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venerdì 3 febbraio 2017

Mercyful Fate e King Diamond: Pensieri Sul Satanismo, Sugli Spiriti e Demoni

"La notte è il mio regno. lo odio la luce del giorno, nel mio appartamento ho sempre le tende tirate. Io amo le situazioni oscure e cariche di tenebrosa atmosfera. I nostri riti sono molto eccitanti, ma molti li trovano un po’ paurosi per la pesante atmosfera che si viene a creare. I partecipanti sono trasposti in una inconsueta dimensione che è troppo eccitante per non essere vissuta"

I Mercyful Fate furono una band danese fondata a fine anni 70. Diedero un contributo notevole sia dal punto di vista musicale che testuale, senza scordarci di quello scenografico, al Metal Estremo.
A livello musicale influenzarono sia la scena Heavy Metal che quella Estrema (principalmente per face painting e tematiche), inoltre furono la prima band Metal a cantare in falsetto. Niente si può dire dal punto di vista strumentale ai due formidabili chitarristi Hank Shermann e Michael Denner capaci di assoli veloci e allo stesso tempo ispirati e melodici. Come già detto, per quanto riguarda le tematiche invece influenzeranno molte band Black Metal norvegesi degli anni 90. Esoterismo, satanismo, occultismo, riti, magia nera. Il satanismo di King Diamond fu influenzato dagli insegnamenti di Anton LaVey. Era un membro della Chiesa di Satana e lo conosceva di persona. Nel 1988 lo incontrò personalmente a San Francisco. Coperto dal face-paint con tanto di croce rovesciata sul viso, bardato di pelle e con catene, egli si è sempre esibito utilizzando un microfono costituito da ossa umane (incrociate a forma di croce rovesciata). La mascotte del gruppo e un teschio, a cui la band ha dedicato il titolo di un album ("Melissa"). Il cranio proveniva da un cimitero sconsacrato. "Melissa" invece era il nome di una strega e, la cosa peculiare di questo cranio è che c'è un buco nella parte occipitale, sicuramente derivato da, pare, un colpo d'accetta (in Danimarca è illegale possedere ossa umane). La madre di King Diamond nacque fuori da un normale matrimonio, perché la nonna di King era rimasta incinta dopo un rapporto col figlio del padrone e decise di abbandonare la figlia in quanto fonte di scandalo. Quando la madre di King divenne adulta, tornò dall'anziana madre, perdonandola ma la nonna comunque non la riconobbe mai, neanche per riconoscenza, indicandola alle proprie amiche come una sorta di badante e senza rivelare loro il rapporto di sangue che invece le legava.
Ciò portò King Diamond ad odiare e disprezzare le visioni medievali imposte dalle religioni, portandolo a divenire un emissario del satanismo.

King Diamond: "Io sono il maestro di cerimonie, e dirigo i riti sul palco, la loro parte satanica, mentre gli altri devono solo fare i movimenti sul palco che la cerimonia richiede. 
L'immagine diversa fra me e il resto del gruppo dipende dalle diverse personalità che noi abbiamo. lo mi sono sempre presentato alle cerimonie con il volto dipinto, anche prima dei Mercyful Fate, e mi sono sempre interessato di terrore, magia nera. lo ho tutte le idee perverse e maligne e dedico che cosa deve essere aggiunto al nostro rito per renderlo mistificante. 
La magia nera è il mio primo interesse e il senso della mia vita, mentre per gli altri non lo è: loro assistono a quello che io faccio, alcuni ne sono anzi un po’ impauriti.
Io pratico magia nera da molto tempo: la gente pensa che essa sia malvagia e cattiva, che il satanismo sia la pratica del Demonio, ma se avessero la voglia di leggere la Bibbia Satanica, avrebbero una opinione diversa.  La Bibbia Satanica è qualcosa di molto realistico, è applicata alla vita quotidiana, invece di essere una religione astratta. C'è una frase che è fondamentale per capire il significato di questo legame con la realtà: “Do what ye will, shall be the whole of the law”, che significa fai quel che vuoi, cioé bevi, fuma, fai l'amore, non c'è niente di male in ciò.  Altre chiese chiamano tutto ciò peccato; per loro i piaceri che l'uomo può ottenere dalla vita sono peccati che portano al tanto sbandierato inferno.  Tutto ciò è assolutamente ridicolo.  Io non sto cercando di convincere la gente a convertirsi al Satanismo, poiché penso che la cosa importante sia credere in qualcosa, ma essi non dovrebbero essere così astiosi nei suoi confronti"
"Ho letto il libro di LaVey e ho pensato che coincidesse con la maniera in cui io vivo la mia vita. Non è che fosse una grossa religione o qualcosa di simile, era uno stile di vita che sentivo mio al cinquecento per cento. Ed è semplicemente bello poter ritrovare i propri punti di vista ed i propri pensieri messi per iscritto, in un libro: in un certo senso ti dà conforto.  Io mi sono sentito proprio così e puoi trovarne un riflesso nei primi testi di King Diamond e dei Mercyful Fate. A quel tempo usavo la parola Satana e per me aveva un significato molto particolare, non era quello che gli davano tutti gli altri"

"Io non credo che chi ha fede in qualcuno o qualcosa sbagli, l'importante è che nessuno cerchi di convincermi delle proprie sicurezze e teorie! Le mie credenze sono diverse da quelle di chiunque altro, io non credo in quello che è scritto in questo o quel libro, ma posso comunque affermare che mi trovo d'accordo con il Satanismo, teoria descritta in maniera completa nella Bibbia di Anton Levey; e quello scritto non tratta propriamente di teologia o filosofia ma, molto più semplicemente, di logica. Segue e descrive gli istinti umani, non la spiritualità. Io credo che molte persone che mi conoscono sappiano che non credo in Satana nel senso cristiano del termine, così come non credo in Dio in senso satanista. Io personalmente parlo del fato, in quanto ritengo che nella vita di ognuno di noi esistano il fato e la fede. Io credo in qualcosa che, evidentemente, non è conosciuto e, soprattutto, accettato dalla gente. Noi non trasmettiamo impulsi negativi, semplicemente parliamo di come concepiamo la vita. E' una nostra convinzione, che non deve necessariamente essere la vostra.  Il nostro messaggio è: vivi la vita come meglio credi, purché questo non sia dannoso al tuo prossimo. E questa è anche una risposta alle organizzazioni che da sempre ci attaccano" 


"La filosofia satanica non scinde inferno e paradiso come la cultura occidentale insegna: l'inferno è un nome per il luogo dove si trovano tutti i poteri e Satana non è il nome per un solo Dio, ma impersona tutti i poteri dell'oscurità e dell'ignoto. Questi poteri sono altrettanto cattivi, quanto le cose conosciute.  Se non ci fosse il male non ci sarebbe il bene, ci deve per forza essere un contrasto, non c'è bianco, senza nero"

"Io non credo in un unico Dio al di sopra di tutto e di tutti, come avviene nel Cristianesimo. 
Chi mi può provare che ci sia un unico Dio giusto e al di sopra di tutto? 
Chi mi può provare o chi ha stabilito che il Dio del Cristianesimo è superiore alle divinità delle altre religioni?  D’altro canto non posso provare nemmeno il contrario, ovvero che ci sia qualche entità ‘superiore’ al Dio dei Cristiani"



L'EPISODIO CON LE GIRLSCHOOL
King Diamond parla di un concerto del 1982 dove facevano da spalla al gruppo inglese Girlschool: "Il nostro primo rito con un gruppo maggiore fu a Copenaghen con le Girlschool. 
A detta di tutti l'atmosfera che si respirava nella hall era molto pesante ed irreale. 
Terminato il nostro show, ero nel mio camerino a togliermi il trucco e da lì potei sentire che durante il primo brano delle Girlschool c'era uno strano rumore stridulo che proveniva dagli speakers. 
Uno dei nostri roadies corse nel camerino e mi segnalò il fatto; io, senza un motivo apparente gli risposi: “Non ti preoccupare, aspetta un minuto e finirà per il resto della serata”. 
Alla fine del brano la chitarrista è stata colpita da una scarica elettrica proveniente, pare, dalla chitarra e portata in ospedale; il concerto, ovviamente, non è proseguito. 
I successivi controlli dei tecnici e della polizia non riscontrarono assolutamente nulla di anomalo ed il fatto non ha trovato una spiegazione. 
Inutile precisare che le Girlschool non vogliono più fare tournee con noi. 
Il tutto mi ha dato molto da pensare e credo che i Mercyful Fate siano amici dei poteri occulti delle tenebre"


L'ESPERIENZA CON SPIRITI E DEMONI
King Diamond: "Ci sono molti poteri occulti, io credo anche negli spiriti: sono attorno a noi. 
A volte si mostrano, a volte no ed hanno una influenza sul nostro destino, fanno sì che la nostra vita sia un equilibrio di bene e male.  Gli spiriti esistono, noi tutti eravamo spiriti e abbiamo vissuto  vite precedenti, avremo anche vite future. lo credo che allo stato di spirito si abbia la possibilità di rivedere tutte le vite precedenti, cosa non consentita mentre si è allo stato di esseri umani. 
Poche persone hanno la possibilità di descrivere fatti e cose di vite vissute in precedenza, ciò può accadere anche solo per un solo breve periodo della stessa"

"Realizzato il nostro primo demo-tape, il batterista e mio fratello erano presenti nel mio appartamento, stavamo aspettando gli altri ragazzi per mostrarlo e ascoltarlo, quando ad un certo punto il bicchiere di mio fratello si sollevò in volo per 30 centimetri e scese giù di nuovo" 

"Io, in presenza di altre persone, ho visto il mio bicchiere sollevarsi in aria dal tavolo; mi sono sentito tirare per i capelli in momenti in cui in casa ero solo: non sono bugie" 
Nella casa di Diamond avvenne anche altro di esoterico.  In un angolo della stanza, Diamond, teneva una specie di altare con un panno nero e candele accese, una statua di un idolo pagano, Bafometto, e due libri occulti, la Bibbia Satanica e il Necronomicon, al centro un teschio umano.

"A un certo punto lasciammo da soli Timi e la sua ragazza per divertirci un po’: io, Lars e James ce ne andammo nella mia camera da letto per giocare a calciobalilla.  A un certo punto sentimmo un rumore spaventoso.  Corsi in salotto e Timi e la ragazza erano lì, seduti con le facce bianche come lenzuoli. 
Tutto quello che prima stava sull’altare, era sparso per terra. Tim disse che si era sentito sollevare e scagliare via. Al che io dissi ‘Sono loro. Non preoccupatevi.’Ma poi la ragazza andò in bagno. Dopo qualche minuto, la sentimmo piangere e iniziò a gridare: ‘Qualcosa mi sta ringhiando contro. Non posso uscire! La porta è bloccata!"

Diamond non ha nessun dubbio: quella notte ci fu un’infestazione, solo una delle tante in quella casa; a dimostrazione del fatto che intorno a lui viaggiassero davvero presenze oscure.


