Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Truffa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Truffa. Mostra tutti i post

domenica 2 agosto 2020

La Storia Dei Broken Hope: Il Suicidio Di Joe Ptacek e La Morte Di Ryan Stanek

Sebbene non siano mai riusciti a raggiungere il livello di band di elite che poi avrebbero diffuso il Death Metal a scala mondiale, i Broken Hope furono molto rispettati nel sottobosco underground durante il grande boom del Death Metal floridiano dei primi anni '90. Essendo attivi già dal 1988 parliamo di pionieri di questo genere musicale, anche se non venivano dalla Florida ma dall'Illinois (Chicago). Tra il 1991 e il 1999 registrarono ben 5 full. La formazione iniziale comprendeva Joe Ptacek (voce), Jeremy Wagner (chitarra ritmica), Brian Griffin (chitarra solista) e Ryan Stanek (batteria). I testi della band ruotano sul Gore, morte, anti-religione e Splatter in generale.
Furono messi sotto contratto dall'allora nascente Grindcore/RedLight Label registrando il loro album di debutto, "Swamped In Gore". Questo fu anche il primo disco Death Metal ad essere stato registrato completamente in digitale. L'album inizia con "Borivoj's Demise", classica accordatura bassa, batteria che sembra provenire da un'oscura caverna. "Incinerated" presenta un Brutal vecchia scuola: con buoni riff e ritmiche, nonchè variazioni alla voce. Il basso si fa sentire meglio all'inizio e durante la titletrack, "Dismembered Carcass" è un'esplosione che abbaglia l'ascoltatore con varie descrizioni sia testuali che musicali della decomposizione di un cadavere smembrato. "Devourer Of Souls" inizia lenta prima di una accelerazione brusca e repentina e si conclude con un ottimo finale grazie alle vocals.
Vanno citate anche "Gobbling The Guts" e la malata "Cannibal Crave": veramente distruttive.
Dopo l'uscita di Swamped In Gore, furono messi sotto contratto dalla Metal Blade Records (che duole ricordare che ai tempi era molto più underground), che pubblicò il loro secondo album, "The Bowels Of Repugnance", nel 1993. La furia cieca e il grezzume sono presenti anche nel secondo disco, a parte una buona intro "Repugnance". Poi parte "The Dead Half" che si sente nettamente che influenzerà poi il Gore di fine anni 90. Ma in realtà gran parte del disco è basato su vocals gutturali: rallentamenti ed accelerazioni, come nella folle "Coprophagia". "She Came Out In Chunks" presenta anche un buon assolo con addirittura aperture melodiche. Buona anche la strumentale che spezza un po' i ritmi, prima di tornare a fare sul serio con "Hobo Stew" e i suoi rallentamenti (oltre che buoni assoli). Ottime anche le malate "Decimated Genitalia" e "Preacher Of Sodomy" (molto bella la finale "Felching Vampires" sorretta da un riff Thrash molto Bay Area). Il disco poi un po' si perde, anche se il canovaccio rimane sempre lo stesso. Va sottolineato che però per la sua breve durata (31 minuti) il disco non annoia e va ascoltato nella sua interezza. Sono presenti buoni riff ed arpeggi, quà e là.
La durata media oscilla da 1 minuto a poco più di 3 minuti. Il terzo album della band, "Repulsive Conception" del 1995 , raggiunse il Metal Top del CMJ New Music Monthly 25 chart. Effettivamente in questo album gli intermezzi melodici e gli arpeggi sono ancora più presenti e va sottolineato che s'incastrano più o meno bene tra una ritmica e l'altra (in media le canzoni sono più lunghe qui). Ottima la tecnica di base. Certo anche qui ed un po' come prerogativa del genere, il basso non è molto udibile.
Viene girato addirittura un video per "Into The Necrosphere". Nel disco, neanche a dirlo, sono narrate storie con testi assurdi quali "Engorged With Impiety", "Erotic Zoophilism" e "Penis Envy".
Oltre ovviamente alle classiche tematiche Splatter come in "Chewed To Stubs", "Pitbull Grin" e "Freezerburnt". "For Only The Sick"è davvero una gran canzone, le strumentali sono "Swallowed Whole", "Essence Of Human Pain" ed "Imprimus Obscurity". A chiudere l'album una cover di un classico dei Twisted Sister "Captain Howdy". Il quarto album fu "Loathing" del 1997, un album che esplora argomenti come la necrofilia, il feticismo, malattie infettive e la blasfemia.
La prima cosa che balza all'occhio è la grande produzione. Ogni strumento suona perfettamente nel mix e ha il suo peso per tutta la durata dell'album. La band combina molto bene tutti i suoi riff e la voce gutturale bassa producendo un suono molto originale. Le voci di Joe Ptacek sono molto basse ma allo stesso tempo molto potenti. Il batterista Stanek rimane una forza della natura.
Gli assoli sono lenti ed oscuri. Canzoni quali "Siamese Screams", "I'am God", "High On Formaldehyde" ed "Auction Of The Dead" sono davvero formidabili.
Poi ci sono canzoni con testi davvero allucinanti, come "He Was Raped":
"He supposedly pardons us for every sin
But can Jesus forgive those who desecrated his body?
Incarcerated inside a Roman prison
Jesus would soon find His feminine side
They parted his buttocks like the Red Sea"

O come quelle di "Reunited":
"I had to intimately feel her once again
I dig deep into my mothers sepulcher
Her cold, dead flesh soon stirs my lust
Stiffened legs spread to be fucked
My undying live, a son’s sick obsession.
With each stroke of my penis inside
Mommy, sweet mommy I scream as I ejaculate
Her flesh, healthy semen conditions her dry, rigid femme canal
Pleasure short lived
For when I pull out of the disinterred fuck
The smell that was created could sicken the dead"


RYAN STANEK CACCIATO DALLA BAND PER TRUFFA
Il batterista fondatore della band Ryan Stanek, dopo "Loathing", venne espulso dalla band per aver (incredibilmente) truffato fans e compratori. Sostanzialmente riceveva pagamenti per il merchandising dei Broken Hope mai in cambio non inviava niente. Poi utilizzava i soldi per proprio tornaconto personale.


IL QUINTO ALBUM E LO SCIOGLIMENTO
La band si trasferì poi sotto l'ala protettrice della Martyr Records per il loro quinto album, "Grotesque Blessings", pubblicato nel 1999. L'opener "Wolf Among Sheep" è sorretta da un ottimo riff e ritmiche davvero spacca-ossa. Salta però subito all'occhio che la produzione non è granchè soprattutto per via di suoni della batteria poco convincenti. Ottima "Necro-Fellatio", che con i continui botta e risposta tra chitarra e basso si rivela una delle hit dell'album. Quasi Doom per via delle ritmiche "Internal Inferno", altra buona canzone è "Earth Burner". Inutile dire però che la partenza del batterista Stanek si sente eccome. Poco dopo anche il vocalist Ptacek abbandonerà la band (fu Scott Creekmore a sostituirlo negli show dal vivo a supporto del disco). La band da lì a poco si dissolve e scompare nel nulla.
In un'intervista del 2007, Wagner spiegò che furono diversi i fattori, tra cui problemi interni e la mancanza di supporto in Europa da parte della Metal Blade.


