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venerdì 23 ottobre 2020

La Storia Degli Ancient Rites, Le Accuse Di Fascismo e Le Morti Di Bollengier e Bernar

La carriera dei belgi fiamminghi Thrash/Black Metallers Ancient Rites è stata costellata, oltre che di accuse di nazionalismo e fascismo, anche da diverse morti. Infatti tre membri sono morti nei primi anni 90. La band si forma nel 1988 grazie ai chitarristi Johan Vrancken e Phillip Bollengier, al batterista Stefan Bernar e a Gunther Theys al basso e voce.
Nel 1990 il demo "Dark Ritual" ottenne ottimi riscontri nella scena underground, mentre il Black Metal dalla Scandinavia si stava iniziando a diffondere anche in altre parti d'Europa.
Il demo si apre con un organo molto sinistro e la velocissima strumentale "Eternal Blasphemy". Più cadenzata invece "Fallen Angel" in cui si sente finalmente la voce di Gunther. Dei cori gregoriani introducono "From Beyond The Grave", altra canzone non velocissima ma cadenzata (molto belli gli assoli sul finire della canzone). C'è spazio poi per "Not Anymore" contraddistinta da un ottimo riff e dall'outro finale. Parlare di Black Metal è sbagliato perchè si tratta a tutti gli effetti di un disco Thrash Metal.


L'INCIDENTE MORTALE DI BOLLENGIER, I SUICIDI DI GUIDO E BERNAR, LA MORTE DI VAN CORTENBERG
Subito dopo l'uscita di questa demo, Bollengier morì in un incidente d'auto (1990) e non molto tempo dopo, Stefan Bernar si suicidò sparandosi un colpo di pistola nei boschi (pare sempre nel 1990). A queste morti va aggiunto anche il suicidio del chitarrista Guido (membro secondario dalla band nei primissimi anni di carriera). Per quanto dolorose siano state le morti soprattutto di Phillip Bollengier e Stefan Bernar, la band decise comunque di continuare la sua carriera musicale.
Nel 2021 muore anche il batterista storico Walter Van Cortenberg a seguito di un attacco di cuore.


I DISCHI UFFICIALI
Quando l'altro chitarrista Johan decise di abbandonare la scena musicale, la band arruolò come nuovi chitarristi Pascal e Bart Vandereycken. Un promo anticipò l'uscita dell' EP "Evil Prevails" che inizia con l'oscura "Götterdämmerung (Intro)" introdotta da percussioni davvero sinistre e minacciose. "Longing For The Ancient Kingdom" è formata da accelerazioni e da ritmiche più lente, la voce è un Growl anche se poco cavernoso. Molto più veloce invece "Obscurity Reigns (Fields Of Flanders)". La titletrack è introdotta da un assolo. Anche qui le ritmiche sono Thrash, come metro di paragone si possono citare i Sepultura e i primissimi Slayer. Bello il giro di basso e la sezione ritmica che introduce "Black Prague". Poco dopo il chitarrista Pascal venne licenziato dalla band.
Nel 1994 fu pubblicato il primo album completo intitolato "The Diabolic Serenades". Il disco esce per l'After Dark Records ed è di difficile di reperibilità in quanto stampato in poche copie. Un po' come alcune strumentali del passato l'opener è cupa e ossessiva, con i suoi suoni echeggianti, l'oscura voce narrante e il giro di pianoforte che accompagna tutto il pezzo.
La violenza dell’album s'intravede con "Crucifixion Justified", la prima di una lunga serie di canzoni dai testi anticristiani. In generale troviamo tastiere, riff semplici ed intrecci tra chitarra ritmica e solista. Il Growl è basso ed oscuro. La violenza prosegue con "Satanic Rejoice", la già nota "Obscurity Reigns (Field Of Flanders)", la cadenzata e poi velocissima "Death Messiah" e la violentissima "Land Of Frost And Despair". Ci troviamo di fronte ad un Thrash Metal con qualche influenza Black e voce in Growl. Buone anche "Assyrian Empire" (con le sue ritmiche orientali iniziali), "Morbid Glory" dedicata al serial killer Gilles de Rais (luogotenente di Giovanna D’Arco e sadico violentatore e squartatore di bambini nel privato) e la già edita "Evil Prevails". "Longing For The Ancient Kingdom" era invece già presente sull'EP precedente. Il disco si chiude con l'outro medievale/Folk "Last Rites / Echoes of Melancholy (Outro)".
La stessa formazione registrò anche il secondo album "Blasfemia Eternal" uscito nel 1996. L’album è aperto da un intro di 30 secondi, un brano di chitarra acustica (si noteranno subito le differenze con il passato con una voce più Scream che Growl ed anche Clean Vocals). Si prosegue con l'aggressiva e veloce "Total Misanthropia" e con la lenta "Garden Of Delights".
Una delle canzoni più interessanti dell’album è la successiva "Quest For Blood", una delle poche canzoni del gruppo in cui compaiono ampie parti di cantato in francese.  Segue l'anticristiana "Blood Of Christ (Mohammed Wept)", le vichinghe "Saeftinge" e "Shades Of Eternal Battlefields".
La produzione risulta decisamente migliore e più pulita rispetto al precedente disco.
Per il terzo album entrò in formazione il chitarrista olandese Erik Sprooten (ex Inquisitors) e il chitarrista finlandese Jan "Örkki" Yrlund (ex Lacrimosa ) a metà del 1997.
Poco dopo l'uscita del loro terzo album "Fatherland" venne aggiunto anche un tastierista: Domingo Smets (ex Agatocle). Il terzo disco è forse quello della consacrazione. Troviamo oltre al Black, anche parti sinfoniche (alla Summoning) e riff di chitarra quasi anni 80, cori epici, assoli. 
L’album si apre con un intro strumentale sinfonico "Avondland". Segue "Mother Europe", brano che inizia subito con un bel riff di chitarra che per certi versi ricorda tanto da vicino la NWOBHM. La titletrack è tra le più belle dell'album con il suo inizio epico e pomposo, prima della grande accelerazione con tanto di voce Scream e belli assoli in sottofondo (la canzone rallenta, per poi ripartire a 1000 all'ora, chiudendosi in modo soft).
Altre perle sono "Season’s Change" (con la sua perfetta introduzione con chitarra classica accompagnata da pianoforte e tastiere che si trasforma poi in un gran riff di chitarra, e contraddistinta da un ritornello tra i più evocativi nell’intera discografia del gruppo) e "Dying In A Moment Of Splendour" (canzone assolutamente epica). 
Nel 2001 esce "Dim Carcosa" introdotto dalla solita intro particolare "The Return" con il pianoforte di Oliver Phillips, le orchestrazioni di Domingo Smets e la voce femminile di Judith "Ciara" Stüber. Troviamo giochi d’archi con sfumature melancoliche a solenne epicità. I suoni Epic continuano con "Victory Or Valhalla (Last Man Standing)", ritmi più Black in "...And The Horns Called For War" , da citare anche le cavalcate inarrestabili di "North Sea", le musiche orientali di "Götterdämmerung (Twilight Of The Gods)", gli inserti neoclassici di "(Ode To Ancient) Europa" e quelli Folk di "On Golden Fields (De Leeuwen Dansen)". La produzione invece è così così.
"Rvbicon" esce nel 2006 e parte con il solito intro orientaleggiante che viene ripreso dal riff di
"Templar" song veloce contraddistinta da tastiere ed accelerate Black.Si prosegue con l'epica "Mithras" ma sempre impostata su tempi veloci e con degli ottimi riff di chitarra.
Inizia col piano "Thermopylae" e prosegue con accelerate di doppia cassa, un bellissimo ritornello di piano/voce pulita e l'aggiunta di
una potente voce femminile. "Rvbicon" è Black Metal ma con intrecci di chitarra.
"Invictus" è epica ma anche melodica al tempo stesso."Ypres" è battagliera e sognante al tempo stesso,
invece "Galiliean" presenta influenze Folk e accelerate epiche. In "Cheruscan" troviamo voci femminili
ed influenze alla Blind Guardian più "fantasy". A chiudere "Barbantia", con voci epiche, Folk, teatrali
tra il teatrale, growling e pulito. Bellissima la parte centrale con le sue influenze medievali.
Dopo ben 9 anni, nel 2015, esce "Laguz". Il tempo sembra essersi fermato perchè le influenze
del predecessore sono palesi così come la capacità di passare con disinvoltura dal Black all’Epic,
dal Power al Death, senza scordarci del Folk e di parti più teatrali. Da menzionare nel disco
sicuramente "Carthago Delenda Est", la violenta "Von Gott Entfernt", la gotica "Umbra Sumus",
i bellissimi assoli di "Von Gott Entfernt (Bij Nacht En Ontij)", "Apostata (Imperator Fidelis)" e la ballad "Fatum".