TESTI SATANISTI
Parlando dei testi, in Melissa c'è ad esempio Into The Coven ('vieni, vieni nella mia congrega e diventa figlio di Lucifero, ora calpesta la croce'), At The Sound Of The Demon Bell (Sopra una croce che sta bruciando, il signore Gesù con Satana al di sopra, dev'essere un disonore vedere il Signore cadere ancora'), Black Funeral o Hail Satan' (Lei era una vittima della mia setta'), Satan's Fall ('È la caduta di Satana? No, è la chiamata di Satana; crani alti sui pali, è l'epigrafe di Satana, qualcosa di nuovo non la può cancellare: 666, lo chiamano la Bestia'). La titletrack Melissa, narra di una donna accusata di stregoneria e quindi bruciata al rogo da un prete cattolico ('Melissa tu eri la Regina della Notte, tu eri la mia luce; giuro vendetta sul sacerdote, il sacerdote deve morire nel nome dell'Inferno. Melissa puoi sentirmi? Melissa sei lì? Niente è rimasto là fuori, ti hanno portata via da me, io credo che Melissa sia ancora con noi'), col brano che si ergeva a simbolo di tante ingiustizie e discriminazioni compiute dalla Chiesa Cattolica.
Melissa è, come detto all'inizio, il nome del teschio custodito gelosamente da King Diamond, a suo dire il testo della titletrack gli venne narrato dallo spirito stesso.
Leggenda vuole che in seguito queste ossa furono rubate durante un concerto in Danimarca ma poi vennero recuperate.

King Diamond: "Il testo di Curse Of The Pharaos è un fatto vero accaduto alcuni anni fa quando una coppia di turisti ha profanato una piramide in Egitto e la donna ha rubato un piccolo monile che giaceva ai lati di una tomba. La Valle dei Re è un luogo misterioso, e da allora, a causa di quel furto, la vendetta dei faraoni si è abbattuta su di loro.  Sono successe tante cose strane, fra cui la morte del marito e della donna stessa per mai chiariti motivi.  Non bisogna disturbare i morti in modo sacrilego, perché il loro animo è ancora vivo e riposa soltanto" 

Nel secondo disco, Don't Break The Oath, troviamo Nightmare: 'C’è una luce nell’uscio, entrano 13 ombre, fanno il segno del seme demoniaco: sono nel mezzo di un cerchio magico, qualcuno mi dica cosa sta succedendo! Solo noi sappiamo il segreto della maledizione che porti con te'.
Desecration Of Soul narra di rapporti carnali ('Un accoppiamento nella notte, due ombre sopra una tomba: urla di piacere, urla di dolore; giovani amanti, dovete essere pazzi per farlo: è il dissacramento delle anime nel loro santo nascondiglio'), mentre in Night Of The Unborn si immaginavano spiriti di bambini non nati che danzano nella notte, invece Princess Of Hell è esoterica come poche ('Benvenuta a casa mia, Principessa dell'Inferno, ti saluto ancora una volta nel nome di Satana').
Come To The Sabbath invece è inquietante: 'Vieni al sabba, sabba, la cerimonia sta procedendo, è ora che tu ti conceda i tuoi desideri; una cattiva maledizione sul prete che ha preso la vita di Melissa, adesso dobbiamo concludere il rituale. Le streghe e i demoni stanno arrivando, devi solo seguire il magico richiamo; vieni, vieni al sabba, sotto il ponte in rovina'.
E poi ancora: 'Se tu dici "paradiso", io dico "un castello di bugie", se tu dici "perdonalo", io dico "vendetta": mio dolce Satana, tu sei l’unico'. Ma forse il vero piatto forte è The Oath ('il patto'):

"Sotto il simbolo del creatore
Io giuro che d’ora in poi sarò
Un fedele servo di sua maestà
Il più giovane arcangelo
Il principe Lucifero
Colui che il creatore ha scelto come suo reggente
E come signore di questo mondo
Io rinnego Gesù Cristo: l’ingannatore
E rinuncio alla fede cristiana
Ritengo di essere disgustato da tutti i suoi lavori

Adesso, parlando da possesso
in un corpo umano
In questo mondo, giuro di dare la mia piena
Fedeltà al suo legittimo maestro
Giuro di venerare il nostro signore,
Satana, e nessun altro
Nel nome di Satana, il regnante della Terra
Colui che spalanca le porte dell’inferno
E arriva dagli abissi
Sotto questi nomi: Satana, il Leviatano
Belzebù, Lucifero
Bacerò il caprone

Io giuro di dare la mia mente
Il mio corpo e la mia anima onestamente
Per sostenere i
Piani dei nostro Signore, Satana
“Fai ciò che vuoi” sarà
L’unica legge
Come all’inizio dei tempi
Come è adesso e come mai sarà
Un mondo senza una fine, amen"

Dopo solo due album, i rapporti all'interno della band cominciano a deteriorarsi poiché King Diamond vuole continuare sulla strada dello stile oscuro e tetro che tanto ha dato al gruppo, mentre Hank Sherman vuole una svolta maggiormente commerciale. Le divergenze fra i due sono insolubili così nel dicembre 1984 la band si scioglie. Durante la carriera solista di King Diamond dove vedranno alla luce, tra gli altri, due capolavori del calibro di Fatal Portrait ed Abigail (entrambi due concept basati sempre su forze soprannaturali, occultismo e maledizioni), 9 anni dopo dallo scioglimento, precisamente nel 1993, i Mercyful Fate si riformano dando alla luce quell' In The Shadows che sorprende un po' tutti per freschezza compositiva e per i testi abbastanza diversi (l'horror sempre alla base). Vedranno poi la luce altri quattro album: Time, Into The Unknown, Dead Again e 9 ma questa è tutta un'altra storia.


Dedica su Abigail al padre: 
"This album si dedicated to the memory of the bravest and noblest man I have ever known,my father. 
R.I.P. until we meet again. King"

domenica 22 gennaio 2017

La Storia Dei Savatage e L'Incidente Stradale Di Criss Oliva

Criss Oliva nato New Jersey, il 3 aprile 1963, fratello minore di Jon Oliva fu tra i fondatori degli americani Savatage.
Criss già da piccolo sfiorò la morte quando rischiò di annegare per una distrazione del padre mentre stava pescando.
Egli fu salvato da una giacca che assomigliava a un salvagente.
In seguito, tra un trasferimento e l'altro (da costa a costa degli USA: Florida e California) sia lui che Jon si appassionarono alla musica formando gli Avatar nel 1978: si denominarono come  Criss Tower e Jon Alien .
Nel 1980 si incontrarono  con il batterista Steve Wacholz e si esercitavano  in una baracca dietro casa Oliva, in seguito soprannominata "The Pit" dalla band.
Più tardi aggiunsero  Keith Collins nel 1981 come bassista.
Gli Avatar diventano Savatage, ufficialmente, nel 1983.


I DISCHI
Sempre nello stesso anno uscì l'esordio Sirens.
Si tratta di un disco Heavy Metal, influenzato dallo Speed americano (le orchestrazioni e la predominanza delle tastiere verranno aggiunte nella seconda fase della band).
Sirens malgrado una produzione così così, presentava alcune canzoni destinate a rimanere nella storia del gruppo.
Già l'opener "Sirens" metteva le cose in chiaro, seguita dall'aggressiva "Holocaust".
"I Believe" imita Sirens, segue la violenta "Rage".
"On The Run" è Rock old school, "Scream Murder" mette in evidenza i fratelli Oliva ben supportati da Keith Collins al basso e Steve Wacholz alla batteria.
La ballad "Out On The Streets" chiude il disco.
L'anno dopo uscì il sottovalutato EP The Dungeons Are Calling che segue la falsariga del precedente disco.
Ad esempio "By The Grace Of The Witch" in seguito diventerà una hit della band, stesso discorso per "City Beneath The Surface".
Di buon livello anche "Visions" e "Midas Knight".
Nel 1985 esce il bellissimo Power Of The Night.
Heavy Metal puro, riff, assoli, ritmi forsennati, genialità.
Il riff della titletrack è rimasto ancora nella storia della band ma in generale le prime 4 (comprendendo anche "Unusual", "Warriors" e "Necrophilia") ben rappresentano il sound dell'epoca del gruppo.
Ma si possono trovare anche ritmiche Hard Rock come in "Hard For Love", invece "Skull Session" mette in evidenza la voce di Jon Oliva.
"Fountain Of Youth" invece ha un incidere molto Black Sabbath.


L'ABUSO DI ALCOL E DROGHE
Nel 1986 uscirà il nuovo full Fight For The Rock.
A distanza di un trentennio, si tratterà dell'unico mezzoflop della band.
Nonostante ciò si possono trovare pezzi del calibro di "Lady In Disguise", "Out On The Streets" e la disperata ballad "Crying For Love".
Dopo questo disco inizierà la Golden Age dei Savatage, in particolare dopo l'incontro con il produttore Paul O'Neill nel 1987 (Hall Of The Mountain King).
Lo stile chitarristico di Criss  è unico, tant'è vero che Mustaine (leader dei Megadeth) gli offre il posto nella sua band.
Criss rifiutò l'offerta, preferendo proseguire con i Savatage.
Per curiosità...i Megadeth poi sceglieranno Marty Friedman. In ogni caso in questo periodo Jon, con l' "aiuto" di Mustaine, raggiunge il picco per quanto riguarda l'abuso di alcol e sostanze stupefacenti.
In tono minore pare che anche suo fratello Chris e Caffery usassero droghe ed alcol (anche se in tono minore).
Tornando al disco, be' qui troviamo il meglio del meglio dei Savatage: riff incisivi e coinvolgenti, bei riff, grandi melodie ed inventiva.
L’iniziale "24 Hours Ago", parte a mille con la sua aggressività.
La successiva stupenda "Beyond The Doors Of The Dark" è inizialmente più melodica per poi cambiare decisamente ritmo.
In evidenzia la voce di Jon Oliva ed ancora i riffs straordinari del chitarrista in evidente stato di grazia.
"Legions" è più cadenzata ed inizia con un bel giro di basso su cui si snoda tutta il brano. "Strange Wings" è quasi una ballad, invece "Prelude To Madness" è una rivisitazione in chiave Rock della sinfonia di Edvard Grieg, che introduce la straordinaria title track, uno dei brani più belli dell’intera produzione del gruppo dove ai soliti riffs possenti si aggiunge un'incredibile sezione ritmica.
"The Price You Pay" e "White Witch" sono comunque di buon livello, "Last Dawn" è un'interessante strumentale melodica.
Chiude l’album "Devastation" con Criss in bella evidenza, come sempre.


