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domenica 12 giugno 2016

La Storia Di Rory Gallagher e La Morte Per Abuso Di Alcool

"Il Blues fa male alla tua salute. Guarda la lista: Jimmy Reed era epilettico, Howlin’ Wolf ebbe bisogno di un macchinario per il rene, molti degli atri grandi nomi erano degli alcolisti. Muddy Waters è uno di quelli che riuscì a controllarsi. Gente come Skip James non ci riuscì mai.Quando Howlin era in dialisi e smise di bere ciò influenzò stranamente le sue performance. 
Perciò il bere e il Blues sono strettamente collegati, l’una nutre l’altra"


Liam "Rory" Gallagher nacque a Ballyshannon, County Donegal (Irlanda) il 2 marzo 1948, per poi trasferirsi con la sua famiglia a Cork. Tuttavia è conosciuto da tutti come Rory perché, come affermò lui stesso, "non esiste nessun San Rory e mi piace l’idea di non avere un nome di un Santo".
Già a nove anni gli venne comprata la prima chitarra ed imparò subito a suonare, sviluppando da subito una grande passione per il Blues. Nel 1963 comprò una chitarra 1961 Sunburst Fender Stratocaster per 100$ al Crowley’s Music Center di Cork. Poco dopo questo strumento gli fu rubato, anche se 2 settimane dopo la ritrovò buttata in fosso. Gallagher, molto apprezzato per la sua particolarissima tecnica slide alla velocità della luce, utilizzò per quasi tutta la carriera una Fender Stratocaster con finitura sunburst, nonostante lo strumento, nel corso degli anni, si logorò tanto da perdere quasi completamente l'aspetto originario. Il suono, però, rimase sempre lo stesso. Amato da tutti come vedremo, l'unico suo grande problema sarà l'abuso di alcolici. La sua prima band furono i Fontana Showband (divenuti poi The Impact). Nel 1965 con questo gruppo, che aveva come principale fonte di ispirazione Chuck Berry, fece la sua prima apparizione in TV, eseguendo il classico Rock Blues.


TASTE E CARRIERA SOLISTA
Nel 1966 si unì a Eric Kitteringham (basso) e Norman Damery (batteria) formando i Taste.
Odiava i singoli e non pubblicava 45 giri. Solo album, possibilmente registrati "live in studio".
Meglio ancora il palcoscenico, dove non c'è trucco non c'è inganno ma solo talento. Rory andava al massimo ma non si poteva dire lo stesso della sua travagliata Irlanda, straziata dalle violenze fraticide tra unionisti (con l'altra Irlanda) ed indipendentisti, che avevano spesso Belfast come epicentro.
Ovvio che all'epoca in quella città la scena della musica dal vivo fosse paralizzata. Gli artisti di fama la evitavano come la peste, Belfast sprofondava nel buio. Gallagher scelse invece di offrirle una speranza: "Non vedo alcuna ragione per non suonare a Belfast. I bambini vivono ancora qui". Partirono show in Irlanda, Germania e in Inghilterra. La lineup dei Taste venne modificata nel tempo: Kitteringham e Damery lasciarono il gruppo, rimpiazzati da Richard "Charlie" McCracken (basso) e John Wilson (batteria ) precedentemente nei Them di Van Morrison. L’omonimo album di debutto (Taste) fu pubblicato il 1 aprile 1969 dalla Polydor in Europa e dalla Atco/Atlantic negli Stati Uniti.
Conteneva per lo più brani Rock’N’Blues in larga parte da lui composti. Nello stesso anno, i Taste si esibirono in Nord America in un tour con i Blind Faith e nel 1970, dopo aver rilasciato l'ottimo secondo disco On The Boards, che presenta un Gallagher ispirato in veste di chitarrista, cantante, sassofonista e armonicista. Presero parte inoltre al leggendario Isle Of Wight Festival. L’ultima esibizione dei Taste prima dello scioglimento avvenne al New Years Eve 1970 (concerto di capodanno) a Belfast. Scioglimento causato da una truffa perpetrata dal suo stesso manager. Dal 1970 al 1972 Gallagher suonò in un trio che si chiamò con il suo stesso nome. L’album di debutto, intitolato Rory Gallagher, fu rilasciato nel 1971 in America dall’Atlantic Records. Poco dopo, nello stesso anno, fu la volta di Deuce. Nel 1972 venne rilasciato il bellissimo album Live! In Europe che divenne disco di platino arrivando al secondo posto nella classifica americana. Rory fu premiato come Musicista dell’anno dall’ Uk’s Melody Magazine, battendo artisti del calibro di Eric Clapton e Jimmy Page dei Led Zeppelin. Nel 1972 Mick Taylor lasciò i The Rolling Stones e a Rory fu offerto il suo posto nel gruppo, ma lui declinò l’offerta. Infatti dopo tre giorni di audizioni in Olanda gli Stones furono costretti ad abbandonare l'idea: Rory non era il tipo di musicista disposto ad accettare un ruolo da comprimario, seppure di lusso (il posto andò poi a Ron Wood), tant'è che fu Gallagher a congedarsi da loro prima ancora di ricevere una risposta.

