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lunedì 3 marzo 2025

Leggende Metropolitane Sui Pink Floyd: Mago De Oz, Alieni e Publius Enigma

Sono tante le leggende metropolitane che circondano i Pink Floyd. La band inglese, in alcuni casi volutamente, le ha diffuse per accrescere l'alone di mistero che li riguarda. In altri casi sono stati probabilmente i fans e la casa discografica. Come molte band degli anni '70 e '80, anche i Pink Floyd sono stati accusati di inserire messaggi subliminali nei loro dischi ascoltati al contrario. Un esempio riguarda la traccia "Empty Spaces" di The Wall, che contiene realmente un messaggio nascosto: "Congratulations. You have just discovered the secret message". Vediamo altre leggende metropolitane incredibili.


L'ALBUM PERDUTO DI SYD BARETT
Secondo voci, Syd Barrett, dopo aver lasciato i Pink Floyd, pare abbia registrato un album solista segreto, mai pubblicato. Alcuni sostengono che i nastri siano stati distrutti, mentre altri credono che siano custoditi in qualche archivio. Non ci sono prove, ma la storia persiste come tributo al mistero della sua figura.


ECHOES E KUBRICK
La lunghissima "Echoes" da Meddle (1971) viene talvolta associata al film "2001: Odissea Nello Spazio" di Stanley Kubrick. Alcuni credono che la traccia fosse stata concepita come colonna sonora per il film, ma Kubrick avrebbe poi scelto musica classica. 


PINK FLOYD E LE ROVINE ROMANE
Secondo una leggenda, la band avrebbe suonato segretamente in modo clandestino un concerto nelle rovine romane di Pompei prima di filmare ufficialmente "Live At Pompeii" uscito nel 1972. 


THE DARK SIDE OF THE MOON E IL MAGO DE OZ
Questa leggenda suggerisce che l'album "The Dark Side Of The Moon" (1973) sia stato progettato per sincronizzarsi perfettamente con il film "Il mago di Oz" (1939). Per verificare questa teoria, si dovrebbe:

-Avviare l'album dal secondo ruggito del leone della Metro-Goldwyn-Mayer nei titoli di apertura del film.
-Verificare che la musica e i testi dell'album sembrano corrispondere a eventi e immagini del film.

Ad esempio durante la canzone "Time", Dorothy corre sullo steccato mentre il ritmo della musica accelera. "The Great Gig in the Sky" sembra accompagnare l'arrivo del tornado. "Money" inizia quando Dorothy entra nel colorato Mondo di Oz. Non ci sono prove che i Pink Floyd abbiano effettivamente pensato a ciò, Roger Waters ha definito questa connessione una coincidenza, ma i fan continuano a trovare significati nascosti. 


THE DARK SIDE OF THE MOON: GLI ALIENI E IL SEGNALE SEGRETO
Alcuni fan sostengono che "The Dark Side Of The Moon" contenga segnali segreti destinati agli alieni e messaggi subliminali. L'idea nasce dall'uso di suoni elettronici e dal tema cosmico dell'album. Nei decenni, la teoria è sopravvissuta grazie al misticismo che circonda l'opera. Altre voci vogliono che la band inglese abbia registrato parte della sua musica nello spazio, o più precisamente su Marte, sfruttando tecnologie avanzate. Questa teoria è chiaramente assurda, ma si ricollega al tema cosmico che permea molte delle loro opere.


THE DARK SIDE OF THE MOON: IL PRISMA E I POTERI OCCULTI
L'iconica copertina con il prisma che scompone la luce bianca in un arcobaleno ha alimentato teorie secondo cui l'album sarebbe legato a società segrete, come i Massoni e gli Illuminati. Questo mito si basa sul simbolismo attribuito alla luce e alla rifrazione.


IL SUICIDIO COLLEGATO A THE WALL
La profondità emotiva di "The Wall" (1979) ha portato alcuni a credere che l'album contenga messaggi subliminali che incitano al suicidio. Questa teoria riflette l'intensità con cui l'opera esplora temi di isolamento e disperazione.


THE WALL, WATERS E IL TITANIC
Una leggenda afferma che un membro della famiglia di Roger Waters fosse presente sul Titanic durante il suo affondamento e che alcuni temi di "The Wall" riflettano questa tragedia. Non esistono prove a supporto di ciò.


THE DIVISION BELL E PUBLIUS ENIGMA (CACCIA AL TESORO)
L'album The Division Bell (1994) è legato a un elaborato mistero noto come "Publius Enigma", che coinvolse i fan in una complessa caccia al tesoro su internet (che all'epoca era appena nato). Tutto ebbe inizio quando un utente anonimo, firmatosi "Publius", postò su gruppi di discussione online (come alt.music.pink-floyd) un messaggio enigmatico, promettendo una ricompensa tangibile a chi avesse risolto l'enigma nascosto nell'album.
Publius forniva messaggi con frasi enigmatiche, come: "Ascoltate attentamente, leggendo i testi e osservando il design dell'album. Una ricompensa vi aspetta".
Alcuni fan ritengono che i testi delle canzoni ("What Do You Want From Me?", "Keep Talking") e le immagini dell'artwork, come le due teste stilizzate che formano un volto, fossero parte degli indizi.
Curiosamente, la parola "Enigma Publius" apparve proiettata durante un concerto dei Pink Floyd, suggerendo che il mistero avesse una sorta di approvazione ufficiale.
A distanza di più di 30 anni, l'Enigma non è mai stato risolto definitivamente. Alcuni credono che fosse una trovata pubblicitaria della casa discografica, mentre altri lo considerano organizzato dalla band stessa.


Qui per approfondire su un sistema di registrazione utilizzato dai Pink Floyd: L'Olofonia Nella Musica Rock: Pink Floyd e Roger Waters

giovedì 2 aprile 2020

L'Olofonia Nella Musica Rock: Pink Floyd e Roger Waters

Nelle ultime settimane molte canzoni (Rock, Metal e non solo) girano sui social, su WhatsApp e su Youtube in audio 8D (Cosa Sono Gli Audio 8D? Differenze Con L'Audio 3D Binaurale). Si tratta di una tecnica di riproduzione musicale che dà l'impressione che l'ascoltatore sia avvolto dalla musica a 360° (alle spalle, destra e sinistra).
A differenza dell'audio 3D, viene utilizzato il riverbero e poi dei software di editing e mixing per creare l'effetto.
Per apprezzare ciò vanno usate cuffie o auricolari.
Va sottolineato che l'Audio 8D non è un nuovo modo di registrare musica: sia perchè questa tecnica ha già molti anni sulle spalle, sia perchè appunto si tratta di editing dopo che la musica viene composta.
Sotto certi versi si può assimilare alla differenza tra audio mono e stereo (quest'ultimo proviene da più altoparlanti, a destra e sinistra e non da un'unica fonte).
Un metodo di registrazione di audio 3D (binaurale) proviene invece da Tony Levin, Jerry Marotta e Steve Gorn che per il loro album acustico "From The Caves Of The Iron Mountain" (1997) utilizzarono appunto questa tecnica. L'album venne registrato in una caverna, utilizzando un microfono binaurale.


OLOFONIA NELLA MUSICA ROCK
Progenitrice di queste tecniche è l'olofonia (ologramma acustico), ovvero un sistema di registrazione binaurale creato da Hugo Zuccarelli che si basa sull'asserzione che il sistema uditivo umano funziona come un interferometro. Ciò vuol dire che si basa sulla varianza di fase, proprio come il suono stereofonico. Le caratteristiche sonore di questa tecnica sono percepite attraverso delle cuffie, sebbene possano essere leggermente apprezzate anche con altoparlanti stereo a due canali, a condizione che siano coerenti di fase.
La tecnica fu inventata nel 1980, lo stesso Zuccarelli pubblicò una registrazione intitolata "Zuccarelli Holophonics (The Matchbox Shaker)" nel Regno Unito prodotta dalla CBS.
Nei suoi primi anni, Holophonics è stato utilizzato da vari artisti, tra cui Pink Floyd per "The Final Cut" (1982), da Paul McCartney nel suo "Keep Under Cover" (1983) e per l'album solista di Roger Waters (Pink Floyd) "The Pros And Cons Of Hitchhiking" (1984).
Il sistema uditivo umano è un emettitore di suoni, producendo un suono di riferimento che si combina con il suono in entrata forma un modello di interferenza all'interno dell'orecchio. Questo schema viene identificato come un ologramma acustico. Il cervello quindi interpreta questi dati e determina la direzione del suono.
Secondo altri, l'olofonica, come la registrazione binaurale, riproduce invece le differenze interaurali (tempo di arrivo e ampiezza tra le orecchie). Ciò crea l'illusione che i suoni provengano da direzioni specifiche.
Come detto i primi a sperimentare questa tecnica furono i Pink Floyd per il loro "The Final Cut" uscito nel 1982.
L'olofonia in sede di registrazione utilizza un microfono (olofono) che capta e riproduce i suoni come vengono percepiti dall'orecchio umano. Ciò crea un suono 3D.
Si tratta di un concept album che parla della guerra e in particolare dei militari britannici caduti - come suo padre (durante la Seconda Guerra Mondiale) che sacrificarono le loro vite nello spirito di un sogno postbellico (secondo loro la loro vittoria avrebbe inaugurato un mondo più pacifico, i leader non sarebbero più stati così ansiosi di risolvere le controversie ricorrendo alla guerra). I testi dell'album sono critici nei confronti della Thatcher.
La traccia di apertura, "The Post War Dream", inizia con un annuncio registrato da un trasportatore atlantico, una nave persa durante la campagna delle Falkland (gli effetti della tecnica sono molto udibili proprio durante questi rumori e voce narrante).
Qui viene criticata anche Maggie Tatcher, l'allora primo ministro inglese. Il tono cambia in "Your Possible Pasts", fatta da ritornelli ossessivi.
Tra i migliori brani troviamo "The Hero’s Return" e "The Gunner's Dream" strutturata su un tremante accordo in sol maggiore che introduce i versi, bellissimo il lungo assolo di sax.
In "The Fletcher Memorial Home" un quartetto d' archi intona un movimento in sol maggiore su cui si erge la voce del vocalist, che canta di come la Tatcher abbia intrapreso una guerra (quella delle Falkland) solo per far rivivere il patriottismo e l' orgoglio, qui rappresentato con l' immagine della bandiera.
"Southampton Dock" è un altro attacco ai morti provocati dalla guerre: vite sprecate.
"The Final Cut" è caratterizzata da un cambiamento di tempo e di strofa oltre che di ritornello. Il protagonista del concept, ormai sull' orlo del suicidio, lascia cadere il coltello in quanto non in grado "di dare il taglio finale" (metaforicamente...Waters non riesce a dare un taglio con il passato).
L' ultimo brano del disco "Two Suns In The Sunset" è dolce e straziante con il suo assolo di sax.
Roger Waters lo ha utilizzata anche nel suo "The Pros And Cons Of Hitch Hiking", uscito nel 1984 e che aveva come ospite Eric Clapton alla chitarra.
Disco che ha chiare reminiscenze di alcuni lavori della band madre dell'epoca ovvero "The Wall" e il già citato "The Final Cut".
Si tratta di un concept che ruota attorno ai pensieri sparsi di un uomo durante una crisi di mezza età. In un sogno questi fa un viaggio attraverso la California, commettendo adulterio con un autostoppista che raccoglie lungo la strada, tenta poi di riconciliarsi con sua moglie spostandosi nel deserto. Lungo la strada affronta anche altre paure e paranoia.
Questo album è ricordato per le bellissime "Sexual Revolution" e "My Running Shoes", per la pazza titletrack e la malinconica "Every Stranger's Eyes".
"Go Fishing" include lo stesso ritornello di " The Fletcher Memorial Home" di The Final Cut.
Rimase nella storia anche per la trasgressiva copertina, poi censurata, in quanto "istigava alla violenza sessuale".
In realtà ci sono state anche altre band ed artisti ad utilizzarla: John McLaughlin, Jon Anderson (Yes), Peter Gabriel (Genesis), Paul McCartney (Beatles) e Psychic TV.

