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venerdì 16 ottobre 2020

La Storia Dei Litfiba, La Sparatoria A Pizzo Calabro e La Morte Di De Palma

I Litfiba si formarono a Firenze nell'ottobre 1980 grazie a Federico "Ghigo" Renzulli e Gianni Maroccolo grazie alla loro passione per l' Hard Rock, Punk e New Wave. La band originaria è formata dal già citato Ghigo Renzulli alla chitarra e alla voce, Sandro Dotta alla chitarra, Gianni Maroccolo al basso, Antonio Aiazzi alle tastiere, Francesco Calamai alla batteria; poco dopo Dotta abbandona il gruppo che ingaggia Piero Pelù alla voce. 
Nel 1982, la band incide il primo EP contenente 5 canzoni intitolato "Litfiba", nello stesso anno vincono la seconda edizione del Rock Festival Italiano, il cui premio prevede la pubblicazione di un 45 giri. Intanto Calamai lascia il posto a Renzo Franchi. 


LA SPARATORIA A PIZZO CALABRO
Nel libro autobiografico "Perfetto Difettoso", Piero Pelù racconta un episodio accaduto a Pizzo Calabro nel 1983. Il luogo deputato a ospitare lo show è l'Ottagono, club che il frontman del gruppo toscano avrebbe definito "locale tipo rotonda sul mare, colata di cemento sull'acqua, bar e pista da ballo"

"L'organizzatore ci portò tutto il pomeriggio avanti e indietro per la via principale, per attirare la gente. Sapeva il fatto suo. Al concerto vennero 40 persone. La scarsa affluenza non intaccò il nostro buon umore: l'importante era suonare. E poi, l'erbetta calabra era deliziosa. Un'ora e mezza di spettacolo, poi arriva l'organizzatore. 'Ragazzi, c'è qualche problema. Troppa poca gente. Non vi posso pagare'"

"Storie già sentite. [L'organizzatore] se ne andò che pareva convinto. Cinque minuti dopo, nel bar, scoppiò una rissa gigantesca, da far west. La intuivo da fuori, perché i vetri non erano trasparenti, ma bianchi, e si vedevano ombre di sedie che volavano e persone che cadevano, colpite da qualcuno o da qualcosa. Decidemmo di andarcene, il più velocemente possibile. Salimmo sulla Peugeot, con dietro il carrello degli strumenti, e ci avvicinammo, quando, quasi all'uscita del parcheggio, sbuca un tizio che urla: "Io l'ammazzo, io l'ammazzo...". Attaccato alla sua maglia, come nel peggiore dei B movie, una ragazza: "Ti prego non farlo, te lo chiedo in ginocchio...". Il tizio apre la sua auto, estrae una pistola dal cruscotto e si dirige verso il bar. Poi, all'improvviso, ci vede. Si avvicina alla nostra macchina, mi punta la pistola in faccia e mi dice: "Abbassa il finestrino". Ubbidisco. Sempre con la pistola in mano, il tizio riprende: "Dammi le chiavi della macchina". Io, adrenalina a mille, gli do le chiavi. Il tizio entra nel locale, si sente uno sparo. Poi, silenzio".

Dopo qualche minuto, la band viene raggiunta dall'organizzatore fuori dal locale. Il promoter dà appuntamento al gruppo in un ristorante della zona:

"Queste sono le vostre chiavi: andate, ci vediamo dopo, in pizzeria'. Due ore più tardi ci incontriamo. 'Che cosa è successo?'. E quello risponde: 'Niente, che vi interessi. Lo dico per voi'. Gli chiesi del nostro cachet. Replicò, quasi urlando in modo che tutti sentissero: 'Non ti preoccupare, perché se non ti pagherò io, qualcun altro pagherà per me'. Naturalmente, non ci diedero mai le nostre cinquecentomila lire, ma, se non altro, portammo a casa la pelle, anche se, col senso di poi, ci convincemmo che il tutto era stato una straordinaria messinscena architettata da quel figlio di puttana per non pagarci"


LA TRILOGIA DEL POTERE
Nel 1985 i Litfiba pubblicano il primo vero LP, "Desaparecido" (ovvero "Scomparsi"), che li impone al grande pubblico e li fa uscire dall'underground. Il tema portante delle liriche è il rifiuto della violenza e l’antimilitarismo. Il Rock è misto alla New Wave. "Eroi Nel Vento", "Lulù e Marlene", "Tziganata" ed "Istanbul" sono i pezzi più famosi.
Due anni dopo (1986) esce "17 Re", registrato in soli tre mesi e da molti ritenuto il migliore album della band. Ci sono influenze Dark, Psichedeliche e New Wave. Canzoni come le aggressive "Resta", dedicata al disastro nucleare di Chernobyl, "Re Del Silenzio", il super singolo "Apapaia", "Elogio Alla Solitudine", la folle "Vendette", la sognante "Pierrot e la Luna", la strana "Sulla Terra", l'ermetica "Come Un Dio" e la cupa  "Ballata" ottengono un grande successo.
L'album successivo, "Litfiba 3" (uno dei primi album italiani ad essere stati interamente registrati in digitale), nel 1988, viene annunciato come il capitolo conclusivo della cosiddetta Trilogia del potere, una specie di concept ispirato dal rifiuto di ogni forma di totalitarismo. La copertina raffigura Willie Darden condannato alla pena capitale (anche se la sua colpevolezza era dubbia). Anche qui la Dark Wave si mischia al Rock e ad influenze Mediterranee/Folk. I cavalli di battaglia sono "Tex", "Paname", "Louisiana", "Corri" e le latineggianti "Santiago" e "Bambino". 



LA MORTE DI RINGO DE PALMA, LA DROGA E L'USCITA DI PELU'
A fine anni 80, la band è dilaniate da molte tensioni interne e da show deludenti, come quello di Montreal con il batterista De Palma strafatto di eroina.

Piero Pelù: "Era il 7 ottobre 1989 e per il gruppo non era un gran momento. Eravamo dilaniati da tensioni interne, problemi che avrebbero poi portato alla separazione da Gianni Maroccolo, che in quei giorni era in luna di miele, e dall’Aiazzi, che era diventato confuso e sfuggente. Insomma,
il concerto non nasceva sotto una buona stella, ma Ringo diede veramente il peggio di sé. Eppure era una grande occasione. Il festival era bellissimo, lo Spectrum era un luogo fantastico e il cartellone prevedeva nomi internazionali come La Mano Negra, la storica banda di Manu Chao.
Ringo non riusciva a tenere le bacchette. Suonava e gli cadevano, le perdeva. Dimenticava le parti. Era scarichissimo, il fantasma del Ringo travolgente degli anni precedenti. Un’agonia terribile. E non so se fosse così perché era completamente fatto o perché era in astinenza. Fatto sta che non c’era. Quel concerto fu un doppio requiem: per Ringo e per i Litfiba anni 80.
Dopo che gli ricordai la disfatta di Montréal, Ringo ammise di essere un eroinomane. Fu la prima e ultima volta che si confessò. "Ora chiamo i tuoi e gli spiego tutto, così ci coordiniamo e ti aiutiamo tutti quanti'.
A quel punto, Ringo disse: 'Ho già parlato con i miei. Ci stanno pensando loro a trovare un posto per la riabilitazione'. Feci la cazzata di credergli. I suoi non sapevano nulla. Lo appresi solo dopo il funerale. È il mio grande rimorso. Forse, se avessi chiamato i suoi genitori per controllare, tutto sarebbe andato diversamente.
Fu una grande lezione di vita: mai credere a un drogato che è dentro fino al collo. Quando sei schiavo della droga, racconti qualsiasi cazzata, anche a te stesso"

Dopo di questo, la formazione originale cambia (De Palma prova ad uscire dal tunnel della droga, anche Maroccolo e Mangelli lasciano la band) ed arriva "El Diablo" nel 1990. L'album, anche se più commerciale, rimane molto Rock.
La titletrack ironizza sul satanismo nella musica Rock ma vanno citate anche "Proibito", "Gioconda", "Il Volo" e "Ragazzo". Queste ultime due sono dedicate al loro batterista Ringo de Palma morto come detto nel 1990, a 26 anni, per overdose di eroina.