"Ho suonato un po' con loro e credo che piacessi a Mick Jagger e che lui mi volesse nel gruppo ma Keith Richards era conciato male e non ero certo che gli Stones sarebbero rimasti insieme. Insomma, la situazione era incerta, d'altro canto avevo un tour già programmato in Giappone, così rifiutai e quella fu l'ultima volta che li sentii"

Tatoo uscito nel 1973 è un altro grande successo grazie a gemme quali "Cradle Rock " e "Tatoo'd Lady". Nel 1974 fu pubblicato il live Irish Tour, che divenne il full length di maggior successo in America e fu promosso con un gigantesco tour mondiale. Rory suonò in un doppio album di Jerry Lee Lewis e nuovamente con Muddy Waters nel suo London Revisisted. Nel 1975 lasciò la Polydor per approdare alla Chrysalis, con cui rilasciò Against The Grain, con conseguente nuovo tour mondiale. Nel 1976 divenne il primo artista ad esibirsi in televisione in eurovisione per 100 milioni di persone. Nel 1978 Rory sciolse la band e ne formò un’ altra con il fedele bassista Gerry McAvoy ed il batterista Ted McKenna. Dopo il tour mondiale del nuovo lavoro Photo-Finish, tornò nel 1979 negli studi per registrare Top Priority, seguito dall’ennesimo tour immortalato nell’album live del 1980 Stage Struck. L’ultimo album per la Chrysalis fu Jinx del 1982. Defender, disco con una nuova etichetta discografica, non uscì negli Stati Uniti, ma fu comunque un successo nel Regno Unito, arrivando al primo posto nelle Indipendent Charts. Anche per Fresh Evidence i fan dovettero attendere tre lunghissimi anni. Altre grande performance è possibili ascoltarle in Live At Cork Opera House relativo ad un concerto del 1987, e il doppio Live At Montreaux, che raccoglie estratti di concerti tenuti dal chitarrista al noto festival, fin dal lontano 1975. Nel 1992 esce The Bullfrog Interlude, l'ultimo suo album in studio.


LE FOLLIE DI RORY
In un concerto in Europa nei primi anni ‘70 cadde dal palco e la folla esplose in applausi credendo che fosse tutto programmato. Inciampò in una buca, alzò le mani aggrappandosi ad una sbarra di metallo e mentre oscillava (rischiando di cadere), la chitarra cominciò ad avere dei ritorni di suono.
Il pubblico iniziò ad applaudire credendo che facesse parte dello spettacolo, in realtà Rory era sospeso tra la vita e la morte. Durante uno spettacolo a Nottingham, i fan salivano incessantemente sul palco e le nuove guardie del corpo (Rory Corkman e Tom O’Driscoll) iniziarono a buttare tutti di sotto: compreso un tecnico, le chitarre e lo stesso Gallagher! Nel 1978 Rory Gallagher nel backstage era talmente concentrato per l'imminente concerto che provò a cacciare Bob Dylan (non l'aveva riconosciuto). Gallagher e compagni rischiarono la vita ad Atene. Poco dopo il colpo di stato in Grecia si stavano tenendo le elezioni. Ad un tratto fiamme sul retro dello stadio divamparono dove stavano suonando Rory e soci. Stavano bruciando ristoranti e negozi sulla strada. Poco dopo arrivò la polizia e cominciò a sparare il gas.

Rory: "E’ stato il concerto più spaventoso che ho mai fatto. Il gas CS è roba pericolosa. Ti scombussola gli occhi e non puoi vedere dove vai nè niente. Alla fine, quando arrivammo nel backstage, c’era talmente tanta confusione che non capivamo chi ci stava proteggendo e chi ci voleva attaccare. C’erano ragazzi e mezzi militari che ci camminavano intorno e ci guardavano minacciosi. Così saltammo in un’auto e provammo a tornare in hotel, ma dovemmo abbandonare l’auto e iniziammo a camminare.  C’era di tutto, fu un incubo.  Eravamo fradici con gli occhi lacrimanti e tremavamo di brutto.  Il concerto è andato bene lo stesso, ma è stato troppo spaventoso. 
Non volevo morire in un campo di calcio in Grecia senza neppure sapere cosa stesse succedendo".


LA MORTE
Nel 1994, a causa dell'abuso uso di alcolici, sarà costretto a sottoporsi ad un trapianto di fegato dopo un’attesa di sei mesi. Sfortunatamente ci furono complicazioni dopo l’operazione e il 14 giugno 1995, a 47 anni, l’irlandese morì al King College Hospital di Londra. Quel giorno, oltre al lutto nazionale successivo, tutte le televisioni irlandesi interruppero i programmi. Godeva dell'ammirazione e dell'affetto incondizionato di tutti: cattolici e protestanti, lealisti e indipendentisti.
Palmer: "Rory tenne a precisare che non era un attivista politico però sentiva fortemente che gli doveva essere consentito di suonare su entrambe le sponde d'Irlanda"

Si spense senza mai sposarsi e senza aver avuto bambini. Tornò nella sua Cork per essere sepolto e la BBC mandò i suoi funerali in diretta nazionale.

Brian May: "Sempre il solito ragazzo, mai diventato una vera star. Aveva solo ambizione di suonare. Non so se questa possa risultare un’affermazione banale o altro ma è la pura verità. Non ho mai conosciuto nessuno come lui, mai. Mi ha insegnato l’umiltà e la dedizione e ho rafforzato la mia convinzione che questo era davvero un grande lavoro"

Una lapide speciale fu appositamente disegnata per la tomba: simboleggia le dita della mano destra realizzate in scala sul collo della Fender Stratocaster.

sabato 19 marzo 2016

Keith Richards Tra Droga, Alcool, Incendi e Donne (Life)

Keith Richards, chitarrista dei Rolling Stones, ha combinato parecchi casini nella sua vita.
E di tutti i tipi, come si legge anche quà e là ma anche nella sua autobiografia "Life".
Dotato di una personalità forte, ha condotto una vita frenetica, caratterizzata da eccessi con droghe, alcol, donne, etc.
Per il suo stile di vita sregolato e per il suo talento come chitarrista Keith è la personificazione del Rock 'N' Roll.
Inoltre non ha mai fatto mistero di essere stato un assiduo consumatore di droghe di ogni tipo almeno fino al 2006, quando ha dichiarato di aver smesso di farne uso.