LE ACCUSE DI FASCISMO E GLI SHOW CANCELLATI
La band ha avuto spesso problemi a suonare in alcune nazioni. Nel 2008 si ricordano le pressioni di
gruppi antifascisti nei Paesi Baschi che riuscirono a far cancellare lo show in un locale. La band fu
costretta a cancellare tutte le restanti date del tour. Già in passato, sempre in Spagna c'erano stati dei
problemi nel 1998 in un tour dei belgi con i Deicide. Lo stesso successe pochi mesi dopo sempre con la
band di Benton, entrambi gli show furono annullati. Lì le accuse furono di nazismo. Gunter Theys,
leader del gruppo, non è un nazista anche se è un attivista della scena Oi (dichiaratamente
indipendentista delle Fiandre dal Belgio).

venerdì 16 ottobre 2020

La Storia Dei Litfiba, La Sparatoria A Pizzo Calabro e La Morte Di De Palma

I Litfiba si formarono a Firenze nell'ottobre 1980 grazie a Federico "Ghigo" Renzulli e Gianni Maroccolo grazie alla loro passione per l' Hard Rock, Punk e New Wave. La band originaria è formata dal già citato Ghigo Renzulli alla chitarra e alla voce, Sandro Dotta alla chitarra, Gianni Maroccolo al basso, Antonio Aiazzi alle tastiere, Francesco Calamai alla batteria; poco dopo Dotta abbandona il gruppo che ingaggia Piero Pelù alla voce. 
Nel 1982, la band incide il primo EP contenente 5 canzoni intitolato "Litfiba", nello stesso anno vincono la seconda edizione del Rock Festival Italiano, il cui premio prevede la pubblicazione di un 45 giri. Intanto Calamai lascia il posto a Renzo Franchi. 


LA SPARATORIA A PIZZO CALABRO
Nel libro autobiografico "Perfetto Difettoso", Piero Pelù racconta un episodio accaduto a Pizzo Calabro nel 1983. Il luogo deputato a ospitare lo show è l'Ottagono, club che il frontman del gruppo toscano avrebbe definito "locale tipo rotonda sul mare, colata di cemento sull'acqua, bar e pista da ballo". 

"L'organizzatore ci portò tutto il pomeriggio avanti e indietro per la via principale, per attirare la gente. Sapeva il fatto suo. Al concerto vennero 40 persone. La scarsa affluenza non intaccò il nostro buon umore: l'importante era suonare. E poi, l'erbetta calabra era deliziosa. Un'ora e mezza di spettacolo, poi arriva l'organizzatore. 'Ragazzi, c'è qualche problema. Troppa poca gente. Non vi posso pagare'"

"Storie già sentite. [L'organizzatore] se ne andò che pareva convinto. Cinque minuti dopo, nel bar, scoppiò una rissa gigantesca, da far west. La intuivo da fuori, perché i vetri non erano trasparenti, ma bianchi, e si vedevano ombre di sedie che volavano e persone che cadevano, colpite da qualcuno o da qualcosa. Decidemmo di andarcene, il più velocemente possibile. Salimmo sulla Peugeot, con dietro il carrello degli strumenti, e ci avvicinammo, quando, quasi all'uscita del parcheggio, sbuca un tizio che urla: "Io l'ammazzo, io l'ammazzo...". Attaccato alla sua maglia, come nel peggiore dei B movie, una ragazza: "Ti prego non farlo, te lo chiedo in ginocchio...". Il tizio apre la sua auto, estrae una pistola dal cruscotto e si dirige verso il bar. Poi, all'improvviso, ci vede. Si avvicina alla nostra macchina, mi punta la pistola in faccia e mi dice: "Abbassa il finestrino". Ubbidisco. Sempre con la pistola in mano, il tizio riprende: "Dammi le chiavi della macchina". Io, adrenalina a mille, gli do le chiavi. Il tizio entra nel locale, si sente uno sparo. Poi, silenzio".

Dopo qualche minuto, la band viene raggiunta dall'organizzatore fuori dal locale. Il promoter dà appuntamento al gruppo in un ristorante della zona:

"Queste sono le vostre chiavi: andate, ci vediamo dopo, in pizzeria'. Due ore più tardi ci incontriamo. 'Che cosa è successo?'. E quello risponde: 'Niente, che vi interessi. Lo dico per voi'. Gli chiesi del nostro cachet. Replicò, quasi urlando in modo che tutti sentissero: 'Non ti preoccupare, perché se non ti pagherò io, qualcun altro pagherà per me'. Naturalmente, non ci diedero mai le nostre cinquecentomila lire, ma, se non altro, portammo a casa la pelle, anche se, col senso di poi, ci convincemmo che il tutto era stato una straordinaria messinscena architettata da quel figlio di puttana per non pagarci"


LA TRILOGIA DEL POTERE
Nel 1985 i Litfiba pubblicano il primo vero LP, "Desaparecido" (ovvero "Scomparsi"), che li impone al grande pubblico e li fa uscire dall'underground. Il tema portante delle liriche è il rifiuto della violenza e l’antimilitarismo. Il Rock è misto alla New Wave. "Eroi Nel Vento", "Lulù e Marlene", "Tziganata" ed "Istanbul" sono i pezzi più famosi.
Due anni dopo (1986) esce "17 Re", registrato in soli tre mesi e da molti ritenuto il migliore album della band. Ci sono influenze Dark, Psichedeliche e New Wave. Canzoni come le aggressive "Resta", dedicata al disastro nucleare di Chernobyl, "Re Del Silenzio", il super singolo "Apapaia", "Elogio Alla Solitudine", la folle "Vendette", la sognante "Pierrot e la Luna", la strana "Sulla Terra", l'ermetica "Come Un Dio" e la cupa  "Ballata" ottengono un grande successo.
L'album successivo, "Litfiba 3" (uno dei primi album italiani ad essere stati interamente registrati in digitale), nel 1988, viene annunciato come il capitolo conclusivo della cosiddetta Trilogia del potere, una specie di concept ispirato dal rifiuto di ogni forma di totalitarismo. La copertina raffigura Willie Darden condannato alla pena capitale (anche se la sua colpevolezza era dubbia). Anche qui la Dark Wave si mischia al Rock e ad influenze Mediterranee/Folk. I cavalli di battaglia sono "Tex", "Paname", "Louisiana", "Corri" e le latineggianti "Santiago" e "Bambino". 