Piero Pelù: "All’inizio farsi di eroina può essere anche una forma di ribellione, e sono sicuro che per Ringo è stato così, poi diventa dipendenza e basta. E non ne esci quasi mai. Ringo è stato bravissimo a mascherare la sua dipendenza. Quando mi sono accorto di quello che stava succedendo, ho provato a intervenire, ma era ormai troppo tardi. Ringo aveva superato quella soglia oltre la quale diventi senza forze, con nessuna volontà, troppo fragile per ribellarti all’eroina. L’eroina è merda, così come lo sono tutte le droghe bianche e pesanti. Mi offrii, in maniera anche vigorosa, di aiutarlo. Provai a capire come aveva iniziato e con chi, ma lui fu omertoso. Mi appellai alla nostra amicizia, ma mi resi conto che fra di noi si era messo un mostro che divorava ogni sua volontà. Ringo non aveva il senso della misura. Non si controllava nemmeno con l’alcol, che riusciva a sopportare in grandi quantità. Sono sicuro che abbia iniziato a farsi di eroina convinto, come tutti, che avrebbe potuto smettere in qualsiasi momento.
Un giorno lo incontrai sul Ponte alle Grazie, per caso. Mi sfuggiva, mi evitava, non si faceva vedere, perché capiva che avevo capito, sapeva come la pensassi sull’eroina, sulle droghe pesanti e sulla mafia correlata. Mi aveva sentito condannarle migliaia di volte, per questo non ne voleva discutere" 

In un'altra intervista più recente del 2013: "Ogni volta che fumavo le canne collassavo. Ho scoperto così di avere la pressione bassa. Ho perso moltissimi amici per la droga. Ringo, mio migliore amico e batterista dei Litfiba, è morto per overdose nel 1990. Bisognerebbe insegnare a scuola sia l’educazione sessuale, sia a conoscere le droghe. Un ragazzo deve sapere se fuma una concentrazione di THC più meno elevata. Quelle leggere andrebbero liberalizzate, per togliere alle mafie la principale fonte di reddito"
Da "El Diablo":
Giro di notte con le anime perse
Sì della famiglia io sono il ribelle
Tu vendimi l'anima e ti mando alle stelle
E il paradiso è un'astuta bugia
Tutta la vita è una grassa bugia
La vita dura è una gran fregatura, sì sì
Ma a volte uno strappo è una necessità
A chi va bene, a me va male
E sono un animale e sia! Tutta la storia è una grassa bugia
Tutte le vite per primo la mia
Ah, mama mia el Diablo
Ah, Ariba ariba el Diablo
Ah, mama mia el Diablo
666

Nel 1993 esce "Terremoto". Dedicato all'elemento Terra, l'album è un concentrato di Rock, con liriche che trattano il tema della mafia e della televisione con invettive contro il media l'ottima "Maudit").
Vanno citate anche "Dimmi Il Nome", "Soldi" (presa in gira verso chi li dava per venduti), "Fata Morgana" e "Sotto Il Vulcano".
"Spirito" del 1995 è meno Rock e più commerciale, viene ricordato per "Lo Spettacolo", la Blues "Lacio Drom", la quasi ballad "Animale Di Zona", le zingaresche con percussioni "Spirito" e "Tammuria". Bella anche "No Frontiere".
Nel 1997 esce "Mondi Sommersi", ulteriore trionfo della band (oltre 700.000 copie in breve tempo), anche se in realtà si tratta di un disco molto debole. "Sparami" e "Goccia a Goccia" trascinarono il disco ma si salva poco altro (forse "Ritmo", "Dottor M" e "Apri Le Tue Porte").
L'ultimo capitolo della storia dei Litfiba con Pelù come cantante, prima della riunione, è "Infinito" pubblicato nel 1999. L'album è più Rock/Pop con la voce meno aggressiva, sicuramente si tratta di musica di facile ascolto. La grande canzone è "Il Mio Corpo Che Cambia" ma vanno citate anche "Mascherina" e "Vivere Il Mio Tempo".
Le tensioni artistiche e personali fra il cantante e il chitarrista sulla gestione della band diventano sempre più marcate. Al termine del tour Piero Pelù decide di abbandonare la band dedicandosi alla carriera solista. L'ultimo concerto del cantante con i Litfiba è al "Monza Rock Festival 1999". Seguiranno Pelù tutti i componenti degli ultimi anni: Bagni, Terzani e Caforio.


L'ERA DI GIANLUIGI CAVALLO "CABO"
Il chitarrista Ghigo decide di ricominciare il cammino con una band del tutto rinnovata e ringiovanita: il nuovo cantante è Gianluigi Cavallo, detto "Cabo", sconosciuto al grande pubblico e che suonerà anche la chitarra in affiancamento a Ghigo. 
La band fa quindi uscire agli inizi del 2000 l'album "Elettromacumba" che è più Rock degli ultimi dischi ma vede un crollo di vendite (discrete la titletrack, "Il Pazzo Che Ride", "Dal Tramonto All'Alba", "Profumo" e "Spia").
Il nuovo lavoro, "Insidia", viene pubblicato ad ottobre 2001 e vende circa 50.000 copie. Questo disco presenta toni Dark ed un utilizzo copioso dell'elettronica. Nonostante "Mr.Hyde" e "La Stanza Dell'Oro" (più le discrete "Senza Rete" e "Ruggine") il disco è un flop assoluto secondo critica e fans dei tempi. In realtà probabilmente si tratta di un disco un po' sottovalutato (in generale tutta l'era Cabo è stata disprezzata, forse l'ombra di Pelù era troppo grande per essere cancellata).
Si scende più in basso nel 2005, quando la band pubblica "Essere o Sembrare" vanno ricordate le buone "La Tela Del Ragno", "Mystery Train" e "Sottile Ramo". Nel 2006 Cabo, Aiazzi, Venier e successivamente anche Colzi lasciano la band.


IL RITORNO DI PELU'
L'11 dicembre 2009 viene ufficializzata, sul sito ufficiale della band, la riunione dei Litfiba, col ritorno di Pelù alla voce. Il 17 gennaio 2012 esce il nuovo disco d'inediti intitolato "Grande Nazione". L'album è anticipato da due singoli: "Squalo" e "La Mia Valigia". Dopo ben 13 anni, i Litfiba tornano al 1º posto delle classifiche italiane con un disco meno commerciale rispetto all'ultima era di Pelù di fine anni 90 ma anche più ispirato rispetto all'era Cabo. Vanno citate anche "Anarcoide", "Elettrica" e "Fiesta Tosta". Nel 2016 esce "Eutopia" con la Punk "Dio Del Tuono", le buone "L’Impossibile", "In nome di Dio" (ispirata alla tragica strage avvenuta al Bataclan di Parigi l' anno prima), "Intossicato" e le due ballad "Straniero" e "Eutopia".

giovedì 8 ottobre 2020

La Strana Storia Di Buckethead: KFC, Galline, Disneyland

Brian Patrick Carroll meglio conosciuto come "Buckethead" nasce probabilmente il 13 maggio 1969 (lui afferma nelle interviste di essere nato negli anni 20) a Los Angeles: è un ragazzino molto timido ma con una dote nascosta incredibile.
Figlio di Tom e Nancy Carroll e ha quattro fratelli. Lui inizia a suonare a 12 anni.
Prima di diventare Buckethead, Brian era un ragazzo piuttosto timido che spendeva gran parte del suo tempo dentro camera sua e a Disneyland (dove sarebbe stato 500 volte!).
Nel 1988, Brian “inventò” il personaggio Buckethead, divenendo la figura che oggi si conosce e che, a quanto pare, sembra stare “dentro” il personaggio perennemente. Proprio in quell’anno, Brian andò al cinema a vedere Halloween 4 e, ispirato dal personaggio, si comprò una maschera bianca come quella del film. Brian comprò la maschera proprio quel giorno, poco dopo essere uscito dal cinema. L’idea del cappello gli venne più tardi, nello stesso giorno, mentre mangiava al Kentucky Fried Chicken (KFC).
Dopo di ciò, Brian sembra essere divenuto Buckethead a tutti gli effetti.
A quanto pare, la persona è il personaggio, ed entrambe le cose non sembrano affatto essere divisi.
Brian esce e va in giro come Buckethead in ogni occasione, dal bar all’aeroporto, dal dietro le quinte all’abitazione privata di qualcuno.
Sono pochissimi ad averlo visto senza maschera, sicuramente nessuno da quando è diventato Buckethead.
In seguito sul secchiello aggiunse la scritta "Funeral".
Buckethead non concede interviste e non si fa mai vedere senza maschera nè tantomeno fotografare.