CACCIATO DAI BOY SCOUT (1960)
Da piccolo, Keith ha passato due anni nei boy scout.
Questa breve esperienza si concluse dopo che Keith venne beccato con un paio di bottiglie di whisky in un raduno e si ritrovò in una scazzottata con i membri di quella che lui chiamava “la pattuglia dei castori”.
«Subito dopo ci sono state un paio di risse tra noi e alcuni ragazzi dello Yorkshire e così mi ritrovai al centro dei sospetti».
«Tutta la scazzottata è stata scoperta dopo che sono andato a menare un ragazzo di notte, ma mi sono rotto uno osso della mano contro il palo della tenda!».
Poche settimane dopo, ha picchiato “alcune stupide reclute” ed è stato espulso.


SVENUTO SUL PALCO (1965)
Il 3 dicembre 1965, mentre suonava The Last Time di fronte a 5mila persone a Sacramento, la sua chitarra toccò l’asta del microfono, uscì fuori una fiammata e Richards cadde a terra senza sensi.
Il promoter Jeff Hughson pensò che qualcuno gli avesse sparato.
Lo spettatore Mick Martin disse, «ho letteralmente visto Keith volare indietro in aria. Ho pensato che fosse morto. Sono rimasto inorridito. Siamo rimasti tutti così».
Si scoprì poi che Richards era stato colpito da un sovraccarico del microfono, è stato quindi intubato e portato in ospedale.
Richards adesso ricorda ridendo quello che ha sentito dire da un medico: «Beh, potrebbe risvegliarsi come non potrebbe farlo mai più».
Richards potrebbe essere sopravvissuto grazie alle spesse suole delle sue scarpe di suede Hush Puppies, che hanno fatto da messa a terra.


OPERAZIONE ANTI-DROGA NEL SUSSEX (1966)
Richards ha acquistato Redlands tenuta nel Sussex, in Inghilterra, per 20mila sterline nel 1966.
Pochi mesi dopo, è diventato il luogo di uno delle più famose operazioni anti-droga negli anni 60, quando 20  poliziotti sono arrivati nella tenuta in cerca di sostanze illegali.
Richards, Jagger e Marianne Faithfull, in pieno trip (acidi), sono stati arrestati nell’operazione. «Bussano alla porta, guardo fuori e c’è un esercito di nani», scrive Richards.
«Non ero mai stato arrestato prima, ed ero ancora in acido».
Nei giorni successivi, è stato rivelato che la polizia aveva avuto una soffiata da un tabloid, che a sua volta aveva avuto una soffiata dal driver di Richards («Non ha mai più camminato nello stesso modo», ricorda Richards).
Una voce si diffuse subito dopo, e parlava di come Jagger stesse leccando una barretta di Mars dalla vagina della Faithfull.
Richards e Jagger vennero arrestati e condannati con pene brevi, che vennero poi ribaltate.


TRIP DI LSD (1967)
Richards è sempre stato attratto dalle sostanze psichedeliche soprattutto tra 1967 e 1968.
Ma c’è un trip particolare con l’LSD che ricorda come veramente speciale.
Dopo aver incontrato John Lennon, un giorno, il duo ha intrapreso quello che il chitarrista degli Stones ha descritto come un “road trip a base di acido” nel corso di due o tre giorni che li portò alle città inglesi di Torquay e Lyme Regis.
Richards ha ricordato di come guidavano in tondo (con o senza l’autista) per finire alla casa di campagna di Lennon, dove «passarono a salutare Cynthia (la moglie di Lennon)».
Anni dopo, quando Lennon e Richards si incontrarono a New York, Keith ha ricordato l’esperienza all’ex-Beatle chiedendogli: «Che cosa è successo in quel trip?»


LA DROGA AIUTA A SCIARE? (1972)
«Ho imparato a sciare quando ero un drogato», si vantava una volta Richards.
Nel 1972, Richards, che non poteva entrare in Francia per motivi di droga e in Gran Bretagna per motivi fiscali, andò in uno chalet a Montreux con Anita Pallenberg e la loro famiglia.
Pallenberg ricorda con affetto i loro giri in Bentley e Ferrari con un un bel po’ di amici.
Tra una festa e l’altra, Richards ha trovato il tempo per iniziare a sciare e chi era presente lo ricorda come uno che si prendeva parecchi rischi sulle piste.
«La ragione per cui sono riuscito a sopravvivere è la roba di prima qualità», ha detto riguardo la qualità della droga durante il suo periodo di esilio in Svizzera.
«Avrei fatto qualsiasi cosa per averla, e visto che dovevo passare dalle frontiere, ho dovuto capire come risolvere la situazione!»


L'INCENDIO A CHCIAGO (1972)
Nel 1972, in una tappa del tour americano a Chicago, Richards e il sassofonista Bobby Keys vennero invitati a stare alla Playboy Mansion di Hugh Hefner e quasi causarono un incendio mentre erano in bagno a drogarsi.
«Bobby dice: “C’è del fumo qui”»
«E poi, poco dopo, sentiamo bussare alla porta, troviamo i camerieri e un po’ di ragazzi vestiti di nero che portano dei secchi d’acqua. Apriamo la porta, ci mettiamo a sedere a terra con gli occhi sgranati». La casa è stata salvata, ma, come fa notare Richards, Hefner spostò la Playboy Mansion a Los Angeles.