giovedì 4 luglio 2019

I Gong Di Daevid Allen: LSD, Teiere Volanti e Il Muro Di Forza a Cheltenham

"Considera di vedere una ragazza graziosa e innocente che, a causa dell’acido, rimane sconvolta per tutta la vita. Riesci a immaginare che tipo di karma si svilupperebbe in quella condizione?"

Daevid Allen nasce in Australia il 13 gennaio del 1938, forse la svolta della sua vita è l'incontro con Robert Wyatt, poi fondatore dei Soft Machine.
I Gong sorgono durante una luna piena del 1966 da una visione che Daevid ebbe, secondo la quale lui non era che un esperimento sotto il controllo di forze soprannaturali che chiamò "dottori dell'ottava", i quali alimentano e trasformano ogni forma di vita attraverso la musica.
Forse queste visioni derivavano dall'uso smodato che Allen faceva ai tempi di acidi e LSD.
Nel 1966 lo stesso fonda con Robert Wyatt i Soft Machine ed è anche in questo periodo che conosce Syd Barrett e i Pink Floyd che lo influenzeranno enormemente.
Per quanto riguarda le influenze portate da Syd, stiamo parlando del glissando che fa già parte degli inizi di Daevid e degli "space whispers" di Gilli Smyth, un modo di cantare sussurrato e filtrato da effetti di eco.
Nel 1968, Daevid Allen e Gilli Smyth sono avvicinati dal regista Jérôme Laperrousaz, che li invita a registrare su video uno spettacolo in strada ma vengono interrotti dalla polizia.
Allen in seguito durante una tournée col suo gruppo venne bloccato in Francia e costretto a rimanere a Parigi per irregolarità nel passaporto, come dice qualcuno, secondo altri per possesso di sostanze stupefacenti.


I DISCHI
Ritenuti soggetti pericolosi, la Smyth e Allen sono costretti a ritirarsi a Maiorca dove cominciano a progettare la filosofia e la mitologia Gong, e mettono insieme il materiale che porterà al loro esordio discografico "Magick Brother, Mystic Sister".
Alla band si unisce il sassofonista Didier Malherbe, che vive in una grotta a Deià, un villaggio considerato la "casa" dei Gong.
Qui nascono i primi due demo, registrati sotto l'effetto di droghe allucinogene ed ingenti quantità di alcool.
La prima vera opera del gruppo, uscirà per la BYG nel 1970.
La formazione è composta da: Allen, Smyth, Malherbe (fiati), Houari (batteria) ed altri musicisti che subito dopo lasceranno la band.
Il disco descrive il pianeta Gong e gli space whispers di Gilli Smyth.
Nel 1971 esce Bananamoon, che dopo le iniziali copie vendute come opera dei Gong, prende il nome di "Banana Moon" e viene attribuito a Daevid Allen.
I Gong pubblicano nello stesso anno "Camembert Electrique", prodotto da Karakos per la BYG.
L'album viene registrato esclusivamente durante le fasi di luna piena di maggio, giugno e settembre, in uno studio ben allestito all'interno di una vecchia cascina della Normandia.
L'edizione inglese del 1974, pubblicata dalla Virgin, fu venduta al prezzo di soli 59 pence per promuovere le vendite ma fu bandita dalle classifiche proprio per il prezzo troppo ridotto.
Questo disco contiene alcuni dei brani più celebri del gruppo come "You Can't Kill Me" e "Dynamite".
Troviamo inoltre gli orgasmi allucinati di Smyth ("I Am Your Animal"), il Kraut Rock ("Fohat Digs Holes In The Space") fino al finale affidato a "Tropical Fish".
Il disco è un evoluzione del sound psichedelico a cavallo fra Prog Rock ed influenze Jazz, i brani si presentano con strutture complesse e articolate, non mancano lunghi momenti di improvvisazione e di ambient spaziale. I testi conducono all’immaginario mondo ideato da Allen, popolato da alieni psichedelici e strafatti.
Nei primi anni 70 si alternano nel gruppo alcuni batteristi, tra cui Laurie Allan. In questo periodo scompare la BYG, scossa da notevoli problemi finanziari.
Firmato per la Virgin, entrano in contrasto con la BYG, che farà perdere al gruppo molte delle royalty dei dischi precedenti.


LA TRILOGIA, IL PIANETA GONG E LE TEIERE VOLANTI
Fra il 1973 e il 1974, con il contributo del nuovo chitarrista Steve Hillage, i Gong incidono la trilogia di Radio Gnome, composta da "Flying Teapot", "Angel's Egg" e "You".
In questi album il sound mischia parti elettroniche e minimaliste ed altre Jazz Rock grazie al batterista Pierre Moerlen.
Nel primo della trilogia troviamo l'intro "Radio Gnome Invisible" contraddistinto dalle tastiere di Blake, dal sax, dai mantra di Allen. L’album si struttura sulle suite tribale "Flying Teapot" (con riff incrociati di sax, chitarra e synth cosmici) e "Zero The Hero & The Witch’s Spell" (un tema orientaleggiante che si avvoltola in ritmi esotici e vortici elettronici) e si conclude con "Witch’s Song".
In "Angel’s Egg" si nota una maggiore tecnica, l’album si snoda attraverso strumentali psichedelici ("Outer Temple, Flute Salad"), raffinatezze esotiche ("Oily Way, Love Is How To Make It") e decadenti ("Prostitute Poem").
Degna di menzione anche la rockeggiante "I Never Glid Before".
Su "You" la tecnica strumentale dei suoi elementi va a completare e a rafforzare l’originalità straniante della scrittura e rendendo le improvvisazioni momenti travolgenti e di grandissima intensità.
Lo stile di Allen, contempla una scrittura della trama musicale asimmetrica, capace di alternare momenti fra loro imprevedibili.


