Il mondo della musica (e non solo) celebra i 40 anni di "Bohemian Rhapsody", una delle canzoni più belle e misteriose dei Queen e dell'intera storia della musica.
Il brano fu pubblicato il 31 ottobre del 1975 nel quarto album "A Night At The Opera", ma il significato resta ancora oggi un enigma.
Freddie Mercury scrisse testo e musica prendendo appunti su pezzi di carta, taccuini ed elenchi telefonici che solo lui avrebbe potuto rimettere insieme a mò di puzzle.
Oggi Bohemian Rhapsody ha venduto 6 milioni di copie ed è considerato uno dei capolavori della musica, se non il capolavoro per antonomasia nel suo riunire musica Rock e musica Classica.
Prima canzone dei Queen a entrare nella top-ten statunitense, canzone più bella di sempre secondo un sondaggio del Guinness World Record, primo brano a conquistare la vetta della classifica di vendita britannica per ben due volte: per nove settimane nel ’75 (anche questo un record, all’epoca) e per altre cinque nel ’91, dopo la morte di Freddie Mercury.
E pensare che, se fosse stato per la casa discografica Emi, Bohemian Rhapsody non sarebbe mai diventata un singolo: 5 minuti e 55 secondi senza ritornello non le sembravano sufficientemente radiofonici (6 minuti era una lunghezza esagerata).
Inoltre assoli Rock, canto a cappella, ballata, opera ed appunto mancanza di ritornello.
Cambiarono sei studi di registrazione e sovraregistrarono le voci un sacco di volte.
180 nastri di voci e 70 ore di parti d'opera.
A smentirli fu ovviamente il pubblico: i Queen passarono il brano a un dj di Capital Radio che lo trasmise ben 14 volte in un solo weekend e il lunedì successivo i negozi di dischi vennero inondati di richieste.
IL MISTERO SUL SIGNIFICATO DEL TESTO
La canzone è diventata un vero e proprio classico e, come tutti i classici, ha ispirato numerose teorie stravaganti.
In quarant’anni il testo della canzone è stato passato al setaccio da decine di esperti musicali e biografi della band ma è tutto vano: i Queen non hanno mai svelato il mistero di Bohemian Rhapsody e di prove definitive a sostegno di questa o quella interpretazione non ce ne sono.
Anche il videoclip (una dei primi a scopo promozionale) è diventato un cult nel genere, grazie all'ambientazione onirica e ad un linguaggio visivo inedito per l'epoca.
Diretto da Bruce Gowers, il video si apre con Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon che cantano a cappella immersi nel buio.
Un'immagine che rimanda alla copertina del loro secondo album Queen II e che viene citata altre volte nel corso del brano.
Pionieristici anche gli effetti speciali, tutti realizzati il fase di registrazione grazie a lenti e filtri.
Il chitarrista Brian May non ci pensa proprio a far luce sulla vicenda anche perché ritiene che l'intenzione di Freddie Mercury nel scrivere il testo, sia nato anche dalla voglia di lasciare un senso di irrisolto.
"Penso che il testo della canzone sia qualcosa che non vada analizzata e non perché voglia essere evasivo sull'argomento e penso che questo sia uno dei motivi per cui amiamo certe canzoni, riescono a darci dei sentimenti e delle sensazioni uniche anche quando rimangono misteriose. Io ho le mie idee e i miei sentimenti riguardo Bohemian Rhapsody ma odio parlarne ed in generale mi rifiuto di farlo".
Comunque secondo tutti nella band solo Mercury sapeva veramente come sarebbe venuta fuori una volta finita.
Ce l'aveva in mente da tanto tempo.
Freddie la scrisse completamente su un elenco del telefono e pezzi di fogli, assemblarla sarebbe stato impossibile per chiunque altro.
Era un puzzle di cui solo lui conosceva la soluzione.
May ci mise l'assolo, anche quello però scritto da Mercury.
In netto contrasto con il resto della registrazione la chitarra regale fu registrata senza sovraincisioni.
All'epoca la malattia(l'AIDS) che porterà alla morte Mercury era ancora lontana (morirà nel 1991), la presa di coscienza della propria sessualità, il rapporto con Mary Austin che finiva.
Easy come, easy go, will you let me go. Bismillah! No, we will not let you go.
Molte delle parole appaiono nel Corano.
'Bismillah' per esempio, significa letteralmente "In nome di Allah."
Scaramouch, Scaramouch, will you do the Fandango.
'Scaramouch' metaforicamente vuol dire codardo presuntuoso.
Beelzebub has a devil put aside for me, for me, for me. Uno dei tanti nomi del diavolo.
C'è Zanzibar, dove era nato, c'è il profeta Zarathustra e la religione dei genitori di Mercury profondamente coinvolti nello Zoroastrismo, parole arabe.
Mercury però non ha mai dato molte spiegazioni "penso che la gente dovrebbe solo ascoltare, pensare, e poi dargli il significato che vuole".
Galileo.
Quel 'Galileo' però è dedicato a Brian May, appassionato di astronomia che racconta: "Non credo sapremo mai quale sia il significato di Bohemian Rhapsody, ma anche se lo sapessi non lo direi".
Secondo Lesley-Ann Jones, la canzone è la sua dichiarazione di omosessualità.
Intervistato dall'autrice nel 1986, Mercury non lo ammise.
Disse che era un testo che parlava di relazioni, restò vago.
Tuttavia la religione della sua famiglia, lo zoroastrismo, non accetta l'omosessualità.
Secondo altri "Bohemian Rhapsody parla di un uomo che non vuole combattere una guerra.
Quarant'anni dopo, Freddie, i suoi misteri e la rapsodia sono ancora vivi.
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sabato 31 ottobre 2015
I Queen e Il Mistero Del Testo Di Bohemian Rhapsody
lunedì 26 ottobre 2015
La Storia Degli Who e Le Follie Di Keith Moon: Alberghi Distrutti, Droga e Morte
Keith Moon nasce il 23 agosto 1947, primogenito di Kathleen e Alfred Moon, è stato il batterista che nel corso della sua vita ha distrutto più batterie rispetto a qualsiasi altro.
La band per cui passa alla storia sono ovviamente i The Who che vengono fondati nel 1962 da Peter Townshend, Roger Daltrey, John Entwistle a Londra e qualche anno dopo (1964) appunto Keith Moon.
Con queste parole si presentò a Pete Townshend dopo un concerto, si mise alla batteria e la distrusse suonando. Gli Who raggiungono il successo nel 1965, con l'uscita dell'album My Generation, il cui omonimo brano lanciato da un videoclip ottiene un grande successo "spero di morire prima di diventare vecchio" (per Moon questo verso fu profetico). Idem il grande successo "The Kids Are Alright". Gli Who nel corso della loro carriera hanno piazzato 27 singoli nei primi 40 posti delle classifiche di vendita britanniche e statunitensi.
I singoli raggiungono grande ribalta grazie anche alle trasmissioni di alcune radio pirata di oltremanica come Radio Caroline, tra i quali vanno ricordati "I Can't Explain", "Happy Jack", "I'm a Boy", "Pictures Of Lily" (inerente la masturbazione) e "Substitute".
In A Quick One, pubblicato nel 1966, è possibile notare il progredire della ricerca musicale di Townshend verso la realizzazione di un'opera Rock a carattere teatrale (ascoltare il medley "A Quick One While He's Away"), che si concretizzerà poi in Tommy (1969) e in Quadrophenia (1973), nel cui film associato si fece notare un giovanissimo Sting. In "Tommy" possiamo ricordare "Pinball Wizard", "Dogs Part Two", "Go To The Mirror", "Sally Simpson", "I'm Free", "Tommy, Can You Hear Me?", "See Me, Feel Me". La critica si spezzò in due: chi aveva compreso la grandezza degli Who e chi considera questa Opera Rock una mera operazione commerciale.
Per la verità di commercialità ce n'era poca e i vari intermezzi ne resero l'ascolto più difficile rispetto al normale. L'album venne bandito da molte stazioni radio inglesi ed americane per via degli argomenti trattati: dalla droga alla pedofilia.
"Vede questo è rumore. Questa invece è la musica degli Who", e riaccende lo stereo.
Si calcola che i danni fatte alle catene alberghiere ammonterebbero a 500mila dollari, l'Holiday Inn Hotel bandì in modo definitivo gli Who da tutte le loro catene alberghiere.
Durante uno show televisivo, per l’esecuzione di "My Generation" Moon prepara qualcosa di speciale, mette una carica di esplosivo sulla sua batteria. Alla fine della canzone, mentre gli altri distruggono le chitarre, lui dà un calcio alla batteria innescando l’esplosivo proprio vicino alla testa di Roger Daltrey. Risultato: i capelli del cantante prendono fuoco e Keith si becca alcune schegge della batteria sul braccio. Nel nel 1970 indossa l’uniforme nazista insieme al suo amico e artista Viv Stanshall. Dopo il servizio i due uscirono a bere senza essersi cambiati.
La reazione dei londinesi fu contrariata: ciò li spinse a fare di peggio, affittarono una Mercedes cabrio e si fecero un viaggetto nel quartiere ebraico di Londra. Altri suoi travestimenti furono quelli da suora e da papa.
La band per cui passa alla storia sono ovviamente i The Who che vengono fondati nel 1962 da Peter Townshend, Roger Daltrey, John Entwistle a Londra e qualche anno dopo (1964) appunto Keith Moon.
"Io suono meglio del vostro batterista!"
I singoli raggiungono grande ribalta grazie anche alle trasmissioni di alcune radio pirata di oltremanica come Radio Caroline, tra i quali vanno ricordati "I Can't Explain", "Happy Jack", "I'm a Boy", "Pictures Of Lily" (inerente la masturbazione) e "Substitute".
In A Quick One, pubblicato nel 1966, è possibile notare il progredire della ricerca musicale di Townshend verso la realizzazione di un'opera Rock a carattere teatrale (ascoltare il medley "A Quick One While He's Away"), che si concretizzerà poi in Tommy (1969) e in Quadrophenia (1973), nel cui film associato si fece notare un giovanissimo Sting. In "Tommy" possiamo ricordare "Pinball Wizard", "Dogs Part Two", "Go To The Mirror", "Sally Simpson", "I'm Free", "Tommy, Can You Hear Me?", "See Me, Feel Me". La critica si spezzò in due: chi aveva compreso la grandezza degli Who e chi considera questa Opera Rock una mera operazione commerciale.
Per la verità di commercialità ce n'era poca e i vari intermezzi ne resero l'ascolto più difficile rispetto al normale. L'album venne bandito da molte stazioni radio inglesi ed americane per via degli argomenti trattati: dalla droga alla pedofilia.
In "Quadrophenia" vennero scelti come singoli: "5.15", "Water", "Love, Reign o'er Me", "The Real Me" e " Doctor Jimmy". Vanno citate anche "I'm One", "Sea And Sand", "Bell Boy" e "Drowned".
Nel mezzo troviamo The Who Sell Out, uscito nel 1967, una sorte di omaggio alle radio pirata con tanto di stacchetti umoristici tra un pezzo all'altro, questo disco è ricordato per il singolo "I Can See For Miles", "Tattoo", "Armenia City In The Sky" e per "Rael".
Meritevole di grandi attenzioni anche Who's Next che trainato da "Baba O'Riley", "Behind Blue Eyes", "My Wife" e l'esplosiva "Won't Get Fooled Again" diviene il disco che ottiene più successo.
The Who By Numbers esce nel 1975 (ricordare il singolo "Squeeze Box" e "Dreaming From The Waist"), invece nel 1978 Who Are You (molto Radio Oriented grazie a "Sister Disco" o alla titletrack) fu l'ultimo disco con Keith Moon alla batteria che morirà di lì a poco per overdose. In ogni caso gli Who realizzarono altri due album con Jones come batterista, e precisamente Face Dances nel 1981 e It's Hard nel 1982. La perdita di Keith Moon fu comunque un duro colpo per la sezione ritmica del gruppo, idem a livello scenico. Gli album comunque ottennero un buon riscontro di vendite, anche perchè il sound era molto diverso dagli esordi e più Pop Oriented. Infine nel 2006, esce Endless Wire, oltre a Moon il disco è orfano anche di Entwistle (morto nel 2002 per eccessi dovuti all'abuso di cocaina). Disco dove gli Who, tra una citazione e l'altra al passato, diventano una parodia di loro stessi (senza offesa per nessuno).
KEITH MOON E GLI WHO: INCENDI, STRUMENTI ROTTI ED ALBERGHI DISTRUTTI
Il piccolo Keith dimostra un temperamento inquieto sin dai primi anni di scuola.
Un suo vecchio compagno di classe confessa: “A quei tempi non avrei mai pensato che un giorno sarebbe diventato famoso ma credevo piuttosto che prima o poi sarebbe finito in prigione, perché era sempre coinvolto in tutte le risse”.
I genitori lo iscrissero ad una banda, dove gli venne affidata la tromba; lo strumento non sembra il più adatto per il ragazzo, del tutto mancante della pazienza necessaria per esercitarsi.
I musicisti della banda non gradiscono particolarmente il ragazzo, così: “Mi diedero dei soldi per andarmene” “e fu lì che scoprii per la prima volta che grazie alla musica si poteva guadagnare del denaro!”.
La vita di Moon fu da sempre sregolata e segnata da momenti di grande soddisfazione ad altri di pesanti crisi dovuti a questioni familiari a quelli finanziari, un tenore di vita troppo alto rispetto alle sue possibilità, a quelli di salute con l'assunzione di droghe e grossi quantitativi di alcool.
Proprio dopo una grande ubriacata e dopo l'ennesima discussione con la moglie Mandy, Keith le puntò addosso una pistola carica, minacciandola. Dopo questa vicenda lei scappò via terrificata abbandonandolo definitivamente.
Sua moglie Kim lo ricorda cosi quando si erano appena sposati: "Quando mi innamorai di lui, Keith era dolcissimo e gentile, spiritoso ed affettuoso. Con il passare degli anni, e con il sorgere del problema della dipendenza dall’alcool, il marito ed il padre tenero divennero una persona violenta e gelosa. Quando Keith era sobrio, rivedevo in lui la persona di cui mi ero innamorata, ma quando beveva si trasformava in una sorta di mostro”
Oltre a distruggere i loro strumenti sul palco, Moon e gli Who divennero famosi per la poco invidiabile nomea di demolire le camere d'albergo in cui soggiornavano. Per ammazzare la noia, durante una tournée, Moon fece saltare in aria il bagno dell’albergo in cui soggiornava con un candelotto di dinamite. Pete Townshend entra nella suite di Keith Moon. Chiede al batterista se può usare il suo bagno. Keith gli dice ok, ma con un volto stranamente sorridente.
Townshend entra nel bagno, apparentemente sembra tutto in ordine, tranne un piccolo particolare: manca il water, al suo posto è rimasto solo un buco nel pavimento.
Nel mezzo troviamo The Who Sell Out, uscito nel 1967, una sorte di omaggio alle radio pirata con tanto di stacchetti umoristici tra un pezzo all'altro, questo disco è ricordato per il singolo "I Can See For Miles", "Tattoo", "Armenia City In The Sky" e per "Rael".
Meritevole di grandi attenzioni anche Who's Next che trainato da "Baba O'Riley", "Behind Blue Eyes", "My Wife" e l'esplosiva "Won't Get Fooled Again" diviene il disco che ottiene più successo.