LA MORTE DI RINGO DE PALMA, LA DROGA E L'USCITA DI PELU'
A fine anni 80, la band è dilaniate da molte tensioni interne e da show deludenti, come quello di Montreal con il batterista De Palma strafatto di eroina.

Piero Pelù: "Era il 7 ottobre 1989 e per il gruppo non era un gran momento. Eravamo dilaniati da tensioni interne, problemi che avrebbero poi portato alla separazione da Gianni Maroccolo, che in quei giorni era in luna di miele, e dall’Aiazzi, che era diventato confuso e sfuggente. Insomma,
il concerto non nasceva sotto una buona stella, ma Ringo diede veramente il peggio di sé. Eppure era una grande occasione. Il festival era bellissimo, lo Spectrum era un luogo fantastico e il cartellone prevedeva nomi internazionali come La Mano Negra, la storica banda di Manu Chao.
Ringo non riusciva a tenere le bacchette. Suonava e gli cadevano, le perdeva. Dimenticava le parti. Era scarichissimo, il fantasma del Ringo travolgente degli anni precedenti. Un’agonia terribile. E non so se fosse così perché era completamente fatto o perché era in astinenza. Fatto sta che non c’era. Quel concerto fu un doppio requiem: per Ringo e per i Litfiba anni 80.
Dopo che gli ricordai la disfatta di Montréal, Ringo ammise di essere un eroinomane. Fu la prima e ultima volta che si confessò. "Ora chiamo i tuoi e gli spiego tutto, così ci coordiniamo e ti aiutiamo tutti quanti'.
A quel punto, Ringo disse: 'Ho già parlato con i miei. Ci stanno pensando loro a trovare un posto per la riabilitazione'. Feci la cazzata di credergli. I suoi non sapevano nulla. Lo appresi solo dopo il funerale. È il mio grande rimorso. Forse, se avessi chiamato i suoi genitori per controllare, tutto sarebbe andato diversamente.
Fu una grande lezione di vita: mai credere a un drogato che è dentro fino al collo. Quando sei schiavo della droga, racconti qualsiasi cazzata, anche a te stesso"

Dopo di questo, la formazione originale cambia (De Palma prova ad uscire dal tunnel della droga, anche Maroccolo e Mangelli lasciano la band) ed arriva "El Diablo" nel 1990. L'album, anche se più commerciale, rimane molto Rock.
La titletrack ironizza sul satanismo nella musica Rock ma vanno citate anche "Proibito", "Gioconda", "Il Volo" e "Ragazzo". Queste ultime due sono dedicate al loro batterista Ringo de Palma morto come detto nel 1990, a 26 anni, per overdose di eroina.

Piero Pelù: "All’inizio farsi di eroina può essere anche una forma di ribellione, e sono sicuro che per Ringo è stato così, poi diventa dipendenza e basta. E non ne esci quasi mai. Ringo è stato bravissimo a mascherare la sua dipendenza. Quando mi sono accorto di quello che stava succedendo, ho provato a intervenire, ma era ormai troppo tardi. Ringo aveva superato quella soglia oltre la quale diventi senza forze, con nessuna volontà, troppo fragile per ribellarti all’eroina. L’eroina è merda, così come lo sono tutte le droghe bianche e pesanti. Mi offrii, in maniera anche vigorosa, di aiutarlo. Provai a capire come aveva iniziato e con chi, ma lui fu omertoso. Mi appellai alla nostra amicizia, ma mi resi conto che fra di noi si era messo un mostro che divorava ogni sua volontà. Ringo non aveva il senso della misura. Non si controllava nemmeno con l’alcol, che riusciva a sopportare in grandi quantità. Sono sicuro che abbia iniziato a farsi di eroina convinto, come tutti, che avrebbe potuto smettere in qualsiasi momento.
Un giorno lo incontrai sul Ponte alle Grazie, per caso. Mi sfuggiva, mi evitava, non si faceva vedere, perché capiva che avevo capito, sapeva come la pensassi sull’eroina, sulle droghe pesanti e sulla mafia correlata. Mi aveva sentito condannarle migliaia di volte, per questo non ne voleva discutere" 

In un'altra intervista più recente del 2013: "Ogni volta che fumavo le canne collassavo. Ho scoperto così di avere la pressione bassa. Ho perso moltissimi amici per la droga. Ringo, mio migliore amico e batterista dei Litfiba, è morto per overdose nel 1990. Bisognerebbe insegnare a scuola sia l’educazione sessuale, sia a conoscere le droghe. Un ragazzo deve sapere se fuma una concentrazione di THC più meno elevata. Quelle leggere andrebbero liberalizzate, per togliere alle mafie la principale fonte di reddito"
Da "El Diablo":
Giro di notte con le anime perse
Sì della famiglia io sono il ribelle
Tu vendimi l'anima e ti mando alle stelle
E il paradiso è un'astuta bugia
Tutta la vita è una grassa bugia
Sì
La vita dura è una gran fregatura, sì sì
Ma a volte uno strappo è una necessità
A chi va bene, a me va male
E sono un animale e sia! Tutta la storia è una grassa bugia
Tutte le vite per primo la mia
Ah, mama mia el Diablo
Ah, Ariba ariba el Diablo
Ah, mama mia el Diablo
666

Nel 1993 esce "Terremoto". Dedicato all'elemento Terra, l'album è un concentrato di Rock, con liriche che trattano il tema della mafia e della televisione con invettive contro il media l'ottima "Maudit").
Vanno citate anche "Dimmi Il Nome", "Soldi" (presa in gira verso chi li dava per venduti), "Fata Morgana" e "Sotto Il Vulcano".
"Spirito" del 1995 è meno Rock e più commerciale, viene ricordato per "Lo Spettacolo", la Blues "Lacio Drom", la quasi ballad "Animale Di Zona", le zingaresche con percussioni "Spirito" e "Tammuria". Bella anche "No Frontiere".
Nel 1997 esce "Mondi Sommersi", ulteriore trionfo della band (oltre 700.000 copie in breve tempo), anche se in realtà si tratta di un disco molto debole. "Sparami" e "Goccia a Goccia" trascinarono il disco ma si salva poco altro (forse "Ritmo", "Dottor M" e "Apri Le Tue Porte").
L'ultimo capitolo della storia dei Litfiba con Pelù come cantante, prima della riunione, è "Infinito" pubblicato nel 1999. L'album è più Rock/Pop con la voce meno aggressiva, sicuramente si tratta di musica di facile ascolto. La grande canzone è "Il Mio Corpo Che Cambia" ma vanno citate anche "Mascherina" e "Vivere Il Mio Tempo".
Le tensioni artistiche e personali fra il cantante e il chitarrista sulla gestione della band diventano sempre più marcate. Al termine del tour Piero Pelù decide di abbandonare la band dedicandosi alla carriera solista. L'ultimo concerto del cantante con i Litfiba è al "Monza Rock Festival 1999". Seguiranno Pelù tutti i componenti degli ultimi anni: Bagni, Terzani e Caforio.


