show al Gas Station (durato qualche canzone perchè poi il locale staccò l'elettricità), andò in strada nudo, sanguinante e con il corpo cosparso da feci finendo a casa di Johnny Puke, dandoci dentro con alcolici e droghe.
Finirà in coma per overdose di eroina ed alcolici, ma nessuno se ne accorge: tutti continuano a strafarsi.
Quando nelle prime ore del mattino la fidanzata di Puke si accorge che il suo corpo era fermo nella stessa posizione da tempo, chiama l'ambulanza ma ormai era troppo tardi.

Johnny Puke: "Era il giorno dell'ultimo show di GG anche se ovviamente non lo sapevamo. Che ne dite di un po' di coca? Scesi giù dove spacciavano, ogni 45 minuti tornavo giù a prendere un'altra bustina. Bevevamo birra e ascoltavamo musica, e fu veramente un bel pomeriggio. Poi GG iniziò a comportarsi in modo strano, eravamo tutti un po' fatti, ma prima di un concerto GG era sempre così. Dentro di lui avveniva un qualche processo che lo trasformava in un gigante incazzato.
E la coca non aiutava di certo. Andammo al locale per il soundcheck verso le cinque o le sei, e poi arrivò l'ora del live. Un po' di band avevano già suonato, ma noi eravamo nel mio appartamento a pippare, quindi ce le perdemmo.
Appena salì sul palco GG ruppe un microfono. Un tecnico del suono disse "Fine dello show, io ci rinuncio!" C'era un sacco di gente e GG era incazzato nero. Iniziò a urlargli contro e a minacciarlo. A quel punto il tizio si barricò col suo cane, dietro a una porta di ferro, e GG continuava a tirargli microfoni addosso, chiamandolo mezzasega e chiedendogli di uscire.
Alla fine GG trovò un altro microfono e per un po' riuscirono a suonare. Doveva fare tre canzoni ed era incazzato nero. Inizò a sferrare pugni di qua e di là, e a un certo punto si cagò addosso e inizio a spandere merda dappertutto, fino a tirarla al pubblico.
C'erano circa 200 persone nel locale, e se ne erano già andate tutte. Ne rimasero una decina.
Qualcuno si prese un cazzotto, c'era casino e GG rimase senza microfono. Era frustrato, perché si era preparato e non riusciva a esibirsi, quindi iniziò a rincorrere la gente urlando "Non mi fate neanche finire lo show!"
Erano tutti fuori nel giardinetto e c'erano dei cassoni pieni di bottiglie, le presero ed iniziarono a tirarle. Piovevano bottiglie e dovemmo scappare.
GG si mise a rincorrere i passanti per strada, e la cosa si trasformò in un casino di gente che urlava e imprecava. Per strada si era formata una folla di circa 100 persone, tutte fuori di testa. 
GG indossava la minigonna di Liz e gli stivali, senza mutande, ed era ricoperto di sangue e merda. Poi si sdraiò davanti alla fermata del bus in Avenue B e il bus non potè procedere.
Nel mentre stava arrivando la polizia.
GG provò ad andarsene, ma non conosceva bene New York e non sapeva come tornare in albergo. La gente lo stava seguendo e poi iniziò a seguirlo anche la polizia. Come se non bastasse era nudo, con una gonna, ricoperto di merda.
GG camminava per la Avenue B, in testa a questa specie di corteo che si era formato.
Urlava, "Smettete di seguirmi! Smettetela!" ma nessuno lo ascoltava. Fermò un taxi davanti a una banca, salì e l'autista si incazzò non appena lo vide meglio. Era confuso e non voleva partire, quindi dovettero tutti uscire dal taxi. Nel mentre, c'erano persone su tutti e quattro gli angoli del quartiere, che urlavano e imprecavano mentre la polizia cercava la causa di quel casino.
Alla fine, GG riuscì a prendere un taxi e tornò in albergo.
La mia fidanzata, la band e io uscimmo e andammo a mangiare. Eravamo d'accordo che con GG ci sarebbo beccati più tardi. Il promoter dello show gli aveva dato un po' di eroina, dieci bustine, quindi GG aveva la droga e mi disse, "ci vediamo dopo e torniamo da te a fare festa."
Quando andai al St. Mark's Hotel a prendere GG e Liz lui era con Bobby Ebbs dei Genocide, un suo scagnozzo che lo seguiva nella speranza gli ottenere un po' di droga.
GG era molto contento di vedermi e disse "Leviamoci dal cazzo, subito!"
Prendemmo un taxi e tornammo nel mio appartamento per fare festa. C'eravamo io, la mia ragazza, GG e Liz. E GG aveva tutta questa droga datagli dal promoter, così iniziammo a pippare. Avevo paura degli aghi e lui sapeva che ero un gran sniffatore. Bevevamo Jim Beam e birra.
Rimanemmo svegli fino a circa le due o tre di mattina. GG fu il primo ad addormentarsi, probabilmente verso l'una.
Si addormentò sul pavimento, ed essendo un piccolo appartamento, lo si sentiva russare molto forte. Liz, la mia ragazza e io rimanemmo svegli a parlare e ad ascoltarlo russare per un'altra ora. Alla fine Liz si sistemò sul futon, e io e la mia ragazza andammo a letto.
Andammo a letto col rumore di GG che russava, quindi non mi preoccupai. Aveva un colorito normale e non aveva vomitato, stava solo russando.
La mattina verso le nove Liz mi svegliò e disse "GG ha qualcosa che non va."
Andai da GG, che indossava una giacca di jeans senza maniche, la gonna di Liz, gli stivali e un elmetto nazista. Era la cosa a cui teneva di più, infatti l'aveva lasciato a casa mia prima dello show per paura di perderlo.
Mi avvicinai ed era freddo e rigido: era morto, lì sul pavimento di casa mia.
Io ero ancora fatto dalla sera prima, quindi avevo un po' di confusione in testa. Ma sono bravo a gestire le situazioni di crisi, so concentrarmi. Ci sono piccole cose che mi fanno impazzire. Se perdo le chiavi impazzisco, ma se muore mio nonno, organizzo tutto e pago alla fine.
La prima cosa che feci fu prendere la droga e correre sul tetto di casa per nasconderla, perché sapevo cosa sarebbe successo. Chiamai Merle e gli raccontai tutto, e poi chiamai la polizia. Dissi "penso sia un caso di overdose, c'è un morto," ma non ricordo di aver ammesso di essere fatto.
Non avevo paura di essere accusato di omicidio, ero più impaurito di venire preso per droga. Ovviamente GG era un mio buon amico, e c'era più di una persona che poteva testimoniarlo, quindi non avevo paura.
A quel punto mandarono un poliziotto a casa mia per accertarsi che GG fosse morto. Poi ne arrivarono altri e per qualche ora un agente fu sistemato fuori dalla mia porta. Alla fine misero GG in una sacca e lo portarono giù dalle scale. Servirono due uomini, perché GG era grosso. Lo portarono giù in strada e lo caricarono sul macchinone, diretti all'obitorio.
Una cosa a cui non avevo pensato, ma che alla luce dei fatti aveva un che di inquietante, è che Liz, la mia ragazza ed io ci eravamo scattati una foto con la Polaroid sdraiati accanto a lui sul pavimento, per mostrargliela la mattina dopo. Lo stavamo coccolando sorridenti.
Alla fine la polizia trovò le foto e le confiscò. E noi dovemmo andare al Nono Distretto per dare la nostra versione dei fatti. All'inizio erano molto sospettosi nei nostri confronti. Dicevano "Chi cazzo si fa le foto accanto a un morto sdraiato per terra?"
Dovemmo spiegare che anche se era nella stessa posizione non era morto, stava solo russando. Ma ci volle molto a farglielo capire.
Adesso mi sembra una cosa quasi simpatica, ma all'epoca ne uscii un po' sconvolto.
Ad ogni modo, quando tutto finì scoprirono che nessuno di noi aveva fatto nulla di criminale. Provai per settimane a riprendermi quelle Polaroid, ma i poliziotti si rifiutarono di darmele e non so dove siano finite. Saranno ancora negli archivi del Nono Distretto"