The Who By Numbers esce nel 1975 (ricordare il singolo "Squeeze Box" e "Dreaming From The Waist"), invece nel 1978 Who Are You (molto Radio Oriented grazie a "Sister Disco" o alla titletrack) fu l'ultimo disco con Keith Moon alla batteria che morirà di lì a poco per overdose. In ogni caso gli Who realizzarono altri due album con Jones come batterista, e precisamente Face Dances nel 1981 e It's Hard nel 1982. La perdita di Keith Moon fu comunque un duro colpo per la sezione ritmica del gruppo, idem a livello scenico. Gli album comunque ottennero un buon riscontro di vendite, anche perchè il sound era molto diverso dagli esordi e più Pop Oriented. Infine nel 2006, esce Endless Wire, oltre a Moon il disco è orfano anche di Entwistle (morto nel 2002 per eccessi dovuti all'abuso di cocaina). Disco dove gli Who, tra una citazione e l'altra al passato, diventano una parodia di loro stessi (senza offesa per nessuno).
KEITH MOON E GLI WHO: INCENDI, STRUMENTI ROTTI ED ALBERGHI DISTRUTTI
Il piccolo Keith dimostra un temperamento inquieto sin dai primi anni di scuola.
Un suo vecchio compagno di classe confessa: “A quei tempi non avrei mai pensato che un giorno sarebbe diventato famoso ma credevo piuttosto che prima o poi sarebbe finito in prigione, perché era sempre coinvolto in tutte le risse”.
I genitori lo iscrissero ad una banda, dove gli venne affidata la tromba; lo strumento non sembra il più adatto per il ragazzo, del tutto mancante della pazienza necessaria per esercitarsi.
I musicisti della banda non gradiscono particolarmente il ragazzo, così: “Mi diedero dei soldi per andarmene” “e fu lì che scoprii per la prima volta che grazie alla musica si poteva guadagnare del denaro!”.
La vita di Moon fu da sempre sregolata e segnata da momenti di grande soddisfazione ad altri di pesanti crisi dovuti a questioni familiari a quelli finanziari, un tenore di vita troppo alto rispetto alle sue possibilità, a quelli di salute con l'assunzione di droghe e grossi quantitativi di alcool.
Proprio dopo una grande ubriacata e dopo l'ennesima discussione con la moglie Mandy, Keith le puntò addosso una pistola carica, minacciandola. Dopo questa vicenda lei scappò via terrificata abbandonandolo definitivamente.
Sua moglie Kim lo ricorda cosi quando si erano appena sposati: "Quando mi innamorai di lui, Keith era dolcissimo e gentile, spiritoso ed affettuoso. Con il passare degli anni, e con il sorgere del problema della dipendenza dall’alcool, il marito ed il padre tenero divennero una persona violenta e gelosa. Quando Keith era sobrio, rivedevo in lui la persona di cui mi ero innamorata, ma quando beveva si trasformava in una sorta di mostro”
Oltre a distruggere i loro strumenti sul palco, Moon e gli Who divennero famosi per la poco invidiabile nomea di demolire le camere d'albergo in cui soggiornavano. Per ammazzare la noia, durante una tournée, Moon fece saltare in aria il bagno dell’albergo in cui soggiornava con un candelotto di dinamite. Pete Townshend entra nella suite di Keith Moon. Chiede al batterista se può usare il suo bagno. Keith gli dice ok, ma con un volto stranamente sorridente.
Townshend entra nel bagno, apparentemente sembra tutto in ordine, tranne un piccolo particolare: manca il water, al suo posto è rimasto solo un buco nel pavimento.
Pete Townshend rimase di sasso: "Gesù Cristo, cos’è successo qui?".
"Oh niente, volevo solo provare le mie piccole bombe a mano. Sono fantastiche".
"Fantastiche?". "Si non distruggono tutto, ma solo quello che vuoi distruggere. Sono molto potenti. Mi sa che le userò tutte". "Come tutte? Quante ne hai?". "500"
In seguito, non contento, fece cadere dell’ascensore un materasso ad acqua bagnando tutta la hall.
"Moon avrebbe fatto qualsiasi cosa se sapeva che c'erano abbastanza persone intorno che non volevano che lo facesse"
In un’altra occasione, per celebrare il suo compleanno, dopo un concerto in cui naturalmente niente era rimasto integro, la band arrivò all’ Holiday Inn Hotel continuando a festeggiare e bere.
Questo fino a che Keith si avviò verso l’uscita, salì su una Cadillac parcheggiata fuori ed entro dentro l’Hotel gettandosi con la macchina dentro la piscina. Pare che l'Hotel abbia lasciato lì la macchina come una reliquia. Poi andarono via e sebbene fossero già in auto verso l’aeroporto, si ricordò di aver dimenticato qualcosa. Pretese di tornare in albergo, salì in camera e fece volare il televisore dalla finestra.
"Quasi me ne dimenticavo"
All’interno di un altro hotel Keith Moon stava ascoltando l’ultimo disco degli Who a tutto volume da uno stereo portatile. Il manager dell’hotel gli si avvicina e gli chiede più volte di spegnere quel «rumore», altrimenti avrebbe chiamato la polizia.
Keith Moon preme il tasto stop e offre un patto: "Se viene con me nella mia stanza, lo tengo spento, altrimenti riaccendo". Il manager accetta, lo segue fino al nono piano.
Entra nella sua stanza dopo aver lasciato il ghetto blaster davanti alla porta, e chiede al manager di aspettare fuori. Uscirà dopo due minuti dalla porta, fa segno all’altro di stare zitto, e dopo pochi secondi si sente un’esplosione dall’interno della sua stanza.
Il fumo invade il corridoio nel nono piano.
"Oh niente, volevo solo provare le mie piccole bombe a mano. Sono fantastiche".
"Fantastiche?". "Si non distruggono tutto, ma solo quello che vuoi distruggere. Sono molto potenti. Mi sa che le userò tutte". "Come tutte? Quante ne hai?". "500"
In seguito, non contento, fece cadere dell’ascensore un materasso ad acqua bagnando tutta la hall.
"Moon avrebbe fatto qualsiasi cosa se sapeva che c'erano abbastanza persone intorno che non volevano che lo facesse"
In un’altra occasione, per celebrare il suo compleanno, dopo un concerto in cui naturalmente niente era rimasto integro, la band arrivò all’ Holiday Inn Hotel continuando a festeggiare e bere.
Questo fino a che Keith si avviò verso l’uscita, salì su una Cadillac parcheggiata fuori ed entro dentro l’Hotel gettandosi con la macchina dentro la piscina. Pare che l'Hotel abbia lasciato lì la macchina come una reliquia. Poi andarono via e sebbene fossero già in auto verso l’aeroporto, si ricordò di aver dimenticato qualcosa. Pretese di tornare in albergo, salì in camera e fece volare il televisore dalla finestra.
"Quasi me ne dimenticavo"
All’interno di un altro hotel Keith Moon stava ascoltando l’ultimo disco degli Who a tutto volume da uno stereo portatile. Il manager dell’hotel gli si avvicina e gli chiede più volte di spegnere quel «rumore», altrimenti avrebbe chiamato la polizia.
Keith Moon preme il tasto stop e offre un patto: "Se viene con me nella mia stanza, lo tengo spento, altrimenti riaccendo". Il manager accetta, lo segue fino al nono piano.
Entra nella sua stanza dopo aver lasciato il ghetto blaster davanti alla porta, e chiede al manager di aspettare fuori. Uscirà dopo due minuti dalla porta, fa segno all’altro di stare zitto, e dopo pochi secondi si sente un’esplosione dall’interno della sua stanza.
Il fumo invade il corridoio nel nono piano.
"Vede questo è rumore. Questa invece è la musica degli Who", e riaccende lo stereo.
Si calcola che i danni fatte alle catene alberghiere ammonterebbero a 500mila dollari, l'Holiday Inn Hotel bandì in modo definitivo gli Who da tutte le loro catene alberghiere.
Durante uno show televisivo, per l’esecuzione di "My Generation" Moon prepara qualcosa di speciale, mette una carica di esplosivo sulla sua batteria. Alla fine della canzone, mentre gli altri distruggono le chitarre, lui dà un calcio alla batteria innescando l’esplosivo proprio vicino alla testa di Roger Daltrey. Risultato: i capelli del cantante prendono fuoco e Keith si becca alcune schegge della batteria sul braccio. Nel nel 1970 indossa l’uniforme nazista insieme al suo amico e artista Viv Stanshall. Dopo il servizio i due uscirono a bere senza essersi cambiati.
La reazione dei londinesi fu contrariata: ciò li spinse a fare di peggio, affittarono una Mercedes cabrio e si fecero un viaggetto nel quartiere ebraico di Londra. Altri suoi travestimenti furono quelli da suora e da papa.
Nel 1972 consuma due bottiglie di champagne e due bottiglie di brandy al giorno, spesso anche di più e comincia a miscelare questi due liquori nello stesso bicchiere. Dimostra anche uno dei più gravi segni di dipendenza dall’alcool, il bisogno di cominciare la giornata con un drink.
Nel 1973, dopo aver ingerito una grossa quantità di tranquillanti, collassa durante un concerto.
Trascinato sotto la doccia, gli infermieri lo rimettono in piedi ma tornato alla batteria collassa nuovamente finendo la serata in ospedale. Per terminare il concerto, gli altri membri chiedono per disperazione se tra il pubblico c’è qualcuno in grado di suonare la batteria.
Spinto fuori a forza dal pubblico e incoraggiato con un bicchiere di scotch, tale Scott Halpin ha la sua serata di popolarità assieme alla promessa di ricevere 1000 dollari e la giacca della band.
L'8 novembre 1974 a North Hollywod, ospite del programma Wide World della ABC, Moon si cimenta in un assolo di batteria di cinque minuti.
Ma quella che suona è una batteria molto particolare, visto che la grancassa contiene acqua e pesci rossi. Dopo l’assolo, dal pubblico qualcuno gli chiede che ne sarebbe stato dei pesci e lui risponde: "Anche i migliori batteristi hanno fame".
Nelle sue ville erano parcheggiate decine di automobili costose (anche se non aveva la patente di guida), ci sono giochi e intrattenimenti d’ogni genere, si trovano droghe ed alcolici in abbondanza ma non c’è una batteria. Quello che colpiva in Moon era il suo stile sicuramente innovativo ed originale per l'epoca, aveva una batteria composta da molti pezzi e fu tra i primi ad utilizzare la doppia cassa.
Era un batterista molto veloce preciso e trascinante.
Velocità e precisione che però calarono per forza di cose quando cominciò ad imbottirsi di droghe.
Per lui comunque la batteria andava suonata in compagnia: odiava studiare o suonare da solo.
I lunghi show di due ore e più, infatti, nei quali Keith brucia le tossine e suda abbondantemente (fino a perdere 3 kg per volta), sono per lui una vera e propria palestra, che gli consentono di sostenere il ritmo di vita devastante costituito da party notturni e infiniti drink.
L’ombra dell’alcolismo e dalla dipendenza dalle droghe minaccia sempre più la vita del ragazzo terribile. Nel 1975 è dipendente anche dalla cocaina.
L'OMICIDIO, LA PAZZIA, I TENTATIVI DI SUICIDIO E LA MORTE (1978)
Nella storia di ogni rock star maledetta, esiste sempre una scintilla/episodio in cui l’ingranaggio del successo si rivolta contro il protagonista determinando l’inizio di un lento declino verso il baratro della distruzione. Per Keith, questo avvenimento è rappresentato dalla tragica morte del suo autista ed assistente personale, avvenuta nel 1970, Neil Boland.
E’ lo stesso batterista, ubriaco fradicio, ad ucciderlo involontariamente investendolo maldestramente con la sua lussuosa Bentley nel tentativo di portarsi fuori da una cerchia di teppisti infuriati che lo inseguivano (dopo un litigio in un pub).
Keith, già provato dall’alcool e dalle droghe, entra in una fase di depressione e solitudine che resteranno sempre lontani dalla sua immagine pubblica, ma che saranno evidenti alle persone che gli staranno vicine fino alla sua scomparsa. Più volte tenta il suicidio (in più di un’occasione si taglia i polsi per attirare l’attenzione dei suoi amici); è notoriamente insicuro e afflitto dalla paura di restare solo. Inoltre è soggetto a scoppi di rabbia incontrollabile e a frequenti periodi di dissociazione.
Nel settembre del 1978 a pochi giorni dal suo rientro dagli USA dove si era recato per curarsi dalla dipendenza da sostanze psicotrope e dall'alcool, Keith partecipò alla prima del "Buddy Holly Story".
Quella sera con lui c'erano grandi personalità della musica quali Paul McCartney, Kenney Jones, David. Keith a metà della serata abbandonò il suo impegno insieme alla sua nuova fidanzata Annette Walter-Lax. Tornato a casa ebbe una discussione con Annette e sarebbero state le ultime parole pronunciate da Keith. Durante la notte si svegliò più volte per assumere i farmaci che gli erano stati prescritti contro l'alcoolismo: prese 32 pastiglie (già 6 sarebbero bastate per ucciderlo).
La mattina dopo la casa era spaventosamente silenziosa, Annette fu la prima ad accorgersi della morte di Keith, morte dovuta ad un overdose. Fu cremato al Golders Green Crematorium a Londra e per sua precisa volontà le sue ceneri furono sparse in un campo.
Zak Starkey ricorda così il suo eccezionale maestro: “Era assolutamente a corto di tecnica e suonava completamente ad orecchio. Non sapeva cosa fosse un paradiddle, ma quando era in forma lasciava tutti a bocca aperta. Normalmente devi prima conoscere le regole per poi poterle infrangere. Be, non credo che Keith abbia mai imparato le regole, ma continuava a farle a pezzi”.
Ricorda John Entwistle, bassista degli Who recentemente scomparso: "Keith non teneva il tempo particolarmente bene, dovetti spesso stabilire una media tra quel che suonava con la cassa e quello che faceva sul resto del kit per comprendere il suo tempo. Se si sentiva depresso le canzoni suonavano lente, se era eccitato le canzoni erano velocissime. Era eccezionale ma credo che lo sarebbe stato ancora di più se solo si fosse seduto dietro ai tamburi ed avesse dato più corda al suo talento. Ma lui non ha mai provato a chiedersi perché fosse così bravo. Era solo un batterista naturale".
39 anni dopo Keith Moon sembra non essere mai morto perchè il Comitato per i Giochi Olimpici lo invita all’inaugurazione di Londra 2012. A questa richiesta tra il comico e il macabro, risponde sarcastico il manager degli Who:
"Keith adesso risiede al crematorio di Gloders Green, dove è rimasto per gli ultimi 34 anni. Ma forse con un tavolo rotondo, qualche candela e qualche bicchiere, potreste riuscire a evocarlo attraverso una seduta spiritica"
Nel 1973, dopo aver ingerito una grossa quantità di tranquillanti, collassa durante un concerto.
Trascinato sotto la doccia, gli infermieri lo rimettono in piedi ma tornato alla batteria collassa nuovamente finendo la serata in ospedale. Per terminare il concerto, gli altri membri chiedono per disperazione se tra il pubblico c’è qualcuno in grado di suonare la batteria.
