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lunedì 12 luglio 2021

La Storia Di Keith Whitley: Country, Incidenti Stradali e Morte Per Alcolismo

Keith Whitley nacque nel 1954 nel Kentucky ed ha lottato per tutta la sua breve vita con la dipendenza da alcol. Il cantautore pubblicò solo tre album in studio, ma questo non gli ha impedito di diventare uno dei musicisti più influenti nella storia della musica Country.


INCIDENTI STRADALI E PROBLEMI DI ALCOLISMO
Quando erano adolescenti, Keith Whitley e Ricky Skaggs si incontrarono in un concorso musicale del 1969 tenuto a Ezel, KY. I due strinsero amicizia e conobbero Ralph Stanley che chiese loro di unirsi alla band. Fu a questo punto della sua carriera che Keith Whitley divenne uno dei più versatili e talentuosi cantanti Country. Tuttavia sin dall'adolescenza, Keith tenne un comportamento autodistruttivo avendo già iniziato a bere. Lui e i suoi amici avrebbero passato il tempo nella loro città natale Sandy Hook, bevendo del whiskey (Bourbon) e guidando auto da corsa lungo strade di montagna.
E' proprio in questo periodo che Whitley da passeggero in macchina subì un incidente a 120 miglia all'ora in cui perse la vita uno dei suoi amici. Whitley si ruppe quasi il collo quando l'auto si schiantò.
Keith rischiò la morte in un altro incidente automobilistico quando si buttò con la sua auto da una scogliera (alta poco meno di 40 metri) in un fiume ghiacciato.
Sebbene avesse cercato di smettere di bere molte volte nel corso degli anni, Keith Whitley non fu mai in grado di sconfiggere definitivamente questo demone.


CARRIERA MUSICALE
Comunque la svolta della sua carriera musicale fu il trasferimento a Nashville nel 1983 quando firmò per la RCA Records.
Una volta sposato con Lorrie Morgan e soprattutto a seguito della nascita del suo unico figlio, Keith divenne un uomo di famiglia e tentò nuovamente di combattere la sua dipendenza dall'alcool ma con scarsi risultati. Sua moglie disse di aver architettato anche diversi metodi per impedire a Keith di bere, legando insieme le loro gambe mentre dormivano. Lo fece per impedirgli di alzarsi dal letto e bere a sua insaputa. E' anche in questi anni che Keith (casualmente) bevve un profumo e un solvente per unghie nel tentativo di ubriacarsi. La difficoltà principale nel tenere sotto controllo Keith è che tendenzialmente preferiva bere da solo. Ad ogni modo, a livello musicale, dopo l'esordio del 1984 ("A Hard Act To Follow" con la titletrack e "Turn Me To Love" come singoli) sarà solo con il secondo "L.A. To Miami" del 1986 che Whitley otterrà una certa notorietà in primis grazie a "Miami, My Amy", "Ten Feet Away", "Homecoming '63" e "Hard Livin". L'album comprendeva anche "On The Other Hand" e "Nobody In His Right Mind Would've Left Her".  Tuttavia l'album più di successo fu "Do Not Close Your Eyes" del 1988. L'album produsse tre grandi singoli "When You Say Nothing At All", "I'm No Stranger To The Rain" e "Do Not Close Your Eyes". Anche "Would These Arms Be In Your Way" e "Some Old Side Road" furono un grande successo.


LA MORTE
Al di là della notorietà, Keith non poteva smettere di bere. Nessuna misura estrema da parte della sua famiglia poteva fermarlo. Proprio come Hank Williams e Lefty Frizzell, i cantanti Country che lo ispirarono Keith morì a causa dell'alcool (in realtà Hank Williams morì a 30 anni per un'overdose di morfina, anche se vennero trovate delle birre nella sua auto; invece Frizzell altro grande bevitore morì a 47 anni per un ictus, provocato però dai problemi di alcolismo).
La sua autopsia ufficiale nel 1989 dichiarò che morì per avvelenamento da alcool.
Keith Whitley fu trovato morto da suo cognato Lane Palmer, completamente vestito e sdraiato a faccia in giù sul suo letto (a seguito, pare, di 7 whiskey doppi).
Anche il disco "I Wonder Do You Think Of Me" del 1989 fu un grande successo (e disco d'oro, come il precedente), uscì ovviamente postumo circa 1 mese dopo la sua morte.

martedì 15 giugno 2021

La Storia Dei New York Dolls: Droga, Alcool e La Morte Dei Membri

"David, ma è vero che nelle Dolls siete tutti bisessuali?” 
“Ma vedi, non posso parlare per gli altri, ma io, di sicuro, sono trisessuale!"

I New York Dolls si formarono agli inizi degli anni ’70 e furono tra i pionieri del Glam Rock mischiato al Punk e Blues nei pezzi più lenti.
Per la verità, oltre a durare pochissimo (circa 6 anni), non ebbero chissà quale successo.
La line up originale era composta da Arthur Kane (basso), Billy Murcia (batteria), Syl Sylvain (chitarra), Johnny Thunders (chitarra) e David Johansen (voce).
La storia di questa band è stata caratterizzata da continui eccessi (di droga ed alcool) e Billy Murcia morì ancora prima di aver inciso il primo album. Verrà sostituito da Jerry Nolan. Infatti i giovanissimi membri dei New York Dolls provenivano tutti da situazioni degradate (da Manhattan e soprattutto dal Bronx), dai bassifondi, dalla malavita. Il loro era un mondo brutale e crudele dove contava solo portare a casa la pelle.

David Bowie: “David, hai un taglio magnifico. Chi ti fa i capelli?
David Johansen: “Johnny Thunders” 

Ed era vero, ma con l’arrivo di Jerry tutti i capelli delle Dolls subirono un miglioramento ancora più evidente di quello del suono.
E non solo i capelli, anche il trucco e il modo di vestire: Glam Rock appunto.
In un nota esibizione al Club 82, la prima tutti vestiti da donna, tranne Johnny "col cazzo che mi vesto da donna. Andate tutti affanculo".
David era vestito da donna con gonna tacco 12 e tutto l’armamentario e sembrava convinto nella parte, mentre Johnny era a torso nudo.