I CONCEPT ALBUM
I membri della band diventano loro stessi protagonisti della storia raccontata, assumendo strani pseudonimi.
I Gong e il loro mondo sono la rappresentazione artistica dell’allucinazione collettiva di una generazione che cercava nelle droghe allucinogene un modello alternativo a quello offerto dalla società.
Nel primo, il concept è questo: all'egittologo Mista T Being, allevatore di suini, viene venduto un "orecchino magico" ad un venditore di teiere. L'orecchino è in grado di ricevere messaggi dal pianeta Gong tramite Radio Gnome Invisible, una stazione radio telepatica pirata.
L'egittologo e l'antico venditore di teiera (il riferimento è ai funghi allucinogeni) si recano in Tibet, dove incontrano Banana Ananada (un grande orso yogi) che si ubriaca di Foster's Australian Lager. Questi ultimi avvenimenti riflettono le esperienze di vita dei primi componenti del gruppo, Daevid Allen e Gilli Smyth, che incontrano il loro sassofonista, Didier Malherbe in una grotta a Maiorca.
Nel frattempo il protagonista della mitologia, Zero The Hero, viene obblicato a cercare dei compagni d'avventura per fondare il culto del Cock Pot Pixie ed è qui che entrano in gioco dei folletti verdi con eliche sulla testa che permettono loro di volare tramite le teiere.
Zero viene distratto da un gatto, che gli offre il suo piatto di fish and chips. Il gatto è in realtà la strega buona Yoni, la quale dà a Zero una pozione.
L'album successivo Angel's Egg comincia con Zero che si addormenta a causa della pozione che ha bevuto, e che si trova così a vagare nello spazio. Dopo aver spaventato accidentalmente Captain Capricorn, un pilota spaziale, Zero trova il pianeta Gong dove passa un po' di tempo con una prostituta che lo presenta alla dea della Luna, Selene.
Il viaggio di Zero sul pianeta Gong, indotto dalla droga, continua, e i folletti gli spiegano come possano volare con le loro teiere, menzionando la tecnica chiamata gliding (planando).
Zero viene poi condotto all'Unico Tempio Invisibile di Gong.
All'interno di questo tempio, gli viene mostrato l'Uovo dell'Angelo: la reincarnazione dei 32 Dottori dell'Ottava (discendenti del Grande Dio Cell).
A Zero viene poi rivelato un grande piano: ci sarà un Grande Banchetto di freak che Zero dovrà organizzare sulla Terra.
A ciascuno dei commensali verrà acceso un terzo occhio dallo Switch Doctor, il Dottore dell'Ottava residente sulla Terra, che vive vicino alla grotta di Banana Ananda.
Lo Switch Doctor trasmette tutti i dettagli alla Gong Band tramite l'Osservatorio BananaLunare, auspicando, in tal modo, l'avvento di una Nuova Era sulla Terra.
In You, Zero è costretto per la prima volta a ritornare dal suo viaggio.
Zero decide di dover organizzare il Grande Banchetto di freak sull'isola di Everywhere, a Bali.
La festa procede bene e lo Switch Doctor accende il terzo occhio di ognuno, eccezion fatta per Zero, che si è perso nei piaceri della Terra, ovvero la Torta di Frutta di Banana Ananda. Zero si è perso l'intera rivelazione concessa dal terzo occhio ed è obbligato a continuare la propria esistenza ruotando sul ciclo della morte e della rinascita, avvicinandosi lentamente all'Uovo dell'Angelo.

Hillage insiste sul fatto che i temi, per quanto bizzarri, non sono inverosimili: "Non c'è motivo di non credere alla mitologia".
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IL MURO DI FORZA A CHELTENHAM
Nel 1974 la Smyth esce dal gruppo.
L'anno successivo, 1975, in un concerto a Cheltenham, Allen si rifiuta di salire sul palco sostenendo di essere trattenuto da un "muro di forza" ed a sua volta abbandona i Gong.

Hillage ricorda il momento cruciale: "Daevid scomparve e più tardi abbiamo scoperto che non riusciva a salire sul palco a causa di una barriera di forza"

Ormai da tempo comunque la Smyth ed Allen erano in contrasto con Pierre Moerlen (che Allen e Smyth consideravano troppo "tecnico"), inoltre Daevid non era soddisfatto dell'operato dall'industria musicale. Criticava l'evoluzione della Virgin, che si era trasformata da etichetta indipendente a major emergente.
In anni recenti lo stesso Allen dirà che stava cercando un'altra band con membri che non fumassero la "roba".
Anche Blake poco dopo lascia la band.


GONG SENZA ALLEN
I Gong proseguono con il batterista Pierre Moerlen, la band vira sul Jazz Rock e vengono abbandonati i temi della mitologia Gong.
Nel dicembre del 1975 registrano "Shamal".
Il successivo album "Gazeuse!", che viene pubblicato negli Usa con il titolo Expresso, esce nel gennaio del 1977 e subito dopo lascia il gruppo anche Malherbe, l'ultimo rimasto della formazione originale. Poco dopo viene ufficializzato lo scioglimento momentaneo della band, in realtà nel febbraio successivo si riformano con il nome Pierre Moerlen's Gong.
I Pierre Moerlen's Gong proseguiranno una carriera corredata da diversi album e cambi di formazioni, l'ultima delle quali vede Moerlen affiancato da musicisti russi registrare l'album "Pentanine" a Mosca nel 2002.
Il batterista francese muore nel 2005 nel periodo in cui sta preparando una nuova versione del suo gruppo.


IL RITORNO DI DAEVID ALLEN E LA MORTE NEL 2015
La rinnovata collaborazione tra Hillage e Allen riprese in una serie di concerti a Londra nel giugno del 2008 e soprattutto con l'album "2032".

Hillage: "Il 2032 è la settima puntata della mitologia, quando il pianeta Gong sarà riconosciuto dagli astronauti sul pianeta Terra. Ciò che era invisibile diventerà visibile. Sarà un evento molto bello, felice e gioioso. Non parliamo di terribili previsioni simili all'apocalisse"
Poi prosegue: "L'arte psichedelica ha sempre avuto un legame con sostanze psichedeliche ma non riteniamo che sia più essenziale. La maggior parte dei membri originali di Gong non sono più giovani e come facciamo a continuare? Beh, proviamo a mantenerci relativamente sobri, quello che stiamo facendo ora è totalmente psichedelico e non stiamo prendendo droghe psichedeliche"

Nel 2009, dopo oltre quarant'anni di attività, i Gong pubblicano l'atteso 2032, che vede nella formazione la maggior parte dei musicisti della trilogia di Radio Gnome.
Il 2032, secondo la mitologia Gong, è l'anno nel quale finalmente il pianeta Gong, abitato dai Pot Head Pixies con le loro teiere volanti, entrerà in contatto con il pianeta Terra, a seguito di un perfetto e armonico allineamento astrale.
Il 10 novembre del 2014 esce il nuovo album "I See You".
A giugno dello stesso anno Daevid Allen viene sottoposto ad un intervento urgente a causa di un tumore. L'operazione avrà un esito positivo ma il tour successivo verrà comunque annullato.
Lascerà poi intendere, attraverso un comunicato, che questo è l' album del suo addio alla band.
Sulla copertina del disco è possibile notare, in basso a destra, una frase scritta con un piccolo carattere, e firmata da Daevid Allen stesso, in cui dice esplicitamente "Gong 2014 whatever it is it will change".
Il 5 febbraio 2015, attraverso un comunicato, Daevid Allen fa sapere che le sue condizioni di salute sono peggiorate, e che il tumore è aumentata così drasticamente al punto che gli rimangono solo sei mesi di vita.
Circa 1 mese dopo viene annunciata la sua scomparsa dal figlio Orlando, attraverso la sua pagina Facebook. Il decesso è avvenuto a Byron Bay (Australia), alle 13:05 locali.

mercoledì 24 aprile 2019

Tematiche Cosmiche Nella Musica Rock e Metal: Buchi Neri e Spazio

La prima foto di un Buco Nero (M87) riferita al progetto Event Horizon Telescope che lo scorso 10 aprile ha appunto indetto una conferenza sul web si è fatta sentire anche sul mercato discografico: l'edizione americana di Billboard, che compila le classifiche di vendita americane, ha rilevato un incremento del 33% negli ascolti di "Supermassive Black Hole" dei Muse nei giorni compresi tra il 10 e il 13 aprile.

Parte del testo di "Supermassive Black Hole" (2006):
"Ghiacciai si sciolgono nella morte della notte
E le super-stelle risucchiate dal supermassiccio (accendi la mia anima)
Buco nero supermassivo
Buco nero supermassivo
Buco nero supermassivo
Buco nero supermassivo
I ghiacciai si sciolgono nel cuore della notte
E le super-stelle risucchiate nel supermassiccio"

La traccia è contenuta in "Black Holes And Revelations" uscito nel 2006, il video del singolo è stata visto il 153% in più rispetto alla media dell'ultimo periodo.
Lo stesso fenomeno ha interessato, ovviamente, anche "Black Hole Sun", uno dei brani simbolo dei Soundgarden pubblicato nel 1994 all'interno di "Superunknown": gli stream della canzone hanno fatto segnare sulle piattaforme digitali un incremento del 26%, mentre sulle piattaforme di video sharing la clip abbinata al singolo ha visto le proprie visualizzazioni crescere del 64% rispetto al periodo precedente la diffusione dell'immagine dell'orizzonte degli eventi del buco nero centro della galassia Virgo A.
Rimanendo sempre ai Soundgarden, i fans del compianto Chris Cornell (morto suicida 2 anni fa) hanno lanciato una petizione online per chiedere alla NASA di intitolare al compianto musicista statunitense il Buco Nero.
Tra l'altro la copertina di "Superunknown" somiglia non poco (a livello cromatico) all'immagine diffusa negli scorsi giorni dal consorzio Event Horizon Telescope.

Testo di "Black Hole Sun" (1994):
Nei miei occhi
Indisposti
Mascherati cosicché nessuno lo riconosca.
Copre il viso
Giace la serpe
E il sole nel mio disonore
La calura rovente
Lezzo estivo
Immerso nell'ombra, il cielo sembra morto
Invoca il mio nome
Attraverso la panna
E ti sentirò gridare ancora
Buco nero del sole
Verrai?
E spazzerai via la pioggia?
Buco nero del sole
Verrai?
Verrai?
Verrai?
Inesprimibile
Freddo e umido
Rubi il vento caldo, amico stanco
Il tempo è andato
Per gli uomini onesti
E a volte, veramente troppo lungo anche per le serpi
Nelle mie scarpe
Una camminata da sonnambuli
Nella mia giovinezza, prego per conservare
Il paradiso caccia
Via l'inferno
Nessuno canterà più come te
Buco nero del sole
Verrai?
E spazzerai via la pioggia?
Buco nero del sole
Verrai?
Verrai?
Buco nero del sole
Verrai?
E spazzerai via la pioggia?
Buco nero del sole
Verrai?
Non verrai (Buco nero del sole, buco nero del sole)
Non verrai (Buco nero del sole, buco nero del sole)
Non verrai (Buco nero del sole, buco nero del sole)
Non verrai? (Buco nero del sole, buco nero del sole)
Lega la mia testa
Annega la mia paura
Finché non scomparirai del tutto
Buco nero del sole
Verrai?
E spazzerai via la pioggia?
Buco nero del sole
Verrai?
Verrai?
Buco nero del sole
Verrai?
E spazzerai via la pioggia?
Buco nero del sole
Verrai?
Non verrai (Buco nero del sole, buco nero del sole)
(Non verrai) (Buco nero del sole, buco nero del sole)
Non verrai (Buco nero del sole, buco nero del sole)
(Non verrai) (Buco nero del sole, buco nero del sole)
Non verrai (Buco nero del sole, buco nero del sole)
(Non verrai) (Buco nero del sole, buco nero del sole)
Verrai?
Verrai?