IL FUNERALE TIPO PARTY
Il suo corpo, a quanto si dice, emanava una puzza orribile (ben più di un semplice cadavere) ma su richiesta del fratello non venne lavato ed il suo funerale fu molto particolare, tramutandosi in un allucinato party senza limiti, con gli amici che facevano a gara per infilare alcol e droga in bocca (eroina e cocaina) al suo cadavere mentre posavano per le foto ricordo.
Il fratello prima di chiudere la bara gli infilò un walkman alle orecchie con l'album "Suicide Session".
Chiude la sua vita a 36 anni con oltre 50 arresti.

venerdì 28 aprile 2017

La Storia Dei Mentors e Di Eldon Hoke: Fu Lui Ad Uccidere Kurt Cobain?

Eldon Hoke, detto "El Duce", vocalist e batterista dei Mentors, iniziò la sua carriera musicale nel 1977 nella città del Grunge: Seattle.
Con la sua band ebbe un discreto successo.
Successo frenato dagli eccessi di alcool.
I Mentors furono i capostipiti del movimento battezzato da loro stessi "Rape Rock" quel tipo di musica composta e studiata per sconvolgere (erano prese di mira spesso le donne).
Abusi di droga ed alcool, depravazione sessuale, maschilismo ed un orientamento puramente fascista diedero il tocco maledetto alla band portandola alla vetta del successo.
La band era formata da Sickie Wifebeater, Heathen Scum e Eldon Hoke.
A Seattle le cose vanno male quindi decidono nel 1979 di trasferirsi a Los Angeles in cerca di successo e come spesso capita a Los Angeles qualcuno si interessò alla loro musica, soprattutto alla loro immagine.
I Mentors iniziano così ad esibirsi travestiti da boia incappucciati, nei locali californiani, riuscendo ad agguantare un contratto con la Mystic Records, dando alla luce nel 1982 il loro primo album: "The Trash Bag" seguito quasi immediatamente da un secondo album live.
Nel 1985 uscì il terzo album, "You Axed For It!" con il quale ottenerono un buon successo.
Dopo anni di provocazioni ed eresie i Mentors riescono ad attirare l'attenzione dei media, partecipano così a show televisivi e radiofonici dimostrando all'intera America la loro follia conquistando così un importante fetta di pubblico.
Ad ogni modo la band sforna riff pesanti, brani primitivi senza troppi fronzoli per una musica spensierata.
Anticipano molte cose della scena Grunge, il loro è un misto tra Heavy Metal e Punk.
Il lato strumentale della band è tenuto un po' in disparte per lasciare spazio alle provocazioni.
Si ricordino ad esempio la malata "Sleep Bandits" o la melodica "Four F Club".
Le provocazioni invece erano riscontrabili in molti testi, ad esempio: "Sandwich Of Love", "Sex Education" o "In And And Out Of You".
Senza scordarci di "Golden Shover", vera e propria pietra dello scandalo (censurata dalla PMRC nel 1985): "Bend up and smell my anal vapor/Your face is my toilet paper".
Nel 1989, la band pubblicò il suo terzo album in studio, "Sex, Drugs & Rock 'N' Roll", con il quale intrapreso anche un tour live di discreto successo.

Nel 1990 uscì "Rock Bible" con Rick Lomas come batterista.
Clark "Moosedick" Savage spesso sostituì Hoke alla batterista negli spettacoli dal vivo, visto che Hoke perennemente strafatto non riusciva a cantare e suonare la batteria contemporaneamente.
El Duce partecipò a molti talk show negli anni 90 (Hot Seat, ad esempio), molte apparizioni videro la sua estromissione forzata prima della fine del programma.


FU LUI AD UCCIDERE KURT COBAIN?
Eldon Hoke giungerà agli onori della cronaca nera negli anni 90 essendo stato collegato alla morte di Kurt Cobain.
Il leader dei Nirvana venne trovato morto l’8 aprile del 1994 nella sua villa di Lake Washington (Seattle).
A prima vista si trattò di un suicidio e il caso venne chiuso così: del resto testa sfondata da una fucilata, l'arma tra le gambe.
Inchiesta relativamente breve (vista la fama del personaggio), forse ricca di errori, omissioni, superficialità.
E negli anni, come spesso accade, si fa largo la teoria del complotto.
E’ omicidio.
La mandante è Courtney Love.
Il movente i soldi o comunque dissapori tra i due.

Eldon Hoke: "Poco prima della vigilia di capodanno del 1993 mi trovavo davanti al Rock Shop, un negozio di dischi di Hollywood, quando da una limousine esce Courtney che mi fa "El, il mio uomo si sta comportando da vero stronzo ultimamente. Voglio che tu gli faccia saltare quella sua testa di cazzo" 
Le chiesi se era seria e lei ripose che mi avrebbe dato 50mila dollari se l'avessi fatto. Mi chiese anche un numero al quale contattarmi e io, non avendo un recapito telefonico, le diedi il numero del Rock Shop. Avrei dovuto accettare quei soldi. Ma io so chi l'ha fatto secco. Non ho creduto facesse sul serio. Doveva sembrare un suicidio. Così dissi ad Allen...cioè, ad un mio amico...! 
Così l'FBI lo becca. Insomma, è andata così"
L'esecutore materiale (almeno secondo questa teoria) è Allen Wrench (esperto di arti marziali), l'ultima persona ad aver visto vivo Hoke, la notte della sua morte.
Quell'ultima sera El Duce era ubriaco fradicio.
El Duce non avrebbe accettato perchè non aveva le palle ma mise Courtney e Allen in contatto.
Si racconta che, stranamente, prima di quel fatidico giorno Allen non viveva certo nell'oro, tutto ad un tratto si comprò casa, macchina e materiali per uno studio di registrazioni.

