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domenica 8 gennaio 2017

La Storia Dei Def Leppard: L'incidente Di Pete Willis e La Morte di Steve Clark

Gli inglesi Def Leppard, formatisi a Sheffield, furono sicuramente tra le band Rock più importanti degli anni 80. Abbracciarono più generi musicali: dall'Heavy Metal all'Hard Rock, passando per il Glam e l'AOR quindi il Rock Melodico. Anche se facenti parti della NWOBHM, le loro radici le ritroviamo soprattutto in molte band Hard Rock e Glam americane che ai tempi, strizzavano l'occhio più alla melodia che all'Heavy Metal in senso stretto (che vigeva nella terra di Albione all'epoca).
La formazione iniziale prevedeva: Joe Elliott, Steve Clark, Rick Savage, Pete Willis e Tony Kenning alla batteria che per scarso impegno verrà subito sostituito da Rick Allen.


GLI ESORDI
On Through The Night” esce nel 1980 e si nota subito come rispetto alle band inglesi dell'epoca il sound sia più melodico e più “americano”. Il target da raggiungere era abbastanza chiaro già ascoltando canzoni ruffiane del calibro di “Hello America”, “Satellite”, “Wasted” e “Rocks Off”.
Il successore di un primo passo discografico così valido e così commercialmente fortunato uscì l’anno seguente e prese il nome di “High’N’Dry” (1981). Disco molto Hard Rock con puntate agli Ac/Dc e pezzi da 90 come “High’N’Dry (Saturday Night)” e “You Got Me Running”, un’affermazione statunitense importante, anche e soprattutto dal punto di vista commerciale.


PETE WILLIS LICENZIATO PER ALCOLISMO E IL SUCCESSO PLANETARIO
Steve Clark e Pete Willis ci danno dentro con l'alcool ma a salutare la compagnia sarà solo quest'ultimo. I membri dei Def Leppard vedevano in Steve un grande intrattenitore, sempre attivo, ma l'unico diversivo alla sua attività di musicista era rappresentato dalla bottiglia.
Joe Elliott ricorda, ad esempio, che mentre i membri del gruppo si prendevano una pausa dalle registrazioni giocando a calcio, visitando le proprie famiglie o guardando un film, le uniche compagnie di Steve erano l'alcool e la chitarra. Nel mentre però il quasi perennemente ubriaco Pete Willis viene, di lì a poco, licenziato in tronco ed il suo posto è preso da Phil Collen con il quale, due anni dopo, la band diede alle stampe il terzo capitolo della propria storia: “Pyromania” (1983).
Forse il salto di qualità della band arriva proprio qui: idee a go go, vendite alle stelle, qualità della musica elevatissima. Ricco di hit singles da classifica ( “Photograph” e il suo incredibile e trascinante riff, dedicata a Marilyn Monroe, “Rock Of Ages”, “Too Late For Love”,  “Foolin'” e “Hunt The Hunter”), maniacale nella scelta del suono ed arricchito da arrangiamenti davvero puliti.


L'INCIDENTE QUASI MORTALE DI RICK ALLEN E L'AMPUTAZIONE DEL BRACCIO
La gestazione del successore di un simile capolavoro, dopo la conclusione di un importante tour mondiale, fu estremamente travagliata: all’obbiettiva difficoltà di “bissare” il successo di “Pyromania”, si aggiunse la tragedia che colpì il batterista Rick Allen il quale, in seguito ad un incidente automobilistico, perse il braccio sinistro. Era il 31 dicembre 1984 quando Rick Allen per via di un terribile incidente stradale rischiò di perdere la vita.
L’incidente si verificò quando Allen, per eccesso di velocità, si schiantò contro un muro di pietra con la sua auto che si ribaltò diverse volte su una strada di campagna nei pressi di Sheffield.
Il musicista non aveva allacciato correttamente la cintura di sicurezza e fu espulso dal veicolo anche se, come ha dichiarato alla BBC, “penso che il mio braccio sia rimasto in macchina“. Un medico che abitava lì vicino imballò il braccio di Allen nel ghiaccio, ma i tentativi di ri-collegarlo al suo corpo fallirono a causa di una infezione. Allen giunse in ospedale in condizioni davvero pessime, il braccio in realtà venne "riattaccato" ma come detto l'infezione avrebbe potuto portare problemi ben più gravi quindi l'unica decisione possibile era quella di amputarlo in modo definitivo.
In questo periodo i Def Leppard sono all’apice della popolarità, visto che i loro dischi arrivano regolarmente al vertice delle classifiche. I discografici propongono alla band vari sostituti, ma Elliott e i suoi compagni prendono tempo. Vogliono prima parlarne con Rick:

"Se tu sei disponibile, noi non continuiamo senza di te. Se tu ci stai t’aspettiamo. Abbiamo cominciato insieme, continueremo insieme. Ci sono cose che contano più dei soldi. Ci stai?"

Il batterista ci pensa un po’ e poi risponde di sì. In modo incredibile quindi, i Def Leppard aspettarono il recupero di Allen e fecero in modo che gli venisse appositamente costruita una batteria speciale che, una ristabilitosi Rick , lo rese nuovamente in grado di poter suonare ai livelli precedenti quel terribile avvenimento. Dopo la pausa forzata, la band inglese si ripresenta al completo e al grande pubblico nel Monsters Of Rock del 1986. Quando i musicisti salgono sul palco vengono salutati da un’ovazione e da cori di saluto che manifestano il grande rispetto di tutto il popolo metallaro nei confronti del gruppo che torna a esibirsi in pubblico per la prima volta dopo quasi due anni. Chi non conosce le vicende della band di Sheffield si stupisce per l’accoglienza particolarmente calorosa.
La ragione di questo atteggiamento nasce ovviamente dalla presenza in formazione del batterista Rick Allen che riprende così il suo posto dopo aver subito l’amputazione di un braccio.
Comunque, le sessioni per la registrazione del nuovo full andarono avanti, anche se rallentate ulteriormente da un incidente d'auto del produttore Matt Lange (che subì delle ferite alle gambe dalle quali si riprese velocemente) e dalla parotite che colpì Joe Elliott durante il 1986. Questi, dunque, i motivi per cui “Hysteria”, si affacciò sul mercato solo nel 1987.
Commercialmente fortunatissimo (16 milioni di copie vendute nel mondo, delle quali 12 nei soli Stati Uniti), “Hysteria” fa la storia del Rock Melodico grazie a canzoni quali “Animal”, “Pour Some Sugar On Me” , la ballad “Love Bites”, la titletrack, le suadenti “Armageddon It”, “Women”, “Gods Of War” e “Are You Excitable ?”, nonché la rockeggiante “Run Riot”.


LE ALTRE TRAGEDIE DELLA BAND E LA MORTE DI STEVE CLARK
Il tecnico Steve Cayter morirà di emorragia cerebrale, dopo un concerto, nell’estate del 1988.
I problemi di alcolismo di Steve Clark finirono per rallentare nuovamente la band, dopo che questi finì in coma in un bar di Minneapolis sul finire del 1989. I medici riuscirono in qualche modo a salvarlo dopo avergli trovato un tasso alchemico nel sangue doppio rispetto a quello che uccise John Bonham dei Led Zeppelin. In seguito a questo episodio, i membri del gruppo lo spinsero a iniziare un programma di disintossicazione, estromettendolo per qualche mese dalla band.
L'8 gennaio 1991, Steve Clark venne trovato morto nel suo appartamento di Londra da Janie Dean, la sua fidanzata. L'autopsia motivò il decesso con una mistura letale di antidepressivi, antidolorifici ed alcool. Inizialmente, come spesso succede in questi casi, si ventilò l'ipotesi di suicidio.
Il tragico evento occorse mentre Clark stava vivendo come detto un periodo di allontanamento forzato dal gruppo.
Subito dopo la morte, si diffusero le voci secondo le quali la causa del potenziale suicidio fosse stato l'allontanamento di Clark dalla band. L'atteggiamento ambiguo tenuto dalla band, probabilmente motivato dal desiderio di voler vivere il proprio dolore in silenzio e lontano dai riflettori, alimentò ulteriormente quest'ipotesi. Steve, venne sepolto al Wisewood Cemetary di Hillsbrough, vicino alla casa dove vive la sua famiglia. I Tesla, gruppo spalla dei cinque di Sheffield durante il tour di Hysteria, dedicarono alla memoria di Clark un toccante brano intitolato Song & Emotion nel loro album Psychotic Supper del 1991. I Def Leppard comunque, perdevano tanto dalla morte di Steve Clark: sia dal punto di vista carismatico che tecnico che a livello testuale.


