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lunedì 30 agosto 2021

I Nirvana e La Diatriba Con Spencer Elden: La Copertina Di Nevermind

La copertina di Nevermind dei Nirvana fu sicuramente tra le più iconiche degli anni 90, anche se l'album uscì nel 1991 (per Geffen Records) quindi proprio all'inizio della nuova decade. A finire sulla copertina fu Spencer Elden. Spencer aveva solo pochi mesi quando i suoi genitori ricevettero una telefonata dal fotografo Kirk Weddle, che gli chiese se poteva usare il loro neonato come parte di un servizio fotografico per una band emergente chiamata Nirvana. All'epoca, il padre di Elden aiutava con set ed è così che conobbe Weddle. Elden, venne fotografato all'età di 4 mesi nudo in una piscina di Pasadena, California. I genitori del bimbo, Renata e Rick Elden, ricevettero un compenso di 150 dollari. Trent'anni dopo Spencer Elden ha ufficialmente fatto causa ai Nirvana. Elden ha sottolineato di non aver mai acconsentito all'uso della sua immagine sulla copertina dell'album, all'epoca, perché poco più che neonato, e a suo dire anche i propri genitori non firmarono alcuna liberatoria. Ma il 30enne è andato oltre, definendo quell'immagine  "pornografia infantile". Elden nell'accusa sostiene che i Nirvana promisero di coprire i suoi genitali con un adesivo, ma questo non è mai avvenuto. Secondo i documenti Cobain, Grohl e Novoselic non sarebbero riusciti a proteggerlo, sfruttandolo sessualmente. Lo stesso ha poi citato i Nirvana per danni, chiedendo almeno 150.000 dollari da ognuno di loro (nonostante lui stesso abbia ricreato la copertina dell'album più volte nel corso degli anni, oggi è pittore infatti).

L'avvocato Maggie Mabie (Marsh Law Firm, NY): "Penso che il punto focale dell'immagine siano i genitali del bambino. E penso anche che prima che questo album fosse pubblicato, i Nirvana erano una band Grunge del tutto sconosciuta. La copertina di Nevermind era parte di una strategia studiata per vendere dischi, una tattica di marketing. Quindi si tratta di sfruttamento della pornografia infantile e loro ne erano del tutto consapevoli quando l’hanno pianificata. Ed ecco anche spiegato il motivo per cui quella foto ha portato alla vendita di così tante copie dell’album"

L'album come sappiamo trainato da "Smells Like Teen Spirit", da "Come As You Are", "Lithium", "Something In The Way" o "Polly" ha venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo dando il via al fenomeno Grunge (che come sappiamo durerà però ancora pochi anni). 
Secondo i critici quella foto ha sempre evidenziato un messaggio contro il capitalismo che inquina la natura ingenua dell’uomo-bambino (non si può che notare anche il dollaro appeso all’amo aggiunto in post-produzione). I legali di Spencer oggi vogliono comunque farla pagare a Dave Grohl, Krist Novoselic, Courtney Love (in quanto erede di Kurt Cobain), al fotografo Kirk Weddle, all'art director della copertina dell’album Robert Fisher e alla casa discografica dell'epoca Geffen.

Robert Fisher, che chiese alla Geffen di poter lavorare con la band, diventato art director, incontrò i Nirvana e scoprì che Kurt Cobain aveva già un'idea precisa per la copertina: "Kurt aveva pensato alla foto di un neonato appena partorito in acqua. Prima di Internet dovevi andare in libreria e cercare nei libri sui parti ma nessuna delle foto che avevamo visionato poteva adattarsi alla copertina. Allora pensammo di fotografare un bambino sott'acqua. L'idea dell'amo cui poi venne appeso il dollaro fu di Kurt ma senza voler lanciare nessun messaggio specifico, il lavoro di ideazione della foto fu del tutto organico, un elemento dopo l'altro, senza troppe discussioni o riflessioni approfondite"

Le foto vennero scattate al centro acquatico di Pasadena, al set parteciparono 4 o 5 diverse coppie di genitori che si immersero con il fotografo e con i loro bimbi neonati. 

"Una settimana dopo ho ricevuto i provini con forse 40 o 50 scatti. Ce n'era solo uno che era assolutamente perfetto. Il posizionamento, lo sguardo del bambino, il modo in cui le sue braccia erano distese come se stesse cercando qualcosa, tutto era semplicemente perfetto"

Nel 2005, all'età di 15 anni, Spencer Elden è apparso in un documentario in DVD intitolato "Classic Albums: Nirvana - Nevermind". L'anno successivo in un'intervista rilasciata al New Musical Express, Spencer ha espresso la sua ammirazione per i Nirvana, dichiarando di essere felice di aver fatto parte di quell'album storico.
Nel 2008 Spencer Elden, all'età di 18 anni, si è offerto per posare nel remake della foto dell'album, tuttavia per la nuova immagine (scattata nella stessa piscina di Pasadena dell'originale) ha indossato un paio di bermuda.
Quando nel corso di un’intervista a Variety viene fatto notare che Elden ha partecipato nel corso degli anni alle celebrazioni dell’album, si è fatto fotografare da adulto sott’acqua in piscina nella stessa posizione di 30 anni fa, e ha sul petto un enorme tatuaggio con la scritta Nevermind, l’avvocato ribatte che negli anni Elden ha sempre espresso sentimenti contrastanti rispetto a questo episodio in cui venne trascinato inconsapevole a soli 4 mesi. E il motivo per il quale ha presentato una denuncia soltanto ora è perché quando sei stato vittima di questo tipo di abusi della tua immagine ci vuole molto tempo affinché tu comprenda davvero come sei stato danneggiato.