I DISCHI
Il gruppo incise solo due album datati rispettivamente 1973 e 1974 e, tra questi, in realtà solamente l'omonimo, ebbe un buon successo.
Il loro primo lavoro ("New York Dolls") si apre con un brano che diventerà uno dei loro classici, "Personality Crisis", travolgente e violento e che denota in maniera efficace il sound dell'album.
Vanno citate anche le varie "Bad Girl" e "Jet Boy" che costituiscono di fatto ottime canzoni Hard Rock, chiaramente anticipatori del Punk che da lì a poco esploderà in America e soprattutto in Inghilterra.
Non meno intensa e vibrante risulta essere "Lookin’ For A Kiss", con un inizio in sostanza composto per poi esplodere in tutta la sua potenza.
Altrettanto degni di nota gli altri brani: "Vietnamese Baby", "Trash" e "Subway Train", con le loro furiose progressioni contrassegnate da un altissimo livello di  rabbia ed energia.
Un po' fuori tema "Lonely Planet Boy" che influenzerà certamente gli Hanoi Rocks.
L’album nella sua totalità è marchiato a fuoco e pregno di carica, energia e aggressività sonora tali da lasciare, in certi frangenti, senza fiato.
Il loro secondo lavoro, "Too Much Too Soon" (1974), pone di fatto fine alla loro carriera perchè vengono scaricati dalla casa discografica Polygram.
Inoltre la band si trova in grossissimi guai finanziari.
La band era in un brutto momento e i ragazzi erano vulnerabili e sempre strafatti.
Accettarono loro malgrado un tour in Florida.
Si trovarono a viaggiare a bordo della station wagon Fury III verso location la maggior parte delle volte costruite con tronchi d’albero, se non addirittura stalle.
Vivevano ormai in tre roulotte e ben presto strinsero amicizia coi locali che si prodigarono di reperire l’eroina per Johnny e Jerry. La situazione era insostenibile e durante una cena, sembrava non aspettassero altro, quando David affermò che nelle Dolls nessuno era indispensabile, Jerry sbottò, si alzò da tavola e disse: "Fanculo le Dolls". Johnny rispose: "Se se ne va Jerry, me ne vado anch’io" ed il giorno seguente erano su un aereo diretti a New York.
I tentativi di Johansen e Sylvain di continuare col vecchio nome furono ridicoli, inoltre Johansen non poteva stare in tour con due individui che periodicamente erano costretti a rientrare a casa per procurarsi la roba, ma il gruppo non poteva esistere senza Thunders.
Dopo lo scioglimento, il chitarrista Johnny Thunders (sempre più annebbiato dalle droghe comunque), autore e vero responsabile del suono e della musicalità del gruppo di origine, formò gli Heartbreakers.
Nonostante il gruppo fosse di fatto morto dal '75 con la dipartita di Thunders e Nolan, Johansen realizzò "David Johansen" (1978), logica continuazione del lavoro coi New York Dolls.
Ad ogni modo, non c’era più nulla da fare. I giochi erano fatti. Tutto finito.


MORTE DEI MEMBRI DELLA BAND
Detto di Billy Murcia che morì durante un tour in Inghilterra nel 1972 (era stato invitato a una festa, dove svenne a causa di un'overdose accidentale. Fu messo in una vasca da bagno e alimentato forzatamente con del caffè nel tentativo di rianimarlo. Ciò invece lo fece andare in asfissia.
Fu trovato morto la mattina del 6 novembre 1972, all'età di 21 anni), non molto meglio andò anche agli altri membri della band. Johnny Thunders morì a New Orleans nel 1991 (a 39 anni), presumibilmente per un overdose di eroina e metadone (vennero trovate alcune siringhe nel bagno dell'hotel dove morì).
Jerry Nolan morì nel 1992 in seguito a un ictus, causato da una meningite batterica.
Arthur Kane invece è morto nel 2004 (a 55 anni) a causa di una leucemia.

giovedì 20 maggio 2021

La Storia Dei Necrophobic: Il Suicidio Di Blackmoon e L'Arresto Di Sidegard

I Necrophobic si formarono nel 1989 a Stoccolma (Svezia) grazie al batterista Joakim Sterner e al chitarrista David Parland (conosciuto come "Blackmoon" nei Dark Funeral). Si ritiene che la band abbia preso il nome dalla canzone omonima degli Slayer contenuta in "Reign in Blood". Prima di cambiare diversi turnisti, venne aggiunto in pianta stabile il bassista Tobias Sidegård. In seguito Anders Strokirk sostituì come vocalist Stefan Harrvik che entrò nei Sunlight Studio nel marzo 1993 registrando l'album di debutto. 
In generale i testi tendono a ruotare attorno all'oscurità, al male, all'anticristianesimo, al satanismo e alla mitologia vichinga. Le atmosfere sono cupe ed infernali, facendo finire la band nel calderone della scena Black Metal e non in quello del Death melodico che imperversava ai tempi sempre in Svezia. 


DISCHI
Per ogni disco, il parere iniziale è del chitarrista Sebastian Ramstedt.
The Nocturnal Silence: "Un classico, il nostro lascito artistico è tutto qui dentro. Ho sempre in mente questo album quando scrivo nuove canzoni"
Già l'album d'esordio (1993) è indimenticabile, grazie a ritmiche Black, anche se le influenze sono soprattutto Death. Le atmosfere comunque sono davvero oscure, a testimoniare ciò già il sinistro synth di "Awakening". Per rendersi conto della qualità, basta ascoltare "Before The Dawn" e la sua doppia cassa che introduce un riffing Black-oriented davvero malsano, molto belli anche gli arpeggi e la voce quasi parlata del singer nella parte centrale. "Unholy Prophecies" è un ottimo mid tempo, la title-track è davvero oscura e sinistra grazie anche a Parland e alle sua parti chitarristiche per quella che è una canzone più Death-oriented. Le influenze Death/Thrash tornano a farsi sentire in "Inborn Evil", per quello che è un tributo agli anni 80. Buona anche "The Ancient Gate", la Death-oriented Sacrifical Rites e l'antireligiosa "Father Of Creation" contraddistinta da molti riff ed episodi solistici.

Darkside: "Il primo disco dei Necrophobic su cui ho suonato. Tanti bei ricordi e un sacco di concerti memorabili per promuoverlo!"
Uscito nel 1997 per la Black Mark Production, è qui che Tobias Sidegård oltre a bassista si scopre anche un ottimo cantante. Come detto entra nella band Sebastian Ramstedt, invece David Parland non ne farà più parte sino ai primi anni del 2000. Questo album comprendeva un'apparizione come ospite anche di Jon Nodtveidt dei Dissection nella canzone "Nailing The Holy One".
L'oscurità pervade tutto il disco che è sicuramente più assimilabile al Black Metal che non al Death degli esordi. Intensi e glaciali, troviamo pezzi da 90 quali "Black Moon Rising", "Spawn Of Evil", la titletrack e le più cadenzate "The Call" e "Bloodthirst". Ci sono anche pezzi strumentali/atmosferici quali "Venaesection" e "Descension". "Nailing The Holy One" invece presenta un riffing Death. Il songwriting comunque è ottimamente diversificato.


The Third Antichrist: "Un mix di idee diverse messe insieme per un risultato finale un po’ frammentario. E’ il lavoro che preferisco meno della nostra discografia"
Il disco esce nel 1999 e "The Third Of The Arrivals" viene anticipata da un intro synth "Rise Of The Infernal", prima di esplodere con ritmiche velocissime e da sinistri "six, six, six" per ritmiche serrate e un ottimo riffing. Non si possono non citare l' infernale e Groove "Eye Of The Storm", "The Unhallowed" e il suo velocissimo assolo (un po' come in in "Frozen Empire"), le più tranquille "Isaz" e "He Who Rideth In Rage", l'indiavolata "Demonic" o l'oscura requiem finale "One Last Step Into The Great Mist". 


Bloodhymns: "Il nostro album Thrash Metal. Avevamo cominciato a scriverlo con David Parland, ma se ne andò e questa cosa permise a Johan di entrare nel gruppo"
In questo disco uscito nel 2002 le composizioni sono variegate, perfettamente bilanciate tra violenza, tecnica e melodia nera. Già l’opener "Taste Of Black" fa capire che la band fa sul serio, grazie a ritmiche schiacciasassi Dissection-oriented. Ma le ritmiche infernali ed estreme proseguono su "Dreams Shall Flesh" e "Act Of Rebellion". Il marchio della band è impresso in "Mourningsoul", per il resto l'album non fa gridare al miracolo ma risulta compatto, variegato e senza cadute di tono con il continuo alternarsi tra parti Black e Death.