LA BAND PROSEGUE
Un mese dopo comunque i quattro componenti rimasti decideranno ancora una volta, di continuare, ripresentandosi al loro pubblico con l’album "Adrenalize" e con un tour mondiale in cui il chitarrista Vivian Campbell fungerà da quinto elemento sul palco, senza, però, diventare mai parte della band.
Album assolutamente non paragonabile con i fasti gloriosi di “Pyromania” e “Hysteria”, ma sempre ricercatissimo nei suoni, prodotto impeccabilmente ed ancora tutt’altro che avaro in fatto di soddisfazioni economiche procurate alla band (venderà oltre 6 milioni di copie) , grazie a pezzi quali “Let’s Get Rocked” e “Makin’ Love Like A Man”.  Il 23 ottobre 1995 i Def Leppard entrarono nel Guinness dei primati, per essere riusciti a suonare ben tre concerti in un unico giorno in tre continenti diversi (in Africa, in Europa e in Nord America).


ALTRI RALLENTAMENTI: GLI ARRESTI DI RICK ALLEN E JOE ELLIOTT
I Def Leppard subirono diversi altri disagi e gravi problemi tra cui il divorzio di Phil Collen, la morte del padre di Rick Savage e la battaglia di quest'ultimo con la paralisi di Bell.
Nel mentre Rick Allen e Joe Elliott vengono arrestati rispettivamente per violenze coniugali e aggressioni. Il momento di massimo fulgore dell’ “era alternative” poi, e cioè il 1996, coinciderà anche con il completamento e l’uscita del nuovo studio/album dei Def Leppard: “Slang”.
Forse si tratta dell'unico passo falso della carriera ultra trentennale della band inglese.
Il tentativo di “modernizzare” il sound della band e di usare strumenti atipici per i canoni della band, infatti, si risolverà in un fallimento completo.


ANNI RECENTI
Il successivo “Euphoria” esce nel 1999, grazie a canzoni più commerciali quali “Demolition Man”, “Promises” e “21st Century Sha-La-La Girl” corregge leggermente il tiro, ridando lustro alla band.
Dopo qualche anno di pausa e di side project, sulla falsariga di “Euphoria”, esce “X” (inteso come il numero romano 10 onde indicare il decimo album della band, anche se si trattava dell'ottavo album in studio) trainati da ottimi pezzi quali “Now” e “Four Letter Word”. Il sound è quasi Pop Rock. Nell'aprile 2008 viene pubblicato l'album "Songs From The Sparkle Lounge", il nono album in studio. Il disco ricorda le sonorità tipiche della band nonostante sia in chiave più moderna con sonorità attuali. È un buon album, ben arrangiato e ricco di spunti interessanti con vari legami con gli album del passato. Il primo singolo è "Nine Lives", altre canzoni apprezzabili sono "Go" e "Love".
Nel 2013, Vivian Campbell ammette di essere affetto da un linfoma, malgrado ciò e le cure continua ad esibirsi senza problemi. Nel 2014 iniziano le registrazioni del decimo album in studio, chiamato semplicemente "Def Leppard", il disco ha debuttato direttamente nella top 10 statunitense.
Il singolo “Let’s Go“ è davvero trascinante e richiama i gloriosi anni 80, “Dangerous“ è un mid tempo più veloce, “Battle Of My Own“ un pezzo acustico. “Broke ‘N’ Brokenhearted“, “Invincible” e “Man Enough” si lasciano ascoltare senza problemi. Nel gennaio 2016 la band ha dovuto annullare diversi concerti a causa delle precarie condizioni delle corde vocali di Joe Elliott, ammalatosi improvvisamente di laringite acuta. Oltre a questo, il 24 gennaio 2016 è stato trovato morto nella sua cabina il bassista Jimmy Bain, compagno di Campbell e Andrew Freeman nei Last in Line, portando alla cancellazione dello show previsto per quella sera.

lunedì 26 dicembre 2016

La Storia Di Rock TV: Programmi Storici e Musicisti (2001-2016)

Rock TV fu il primo canale televisivo a pagamento, esclusivamente dedicato alla musica Rock e Metal e allo stesso tempo condotto non dai classici vj ma dagli artisti stessi.
Il canale nacque grazie ad un'idea di Gianluca Galliani, nel lontano 2001 sul canale 718 di Sky.
Il più grande amore del figlio di Adriano Galliani è stato da sempre l’Heavy Metal e in particolare i Depeche Mode.
Già a 12 anni inizia a suonare il basso, poi fonda i Settevite, con cui cavalca i palcoscenici underground.

“Dovevamo colmare un vuoto, non c’era nessun media dedicato a questo genere di musica”

Così, come detto, nel dicembre 2001, insieme con altri tre musicisti (Max Brigante, Tommy Massara degli Extrema, Mario Riso dei Movida), fondano Seven Music Entertainment (Galliani ha l’85% delle quote, gli altri il 5% ciascuno) e presentano il progetto a Sandro Parenzo di Telelombardia (“nel lavoro non si improvvisa, cercavamo un partner importante che ci mettesse a disposizione il suo know how”), con la facoltà dopo tre anni, “se il business fosse decollato”, di rilevarne l’intero capitale.
Band stranieri ed italiane, famose e non.
Videoclip, monografie, interviste, esibizioni live e curiosità del mondo Rock furono gli ingredienti che arricchirono la proposta televisiva negli anni.
Una formula vincente anche dal punto di vista organizzativo: la pubblicità è raccolta direttamente dall’emittente che sigla con diverse aziende contratti annuali di sponsorizzazione.
Come mascotte del canale viene scelta "Riff".
L'operazione costa 7 miliardi l’anno.
Il lancio del canale fu giovedì 29 novembre alle 20,00 grazie ad un concerto di presentazione al Rolling Stone con 8 gruppi Rock italiani (tra cui Linea 77, Lacuna Coil ed Afterhours) trasmesso in diretta su Telelombardia.

Ste: "Nel 2001 io e Tato suonavamo insieme nei Settevite. Rock TV era nata come TV degli artisti. 
Si dava la possibilità di presentare una trasmissione a tutti quelli che avevano una band Rock con un disco all’attivo. L’esperimento era interessante ma alcuni erano disinvolti, altri muti o usavano un italiano tutto loro. 
Noi siamo andati bene e ci è stato chiesto se volevamo un appuntamento fisso. 
Siamo partiti dalla soffitta con Morning Glory (Trasmissione del mattino). 
Anno dopo anno ci siamo conquistati la sala principale, prima con Database, poi con Classic e infine con Crazy. 
Qui abbiamo coinvolto altri amici, tra cui Teo Roncalli: ci serviva un pazzo vero per la riuscita della trasmissione. 
Lo abbiamo arruolato e siamo diventati un trio. I due coglioni c’erano già, mancava qualcosa..."
Tato: "La nostra è una trasmissione di squilibrati e noi siamo squilibrati di natura…Quindi non facciamo altro che fare noi stessi. I personaggi arrivano si da qualche personaggio incontrato e poi un po’ caricaturato e anche musicisti…perché no!
E comunque una trasmissione surreale nella quale è permesso tutto a parti sacrifici umani e animali…tipo vogliamo viaggiare e andare in Russia? Bene tutti del Team crediamo di essere in Russia e li facciamo succedere di tutto…

Ste: "Prendiamo spunto e coinvolgiamo gente che incontriamo nella vita di tutti i giorni. Più strani sono meglio è. Abbiamo una passione per disadattati ed eccentrici. Siamo un pò cosi anche noi.
Quando facciamo puntate su band Rock osserviamo le star del Rock e cerchiamo di caratterizzarle.

