I Black Widow, si sono formati a Leicester nel 1970 dalle ceneri dei Pesky Gee, sono uno di quei gruppi la cui importanza storica va oltre la qualità dei loro album. Sono stati, infatti, i precursori di un certo modo d'intendere il Rock avendo come caratteristica l’uso esplicito di temi quali magia, stregoneria, satanismo, occultismo, demoni. Questo non fu affatto un espediente commerciale per attirare più pubblico, fu bensì una scelta onesta e sincera di chi è realmente affascinato dall’argomento.
La scelta dei temi non dovrebbe nascondere il fatto che anche la loro musica fu originale, innovativa, colta e contaminata da varie influenze Prog avvolte da un’atmosfera gotica e tenebrosa.
Vennero fondati da Jim Gannon (chitarra e voce), Kip Trever (voce e armonica), Zoot Tylor (tastiere e organo), Clive Jones (fiati), Bob Bound (basso) e Clive Box (batteria e percussioni).
Clive Jones: «Provenivamo dalla band Pesky Gee e volevamo fare qualcosa di differente: è stato solo allora che il nostro batterista, Clive Box, se ne uscì con l'idea di fare uno spettacolo tematico basato sulla magia nera, che si è poi sviluppato nell'album "Sacrifice" e negli show seguenti.
C'è voluto molto lavoro di preparazione per cercare di fare tutto in modo corretto e ci siamo rifatti a tantissimi libri presi in prestito dalla biblioteca di Leicester, alcuni portati via senza autorizzazione.
L'allora chitarrista Jim Gannon scrisse gran parte musiche. Quando l'etichetta ascoltò i demo rimase impressionata e ci portò quindi subito in studio per lavorare all'album: Kip era in contatto con la compagnia teatrale di Leicester e il loro leader, Chris Sanford, ci aiutò a mettere insieme il live show.
É stato all'incirca in questo stesso periodo che abbiamo conosciuto Alex e Maxine Sanders, che ci hanno aiutato a fare tutto nella maniera più autentica possibile; Alex addirittura ci mise in guardia dal fatto che avremmo potuto evocare un demone. Per lo show ci siamo serviti anche di una ragazza per la parte di Astaroth, che alla fine dello spettacolo doveva comparire nuda, una cosa senza precedenti nel 1970! Il nostro primo concerto fu al Leicester Phoenix Theatre; la reazione del pubblico fu incredibile e in brevissimo tempo andammo su tutti i giornali nazionali.
Alla gente venne quindi chiesto di impedire ai propri figli di vedere lo spettacolo e anche per questo motivo avevamo i teatri sempre pieni, perché i ragazzi non fanno mai quello che dicono i genitori; ricordo che c'erano dei cartelloni all'entrata dei teatri».
L'ESORDIO: SACRIFICE
Nel 1970 il gruppo pubblicò l’album Sacrifice che riscosse un buon successo.
Si tratta di uno dei primi lavori a parlare liberamente di Satana in un contesto di sonorità cupe, rockeggianti e con aperture progressive molto interessanti. Il leader e mente ispiratore del gruppo è il chitarrista Jim Gannon un personaggio veramente strano e carismatico. L'opener "In Ancient Days", esordisce con un’introduzione di tastiere per poi partire alla grande con la chitarra acustica, basso e infine il magico sax di Clive Jones. Evocativo anche il ritornello ossessivo e in generale le linee vocali di Kip Trevor. "Come To The Sabbat" (più volte coverizzata, per esempio dai Black Sabbath e dai Death SS) non ha bisogno di presentazioni, ma chi si aspetta una versione ancora più malvagia di Black Sabbath ne rimarrà un po’ deluso: si tratta di un ipnotico brano acustico dove a farla da padrone sono i fiati. Un must la conclusiva "Sacrifice", un lungo brano veramente molto ispirato tra influenze Hard Rock, Fusion ed altre improvvisazioni qua e la sotto forma di jam-session.
Per il resto, rimangono canzoni Rock dalle fortissime venature Folk e Prog, con spruzzatine di Psichedelia: ottima ad esempio anche "The Way To Power", così così invece la ballad "Seduction".
"Attack Of The Demon" è invece dominata dall'organo Hammond.
CONTROVERSIE E PROBLEMI VARI
L’esordio dei Black Widow ebbe successo ma fece ovviamente molto scalpore.
I testi esoterici, l’occultismo e il satanismo divennero facile preda di gruppi di benpensanti che fecero vere e proprie crociate contro "Sacrifice". Soprattutto nell’America ancora segnata dai terribili delitti di Charles Manson, ci furono durissime opposizioni ai loro live, ritenuti eccessivamente violenti e diseducativi. Le voci di simulazioni di sacrifici umani non fecero altro che peggiorare le cose.
Gruppi di genitori e di preti cercarono di impedire l’ingresso o perlomeno di convincere i giovani a non assistere allo spettacolo. Nel live show dei Black Widow compaiono due anime: una prettamente teatrale, nata dalla collaborazione con Chris Sanford ed una rituale nata dalla essenziale incontro con Alex Sanders, allora alto sacerdote della Wicca Britannica. Sanders avvicinò i Black Widow ad alcuni rituali e testi magici per creare lo show e la sua influenza fu determinante per creare uno spettacolo che mostrasse grande pathos. La moglie di Sanders, Maxine, addirittura si prestò ad interpretare Astaroth in molti live shows che culminavano appunto nella rappresentazione simbolica di un sacrificio umano.
Si trattava di uno spettacolo forte e provocatorio.