LA SVOLTA SINFONICA
I Savatage proseguono le loro uscita con la pubblicazione di Gutter Ballet nel 1989.
Questo disco è la svolta musicale della loro carriera perchè le orchestrazioni e la predominanza di tastiere iniziano da qui.
Disco emozionante, a volte triste (forse perchè viene scritto con Criss in clinica di riabilitazione?), tastiere a go go (quasi Prog in alcuni passaggi) ma anche assoli chitarristici grazie al duo Oliva/Caffery.
Un bel ritmo scaturito dal basso di Middleton apre "Of Rage And War", brano decisamente Heavy con interessanti riff nel contesto di liriche che parlano di guerra con tanto di rumori di elicotteri in lontananza (è una canzone collegabile alla prima parte di carriera della band).
Segue la title track, una dolcissima ballad: le note soffuse e solitarie del pianoforte di Jon Oliva sono poi accompagnate dalla chitarra elettrica in un crescendo travolgente e suggestivo.
Qui viene realizzato anche un video.
"Temptation Revelation" è un pezzo strumentale per pianoforte e chitarra decisamente struggente: un vero gioiello. "She’s In Love" è una buona canzone con un ritornello trascinante.
"Hounds", dopo un breve arpeggio di chitarra, aumenta decisamente di ritmo.
"The Unholy" è un’altra track Heavy dal ritmo travolgente.
"Summer’s Rain" è invece un’altra bellissima ballata molto intensa.
Non possiamo dimenticarci anche dell'altra ballata "When The Crowds Are Gone" con in evidenza una straordinaria prova vocale di Jon Oliva. Anche per questa viene girato un videoclip.
La conclusiva "Thorazine Shuffle" è un pezzo molto ritmato e potente con un grande Criss che ci dà prova, se mai ce ne fosse ancora bisogno, della sua bravura con le sei corde.
Partono una serie di tour senza sosta sino al 1991, quando esce Streets (il più grande successo mainstream di Savatage).
Si tratta di un concept sulla droga (probabilmente autobiografico), una Rock Opera se preferite.
Dalla prima track che dà il nome al disco, alla bellissima "Jesus Saves", diventato poi l'inno dei Savatage nel corso di quegli anni.
Il disco prende però subito atmosfere tristi dalle traccie successive come "Tonight He Grinds Again" e "Strange Reality", per poi tornare a pezzi velocissimi come "You're Alive" e "Sammy And Tex".
Incredibili i pensieri espressi da "Can You Hear Me Now" e "Ghost In The Ruins".
A livello musicale ascoltare i cambi di ritmo di "New York City Don't Mean Nothing".
Se ciò non vi è bastato, il disco si fa tragico ed intenso con "If I Go Away" (canzone immortale del gruppo) ed "Agony And Ecstasy".
In particolare, in quest'ultima, il testo parla di DT (il protagonista del concept) vicino al suicidio con qualcuno che lo tenta.
La cattiva voce di Jon Oliva da quel tocco in più, dando una prestazione che si sposa benissimo con il testo.
Il disco poi si chiuderà con uno dei pezzi più belli (e meno comuni) del metal: "Believe" (ballad strappalacrime ma non per questo banale).
La storia ha buon fine e DT riacquista la voglia di vivere.
Il risultato è quindi l'ultima fenomenale traccia, un brano di una speranza infinita.
Questo lavoro diventerà disco di platino. A seguito di ciò e per problemi di voce, Jon Oliva decide di dedicarsi solo alle tastiere.


Il NUOVO CANTANTE ZAK STEVENS
Malgrado il grande successo interplanetario, i Savatage sono scossi dalla partenza improvvisa di Steve "Doc" Wacholz nel 1993 e dalla scelta di Jon di non cantare più.
Dan Campbell scoprì come vocalist Zachary "Zak" Stevens, invece Jeff Plate è scelto per sostituire Doc alla batteria
Con questa lineup uscirà nel 1993 Edge Of Thorns nel 1993.
La copertina di "Edge Of Thorns" è un dipinto dall'artista Gary Smith e ritrae Dawn (moglie di Criss Oliva).
La faccia tra gli alberi si suppone che sia quella di Jon Oliva.
Jon Oliva era amato da tutti e, come si sa, è sempre difficilissimo sostituire un vocalist però inutile dire che per quanto Stevens abbia una voce molto diversa (più potente e meno graffiante) è rimasto ugualmente nel cuore dei fans.
Questo disco (come vedremo) sarà anche l'ultimo con Criss Oliva come chitarrista.
Il nuovo sound era più aggressivo, dovendosi sposare con il timbro vocale di Stevens.
Indelebili nella memoria le atmosfere create dalla dolcezza del sitar di Criss e la carica della sua chitarra.
Basta ascoltare la trascinante titletrack oppure la strumentale "Labyrinths" un capolavoro di un minuto e mezzo o ancora la magnifica ballad "All That I Bleed".
"He Carves His Stone" inizia con un arpeggio di Criss Oliva e la calda voce di Stevens in un crescendo di emozioni fino a esplodere nella furia del ritornello, magistralmente creato dalla graffiante chitarra di Criss.
Il riff di "Lights Out" è da leggenda, idem "Follow Me" altro diamante purissimo.
Da sottolineare la prova di Zak Stevens che sembra quasi duellare con la chitarra di Oliva.
Si torna a picchiare duro con "Degrees Of Sanity", altra martellata, come del resto lo è "Damien".
Il disco si chiude con una canzone trascinante "Miles Away" e l'acustica "Sleep", altro fronte su cui si può notare le capacità di Zak Stevens.


IL GIORNO FATALE PER CRISS OLIVA
Il 17 ottobre 1993 intorno 03:30 durante la guida sulla strada statale 301, mentre Criss e sua moglie si stavano dirigendo ad un festival in Florida, appena a nord di Tampa, una macchina in arrivo attraversò la corsia e colpì l’auto di Criss, una Mazda RX7 del 1982, uccidendolo all’istante.
La moglie Alba fu ricoverata al Tampa General Hospital con lesioni interne della testa e dell’addome, il cranio fratturato, schiena, polso destro e parte inferiore della gamba sinistra.
Colui che provocò l’incidente venne trovato positivo all’alcool test ed aveva un contenuto nel sangue dello 0,294% (il limite in Florida era del 0.10%) e aveva costole fratturate, mascella, naso, polso destro ed entrambi le parti inferiori delle gambe con lacerazioni al viso e la mano destra.
L’autista ubriaco venne accusato e condannato per omicidio colposo e lesioni gravi.
18 mesi di prigione ma gli venne revocata la patente a tempo indeterminato.
Gli fu anche ordinato di scrivere alla famiglia Oliva una lettera di scuse e sta attualmente risarcendo la famiglia di 100 dollari al mese.
Il risarcimento è a vita dato che Criss aveva solo 30 anni al momento della sua morte.
Criss era uno dei chitarristi più dotati, proprio per la sua bravura nel coniugare Heavy Metal e musica classica come il fratello Jon gli aveva insegnato.

Padre di Criss: "Ha vissuto per quella chitarra"

Tutti le armonie ed i solos di Criss erano particolari, pieni di potenza e pathos.
Il sound di Criss era unico e non paragonabile a quello di altri chitarristi.
Tante furono le dediche del mondo del Metal in suo onore: da Alone You Breathe (dall’album Handful of Rain) e R.I.P. (Undone) degli Overkill (dall’album W.F.O.), passando per Thunder & Rain Part 1 & Thunder & Rain Part 2 dei Vicious Rumors (dall’album Word Of Mouth).
Il fratello Jon gli ha dedicato molte volte la stupenda ballad contenuta nell’album Gutter Ballet, composto con Criss, "When The Crowds Are Gone".


L'EPOCA DI SKOLNICK ALLA CHITARRA E L'INDURIMENTO DEL SOUND
Per molti i Savatage sarebbero dovuti finire con la sua morte.
Fu Jon Oliva (tornato in pianta stabile nella band) a decidere che i Savatage dovevano andare avanti, e lo fece soprattutto per suo fratello Criss.
Alla base di ciò: un patto, stipulato dai fratelli Oliva durante i primi anni di carriera, che diceva che se uno dei due non avesse più potuto suonare nel gruppo, allora l'altro avrebbe dovuto mantenere vivo il progetto.
La voglia di rivalsa su questo destino avverso portò alla pubblicazione l'anno successivo di un disco molto discusso: Handful Of Rain.
L'ingrato compito di sostituire il fratello Criss toccò al Thrasher Alex Skolnick che, una volta lasciati i Testament, entrò a far parte dei Savatage.
Forse, scelta migliore non poteva essere fatta. Era assolutamente inutile scegliere un clone di Criss (così come fu azzeccata nel disco precedente la scelta di Stevens alla voce).

Alex Skolnick: "Criss Oliva fu uno dei primi musicisti che sentii suonare vera musica Heavy Metal e fu anche un talentuoso chitarrista. La musica sua e di Jon fu un'ispirazione quando i Testament stavano esordendo sulle scene. Un musicista molto sottovalutato" 

Skolnick comunque fu ritenuto responsabile dell'approdo verso lidi ancora più pesanti dei Savatage, che mai in precedenza avevano espresso questo furore metallico a discapito di quella vena melodica che li aveva sempre caratterizzati (forse influì anche il dolore per la morte di Criss).
Ad esempio "Taunting Cobras" è sorretta da riffing serratissimi e un ritmo martellante.
Il cantato di Zak Stevens è cattivo come non mai.
Poi c'è la title track a farci rifiatare almeno per un po'.
Il lento arpeggio di chitarra però, non sembra preannunciare nulla di buono in realtà, e infatti il ritornello esplode in tutta la sua furia poco dopo.
"Handful Of Rain" è già un piccolo capolavoro.
"Chance" è qualcosa di unico: intro dolce, poi si scatena l'inferno.
L'intreccio delle voci in coda al pezzo è semplicemente sublime, oltre ad essere diventato un marchio di fabbrica dei Savatage da quel momento in avanti.
Insomma, questo pezzo giustifica ampiamente l'acquisto dell'album.
Si prosegue con "Stare Into The Sun", altro pezzo da novanta, dove Skolnick ha spazio per mostrare gli artigli graffianti della sua chitarra.
"Castles Burning" e "Watching You Fall" sono due perle spesso suonate dal vivo.
"Nothing's Going On" viene lasciata a Skolnick e alla sua chitarra. Un brano Heavy fino al midollo.
"Symmetry" è sulla falsa riga dei brani precedenti strutturati su ritmi più cadenzati.
Infine, "Alone You Breath", pezzo di una bellezza disarmante che ci fa davvero percepire il dolore che Jon ha provato per la perdita dell'amato fratello.
Gli stessi versi che Jon cantò in maniera melodica su "Believe" e su "When The Crowds Are Gone", vengono cantati con rabbia da Stevens.