Ovviamente non si tratta delle uniche band ad aver utilizzato queste tematiche.
Infatti il Rock e Metal non è nuovo al fascino dello spazio e del cosmo, una delle tematiche preferite dei Voivod, per non parlare di Pink Floyd (ad esempio "The Dark Side Of The Moon"), Hawkwind e Black Sabbath ("Planet Caravan", "Symptom Of The Universe"). 
Parlando di band un po' meno note o comunque meno mainstream, si possono citare gli Arcturus con il loro primo EP "Constellation" o i Wedard (progetto Depressive Black Metal tedesco) che dedicarono un'intera canzone al Buco Nero al centro della nostra galassia: Sagittarius Alpha.
Sostanzialmente si tratta di una sorgente di onde radio luminosa, situata nel centro della Via Lattea, con al centro un Buco Nero Supermassiccio, componente caratteristico dei centri di molte galassie ellittiche e spirali. 
Wedard chiamò la canzone appunto "Black Hole Sagittarius Alpha" uscita su "Wo Die Ewigkeit Die Zeit Berührt" del 2008.
Si tratta davvero di una grandissima canzone, triste, disperata e glaciale...se non fosse che all'interno troviamo un vero e proprio plagio a "Ohne Dich" dei Rammstein.
Plagio o comunque tributo al riff di questa canzone uscita nel 2004.
Tematiche spaziali erano presenti anche nel capolavoro degli svizzeri Samael (nelle persone di Vorph, Kaos, Xy, Mas) "Passage" uscito nel 1996.
Basta ricordare pezzi quali "Jupiterian Vibe", "Liquid Soul Dimension", "Born Under Saturn" o "Moonskin".
Improbabile che qualcuno non conosca i Samael ma per quei pochi dico che parliamo di un Black Metal fatto di tastiere e con tanta atmosfera.
Non si possono non citare anche i norvegesi Thorns di Snorre W.Ruch in arte Blackthorn (conosciuto anche per aver fatto da spalla a Varg Vikernes, il giorno che venne assassinato Euronymous).
Band tra l'altro in cui son transitati anche Bard Faust degli Emperor, Hellhammer dei Mayhem e Satyr dei Satyricon.
Di quale disco sto parlando? Ovviamente dell'omonimo uscito nel 2001: Black Metal mischiato con parti industriali, atmosferiche e spezzoni di elettronica, qualche sintetizzatore e vocals provenienti da chissà quale angolo remoto dello spazio.
I titoli e la musica spaziale sono da ricercare nelle sperimentali "Stellar Master Elite" o nelle bellissime "Underneath The Universe I & II" contraddistinte da riff cadenzati ed ipnotici, intramezzati da lunghe pause e suoni computerizzati.
Musica angosciante ed oscura, grazie anche all'uso magistrale di tastiere e sintetizzatori.
Chiudiamo questa rassegna con un'altra band svizzera: i Darkspace.
La band nasce nel 1999 come trio dalle identità misteriose, la band non suona quasi mai dal vivo e non rilascia interviste.
Certo è presente Tobias Möckl Wroth (fondatore di Paysage d'Hiver come Wintherr ) però Zhaaral e Zorgh sono illustri sconosciuti.
La proposta musicale diede il là a quel Black Metal atmosferico con testi cosmici, voci talmente distorte e sommerse negli arrangiamenti da rendere difficile identificare chi canti cosa.
Affascinati dall’ambiente spaziale e dalle desolate lande cosmiche, i Darkspace hanno costruito un’intera carriera tributando l’universo e la sua immensa vacuità.
Drum machine di rito e glaciale, oltre i 120 bpm.
Nelle loro canzoni ci sono riferimenti con capolavori del cinema del calibro di "2001: Odissea Nello Spazio" e "Alien".
Il suono di questi spazi sconfinati, inospitali per la vita e inesplorati è un Black Metal oscuro dalle forti suggestioni atmosferiche ed Ambient.
La componente atmosferica è piena di paesaggi sonori oscuri, angoscianti, dissonanti e inquietanti.
Si tratta di pezzi lunghissimi: ad esempio i 7 brani dell’esordio "Dark Space I" (2003) durano 76 minuti, 3 brani per i 54 minuti di "Dark Space II" (2005), 79 minuti per i 7 brani di "Dark Space III" (2008), 64 minuti per i soli 3 brani di "Dark Space III I" (2014).
Le copertine, neanche a dirlo, sono tutte dominate dal nero e con pochi elementi distintivi: ogni canzone è semplicemente catalogata come "Dark" seguita da un numero progressivo e l’indicazione dell’opera da cui è tratta. Visto che gli album hanno numeri progressivi, "Dark 1.3" rappresenta il terzo brano del primo album, "Dark 1.7" il settimo (ultimo del primo album).
Il secondo album inizia da "Dark 2.8"cioè prima traccia del secondo album e così via.
Nelle canzoni dominano le parti strumentali:il suono delle chitarre assordanti e della batteria.
Il cantato è ovviamente estremo, uno screaming spesso filtrato (per dare l'impressione che la voce provenga da chissà dove).
In "Dark Space I" gli 8 minuti di "Dark 1.1", con chitarre a volumi spropositati spaventano l'ascoltatore, poi distrutto dall'oscura e psichedelica "Dark 1.2" (12 minuti).
Nella prima si segnala anche un campionamento di HAL 9000 da "2010 - L'anno del contatto".
"Dark 1.3" si chiude con una spaventosa orchestra di distorsioni allucinate, mentre impazza una carneficina sonora.
"Dark 1.4" (10 minuti) inserisce una marziale drum-machine.
La successiva "Dark 1.5" (13 minuti) è un attacco di chitarre che scatena una violenza senza pari. Chiude "Dark 1.7" (12 minuti), forse meno oscura delle precedenti.
Il secondo full "Dark Space II" (2005), propone solo tre brani, due oltre i venti minuti.
"Dark 2.8" (24 minuti) dopo un’introduzione di un paio di minuti, è introdotta da una chitarra a cui seguono ritmi lenti e maestosi.
Il rallentamento avviene verso diciottesimo minuto.
In "Dark 2.9" (10 minuti) le chitarre guidano una sinfonia desolante e inquietante, mentre voci aliene sussurrano strani idiomi. "Dark 2.10" (20 minuti) prosegue la loro missione estrema, chiudendo con ritmi Dark Ambient e con campionamenti dal film "Alien".
"Dark Space III" (2008) dura 1 ora e 20 minuti ma tenta strade più varie, contraddistinto comunque sempre da una glaciale drum machine e da blast beats, oltre che da una freddezza disumana.
Maggiore spazio comunque all’atmosfera, angosciante e visionaria, ma pochissime concessioni in termini di accessibilità.
Le atmosfere sono comunque lugubri, oscure, dissonanti, funebri, spaziali.
"Dark 3.11" (11 minuti) è un misto di Black/Doom.
"Dark 3.12" (11 minuti), rimane un pezzo Black ed un po' come le prime 3 è inframezzata da parti Dark Ambient.
"Dark 3.13" (12 minuti) ha un rallentamento pazzesco nel finale.
"Dark 3.14" (11 minuti) e la successiva sono sempre contraddistinte da tastiere, sintetizzatori e parti Ambient. Le ultime due tracce sono un riassunto di tutto quello fatto dai Darkspace nel corso della loro carriera unendo il Black Metal con parti Atmosferiche/Epiche e con addirittura qualche passaggio orchestrale in "Dark 3.17".
"Dark Space III I" (2014), abbandona la numerazione progressiva (sarebbe dovuto essere il IV) in nome di un'estetica minimale oltranzista, rilasciato in sole 500 copie dall'Avantgarde Music.
"Dark 4.18" (27 minuti) ha una sezione ritmica devastante
"Dark 4.19" (18 minuti e mezzo), col suo ritmo più lineare, presenta influenze Industrial.
Un'anomala melodia di chitarra si distingue chiaramente sia in "Dark 4.19" sia in "Dark 4.20".
In generale un disco forse meno estremo dei precedenti ma comunque non per tutti.
E' solo dopo i Darkspace che si è iniziato a parlare di Cosmic Black Metal in senso stretto, per band quali i tedeschi Alrakis, gli australiani Mesarthim (dei membri "." e "."),  Moon e Midnight Odissey, i greci Spectral Lore ("Voyager" e "III" in primis, 87 minuti di riflessioni sulla singularity e sull'eternità, con titoli eloquenti come "The Cold March Towards Eternal Brightness" o "A Rider Through The Lands Of An Infinite Dreamscape"), gli svizzeri Astral Silence, gli svedesi Lustre, gli italiani Progenie Terrestre Pure, gli ucraini Bezmir, i russi The Lost Sun, i moldavi Basarabian Hills e gli statunitensi Eternal Valley e Mare Cognitum.