Spinto fuori a forza dal pubblico e incoraggiato con un bicchiere di scotch, tale Scott Halpin ha la sua serata di popolarità assieme alla promessa di ricevere 1000 dollari e la giacca della band.
L'8 novembre 1974 a North Hollywod, ospite del programma Wide World della ABC, Moon si cimenta in un assolo di batteria di cinque minuti.
Ma quella che suona è una batteria molto particolare, visto che la grancassa contiene acqua e pesci rossi. Dopo l’assolo, dal pubblico qualcuno gli chiede che ne sarebbe stato dei pesci e lui risponde: "Anche i migliori batteristi hanno fame".
Nelle sue ville erano parcheggiate decine di automobili costose (anche se non aveva la patente di guida), ci sono giochi e intrattenimenti d’ogni genere, si trovano droghe ed alcolici in abbondanza ma non c’è una batteria. Quello che colpiva in Moon era il suo stile sicuramente innovativo ed originale per l'epoca, aveva una batteria composta da molti pezzi e fu tra i primi ad utilizzare la doppia cassa.
Era un batterista molto veloce preciso e trascinante.
Velocità e precisione che però calarono per forza di cose quando cominciò ad imbottirsi di droghe.
Per lui comunque la batteria andava suonata in compagnia: odiava studiare o suonare da solo.
I lunghi show di due ore e più, infatti, nei quali Keith brucia le tossine e suda abbondantemente (fino a perdere 3 kg per volta), sono per lui una vera e propria palestra, che gli consentono di sostenere il ritmo di vita devastante costituito da party notturni e infiniti drink.
L’ombra dell’alcolismo e dalla dipendenza dalle droghe minaccia sempre più la vita del ragazzo terribile. Nel 1975 è dipendente anche dalla cocaina.
L'OMICIDIO, LA PAZZIA, I TENTATIVI DI SUICIDIO E LA MORTE (1978)
Nella storia di ogni rock star maledetta, esiste sempre una scintilla/episodio in cui l’ingranaggio del successo si rivolta contro il protagonista determinando l’inizio di un lento declino verso il baratro della distruzione. Per Keith, questo avvenimento è rappresentato dalla tragica morte del suo autista ed assistente personale, avvenuta nel 1970, Neil Boland.
E’ lo stesso batterista, ubriaco fradicio, ad ucciderlo involontariamente investendolo maldestramente con la sua lussuosa Bentley nel tentativo di portarsi fuori da una cerchia di teppisti infuriati che lo inseguivano (dopo un litigio in un pub).
Keith, già provato dall’alcool e dalle droghe, entra in una fase di depressione e solitudine che resteranno sempre lontani dalla sua immagine pubblica, ma che saranno evidenti alle persone che gli staranno vicine fino alla sua scomparsa. Più volte tenta il suicidio (in più di un’occasione si taglia i polsi per attirare l’attenzione dei suoi amici); è notoriamente insicuro e afflitto dalla paura di restare solo. Inoltre è soggetto a scoppi di rabbia incontrollabile e a frequenti periodi di dissociazione.
Nel settembre del 1978 a pochi giorni dal suo rientro dagli USA dove si era recato per curarsi dalla dipendenza da sostanze psicotrope e dall'alcool, Keith partecipò alla prima del "Buddy Holly Story".
Quella sera con lui c'erano grandi personalità della musica quali Paul McCartney, Kenney Jones, David. Keith a metà della serata abbandonò il suo impegno insieme alla sua nuova fidanzata Annette Walter-Lax. Tornato a casa ebbe una discussione con Annette e sarebbero state le ultime parole pronunciate da Keith. Durante la notte si svegliò più volte per assumere i farmaci che gli erano stati prescritti contro l'alcoolismo: prese 32 pastiglie (già 6 sarebbero bastate per ucciderlo).
La mattina dopo la casa era spaventosamente silenziosa, Annette fu la prima ad accorgersi della morte di Keith, morte dovuta ad un overdose. Fu cremato al Golders Green Crematorium a Londra e per sua precisa volontà le sue ceneri furono sparse in un campo.
Zak Starkey ricorda così il suo eccezionale maestro: “Era assolutamente a corto di tecnica e suonava completamente ad orecchio. Non sapeva cosa fosse un paradiddle, ma quando era in forma lasciava tutti a bocca aperta. Normalmente devi prima conoscere le regole per poi poterle infrangere. Be, non credo che Keith abbia mai imparato le regole, ma continuava a farle a pezzi”.
Ricorda John Entwistle, bassista degli Who recentemente scomparso: "Keith non teneva il tempo particolarmente bene, dovetti spesso stabilire una media tra quel che suonava con la cassa e quello che faceva sul resto del kit per comprendere il suo tempo. Se si sentiva depresso le canzoni suonavano lente, se era eccitato le canzoni erano velocissime. Era eccezionale ma credo che lo sarebbe stato ancora di più se solo si fosse seduto dietro ai tamburi ed avesse dato più corda al suo talento. Ma lui non ha mai provato a chiedersi perché fosse così bravo. Era solo un batterista naturale".
39 anni dopo Keith Moon sembra non essere mai morto perchè il Comitato per i Giochi Olimpici lo invita all’inaugurazione di Londra 2012. A questa richiesta tra il comico e il macabro, risponde sarcastico il manager degli Who:
"Keith adesso risiede al crematorio di Gloders Green, dove è rimasto per gli ultimi 34 anni. Ma forse con un tavolo rotondo, qualche candela e qualche bicchiere, potreste riuscire a evocarlo attraverso una seduta spiritica"
9 SPETTATORI MORTI NEL CONCERTO DI CINCINNATI (1979)
Durante un concerto degli Who a Cincinnati, la sera del concerto, gli spettatori stavano aspettando fuori dall'arena impazientemente, visto che i posti all'interno non erano assegnati e che i primi arrivati si sarebbero presi i posti migliori. La tensione salì quando le porte dell'arena non vennero aperte all'orario prestabilito e, a seguito del soundcheck della band, molti spettatori credettero che il concerto fosse già iniziato senza di loro. Finalmente, due delle porte d'entrata dell'arena vennero aperte e gli spettatori iniziarono a entrare. Gli spettatori che si trovavano di fronte alle porte ancora chiuse iniziarono a spingere per cercare di entrare. Altri suoni provenienti dall'interno fecero credere alla folla che il concerto fosse davvero iniziato. Nella mischia, 11 persone persero la vita per asfissia, mentre altre 26 furono ferite. Ai membri degli Who non fu detto nulla di ciò che era successo fino alla fine del concerto poiché si temeva che, se lo show fosse saltato, le conseguenze sarebbero state molto più gravi. Dopo 40 anni dalla tragedia, gli Who avrebbero dovuto esibirsi di nuovo a Cincinnati il 23 aprile 2020, per la prima volta da quel funesto 3 dicembre 1979. Come molti altri eventi, però, il concerto è stato rimandato a causa della pandemia da Coronavirus.
LA MORTE DI JOHN ENTWISTLE (2002)
Il bassista Entwistle morì nel 2002 a 57 anni, per abuso di cocaina. Tra tutti gli Who era quello più tranquillo sul palco, visto che Moon sfondava le batterie, Townshend distruggeva le chitarre e Daltrey era assolutamente scatenato saltando quà e là.
Umanamente considerato tra i migliori bassisti di tutti i tempi è ricordato anche per l'assolo di basso in "My Generation". Ai tempi 57enne, venne ritrovato morto in un letto d'albergo a Las Vegas accanto a una donna che aveva incontrato quella notte in un bar. Entwistle, che aveva una malattia coronarica, è stato trovato morto all'Hard Rock Hotel il 27 giugno, il giorno prima che la band iniziasse il tour.
All'inchiesta, tenuta vicino alla casa di Entwistle a Stow-on-the-Wold, Glos, è stato detto che era andato a letto con la donna alle 3 del mattino. Pare che lei lo abbia trovato morto alle 10 di mattina e freddo al tatto. La donna non è stata identificata durante l'udienza. Tuttavia, Alison Rowse, 32 anni, una spogliarellista, disse ai giornali che era con Entwistle la notte in cui è morto.
Entwistle, che si è sposato due volte, viveva con la sua ragazza, Lisa Pritchard-Johnson.
All'inchiesta è stato detto che Entwistle, un fumatore, aveva probabilmente preso cocaina circa tre o quattro ore prima della sua morte. Secondo l'inchiesta, John aveva anche problemi di ipertensione ed arterie coronarie danneggiate provate da decenni di abuso di cocaina.
PETE TOWNSHEND: DROGA, ALCOL E PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA
Il chitarrista e vocalist degli Who erano probabilmente i due membri della band inglese più scatenati sul palco. Come detto, Pete era solito distruggere le chitarre e saltare quà e là. Un po' come Daltrey del resto. Townshend ebbe anche problemi di alcool, LSD ed eroina. Iniziò con la marijuana ma smise a 22 anni e poi ebbe problemi di eroina dopo la morte di Moon nel 1979 e poi di abuso di alcool negli anni 80. Tra le altre cose, pare che fu proprio l’LSD e i sintomi che uscivano da questo abuso a fargli venire in mente l’idea di utilizzare ripetutamente gli effetti alla chitarra tramite i vari pedali. Inoltre come detto, prese l’abitudine di spaccare le chitarre sul palco come sintomo di ribellione.
In passato girarono voci (mai confermate) anche di un presunto stupro ma in ogni caso problemi con la giustizia ne ha avuti, nel corso della sua carriera, come quando nel 2003 fu arrestato dopo che sul suo computer vennero trovate foto pedopornografiche. Fu rilasciato su cauzione. In passato rivelò di aver subito violenze sessuali quando era bambino, è impegnato nel sostengo di organizzazioni benefiche che aiutano i minori abusati: "Sostenere enti di beneficenza che si occupano delle conseguenze dell’abuso sessuale sui minori è una cosa che mi sta particolarmente a cuore".
ROGER DALTREY E LE GROUPIES
A differenza degli altr membri della band, Daltrey non ha mai avuto problemi di tossicodipendenza, in quanto a suo dire, essendo cantante gli avrebbero rovinato la voce. Tuttavia anche Daltrey è ricordato per alcuni episodi, tipo quando venne dato per per morto. Il 30 maggio 1966, infatti, gli Who parteciparono in coppia con i Kinks al Festival Bill al Sincil Bank, stadio del Lincoln City FC.
Townshend quel giorno non era presente a causa di un incidente automobilistico avvenuto a Caenby Corner (appena fuori Lincoln) ed era stato sostituito da un roadie. L'11 giugno 1966 le radio europee annunciarono la morte di Roger Daltrey per errore. Un’informazione mal interpretata e presto smentita. Tutto a causa dell'incidente di Townshend.
In un'altra occasione credette di aver ucciso Townshend durante la realizzazione di "Quadrophenia" a seguito di una rissa.
Daltrey: "I tecnici sapevano di cosa fossi capace, così si sono messi in mezzo e mi hanno trattenuto. Pete ha iniziato a urlare dicendo 'lasciatelo andare! Lo uccido quel piccolo stronzo'. E così gli altri mi hanno lasciato andare. Tutto ciò che ricordo è che lui mi lanciò contro una Les Paul. Mi passò accanto all’orecchio e per poco non scrisse la parola fine alla storia degli Who. Dopo aver schivato l’ennesimo gancio, risposi con un montante sulla mascella. Pete rimbalzò indietro come se fosse stato fulminato. Poi cadde a terra, battendo la testa sul palco. In quel momento pensai di averlo ucciso"
Nonostante il cantante non abbia mai fatto uso di droghe pesanti, superati i 50 anni, Daltrey ha scoperto di essere padre di tre figli illegittimi, oltre agli altri cinque che ha. Questi sono nati nel periodo tra il divorzio con la prima moglie, Jackie Rickman, nel 1968 e il matrimonio con la seconda moglie, la modella Heather Taylor, conosciuta come la Foxy Lady di Jimi Hendrix, nel 1971.
Tuttavia la loro presenza è rimasta nascosta per anni, fino alla scoperta di Daltrey, che sembra abbia ricevuto per il suo compleanno la foto di una giovane ragazza che dichiarava di essere sua figlia.
domenica 25 ottobre 2015
Classifica Band Metal/Rock Più Rumorose: Decibel
L'importante è esagerare.
Esasperazione e trasgressione.
Trasgredire ogni regola del suono per essere duri come martelli: batterie che sparano colpi di cannone, chitarre dalle quali fuoriescono scariche elettriche.
In principio furono i Led Zeppelin di Whole Lotta Love ed Heartbreaker ad essere etichettati come la band più rumorosa del pianeta.
Poi toccò agli Who, sino ad arrivare a Motorhead e Manowar.
I Manowar giunser nel 1984 e nel 1994 a quota 129.5 dB ma il record dei Motorhead viene battuto nel 2008 (durante il soundcheck del Magic Circle Festival), arrivando a 139 dB.
A livello Rock/Metal, visti i soggetti, un record così "tamarro" non poteva che appartenere a Joey DeMaio e soci.
Apro una piccola parentesi: generalmente già superare i 90 dB può essere pericoloso, a livello di udito.
Per rendere un'idea il decollo di un aereo è 125 dB, invece un colpo di pistola o un auto di F1 140 dB.
Un razzo appena sparato 180 dB.
I danni all'udito possono essere permanenti sui 125 dB
CRONOSTORIA DECIBEL: BAND PIU' RUMOROSE
1969=Led Zeppelin (Honolulu, Hawaii) 130 dB (durante Heartbreaker)
1972=Deep Purple (London Rainbow Theatre) 117 dB (3 fan persero conoscenza)
1976=The Who (The Valley) 126 dB
1980=AC/DC (Back In Black Tour) poco meno di 130 dB
1984=Manowar 129.5 dB
1986=Motorhead (Cleveland Variety Theatre) 130 dB (pare che l'impianto subì diversi danni)
2008=Manowar (Magic Circle Fest) 139 dB
2009=Kiss (Ottawa) 136 dB
Esasperazione e trasgressione.
Trasgredire ogni regola del suono per essere duri come martelli: batterie che sparano colpi di cannone, chitarre dalle quali fuoriescono scariche elettriche.
In principio furono i Led Zeppelin di Whole Lotta Love ed Heartbreaker ad essere etichettati come la band più rumorosa del pianeta.
Poi toccò agli Who, sino ad arrivare a Motorhead e Manowar.
I Manowar giunser nel 1984 e nel 1994 a quota 129.5 dB ma il record dei Motorhead viene battuto nel 2008 (durante il soundcheck del Magic Circle Festival), arrivando a 139 dB.
A livello Rock/Metal, visti i soggetti, un record così "tamarro" non poteva che appartenere a Joey DeMaio e soci.
Apro una piccola parentesi: generalmente già superare i 90 dB può essere pericoloso, a livello di udito.
Per rendere un'idea il decollo di un aereo è 125 dB, invece un colpo di pistola o un auto di F1 140 dB.
Un razzo appena sparato 180 dB.