Poi l'avvocato aggiunge: "Aver partecipato a ricreare l’immagine per i servizi fotografici dell’anniversario non vuol dire che Elden fosse d’accordo con la visualizzazione dei suoi genitali quando era un bambino. In quelle nuove immagini è un adulto ed è vestito. Sono foto molto diverse. Accettare di essere associati ai Nirvana è molto diverso dal dire che non si apprezza l’invasione della propria privacy e la pornografia infantile diffusa in tutto il mondo. Non posso rivelare i dettagli della nostra teoria legale e della nostra strategia processuale. Detto questo è chiaro a tutti che quando il focus di una foto sono i genitali di un bambino è da considerarsi pornografia infantile. E in California, per esempio, anche i genitali o le aree pubiche parzialmente rivestite possono essere considerati pornografia infantile. Hanno posizionato la fotocamera in modo tale che i suoi genitali ne risultassero ingranditi e hanno reso il punto focale dell’immagine proprio i suoi genitali. Questo è molto in linea con tutti i fattori che si utilizzano per analizzare se un’immagine costituisce o meno pornografia infantile"

Inoltre manca poco ai festeggiamenti per il trentennale di Nevermind, che si terrà a settembre 2021. La ristampa del disco è una certezza e l'avvocato di Elden spiega che quest'azione legale è finalizzata non solo al risarcimento ma anche alla richiesta di modificare la foto in future edizioni.
Krist Novoselic ha confermato la ristampa per il 30esimo anniversario che cade il 24 settembre, quindi il team legale che si occupa della causa ha poco tempo affinché venga soddisfatta la richiesta, che comprende anche 150mila dollari di risarcimento. Oltre ad accusare il gruppo di aver usato la sua immagine senza il suo consenso (all'epoca aveva appena 4 mesi), Elden sostiene che l'essere apparso sulla copertina ha prodotto in lui "stress emotivo estremo", "interferenze con il normale sviluppo educativo" e un insieme di conseguenze che lo hanno spinto, quando era minorenne ad "atti sessuali a fini commerciali". La situazione suona ovviamente paradossale, soprattutto per i milioni di fan della band di Seattle. Che ora potrebbero essere costretti ad acquistare una ristampa deluxe dell'album "censurata".
In attesa di capire cosa succederà, il bassista Krist Novoselic ha commentato il tutto con un'ironica provocazione su Instagram, scrivendo "La nuova cover di Nevermind". Come si vede sopra, la copertina mostra solo il dollaro nella piscina, senza il bambino. Che sia un chiaro doppio senso, alle rivendicazioni avanzate da Elden dopo 30 anni?


Per approfondire la storia della band: 
Altre band Grunge: 

venerdì 28 aprile 2017

La Storia Dei Mentors e Di Eldon Hoke: Fu Lui Ad Uccidere Kurt Cobain?

Eldon Hoke, detto "El Duce", vocalist e batterista dei Mentors, iniziò la sua carriera musicale nel 1977 nella città del Grunge: Seattle.
Con la sua band ebbe un discreto successo.
Successo frenato dagli eccessi di alcool.
I Mentors furono i capostipiti del movimento battezzato da loro stessi "Rape Rock" quel tipo di musica composta e studiata per sconvolgere (erano prese di mira spesso le donne).
Abusi di droga ed alcool, depravazione sessuale, maschilismo ed un orientamento puramente fascista diedero il tocco maledetto alla band portandola alla vetta del successo.
La band era formata da Sickie Wifebeater, Heathen Scum e Eldon Hoke.
A Seattle le cose vanno male quindi decidono nel 1979 di trasferirsi a Los Angeles in cerca di successo e come spesso capita a Los Angeles qualcuno si interessò alla loro musica, soprattutto alla loro immagine.
I Mentors iniziano così ad esibirsi travestiti da boia incappucciati, nei locali californiani, riuscendo ad agguantare un contratto con la Mystic Records, dando alla luce nel 1982 il loro primo album: "The Trash Bag" seguito quasi immediatamente da un secondo album live.
Nel 1985 uscì il terzo album, "You Axed For It!" con il quale ottenerono un buon successo.
Dopo anni di provocazioni ed eresie i Mentors riescono ad attirare l'attenzione dei media, partecipano così a show televisivi e radiofonici dimostrando all'intera America la loro follia conquistando così un importante fetta di pubblico.
Ad ogni modo la band sforna riff pesanti, brani primitivi senza troppi fronzoli per una musica spensierata.
Anticipano molte cose della scena Grunge, il loro è un misto tra Heavy Metal e Punk.
Il lato strumentale della band è tenuto un po' in disparte per lasciare spazio alle provocazioni.
Si ricordino ad esempio la malata "Sleep Bandits" o la melodica "Four F Club".
Le provocazioni invece erano riscontrabili in molti testi, ad esempio: "Sandwich Of Love", "Sex Education" o "In And And Out Of You".
Senza scordarci di "Golden Shover", vera e propria pietra dello scandalo (censurata dalla PMRC nel 1985): "Bend up and smell my anal vapor/Your face is my toilet paper".
Nel 1989, la band pubblicò il suo terzo album in studio, "Sex, Drugs & Rock 'N' Roll", con il quale intrapreso anche un tour live di discreto successo.