IL SUICIDIO DI JOE PTACEK (2010)
Il 20 gennaio 2010, il cantante storico Joe Ptacek si è suicidato. Aveva 37 anni. Si sparò un colpo di pistola alla testa.
Jeremy Wagner: "È con profonda tristezza e shock che riporto che il mio amico ed ex compagno di band, Joe Ptacek, è morto. Joe fu mio amico dai tempi del liceo e formò una band Death Metal con me chiamata Broken Hope. Abbiamo sempre sognato di pubblicare album e girare il mondo. Dopo il diploma, abbiamo realizzato molti di quei sogni e pubblicato cinque album, suonati in tutto il mondo, comparendo su innumerevoli riviste internazionali, facendo un video per MTV. Eravamo su Metal Blade Records e abbiamo incontrato tutti i nostri eroi e ci siamo esibiti ovunque... Non male per due adolescenti di Wildwood, Illinois. Dopo il 2000, Joe e io ci siamo persi di vista fino a pochi anni fa. Negli ultimi mesi, ci siamo risentiti, siamo andati in giro e siamo diventati nuovamente amici. Avevo appena parlato con lui ad inizio anno per riportare in vita i Broken Hope.
Fino agli ultimi giorni, Joe era positivo, sano e aveva un atteggiamento maturo ed umile che mi ha fatto felice di vedere. Sono grato di averlo conosciuto nella mia vita, di aver viaggiato per molti chilometri e di aver condiviso molti palcoscenici con un personaggio così originale. Inoltre, sono grato di averlo abbracciato e di averlo fatto sorridere l'ultima volta che eravamo insieme. Perché abbia scelto di togliersi la vita, non lo capirò mai, ma prego che ora stia in un posto migliore.
Quindi, a tutti voi fans del Metal Estremo, chiedo di fare un brindisi in memoria di Joe Ptacek, l'assoluto, senza dubbio il vocalist Death Metal più brutale!
Joe, ti amo e mi mancherai, fratello...Il tuo amico (che hai chiamato affettuosamente, Peck)"


LA REUNION
La band si è riunita nel 2012 con i vecchi membri Shaun Glass e Jeremy Wagner e i nuovi Mike Miczek e Damian Leski, suonando un tour in Nord America con Obituary, Decrepit Birth, Jungle Rot ed Encrust. "Omen Of Disease" è stato rilasciato il 27 settembre 2013 tramite Century Media Records .E' come detto Damian "Tom" Leski dei Gorgasm a sostituire Joe Ptacek al microfono.
Jeremy Wagner e soci provano sostanzialmente ad accontentare un po’ tutti, mettendo insieme la furia cieca degli esordi dei primi due dischi, qualche velleità tecnica in odore appunto di "Loathing" e alcuni spunti più moderni. Ottima la produzione. Assolutamente da ascoltare la cadenzata e sinistra "Womb Of Horrors", la moderna e tecnica "The Flesh Mechanic", la tecnica e piena di blast beat "The Docking Dead" e "Predacious Poltergeist". Il disco, malgrado qualche passo falso, è buono e non annoia, anche per la sua breve durata.


CACCIATI DA UN TOUR DEI DEICIDE
La band fu cacciata da un tour dei Deicide nel 2013 ad El Paso (Texas).
Fu uno show molto particolare, visto che un fan con una lama aggredì gli spettatori.
Jesus Ortega venne arrestato con l’accusa di aver ferito in maniera grave alcuni spettatori procurando loro tagli all’addome, al capo e al collo. Durante la stessa serata, i Broken Hope, per non precisati motivi vennero estromessi dalla scaletta, la decisione venne imposta da Glen Benton in seguito ad alcuni problemi sorti fra le due band. A dire di Wagner vennero espulsi perchè a Benton non andavano giù alcuni effetti usati dai Broken Hope e poi per via della strumentazione che le due band si passavano. Benton poi avrebbe anche minacciato Shaun Glass.


LA MORTE DI RYAN STANEK (2015)
L'ex batterista della band, Ryan Stanek, è morto in Wisconsin il 1 marzo 2015, all'età di 42 anni.
Probabilmente per un attacco di cuore. Cacciato dalla band a fine anni 90 (pur essendo stato tra i fondatori), Stanek lavorava come sviluppatore IT senior e risiedeva a Salem.
Wagner: "Sono rimasto sbalordito dalla notizia della morte di Ryan e non ci credo ancora. Sebbene Ryan e io non ci parlassimo così spesso da quando si è separato dai BH molti anni fa, ci siamo sentiti una volta ogni tanto e ci siamo sempre augurati reciprocamente le migliori cose per qualunque sforzo stessimo facendo. Ryan era un uomo di talento estremo. Quando ci siamo incontrati per la prima volta, era il migliore batterista Metal in un raggio di 100 miglia; Joe Ptacek e io abbiamo avuto la fortuna di avere questo fantastico drum-boy nella nostra band! Ryan ha co-fondato i Broken Hope con Joe e me. Eravamo il nocciolo...solo noi tre, all'inizio, tutti al liceo. Ryan ha anche disegnato il primissimo logo, che era un "logo circolare" che abbiamo usato sui nostri primi volantini e come sfondo. In tutto ciò, i talenti artistici di Ryan sono andati anche oltre la batteria e il disegno, avendo anche suonato incredibilmente bene la chitarra acustica, scrivendo alcuni dei segues nei precedenti album dei BH, contribuendo con le sue parti liriche sull'album "Swamped In Gore" e anche, Ryan divenne un vocalist nel suo periodo post BH in altre band. Ryan ha posto le basi per il drum-Death Metal quando abbiamo registrato "Loathing". In particolare, la traccia, "Siamese Screams" è una canzone che misura il valore di ogni batterista se può suonarla al livello originale di Ryan.
Se ho qualche rimpianto, è che non ci siamo più sentiti, specialmente dopo la morte di Joe, ma sto sperando che capisca come molti di noi vivano nell'illusione che vivremo per sempre e ci ritroveremo tutti lungo la strada più avanti. Sfortunatamente, Ryan è partito troppo presto...
Se riesci a sentire le mie parole qui, per favore sappi che non ti dimenticherò mai...hai arricchito e cambiato la mia vita in meglio, i BH non sarebbero mai esistiti senza di te, e soprattutto: sono estremamente grato di averti conosciuto come il mio "amico" quando eravamo giovani, e anche l'ultima volta che abbiamo parlato. Se esiste il paradiso, vorrei che tu vivessi bene, Ryan...e immagino che tu e Joe vi siate incontrati e che vi stiate divertendo. Tanto amore ... Jeremy"