LA FALSA STORIA FATTA CIRCOLARE DA BUCKETHEAD
Brian fece circolare una falsa storia su di lui dicendo di essere cresciuto da solo in una fattoria, in cui a causa del suo comportamento scarsamente controllabile veniva spesso tranquillizzato tramite piccoli elettroshock, come di consuetudine in alcuni trattamenti psichiatrici degli anni '70.
Brian ai tempi si dedicava alle galline, le quali un giorno purtroppo gli sfigurarono il viso forzandolo a portare la maschera per sempre.
Verso i 12 anni si fece regalare una chitarra e iniziò a suonare per distrarsi dalla sua quotidianità e in effetti iniziò a diventare parecchio bravo, eppure questo non faceva che aumentare l'attenzione su chi lo prendeva in giro, ad esempio gli rompevano davanti le uova di gallina che lui considerava come la sua vera famiglia facendolo soffrire.
Gli tiravano addosso anche un secchio vuoto di pollo fritto del KFC, che lui in segno di scherno e in modo provocatorio lo mise in testa come cappello, poi corse al cimitero con la sua chitarra per esprimere la sua tristezza con la musica.
Colpiti da tanta tristezza, i suoi tutori lo portarono a Disneyland, dove lui cercò di vivere ed adattarsi, scoprendo presto che era impossibile vivere in un parco divertimenti.
Tornato alla fattoria conobbe Maximum Bob e formò la sua prima band i Deli Creeps.
Successivamente scoprì i segreti dell'imbalsamazione e dei parchi divertimenti, al fine di poterne creare uno con le galline morte.
Per omaggiarle il palco venne chiamato Bucketheadland.
Nei suoi incubi appare di tanto in tanto la sua versione malvagia, con una maschera nera, dal nome Death Cube K (anagramma di Buckethead) che lui impersona persino in alcuni album.


MUSICA
A livello musicale, tecnicamente, è uno dei migliori in circolazione, tanto da essere paragonato a chitarristi del calibro di Joe Satriani, Steve Vai, Yngwie Malmsteen e il suo maestro Paul Gilbert. All’attivo ha una notevole produzione di album, sia da solista che tramite band, che arriva a più di 400 lavori prodotti.
E' ricordato anche per le collaborazioni con Iggy Pop e i Guns N'Roses.
Nel 2001 entra nei Guns N'Roses che si apprestavano a far uscire Chinese Democracy (in realtà uscì molti anni dopo) e quando nel backstage del Madison Square Garden dopo un concerto, un membro dello staff dei Guns N' Roses gli ha chiesto se poteva levarsela, il chitarrista si è seduto in un angolo della stanza e non ha più voluto alzarsi. Dopo aver provato per quasi mezz'ora a parlare con il chitarrista, l'uomo ha rinunciato e se n'è andato lamentandosi: "Questo ragazzo è veramente strano...". 
Ozzy Osbourne: "Feci un tentativo con Buckethead. Lo incontrai e gli chiesi di lavorare con me, ma a patto che si liberasse di quel fottuto secchiello. Tornai poco dopo e lo trovai che aveva in testa questa fottuta cosa tipo cappello verde da marziano. Gli dissi, "guarda, sii solo te stesso". Mi disse che si chiamava Brian, quindi dissi che l'avrei chiamato così. Lui dice, "nessuno mi chiama Brian tranne mia madre". Perciò dissi, "allora fai finta che io sia tua mamma!" Non sono ancora uscito dalla stanza e già sto facendo giochetti mentali con questo tizio. Cosa succede se un giorno sparisce lasciando una nota che dice: "mi hanno teletrasportato via?" Non mi fraintendere, è un grande musicista"

La sua Gibson Les Paul bianca spazia dall'Heavy Metal al Prog, passando per il Funky e musica elettronica o comunque Ambient.
Tutto rigorosamente strumentale, se non per via di qualche collaborazione quindi con aggiunta di voci in sottofondo o non.
Alcune voci lo vorrebbero affetto dalla Sindrome di Asperger, altre con devianze sociapatiche, ma non si tratta che di voci.
Sta di fatto che il suo personaggio ha assunto con tempo sempre maggior concretezza, tanto da avere come detto una sua nemesi chiamata Death Cube K, con cui firma alcuni dei suoi lavori.
Oltre ad avere un pupazzetto di nome Herbie che fa le sue veci durante le interviste.
Nel suo sito ufficiale descrive anche la storia del suo alter ego.
Molti credono che Death Cube K sia un’entità separata che ha l’aspetto di un negativo fotografico di Buckethead con una maschera cromata nera, stile Dart Vader.
Un personaggio incredibile, sia artisticamente che umanamente, per via della sua duplice personalità.
Per capire il livello musicale si consiglia l’ascolto di "Bucketheadland" (1992) (che è una riproposizione Horror della Disneyland, sotto forma di parco di maltrattamenti ed abusi), "Colma" (1998) (chiamato così in onore dall'omonima città situata vicino a San Francisco dove "la popolazione dei morti supera quella dei vivi con una scala di mille a uno", questo perché una buona parte della città comprende ben 17 cimiteri per gli umani e uno per gli animali), "Electric Tears" (2002) (con solo chitarre elettriche ed acustiche, sicuramente tra gli album più facili da ascoltare), "Enter The Chicken" (2005) e "Crime Slunk Scene" (2006) (con la nota copertina con la sua sagoma a terra e le galline attorno).
Assoli velocissimi, riff spaccaossa, interludi acustici, battaglie robotiche, scratch techno-house, slapping, lamenti vari, passaggi breackdance, versi di galline, parti Ambient, etc
Per farsi un'idea ascoltare le stranezze di "We Can Rebuild Him".
L'uso dell'effettistica è incredibilmente azzeccato.
Oppure "Electronic Slight Of Hand" o "Nottingham Lace".
O la folle "Mecha Gigan", l'aliena "Slunk Parade Aka Freaks In The Black", totalmente fuori dal tempo e dallo spazio, data la sua incredibile stranezza e la sua totale mancanza di logica e di struttura.
Vanno citate per forza di cose anche "Ghost", "Machete", "Onions Onleashed", "Jordan" (in onore del noto cestista), "Soothsayer"

"Suono tutta questa roba strana, ma se il mio aspetto è normale, non funziona. Ma se divento questo strano mostro, questo apre la porta a infinite possibilità"

Pare comunque che Buckethead soffra di problemi cardiaci (aritmia), qualche mese fa si lesse sul suo sito un'eventuale metafora:

"Saluti da Bucketheadland. Buckethead vuole che sappiate quanto apprezza il supporto che gli avete fornito per tutti questi anni, significa tantissimo per lui. In questo momento gli stanno sostituendo alcune componenti animatroniche, in quanto Slip Disc si è intrufolato nel parco e ha causato un po' di caos"

domenica 27 settembre 2020

Differenze Tra Suono Mono e Stereo: Qual è Il Migliore?