L'ARRESTO A CHELSEA (LONDRA) (1973)
Nel 1973 Richards aveva organizzato una festa a casa sua a Cheyne Walk a Londra, in zona Chelsea con parecchi ospiti famosi, facendo suonare un po’ di dischi Reggae e sballandosi.
Arrivò la polizia e trovò eroina, marijuana, pasticche di Mandrax, una pistola, un fucile e 110 munizioni.
Di fronte ad una ventina di capi d'accusa, Richards è riuscito comunque a uscire con l’aiuto del suo avvocato Richard Du Cann.
«Poco dopo il mio caso, o forse nonostante quello, è stato promosso presidente del tribunale».


TOUR OF THE AMERICAS E L'ARRESTO IN ARKANSAS (1975)
Nel leggendario Tour Of The Americas del 1975,disse: «Eravamo spinti dalla cocaina Merck», Richards scrive nella sua autobiografia, riferendosi alla formula ultrapura della droga sviluppata dall’omonima casa farmaceutica. «È iniziato tutto quando abbiamo messo dei nascondigli dietro le casse sul palco, in modo da poter farci delle righe tra una canzone e l’altra. Una canzone, un colpo, era il patto tra me e Ronnie».
Richards ricevette anche una fornitura di eroina che venne poi divisa in righe e nascosta tra gli amplificatori, oppure aggiunta alle sigarette o “dirty fags”, come venivano chiamate al tempo.
Le cose andarono abbastanza lisce fino a quando Richards e il suo fornitore di cocaina, mentre giravano alla ricerca di qualche buon barbecue, vennero arrestati in Arkansas.
Ma grazie a qualche aiuto dall’alto, pagarono una cauzione di 162 dollari e tornarono ben presto sulla strada.


L'INCIDENTE STRADALE (1976)
Nel nel 1976  si addormentò al volante con suo figlio di sette anni, Marlon, sul sedile posteriore e venne arrestato dopo l’incidente che ne seguì.
Il chitarrista si era messo alla guida di ritorno da un concerto a Knebworth, in Inghilterra, e aveva distrutto la sua Bentley contro un albero.
«Fino a cinque o sei anni fa, c’era ancora la mia sagoma fatta di sangue sul sedile posteriore», ha scritto il figlio Marlon.
«E sul cruscotto, c’era ancora il segno dove avevo sbattuto il naso».
Richards, arrestato dopo che la polizia trovò dell’acido nelle sue tasche, ha scritto in seguito, «Almeno non abbiamo fatto male a nessuno».


LE ACCUSE DI SPACCIO (1977)
Nel febbraio 1977, i poliziotti canadesi hanno scoperto circa 30 grammi di eroina nella camera di albergo di Richards.
Accusato di spaccio di droga e con tanto di mandato d'arresto, Richards ha evitato il carcere procurandosi uno speciale permesso per sottoporsi a una cura sperimentale contro la sua dipendenza negli Stati Uniti.
Quando iniziò il suo processo, nell’ottobre ’78, «c’erano seicento persone fuori ogni volta che andavo in tribunale, che cantavano, “Free Keith, Free Keith”», ricorda il chitarrista.
Keith venne giudicato colpevole, ma riuscì comunque a non finire in carcere, finì comunque ai lavori sociali: suonare a un concerto di beneficenza per i non vedenti.


KEITH E LA COCAINA (1977)
Jo Wood ricorda il primo incontro con Richards in una camera d’albergo a Parigi nel 1977.
«Keith prende la sua borsa e tira fuori un cucchiaio d’argento, un bottiglietta di pillole e un accendino.
Nel giro di pochi secondi, aveva già schiacciato alcune delle pillole con un po’ di acqua, le aveva cucinate, poi aveva riempito una siringa e si era bucato attraverso la camicia». Qualche istante dopo, Richards sorride: «Lui mi guardò, “Ciao, mia cara ho sentito tanto parlare di te!”» Jo rimase di sasso: «Ho adorato Keith fin dall’inizio, ed era bello, perché lui e Ronnie erano una coppia di fatto… Una delle prime cose che ho amato di lui era la sua cattiveria».
Ma il comportamento di Richards mise alla prova anche Jo.
Durante una baby shower, alla fine degli anni 70, Jo ha chiesto a Richards di non farsi di cocaina di fronte a sua madre.
Non sorprende che la sua richiesta sia stata ignorata: «Improvvisamente Keith dichiarò: “E adesso, il dessert!”. Mentre lo diceva, tirò fuori un grande sacco di cocaina e lo mise sul tavolo».
Mortificata, sua madre fuggì dalla stanza. «Lo fa da anni», disse Jo a sua mamma.
«Non riesco a farlo smettere. È il suo modo di vivere».


L'INCENDIO A LOS ANGELES (1978)
Nel 1978, Richards iniziò una relazione con una bionda svedese di nome Lil Wergilis.
Una notte, erano in una casa in affitto a Los Angeles di proprietà di Laurel Canyon, quando Wergilis lo svegliò nel mezzo della notte perché era scoppiato un incendio in un’altra stanza (la causa dell’incendio rimane sconosciuta, anche se il chitarrista ha detto al Telegraph nel 2010 che potrebbe essere stato lui stesso accidentalmente, ad appiccare l’incendio).
«Abbiamo avuto pochi secondi per saltare dalla finestra».
«Mi sono messo una maglia, mentre Lil era nuda».
Un cugino di Anita Pallenberg li trovò e li portò in salvo. Quando tornarono alla casa il giorno dopo, trovarono un «grande cartello piantato nell’erba bruciata con scritto “Grazie mille, Keith”».
Il chitarrista ha detto che l’unica cosa ancora intera era una cassettiera contenente suo passaporto, le sue cassette preferite, dei gioielli e una pistola con 500 munizioni.
Dopo aver raccontato questa storia, chiese: «Allora, cosa dovrei dire della mia vita? Che sono benedetto?».