Lo scrittore Episch Porzioni: "Fino al 1994 nessuno si era mai iniettato un barile di eroina in corpo, per poi spararsi in testa. Ma mi ha colpito di più scoprire che una bella fetta degli indagatori erano “amici della vedova”. 
E’ stata una delle cose più difficile da riscontrare. 
Tutti conoscenti di Courtney, i poliziotti e soprattutto la figura del dottor Hartshorne, l’anatomo patologo del caso Cobain. Non una figura secondaria. Sono rimasto davvero colpito. 
In Italia fa quasi ridere parlare di conflitto di interessi, ma in America sono un po’ più fiscali: com’è possibile che i due terzi degli investigatori coinvolti nelle indagini fossero amici di Courtney?"

Il 6 marzo 1996, Hoke eseguì un test poligrafico presso il dott. Edward Gelb, uno dei principali esperti in poligrafia che tiene corsi di poligrafia avanzata per l’FBI.
Hoke, dichiarò più volte di aver ricevuto quell'offerta fattagli da Courtney Love(soldi più un favore sessuale), tanto da presentarsi spontaneamente al dipartimento di polizia di Seattle, dichiarando di volersi costituire come testimone contro Courtney Love nel caso Cobain, presentando come garanzia di quello che diceva la perizia poligrafica.

Hoke passò il test della verità con il 99.7% e ciò significa (per la legge americana visto che in Italia non può essere considerata come prova in un processo) che stava dicendo sicuramente la verità.
La polizia di Seattle non accettò comunque la sua presentazione spontanea dichiarando che non era sufficiente la perizia poligrafica come prova, e Eldon Hoke insieme al suo avvocato dichiarò e denunciò la polizia di Seattle, con la giustificazione che la perizia poligrafica può e deve essere utilizzata dalla polizia come prova certa, presentando tutta una lista di casi in cui lo stesso dipartimento omicidi della polizia di Seattle, aveva arrestato e fatto condannare persone in base proprio al risultato di perizie poligrafiche fatte dai vari testimoni dei vari casi.
Eldon Hoke venne trovato morto il 19 aprile 1997 in circostanze decisamente misteriose tanto che la polizia chiuse il caso, senza alcun verdetto (diciamo che venne archiviato come "incidente").
Jourgensen (uno scrittore) dichiarò che El Duce era stato riconosciuto da dei fans dall'altro lato delle ferrovia.
Dopo aver sentito i fan che chiamavano il suo nome, andò loro incontro.
Secondo Jourgensen, El Duce rimase bloccato con un piede sulla ferrovia, venendo poi travolto.
Al di là di questa spiegazione al livello della fantascienza, ad ogni modo, il giorno della sua morte, Hoke venne visto a casa sua (Los Angeles) da due suoi amici in compagnia di un uomo mai visto prima, uscirono di casa dicendo che sarebbero andati al negozio di liquori e poi sarebbero tornati a casa, ma così non avvenne.
Alle ore 7.00 p.m. il corpo senza vita di Eldon Hoke venne ritrovato sulla ferrovia (che si trovava dietro casa sua).
La notte in cui El Duce è morto, Allen venne visto molto alterato e preoccupato, a causa dell'intervista nel documentario Kurt&Courtney.


CONTRADDIZIONI SULLA MORTE DI COBAIN
L'ipotesi del suicidio venne presa subito in considerazione perchè il 14 marzo 1994, a Roma, Kurt era stato ricoverato d’urgenza per una overdose di Rohypnol che lo aveva quasi ucciso.
E il 18, Courtney aveva chiamato la polizia perché Kurt si era chiuso nella sua stanza con la pistola. Ed il 26 marzo si era fatto accompagnare da un amico in un’armeria, dove aveva comprato un fucile da caccia, un Remington calibro 20.
Ed una scatola di cartucce.
Tuttavia c'erano delle contraddizioni che avrebbero fatto nascere nei cospirezionisti la teoria del complotto:
1) Troppa eroina nel sangue del cantante dei Nirvana, tre volte di più rispetto a una dose letale.
Come ha fatto Kurt a prendere il fucile e spararsi?
2) Non ci sarebbero state impronte di Kurt né sull’arma né sulla penna utilizzata per scrivere la lettera di addio.
3) Stando a un presunto grafologo, il messaggio sarebbe stato scritto da due mani diverse: quella di Kurt e quella di uno sconosciuto.
4) Le carte di credito di Cobain sarebbero state utilizzate dopo la sua morte, ma con esito negativo.
5) La cremazione del corpo di Kurt fu una decisione della vedova Courtney che prese senza alcuna indicazione da parte del marito. E qui si chiuderebbe il cerchio.
Courtney Love, da piccola, avrebbe detto al padre: “Un giorno sposerò una rockstar e la ucciderò”.
Per approfondire: La Storia Dei Nirvana e Il Suicidio Di Kurt Cobain

venerdì 28 novembre 2014

La Storia Dei Ramones e La Loro Maledizione: Tutte Le Morti

I Ramones furono fondati nei primi anni 70 a New York, furono indubbiamente tra le band Punk americane più importanti. L’approccio musicale dei Ramones fu qualcosa di mai sentito prima: brani molto veloci, durata massima 3 minuti, testi che raccontavano di disagio giovanile, droga e la vita di chi sente escluso dai giri che contano. Dei disadattati/sfigati insomma e loro non hanno mai fatto nulla per non confermarsi tali. Anche nella breve durata delle loro vite. In un certo senso anticiparono il Punk inglese che poi scoppierà poco dopo(Sex Pistols, The Clash e compagnia).


LA FONDAZIONE DELLA BAND
I loro nomi originari erano: John Cummings (chitarra), Thomas Erderlyi (batteria), Douglas Glenn Colvin (basso) e Jeffrey Ross Hyman (voce). Abbandonarono presto i loro cognomi originari per assumere, tutti, lo stesso cognome d’arte: Ramone. Da qui The Ramones.
Il nome lo inventa Dee Dee, il bassista. È un fan dei Beatles e scopre che, a inizio carriera, Paul McCartney si registra negli alberghi come Paul Ramon. Da qui l’idea di chiamarsi Dee Dee Ramone.
Gli altri diventano Joey Ramone, Tommy Ramone, Johnny Ramone. All’inizio della loro carriera si spacciano per fratelli, qualcuno ci crede, presto viene scoperta la verità. Ma per sempre saranno i fratelli Ramones, i fratelli del Punk. Generalmente, chi è alle prime armi inizia suonando reinterpretazioni di gruppi già famosi. Ma le capacità tecniche dei Ramones erano talmente limitate da rendere impercorribile questa strada.
Suonarono dunque, sin dall'inizio, brani scritti da loro stessi ed adatti ai loro limiti, con testi spesso autobiografici, divertenti e privi di significati politici.