L'ERA DI GIANLUIGI CAVALLO "CABO"
Il chitarrista Ghigo decide di ricominciare il cammino con una band del tutto rinnovata e ringiovanita: il nuovo cantante è Gianluigi Cavallo, detto "Cabo", sconosciuto al grande pubblico e che suonerà anche la chitarra in affiancamento a Ghigo. 
La band fa quindi uscire agli inizi del 2000 l'album "Elettromacumba" che è più Rock degli ultimi dischi ma vede un crollo di vendite (discrete la titletrack, "Il Pazzo Che Ride", "Dal Tramonto All'Alba", "Profumo" e "Spia").
Il nuovo lavoro, "Insidia", viene pubblicato ad ottobre 2001 e vende circa 50.000 copie. Questo disco presenta toni Dark ed un utilizzo copioso dell'elettronica. Nonostante "Mr.Hyde" e "La Stanza Dell'Oro" (più le discrete "Senza Rete" e "Ruggine") il disco è un flop assoluto secondo critica e fans dei tempi. In realtà probabilmente si tratta di un disco un po' sottovalutato (in generale tutta l'era Cabo è stata disprezzata, forse l'ombra di Pelù era troppo grande per essere cancellata).
Si scende più in basso nel 2005, quando la band pubblica "Essere o Sembrare" vanno ricordate le buone "La Tela Del Ragno", "Mystery Train" e "Sottile Ramo". Nel 2006 Cabo, Aiazzi, Venier e successivamente anche Colzi lasciano la band.


IL RITORNO DI PELU'
L'11 dicembre 2009 viene ufficializzata, sul sito ufficiale della band, la riunione dei Litfiba, col ritorno di Pelù alla voce. Il 17 gennaio 2012 esce il nuovo disco d'inediti intitolato "Grande Nazione". L'album è anticipato da due singoli: "Squalo" e "La Mia Valigia". Dopo ben 13 anni, i Litfiba tornano al 1º posto delle classifiche italiane con un disco meno commerciale rispetto all'ultima era di Pelù di fine anni 90 ma anche più ispirato rispetto all'era Cabo. Vanno citate anche "Anarcoide", "Elettrica" e "Fiesta Tosta". Nel 2016 esce "Eutopia" con la Punk "Dio Del Tuono", le buone "L’Impossibile", "In nome di Dio" (ispirata alla tragica strage avvenuta al Bataclan di Parigi l' anno prima), "Intossicato" e le due ballad "Straniero" e "Eutopia".

giovedì 8 ottobre 2020

La Strana Storia Di Buckethead: KFC, Galline, Disneyland

Brian Patrick Carroll meglio conosciuto come "Buckethead" nasce probabilmente il 13 maggio 1969 (lui afferma nelle interviste di essere nato negli anni 20) a Los Angeles: è un ragazzino molto timido ma con una dote nascosta incredibile.
Figlio di Tom e Nancy Carroll e ha quattro fratelli. Lui inizia a suonare a 12 anni.
Prima di diventare Buckethead, Brian era un ragazzo piuttosto timido che spendeva gran parte del suo tempo dentro camera sua e a Disneyland (dove sarebbe stato 500 volte!).
Nel 1988, Brian “inventò” il personaggio Buckethead, divenendo la figura che oggi si conosce e che, a quanto pare, sembra stare “dentro” il personaggio perennemente. Proprio in quell’anno, Brian andò al cinema a vedere Halloween 4 e, ispirato dal personaggio, si comprò una maschera bianca come quella del film. Brian comprò la maschera proprio quel giorno, poco dopo essere uscito dal cinema. L’idea del cappello gli venne più tardi, nello stesso giorno, mentre mangiava al Kentucky Fried Chicken (KFC).
Dopo di ciò, Brian sembra essere divenuto Buckethead a tutti gli effetti.
A quanto pare, la persona è il personaggio, ed entrambe le cose non sembrano affatto essere divisi.
Brian esce e va in giro come Buckethead in ogni occasione, dal bar all’aeroporto, dal dietro le quinte all’abitazione privata di qualcuno.
Sono pochissimi ad averlo visto senza maschera, sicuramente nessuno da quando è diventato Buckethead.
In seguito sul secchiello aggiunse la scritta "Funeral".
Buckethead non concede interviste e non si fa mai vedere senza maschera nè tantomeno fotografare.


LA FALSA STORIA FATTA CIRCOLARE DA BUCKETHEAD
Brian fece circolare una falsa storia su di lui dicendo di essere cresciuto da solo in una fattoria, in cui a causa del suo comportamento scarsamente controllabile veniva spesso tranquillizzato tramite piccoli elettroshock, come di consuetudine in alcuni trattamenti psichiatrici degli anni '70.
Brian ai tempi si dedicava alle galline, le quali un giorno purtroppo gli sfigurarono il viso forzandolo a portare la maschera per sempre.
Verso i 12 anni si fece regalare una chitarra e iniziò a suonare per distrarsi dalla sua quotidianità e in effetti iniziò a diventare parecchio bravo, eppure questo non faceva che aumentare l'attenzione su chi lo prendeva in giro, ad esempio gli rompevano davanti le uova di gallina che lui considerava come la sua vera famiglia facendolo soffrire.
Gli tiravano addosso anche un secchio vuoto di pollo fritto del KFC, che lui in segno di scherno e in modo provocatorio lo mise in testa come cappello, poi corse al cimitero con la sua chitarra per esprimere la sua tristezza con la musica.
Colpiti da tanta tristezza, i suoi tutori lo portarono a Disneyland, dove lui cercò di vivere ed adattarsi, scoprendo presto che era impossibile vivere in un parco divertimenti.
Tornato alla fattoria conobbe Maximum Bob e formò la sua prima band i Deli Creeps.
Successivamente scoprì i segreti dell'imbalsamazione e dei parchi divertimenti, al fine di poterne creare uno con le galline morte.
Per omaggiarle il palco venne chiamato Bucketheadland.
Nei suoi incubi appare di tanto in tanto la sua versione malvagia, con una maschera nera, dal nome Death Cube K (anagramma di Buckethead) che lui impersona persino in alcuni album.