sabato 5 maggio 2018

La Maledizione Dei Tastieristi Dei Grateful Dead

Dei Grateful Dead se n'è già parlato (Ken Kesey, I Grateful Dead e Gli Acid Test: LSD e Trip Festival) ma qui approfondiremo la maledizione che colpì tutti i loro tastieristi.
Il primo a lasciarci le penne fu Ronald Mc Kernan nel 1973, membro fondatore del gruppo.
Venne trovato morto nella sua casa di Corte Madera, in California.
Causa della morte: emorragia gastrointestinale.
Come Brian Jones, Janis Joplin, Jimi Hendrix e Jim Morrison, anche lui aveva 27 anni.
Sofferente da sempre per una congenita disfunzione epatica, Mc Kernan accentua i suoi problemi conducendo una vita turbolenta e dissennata spesso alimentata da dosi massicce di whisky e superalcolici vari.
Soprannominato Pigpen perché, proprio come l'amico di Charlie Brown sempre avvolto nella polvere e nello sporco, non ha un aspetto lindo e raccomandabile.
Il suo carattere (molto difficile) e il vizio del bere lo rendono però inaffidabile: nell'ottobre 1968, insieme a Bob Weir viene licenziato dal gruppo (entrambi verranno poi reintegrati) perché non si presenta mai alle prove.
Le pessime condizioni del suo fegato lo costringono ad abbandonare definitivamente la vita "on the road" dopo il tour europeo del 1972: la sua ultima apparizione sul palco con i Grateful Dead è del 17 giugno 1972, all'Hollywood Bowl di Los Angeles.
Dopo di lui, altri tre tastieristi della band terminano la loro corsa in circostanze tragiche, alimentando così la leggenda della maledizione del tastierista dei Dead: Keith Godchaux muore il 23 luglio 1980 in un incidente stradale a seguito di gravi ferite alla testa.
Il suo sostituto Brent Mydland muore di overdose il 26 luglio 1990.
Ad ucciderlo è una mistura letale di Speedball (misto tra eroina e cocaina).
Infine Vince Welnick, l'ultimo tastierista, si suicida tagliandosi la gola il 2 giugno 2006: già sei mesi dopo la morte di Jerry Garcia, nel 1995, aveva tentato di farla finita.
Soffriva di depressione da 10 anni.
L'ambulanza arrivò alle 9:30 e Welnick era ancora vivo.
Circa un'ora dopo, venne dichiarato morto nella contea di Sonoma.

lunedì 8 agosto 2016

Ken Kesey, I Grateful Dead e Gli Acid Test: LSD e Trip Festival

Nel 1965 un gruppo di giovani artisti, detti Merry Pranksters, influenzati dalla "Beat Generation" e dagli "Hippy" diede origine ad una nuova moda underground: serie di party ed happenings atti ad esplorare le nuove regioni della mente rese accessibili dall’uso di LSD.
Inizialmente si trattava di spettacoli organizzati dalla Family Dog Production in locali underground: il Long Shoreman's Hall (che diede la prima festa hippy nell'ottobre 1965), l'Avalon Ballroom, il Matrix (aperto da Marty Balin nell'agosto del 1965)ed il Carousel.
Questi shows si tramutarono presto in un connubio di suoni, droghe e sesso.
Sino a che ad una realtà nomade di scrittori, performer, artisti visuali e musicisti che vagava su un variopinto furgone (diffondendo gratuitamente LSD nei campus della California all’interno di eventi organizzati spontaneamente e basati sulla condivisione e l’esplorazione di stati di coscienza modificati) non venne in mente un'idea geniale.
Stiamo parlando degli Acid Tests.
Fu in particolare lo scrittore Ken Kesey a dare il via a questi party, quando si trasferì in California.
La sua idea era quella di proseguire gli esperimenti con l'LSD a cui aveva partecipato nel 1959 come cavia presso il Veterans Hospital di Menlo Park.

“I camici bianchi credevano di sfruttare loro (le cavie), invece loro gli avevano consegnato addirittura la chiave. Tu non immagini neppure, con queste droghe la tua percezione è tanto alterata che ti ritrovi a guardare il mondo esterno con occhi completamente estranei. Buona parte delle facoltà di tutti noi sono completamente chiuse”

L'LSD in quegli anni era legale, cioè lo si poteva produrre e consumare liberamente.
Divenne illegale dopo il 1968.
A Kesey infatti, come detto, venne l'idea di organizzare party a base di musica e droghe psichedeliche.
In poche parole Grateful Dead e LSD.
Dopo un po' che si era trasferito a La Honda (San Mateo, California), nel 1964 Kesey comprò uno scuolabus (chiamato Further) attrezzato per viverci e tutta la truppa cominciò a viaggiare per raggiungere New York dove lo stesso doveva presentare il suo nuovo romanzo “Sometimes A Great Notion”.
Gran parte di "L'Acid Test Al Rinfresko Elettriko" è dedicato a questo viaggio a base di aranciata all'LSD.
Il motto diventa: “O stai sull'autobus...o non ci stai” (in tutti i sensi, anche metaforicamente parlando).
Arrivati a New York, organizzarono una festa alla quale invitarono anche Jack Kerouac.
Quindi Kasey, Kerouac e Cassady.
Kerouac era la vecchia stella.
Kesey era la nuova cometa.
Poi a Kesey venne in mente di organizzare gli Acid Tests.
La parola d'ordine diventa quella scritta sui volantini che pubblicizzano gli Acid Tests: "Te la senti tu di superare l'Acid Test?" (ovvero "Can you pass the Acid Test?").
Come se si trattasse di un test universitario o di un esame di stato, una sorta di “prova d’esame” lisergica in cui venivano sperimentati nuove  frontiere della coscienza, tecniche di meditazione orientale, condivisione di tempi e spazi di liberazione, per la quale veniva assegnato un diploma di partecipazione.
Ma in cosa consisteva? Musica dei Grateful Dead, visioni, luci psichedeliche, acidi lisergici ed LSD mista ad altre sostanze.
Gli Acid Tests furono il veicolo della trasformazione, portando la rivoluzione Psichedelica in Nord America.
La musica dei Grateful Dead fu, forse, l'emblema della rivoluzione musicale e non solo.


ACID TEST
Ad ogni modo è qui che viene coniato anche il termine "Acid Rock".
Questa nuova era ebbe ufficialmente inizio il 17 ottobre 1965 al Long Shoreman's Hall (San Francisco) con quello che fu il primo concerto Rock propriamente detto.
Davanti a circa 2.000 persone si esibirono tre band locali: Great Society, Charlatans e Jefferson Airplane.
Il 6 novembre 1965 venne inaugurato il Fillmore (all'angolo fra Geary e Fillmore), fondato da Bill Graham.
Il primo concerto fu uno show di beneficenza per la San Francisco Mime Troupe a cui parteciparono i Jefferson Airplane ed i Grateful Dead.
Il primo Acid Test ebbe luogo il 27 novembre 1965 nel "The Spread" (Santa Cruz).
C'era chi intonava dei mantra, chi batteva delle percussioni, chi distribuiva LSD, chi suonava (i Warlocks, che di lì a poco divennero Grateful Dead).
Lo show andò avanti sino all'alba, leggende raccontano che in preda agli acidi venne anche sacrificata una gallina.
Fu dopo questo show che i Grateful Dead divennero l' "House Band".
Il secondo Acid Test andò in scena in una casa privata vicino alla San Jose State University il 4 dicembre 1965, il tutto venne pubblicizzato distribuendo volantini durante un concerto dei Rolling Stones: "Can You Pass The Acid Test?".
Si presentarono in 350/400, ovviamente impossibile ospitare tutte queste persone in una casa privata.
Alcuni ebbero il privilegio di entrare, di farsi e di veder suonare i Grateful Dead, invece la maggiorparte rimase in strada, sino a che qualcuno per via del baccano chiamò la polizia.
Inutile dire che questo party fu un grande successo, di lì a poco diventerà una roba fissa e settimanale.
Il terzo Acid Test si terrà a Muir Beach il 4 dicembre.
Il quarto invece a Mountain View (tra Palo Alto e San Jose) il 18 dicembre, le forze dell'ordine erano già in allerta.
A calmarle fu Jerry Garcia dei Grateful Dead in persona, del resto l'LSD come detto era legale ai tempi.
Jerry si congedò con: "The trips, captain" ("Buon viaggio, capitano").
Ecco perchè da allora Jerry venne conosciuto come "Captain Trips".
L'ultimo del 1965, il 24 dicembre, uscì dai confini della California spostandosi a Portland (Oregon).


TRIPS FESTIVAL
Mentre gli Acid Tests proseguono sino al 31 ottobre 1966 (quasi tutti svolti tra Los Angeles e San Francisco), precisamente il 21 gennaio 1966, al Long Shoreman's Hall, si tenne il Trips Festival.
In poche parole si trattava di un festival (che di fatto continuava gli Acid Tests di Kesey) a cui presenziarono in tre giorni circa 20.000 persone in totale.
Venne organizzato da Ramon Sender, il solito Ken Kesey e Stewart Brand.
Esso riunì il nascente movimento Hippie per la prima volta.
Sabato 22 gennaio Grateful Dead e Big Brother si esibirono di fronte ad oltre 6.000 persone fatte di LSD, fu uno dei primi concerti con spettacolari giochi di luce.
Giorni successivi: The Marbles, Jefferson Airplane, The Charlatans e The Great Society.