Negli anni si alternano alla conduzione dei vari programmi Pino Scotto, DJ Ringo, Ste & Tato, Ketty & Alteria, Mario Riso, Marta, etc
Per l'organizzazione dei vari palinsesti nascono nuovi "format" e ne periscono altri.
Punto cardine del canale ovviamente l'interazione con gli spettatori: si passa dalla mail, chat e forum agli SMS, poi arrivano i social (Facebook) ed infine WhatsApp.
Nel 2006 venne chiuso "Extreme Metal" unico programma italiano dove si dava spazio al Metal Estremo italiano.
Il format era condotto da Aleister, chitarrista/cantante dei Faust e chitarrista degli Ancient, poi mandato via da Rock TV dopo che in una puntata Fabio Bava dei Demonian aveva ammesso di essere satanista.
In particolare arrivò un SMS di un telespettatore che diceva "Vi vorrei chiedere se per voi le varie croci rovesciate e pentacoli abbiano dei significati o lo fate solo per scena?"

La risposta fu "Non è assolutamente scena e soprattutto i credi delle persone non vanno criticati a seconda di cosa si ha. Non è assolutamente scena! Ci credo anche perché il disco è completamente pieno di questi simboli. 
E se vogliamo parlare di Satanismo sono qui: non ho assolutamente problemi a nascondere queste ideologie!"

A neanche 24 ore dall’accaduto Aleister venne anche privato della conduzione di un altro programma che conduceva ogni venerdì mattina, Morning Glory.
In 13 puntate Aleister aveva dato voce a 14 band underground italiane, indipendentemente dalle loro ideologie, facendole apparire in televisione per parlare di generi musicali da sempre Underground.

Aleister si congedò così: "Sono molto dispiaciuto per quanto successo perchè ancora una volta il Metal estremo è stato eliminato da un canale televisivo! Mi è stato imposto anche di non condurre più Morning Glory che nulla ha a che vedere con Extreme Metal. Sono inoltre rammaricato di come la collaborazione tra me e Rock TV si sia dissolta così (43 minuti dopo la fine dell’ultima puntata ricevevo la notizia della chiusura del programma), per un fatto a cui si sarebbe potuto rimediare in maniera molto meno drastica, a mio avviso, e con più rispetto nei miei e nei confronti di quelle molte band che sarebbero dovute ancora venire; rispetto che credevo di aver meritato dopo una stagione di Extreme Metal andata benissimo e due anni di conduzione di Morning Glory, più interviste che ho fatto a gruppi stranieri di passaggio a Milano per i loro tour, tutto a titolo gratuito ed a mie personali spese. 
Sono sempre stato coinvolto nel mondo di Rock TV con passione ed entusiasmo e con la massima disponibilità. Ho sempre cercato di filtrare al massimo gli ospiti, selezionandoli in modo che nessuno potesse rimanere offeso, ne a casa fra i telespettatori, ne in redazione. 
Purtroppo non posso essere responsabile ne avere il controllo sulle azioni spontanee della gente in diretta. 
Costui era già stato ospite dell’emittente e si era comportato con la massima correttezza. 
Io comunque rispetto in principio le ideologie di tutti, dal primo all’ultimo senza eccezioni e senza essere prevenuto o ostile. 
Ripeto: purtroppo é successo questo fatto per il quale mi è stata attribuita la piena responsabilità, fatto fra l’altro che io non ritengo talmente grave da chiudere un intero programma sempre andato bene e rimuovere la mia presenza da tutti gli altri programmi del canale. 
Comunque è stata presa questa decisione e colgo quindi l’occasione (dato che non mi è stata data a Rock TV) di salutare e ringraziare tantissimo le numerosissime persone che negli anni hanno seguito e partecipato ai miei programmi su Rock TV e soprattutto lancio un rispettoso saluto alle band che hanno visto svanire la possibilità di promuovere la loro arte"

I Demonian firmarono anche sulle pareti della sede di Rock TV la scritta "Satan Rules! Demonian".
Parlando di altri abbandoni (per motivi diversi), negli anni anche DJ Ringo abbandonerà Rock TV, idem Ketty, seguita qualche anno dopo (ad inizio 2016) anche da Alteria (quest'ultime storiche conduttrici di Database).
Negli anni lo share del canale si attesta sullo 0,01% (per rendere l'idea Raiuno e quelli Mediaset vanno mediamente sul 20%, La7 sul 3%, Sky Calcio sullo 0,5%, Sky Storia sullo 0,10%, etc).
La rivoluzione "tecnologica" è datata 3 ottobre 2016 quando il canale fu reso disponibile gratuitamente sul sito ufficiale, tramite streaming.
A metà dicembre dello stesso anno viene annunciato che dal 31 dicembre 2016, il canale abbandonerà definitivamente la piattaforma Sky e sarà visibile solo su Youtube e Facebook.


PROGRAMMI STORICI  ED ODIERNI
-Metal Zone, Hard Rock Zone, Punk Zone, Indie Zone, Discovery Zone (trasmetteva 1 ora di videoclip musicali di un genere in particolare)
-Rock Web (1 ora in cui venivano trasmessi i video più richiesti su www.rockweb.it , il programma era condotto da Marta ed andava in onda dalle 20 alle 21 dal lunedi al venerdi. Era possibile interagire tramite una chat e il forum del canale)
-History Zone (video Rock storici scelti da Tribe)
-Bootleg (video esclusivamente live, programma che andava in scena la notte)
-Rock News (condotto da Alteria, presentava le novità riguardo il mondo del Rock)
-Let's Rock (trasmetteva videoclip a rotazione)
-Doctor Ringo (condotto da DJ Ringo con pillole di storia su ogni band trasmessa)
-Morning Glory (format condotto da Mario Riso, che riceveva messaggi dagli spettatori mentre venivano trasmessi dei video musicali)
-Extreme Metal (condotto da Faust degli Ancient, dove si dava spazio a band estreme italiane: Black, Death, Brutal e Thrash)
-Salaprove (trasmetteva le performance di gruppi emergenti ospiti a Rock TV)
-My Rock TV (dove gli spettatori richiedevano dei video in particolare tramite telefonate)
-On The Road (interviste e approfondimenti con artisti in tour)
-Monography Zone (dove venivano trasmesse intere videografie di un dato artista)
-Classic (era condotto da Ste e Tato, video di band classiche che hanno fatto la storia del Rock)
-Crazy (condotto da Ste e Tato e Teo Roncalli, programma che univa comicità a musica Rock. Una serie di personaggi e parodie che cambiavano di puntata in puntata)
-Heavy Rotation (videoclip misti del passato e presente)
-Italians Do It Better (videoclip di artisti esclusivamente italiani)
-Hits (video del passato ed hits del momento)
-Star (dedicato alle band più grandi di tutti i tempi: videografie, interviste, documentari
-Database (condotto da Pino Scotto, Alteria, Ketty ed altri artisti. Presenti di tanto in tanto ospiti tra i quali DJ Ringo, Ste & Tato più altri musicisti estranei alla TV. Chi conduce il programma riceve e legge messaggi dagli spettatori e manda videoclip in diretta)

domenica 25 dicembre 2016

La Storia Degli Strana Officina e L'incidente Mortale Dei Fratelli Cappanera

Siamo in Toscana, precisamente a Livorno, 1977.
Fabio e Roberto Cappanera formano la Strana Officina, una delle prime band Heavy Metal italiane.
Con Johnny Salani alla voce ed Enzo Mascolo al basso, il gruppo ottiene un buon successo: il primo live è datato 1979 (Fortezza Nuova a Livorno).
Il nome della band deriva da una idea dei due fratelli Cappanera che utilizzavano uno spazio adibito a sala prove nell'officina metalmeccanica del padre.
L'officina era situata in una zona abitata e, dopo svariate lamentele per il troppo rumore, durante un controllo da parte dei Carabinieri, uno di loro esclamò: "Certo che questa officina è davvero strana!".
L'officina in realtà era un ritrovo di scalmanati con i capelli lunghi.