Hrimthursum: "Il nostro capolavoro sinfonico. E’ venuto alla grande, ma ricordo che all’ultimo giorno di studio ebbi qualche dubbio sulla produzione bombastica"
Generalmente, in questo disco uscito nel 2006, c’è più spazio per i midtempo e per porzioni strumentali piuttosto lunghe, seppur non manchino rasoiate estreme. Violenza e melodia pervadono "Eternal Winter" e la titletrack. Tra gli episodi migliori vanno citati anche la sulfurea "Age Of Chaos" e "Sitra Ahra" contraddistinta da ottimi arrangiamenti e momenti acustici di rara bellezza. Presenti anche sferzate Death/Black come nella bellissima "Blinded by Light, Enlightned By Darkness" e "I Strike with Wrath", ritmiche alla Dissection come in "Bloodshed Eyes" e Thrash in "Serpents -Beneath The Forest Of The Dead".

Death To All: "Un pugno in faccia. Suona così diretto per ciò che all’epoca pensavo di "Hrimthursum"
Nel 2009 esce "Death To All" e l'epica "For Those Who Stayed Satanic" con cori puliti, fa subito capire che la band ha anche un suo trademark personale.
Troviamo violenza, melodia, voci pulite, ritmiche Death e Black. Ottime "Celebration Of The Goat" (bellissimo il ritornello) e i riff di "La Satanisma Muerte" e i suoi incredibili cori. La title-track unisce arpeggi semi-acustici a un feeling abbastanza sinfonico. Forse la più melodica è "Revelation 666, ottime "The Tower", la lenta "Wings Of Death" e la titletrack "Death To All" aperta da un arpeggio che definire sinistro sarebbe riduttivo prima di esplodere in una furia assolutamente cieca.

Womb Of Lilithu"Stesso discorso di "The Third...", un lavoro di transizione. Un ottimo album a cui però manca il tipico feeling dei Necrophobic"
Il disco uscito nel 2013 è lungo circa 70 minuti, non poco per un full Black Metal. Si inizia con la titletrack che in realtà è una semplice intro orchestrale di un paio di minuti. Seguono l'oscure e mistiche "Splendour Nigri Solis" ed "Astaroth" con atmosfere gotiche ed arcane. "Furfur" e "The Necromancer" sono canzoni con molte influenze e che possono piacere anche a fans del Gothic/Black tipo Moonspell. Anche "Marchosias" e la old school "Asmodee" vanno assolutamente citate.
David Parland aveva già lasciato la band, invece come vedremo poco sotto questo sarà l'ultimo disco per il vocalist Tobias Sidegard.




IL SUICIDIO DI DAVID "BLACKMOON" PARLAND (2013)
Il chitarrista David Parland era un misantropo che nutriva disprezzo per la religione organizzata e la "correttezza politica", così come per la "mentalità da schiavo" e tutti quei concetti che si oppongono all'individualismo. Era d'accordo sotto molti aspetti con il pensiero satanista, ma non si considerava religioso.
Parland fu un membro fondatore dei Necrophobic ma uscì dagli stessi nel 1995 per concentrarsi sui Dark Funeral, di cui fu anche uno dei membri fondatori (1993). Prima di lasciare i Necrophobic aveva, tuttavia, scritto la maggior parte anche dell'album "Darkside" (per quanto non suonò).
Parland gestì anche l' etichetta discografica indipendente Hellspawn Records dal 1994 al 2002 a Stoccolma. 
Dopo aver lasciato anche i Dark Funeral nel 1996, Parland fondò le band War e Infernal. Pur avendo mantenuto un basso profilo e non essendo attivamente coinvolto in nessuna band da quando la seconda formazione degli Infernal si sciolse nel 2003, Parland annunciò nel gennaio 2009 che stava lavorando a nuovo materiale con il batterista Tomas Asklund (ex Dark Funeral, Gorgoroth e Dissection).  In un'intervista dell'ottobre 2012, Parland spiegò i motivi per cui gli Infernal si sciolsero (problemi finanziari), disse inoltre che venne ricoverato per disintossicarsi dall'uso di droghe. Secondo l'intervista, Parland aveva avuto un infortunio al collo in un incidente d'auto diversi anni prima e facendo ricorso all'uso di antidolorifici, ne divenne dipendente. 

David Parland "Blackmoon" (intervista del 2012): "Sono stato arrestato dalla polizia numerose volte, rimanendo in custodia per circa una settimana. Sono stato anche ricoverato contro la mia volontà in un reparto "psichiatrico" per "scopi di disintossicazione" (per dipendenza da antidolorifici e droghe). Questo era legalmente sbagliato poiché non sono un fottuto drogato o giù di lì e non lo sarò mai. Sono stato anche processato per aver picchiato un assistente sociale, e ho ricevuto la mia punizione per questo alcuni mesi fa, prigione o libertà vigilata per un anno. Ho scelto quest'ultima. Inoltre, non troppo tempo fa, mi sentivo così fottutamente stufo di tutto che ho quasi ucciso me stesso. Ci sono stati troppi brutti incidenti in poco tempo, quindi in un momento in cui mi sentivo davvero infelice ho ingoiato un barattolo di pillole molto tossiche. Si trattava di una dose mortale ma ok, sono uscito all'ultimo minuto e ho chiamato un'ambulanza. Tutto è diventato nero da allora, fondamentalmente.
Il giorno successivo, mi sono svegliato in ospedale, dovendo bere grandi quantità di carbone attivo. Avevo sensori elettrici su tutto il corpo, oltre ad una fottuta cannuccia in bocca e in gola che mi limitava le vie respiratorie, quasi soffocandomi a morte. Era qualcosa che andava molto oltre qualsiasi orrore o terrore che avessi mai provato prima. Ero ancora fortemente sedato, quindi non potevo nemmeno parlare. Immagina di essere soffocato e di non essere in grado di comunicare allo stesso tempo. Questo è esattamente quello che è successo ed è stato così orribile che avrei scelto la morte invece di questo. Dopo mezz'ora o giù di lì ho finalmente biascicato "tira fuori questa merda, tira fuori questa merda", dal momento che non riuscivo affatto a respirare, ma mi hanno semplicemente respinto questa cosa in gola, e mi sono sentito letteralmente come essere violentato e aggredito, questo dal personale dell'ospedale. Alla fine ho tirato fuori quella cosa e ho potuto ricominciare a respirare e ho urlato a quella squadra dell'ospedale: "Cazzo, non hai capito che stavo soffocando a morte?" Fottuti idioti! Sarei potuto morire"

Parland stava progettando di cercare un batterista per l'album "The Infernal Retribution" che sarebbe dovuto essere pubblicato alla fine del 2013. Gli Infernal non registrarono mai il tanto atteso album completo perchè il 19 marzo 2013, all'età di 42 anni, David Parland morì suicida. In reazione alla notizia della morte di Parland, l'ex compagno dei Dark Funeral, Lord Ahriman disse che i due sebbene non fossero stati sempre in buoni rapporti si sentivano spesso. Parland stava attraversando anni davvero difficili, anche se nelle ultime settimane sembrava stesse meglio psicologicamente.