La curiosità verso le tematiche occulte indusse la band a studiare circa sei mesi prima di organizzare tutto lo show di supporto all'album, con coreografie basate sui veri rituali di magia nera studiati anche presso un antico testo in possesso del Royal And Albert Museum e con l'aiuto dei membri del Leicester's Phoenix Theatre Company. Per ciò che riguarda la ragazza, questa veniva "evocata" in scena mediante un apposito rituale, poi appariva improvvisamente in punti spesso diversi rispetto ai concerti precedenti e compatibilmente con le possibilità offerte dalla location. La donna veniva spostata sul palco con l'ausilio di corde e dando al tutto una dimensione mistica mediante l'uso delle luci, degli odori e dei fumi fornendo al pubblico così stordito l'illusione del volo.
La donna cominciava a danzare al di fuori di un cerchio magico al cui interno era posto Kip Trevor.
Quindi cominciava un combattimento che prevedeva la vittoria iniziale del demone-ragazza che così attirava nel territorio dominato dal male il cantante, privo della protezione del pentacolo.
Il tutto mentre la band eseguiva Attack Of The Demon. Lo spettacolo era ammantato anche da un gioco sessuale sfacciato e con il combattimento che si protraeva lungamente durante Sacrifice fino alla vittoria del bene. Il sacrificio finale della ragazza non prevedeva un nudo integrale, ma preso dalla foga, Trevor decise lì per lì di spogliarla del tutto.
Kip Trevor: "l'unico modo per distruggere il Male era quello di sacrificare la donna-demonio. La parte strumentale di “Sacrifice” durava 20 minuti e per tutta la sua durata c'era questo duello finale alla cui conclusione io riuscivo ad ucciderla e quella era la fine dello show"
Clive Jones: "Se devo essere onesto, cerco di tenermi lontano dalla religione. Sono convinto che la gente debba essere libera di credere in ciò che vuole, io personalmente credo in ciò che vedo, e nella mia vita ho visto un bel po' di cose strane...venendo perfino a trovarmi facia a faccia in due occasioni con quello che sono convinto fosse il Diavolo.E la seconda volta non ero da solo, quindi mi reputo decisamente open minded. L'ultima cosa che voglio fare con la musica, comunque, è cercare di imporre a forza le mie convinzioni agli altri"
DISCHI SUCCESSIVI E SCIOGLIMENTO
Successivamente il gruppo si discostò dalle tematiche Horror ed occulte e pubblicò nel 1971 un LP dal nome Black Widow. Il disco, decisamente più maturo, non riscosse però un grande successo, molto probabilmente perché il gruppo veniva associato agli stereotipi Dark degli inizi. Nel 1972, la band abbandonò definitivamente il suo immaginario satanico, convinta di poter raggiungere un pubblico più ampio con Black Widow III. Naturalmente non fu così, perché modificando testi e ispirazioni, la musica perse verve e carattere. La storia si dimenticò presto del gruppo, finché la rivoluzione Metal non riconobbe in “Sacrifice” un termine fondamentale d’ispirazione. Marylin Manson a fine anni 90 e band Black Metal dei 90 devono molto alle intuizioni dei Black Widow, così come un certo tipo di recupero Folk apocalittico di fine anni ’90 ammette di aver ascoltato e studiato questo album con meraviglia e rispetto.
Kip Trevor: "nella band c'erano dei contrasti: io, Clive Jones e Jim Gannon volevamo continuare a trattare gli argomenti della magia nera e dell'occulto, mentre gli altri non erano tanto d’accordo, per questo il secondo Lp fu più ordinario, un esperimento più Rock che non riuscì. Quello di Montreaux doveva essere il terzo e rappresentava il ritorno all'occulto: una vecchia-nuova direzione da seguire. Il terzo album che pubblicammo era un minestrone senza senso perché il gruppo era spaccato in due. Jim se ne era andato ed io ero praticamente da solo a voler proseguire in quel verso, per cui ara molto difficile per me. I Black Widow sono praticamente esistiti per un solo album fedeli a quella che era la loro immagine".
Clive Jones: "Sacrifice è l'album numero uno di magia nera ma ci procurò all'epoca molti problemi...
Non potevamo andare negli USA perchè Charles Manson aveva appena commesso i suoi omicidi, il nostro management scelse i Black Sabbath, un gruppo con il quale venivamo spesso scambiati .
Fu una decisione figlia dell'ego di pochi, e fu un grosso sbaglio, perchè nel momento in cui decisero di lasciare certe tematiche e si convinsero di aver imboccato la strada giusta, in realtà innescarono solo l'inizio della fine. Il primo passo fu “pugnalare alle spalle” Clive Box, colui che aveva portato i temi esoterici nelle nostre canzoni e sostituirlo alla batteria con Romeo Challenger. Sia chiaro, Romeo è un ottimo batterista, ma non aveva il carisma di Clive. E poi c'era un “problema” enorme per quel periodo: Romeo è di colore, e noi in quel periodo andavamo forte in Paesi dove l'apartheid era ancora molto forte, il che significava che Romeo non sarebbe potuto stare nel medesimo albergo degli altri membri del gruppo, cosa che nessuno di noi avrebbe accettato e la cosa indubbiamente ci frenò non poco. Pur non rinnegando nulla, però, devo ammettere che la magia nera non sempre ci è stata benevola".
Nel 1973 iniziarono le registrazioni per il quarto album, che vennero poi rinviate a causa della dipartita di Kip Trevor, il quale venne sostituito da Ric Prince. Al termine delle registrazioni dell'album la band si sciolse, senza pubblicare l'album a causa della mancanza di un'etichetta discografica che le pubblicasse il disco. L'album venne alla fine pubblicato nel 1997 sotto la produzione dell'etichetta genovese Black Widow Records. Nel 2007 la Mystic Records ha pubblicato il concerto inedito “Demons Of The Night Gather To See Black Widow” su dvd. Nel video è possibile riscoprire il famigerato spettacolo del 1970 della band, quello con il sacrificio della vergine. Nel 2010 esce il pezzo Hail Satan con Tony Martin alla voce in veste di ospite. Nel 2011 infine, il ritorno del moniker Black Widow con il discreto Sleeping With Demons, album comprendente il pezzo appena citato, allestito da una formazione a due con Clive Jones e Geoff Griffith. Soprattutto in Italia il gruppo ha inoltre conosciuto negli anni un culto sotterraneo, tanto che esiste un’etichetta con il loro nome e negli ultimi anni Clives e Griffith hanno ricominciato a suonare con il tastierista Paolo Negri. Il dispiegarsi dell’oscurità sviluppato dai Black Widow non deve però concludersi come episodio preparatorio alla nascita del solo Heavy Metal. C’è molto di più in “Sacrifice”, al di là dell’esoterismo e dei richiami a Satana.