Bud Ancillotti: "La passione per la musica Rock faceva sì che dopo le 8 ore di duro lavoro, Fabio alla chitarra e voce, Roberto alla batteria ed Enzo Mascolo (anche lui operaio della ditta) al basso, rimanevano in officina a suonare fino a tarda notte. 
L’officina purtroppo era situata in mezzo a case e palazzi. 
Naturalmente questa cosa all’inizio destò curiosità tra la gente del quartiere, ma poi scontato ci furono le prime lamentele. 
Una sera, dopo una segnalazione, arrivarono sul posto i carabinieri che fecero irruzione nell’officina credendo di trovarsi davanti a chissà che cosa, invece, sbalorditi, si trovarono di fronte questi tre ragazzini incazzati e sudati marci che pestavano duro sugli strumenti con una foga e una potenza da rimanere a bocca aperta. 
E fu proprio in quel momento che i carabinieri esclamarono la fatidica frase che verrà poi ripresa simpaticamente per il nome del gruppo: "Certo che questa officina è davvero strana!"

Nei testi di Salani c'è la vita vissuta e di strada: dagli amori clandestini di "Profumo di Puttana" a crociate contro l’eroina come in "Sole, mare, cuore" passando per altri pezzi da 90 quali "Vai Vai", "Autostrada dei Sogni", "Non c’è Più Mondo".
L'autobiografica "Non Sei Normale" finisce nella compilation di HM italiana: Eruption
Salani lascia nel 1982 e viene sostituito da Daniele "Bud" Ancilotti.
Marcello Masi alle tastiere.
L'anno successivo parteciparono anche al primo festival Heavy Metal italiano: quello di Certaldo.
Era il 21 maggio 1983, festival organizzato da Enrico Dell'Omo (presero parte a quel festival, oltre agli Strana Officina, anche Vanexa, Shining Blade, Death SS, Raff, Revenge, Rollerball.

Bud Ancillotti: "Il teatro tenda di Certaldo ribolliva, era una bolgia infernale di metallari giunti da tutte le parti d’Italia, che fin dalle prime ore del mattino presero “d’assalto” il paese, sembrava di essere al Reading Festival (vicino Londra) di quattro anni prima, seppur fatte tutte le dovute proporzioni.
Ricordo che c’era nell’aria un’eccitazione pazzesca, sia tra noi gruppi che tra i ragazzi che accorsero numerosissimi alla “chiamata”. 
Non fu affatto facile coordinare tutte le band, con i soliti problemi tecnici da affrontare, i cambi di palco, i soundcheck etc
Ci fu anche un mitico scontro tra metallari e alcuni ragazzi di Certaldo, paese che ha sempre avuto una forte tradizione Punk. Insomma tutti questi ingredienti esplosivi fecero si che questa giornata si trasformasse in un evento davvero memorabile"
Nel 1984 esce l'EP Strana Officina, contenente quattro canzoni (tra le quali le storiche "Viaggio in Inghilterra" e "Piccolo Uccello Bianco").
Nel 1986 esce l'EP The Ritual con altre quattro canzoni (per la prima volta cantate in inglese).
All'interno della compilation Metal Maniac la Strana Officina appare con la canzone Metal Brigade contenuta proprio in questo EP.
Pezzi molto priestiani e maideniani, se così si può dire.
Nel 1988 esce il 33 giri Rock 'N' Roll Prisoners, disco che ottiene un ottimo successo e soprattutto permette alla band di suonare in giro per l'Italia e all'estero.
"War Games", "Black Moon", "Don't Cry", "King Troll", "Burnin' Wings" diventano delle vere e proprie hit, almeno negli ambienti Heavy Metal (si tratta di loro vecchie canzoni ma cantate in inglese).

Bud Ancillotti: "L’organizzazione dell'Open Air 1988 fu perfetta, inimmaginabile anche per le grosse band internazionali in tournee nel nostro paese. 
Tra i vari gruppi e gli addetti ai lavori si instaurò subito un bel feeling che proseguì per tutti e due giorni della manifestazione. 
Anche il backstage era un paradiso degno di Castle Donington, tutti i gruppi avevano a disposizione un camerino dotato di ogni comfort, fusti di birra alla spina, superalcolici e cibarie di ogni genere, mancava solo che ci avessero fatto trovare delle groupie..."

Nel 1991 esce il side project Hard Rock dei fratelli Cappanera, Non C'è Più Mondo.
Possiamo ricordare la dolce ballad malinconica "Impossibile Capirti", "Non C'è Più Mondo" o la glorificazione della vita on the road "La Nostra Banda Vi Prenderà" (abbastanza profetica nei versi "perchè la vita è breve"), la cruda "Barbone" e la californiana "Aurelia Freeway".


L'INCIDENTE STRADALE
Poi accade una tragedia: è il 23 luglio 1993, un venerdì sera, quando la macchina di Fabio e Roberto Cappanera parte da Livorno verso Firenze e, all’altezza di Ginestra Fiorentina (sulla Fi-Pi-Li), perde il controllo per colpa di una borsa caduta dalla moto che precede la vettura.
Fabio e Roberto perdono tragicamente la vita, mentre le due mogli e il figlio presente si salvano. Quella data resterà scolpita nella memoria di tutti ma il progetto Strana Officina va avanti, con l’ingresso in line up di Rolando Cappanera (figlio di Roberto) alla batteria e Dario Cappanera (nipote di Fabio e Roberto) alla chitarra.
“La Terrazza" ospitò il festival “Luna Nera” nel 1994, a un anno dalla scomparsa dei due fratelli, con band provenienti da tutta Italia, e vennero migliaia di persone.
Da tutta Italia arriveranno ricordi, pensieri, parole.


LA NUOVA BAND
Nel 1995 esce la compilation Una Vita Per Il Rock con brani sia in italiano che cantati in inglese.
Si tratta di una raccolta comprendente le canzoni pubblicate nei primi 2 EP e nel 33 giri.
Il remake di "Non Sei Normale" secondo leggende è stato registrato in uno studio mobile nei locali di un ex manicomio però "Man Of Metal" (questo era il titolo in inglese) per vari motivi non è mai venuto alla luce.
Dopo svariate altre compilation e ristampe, esce nel 2010 Rising To The Call, il primo disco di inediti di Daniele "Bud" Ancillotti (voce) ed Enzo Mascolo (basso) al fianco di Dario "K" Cappanera (chitarra) e Rolando Cappanera (batteria).
L'album contiene 10 tracce, di cui 8 scritte appositamente dalla band e 2, cantate in italiano e poste in chiusura del CD, tratte dal vecchio repertorio della band.

giovedì 15 dicembre 2016

La Storia Di Randy Rhoads e L'incidente Aereo

Nato il 6 dicembre 1956, Randy Rhoads è ricordato soprattutto per esser stato il chitarrista di Ozzy Osbourne, senza scordarci della sua band madre: i Quiet Riot.
Quest'ultimi sono formati dallo stesso e dal bassista Kelly Garni.
Siamo nel 1976.
Rhoads e Garni incontrano Kevin DuBrow, secondo la leggenda grazie ad un'audizione nella cucina di mamma Delores.
Secondo altri invece fu una telefonata di DuBrow a Randy, che arriva a casa sua con chitarra e amplificatore "distruggendo" le pareti.
In breve la band diventa importante e viene contattata dalla CBS/Sony per un contratto discografico, che si concretizza in due album (Quiet Riot 1, 1978 e Quiet Riot 2, 1979).
Quiet Riot 2 riscuote grande attenzione da parte del pubblico giapponese.
Dopo il tour in quel paese, Randy viene contattato da Karl Sandoval: nasce la chitarra custom a forma di Flyin' V, nera a pois bianchi.
Lo strumento costa al giovane chitarrista 738 dollari e gli viene consegnato il 22 settembre '79, proprio per la serata d'onore dei Quiet Riot al Whiskey a GoGo, storico locale di Los Angeles.