I danni all'udito possono essere permanenti sui 125 dB
CRONOSTORIA DECIBEL: BAND PIU' RUMOROSE
1969=Led Zeppelin (Honolulu, Hawaii) 130 dB (durante Heartbreaker)
1972=Deep Purple (London Rainbow Theatre) 117 dB (3 fan persero conoscenza)
1976=The Who (The Valley) 126 dB
1980=AC/DC (Back In Black Tour) poco meno di 130 dB
1984=Manowar 129.5 dB
1986=Motorhead (Cleveland Variety Theatre) 130 dB (pare che l'impianto subì diversi danni)
2008=Manowar (Magic Circle Fest) 139 dB
2009=Kiss (Ottawa) 136 dB
domenica 11 ottobre 2015
La Storia Dei Type O Negative e La Morte Di Peter Steele
Dopo gli Aggression e i Carnivore, Peter Steele nel 1987 fonda i Type O Negative con Sal Abruscato, Kenny Hickey e Josh Silver. In quel inferno sonoro e depresso, il complesso ha scolpito alcune delle pagine più drammatiche ed allucinanti della storia del Rock e del Metal. I Type O Negative, in breve tempo, diventano profeti del vuoto assoluto. Steele sprofonda in continue crisi esistenziali. Spesso parla di suicidio, ma non tutti sembrano prenderlo sul serio: in un certo senso si burla del mondo ma probabilmente fragile lo era per davvero.
I DISCHI
Firmato un contratto con la Roadrunner, il quartetto registra in poco tempo il suo debutto: Slow, Deep And Hard (copertina viene presa da un giornale Porno). L'album uscito nel 1991 sovrasta per drammaticità ed efferatezza qualsiasi altra cosa pubblicata in quel periodo. Non solo: negli annali del Metal, sarà ricordato come una delle pagine più nere e deliranti di sempre. Il sound è funereo, a tratti quasi irreale; un sound che è, al tempo stesso, anche volutamente sperimentale. Tutti questi fattori, uniti allo humour nero del leader, ne fanno, senza ombra di dubbio, il più creativo album di sempre, in ambito Metal e non solo. Il lavoro di Silver alle tastiere e il basso di Steele, la fanno da padrone. La opener "Unsuccessfully Coping with the Natural Beauty of Infidelity" rimarrà nella storia della band.
I DISCHI
Firmato un contratto con la Roadrunner, il quartetto registra in poco tempo il suo debutto: Slow, Deep And Hard (copertina viene presa da un giornale Porno). L'album uscito nel 1991 sovrasta per drammaticità ed efferatezza qualsiasi altra cosa pubblicata in quel periodo. Non solo: negli annali del Metal, sarà ricordato come una delle pagine più nere e deliranti di sempre. Il sound è funereo, a tratti quasi irreale; un sound che è, al tempo stesso, anche volutamente sperimentale. Tutti questi fattori, uniti allo humour nero del leader, ne fanno, senza ombra di dubbio, il più creativo album di sempre, in ambito Metal e non solo. Il lavoro di Silver alle tastiere e il basso di Steele, la fanno da padrone. La opener "Unsuccessfully Coping with the Natural Beauty of Infidelity" rimarrà nella storia della band.
La voce di Steele suona disgustata al ricordo di un amore tormentato e infelice, ad esempio "I Know You're Fucking Someone Else" viaggia lungo le coordinate di una melodia tastieristica fortemente "progressiva". "Glass Walls Of Limbo (Dance Mix)", è uno strumentale atrocemente gotico, con cori di fantasmi e flagellazioni di peccatori; sullo sfondo, l'ultima eredità della civiltà umana: un'eco terribile e straziante di dolore eterno. La minacciosa "Socioparasite" innesca "Waste Of Life", che si riallaccia alla parte iniziale, prima di lanciare un'altra scorribanda tra le strade di New York, con Steele letteralmente su di giri, la chitarra impazzita e le tastiere perfettamente a loro agio nel puntellare la cadenza con tocchi subliminali e asciutti. Solo un senso tragico dell'esistenza poteva spingere questo personaggio tanto scomodo quanto provocatore a dichiarare: "Qualunque cosa fai, muori.". E ancora: "Odio tutte le razze in modo equo, perché è con l'umanità nel suo insieme che ce l'ho".
Un organo solenne, crea un maestoso effetto di suspence, preludio alla descrizione effettiva dell'omicidio in "Kill You Tonight", una travolgente cavalcata infestata da tastiere rutilanti e cori goliardici. Il penultimo brano è "The Misinterpretation Of Silence And Its Disastrous Consequences" che è una traccia muta come se il disco fosse finito o danneggiato e servirebbe all'ascoltatore a far aumentare il volume per spianare la strada all'ultima canzone. Ultimo brano di questa apoteosi dell'odio è appunto "Gravitational Constant: G="6.67x10-8cm3gm-1sec-2"", subito catapultato in un rituale Thrash dalle forti ascendenze melodiche, con Steele che declama l'inspiegabilità dell'esistenza ("Unjustifiable Existence"). Alla fine di questo viaggio maledetto tra i labirinti della psiche umana non può esserci, secondo Steele, nient'altro che il suicidio, l'unica vera espressione totale dell'individuo (".suicide is self expression."). Su queste parole, si innalza un coro epico, conferendo al tutto un valore sacrale. Come era prevedibile, non appena pubblicato, "Slow, Deep And Hard" scatena critiche furibonde. Da più parti giungono accuse di sessismo, misoginia e, addirittura, di nazi-fascismo. Ma a nessuno viene in mente che, molto probabilmente, Steele si sta facendo beffe di tutti, anche di se stesso. Ad ogni modo, queste accuse, pur lasciando il tempo che trovano, non permettono alla band di avere un consistente riscontro di pubblico. L'anno successivo esce "The Origin Of The Feces" che è un finto live registrato in studio con copertina censurata (rappresentava originariamente l'ano di Steele) ideato per prendere in giro coloro che li criticavano. Si ascoltano delle voci di protesta di persone, insulti tra Steele e il pubblico ed anche un allarme bomba (che successe davvero alla band): si tratta di effetti aggiunti alle registrazioni. Le canzoni sono le stesse del primo album, a parte una intro e una cover, anche se presentano titolo modificati.
Nel 1993 ecco arrivare Bloody Kisses, in cui la componente gotica, diventata dominante.
"Christian Woman", è accompagnato da un tappeto di tastiere gotiche, "Black No.1", altro grande loro successo, continua ad assemblare accelerazioni e lande desolate, "Kill All The White People" è più Hardcore (la canzone venne molto criticata per il suo testo dove la band se la prendeva con i non bianchi e poi come da titolo con i bianchi stessi). Un organo maestoso dà il via alla title-track, vicinissima al clima apocalittico di "Slow, Deep And Hard" e che viene tagliata improvvisamente (opo quasi 11 minuti) per dare il via alla successiva. L'incedere lento e sofferto è perfetto per la voce tenebrosa di uno Steele raramente così convincente. "Blood & Fire" si fregia di un'atmosfera minacciosamente sensuale, oltre che di un magistrale lavoro di Hickey alla chitarra. Particolari invece "Machine Screw" (orgasmo femminile e stridori metallici), "Fay Wray Come Out And Play" (recitato horror di Steele, urla e un gelido scrosciare di pioggia), "3.O.I.F." (voci e spazi dilatati nel vuoto). In chiusura, invece, giunge la lenta vertigine psichedelica di "Can't Lose You", nella quale fa capolino anche il sitar di Paul Bento.
October Rust (1996), accantona totalmente gli psicodrammi post-nucleari degli esordi, "rallentando" il ritmo dei brani. Ma da un punto di vista prettamente artistico, l'opera, pur avendo dei momenti davvero eccezionali, non riesce nemmeno lontanamente a raggiungere gli abissi dell'esordio. L'album è aperto da "Bad Ground" che è un fruscio tipo cassetta, segue un intro senza titolo, anche il pezzo finale è un outro senza titolo.
La traccia numero 3 "Love You To Death", "Die With Me" (che inizia con una vena acustica, per poi diventare man mano sempre più progressiva), "Be My Druidess", "My Girlfriend's Girlfriend" e "Wolf Moone" e "In Praise Of Bacchus" (ipnotica e sontuosa) forse sono le più belle dell'intero disco.
Segue World Coming Down, uscito nel 1999. Si tratta di un'opera dove la componente "negativa" o se preferite depressiva ha raggiunto dei livelli preoccupanti (anche a causa dell'abuso di droga ed alcol della band). I brani si susseguono in un'atmosfera rassegnata e desolata per atmosfere agghiaccianti. La musica, in generale, è più atmosferica e meno Heavy (anche se i riff rimangono belli pesanti e molto Sabbath). Steele, dopo alcuni problemi di droga e gravi lutti in famiglia, si ritrova a meditare, con le sue liriche, sulla situazione del mondo alla fine del millennio. Di riflesso, anche il mondo del discusso frontman sta crollando: non ci sono più illusioni all'orizzonte. Non c'è più nulla. L'ironia lascia il posto a una cupa e rassegnata visione dell'esistenza. Tanto cupa che, forse, anche il suicidio ha perso la sua forza ribelle. E la musica, con la sua lentezza esasperata non fa altro che riflettere questo stato di cose. Tra i brani, vanno segnalati "White Slavery" (un pezzo autodistruttivo che parla di cocaina, con solenni scenografie tastieristiche); "Everyone I Love Is Dead", "Who Will Save The Sane", "Creepy Green Light" (introdotta dal basso cupo di Steele e divisa in due parti da un break di organo), "Everything Dies" (con un riff molto pesante a preparare il terreno per una melodia tristissima, sostenuta dal lavoro di pianoforte di Silver e dalla voce calda e profonda di Steele). "Sinus" rappresenta un battito cardiaco dopo una sniffata di cocaina, Steele ha sempre ribadito che questa traccia non riusciva ad ascoltarla perchè gli metteva troppa ansia. Anche "Pyretta Blaze" e "All Hallows Eve" sono buone canzoni "World Coming Down" comunque è un flop commerciale.
Un organo solenne, crea un maestoso effetto di suspence, preludio alla descrizione effettiva dell'omicidio in "Kill You Tonight", una travolgente cavalcata infestata da tastiere rutilanti e cori goliardici. Il penultimo brano è "The Misinterpretation Of Silence And Its Disastrous Consequences" che è una traccia muta come se il disco fosse finito o danneggiato e servirebbe all'ascoltatore a far aumentare il volume per spianare la strada all'ultima canzone. Ultimo brano di questa apoteosi dell'odio è appunto "Gravitational Constant: G="6.67x10-8cm3gm-1sec-2"", subito catapultato in un rituale Thrash dalle forti ascendenze melodiche, con Steele che declama l'inspiegabilità dell'esistenza ("Unjustifiable Existence"). Alla fine di questo viaggio maledetto tra i labirinti della psiche umana non può esserci, secondo Steele, nient'altro che il suicidio, l'unica vera espressione totale dell'individuo (".suicide is self expression."). Su queste parole, si innalza un coro epico, conferendo al tutto un valore sacrale. Come era prevedibile, non appena pubblicato, "Slow, Deep And Hard" scatena critiche furibonde. Da più parti giungono accuse di sessismo, misoginia e, addirittura, di nazi-fascismo. Ma a nessuno viene in mente che, molto probabilmente, Steele si sta facendo beffe di tutti, anche di se stesso. Ad ogni modo, queste accuse, pur lasciando il tempo che trovano, non permettono alla band di avere un consistente riscontro di pubblico. L'anno successivo esce "The Origin Of The Feces" che è un finto live registrato in studio con copertina censurata (rappresentava originariamente l'ano di Steele) ideato per prendere in giro coloro che li criticavano. Si ascoltano delle voci di protesta di persone, insulti tra Steele e il pubblico ed anche un allarme bomba (che successe davvero alla band): si tratta di effetti aggiunti alle registrazioni. Le canzoni sono le stesse del primo album, a parte una intro e una cover, anche se presentano titolo modificati.
Nel 1993 ecco arrivare Bloody Kisses, in cui la componente gotica, diventata dominante.
"Christian Woman", è accompagnato da un tappeto di tastiere gotiche, "Black No.1", altro grande loro successo, continua ad assemblare accelerazioni e lande desolate, "Kill All The White People" è più Hardcore (la canzone venne molto criticata per il suo testo dove la band se la prendeva con i non bianchi e poi come da titolo con i bianchi stessi). Un organo maestoso dà il via alla title-track, vicinissima al clima apocalittico di "Slow, Deep And Hard" e che viene tagliata improvvisamente (opo quasi 11 minuti) per dare il via alla successiva. L'incedere lento e sofferto è perfetto per la voce tenebrosa di uno Steele raramente così convincente. "Blood & Fire" si fregia di un'atmosfera minacciosamente sensuale, oltre che di un magistrale lavoro di Hickey alla chitarra. Particolari invece "Machine Screw" (orgasmo femminile e stridori metallici), "Fay Wray Come Out And Play" (recitato horror di Steele, urla e un gelido scrosciare di pioggia), "3.O.I.F." (voci e spazi dilatati nel vuoto). In chiusura, invece, giunge la lenta vertigine psichedelica di "Can't Lose You", nella quale fa capolino anche il sitar di Paul Bento.
October Rust (1996), accantona totalmente gli psicodrammi post-nucleari degli esordi, "rallentando" il ritmo dei brani. Ma da un punto di vista prettamente artistico, l'opera, pur avendo dei momenti davvero eccezionali, non riesce nemmeno lontanamente a raggiungere gli abissi dell'esordio. L'album è aperto da "Bad Ground" che è un fruscio tipo cassetta, segue un intro senza titolo, anche il pezzo finale è un outro senza titolo.
La traccia numero 3 "Love You To Death", "Die With Me" (che inizia con una vena acustica, per poi diventare man mano sempre più progressiva), "Be My Druidess", "My Girlfriend's Girlfriend" e "Wolf Moone" e "In Praise Of Bacchus" (ipnotica e sontuosa) forse sono le più belle dell'intero disco.
Segue World Coming Down, uscito nel 1999. Si tratta di un'opera dove la componente "negativa" o se preferite depressiva ha raggiunto dei livelli preoccupanti (anche a causa dell'abuso di droga ed alcol della band). I brani si susseguono in un'atmosfera rassegnata e desolata per atmosfere agghiaccianti. La musica, in generale, è più atmosferica e meno Heavy (anche se i riff rimangono belli pesanti e molto Sabbath). Steele, dopo alcuni problemi di droga e gravi lutti in famiglia, si ritrova a meditare, con le sue liriche, sulla situazione del mondo alla fine del millennio. Di riflesso, anche il mondo del discusso frontman sta crollando: non ci sono più illusioni all'orizzonte. Non c'è più nulla. L'ironia lascia il posto a una cupa e rassegnata visione dell'esistenza. Tanto cupa che, forse, anche il suicidio ha perso la sua forza ribelle. E la musica, con la sua lentezza esasperata non fa altro che riflettere questo stato di cose. Tra i brani, vanno segnalati "White Slavery" (un pezzo autodistruttivo che parla di cocaina, con solenni scenografie tastieristiche); "Everyone I Love Is Dead", "Who Will Save The Sane", "Creepy Green Light" (introdotta dal basso cupo di Steele e divisa in due parti da un break di organo), "Everything Dies" (con un riff molto pesante a preparare il terreno per una melodia tristissima, sostenuta dal lavoro di pianoforte di Silver e dalla voce calda e profonda di Steele). "Sinus" rappresenta un battito cardiaco dopo una sniffata di cocaina, Steele ha sempre ribadito che questa traccia non riusciva ad ascoltarla perchè gli metteva troppa ansia. Anche "Pyretta Blaze" e "All Hallows Eve" sono buone canzoni "World Coming Down" comunque è un flop commerciale.