LA RIVALITA' CON I BLACK SABBATH
I Black Widow hanno raggiunto la loro nicchia di successo sostanzialmente con un solo disco e senza la spocchia di altre band costruite (tipo i Black Sabbath). Quando i due gruppi si incontrarono per la prima volta di persona ad un festival, dapprima si salutarono come fossero vecchi amici sentendo probabilmente un'affinità elettiva, poi inscenarono un finto inseguimento facendo poi toccare i loro furgoni ed infine facendo finta di far scadere il tutto in una rissa. Questa venne ingigantita oltre il lecito dai giornalisti che la spacciarono come vera. Circa la loro pseudo-rivalità, corre voce che in tempi più recenti sia stata Sharon Osbourne ad opporsi a dichiarazioni pubbliche di ammirazione nei confronti dei Black Widow, probabilmente per dissapori manageriali risalenti ai tempi in cui sui padre ne ebbe col manager dei Black Widow.
LA MORTE DI CLIVE JONES
Nel 2014, a 65 anni, muore Clive Jones. Clive Jones che rivive in "Frozen", il nuovo singolo dei The Mugshots, prima band europea prodotta da Dick Wagner(Alice Cooper e Lou Reed, tra gli altri).
Il brano vede la prestigiosa (e purtroppo ultima) partecipazione al sax e al flauto di Clive Jones.
Mixato al Cricio’s Studio da Manu Guerra e Teo Morbio, il mastering è stato poi affidato alle capaci mani del Dr.Gil Markle, giá collaboratore di Dick Wagner stesso, Aerosmith, Stevie Wonder e Rolling Stones. Sito ufficiale: Mugshots
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lunedì 29 giugno 2015
La Storia Dei Black Widow: Satanismo e "Sacrifici Umani" Negli Show
La Storia Dei Coven: Rituali Satanici e Magia Nera
I Coven vennero fondati da Oz Osborne, Steve Ross, Jinx Dawson, a Chicago, nel 1967.
Siamo in pieno anni 60 quindi era psichedelica.
I Coven alla psichedelia spaziale preferivano i temi occulti che parlavano di Satana, sedute spiritiche e quant'altro. Insieme ai Black Sabbath di Ozzy (che non è lo stesso Oz Osborne che fondò i Coven) furono tra le primissime band a trattare di certe tematiche.
Jinx Dawson: "Trovai il nome Coven perché avevo fatto ampie letture sull'occulto e amavo i film horror classici. Ero molto interessata al paranormale, alle società segrete, alle arti nere e sapevo che con il nome Coven si intendeva una congrega di tredici streghe. Ricordo che stavo facendo queste cose durante la fase finale del periodo hippy della pace e dell'amore e che all'epoca lo stato d'animo del Paese stava diventando più oscuro e caotico, con così tanti assassini, rivolte contro la guerra del Vietnam e cose simili, che pensai che la gente si sarebbe interessata alle idee in cui ero coinvolta. E con il mio background di studi operistici, volevo mettere queste idee in musica, per fare una specie di opera teatrale di Rock gotico, qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima"
"La questione satanica era qualcosa alla quale eravamo veramente interessati e che studiammo a quel tempo. Quando si è giovani si cercano delle risposte. Molti altri membri del gruppo nello stesso periodo leggevano gli stessi libri. L'abbiamo studiata e l'abbiamo messa in pratica, ma siamo arrivati solo fin lì. Non abbiamo fatto niente di male. Molte persone erano realmente attratte dalla cosa"
"Sono una maga cerimoniale della via della mano sinistra" (Con "via della mano sinistra" si comprendono quelle dottrine esoteriche più esplicitamente sataniche, che comprendono anche l'utilizzo della magia nera).
Nella stessa occasione, la Dawson rivelava che a queste pratiche si sarebbero dedicati anche molti altri membri della sua famiglia, una delle più antiche e importanti di Indianapolis. Nei concerti la band inscenava veri e propri rituali: non solo dal punto di vista musicale e di testi ma anche per l'utilizzo di candele, altari, croci, luci rosse e citazioni di Crowley. Pare che nel 1969 si dovesse organizzare addirittura una Woodstock satanica a Detroit in cui i Coven avrebbero dovuto suonare aprendo il comizio di Anton LaVey (gran sacerdote della Chiesa di Satana). Il comizio/concerto venne annullato, tuttavia i Coven riuscirono a suonare ugualmente a Detroit con un Timothy Leary tra il pubblico, sotto acidi ed assolutamente scosso dalla band.
L'ESORDIO
Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls, l'esordio della band, vedrà la luce nel 1969.
L'album, con una copertina apribile che mostra i volti della band come se fossero posseduti, è stato prodotto da Bill Traut (proprietario dell'etichetta indipendente Dunwich Records) che dopo aver scoperto i Coven nel circuito dei locali di Chicago si occupò della realizzazione del disco e di stabilire i contatti con la Mercury Records.
La maggior parte dei testi sono stati composti dal chitarrista James Vincent sotto lo pseudonimo di Jim Donlinger.
