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lunedì 12 luglio 2021
La Storia Di Keith Whitley: Country, Incidenti Stradali e Morte Per Alcolismo
INCIDENTI STRADALI E PROBLEMI DI ALCOLISMO
Quando erano adolescenti, Keith Whitley e Ricky Skaggs si incontrarono in un concorso musicale del 1969 tenuto a Ezel, KY. I due strinsero amicizia e conobbero Ralph Stanley che chiese loro di unirsi alla band. Fu a questo punto della sua carriera che Keith Whitley divenne uno dei più versatili e talentuosi cantanti Country. Tuttavia sin dall'adolescenza, Keith tenne un comportamento autodistruttivo avendo già iniziato a bere. Lui e i suoi amici avrebbero passato il tempo nella loro città natale Sandy Hook, bevendo del whiskey (Bourbon) e guidando auto da corsa lungo strade di montagna.
E' proprio in questo periodo che Whitley da passeggero in macchina subì un incidente a 120 miglia all'ora in cui perse la vita uno dei suoi amici. Whitley si ruppe quasi il collo quando l'auto si schiantò.
Keith rischiò la morte in un altro incidente automobilistico quando si buttò con la sua auto da una scogliera (alta poco meno di 40 metri) in un fiume ghiacciato.
Sebbene avesse cercato di smettere di bere molte volte nel corso degli anni, Keith Whitley non fu mai in grado di sconfiggere definitivamente questo demone.
CARRIERA MUSICALE
Comunque la svolta della sua carriera musicale fu il trasferimento a Nashville nel 1983 quando firmò per la RCA Records.
Una volta sposato con Lorrie Morgan e soprattutto a seguito della nascita del suo unico figlio, Keith divenne un uomo di famiglia e tentò nuovamente di combattere la sua dipendenza dall'alcool ma con scarsi risultati. Sua moglie disse di aver architettato anche diversi metodi per impedire a Keith di bere, legando insieme le loro gambe mentre dormivano. Lo fece per impedirgli di alzarsi dal letto e bere a sua insaputa. E' anche in questi anni che Keith (casualmente) bevve un profumo e un solvente per unghie nel tentativo di ubriacarsi. La difficoltà principale nel tenere sotto controllo Keith è che tendenzialmente preferiva bere da solo. Ad ogni modo, a livello musicale, dopo l'esordio del 1984 ("A Hard Act To Follow" con la titletrack e "Turn Me To Love" come singoli) sarà solo con il secondo "L.A. To Miami" del 1986 che Whitley otterrà una certa notorietà in primis grazie a "Miami, My Amy", "Ten Feet Away", "Homecoming '63" e "Hard Livin". L'album comprendeva anche "On The Other Hand" e "Nobody In His Right Mind Would've Left Her". Tuttavia l'album più di successo fu "Do Not Close Your Eyes" del 1988. L'album produsse tre grandi singoli "When You Say Nothing At All", "I'm No Stranger To The Rain" e "Do Not Close Your Eyes". Anche "Would These Arms Be In Your Way" e "Some Old Side Road" furono un grande successo.
LA MORTE
Al di là della notorietà, Keith non poteva smettere di bere. Nessuna misura estrema da parte della sua famiglia poteva fermarlo. Proprio come Hank Williams e Lefty Frizzell, i cantanti Country che lo ispirarono Keith morì a causa dell'alcool (in realtà Hank Williams morì a 30 anni per un'overdose di morfina, anche se vennero trovate delle birre nella sua auto; invece Frizzell altro grande bevitore morì a 47 anni per un ictus, provocato però dai problemi di alcolismo).
La sua autopsia ufficiale nel 1989 dichiarò che morì per avvelenamento da alcool.
Keith Whitley fu trovato morto da suo cognato Lane Palmer, completamente vestito e sdraiato a faccia in giù sul suo letto (a seguito, pare, di 7 whiskey doppi).
Anche il disco "I Wonder Do You Think Of Me" del 1989 fu un grande successo (e disco d'oro, come il precedente), uscì ovviamente postumo circa 1 mese dopo la sua morte.
martedì 15 giugno 2021
La Storia Dei New York Dolls: Droga, Alcool e La Morte Dei Membri
I New York Dolls si formarono agli inizi degli anni ’70 e furono tra i pionieri del Glam Rock mischiato al Punk e Blues nei pezzi più lenti.
Per la verità, oltre a durare pochissimo (circa 6 anni), non ebbero chissà quale successo.
La line up originale era composta da Arthur Kane (basso), Billy Murcia (batteria), Syl Sylvain (chitarra), Johnny Thunders (chitarra) e David Johansen (voce).