MUSICA
A livello musicale, tecnicamente, è uno dei migliori in circolazione, tanto da essere paragonato a chitarristi del calibro di Joe Satriani, Steve Vai, Yngwie Malmsteen e il suo maestro Paul Gilbert. All’attivo ha una notevole produzione di album, sia da solista che tramite band, che arriva a più di 400 lavori prodotti.
E' ricordato anche per le collaborazioni con Iggy Pop e i Guns N'Roses.
Nel 2001 entra nei Guns N'Roses che si apprestavano a far uscire Chinese Democracy (in realtà uscì molti anni dopo) e quando nel backstage del Madison Square Garden dopo un concerto, un membro dello staff dei Guns N' Roses gli ha chiesto se poteva levarsela, il chitarrista si è seduto in un angolo della stanza e non ha più voluto alzarsi. Dopo aver provato per quasi mezz'ora a parlare con il chitarrista, l'uomo ha rinunciato e se n'è andato lamentandosi: "Questo ragazzo è veramente strano...". 
Ozzy Osbourne: "Feci un tentativo con Buckethead. Lo incontrai e gli chiesi di lavorare con me, ma a patto che si liberasse di quel fottuto secchiello. Tornai poco dopo e lo trovai che aveva in testa questa fottuta cosa tipo cappello verde da marziano. Gli dissi, "guarda, sii solo te stesso". Mi disse che si chiamava Brian, quindi dissi che l'avrei chiamato così. Lui dice, "nessuno mi chiama Brian tranne mia madre". Perciò dissi, "allora fai finta che io sia tua mamma!" Non sono ancora uscito dalla stanza e già sto facendo giochetti mentali con questo tizio. Cosa succede se un giorno sparisce lasciando una nota che dice: "mi hanno teletrasportato via?" Non mi fraintendere, è un grande musicista"

La sua Gibson Les Paul bianca spazia dall'Heavy Metal al Prog, passando per il Funky e musica elettronica o comunque Ambient.
Tutto rigorosamente strumentale, se non per via di qualche collaborazione quindi con aggiunta di voci in sottofondo o non.
Alcune voci lo vorrebbero affetto dalla Sindrome di Asperger, altre con devianze sociapatiche, ma non si tratta che di voci.
Sta di fatto che il suo personaggio ha assunto con tempo sempre maggior concretezza, tanto da avere come detto una sua nemesi chiamata Death Cube K, con cui firma alcuni dei suoi lavori.
Oltre ad avere un pupazzetto di nome Herbie che fa le sue veci durante le interviste.
Nel suo sito ufficiale descrive anche la storia del suo alter ego.
Molti credono che Death Cube K sia un’entità separata che ha l’aspetto di un negativo fotografico di Buckethead con una maschera cromata nera, stile Dart Vader.
Un personaggio incredibile, sia artisticamente che umanamente, per via della sua duplice personalità.
Per capire il livello musicale si consiglia l’ascolto di "Bucketheadland" (1992) (che è una riproposizione Horror della Disneyland, sotto forma di parco di maltrattamenti ed abusi), "Colma" (1998) (chiamato così in onore dall'omonima città situata vicino a San Francisco dove "la popolazione dei morti supera quella dei vivi con una scala di mille a uno", questo perché una buona parte della città comprende ben 17 cimiteri per gli umani e uno per gli animali), "Electric Tears" (2002) (con solo chitarre elettriche ed acustiche, sicuramente tra gli album più facili da ascoltare), "Enter The Chicken" (2005) e "Crime Slunk Scene" (2006) (con la nota copertina con la sua sagoma a terra e le galline attorno).
Assoli velocissimi, riff spaccaossa, interludi acustici, battaglie robotiche, scratch techno-house, slapping, lamenti vari, passaggi breackdance, versi di galline, parti Ambient, etc
Per farsi un'idea ascoltare le stranezze di "We Can Rebuild Him".
L'uso dell'effettistica è incredibilmente azzeccato.
Oppure "Electronic Slight Of Hand" o "Nottingham Lace".
O la folle "Mecha Gigan", l'aliena "Slunk Parade Aka Freaks In The Black", totalmente fuori dal tempo e dallo spazio, data la sua incredibile stranezza e la sua totale mancanza di logica e di struttura.
Vanno citate per forza di cose anche "Ghost", "Machete", "Onions Onleashed", "Jordan" (in onore del noto cestista), "Soothsayer"

"Suono tutta questa roba strana, ma se il mio aspetto è normale, non funziona. Ma se divento questo strano mostro, questo apre la porta a infinite possibilità"

Pare comunque che Buckethead soffra di problemi cardiaci (aritmia), qualche mese fa si lesse sul suo sito un'eventuale metafora:

"Saluti da Bucketheadland. Buckethead vuole che sappiate quanto apprezza il supporto che gli avete fornito per tutti questi anni, significa tantissimo per lui. In questo momento gli stanno sostituendo alcune componenti animatroniche, in quanto Slip Disc si è intrufolato nel parco e ha causato un po' di caos"

domenica 27 settembre 2020

Differenze Tra Suono Mono e Stereo: Qual è Il Migliore?

Oggi parleremo di suono mono e stereo.
In prima approssimazione diciamo che tutti gli impianti sonori sono formati da due casse.
In generale nel suono mono si ha un solo input sonoro che viene diffuso in egual misura dall’altoparlante destro e da quello sinistro.
Nel suono stereo si hanno due segnali distinti, uno per ciascun diffusore (un input per la cassa destra e un’altro segnale in entrata, distinto dal primo, per la cassa sinistra).
Il numero di altoparlanti non ha importanza per definire i due tipi di suoni, fermo restando che con una sola cassa non è possibile apprezzare la sonorità stereo.
E’ come si sarà capito il numero di fonti in ingresso che determina la tipicità del suono, mono o stereo.
Se il suono stereo prevede due fonti L ed R (canale Left e canale Right), il suono mono moderno è visto come sommatoria dei due, ossia L + R, facendo in modo che le perdite siano minime (percettibili magari con buoni impianti).
Ad esempio il brano originale di Bohemian Rhapsody dei Queen è un classico pezzo in cui si possono apprezzare le sonorità stereo, dopo circa 37 secondi o ancora nella parte dei cori "Mama mia, Galileo" a circa 3 minuti e 20 secondi.
Proprio questa alternanza di canale sta a significare che si tratta di un suono stereo, dove le sorgenti audio sono differenti per il canale destro R e il canale sinistro L.
Un’emissione sonora di tipo mono, non potrà mai generare effetti del genere.
Ovviamente questo è per fare un esempio, mi vengono in mente anche i Savatage e i loro cori sovrapposti (e in contro-tempo) presenti sul finale di Morphine Child (che sarebbe impossibile da apprezzare in mono o comunque avrebbero tutt'altro effetto).
Differenze sussistono anche tra canali radio FM ed AM, dagli anni 60 infatti si è cominciata a diffondere la modalità "stereo".
La banda di frequenze trasmesse e modulate in FM è molto più ampia della banda udibile che si ferma al massimo a 19 kHz; i trasmettitori FM quindi fino a questa frequenza (fino a 15 kHz circa) inviano il segnale mono L+R mentre dai 19 ai 53 kHz viene trasmessa la differenza tra L ed R (L-R).
Dunque nell’ascolto della radio, il suono mono è di fatto già pronto perché esce con la somma L + R, mentre il suono stereo va elaborato dall’autoradio.
Quando si riceve male una stazione radio, l’elaborazione porta ad un peggioramento dell’ascolto (con il mono si avrà maggiore potenza e chiarezza nell’audio trasmesso perché con un segnale di scarsa qualità le frequenza alte vengono perse e quindi è più facile ricevere le basse frequenze, tagliando quelle più elevate. Il suono mono nasconde questa perdita, facendo percepire un tutt’uno).
Un suono stereo dunque è sicuramente più completo e preciso di uno mono (più piatto e con meno "particolari" sonori) ma per apprezzarlo appieno, oltre a buoni impianti (cuffie comprese), è necessario un ottimo udito (oltre a mettersi in posizione centrale tra le 2 casse).
Nell’ascolto della musica, di un concerto live o di un film, l’audio stereo è quello preferibile anche perché originariamente il suono è pensato per uscire con questa modalità.
Per un talk show trasmesso in televisione o un dibattito live, l’ascolto mono è forse la soluzione migliore: ciò permette di udire un audio più netto e pulito.

domenica 13 settembre 2020

La Storia Delle Fanzine Metal Italiane e Slayer Mag Di Metalion

Dopo aver parlato delle riviste Rock e Metal italiane (da Rockerilla a Classix Metal) e di quelle inglesi (Kerrang!, Metal Forces, Sounds, Terrorizer) oggi parliamo di un qualcosa che si perde nella notte dei tempi e che per quanto spesso contraddistinte da una certa ingenuità di fondo...non sono mai state dimenticate: le fanzine.
Per prima cosa va sottolineato che siamo negli anni 80 ed Internet era ancora ben lontano dalla sua realizzazione.
Ma cos'è una Fanzine musicale?