IL PROSEGUO DELLA CARRIERA DELLA BAND
L'ultimo album dei Broken Hope intitolato "Mutilated And Assimilated" viene rilasciato il 23 giugno 2017. Nel disco sono presenti rallentamenti acustici molto interessanti. La strumentale "Beneath Antarctic Ice" sembra provenire da un film horror. Degno di menzione il groove di "Meek Inherit Shit", il drumming selvaggio di "The Bunker", i ritmi marziali della title-track, la Brutal contraddistinta da ottimi arpeggi "Malicious Meatholes", gli schiaccianti breakdown di "Carrion Eaters". Buone anche "The Meek Shall Inherit Shit" e "Hells Headpuppers".

sabato 19 ottobre 2019

La Truffa Di Threatin: Concerti Senza Spettatori, Case Discografiche Fasulle, Siti Web e Visualizzazioni False

La storia che c'è dietro la band Threatin (Rock Melodico/Heavy Metal) è davvero incredibile.
Si tratta di una one-man band guidata da Jered Threatin che è riuscita a prendere per i fondelli fans, portali social, organizzatori di eventi e locali.
In realtà, prima della loro dipartita, nel 2018 la band comprendeva anche Gavin Carney (basso), Joe Prunera (chitarra) e Dane Davis (batteria).
Il sito odierno di Threatin per quanto old-style pare ben fatto con tanto di foto, tour, bio, video, vendita di merchandising (maglie, cappelli, slip, CD, singoli) ed un fan club.
Iniziamo col dire che nella bio originaria (ora modificata) venivano citate una serie di performance in giro per il Nord America nel 2014, che portarono la band a firmare con la "nota" Superlative Music Recordings, grazie alla quale registrarono l' EP di debutto "If Need Be", vendendo più di 55mila copie. Un altro tour nel 2015 porterà, poi, la band a lavorare a New York alla Sterling Sound con Greg Calbi, già collaboratore di gente come David Bowie e John Lennon, con il quale produrrà il disco d'esordio "Breaking The World".
Questo disco, a loro dire, gli frutterà il "Top Rock Artist Of The Year Award".


LA TRUFFA DI UNA BAND CHE NON ESISTE
Ma cosa fece la band di Jered Threatin di così clamoroso? Il titolo è un po' improprio...non è che il gruppo non esiste, semplicemente non ha la fama tramandata in bio, su Youtube e sui social.
La one man band californiana (più turnisti a seguito, pare ignari di tutto) riuscì ad organizzare un tour in Europa senza avere i numeri nè le credenziali per farlo.
A suo dire, il tour nel Regno Unito era andato sold-out quindi i locali che ospitavano musica Rock e Metal non si fecero pregare per ospitare la band.
Inutile dire che poi questi stessi locali in cui venne permesso alla band di suonare finirono per essere desolatamente vuoti.
A novembre 2018, i Threatin si sarebbero dovuti esibire in una manciata di date tra Inghilterra, Scozia e Irlanda, per poi arrivare a calcare anche i palchi di Francia, Italia (al Druso, a Bergamo) e Germania in quello che avrebbe dovuto essere il Breaking The World Tour (a supporto del già citato disco pubblicato nel 2017).
Dei tre concerti in cui la band si è effettivamente esibita, due non hanno venduto neanche un biglietto e il terzo ne ha venduto uno.
Quando Threatin arrivò al The Asylum di Birmingham l'8 novembre 2018, al proprietario del locale (Roy Davis) giunsero voci che l'intero tour era probabilmente una truffa.
Nessuno, tuttavia, sospettava che lo stesso leader della band fosse stato l'ideatore di tutto ciò.
Davis pensava che un promotore stesse rovinando la band, senza rendersi conto che dietro non c'era mai stato nessun promotore.

Davis al sito Pollstar: "Ci siamo seduti con loro per circa un'ora prima dell'inizio dello spettacolo e abbiamo avuto una lunga conversazione, cercando di aiutarli. Loro stavano ancora mentendo. Questa è stata la cosa che mi ha sconvolto in seguito"

A parte la menzogna, Davis non prova rancore: "La quantità di persone che chiamavano era semplicemente impressionante. Sono stato anche contattato dai corrispondenti della BBC di New York. Quindi da questo punto di vista, quello che ha creato è stato davvero positivo, anche per noi"
In effetti, nessuno dei proprietari dei locali e dei bookers contattati si arrabbiarono con Eames, reo di averli presi in giro.
Barbara Blair, comproprietaria del Trillian a Newcastle, ha ribadito: "Bravo lui, non sta facendo nulla di diverso rispetto a quello che avrebbero fatto altre persone: ha provato a diventare famoso. Non abbiamo perso soldi per quel concerto e dato che lo stesso ha avuto luogo una domenica sera, quando Trillian di solito non ospita concerti, la perdita al bar è stata trascurabile. 
Se in futuro volessero suonare ancora da noi, penso che sarebbe sciocco non ospitarli perché hanno attirato così tanta attenzione su sè stessi che la gente verrà qui per vedere di cosa si tratta"

Pare che per la data dell'Underworld di Londra erano stati 291 i biglietti venduti (in realtà erano presenti solo 3 spettatori), 180 invece all' Exchange di Bristol (ma non stava nessun spettatore)
Ma vediamo cosa è successo nei minimi dettagli.


I LIKES FALSI SUI SOCIAL E SU YOUTUBE
I primi a scoprire che qualcosa non quadrava furono appunto i gestori dei locali, che iniziarono a comunicare su Facebook l’accaduto.
La band conta quasi 39mila like sulla sua pagina Facebook, in gran parte falsi.
Anche le visualizzazioni sui video Youtube (per il singolo "Living Is Dying" oltre un milione e 100mila) sono fasulle (in realtà proprio questo gran parlare della band ha aumentato le visualizzazioni ed ora sono 1 milione e 300mila), così come i commenti di 2 anni fa sotto il video (non hanno un filo logico).


AGENZIE ED ETICHETTE DISCOGRAFICHE FASULLE
Anche il promoter (StageRight Bookings) che ha preso i contatti con alcuni prestigiosi locali europei per fissare le date della band è falso (così come i solisti che sarebbero sotto contratto Michael Nicolas, Adam Gray, Gary Allan, Bryan Guy e le band Newport, Sunrise Station, Curve, Tull, Third Eye, Cars, Braid, etc tutte citate sul sito, ormai oscurato).
L’etichetta discografica (Superlative Music; si legge fondata nel 1964 e con all'attivo 10 milioni di copie vendute e 200 album pubblicati) per cui ha firmato la band è fasulla (così come tutte le band citate e messe sotto contratto, ad esclusione dei Damone, band che però è sciolta da una decina d'anni).
Tra l'altro, un'etichetta che avrebbe buoni numeri come questi...con solo 1800 like sulla pagina Facebook?
Pagina che invece è una raccolta di foto di artisti misconosciuti (forse prese da Google o da ignari sui social).