Oggi parleremo di suono mono e stereo.
In prima approssimazione diciamo che tutti gli impianti sonori sono formati da due casse.
In generale nel suono mono si ha un solo input sonoro che viene diffuso in egual misura dall’altoparlante destro e da quello sinistro.
Nel suono stereo si hanno due segnali distinti, uno per ciascun diffusore (un input per la cassa destra e un’altro segnale in entrata, distinto dal primo, per la cassa sinistra).
Il numero di altoparlanti non ha importanza per definire i due tipi di suoni, fermo restando che con una sola cassa non è possibile apprezzare la sonorità stereo.
E’ come si sarà capito il numero di fonti in ingresso che determina la tipicità del suono, mono o stereo.
Se il suono stereo prevede due fonti L ed R (canale Left e canale Right), il suono mono moderno è visto come sommatoria dei due, ossia L + R, facendo in modo che le perdite siano minime (percettibili magari con buoni impianti).
Ad esempio il brano originale di Bohemian Rhapsody dei Queen è un classico pezzo in cui si possono apprezzare le sonorità stereo, dopo circa 37 secondi o ancora nella parte dei cori "Mama mia, Galileo" a circa 3 minuti e 20 secondi.
Proprio questa alternanza di canale sta a significare che si tratta di un suono stereo, dove le sorgenti audio sono differenti per il canale destro R e il canale sinistro L.
Un’emissione sonora di tipo mono, non potrà mai generare effetti del genere.
Ovviamente questo è per fare un esempio, mi vengono in mente anche i Savatage e i loro cori sovrapposti (e in contro-tempo) presenti sul finale di Morphine Child (che sarebbe impossibile da apprezzare in mono o comunque avrebbero tutt'altro effetto).
Differenze sussistono anche tra canali radio FM ed AM, dagli anni 60 infatti si è cominciata a diffondere la modalità "stereo".
La banda di frequenze trasmesse e modulate in FM è molto più ampia della banda udibile che si ferma al massimo a 19 kHz; i trasmettitori FM quindi fino a questa frequenza (fino a 15 kHz circa) inviano il segnale mono L+R mentre dai 19 ai 53 kHz viene trasmessa la differenza tra L ed R (L-R).
Dunque nell’ascolto della radio, il suono mono è di fatto già pronto perché esce con la somma L + R, mentre il suono stereo va elaborato dall’autoradio.
Quando si riceve male una stazione radio, l’elaborazione porta ad un peggioramento dell’ascolto (con il mono si avrà maggiore potenza e chiarezza nell’audio trasmesso perché con un segnale di scarsa qualità le frequenza alte vengono perse e quindi è più facile ricevere le basse frequenze, tagliando quelle più elevate. Il suono mono nasconde questa perdita, facendo percepire un tutt’uno).
Un suono stereo dunque è sicuramente più completo e preciso di uno mono (più piatto e con meno "particolari" sonori) ma per apprezzarlo appieno, oltre a buoni impianti (cuffie comprese), è necessario un ottimo udito (oltre a mettersi in posizione centrale tra le 2 casse).
Nell’ascolto della musica, di un concerto live o di un film, l’audio stereo è quello preferibile anche perché originariamente il suono è pensato per uscire con questa modalità.
Per un talk show trasmesso in televisione o un dibattito live, l’ascolto mono è forse la soluzione migliore: ciò permette di udire un audio più netto e pulito.

domenica 13 settembre 2020

La Storia Delle Fanzine Metal Italiane e Slayer Mag Di Metalion

Dopo aver parlato delle riviste Rock e Metal italiane (da Rockerilla a Classix Metal) e di quelle inglesi (Kerrang!, Metal Forces, Sounds, Terrorizer) oggi parliamo di un qualcosa che si perde nella notte dei tempi e che per quanto spesso contraddistinte da una certa ingenuità di fondo...non sono mai state dimenticate: le fanzine.
Per prima cosa va sottolineato che siamo negli anni 80 ed Internet era ancora ben lontano dalla sua realizzazione.
Ma cos'è una Fanzine musicale?

Francesco "Raven" Gallina: "Inizialmente si trattava di recensioni scritte da fans che riportavano i propri pareri su carta, quasi sempre con uno stile che di giornalistico aveva ben poco.
Il tutto veniva battuto con una macchina da scrivere (poi inviati per posta alla fanzine), poi un responsabile aggiungeva qualche foto "reperita" dalle riviste estere (per lo più su Kerrang, Metal Hammer, etc) senza curarsi del copyright ovviamente ed inoltre aggiungeva anche una copertina col logo della fanzine quasi sempre disegnato.
Poi veniva unito il tutto con una spillatrice, fotocopiandolo nella più economica copisteria disponibile, in parte per uso pubblicitario per diffondere la notizia dell'esistenza della fanzine stessa con il passa parola"

La rivoluzione avvenne con Metal Fortess che decise dopo aver venduto circa 4500 copie in quel di Torino, di fare il grande passo: fondare la prima rivista italiana Heavy Metal regolarmente distribuita nelle edicole, quella rivista si sarebbe chiamata Inferno Rock (tiratura iniziale di 20.000 copie).
Francesco "Raven" Gallina: "Le cose funzionavano così: i redattori sceglievano in piena autonomia su chi e cosa scrivere, poi scrivevano il loro pezzo, chi come me non aveva una macchina per scrivere lo faceva a penna, lo battevano o lo facevano battere a macchina, e poi lo inviavano per posta in redazione dove, con la tempistica che tutte queste operazioni comportavano, veniva inserito nel numero della rivista che doveva uscire e poi pubblicato e distribuito nelle edicole. Nel mio caso optai per un esordio (ero già un bastian contrario) con qualcosa di assolutamente poco conosciuto come la recensione di un demo degli Agrigentini Powergame che finì sul numero 1 di Inferno Rock, e non so proprio descrivervi l'emozione che provai quando trovai la rivista nella più importante edicola della mia città e ne acquistai una copia con dentro il mio pezzo. Praticamente la portavo sempre con me, ovunque andassi"

Poi prosegue: "Inferno Rock però durò poco, i tempi erano maturi per qualcosa di industrialmente più importante, e dopo aver pubblicato ancora una intervista ai Luftwaffe, una ai Crying Steel e non ricordo cos'altro, fummo costretti a fare i conti con l'irruzione sulla scena di una realtà ultra patinata e palesemente dotata di mezzi economici enormemente superiori ai nostri: la già citata HM. Il nostro formato A4 e la qualità di stampa inferiore non erano del loro livello, la distribuzione molto più capillare e la loro possibilità di essere presenti in tutti gli eventi importanti anche esteri fece il resto. Inferno Rock fu costretta a chiudere, ma di fatto l'epoca delle riviste era solo all'inizio, non più solo copie di Kerrang d'importazione per i pochi fortunati che masticavano un po' d'inglese, ma la possibilità di comprare la propria rivista preferita direttamente in edicola così come facevano i kids di tutta l'Europa metallicamente evoluta"

Cristiano Borghi (Metal Shock, Rock Hard): "Il mondo delle fanzine è sempre stato interlocutorio: pubblicazioni fatte dai fans che finivano per circolare esclusivamente tra i gruppi stessi e qualche sparuto cultore"

Francesco "Fuzz" Pascoletti (Metal Shock, Psycho, Classix): "Il motivo per cui le fanzine italiane non hanno avuto il potere o la capacità di trasformarsi in veri magazine va oltre il fattore economico o il poco interesse dei vari editori. Molti fanzinari dell'epoca non hanno fatto scena perchè arrivavano tardi, erano a ruota delle informazioni che giungevano dalla stampa Rock o underground straniera e purtroppo c'era una venerazione cieca nei confronti del Metal e dei suoi eroi...che purtoppo va bene nei discorsi da bar o dentro la tua cameretta ma sulla carta non funziona"