DONALD TRUMP MINACCIATO (1989)
L’ultima data del tour degli Stones del 1989 avrebbe dovuto tenersi al Boardwalk Hall di Atlantic City, sponsorizzata dal Trump Plaza Hotel and Casino lì vicino.
La band aveva però espresso la volontà di non essere in nessun modo associata alla figura di Trump. Cohl, promoter proprio di quel tour, la band e Trump raggiunsero quindi un accordo: il concerto si sarebbe tenuto solo se la figura di Trump non fosse stata in alcun modo pubblicizzata e lo stesso magnate non fosse stato presente alla serata.
Ma, una volta che la band assieme a Cohl raggiunse la sala stampa per tenere una conferenza, scoprirono che era occupata dallo stesso Trump.
Dopo alcuni tentativi di Cohl di far scendere Trump dal podio, stava quasi per desistere, quando Keith Richards, decise di risolvere le cose a modo suo.
«Keith tirò fuori il suo coltello, sbattendolo sul tavolo, e mi disse: “Perché diavolo sei qui? Devo andare là a cacciarlo io stesso? Uno di noi deve uscire da questo palazzo, lui o noi”».
Cohl allora cercò di evitare il peggio, andando con molta più convinzione da Trump: «Nella mia testa mi chiedevo cosa stessi facendo, visto che stavo cacciando Trump dal suo stesso edificio».
Quando i toni si accesero, Trump cercò anche di minacciare con la forza Cohl.
Un tentativo smontato dall’intervento di 40 uomini della sicurezza degli Stones accorsi per chiarire la situazione, con mazze da hockey e cacciaviti.


SNIFFARE UN CADAVERE (2007)
Cinque anni dopo la scomparsa di Bertrand Richards, il padre di Keith, il chitarrista in un'intervista del 2007 disse: «La cosa più strana che ho cercato di sniffare? Mio padre».
«È stato cremato e gli ho dato un’aspirata. Non ho saputo resistere».
In risposta a chi si è sentito offeso, Richards ha detto: «A mio padre non sarebbe importato, non gliene fregava di un cazzo».
«Appena ho tolto il coperchio dall’urna, è caduta un po’ di cenere sul tavolo. Non potendolo semplicemente spazzare via, ne ho presa un po’ con il dito e ho pulito a modo mio».

sabato 21 novembre 2015

La Storia Delle Radio Pirata Inglesi: Caroline, Essex e Sealand

Negli anni 60 il mondo inglese, ma non solo ovviamente, si mostra molto duro e restrittivo con la diffusione sempre più crescente di stazioni radio pirata che illegalmente diffondono nell’etere musica Rock.
A differenza degli Stati Uniti, dove non c'era alcun monopolio o concessione statale da violare, ma solo un problema di accesso a finanziamenti sufficienti, in Europa per trasmettere via radio, senza essere il gestore statale, bisognava violare la legge.
D'altra parte però la premessa per nuovo mercato c'era, tanta musica alternativa che esplodeva, sulla scia del successo planetario dei Beatles e dei Rolling Stones, tanta voglia da parte dei giovani di ascoltare musica al di fuori delle fasce orarie prestabilite e di sentirsi parte di un circuito diverso e alternativo a quello degli adulti.
Ma non solo, anche Jimi Hendrix, The Who, Kinks, Cat Stevens, Moody Blues, etc
Le radio “ufficiali”, quelle di Stato (in Inghilterra rappresentate in primis dalla BBC),  si limitano a trasmettere quasi soltanto musica leggera, lontana dai gusti e dal mondo dei giovani che non riesce ad accontentarsi delle melodie classiche dell'epoca.
Come detto la radiotrasmissione è rigidamente regolamentata e le frequenze vengono controllate.
La "Radio Luxembourg" attiva già dal 1933, è stata se non la prima, certo la più famosa e seguita radio privata europea.
Di proprietà di privati francesi, puntava al più interessante bacino di utenza del periodo tra le due guerre, quello rappresentato dalla Gran Bretagna.
Nominalmente trasmetteva per il piccolo stato del Lussemburgo, ma invece di una stazione in onde medie a bassa potenza utilizzava le onde medie e lunghe e trasmettitori di grande potenza, per coprire i territori inglesi, tedesco e francese.
Le più interessanti ed innovative erano ovviamente le trasmissioni musicali in inglese (che erano probabilmente irradiate solo in onde medie).
Il governo inglese e la BBC protestarono per la violazione dei patti bilaterali sulla radiofonia, ma le trasmissioni non cessarono e la radio rimase tra le più ascoltate fino allo scoppio della guerra, durante la quale le trasmissioni ovviamente cessarono.
Dopo la guerra ripresero negli anni '50 e Radio Luxembourg ebbe un forte ritorno con la esplosione delle radio pirata di cui parlerò a breve.