IL RITORNO ALLE ATMOSFERE SINFONICHE
Nel 1995, esce il decimo full: Dead Winter Dead.
Un po' come "Streets" si tratta di un concept, questa volta sulla guerra in Bosnia.
Skolnick lascia la band ed è sostituito da Caffery ed Al Pitrelli.
Il disco si apre con una solenne "Overture" chiusa da un suono di un’esplosione, che apre "Sarajevo", un’introduzione narrata dal meraviglioso timbro di Stevens, accompagnato da un pianoforte e da rumori di guerra in sottofondo. 
Meravigliosa e sempre emozionante "This Is The Time", un inno alla libertà ed alla fratellanza che, però, sta per essere funestato dall’imminente guerra. 
"I Am" si apre con un riff ripetuto di chitarra, accompagnato dalla malefica voce di Oliva, che riesce a farci percepire l’inizio del conflitto, anche grazie alle ripetizioni del ritornello, quasi ossessivo nel crescendo finale. 
Segue la successiva "Starlight", col ritorno di Stevens dietro al microfono (frequente l' alternanza dei due cantanti). 
Il brano è trascinante e coinvolgente, specialmente nella parte finale, dove le fughe a braccetto tra le chitarre sprigionano una carica e una furia che si riversano nella successiva "Doesn’t Matter Anyway", lanciata come singolo apripista.
"This Isn’t What We Meant" rallenta i ritmi, song melodica e per tanto interpretata da Stevens, che ci fa riprendere per un attimo il fiato dopo le serratissime canzoni appena passate. 
"Mozart And Madness" è la classica track strumentale in pieno stile della band, narrativamente la canzone rappresenta la follia di un vecchio musicista che, invece di rifugiarsi, sceglie di suonare Mozart al centro della piazza di Sarajevo sotto i bombardamenti. 
"Dead Winter Dead" è un’altra bellissima canzone, interpretata da Stevens e costruita su un riff ricorrente, abbandonato solo nella bellissima serie di assoli di metà e fine pezzo. 
"One Child" è epica ed allo stesso tempo emozionante. 
"Christmas Eve (Sarajevo 1224)" sta alla base dell’idea che porterà alla nascita della Trans-Siberian Orchestra, progetto di Jon Oliva.
"Not What You See" corrisponde al momento in cui i due innamorati, pur se di etnie diverse, s’incontrano nella piazza di Sarajevo e trovano un musicista morto perché colpito da una bomba, ed a questo punto decidono di mettersi alle spalle l’incomprensibile realtà della guerra fuggendo insieme. 
Nel 1997 uscì The Wake Of Magellan, disco Heavy/Rock con molte influenze Prog e sinfoniche.
"The Ocean" è rappresentata dal rumore delle onde del mare che si infrangono sulle note di pianoforte. 
"Turns To Me" è acustica/melodica in apertura e sul ritornello, poi Heavy e Dark nella seconda parte. "Morning Sun" è calma, acustica, prima dell'esplosione e dell'assolo incendiario.
"Another Way" cantata da Jon Oliva è quasi Thrash.
L'intro oscura di "Blackjack Guillotine" si innesta nelle strofe piuttosto pesanti, inerenti la droga.
"Paragons Of Innocence" è old e allo stesso tempo potente con insoliti innesti rappati.
"Complaint In The System" è Heavy e potente.
"Underture" è una struggente strumentale, invece la titletrack "The Wake Of Magellan" è epica e cadenzata con un ritornello molto potente.
Il brano poi cambia e si trasforma in "The Storm", come dice il titolo: si tratta di una vera e propria tempesta sonora.
Il finale è affidato a "The Hourglass" con un finale crescente e cori a sei voci a chiudere alla grande, in maniera così teatrale: tutti i sei componenti della band danno il proprio apporto (così com'era stato per esempio su "Chance" di "Handful Of Rain").


L'ABBANDONO DI STEVENS E IL RITORNO DI JON OLIVA ALLA VOCE
L'ultimo disco in studio è Poets And Madmen, che vede ritornare alla voce Jon Oliva dopo la dipartita di Zachary Stevens. 
"Driver" e "I Seek Power" sembrano portare la band ai primi giorni ma la voce di Jon è abbastanza diversa.
In definitiva si tratta di un mezzo passo falso ma malgrado ciò si può trovare un pezzo da 90 come "Morphine Child", connubio di tutto ciò che i Savatage hanno sempre rappresentato.
Melodia, riffing, assoli, cori e voci sovrapposte.

domenica 8 gennaio 2017

La Storia Dei Def Leppard: L'incidente Di Pete Willis e La Morte di Steve Clark

Gli inglesi Def Leppard, formatisi a Sheffield, furono sicuramente tra le band Rock più importanti degli anni 80. Abbracciarono più generi musicali: dall'Heavy Metal all'Hard Rock, passando per il Glam e l'AOR quindi il Rock Melodico. Anche se facenti parti della NWOBHM, le loro radici le ritroviamo soprattutto in molte band Hard Rock e Glam americane che ai tempi, strizzavano l'occhio più alla melodia che all'Heavy Metal in senso stretto (che vigeva nella terra di Albione all'epoca).
La formazione iniziale prevedeva: Joe Elliott, Steve Clark, Rick Savage, Pete Willis e Tony Kenning alla batteria che per scarso impegno verrà subito sostituito da Rick Allen.


GLI ESORDI
On Through The Night” esce nel 1980 e si nota subito come rispetto alle band inglesi dell'epoca il sound sia più melodico e più “americano”. Il target da raggiungere era abbastanza chiaro già ascoltando canzoni ruffiane del calibro di “Hello America”, “Satellite”, “Wasted” e “Rocks Off”.
Il successore di un primo passo discografico così valido e così commercialmente fortunato uscì l’anno seguente e prese il nome di “High’N’Dry” (1981). Disco molto Hard Rock con puntate agli Ac/Dc e pezzi da 90 come “High’N’Dry (Saturday Night)” e “You Got Me Running”, un’affermazione statunitense importante, anche e soprattutto dal punto di vista commerciale.


PETE WILLIS LICENZIATO PER ALCOLISMO E IL SUCCESSO PLANETARIO
Steve Clark e Pete Willis ci danno dentro con l'alcool ma a salutare la compagnia sarà solo quest'ultimo. I membri dei Def Leppard vedevano in Steve un grande intrattenitore, sempre attivo, ma l'unico diversivo alla sua attività di musicista era rappresentato dalla bottiglia.
Joe Elliott ricorda, ad esempio, che mentre i membri del gruppo si prendevano una pausa dalle registrazioni giocando a calcio, visitando le proprie famiglie o guardando un film, le uniche compagnie di Steve erano l'alcool e la chitarra. Nel mentre però il quasi perennemente ubriaco Pete Willis viene, di lì a poco, licenziato in tronco ed il suo posto è preso da Phil Collen con il quale, due anni dopo, la band diede alle stampe il terzo capitolo della propria storia: “Pyromania” (1983).
Forse il salto di qualità della band arriva proprio qui: idee a go go, vendite alle stelle, qualità della musica elevatissima. Ricco di hit singles da classifica ( “Photograph” e il suo incredibile e trascinante riff, dedicata a Marilyn Monroe, “Rock Of Ages”, “Too Late For Love”,  “Foolin'” e “Hunt The Hunter”), maniacale nella scelta del suono ed arricchito da arrangiamenti davvero puliti.


L'INCIDENTE QUASI MORTALE DI RICK ALLEN E L'AMPUTAZIONE DEL BRACCIO
La gestazione del successore di un simile capolavoro, dopo la conclusione di un importante tour mondiale, fu estremamente travagliata: all’obbiettiva difficoltà di “bissare” il successo di “Pyromania”, si aggiunse la tragedia che colpì il batterista Rick Allen il quale, in seguito ad un incidente automobilistico, perse il braccio sinistro. Era il 31 dicembre 1984 quando Rick Allen per via di un terribile incidente stradale rischiò di perdere la vita.
L’incidente si verificò quando Allen, per eccesso di velocità, si schiantò contro un muro di pietra con la sua auto che si ribaltò diverse volte su una strada di campagna nei pressi di Sheffield.
Il musicista non aveva allacciato correttamente la cintura di sicurezza e fu espulso dal veicolo anche se, come ha dichiarato alla BBC, “penso che il mio braccio sia rimasto in macchina“. Un medico che abitava lì vicino imballò il braccio di Allen nel ghiaccio, ma i tentativi di ri-collegarlo al suo corpo fallirono a causa di una infezione. Allen giunse in ospedale in condizioni davvero pessime, il braccio in realtà venne "riattaccato" ma come detto l'infezione avrebbe potuto portare problemi ben più gravi quindi l'unica decisione possibile era quella di amputarlo in modo definitivo.
In questo periodo i Def Leppard sono all’apice della popolarità, visto che i loro dischi arrivano regolarmente al vertice delle classifiche. I discografici propongono alla band vari sostituti, ma Elliott e i suoi compagni prendono tempo. Vogliono prima parlarne con Rick:

"Se tu sei disponibile, noi non continuiamo senza di te. Se tu ci stai t’aspettiamo. Abbiamo cominciato insieme, continueremo insieme. Ci sono cose che contano più dei soldi. Ci stai?"

Il batterista ci pensa un po’ e poi risponde di sì. In modo incredibile quindi, i Def Leppard aspettarono il recupero di Allen e fecero in modo che gli venisse appositamente costruita una batteria speciale che, una ristabilitosi Rick , lo rese nuovamente in grado di poter suonare ai livelli precedenti quel terribile avvenimento. Dopo la pausa forzata, la band inglese si ripresenta al completo e al grande pubblico nel Monsters Of Rock del 1986. Quando i musicisti salgono sul palco vengono salutati da un’ovazione e da cori di saluto che manifestano il grande rispetto di tutto il popolo metallaro nei confronti del gruppo che torna a esibirsi in pubblico per la prima volta dopo quasi due anni. Chi non conosce le vicende della band di Sheffield si stupisce per l’accoglienza particolarmente calorosa.
La ragione di questo atteggiamento nasce ovviamente dalla presenza in formazione del batterista Rick Allen che riprende così il suo posto dopo aver subito l’amputazione di un braccio.
Comunque, le sessioni per la registrazione del nuovo full andarono avanti, anche se rallentate ulteriormente da un incidente d'auto del produttore Matt Lange (che subì delle ferite alle gambe dalle quali si riprese velocemente) e dalla parotite che colpì Joe Elliott durante il 1986. Questi, dunque, i motivi per cui “Hysteria”, si affacciò sul mercato solo nel 1987.
Commercialmente fortunatissimo (16 milioni di copie vendute nel mondo, delle quali 12 nei soli Stati Uniti), “Hysteria” fa la storia del Rock Melodico grazie a canzoni quali “Animal”, “Pour Some Sugar On Me” , la ballad “Love Bites”, la titletrack, le suadenti “Armageddon It”, “Women”, “Gods Of War” e “Are You Excitable ?”, nonché la rockeggiante “Run Riot”.