Anche l'Aligned Artist Management che avrebbe trovato i turnisti da accompagnare a Threatin non esiste.
Tutte queste agenzie, etichette e case discografiche hanno anche una loro pagina Facebook (con likes ovviamente gonfiati da bot e software) ed un sito personale (si può notare come tutte queste agenzie ed etichette abbiano uno stile della propria pagina Web piuttosto simile, basico ed old style, segno che probabilmente è stata la stessa persona a costruirli e metterli online).
E non finisce qui.


TOP ROCK PRESS: IL SITO METAL CREATO AD HOC
La band ha condotto su sè stessa anche interviste fake (poi cancellate da Youtube) ed inventato un sito web (fanzine) chiamato Top Rock Press.
Le più recenti news su questa fanzine Rock/Metal risalgono alla fine del 2016: l'uscita dell'album dei Metallica "Hardwired...To Self-Destruct", Axl Rose sull'elezione di Trump, il tour di addio "The End" dei Black Sabbath, Vince Neil e poche altre.
Il sito è stato creato chiaramente per creare l'illusione della popolarità dei Threatin.
Le icone dei social network nel piè di pagina si collegano alla pagina iniziale del sito, il sito cita "supportato da NME, Alternative Press, Hot Topic e Monster Energy", un numero di telefono inesistente elencato nella sezione "Contatti", un indirizzo di San Francisco che mostra un generico edificio e Universal Web Group (la società ovviamente inesistente...che avrebbe costruito il sito web).
Facendo clic sulla scheda "Artisti in primo piano", ci sono i Threatin in alto, si legge "aprono la strada alla prossima generazione di musica Rock!".
Nella fanzine è presente anche una presunta intervista condotta con il bassista dei Megadeth David Ellefson (in realtà plagiata e modificata da Alternative Nation).
La sezione "Recensioni" di Top Rock Press non si sforza neanche d'inventare o copiare recensioni da altri portali, ma si collega semplicemente a una dozzina di recensioni presenti su MetalUnderground.com
Poi, la pagina "Abbonati" includeva un linguaggio vago che allude ad un abbonamento a una rivista fisica che impiegava otto settimane per arrivare (forse per scoraggiare la gente dall'abbonarsi, essendo anch'essa insistente).
Lasciando da parte la fanzine e ricollegandoci alla bio citata all'inizio, il sito di Greg Calbi non cita in nessun modo di aver lavorato con Threatin, come nessuna delle date citate pare essere confermata da altre parti che non sia il suo sito web.
Addirittura alcune delle date citate sul sito ufficiale sarebbero false: in quelle serate, in quelle venue, c’erano sì dei concerti, ma nessuno degli artisti erano i Threatin.
Nemmeno sotto pseudonimo.


MA CHI C'E' DIETRO?
Dietro questa incredibile storia truffaldina si nasconde Jered Eames, dal Missouri, mente del progetto Death Metal Saetith, che portò avanti con il fratello Scott tra il 2005 e il 2012 raggiungendo anche discreti traguardi (suonando con Cannibal Corpse e Monstrosity in giro per gli States) malgrado solo due EP pubblicati.
Il fratello di Jered, Scott Eames, che oggi suona negli Thy Antichrist come turnista, ha rilasciato ai loro microfoni digitali un commento in cui si dissocia dall’operato di Jered.
Pare che i Saetith vennero messi in standby principalmente perché Jered voleva fare qualcosa del genere con la band.
Controllando un po' i Thy Antichrist hanno quasi 300mila follower su Facebook a fronte di un album uscito nel 2004 e un altro nel 2018 sotto Napalm Records...ed anche qui forse c'è qualcosa che non quadra (per dare due numeri: i Mayhem ne hanno 483mila, gli Emperor 189mila, i Dissection 82mila...).
Niente contro la band di Antichrist 666, Abyssus, Oricuss e Frost Giant in quanto autori comunque di buoni album e ben recensiti ovunque ("Wicked Testimonies" del 2004 e "Wrath Of The Beast" del 2018), anche se è quantomeno singolare la cosa.
In ogni caso pare che Jered tutta questa storia l'abbia presa a scherzo, nella sua bio (ri-aggiornata dopo che venne scoperta la truffa), si legge:

"Jered Threatin, noto con il nome di "Threatin", è un artista solista, cantante, cantautore e polistrumentista di Los Angeles, California. Ha acquisito notorietà nel 2018 a seguito di una truffa pubblicitaria nel suo "Breaking The World Tour" in cui ha suonato in luoghi in gran parte vuoti. 
La furbata ha ottenuto la copertura mediatica mainstream dal New York Times, dalla BBC inglese, da Variety e dal Rolling Stone Magazine"

Sui social ed altri canali invece si legge: "Cosa sono le fake news? Ho trasformato una stanza vuota in un titolo internazionale. Se stai leggendo queste parole, anche tu sei parte dell’illusione"

Intanto il locale The Underworld a Londra, dove tutto è iniziato, ha già prenotato nuovamente i Threatin per il primo novembre 2019.

Lovelace (bookers di Underworld): "Controllando la pagina Facebook di Underworld, sotto qualsiasi post relativo ai Threatin, ci sono molti insulti. Non mi aspettavo questo perché trovo il tutto divertente. È stato abbastanza sorprendente vedere che la maggior parte delle persone si è incazzata.
Ciò che è davvero divertente è che molte persone non credono che il concerto avverrà realmente. Altre persone pensano che io sia Threatin, altre persone che Underworld ha inventato Threatin. Lui ha prenotato i locali, e il canone di noleggio di solito copre i costi di produzione e di gestione dello spettacolo. Non abbiamo perso soldi pagando il personale per essere lì, il tutto è stato pagato nel canone di noleggio. Quello che abbiamo perso è il fatto che nessuno ha comprato birre e noi facciamo affidamento sulle vendite del bar. Quindi abbiamo avuto un record negativo solo sotto questo punto di vista. A volte succede che hai uno spettacolo in cui nessuno beve, uno spettacolo per bambini o qualcosa del genere. Non è la fine del mondo, non ci ha derubato, nessuno è morto. Siamo sostanzialmente colpiti. Chiunque abbia raggiunto certi traguardi dal nulla merita i riflettori. Molte band reali non si impegnano molto"