Francesco "Raven" Gallina: "Inizialmente si trattava di recensioni scritte da fans che riportavano i propri pareri su carta, quasi sempre con uno stile che di giornalistico aveva ben poco.
Il tutto veniva battuto con una macchina da scrivere (poi inviati per posta alla fanzine), poi un responsabile aggiungeva qualche foto "reperita" dalle riviste estere (per lo più su Kerrang, Metal Hammer, etc) senza curarsi del copyright ovviamente ed inoltre aggiungeva anche una copertina col logo della fanzine quasi sempre disegnato.
Poi veniva unito il tutto con una spillatrice, fotocopiandolo nella più economica copisteria disponibile, in parte per uso pubblicitario per diffondere la notizia dell'esistenza della fanzine stessa con il passa parola"

La rivoluzione avvenne con Metal Fortess che decise dopo aver venduto circa 4500 copie in quel di Torino, di fare il grande passo: fondare la prima rivista italiana Heavy Metal regolarmente distribuita nelle edicole, quella rivista si sarebbe chiamata Inferno Rock (tiratura iniziale di 20.000 copie).
Francesco "Raven" Gallina: "Le cose funzionavano così: i redattori sceglievano in piena autonomia su chi e cosa scrivere, poi scrivevano il loro pezzo, chi come me non aveva una macchina per scrivere lo faceva a penna, lo battevano o lo facevano battere a macchina, e poi lo inviavano per posta in redazione dove, con la tempistica che tutte queste operazioni comportavano, veniva inserito nel numero della rivista che doveva uscire e poi pubblicato e distribuito nelle edicole. Nel mio caso optai per un esordio (ero già un bastian contrario) con qualcosa di assolutamente poco conosciuto come la recensione di un demo degli Agrigentini Powergame che finì sul numero 1 di Inferno Rock, e non so proprio descrivervi l'emozione che provai quando trovai la rivista nella più importante edicola della mia città e ne acquistai una copia con dentro il mio pezzo. Praticamente la portavo sempre con me, ovunque andassi"

Poi prosegue: "Inferno Rock però durò poco, i tempi erano maturi per qualcosa di industrialmente più importante, e dopo aver pubblicato ancora una intervista ai Luftwaffe, una ai Crying Steel e non ricordo cos'altro, fummo costretti a fare i conti con l'irruzione sulla scena di una realtà ultra patinata e palesemente dotata di mezzi economici enormemente superiori ai nostri: la già citata HM. Il nostro formato A4 e la qualità di stampa inferiore non erano del loro livello, la distribuzione molto più capillare e la loro possibilità di essere presenti in tutti gli eventi importanti anche esteri fece il resto. Inferno Rock fu costretta a chiudere, ma di fatto l'epoca delle riviste era solo all'inizio, non più solo copie di Kerrang d'importazione per i pochi fortunati che masticavano un po' d'inglese, ma la possibilità di comprare la propria rivista preferita direttamente in edicola così come facevano i kids di tutta l'Europa metallicamente evoluta"

Cristiano Borghi (Metal Shock, Rock Hard): "Il mondo delle fanzine è sempre stato interlocutorio: pubblicazioni fatte dai fans che finivano per circolare esclusivamente tra i gruppi stessi e qualche sparuto cultore"

Francesco "Fuzz" Pascoletti (Metal Shock, Psycho, Classix): "Il motivo per cui le fanzine italiane non hanno avuto il potere o la capacità di trasformarsi in veri magazine va oltre il fattore economico o il poco interesse dei vari editori. Molti fanzinari dell'epoca non hanno fatto scena perchè arrivavano tardi, erano a ruota delle informazioni che giungevano dalla stampa Rock o underground straniera e purtroppo c'era una venerazione cieca nei confronti del Metal e dei suoi eroi...che purtoppo va bene nei discorsi da bar o dentro la tua cameretta ma sulla carta non funziona"

Principali fanzine italiane:
-Inferno Rock (di Torino)
-Metal Fortress (di Torino, oggi Francesco "Raven" Gallina è tra i redattori di Metallized)
-La Luna Metallika (di Roma, con Paola Ceci)
-Metal Underground (con Sandro Buti di Flash, Metal Hammer e Metal Maniac)
-Metallo (di Napoli, con Alessandro Massara di Rockerilla e Metal Shock)
-Heavy (di Pavia)
-Metal Militia (di Roma)
-Metal Gods (di Roma)
-Fireball (di Padova)
-Metal City Rock (di Firenze)
-Metal Caos (di Milano)
-SlaughterMouse (di Torino)
-Thorr (di Parma)
-Tanathography (Stefano Longhi di Metal Hammer e Grind Zone)
-Danza Macabra (Fabban di Metal Shock)
-DeLiberatis Mente (Angelo Mora di Metal Hamer)

Altre che vanno citate sono Metal Thunder, Blowing Thrash, Italian Metal Legions, Master Of Disaster, Sentinel, The Warning, Steel Realm, Metalmania, Alta Tensione, Head Banger.


SLAYER MAG E JON METALION KRISTIANSEN
All'estero però le fanzine erano ancora più professionali (anche se ugualmente Underground).
Si possono ricordare alcune storiche quali: Slayer Mag (di Jon "Metalion" Kristiansen) e SEPCTICzine di Dennis Tentic.
Ma anche Banzai, The Plague, The New Heavy Metal Revue, Book Of The Dead, The Book Of Armageddon, Midwest Metal, Violence Zine, Metal Mania, Censored Heavy Metal, Sheet Metal, Whiplash, Powerline, Amplified Assault, World Metal Report, Headbanger, Suck City, Teenage Depression, etc
Impossibile citarle tutte.
La norvegese Slayer(primo numero nel 1985) in particolare fu fondamentale per la diffusione del Metal Estremo (soprattutto Black Metal), fra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90.
Metalion divenne amico dei vari Euronymous, Jon Nodtveidt, Faust, Tomas Lindberg, Samoth, etc
Armato di carta, macchina da scrivere, penne, colla e francobolli, Metalion confezionò e diffuse Slayer Mag (e il suo precursore Live Wire) per oltre due decenni: quasi mai a intervalli regolari, ma sempre con la medesima competenza e passione.
Si devono infatti a lui le primissime recensioni e interviste a band quali Bathory, Mayhem, Nihilist/Entombed, Darkthrone, Emperor, Dissection, etc
Lo stesso, proprio per via dei legami con questa gente, verrà coinvolto involontariamente con la cronaca nera dell'Inner Circle e gli incendi di chiese.
Ad esempio il concerto dei Mayhem a Sarpsborg (il 28 febbraio del 1990), finito poi sul live-bootleg "Dawn Of The Black Hearts" (con il corpo del suicida Dead in copertina) fu organizzato proprio da Metalion.
I Mayhem all'epoca non avevano ovviamente neanche un full all'attivo.
Metalion era praticamente coetaneo di Euronymous (i due si passavano appena 10 mesi) e grande appassionato di Metal Estremo sin dai primi anni 80 (quando aveva 14/15 anni, essendo del 1967) ovvero di Bathory, Celtic Frost e, soprattutto, Venom.
Tutte band straniere e non scandinave (in Norvegia si ascoltava ben altro ai tempi).