LE ALTRE TRAGEDIE DELLA BAND E LA MORTE DI STEVE CLARK
Il tecnico Steve Cayter morirà di emorragia cerebrale, dopo un concerto, nell’estate del 1988.
I problemi di alcolismo di Steve Clark finirono per rallentare nuovamente la band, dopo che questi finì in coma in un bar di Minneapolis sul finire del 1989. I medici riuscirono in qualche modo a salvarlo dopo avergli trovato un tasso alchemico nel sangue doppio rispetto a quello che uccise John Bonham dei Led Zeppelin. In seguito a questo episodio, i membri del gruppo lo spinsero a iniziare un programma di disintossicazione, estromettendolo per qualche mese dalla band.
L'8 gennaio 1991, Steve Clark venne trovato morto nel suo appartamento di Londra da Janie Dean, la sua fidanzata. L'autopsia motivò il decesso con una mistura letale di antidepressivi, antidolorifici ed alcool. Inizialmente, come spesso succede in questi casi, si ventilò l'ipotesi di suicidio.
Il tragico evento occorse mentre Clark stava vivendo come detto un periodo di allontanamento forzato dal gruppo.
Subito dopo la morte, si diffusero le voci secondo le quali la causa del potenziale suicidio fosse stato l'allontanamento di Clark dalla band. L'atteggiamento ambiguo tenuto dalla band, probabilmente motivato dal desiderio di voler vivere il proprio dolore in silenzio e lontano dai riflettori, alimentò ulteriormente quest'ipotesi. Steve, venne sepolto al Wisewood Cemetary di Hillsbrough, vicino alla casa dove vive la sua famiglia. I Tesla, gruppo spalla dei cinque di Sheffield durante il tour di Hysteria, dedicarono alla memoria di Clark un toccante brano intitolato Song & Emotion nel loro album Psychotic Supper del 1991. I Def Leppard comunque, perdevano tanto dalla morte di Steve Clark: sia dal punto di vista carismatico che tecnico che a livello testuale.


LA BAND PROSEGUE
Un mese dopo comunque i quattro componenti rimasti decideranno ancora una volta, di continuare, ripresentandosi al loro pubblico con l’album "Adrenalize" e con un tour mondiale in cui il chitarrista Vivian Campbell fungerà da quinto elemento sul palco, senza, però, diventare mai parte della band.
Album assolutamente non paragonabile con i fasti gloriosi di “Pyromania” e “Hysteria”, ma sempre ricercatissimo nei suoni, prodotto impeccabilmente ed ancora tutt’altro che avaro in fatto di soddisfazioni economiche procurate alla band (venderà oltre 6 milioni di copie) , grazie a pezzi quali “Let’s Get Rocked” e “Makin’ Love Like A Man”.  Il 23 ottobre 1995 i Def Leppard entrarono nel Guinness dei primati, per essere riusciti a suonare ben tre concerti in un unico giorno in tre continenti diversi (in Africa, in Europa e in Nord America).


ALTRI RALLENTAMENTI: GLI ARRESTI DI RICK ALLEN E JOE ELLIOTT
I Def Leppard subirono diversi altri disagi e gravi problemi tra cui il divorzio di Phil Collen, la morte del padre di Rick Savage e la battaglia di quest'ultimo con la paralisi di Bell.
Nel mentre Rick Allen e Joe Elliott vengono arrestati rispettivamente per violenze coniugali e aggressioni. Il momento di massimo fulgore dell’ “era alternative” poi, e cioè il 1996, coinciderà anche con il completamento e l’uscita del nuovo studio/album dei Def Leppard: “Slang”.
Forse si tratta dell'unico passo falso della carriera ultra trentennale della band inglese.
Il tentativo di “modernizzare” il sound della band e di usare strumenti atipici per i canoni della band, infatti, si risolverà in un fallimento completo.


ANNI RECENTI
Il successivo “Euphoria” esce nel 1999, grazie a canzoni più commerciali quali “Demolition Man”, “Promises” e “21st Century Sha-La-La Girl” corregge leggermente il tiro, ridando lustro alla band.
Dopo qualche anno di pausa e di side project, sulla falsariga di “Euphoria”, esce “X” (inteso come il numero romano 10 onde indicare il decimo album della band, anche se si trattava dell'ottavo album in studio) trainati da ottimi pezzi quali “Now” e “Four Letter Word”. Il sound è quasi Pop Rock. Nell'aprile 2008 viene pubblicato l'album "Songs From The Sparkle Lounge", il nono album in studio. Il disco ricorda le sonorità tipiche della band nonostante sia in chiave più moderna con sonorità attuali. È un buon album, ben arrangiato e ricco di spunti interessanti con vari legami con gli album del passato. Il primo singolo è "Nine Lives", altre canzoni apprezzabili sono "Go" e "Love".
Nel 2013, Vivian Campbell ammette di essere affetto da un linfoma, malgrado ciò e le cure continua ad esibirsi senza problemi. Nel 2014 iniziano le registrazioni del decimo album in studio, chiamato semplicemente "Def Leppard", il disco ha debuttato direttamente nella top 10 statunitense.
Il singolo “Let’s Go“ è davvero trascinante e richiama i gloriosi anni 80, “Dangerous“ è un mid tempo più veloce, “Battle Of My Own“ un pezzo acustico. “Broke ‘N’ Brokenhearted“, “Invincible” e “Man Enough” si lasciano ascoltare senza problemi. Nel gennaio 2016 la band ha dovuto annullare diversi concerti a causa delle precarie condizioni delle corde vocali di Joe Elliott, ammalatosi improvvisamente di laringite acuta. Oltre a questo, il 24 gennaio 2016 è stato trovato morto nella sua cabina il bassista Jimmy Bain, compagno di Campbell e Andrew Freeman nei Last in Line, portando alla cancellazione dello show previsto per quella sera.

lunedì 26 dicembre 2016

La Storia Di Rock TV: Programmi Storici e Musicisti (2001-2016)

Rock TV fu il primo canale televisivo a pagamento, esclusivamente dedicato alla musica Rock e Metal e allo stesso tempo condotto non dai classici vj ma dagli artisti stessi.
Il canale nacque grazie ad un'idea di Gianluca Galliani, nel lontano 2001 sul canale 718 di Sky.
Il più grande amore del figlio di Adriano Galliani è stato da sempre l’Heavy Metal e in particolare i Depeche Mode.
Già a 12 anni inizia a suonare il basso, poi fonda i Settevite, con cui cavalca i palcoscenici underground.

“Dovevamo colmare un vuoto, non c’era nessun media dedicato a questo genere di musica”

Così, come detto, nel dicembre 2001, insieme con altri tre musicisti (Max Brigante, Tommy Massara degli Extrema, Mario Riso dei Movida), fondano Seven Music Entertainment (Galliani ha l’85% delle quote, gli altri il 5% ciascuno) e presentano il progetto a Sandro Parenzo di Telelombardia (“nel lavoro non si improvvisa, cercavamo un partner importante che ci mettesse a disposizione il suo know how”), con la facoltà dopo tre anni, “se il business fosse decollato”, di rilevarne l’intero capitale.
Band stranieri ed italiane, famose e non.
Videoclip, monografie, interviste, esibizioni live e curiosità del mondo Rock furono gli ingredienti che arricchirono la proposta televisiva negli anni.
Una formula vincente anche dal punto di vista organizzativo: la pubblicità è raccolta direttamente dall’emittente che sigla con diverse aziende contratti annuali di sponsorizzazione.
Come mascotte del canale viene scelta "Riff".
L'operazione costa 7 miliardi l’anno.
Il lancio del canale fu giovedì 29 novembre alle 20,00 grazie ad un concerto di presentazione al Rolling Stone con 8 gruppi Rock italiani (tra cui Linea 77, Lacuna Coil ed Afterhours) trasmesso in diretta su Telelombardia.

Ste: "Nel 2001 io e Tato suonavamo insieme nei Settevite. Rock TV era nata come TV degli artisti. 
Si dava la possibilità di presentare una trasmissione a tutti quelli che avevano una band Rock con un disco all’attivo. L’esperimento era interessante ma alcuni erano disinvolti, altri muti o usavano un italiano tutto loro. 
Noi siamo andati bene e ci è stato chiesto se volevamo un appuntamento fisso. 
Siamo partiti dalla soffitta con Morning Glory (Trasmissione del mattino). 
Anno dopo anno ci siamo conquistati la sala principale, prima con Database, poi con Classic e infine con Crazy. 
Qui abbiamo coinvolto altri amici, tra cui Teo Roncalli: ci serviva un pazzo vero per la riuscita della trasmissione. 
Lo abbiamo arruolato e siamo diventati un trio. I due coglioni c’erano già, mancava qualcosa..."
Tato: "La nostra è una trasmissione di squilibrati e noi siamo squilibrati di natura…Quindi non facciamo altro che fare noi stessi. I personaggi arrivano si da qualche personaggio incontrato e poi un po’ caricaturato e anche musicisti…perché no!
E comunque una trasmissione surreale nella quale è permesso tutto a parti sacrifici umani e animali…tipo vogliamo viaggiare e andare in Russia? Bene tutti del Team crediamo di essere in Russia e li facciamo succedere di tutto…

Ste: "Prendiamo spunto e coinvolgiamo gente che incontriamo nella vita di tutti i giorni. Più strani sono meglio è. Abbiamo una passione per disadattati ed eccentrici. Siamo un pò cosi anche noi.
Quando facciamo puntate su band Rock osserviamo le star del Rock e cerchiamo di caratterizzarle.

Negli anni si alternano alla conduzione dei vari programmi Pino Scotto, DJ Ringo, Ste & Tato, Ketty & Alteria, Mario Riso, Marta, etc
Per l'organizzazione dei vari palinsesti nascono nuovi "format" e ne periscono altri.
Punto cardine del canale ovviamente l'interazione con gli spettatori: si passa dalla mail, chat e forum agli SMS, poi arrivano i social (Facebook) ed infine WhatsApp.
Nel 2006 venne chiuso "Extreme Metal" unico programma italiano dove si dava spazio al Metal Estremo italiano.
Il format era condotto da Aleister, chitarrista/cantante dei Faust e chitarrista degli Ancient, poi mandato via da Rock TV dopo che in una puntata Fabio Bava dei Demonian aveva ammesso di essere satanista.
In particolare arrivò un SMS di un telespettatore che diceva "Vi vorrei chiedere se per voi le varie croci rovesciate e pentacoli abbiano dei significati o lo fate solo per scena?"

La risposta fu "Non è assolutamente scena e soprattutto i credi delle persone non vanno criticati a seconda di cosa si ha. Non è assolutamente scena! Ci credo anche perché il disco è completamente pieno di questi simboli. 
E se vogliamo parlare di Satanismo sono qui: non ho assolutamente problemi a nascondere queste ideologie!"

A neanche 24 ore dall’accaduto Aleister venne anche privato della conduzione di un altro programma che conduceva ogni venerdì mattina, Morning Glory.
In 13 puntate Aleister aveva dato voce a 14 band underground italiane, indipendentemente dalle loro ideologie, facendole apparire in televisione per parlare di generi musicali da sempre Underground.