Molte band hanno contattato Lovelace accusandola di aver insultato praticamente ogni band del paese (anche per aver re-invitato una band del genere): "Se si arrabbiano, ciò dice molto sulla loro dignità. Penso che sia solo gelosia. Non ritireremo mai la loro prenotazione. Forse verranno con un altro promoter, ma in questo locale amiamo cose del genere.
Non annulleremo nulla. Ciò che speriamo è che Threatin non continui a trollare, non si presenti o salga sul palco e non suoni. Questo, per noi, sarebbe un disastro totale, ma siamo felici nel confidare che in realtà verrà e suonerà, perché ha sempre voluto suonare davanti ad un pubblico" 
(che abbia sempre voluto suonare davanti ad un pubblico...avrei qualche dubbio)

Ma che genere suonano? Com'è il disco? Ovviamente la grande ribalta per tutta questa storia ha, come detto (e come preventivato da Threatin), incrementato visualizzazioni su Youtube e vendite.
Iniziamo col dire che da "Breaking The World" sono stati estratti 3 singoli: "Living Is Dying" (1 milione e 300mila visualizzazioni di cui solo 200mila reali), "Identity" (114mila) e "If Need Be" (169mila visualizzazioni).
Nel sito si legge che sarebbero stati girati al Glass Castle Films (Holliwood) ma ovviamente il tutto va preso con le pinze.
Nella stessa sezione è presente anche il promo che annuncia l'album e un "Behind The Scenes".
Iniziamo dalla fine e sfatiamo subito qualsiasi mito e preconcetto: questa band non c'entra niente con i millantati 0 spettatori e lo si capisce subito dalla trascinante (ed un po' commerciale) opener che dà il nome al disco.
Sostanzialmente si tratta di un album Melodic Rock con qualche influenza Heavy ed Alternative di fine anni 90 (negli chorus melodici).
Detto dell'opener, il disco poi prosegue con il primo singolo "Living Is Dying" che ha "spopolato" su Youtube (in realtà, a seguito dello scoppio dello scandalo, le visualizzazione sono aumentate e per davvero) e con "The End Of You" (sorretta da un buon riff ed assolo).
La quarta traccia è "The Place Between" che dopo un inizio un po' stentato si lascia ascoltare.
Poi è la volta dell'altro singolo "If Need Be" che prima di esplodere inizia come una ballad sino all'assolo, poi rallenta nuovamente e riaccelera (niente che rimarrà nella storia ma sicuramente non malvagia).
"Identity" scorre veloce senza particolari sussulti, anche qui ci sono rallentamenti melodici ed accelerazioni improvvise.
Si prosegue con "Rip Through These Chains" e i suoi stop and go, prima di un assolo di buona fattura.
Invece "A Memory Forgotten" è una semi-ballad.
A questo punto la voce "lagnosa" di Jered comincia un po' a stancare soprattutto nei suoi acuti, per quanto il disco non presenti canzoni oscene neanche nelle ultime quattro: "Impulse", "Conscious" (forse la meno convincente del disco), "Fade Into Never" e l'ottima "All Your Pain" che chiude degnamente il platter.
Sicuramente non un disco dalla longevità elevata ma che comunque si lascia ascoltare, malgrado alcuni difetti evidenziati quali la voce stancante dopo un po'.
Cosa si può dire di tutta questa storia? Che probabilmente i Threatin rimanendo nell'underground e promuovendo davvero gli eventi nei locali dove suonavano (o qualche piccolo festival) avrebbero fatto un centinaio di spettatori (o migliaio dal vivo).
Non certo numeri che ti cambiano la vita.
Allora Jered deliberatamente creò l'alone della band che suona davanti a nessun spettatore ottenendo in seguito una ribalta mediatica clamorosa per esser riuscita ad ingannare tutti, passando come si suol dire, dalle stalle alle stelle.

martedì 19 agosto 2014

La Storia Dei Sex Pistols, La Loro Truffa e La Morte Di Sid Vicious

I Sex Pistols sono stati una band inglese formata in Inghilterra, Londra, nel 1975.
Nel 2006, nonostante il "gran rifiuto", i Sex Pistols sono entrati a far parte della Rock’N’Roll Hall Of Fame insieme a tutti gli altri grandi nomi.
Allo stesso modo, il loro "Never Mind The Bollocks" fa parte della storia della Musica quindi non solo del Punk.
A distanza di più di trent’anni, sembra che quello che è stato uno dei gruppi più irriverenti e rivoluzionari sia stato ormai definitivamente "storicizzato".
Ovvero scandalosi e ribelli al proprio tempo, ma poi progressivamente entrati in qualche modo a far parte della "cultura" (o, perlomeno, della sottocultura del rock).
Così come ancora oggi l’orizzonte dell’arte non ha completamente riassorbito le provocazioni di alcune avanguardie, pur considerate ormai "storiche", allo stesso modo i Sex Pistols spesso fanno discutere e rappresentano un caso più unico che raro, un paradosso che mette in crisi i criteri per un’estetica del rock condotta su basi strettamente musicali.
Non esiste, infatti, in tutta la storia del rock un'altra formazione che possa vantare una fama di tale calibro pur con così poco materiale: appena quattro singoli e un album, miliare e imprescindibile; per il resto, poche altre registrazioni, tra cui alcune cover, presenti in una sterminata galassia di raccolte postume, live album e bootleg.
Molto breve è stata anche la carriera del gruppo, durata poco più di due anni, e che si può inquadrare in due date: il 6 novembre del 1975, giorno della prima esibizione e il 14 gennaio 1978, data dell’ultimo concerto nella sua formazione completa.
Nel 1996, e poi ancora nel 2002 e 2003, i Sex Pistols hanno giocato la carta del breve rientro nelle scene per alcuni live, ma non hanno aggiunto niente al loro repertorio né, tantomeno, al loro consolidato mito.
Un mito alla cui fortuna ha contribuito anche una storia nella storia: quella di Sid Vicious, il secondo bassista della formazione, morto nel '79 a soli ventun'anni e asceso dai bassifondi londinesi all'olimpo del rock, diventando un’icona generazionale.