STILE DI VITA
Il rigetto del passato, la volontà di dar vita a qualcosa di nuovo, prese piega in loro: i Ramones introdussero un "anti-look" che, diventò a sua volta un originale look, composto da giubbotti di pelle, t-shirts aderenti, jeans strappati e scarpe da tennis, che sembrava, nel suo aspetto caricaturale, burlarsi di tutto e di tutti. Ma la dissacrazione fu maggiore dal punto di vista strettamente musicale; con le parole di Tommy: "Abbiamo trasportato il suono del rock in un mondo psicotico e lo abbiamo concentrato in una sottile linea di energia. Nell'epoca del Prog Rock , con le sue complessità e i suoi contrappunti, noi avevamo una prospettiva di non-musicalità e di intelligenza che prendeva il sopravvento sull'abilità musicale". Si trattava, tuttavia, non tanto dell'irrisione della tecnica musicale (cosa che fecero invece i Sex Pistols), ma piuttosto del deliberato rifiuto di un certo tecnicismo che, nei primi anni 70, diventava fine a se stesso a discapito di quello che a volte non riesce con esso a conciliarsi: la ribelle spontaneità giovanile, l'immediatezza comunicativa, la volontà di divertire e divertirsi. Le prime canzoni dei quattro erano caratterizzate da pochi accordi inquadrati in un "muro" di chitarra distorta, una sezione ritmica pulsante, pochissimi “abbellimenti”, e dalla voce avvolgente, davvero molto particolare, di Joey Ramone.
I testi delle canzoni, ai limiti del delirio verbale, mostravano il totale disimpegno come l'impegno costante della band nel rifiuto di quella serietà che si addice a un musicista: in una surreale atmosfera da cartoon, i Ramones cantavano di nevrosi giovanili e insanità mentali, del sole californiano, di mazze da baseball e sciocchi amori adolescenziali. Il loro grido di battaglia era il demenziale “Hey, Ho, Let’s Go!”. Invece il loro slogan era l’ancor più demenziale "Gabba Gabba Hey!".


DISCHI
Ramones, lo storico album d’esordio uscito nell’aprile 1976 e contenente pietre miliari come "Blitzkrieg Bop", "Beat On The brat","I Wanna Be Your Boyfriend" e “Judy Is a Punk”: in appena mezz'ora di durata, è un esordio fenomenale, che lascia senza parole pubblico e critica del tempo.
Sembra di trovarsi davanti ad una sorta di "anno zero" del rock, tale è la brillante essenzialità e l'irriverente semplicità del progetto: il pubblico dell'epoca, disorientato, si divide e i quattro sono visti come dei geni o come dei buffoni o, in alcuni casi, come entrambe le cose insieme.
Dopo Leave Home (1977), buon secondo album di transizione in cui spicca la dirompente "Oh Oh I Love Her So", Rocket To Russia (1977) completava una sorta di trilogia e rappresentava il magistrale consolidamento del loro sound: ciò che nell'album d'esordio poteva ancora sembrare quasi una burla, o una sorta di bizzarro esperimento, nell'anno "ufficiale" di nascita del punk diventava il verbo di un'autentica rivoluzione musicale, ormai matura in tutta la sua irriverente “immaturità”.
Da sottolineare che al Punk per come si sviluppò una volta approdato in Inghiliterra, i Ramones non appartennero mai del tutto e, in parte, quel movimento fu addirittura un freno alla loro carriera: in loro non c'era spazio alcuno per l'inquietudine autodistruttiva dei Sex Pistols o per l'impegno sociale dei Clash. Basta sentire "Sheena Is a Punk Rocker": un brano energico, divertente, frizzante, funambolico e che davvero elegge i Ramones quali più genuini rock&rollers di quegli anni.
"Sheena" resta il brano più meritatamente celebre di Rocket To Russia ed è anche uno dei più rappresentativi e acclamati dell'intera lunga carriera della formazione. Ma nell'album non mancano certo altre tracce memorabili: a cominciare dalla potente opening-track, la demenziale "Cretin Hop".
Nonostante i Ramones non abbiano mai scalato le classifiche, la rapida ascesa della band newyorkese è stata fondata soprattutto sui dirompenti e numerosissimi live (oltre 2000 concerti) che ne hanno scandito la carriera: come pochi altri, i Ramones furono infatti un gruppo che visse del contatto diretto con il proprio pubblico, sempre più numeroso e fedele. Ne è testimone It's Alive, uno straordinario live album uscito nel 1979 che, sintetizzando la prima fase della band, mostra come la loro vitalità fosse ancora tutt'altro che sopita. Con il quarto album, Road To Ruin (1978), che vede l'arrivo alla batteria Marc Bell, ribattezzato subito Marky Ramone, il gruppo avverte una certa maturazione: mediante alcuni pezzi più lenti e curati, sollevando le critiche di alcuni fans.
I due album che seguono, End Of The Century (1980) e Pleasant Dreams (1981), confermano il parziale mutamento di prospettiva in direzione “Pop”: "Do You Remember Rock 'n' roll Radio?" dal primo, "We Want The Airwaves", The KKK Took My Baby Away” e la dolce e struggente "7-11" dal secondo, sono comunque tra gli episodi più riusciti dell'intera carriera della band.
Nel corso degli anni '80, la formazione alterna momenti in cui accusa (anche all’interno dello stesso album) ripetitività e mancanza di inventiva, ad improvvisi e brillanti lampi compositivi: sto parlando di Too Tough To Die (1984), Animal Boy (1986) e Halfway To Sanity (1987).
Nel 1989 è la volta di Brain Drain, decimo album, in cui spicca la presenza di "Merry Christmas (I Don't Want To Fight Tonight)" e di "Pet Semetary", brano principale della colonna sonora dell'omonimo film ispirato al romanzo di Stephen King, da sempre grande fan della band newyorkese.
Il lavoro successivo, Mondo Bizarro (1992), nonostante lamenti la dipartita del bassista Dee Dee in favore del giovane C.J. Ramone, è in qualche modo una rivelazione inattesa per una formazione con ormai parecchi anni alle spalle: i Ramones appaiono quasi ringiovaniti, sembrano aver recuperato la propria forma migliore e aver trovato un buon equilibrio, nonostante i recenti contrasti interni.
Segue Acid Eaters (1993), cover-album del repertorio anni 60 (da Bob Dylan ai Jefferson Airplane sino ai Creedence e Who). E' invece Adios Amigos (1995), l'album che annuncia lo scioglimento del gruppo, si apre con una cover il cui titolo non potrebbe essere più appropriato: "I Don't Wanna Grow Up" è l'ultima protesta del bambino interiore che non si rassegna, proprio no, a dover crescere ed affrontare la vita in modo serio e responsabile; è una rivendicazione della volontà di divertirsi senza pensieri, di giocare con la musica. Quell’ultima volta è il 6 agosto 1996, a Los Angeles: l’ultimo live dei Ramones, cui prendono parte anche Eddie Vedder, Chris Cornell, Tim Armstrong e altri, pone fine ad una lunga carriera di successi, delusioni commerciali e grande passione.
Il live è testimoniato in We’re Outta Here! (1997). Gli anni che seguono, purtroppo, sono forieri di eventi luttuosi che privano i fans di ogni speranza di rivedere il gruppo riformato.