LA FUGA IN MESSICO DI KEN KESEY, L'ARRESTO E IL PROCESSO
Tutto molto bello ma come prevedibile con il passare del tempo la situazione, non solo sfuggì di mano ma iniziò a degenerare vuoi per motivi economici, vuoi per le indagini della polizia, vuoi per la messa a bando delle sostanze psichedeliche e per possesso di marijuana.
L'organizzatore di questi eventi Kesey, prevedendo un suo imminente arresto, diffuse la notizia di un suo suicidio, con tanto di simulazione, e la notte stessa con i Pranksters ed i Grateful Dead si diede alla fuga con l’autobus verso il Messico.
Il piano ebbe successo ed il gruppo riuscì a passare la frontiera senza problemi.
Passati 8 mesi (si era nel 1966 inoltrato) per far calmare le acque, tornano a San Francisco, “tornare alla vita normale e scendere dal bus era un problema”.
Jerry e i suoi amici riescono comunque a trovare una casa in cui stabilirsi dietro Haight Hashbury, in cui Caroline (unica donna del gruppo) si trova a dover convivere e cucinare per tutto il gruppo (Grateful Dead compresi).
Di lì a poco comunque, Kesey venne arrestato insieme a tanti altri della combriccola, inizia un lungo periodo di attività dedicato esclusivamente a battaglie legali per la scarcerazione delle persone arrestate.
Con l’arresto di Ken Kesey, i Merry Pranksters cessarono di essere attivi, mentre i Grateful Dead proseguirono autonomamente la loro carriera, rimanendo comunque un gruppo simbolo del percorso di liberazione di una generazione.
Quanto a Kesey, verrà processato a San Francisco.
Quello che lo salva durante il processo è il ripudio dell'LSD.
E dopo soli cinque giorni di prigione è fuori.
Per rendere più credibile il “pentimento”, Kesey partecipa ad una trasmissione televisiva dal titolo eloquente: Il pericolo dell'LSD.
Poco dopo Kesey tornò nell'Oregon con moglie e figli e si sistemò in un capanno nella proprietà di suo fratello Chuck.


L'ESPANSIONE IN INGHILTERRA
La Psichedelia si espanse rapidamente nel 1967 in tutti gli USA e poi raggiunse l'Europa, soprattutto l'Inghilterra nella quale party a base di LSD, la facevano da padrone.
Fa anche da traino sicuramente la Summer Of Love californiana.
Sono soprattutto i Pink Floyd che si appropriano del genere reinventandolo grazie, inizialmente, al genio di Syd Barrett .
Già nel 1966 all'UFO di Londra i Pink Floyd proponevano musica completamente nuova e fuori dai canoni commerciali con scenografie irreali, futuriste e psichedeliche.
Il loro Rock era abbastanza particolare, ma fatto anche di canzoncine "semplici" condite di testi allucinati.
Va menzionato che il loro primo album "The Piper At The Gates Of Dawn" del 1967.
Per riprodurre la distorsione dei sensi dello stato mentale alterato dalla droga, i musicisti che vogliono suonare questo tipo di musica utilizzarono sintetizzatori, amplificazioni potenti, feedback, ed anche strumenti orientali.
O inserendo strumenti esotici come per i Traffic del primo LP (1967) o per i Kaleidoscope di "A Beacon From Mars" (1968).


GRATEFUL DEAD
Quanto a Jerry Garcia e ai suoi Grateful Dead, be' loro, fortunatamente continuarono la carriera musicale.
Insieme ai Jefferson Airplane, tra i pochi superstiti della Summer Of Love e del movimento Hippie.
"Jerry" Garcia, Ron "Pigpen" McKernan, Bill Kreutzmann, Philip Chapman "Phil" Lesh e Robert Hall "Bob" Weir scriveranno la storia.
Nella dimensione live le composizioni si ramificano in lunghissime improvvisazioni sull’esempio di vere e proprie improvvisazioni psichedeliche e jam.
Altra influenza fondamentale del periodo è quella del poeta e cantante Robert Hunter, anch’egli precursore degli Acid Test, che diviene il paroliere della band.
L'esordio avverrà con "Grateful Dead" del 1967, influenzato molto dal Blues.
Si tratta di un album abbastanza grezzo legato al Garage Rock.
Curiosa la scritta criptata in copertina che tradotta dice: " "In the Land of the dark, the ship of the sun is drawn by the Grateful Dead".
Nel 1968 a definire il sestetto storico dei Dead fu il batterista e percussionista Mickey Hart.
Per Anthem Of The Sun del 1968 i Dead mischiano a produzioni in studio...estratti live.
Il sound è pieno, vero, allucinato.
Dalla folle “We Leave The Castle” a“That's For The Other One”, che inizia con la delicata ballata rurale “Cryptical Envelopment” per proseguire con la devastante “The Faster We Go”.
Hart e Kreuzmann si collocano agli antipodi stilistici, generando un particolare stile percussivo definito "total annihilation".
“New Potato Caboose” grazie ai duelli di chitarra ed organo rimarrà impressa nella storia.
Aoxomoxoa (1969) riesce a condensare l’energia del gruppo, sintetizzandone le potenzialità in una serie di brani più strutturati, che diverranno poi classici del repertorio.
Uno dei primi esempi di Acid Rock.
Dalla breve "Rosemary", passando per la sognante “Mountains Of The Moon” e perle psichedeliche incastonate dai testi poetici e visionari di Hunter, come “St. Stephen”.
Senza scordarci della disturbante “What's Become Of The Baby”.
Alla fine del 1969, vide la luce un album live doppio intitolato Live Dead tra improvvisazioni e parti strumentali semplicemente sognanti nei meandri oscuri dell'animo umano.
"Saint Stephen" viene trasmutata in un’orgia, mentre "The Eleven" fa impressione strumentalmente parlando.
Poi l'africana "Turn On Your Love Light" e la tetra "Death Don't Have No Mercy".
“Feedback” è distorsione pura.
Su tutto, però, si ergono solennemente i 23 minuti di “Dark Star” (composta nel 1967 e uscita nel 1968 come singolo) che occupano l’intera prima facciata.
Parti strumentali e strumenti per un viaggio unico.
Nel maggio del 1970 Workingman's Dead segna il deciso passaggio al Folk.
I brani si trascinano meno allucinati e psichedelici, più Folk o Country se preferite.
I testi oscuri hanno lasciato il posto a Cowboy, deserti, saloon, bordelli e Far West.
“Uncle John's Band”, in apertura di disco, oltre a “Dire Wolf”, “Black Peter”, “Casey Jones” si ergono allo status di nuovi classici della band.
Nello stesso anno, a novembre, producono American Beauty, il cui titolo si riferisce a una nota varietà di rosa.
“Sugar Magnolia”, “Friend Of The Devil”, “Ripple” e “Candyman” aprono alla band il successo radiofonico.
Inutile dire che dopo questo disco i fans cominciano a mugugnare per la svolta stilistica
Tra un progetto solista e l'altro, nel 1971 esce un altro live: Grateful Dead (intitolato “Skull Fuck” ma censurato dalla casa discografica).
Anche questo disco dimostra come la dimensione della band sia sempre e comunque quella live.
Poi tra altri live e raccolte, l'8 marzo 1973 i Dead creano la propria etichetta discografica Grateful Dead Records, inaugurata in ottobre dalla pubblicazione di Wake Of The Flood.
“Eyes Of The World” riesce a rievocare antiche magie ma anche questo disco rimane incompreso, tra arrangiamenti particolari ed influenze Jazz.
Con questo disco viene utilizzato anche impianto di amplificazione chiamato“Wall Of Sound” che sfruttava 11 sotto-sistemi indipendenti di amplificazione, per cui ogni strumento ha un proprio canale e un proprio insieme di casse di amplificazione separate (il basso di Lesh addirittura un canale per ogni corda).
Le cose, a livello discografico, non miglioreranno neppure con Grateful Dead From The Mars Hotel (giugno 1974) e Blues For Allah (settembre 1975).
Il live Steal Your Face è l’ultimo lavoro prodotto dalla Grateful Dead Records.
Nel 1977 esce Terrapin Station, che strizza l’occhio al progressive, poi Shakedown Street, che abbraccia addirittura la disco.
Con il concerto dell'estate del '78 nella piana di Giza, in presenza della Grande Piramide di Cheope e concomitante con un'eclissi lunare, si è soliti comunque considerare questa band sicuramente la più importante (insieme ai Jefferson Airplane) del movimento.
Significativo, a tal proposito, anche il concerto di capodanno tenutosi al Winterland (che di lì a poco chiuderà proprio come il Fillmore West, decretando la fine dello Psychedelic Rock californiano).


