Se si dovesse scegliere una manciata di gruppi responsabili della nascita del Death Metal, gli Obituary sarebbero inevitabilmente tra i primi nomi. Nati a Tampa nel 1984 con il nome Executioner, poi Xecutioner, i fratelli John e Donald Tardy, Trevor Peres e Allen West avrebbero contribuito a definire un suono che sarebbe diventato immediatamente riconoscibile: chitarre enormi e fangose, riff semplici ma pesantissimi, rallentamenti quasi Doom, batteria brutale e soprattutto il growl cavernoso di John Tardy. Insieme a Morbid Angel, Death, Deicide e pochi altri, gli Obituary sono una delle band fondamentali della prima generazione Death Metal americana. Ma mentre la storia degli Obituary è quella di una band capace di attraversare quattro decenni senza cambiare sostanzialmente formula, quella del loro primo chitarrista Allen West è decisamente più tormentata. E parecchio criminale.
DISCHI
Il debutto è uno dei pilastri del Death Metal. Registrato ai Morrisound di Tampa con Scott Burns, "Slowly We Rot" prende la pesantezza del Thrash e la trasforma in qualcosa di molto più putrido e malato. La voce di John Tardy è ancora più estrema rispetto alla maggior parte delle produzioni contemporanee, mentre le chitarre di Trevor Peres e Allen West costruiscono riff apparentemente elementari ma devastanti. "Internal Bleeding", "'Til Death", "Slowly We Rot", "Gates to Hell", "Bloodsoaked" e "Deadly Intentions" sono alcuni dei brani simbolo. Il disco ha inoltre un'importanza storica enorme: è considerato uno dei primi veri album Death Metal e contribuì a fissare il vocabolario del genere della Florida. Con "Cause Of Death" (1990) arriva il primo grande dramma della carriera di Allen West. West aveva scritto una parte importante del materiale, ma problemi personali lo portarono fuori dalla formazione proprio mentre il disco doveva essere registrato. Al suo posto arrivò James Murphy, reduce da Death e destinato a diventare uno dei grandi chitarristi della scena. Murphy aggiunse assoli memorabili e trasformò il disco in un capolavoro assoluto, con "Infected", "Chopped in Half", "Dying", "Find the Arise", "Cause of Death" e "Turned Inside Out". La sua presenza, tuttavia, fu temporanea: West sarebbe rientrato poco dopo.
Nel 1992 esce "The End Complete" con West nuovamente nella formazione, gli Obituary raggiungono il massimo della popolarità. Questo è forse il disco che meglio sintetizza il loro stile: meno selvaggio dei primi due, ma più compatto, groovy e immediatamente riconoscibile. La title track, "I'm in Pain", "Dead Silence", "Rotting Ways", "Killing Time" e "Sickness" sono alcuni dei pezzi più rappresentativi. È anche il loro maggiore successo commerciale: il disco arrivò nelle classifiche statunitensi e britanniche e vendette oltre 100.000 copie negli Stati Uniti e più di 250.000 nel mondo secondo le fonti generalmente citate. Nel 1994 esce "World Demise" gli Obituary cercano di allargare leggermente la propria formula. Il tema centrale diventa il degrado ambientale e sociale e compaiono campionamenti ed elementi meno tradizionali. La musica rimane comunque inconfondibilmente Obituary, con i riff lenti e pesanti di Peres e West a dominare il disco. Meno buono dei precedenti ma "Don't Care", "Final Thought", "Solid State" e "Kill for Me" sono buoni brani. "Back From The Dead" (1997) è il quinto e ultimo album della prima fase della band. Il disco è più semplice e meno ispirato dei predecessori, con una componente groove ancora più pronunciata. "Threatening Skies", "By the Light", "Back from the Dead" e "Pressure Point" sono discrete canzoni. Qui gli Obituary si fermano.
I PRIMI PROBLEMI DI ALLEN WEST E I SIX FEET UNDER
È proprio durante questa prima parte della storia che comincia a emergere il carattere problematico di Allen West. Nel 1990, quando deve essere registrato "Cause of Death", West lascia la band per problemi familiari. La moglie era incinta e gli avrebbe posto un ultimatum, spingendolo a scegliere la famiglia invece degli Obituary. West avrebbe quindi abbandonato temporaneamente il gruppo, salvo poi scoprire che la relazione sarebbe comunque finita. Il ritorno nella band, tuttavia, non cancellò il risentimento. Nel 1993 West fonda insieme a Chris Barnes, allora cantante dei Cannibal Corpse, i Six Feet Under. Quello che inizialmente era un progetto parallelo diventa una band vera e propria dopo l'uscita di Barnes dai Cannibal Corpse. West rimane nei Six Feet Under fino al 1997 e partecipa a "Haunted", all'EP "Alive and Dead" e a "Warpath". In altre parole, nella prima metà degli anni 90 West era contemporaneamente membro di due band (a lui si deve anche la formazione dei Massacre, storica band Death Metal degli anni 80 formatasi a Tampa nel 1984).