Dopo 4 anni, esce Life Is Killing Me, che non fa altro che continuare lungo la strada del progressivo annullamento di quella brutalità selvaggia che contraddistinse i loro esordi, a favore di una sempre maggiore attenzione alla costruzione delle melodie, al lavoro sui suoni e sugli arrangiamenti.
Il formato delle canzoni resta più o meno sempre lo stesso: brani lunghi e distesi su progressioni eleganti, ma anche molto poco incisive. Insomma, la forza del gruppo si sente nel pieno delle sue potenzialità in un brano come l’irresistibile, micidiale "I Don’t Wanna Be Me", che termina addirittura con inserti Ambient. Vanno citate anche "I Like Goils" (Goils è una storpiatura di Girls), "The Dream Is Dead", "Less Than Zero" e "(We Were) Elecrocute". C’è però ancora la capacità di creare un capolavoro come "Anesthesia" misto di Gothic ed Horror. Segue Dead Again (2007) che non si discosta poi di molto dagli anni recenti: tra atmosfere Heavy, Gotiche e spruzzate di Psichedelia quà e là, finale degno per un personaggio molto controverso. Tra le tracks da citare "Dead Again", "Halloween In Heaven", "The Profits Of Doom", "Tripping A Blind Man", "Some Stupid Tomorrow" e la pietra tombale alla carriera (all'insaputa della band) con la finale e "Hail And Farewell To Britain".
PETER STEELE: DROGA, TENTATIVI DI SUICIDIO, CARCERE, MANICOMIO E MORTE
Steele nasce a Brooklyn nel 1962, morirà nel 2010, a 48 anni. Steele era un uomo debole, la cui fragilità era sotto gli occhi di tutti, probabilmente molto diverso da colui che per anni si era preso gioco del mondo intero affermando di odiare tutti, o della necessità di uccidere tutti gli uomini sulla terra. L’aura strafottente e noncurante che circondava la band piano piano, con il passare degli anni, andava perduta. Steele era un gran bevitore di vino rosso e nel corso della sua carriera aveva avuto anche problemi di droga (cocaina in primis).
Beveva vino rosso sul palco ed altri alcolici prima di salire sopra. Da segnalare che nel 1995 posò nudo sulla rivista "Playgirl", in seguito si pentirà di questa decisione. Ad ogni modo durante "World Coming Down" (1999) morì la madre dopo una lunga malattia ed è allora che Steele molla definitivamente il colpo. Tuttavia la vita di Steele in questi anni stava andando a rotoli tra lutti (padre e madre come detto) e problemi amorosi. "Life Is Killing Me" segna la fine del contratto con Roadrunner e terminato il tour l’uomo si chiude in casa e concentra tutte le energie sul bere e drogarsi.
Diversi furono i tentativi di suicidio, sino al 2005 quando saltarono fuori pettegolezzi non confermati che parlavano della morte di Peter Steele dopo che la band inserì sul sito un'immagine di una lapide che portava il suo nome e le date 1962-2005. Il sito rimosse l'immagine nell'ottobre del 2005.
In quell'anno appunto sparì nel nulla, come si saprà in seguito venne arrestato per aver massacrato di botte un tizio che ci aveva provato con la sua ragazza. Steele finì in carcere per sei mesi e poi, appena uscito, in un manicomio. E' anche in questo periodo che finisce in centri di riabilitazione e confessa di aver abusato di alcool e di cocaina sin dall'età di 38 anni. Steele ricompare in pubblico nel 2007 in occasione della promozione di "Dead Again", rilasciando una serie di interviste in cui rivela molti dettagli della sua detenzione e apostrofa come “drug addicts” tutti i membri rimasti in vita della sua famiglia. La prigionia e il trattamento sanitario hanno lasciato segni evidenti e irreparabili: appesantito, con lo sguardo perso nel vuoto, diverso. Riesuma anche la sua vecchia band, i Carnivore ma ormai è un'altra persona: ormai andato. Sino all'ultima battaglia, persa, il 14 Aprile 2010 quando Steele verrà trovato morto. Il referto ufficiale riporta arresto cardiaco, ma la vita privata di Steele, i suoi precedenti tentativi di suicidio, il fatto che soffrisse di depressione e soprattutto un'analisi dei testi delle sue canzoni, possono far presupporre che dietro la notizia dell'infarto la famiglia abbia voluto celare il suicidio del musicista. Ad esempio in "World Coming Down" del 1999 Steele canta "It's better to burn, quickly and bright Than slowly and dull without a fight" (È meglio bruciare veloce e al top, che in modo lento e miserabile, senza combattere) e questa frase è molto simile a quella lasciata da Kurt Cobain il giorno che si sparò. In realtà, come abbiamo visto in precedenza, sono tanti i testi intrisi di pessimismo ed humor nerissimo. Siccome già in passato si erano diffuse voci sulla sua morte, quando vengono diramati i comunicati, nessuno nella community Metal ci crede (la conferma ufficiale e definitiva arriverà ben 6 mesi dopo dai membri della band). Il decesso di Peter Steele ha decretato lo scioglimento dei Type O Negative e i restanti membri non hanno avuto alcuna intenzione di sostituirlo.
Il formato delle canzoni resta più o meno sempre lo stesso: brani lunghi e distesi su progressioni eleganti, ma anche molto poco incisive. Insomma, la forza del gruppo si sente nel pieno delle sue potenzialità in un brano come l’irresistibile, micidiale "I Don’t Wanna Be Me", che termina addirittura con inserti Ambient. Vanno citate anche "I Like Goils" (Goils è una storpiatura di Girls), "The Dream Is Dead", "Less Than Zero" e "(We Were) Elecrocute". C’è però ancora la capacità di creare un capolavoro come "Anesthesia" misto di Gothic ed Horror. Segue Dead Again (2007) che non si discosta poi di molto dagli anni recenti: tra atmosfere Heavy, Gotiche e spruzzate di Psichedelia quà e là, finale degno per un personaggio molto controverso. Tra le tracks da citare "Dead Again", "Halloween In Heaven", "The Profits Of Doom", "Tripping A Blind Man", "Some Stupid Tomorrow" e la pietra tombale alla carriera (all'insaputa della band) con la finale e "Hail And Farewell To Britain".
PETER STEELE: DROGA, TENTATIVI DI SUICIDIO, CARCERE, MANICOMIO E MORTE
Steele nasce a Brooklyn nel 1962, morirà nel 2010, a 48 anni. Steele era un uomo debole, la cui fragilità era sotto gli occhi di tutti, probabilmente molto diverso da colui che per anni si era preso gioco del mondo intero affermando di odiare tutti, o della necessità di uccidere tutti gli uomini sulla terra. L’aura strafottente e noncurante che circondava la band piano piano, con il passare degli anni, andava perduta. Steele era un gran bevitore di vino rosso e nel corso della sua carriera aveva avuto anche problemi di droga (cocaina in primis).
Beveva vino rosso sul palco ed altri alcolici prima di salire sopra. Da segnalare che nel 1995 posò nudo sulla rivista "Playgirl", in seguito si pentirà di questa decisione. Ad ogni modo durante "World Coming Down" (1999) morì la madre dopo una lunga malattia ed è allora che Steele molla definitivamente il colpo. Tuttavia la vita di Steele in questi anni stava andando a rotoli tra lutti (padre e madre come detto) e problemi amorosi. "Life Is Killing Me" segna la fine del contratto con Roadrunner e terminato il tour l’uomo si chiude in casa e concentra tutte le energie sul bere e drogarsi.
Diversi furono i tentativi di suicidio, sino al 2005 quando saltarono fuori pettegolezzi non confermati che parlavano della morte di Peter Steele dopo che la band inserì sul sito un'immagine di una lapide che portava il suo nome e le date 1962-2005. Il sito rimosse l'immagine nell'ottobre del 2005.
In quell'anno appunto sparì nel nulla, come si saprà in seguito venne arrestato per aver massacrato di botte un tizio che ci aveva provato con la sua ragazza. Steele finì in carcere per sei mesi e poi, appena uscito, in un manicomio. E' anche in questo periodo che finisce in centri di riabilitazione e confessa di aver abusato di alcool e di cocaina sin dall'età di 38 anni. Steele ricompare in pubblico nel 2007 in occasione della promozione di "Dead Again", rilasciando una serie di interviste in cui rivela molti dettagli della sua detenzione e apostrofa come “drug addicts” tutti i membri rimasti in vita della sua famiglia. La prigionia e il trattamento sanitario hanno lasciato segni evidenti e irreparabili: appesantito, con lo sguardo perso nel vuoto, diverso. Riesuma anche la sua vecchia band, i Carnivore ma ormai è un'altra persona: ormai andato. Sino all'ultima battaglia, persa, il 14 Aprile 2010 quando Steele verrà trovato morto. Il referto ufficiale riporta arresto cardiaco, ma la vita privata di Steele, i suoi precedenti tentativi di suicidio, il fatto che soffrisse di depressione e soprattutto un'analisi dei testi delle sue canzoni, possono far presupporre che dietro la notizia dell'infarto la famiglia abbia voluto celare il suicidio del musicista. Ad esempio in "World Coming Down" del 1999 Steele canta "It's better to burn, quickly and bright Than slowly and dull without a fight" (È meglio bruciare veloce e al top, che in modo lento e miserabile, senza combattere) e questa frase è molto simile a quella lasciata da Kurt Cobain il giorno che si sparò. In realtà, come abbiamo visto in precedenza, sono tanti i testi intrisi di pessimismo ed humor nerissimo. Siccome già in passato si erano diffuse voci sulla sua morte, quando vengono diramati i comunicati, nessuno nella community Metal ci crede (la conferma ufficiale e definitiva arriverà ben 6 mesi dopo dai membri della band). Il decesso di Peter Steele ha decretato lo scioglimento dei Type O Negative e i restanti membri non hanno avuto alcuna intenzione di sostituirlo.
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giovedì 24 settembre 2015
La Storia Dei Terra Tenebrosa: L'Anonimato e Lo Scambio Degli Strumenti
I Terra Tenebrosa si formano a Stoccolma nel 2009.
La band è formata da The Cuckoo, Hibernal ed Hisperdal l'idea è quella di fondere, in un grande calderone, Black Metal, Death/Doom, Avantgarde, Sludge, Noise, Industrial ed Ambient.
Con qualche spruzzata di Hardcore perchè, a quanto si sa, due dei membri provengono dai Breach.
Dal punto di vista musicale, oltre alle influenze Black Metal, troviamo rimandi agli Isis, ai Neurosis ma anche a qualcosa degli Agalloch.
Anche band come Slagmaur o, spostandoci maggiormente sul Black, come Deathspell Omega, Sunn O))) e Blut Aus Nord vengono costantemente chiamate in causa.
Il mistero che aleggia intorno alla band, oltre che per la sinistra proposta musicale, riguarda l'identità esatta dei membri essendo ignota.
Inizialmente la band aveva deciso di non esibirsi dal vivo, poi, in seguito hanno iniziato a suonare on stage. The Cuckoo (nome a quanto si sa connesso con la pazzia) è il leader della band, gli altri membri suonano anche loro coperti da maschere o incappucciati.
A livello musicale, l'unica figura fissa è il vocalist: tutti gli altri si scambiano gli strumenti.
"The Cuckoo è tornato dall'oblio per trovare una voce, e io sono quella voce.
E ho detto che è in grado di farti a pezzi, perchè quando mi allontano troppo dal percorso che mi ero prefissato, mi sento come punito.
Capita che mi senta disorientato e non sia in grado di ragionare a mente lucida, posso anche cadere in depressione, o altre strane situazioni possono verificarsi.
Inutile dire che The Cuckoo è un amico e un parassita insieme, siamo in uno stato quasi simbiotico.
Come ho detto, divento pretenzioso, ma è questo che è The Cuckoo.
Gli altri possono percepirlo come semplice intrattenimento, e mi sta bene, però per me è un'enorme parte della mia vita".
I DISCHI
Vengono messi sotto contratto con la svedese Trust No One Recordings e nel 2011 esce “The Tunnels”.
Le atmosfere sono malsane e malate, i suoni distorti all'eccesso e i ritmi ossessivi conferiscono all'opera un aspetto sinistro, che difficilmente non farà breccia nei cuori degli amanti del metal più estremo.
Le sette canzoni qui contenute, per un minutaggio complessivo di 47', sono nere come la pece.
Ma non come un immaginario Depressive Black o Black norvegese, parlerei più che altro di un vero e proprio scenario Horror.
I brani sono strutturalmente semplici: i tre non ricorrono mai ad architetture complesse, preferendo un approccio lineare e diretto.
Proprio questa scelta contribuisce a rendere l'ascolto di “The Tunnels” un minimo meno traumatico e ostico.
“The Teranbos Prayer”, “Probing The Abyss” e “Guiding The Mist/Terraforming” sono molto Doom.
Spiccano anche canzoni Sludge come “The Arc Of Descent”, “Through The Eyes Of The Maninkari”.
“The Mourning Stars” e “The Tunnels” potrebbero far da colonna sonora alla fine del mondo.
La band è formata da The Cuckoo, Hibernal ed Hisperdal l'idea è quella di fondere, in un grande calderone, Black Metal, Death/Doom, Avantgarde, Sludge, Noise, Industrial ed Ambient.
Con qualche spruzzata di Hardcore perchè, a quanto si sa, due dei membri provengono dai Breach.
Dal punto di vista musicale, oltre alle influenze Black Metal, troviamo rimandi agli Isis, ai Neurosis ma anche a qualcosa degli Agalloch.
Anche band come Slagmaur o, spostandoci maggiormente sul Black, come Deathspell Omega, Sunn O))) e Blut Aus Nord vengono costantemente chiamate in causa.
Il mistero che aleggia intorno alla band, oltre che per la sinistra proposta musicale, riguarda l'identità esatta dei membri essendo ignota.
Inizialmente la band aveva deciso di non esibirsi dal vivo, poi, in seguito hanno iniziato a suonare on stage. The Cuckoo (nome a quanto si sa connesso con la pazzia) è il leader della band, gli altri membri suonano anche loro coperti da maschere o incappucciati.
A livello musicale, l'unica figura fissa è il vocalist: tutti gli altri si scambiano gli strumenti.
"The Cuckoo è tornato dall'oblio per trovare una voce, e io sono quella voce.
E ho detto che è in grado di farti a pezzi, perchè quando mi allontano troppo dal percorso che mi ero prefissato, mi sento come punito.
Capita che mi senta disorientato e non sia in grado di ragionare a mente lucida, posso anche cadere in depressione, o altre strane situazioni possono verificarsi.
Inutile dire che The Cuckoo è un amico e un parassita insieme, siamo in uno stato quasi simbiotico.
Come ho detto, divento pretenzioso, ma è questo che è The Cuckoo.
Gli altri possono percepirlo come semplice intrattenimento, e mi sta bene, però per me è un'enorme parte della mia vita".
I DISCHI
Vengono messi sotto contratto con la svedese Trust No One Recordings e nel 2011 esce “The Tunnels”.