Noctir (gestore di una webzine): "La prima volta che ho parlato con lui, è stato il tipo di contatto tipico che ci si aspetterebbe, semplicemente esprimendo la mia gratitudine per la musica che aveva creato e quanto fosse stata importante per me. Dopo un po' di tempo, le nostre conversazioni andarono oltre la musica. Abbiamo discusso delle varie prove e tribolazioni dell'esistenza in questo mondo. Ognuno di noi era in momenti molto bassi e lottava solo per rimanere in vita, cercando di far fronte a quantità incredibili di negatività e solitudine, sopportando anche un grande dolore (mentale e fisico). Attraverso questa oscurità ci siamo legati e siamo diventati fratelli, trovando finalmente qualcuno con cui condividere ogni singolo pensiero, senza preoccuparsi di essere fraintesi o criticati. Anche se ci sentivamo completamente senza speranza e frustrati per ogni aspetto della vita, potevamo inveire l'un l'altro e trovare un po' di compassione e persino incoraggiamento per continuare. Molte sere ci scrivevamo praticamente brevi romanzi, avanti e indietro, per ore e ore. A causa di danni ai nervi, non riuscivo a scrivere a lungo senza soffrire in agonia, quindi ho iniziato a fare registrazioni vocali di tanto in tanto, al posto delle e-mail. Lui rispondeva facendo video con il suo telefono, parlando con me per un'ora o due a volte. Per lungo tempo, questa è stata l'interazione più umana che abbiamo avuto. Chiunque si sia trovato in una situazione simile può probabilmente capire quanto sia importante trovare qualcuno che capisca veramente e possa entrare in empatia con te. Incontrare qualcuno che vede il mondo in un modo molto simile a te e pensa e si sente allo stesso modo, oltre a sperimentare lo stesso tipo di problemi...c'era qualcosa di molto confortante in questo. Non importa quante persone ci abbiano abbandonato o maltrattato nel momento del bisogno, siamo sempre stati in grado di aiutarci a vicenda e sapere che avremmo potuto trovare una sorta di comprensione e amicizia, anche se fossimo stati su sponde opposte dell'oceano. 
Ci sono state diverse volte in cui ero pronto a rinunciare alla vita, e David era lì per me come un vero amico. Non ha esitato a fare una chiamata internazionale che gli costò $ 200 per parlare con me e assicurarsi che stavo bene da non fare nulla di pericoloso. Sebbene ognuno di noi parlasse e pensasse molto alla morte, spesso cercavamo di dare parole di incoraggiamento all'altro. C'erano anche volte in cui non avevo un posto dove stare e non avevo soldi per il cibo, e lui vendeva alcune attrezzature musicali per avere dei soldi da prestarmi, in modo che potessi avere una stanza per qualche notte o per nutrirmi. Era davvero come un fratello maggiore, che si prendeva cura di me. Ho provato a fare lo stesso e ricambiare il favore ogni volta che potevo, in seguito ricevendo e mandandogli uno degli strumenti che aveva precedentemente sacrificato per me. La verità è che non potrei mai ripagarlo per ciò che la sua amicizia ha significato per me negli ultimi cinque anni circa.
L'ultima volta che andai da lui è stato lo scorso novembre. Il tono dei nostri messaggi tipicamente cupi è cambiato drasticamente, nel momento in cui gli ho detto che stavo arrivando. Era più eccitato di quanto lo avessi mai visto. Durante le mie poche settimane lì, siamo riusciti a passare il tempo assieme ogni notte. Non c'era molto da fare, ed entrambi provavamo troppo dolore per uscire nella foresta o nei cimiteri e camminare troppo a lungo. Tuttavia, siamo riusciti a visitare vari pub e caffetterie e a passare innumerevoli ore a parlare e condividere molte cose. Aveva un grande senso dell'umorismo e quando sorrideva i suoi occhi sembravano due decenni più giovani. Ha parlato con affetto del passato, del suo più profondo coinvolgimento nella scena musicale alcuni anni prima, provando con le sue band, suonando dal vivo e così via. Allo stesso modo, la sua faccia si sarebbe illuminata quando avrebbe iniziato a parlare dei suoi piani per Infernal, di come voleva riportare la sua vita in carreggiata e concentrarsi sulla sua musica, così come l'album tributo ai Bathory che aveva dedicato così tanto tempo e fatica. Era così vivace e sembrava più sveglio che mai. Anche se spesso è stato difficile motivarlo ad alzarsi e uscire, una volta che l'ho fatto, penso che sia stato davvero un bene per lui. Una notte, ci siamo imbattuti in alcuni membri di una band locale e abbiamo finito per suonare nella loro sala prove per alcune ore, anche se non avevano idea di chi fosse David. Mentre stavamo parlando di musica, uno di loro ha menzionato i Necrophobic e feci notare che erano seduti nella stessa stanza con l'uomo che ha creato quella band. Era troppo modesto per preoccuparsi di raccontare alla gente i suoi successi. Ma una volta scoperto, gli fecero domande e lui sorrideva e condivideva altre storie. Ad un certo punto, qualcuno gli porse una chitarra e iniziò a suonare varie canzoni, dai vecchi Bathory e Slayer a Necrophobic ed Infernal. E' stata una serata davvero fantastica che si è protratta fino alle 5 del mattino.
Non molto tempo dopo, la mia depressione ha rialzato la sua brutta testa, in parte perché sapevo che non sarei stato in grado di rimanere in un luogo in cui avevo effettivamente uno scopo e un'amicizia, e avrei dovuto tornare ad un'esistenza di assoluta nullità. David era l'unico a vedere i segnali di pericolo e mi inviava messaggi costantemente, per controllarmi. Quando non è stato in grado di contattarmi per alcune ore (a causa del fatto che non avevo soldi sul telefono), si è molto preoccupato e chiamava ogni luogo che visitavamo regolarmente per vedere se ero lì. Ha anche chiamato la polizia, cercando di vedere se avevano qualche informazione, poiché sospettava il peggio. Quando finalmente ci siamo incontrati, era molto scosso e posso dire quanto fosse stressato, per non essere stato in grado di contattarmi dopo un mio messaggio estremamente negativo. 
La settimana successiva, il dolore e la disperazione sono diventati troppo per me ed ho tentato comunque di porre fine alla mia vita. David era l'unica persona che era lì per me e l'unico a cui importava. Sapeva esattamente cosa stavo provando e capiva tutto, eppure non voleva ancora vedere il suo amico morire. Anche negli ultimi mesi, dato che continuavamo a essere colpiti da una cosa terribile dopo l'altra, siamo rimasti in contatto e abbiamo cercato di esserci di supporto in ogni modo possibile. Ho tentato di contattare vari suoi conoscenti ed ex compagni di band per far loro sapere che era in cattive condizioni ed esortandoli ad aiutarlo. La maggior parte di quei messaggi sono stati ignorati, mentre alcune delle risposte che ho ricevuto non sono state altro che apatiche. Non posso fare a meno di provare amarezza nei confronti di coloro che lo conoscevano più a lungo ed erano effettivamente vicini, ma non hanno fatto nulla. Non era certo il tipo di amicizia a metà che si meritava. David capiva cosa fosse la vera amicizia. Lui non voltava le spalle a chi ne ha bisogno, come fa la maggior parte delle persone. Voglio estendere la mia più sincera gratitudine a quelle poche persone che gli hanno veramente offerto amicizia e sostegno nei suoi ultimi giorni.
David potrebbe essere stato misantropo verso le masse, in generale, ma era pienamente in grado di prendersi cura delle persone su base individuale. Stava perdonando persino coloro che gli causavano un enorme dolore e, forse, non meritavano il suo perdono. Molti lo piangeranno solo come qualcuno che ammirano o perché non è più in giro a registrare musica. Diceva spesso che non sarebbe vissuto fino a tarda età, ma che voleva almeno qualche anno buono; registrare e pubblicare un altro album con gli Infernal, trovare l'amore e sistemarsi per un po'. Sebbene i suoi ultimi giorni fossero incredibilmente difficili, sembrava che alcune di queste cose cominciassero a sistemarsi. Si meritava una possibilità di una vita pacifica. Ora l'ha persa. E ho perso più di un amico. Ho perso un fratello. Il mondo è un posto più freddo e più oscuro senza di lui. Ci mancherà per sempre. Onoriamo la sua memoria, sempre"


