Prima ancora che il termine War Metal venisse utilizzato per definire un genere (tra fine anni 90 e inizio nuovo millennio), esistevano i Blasphemy. Formati a Burnaby, British Columbia, nel 1984, i canadesi rappresentano uno dei punti di origine di quella particolare corrente di Black/Death Metal che avrebbe poi preso il nome di War Metal, Bestial Black Metal o War Black Metal. Il loro suono è una miscela devastante di Black Metal primitivo, Death Metal, Grindcore, Thrash e Speed Metal, suonata con una violenza animalesca. La band nasce per iniziativa di Gerry "Nocturnal Grave Desecrator and Black Winds" Buhl, insieme al batterista 3 Black Hearts of Damnation and Impurity e al chitarrista Caller of the Storms. Dopo alcuni cambi di nome (Antichrist, Desaster e Thrash Hammer) nel 1987 viene definitivamente adottato il nome Blasphemy. Il primo documento veramente leggendario arriva nel 1989 con "Blood Upon The Altar". Un anno dopo esce "Fallen Angel Of Doom", il disco che trasformerà definitivamente la band in un culto underground. Definire semplicemente i Blasphemy "Black Metal" è riduttivo. Le chitarre di Caller of the Storms e The Traditional Sodomizer of the Goddess of Perversity sono un muro di distorsione caotica; la batteria di 3 Black Hearts alterna blast beat forsennati e ritmiche quasi Grindcore; Black Winds non canta, ringhia, vomita e gracchia sopra il tutto. Lineup odierna e membri storici:
Non c'è praticamente nulla della freddezza che sarebbe diventata caratteristica della seconda ondata scandinava. E proprio questa combinazione di Black Metal, Death Metal, Grindcore e immaginario bellico avrebbe fornito il modello a una quantità enorme di band successive: Beherit, Archgoat, Conqueror, Revenge, Black Witchery e l'intera scena War Metal degli anni 90 e 2000.
DEMO E DISCHI
"Blood Upon The Altar" del 1989 è uno dei demo più importanti della storia del Black Metal estremo. "Ross Bay Intro", "War Command", "Demoniac", "Weltering in Blood", "Ritual", "Nocturnal Slayer", "Blasphemy" e "Blasphemous Attack" sono 20 minuti di caos assoluto, con una produzione marcia e una violenza che anticipa già completamente il futuro War Metal. La particolarità è che diversi pezzi verranno successivamente reincisi su "Gods of War", ma con una produzione migliore. Il demo rimane tuttavia il documento più selvaggio della prima incarnazione della band. L'esordio arriva con "Fallen Angel of Doom" del 1990. 30 minuti di Death/Black/Grind completamente fuori controllo, registrati con una produzione sporca e confusa che rende le chitarre quasi indistinguibili dalla batteria e dal basso. Ed è proprio questa cacofonia a diventare parte del fascino del disco. La title-track, "Hording of Evil Vengeance", "Darkness Prevails", "Desecration", "Ritual", "Weltering in Blood", "Demoniac" e "Goddess of Perversity" sono diventati autentici classici del genere. Qui nasce sostanzialmente il linguaggio del War Metal: riff semplici ma devastanti, blast beat, growl, urla, Death Metal e Black Metal fusi in una massa sonora primitiva.
3 anni dopo esce "Gods of War" (1993) secondo e, fino a oggi, ultimo album in studio dei Blasphemy. Con Ace Gustapo Necrosleezer and Vaginal Commands al basso, Black Winds può concentrarsi completamente sulla voce, mentre il disco viene registrato con un budget maggiore e una produzione migliore. La formula non cambia, ma Gods of War è persino più aggressivo grazie alla produzione: "Blasphemous Attack", "Nocturnal Slayer", "Emperor of the Black Abyss", "Necrosadist", "War Command" e "Atomic Nuclear Desolation" sono colpi brevissimi e devastanti. Alcuni brani durano meno di un minuto, accentuando l'influenza Grindcore. "Live Ritual – Friday the 13th" è fondamentale per capire cosa fossero realmente i Blasphemy dal vivo. Registrato nel 2001 durante il ritorno della band, documenta una formazione che non sembra avere alcuna intenzione di addolcire il proprio repertorio. Il live contiene i classici della band e restituisce l'atmosfera brutale dei concerti.