Principali fanzine italiane:
-Inferno Rock (di Torino)
-Metal Fortress (di Torino, oggi Francesco "Raven" Gallina è tra i redattori di Metallized)
-La Luna Metallika (di Roma, con Paola Ceci)
-Metal Underground (con Sandro Buti di Flash, Metal Hammer e Metal Maniac)
-Metallo (di Napoli, con Alessandro Massara di Rockerilla e Metal Shock)
-Heavy (di Pavia)
-Metal Militia (di Roma)
-Metal Gods (di Roma)
-Fireball (di Padova)
-Metal City Rock (di Firenze)
-Metal Caos (di Milano)
-SlaughterMouse (di Torino)
-Thorr (di Parma)
-Tanathography (Stefano Longhi di Metal Hammer e Grind Zone)
-Danza Macabra (Fabban di Metal Shock)
-DeLiberatis Mente (Angelo Mora di Metal Hamer)

Altre che vanno citate sono Metal Thunder, Blowing Thrash, Italian Metal Legions, Master Of Disaster, Sentinel, The Warning, Steel Realm, Metalmania, Alta Tensione, Head Banger.


SLAYER MAG E JON METALION KRISTIANSEN
All'estero però le fanzine erano ancora più professionali (anche se ugualmente Underground).
Si possono ricordare alcune storiche quali: Slayer Mag (di Jon "Metalion" Kristiansen) e SEPCTICzine di Dennis Tentic.
Ma anche Banzai, The Plague, The New Heavy Metal Revue, Book Of The Dead, The Book Of Armageddon, Midwest Metal, Violence Zine, Metal Mania, Censored Heavy Metal, Sheet Metal, Whiplash, Powerline, Amplified Assault, World Metal Report, Headbanger, Suck City, Teenage Depression, etc
Impossibile citarle tutte.
La norvegese Slayer(primo numero nel 1985) in particolare fu fondamentale per la diffusione del Metal Estremo (soprattutto Black Metal), fra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90.
Metalion divenne amico dei vari Euronymous, Jon Nodtveidt, Faust, Tomas Lindberg, Samoth, etc
Armato di carta, macchina da scrivere, penne, colla e francobolli, Metalion confezionò e diffuse Slayer Mag (e il suo precursore Live Wire) per oltre due decenni: quasi mai a intervalli regolari, ma sempre con la medesima competenza e passione.
Si devono infatti a lui le primissime recensioni e interviste a band quali Bathory, Mayhem, Nihilist/Entombed, Darkthrone, Emperor, Dissection, etc
Lo stesso, proprio per via dei legami con questa gente, verrà coinvolto involontariamente con la cronaca nera dell'Inner Circle e gli incendi di chiese.
Ad esempio il concerto dei Mayhem a Sarpsborg (il 28 febbraio del 1990), finito poi sul live-bootleg "Dawn Of The Black Hearts" (con il corpo del suicida Dead in copertina) fu organizzato proprio da Metalion.
I Mayhem all'epoca non avevano ovviamente neanche un full all'attivo.
Metalion era praticamente coetaneo di Euronymous (i due si passavano appena 10 mesi) e grande appassionato di Metal Estremo sin dai primi anni 80 (quando aveva 14/15 anni, essendo del 1967) ovvero di Bathory, Celtic Frost e, soprattutto, Venom.
Tutte band straniere e non scandinave (in Norvegia si ascoltava ben altro ai tempi).

Metalion: "Questo è il sangue che scorre nelle mie vene, questo è il mio destino...non ci sono alternative, solo devozione totale!"
Metalion racconta di come l’unico modo per conoscersi tra metallari all'epoca fosse ai concerti.
E fu così che Jon conobbe Øystein Aarseth "Euronymous", proprio ad un concerto dei Motorhead.
 Assieme incisero addirittura una demo di 12 minuti, sotto il monicker Checker Patrol, dal titolo "Metalion In The Park", nel quale Jon, pur non essendo né un cantante né un musicista, presterà la sua voce per la title track.
Ma, come detto, il colpo di genio di Kristiansen fu la creazione della fanzine "Slayer Mag" che riuscì a far parlare di sè, in Norvegia e all’estero.
I Mayhem ovviamente furono i primi della lista.
Dopo la registrazione del demo "Pure Fucking Armageddon" (1986) diventarono di fatto i leader della nascente scena.

Metalion: "PFA era molto più estremo di qualsiasi cosa; il sound era davvero primitivo e brutale. Non potevi ascoltare nulla di più estremo"

In seguito arrivò l’EP "Deathcrush" (1987).
Se lo stile cominciava a delinearsi, ciò che ancora mancava era l’immagine, il look. Ancora una volta Metalion fu il testimone oculare del cambiamento esteriore di Aarseth e soci che agli inizi si vestivano normalmente: capelli neri, giacche di pelle, vestiti neri.
Ma ben presto anche questo cambiò: Euronymous cominciò a interessarsi al make-up e soprattutto al corpse paint.
Euronymous s'ispirò ai Sarcofago, band Thrash/Proto Black brasiliana che proprio in quel 1987 diede alle stampe il suo primo full lenght, divenuto cult, "I.N.R.I.".
Metalion: "Era ossessionato dai Sarcofago. Perché indossavano un sacco di borchie e il corpse paint. Diceva che ogni band voleva fosse così, perché era davvero contrario alla moda del Death Metal che arrivava dagli States e dalla Svezia. I gruppi Death suonavano dal vivo indossando delle tute da jogging e lui era davvero contrario a questo genere di cose"

Dopo di ciò, Euronymous cominciò ad adottare il make up e le borchie, imponendolo come modello per tutti. Impose anche lo stile musicale, visto che band come Darkthrone ed Immortal cambiarono sound dal Death al Black.
La stessa cosa è successa agli Emperor: avevano un gruppo che si chiamava Thou Shalt Suffer che faceva Death, poi cambiarono nome in Emperor per fare Black.
Tutta la scena norvegese comunque si basava su Euronymous. Li convinceva di cosa fosse giusto e cosa sbagliato. Diceva sempre quello che pensava, del seguire i propri istinti a quello che era veramente il Black come il corpsepaint e le borchie, adorare la morte ed essere estremi.
E’ questo ciò che diceva a tutti.
Metalion conosceva tutti o quasi i Blacksters della scena di Oslo, li aiutò a prendere coscienza di sé come gruppo, come persone accomunate da uno scopo: quello di creare, come detto, una scena originale. Andando oltre quello suonato da Venom, Bathory, Celtic Frost e la scena Death Floridiana (considerata moderata e da fighetti).
Da tutte le città e paesi della Norvegia i fan di questo nuovo terrificante suono prendevano contatti con Oslo, per lettera o per telefono.
Jon fu testimone anche dell’incontro tra Vikernes ed Aarseth: Varg non lo conosceva ancora nessuno, anche se aveva appena prodotto il suo disco d'esordio (l'omonimo).
Euronymous lo ascolta. E ne rimane estasiato, perché è estremo ed originale.
I due diventano immediatamente amici.
Visto che Euronymous gestiva un negozio di dischi (Helvete) ed una label indipendente dal 1989 (Deathlike Silence Productions) mise sotto contratto Burzum (che entrò anche a far parte dei Mayhem).
Il resto (incendi, omicidi, etc) è noto, ciò che mi preme sottolineare qui è che venne creata la musica e la scena più estrema di sempre.
Chissà se tutto questo senza Jon "Metalion" Kristiansen e la sua fanzine Slayer Mag...sarebbe stato possibile.
Per una lista di fanzine: Fanzine Rock & Metal

giovedì 3 settembre 2020

La Storia Dei Gorephilia e Il Suicidio Di Henri Kuula "Nemesis"