L'ARRESTO DI TOBIAS SIDEGARD E IL LICENZIAMENTO DALLA BAND
Nel 2013 poco prima del Summer Breeze arruolarono Kristoffer Olivius dei Naglfar per sostituire il cantante bassista Sidegard arrestato per non meglio precisati motivi. In seguito si venne a sapere che i motivi erano da ricercare in violenza domestica nei confronti della moglie.
Venne diramato il seguente comunicato:

"Tobias non è più un membro dei Necrophobic. Il verdetto successivo alla sua accusa ci ha purtroppo lasciati, noi, la band, senza nessun’altra scelta. Come già detto in precedenza, i Necrophobic non accettano nè tollerano la violenza domestica in nessun caso. Adesso ci metteremo alla ricerca di un sostituto"


LA CARRIERA DELLA BAND PROSEGUE
Mark Of The Necrogram: "Niente stronzate. Solo puro Blackened Death Metal svedese!"
In questo disco uscito nel 2018, Fredrik Folkare degli Unleashed è il songwriter principale, torna il frontman originale Anders Strokirk. Le influenze rimangono Black/Death con alcune di Heavy anni 80 (ed anche classico a livello di assoli). 10 brani che come tradizione della band vuole miscelano brutalità e melodia in parti pressoché uguali. Bella l'infernale titletrack, il midtempo "Requiem For A Dying Sun", "Tsar Bomba" (con assoli Heavy Metal), "Sacrosant" e "Pesta" contraddistinta da ottime variazioni ritmiche. "Crown Of Horns" punta sulla velocità e ha un riff portante tra i più belli dell’album, molto bella l'epica ed oscura "From The Great Above To The Great Below". A conti fatti, è difficile trovare punti deboli ad un album del genere.

"Dawn Of The Damned" esce nel 2020 ed è forse l'album di più difficile ascolto della discografia della band, a causa di una certa complessità di fondo nell'assimilare le canzoni. Un taglio quasi Prog si evince già dai singoli "Mirror Black" e dalla più estrema "The Infernal Depths Of Eternity" ma si riflette grossomodo sull’intera tracklist. "Darkness Be My Guide" sembra un tributo ai Dissection e a Nodtveidt, "Tartarian Winds" ha influenze Viking/Folk, "The Shadows", "As The Fire Burns" e "The Return Of A Long Lost Soul" sono maggiormente Heavy Metal.
La conclusiva "Devil’s Spawn Attack" è quella più radicata al Metal Estremo anni 80 (a causa della presenza di Schmier dei Destruction).

domenica 18 aprile 2021

Gli Humble Pie, Steve Marriott e Il Devastante Incendio Che Lo Porterà Alla Morte

Nato a Londra nel 1947 Steve Marriott rimase nella storia per essere stato il leader degli Humble Pie e degli Small Faces (band inglesi Hard Rock/Blues e Rock N'Roll degli anni 60, 70 e 80).
Gli Small Faces si formano nel 1965, invece gli Humble Pie nel 1968.
Nei primi mesi del 1969, quando è ufficializzata la sua uscita dagli Small Faces, Steve Marriott aveva già reclutato i musicisti per il suo nuovo progetto: oltre a Peter Frampton, la line-up include Greg Ridley e Jerry Shirley.
La nuova band, il cui nome è Humble Pie, firma con la Immediate Records e in estate pubblica il suo primo LP: "As Safe As Yesterday Is".
Hard Rock, Blues e Country mischiati assieme, è talmente tanta la foga e l'energia di Marriott nel cantare che questo album è il primo di sempre ad essere definito con l’appellativo Heavy Metal (in una recensione di Mike Saunders su Rolling Stone).
Infatti "As Safe As Yesterday Is" è una cover di Desperation dei Steppenwolf (la prima band a citare il termine "Heavy Metal" in una canzone, si tratta di "Born To Be Wild").
Ben ricordata anche "Natural Born Boogie".
L'anno successivo esce "Town And Country": qui i ritmi rallentano, si tratta di un disco più riflessivo con parti acustiche.
Non viene molto apprezzato dalla critica nè dai fans, infatti vende molto poco.
Per la Immediate, già fortemente indebitata, è il colpo di grazia: la casa discografica viene messa in liquidazione (con migliaia di sterline di royalties non pagate agli Small Faces) e Marriott e i suoi passano alla A&M che però spinge la band verso lidi più Hard Rock.
A luglio del 1970 esce il terzo disco, intitolato semplicemente "Humble Pie" invece l'anno successivo "Rock On". In questi due album il suono degli Humble Pie ritrova la sua forma classica e maggiormente in sintonia con le sonorità di quegli anni: l’approccio è esplosivo, con sporadici rallentamenti acustici.
"Shine On" su Rock On è davvero una grande canzone con un ottimo riff, idem l'elettrica e potente "Stone Cold Fever" con il suo melodico assolo.
I Led Zeppelin possono essere considerati uno dei punti di riferimento.
Nello stesso anno esce "Rockin’ The Fillmore", doppio live registrato a New York, che mette in evidenza l'energia della band in sede di concerto (per farsi un'idea basta ascoltare "I Don't Need No Doctor").
Se vogliamo, l'unico problema dell'album, è che praticamente vengono eseguite solo cover (1 canzone originale e 6 cover Blues).
E' più o meno in questo periodo però che Peter Frampton se ne va, intenzionato a dedicarsi alla sua carriera solista.
Marriott ora è la guida indiscussa degli Humble Pie e impone una decisa sterzata verso le radici della sua formazione artistica: la musica Blues. Il risultato è "Smokin’" (1972), miglior successo commerciale di sempre per gli Humble Pie, che si trasformano in una vera e propria band Blues oriented con influenze Soul. Il disco è trainato da "30 Days In The Hole" e "Hot N'Nasty").