Nel 1990 uscì "Rock Bible" con Rick Lomas come batterista.
Clark "Moosedick" Savage spesso sostituì Hoke alla batterista negli spettacoli dal vivo, visto che Hoke perennemente strafatto non riusciva a cantare e suonare la batteria contemporaneamente.
El Duce partecipò a molti talk show negli anni 90 (Hot Seat, ad esempio), molte apparizioni videro la sua estromissione forzata prima della fine del programma.


FU LUI AD UCCIDERE KURT COBAIN?
Eldon Hoke giungerà agli onori della cronaca nera negli anni 90 essendo stato collegato alla morte di Kurt Cobain.
Il leader dei Nirvana venne trovato morto l’8 aprile del 1994 nella sua villa di Lake Washington (Seattle).
A prima vista si trattò di un suicidio e il caso venne chiuso così: del resto testa sfondata da una fucilata, l'arma tra le gambe.
Inchiesta relativamente breve (vista la fama del personaggio), forse ricca di errori, omissioni, superficialità.
E negli anni, come spesso accade, si fa largo la teoria del complotto.
E’ omicidio.
La mandante è Courtney Love.
Il movente i soldi o comunque dissapori tra i due.

Eldon Hoke: "Poco prima della vigilia di capodanno del 1993 mi trovavo davanti al Rock Shop, un negozio di dischi di Hollywood, quando da una limousine esce Courtney che mi fa "El, il mio uomo si sta comportando da vero stronzo ultimamente. Voglio che tu gli faccia saltare quella sua testa di cazzo" 
Le chiesi se era seria e lei ripose che mi avrebbe dato 50mila dollari se l'avessi fatto. Mi chiese anche un numero al quale contattarmi e io, non avendo un recapito telefonico, le diedi il numero del Rock Shop. Avrei dovuto accettare quei soldi. Ma io so chi l'ha fatto secco. Non ho creduto facesse sul serio. Doveva sembrare un suicidio. Così dissi ad Allen...cioè, ad un mio amico...! 
Così l'FBI lo becca. Insomma, è andata così"
L'esecutore materiale (almeno secondo questa teoria) è Allen Wrench (esperto di arti marziali), l'ultima persona ad aver visto vivo Hoke, la notte della sua morte.
Quell'ultima sera El Duce era ubriaco fradicio.
El Duce non avrebbe accettato perchè non aveva le palle ma mise Courtney e Allen in contatto.
Si racconta che, stranamente, prima di quel fatidico giorno Allen non viveva certo nell'oro, tutto ad un tratto si comprò casa, macchina e materiali per uno studio di registrazioni.

Lo scrittore Episch Porzioni: "Fino al 1994 nessuno si era mai iniettato un barile di eroina in corpo, per poi spararsi in testa. Ma mi ha colpito di più scoprire che una bella fetta degli indagatori erano “amici della vedova”. 
E’ stata una delle cose più difficile da riscontrare. 
Tutti conoscenti di Courtney, i poliziotti e soprattutto la figura del dottor Hartshorne, l’anatomo patologo del caso Cobain. Non una figura secondaria. Sono rimasto davvero colpito. 
In Italia fa quasi ridere parlare di conflitto di interessi, ma in America sono un po’ più fiscali: com’è possibile che i due terzi degli investigatori coinvolti nelle indagini fossero amici di Courtney?"

Il 6 marzo 1996, Hoke eseguì un test poligrafico presso il dott. Edward Gelb, uno dei principali esperti in poligrafia che tiene corsi di poligrafia avanzata per l’FBI.
Hoke, dichiarò più volte di aver ricevuto quell'offerta fattagli da Courtney Love(soldi più un favore sessuale), tanto da presentarsi spontaneamente al dipartimento di polizia di Seattle, dichiarando di volersi costituire come testimone contro Courtney Love nel caso Cobain, presentando come garanzia di quello che diceva la perizia poligrafica.

Hoke passò il test della verità con il 99.7% e ciò significa (per la legge americana visto che in Italia non può essere considerata come prova in un processo) che stava dicendo sicuramente la verità.
La polizia di Seattle non accettò comunque la sua presentazione spontanea dichiarando che non era sufficiente la perizia poligrafica come prova, e Eldon Hoke insieme al suo avvocato dichiarò e denunciò la polizia di Seattle, con la giustificazione che la perizia poligrafica può e deve essere utilizzata dalla polizia come prova certa, presentando tutta una lista di casi in cui lo stesso dipartimento omicidi della polizia di Seattle, aveva arrestato e fatto condannare persone in base proprio al risultato di perizie poligrafiche fatte dai vari testimoni dei vari casi.
Eldon Hoke venne trovato morto il 19 aprile 1997 in circostanze decisamente misteriose tanto che la polizia chiuse il caso, senza alcun verdetto (diciamo che venne archiviato come "incidente").
Jourgensen (uno scrittore) dichiarò che El Duce era stato riconosciuto da dei fans dall'altro lato delle ferrovia.
Dopo aver sentito i fan che chiamavano il suo nome, andò loro incontro.
Secondo Jourgensen, El Duce rimase bloccato con un piede sulla ferrovia, venendo poi travolto.
Al di là di questa spiegazione al livello della fantascienza, ad ogni modo, il giorno della sua morte, Hoke venne visto a casa sua (Los Angeles) da due suoi amici in compagnia di un uomo mai visto prima, uscirono di casa dicendo che sarebbero andati al negozio di liquori e poi sarebbero tornati a casa, ma così non avvenne.
Alle ore 7.00 p.m. il corpo senza vita di Eldon Hoke venne ritrovato sulla ferrovia (che si trovava dietro casa sua).
La notte in cui El Duce è morto, Allen venne visto molto alterato e preoccupato, a causa dell'intervista nel documentario Kurt&Courtney.