Oggi parliamo dei Gorephilia, un'ottima band finlandese Death Metal in rampa di lancio o almeno lo era prima del suicidio del leader Henri Kuula (Nemesis).
Suicidio, tra l'altro, annunciato in diretta su Facebook. Purtroppo ormai i social permettono questo ed è vero che ci consentono di avvicinarci a gente irraggiungibile (sia per distanza geografica che per notorietà) però questo li rende molto più umani e meno "senza compromessi" come lo erano negli anni 90.
Parliamo di una band underground? Sicuramente non dei Deicide o dei Morbid Angel che furono però questi Gorephilia avevano il loro perchè, sino al suicidio di Nemesis a fine 2018.
La band nasce nel 2007 e dopo alcuni demo giunge al full con "Embodiment Of Death" del 2012.
La formula è quella dei Demigod e dei Morbid Angel che furono: un Death con rallentamenti ed accelerazioni più spruzzate d'influenze Dark ed Horror; un disco spiccatamente anni ’90 nella forma e nei contenuti.
Basta ascoltare "Pantheon In Flames" per capire dove si andrà a parare: ritmi velocissimi, prima di rallentamenti mortiferi sui 3 minuti e nuova accelerazione finale.
"Exist To Suffer", "Saints Without Souls", "Gods Stand Aghast" andrebbero ascoltate senza se e senza ma. Come detto parliamo di un disco che non inventa niente ma con un buon songwriting e un'ottima sezione ritmica (grazie soprattutto al batterista Tommi Makkonen Viherialehto e al bassista
Tami Luukkonen).
"Vision Of Hell" chiude degnamente un platter che non inventa niente (l'ombra dei Morbid Angel aleggia su tutto il disco) ma si lascia ascoltare con piacere.
Cinque anni dopo, nel 2017, grazie all'ottima Dark Descent Records esce "Severed Monolith".
Anche qui il suono di batteria è debitrice di "Blessed Are The Sick" e "Domination" con però un nuovo batterista: Kauko Kuusisalo (poi andrà agli ...And Oceans). La voce gutturale di Nemesis ed il basso di Luukkonen sembrano provenire direttamente dall'inferno.
I testi neanche a dirlo riguardano disperazione, violenza e morte però con spruzzate spaziali/fantasy.
Visto quello che poi succederà a Nemesis, il testo di sotto potrebbe già essere una dichiarazione d'intenti.

"Interplanar" (da "Severed Monolith", 2017)
A noose that leads to another world
Fastened tightly around my neck
My faith, my only way to you
In the grip of your cold fingers
Awoken by the shivering wounds
Something straightens my broken neck
I pierce the sky with my eyes
No trace of your poison in sight
Now truly left in total solitude
In the mists of a desolate waste
A slave breaks down in apathy
But a god needs no one
A child strangled by his navel cord
Clawing his way through the womb
This will be the day of his birth
This will be the birth of a god

L’artwork ben descrive la cattiveria di canzoni quali la strumentale e sinistra "Words That Solve Problems", "Harmageddon Of Souls" o "The Ravenous Storm". Altri grandi canzoni sono la lenta "Black Horns" e la disumana "Return To The Dark Space".
Il disco è chiuso dall'ottima "Crushed Under The Weight Of God", anche qui i rallentamenti riportano ai Morbid Angel, tuttavia alcuni tratti (batteria soprattutto) riportano anche gli spaziali Thorns.
Quasi 10 minuti per un pezzo davvero claustrofobico.
Se questa band fosse uscita negli anni 90 sarebbe stata nell'olimpo della scena, essendo arrivata con oltre 20 anni di ritardo non si può che parlare di buona musica anche se derivativa.
Sicuramente però se non avete gradito i nuovi Morbid Angel, si può ripartire da qui.


IL SUICIDIO DI NEMESIS
Il 3 dicembre 2018 è comparso questo stato di Henri Kuula in arte Nemesi:

"Mi dispiace per quelli che ho incontrato e conosciuto. Mi sono drogato troppo ed alcolizzato nei migliori 10 anni della mia vita. Ho rubato ai miei amici e sul posto di lavoro. Ho trascurato la mia famiglia e i miei amici per drogarmi. Ecco perché sono stato così distante. Ho abusato di donne con il mio status di "musicista", più di una volta. Questo è stato per coprire le mie incapacità di uomo.
Questo percorso e il mio coinvolgimento con droghe, alcol, tabacco e simili devono finire.
Mentre molti di voi mi tengono in grande considerazione come persona, io non sono una brava persona, e dovrei essere evitato a tutti i costi.
Essendo merdosa come vita, non prenderò mai parte a un progetto o band Black Metal e sarò costretto ad evitare la scena e le persone in essa. Non ho la forza di volontà per fare Black Metal, e non l'ho mai fatto. Mi sto comportando come non vorrei fare da molto tempo. È ora di finirla adesso.
Addio"
Messaggio della band: "Con il cuore pieno forniamo la peggiore notizia ai nostri amici e fan. Henri, il nostro cantante e amico di vecchia data, è morto. Si è suicidato lunedì sera, 3 dicembre, dopo anni di lotta con problemi vari. Henri aveva una personalità davvero unica, che avrebbe sicuramente lasciato un'impressione duratura su tutti quelli che incontrava: era un caro amico e un ragazzo loquace. Un vero amante della musica. Come nostro frontman, la sua voce unica nel suo genere, presenza scenica e testi saranno ricordati con affetto.
Rest in Peace
Henri Emil Kuula (1989-2018)"

"Crushed Under The Weight Of God" (da "Severed Monolith", 2017)
Come, Death
Give me what life could not
Come, Death
Give me closure
Come, Death
Give me what life could not
Come, Death
Give me a conclusion

lunedì 17 agosto 2020

Musica Metal e Testi Satanisti? Arrestati Gli Arsames

Gli Arsames in questi giorni sono passati agli onori delle cronache per essere stati arrestati.
Si tratta di una band Death Metal iraniana (loro la definiscono New Wave Of Persion Death Metal) con base a Mashhad. Formati nel 2002 da Ali Madarshahi (ad oggi l'unico membro originario rimasto). Il nome della band, Arsames, deriva da uno dei re dell'impero persiano (dinastia achemenide).
La band suona Death nonostante sia illegale in Iran, inoltre sono considerati satanisti dal governo.
Il gruppo ha comunque suonato a Dubai, in Armenia e Turchia.
Il loro singolo di debutto fu "Adiposere" nel 2005, invece il debut album "Immortal Identity" risale al 2010. Per la titletrack è stato girato anche un video.
Il disco è introdotta dall'ottima strumentale "Gates Of Persia" che inizia con un intro sinistro orientale (molto Nile), prima di esplodere nella sua violenza con "Cyrus The Great" che si chiude con ottimi arpeggi, assoli puliti ed ottime parti di batteria.
Ottima anche la titletrack, quasi sempre cadenzata, mai veloce. La successiva "Homo Sapiens" nella parte centrale contiene degli stop n'go e velocissimi assoli. "Dooms Day" è un po' anonima nella prima parte ma si chiude con buoni parti di batteria (che ricordano un po' il finale di Devil's Island dei Megadeth). La successiva "Monotheism" è aperta da un buon riff, da un rallentamento con tanto di assolo con melodia orientaleggiante e da buone parti di batteria. Altro ottimo riff quello di "Testament Of The King" chiusa da un assolo di basso ben udibile. La penultima "Xerxes" parte con un ritmo relativamente veloce, dopo l'assolo pulito centrale, la parte iniziale si ripete. Sicuramente tra le migliori dell'album. Chiude l'album "Persepolis" aperta da melodie orientali che poi si trasformano in assoli e dal vero pezzo che chiude degnamente l'album.
L'anno successivo è uscito l'EP "Persian Death Metal Tribute To Warriors Of Metal" dove la band coverizza "Phobia" (Kreator), "Roots Bloody Roots" (Sepultura), "Polarized" (Carcass) e "The Pursuit Of Vikings" (Amon Amarth). Presente anche una riedizione di "Testament Of The King". Quantomeno curiosa la scelta delle tracce (presi da periodi non certo eccezionali delle band coverizzate).