PROBLEMI FINANZIARI, DI ALCOOL E DROGA
Questo disco poteva sembrare il punto di svolta per la band, in realtà è l'inizio della fine perchè il crollo è dietro l'angolo e i dischi successivi si rivelano un mezzo fiasco ("Eat It" del 1973 vede la presenza però di due classici quali "Get Down To It" e "Black Coffee").
Conseguentemente anche le vendite diminuiscono ad ogni nuova pubblicazione.
La casa discografica perde interesse nei confronti della band e i problemi personali di Marriott cominciano ad influire negativamente sul gruppo: già da tempo abusava di alcool e droga (cocaina). Gli altri componenti del gruppo non sono da meno, e nessuno di loro si preoccupa di verificare la loro situazione economica: alla fine scopriranno di aver speso più di quanto guadagnato.
Marriott pubblica un disco solista ("Marriott", 1975) che passa inosservato; scopre di avere enormi debiti con il fisco britannico a causa di tasse che il suo ex manager Anthony avrebbe dovuto pagargli; si trasferisce negli Stati Uniti, dove avvierà qualche breve progetto e resterà sino ai primi 80; la A&M non gli verserà mai le royalties per i dischi venduti con gli Humble Pie.
L'ex rockstar comincia il suo progressivo ritiro dalle scene: ha assaporato una certa fama ma è ridotto in miseria per scelte sbagliate e sfortuna, pieno di rancore nei confronti delle label e dei manager che hanno lucrato sul suo talento; la tossicodipendenza si fa sempre più determinante nella sua vita.
Non a caso, la prima moglie, Jenny Rylance, racconterà di averlo lasciato proprio a causa delle droghe e dell’alcool, che lo rendevano irascibile e incontrollabile.
Tra metà e fine anni 80, a causa dei suoi continui eccessi, la salute è precaria, non avendo mai risolto del tutto i suoi problemi con gli stupefacenti. Torna nei pub e nei piccoli club di Londra, lontano dalle case discografiche e dalla notorietà.
Suona in band minori ma la sua diffidenza per le case discografiche lo porta a rifiutare di partecipare a diversi concerti sponsorizzati, provocando il risentimento dei suoi compagni.
Le band che lo volevano con sé, intanto, sono famose in tutto il mondo: dai Led Zeppelin ai Rolling Stones, passando per Frampton che ha raggiunto la ribalta con "Comes Alive!"; i Faces hanno fatto da trampolino di lancio per l’ascesa di Rod Stewart, anche lui diventato una star a livello planetario.


L'INCENDIO
Ma i guai per il povero Marriott non finiscono qui ed anzi le cose peggiorano e questa volta in modo irrimediabile.
Ad inizio anni 90, Marriott è impegnato in piccoli progetti e show di vario genere.
Frampton lo chiama per proporgli una reunion degli Humble Pie. Marriott accetta, lo segue a Los Angeles e iniziano a lavorare su nuova musica, ma dopo poco tempo cambia idea e il progetto resta incompiuto, con solo una manciata di brani registrati.
Il 19 aprile del 1991 Marriott rientra dagli States insieme a Toni Poulton, sua terza moglie.
Salito a bordo completamente strafatto di alcool, continuerà a bere e a litigare con la moglie per l’intera giornata. Si fermano per la notte da un comune amico, ma mentre sua moglie dorme, Marriott prende un taxi e torna nel suo cottage nell' Essex, dove vive da anni.
Poco dopo la sua abitazione verrà distrutta da un devastante incendio, causato probabilmente da una sigaretta lasciata accesa sul letto.
Prima prende fuoco il letto, poi i mobili, infine tutto il cottage.
Steve Marriott, perisce nell'incendio e probabilmente ancor prima per intossicazione da fumo, nel suo corpo comunque verranno trovate consistenti tracce di Valium, cocaina ed alcool.
A 44 anni, in questo modo assurdo, cala il sipario sulla vita di un musicista sicuramente influente ma sfortunato.

sabato 3 aprile 2021

La Storia Degli Asphyx e Il Suicidio Di Theo Loomans

Quando si pensa al Death Metal europeo ci viene subito in mente la scena svedese (In Flames, Entombed, Hypocrisy, Dark Tranquillity, Soilwork, etc) o quella inglese (Carcass, Bolt Thrower, Napalm Death, Cancer, etc). Ma i fan più accaniti ricorderanno sicuramente anche gli olandesi Asphyx. La loro carriera fu travagliata, visto tre scioglimenti (1994, 1996 e 2000) e dovendo affrontare il suicidio di Theo Loomans.


I DISCHI DEATH/DOOM
I membri fondatori, Bob Bagchus e Tony Brookhuis, erano molto influenzati da Mayhem e Celtic Frost. Theo Loomans ed Eric Daniels entrarono poco dopo. Già nel 1991 Loomans ebbe degli screzi con la band, quindi fu costretto ad uscire venendo sostituito da Martin van Drunen. "The Rack" venne pubblicato nel 1991 e presentava influenze Doom/Horror ("Diabolical Existence" ed "Evocation"). Suona primitivo e claustrofobico, per quanto sia un po' penalizzato dalla produzione. Le hit sono la titltrack, "Pages In Blood" e "The Sickening Dwell".
"Last One On Earth" venne rilasciato nel 1992, il suono rimane pesante con influenze anche Thrash e Doom. "MS Bismark", "The Krusher" e "Streams Of Ancient Wisdom" (originariamente su "Embrace The Death") sono canzoni Death classiche.
Bob Bagchus lascia gli Asphyx e poi torna nel 1995, anche Theo Loomans rientra nella band nello stesso anno.
Nel 1994 esce "Asphyx" che presenta sempre le classiche influenze Death/Doom come in "Depths Of Eternity", "Emperors Of Salvation", "Incarcerated Chimaeras" e "Back Into Eternity" (dove Eric suona la tastiera) mentre "Till Death Do Us Apart" e "Thoughts Of An Atheist" sono maggiormente Death vecchia scuola. Canzoni quali "Initiation Into The Ossuary" e "Valleys In Oblivion" creano un'atmosfera molto occulta. 
"Embrace The Death" doveva essere pubblicato nel 1990 ed è originariamente il primo album degli Asphyx. Nella primavera del 1990 Tony Brookhuis lasciò la band, perché voleva qualcosa di più tecnico e gli altri membri non erano interessati a cambiare lo stile degli Asphyx. Così, Bagchus, Daniels e Loomans registrarono comunque il disco. La casa discografica si trovò in guai economici e la band dovette lasciare lo studio con l'album in cassetta non mixato. Grazie a Century Media, l'album alla fine è stato mixato e pubblicato nel 1996. Il disco è contraddistinto dalla voce mistica di Theo Loomans. Grande hit sono la titletrack o "The Sickened Dwell" che mostrano il lato morboso della band. Il disco suona molto anni 80 con influenze di Hellhammer, Messiah, Death e Possessed ("Denying The Goat", "Circle Of The Secluded", "Vault Of The Vailing Souls" etc). Da citare anche "Mutilating Process". Un capolavoro davvero malato che non dovrebbe essere perso nell'oblio. 


IL SUICIDIO DI THEO LOOMANS (1998)
Il disco successivo è "God Cries" dominato dalla ritmiche di batteria e da riff Thrash ma senza influenze Doom. La voce di Theo suona ancora cupa come in "Embrace The Death" e le composizioni musicali danno motivo di headbanging e mosh pit. Sì, è vero che suona diverso, ma a chi non piacciono canzoni violente come "It Awaits", "Died Yesterday" e "Slaughtered in Sodom"? Qualche vecchia influenza Doom è presente  ad esempio in "My Beloved Enemy" con il suo ritmo lento.
Si tratta di un disco abbastanza criticato comunque, in ogni caso i crediti qui appartengono a Theo Loomans, che ha una parte del (discreto) successo dell'album. Fu il suo canto del cigno. L'ultima sua composizione in ambito musicale. Infatti dopo il tour di "God Cries", in un periodo in cui Theo aveva già molti problemi, venne trovato morto. Amareggiato con sè stesso e non sapendo davvero cosa volesse veramente dalla vita, il 15 agosto del 1998 la sua macchina venne travolta da un treno (probabilmente un suicidio, ma nessuno ne è sicuro al 100%) e il leggendario cantante della band morì. 