GLI ANNI 60 E LE RADIO PIRATA
Come detto l’unico modo per trasmettere al di fuori di questi schemi è aggirare le regole e cosi nel 1964 alcuni imprenditori inglesi(ed irlandesi) decidono di violare l’embargo e di far trasmettere da alcune navi: la “Caroline” e la “MV Mi Amigo” ancorate al di fuori delle acque territoriali inglesi.
La Domenica di Pasqua del 1964, dalla nave ancorata al largo delle coste irlandesi, cominciarono le trasmissioni.
Gli speaker (il primo si chiamava Simon Dee), sopraffatti dalla emozione, non se la sentirono di andare in diretta, e registrarono l'annuncio di inizio delle trasmissioni, che diceva semplicemente "This is Radio Caroline on 199, your all day music station", poi mandarono il primo pezzo, ovviamente un brano dei Rolling Stones.
Così nasce la radio pirata Radio Caroline, dal nome ispirato alla figlia del presidente statunitense John Kennedy assassinato a Dallas, che diventa baluardo da quel momento e per sempre di una musica libera ed indipendente.
Già nell'ottobre dello stesso anno 1964 Radio Caroline superava negli ascolti per fascia oraria la BBC, resisteva ai tentativi della stessa BBC e del governo inglese di fare tacere le trasmissioni, e faceva da apripista ad altre radio pirata..
Negli anni seguenti Radio Caroline acquistò una seconda motonave (MV Mi Amigo) che ancorò al largo delle coste dell'Essex, le stazioni diventarono quindi due: Radio Caroline North (l'originale) e la nuova Radio Caroline South, e coprivano ormai tutte le isole britanniche e anche la costa Nord occidentale dell'Europa.
Non mancarono comunque le avversità naturali: la motonave Mi Amigo venne disancorata durante una tempesta nell'inverno del 1966 e si infranse sulla costa.
L'equipaggio venne tratto in salvo ma le trasmissioni dovettero essere interrotte per qualche tempo, ma gli organizzatori riuscirono a noleggiare un'altra nave, la Cheeta II, utilizzata per trasmissioni radio in Scandinavia, e che era inattiva in quel periodo a causa delle condizioni atmosferiche avverse nel Mar Baltico.


LA RADIO ESSEX E LA PIATTAFORMA MILITARE CHE DIVENTA UNO STATO: SEALAND!
Un'altra radio pirata storica fu la Essex fondata da Roy Bates e che trasmetteva da un ex piattaforma militare creata durante la seconda guerra mondiale.
Roy, militare inglese nel 1965 decise di occupare Fort Rough, una fortezza Maunsell per utilizzarla come stazione radiofonica, nacque cosi Radio Essex , la radio mito.
Quando essa venne occupata definitivamente, Bates aveva già avuto problemi legali a causa della succitata stazione Radio Essex.
Egli dopo aver discusso con alcuni suoi amici sul come mantenere la sua radio attiva, decise di proclamare la piattaforma uno stato indipendente!
Nel 1968 Michael Bates (figlio di Roy) venne convocato in tribunale a causa di un incidente in cui alcuni colpi vennero sparati da una fregata della marina inglese nella vicinanze di Sealand.
Secondo le cronache dell'epoca gli occupanti del vascello intendevano espellere Bates dalla fortezza, mentre per altri stavano semplicemente tentando di riparare una vicina boa nautica.
Il 25 novembre 1968 la corte affermò che, poiché l'incidente era avvenuto al di fuori delle acque territoriali inglesi, non aveva alcuna giurisdizione sull'avvenuto.
Nel 1978, mentre Roy Bates era assente, diversi cittadini dei Paesi Bassi più Achenbach (un ex compagno dell'equipaggio) assalirono la piattaforma ed organizzarono la cattura di Michael, figlio di Bates, tenuto come ostaggio, prima di rilasciarlo diversi giorni dopo nei Paesi Bassi.
Bates padre arruolò dei mercenari e con un elicottero d'assalto riprese la fortezza.
Tenne quindi prigionieri gli invasori reclamandoli come prigionieri di guerra.
I cittadini dei Paesi Bassi partecipanti all'invasione furono rimpatriati alla cessazione della "guerra"; invece Achenbach, di cittadinanza tedesca, venne accusato di "tradimento contro Sealand" e imprigionato indefinitamente.
I governi dei Paesi Bassi e della Germania avanzarono una petizione al governo britannico per il suo rilascio, ma la Gran Bretagna disconobbe ogni responsabilità, citando la decisione della corte del 1968.
Nel 1974 venne diramata anche una costituzione.
A partire dagli anni 90 , per un certo periodo, Sealand produsse anche passaporti.
A causa della quantità massiccia di passaporti in circolazione (stimata in circa 150.000 unità), nel 1997 la famiglia Bates revocò tutti i passaporti di Sealand che aveva essa stessa emesso nei precedenti 30 anni.
A prescindere dal suo status giuridico, Sealand è gestito dalla famiglia Bates come se fosse un'entità sovrana riconosciuta e verrebbe trasmesso agli eredi di famiglia.
Roy Bates si è designato come "il principe Roy" e la sua vedova come "principessa Joan".
Il loro figlio è chiamato nella piattaforma "sua altezza reale il principe Michael" ed è stato indicato come il "Reggente" della famiglia Bates dal 1999.
In questo ruolo, egli sarebbe "Capo dello Stato e di Governo".
Alla morte di Bates padre (avvenuta nel 2012), Sealand è passata nelle mani del figlio Roy.