I LUTTI E LA FINE DEI RAMONES
Il primo ad andarsene è stato Joey Ramone(l'eterno teenager), morto nel 2001 a 50 anni per un tumore linfatico. Magro e altissimo, Joey nascondeva dietro quelle sue inseparabili lenti colorate una forma di daltonismo. La sua non era mai stata una vita facile, eppure era diventato il leader di una band che esprimeva un vitalismo mai riscontrato nella musica rock.
Forse è per questo motivo che la musica dei Ramones contiene qualcosa di "terapeutico":
Nel 2002 è toccato a Dee Dee, collassato per un’overdose di eroina a 51 anni come il suo amico e collega Syd Vicious dei Sex Pistols. Al contrario invece, Dee Dee, era molto più introverso e proprio di stereotipi(negativi) si era nutrito nella sua breve vita. Appena pochi mesi prima della scomparsa di Dee Dee, i Ramones erano stati insigniti dell’ingresso nella Rock’n’roll Hall Of Fame.
Nel 2004 è la volta di Johnny che scompare, a 56 anni, per cancro alla prostata.
Era sempre stato il vero “duro” del gruppo (ex-marine) e, grazie alla sua determinazione e alla sua metodicità, era stato colui che aveva permesso alla formazione di sopravvivere per tanti anni.
Insieme a Joey, era stato l’unico membro sempre stabile. Nel 1984, Johnny aveva rischiato la vita in un incidente: a questo episodio si riferiva il titolo di un album del gruppo uscito quell'anno, “Too Tough To Die”. Infine l’11 luglio del 2014 se ne è andato anche Tommy, il primo batterista della band che compare nei primi tre album, poi rimasto dietro le quinte del gruppo, anche come produttore.
Tommy aveva 62 anni, è morto per un cancro alle vie biliari. Ormai i membri fondatori del gruppo che ha in qualche modo inventato il Punk americano sono tutti morti.

martedì 19 agosto 2014

La Storia Dei Sex Pistols, La Loro Truffa e La Morte Di Sid Vicious

I Sex Pistols sono stati una band inglese formata in Inghilterra, Londra, nel 1975.
Nel 2006, nonostante il "gran rifiuto", i Sex Pistols sono entrati a far parte della Rock’N’Roll Hall Of Fame insieme a tutti gli altri grandi nomi.
Allo stesso modo, il loro "Never Mind The Bollocks" fa parte della storia della Musica quindi non solo del Punk.
A distanza di più di trent’anni, sembra che quello che è stato uno dei gruppi più irriverenti e rivoluzionari sia stato ormai definitivamente "storicizzato".
Ovvero scandalosi e ribelli al proprio tempo, ma poi progressivamente entrati in qualche modo a far parte della "cultura" (o, perlomeno, della sottocultura del rock).
Così come ancora oggi l’orizzonte dell’arte non ha completamente riassorbito le provocazioni di alcune avanguardie, pur considerate ormai "storiche", allo stesso modo i Sex Pistols spesso fanno discutere e rappresentano un caso più unico che raro, un paradosso che mette in crisi i criteri per un’estetica del rock condotta su basi strettamente musicali.
Non esiste, infatti, in tutta la storia del rock un'altra formazione che possa vantare una fama di tale calibro pur con così poco materiale: appena quattro singoli e un album, miliare e imprescindibile; per il resto, poche altre registrazioni, tra cui alcune cover, presenti in una sterminata galassia di raccolte postume, live album e bootleg.
Molto breve è stata anche la carriera del gruppo, durata poco più di due anni, e che si può inquadrare in due date: il 6 novembre del 1975, giorno della prima esibizione e il 14 gennaio 1978, data dell’ultimo concerto nella sua formazione completa.
Nel 1996, e poi ancora nel 2002 e 2003, i Sex Pistols hanno giocato la carta del breve rientro nelle scene per alcuni live, ma non hanno aggiunto niente al loro repertorio né, tantomeno, al loro consolidato mito.
Un mito alla cui fortuna ha contribuito anche una storia nella storia: quella di Sid Vicious, il secondo bassista della formazione, morto nel '79 a soli ventun'anni e asceso dai bassifondi londinesi all'olimpo del rock, diventando un’icona generazionale.