IL PROSEGUO DELLA CARRIERA E LO SCIOGLIMENTO
Nel 2000 uscì "On The Wings Of Inferno" con un Eric Daniels che dimostra ancora una volta il suo talento, Bob Bagchus sugli scudi con la batteria e la voce di Gubbels che dà l'illusione che non sia passato troppo tempo dai primi anni '90. "Summoning The Storm", "The Scent Of Obscurity", "Chaos In The Flesh", "Indulge In Frenzy" e la titeltrack sono le hit del platter. C'è una perfetta combinazione di elementi Death/Thrash/Doom  e questo è ciò che rende epico "On The Wings Of Inferno". Tuttavia Daniels per problemi ed impegni nella sua vita personale mette a riposo la band per il terzo scioglimento (stavolta di 7 anni).


LA REUNION
La reunion degli Asphyx avvenne al Party San Open Air Festival in Germania. Questo non doveva accadere, ma l'insistenza degli organizzatori convinse la band. Sfortunatamente Daniels aveva ormai perso il feeling con la musica, quindi continuò la sua vita. Ma la band trovò in Paul Baayens, il sostituto. Nel 2008 venne pubblicato un singolo con due canzoni "Death...The Brutal Way" e "Os Abysmi Vel Daath" che è una cover dei Celtic Frost dal loro album del 2006 "Monotheist". 
"Death...The Brutal Way" del 2009 fu stato un perfetto ritorno, con il tocco magico di Dan Swanö nel mastering e nel missaggio. La sua musica è molto vicina ai primi due album, con le solite influenze Doom. "Scorbutics" è una canzone Death molto ruvida con una batteria strepitosa, "Bloodswamp" è una canzone malata e con riff assassini, invece la titletrack si muove sul classico. 
Dopo il successo di "Death...The Brutal Way", fu la volta dell'ottimo "Deathhammer" trainato dalla splendida titletrack, da influenze Celtic Frost come in "Minefield", da "As The Magma Mammoth Rises" (dei Venom...Doom) o da grandissime parti di chitarra come in  "Der Landser".
Nel 2016 esce "Incoming Death" pervaso da down/mid/up tempo che devastano l'ascoltatore. Immediatezza e riff rocciosi fanno della semplicità la loro forza. Già la micidiale aggressione di "Candiru" mette subito le cose in chiaro. Le ritmiche lente sono presenti in "Wardroid".
Micidiale anche la titletrack, la lentissima "Subterra Incognita" o il riff fenomenale di "Wildland Fire" e "Death: The Only Immortal".

sabato 20 marzo 2021

I Kings Of Lion Pubblicano Il Primo Album Tramite Formato NFT

La band Rock (con influenze Garage e Southern) dei Kings Of Lion è pronta a fare la storia: saranno i primi a pubblicare un album, sotto forma di NFT (Non Fungible Token). La band del Tennessee nella sua carriera seppe detronizzare qualsiasi genere.
I tre fratelli del Tennessee passavano gran parte delle loro giornate viaggiando nel sud degli Stati Uniti su una Oldsmobile, lontani dal padre, Ivan Followill detto "il leone", predicatore alcolizzato e violento che alla fine lascerà il ministero e la famiglia. I tre si spostano a Nashville, portandosi dietro un cugino che suona la chitarra. Poi pubblicano i primi dischi. 

Nathan: "Ci siamo chiusi nel seminterrato con un'oncia di marijuana e abbiamo passato letteralmente un mese là sotto. Nostra madre ci portava da mangiare"

Le registrazioni sono violente, ruvide e grezze. Basta ricordare grandi pezzi quali "Molly’s Chambers", "Happy Alone", "Velvet Snow", "Four Kicks", "King Of The Rodeo", "The Bucket", "Red Morning Light", "Wasted Time", "California Waiting", "Radioactive", "Pyro", "Wait For Me", "Temple", "Don't Matter", "Supersoaker", "Family Tree", "Walls", "Reverend", "Waste A Moment", etc
Nell’aprile del 2007 i Kings Of Leon pubblicano il terzo disco della loro carriera. "Because Of The Times" raggiunge la prima posizione delle classifiche inglesi, e fa bene anche in Australia e Nuova Zelanda, anche se l’accoglienza in patria rimane poco calorosa (grazie a pezzi quali "Charmer", "On Call", "Fans").
Le vibrazioni positive e la volontà di esprimersi liberamente diventano gli ingredienti primari alla base del successo del quarto album ("Only By The Night"), anticipato da un pezzo che rimane nella storia della band "Sex On Fire".

Nathan: "Il modo in cui componiamo dipende dall’origine del brano: se lo spunto è un motivo musicale o un giro di accordi, Caleb ci canta sopra fino a quando non trova le parole giuste. In attesa che gli venisse in mente qualche argomento migliore, si è messo a blaterare qualcosa a riguardo di sesso e fuoco. E noi abbiamo approvato"

Caleb: "Avevo una melodia, ma non sapevo che cosa dire. Così a un certo punto mi è uscito un ridicolo Il tuo sesso è in fiamme. Un’espressione davvero tremenda, che mi ha costretto a interrompere l’esecuzione perché stavo soffocando dal ridere. Invece agli altri è piaciuto molto. Meno male che sono riusciti a convincermi, perché stavo seriamente pensando di dimenticare per sempre quella canzone che mi stava facendo impazzire"

A parziale discolpa di Caleb Followill, va detto che il frontman scrisse i testi dell'album sotto effetto di idrocodone. Il farmaco di derivazione oppiacea gli viene prescritto in seguito a un’operazione chirurgica alla spalla per alleviare il dolore, ma gli effetti collaterali lo trasformano in un mezzo vegetale. In quel periodo compone avvolto da droghe psichedeliche: spesso si ritrova tra le mani musica e parole che non ricorda di avere scritto. Il Vicodin aiuta Caleb a esplorare nuovi orizzonti mentali, anche dal punto di vista chitarristico. Nonostante l’apporto del potente antidolorifico, imbracciare lo strumento si rivela comunque un’impresa; così Caleb strimpella come può, riuscendo a raggiungere solo i tasti più vicini al corpo della chitarra. Il riff introduttivo di "Sex On Fire" nasce così. Dopo quel riff irrompe la batteria di Nathan e la seconda chitarra in levare di Matthew e dalle decise note di basso suonate da Jared. La strofa si ripete un paio di volte, poi arriva l’esplosione del ritornello, urlato da Caleb con una pronuncia rivedibile (sembra "Socks On Fire", ovvero "Calzini In Fiamme"), prontamente preso in prestito da Nathan quando gli viene domandato come spiegherà il testo della canzone ai suoi figli: "Dirò loro che le calze di zio Caleb hanno preso fuoco una notte quando le avevo messe ad asciugare sulla stufa".

Al di là del significato (alcuni associarono il binomio fuoco/sesso a presunte malattie veneree), l’unica spiegazione veritiera del testo la offre Caleb: "Questa canzone parla di una relazione bollente. Di rapporti sessuali intensissimi, che non ti scordi più. Credo di essere stato abbastanza esplicito, infatti quando l’etichetta ci ha proposto di promuovere "Sex On Fire" come primo singolo mi sono stupito.
Vanno comunque citate anche altre canzoni quali "Use Somebody", "Revelry", "Closer" e "Crawl".