I PROBLEMI LEGALI: CHIUSURA E RINASCITA DI CAROLINE
Tornando alle Radio Pirata e in particolare a Radio Caroline, nel 1968 tutte le stazioni pirata situate nel mare del Nord vengono chiuse dal governo inglese con un’apposita legge, la  “Marines Broadcasting Offences  Act” e tutta la strumentazione radiofonica viene venduta all’asta.
Stessa sorte subiscono le due navi ospitanti Radio Caroline che nel 1972 vengono definitivamente smontate.
Ma  lo spirito di libertà e di proseguire nel progetto, rimane.
Investitori però non se ne trovano perchè la cosa rimane altamente illegale però dall’Olanda arrivano i fondi per riacquistare la nave “Mi Amigo” e far riprendere così l’attività di Radio Caroline.
Dopo giorni intensi di lavoro in cui la forza di un sogno unisce  tante persone, il 5 maggio 1972 il suono “pirata” di Radio Caroline riecheggia nuovamente nell’etere e per tutta la giornata viene trasmesso il brano “For All We Know” di Ray Conniff.
L'area del Mare del Nord era comunque ideale per la radiofonia pirata perché baricentrica rispetto ad una vasta area densamente popolata e ricca, che comprendeva Londra, Parigi, Amsterdam, Anversa, in un raggio di soli 200 Km ma anche perché le leggi olandesi erano le meno restrittive e perché il mercato della musica e della pubblicità in Olanda era assai ricco, e costituiva quindi una buona base.
Il viaggio musicale di Radio Caroline riprende alla grande e si allarga con più stazioni.
Dalle acque internazionali di fronte all’Olanda, da una nave dispersa nel mare, ogni giorno dj si alternano per parlare forse  l’unico linguaggio veramente universale, quello della musica, in grado di tenere unite migliaia di persone anche se chi trasmette è disperso nella acque di un mare lontano.
Il collegamento con l’esterno è dato dai microfoni e ma anche dalle lettere che i dj ricevono dai loro ascoltatori e che annullano ogni lontananza fisica.
Nel 1974, però, anche il governo olandese mette al bando le radio pirata cosi che Radio Caroline, Radio Atlantis, Radio London e Radio North Sea International che si trovano  in acque olandesi sono costrette a spostarsi davanti all’Inghilterra e gli effetti del  “Marines Broadcasting Offences  Act” non si fanno aspettare.
Molte persone che lavorano o collaborano con la Radio Caroline vengono perseguite a norma di legge.
Gli anni più duri sono però  il 1977 e 1978, sempre maggior repressione di ogni forma di pubblicità di Radio Caroline in terra inglese, ogni dj di quella radio viene formalmente processato e ogni articolo sulla  stazione radio è sottoposta a censura e denunciato.
Questa stretta intorno alla radio pirata rende la sopravvivenza della stessa sempre più difficile perché le risorse economiche scarseggiano.
Ai problemi economici sin uniscono anche problemi pratici, elettrici e di ancoraggio della nave che portano il 20 ottobre del 1980 all’affondamento della nave nelle acque davanti a Long Sand.
Ronan O’Rahilly, l’irlandese fondatore della stazione, trova altri fondi  e cosi viene acquistata la “Ross Reverenge”, gigante nave anti-ghiaccio che diventa nuovo baluardo della musica pirata di Radio Caroline.
La situazione dal punto di visto legale però è sempre più difficile, i tender utilizzati per portare i viveri a bordo della Ross Revenge sono sequestrati di continuo e i dj trovati a bordo arrestati.


NAVI PIRATA AFFONDATE
Il 18 agosto 1989 l’atto finale.
Il  governo inglese decide in pieno accordo con le autorità olandesi di utilizzare la forza per chiudere per sempre la stazione radio pirata più famosa del mondo.
La motivazione ufficiale è un’azione internazionale per interrompere le trasmissioni in onde corte perché di interferenza con il servizio radiofonico di assistenza ai naviganti.
Tutto l’equipaggio e i dj presenti sulla nave vengono arrestati e tutta l’apparecchiatura distrutta o smontata e portata via.
Il 1 novembre  del 1990, dopo alcuni altri tentativi di continuare a dare voce a Radio Caroline, le trasmissioni chiudono per sempre dinnanzi alle enormi difficoltà pratiche ed economiche.

venerdì 17 ottobre 2014

I Rolling Stones e La Morte Misteriosa Di Brian Jones

La notte del 3 luglio 1969 veniva trovato senza vita sul fondo della piscina della sua villa a Cotchford Farm, Brian Jones.
Ovvero colui che aveva creato i Rolling Stones, sette anni prima(1962).
Anche il nome, originariamente Rollin' Stones, lo aveva tirato fuori Jones, mentre era al telefono con il proprietario di un club.
Un ragazzo biondo dai tratti duri, fragile, arrogante, dalla creatività selvaggia, una vita sentimentale rovente e disordinata, una morte a 27 anni avvolta dal mistero.
Insomma, il copione perfetto sull'artista di talento, che faceva a pezzi la sua esistenza.


GLI INIZI
Fino al 1965 Jones suonava unicamente la chitarra, poi il flauto in Ruby Tuesday, l’organetto in Backstreet Girl come anche il Hackbret,  il pianoforte e diversi strumenti a fiato.
Tutto questo, in due anni di straordinaria vena artistica.
Prima che il suo stile di vita divenisse eccessivo, volutamente eccessivo.
Appiccando il fuoco dell'autodistruzione negli anni Sessanta.
Comunque con I Rolling Stone sono anni mitici: con alcuni di dischi rimasti nella storia quali The Rolling Stones, Out Of Our Heads, Aftermath, Flowers, Beggars Banquet e Let It Bleed(ultimo disco con Jones).