Aleister si congedò così: "Sono molto dispiaciuto per quanto successo perchè ancora una volta il Metal estremo è stato eliminato da un canale televisivo! Mi è stato imposto anche di non condurre più Morning Glory che nulla ha a che vedere con Extreme Metal. Sono inoltre rammaricato di come la collaborazione tra me e Rock TV si sia dissolta così (43 minuti dopo la fine dell’ultima puntata ricevevo la notizia della chiusura del programma), per un fatto a cui si sarebbe potuto rimediare in maniera molto meno drastica, a mio avviso, e con più rispetto nei miei e nei confronti di quelle molte band che sarebbero dovute ancora venire; rispetto che credevo di aver meritato dopo una stagione di Extreme Metal andata benissimo e due anni di conduzione di Morning Glory, più interviste che ho fatto a gruppi stranieri di passaggio a Milano per i loro tour, tutto a titolo gratuito ed a mie personali spese. 
Sono sempre stato coinvolto nel mondo di Rock TV con passione ed entusiasmo e con la massima disponibilità. Ho sempre cercato di filtrare al massimo gli ospiti, selezionandoli in modo che nessuno potesse rimanere offeso, ne a casa fra i telespettatori, ne in redazione. 
Purtroppo non posso essere responsabile ne avere il controllo sulle azioni spontanee della gente in diretta. 
Costui era già stato ospite dell’emittente e si era comportato con la massima correttezza. 
Io comunque rispetto in principio le ideologie di tutti, dal primo all’ultimo senza eccezioni e senza essere prevenuto o ostile. 
Ripeto: purtroppo é successo questo fatto per il quale mi è stata attribuita la piena responsabilità, fatto fra l’altro che io non ritengo talmente grave da chiudere un intero programma sempre andato bene e rimuovere la mia presenza da tutti gli altri programmi del canale. 
Comunque è stata presa questa decisione e colgo quindi l’occasione (dato che non mi è stata data a Rock TV) di salutare e ringraziare tantissimo le numerosissime persone che negli anni hanno seguito e partecipato ai miei programmi su Rock TV e soprattutto lancio un rispettoso saluto alle band che hanno visto svanire la possibilità di promuovere la loro arte"

I Demonian firmarono anche sulle pareti della sede di Rock TV la scritta "Satan Rules! Demonian".
Parlando di altri abbandoni (per motivi diversi), negli anni anche DJ Ringo abbandonerà Rock TV, idem Ketty, seguita qualche anno dopo (ad inizio 2016) anche da Alteria (quest'ultime storiche conduttrici di Database).
Negli anni lo share del canale si attesta sullo 0,01% (per rendere l'idea Raiuno e quelli Mediaset vanno mediamente sul 20%, La7 sul 3%, Sky Calcio sullo 0,5%, Sky Storia sullo 0,10%, etc).
La rivoluzione "tecnologica" è datata 3 ottobre 2016 quando il canale fu reso disponibile gratuitamente sul sito ufficiale, tramite streaming.
A metà dicembre dello stesso anno viene annunciato che dal 31 dicembre 2016, il canale abbandonerà definitivamente la piattaforma Sky e sarà visibile solo su Youtube e Facebook.


PROGRAMMI STORICI  ED ODIERNI
-Metal Zone, Hard Rock Zone, Punk Zone, Indie Zone, Discovery Zone (trasmetteva 1 ora di videoclip musicali di un genere in particolare)
-Rock Web (1 ora in cui venivano trasmessi i video più richiesti su www.rockweb.it , il programma era condotto da Marta ed andava in onda dalle 20 alle 21 dal lunedi al venerdi. Era possibile interagire tramite una chat e il forum del canale)
-History Zone (video Rock storici scelti da Tribe)
-Bootleg (video esclusivamente live, programma che andava in scena la notte)
-Rock News (condotto da Alteria, presentava le novità riguardo il mondo del Rock)
-Let's Rock (trasmetteva videoclip a rotazione)
-Doctor Ringo (condotto da DJ Ringo con pillole di storia su ogni band trasmessa)
-Morning Glory (format condotto da Mario Riso, che riceveva messaggi dagli spettatori mentre venivano trasmessi dei video musicali)
-Extreme Metal (condotto da Faust degli Ancient, dove si dava spazio a band estreme italiane: Black, Death, Brutal e Thrash)
-Salaprove (trasmetteva le performance di gruppi emergenti ospiti a Rock TV)
-My Rock TV (dove gli spettatori richiedevano dei video in particolare tramite telefonate)
-On The Road (interviste e approfondimenti con artisti in tour)
-Monography Zone (dove venivano trasmesse intere videografie di un dato artista)
-Classic (era condotto da Ste e Tato, video di band classiche che hanno fatto la storia del Rock)
-Crazy (condotto da Ste e Tato e Teo Roncalli, programma che univa comicità a musica Rock. Una serie di personaggi e parodie che cambiavano di puntata in puntata)
-Heavy Rotation (videoclip misti del passato e presente)
-Italians Do It Better (videoclip di artisti esclusivamente italiani)
-Hits (video del passato ed hits del momento)
-Star (dedicato alle band più grandi di tutti i tempi: videografie, interviste, documentari
-Database (condotto da Pino Scotto, Alteria, Ketty ed altri artisti. Presenti di tanto in tanto ospiti tra i quali DJ Ringo, Ste & Tato più altri musicisti estranei alla TV. Chi conduce il programma riceve e legge messaggi dagli spettatori e manda videoclip in diretta)

domenica 25 dicembre 2016

La Storia Degli Strana Officina e L'incidente Mortale Dei Fratelli Cappanera

Siamo in Toscana, precisamente a Livorno, 1977.
Fabio e Roberto Cappanera formano la Strana Officina, una delle prime band Heavy Metal italiane.
Con Johnny Salani alla voce ed Enzo Mascolo al basso, il gruppo ottiene un buon successo: il primo live è datato 1979 (Fortezza Nuova a Livorno).
Il nome della band deriva da una idea dei due fratelli Cappanera che utilizzavano uno spazio adibito a sala prove nell'officina metalmeccanica del padre.
L'officina era situata in una zona abitata e, dopo svariate lamentele per il troppo rumore, durante un controllo da parte dei Carabinieri, uno di loro esclamò: "Certo che questa officina è davvero strana!".
L'officina in realtà era un ritrovo di scalmanati con i capelli lunghi.

Bud Ancillotti: "La passione per la musica Rock faceva sì che dopo le 8 ore di duro lavoro, Fabio alla chitarra e voce, Roberto alla batteria ed Enzo Mascolo (anche lui operaio della ditta) al basso, rimanevano in officina a suonare fino a tarda notte. 
L’officina purtroppo era situata in mezzo a case e palazzi. 
Naturalmente questa cosa all’inizio destò curiosità tra la gente del quartiere, ma poi scontato ci furono le prime lamentele. 
Una sera, dopo una segnalazione, arrivarono sul posto i carabinieri che fecero irruzione nell’officina credendo di trovarsi davanti a chissà che cosa, invece, sbalorditi, si trovarono di fronte questi tre ragazzini incazzati e sudati marci che pestavano duro sugli strumenti con una foga e una potenza da rimanere a bocca aperta. 
E fu proprio in quel momento che i carabinieri esclamarono la fatidica frase che verrà poi ripresa simpaticamente per il nome del gruppo: "Certo che questa officina è davvero strana!"

Nei testi di Salani c'è la vita vissuta e di strada: dagli amori clandestini di "Profumo di Puttana" a crociate contro l’eroina come in "Sole, mare, cuore" passando per altri pezzi da 90 quali "Vai Vai", "Autostrada dei Sogni", "Non c’è Più Mondo".
L'autobiografica "Non Sei Normale" finisce nella compilation di HM italiana: Eruption
Salani lascia nel 1982 e viene sostituito da Daniele "Bud" Ancilotti.
Marcello Masi alle tastiere.
L'anno successivo parteciparono anche al primo festival Heavy Metal italiano: quello di Certaldo.
Era il 21 maggio 1983, festival organizzato da Enrico Dell'Omo (presero parte a quel festival, oltre agli Strana Officina, anche Vanexa, Shining Blade, Death SS, Raff, Revenge, Rollerball.

Bud Ancillotti: "Il teatro tenda di Certaldo ribolliva, era una bolgia infernale di metallari giunti da tutte le parti d’Italia, che fin dalle prime ore del mattino presero “d’assalto” il paese, sembrava di essere al Reading Festival (vicino Londra) di quattro anni prima, seppur fatte tutte le dovute proporzioni.
Ricordo che c’era nell’aria un’eccitazione pazzesca, sia tra noi gruppi che tra i ragazzi che accorsero numerosissimi alla “chiamata”. 
Non fu affatto facile coordinare tutte le band, con i soliti problemi tecnici da affrontare, i cambi di palco, i soundcheck etc
Ci fu anche un mitico scontro tra metallari e alcuni ragazzi di Certaldo, paese che ha sempre avuto una forte tradizione Punk. Insomma tutti questi ingredienti esplosivi fecero si che questa giornata si trasformasse in un evento davvero memorabile"
Nel 1984 esce l'EP Strana Officina, contenente quattro canzoni (tra le quali le storiche "Viaggio in Inghilterra" e "Piccolo Uccello Bianco").
Nel 1986 esce l'EP The Ritual con altre quattro canzoni (per la prima volta cantate in inglese).
All'interno della compilation Metal Maniac la Strana Officina appare con la canzone Metal Brigade contenuta proprio in questo EP.
Pezzi molto priestiani e maideniani, se così si può dire.
Nel 1988 esce il 33 giri Rock 'N' Roll Prisoners, disco che ottiene un ottimo successo e soprattutto permette alla band di suonare in giro per l'Italia e all'estero.
"War Games", "Black Moon", "Don't Cry", "King Troll", "Burnin' Wings" diventano delle vere e proprie hit, almeno negli ambienti Heavy Metal (si tratta di loro vecchie canzoni ma cantate in inglese).

Bud Ancillotti: "L’organizzazione dell'Open Air 1988 fu perfetta, inimmaginabile anche per le grosse band internazionali in tournee nel nostro paese. 
Tra i vari gruppi e gli addetti ai lavori si instaurò subito un bel feeling che proseguì per tutti e due giorni della manifestazione. 
Anche il backstage era un paradiso degno di Castle Donington, tutti i gruppi avevano a disposizione un camerino dotato di ogni comfort, fusti di birra alla spina, superalcolici e cibarie di ogni genere, mancava solo che ci avessero fatto trovare delle groupie..."

Nel 1991 esce il side project Hard Rock dei fratelli Cappanera, Non C'è Più Mondo.
Possiamo ricordare la dolce ballad malinconica "Impossibile Capirti", "Non C'è Più Mondo" o la glorificazione della vita on the road "La Nostra Banda Vi Prenderà" (abbastanza profetica nei versi "perchè la vita è breve"), la cruda "Barbone" e la californiana "Aurelia Freeway".