CONTRADDIZIONI SULLA MORTE DI COBAIN
L'ipotesi del suicidio venne presa subito in considerazione perchè il 14 marzo 1994, a Roma, Kurt era stato ricoverato d’urgenza per una overdose di Rohypnol che lo aveva quasi ucciso.
E il 18, Courtney aveva chiamato la polizia perché Kurt si era chiuso nella sua stanza con la pistola. Ed il 26 marzo si era fatto accompagnare da un amico in un’armeria, dove aveva comprato un fucile da caccia, un Remington calibro 20.
Ed una scatola di cartucce.
Tuttavia c'erano delle contraddizioni che avrebbero fatto nascere nei cospirezionisti la teoria del complotto:
1) Troppa eroina nel sangue del cantante dei Nirvana, tre volte di più rispetto a una dose letale.
Come ha fatto Kurt a prendere il fucile e spararsi?
2) Non ci sarebbero state impronte di Kurt né sull’arma né sulla penna utilizzata per scrivere la lettera di addio.
3) Stando a un presunto grafologo, il messaggio sarebbe stato scritto da due mani diverse: quella di Kurt e quella di uno sconosciuto.
4) Le carte di credito di Cobain sarebbero state utilizzate dopo la sua morte, ma con esito negativo.
5) La cremazione del corpo di Kurt fu una decisione della vedova Courtney che prese senza alcuna indicazione da parte del marito. E qui si chiuderebbe il cerchio.
Courtney Love, da piccola, avrebbe detto al padre: “Un giorno sposerò una rockstar e la ucciderò”.
Per approfondire: La Storia Dei Nirvana e Il Suicidio Di Kurt Cobain

venerdì 22 agosto 2014

La Storia Dei Nirvana e Il Suicidio Di Kurt Cobain

I Nirvana sono stati forse la band  più rappresentativa del movimento Grunge, per quanto band come Alice In Chains e Pearl Jam erano indubbiamente più varie e tecniche.
In pochi anni e con una manciata di album all’attivo, sono riusciti a imporsi come la vera leggenda della scena di Seattle, riuscendo a interpretare l’umore di un’intera generazione e trasformando l’alternative rock in un fenomeno di massa. Il suicidio del loro leader, Kurt Cobain, ha certamente alimentato il mito, ma l’impatto della musica dei Nirvana sugli anni ’90 è indiscutibile.
Il loro nome, a detta di Cobain, significava "liberazione dalla sofferenza/dolore".