"Black Sabbath", marcatamente beat nell'andamento e soprattutto nel timbro e nell’estensione vocale davvero considerevole della Dawson, è il brano d’apertura che introduce al rito sabbatico.
La Dawson è un crescendo continuo che ben si accompagna alle rullate della batteria e ai “giochi” chitarristici che incarnano, nel loro ingenuo delirio, diavoli e spiriti tenebrosi.
Un approccio meno scuro, a dispetto invece delle liriche e del cantato più aggressivo e roco, quello di "White Witch Of Rose Hall", dedicata alla strega Annie Palmer.
Ma è la successiva "Coven in Charing Cross" a delineare il tratto caratteristico del trio e a fissarne lo stile: beat alternato a cantici recitati dai membri della conventicola e di invocazioni canore femminili sopra semplici effetti chitarristici .
Ancora un attacco di basso quasi Prog contemporaneo al vocalizzo grintoso e sensuale di Jynx Dawson in "For Unlawful Carnal Knowledge".
"Pact With Lucifer" pezzo proteso a mettere in evidenzia ancora una volta, le doti canore di miss Dawson.
Si prosegue sulla falsariga Rock della precedente traccia con "Choke, Thirst, Die" con voce volutamente aspra e urlata che poco spazio lascia al suo naturale timbro sensuale e femminile.
Scelte armoniche che si estenderanno anche alla B-side del disco, come "Wicked Woman" dimostra.
Particolarissimo invece "Dignitaries Of Hell" si articola su un altalenarsi di stili differenti ma che ben si fondono senza appesantire o risultar inappropriati.
Prog chitarristico, di basso e drums ad amalgamarsi con l’hammond che scivola da reminescenze funky-soul a quelle più psichedeliche e Hard.
Attraverso la più pacata "Portrait", si arriva alla celebrazione finale di una reale Messa Nera.
L'album infatti è concluso con un brano di 13 minuti di canti e preghiere sataniche chiamato "Satanic Mass" (scritto da loro produttore, Bill Traut, della Dunwich Productions).
Questa messa satanica è stata anche la prima canzone a contenere invocazioni e frasi in latino quali "Ave Satanas".
Il trio nell'occasione è coadiuvato da una concrega di personaggi vari denominati secondo l’usanza esoterica con i termini di "Ipsissimus, Magus, Philosophi, Dominus Limini, etc" per ben 20 minuti di follia.
LE POLEMICHE E LE ACCUSE DI SATANISMO
Ciò che rende unica Satanic Mass dei Coven, è che è stata composta in modo completamente indipendente dalla nuova Chiesa di Satana di Anton LaVey (1966), anche se venne creata più o meno nello stesso periodo (alla fine del 1960), poco dopo diciamo.
Determinante nella creazione di questa messa nera originale, è stato il produttore Bill Traut.
Traut supportò anche altri bande di Chicago (come i Coven), con la sua casa discografica Dunwich Records, ad esempio la band psichedelica HP Lovecraft, fondata nel 1967(es ispiratasi appunto a Lovecraft).
Quando i Coven vennero fondati, Traut intravedette un'altra opportunità per sviluppare le sue passioni occulte ma questa volta nel regno del satanismo.
Infatti nel caso di Coven, la principale ispirazione non fu Lovecraft ma Dennis Wheatley.
Traut durante la messa nera eseguita dai Coven, mise insieme la maggior parte dei dialoghi in lingua inglese direttamente dai Romanzi Satanici di Dennis Wheatley.
Inoltre si sconsigliava agli ascoltatori di praticarla, se non dopo aver studiato le arti occulte ma in compenso, paradossalmente veniva indicato un indirizzo a cui rivolgersi per ottenere maggiori informazioni.
Il tastierista Rick Durrett, unitosi alla band dopo la registrazione del primo album, ha rivelato come la casa discografica Mercury, almeno all'inizio, fosse pienamente concorde su questi aspetti: «Mentre il gruppo era effettivamente solo addentro all'occulto, il management e la Mercury pensavano che sarebbe stata una grande idea diventare satanici».
«Il nostro palcoscenico era illuminato dalla luce delle candele, il nostro organo B-3 era drappeggiato come un altare sul quale stavano un teschio, delle candele e un calice.
Eravamo vestiti di nero, viola o rosso; alcuni di noi indossavano pure delle cappe. Un nostro tecnico veniva appeso ad una croce dietro di noi e non si muoveva. Alla fine dello show, Jinx gli avrebbe dato la benedizione della messa nera, e lui sarebbe sceso dalla croce. La croce era su di un perno, così l'avrebbero invertita e sarebbero scesi dal palco mano nella mano».
Tra un pezzo e l’altro venivano lette parti della messa nera, tanto che a Chicago la polizia vietò questi intermezzi.
Come si sarà capito il tema principale del disco ma in generale della band era l'occulto con particolare riferimento alla figura di Satana e ad altre entità demoniache.
Ma non solo: candele, grimori satanici ed invocazioni la facevano da padrone.
Un contenuto musicale e ideologico così deliberatamente volto alle forze del male era piuttosto insolito all’epoca, tanto che il disco fu associato alla questione dell’omicidio di Sharon Tate-La Bianca, commesso da Charles Manson proprio in quel periodo.
Il poster allegato al disco fece scalpore per il soggetto e la simbologia presente: la foto ritraeva i membri della band vestiti con lunghe tonache intenti a svolgere un rito sacrificale mentre la cantante Jinx Dawson era ritratta nuda e sdraiata su di un altare nel ruolo della "vittima sacrificale".
L'immagine conteneva teschi e croci rovesciate, inoltre in questa fotografia apparve per la prima volta nell'iconografia del Rock il celebre gesto delle corna(poi diffusosi negli anni 80).