La storia di questa band è stata caratterizzata da continui eccessi (di droga ed alcool) e Billy Murcia morì ancora prima di aver inciso il primo album. Verrà sostituito da Jerry Nolan. Infatti i giovanissimi membri dei New York Dolls provenivano tutti da situazioni degradate (da Manhattan e soprattutto dal Bronx), dai bassifondi, dalla malavita. Il loro era un mondo brutale e crudele dove contava solo portare a casa la pelle.
David Bowie: “David, hai un taglio magnifico. Chi ti fa i capelli?”
David Johansen: “Johnny Thunders”
Ed era vero, ma con l’arrivo di Jerry tutti i capelli delle Dolls subirono un miglioramento ancora più evidente di quello del suono.
E non solo i capelli, anche il trucco e il modo di vestire: Glam Rock appunto.
In un nota esibizione al Club 82, la prima tutti vestiti da donna, tranne Johnny "col cazzo che mi vesto da donna. Andate tutti affanculo".
David era vestito da donna con gonna tacco 12 e tutto l’armamentario e sembrava convinto nella parte, mentre Johnny era a torso nudo.
I DISCHI
Il gruppo incise solo due album datati rispettivamente 1973 e 1974 e, tra questi, in realtà solamente l'omonimo, ebbe un buon successo.
Il loro primo lavoro ("New York Dolls") si apre con un brano che diventerà uno dei loro classici, "Personality Crisis", travolgente e violento e che denota in maniera efficace il sound dell'album.
Vanno citate anche le varie "Bad Girl" e "Jet Boy" che costituiscono di fatto ottime canzoni Hard Rock, chiaramente anticipatori del Punk che da lì a poco esploderà in America e soprattutto in Inghilterra.
Non meno intensa e vibrante risulta essere "Lookin’ For A Kiss", con un inizio in sostanza composto per poi esplodere in tutta la sua potenza.
Altrettanto degni di nota gli altri brani: "Vietnamese Baby", "Trash" e "Subway Train", con le loro furiose progressioni contrassegnate da un altissimo livello di rabbia ed energia.
Un po' fuori tema "Lonely Planet Boy" che influenzerà certamente gli Hanoi Rocks.
L’album nella sua totalità è marchiato a fuoco e pregno di carica, energia e aggressività sonora tali da lasciare, in certi frangenti, senza fiato.
Il loro secondo lavoro, "Too Much Too Soon" (1974), pone di fatto fine alla loro carriera perchè vengono scaricati dalla casa discografica Polygram.
Inoltre la band si trova in grossissimi guai finanziari.
La band era in un brutto momento e i ragazzi erano vulnerabili e sempre strafatti.
Accettarono loro malgrado un tour in Florida.
Si trovarono a viaggiare a bordo della station wagon Fury III verso location la maggior parte delle volte costruite con tronchi d’albero, se non addirittura stalle.
Vivevano ormai in tre roulotte e ben presto strinsero amicizia coi locali che si prodigarono di reperire l’eroina per Johnny e Jerry. La situazione era insostenibile e durante una cena, sembrava non aspettassero altro, quando David affermò che nelle Dolls nessuno era indispensabile, Jerry sbottò, si alzò da tavola e disse: "Fanculo le Dolls". Johnny rispose: "Se se ne va Jerry, me ne vado anch’io" ed il giorno seguente erano su un aereo diretti a New York.
I tentativi di Johansen e Sylvain di continuare col vecchio nome furono ridicoli, inoltre Johansen non poteva stare in tour con due individui che periodicamente erano costretti a rientrare a casa per procurarsi la roba, ma il gruppo non poteva esistere senza Thunders.
Dopo lo scioglimento, il chitarrista Johnny Thunders (sempre più annebbiato dalle droghe comunque), autore e vero responsabile del suono e della musicalità del gruppo di origine, formò gli Heartbreakers.
Nonostante il gruppo fosse di fatto morto dal '75 con la dipartita di Thunders e Nolan, Johansen realizzò "David Johansen" (1978), logica continuazione del lavoro coi New York Dolls.
Ad ogni modo, non c’era più nulla da fare. I giochi erano fatti. Tutto finito.
MORTE DEI MEMBRI DELLA BAND
Detto di Billy Murcia che morì durante un tour in Inghilterra nel 1972 (era stato invitato a una festa, dove svenne a causa di un'overdose accidentale. Fu messo in una vasca da bagno e alimentato forzatamente con del caffè nel tentativo di rianimarlo. Ciò invece lo fece andare in asfissia.
Fu trovato morto la mattina del 6 novembre 1972, all'età di 21 anni), non molto meglio andò anche agli altri membri della band. Johnny Thunders morì a New Orleans nel 1991 (a 39 anni), presumibilmente per un overdose di eroina e metadone (vennero trovate alcune siringhe nel bagno dell'hotel dove morì).
Jerry Nolan morì nel 1992 in seguito a un ictus, causato da una meningite batterica.