Le atmosfere sono malsane e malate, i suoni distorti all'eccesso e i ritmi ossessivi conferiscono all'opera un aspetto sinistro, che difficilmente non farà breccia nei cuori degli amanti del metal più estremo.
Le sette canzoni qui contenute, per un minutaggio complessivo di 47', sono nere come la pece.
Ma non come un immaginario Depressive Black o Black norvegese, parlerei più che altro di un vero e proprio scenario Horror.
I brani sono strutturalmente semplici: i tre non ricorrono mai ad architetture complesse, preferendo un approccio lineare e diretto.
Proprio questa scelta contribuisce a rendere l'ascolto di “The Tunnels” un minimo meno traumatico e ostico.
“The Teranbos Prayer”, “Probing The Abyss” e “Guiding The Mist/Terraforming” sono molto Doom.
Spiccano anche canzoni Sludge come “The Arc Of Descent”, “Through The Eyes Of The Maninkari”.
“The Mourning Stars” e “The Tunnels” potrebbero far da colonna sonora alla fine del mondo.
Il concept rimane poco chiaro e lasciato tale per dare massima libertà di interpretazione, dalle sensazioni musicali alla vera natura del Cuckoo (il figuro rappresentato in copertina), a quanto pare signore della Terra Tenebrosa, un luogo dove, stando a quanto suggerito dal suono onirico del progetto, vengono commessi gli scempi più crudeli e le depravazioni più sadiche che ci possano passare per la mente.
Il secondo full, The Purging, esce nel 2013.
Anche qui la forma canzone viene distrutta: decostruita e ricostruita in un incedere di soluzioni diverse e che si sovrappongono, con brani brevi e lunghi, senza strutture ricorrenti né di riferimento.
Man is but a shadow cast before the coming of the new race
I am the messiah
come taste my blood
Nothing but bugs in amber, the humanity.
Il senso d'isolamento espresso in ipnotiche melodie come in “The Mourning Stars” si trasforma nel delirio e nella schizofrenia di brani come “Black Pearl In A Crystalline Shell” o “The Purging”.
“Empty Hearth” è per palati "fini" , non mancano i picchi di genio come “The Nucleus Turbine”, “Disintegration” e ”The Compression Chamber”.
“At The Foot Of The Tree” o la conclusiva “The Reave” rimangono canzoni veramente complesse e difficili da assimilare.
“‘The Tunnels’ è l’inizio del viaggio, prendendo i primi passi in vasti territori inesplorati del lato oscuro della mente. Lì, nel buio, si incontrano cose che desidereresti non aver mai incontrato, ma si possono trovare anche tesori dimenticati, che possono riaffiorare alla luce per poter diventare qualcosa di migliore.
L’uomo ha il potenziale di diventare Dio, ma per raggiungere questo obiettivo è necessario soddisfare gli aspetti repressi, antichi quanto l’umanità stessa.
‘The Purging’ è il processo di pulizia dal guaio primordiale.
Penso sia molto più esausto del suo predecessore.
La claustrofobia del primo album nasce dalla monotonia di fondo, visto che volevamo martellare l’ascoltatore verso il basso in uno stato di trance mentale.
‘The Purging’ ha un ritmo molto veloce e le sue canzoni sono più strutturate, è più aggressivo e sudato, mentre il primo si limitava a guidare l’ascoltatore lungo i cunicoli della mente”.
martedì 15 settembre 2015
Serial Killers Nella Musica Rock e Metal (Testi e Delitti)
Spesso si sente dire dai media che l'ascolto della musica, in particolar modo del Rock e dell'Heavy Metal, abbia influenzato i giovani al punto da spingere alcuni a commettere omicidi.
Un ragazzino di nome Tommy Sullivan uccise la madre, le amputò la mano destra e le scuoiò il viso con un coltello da boy-scout.
Poi si suicidò tagliandosi i polsi e la gola.
La piccola cittadina del New Jersey nella quale il ragazzo viveva rimase sconvolta e cercò di trovare un motivo o una ragione a queste atrocità.
Alcuni optarono per l'amore di Tommy verso certi gruppi Glam/Heavy come i Motley Crue.
Nel 1984 due ragazzi di Long Island, Ricky Kasso e Jay Troiana, uccisero il loro amico Gary Lowers e gli strapparono gli occhi in quello che consideravano come un rituale satanico.
In tribunale dichiararono che erano stati influenzati dall'ascolto dei dischi degli AC/DC.
Nel 1986, a Monroe, nel Michigan, un diciassettenne di nome Lloyd Gamble venne ucciso con un fucile: l'omicida era suo fratello minore, un dichiarato satanista e fan degli AC/DC.
Altro caso celebre è quello di Richard Ramirez.
Ramirez era uno scassinatore professionista residente a Los Angeles.
Nella sua personalissima carriera di crudeltà e perversione Ramirez violentava e uccideva tutti i malcapitati nei quali si imbatteva durante le sue rapine. Il suo biglietto da visita era la stella satanica a cinque punte, che disegnava sui muri delle case visitate con il rossetto o incideva con il coltello sulle carni delle vittime.
Quando venne finalmente catturato, nel 1989, Ramirez fece grande sfoggio delle sue credenze sataniche, disegnandosi una stella sul palmo della mano.
Venne processato e riconosciuto colpevole di tredici omicidi, cinque tentati omicidi, undici violenze sessuali e quattordici rapine. In tribunale, al momento della proclamazione della sentenza che lo condannava a morte, ghignò: "Roba da poco, la morte fa parte del gioco. Ci vediamo a Disneyland!"
Venne fatto notare in più di una occasione che Ramirez era molto influenzato dall'immagine satanica di molte band di Heavy Metal che più gli piacevano.
In particolare un suo amico notò che Ramirez aveva una spiccata predilezione per la canzone Night Prowler degli AC/DC.
I genitori dell'attore di Dallas Patrick Duffy vennero uccisi da due teenager che sembravano aver tratto ispirazione dall'album Kill 'Em All dei Metallica.
Nel 1986 Kurt Allen Struebing finì sotto processo per lo stupro e l'omicidio della madre.
Disse che la musica composta dal suo gruppo lo aveva condotto a questo gesto.
Il pubblico ministero, William Jaquette, sostenne che, sebbene la sottocultura Heavy Metal fosse bizzarra e violenta, tuttavia non avrebbe potuto forzare qualcuno a uccidere la propria famiglia.
In un altro caso un quattordicenne di Scarborough uccise tre membri della sua famiglia, il 12 aprile 1985: era un fan degli Iron Maiden e si era inciso "666" sul petto.
Dichiarò, in seguito, di aver commesso il triplice delitto sotto l'influenza del suo alter ego, ispirato al personaggio di Eddie, la figura mostruosa che appare sulle copertine dei dischi del gruppo inglese.
Killer On The Loose dei Thin Lizzy e Ripper dei Judas Priest uscirono sul mercato proprio quando l'isterismo dei media aveva raggiunto i massimi livelli.
La casa discografica dei Thin Lizzy ritirò immediatamente il singolo dalla circolazione, mentre i Judas Priest ritennero che la relazione era troppo tenue per essere ritenuta realmente offensiva. Rob Halford e i suoi compagni rimandarono di qualche anno il loro appuntamento con la legge, precisamente nel 1990, quando un paio di loro canzoni (in particolare Beyond The Realms Of Death) vennero accusate di aver istigato il suicidio di due adolescenti.
Dopo un breve processo vennero completamente scagionati dall'accusa.
SERIAL KILLERS NELLA MUSICA METAL E ROCK
Se da un lato sembrano non esistere evidenze che la musica Rock abbia ispirato certi delitti, è invece vero il contrario.
Non è infatti difficile trovare esempi di riferimenti al mondo dei serial Killer nella musica: da gruppi Heavy Metal come gli Iron Maiden (Killers), i Motorhead (Stone Dead Forever), gli Armored Saint (You're Never Alone) a gruppi Rock come i Police di Synchronicity o i Talking Heads di Psychokiller.
D'altronde, l'ossessione del Rock per la parte oscura, come abbiamo scritto, non rappresenta una novità.
Gli artisti di Blues e di Country erano particolarmente inclini a scrivere canzoni dove si raccontava di amanti uccisi con una pallottola e seppelliti nel giardino dietro casa.
Questi elementi vennero in seguito ripresi da artisti come Elvis Costello (Psycho), Nick Cave (Long Black Veil) e i Nirvana di Kurt Cobain, che non solo cantò dell'improprio uso di un saldatore in Polly ma recuperò addirittura un classico di Leadbelly, Where Did You Sleep Last Night?, che per alcuni ha qualche riferimento con il "Green River Killer" di Seattle.
In generale molti musicisti pagarono un prezzo molto alto.
Mark Chapman diventò così ossessionato dalla figura di Lennon che, alla fine, compì l'ultimo atto di gelosia e uccise il suo idolo.
Anche David Koresh, il protagonista del massacro di Waco, nel profondo Texas, era uno che voleva diventare una Rock Star.
La sua band, i Messiah, avevano un posto fisso al bar Cue Sticks di Waco.
Koresh usava il locale come un centro di reclutamento per la sua setta, i Branch Davidians.
Tuttavia non riuscì mai a ottenere un contratto serio.
TESTI ISPIRATI A SERIAL KILLERS
Da oltreoceano(ma non solo) arrivano i testi di canzoni famose legati a crimini particolarmente efferati e ai loro autori.
Come detto già nelle radici del Blues e del Country si era particolarmente inclini a scrivere canzoni dove si raccontava di amanti uccisi con una pallottola.
La musica Heavy Metal è il genere preferito in cui inserire il nome di un serial killer e non a caso è da molti definita "la musica del diavolo" ed è stata spesso tacciata di esser la fonte di ogni male per tutti quegli adolescenti deboli e spesso influenzati dalla violenza che scaturisce dai testi di molte canzoni di genere.
In Inghilterra fu Screamin' Lord Sutch a inaugurare il filone del serial killer Rock con Jack The Ripper un brano che all'epoca venne bandito dalla BBC.
A quasi un secolo di distanza dalle gesta di Jack, un altro suo emulo fece la comparsa sulla scena. Soprannominato dai giornali Jack The Stripper, Peter Sutcliffe sceglieva le sue vittime nell'ambiente delle prostitute di Leeds.
Verso la fine degli anni Settanta uccise tredici donne prima di essere arrestato nel 1981.
Altri gruppi coinvolti nell'onda: i Rolling Stones di Midnight Rambler, dove il protagonista era nientemeno che Albert De Salvo, lo "strangolatore di Boston"(uccise 13 donne e venne incarcerato anche per violenze sessuali).
I Green River di Seattle, che presero il nome dal "Green River Killer"(Gary Ridgway), un assassino che nei due decenni precedenti aveva ucciso a Seattle qualcosa come 50 persone.
Uccise tra il 1982 e il 1998, originario dello Utah, verrà arrestato nel 2001 dopo 20 anni di caccia.
Le sue vittime erano per lo più prostitute.
Gli americani Jane's Addiction scrissero Ted, Just Admit It, dedicata a Ted Bundy.
Essa si apre con una registrazione originale di una dichiarazione di Ted Bundy, tristemente celebre per aver ucciso e violentato almeno 30 ragazze.
Le attirava nella sua macchina e poi le uccideva (mancava la portiera interna per aprire lo sportello).
Venne condannato a morte ma per ritardare la sua esecuzione aiutò la polizia nell'indagini su Gary Ridgway.
Il brano è incentrato sull’ossessione di Bundy per la pornografia violenta che, a detta sua, aveva contribuito insieme all’alcool a renderlo “dipendente” dall’omicidio.
I Tad con Nipple Belt, ispirata dal cannibale e necrofilo Edward Gein.
Edward Gein che ispirò addirittura il nome di una band Grindcore americana di New York, chiamata appunto Ed Gein.
Tom Araya degli Slayer si è sempre dichiarato fatalmente attratto da queste figure, tanto che il gruppo ha dedicato diversi brani a celebri omicidi seriali.
Dead Skin Mask, brano ispirato all’agghiacciante abitudine dello stesso Edward Gein di scuoiare le vittime per poi realizzare monili ed utensili con la pelle di queste ultime; oppure “Psychopathy Red“, un excursus nella mente folle e perversa di Andrei Chikatilo colpevole della morte di oltre 50 bambini sui quali compiva anche atti di vampirismo e cannibalismo.
Il terzo, 213 (su Divine Intervention), a Jeffrey Dahmer.
Il titolo stesso della canzone prende spunto dal numero dell'appartamento di Dahmer.
La versione originale del pezzo fu ispirata da un articolo che descriveva i macabri reperti che vennero ritrovati nel suo appartamento: una vasca di acido, quattro teste, un cuore semidivorato.
Talvolta il coinvolgimento nel mondo grottesco dei serial killer diventò quasi totale, come nel caso dei Macabre di Chicago, il cui veloce Death/Grindcore si affiancava a testi dedicati ai più famosi assassini.
Come detto nei loro testi hanno sempre avuto una forte tendenza a parlare di serial killer ed assassini, tra i quali Albert Fish (a cui dedicarono tre canzoni), David Berkowitz (che con la loro Son Of Sam appare nell'album Grim Reality) e Jeffrey Dahmer (nell'album Dahmer vi sono 26 tracce tutte riguardanti la vita del Cannibale/Mostro di Milwaukee).
La loro casa discografica, la Vinyl Solution, mise sotto contratto un altro gruppo ossessionato dai serial killer, un quartetto di Death/Gore di nome Catalepsy.
Anche loro ispirati a Dahmer.
Un altro gruppo della stessa etichetta mise al centro di una sua canzone un delitto commesso da uno psicopatico, ma in questo caso l'approccio possedeva un tono più sobrio e moderato, visto che il pezzo nasceva dall'esperienza personale del cantante del gruppo.
Si tratta dei Poison Idea.
L'ex ragazza di Jerry-A, secondo alcune voci, fu vittima di un assassino di nome Dayton Leroy Rogers, soprannominato il Mololla Killer, che tagliava i piedi alle sue vittime e le guardava morire dissanguate.
Il risultato fu la canzone Feed The Darkness.
I punkers Adverts scelsero di tributare Gary Gilmore(serial killer americano).
Henry Rollins leader dei Black Flag e amico di penna di Charles Manson, porta tatuata sul petto la scritta Creepy Crawl, un chiaro riferimento alla pratica della Famiglia di entrare di notte nelle case delle potenziali vittime e di aggirarsi per le stanze in silenzio prima di andarsene.
Una sorta di prova generale per i successivi delitti.
In generale i giovani bianchi della middle class americana collegati con la scena underground sono tra i più sensibili al fascino di figure come quella di Manson.
Charles Manson noto criminale statunitense, famoso per esser il mandante (tra le tante malefatte) della strage avvenuta il 9 agosto 1969 a Cielo Drive (Los Angeles) in cui persero la vita 5 persone tra cui l'attrice Sharon Tate, incinta di 8 mesi.
Prima di fondare la "famiglia", era un cantautore di ben poco talento in cerca di fama, successo e sesso. Vagabondando per le strade della California, Manson, si manteneva suonando la chitarra per le strade e scrivendo canzoni.
Nel 1968 l'incontro con Dennis Wilson, uno dei fondatori e componenti del gruppo dei Beach Boys, alimentò le sue speranze di entrare a far parte del mondo della musica (scrisse, non accreditato, anche i testi di una canzone dei Beach Boys, Never Learn Not To Love).