Rudy Sarzo: "Conoscevo Randy da prima di entrare nella band di Ozzy e posso confermarti che nessuno che lo sentisse suonare potesse rimanere indifferente alla sua musica. Non stiamo parlando degli anni sessanta o settanta, dove quasi tutto doveva essere scoperto e i grandi nomi della chitarra erano in primis dei pionieri e degli sperimentatori. 
Qui parliamo dei primi anni ottanta, quando ormai tutto dal punto di vista dello strumento era stato già detto. 
Non sto togliendo nulla a gente come Hendrix, Page o Blackmore, dico solo che stupire la gente nell’81 con stile era molto più difficile che nel ’67"


CON OZZY OSBOURNE
Nel 1979, Randy è invitato a un'audizione per Ozzy Osbourne, che in quel periodo aveva lasciato i Black Sabbath.
La storia racconta che Ozzy aveva ascoltato molti chitarristi della scena californiana e, soltanto quando si accingeva ormai a lasciare la città per ritornare in Inghilterra, ha l'incontro con Randy Rhoads.
Oltre a Randy, Ozzy recluterà anche il bassista dei Quiet Riot Rudy Sarzo per registrare Blizzard Of Ozz e poi il successivo Diary Of A Mad Man, con i relativi tour.

Rudy Sarzo: "Ho passato tanto tempo insieme a Ozzy e credo di aver suonato in una della band migliori di tutti i tempi che, nessuno si offenda, ai tempi se la giocava alla pari non solo con i Black Sabbath, ma con gran parte dei gruppi Heavy dell’epoca. 
Ozzy veniva controllato a vista, ognuno di noi, almeno una volta ha pensato che avrebbe potuto ammazzarsi se lasciato da solo. Infatti decise di provarci ricominciando a bere come nessuno che abbia mai conosciuto, ma ai tempi lo ritenemmo legato al momento e lo sottovalutammo"

La registrazione del primo album solista di Ozzy è molto travagliata.
La prima versione viene registrata da Randy alla chitarra, Dana Strum al basso e Frankie Bannalli alla batteria.
Ozzy torna in Inghilterra, ma la casa discografica impone un solo membro non inglese: Ozzy mantiene soltanto Randy Rhoads.
Il  disco di Ozzy, trainato dalle hit Mr.Crowley e Crazy Train, va a gonfie vele.
Rhoads torna in California nel 1980 dove fa qualche altra data con i Quiet Riot.
Lo stesso è ormai veramente famoso e viene contattato dalla Jackson/ Charvel per chiudere un contratto per la prima Jackson modello Randy Rhoads, totalmente bianca.
Intanto sempre ad inizio anni 80, il matrimonio tra Sharon ed Ozzy stava per naufragare, come si è saputo in anni recenti Sharon lo stava tradendo proprio con Randy Rhoads.

Sharon nel 2003: "Quando eravamo agli inizi della storia d’amore tra me e Ozzy, devo essere onesta non eravamo solo in due. Randy è stato una parte vitale della storia. 
Quando Ozzy e io litigavamo tra di noi parlavamo con Randy, e anche quando stavamo bene insieme c’era comunque sempre lui.
On the road finivamo spesso nel tour bus insieme a guardare la TV e dormicchiando senza malizia. Senza sesso. C’è stata una volta in cui sono stata con Randy. 
Ozzy lo sa ma non ha mai voluto parlarne. 
Questo è il suo modo di superare la cosa. 
Ozzy sa che quel unica volta è stato per amore non per lussuria. 
E lui voleva bene a Randy quanto io. E continua a piangere quando si parla di Randy. Come me"

Nel mese di febbraio dell'81 la band è radunata di nuovo per registrare il secondo album, intitolato Diary Of A Madman, e poi ripartire subito per gli Stati Uniti in un nuovo tour.
Il disco è realizzato in modo veloce e frenetico.
In tutto l'album non si fa che parlare di morte e di aeroplani rossi.
Con l'album finito, ma non pubblicato, Ozzy si reca con la band in Nord-America per terminare il tour di Blizzard Of Ozz.
Rudy Sarzo e Tommy Aldrige fanno ancora parte del gruppo.
Al termine dell'estenuante tour, Randy torna alla Jackson per farsi costruire un altro strumento custom.
Con l'uscita del disco la band di Ozzy (Randy, Rudy e Tommy) parte nel novembre 1981 per fare soltanto tre serate in Europa; infatti, a causa di gravi problemi di salute di Ozzy, il gruppo torna in America per riprendere in dicembre.
Il singolo Flying High Again intanto scala velocemente le classifiche.
Randy è premiato dalla rivista americana Guitar Player come miglior nuovo talento.


L'INCIDENTE AEREO E LA MORTE
Il 18 marzo 1982 è l'ultima data di Ozzy Osbourne con Randy Rhoads, al Civic Coliseum di Knoxville in Tennessee.
Da Knoxville, infatti, la band si dirige in Florida, per il Saturday's Rock Super Bowl.
Sulla strada per Orlando si decide di passare da casa dell'autista del tour bus Andrew C.Aycock, a Leesburg in Florida.
Il Flying Baron Estates è un agglomerato di case con annesso hangar aereo e pista d'atterraggio tenuto dal musicista country western Jerry Calhoun.
Servono alcune parti di ricambio per il bus e bisogna dare un passaggio all'ex-moglie di Andrew.
Il bus arriva verso le 8 di mattina del 19 marzo e parcheggia nei pressi della pista.
All'interno ci sono Ozzy, Sharon Arden, Rudy Sarzo, Tommy Aldrige, Don Airey, Wanda e Andrew Aicock, Rachel Youngblood, Randy Rhoads e il tour manager.
Andrew e Wanda si recano a casa di Jerry, qualcuno rimane nel bus a dormire, altri membri escono fuori.
Nell'hangar c'è un vecchio aereo.
Andrew, che ha una licenza scaduta di pilota, prende l'aereo, senza permesso, insieme a Don Airey e al tour manager.
Verso le 9 di mattina Andrew fa un secondo giro con Rachel e Randy.
Durante il volo l'aereo comincia a passare radente il suolo per spaventare i membri della band: ad un tratto si stacca l'ala sinistra che colpisce il bus.
Il resto del velivolo finisce contro gli alberi poco distanti e termina la sua folle corsa contro una casa colonica, distruggendola e causando l'esplosione di due autovetture chiuse nel garage.
Ozzy, Sharon e Rudy vengono svegliati dal tremendo impatto, Airey e Wanda sono testimoni dell'incidente.
Randy Rhoads, a soli 25 anni, morì nell'impatto insieme agli altri due passeggeri.
L'inchiesta rivelò che Aycock (anche lui passato a miglior vita) aveva recentemente fatto uso di cocaina e che la sua licenza di pilotaggio non era più valida a causa del certificato medico scaduto.
Ozzy Osbourne, Tommy Aldrige, Rudy Sarzo e Sharon Arden, che stavano in quel momento dormendo all'interno del pullman, vennero svegliati dall'impatto.
Sia la moglie di Aycock che il tastierista Don Ayrey assistettero invece allo schianto: furono loro a raccontare la dinamica alla polizia.
Il giorno dopo a Orlando la band non suonerà ma poi proseguirà il Tour.