Arthur Kane invece è morto nel 2004 (a 55 anni) a causa di una leucemia.
giovedì 20 maggio 2021
La Storia Dei Necrophobic: Il Suicidio Di Blackmoon e L'Arresto Di Sidegard
domenica 18 aprile 2021
Gli Humble Pie, Steve Marriott e Il Devastante Incendio Che Lo Porterà Alla Morte
Gli Small Faces si formano nel 1965, invece gli Humble Pie nel 1968.
Nei primi mesi del 1969, quando è ufficializzata la sua uscita dagli Small Faces, Steve Marriott aveva già reclutato i musicisti per il suo nuovo progetto: oltre a Peter Frampton, la line-up include Greg Ridley e Jerry Shirley.
La nuova band, il cui nome è Humble Pie, firma con la Immediate Records e in estate pubblica il suo primo LP: "As Safe As Yesterday Is".
Hard Rock, Blues e Country mischiati assieme, è talmente tanta la foga e l'energia di Marriott nel cantare che questo album è il primo di sempre ad essere definito con l’appellativo Heavy Metal (in una recensione di Mike Saunders su Rolling Stone).
Infatti "As Safe As Yesterday Is" è una cover di Desperation dei Steppenwolf (la prima band a citare il termine "Heavy Metal" in una canzone, si tratta di "Born To Be Wild").
Ben ricordata anche "Natural Born Boogie".
L'anno successivo esce "Town And Country": qui i ritmi rallentano, si tratta di un disco più riflessivo con parti acustiche.
Non viene molto apprezzato dalla critica nè dai fans, infatti vende molto poco.
Per la Immediate, già fortemente indebitata, è il colpo di grazia: la casa discografica viene messa in liquidazione (con migliaia di sterline di royalties non pagate agli Small Faces) e Marriott e i suoi passano alla A&M che però spinge la band verso lidi più Hard Rock.
A luglio del 1970 esce il terzo disco, intitolato semplicemente "Humble Pie" invece l'anno successivo "Rock On". In questi due album il suono degli Humble Pie ritrova la sua forma classica e maggiormente in sintonia con le sonorità di quegli anni: l’approccio è esplosivo, con sporadici rallentamenti acustici.
"Shine On" su Rock On è davvero una grande canzone con un ottimo riff, idem l'elettrica e potente "Stone Cold Fever" con il suo melodico assolo.
I Led Zeppelin possono essere considerati uno dei punti di riferimento.
Nello stesso anno esce "Rockin’ The Fillmore", doppio live registrato a New York, che mette in evidenza l'energia della band in sede di concerto (per farsi un'idea basta ascoltare "I Don't Need No Doctor").
Se vogliamo, l'unico problema dell'album, è che praticamente vengono eseguite solo cover (1 canzone originale e 6 cover Blues).
E' più o meno in questo periodo però che Peter Frampton se ne va, intenzionato a dedicarsi alla sua carriera solista.
Marriott ora è la guida indiscussa degli Humble Pie e impone una decisa sterzata verso le radici della sua formazione artistica: la musica Blues. Il risultato è "Smokin’" (1972), miglior successo commerciale di sempre per gli Humble Pie, che si trasformano in una vera e propria band Blues oriented con influenze Soul. Il disco è trainato da "30 Days In The Hole" e "Hot N'Nasty").
PROBLEMI FINANZIARI, DI ALCOOL E DROGA
Questo disco poteva sembrare il punto di svolta per la band, in realtà è l'inizio della fine perchè il crollo è dietro l'angolo e i dischi successivi si rivelano un mezzo fiasco ("Eat It" del 1973 vede la presenza però di due classici quali "Get Down To It" e "Black Coffee").
Conseguentemente anche le vendite diminuiscono ad ogni nuova pubblicazione.
La casa discografica perde interesse nei confronti della band e i problemi personali di Marriott cominciano ad influire negativamente sul gruppo: già da tempo abusava di alcool e droga (cocaina). Gli altri componenti del gruppo non sono da meno, e nessuno di loro si preoccupa di verificare la loro situazione economica: alla fine scopriranno di aver speso più di quanto guadagnato.
Marriott pubblica un disco solista ("Marriott", 1975) che passa inosservato; scopre di avere enormi debiti con il fisco britannico a causa di tasse che il suo ex manager Anthony avrebbe dovuto pagargli; si trasferisce negli Stati Uniti, dove avvierà qualche breve progetto e resterà sino ai primi 80; la A&M non gli verserà mai le royalties per i dischi venduti con gli Humble Pie.
L'ex rockstar comincia il suo progressivo ritiro dalle scene: ha assaporato una certa fama ma è ridotto in miseria per scelte sbagliate e sfortuna, pieno di rancore nei confronti delle label e dei manager che hanno lucrato sul suo talento; la tossicodipendenza si fa sempre più determinante nella sua vita.