LA BAND
Sin dal 1973, esisteva già una specie di gruppo (chiamato "The Strand") che comprendeva, oltre il diciassettenne Jones alla voce, anche un suo giovane amico e futuro membro dei Sex Pistols: il batterista Paul Cook. 
Tra scorribande e rozze prove, un giorno Steve Jones decise di rivolgersi a Malcolm McLaren. Quest’ultimo, dietro l’insistenza dello stesso Jones, gli presentò Glen Matlock. 
Quest'ultimo possedeva una discreta preparazione musicale e, con il suo arrivo, gli Strand cominciarono a provare più seriamente e con maggiore regolarità, sebbene ancora privi di un valido cantante. 
McLaren decise di puntare tutte le sue energie sul gruppo che, nel frattempo, si era già esibito una prima volta in pubblico. 
Bisognava però trovare un cantante più valido e, in questa prospettiva, Steve Jones depose il microfono e s'impegnò per imparare a suonare la chitarra. 
Un giorno, fu presentato ai compagni uno strano soggetto di nome John Lydon che, insieme al suo inseparabile amico "Sid". 
Johnny era uno scapestrato, ma con un’indole introversa. 
I suoi gusti musicali erano inconsueti, e spaziavano dal reggae a Captain Beefheart. 
Dimostrando sin dalla prima audizione le proprie capacità istrioniche, John Lydon si trasformò presto in "Johnny Rotten". 
Il gruppo era finalmente pronto per la sua rivoluzione musicale. 
I componenti dei Sex Pistols con l'eccezione di Glen Matlock erano tutti giovani disagiati, con alle spalle situazioni familiari difficili ed ansiosi di sfogare la loro rabbia e le loro frustrazioni.
Sin dall'inizio, tra loro stessi non correva buon sangue e la formazione si reggeva su un equilibrio precario: Matlock era visto con sospetto dagli altri, in quanto troppo "normale", Lydon era visto con altrettanto sospetto per le ragioni opposte. 
Le tensioni maggiori presto sarebbero state proprio tra Lydon e Matlock: il primo era l’anima più musicale, più pop, il secondo ne era l'antitesi. 
Il primo diventò l'autore dei testi, il secondo della maggior parte delle musiche. 
Tuttavia, McLaren vide positivamente questa conflittualità, considerandolo un salutare antagonismo, utile ai fini di un gruppo militante. 
Sarebbe stata proprio la tensione tra gli opposti a dar vita alla fragile alchimia dei Sex Pistols. 
I membri del gruppo sono tutti nati nel 1956 (ad eccezione di Jones, nato nel '55) e dunque, quando nel ’75 si formò, erano più che maggiorenni.
Nel corso del 1975, negli States cominciava sempre più a diffondersi il termine "punk" per indicare un nuovo fenomeno musicale underground. 
"Punk" era tuttavia un termine ancora piuttosto generico: in realtà non c’era ancora un vero movimento unitario e consapevole di sé, ma piuttosto una serie di gruppi accomunati da un'ansia di novità. 


PRIMI CONCERTI E NUOVA CONCEZIONE DELLA MUSICA 
Nel 1975 con un repertorio di appena cinque canzoni ci fu il primo concerto live della band. 
In quell'occasione, John Lydon esibisce una sua idea poi diventata celebre: è una t-shirt dei Pink Floyd, ma con sopra scritto a mano "I hate". 
I Pink Floyd rappresentavano infatti, ai loro occhi, tutto ciò che aveva rinnegato le origini del rock’n’roll e che si era allontanato dalla vitalità originaria e dallo spirito di ribellione di quella musica. 
Con i Sex Pistols, il rock doveva tornare a essere ribelle e scandaloso. 
Pur non sapendo ancora padroneggiare bene gli strumenti, o forse sopratutto per questo motivo, i quattro riescono a sprigionare un'energia nuova e contagiosa e, sin dal primo concerto, fanno la prima vittima: dopo averli visti sul palco, Stuart Goddard decide di abbandonare il gruppo precedente per diventare quello oggi che conosciamo come Adam Ant. 
Ogni concerto diventa presto un evento, ma l'eccitazione spesso degenera in episodi di rissosità e violenza tra il pubblico, che spesso coinvolgono anche i componenti del gruppo. 
Alcuni locali cominciano a chiudere le porte, ma la miccia è ormai accesa, la rivoluzione è inarrestabile: dopo aver assistito alle performance di Johnny Rotten e compagni, si formano gruppi come Clash, Damned, Adverts, Jam e tanti altri. 
Sin dalle prime esibizioni, i Sex Pistols introducono un nuovo approccio estetico al rock e cambiano il rapporto tra musicisti e pubblico: si ricerca l'antagonismo piuttosto che il consenso e la performance musicale è in primo piano rispetto alla pura esperienza sonora. 
Quella dei Sex Pistols non è soltanto musica, ma anche "spettacolo": non uno spettacolo con grandi scenografie e grandi attori, ma un piccolo teatro disadorno in cui si mette in scena l'assurdo. 


PROVOCAZIONI
Mentre Lydon e soci contagiano il pubblico londinese con le loro esibizioni incendiarie, il manager Malcolm McLaren definisce l'estetica del gruppo e quella del nuovo movimento musicale. 
Con la collaborazione di Westwood, il manager inoltre supporta il gruppo escogitando una serie di provocazioni: dopo la maglietta "anarchy" (con un ritratto di Marx), a suscitare scalpore è sopratutto la famosa maglietta "destroy", che mette insieme l'anticristo e una grossa svastica. 
Tale è il caos di simboli e simbologie, che il gruppo risulta allo stesso tempo militante ma politicamente ambiguo, suscitando le simpatie e le avversioni sia dell'estrema destra che dell'estrema sinistra. 
Benché l'esibizione della svastica non fosse una novità assoluta nell'estetica del rock, McLaren conduceva questa provocazione ai massimi livelli. 
E' tuttavia evidente che, nell'Inghilterra degli anni 70, che portava ancora i segni e i ricordi della guerra, la svastica era paradossalmente un emblema dalle connotazioni antinazionaliste. 
Era quasi un simbolo di caos e di anarchia. 
Infatti, sono proprio il caos e l'anarchia a essere celebrati nel primo singolo del gruppo, uscito nel novembre 1976: "Anarchy In The UK" è una delle pagine più incandescenti della storia del rock e diventa il primo vero inno del movimento punk.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, tuttavia, "Anarchy In The Uk" non è un'autentica canzone di protesta politica o di denuncia sociale ma è funzionale sopratutto a suggerire l’idea di "caos". 
Quella di Rotten e compagni è una vera e propria estetica del caos e della contraddizione. 
Il punk è anche questo: rigetto di tutti i valori, compresa la coerenza. 
I Sex Pistols sono infatti una contraddizione vivente: nascono come anti-rockstar ma, a loro volta, finiscono per creare nuove mitologie e per trasformarsi in rockstar. 
Vogliono distruggere il sistema dell’industria discografica, ma poi non esiteranno a compromettersi con lo stesso sistema, sfruttandolo il più possibile a proprio vantaggio. 
In un certo senso, la rivoluzione portata avanti da McLaren e dal gruppo era finta, costruita. 
Eppure, all’interno del mondo del rock, è stata verissima e con tante conseguenze.


CONTRATTO CON LA EMI E CRITICHE
Nell'ottobre '76, il gruppo firma un contratto con la Emi: nata in ambienti underground e in angusti locali, la musica dei Sex Pistols si prepara a conquistare il mercato internazionale e a diventare il nuovo fenomeno musicale. 
Negli stessi mesi, i quattro cominciano a entrare sempre più in contatto con i media: tanto più questi si schierano contro il gruppo, tanto più quest'ultimo ne trae vantaggi. 
E così avviene quel primo dicembre 1976, quando i Sex Pistols vengono invitati al popolare programma televisivo di Bill Grundy. 
Il giorno dopo, la band è sulle prime pagine di tutti i quotidiani inglesi in seguito alle provocazioni e le offese al conduttore (il quale ne aveva provocato la reazione).
E' il momento in cui il gruppo comincia a diventare davvero popolare, ma anche il momento in cui cominciano ad affiorare le prime tensioni e le prime crisi interne ed esterne.
Da quel momento in poi, infatti, il rapporto tra il gruppo e i media sarebbe diventato a doppio taglio: per essere all'altezza della propria crescente popolarità, i Sex Pistols sarebbero andati sempre più verso la strada dell'auto-distruzione. 
Un mese dopo l'incidente con Grundy, e nonostante le buone vendite di "Anarchy In The UK", la Emi decide di liquidare la formazione per non rischiare di finire anch'essa sul banco degli imputati. 
Contro la compagnia discografica, Rotten e soci avrebbero scritto la canzone "Emi". 
Dopo una breve parentesi con la A&M Records, sarebbero approdati alla neonata Virgin.