ALCOOL, DROGA, DONNE E PRIGIONE
Per lui prima venivano la fissa per le donne, l'interesse per l'arte di Andy Warhol, Tom Wolfe.
Alcol, sesso, sperimentazione, cultura hippie, marijuana, medicinali.
Jones stava ai Rolling Stones come Syd Barrett stava ai Pink Floyd.
In più, l'occhiolino al satanismo, al Diavolo, come il resto del gruppo.
E i crolli psicologici, ospedali, la prigione.
Jones fu arrestato per possesso di droga per la prima volta il 10 maggio 1967.
Le autorità trovarono marijuana, cocaina e metanfetamine in possesso della rockstar.
Brian confessò l'uso di marijuana, ma respinse l'accusa sulle droghe pesanti adducendo di non farne uso. Così come nell'arresto dei suoi compagni, alcuni contestatori si presentarono all'esterno del tribunale chiedendo la liberazione di Jones, e non fu tenuto in prigione per lungo tempo.
Fu multato e liberato con la condizionale e gli fu ordinato di vedere un consulente.
E tanta paranoia anche perché il grande amore della sua vita, Anita Pallenberg, gli era stata sfilata da Keith Richards mentre era in ospedale.
E l'attuale chitarra degli Stones per completare l'opera, assieme a Jagger, di cui Jones soffriva l'enorme impatto mediatico, gli piazzava in mano un assegno da 100 mila sterline per lasciare la band.
Era il 1968.
Pochi mesi dopo Jones viene di nuovo arrestato per possesso di marijuana


LA MORTE MISTERIOSA
Jones si comprava una casa in campagna, meditando di formare con Jimi Hendrix una band più cool degli Stones o dei Beatles.
Ma il sogno finiva poco meno di un mese dopo l'uscita ufficiale dal gruppo.
Senza vita sul fondo di una piscina, dopo una serata con troppo whisky e droga, ritrovato dalla fidanzata svedese Ann Wohlin: morte accidentale.
Ma la donna 15 anni fa sosteneva che il musicista in realtà sarebbe stato ucciso da Frank Thorogood, un costruttore che si trovava nella villa la notte del decesso.
Thorogood sul letto di morte (1993) confessò di aver ucciso Brian Jones.
Mick Jagger e Keith Richards non si presentarono ai suoi funerali, ma i Rolling Stones salirono su un palco a Hyde Park due giorni dopo la morte.
Un concerto-evento organizzato alcune settimane prima per presentare il nuovo chitarrista, Mick Taylor.
Per allontanare le critiche, la band dedicò il concerto al suo fondatore.  
Poche settimane dopo la morte di Jones ci fu l'orrendo omicido di Charles Manson che in California uccideva Sharon Tate, la moglie del regista Roman Polanski.
Poi ci fu l'incidente del concerto di Altamont, sempre in California, con un fan degli Stones ucciso da una delle loro guardie del corpo, gli Hell's Angel.
Jones fu seppellito sotto 12 piedi di terra (per evitare esumazioni da parte di cacciatori di tombe) in  una lussuosa bara di argento e bronzo spedita a Cheltenham da Bob Dylan.
Mick Jagger e Marianne Faithfull non si presentarono dato che erano in viaggio per l'Australia per le riprese di un film e ai due fu proibito dal produttore di tornare in Inghilterra per il funerale.
Keith Richards e Anita Pallenberg non si presentarono, preoccupati che la loro presenza avrebbe creato tensioni e infastidito i fan.
Sulla lapide furono incise le parole di una frase che pronunciava di tanto in tanto: "Non giudicatemi troppo severamente".


RIAPERTURA DEL CASO
Ma a più di 40 anni dall'accaduto, nuovi dettagli e nuove accuse sono state riportate a galla dal Mail che ha diffuso alcune sconcertanti dichiarazioni rilasciate dalla figlia di Thorogood, Jan Bell, alla polizia del Sussex. La donna avrebbe dichiarato quanto confessatole dal padre anni fa ovvero che, poche ore prima della sua morte, Jones avrebbe ricevuto una visita da Mick Jagger e Keith Richards, con i quali sarebbe nata un'animosa discussione circa il diritto o meno di utilizzare il nome Rolling Stones, anche dopo la sua uscita dal gruppo nel 68.
Sul report della polizia si apprende che Brian apparentemente non accettò l'accordo finanziario propostogli dai due per permettere alla band di proseguire con il nome di Rolling Stones "così Keith Richards tirò fuori un coltello. Si riporta che in quel momento fu Thoroggod a calmare gli animi e a sedare il litigio" finché i Jagger e Richards non lasciarono definitivamente la casa.
A fronte di questi nuovi dettagli nell'intrigo, il portavoce dei RS non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non è stata portata ancora avanti alcuna azione legale perché le procedure standard di investigazione sono state bloccate da un ufficiale della polizia del Sussex, subito dopo che il rapporto è stato stilato.
Il Mail infine ha riportato alla luce alcune registrazioni risalenti agli anni '80.
I documenti in questione rivelerebbero un Kieff consapevole dei sospetti su Thorogood nonché della copertura che Tom Keylock, manager del gruppo, aveva creato intorno all'accaduto.
"Dopo la sua morte volevo sapere chi c'era lì e non sono riuscito a scoprirlo. L'unico a cui potevo chiedere era lo stesso che si era preso gioco di tutti noi, facendo il possibile per nascondere le prove alla polizia. E' stato solo un incidente.
Forse lo è stato, o forse quel qualcuno voleva che tutta la cosa svanisse nel nulla e non è stato coinvolto nessuno.
Forse ha fatto la cosa giusta, ma non lo so.
Non so nemmeno chi era presente quella notte e cercare di scoprirlo è impossibile".