LA BAND
Sin dal 1973, esisteva già una specie di gruppo (chiamato "The Strand") che comprendeva, oltre il diciassettenne Jones alla voce, anche un suo giovane amico e futuro membro dei Sex Pistols: il batterista Paul Cook. 
Tra scorribande e rozze prove, un giorno Steve Jones decise di rivolgersi a Malcolm McLaren. Quest’ultimo, dietro l’insistenza dello stesso Jones, gli presentò Glen Matlock. 
Quest'ultimo possedeva una discreta preparazione musicale e, con il suo arrivo, gli Strand cominciarono a provare più seriamente e con maggiore regolarità, sebbene ancora privi di un valido cantante. 
McLaren decise di puntare tutte le sue energie sul gruppo che, nel frattempo, si era già esibito una prima volta in pubblico. 
Bisognava però trovare un cantante più valido e, in questa prospettiva, Steve Jones depose il microfono e s'impegnò per imparare a suonare la chitarra. 
Un giorno, fu presentato ai compagni uno strano soggetto di nome John Lydon che, insieme al suo inseparabile amico "Sid". 
Johnny era uno scapestrato, ma con un’indole introversa. 
I suoi gusti musicali erano inconsueti, e spaziavano dal reggae a Captain Beefheart. 
Dimostrando sin dalla prima audizione le proprie capacità istrioniche, John Lydon si trasformò presto in "Johnny Rotten". 
Il gruppo era finalmente pronto per la sua rivoluzione musicale. 
I componenti dei Sex Pistols con l'eccezione di Glen Matlock erano tutti giovani disagiati, con alle spalle situazioni familiari difficili ed ansiosi di sfogare la loro rabbia e le loro frustrazioni.
Sin dall'inizio, tra loro stessi non correva buon sangue e la formazione si reggeva su un equilibrio precario: Matlock era visto con sospetto dagli altri, in quanto troppo "normale", Lydon era visto con altrettanto sospetto per le ragioni opposte. 
Le tensioni maggiori presto sarebbero state proprio tra Lydon e Matlock: il primo era l’anima più musicale, più pop, il secondo ne era l'antitesi. 
Il primo diventò l'autore dei testi, il secondo della maggior parte delle musiche. 
Tuttavia, McLaren vide positivamente questa conflittualità, considerandolo un salutare antagonismo, utile ai fini di un gruppo militante. 
Sarebbe stata proprio la tensione tra gli opposti a dar vita alla fragile alchimia dei Sex Pistols. 
I membri del gruppo sono tutti nati nel 1956 (ad eccezione di Jones, nato nel '55) e dunque, quando nel ’75 si formò, erano più che maggiorenni.
Nel corso del 1975, negli States cominciava sempre più a diffondersi il termine "punk" per indicare un nuovo fenomeno musicale underground. 
"Punk" era tuttavia un termine ancora piuttosto generico: in realtà non c’era ancora un vero movimento unitario e consapevole di sé, ma piuttosto una serie di gruppi accomunati da un'ansia di novità. 


PRIMI CONCERTI E NUOVA CONCEZIONE DELLA MUSICA 
Nel 1975 con un repertorio di appena cinque canzoni ci fu il primo concerto live della band. 
In quell'occasione, John Lydon esibisce una sua idea poi diventata celebre: è una t-shirt dei Pink Floyd, ma con sopra scritto a mano "I hate". 
I Pink Floyd rappresentavano infatti, ai loro occhi, tutto ciò che aveva rinnegato le origini del rock’n’roll e che si era allontanato dalla vitalità originaria e dallo spirito di ribellione di quella musica. 
Con i Sex Pistols, il rock doveva tornare a essere ribelle e scandaloso. 
Pur non sapendo ancora padroneggiare bene gli strumenti, o forse sopratutto per questo motivo, i quattro riescono a sprigionare un'energia nuova e contagiosa e, sin dal primo concerto, fanno la prima vittima: dopo averli visti sul palco, Stuart Goddard decide di abbandonare il gruppo precedente per diventare quello oggi che conosciamo come Adam Ant. 
Ogni concerto diventa presto un evento, ma l'eccitazione spesso degenera in episodi di rissosità e violenza tra il pubblico, che spesso coinvolgono anche i componenti del gruppo. 
Alcuni locali cominciano a chiudere le porte, ma la miccia è ormai accesa, la rivoluzione è inarrestabile: dopo aver assistito alle performance di Johnny Rotten e compagni, si formano gruppi come Clash, Damned, Adverts, Jam e tanti altri. 
Sin dalle prime esibizioni, i Sex Pistols introducono un nuovo approccio estetico al rock e cambiano il rapporto tra musicisti e pubblico: si ricerca l'antagonismo piuttosto che il consenso e la performance musicale è in primo piano rispetto alla pura esperienza sonora. 
Quella dei Sex Pistols non è soltanto musica, ma anche "spettacolo": non uno spettacolo con grandi scenografie e grandi attori, ma un piccolo teatro disadorno in cui si mette in scena l'assurdo. 


PROVOCAZIONI
Mentre Lydon e soci contagiano il pubblico londinese con le loro esibizioni incendiarie, il manager Malcolm McLaren definisce l'estetica del gruppo e quella del nuovo movimento musicale. 
Con la collaborazione di Westwood, il manager inoltre supporta il gruppo escogitando una serie di provocazioni: dopo la maglietta "anarchy" (con un ritratto di Marx), a suscitare scalpore è sopratutto la famosa maglietta "destroy", che mette insieme l'anticristo e una grossa svastica. 
Tale è il caos di simboli e simbologie, che il gruppo risulta allo stesso tempo militante ma politicamente ambiguo, suscitando le simpatie e le avversioni sia dell'estrema destra che dell'estrema sinistra. 
Benché l'esibizione della svastica non fosse una novità assoluta nell'estetica del rock, McLaren conduceva questa provocazione ai massimi livelli. 
E' tuttavia evidente che, nell'Inghilterra degli anni 70, che portava ancora i segni e i ricordi della guerra, la svastica era paradossalmente un emblema dalle connotazioni antinazionaliste. 
Era quasi un simbolo di caos e di anarchia. 
Infatti, sono proprio il caos e l'anarchia a essere celebrati nel primo singolo del gruppo, uscito nel novembre 1976: "Anarchy In The UK" è una delle pagine più incandescenti della storia del rock e diventa il primo vero inno del movimento punk.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, tuttavia, "Anarchy In The Uk" non è un'autentica canzone di protesta politica o di denuncia sociale ma è funzionale sopratutto a suggerire l’idea di "caos". 
Quella di Rotten e compagni è una vera e propria estetica del caos e della contraddizione. 
Il punk è anche questo: rigetto di tutti i valori, compresa la coerenza. 
I Sex Pistols sono infatti una contraddizione vivente: nascono come anti-rockstar ma, a loro volta, finiscono per creare nuove mitologie e per trasformarsi in rockstar. 
Vogliono distruggere il sistema dell’industria discografica, ma poi non esiteranno a compromettersi con lo stesso sistema, sfruttandolo il più possibile a proprio vantaggio. 
In un certo senso, la rivoluzione portata avanti da McLaren e dal gruppo era finta, costruita. 
Eppure, all’interno del mondo del rock, è stata verissima e con tante conseguenze.