Non a caso, la prima moglie, Jenny Rylance, racconterà di averlo lasciato proprio a causa delle droghe e dell’alcool, che lo rendevano irascibile e incontrollabile.
Tra metà e fine anni 80, a causa dei suoi continui eccessi, la salute è precaria, non avendo mai risolto del tutto i suoi problemi con gli stupefacenti. Torna nei pub e nei piccoli club di Londra, lontano dalle case discografiche e dalla notorietà.
Suona in band minori ma la sua diffidenza per le case discografiche lo porta a rifiutare di partecipare a diversi concerti sponsorizzati, provocando il risentimento dei suoi compagni.
Le band che lo volevano con sé, intanto, sono famose in tutto il mondo: dai Led Zeppelin ai Rolling Stones, passando per Frampton che ha raggiunto la ribalta con "Comes Alive!"; i Faces hanno fatto da trampolino di lancio per l’ascesa di Rod Stewart, anche lui diventato una star a livello planetario.
L'INCENDIO
Ma i guai per il povero Marriott non finiscono qui ed anzi le cose peggiorano e questa volta in modo irrimediabile.
Ad inizio anni 90, Marriott è impegnato in piccoli progetti e show di vario genere.
Frampton lo chiama per proporgli una reunion degli Humble Pie. Marriott accetta, lo segue a Los Angeles e iniziano a lavorare su nuova musica, ma dopo poco tempo cambia idea e il progetto resta incompiuto, con solo una manciata di brani registrati.
Il 19 aprile del 1991 Marriott rientra dagli States insieme a Toni Poulton, sua terza moglie.
Salito a bordo completamente strafatto di alcool, continuerà a bere e a litigare con la moglie per l’intera giornata. Si fermano per la notte da un comune amico, ma mentre sua moglie dorme, Marriott prende un taxi e torna nel suo cottage nell' Essex, dove vive da anni.
Poco dopo la sua abitazione verrà distrutta da un devastante incendio, causato probabilmente da una sigaretta lasciata accesa sul letto.
Prima prende fuoco il letto, poi i mobili, infine tutto il cottage.
Steve Marriott, perisce nell'incendio e probabilmente ancor prima per intossicazione da fumo, nel suo corpo comunque verranno trovate consistenti tracce di Valium, cocaina ed alcool.
A 44 anni, in questo modo assurdo, cala il sipario sulla vita di un musicista sicuramente influente ma sfortunato.
sabato 3 aprile 2021
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sabato 20 marzo 2021
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Nathan: "Il modo in cui componiamo dipende dall’origine del brano: se lo spunto è un motivo musicale o un giro di accordi, Caleb ci canta sopra fino a quando non trova le parole giuste. In attesa che gli venisse in mente qualche argomento migliore, si è messo a blaterare qualcosa a riguardo di sesso e fuoco. E noi abbiamo approvato"
Caleb: "Avevo una melodia, ma non sapevo che cosa dire. Così a un certo punto mi è uscito un ridicolo Il tuo sesso è in fiamme. Un’espressione davvero tremenda, che mi ha costretto a interrompere l’esecuzione perché stavo soffocando dal ridere. Invece agli altri è piaciuto molto. Meno male che sono riusciti a convincermi, perché stavo seriamente pensando di dimenticare per sempre quella canzone che mi stava facendo impazzire"
A parziale discolpa di Caleb Followill, va detto che il frontman scrisse i testi dell'album sotto effetto di idrocodone. Il farmaco di derivazione oppiacea gli viene prescritto in seguito a un’operazione chirurgica alla spalla per alleviare il dolore, ma gli effetti collaterali lo trasformano in un mezzo vegetale. In quel periodo compone avvolto da droghe psichedeliche: spesso si ritrova tra le mani musica e parole che non ricorda di avere scritto. Il Vicodin aiuta Caleb a esplorare nuovi orizzonti mentali, anche dal punto di vista chitarristico. Nonostante l’apporto del potente antidolorifico, imbracciare lo strumento si rivela comunque un’impresa; così Caleb strimpella come può, riuscendo a raggiungere solo i tasti più vicini al corpo della chitarra. Il riff introduttivo di "Sex On Fire" nasce così. Dopo quel riff irrompe la batteria di Nathan e la seconda chitarra in levare di Matthew e dalle decise note di basso suonate da Jared. La strofa si ripete un paio di volte, poi arriva l’esplosione del ritornello, urlato da Caleb con una pronuncia rivedibile (sembra "Socks On Fire", ovvero "Calzini In Fiamme"), prontamente preso in prestito da Nathan quando gli viene domandato come spiegherà il testo della canzone ai suoi figli: "Dirò loro che le calze di zio Caleb hanno preso fuoco una notte quando le avevo messe ad asciugare sulla stufa".

