Scrisse in seguito diverse canzoni, quali: Cease To Exit, Lie in cui si evince l'incapacità di chi non sa neppure accordare una chitarra, Charles Manson - Live At San Quentin un bootleg e ancora un album The Manson Family Sings The Songs Of Charles Manson (una raccolta).
Manson si era a sua volta lasciato ispirare dal White Album dei Beatles in particolare dalla canzone Helter Skelter per teorizzare la bizzarra profezia di un'imminente guerra razziale tra bianchi e neri in cui i primi sarebbero stati sconfitti dai secondi.
I Paradise Lost nel brano Forever Failure inserito nell'album Draconian Times hanno inciso alcuni stralci di un'intervista rilasciata da Manson con la sua voce originale.
Fece molto scalpore AxlRose dei Guns N' Roses che contro la volontà degli altri componenti del gruppo, inserì nell'album The Spaghetti Incident una traccia nascosta di una canzone di Manson Look At Your Game Girl (i cui proventi sulle vendite erano stati promessi alle vittime delle uccisioni della famiglia mansoniana).
La palma per aver contribuito alla migliore promozione del mito negativo Charles Manson va a Trent Reznor, cantante dei Nine Inch Nails.
Nel 1992 prese in affitto l'ex casa di Sharon Tate e del regista/attore Roman Polanski al 10050 di Cielo Drive, Los Angeles, installandovi uno studio di registrazione denominato Le Pig, in cui registrò i brani Piggy e March Of The Pig: questa parola fu scritta dagli assassini sulla porta d'ingresso con il sangue delle vittime e si dice che lui l'abbia riscritta al momento delle registrazioni.
Se pensiamo invece ad una sterminatrice storica come la sanguinaria Contessa Erzsèbet Bàthory, molti gruppi musicali si sono ispirati a lei, uno fra tutti i Kamelot che composero una trilogia di brani dal nome Elizabeth.
Ma pure i Venom con Elizabeth Bathory (poi coverizzata da molte band, tra cui i Dissection).
Un ragazzino di nome Tommy Sullivan uccise la madre, le amputò la mano destra e le scuoiò il viso con un coltello da boy-scout.
Poi si suicidò tagliandosi i polsi e la gola.
La piccola cittadina del New Jersey nella quale il ragazzo viveva rimase sconvolta e cercò di trovare un motivo o una ragione a queste atrocità.
Alcuni optarono per l'amore di Tommy verso certi gruppi Glam/Heavy come i Motley Crue.
Nel 1984 due ragazzi di Long Island, Ricky Kasso e Jay Troiana, uccisero il loro amico Gary Lowers e gli strapparono gli occhi in quello che consideravano come un rituale satanico.
In tribunale dichiararono che erano stati influenzati dall'ascolto dei dischi degli AC/DC.
Nel 1986, a Monroe, nel Michigan, un diciassettenne di nome Lloyd Gamble venne ucciso con un fucile: l'omicida era suo fratello minore, un dichiarato satanista e fan degli AC/DC.
Altro caso celebre è quello di Richard Ramirez.
Ramirez era uno scassinatore professionista residente a Los Angeles.
Nella sua personalissima carriera di crudeltà e perversione Ramirez violentava e uccideva tutti i malcapitati nei quali si imbatteva durante le sue rapine. Il suo biglietto da visita era la stella satanica a cinque punte, che disegnava sui muri delle case visitate con il rossetto o incideva con il coltello sulle carni delle vittime.
Quando venne finalmente catturato, nel 1989, Ramirez fece grande sfoggio delle sue credenze sataniche, disegnandosi una stella sul palmo della mano.
Venne processato e riconosciuto colpevole di tredici omicidi, cinque tentati omicidi, undici violenze sessuali e quattordici rapine. In tribunale, al momento della proclamazione della sentenza che lo condannava a morte, ghignò: "Roba da poco, la morte fa parte del gioco. Ci vediamo a Disneyland!"
Venne fatto notare in più di una occasione che Ramirez era molto influenzato dall'immagine satanica di molte band di Heavy Metal che più gli piacevano.
In particolare un suo amico notò che Ramirez aveva una spiccata predilezione per la canzone Night Prowler degli AC/DC.
I genitori dell'attore di Dallas Patrick Duffy vennero uccisi da due teenager che sembravano aver tratto ispirazione dall'album Kill 'Em All dei Metallica.
Nel 1986 Kurt Allen Struebing finì sotto processo per lo stupro e l'omicidio della madre.
Disse che la musica composta dal suo gruppo lo aveva condotto a questo gesto.
Il pubblico ministero, William Jaquette, sostenne che, sebbene la sottocultura Heavy Metal fosse bizzarra e violenta, tuttavia non avrebbe potuto forzare qualcuno a uccidere la propria famiglia.
In un altro caso un quattordicenne di Scarborough uccise tre membri della sua famiglia, il 12 aprile 1985: era un fan degli Iron Maiden e si era inciso "666" sul petto.
Dichiarò, in seguito, di aver commesso il triplice delitto sotto l'influenza del suo alter ego, ispirato al personaggio di Eddie, la figura mostruosa che appare sulle copertine dei dischi del gruppo inglese.
Killer On The Loose dei Thin Lizzy e Ripper dei Judas Priest uscirono sul mercato proprio quando l'isterismo dei media aveva raggiunto i massimi livelli.
La casa discografica dei Thin Lizzy ritirò immediatamente il singolo dalla circolazione, mentre i Judas Priest ritennero che la relazione era troppo tenue per essere ritenuta realmente offensiva. Rob Halford e i suoi compagni rimandarono di qualche anno il loro appuntamento con la legge, precisamente nel 1990, quando un paio di loro canzoni (in particolare Beyond The Realms Of Death) vennero accusate di aver istigato il suicidio di due adolescenti.
Dopo un breve processo vennero completamente scagionati dall'accusa.
SERIAL KILLERS NELLA MUSICA METAL E ROCK
Se da un lato sembrano non esistere evidenze che la musica Rock abbia ispirato certi delitti, è invece vero il contrario.
Non è infatti difficile trovare esempi di riferimenti al mondo dei serial Killer nella musica: da gruppi Heavy Metal come gli Iron Maiden (Killers), i Motorhead (Stone Dead Forever), gli Armored Saint (You're Never Alone) a gruppi Rock come i Police di Synchronicity o i Talking Heads di Psychokiller.
D'altronde, l'ossessione del Rock per la parte oscura, come abbiamo scritto, non rappresenta una novità.
Gli artisti di Blues e di Country erano particolarmente inclini a scrivere canzoni dove si raccontava di amanti uccisi con una pallottola e seppelliti nel giardino dietro casa.
Questi elementi vennero in seguito ripresi da artisti come Elvis Costello (Psycho), Nick Cave (Long Black Veil) e i Nirvana di Kurt Cobain, che non solo cantò dell'improprio uso di un saldatore in Polly ma recuperò addirittura un classico di Leadbelly, Where Did You Sleep Last Night?, che per alcuni ha qualche riferimento con il "Green River Killer" di Seattle.
In generale molti musicisti pagarono un prezzo molto alto.
Mark Chapman diventò così ossessionato dalla figura di Lennon che, alla fine, compì l'ultimo atto di gelosia e uccise il suo idolo.
Anche David Koresh, il protagonista del massacro di Waco, nel profondo Texas, era uno che voleva diventare una Rock Star.
La sua band, i Messiah, avevano un posto fisso al bar Cue Sticks di Waco.
Koresh usava il locale come un centro di reclutamento per la sua setta, i Branch Davidians.
Tuttavia non riuscì mai a ottenere un contratto serio.
TESTI ISPIRATI A SERIAL KILLERS
Da oltreoceano(ma non solo) arrivano i testi di canzoni famose legati a crimini particolarmente efferati e ai loro autori.
Come detto già nelle radici del Blues e del Country si era particolarmente inclini a scrivere canzoni dove si raccontava di amanti uccisi con una pallottola.
La musica Heavy Metal è il genere preferito in cui inserire il nome di un serial killer e non a caso è da molti definita "la musica del diavolo" ed è stata spesso tacciata di esser la fonte di ogni male per tutti quegli adolescenti deboli e spesso influenzati dalla violenza che scaturisce dai testi di molte canzoni di genere.
In Inghilterra fu Screamin' Lord Sutch a inaugurare il filone del serial killer Rock con Jack The Ripper un brano che all'epoca venne bandito dalla BBC.
A quasi un secolo di distanza dalle gesta di Jack, un altro suo emulo fece la comparsa sulla scena. Soprannominato dai giornali Jack The Stripper, Peter Sutcliffe sceglieva le sue vittime nell'ambiente delle prostitute di Leeds.
Verso la fine degli anni Settanta uccise tredici donne prima di essere arrestato nel 1981.
Altri gruppi coinvolti nell'onda: i Rolling Stones di Midnight Rambler, dove il protagonista era nientemeno che Albert De Salvo, lo "strangolatore di Boston"(uccise 13 donne e venne incarcerato anche per violenze sessuali).
I Green River di Seattle, che presero il nome dal "Green River Killer"(Gary Ridgway), un assassino che nei due decenni precedenti aveva ucciso a Seattle qualcosa come 50 persone.
Uccise tra il 1982 e il 1998, originario dello Utah, verrà arrestato nel 2001 dopo 20 anni di caccia.
Le sue vittime erano per lo più prostitute.
Gli americani Jane's Addiction scrissero Ted, Just Admit It, dedicata a Ted Bundy.
Essa si apre con una registrazione originale di una dichiarazione di Ted Bundy, tristemente celebre per aver ucciso e violentato almeno 30 ragazze.
Le attirava nella sua macchina e poi le uccideva (mancava la portiera interna per aprire lo sportello).
Venne condannato a morte ma per ritardare la sua esecuzione aiutò la polizia nell'indagini su Gary Ridgway.
Il brano è incentrato sull’ossessione di Bundy per la pornografia violenta che, a detta sua, aveva contribuito insieme all’alcool a renderlo “dipendente” dall’omicidio.
I Tad con Nipple Belt, ispirata dal cannibale e necrofilo Edward Gein.
Edward Gein che ispirò addirittura il nome di una band Grindcore americana di New York, chiamata appunto Ed Gein.
Tom Araya degli Slayer si è sempre dichiarato fatalmente attratto da queste figure, tanto che il gruppo ha dedicato diversi brani a celebri omicidi seriali.
Dead Skin Mask, brano ispirato all’agghiacciante abitudine dello stesso Edward Gein di scuoiare le vittime per poi realizzare monili ed utensili con la pelle di queste ultime; oppure “Psychopathy Red“, un excursus nella mente folle e perversa di Andrei Chikatilo colpevole della morte di oltre 50 bambini sui quali compiva anche atti di vampirismo e cannibalismo.
Il terzo, 213 (su Divine Intervention), a Jeffrey Dahmer.
Il titolo stesso della canzone prende spunto dal numero dell'appartamento di Dahmer.
La versione originale del pezzo fu ispirata da un articolo che descriveva i macabri reperti che vennero ritrovati nel suo appartamento: una vasca di acido, quattro teste, un cuore semidivorato.
Talvolta il coinvolgimento nel mondo grottesco dei serial killer diventò quasi totale, come nel caso dei Macabre di Chicago, il cui veloce Death/Grindcore si affiancava a testi dedicati ai più famosi assassini.
Come detto nei loro testi hanno sempre avuto una forte tendenza a parlare di serial killer ed assassini, tra i quali Albert Fish (a cui dedicarono tre canzoni), David Berkowitz (che con la loro Son Of Sam appare nell'album Grim Reality) e Jeffrey Dahmer (nell'album Dahmer vi sono 26 tracce tutte riguardanti la vita del Cannibale/Mostro di Milwaukee).
La loro casa discografica, la Vinyl Solution, mise sotto contratto un altro gruppo ossessionato dai serial killer, un quartetto di Death/Gore di nome Catalepsy.
Anche loro ispirati a Dahmer.
Un altro gruppo della stessa etichetta mise al centro di una sua canzone un delitto commesso da uno psicopatico, ma in questo caso l'approccio possedeva un tono più sobrio e moderato, visto che il pezzo nasceva dall'esperienza personale del cantante del gruppo.
Si tratta dei Poison Idea.
L'ex ragazza di Jerry-A, secondo alcune voci, fu vittima di un assassino di nome Dayton Leroy Rogers, soprannominato il Mololla Killer, che tagliava i piedi alle sue vittime e le guardava morire dissanguate.
Il risultato fu la canzone Feed The Darkness.
I punkers Adverts scelsero di tributare Gary Gilmore(serial killer americano).
Henry Rollins leader dei Black Flag e amico di penna di Charles Manson, porta tatuata sul petto la scritta Creepy Crawl, un chiaro riferimento alla pratica della Famiglia di entrare di notte nelle case delle potenziali vittime e di aggirarsi per le stanze in silenzio prima di andarsene.
Una sorta di prova generale per i successivi delitti.
In generale i giovani bianchi della middle class americana collegati con la scena underground sono tra i più sensibili al fascino di figure come quella di Manson.
Charles Manson noto criminale statunitense, famoso per esser il mandante (tra le tante malefatte) della strage avvenuta il 9 agosto 1969 a Cielo Drive (Los Angeles) in cui persero la vita 5 persone tra cui l'attrice Sharon Tate, incinta di 8 mesi.
Prima di fondare la "famiglia", era un cantautore di ben poco talento in cerca di fama, successo e sesso. Vagabondando per le strade della California, Manson, si manteneva suonando la chitarra per le strade e scrivendo canzoni.
Nel 1968 l'incontro con Dennis Wilson, uno dei fondatori e componenti del gruppo dei Beach Boys, alimentò le sue speranze di entrare a far parte del mondo della musica (scrisse, non accreditato, anche i testi di una canzone dei Beach Boys, Never Learn Not To Love).
Scrisse in seguito diverse canzoni, quali: Cease To Exit, Lie in cui si evince l'incapacità di chi non sa neppure accordare una chitarra, Charles Manson - Live At San Quentin un bootleg e ancora un album The Manson Family Sings The Songs Of Charles Manson (una raccolta).
Manson si era a sua volta lasciato ispirare dal White Album dei Beatles in particolare dalla canzone Helter Skelter per teorizzare la bizzarra profezia di un'imminente guerra razziale tra bianchi e neri in cui i primi sarebbero stati sconfitti dai secondi.
I Paradise Lost nel brano Forever Failure inserito nell'album Draconian Times hanno inciso alcuni stralci di un'intervista rilasciata da Manson con la sua voce originale.
Fece molto scalpore AxlRose dei Guns N' Roses che contro la volontà degli altri componenti del gruppo, inserì nell'album The Spaghetti Incident una traccia nascosta di una canzone di Manson Look At Your Game Girl (i cui proventi sulle vendite erano stati promessi alle vittime delle uccisioni della famiglia mansoniana).
La palma per aver contribuito alla migliore promozione del mito negativo Charles Manson va a Trent Reznor, cantante dei Nine Inch Nails.
Nel 1992 prese in affitto l'ex casa di Sharon Tate e del regista/attore Roman Polanski al 10050 di Cielo Drive, Los Angeles, installandovi uno studio di registrazione denominato Le Pig, in cui registrò i brani Piggy e March Of The Pig: questa parola fu scritta dagli assassini sulla porta d'ingresso con il sangue delle vittime e si dice che lui l'abbia riscritta al momento delle registrazioni.