LA CADUTA DI ALLEN WEST: ALCOL E ARRESTI
Dopo la reunion degli Obituary del 2003, West torna nella formazione per "Frozen in Time" del 2005. Il disco funziona: è un ritorno convincente alla formula classica e la band torna a suonare davanti a un pubblico enorme. Ma dietro le quinte la situazione di West peggiora rapidamente. Nell'agosto 2005, dopo il festival Hole in the Sky in Norvegia, West si presenta sul palco completamente ubriaco. Frank Watkins raccontò che il chitarrista era talmente sbronzo da non riuscire quasi a stare in piedi e che la band pensò alla sua espulsione. Il giorno dopo, però, i membri degli Obituary decisero di perdonarlo e gli diedero un'altra possibilità. Nel 2007 la situazione diventa impossibile da gestire. John Tardy raccontò che il consumo di alcol di West era diventato incontrollabile, influenzando sia la vita privata della band sia le sue prestazioni sul palco. Secondo Tardy, West arrivava alle prove senza essere in condizioni di suonare e a volte era semplicemente indisponibile per intere giornate. Il 16 maggio 2007 West viene fermato nuovamente per guida in stato d'ebrezza (la quinta volta). Questa volta finisce in carcere. Sconterà circa otto mesi alla Gainesville Correctional Institution, venendo liberato il 19 gennaio 2008. La cosa interessante è che West stesso, in un'intervista del 2011, descriverà il periodo in carcere come un'esperienza educativa. Raccontò di essere stato inserito in un programma per droga e alcol e disse di aver imparato molto durante la detenzione. Secondo West, gli Obituary gli avevano promesso che, una volta uscito dal carcere, sarebbe tornato nella band. Quando uscì, invece, non lo ripresero. Al posto di West arriva Ralph Santolla, chitarrista di Deicide e Death. John Tardy, parlando dell'addio di West, fu molto diretto: disse che il problema non era un singolo incidente, ma anni di comportamenti problematici. La detenzione era stata vista dai membri della band come un'opportunità per fermare finalmente la spirale dell'alcol West, però, non sarebbe riuscito a rimanere lontano dai guai.
IL LABORATORIO DELLA DROGA
Nel marzo 2013 West vive a Lake Panasoffkee, Florida. Una notte chiama la polizia sostenendo che due uomini siano entrati nella sua abitazione. West scappa dalla casa e si nasconde nel bosco. Quando gli agenti arrivano, però, non trovano gli intrusi. Trovano qualcosa di molto più problematico per West stesso: praticamente un laboratorio per produrre droga. Nel dormitorio e nel bagno c'è un forte odore chimico e vengono rinvenute bottiglie di plastica con tubi e residui di materiale utilizzato per produrre methamphetamine. Una successiva perquisizione trova inoltre nitrato d'ammonio, idrossido di sodio, acidi corrosivi, strisce di litio e altri materiali compatibili con la produzione della droga. La polizia arresta West per produzione di methamphetamine e possesso di sostanze chimiche destinate alla produzione. Secondo le ricostruzioni dell'epoca, West ammise inoltre di aver prodotto e fumato meth nella propria abitazione poche settimane prima. Nel luglio 2013 viene condannato a 15 mesi di carcere. È un salto qualitativo enorme rispetto ai precedenti problemi con l'alcol.
FURTI
West esce dal carcere nel 2014. Ma poco dopo viene arrestato nuovamente. Nel febbraio 2015 viene arrestato per furto. Nel marzo 2016 viene arrestato nuovamente per furto in casa di altri. Stavolta si becca altri 3 anni di carcere ed esce nel 2018. Nel 2019 compaiono altri arresti in Florida uno ad aprile per altro furto ed uno nel dicembre 2019 nel quale compare anche l'accusa di rissa con un commerciante.
NUOVO ARRESTO NEL 2026
West anche in anni recenti ha continuato a collezionare arresti. Il 21 aprile 2026, è stato arrestato nuovamente in Sumter County, Florida. Il record riporta quattro capi d'accusa:
- possesso di methamphetamine con intento di vendita/produzione/spaccio.
- vendita di methamphetamine.
- possesso di una struttura e veicolo sapendo che veniva utilizzato per vendere droga.
OBITUARY SENZA WEST
Nel 2023 Donald Tardy spiegò che lui e gli altri membri della band avevano provato per anni a mettersi in contatto con West, senza riuscirci. Disse che uno o più componenti avevano tentato di raggiungerlo, ma che ormai non erano più in contatto con lui. Dopo la sua definitiva uscita, gli Obituary continuano comunque la loro carriera con "Frozen In Time" (2005). "Redneck Stomp" è immediatamente diventato un classico live, mentre "On the Floor", "Insane" e "Blindsided" dimostrano che la band non aveva perso il proprio caratteristico groove. È probabilmente il miglior album della fase post-reunion. Nel 2007 esce "Xecutioner's Return" con Ralph Santolla alle chitarre, gli Obituary cercano di recuperare la ferocia degli esordi. "Evil Ways", "Drop Dead", "Contrast the Dead" sono i momenti migliori. Santolla porta una componente solistica molto più tecnica, ma l'album non raggiunge la qualità dei primi tre. "Darkest Day" del 2009 è un disco più atmosferico e vario, con qualche tentativo di recuperare il suono di "World Demise". "List of Dead", "Blood to Give", "This Life" e "Payback" sono tra gli episodi migliori. "Inked In Blood" del 2014 è più diretto e moderno, ma anche piuttosto prevedibile. Non un grande disco. "Obituary" del 2017 è più energico, i riff sono più memorabili e Kenny Andrews dimostra di essere un ottimo sostituto di Santolla. "Brave", "Sentence Day", "A Lesson in Vengeance" sono tra i momenti più riusciti. "Dying Of Everything" uscito nel 2023 torna a mescolare il Death Metal classico con qualche elemento più moderno. "Barely Alive", "The Wrong Time", "Torn Apart" e "Weaponize the Hate" per farsi un'idea dell'ultimo disco della band.



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