Nel marzo del 1970 la rivista statunitense Esquire pubblicò un'inchiesta intitolata "Evil Lurks in California" dove si parlava della diffusione della passione per l'occultismo e delle pratiche ad esso collegate, inoltre l'interesse per queste tematiche veniva, come detto, collegato ad alcuni episodi di cronaca nera tra cui gli efferati delitti compiuti da Charles Manson e dai suoi seguaci.
L'album dei Coven veniva citato nell'articolo e messo in relazione con la diffusione del fenomeno generando pubblicità negativa per la band.
La casa discografica, preoccupata per le ripercussioni a livello di immagine, decise di ritirare il disco dal circuito di vendita.
DETROIT BLACK ARTS FESTIVAL 1969
Il disco come detto ebbe vita breve nei circuiti di distribuzione, in quanto le preoccupazioni sollevate dalla solita America puritana fecero sì che esso venisse bandito dopo poco tempo da tutti i negozi.
Stessa sorte toccò alla band, che si vide annullare e negare qualsiasi show avrebbero dovuto tenere a Philadelphia, Boston, Detroit, Cincinnati, San Francisco e Miami.
Come detto all'inizio, la band doveva esibirsi come gruppo principale al "Black Arts Festival" di Detroit, soprannominato "Satanist's Woodstock" poiché patrocinato dalla Chiesa di Satana di Anton LaVey; la manifestazione si svolse all'Olympia Stadium la notte di Halloween del 1969, venne però in un primo momento annullato a causa delle polemiche suscitate e dalla dura opposizione delle organizzazioni cristiane della città.
Coven ed Anton LaVey avrebbero dovuto incontrarsi in quel festival che comprendeva anche Arthur Brown, Peter Hurkos, Timothy Leary e numerosi altri.
Tuttavia mentre i Coven alla fine riuscirono a suonare, Anton LaVey non si presentò.
GLI ANNI SUCCESSIVI
Nonostante le aspre critiche per via delle tematiche site nel primo disco, i Coven ebbero tuttavia una buona chance di arrivare al successo commerciale alcuni anni dopo, esattamente nel 1972, anno in cui vide la luce il loro album omonimo (Coven), che contiene una versione dell’inno "One Tin Soldier", originariamente incisa dalla band canadese Original Caste.
Ma la magia, seppur nera, era ormai finita (anche se proprio per via di questo singolo, qualcuno ventilava che la band avesse venduto la sua anima al diavolo in cambio del successo che in realtà non arriverà mai).
Le vette del primo album non verranno mai più ripercorse, e i nostri si assestarono su un più normale Rock stile seventies con accenti Blues e Country, sempre contraddistinti dalla bella voce di Jinx, ma senza quella malvagità che rendeva la sua performance sul primo album davvero unica.
Gli episodi meno riusciti del disco risultano essere infatti i pezzi in cui la presenza della nostra fascinosa sacerdotessa si limita alle contro-voci.
Nel 1974, tuttavia, si ha un parziale ritorno alle tematiche occulte con l’album Blood On The Snow, a partire dalla copertina.
C’è però da dire che anche questo risulta essere nettamente inferiore al debutto, con alcuni spunti interessanti, concentrati soprattutto nella seconda parte dell’album, con tracce come la titletrack o la notevole Lost Without a Trace.
A questa uscita discografica seguì un pluridecennale silenzio, in cui Jinx si cimentò anche in ruoli cinematografici, in pellicole semisconosciute come Heaven Can Help.
Nel 2007, tramite il suo MySpace, Jinx Dawson annuncia il ritorno dei Coven sulle scene.
Ma si tratta solo di vecchio materiale raccolto in un album intitolato Metal Goth Queen – Out Of The Vault, che vedrà la luce nel 2008.
Da allora, più nulla si è saputo dei Coven, così sottovalutati eppure così fondamentali per le sorti della nostra amata musica.
Siamo in pieno anni 60 quindi era psichedelica.
I Coven alla psichedelia spaziale preferivano i temi occulti che parlavano di Satana, sedute spiritiche e quant'altro. Insieme ai Black Sabbath di Ozzy (che non è lo stesso Oz Osborne che fondò i Coven) furono tra le primissime band a trattare di certe tematiche.
Jinx Dawson: "Trovai il nome Coven perché avevo fatto ampie letture sull'occulto e amavo i film horror classici. Ero molto interessata al paranormale, alle società segrete, alle arti nere e sapevo che con il nome Coven si intendeva una congrega di tredici streghe. Ricordo che stavo facendo queste cose durante la fase finale del periodo hippy della pace e dell'amore e che all'epoca lo stato d'animo del Paese stava diventando più oscuro e caotico, con così tanti assassini, rivolte contro la guerra del Vietnam e cose simili, che pensai che la gente si sarebbe interessata alle idee in cui ero coinvolta. E con il mio background di studi operistici, volevo mettere queste idee in musica, per fare una specie di opera teatrale di Rock gotico, qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima"
"La questione satanica era qualcosa alla quale eravamo veramente interessati e che studiammo a quel tempo. Quando si è giovani si cercano delle risposte. Molti altri membri del gruppo nello stesso periodo leggevano gli stessi libri. L'abbiamo studiata e l'abbiamo messa in pratica, ma siamo arrivati solo fin lì. Non abbiamo fatto niente di male. Molte persone erano realmente attratte dalla cosa"
"Sono una maga cerimoniale della via della mano sinistra" (Con "via della mano sinistra" si comprendono quelle dottrine esoteriche più esplicitamente sataniche, che comprendono anche l'utilizzo della magia nera).