LA RIVOLUZIONE: 1977
Il 1977 è l'anno in cui esplode, soprattutto a livello mediatico, la rivoluzione del punk: nell'anno in cui muore Elvis Presley, che era stato il simbolo del rock'n'roll, esso sembra reincarnarsi in nuove forme, ed è riscoperto da una nuova generazione di ribelli. 
Quella guidata dei Sex Pistols è quasi paragonabile a una seconda esplosione di rock’n’roll, nella sua versione aggiornata agli anni 70. 
All'origine, il rock’n’roll era nato come musica rumorosa e irruenta, era una forma d’arte anti-artistica e una forma musicale anti-musicale, in cui le capacità performative e le attitudini sessuali erano in primo piano sulla ricerca di suoni gradevoli. 
Spazzando via la stagione del "peace and love", i Sex Pistols sono i portavoce di un nuovo scontro generazionale e guidano la rivolta giovanile contro le fastose rockstar e i dinosauri del progressive. 
La rivoluzione "punk" porta i capelli corti e in musica rifiuta tutto ciò che è "ornamento"; si ricercano invece forme espressive semplici per gridare al mondo le più autentiche emozioni nella loro immediata urgenza. 
Nonostante il successo del gruppo sia in rapida ascesa, allo stesso tempo, il nuovo anno si apre all'insegna di una crescente incertezza. 
A febbraio, Glen Matlock abbandona la formazione: è il sintomo che qualcosa comincia ad andare storto. 
Dopo l’abbandono di Matlock, unica anima musicale e autore della maggior parte dei brani, i Sex Pistols cominciano a sfuggire ad ogni controllo: il fragile equilibrio tra musica e performance, tra vita e arte, comincia a spezzarsi. 
Le componenti performative sottomettono sempre più quelle musicali, e il gruppo è costretto ad essere all’altezza del grande circo mediatico che sempre più si costruisce intorno a esso. 
Con l'ingresso di Sid Vicious in qualità di bassista, si moltiplicano gli episodi di teppismo e aumenta il consumo di droghe: l'immagine del gruppo diventa sempre più aggressiva e pericolosamente instabile, sia sul palco che fuori.  
Il 1977 è anche l’anno di "God Save The Queen": un anti-inno (nazionale) che finisce per assumere, per negazione, la portata un inno (generazionale). 
Uscito nel marzo 1977, nonostante le numerose censure e boicottaggi, il singolo riscuote un enorme successo ed è l'unica voce stonata nell'euforia collettiva per il giubileo. 
La canzone porta ancora la firma di Glen Matlock, mentre il testo è, come di consueto, un'idea di John Lydon.
In "God Save The Queen" si respira un'atmosfera apocalittica, e si dipinge una società che ha bisogno dei miti nazionali per nascondere la propria inarrestabile decadenza. 
Le suggestioni nazistoidi del gruppo, insieme allo slogan "no future", trasformano la festa per il giubileo in un carnevale di follia collettiva. 
Dietro la rabbia e la pungente ironia, nella musica dei Sex Pistols è presente una dimensione tragica: non è soltanto la voce degli emarginati, ma anche l'espressione di una forma di angoscia e disagio esistenziale. 
Dal "no future" deriveranno molte suggestioni del dark, e la tragedia diventerà realtà prima con Sid Vicious, poi con Ian Curtis. 


NEVER MIND THE BOLLOCKS
Preceduto dall'uscita dei singoli "Pretty Vacant" e "Holidays In The Sun", Never Mind The Bollocks, unico album dei Sex Pistols, esce nell'ottobre 1977. 
Sfidando le censure e le difficoltà di vendita, balza presto al primo posto nelle classifiche inglesi ed è destinato a diventare uno degli album più popolari della storia del rock.  
Il disco contiene almeno tre canzoni che possono essere definite veri e propri inni generazionali: le già citate "God Save The Queen", "Anarchy In The Uk", "Pretty Vacant". 
Contrariamente a quanto un ascolto superficiale possa suggerire, anche da un punto di vista strettamente musicale è un album impeccabile e con un’eccellente produzione, all’altezza della fama del gruppo. 
In "Never Mind The Bollocks" non ci sono né errori, nè stonature o sbavature e, in quanto al fatto che non sia troppo complesso musicalmente, non lo è nella stessa misura in cui non lo sono centinaia di album rock prima di esso (dall'esordio di Elvis a Bob Dylan ai primi Rolling Stones e oltre). 
A cominciare dalla sbalorditiva triade iniziale "Holidays In The Sun", "Bodies", "No Feelings", il suono dei Sex Pistols è potente e di grande impatto. 

La prestazione vocale di John Lydon è straordinaria in tutto l'album e dà prova di grande destrezza nel gestire un ampio registro vocale. 
Batteria e basso sono perfettamente cadenzati e coesi nel dosare la tensione emotiva. 


LA FINE
Dopo il clamore dell'album, l'ultimo capitolo della storia dei Sex Pistols viene scritto durante l'infausta tournée americana del gruppo, conclusasi il 17 novembre al Winterland di San Francisco: testimoniato anche da un video di facile reperibilità, è l’ultimo live. 
Guardando quel video, si può facilmente percepire la cupezza, il gelo e l'inquietudine di cui è pervasa quell'ultima esibizione. 
A conclusione del concerto, uno stanco John Lydon ammonisce “avrete un solo e unico bis”: non può che essere “No Fun”. 
Mai la cover degli Stooges era stata così surrealmente concreta: lo spettacolo è finito, non c'è divertimento, restano solo l'amarezza e i rimpianti. 
Di lì a qualche giorno, a causa delle sempre maggiori ostilità con Malcolm McLaren, Lydon abbandonerà i compagni. 