Vinny Appice: "Tutti quei bacchettoni e moralisti che ci accusavano di voler lucrare su quella vicenda, col tempo hanno dovuto ricredersi e chiedere scusa per quelle accuse vergognose. Da quel tragico e assurdo incidente nessuno di noi è stato più lo stesso, tanto che ancora oggi alcune notti mi sveglio di soprassalto in lacrime. In pochissime ore e senza un minimo di lucidità ci trovammo a pensare a cosa fare per il resto del tour in programma e anche in quel caso, vinse l’idea che fermarsi sarebbe stato devastante per tutti noi, in primis Ozzy. 
Era convinto che Randy gli fosse stato mandato dal cielo per poter rinascere dopo l’addio ai Black Sabbath: ne fece una malattia per anni"

Le spoglie di Randy sono site ora a San Bernardino, in California.
Nel 2004 viene inserito nella Guitar Center Rock Walk: la sala dei più grandi chitarristi Heavy Metal della storia.

giovedì 1 dicembre 2016

La Storia Dei Bethlehem: Pensieri Sul Suicidio e Censura

I Bethlehem sono una band Tedesca di Metal Estremo tedesca proveniente da Grevenbroich, formatasi nel 1991 grazie a Jurgen Bartsch e Klaus Matton. Questa band è umanamente accreditata per aver inventato il genere noto come "Dark Metal", dal nome del loro primo full lengh album. 
I testi delle canzoni ruotano attorno a tematiche morbose inerenti il suicidio, la depressione, malesseri psicologici, pazzia ed altre incentrate su pensieri e problemi personali.

Jurgen Bartsch (fondatore e bassista dei Bethlehem):
"Il Dark Metal per noi è uno stile di vita, probabilmente anche di più. 
Alcuni di noi hanno avuto alcune brutte esperienze con cose come il suicidio o la morte in generale. 
Io sono appena tornato in questa grande città tedesca dove una volta ho vissuto, e dove ho perso quasi tutti i miei amici per colpa di overdosi o solo perché si erano annoiati dalla vita in generale e, pertanto, si sono uccisi.  Naturalmente ho anche perso persone che in questi anni erano state molto vicine a me.  Quando sono tornato qui, in questa città fantasma, non avevo amici, niente di niente, ma ero solo sepolto nel dolore e nella sofferenza.  Bethlehem era una via d'uscita, mi ha totalmente aiutato a spiegare tutti quei sentimenti ed emozioni negative in qualcosa di così bello, che ha reso facile cambiare tutte quelle questioni oscure...in qualcosa che è sempre stata una cosa importante nella mia vita: la musica.  Il nostro ex chitarrista, Klaus Matton che ha perso il padre, suicidato, e che ha perso anche sua madre, morta di cancro, ha sicuramente provato gli stessi miei sentimenti. 
Gli altri, Steinhoff e specialmente Classen provenivano da famiglie con problemi e quando li ho incontrati per la prima volta, mi sentivo in completa simbiosi, anche loro erano completamente persi. Fondamentalmente quattro persone si sono riunite, per creare un genere veramente oscuro e vivere in un enorme buco nero.  Senza via d'uscita, senza opzioni o possibilità.  Completa oscurità, il buio mentale.  Quindi l'unica possibilità di non seguire il destino era quello di distruggere le tenebre con la musica e se questo è stato istintivamente fatto, credo oggi che la creazione di una band come i Bethlehem era l'unica possibilità di salvare tutte le nostre vite.  Diciamo non una terapia perchè fino a quel momento la terapia erano sigarette e alcool ma un più promettente percorso di luce, completamente nato nel subconscio.  Ricordo quando poco prima di una prova, improvvisamente il nostro cantante disse: "La musica non è male, ma è buia", tutti ci guardammo l'un l'altro, sapevamo che l'unica nostra possibilità era suonare il "Dark Metal" e nient'altro"


I DISCHI
Nel 1994 esce "Dark Metal", caratterizzato dalla voce particolare di Andreas Classen.
I ritmi del platter sono mediamente bassi, tranne qualche tempo medio ma non raggiungendo mai le elevate velocità proprie, ad esempio, del Black norvegese della vecchia scuola.
Oscurità, negatività, depressione, odio presi in prestito dal Doom e dal nascente Depressive Black e Funeral Doom. Dal Black, Dark Metal estrapola alcune atmosfere gelide, nonché certe scelte vocali e melodiche che concorrono a formare la devastante aura di negatività che avvolge questo album.
La produzione è ottima per l'epoca e gli strumenti si sentono tutti benissimo.
Discorso a parte per la voce, che esplora una serie di registri vocali, dal growl profondo riconducibile al Death/Doom, allo scream più tipicamente Black, senza tralasciare anche un agghiacciante parlato in punti specifici. "Apocalyptic Dance" ha chiare influenze Doom, intervallando riff funerei a destabilizzanti sezioni prive di batteria dove il basso e chitarra e voce pulite la fanno da padrone.
I riff sono incredibilmente bui, non accelerando mai troppo e mantenendo quindi la lentezza di certi capolavori Funeral. "Funereal Owlblood" è forse la traccia più oscura dell'intero disco.
Si può citare anche "Third Nocturnal Prayer" e la disperata "Second Coming."

Jurgen Barstch nel 1996: "Non ci si può suicidare perchè la maggiorparte di voi sono ancora morti.
Da tempo sogno la morte. A volte sono io a morire, altre volte altra gente conosciuta e non, cose che in realtà sono accadute in passato.  Otto anni fa sono tornato a casa ed ho trovato la mia ragazza strangolata con una corda da bucato: s'impiccò.  Il suo viso quasi blu, lei era morta e l'unica cosa che potevo fare era quello di tagliare la corda con un coltello ed aspettare la polizia. 
Nella sua ultima lettera che mi ha scritto parlava di un angelo che sarebbe venuto a redimere il suo dolore ma non successe, evidentemente.  Persi un amico per una overdose di eroina. In un pub un altro tizio cadde tra le mie braccia e morì ucciso da acido cianidrico. Tornai a Grevenbroich per iniziare una nuova vita ma poco dopo mia zia si suicidò impiccandosi.  La morte mi perseguitava anche nei sogni. L'unico modo per uscirne è stata questa band, solo per incanalare tutti questi cattivi sentimenti in una cosa chiamata musica, una sorta di valvola di sfogo per tutti i miei incubi di morte e suicidio. 
Nel 1990 ho incontrato Matton il cui padre si era suicidato quando era un ragazzo e la cui madre morì di cancro poco dopo.  Le prime canzoni erano assolutamente negative, opprimenti ed oscure: così nacque Dark Metal, perché questa descrizione si adatta totalmente alla musica che abbiamo suonato"

Nel loro secondo full lenth, "Dictius Te Necare", Classen è sostituito da Rainer Landfermann alla voce. La voce di Landfermann è davvero particolare, definita dalla critica e dai fan come "una delle voci più gravi ed estreme udibili da essere umano" (l'unica che riesce a competere con quella di Nattramn dei Silencer). Questo disco esce nel 1996.