Nella stessa occasione, la Dawson rivelava che a queste pratiche si sarebbero dedicati anche molti altri membri della sua famiglia, una delle più antiche e importanti di Indianapolis. Nei concerti la band inscenava veri e propri rituali: non solo dal punto di vista musicale e di testi ma anche per l'utilizzo di candele, altari, croci, luci rosse e citazioni di Crowley. Pare che nel 1969 si dovesse organizzare addirittura una Woodstock satanica a Detroit in cui i Coven avrebbero dovuto suonare aprendo il comizio di Anton LaVey (gran sacerdote della Chiesa di Satana). Il comizio/concerto venne annullato, tuttavia i Coven riuscirono a suonare ugualmente a Detroit con un Timothy Leary tra il pubblico, sotto acidi ed assolutamente scosso dalla band.
L'ESORDIO
Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls, l'esordio della band, vedrà la luce nel 1969.
L'album, con una copertina apribile che mostra i volti della band come se fossero posseduti, è stato prodotto da Bill Traut (proprietario dell'etichetta indipendente Dunwich Records) che dopo aver scoperto i Coven nel circuito dei locali di Chicago si occupò della realizzazione del disco e di stabilire i contatti con la Mercury Records.
La maggior parte dei testi sono stati composti dal chitarrista James Vincent sotto lo pseudonimo di Jim Donlinger.
"Black Sabbath", marcatamente beat nell'andamento e soprattutto nel timbro e nell’estensione vocale davvero considerevole della Dawson, è il brano d’apertura che introduce al rito sabbatico.
La Dawson è un crescendo continuo che ben si accompagna alle rullate della batteria e ai “giochi” chitarristici che incarnano, nel loro ingenuo delirio, diavoli e spiriti tenebrosi.
Un approccio meno scuro, a dispetto invece delle liriche e del cantato più aggressivo e roco, quello di "White Witch Of Rose Hall", dedicata alla strega Annie Palmer.
Ma è la successiva "Coven in Charing Cross" a delineare il tratto caratteristico del trio e a fissarne lo stile: beat alternato a cantici recitati dai membri della conventicola e di invocazioni canore femminili sopra semplici effetti chitarristici .
Ancora un attacco di basso quasi Prog contemporaneo al vocalizzo grintoso e sensuale di Jynx Dawson in "For Unlawful Carnal Knowledge".
"Pact With Lucifer" pezzo proteso a mettere in evidenzia ancora una volta, le doti canore di miss Dawson.
Si prosegue sulla falsariga Rock della precedente traccia con "Choke, Thirst, Die" con voce volutamente aspra e urlata che poco spazio lascia al suo naturale timbro sensuale e femminile.
Scelte armoniche che si estenderanno anche alla B-side del disco, come "Wicked Woman" dimostra.
Particolarissimo invece "Dignitaries Of Hell" si articola su un altalenarsi di stili differenti ma che ben si fondono senza appesantire o risultar inappropriati.
Prog chitarristico, di basso e drums ad amalgamarsi con l’hammond che scivola da reminescenze funky-soul a quelle più psichedeliche e Hard.
Attraverso la più pacata "Portrait", si arriva alla celebrazione finale di una reale Messa Nera.
L'album infatti è concluso con un brano di 13 minuti di canti e preghiere sataniche chiamato "Satanic Mass" (scritto da loro produttore, Bill Traut, della Dunwich Productions).
Questa messa satanica è stata anche la prima canzone a contenere invocazioni e frasi in latino quali "Ave Satanas".
Si legge tra le note interne della copertina: "Per quanto ne sappiamo, questa è la prima messa nera a venire trascritta o registrata. Il suo grado di autenticità deriva da centinaia di ore di ricerca presso ogni fonte conosciuta. Non ne raccomandiamo l'uso a coloro che non hanno studiato in maniera approfondita la magia nera e non sono consapevoli dei rischi e dei pericoli che ne derivano"
Il trio nell'occasione è coadiuvato da una concrega di personaggi vari denominati secondo l’usanza esoterica con i termini di "Ipsissimus, Magus, Philosophi, Dominus Limini, etc" per ben 20 minuti di follia.
LE POLEMICHE E LE ACCUSE DI SATANISMO
Ciò che rende unica Satanic Mass dei Coven, è che è stata composta in modo completamente indipendente dalla nuova Chiesa di Satana di Anton LaVey (1966), anche se venne creata più o meno nello stesso periodo (alla fine del 1960), poco dopo diciamo.
Determinante nella creazione di questa messa nera originale, è stato il produttore Bill Traut.
Traut supportò anche altri bande di Chicago (come i Coven), con la sua casa discografica Dunwich Records, ad esempio la band psichedelica HP Lovecraft, fondata nel 1967(es ispiratasi appunto a Lovecraft).
Quando i Coven vennero fondati, Traut intravedette un'altra opportunità per sviluppare le sue passioni occulte ma questa volta nel regno del satanismo.
Infatti nel caso di Coven, la principale ispirazione non fu Lovecraft ma Dennis Wheatley.
Traut durante la messa nera eseguita dai Coven, mise insieme la maggior parte dei dialoghi in lingua inglese direttamente dai Romanzi Satanici di Dennis Wheatley.
Inoltre si sconsigliava agli ascoltatori di praticarla, se non dopo aver studiato le arti occulte ma in compenso, paradossalmente veniva indicato un indirizzo a cui rivolgersi per ottenere maggiori informazioni.
Il tastierista Rick Durrett, unitosi alla band dopo la registrazione del primo album, ha rivelato come la casa discografica Mercury, almeno all'inizio, fosse pienamente concorde su questi aspetti: «Mentre il gruppo era effettivamente solo addentro all'occulto, il management e la Mercury pensavano che sarebbe stata una grande idea diventare satanici».
«Il nostro palcoscenico era illuminato dalla luce delle candele, il nostro organo B-3 era drappeggiato come un altare sul quale stavano un teschio, delle candele e un calice.