STORIA E PRIMI DISCHI
Inspirandosi ai Melvins, Kurt Cobain (vocalist e chitarra), Chris Novoselic (basso) e Chad Channing (batteria) formano i Nirvana e iniziano a suonare usando proprio la strumentazione di seconda mano dei Melvins.
Come detto sono una delle band principali della scena di Seattle del tempo.
Dopo aver pubblicato il 45 giri "Love Buzz/Big Cheese" per l'etichetta simbolo della scena cittadina, la Sub Pop Records, i Nirvana esordiscono a 33 giri con Bleach (1989).
Cobain si rivela subito l’anima del gruppo.
Le sue capacità compositive emergono da pezzi come "About A Girl", una ballata che preannuncia l'esistenzialismo e la vena desolata del suo stile, ma anche da prototipi Grunge come "School", "Blew" e "Love Buzz" che fissano subito i parametri del sound Nirvana degli anni a venire.
Il disco e la successiva tournée garantiscono alla band un buon successo e la incoraggiano a proseguire, malgrado già affiorino i problemi di salute psico-fisica del suo leader.
Ingaggiato alla batteria Dave Grohl (Warren, Ohio), il trio firma con la major Geffen e, nel settembre 1991, pubblica Nevermind. Prodotto da Butch Vig e mixato da Andy Wallace, è un disco destinato a entrare di diritto nei classici di sempre.
Pochi album, nella storia del Rock, hanno infatti saputo incarnare con la stessa intensità gli umori e le ansie di un'intera generazione. Eppure Kurt Cobain, a registrazioni ultimate, non era molto soddisfatto.
Non perdonava a Gary Gersh e a Andy Wallace, rispettivamente discografico e produttore, di aver voluto mettere le mani sul materiale, accentuandone dinamica e profondità.
La peculiarità dei Nirvana è di saper associare al sarcasmo nichilista del punk un talento melodico sconosciuto a gran parte delle formazioni che emergono nello stesso periodo.
E poi ci sono i testi: una perfetta fusione fra musica e vita, in grado di creare una simbiosi mitica fra artista e pubblico che tocca il suo apice in "Smell Like Teen Spirit", il grido rabbioso che apre l'opera e rimarrà negli annali a simboleggiare lo spirito, apatico e sarcastico, di un'intera generazione.
Rinunciando in parte alla durezza del precedente "Bleach", Cobain dà sfogo ai suoi demoni in una serie di ballate nevrotiche, che ricordano da vicino quelle del suo grande maestro, Neil Young.
Ascoltare per credere pezzi come "Lithium" e "On A Plain", che donano al disco un tormentato vigore.
Ma a conquistare il pubblico sono anche l'autobiografica "Come As You Are", il lamento acustico di "Polly", il canto moribondo di "Something In The Way".
L'album (più di 20 milioni di copie vendute, contro le 30mila dell'esordio) diventerà uno dei maggiori successi discografici di tutti i tempi, senza alienare tuttavia ai Nirvana le simpatie delle frange più "dure e pure" del loro pubblico. E la musica di Seattle porta alla luce un'altra America, popolata di giovani disadattati e inquieti che, da underground, assurgono improvvisamente a fenomeni di costume.
Per approfondire sulla copertina: I Nirvana e La Diatriba Con Spencer Elden: La Copertina Di Nevermind
Il 25 novembre 1991 la band venne invitata a Top Of The Pops, all'epoca in quella trasmissione ci si esibiva con la base pre-registrata e la voce reale. I Nirvana non ottennero eccezioni alla regola: Kurt Cobain e soci avrebbero dovuto esibirsi in quel modo, i musicisti avrebbero semplicemente mimato le basi strumentali della canzone e solo Kurt avrebbe avuto la possibilità di inserire qualcosa di autentico nella performance. Quel giorno i Nirvana, salirono sul palco di Top Of The Pops e Kurt Cobain finse in maniera plateale di suonare la chitarra, rendendo esplicito fin da subito che quella sarebbe stata una finta performance. A confermarlo è Kris Novoselic, il bassista, che subito inizia a far girare il basso sulla testa come se di suonarlo non ne avesse alcuna intenzione. Nel frattempo Dave Grohl, sullo sfondo, picchia sulla batteria come se stesse suonando una canzone tutta sua, teso a disturbare il più possibile l’effetto finale, visivo e sonoro. Poi Kurt Cobain si avvicina al microfono e inizia a cantare: una voce gutturale viene fuori dalla sua bocca. Kurt resta immobile davanti al microfono, canta come se stesse interpretando una ballata romantica. In seguito apre la bocca fino a farci entrare dentro il microfono, giusto per trasmettere suoni ancora più bassi. E per tutta la performance resta in quel personaggio, tirato e annoiato, il modo più plateale di esprimere la disapprovazione per quel tipo di performance, che evidentemente considerava uno svilimento della loro stessa natura.
Come ciliegina sulla torta, anche il testo del brano venne modificato: le parole originali "Load up your guns / Bring your friends" ("carica le armi, porta i tuoi amici") diventano "Load up on drugs / Kill your friends" ("Datti alle droghe / Uccidi i tuoi amici"), un messaggio che certamente sarebbe stato rifiutato dalla produzione se fosse stato annunciato in anticipo.
Nel dicembre 1992 la Geffen pubblica Incesticide, raccolta di rarità registrate alla BBC, singoli inediti su album e versioni alternative con Sliver che ha un discreto successo.


I LITIGI CON AXLROSE, I PROBLEMI CON RAPE ME ED IN UTERO: GLI ULTIMI ANNI
Nel 1992 i Nirvana si esibiscono agli MTV Video Music Awards.
Durante le prime prove, Cobain annuncia che durante la trasmissione il gruppo avrebbe suonato una nuova canzone e i Nirvana iniziarono a provare Rape Me.
I dirigenti di MTV sono scioccati dalla canzone, credendo che il testo si riferisse a loro.
Pur di non permettere la messa in onda di "Rape Me", i dirigenti di MTV minacciano di escludere i Nirvana dal programma e di non trasmettere più i loro video musicali.
Dopo una serie di accese discussioni, il gruppo decise di suonare "Lithium", l'ultimo singolo.
All'inizio dell'esibizione, Cobain simula le prime note di "Rape Me", prima di iniziare "Lithium".
Verso la fine della canzone, irritato per la rottura del suo amplificatore, Novoselic decide di lanciare il basso in aria. Tuttavia, sbaglia la misura del lancio e il basso cade sulla sua fronte, facendolo cadere dal palco.
Mentre Cobain distrugge la strumentazione del gruppo, Grohl corre alla telecamera e inizia a urlare ripetutamente Hi, Axl! Where's Axl?, riferendosi al cantante dei Guns N' Roses Axl Rose, con il quale avevano avuto un litigio prima dello show.
Il tutto nasce dal "camping" dello show, dove alloggiavano le star.
Cobain riferì: "Eravamo qui fuori e abbiamo visto passare Axl, così Courtney. tenendo in braccio Frances ha detto: "Axl vorresti essere il padrino di nostra figlia?"
Axl mi puntò il dito contro, in modo molto aggressivo (mimando il gesto) e poi mi disse di far star zitta la mia "puttana" mentre gli altri Guns tra cui Duff McKagan in particolar modo circondarono Novoselic per picchiarlo".
Poi, nel settembre del 1993, dopo una serie di speculazioni sullo stato di salute di Cobain, esce In Utero. Il disco viene inciso in due sole settimane.
È una miscela di canzoni rabbiose e desolate ("Rape Me" che nel riff iniziale fa il verso a "Smells Like Teen Spirit", "Serve The Servants", "Pennyroyal Tea" e, soprattutto, "All Apologies") e di esagitate esplosioni rumoristiche al limite della cacofonia ("Scentless Apprentice", "Frances Farmer Will Have Her Revenge On Seattle", "Milk It" e l'autoironica "Radio Friendly Unit Shifter").
L’album riflette soprattutto l’odissea personale di Cobain, sposatosi nel frattempo con Courtney Love delle Hole. E’ la testimonianza di un cupo, inguaribile senso di impotenza e fatalismo.
Su Mtv i Nirvana ripropongono, in un’affascinante chiave acustica, molti dei loro successi, incidendo il fortunatissimo Unplugged in New York.
Testimonianza di un concerto del novembre 1993, l’album svela l’anima sofferente delle canzoni di Cobain. Spogliati degli orpelli hard-rock, i brani dei Nirvana si rivelano struggenti confessioni di un incurabile disagio esistenziale.
Un’atmosfera di tragedia imminente pervade le rivisitazioni di "Pennyroyal Tea", "All Apologies", "Come As You Are" e "About A Girl".
Ma a dare nerbo al disco sono anche alcune cover come "The Man Who Sold The World" di David Bowie, "Lake Of Fire" e "Oh Me" dei Meat Puppets e una straziante versione del classico di Leadbelly "Where Did You Sleep Last Night".
Il quartetto decise di non suonare le proprie hit più famose, con l'eccezione di "All Apologies" e "Come As You Are".
In seguito, Grohl dichiarerà: "Sapevamo di non voler fare una versione acustica di Teen Spirit...sarebbe stato incredibilmente stupido".
Ma il successo comunque raggiunto dall'Unplugged non servirà a guarire il biondo idolo di Seattle.