"This album is dedicated to all suicide victims"

Accelerazioni improvvise convivono con giri sepolcrali e partiture mastodontiche, arpeggi intimisti al limite dell'Ambient si fanno strada tra accelerate Thrash europeo. Quel senso di (auto)distruzione insito nelle liriche è trasposto non solo nelle canzoni, ma anche e profondamente nello stesso spirito della band, che sembra ricamare riff per poi distruggerli. Le canzoni diventano lo specchio di un'anima a pezzi. Dall'uscita di "S.U.I.Z.I.D." Landfermann è sostituito da Marco Kehren.
Tale profondo cambiamento produce un significativo mutamento di sound, e infatti, sin dalle prime note dell’opener "Durch Befleckte Berührung Meiner Nemesis", l’asfissiante e sofferente atmosfera che si respira è quella che poi impareremo a riconoscere come la tradizione Depressive Black tedesca.
A seguire trovano spazio il riffing Black di Klaus Matton su "Du Sollst Dich Töten", la pazza "Tote Weisse Marder" e l'industriale "Nexus", in un calderone di continue anomalie stilistiche, che sono la vera costante dell’album. Questo disco nel 1998 anticipa molte idee che poi saranno sviluppate dagli Shining. Si tratta di Depressive Black, come il precedente del resto.
Il 2001, è l'anno di pubblicazione di “Schatten Aus Der Alexander Welt”, lavoro nel quale la band esce dai propri territori abituali. L’album è un concept, che narra l’ambigua storia della deriva esistenziale di un uomo (l’Alexander del titolo, simbolo/allegoria di tutti gli uomini alla deriva), ossessionato e intrappolato all’interno di un mondo che è sostanzialmente un labirinto di follia, suicidio, morte. La tracklist alterna brevi trasmissioni radio, registrazioni vocali che fungono da diario di quest’uomo malato, diventando via via sempre più deliranti e confuse. I brani sono pesanti nelle atmosfere, oscuri e opprimenti, vicino al Doom, ma con sperimentalismi realizzati tramite linee di piano in loop, beat, elettronica e cori. Non i soliti Bethlehem, dunque.
Da citare l' aggressiva "Mein Kuss Erstickt Im Imperativ", l'amara "Mary Samaels NFB 418" e "Rost", "Wahn & Tote Gleise". "Mein Weg" del 2004 ha chiare influenze Depressive con rallentamenti Doom e diverse sperimentazioni. Bellissimi gli intermezzi opprimenti di Dr.Miezo e i cori.
Maschinensatan parte con un bellissimo intro, prima dell'accelerazione verso i 5 minuti.
Hexakosioihexekontahexaphobia“ è un disco particolare, non lontano dal precedente full.
Non percepiamo l’agonia e il dolore. Ma i temi, anche se la musica è diversa, sono sempre quelli: paura, depressione, pazzia. L'elemento Black è presente ma l'oscurità fa ormai parte del passato.
Tempi medi, un’anima nera e tormentata spezzata dai ritmi Doom e dai synth profondi e melodici, dall’uso sporadico di cori monastici e d’effetto che si combinano alla voce di Schmied, che alterna tonalità growl perfettamente comprensibili ad ampie parti di pulito profondo ed emozionante.
"Ich Aß Gern’ Federn" ed "Antlitz Eines Teilzeitfreaks" sono ottime, anche se manca il tocco folle dei bei tempi andati.

Juegen Bartsch: "Noi rappresentiamo la vita e la morte. Bianco e nero, la vita e la morte. 
Le nostre canzoni malinconiche e I testi di suicidio e morte hanno anche un altro lato, ma la maggior parte delle persone non se n'è resa conto.  Le nostre canzoni sono state anche a favore della vita. Non erano esclusivamente pro-morte"


LA CENSURA
Con "Dictius Te Necare", i Bethlehem , dovettero affrontare la dura censura che impedì loro di suonare in alcune città Tedesche ed Americane (qui venne impedito loro la pubblicazione dell'artwork per via di un cadavere insanguinato). Tutto cominciò quando il chitarrista Matton diede una copia del loro primo demo ad un ragazzo di 14 anni. Dopo un po' sua madre iniziò a chiamare la band, dicendo che a causa della loro musica, il figlio era diventato aggressivo e aveva persino costruito un "Altare Satanico" nella sua stanza. E così in collaborazione con altri genitori, iniziò una durissima crociata contro i Bethlehem e la loro musica "satanica". La band viene addirittura additata di avere creato una setta. In realtà la band tedesca, sicuramente antireligiosa, non aveva mai parlato nei loro testi di Satana o comunque non aveva mai incitato al Satanismo. Venne censurato anche il testo di "Third Nocturnal Prayer".

venerdì 18 novembre 2016

La Storia Di Erik Brodreskift "Grim" e Il Suo Suicidio

"Erik, may you rape the angels!"

Erik Brødreskift, conosciuto come Grim, nacque a Bergen il 23 dicembre 1969.
È stato batterista di molte band Black Metal norvegesi, fino alla morte per suicidio a causa di una overdose.
Sono pochi i batteristi a livello di Black Metal ad aver lasciato il segno, lui è uno di questi.
Tra i gruppi di cui fece parte i più importanti furono Immortal, Borknagar e Gorgoroth.
Nel 1987 entra a far parte della band Hell Awaits, nome chiaramente ispirato agli Slayer, i membri erano Yngve Eide (voce), Finn Solemdal (chitarre), Dag Nesbø (basso) e Erik Brødreskift (batteria). La band si sciolse e Erik passò agli Emptor (band di Thrash grezzissimo).
La loro musica venne principalmente ispirata dai Sadus.
Dopo aver lasciato gli Emptor nel 1989, prese il nome d'arte "Grim" diventando il batterista degli Immortal nel 1993 subito dopo che la band norvegese registrò "Pure Holocaust" (compare infatti anche sulla cover del disco).
Suonò con gli Immortal per due Tour sino al 1994, quando Abbath e Demonaz estromisero Grim dalla band.
Nel 1995, Grim fondò i "Borknagar" con i quali registrò i primi tre album.
Nel 1996 e nel 1997, registrò due album: "The Last Tormentor" e "Under The Spell Of Hell" con i Gorgoroth.
L'anno successivo lasciò i Gorgoroth e nel 1998 anche i Borknagar, a causa di motivi personali.


IL SUICIDIO
Dopo la fuoriuscita dai Gorgoroth, iniziarono i problemi personali del batterista.
Anzi, c'è chi collega la sua morte alla fuoriuscita dagli Immortal.
Grim si suicidò il 4 ottobre 1999.
Affetto da anni da depressione aveva cercato di suicidarsi diverse volte, prima di riuscirci con un' overdose.
Il suo funerale si tenne al Møllendal Church Cemetery (Contea Di Hordaland) a Bergen.
La notizia lasciò amareggiato anche Abbath degli Immortal.
Questo fu il suo commento in un'intervista apparsa sul numero 12 di Unrestrained!: "Era un ottimo ragazzo. Sapevamo che fosse un maniaco depressivo. Quando suonava con noi, era successa la stessa cosa. 
Si prese una bella overdose di pillole e Demonaz fece appena in tempo a portarlo in ospedale. 
Ho saputo che ci ha riprovato un paio di volte dopo quella. 
Veramente, non ne sono rimasto molto sorpreso perché sapevamo bene quanto soffrisse di depressione" 


DEDICHE
Il gruppo Black Metal tedesco Nargaroth gli dedicò una canzone intitolata "Erik, May You Rape The Angels" all'interno dell'album "Black Metal Ist Krieg (A Dedication Monument)".
Anche "Incipit Satan" dei Gorgoroth è dedicato a Grim.
Invece il festival Hole In The Sky che si svolge annualmente a Bergen è stato dedicato alla sua memoria.

giovedì 3 novembre 2016

Gli Urgehal e La Morte Misteriosa Di Trondr Nefas

Trondr Nefas nacque come Trond Bråthen il 28 maggio 1977 in Norvegia.
Chitarrista e vocalist conosciuto soprattutto per il suo lavoro fatto con gli Urgehal e i Beastcraft.
Idolatrato a livello mondiale nella comunità Black Metal, sarà ricordato per sempre per la sua devozione verso il genere.
Trond iniziò il suo percorso musicale nel 1992 quando formò gli Urgehal con il chitarrista ritmico Enzifer.
Gli Urgehal sono stati tra le poche band Black Metal storiche ad esser rimaste fedeli alle loro radici sin dal suo inizio.
Urgehal sono una miscela perfetta di Black e Thrash Metal molto oscuro.
A detta della band la loro prima ispirazione, oltre al Death/Thrash anni 80, sono sempre stati i Darkthrone.
Sul palco, gli Urgehal indossano l'abbigliamento tradizionale Black Metal, fatto di bracciali con borchie, croci rovesciate.
Enzifer è noto anche per indossare una maschera con punte sporgenti da essa: "riflette la mia oscurità interiore".
Gli Urgehal hanno sempre definito loro stessi come una band "satanica", spiegando che "usano Satana come un'espressione metaforica del male interiore dell'uomo".
Il loro nome è "espressione della vecchia mitologia norrena", descrivendola come "una foresta infinita profonda e buia abitata da presenze demoniache".