L'ARRESTO
Il governo iraniano ha continuato per anni la sua crociata contro le band Metal della nazione, cercando di censurarle ed arrestarle per la musica suonata e i testi.
Toccò nel 2016 prima ai Confess, accusati di blasfemia, pubblicità contro il sistema, registrazione di musica satanica, concessione di interviste proibite a testate straniere, testi antireligiosi, atei, politici, anarchici e poi per formazione di band illegale e clandestina. I suoi membri risiedono attualmente in Norvegia, dove hanno ottenuto l'asilo, e potrebbero non essere più in grado di tornare a casa: l'anno scorso, il tribunale di Teheran ha condannato i membri della band a un periodo di 14 anni e mezzo di reclusione, con frontman Anche Nikan Siyanor Khosravi condannato anche a 74 frustate.
Ad inizio agosto 2020, sono stati arrestati anche i membri degli Arsames.

"La band Arsames è stata arrestata e condannata a 15 anni di carcere per essere una band metal satanica e contro il governo islamico"

Secondo Metal Injection i membri della band dopo essere stati arrestati, hanno pagato la cauzione e sono usciti di prigione, in attesa dell'inizio del processo.

domenica 2 agosto 2020

La Storia Dei Broken Hope: Il Suicidio Di Joe Ptacek e La Morte Di Ryan Stanek

Sebbene non siano mai riusciti a raggiungere il livello di band di elite che poi avrebbero diffuso il Death Metal a scala mondiale, i Broken Hope furono molto rispettati nel sottobosco underground durante il grande boom del Death Metal floridiano dei primi anni '90. Essendo attivi già dal 1988 parliamo di pionieri di questo genere musicale, anche se non venivano dalla Florida ma dall'Illinois (Chicago). Tra il 1991 e il 1999 registrarono ben 5 full. La formazione iniziale comprendeva Joe Ptacek (voce), Jeremy Wagner (chitarra ritmica), Brian Griffin (chitarra solista) e Ryan Stanek (batteria). I testi della band ruotano sul Gore, morte, anti-religione e Splatter in generale.
Furono messi sotto contratto dall'allora nascente Grindcore/RedLight Label registrando il loro album di debutto, "Swamped In Gore". Questo fu anche il primo disco Death Metal ad essere stato registrato completamente in digitale. L'album inizia con "Borivoj's Demise", classica accordatura bassa, batteria che sembra provenire da un'oscura caverna. "Incinerated" presenta un Brutal vecchia scuola: con buoni riff e ritmiche, nonchè variazioni alla voce. Il basso si fa sentire meglio all'inizio e durante la titletrack, "Dismembered Carcass" è un'esplosione che abbaglia l'ascoltatore con varie descrizioni sia testuali che musicali della decomposizione di un cadavere smembrato. "Devourer Of Souls" inizia lenta prima di una accelerazione brusca e repentina e si conclude con un ottimo finale grazie alle vocals.
Vanno citate anche "Gobbling The Guts" e la malata "Cannibal Crave": veramente distruttive.
Dopo l'uscita di Swamped In Gore, furono messi sotto contratto dalla Metal Blade Records (che duole ricordare che ai tempi era molto più underground), che pubblicò il loro secondo album, "The Bowels Of Repugnance", nel 1993. La furia cieca e il grezzume sono presenti anche nel secondo disco, a parte una buona intro "Repugnance". Poi parte "The Dead Half" che si sente nettamente che influenzerà poi il Gore di fine anni 90. Ma in realtà gran parte del disco è basato su vocals gutturali: rallentamenti ed accelerazioni, come nella folle "Coprophagia". "She Came Out In Chunks" presenta anche un buon assolo con addirittura aperture melodiche. Buona anche la strumentale che spezza un po' i ritmi, prima di tornare a fare sul serio con "Hobo Stew" e i suoi rallentamenti (oltre che buoni assoli). Ottime anche le malate "Decimated Genitalia" e "Preacher Of Sodomy" (molto bella la finale "Felching Vampires" sorretta da un riff Thrash molto Bay Area). Il disco poi un po' si perde, anche se il canovaccio rimane sempre lo stesso. Va sottolineato che però per la sua breve durata (31 minuti) il disco non annoia e va ascoltato nella sua interezza. Sono presenti buoni riff ed arpeggi, quà e là.
La durata media oscilla da 1 minuto a poco più di 3 minuti. Il terzo album della band, "Repulsive Conception" del 1995 , raggiunse il Metal Top del CMJ New Music Monthly 25 chart. Effettivamente in questo album gli intermezzi melodici e gli arpeggi sono ancora più presenti e va sottolineato che s'incastrano più o meno bene tra una ritmica e l'altra (in media le canzoni sono più lunghe qui). Ottima la tecnica di base. Certo anche qui ed un po' come prerogativa del genere, il basso non è molto udibile.
Viene girato addirittura un video per "Into The Necrosphere". Nel disco, neanche a dirlo, sono narrate storie con testi assurdi quali "Engorged With Impiety", "Erotic Zoophilism" e "Penis Envy".
Oltre ovviamente alle classiche tematiche Splatter come in "Chewed To Stubs", "Pitbull Grin" e "Freezerburnt". "For Only The Sick"è davvero una gran canzone, le strumentali sono "Swallowed Whole", "Essence Of Human Pain" ed "Imprimus Obscurity". A chiudere l'album una cover di un classico dei Twisted Sister "Captain Howdy". Il quarto album fu "Loathing" del 1997, un album che esplora argomenti come la necrofilia, il feticismo, malattie infettive e la blasfemia.
La prima cosa che balza all'occhio è la grande produzione. Ogni strumento suona perfettamente nel mix e ha il suo peso per tutta la durata dell'album. La band combina molto bene tutti i suoi riff e la voce gutturale bassa producendo un suono molto originale. Le voci di Joe Ptacek sono molto basse ma allo stesso tempo molto potenti. Il batterista Stanek rimane una forza della natura.
Gli assoli sono lenti ed oscuri. Canzoni quali "Siamese Screams", "I'am God", "High On Formaldehyde" ed "Auction Of The Dead" sono davvero formidabili.
Poi ci sono canzoni con testi davvero allucinanti, come "He Was Raped":
"He supposedly pardons us for every sin
But can Jesus forgive those who desecrated his body?
Incarcerated inside a Roman prison
Jesus would soon find His feminine side
They parted his buttocks like the Red Sea"

O come quelle di "Reunited":
"I had to intimately feel her once again
I dig deep into my mothers sepulcher
Her cold, dead flesh soon stirs my lust
Stiffened legs spread to be fucked
My undying live, a son’s sick obsession.
With each stroke of my penis inside
Mommy, sweet mommy I scream as I ejaculate
Her flesh, healthy semen conditions her dry, rigid femme canal
Pleasure short lived
For when I pull out of the disinterred fuck
The smell that was created could sicken the dead"


RYAN STANEK CACCIATO DALLA BAND PER TRUFFA
Il batterista fondatore della band Ryan Stanek, dopo "Loathing", venne espulso dalla band per aver (incredibilmente) truffato fans e compratori. Sostanzialmente riceveva pagamenti per il merchandising dei Broken Hope mai in cambio non inviava niente. Poi utilizzava i soldi per proprio tornaconto personale.