L'INIZIO DELLA FINE
Nel 1979 i Godchaux abbandonano (Keith morirà il 14 luglio 1980 in un incidente d'auto), dando il là alla crisi insanabile della band.
Negli anni 80 la band suona soprattutto live e produce principalmente questi tipi di dischi.
Nel gennaio 1985 Garcia viene arrestato al Golden Gate Park di San Francisco per possesso di eroina. Seguono 15 mesi di disintossicazione presso un centro di cura, ma nel luglio 1986 ricade nel baratro della droga e collassa rischiando la morte per coma.
A causa delle instabili condizioni psichiche e fisiche di Garcia, gli unici due album in studio nella seconda metà degli anni 80 sono In The Dark, del 1987, che contiene l'hit single "Touch Of Grey" e Build To Last.
Il destino si accanisce sul gruppo già allo sbando e il 26 luglio 1990 Brent Mydland muore per overdose.
Viene omaggiato con l'album live Without A Net nel 1990.
La fine definitiva della band è scritta il 9 agosto 1995.
Jerry Garcia viene colpito da un infarto mortale nel sonno al Serenity Knoll Drug Center a Forest Knolls (California), clinica ove sta cercando di porre fine alla sua dipendenza dalle droghe.
Il gruppo, privato dell’indispensabile pilastro compositivo/esecutivo comunica immediatamente il proprio scioglimento.
Tornando a Ken Kesey (l'inventore delle feste Acid Tests), be' lui morirà nel 2001 per un tumore (questa volta, purtroppo, davvero: nessuna morte simulata).

martedì 29 dicembre 2015

La Storia Degli Hawkwind: LSD ed Altre Stranezze

Gli Hawkwind si formarono a Londra nel 1969.
Nati per iniziativa del chitarrista Dave Brock nel fermento psichedelico della Londra di fine anni 60, gli Hawkwind sono una delle band più longeve della storia del Rock.
Autori di una proposta musicale che spazia dal Prog Rock allo Space Rock con chiare influenze Acid e Psichedeliche.
Nel corso della carriera sono stati innumerevoli i cambi di formazione e aggiunte di componenti.
Ebbero inoltre una grande importanza storica, successo incrementato grazie anche alle prime esplorazioni spaziali e dallo sbarco sulla Luna del 1969.
Proprio in quell'anno Dave è, come molti altri astri nascenti del rock, un artista di strada: suona, è un grande appassionato di fantascenza e fa uso di LSD.
Proprio a Londra incontra un giovanissimo bassista, John Harrison, al quale in breve si aggiunge un batterista diciasettenne, Teddy Ollis.
Grazie all'unione del sassofonista e tastierista Nik Turner e Dick Mik, vecchie conoscenze di Brock, nascono i Group X(nome inventato sul momento prima di un concerto), embrione creativo di quelli che diventeranno Hawkwind Zoo e, nel novembre dello stesso anno, semplicemente Hawkwind.
Parlare di lineup è comunque un'impresa titanica, come da qui a poco vedremo.


LE DROGHE PSICHEDELICHE, I CAMBI DI LINEUP E L'ARRUOLO DI LEMMY
La particolarità della band è che l’unico punto fisso era il fondatore Dave Brock, attorno al quale si muoveva un numero imprecisabile di musicisti (sino a nove).
Il chitarrista Lloyd Langton se ne era appena andato, e lo aveva fatto per bene dato che, durante un festival che prevedeva la partecipazione degli Hawkwind (in realtà non erano stati nemmeno invitati) aveva preso una quantità inverosimile di acidi (LSD), si era alzato per fare due passi e scomparve nel nulla per 5 anni.
Nel concerto citato si presentarono senza avere un nome (scelsero Group X, poco prima) e senza pezzi in repertorio.
Langton morirà nel 2012, dopo una lunga battaglia con il cancro.
Anche Harrison lasciò la band per abuso di droghe.
Nello stesso modo appena prima di un concerto dell’Agosto del 71 a Powis Square, il bassista Dave Anderson non si presentò all’evento mandando nel panico la band, almeno...quelli di loro che, nonostante fossero in preda a qualche trip, erano in grado di rendersene conto.
Anderson lasciò il suo strumento nel furgone, con ciò fornendo al sostituto, chiunque fosse, il modo di prenderne il posto.
Gli altri musicisti giravano per la piazza cercando qualcuno che sapesse suonare il basso, e Dikmik, che in realtà voleva solo qualcuno che gli facesse compagnia nella ricerca di LSD (mentre tutti gli altri si facevano di solo acido ed eroina), indicò un esterrefatto Lemmy dicendo: "Lui è il bassista".
Al che il cantante/saxofonista Nik Turner gli si avvicinò e riuscì in pochi secondi a trasmettere al Lemmy Kilmister tutti i più reconditi segreti del quattro corde: "Fai un po’ di casino in MI, il pezzo si chiama You Shouldn’t That".
Uno stralunato Lemmy venne quindi sbattuto sul palco dove la band ovviamente attaccò con un altro pezzo in una tonalità completamente diversa.
Come da perfetta tradizione Hawkwind l’entrata di un nuovo membro nella band non fu mai ufficiale.
Il nucleo centrale della band era di sicuro affidamento musicale, essendo composto da Brock, dal frontman Nick Turner e e dal batterista Terry “Borealis” Ollis.
Ollis ingurgitava grosse quantità di tranquillanti che finirono per tranquillizzarlo al punto da lasciarlo completamente fermo durante uno show live della band.
Inoltre amava suonare completamente nudo.
Verrà poi sostituito da Simon King, il batterista degli Opal Butterfly.
La musica degli Hawkwind stessa era basata sulle opere di Moorkcock e sul palco i suoi versi erano letti talvolta da Bob Calvert, un poeta-performer che girava attorno al nucleo principale del gruppo (morto giovane dopo vari ricoveri in manicomio per abuso di Valium).
Il neo-bassista si trovò molto a suo agio con quella marmaglia di sballati che componevano gli Hawkwind, e la cosa produsse un ulteriore aumento esponenziale del suo consumo di stupefacenti.
Nel 73 la band arriva negli USA, gli States producono una fortissima impressione su Lemmy, e, manco a dirlo, anche là i ragazzi non incontrano nessun problema a rifornirsi di PCP ed acidi vari.
Nonostante sia Dave Brock il maggior compositore della band, il buon Lemmy non disdegna affatto la scrittura, ed alcuni brani degli Hawkwind recano già la sua firma, tra queste The Watcher ed una canzone che poi gli sarebbe tornata molto utile in seguito e che nella versione originale scritta durante il loro ultimo tour oltreoceano prevede anche la presenza del violino.
Il pezzo si intitola Motorhead.


DICK MIK E LEMMY ARRESTATI E CACCIATI DALLA BAND
Al termine del tour 1973 però l’equilibrio interno della band comincia a rompersi.
Dick Mik se ne era già andato per poi finire in galera come spacciatore e Lemmy aveva una personalità troppo grande, per non urtare il resto del gruppo e Dave Brock in particolare.
Il pretesto per il suo allontanamento viene fornito dalla polizia Canadese che trova del solfato di anfetamina addosso al bassista scambiandola però per cocaina, ma lo sbatte in prigione.
La band che intanto aveva proseguito per Toronto, paga la cauzione, lo fa suonare e poi in piena notte lo licenzia.
E’ di nuovo solo, ma ormai non ha più intenzione di cercare un gruppo in cui suonare, ne formerà uno tutto suo: i Motorhead (il nome vi ricorda qualcosa?).
Ma questa è tutta un'altra storia.