L'OMICIDIO DI NANCY E LA MORTE DI SID VICIOUS 
Sid Vicious non ha aggiunto molto alla musica dei Sex Pistols ma ha dato un contributo fondamentale all'estetica e alle mitologie del rock tout court: se la musica dei Sex Pistols ha influenzato la produzione musicale di numerosissimi gruppi, Sid Vicious ha influenzato l'immaginario collettivo.
Prima di entrare nei Sex Pistols, la sua storia era la stessa di tanti altri emarginati come lui: era stato cacciato da casa quando aveva quindici anni, e aveva vissuto di espedienti. 
Sid aveva una tecnica rudimentale, ma dimostrava la personalità giusta: nel febbraio 1977, dopo l'abbandono di Glen Matlock, ebbe finalmente l'occasione di diventare il bassista dei Sex Pistols. 
Ma in realtà Sid non diventò parte della musica del gruppo, ma piuttosto parte del loro spettacolo: perverso e fragile, violento e incosciente, sempre più cominciò a fare del "drug, sex and rock'n'roll" il proprio stile di vita. 
Ma la fragile identità di Sid non poteva sopravvivere a lungo ai miti di cui si alimentava; a una personalità così labile contribuì il consumo di eroina, a cui venne introdotto dalla fidanzata Nancy Spungen: Sid e Nancy si ritrovarono presto legati da un rapporto perverso di reciproca auto-distruzione, che avrebbe portato entrambi a morire a distanza di pochi mesi. 
Nel teatro dell’assurdo e della crudeltà imbastito dai Sex Pistols, Sid Vicious e Johnny Rotten, pur essendo figure complementari, si distinguevano: a differenza di John, Sid portava così all’estremo la propria parte che finì per inverare ogni fiction.
Infatti Vicious cominciò sempre più a identificarsi con il personaggio stesso e non fu più in grado di prenderne nemmeno parzialmente le distanze. 
Mentre Rotten era consapevole del proprio ruolo, e in alcuni momenti giungeva a rifiutarlo, Vicious diventò una marionetta nelle mani di Malcolm McLaren e dei media: sia sul palco che fuori, le sue performance diventarono sempre più estreme, al confine dove non è più possibile distinguere la finzione dalla realtà, l'arte dalla vita (e dalla morte). 
Dopo lo scioglimento dei Sex Pistols nel '78, Sid tentò di intraprendere una carriera da vocalist, formando una serie di gruppi d'occasione con musicisti come Mick Jones, Glen Matlock e Keith Levene ed è qui che il cerchio si chiude: la storia dei Sex Pistols, originata dal culto per gli anni 50 di Malcolm McLaren, terminava con una morte che riportava in vita una delle mitologie originarie del rock'n'roll ovvero la gioventù bruciata.
Nella notte dell’11 ottobre 1978, Nancy venne trovata morta accoltellata, Sid pur trovandosi in stato confusionale per l'abuso di droghe non ammise di aver commesso il reato eppure venne arrestato come unico sospetto. 
Infatti fu lo stesso Sid a chiamare la polizia, dopo essersi svegliato ed aver trovato la fidanzata morta, accasciata sotto il lavandino del bagno(la ragazza era stata pugnalata all'addome). 
Vicious dichiarò di non ricordare nulla della sera precedente e fu arrestato per omicidio e in seguito al rilascio su cauzione fece delle affermazioni che furono riconducibili a un'ammissione di colpevolezza.
L'arma del delitto (un coltello con una lama da 13 centimetri, regalatogli da Nancy il giorno prima) venne trovata ancora insanguinata nella camera con impresse le impronte di Sid
Comunque a tutt'oggi non è possibile far piena luce sugli eventi di quella fatale notte di sangue e di follia. 
Dopo il suo rilascio il 1º febbraio 1979, Vicious assunse nuovamente dell'eroina, dopo essersi iniettato in vena dell'altra eroina durante la notte, ebbe un'overdose e fu rianimato dalla sua nuova fidanzata Michelle Robinson, poi i due si addormentarono. 
Sid Vicious venne trovato morto di overdose il mattino seguente. 

Vicious lasciò un biglietto scrivendo di voler esser sepolto di fianco alla sua fidanzata Nancy Spungen con addosso i suoi jeans, la sua giacca di pelle e i suoi anfibi: nonostante fossero queste le ultime volontà di Sid, qualcosa si frappose tra quanto previsto e ciò che realmente avvenne. 
Nancy era d'origine ebraica e venne seppellita nel cimitero ebraico ma la madre di Nancy non consentì che Sid venisse seppellito vicino a sua figlia perché in passato non aveva mai approvato la sua relazione con Sid. Alla luce di tutto ciò, la madre di Vicious decise di far cremare il figlio: le sue ceneri vennero sparse sulla tomba della Spungen
A precoce conferma dell'impatto che ebbe Sid Vicious sull'immaginario collettivo, pochi anni più tardi le vicende di Sid e della sua compagna diedero ispirazione per il film "Sid and Nancy" (1986), diretto da Alex Cox.


FILM: LA GRANDE TRUFFA DEL ROCK N'ROLL
"The Great Rock’n’Roll Swindle" è il titolo di un film uscito nel 1980: diretto da Julian Temple, ha come oggetto la storia dei Sex Pistols secondo il punto di vista di Malcolm McLaren.
Le cose sono allora ben più complesse di come potrebbe suggerire una lettura ingenua e il film stesso non si presta a una lettura ingenua e immediata: essendo volutamente "esagerato", il punto di vista di McLaren non richiede una vera adesione da parte dello spettatore (né un totale rifiuto), bensì spinge a una riflessione. 
In "The Great Rock'n'Roll Swindle", i Sex Pistols stessi mettono in scena la loro limitazione tecnica e il fatto di essere manovrati da un astuto manager che, grazie a loro, è riuscito ad arricchirsi a spese delle compagnie discografiche. 
Ma tutto ciò è anche parte di un copione: un copione in cui McLaren è un astuto burattinaio e i Sex Pistols sono i suoi ignari burattini. 
Questo non significa che i Sex Pistols siano stati davvero un gruppo creato a tavolino come sembra suggerire la pellicola; piuttosto, parte della loro "verità" era proprio nel mettere in scena anche l'artificiosità (come si è visto, è proprio nel conflitto tra la maschera e l'individuo, tra Lydon e Rotten, la migliore espressione del gruppo).
I Sex Pistols sono caratterizzati da una perenne tensione tra opposti: tra musica e spettacolo, tra arte e vita, tra verità e finzione; la natura del gruppo non è mai riconducibile a uno solo dei poli oppositivi, ma è riposta proprio nella contraddizione e nell'ambiguità in cui l'una cosa si trasforma nell'altra.
Tuttavia, c'è un punto in cui gli estremi giungono a identificarsi: la finzione diventa realtà e l’attore è a tal punto irretito dal suo personaggio da restarne vittima. 
Si parla, ovviamente, di Sid Vicious.