CONTRATTO CON LA EMI E CRITICHE
Nell'ottobre '76, il gruppo firma un contratto con la Emi: nata in ambienti underground e in angusti locali, la musica dei Sex Pistols si prepara a conquistare il mercato internazionale e a diventare il nuovo fenomeno musicale. 
Negli stessi mesi, i quattro cominciano a entrare sempre più in contatto con i media: tanto più questi si schierano contro il gruppo, tanto più quest'ultimo ne trae vantaggi. 
E così avviene quel primo dicembre 1976, quando i Sex Pistols vengono invitati al popolare programma televisivo di Bill Grundy. 
Il giorno dopo, la band è sulle prime pagine di tutti i quotidiani inglesi in seguito alle provocazioni e le offese al conduttore (il quale ne aveva provocato la reazione).
E' il momento in cui il gruppo comincia a diventare davvero popolare, ma anche il momento in cui cominciano ad affiorare le prime tensioni e le prime crisi interne ed esterne.
Da quel momento in poi, infatti, il rapporto tra il gruppo e i media sarebbe diventato a doppio taglio: per essere all'altezza della propria crescente popolarità, i Sex Pistols sarebbero andati sempre più verso la strada dell'auto-distruzione. 
Un mese dopo l'incidente con Grundy, e nonostante le buone vendite di "Anarchy In The UK", la Emi decide di liquidare la formazione per non rischiare di finire anch'essa sul banco degli imputati. 
Contro la compagnia discografica, Rotten e soci avrebbero scritto la canzone "Emi". 
Dopo una breve parentesi con la A&M Records, sarebbero approdati alla neonata Virgin.


LA RIVOLUZIONE: 1977
Il 1977 è l'anno in cui esplode, soprattutto a livello mediatico, la rivoluzione del punk: nell'anno in cui muore Elvis Presley, che era stato il simbolo del rock'n'roll, esso sembra reincarnarsi in nuove forme, ed è riscoperto da una nuova generazione di ribelli. 
Quella guidata dei Sex Pistols è quasi paragonabile a una seconda esplosione di rock’n’roll, nella sua versione aggiornata agli anni 70. 
All'origine, il rock’n’roll era nato come musica rumorosa e irruenta, era una forma d’arte anti-artistica e una forma musicale anti-musicale, in cui le capacità performative e le attitudini sessuali erano in primo piano sulla ricerca di suoni gradevoli. 
Spazzando via la stagione del "peace and love", i Sex Pistols sono i portavoce di un nuovo scontro generazionale e guidano la rivolta giovanile contro le fastose rockstar e i dinosauri del progressive. 
La rivoluzione "punk" porta i capelli corti e in musica rifiuta tutto ciò che è "ornamento"; si ricercano invece forme espressive semplici per gridare al mondo le più autentiche emozioni nella loro immediata urgenza. 
Nonostante il successo del gruppo sia in rapida ascesa, allo stesso tempo, il nuovo anno si apre all'insegna di una crescente incertezza. 
A febbraio, Glen Matlock abbandona la formazione: è il sintomo che qualcosa comincia ad andare storto. 
Dopo l’abbandono di Matlock, unica anima musicale e autore della maggior parte dei brani, i Sex Pistols cominciano a sfuggire ad ogni controllo: il fragile equilibrio tra musica e performance, tra vita e arte, comincia a spezzarsi. 
Le componenti performative sottomettono sempre più quelle musicali, e il gruppo è costretto ad essere all’altezza del grande circo mediatico che sempre più si costruisce intorno a esso. 
Con l'ingresso di Sid Vicious in qualità di bassista, si moltiplicano gli episodi di teppismo e aumenta il consumo di droghe: l'immagine del gruppo diventa sempre più aggressiva e pericolosamente instabile, sia sul palco che fuori.  
Il 1977 è anche l’anno di "God Save The Queen": un anti-inno (nazionale) che finisce per assumere, per negazione, la portata un inno (generazionale). 
Uscito nel marzo 1977, nonostante le numerose censure e boicottaggi, il singolo riscuote un enorme successo ed è l'unica voce stonata nell'euforia collettiva per il giubileo. 
La canzone porta ancora la firma di Glen Matlock, mentre il testo è, come di consueto, un'idea di John Lydon.
In "God Save The Queen" si respira un'atmosfera apocalittica, e si dipinge una società che ha bisogno dei miti nazionali per nascondere la propria inarrestabile decadenza. 
Le suggestioni nazistoidi del gruppo, insieme allo slogan "no future", trasformano la festa per il giubileo in un carnevale di follia collettiva. 
Dietro la rabbia e la pungente ironia, nella musica dei Sex Pistols è presente una dimensione tragica: non è soltanto la voce degli emarginati, ma anche l'espressione di una forma di angoscia e disagio esistenziale. 
Dal "no future" deriveranno molte suggestioni del dark, e la tragedia diventerà realtà prima con Sid Vicious, poi con Ian Curtis. 


NEVER MIND THE BOLLOCKS
Preceduto dall'uscita dei singoli "Pretty Vacant" e "Holidays In The Sun", Never Mind The Bollocks, unico album dei Sex Pistols, esce nell'ottobre 1977. 
Sfidando le censure e le difficoltà di vendita, balza presto al primo posto nelle classifiche inglesi ed è destinato a diventare uno degli album più popolari della storia del rock.  
Il disco contiene almeno tre canzoni che possono essere definite veri e propri inni generazionali: le già citate "God Save The Queen", "Anarchy In The Uk", "Pretty Vacant". 
Contrariamente a quanto un ascolto superficiale possa suggerire, anche da un punto di vista strettamente musicale è un album impeccabile e con un’eccellente produzione, all’altezza della fama del gruppo. 
In "Never Mind The Bollocks" non ci sono né errori, nè stonature o sbavature e, in quanto al fatto che non sia troppo complesso musicalmente, non lo è nella stessa misura in cui non lo sono centinaia di album rock prima di esso (dall'esordio di Elvis a Bob Dylan ai primi Rolling Stones e oltre). 
A cominciare dalla sbalorditiva triade iniziale "Holidays In The Sun", "Bodies", "No Feelings", il suono dei Sex Pistols è potente e di grande impatto. 

La prestazione vocale di John Lydon è straordinaria in tutto l'album e dà prova di grande destrezza nel gestire un ampio registro vocale. 
Batteria e basso sono perfettamente cadenzati e coesi nel dosare la tensione emotiva. 


LA FINE
Dopo il clamore dell'album, l'ultimo capitolo della storia dei Sex Pistols viene scritto durante l'infausta tournée americana del gruppo, conclusasi il 17 novembre al Winterland di San Francisco: testimoniato anche da un video di facile reperibilità, è l’ultimo live. 
Guardando quel video, si può facilmente percepire la cupezza, il gelo e l'inquietudine di cui è pervasa quell'ultima esibizione. 
A conclusione del concerto, uno stanco John Lydon ammonisce “avrete un solo e unico bis”: non può che essere “No Fun”. 
Mai la cover degli Stooges era stata così surrealmente concreta: lo spettacolo è finito, non c'è divertimento, restano solo l'amarezza e i rimpianti. 
Di lì a qualche giorno, a causa delle sempre maggiori ostilità con Malcolm McLaren, Lydon abbandonerà i compagni. 