L'INCIDENTE STRADALE
Poi accade una tragedia: è il 23 luglio 1993, un venerdì sera, quando la macchina di Fabio e Roberto Cappanera parte da Livorno verso Firenze e, all’altezza di Ginestra Fiorentina (sulla Fi-Pi-Li), perde il controllo per colpa di una borsa caduta dalla moto che precede la vettura.
Fabio e Roberto perdono tragicamente la vita, mentre le due mogli e il figlio presente si salvano. Quella data resterà scolpita nella memoria di tutti ma il progetto Strana Officina va avanti, con l’ingresso in line up di Rolando Cappanera (figlio di Roberto) alla batteria e Dario Cappanera (nipote di Fabio e Roberto) alla chitarra.
“La Terrazza" ospitò il festival “Luna Nera” nel 1994, a un anno dalla scomparsa dei due fratelli, con band provenienti da tutta Italia, e vennero migliaia di persone.
Da tutta Italia arriveranno ricordi, pensieri, parole.


LA NUOVA BAND
Nel 1995 esce la compilation Una Vita Per Il Rock con brani sia in italiano che cantati in inglese.
Si tratta di una raccolta comprendente le canzoni pubblicate nei primi 2 EP e nel 33 giri.
Il remake di "Non Sei Normale" secondo leggende è stato registrato in uno studio mobile nei locali di un ex manicomio però "Man Of Metal" (questo era il titolo in inglese) per vari motivi non è mai venuto alla luce.
Dopo svariate altre compilation e ristampe, esce nel 2010 Rising To The Call, il primo disco di inediti di Daniele "Bud" Ancillotti (voce) ed Enzo Mascolo (basso) al fianco di Dario "K" Cappanera (chitarra) e Rolando Cappanera (batteria).
L'album contiene 10 tracce, di cui 8 scritte appositamente dalla band e 2, cantate in italiano e poste in chiusura del CD, tratte dal vecchio repertorio della band.

giovedì 15 dicembre 2016

La Storia Di Randy Rhoads e L'incidente Aereo

Nato il 6 dicembre 1956, Randy Rhoads è ricordato soprattutto per esser stato il chitarrista di Ozzy Osbourne, senza scordarci della sua band madre: i Quiet Riot.
Quest'ultimi sono formati dallo stesso e dal bassista Kelly Garni.
Siamo nel 1976.
Rhoads e Garni incontrano Kevin DuBrow, secondo la leggenda grazie ad un'audizione nella cucina di mamma Delores.
Secondo altri invece fu una telefonata di DuBrow a Randy, che arriva a casa sua con chitarra e amplificatore "distruggendo" le pareti.
In breve la band diventa importante e viene contattata dalla CBS/Sony per un contratto discografico, che si concretizza in due album (Quiet Riot 1, 1978 e Quiet Riot 2, 1979).
Quiet Riot 2 riscuote grande attenzione da parte del pubblico giapponese.
Dopo il tour in quel paese, Randy viene contattato da Karl Sandoval: nasce la chitarra custom a forma di Flyin' V, nera a pois bianchi.
Lo strumento costa al giovane chitarrista 738 dollari e gli viene consegnato il 22 settembre '79, proprio per la serata d'onore dei Quiet Riot al Whiskey a GoGo, storico locale di Los Angeles.

Rudy Sarzo: "Conoscevo Randy da prima di entrare nella band di Ozzy e posso confermarti che nessuno che lo sentisse suonare potesse rimanere indifferente alla sua musica. Non stiamo parlando degli anni sessanta o settanta, dove quasi tutto doveva essere scoperto e i grandi nomi della chitarra erano in primis dei pionieri e degli sperimentatori. 
Qui parliamo dei primi anni ottanta, quando ormai tutto dal punto di vista dello strumento era stato già detto. 
Non sto togliendo nulla a gente come Hendrix, Page o Blackmore, dico solo che stupire la gente nell’81 con stile era molto più difficile che nel ’67"


CON OZZY OSBOURNE
Nel 1979, Randy è invitato a un'audizione per Ozzy Osbourne, che in quel periodo aveva lasciato i Black Sabbath.
La storia racconta che Ozzy aveva ascoltato molti chitarristi della scena californiana e, soltanto quando si accingeva ormai a lasciare la città per ritornare in Inghilterra, ha l'incontro con Randy Rhoads.
Oltre a Randy, Ozzy recluterà anche il bassista dei Quiet Riot Rudy Sarzo per registrare Blizzard Of Ozz e poi il successivo Diary Of A Mad Man, con i relativi tour.

Rudy Sarzo: "Ho passato tanto tempo insieme a Ozzy e credo di aver suonato in una della band migliori di tutti i tempi che, nessuno si offenda, ai tempi se la giocava alla pari non solo con i Black Sabbath, ma con gran parte dei gruppi Heavy dell’epoca. 
Ozzy veniva controllato a vista, ognuno di noi, almeno una volta ha pensato che avrebbe potuto ammazzarsi se lasciato da solo. Infatti decise di provarci ricominciando a bere come nessuno che abbia mai conosciuto, ma ai tempi lo ritenemmo legato al momento e lo sottovalutammo"

La registrazione del primo album solista di Ozzy è molto travagliata.
La prima versione viene registrata da Randy alla chitarra, Dana Strum al basso e Frankie Bannalli alla batteria.
Ozzy torna in Inghilterra, ma la casa discografica impone un solo membro non inglese: Ozzy mantiene soltanto Randy Rhoads.
Il  disco di Ozzy, trainato dalle hit Mr.Crowley e Crazy Train, va a gonfie vele.
Rhoads torna in California nel 1980 dove fa qualche altra data con i Quiet Riot.
Lo stesso è ormai veramente famoso e viene contattato dalla Jackson/ Charvel per chiudere un contratto per la prima Jackson modello Randy Rhoads, totalmente bianca.
Intanto sempre ad inizio anni 80, il matrimonio tra Sharon ed Ozzy stava per naufragare, come si è saputo in anni recenti Sharon lo stava tradendo proprio con Randy Rhoads.

Sharon nel 2003: "Quando eravamo agli inizi della storia d’amore tra me e Ozzy, devo essere onesta non eravamo solo in due. Randy è stato una parte vitale della storia. 
Quando Ozzy e io litigavamo tra di noi parlavamo con Randy, e anche quando stavamo bene insieme c’era comunque sempre lui.
On the road finivamo spesso nel tour bus insieme a guardare la TV e dormicchiando senza malizia. Senza sesso. C’è stata una volta in cui sono stata con Randy. 
Ozzy lo sa ma non ha mai voluto parlarne. 
Questo è il suo modo di superare la cosa. 
Ozzy sa che quel unica volta è stato per amore non per lussuria. 
E lui voleva bene a Randy quanto io. E continua a piangere quando si parla di Randy. Come me"

Nel mese di febbraio dell'81 la band è radunata di nuovo per registrare il secondo album, intitolato Diary Of A Madman, e poi ripartire subito per gli Stati Uniti in un nuovo tour.
Il disco è realizzato in modo veloce e frenetico.
In tutto l'album non si fa che parlare di morte e di aeroplani rossi.
Con l'album finito, ma non pubblicato, Ozzy si reca con la band in Nord-America per terminare il tour di Blizzard Of Ozz.
Rudy Sarzo e Tommy Aldrige fanno ancora parte del gruppo.
Al termine dell'estenuante tour, Randy torna alla Jackson per farsi costruire un altro strumento custom.
Con l'uscita del disco la band di Ozzy (Randy, Rudy e Tommy) parte nel novembre 1981 per fare soltanto tre serate in Europa; infatti, a causa di gravi problemi di salute di Ozzy, il gruppo torna in America per riprendere in dicembre.
Il singolo Flying High Again intanto scala velocemente le classifiche.
Randy è premiato dalla rivista americana Guitar Player come miglior nuovo talento.


L'INCIDENTE AEREO E LA MORTE
Il 18 marzo 1982 è l'ultima data di Ozzy Osbourne con Randy Rhoads, al Civic Coliseum di Knoxville in Tennessee.
Da Knoxville, infatti, la band si dirige in Florida, per il Saturday's Rock Super Bowl.
Sulla strada per Orlando si decide di passare da casa dell'autista del tour bus Andrew C.Aycock, a Leesburg in Florida.
Il Flying Baron Estates è un agglomerato di case con annesso hangar aereo e pista d'atterraggio tenuto dal musicista country western Jerry Calhoun.
Servono alcune parti di ricambio per il bus e bisogna dare un passaggio all'ex-moglie di Andrew.
Il bus arriva verso le 8 di mattina del 19 marzo e parcheggia nei pressi della pista.
All'interno ci sono Ozzy, Sharon Arden, Rudy Sarzo, Tommy Aldrige, Don Airey, Wanda e Andrew Aicock, Rachel Youngblood, Randy Rhoads e il tour manager.
Andrew e Wanda si recano a casa di Jerry, qualcuno rimane nel bus a dormire, altri membri escono fuori.
Nell'hangar c'è un vecchio aereo.
Andrew, che ha una licenza scaduta di pilota, prende l'aereo, senza permesso, insieme a Don Airey e al tour manager.
Verso le 9 di mattina Andrew fa un secondo giro con Rachel e Randy.
Durante il volo l'aereo comincia a passare radente il suolo per spaventare i membri della band: ad un tratto si stacca l'ala sinistra che colpisce il bus.
Il resto del velivolo finisce contro gli alberi poco distanti e termina la sua folle corsa contro una casa colonica, distruggendola e causando l'esplosione di due autovetture chiuse nel garage.
Ozzy, Sharon e Rudy vengono svegliati dal tremendo impatto, Airey e Wanda sono testimoni dell'incidente.
Randy Rhoads, a soli 25 anni, morì nell'impatto insieme agli altri due passeggeri.
L'inchiesta rivelò che Aycock (anche lui passato a miglior vita) aveva recentemente fatto uso di cocaina e che la sua licenza di pilotaggio non era più valida a causa del certificato medico scaduto.
Ozzy Osbourne, Tommy Aldrige, Rudy Sarzo e Sharon Arden, che stavano in quel momento dormendo all'interno del pullman, vennero svegliati dall'impatto.
Sia la moglie di Aycock che il tastierista Don Ayrey assistettero invece allo schianto: furono loro a raccontare la dinamica alla polizia.
Il giorno dopo a Orlando la band non suonerà ma poi proseguirà il Tour.