Eravamo vestiti di nero, viola o rosso; alcuni di noi indossavano pure delle cappe. Un nostro tecnico veniva appeso ad una croce dietro di noi e non si muoveva. Alla fine dello show, Jinx gli avrebbe dato la benedizione della messa nera, e lui sarebbe sceso dalla croce. La croce era su di un perno, così l'avrebbero invertita e sarebbero scesi dal palco mano nella mano».
Tra un pezzo e l’altro venivano lette parti della messa nera, tanto che a Chicago la polizia vietò questi intermezzi.
Come si sarà capito il tema principale del disco ma in generale della band era l'occulto con particolare riferimento alla figura di Satana e ad altre entità demoniache.
Ma non solo: candele, grimori satanici ed invocazioni la facevano da padrone.
Un contenuto musicale e ideologico così deliberatamente volto alle forze del male era piuttosto insolito all’epoca, tanto che il disco fu associato alla questione dell’omicidio di Sharon Tate-La Bianca, commesso da Charles Manson proprio in quel periodo.
Il poster allegato al disco fece scalpore per il soggetto e la simbologia presente: la foto ritraeva i membri della band vestiti con lunghe tonache intenti a svolgere un rito sacrificale mentre la cantante Jinx Dawson era ritratta nuda e sdraiata su di un altare nel ruolo della "vittima sacrificale".
L'immagine conteneva teschi e croci rovesciate, inoltre in questa fotografia apparve per la prima volta nell'iconografia del Rock il celebre gesto delle corna(poi diffusosi negli anni 80).
Nel marzo del 1970 la rivista statunitense Esquire pubblicò un'inchiesta intitolata "Evil Lurks in California" dove si parlava della diffusione della passione per l'occultismo e delle pratiche ad esso collegate, inoltre l'interesse per queste tematiche veniva, come detto, collegato ad alcuni episodi di cronaca nera tra cui gli efferati delitti compiuti da Charles Manson e dai suoi seguaci.
L'album dei Coven veniva citato nell'articolo e messo in relazione con la diffusione del fenomeno generando pubblicità negativa per la band.
La casa discografica, preoccupata per le ripercussioni a livello di immagine, decise di ritirare il disco dal circuito di vendita.
DETROIT BLACK ARTS FESTIVAL 1969
Il disco come detto ebbe vita breve nei circuiti di distribuzione, in quanto le preoccupazioni sollevate dalla solita America puritana fecero sì che esso venisse bandito dopo poco tempo da tutti i negozi.
Stessa sorte toccò alla band, che si vide annullare e negare qualsiasi show avrebbero dovuto tenere a Philadelphia, Boston, Detroit, Cincinnati, San Francisco e Miami.
Come detto all'inizio, la band doveva esibirsi come gruppo principale al "Black Arts Festival" di Detroit, soprannominato "Satanist's Woodstock" poiché patrocinato dalla Chiesa di Satana di Anton LaVey; la manifestazione si svolse all'Olympia Stadium la notte di Halloween del 1969, venne però in un primo momento annullato a causa delle polemiche suscitate e dalla dura opposizione delle organizzazioni cristiane della città.
Coven ed Anton LaVey avrebbero dovuto incontrarsi in quel festival che comprendeva anche Arthur Brown, Peter Hurkos, Timothy Leary e numerosi altri.
Tuttavia mentre i Coven alla fine riuscirono a suonare, Anton LaVey non si presentò.
GLI ANNI SUCCESSIVI
Nonostante le aspre critiche per via delle tematiche site nel primo disco, i Coven ebbero tuttavia una buona chance di arrivare al successo commerciale alcuni anni dopo, esattamente nel 1972, anno in cui vide la luce il loro album omonimo (Coven), che contiene una versione dell’inno "One Tin Soldier", originariamente incisa dalla band canadese Original Caste.
Ma la magia, seppur nera, era ormai finita (anche se proprio per via di questo singolo, qualcuno ventilava che la band avesse venduto la sua anima al diavolo in cambio del successo che in realtà non arriverà mai).
Le vette del primo album non verranno mai più ripercorse, e i nostri si assestarono su un più normale Rock stile seventies con accenti Blues e Country, sempre contraddistinti dalla bella voce di Jinx, ma senza quella malvagità che rendeva la sua performance sul primo album davvero unica.
Gli episodi meno riusciti del disco risultano essere infatti i pezzi in cui la presenza della nostra fascinosa sacerdotessa si limita alle contro-voci.
Nel 1974, tuttavia, si ha un parziale ritorno alle tematiche occulte con l’album Blood On The Snow, a partire dalla copertina.
C’è però da dire che anche questo risulta essere nettamente inferiore al debutto, con alcuni spunti interessanti, concentrati soprattutto nella seconda parte dell’album, con tracce come la titletrack o la notevole Lost Without a Trace.
A questa uscita discografica seguì un pluridecennale silenzio, in cui Jinx si cimentò anche in ruoli cinematografici, in pellicole semisconosciute come Heaven Can Help.
Nel 2007, tramite il suo MySpace, Jinx Dawson annuncia il ritorno dei Coven sulle scene.
Ma si tratta solo di vecchio materiale raccolto in un album intitolato Metal Goth Queen – Out Of The Vault, che vedrà la luce nel 2008.
Da allora, più nulla si è saputo dei Coven, così sottovalutati eppure così fondamentali per le sorti della nostra amata musica.
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La Storia Dei Black Sabbath, La Droga e Le Leggende Su Ozzy Osbourne
"Se alcol e droga fornirono il carburante per i primi album dei Sabbath, Vol.4 è la loro cocaina..."
Tutto cambia quando decide di spacciarsi per cantante e un bel giorno la fortuna bussa alla sua porta.
Sono i futuri Black Sabbath, Tony Iommi e Bill Ward che decidono di dagli una chance.