Metalion: "Questo è il sangue che scorre nelle mie vene, questo è il mio destino...non ci sono alternative, solo devozione totale!"
Metalion racconta di come l’unico modo per conoscersi tra metallari all'epoca fosse ai concerti.
E fu così che Jon conobbe Øystein Aarseth "Euronymous", proprio ad un concerto dei Motorhead.
 Assieme incisero addirittura una demo di 12 minuti, sotto il monicker Checker Patrol, dal titolo "Metalion In The Park", nel quale Jon, pur non essendo né un cantante né un musicista, presterà la sua voce per la title track.
Ma, come detto, il colpo di genio di Kristiansen fu la creazione della fanzine "Slayer Mag" che riuscì a far parlare di sè, in Norvegia e all’estero.
I Mayhem ovviamente furono i primi della lista.
Dopo la registrazione del demo "Pure Fucking Armageddon" (1986) diventarono di fatto i leader della nascente scena.

Metalion: "PFA era molto più estremo di qualsiasi cosa; il sound era davvero primitivo e brutale. Non potevi ascoltare nulla di più estremo"

In seguito arrivò l’EP "Deathcrush" (1987).
Se lo stile cominciava a delinearsi, ciò che ancora mancava era l’immagine, il look. Ancora una volta Metalion fu il testimone oculare del cambiamento esteriore di Aarseth e soci che agli inizi si vestivano normalmente: capelli neri, giacche di pelle, vestiti neri.
Ma ben presto anche questo cambiò: Euronymous cominciò a interessarsi al make-up e soprattutto al corpse paint.
Euronymous s'ispirò ai Sarcofago, band Thrash/Proto Black brasiliana che proprio in quel 1987 diede alle stampe il suo primo full lenght, divenuto cult, "I.N.R.I.".
Metalion: "Era ossessionato dai Sarcofago. Perché indossavano un sacco di borchie e il corpse paint. Diceva che ogni band voleva fosse così, perché era davvero contrario alla moda del Death Metal che arrivava dagli States e dalla Svezia. I gruppi Death suonavano dal vivo indossando delle tute da jogging e lui era davvero contrario a questo genere di cose"

Dopo di ciò, Euronymous cominciò ad adottare il make up e le borchie, imponendolo come modello per tutti. Impose anche lo stile musicale, visto che band come Darkthrone ed Immortal cambiarono sound dal Death al Black.
La stessa cosa è successa agli Emperor: avevano un gruppo che si chiamava Thou Shalt Suffer che faceva Death, poi cambiarono nome in Emperor per fare Black.
Tutta la scena norvegese comunque si basava su Euronymous. Li convinceva di cosa fosse giusto e cosa sbagliato. Diceva sempre quello che pensava, del seguire i propri istinti a quello che era veramente il Black come il corpsepaint e le borchie, adorare la morte ed essere estremi.
E’ questo ciò che diceva a tutti.
Metalion conosceva tutti o quasi i Blacksters della scena di Oslo, li aiutò a prendere coscienza di sé come gruppo, come persone accomunate da uno scopo: quello di creare, come detto, una scena originale. Andando oltre quello suonato da Venom, Bathory, Celtic Frost e la scena Death Floridiana (considerata moderata e da fighetti).
Da tutte le città e paesi della Norvegia i fan di questo nuovo terrificante suono prendevano contatti con Oslo, per lettera o per telefono.
Jon fu testimone anche dell’incontro tra Vikernes ed Aarseth: Varg non lo conosceva ancora nessuno, anche se aveva appena prodotto il suo disco d'esordio (l'omonimo).
Euronymous lo ascolta. E ne rimane estasiato, perché è estremo ed originale.
I due diventano immediatamente amici.
Visto che Euronymous gestiva un negozio di dischi (Helvete) ed una label indipendente dal 1989 (Deathlike Silence Productions) mise sotto contratto Burzum (che entrò anche a far parte dei Mayhem).
Il resto (incendi, omicidi, etc) è noto, ciò che mi preme sottolineare qui è che venne creata la musica e la scena più estrema di sempre.
Chissà se tutto questo senza Jon "Metalion" Kristiansen e la sua fanzine Slayer Mag...sarebbe stato possibile.
Per una lista di fanzine: Fanzine Rock & Metal

giovedì 3 settembre 2020

La Storia Dei Gorephilia e Il Suicidio Di Henri Kuula "Nemesis"

Oggi parliamo dei Gorephilia, un'ottima band finlandese Death Metal in rampa di lancio o almeno lo era prima del suicidio del leader Henri Kuula (Nemesis).
Suicidio, tra l'altro, annunciato in diretta su Facebook. Purtroppo ormai i social permettono questo ed è vero che ci consentono di avvicinarci a gente irraggiungibile (sia per distanza geografica che per notorietà) però questo li rende molto più umani e meno "senza compromessi" come lo erano negli anni 90.
Parliamo di una band underground? Sicuramente non dei Deicide o dei Morbid Angel che furono però questi Gorephilia avevano il loro perchè, sino al suicidio di Nemesis a fine 2018.
La band nasce nel 2007 e dopo alcuni demo giunge al full con "Embodiment Of Death" del 2012.
La formula è quella dei Demigod e dei Morbid Angel che furono: un Death con rallentamenti ed accelerazioni più spruzzate d'influenze Dark ed Horror; un disco spiccatamente anni ’90 nella forma e nei contenuti.
Basta ascoltare "Pantheon In Flames" per capire dove si andrà a parare: ritmi velocissimi, prima di rallentamenti mortiferi sui 3 minuti e nuova accelerazione finale.
"Exist To Suffer", "Saints Without Souls", "Gods Stand Aghast" andrebbero ascoltate senza se e senza ma. Come detto parliamo di un disco che non inventa niente ma con un buon songwriting e un'ottima sezione ritmica (grazie soprattutto al batterista Tommi Makkonen Viherialehto e al bassista
Tami Luukkonen).
"Vision Of Hell" chiude degnamente un platter che non inventa niente (l'ombra dei Morbid Angel aleggia su tutto il disco) ma si lascia ascoltare con piacere.
Cinque anni dopo, nel 2017, grazie all'ottima Dark Descent Records esce "Severed Monolith".
Anche qui il suono di batteria è debitrice di "Blessed Are The Sick" e "Domination" con però un nuovo batterista: Kauko Kuusisalo (poi andrà agli ...And Oceans). La voce gutturale di Nemesis ed il basso di Luukkonen sembrano provenire direttamente dall'inferno.
I testi neanche a dirlo riguardano disperazione, violenza e morte però con spruzzate spaziali/fantasy.
Visto quello che poi succederà a Nemesis, il testo di sotto potrebbe già essere una dichiarazione d'intenti.