Trondr Nefas: "Il nostro obiettivo non è mai stato quello di cercare l’attenzione delle masse o di un certo tipo di pubblico in particolare. 
Con gli Urgehal abbiamo sempre suonato black metal crudo e brutale per la sola nostra soddisfazione. Non abbiamo intenzione di ammorbidirci, quindi non diventeremo mai una di quelle grosse band di venduti ‘succhiacazzi’!”

I temi dei testi? Ovviamente Satanismo, morte, odio, misantropia.
Pubblicarono sei full-length, quattro EP e due demo prima della morte prematura di Trondr nel 2012. Urgehal è stata anche una delle poche band ad utilizzare sempre la label "True Norwegian Black Metal" sulle loro uscite discografiche.


DISCHI
Il debutto discografico degli Urgehal è “Arma Christi” uscito nel 1997 per la No Colours Records, una label piccola ma nota per aver rilasciato diversi debut albums di bands destinate a rimanere nella storia (Nargaroth, Absurd, Nokturnal Mortum, Graveland, etc).
“Blood Hunt” è una mazzata, invece “The Night Armageddon Comes” terribilmente old school anni 90.
Certo, lo stile era ancora immaturo, a metà tra il norvegese e le influenze Thrash.
La stessa sorte toccò al non meno bello “Massive Terrestrial Strike”, uscito nel 1998 e già dotato di ottimi brani destinati a diventare classici, come la Thrash song “The Sodomizer".
“Image Of The Horned King” parte atmosferica e con un bel riff oscuro prima della terribile accelerazione (molto Dissection, se permettete) e “Supreme Evil” invece con la batteria in bella evidenza.
Il transitorio “Atomkinder” è targato 2001 e propone 7 brani (due cover: Kreator e Sepultura) molto più Black che Thrash, con un suono di chitarre più definito.
Si possono trovare anche canzoni più elaborate, quali "Nocturnal Revelation" e "Through The Grace Of Hell".
Ma per aspettare i primi risultati davvero degni di nota, si deve aspettare il 2003, con quello che potremmo definire uno dei capolavori degli Urgehal: “Through Thick Fog Till Death”.
Furibondo ed assassino, dotato di un riffing di chitarra aggressivo e molto Black con molte influenze Thrash perfettamente amalgamate a rafforzare il tutto, una sempre ben accetta attitudine senza compromessi, e un batterista frenetico per via dei suoi continui cambi di tempo.
I brani sono velocissimi senza troppe pause per respirare, forse anche un po’ monodirezionali, ma il disco è 100% Urgehal.
"Raise The Symbols Of Satan" nella furia si concede anche un break Doom, prima della sua improvvisa ri-accelerazione micidiale.
Il successo discografico degli Urgehal avviene praticamente in concomitanza dello scoppio di un’altra band collega degli Urgehal: gli Tsjuder.
E nel caso del gruppo trattato in questa sede avviene con un disco storico uscito nel 2006 e chiamato “Goatcraft Torment”.
Oltre alla qualità assolutamente di questo disco è evidente come il Black/Thrash stia prendendo sempre più piede e gli Urgehal con gli Tsjuder dettano legge urlando nei loro testi blasfemi le varie “Die For Satan” e “This Is Satanic Black Metal”.
Un bel pugno in faccia al music business ed un ritorno al vecchio spirito Underground del Black Metal.

Trondr Nefas: “Al Summer Breeze 2009 ero davvero ubriaco quel giorno! 
Ricordo che la tenda in cui abbiamo suonato era piena di gente e che abbiamo ricevuto un ottimo feedback. 
Abbiamo anche preso parte a una signing session! 
Infine è stato divertente festeggiare con i ragazzi dei Koldbrann: Stian, il loro bassista, era talmente ubriaco che ha letteralmente distrutto parte del backstage. 
Ormai siamo celebri per le nostre opere di demolizione…"

Il nuovo disco degli Urgehal esce nel 2009, “Ikonoklast”, è forse il disco della consacrazione definitiva, che esce a distanza di tre anni e mezzo dal fortunato predecessore.
Il successo è inarrestabile nonostante alcuni cambi di line up.
Fino alla maledetta morte del leader Trond Bråthen, della quale a tutt’oggi non si conoscono le cause.


LA MORTE MISTERIOSA DI TRONDR NEFAS
Il 12 maggio 2012, Trondr venne trovato morto in una cabina in una foresta della Norvegia.
Aveva solo 35 anni.
La sua improvvisa e misteriosa scomparsa fu un vero shock per tutti gli appassionati di Black Metal.
Secondo gli Urgehal, la morte di Trondr venne descritta come "tranquilla e naturale", in uno dei suoi luoghi preferiti, circondato da boschi e laghi cristallini.

Urgehal: "Il più grande se n'è andato. Trondr Nefas, nostro caro amico e compagno per più di 20 anni, è deceduto improvvisamente la scorsa settimana. 
E' morto in uno dei luoghi che più amava, circondato da alberi e laghi. 
Grazie per tutti gli anni di amicizia, musica e follia. 
Per i bei momenti e per quelli brutti. 
Attraverso la tua oscura devozione al Black Metal, hai ispirato tantissimi. Eri un vero pioniere. 
Ci mancherai, ma non ti dimenticheremo, perchè la tua eredità vivrà. 
La nostra più profonda simpatia va alla sua fidanzata Octavia, e ad entrambe le due famiglie. Abbiamo apprezzato le vostre condoglianze e il supporto che ci avete fatto sentire in questo momento tragico.
Uniti siamo dinamite!!!"

Trondr era in procinto di realizzare un documentario dal titolo "A Black Metal Year In Norway", che incarnava lo stile di vita, la bellezza naturale e la comunità Metal in Norvegia attraverso la propria prospettiva, ma a causa della sua morte, il film e il suo rilascio subì una battuta d'arresto.
Al Bunker Festival 2012 a Oslo, i membri degli Urgehal, Endezzma, Krypt, Angst Skvadron e Tsjuder si raggrupparono per suonare insieme per la prima ed ultima volta come un atto di rispetto e di omaggio al leggendario Trondr Nefas.
Il nome del festival? "Death Is Complete".
Tra gli ospiti anche Hoest dei Taake e Niklas Kvarforth degli Shining.


L'ULTIMO DISCO?
Trondr morì quando la band stava registrando il settimo full "Aeons In Sodom", uscito poi nel 2016.
Si tratta dell'ultimo tributo che i restanti membri della band coadiuvati da diversi amici e fan del gruppo hanno voluto fare al compianto Trond, presente sul disco con numerosi assoli.
Diverse infatti le celebrità della scena norvegese e non che si alternano al microfono, tra cui Nocturno Culto e Nattefrost.
Musicalmente il disco non si discosta dal passato della band, ovvero un feroce e blasfemo Black/Thrash primordiale che ripercorre la tradizione del genere, omaggiandolo con due cover di Sepultura e Autopsy.
Potenza e grande maestosità potrete cercarle in pezzi quali “The Iron Children” e “Lord Of Horns”.
Con“The Sulphus Black Haze” (con Hoest dei Taake) e “Norwegian Blood And Crystal Lakes” (con Kvarforth degli Shining) verrete immersi in un’oscurità dalla forza opprimente…in ultimo, ma non meno apprezzabili, le cover di “Funeral Rites” dei Sepultura e di “Twisted Mass Of Burnt Decay” degli Autopsy regalano ulteriori emozioni mostrandoci da dove gli Urgehal abbiano preso spunto.
Il canto del cigno di una band, a suo modo, storica.