Vinny Appice: "Tutti quei bacchettoni e moralisti che ci accusavano di voler lucrare su quella vicenda, col tempo hanno dovuto ricredersi e chiedere scusa per quelle accuse vergognose. Da quel tragico e assurdo incidente nessuno di noi è stato più lo stesso, tanto che ancora oggi alcune notti mi sveglio di soprassalto in lacrime. In pochissime ore e senza un minimo di lucidità ci trovammo a pensare a cosa fare per il resto del tour in programma e anche in quel caso, vinse l’idea che fermarsi sarebbe stato devastante per tutti noi, in primis Ozzy. 
Era convinto che Randy gli fosse stato mandato dal cielo per poter rinascere dopo l’addio ai Black Sabbath: ne fece una malattia per anni"

Le spoglie di Randy sono site ora a San Bernardino, in California.
Nel 2004 viene inserito nella Guitar Center Rock Walk: la sala dei più grandi chitarristi Heavy Metal della storia.

giovedì 1 dicembre 2016

La Storia Dei Bethlehem: Pensieri Sul Suicidio e Censura

I Bethlehem sono una band Tedesca di Metal Estremo tedesca proveniente da Grevenbroich, formatasi nel 1991 grazie a Jurgen Bartsch e Klaus Matton. Questa band è umanamente accreditata per aver inventato il genere noto come "Dark Metal", dal nome del loro primo full lengh album. 
I testi delle canzoni ruotano attorno a tematiche morbose inerenti il suicidio, la depressione, malesseri psicologici, pazzia ed altre incentrate su pensieri e problemi personali.

Jurgen Bartsch (fondatore e bassista dei Bethlehem):
"Il Dark Metal per noi è uno stile di vita, probabilmente anche di più. 
Alcuni di noi hanno avuto alcune brutte esperienze con cose come il suicidio o la morte in generale. 
Io sono appena tornato in questa grande città tedesca dove una volta ho vissuto, e dove ho perso quasi tutti i miei amici per colpa di overdosi o solo perché si erano annoiati dalla vita in generale e, pertanto, si sono uccisi.  Naturalmente ho anche perso persone che in questi anni erano state molto vicine a me.  Quando sono tornato qui, in questa città fantasma, non avevo amici, niente di niente, ma ero solo sepolto nel dolore e nella sofferenza.  Bethlehem era una via d'uscita, mi ha totalmente aiutato a spiegare tutti quei sentimenti ed emozioni negative in qualcosa di così bello, che ha reso facile cambiare tutte quelle questioni oscure...in qualcosa che è sempre stata una cosa importante nella mia vita: la musica.  Il nostro ex chitarrista, Klaus Matton che ha perso il padre, suicidato, e che ha perso anche sua madre, morta di cancro, ha sicuramente provato gli stessi miei sentimenti. 
Gli altri, Steinhoff e specialmente Classen provenivano da famiglie con problemi e quando li ho incontrati per la prima volta, mi sentivo in completa simbiosi, anche loro erano completamente persi. Fondamentalmente quattro persone si sono riunite, per creare un genere veramente oscuro e vivere in un enorme buco nero.  Senza via d'uscita, senza opzioni o possibilità.  Completa oscurità, il buio mentale.  Quindi l'unica possibilità di non seguire il destino era quello di distruggere le tenebre con la musica e se questo è stato istintivamente fatto, credo oggi che la creazione di una band come i Bethlehem era l'unica possibilità di salvare tutte le nostre vite.  Diciamo non una terapia perchè fino a quel momento la terapia erano sigarette e alcool ma un più promettente percorso di luce, completamente nato nel subconscio.  Ricordo quando poco prima di una prova, improvvisamente il nostro cantante disse: "La musica non è male, ma è buia", tutti ci guardammo l'un l'altro, sapevamo che l'unica nostra possibilità era suonare il "Dark Metal" e nient'altro"


I DISCHI
Nel 1994 esce "Dark Metal", caratterizzato dalla voce particolare di Andreas Classen.
I ritmi del platter sono mediamente bassi, tranne qualche tempo medio ma non raggiungendo mai le elevate velocità proprie, ad esempio, del Black norvegese della vecchia scuola.
Oscurità, negatività, depressione, odio presi in prestito dal Doom e dal nascente Depressive Black e Funeral Doom. Dal Black, Dark Metal estrapola alcune atmosfere gelide, nonché certe scelte vocali e melodiche che concorrono a formare la devastante aura di negatività che avvolge questo album.
La produzione è ottima per l'epoca e gli strumenti si sentono tutti benissimo.
Discorso a parte per la voce, che esplora una serie di registri vocali, dal growl profondo riconducibile al Death/Doom, allo scream più tipicamente Black, senza tralasciare anche un agghiacciante parlato in punti specifici. "Apocalyptic Dance" ha chiare influenze Doom, intervallando riff funerei a destabilizzanti sezioni prive di batteria dove il basso e chitarra e voce pulite la fanno da padrone.
I riff sono incredibilmente bui, non accelerando mai troppo e mantenendo quindi la lentezza di certi capolavori Funeral. "Funereal Owlblood" è forse la traccia più oscura dell'intero disco.
Si può citare anche "Third Nocturnal Prayer" e la disperata "Second Coming."

Jurgen Barstch nel 1996: "Non ci si può suicidare perchè la maggiorparte di voi sono ancora morti.
Da tempo sogno la morte. A volte sono io a morire, altre volte altra gente conosciuta e non, cose che in realtà sono accadute in passato.  Otto anni fa sono tornato a casa ed ho trovato la mia ragazza strangolata con una corda da bucato: s'impiccò.  Il suo viso quasi blu, lei era morta e l'unica cosa che potevo fare era quello di tagliare la corda con un coltello ed aspettare la polizia. 
Nella sua ultima lettera che mi ha scritto parlava di un angelo che sarebbe venuto a redimere il suo dolore ma non successe, evidentemente.  Persi un amico per una overdose di eroina. In un pub un altro tizio cadde tra le mie braccia e morì ucciso da acido cianidrico. Tornai a Grevenbroich per iniziare una nuova vita ma poco dopo mia zia si suicidò impiccandosi.  La morte mi perseguitava anche nei sogni. L'unico modo per uscirne è stata questa band, solo per incanalare tutti questi cattivi sentimenti in una cosa chiamata musica, una sorta di valvola di sfogo per tutti i miei incubi di morte e suicidio. 
Nel 1990 ho incontrato Matton il cui padre si era suicidato quando era un ragazzo e la cui madre morì di cancro poco dopo.  Le prime canzoni erano assolutamente negative, opprimenti ed oscure: così nacque Dark Metal, perché questa descrizione si adatta totalmente alla musica che abbiamo suonato"

Nel loro secondo full lenth, "Dictius Te Necare", Classen è sostituito da Rainer Landfermann alla voce. La voce di Landfermann è davvero particolare, definita dalla critica e dai fan come "una delle voci più gravi ed estreme udibili da essere umano" (l'unica che riesce a competere con quella di Nattramn dei Silencer). Questo disco esce nel 1996.

"This album is dedicated to all suicide victims"

Accelerazioni improvvise convivono con giri sepolcrali e partiture mastodontiche, arpeggi intimisti al limite dell'Ambient si fanno strada tra accelerate Thrash europeo. Quel senso di (auto)distruzione insito nelle liriche è trasposto non solo nelle canzoni, ma anche e profondamente nello stesso spirito della band, che sembra ricamare riff per poi distruggerli. Le canzoni diventano lo specchio di un'anima a pezzi. Dall'uscita di "S.U.I.Z.I.D." Landfermann è sostituito da Marco Kehren.
Tale profondo cambiamento produce un significativo mutamento di sound, e infatti, sin dalle prime note dell’opener "Durch Befleckte Berührung Meiner Nemesis", l’asfissiante e sofferente atmosfera che si respira è quella che poi impareremo a riconoscere come la tradizione Depressive Black tedesca.
A seguire trovano spazio il riffing Black di Klaus Matton su "Du Sollst Dich Töten", la pazza "Tote Weisse Marder" e l'industriale "Nexus", in un calderone di continue anomalie stilistiche, che sono la vera costante dell’album. Questo disco nel 1998 anticipa molte idee che poi saranno sviluppate dagli Shining. Si tratta di Depressive Black, come il precedente del resto.
Il 2001, è l'anno di pubblicazione di “Schatten Aus Der Alexander Welt”, lavoro nel quale la band esce dai propri territori abituali. L’album è un concept, che narra l’ambigua storia della deriva esistenziale di un uomo (l’Alexander del titolo, simbolo/allegoria di tutti gli uomini alla deriva), ossessionato e intrappolato all’interno di un mondo che è sostanzialmente un labirinto di follia, suicidio, morte. La tracklist alterna brevi trasmissioni radio, registrazioni vocali che fungono da diario di quest’uomo malato, diventando via via sempre più deliranti e confuse. I brani sono pesanti nelle atmosfere, oscuri e opprimenti, vicino al Doom, ma con sperimentalismi realizzati tramite linee di piano in loop, beat, elettronica e cori. Non i soliti Bethlehem, dunque.
Da citare l' aggressiva "Mein Kuss Erstickt Im Imperativ", l'amara "Mary Samaels NFB 418" e "Rost", "Wahn & Tote Gleise". "Mein Weg" del 2004 ha chiare influenze Depressive con rallentamenti Doom e diverse sperimentazioni. Bellissimi gli intermezzi opprimenti di Dr.Miezo e i cori.
Maschinensatan parte con un bellissimo intro, prima dell'accelerazione verso i 5 minuti.
Hexakosioihexekontahexaphobia“ è un disco particolare, non lontano dal precedente full.
Non percepiamo l’agonia e il dolore. Ma i temi, anche se la musica è diversa, sono sempre quelli: paura, depressione, pazzia. L'elemento Black è presente ma l'oscurità fa ormai parte del passato.
Tempi medi, un’anima nera e tormentata spezzata dai ritmi Doom e dai synth profondi e melodici, dall’uso sporadico di cori monastici e d’effetto che si combinano alla voce di Schmied, che alterna tonalità growl perfettamente comprensibili ad ampie parti di pulito profondo ed emozionante.
"Ich Aß Gern’ Federn" ed "Antlitz Eines Teilzeitfreaks" sono ottime, anche se manca il tocco folle dei bei tempi andati.

Juegen Bartsch: "Noi rappresentiamo la vita e la morte. Bianco e nero, la vita e la morte. 
Le nostre canzoni malinconiche e I testi di suicidio e morte hanno anche un altro lato, ma la maggior parte delle persone non se n'è resa conto.  Le nostre canzoni sono state anche a favore della vita. Non erano esclusivamente pro-morte"


LA CENSURA
Con "Dictius Te Necare", i Bethlehem , dovettero affrontare la dura censura che impedì loro di suonare in alcune città Tedesche ed Americane (qui venne impedito loro la pubblicazione dell'artwork per via di un cadavere insanguinato). Tutto cominciò quando il chitarrista Matton diede una copia del loro primo demo ad un ragazzo di 14 anni. Dopo un po' sua madre iniziò a chiamare la band, dicendo che a causa della loro musica, il figlio era diventato aggressivo e aveva persino costruito un "Altare Satanico" nella sua stanza. E così in collaborazione con altri genitori, iniziò una durissima crociata contro i Bethlehem e la loro musica "satanica". La band viene addirittura additata di avere creato una setta. In realtà la band tedesca, sicuramente antireligiosa, non aveva mai parlato nei loro testi di Satana o comunque non aveva mai incitato al Satanismo. Venne censurato anche il testo di "Third Nocturnal Prayer".