"Interplanar" (da "Severed Monolith", 2017)
A noose that leads to another world
Fastened tightly around my neck
My faith, my only way to you
In the grip of your cold fingers
Awoken by the shivering wounds
Something straightens my broken neck
I pierce the sky with my eyes
No trace of your poison in sight
Now truly left in total solitude
In the mists of a desolate waste
A slave breaks down in apathy
But a god needs no one
A child strangled by his navel cord
Clawing his way through the womb
This will be the day of his birth
This will be the birth of a god

L’artwork ben descrive la cattiveria di canzoni quali la strumentale e sinistra "Words That Solve Problems", "Harmageddon Of Souls" o "The Ravenous Storm". Altri grandi canzoni sono la lenta "Black Horns" e la disumana "Return To The Dark Space".
Il disco è chiuso dall'ottima "Crushed Under The Weight Of God", anche qui i rallentamenti riportano ai Morbid Angel, tuttavia alcuni tratti (batteria soprattutto) riportano anche gli spaziali Thorns.
Quasi 10 minuti per un pezzo davvero claustrofobico.
Se questa band fosse uscita negli anni 90 sarebbe stata nell'olimpo della scena, essendo arrivata con oltre 20 anni di ritardo non si può che parlare di buona musica anche se derivativa.
Sicuramente però se non avete gradito i nuovi Morbid Angel, si può ripartire da qui.


IL SUICIDIO DI NEMESIS
Il 3 dicembre 2018 è comparso questo stato di Henri Kuula in arte Nemesi:

"Mi dispiace per quelli che ho incontrato e conosciuto. Mi sono drogato troppo ed alcolizzato nei migliori 10 anni della mia vita. Ho rubato ai miei amici e sul posto di lavoro. Ho trascurato la mia famiglia e i miei amici per drogarmi. Ecco perché sono stato così distante. Ho abusato di donne con il mio status di "musicista", più di una volta. Questo è stato per coprire le mie incapacità di uomo.
Questo percorso e il mio coinvolgimento con droghe, alcol, tabacco e simili devono finire.
Mentre molti di voi mi tengono in grande considerazione come persona, io non sono una brava persona, e dovrei essere evitato a tutti i costi.
Essendo merdosa come vita, non prenderò mai parte a un progetto o band Black Metal e sarò costretto ad evitare la scena e le persone in essa. Non ho la forza di volontà per fare Black Metal, e non l'ho mai fatto. Mi sto comportando come non vorrei fare da molto tempo. È ora di finirla adesso.
Addio"
Messaggio della band: "Con il cuore pieno forniamo la peggiore notizia ai nostri amici e fan. Henri, il nostro cantante e amico di vecchia data, è morto. Si è suicidato lunedì sera, 3 dicembre, dopo anni di lotta con problemi vari. Henri aveva una personalità davvero unica, che avrebbe sicuramente lasciato un'impressione duratura su tutti quelli che incontrava: era un caro amico e un ragazzo loquace. Un vero amante della musica. Come nostro frontman, la sua voce unica nel suo genere, presenza scenica e testi saranno ricordati con affetto.
Rest in Peace
Henri Emil Kuula (1989-2018)"

"Crushed Under The Weight Of God" (da "Severed Monolith", 2017)
Come, Death
Give me what life could not
Come, Death
Give me closure
Come, Death
Give me what life could not
Come, Death
Give me a conclusion

lunedì 17 agosto 2020

Musica Metal e Testi Satanisti? Arrestati Gli Arsames

Gli Arsames in questi giorni sono passati agli onori delle cronache per essere stati arrestati.
Si tratta di una band Death Metal iraniana (loro la definiscono New Wave Of Persion Death Metal) con base a Mashhad. Formati nel 2002 da Ali Madarshahi (ad oggi l'unico membro originario rimasto). Il nome della band, Arsames, deriva da uno dei re dell'impero persiano (dinastia achemenide).
La band suona Death nonostante sia illegale in Iran, inoltre sono considerati satanisti dal governo.
Il gruppo ha comunque suonato a Dubai, in Armenia e Turchia.
Il loro singolo di debutto fu "Adiposere" nel 2005, invece il debut album "Immortal Identity" risale al 2010. Per la titletrack è stato girato anche un video.
Il disco è introdotta dall'ottima strumentale "Gates Of Persia" che inizia con un intro sinistro orientale (molto Nile), prima di esplodere nella sua violenza con "Cyrus The Great" che si chiude con ottimi arpeggi, assoli puliti ed ottime parti di batteria.
Ottima anche la titletrack, quasi sempre cadenzata, mai veloce. La successiva "Homo Sapiens" nella parte centrale contiene degli stop n'go e velocissimi assoli. "Dooms Day" è un po' anonima nella prima parte ma si chiude con buoni parti di batteria (che ricordano un po' il finale di Devil's Island dei Megadeth). La successiva "Monotheism" è aperta da un buon riff, da un rallentamento con tanto di assolo con melodia orientaleggiante e da buone parti di batteria. Altro ottimo riff quello di "Testament Of The King" chiusa da un assolo di basso ben udibile. La penultima "Xerxes" parte con un ritmo relativamente veloce, dopo l'assolo pulito centrale, la parte iniziale si ripete. Sicuramente tra le migliori dell'album. Chiude l'album "Persepolis" aperta da melodie orientali che poi si trasformano in assoli e dal vero pezzo che chiude degnamente l'album.
L'anno successivo è uscito l'EP "Persian Death Metal Tribute To Warriors Of Metal" dove la band coverizza "Phobia" (Kreator), "Roots Bloody Roots" (Sepultura), "Polarized" (Carcass) e "The Pursuit Of Vikings" (Amon Amarth). Presente anche una riedizione di "Testament Of The King". Quantomeno curiosa la scelta delle tracce (presi da periodi non certo eccezionali delle band coverizzate).


L'ARRESTO
Il governo iraniano ha continuato per anni la sua crociata contro le band Metal della nazione, cercando di censurarle ed arrestarle per la musica suonata e i testi.
Toccò nel 2016 prima ai Confess, accusati di blasfemia, pubblicità contro il sistema, registrazione di musica satanica, concessione di interviste proibite a testate straniere, testi antireligiosi, atei, politici, anarchici e poi per formazione di band illegale e clandestina. I suoi membri risiedono attualmente in Norvegia, dove hanno ottenuto l'asilo, e potrebbero non essere più in grado di tornare a casa: l'anno scorso, il tribunale di Teheran ha condannato i membri della band a un periodo di 14 anni e mezzo di reclusione, con frontman Anche Nikan Siyanor Khosravi condannato anche a 74 frustate.
Ad inizio agosto 2020, sono stati arrestati anche i membri degli Arsames.

"La band Arsames è stata arrestata e condannata a 15 anni di carcere per essere una band metal satanica e contro il governo islamico"

Secondo Metal Injection i membri della band dopo essere stati arrestati, hanno pagato la cauzione e sono usciti di prigione, in attesa dell'inizio del processo.