NFT
Il nuovo album "When You See Yourself", è uscito il 5 marzo 2021 tramite servizi di streaming come Spotify e Apple Music, ma anche come NFT su YellowHeart, una piattaforma musicale basata su blockchain. L'album segnerà una svolta perchè i fan potranno acquistare la musica su una blockchain lo stesso giorno della sua uscita tradizionale su altre piattaforme (in poche parole si tratta di musica accompagnata da immagini digitali).
Insieme all'album, YellowHeart offre agli utenti altri due pacchetti crittografici. La piattaforma ha messo all'asta sei "biglietti d'oro" che includeranno vantaggi come quattro biglietti in prima fila per qualsiasi spettacolo dei Kings Of Leon, e un altro pacchetto con sei singole opere d'arte che celebrano l'uscita dell'album e l'eredità della band.
Per usare questi servizi bisogna configurare Metamask.
YellowHeart sta rivoluzionando l'industria musicale creando un nuovo modo per gli artisti di monetizzare contenuti esclusivi come opere d'arte digitali, album e oggetti da collezione. Recentemente, artisti come Grimes e Mike Shinoda dei Linkin Park hanno incassato un sacco di soldi vendendo la loro arte digitale come NFT, rispettivamente per $ 5,8 milioni e $ 30.000 (andati poi in beneficienza).
Sebbene i Kings Of Leon siano la prima band a pubblicare un album completo come NFT, altri artisti, come i The Man hanno persino lanciato la propria criptovaluta, chiamata PTM Coin (spendibili per musica, merchandising e i video esclusivi della band).

martedì 2 marzo 2021

La Musica Metal, Il Covid e I Concerti In Live Streaming

A quasi 1 anno dal primo lockdown, non è stata di certo la pandemia a fermare la musica. Chiaramente i concerti live sono bloccati ormai da mesi, anzi da più di 1 anno. Inizialmente alcune band hanno provato a proseguire comunque i tour ma poi si sono dovute arrendere tutte.
Le agenzie di booking hanno subìto gravi perdite finanziarie con l’annullamento dei concerti, mentre i musicisti hanno dovuto rinunciare agli spettacoli.
Il primo evento Metal annullato in Italia per l’emergenza Coronavirus fu quello del 25 febbraio 2020, in cui le storiche band Thrash Metal americane Testament, Exodus e Death Angel, avrebbero dovuto esibirsi al Live Club di Trezzo sull’Adda per l’unica data italiana del "Bay Strikes Again Tour".
In generale l’era discografica in cui i musicisti riuscivano a sfondare tramite la vendita di CD è (quasi) finita quindi l'unico modo per avere delle entrate è tramite l’attività live e lo streaming musicale.
Come detto molte band hanno iniziato a proporre live set in streaming. Ormai da mesi, le giornate di quarantena sono state accompagnate dallo streaming online, pubblicazioni speciali e concerti in diretta (anche sui social network). Non solo band grosse (Metallica ad esempio) ma anche minori.
Per un certo periodo, ogni lunedì, i Metallica hanno pubblicato sul loro profilo Facebook e sul canale Youtube video di concerti registrati e integrali. Loro lo hanno chiamato #MetallicaMondays ed il primo show registrato è stato il Live At Slane Castle, girato a San Francisco lo scorso 8 giugno. 
Non tutti gli show in streaming sono stati effettuati a pagamento, si ricordano anche molte iniziative gratuite. Ad esempio gli Arcturus a maggio 2020 (trasmesso su Facebook, anche se ora pare non sia più possibile).
Anche altre più recenti tipo (ultimoconcerto.it) dove si sono esibiti i Lacuna Coil.
A settembre 2020 gli Obituary annunciarono una serie di concerti in live streaming in tre parti, con esibizioni di interi album, "Slowly We Rot", "Cause Of Death" e un estratto di classici rari.
I primi due stream, uno spettacolo con tutto "Slowly We Rot" è stato trasmesso sabato 17 ottobre; e uno con tutto "Cause Of Death" trasmesso sabato 24 ottobre (dall‘ESI Streaming Studio a Tampa, Florida). Il terzo streaming, con classici rari e brani speciali, venne trasmesso in diretta dallo studio di registrazione degli Obituary a Gibsonton, in Florida.

Obituary: "L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato un avviso sconvolgente...hanno cercato di sviluppare un vaccino, stanno impiegando qualsiasi trattamento a cui possono pensare ma dopo ripetuti esami e il doveroso pedaggio pagato alla morte è stato confermato: non c'è cura per l'Heavy Metal! E con questo in mente, miriamo a liberarti dal dolore interiore, il dolore senza questa sostanza intangibile che la tua anima continua a desiderare e presentarti con una tripletta di malattie infettive che sicuramente satureranno i tuoi sensi, anche se socialmente distanti, marciremo insieme!"

Terry Butler (Obituary): "È orribile. Il mondo intero sta vivendo questo periodo. Hanno chiuso un sacco di cose, e l’industria musicale è stata completamente chiusa. E spero solo che presto possiamo ottenere un vaccino o qualcosa del genere e tornare a una sorta di normalità. Tutto quello che avevamo programmato per quest’anno è stato posticipato, sarà riprogrammato per il 2021. Quindi speriamo che vada a buon fine, e recuperare le date dei festival e alcuni tour che avevamo in programma"

Tra i concerti in streaming più belli si ricorda quello dei Behemoth a settembre 2020.
"In Absentia Dei" è stato uno show davvero particolare. Piuttosto che selezionare un teatro o un luogo tradizionale che funzionasse bene con l'estetica della musica, la band utilizzò una chiesa ormai secolare in Polonia, ridefinendo i limiti di un'esperienza di musica dal vivo. 
Circondato da un inferno di piroscafi, ammantato di nero, e modellando un altare della chiesa al centro della scena, la blasfemia stilizzata della band ha spinto la piattaforma di live streaming in un lussureggiante mondo cinematografico che ha trasmesso una traduzione minacciosamente bella nella sua celebrazione dell'occulto.
La performance stessa era composta da quattro atti e includeva una raccolta di canzoni che si sposavano bene con l'ambiente. Canzoni come "From The Pagan Vastlands" o "Ov Fire And The Void" hanno creato un'atmosfera lugubre ed infernale, da vera messa nera.
Nergal: "Nonostante le sfide che affrontiamo e le piaghe che sopportiamo, ci riuniamo qui stasera in questa chiesa empia per celebrare la magia del Black Metal. Stiamo insieme e insieme conquisteremo tutto"

Una componente importante nell'esecuzione di una produzione così ambiziosa, la qualità del suono e la risoluzione 4k hanno completato un'esperienza sensoriale a cui i live streaming dovrebbero aspirare. Le fiamme, la sospensione del corpo e il sacrilegio celebrativo hanno reso la performance un qualcosa di unico.
Altre band che possiamo citare sono: Enslaved, TesseracT, Ihsahn, Cradle Of FilthOranssi Pazuzu, Devin Townsend, Katatonia.
Anche band più Rock non sono rimaste fuori, ad esempio Neil Young. Il cantautore canadese lanciò le Fireside Sessions, una serie di concerti in diretta registrati direttamente dalla moglie Daryl Hannah nella loro casa a Telluride. Una serie di produzioni casalinghe, come lo stesso Neil Young le ha definite, piccoli concerti accessibili a tutti in streaming gratuito.
Un calendario lo trovate qui: Livestream Metal Concert (LoudWire)