I DISCHI
Il primo album omonimo Hawkwind uscì nel 1970, prodotto per Liberty e United Artists.
La prima traccia, "Hurry On A Sundown", definisce le linee guida dello stile che li renderà famosi, fatto di versi ripetuti molte volte e parti melodiche alternate ad altre decise e quasi ossessive.
"Be Yourself" inizia con la stessa identica linea di batteria di "A Saucerful Of Secrets", prima di svilupparsi liberamente.
Nonostante queste premesse, l'album non è un grosso successo, ma gli Hawkwind trovano la vera consacrazione nella loro dimensione live.
Celeberrimo è il concerto tenutosi fuori dai cancelli del Festival di Wight, ove erano ospiti indesiderati: tre giorni di musica gratis che valsero alla band una grande notorietà.
In Search Of Space (1971) è un grande successo, che scala le classifiche britanniche di quell'anno, arrivando fra i primi 20.
Lo stile Hawkwind è ora definito, grazie a Dave Anderson al basso e di Del Dettman al Synth.
Il genio creativo e anima del gruppo Dave Brock, mischia Pink Floyd, Grateful Dead e i più cupi Gong e vi unisce testi di ispirazione fantascientifica e chitarre grezze, fisse su semplici accordi ripetuti quasi allo sfinimento, creando un Rock spaziale, ossessivo, ipnotico, progressivo.
E' una musica selvaggia e semplice quella che genera "You Shouldn't Do That", più di 10 minuti su soli 2 accordi, una batteria martellante, il sax di Turner e l'improvvisazione soprattutto della chitarra come alternativa alla monotonia del suono di fondo.
Su questa linea si inserisce anche "Master Of The Universe", uno dei loro classici, dominato dalla presenza del synth a riprodurre il rombo dei motori della nave spaziale Hawkwind, le cui avventure sono riportate nel libretto "The Hawkwind Log", contenuto nell'artwork del LP, fra incontri con civiltà aliene, filosofia hippie, occultismo: un vero oggetto di culto per appassionati di vinili.
"You Know You're Only Dreaming" è il sottofondo perfetto col quale lasciarsi andare all'immaginazione; molto interessanti sono anche i due pezzi elettro-acustici, "We Took The Wrong Step To Go" e soprattutto "Children Of The Sun".
Il tour di In Search Of Space è un successo per diversi motivi, primo fra tutti le scenografie fantascientifiche, corredate da costumi eccentrici, giochi di luci e di bolle del Liquid Light Show.
Canzoni lunghissime prolungate all'eccesso, 4 ore di show, più Stacia (ballerina ingaggiata dalla band che danza seminuda).
A inizio 1972 "Lemmy" Kilminster entra a far parte della band come bassista, accompagnato da Simon King, nuovo batterista.
Nel novembre dello stesso anno gli Hawkwind pubblicano un nuovo album, Doremi Fasol Latido.
E' inoltre il loro primo concept, elaborato tramite l'aiuto del poeta di fantascienza Robert Calvert, che collaborerà a lungo con la band.
La storia racconta dei rituali da eseguire dal popolo degli Hawkwind per tornare a Thorasin, fra incontri con Venusiani, battaglie con re spaziali ed attacchi misteriosi.
L'iniziale "Brainstorm" è accompagnata da disturbi elettronici.
Il suono è ovviamente ripetitivo e martellante.
La bellissima "Space Is Deep" rappresenta uno dei manifesti della bravura della band, che dopo una parte acustica eterea iniziale si lascia andare a un assolo di tastiere.
"Lord Of The Light", mette in evidenza la bravura di Lemmy, in uno dei suoi primi potenti giri di basso, e in "The Watcher", per la prima  volta con chitarra acustica e vocals.
"Down Through The Night", è oscura e sospesa fra la voce di Brock e il synth, dando vita, in soli tre minuti, a uno dei momenti più spaziali della storia degli Hawkwind.
"Time We Left This World Today", è un labirinto di 13 minuti di distorsioni, giri di basso maniacali e perfetti, dialoghi tra sax e synth.
"Urban Guerilla", causa alla band i primi problemi con le radio per i forti contenuti di rivolta urbana, in un periodo reso incandescente dagli attentati dell'Ira a Londra.
Space Ritual, è uno dei live più significativi e mastodontici della storia del rock.
Raggiungerà la posizione numero 9 nelle classifiche inglesi del 1973, miglior risultato di sempre della band di Brock.
Rappresenta una selezione di brani ridotti complessivamente fino a un'ora e mezza e contiene in maggioranza brani dell'ultimo LP più alcuni inediti.
Questo LP fa la storia fra improvvisazioni e meravigliosi pezzi strumentali.
"Born To Go" (con un ipnotico assolo di chitarra improvvisato di 5 minuti) fa la storia.
Nel 1973 viene pubblicato Hall Of The Mountain Grill, anch'esso proiettato nella Top 20 d'Inghilterra.
Qui viene usato anche il violino ma il tipico suono della band non si snatura eccessivamente, ma si lascia contaminare da influenze più tipiche del Prog classico, la chitarra è sempre ripetitiva e potente, ma lascia spazio anche ad aperture più "leggere" ed eleganti e la batteria alterna momenti martellanti a suoni più melodici.
Il synth e chitarra di "Psychedelic Warlords" e i cori, mellotron e violini di "Wind Of Change" portano band ed ascoltatori su altri pianeti.
Il disco non cala di interesse: con "D-Rider" l'ascoltatore è proiettato da misteriose lande lunari a tunnel di enormi buchi neri, "Web Weaver" è un'alternanza fra pianoforte, chitarra acustica e synth impazzito, "You'd Better Believe It" è ottima.
"Lost Johnny" è Hard Rock e "Paradox", un vero e proprio riassunto delle influenze e dei suoni che si possono incontrare ascoltando il disco.
Nel 1975, con Warrior On The Edge Of Time, gli Hawkwind giungono alla propria maturazione tecnica.
"Assault On Battery" e "The Golden Void", infatti, fortemente influenzate dal consumo di droghe, sono due delle migliori canzoni di Brock e compagni, con la loro dimensione oscura e fantastica.
"Assault" e "The Golden Void" sono molto floydiane, "The Demented Man" è una ballata acustica malinconica ed eterea.
"Spiral Galaxy" è un potentissimo viaggio spaziale fra synth e chitarra elettrica.
La canzone alla quale si può associare il disco è però "Magnu", la sesta traccia: sette deliranti minuti di suoni lisergici e orientaleggianti con un finale folle.
Anche questo lavoro si mantiene sui livelli di vendite dei precedenti, ma qualcosa lentamente inizia a incrinarsi nei rapporti fra i componenti della band.
Come detto durante il tour americano, Lemmy viene trovato in possesso di anfetamine e cocaina dalla polizia canadese.
Il bassista viene trattenuto in carcere per un lungo periodo e il gruppo è costretto ad annullare quasi tutte le date rimanenti.
Lemmy è fuori dalla band.
Negli Hawkwind il cambiamento, forse troppo sottovalutato, mina i fragili equilibri; poco dopo Stacia lascia il mondo della musica e il gruppo passa alla Charisma Records.
Astouding Sounds, Amazing Music (1976), si distingue per il singolo "Back On The Streets".
Nello stesso anno, Turner e Rudolph vengono allontanati a causa dei difficili rapporti con gli altri membri del gruppo, ormai sempre più controllato dal duo Brock-Calvert, analogamente a ciò che successe ai Pink Floyd con la leadership di Waters e Gilmour.
Quark, Strangeness And Charm (1977) rappresenta l'ultimo disco di grande qualità del gruppo ed è un buon successo commerciale, soprattutto grazie a "Spirit Of The Age".
Grande pezzo anche "Back On The Streets" che mantiene qualche residuo degli assoli psichedelici dei primi anni 70.
"Hassan-I Sabbah" ha influenze mediorientali e un testo ispirato ai problemi israeliano-palestinesi del periodo, "Damnation Alley" e "The Iron Dream", ispirati agli omonimi romanzi di fantascienza di Zelanzy e Holst.
Tutte le tracce sono scritte dal poeta Calvert e concepite per rendere al meglio in formato live.
Il tour di fine anni 70, però, è funestato dai crescenti problemi mentali del poeta e il nuovo album, PXR5, ritarda l'uscita di un anno.
Sia questo, sia il precedente, "25 Years On", prodotto come Hawklords per problemi legali relativi alla proprietà del nome, si rivelano un miscuglio fra il vecchio sound psichedelico e il Pop/Rock.
Da menzionare "25 Years" la hit di maggior successo e "Uncle Sams On Mars".
Intanto Calvert licenzia il neo batterista Griffin e si dedica completamente alla letteratura (anche per scongiurare un esaurimento nervoso ed un crollo mentale e psichico).
Nel 1980 arriva Levitationche segna un ritorno al sound degli anni 70, contaminato però da Punk e New Wave.
La scelta si rivela economicamente vincente, riportando il gruppo fra i primi 20 nelle classifiche britanniche. Di notevole rilievo è "Motorway City", singolo di maggior successo per la band nell'intero decennio.
Sulla stessa linea la title track e "Who's Gonna Win The War".
L'album successivo, Sonic Attack, si mantiene sugli stessi binari aggiungendo però anche influenze Hard Rock/Heavy come in "Angels Of Death".
Il resto degli anni 80 è un continuo avvicendarsi di formazione, che regala i momenti migliori nelle partecipazioni come headliner a molti festival, fra cui Reading, Glastonbury e il celebre e suggestivo Free Festival di Stonehenge.
Gli album Choose Your Masques e Church Of Hawkwind non lasciano il segno però racchiudono notevoli punti oscuri, fra cui la registrazione del commento dell'assassinio di Robert F. Kennedy in "Some People Never Dies".
Il concept album The Cronicle Of The Black Sword (1985), è ispirato a storie e personaggi dei romanzi di Moorcock, come il successivo The Xenon Codex (1988).
Entrambi gli album raggiungono livelli discreti ma il successo è ormai passato.
Il primo album del decennio, Space Bandits, si mantiene sul livello degli ultimi del decennio precedente, con contaminazioni Ambient come testimonia "Black Elk Speaks",
Il secondo disco in studio del decennio, Electric Tepee (1992), riporta gli Hawkwind fra le prime 50 posizioni delle classifiche inglesi dopo anni grazie soprattutto al bel singolo "Right To Decide", l'ennesimo tentativo della band di adattarsi ai nuovi tempi.
Nel 1995 gli Hawkwind realizzano la colonna sonora del film Alien 4.
Ne scaturisce un buon album dove oltre al sound classico troviamo influenze Noise ed Alternative tipiche del decennio Novanta.
Ne è emblema "Sputnik Stan".
Il penultima album in studio degli anni 90, Distant Horizons, rappresenta l'ultimo distante orizzonte raggiunto da Brock e compagni: la hit "Love In Space" rivela addirittura massicce contaminazioni con la musica elettronica del decennio.
Segue In Your Area (tracce dal vivo e in studio) nel 1999 e Spacebrock nel 2000.
In seguito vengono realizzati Take Me To Your Leader (2005) che vede la collaborazione con Lemmy dopo il licenziamento del 1975, e Blood Of The Earth (2010), doppio in parte in studio (con inediti e nuove versioni di canzoni già pubblicate) e in parte live (con una versione di "Long Gone" di Syd Barrett).
Il 25esimo album in studio (e ultimo, per il momento) è Onward uscito nel 2012.


L'ABUSO DI DROGHE ED ALTRE STRANEZZE
Dave Brock era solito allontanarsi dalla band per vagare nudo per le campagne, era contrario a pagare le tasse ed aveva un debole per le studentesse.
Una volta Terry Ollis, preda di tranquillanti ed altre droghe, cadde dal furgone della band, nessuno se ne accorse e proseguirono il loro viaggio (con ciò testimoniando l’alta "reattività" di tutti).
Moorcock era solito appendere dietro la porta amichevoli cartelli con scritte come: "Se non rispondo al primo suono del campanello non suonate ancora, altrimenti esco e vi ammazzo. Significa no, non sono in casa o comunque non ho voglia di vedervi, andate a fare in culo, sto scrivendo, lasciatemi fottutamente in pace".
Una volta Dikmik e Lemmy, completamente fatti di Dexedrina, pensarono di calmarsi col Mandrax, poi per riprendersi presero altra anfetamina, il tutto prima di un concerto. 
Giunti alla Roundhouse si fecero di cocaina, poi presero alcune pillole di eccitanti ed un po’ di acido. Arrivato il momento di suonare non riuscivano più a muoversi, col risultato che i roadies gli inchiodarono le scarpe al palco per impedire che cadessero. 
Sembra sia stata una delle migliori esibizioni degli Hawkwind (concerti che per inciso duravano anche 3 o 4 ore, sino allo sfinimento di musicisti e pubblico travolti dalle atmosfere spaziali e psichedeliche della band).