IL QUINTO ALBUM E LO SCIOGLIMENTO
La band si trasferì poi sotto l'ala protettrice della Martyr Records per il loro quinto album, "Grotesque Blessings", pubblicato nel 1999. L'opener "Wolf Among Sheep" è sorretta da un ottimo riff e ritmiche davvero spacca-ossa. Salta però subito all'occhio che la produzione non è granchè soprattutto per via di suoni della batteria poco convincenti. Ottima "Necro-Fellatio", che con i continui botta e risposta tra chitarra e basso si rivela una delle hit dell'album. Quasi Doom per via delle ritmiche "Internal Inferno", altra buona canzone è "Earth Burner". Inutile dire però che la partenza del batterista Stanek si sente eccome. Poco dopo anche il vocalist Ptacek abbandonerà la band (fu Scott Creekmore a sostituirlo negli show dal vivo a supporto del disco). La band da lì a poco si dissolve e scompare nel nulla.
In un'intervista del 2007, Wagner spiegò che furono diversi i fattori, tra cui problemi interni e la mancanza di supporto in Europa da parte della Metal Blade.


IL SUICIDIO DI JOE PTACEK (2010)
Il 20 gennaio 2010, il cantante storico Joe Ptacek si è suicidato. Aveva 37 anni. Si sparò un colpo di pistola alla testa.
Jeremy Wagner: "È con profonda tristezza e shock che riporto che il mio amico ed ex compagno di band, Joe Ptacek, è morto. Joe fu mio amico dai tempi del liceo e formò una band Death Metal con me chiamata Broken Hope. Abbiamo sempre sognato di pubblicare album e girare il mondo. Dopo il diploma, abbiamo realizzato molti di quei sogni e pubblicato cinque album, suonati in tutto il mondo, comparendo su innumerevoli riviste internazionali, facendo un video per MTV. Eravamo su Metal Blade Records e abbiamo incontrato tutti i nostri eroi e ci siamo esibiti ovunque... Non male per due adolescenti di Wildwood, Illinois. Dopo il 2000, Joe e io ci siamo persi di vista fino a pochi anni fa. Negli ultimi mesi, ci siamo risentiti, siamo andati in giro e siamo diventati nuovamente amici. Avevo appena parlato con lui ad inizio anno per riportare in vita i Broken Hope.
Fino agli ultimi giorni, Joe era positivo, sano e aveva un atteggiamento maturo ed umile che mi ha fatto felice di vedere. Sono grato di averlo conosciuto nella mia vita, di aver viaggiato per molti chilometri e di aver condiviso molti palcoscenici con un personaggio così originale. Inoltre, sono grato di averlo abbracciato e di averlo fatto sorridere l'ultima volta che eravamo insieme. Perché abbia scelto di togliersi la vita, non lo capirò mai, ma prego che ora stia in un posto migliore.
Quindi, a tutti voi fans del Metal Estremo, chiedo di fare un brindisi in memoria di Joe Ptacek, l'assoluto, senza dubbio il vocalist Death Metal più brutale!
Joe, ti amo e mi mancherai, fratello...Il tuo amico (che hai chiamato affettuosamente, Peck)"


LA REUNION
La band si è riunita nel 2012 con i vecchi membri Shaun Glass e Jeremy Wagner e i nuovi Mike Miczek e Damian Leski, suonando un tour in Nord America con Obituary, Decrepit Birth, Jungle Rot ed Encrust. "Omen Of Disease" è stato rilasciato il 27 settembre 2013 tramite Century Media Records .E' come detto Damian "Tom" Leski dei Gorgasm a sostituire Joe Ptacek al microfono.
Jeremy Wagner e soci provano sostanzialmente ad accontentare un po’ tutti, mettendo insieme la furia cieca degli esordi dei primi due dischi, qualche velleità tecnica in odore appunto di "Loathing" e alcuni spunti più moderni. Ottima la produzione. Assolutamente da ascoltare la cadenzata e sinistra "Womb Of Horrors", la moderna e tecnica "The Flesh Mechanic", la tecnica e piena di blast beat "The Docking Dead" e "Predacious Poltergeist". Il disco, malgrado qualche passo falso, è buono e non annoia, anche per la sua breve durata.


CACCIATI DA UN TOUR DEI DEICIDE
La band fu cacciata da un tour dei Deicide nel 2013 ad El Paso (Texas).
Fu uno show molto particolare, visto che un fan con una lama aggredì gli spettatori.
Jesus Ortega venne arrestato con l’accusa di aver ferito in maniera grave alcuni spettatori procurando loro tagli all’addome, al capo e al collo. Durante la stessa serata, i Broken Hope, per non precisati motivi vennero estromessi dalla scaletta, la decisione venne imposta da Glen Benton in seguito ad alcuni problemi sorti fra le due band. A dire di Wagner vennero espulsi perchè a Benton non andavano giù alcuni effetti usati dai Broken Hope e poi per via della strumentazione che le due band si passavano. Benton poi avrebbe anche minacciato Shaun Glass.


LA MORTE DI RYAN STANEK (2015)
L'ex batterista della band, Ryan Stanek, è morto in Wisconsin il 1 marzo 2015, all'età di 42 anni.
Probabilmente per un attacco di cuore. Cacciato dalla band a fine anni 90 (pur essendo stato tra i fondatori), Stanek lavorava come sviluppatore IT senior e risiedeva a Salem.
Wagner: "Sono rimasto sbalordito dalla notizia della morte di Ryan e non ci credo ancora. Sebbene Ryan e io non ci parlassimo così spesso da quando si è separato dai BH molti anni fa, ci siamo sentiti una volta ogni tanto e ci siamo sempre augurati reciprocamente le migliori cose per qualunque sforzo stessimo facendo. Ryan era un uomo di talento estremo. Quando ci siamo incontrati per la prima volta, era il migliore batterista Metal in un raggio di 100 miglia; Joe Ptacek e io abbiamo avuto la fortuna di avere questo fantastico drum-boy nella nostra band! Ryan ha co-fondato i Broken Hope con Joe e me. Eravamo il nocciolo...solo noi tre, all'inizio, tutti al liceo. Ryan ha anche disegnato il primissimo logo, che era un "logo circolare" che abbiamo usato sui nostri primi volantini e come sfondo. In tutto ciò, i talenti artistici di Ryan sono andati anche oltre la batteria e il disegno, avendo anche suonato incredibilmente bene la chitarra acustica, scrivendo alcuni dei segues nei precedenti album dei BH, contribuendo con le sue parti liriche sull'album "Swamped In Gore" e anche, Ryan divenne un vocalist nel suo periodo post BH in altre band. Ryan ha posto le basi per il drum-Death Metal quando abbiamo registrato "Loathing". In particolare, la traccia, "Siamese Screams" è una canzone che misura il valore di ogni batterista se può suonarla al livello originale di Ryan.
Se ho qualche rimpianto, è che non ci siamo più sentiti, specialmente dopo la morte di Joe, ma sto sperando che capisca come molti di noi vivano nell'illusione che vivremo per sempre e ci ritroveremo tutti lungo la strada più avanti. Sfortunatamente, Ryan è partito troppo presto...
Se riesci a sentire le mie parole qui, per favore sappi che non ti dimenticherò mai...hai arricchito e cambiato la mia vita in meglio, i BH non sarebbero mai esistiti senza di te, e soprattutto: sono estremamente grato di averti conosciuto come il mio "amico" quando eravamo giovani, e anche l'ultima volta che abbiamo parlato. Se esiste il paradiso, vorrei che tu vivessi bene, Ryan...e immagino che tu e Joe vi siate incontrati e che vi stiate divertendo. Tanto amore ... Jeremy"


IL PROSEGUO DELLA CARRIERA DELLA BAND
L'ultimo album dei Broken Hope intitolato "Mutilated And Assimilated" viene rilasciato il 23 giugno 2017. Nel disco sono presenti rallentamenti acustici molto interessanti. La strumentale "Beneath Antarctic Ice" sembra provenire da un film horror. Degno di menzione il groove di "Meek Inherit Shit", il drumming selvaggio di "The Bunker", i ritmi marziali della title-track, la Brutal contraddistinta da ottimi arpeggi "Malicious Meatholes", gli schiaccianti breakdown di "Carrion Eaters". Buone anche "The Meek Shall Inherit Shit" e "Hells Headpuppers".