Se pensiamo invece ad una sterminatrice storica come la sanguinaria Contessa Erzsèbet Bàthory, molti gruppi musicali si sono ispirati a lei, uno fra tutti i Kamelot che composero una trilogia di brani dal nome Elizabeth.
Ma pure i Venom con Elizabeth Bathory (poi coverizzata da molte band, tra cui i Dissection).
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lunedì 14 settembre 2015
La Storia Dei Ghost B.C. e Il Mistero Dell' Identità Dei Membri
I Ghost B.C. si formano in Svezia, a Stoccolma, nel 2006.
In realtà nascono come Ghost, poi nel 2013, son costretti a cambiare nome (B.C.=Before Christ).
La particolarità della band è che l'impronta è assolutamente esoterica e nessuno, al giorno d'oggi, sa l'identità dei membri: il cantante, chiamato Papa Emeritus, si esibisce con una maschera da scheletro ed un abito cardinalesco, con l'aggiunta di croci rovesciate che richiamano all'anticlericalismo.
L'originale Papa Emeritus rimane sino al 2012, poi è la volta di Papa Emeritus II ed infine il III nel 2015. Gli altri membri, i due chitarristi, il bassista, il batterista e il tastierista, si esibiscono incappucciati con tuniche e maschere nere e sono indicati come Nameless Ghouls.
Le loro liriche affrontano prettamente tematiche sataniche ed esoteriche, ma il cantato e la musica non hanno niente a che vedere con il Black Metal. La loro proposta musicale è un misto di Heavy Metal, Doom, Prog e Psichedelia. La band da il meglio dal vivo, proponendo un inquietante show carico di mistero e figure esoteriche e sataniste.
Un Nameless Ghoul della band ha dichiarato di aver preso ispirazione da gruppi underground Black Metal dei primi anni novanta tra i quali Mayhem per il loro aspetto cupo ed oscuro ma anche dai Kiss e dal concept horror di Alice Cooper.
IDENTITA' DEI MEMBRI
Come detto nessuno conosce le loro identità. Nei primi anni le varie interviste venivano condotte al buio con la voce filtrata. Dave Grohl, l'ex batterista dei Nirvana, collaborò con loro nell'EP uscito nel 2013 e ai tempi qualcuno ventilò l'ipotesi che fosse uno dei Nameless Ghouls. Durante la performance live del 15 dicembre 2012 tenutasi a Linkoping(in Svezia), i Ghost presentarono il nuovo singolo “Secular Haze“. Conclusosi il brano “Genesis”, però, la performance è stata segnata da un colpo di scena quando è comparso sul palco Papa Emeritus II che ha “spodestato” Papa Emeritus I, dando il via appunto al nuovo brano. Probabilmente però trattasi dello stesso Papa Emeritus I (almeno nello show, poi in seguito, forse han cambiato davvero vocalist).
Così come rimane un mistero se effettivamente il II è stato sostituito da Papa Emeritus III.
Comunemente si crede che uno dei Papa Emeritus sia Tobias Forge. Anche perchè dopo un concerto al FortaRock 2014, Nergal dei Behemoth si fece una foto con Tobis Forge(vocalist dei Repugnant) e tramite social indirettamente svelò forse l'identità dell'allora Papa Emeritus II: “If you have ghosts...U have everything". Messaggio poi prontamente cancellato.
PETIZIONE CONTRO I GHOST
Sven Armdacht nel 2014 fece partire una petizione su Change.org per far sciogliere i Ghost.
10.000 firme affinchè non vengano più infangate, tramite la musica dei Ghost, band come Black Sabbath, Judas Priest e Iron Maiden.
Di seguito il testo della petizione:
"Questa è una petizione contro i Ghost, band di genere Heavy Metal che continua a fare album e tour.
Molte persone iniziano ad ascoltare il genere pensando che loro suonino davvero Heavy Metal.
Non possiamo finire per dimenticare gruppi come Black Sabbath, Judas Priest, Iron Maiden etc.
I Ghost vogliono distruggere il vero metal con la loro assurda musica da carnevale.
Non sono metal e la gente sbaglia ad affermare che si ispirino a King Diamond/Mercyful Fate, è sbagliato, i Ghost sono solamente una versione annacquata dei Blue Öyster Cult.
Noi, il popolo, chiediamo quindi al management di sciogliere la band, vogliamo che finiscano di suonare il prima possibile"
I DISCHI
Il primo album (Opus Eponymous uscito nel 2010) parla dell'imminente arrivo del Diavolo, in termini biblici, proprio come la Chiesa dice che giorno del giudizio è vicino. Già la prima "Con Clavi Con Dio", introdotta da un lugubre organo, ci offre un riff ripetitivo ma che colpisce al cuore, mentre Papa Emeritus declama il suo messaggio di propaganda satanica con linee vocali molto accattivanti e qualche stralcio nella nostra amabile lingua. "Ritual", inizia con un riff che più vintage non si può e, tolta un’improvvisa accelerazione poco dopo la metà, potrebbe sembrare quasi un brano di Rock radiofonico, con tanto di piacevolissime tastiere e melodie ancor più gradevoli.
"Elizabeth", incentrata sulla figura della Contessa Elizabeth Bathory, tanto cara ai gruppi metal (fu omaggiata anche dai succitati Venom, dai Dissection e così via), è probabilmente il brano più Metal presente sull’album. Ottima anche Stand By Him e la maligna Death Knell, per non parlare della solenne Prime Mover, dove si mostra in grande spolvero il bassista, uno dei cinque Nameless Ghouls.
In realtà nascono come Ghost, poi nel 2013, son costretti a cambiare nome (B.C.=Before Christ).
La particolarità della band è che l'impronta è assolutamente esoterica e nessuno, al giorno d'oggi, sa l'identità dei membri: il cantante, chiamato Papa Emeritus, si esibisce con una maschera da scheletro ed un abito cardinalesco, con l'aggiunta di croci rovesciate che richiamano all'anticlericalismo.
L'originale Papa Emeritus rimane sino al 2012, poi è la volta di Papa Emeritus II ed infine il III nel 2015. Gli altri membri, i due chitarristi, il bassista, il batterista e il tastierista, si esibiscono incappucciati con tuniche e maschere nere e sono indicati come Nameless Ghouls.
Le loro liriche affrontano prettamente tematiche sataniche ed esoteriche, ma il cantato e la musica non hanno niente a che vedere con il Black Metal. La loro proposta musicale è un misto di Heavy Metal, Doom, Prog e Psichedelia. La band da il meglio dal vivo, proponendo un inquietante show carico di mistero e figure esoteriche e sataniste.
Un Nameless Ghoul della band ha dichiarato di aver preso ispirazione da gruppi underground Black Metal dei primi anni novanta tra i quali Mayhem per il loro aspetto cupo ed oscuro ma anche dai Kiss e dal concept horror di Alice Cooper.
IDENTITA' DEI MEMBRI
Come detto nessuno conosce le loro identità. Nei primi anni le varie interviste venivano condotte al buio con la voce filtrata. Dave Grohl, l'ex batterista dei Nirvana, collaborò con loro nell'EP uscito nel 2013 e ai tempi qualcuno ventilò l'ipotesi che fosse uno dei Nameless Ghouls. Durante la performance live del 15 dicembre 2012 tenutasi a Linkoping(in Svezia), i Ghost presentarono il nuovo singolo “Secular Haze“. Conclusosi il brano “Genesis”, però, la performance è stata segnata da un colpo di scena quando è comparso sul palco Papa Emeritus II che ha “spodestato” Papa Emeritus I, dando il via appunto al nuovo brano. Probabilmente però trattasi dello stesso Papa Emeritus I (almeno nello show, poi in seguito, forse han cambiato davvero vocalist).
Così come rimane un mistero se effettivamente il II è stato sostituito da Papa Emeritus III.
Comunemente si crede che uno dei Papa Emeritus sia Tobias Forge. Anche perchè dopo un concerto al FortaRock 2014, Nergal dei Behemoth si fece una foto con Tobis Forge(vocalist dei Repugnant) e tramite social indirettamente svelò forse l'identità dell'allora Papa Emeritus II: “If you have ghosts...U have everything". Messaggio poi prontamente cancellato.
PETIZIONE CONTRO I GHOST
Sven Armdacht nel 2014 fece partire una petizione su Change.org per far sciogliere i Ghost.
10.000 firme affinchè non vengano più infangate, tramite la musica dei Ghost, band come Black Sabbath, Judas Priest e Iron Maiden.
Di seguito il testo della petizione:
"Questa è una petizione contro i Ghost, band di genere Heavy Metal che continua a fare album e tour.
Molte persone iniziano ad ascoltare il genere pensando che loro suonino davvero Heavy Metal.
Non possiamo finire per dimenticare gruppi come Black Sabbath, Judas Priest, Iron Maiden etc.
I Ghost vogliono distruggere il vero metal con la loro assurda musica da carnevale.
Non sono metal e la gente sbaglia ad affermare che si ispirino a King Diamond/Mercyful Fate, è sbagliato, i Ghost sono solamente una versione annacquata dei Blue Öyster Cult.
Noi, il popolo, chiediamo quindi al management di sciogliere la band, vogliamo che finiscano di suonare il prima possibile"
I DISCHI
Il primo album (Opus Eponymous uscito nel 2010) parla dell'imminente arrivo del Diavolo, in termini biblici, proprio come la Chiesa dice che giorno del giudizio è vicino. Già la prima "Con Clavi Con Dio", introdotta da un lugubre organo, ci offre un riff ripetitivo ma che colpisce al cuore, mentre Papa Emeritus declama il suo messaggio di propaganda satanica con linee vocali molto accattivanti e qualche stralcio nella nostra amabile lingua. "Ritual", inizia con un riff che più vintage non si può e, tolta un’improvvisa accelerazione poco dopo la metà, potrebbe sembrare quasi un brano di Rock radiofonico, con tanto di piacevolissime tastiere e melodie ancor più gradevoli.
"Elizabeth", incentrata sulla figura della Contessa Elizabeth Bathory, tanto cara ai gruppi metal (fu omaggiata anche dai succitati Venom, dai Dissection e così via), è probabilmente il brano più Metal presente sull’album. Ottima anche Stand By Him e la maligna Death Knell, per non parlare della solenne Prime Mover, dove si mostra in grande spolvero il bassista, uno dei cinque Nameless Ghouls.
Infestissumam del 2013 invece testimonia la presenza del Diavolo e la presenza dell'Anticristo.
Parla anche di come le persone si riferiscono ad una divinità o Dio, oltre a temi come la superstizione e gli orrori religiosi. Il secondo album comunque è maggiormente impostato su temi sessuali e la figura femminile(vista però a livello di stregoneria).
Non a caso il disco ricevette pesante critiche negli USA, nonchè una pesante censura anche per le immagini di nudo. Furono anche banditi dalle radio.
C'è stato anche però chi ha dedicato loro un hamburger, precisamente a Chicago, un panino chiamato "The Ghost" (spalla di capra, vino rosso ed ostia). Ovviamente le associazioni cattoliche locali hanno etichettato l'idea di cattivo gusto. Il disco passa dall'Heavy/Doom di “Infestissumam” e “Per Aspera Ad Inferi” fino al Metal di Rammsteiniana memoria “Year Zero”, sino al Prog Rock oscuro della spettacolare “Ghuleh/Zombie Queen". La voce di Papa Emeritus II è maligna e sibilante (eppur, a suo modo, sorprendentemente melodica), come i riff ritmati e ipnotici o, ancora, come le atmosfere perennemente sospese tra surrealtà e humour nero. Le conclusive “Depth Of Satan's Eyes” (Hammond a gogo) e “Monstrance Clock” (dal refrain letale), proseguono sulla giusta strada e chiudono l'album come meglio non si potrebbe sino a “Jigolo Har Megiddo” e “Body And Blood” che si mantengono su livelli più che sufficienti. Meliora uscito nel 2015 è l’ideale continuatore di “Infestissumam”, un album che punta molto su brani dal forte impatto emozionale con i Namaless che si mostrano abili musicisti, impegnati a mantenere saldo il groove di ogni singola canzone.
E anche questa volta ce n’è un po’ per tutti i gusti, ma i brani restano accomunati dai refrain eccitanti e da parti strumentali pompose di immediata fruizione. Il bel singolo “Cirice” non tradisce le attese.
Poi abbiamo pezzi Heavy/Groove quali “From The Pinnacle To The Pit” e “Mummy Dust”, altri che, un po’ noir e un po’ ruffiani, fanno leva su sensazioni oscure edulcorate a favore dell’assoluta orecchiabilità (“Majesty” e “Absolution”). Una menzione a parte per la ballad “He Is” e “Deus In Absentia”, che si riallaccia idealmente al finale di “Infestissumam”, forte di un refrain ancora azzeccato e cori misteriosi.
Parla anche di come le persone si riferiscono ad una divinità o Dio, oltre a temi come la superstizione e gli orrori religiosi. Il secondo album comunque è maggiormente impostato su temi sessuali e la figura femminile(vista però a livello di stregoneria).
Non a caso il disco ricevette pesante critiche negli USA, nonchè una pesante censura anche per le immagini di nudo. Furono anche banditi dalle radio.
C'è stato anche però chi ha dedicato loro un hamburger, precisamente a Chicago, un panino chiamato "The Ghost" (spalla di capra, vino rosso ed ostia). Ovviamente le associazioni cattoliche locali hanno etichettato l'idea di cattivo gusto. Il disco passa dall'Heavy/Doom di “Infestissumam” e “Per Aspera Ad Inferi” fino al Metal di Rammsteiniana memoria “Year Zero”, sino al Prog Rock oscuro della spettacolare “Ghuleh/Zombie Queen". La voce di Papa Emeritus II è maligna e sibilante (eppur, a suo modo, sorprendentemente melodica), come i riff ritmati e ipnotici o, ancora, come le atmosfere perennemente sospese tra surrealtà e humour nero. Le conclusive “Depth Of Satan's Eyes” (Hammond a gogo) e “Monstrance Clock” (dal refrain letale), proseguono sulla giusta strada e chiudono l'album come meglio non si potrebbe sino a “Jigolo Har Megiddo” e “Body And Blood” che si mantengono su livelli più che sufficienti. Meliora uscito nel 2015 è l’ideale continuatore di “Infestissumam”, un album che punta molto su brani dal forte impatto emozionale con i Namaless che si mostrano abili musicisti, impegnati a mantenere saldo il groove di ogni singola canzone.
E anche questa volta ce n’è un po’ per tutti i gusti, ma i brani restano accomunati dai refrain eccitanti e da parti strumentali pompose di immediata fruizione. Il bel singolo “Cirice” non tradisce le attese.
Poi abbiamo pezzi Heavy/Groove quali “From The Pinnacle To The Pit” e “Mummy Dust”, altri che, un po’ noir e un po’ ruffiani, fanno leva su sensazioni oscure edulcorate a favore dell’assoluta orecchiabilità (“Majesty” e “Absolution”). Una menzione a parte per la ballad “He Is” e “Deus In Absentia”, che si riallaccia idealmente al finale di “Infestissumam”, forte di un refrain ancora azzeccato e cori misteriosi.
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