IL SUICIDIO DI COBAIN
Come prima di lui Jimi Hendrix e Jim Morrison, anche Kurt Cobain porterà ad estreme conseguenze la sua autodistruzione. Nell'ultimo periodo della sua vita Cobain durante i concerti era un automa, un fantoccio inanimato, che non cambiava mai posizione nell’ora scarsa in cui cercava di suonare: statico sulla chitarra, sempre fuori-tempo, mentre gli altri due, Kris Novoselic e Dave Grohl, provavano a fare il loro mestiere.
E alla fine di quel breve pianto, una sensazione cattiva, premonitrice forse, si intuiva che Kurt aveva pian piano iniziato a dirci addio.
Nelle prime settimane del 1994, i Nirvana iniziano un nuovo tour europeo, che viene però sospeso dopo che il 1º marzo a Monaco di Baviera a Cobain furono diagnosticate una bronchite e una forte laringite.
Per questo motivo il concerto del 2 marzo, che si dovrebbe tenere proprio a Monaco, viene cancellato.
A Roma, la mattina del 4 marzo, Courtney Love trova il marito privo di coscienza nella propria camera d'albergo. Il cantante dei Nirvana viene immediatamente trasportato all'ospedale, dove si scopre che l'incoscienza era il risultato di una combinazione di Rohypnol, medicina che gli era stata prescritta, e alcolici. Tutte le rimanenti date del tour vengono cancellate, incluse alcune nel Regno Unito.
Nelle settimane successive, Cobain ricade nella dipendenza dall'eroina, acconsentendo a seguire un programma di riabilitazione in un centro specializzato.
Dopo meno di una settimana passata nel centro, Cobain salta il muro di cinta e torna a Seattle in aereo.
Una settimana dopo, l'8 aprile 1994, Cobain viene trovato morto nella sua casa di Seattle infatti il leader dei Nirvana si toglie la vita con un colpo di fucile, consacrandosi per sempre al culto dei fan.
I Nirvana si sciolgono immediatamente: game over.
Nel suo messaggio d’addio, un epitaffio: "It’s better to burn out than to fade away" "meglio bruciarsi che spegnersi lentamente".
E’ un verso di "My my, hey hey", la canzone del suo maestro Neil Young.
Un anno dopo, il cantautore canadese renderà omaggio alla memoria del suo discepolo dedicandogli "Sleep With Angels".


SUICIDIO O è STATO UCCISO?
Qualche ora dopo, migliaia di fan sono già in fila, una veglia silenziosa nel grigio mattino di Seattle.
E mentre la polizia compie il suo lavoro ed emana il suo verdetto: suicidio, avvenuto tre giorni prima, il 5 aprile il mondo si chiede "perché?". Courtney Love, la moglie di Cobain, cerca di consolare i fan all'esterno della villa. A qualcuno regala i vestiti del marito.
Centinaia di giornalisti lasciano la sede della Boeing, dove è in corso la presentazione di un nuovo gigante dei cieli e si dirigono verso la villa. Tra questi, Richard Lee, 31 anni.


LA TEORIA DI RICHARD LEE
Che dopo una settimana pubblica un articolo: "Chi ha ucciso Kurt Cobain?".
La teoria, se così si può definirla, che Richard Lee porterà avanti nel corso degli anni parte da un fatto non verificabile.
Lee sostiene di aver visionato delle immagini del ritrovamento del cadavere, girate da un fan appostato all'esterno della casa, dalle quali emergerebbe l'incongruenza tra la modalità del suicidio un colpo di fucile alla testa e la scarsa quantità di sangue presente intorno al corpo di Cobain.
Le smentite arrivano subito: esperti di balistica replicano che nel caso di un colpo esploso nella cavità orale, il sangue non fuoriesce in grandi quantità.
Ma Lee va avanti. Diventando il capofila di chi ritiene che il cantante dei Nirvana sia stato assassinato.