L'OMICIDIO DI NANCY E LA MORTE DI SID VICIOUS 
Sid Vicious non ha aggiunto molto alla musica dei Sex Pistols ma ha dato un contributo fondamentale all'estetica e alle mitologie del rock tout court: se la musica dei Sex Pistols ha influenzato la produzione musicale di numerosissimi gruppi, Sid Vicious ha influenzato l'immaginario collettivo.
Prima di entrare nei Sex Pistols, la sua storia era la stessa di tanti altri emarginati come lui: era stato cacciato da casa quando aveva quindici anni, e aveva vissuto di espedienti. 
Sid aveva una tecnica rudimentale, ma dimostrava la personalità giusta: nel febbraio 1977, dopo l'abbandono di Glen Matlock, ebbe finalmente l'occasione di diventare il bassista dei Sex Pistols. 
Ma in realtà Sid non diventò parte della musica del gruppo, ma piuttosto parte del loro spettacolo: perverso e fragile, violento e incosciente, sempre più cominciò a fare del "drug, sex and rock'n'roll" il proprio stile di vita. 
Ma la fragile identità di Sid non poteva sopravvivere a lungo ai miti di cui si alimentava; a una personalità così labile contribuì il consumo di eroina, a cui venne introdotto dalla fidanzata Nancy Spungen: Sid e Nancy si ritrovarono presto legati da un rapporto perverso di reciproca auto-distruzione, che avrebbe portato entrambi a morire a distanza di pochi mesi. 
Nel teatro dell’assurdo e della crudeltà imbastito dai Sex Pistols, Sid Vicious e Johnny Rotten, pur essendo figure complementari, si distinguevano: a differenza di John, Sid portava così all’estremo la propria parte che finì per inverare ogni fiction.
Infatti Vicious cominciò sempre più a identificarsi con il personaggio stesso e non fu più in grado di prenderne nemmeno parzialmente le distanze. 
Mentre Rotten era consapevole del proprio ruolo, e in alcuni momenti giungeva a rifiutarlo, Vicious diventò una marionetta nelle mani di Malcolm McLaren e dei media: sia sul palco che fuori, le sue performance diventarono sempre più estreme, al confine dove non è più possibile distinguere la finzione dalla realtà, l'arte dalla vita (e dalla morte). 
Dopo lo scioglimento dei Sex Pistols nel '78, Sid tentò di intraprendere una carriera da vocalist, formando una serie di gruppi d'occasione con musicisti come Mick Jones, Glen Matlock e Keith Levene ed è qui che il cerchio si chiude: la storia dei Sex Pistols, originata dal culto per gli anni 50 di Malcolm McLaren, terminava con una morte che riportava in vita una delle mitologie originarie del rock'n'roll ovvero la gioventù bruciata.
Nella notte dell’11 ottobre 1978, Nancy venne trovata morta accoltellata, Sid pur trovandosi in stato confusionale per l'abuso di droghe non ammise di aver commesso il reato eppure venne arrestato come unico sospetto. 
Infatti fu lo stesso Sid a chiamare la polizia, dopo essersi svegliato ed aver trovato la fidanzata morta, accasciata sotto il lavandino del bagno(la ragazza era stata pugnalata all'addome). 
Vicious dichiarò di non ricordare nulla della sera precedente e fu arrestato per omicidio e in seguito al rilascio su cauzione fece delle affermazioni che furono riconducibili a un'ammissione di colpevolezza.
L'arma del delitto (un coltello con una lama da 13 centimetri, regalatogli da Nancy il giorno prima) venne trovata ancora insanguinata nella camera con impresse le impronte di Sid
Comunque a tutt'oggi non è possibile far piena luce sugli eventi di quella fatale notte di sangue e di follia. 
Dopo il suo rilascio il 1º febbraio 1979, Vicious assunse nuovamente dell'eroina, dopo essersi iniettato in vena dell'altra eroina durante la notte, ebbe un'overdose e fu rianimato dalla sua nuova fidanzata Michelle Robinson, poi i due si addormentarono. 
Sid Vicious venne trovato morto di overdose il mattino seguente. 

Vicious lasciò un biglietto scrivendo di voler esser sepolto di fianco alla sua fidanzata Nancy Spungen con addosso i suoi jeans, la sua giacca di pelle e i suoi anfibi: nonostante fossero queste le ultime volontà di Sid, qualcosa si frappose tra quanto previsto e ciò che realmente avvenne. 
Nancy era d'origine ebraica e venne seppellita nel cimitero ebraico ma la madre di Nancy non consentì che Sid venisse seppellito vicino a sua figlia perché in passato non aveva mai approvato la sua relazione con Sid. Alla luce di tutto ciò, la madre di Vicious decise di far cremare il figlio: le sue ceneri vennero sparse sulla tomba della Spungen
A precoce conferma dell'impatto che ebbe Sid Vicious sull'immaginario collettivo, pochi anni più tardi le vicende di Sid e della sua compagna diedero ispirazione per il film "Sid and Nancy" (1986), diretto da Alex Cox.


FILM: LA GRANDE TRUFFA DEL ROCK N'ROLL
"The Great Rock’n’Roll Swindle" è il titolo di un film uscito nel 1980: diretto da Julian Temple, ha come oggetto la storia dei Sex Pistols secondo il punto di vista di Malcolm McLaren.
Le cose sono allora ben più complesse di come potrebbe suggerire una lettura ingenua e il film stesso non si presta a una lettura ingenua e immediata: essendo volutamente "esagerato", il punto di vista di McLaren non richiede una vera adesione da parte dello spettatore (né un totale rifiuto), bensì spinge a una riflessione. 
In "The Great Rock'n'Roll Swindle", i Sex Pistols stessi mettono in scena la loro limitazione tecnica e il fatto di essere manovrati da un astuto manager che, grazie a loro, è riuscito ad arricchirsi a spese delle compagnie discografiche. 
Ma tutto ciò è anche parte di un copione: un copione in cui McLaren è un astuto burattinaio e i Sex Pistols sono i suoi ignari burattini. 
Questo non significa che i Sex Pistols siano stati davvero un gruppo creato a tavolino come sembra suggerire la pellicola; piuttosto, parte della loro "verità" era proprio nel mettere in scena anche l'artificiosità (come si è visto, è proprio nel conflitto tra la maschera e l'individuo, tra Lydon e Rotten, la migliore espressione del gruppo).
I Sex Pistols sono caratterizzati da una perenne tensione tra opposti: tra musica e spettacolo, tra arte e vita, tra verità e finzione; la natura del gruppo non è mai riconducibile a uno solo dei poli oppositivi, ma è riposta proprio nella contraddizione e nell'ambiguità in cui l'una cosa si trasforma nell'altra.
Tuttavia, c'è un punto in cui gli estremi giungono a identificarsi: la finzione diventa realtà e l’attore è a tal punto irretito dal suo personaggio da restarne vittima. 
Si parla, ovviamente, di Sid Vicious.