PRECEDENTI PENALI E RISSE
Nei primi anni 90, Caller Of The Storms fu protagonista di una rissa in un locale di Vancouver facendo volare un tizio dalla finestra che voleva rubargli il giubbino di pelle; lo stesso Caller, a causa dei vetri, si ferì e non potè suonare per diverse settimane. Black Winds venne accoltellato fuori da un negozio di liquori e poi investito da un auto. Il batterista Damnation and Impurity aggredì una persona con un pugno in faccia perchè non gli volle dare una sigaretta, per poi scoprire che era un poliziotto fuori servizio.
SANGUE E RISSE AI CONCERTI
Da decenni circolano inoltre storie secondo cui i Blasphemy sarebbero impossibilitati a suonare in determinati Stati o territori a causa della loro reputazione, dei testi e dei problemi generati dai concerti. Negli USA sembrerebbe così in quanto, quando la band esordì, aveva precedenti penali (droga e risse).
Le cronache della scena descrivono i concerti dei Blasphemy come eventi caratterizzati da risse, scontri e sangue, sia sul palco che fra il pubblico. Una recente ricostruzione di Thrashocore parla esplicitamente di esibizioni che sfociavano regolarmente in casse rotte e risse generali, oltre a episodi di profanazione e altri atti blasfemi che portarono alcuni membri ad avere problemi con la polizia. E non si tratta soltanto di leggende degli anni 80. Ryan Forster, successivamente entrato nella formazione live dei Blasphemy e membro di Conqueror e Death Worship, ha raccontato un episodio avvenuto durante un concerto: un individuo ubriaco cercò di salire sul palco mentre la band stava suonando. Forster lo buttò giù con un calcio senza interrompere il pezzo; quando l'uomo tentò nuovamente di salire, venne nuovamente respinto, mentre il batterista Vaz scese dal palco e iniziò a colpirlo in mezzo al pubblico. È un episodio che riassume perfettamente la reputazione live della band.
IL CIMITERO ROSS BAY: PROFANAZIONI E RITUALI
Il Ross Bay Cemetery, a Victoria, British Columbia, è da decenni associato a racconti di rituali satanici. La fama del luogo deriva soprattutto dal libro Michelle Remembers, pubblicato nel 1980, che raccontava di abusi rituali satanici avvenuti nel cimitero. Quelle accuse sono oggi considerate ingigantite, ma il libro ebbe un'enorme influenza sulla successiva cultura del "satanic panic". I Blasphemy trasformarono Ross Bay in qualcosa di ancora più grande. Il nome compare direttamente nei loro testi e nel demo attraverso "Ross Bay Intro", mentre il cimitero divenne uno dei luoghi simbolici della scena canadese che in seguito sarebbe stata chiamata Ross Bay Cult.
Alcune dicerie dell'epoca volevano che il vocalist/bassista Nocturnal Grave Desecrator and Black Winds avesse profanato delle tombe. In un'intervista del 2019, Black Winds stesso viene interrogato sulle diverse versioni dell'uscita dalla band del chitarrista Black Priest of the 7 Satanic Blood Rituals. Una versione parlava di un esaurimento nervoso legato alle sue vicende sentimentali; un'altra sosteneva che fosse impazzito dopo esperienze occulte a Ross Bay. Black Winds risponde che entrambe le versioni erano sostanzialmente corrette. Secondo il suo racconto, Black Priest avrebbe portato a casa una lapide prelevata da Ross Bay. La lapide aveva delle piccole croci e apparteneva, secondo Black Winds, alla tomba di un bambino. Dopo aver assunto LSD, Black Priest avrebbe iniziato ad avere incubi ricorrenti riguardanti un neonato. Quando riportò la lapide al cimitero, gli incubi cessarono. Una ricostruzione della scena War Metal di Metalorgie riporta una versione analoga, specificando che l'ex chitarrista Black Priest avrebbe portato via la lapide di un neonato per utilizzarla in rituali e che avrebbe poi restituito il manufatto dopo le esperienze inquietanti. Il chitarrista Ryan Forster racconta di aver frequentato il cimitero con membri dei Blasphemy, di avervi addirittura sepolto per una settimana una croce che successivamente avrebbe indossato sul palco.