LA TEORIA DELL'INVESTIGATORE TOM GRANT
Al secondo posto di questa lista c'è Tom Grant, professione investigatore privato.
Il 25 marzo 1994, in casa Cobain, si tiene una riunione.
Viene suggerito al musicista il ricovero in una clinica per disintossicarsi dall'eroina.
Tutti d'accordo. Il ricordo dell'incidente di Roma è ancora vivo.
 Il 30 marzo Cobain arriva al centro di riabilitazione Exodus di Marina del Rey, Los Angeles.
Vi resta 24 ore. Il giorno seguente, dopo la visita della figlia, fugge, prende un aereo e torna a Seattle.
Ma fa perdere le proprie tracce. Courtney Love ingaggia Grant.
Gli chiede di ritrovare il marito e blocca le carte di credito. Grant inizia la sua caccia. Inutile.
Nei giorni fino all'8 aprile la polizia e gli amici di Kurt visitano più volte la sua casa.
Ma di Cobain nessuna traccia, fino al ritrovamento del cadavere. Nessuno guarda in quella stanza sopra al garage. E Grant non si da pace. Continua le sue indagini. È convinto che qualcosa non torni.
Fa domande agli amici della rockstar. E stila una lista di "contraddizioni" che escluderebbero il suicidio.
La prima: la quantità di eroina presente nel sangue di Cobain al momento della morte è tre volte superiore alla dose letale.
Il leader dei Nirvana non avrebbe avuto neanche la forza di accendersi una sigaretta, figuriamoci di imbracciare un fucile. La seconda: proprio sul Remington M-11 non ci sono tracce chiare di impronte digitali. Come se qualcuno avesse cercato, in modo maldestro, di cancellarle.
La terza: la Suicide Note, la lettera d'addio, sembra scritta da due mani diverse.
Pressione sulla carta, grafia, parole utilizzate. Il commiato finale non sarebbe stato scritto da Cobain.
La quarta: nei giorni successivi al cinque aprile qualcuno avrebbe cercato di utilizzare le carte di credito.


LA TEORIA DI NICK BROOMFIELD
A proporre una ricostruzione è Nick Broomfield, nel suo documentario "Kurt and Courtney", 1998.
Broomfield concentra la sua indagine sulle "mosse" di Courtney Love nei giorni precedenti e successivi al 5 aprile 1994.
In sintesi, la teoria proposta è: i due sono vicini al divorzio.
La Love teme di essere diseredata.
E ingaggia un ex musicista di Los Angeles El Duce per uccidere Cobain in cambio di 50mila dollari.
È lo stesso El Duce che afferma questa versione dei fatti.
Ovviamente senza fornire nessuna prova.
Le polemiche dopo l'uscita del documentario partono subito.
Ma è lo stesso Broomfield a fermarle: "Credo che Cobain si sia suicidato.
E penso che ci sia un solo modo per spiegare la sua morte. La mancanza di cura nei suoi confronti.
Anche dalle persone che gli erano più vicine".
Una linea condivisa dalla maggioranza delle persone che hanno frequentato Cobain nei suoi ultimi mesi. L'abisso di una solitudine senza via d'uscita come quella "osservata" da Gus Van Sant in The Last Days  acuita dall'essere permanentemente sotto i riflettori, dall'uso di eroina.
Da Dave Ghrol al padre di Cobain. Tutti danno una spiegazione simile.


I libri fondamentali:




L'ULTIMA INTERVISTA
«Ho sempre pensato che avrei ucciso me stesso prima di uccidere chiunque altro».
È spaventoso, cupo e profetico ciò che disse Kurt Cobain a Jon Savage in quella che è la sua intervista testamento, la confessione a cuore aperto prima di chiudere per sempre l’anima e premere il grilletto.
«A scuola ero così antisociale da diventare quasi pazzo».
Notte fonda, luglio 1993.
Lui, l’antidivo cantante dei Nirvana e di una generazione di rockettari che spazzarono via tutto, anche loro stessi.
L’altro, il giornalista scrittore simbolo del punk rock.
«Troppo pulito, non ascolto quel tipo di album(In Utero) a casa», confessa qui Cobain.
«Dopo averlo registrato Kurt non credeva rappresentasse il suono della band», dice oggi Dave Grohl, che è l’unico vero sopravvissuto musicale del trio visto che ha avuto un successo straripante pure con i Foo Fighters.
E l’altro Nirvana, ossia Krist Novoselic, che ha lentamente sostituito la musica con la politica, conferma di aver impiegato vent’anni per accettare che invece «era un grande disco».
Kurt Cobain come abbiamo visto non ha avuto tempo di ragionarci su, visto che nel 1994 si sparò.
Ma aveva iniziato a morire molto prima, prima ancora di accorgersi che Smells Like Teen Spirit fosse diventato un inno generazionale o che Vanity Fair definisse crudelmente lui e sua moglie Courtney Love come i nuovi «Sid e Nancy» (Sid Vicious era il bassista dei Sex Pistols morto da una overdose nel ’79).
«Dopo il divorzio dei miei genitori sono diventato asociale. Volevo disperatamente una famiglia classica. Madre. Padre».
In un paesetto piccolo così e per di più misogino come Aberdeen, Kurt Cobain implode prima di esplodere come rockstar. Nonostante avesse ascoltato Led Zeppelin e Aerosmith, realizzò che «avevano troppo a che fare con il sesso e mi annoiavano». Si innamorò del punk di Black Flag e Flipper, suoni drastici, testi nichilisti. Era un punk, Cobain, nell’epoca dei Guns N’Roses, ossia musicalmente ai margini.
«Ho persino pensato di essere gay e che quella poteva essere la soluzione ai miei problemi»: e difatti nel brano All Apologies, proprio da In Utero, canta quel «Tutti sono gay» che tirò giù il muro dell’omofobia anche nel rock. Non riuscì mai a capire fino in fondo quanto il verso fosse stato importante. Era appena germogliato con i Nirvana: il successo mondiale gli seccò le radici.
«Quando tornai a casa (dopo il tour di Nevermind), un mio amico fece una compilation dei servizi di Mtv e delle tv locali su di noi, era terrorizzante, mi spaventò».
Poi nacque Frances Bean (oggi ha 21 anni) e «decisi di uscire dal mio guscio e accettare la fama», disse quella notte a Jon Savage. Macché.
Era demolito da un mal di stomaco psicosomatico che lo trafiggeva «proprio dove nasce la mia voce». Allora decise che «avrei potuto assumere una sostanza che uccideva quel dolore».
«Mi sono iniettato eroina per circa un anno», ammise poco dopo, tra una critica al produttore Steve Albini, una ad Axl Rose e un’altra alla polizia che aveva appena sequestrato armi nella casa: «Una cazzata totale». Ma non era solo Steve Albini a sentir male la sua voce.
Neanche Kurt Cobain riusciva a decifrarla: «È come se la gente non mi credesse, come se fossi un bugiardo patologico» Il giorno dopo l’intervista andò in overdose.
Di nuovo a Roma a marzo. Il 5 aprile, bang.
Un bang silenzioso, se ne accorsero tre giorni dopo.


LA LETTERA D'ADDIO
"Vi parlo dal punto di vista di un sempliciotto un po’ vissuto che preferirebbe essere uno snervante bimbo lamentoso. Questa lettera dovrebbe essere piuttosto semplice da capire.
Tutti gli avvertimenti della scuola base del punk-rock che mi sono stati dati nel corso degli anni, dai miei esordi, intendo dire, l’etica dell’indipendenza e di abbracciare la vostra comunità si sono rivelati esatti. Io non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla e nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole. Per esempio quando siamo nel backstage e le luci si spengono e sento il maniacale urlo della folla cominciare, non ha nessun effetto su di me, non è come era per Freddie Mercury, a lui la folla lo inebriava, ne ritraeva energia e io l’ho sempre invidiato per questo, ma per me non è così. Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi.
Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti né nei miei.
Il peggior crimine che mi possa venire in mente è quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%.
A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco.
Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo (e l’apprezzo, Dio mi sia testimone che l’apprezzo, ma non è abbastanza).
Ho apprezzato il fatto che io e gli altri siamo riusciti a colpire e intrattenere tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più.
Io sono troppo sensibile.
Ho bisogno di essere un po’ stordito per ritrovare l’entusiasmo che avevo da bambino.
Durante gli ultimi tre nostri tour sono riuscito ad apprezzare molto di più le persone che conoscevo personalmente e i fan della nostra musica, ma ancora non riesco a superare la frustrazione, il senso di colpa e l’empatia che ho per tutti. C’è del buono in ognuno di noi e penso che io amo troppo la gente, così tanto che mi sento troppo fottutamente triste.
Il piccolo triste, sensibile, ingrato, pezzo dell’uomo Gesù!
Perché non ti diverti e basta? Non lo so.
Ho una moglie divina che trasuda ambizione ed empatia e una figlia che mi ricorda troppo di quando ero come lei, pieno di amore e gioia.
Bacia tutte le persone che incontra perché tutti sono buoni e nessuno può farle del male.
E questo mi terrorizza a tal punto che perdo le mie funzioni vitali.
Non posso sopportare l’idea che Frances diventi una miserabile, autodistruttiva rocker come me.
Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall’età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici.
Penso sia solo perché io amo troppo e mi rammarico troppo per la gente.
Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e l’appoggio che mi avete dato negli anni passati.
Io sono troppo un bambino incostante, lunatico!
E non ho più nessuna emozione, e ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.
Pace, amore, empatia.
Kurt Cobain. Frances e Courtney, io sarò al vostro altare. Ti prego, Courtney, continua così, per Frances.
Per la sua vita, che sarà molto più felice senza di me.
VI AMO. VI AMO.


INEDITI E BEST OF
Neanche Kurt Cobain sfuggirà purtroppo all'immancabile operazione commerciale post-mortem, che porterà alla "riesumazione" del suo ultimo brano prima del suicidio, "You Know You're Right", allo scopo di vendere qualche copia in più dell'antologia Greatest Hits (tredici classici della formazione di Seattle). E su altri presunti 109 brani inediti, nascosti in qualche cassaforte, è già iniziata la battaglia legale tra Courtney Love, Krist Novoselic e Dave Grohl. "Capisci, ci sono un sacco di soldi di mezzo", ha ammesso la Love. Ma è solo l'ennesimo litigio sulle briciole dei defunti nella storia del Rock.