Nasce così, dapprima sotto il nome di Earth, una band leggendaria. Formati inizialmente da Ozzy Osbourne (voce), Tommy Iommi (chitarra), Terence “Geezer” Butler (basso) e Will Ward (batteria) rimarrà questa la lineup sino a fine anni 70. I Black Sabbath non sono considerati una band metal visto che ai tempi il genere non era stato ancora creato: ci vorranno infatti 15 anni dal loro esordio, perché, nel 1983, i loro contenuti trovino una forma adeguata dato il via dell'Heavy Metal. Rivoluzione così radicale, quella dell'83, che tutta una serie di ottime band nate ad inizio '80 hanno adottato sia stilisticamente che musicalmente. Tornando ai Sabbath sono comunque da considerare come degli innovatori, oltre che del Metal(che poi abbracceranno negli anni 80 guidati da Ronnie James Dio), anche del Doom (poi diffusosi ulteriormente negli anni 80 grazie a Candlemass, Trouble e compagnia).
La scelta del nome venne da un'idea di Butler, grande appassionato di magia nera e di romanzi horror.
Butler aveva assistito al film del 1963 I tre volti della paura di Mario Bava e scrisse una canzone che riprendeva il titolo della versione inglese del film, Black Sabbath. Questo divenne il nuovo nome del gruppo.
DOOM, DROGA ED OZZY OSBOURNE: I PRIMI DISCHI
L'esordio omonimo (Black Sabbath) uscito nel 1970 fu subito un grande successo.
La copertina è satanica come poche altre ai tempi: casa infestata da fantasmi, foglie autunnali e alberi spogli tutt'intorno, una sagoma nera in mezzo (la metà strega e metà prostituta di "Evil Woman"), lago infestato di corvi neri. Ai tempi avevano tutti 22 anni. "Black Sabbath": campane a morto e pioggia battente, un qualcosa che sembra provenire direttamente dall'inferno. Su questo brano si baserà tutta l'estetica "pessimista" di un certo modo di suonare che si svilupperà negli anni 80 e 90: il Doom. Tony Iommi ne asseconda la voce invasata, dilatata, drammatica, con slide al limite dell'evanescenza (leggenda vuole che si sarebbe tagliato i polpastrelli delle dita per suonare più distorto e folle possibile). "The Wizard" è il corrispettivo, al maschile, di "Evil Woman", "Behind The Wall Of Sleep" dimostra quello che concretamente hanno fatto i Black Sabbath: allucinare (sotto effetto di alcol e droghe) una realtà (quella cittadina e cristiana) nello stadio opposto (campagna satanica). Il Doom, l'effetto-oltretomba, il naufragio dalle sedute spiritiche alle fiamme dell'inferno: sono queste le innovazioni/invenzioni di questo album e di questo gruppo.
Il secondo album è Paranoid. Il riff della titletrack ha fatto storia. "War Pigs" è un classico: tutto oscuramente perfetto, struggente e spietato; il riff che lo consacra poi si pianta nel cervello dell'ascoltatore dall'inizio alla fine. Bill Ward, alla batteria, dimostra di essere uno dei migliori, con questo strumento, di tutti i tempi. "Planet Caravan" può essere considerata la canzone più "spaziale" e "cosmica" della storia: un lento, esotico, tribale, eppure supremamente elegante, allucinato ed oscuro. "Iron Man", a seguire, invece è l'apice Hard raggiunto dal complesso: l'entrata della batteria all'inizio è meritatamente rimasta negli annali della musica Rock di cui costituisce uno degli episodi più entusiasmanti. "Electric Funeral" è un'altra mazzata, un funerale elettrico se vogliamo. "Hand Of Doom" è nera come la pece, chiude alla grande "Fairies Wear Boots".
Ogni nota, ogni attimo, vissuto in compagnia dei Black Sabbath fra il 1970 e il 1976 è un partecipare ad un Sabba Nero, è un sabato satanico, è una notte nebbiosa e mannara nelle campagne d'oltremanica.
Zakk Wylde: "Quando Ozzy parla degli album che ha fatto dice sempre, e non importa se un album ha avuto più o meno successo 'Mi ricordo tutti gli album che ho prodotto, sia quelli con cui mi sono divertito che quelli fatti quando stavo passando un brutto momento'. O con i suoi primi due album solisti, o dei Black Sabbath, dice, "Amico, ci siamo divertiti così tanto a fare quell'album, abbiamo fatto questo e quello", tra la droga e l'alcol... Oz, quando ha registrato il primo album dei Black Sabbath, la sua performance su quell'album la metto davanti a quella dei suoi colleghi, di chiunque altro nel Rock. Gli ho chiesto, "Oz, prendevi lezioni da Pavarotti e prendevi i tuoi cereali tutti i giorni?
Lui mi ha risposto, "No, prendevo un sacco di droghe, Zakk. Un sacco di droghe"
Gli ho detto, "E non dimenticarti l'alcol" E lui, "Oh, mai. Non mi dimentico mai quello"
Master Of Reality esce nel 1971, "Sweet Leaf " e "After Forever" e "Solitude" rimangono dei classici della band anche se siamo sicuramente su livelli inferiori rispetto ai primi 2 platter.
"Solitude" è la prima ballad della band. "Children Of The Grave", "Sweet Leaf", "After Forever" e "Into The Void" sono i capolavori dell'album. Nel 1972 esce Vol.4. "Wheel Of Confusion", appare un capolavoro solo per un finale funambolico e stranamente affascinante a coronamento di un brano tutto sommato convenzionale. "Change" altro lento: voce-piano. Tuttavia la voce è quella di Ozzy e, almeno per ora, sembra poter bastare per rendere meritevole il pezzo. "Supernaut" è perfetta, da antologia. Ottima anche "St.Vitus Dance". "Cornucopia" è il Doom per eccellenza: una bara che si chiude sull'ascoltatore. "Snowblind" ha chiari riferimenti alla cocaina, "FX" nasce dopo che la band stava fumando hashish, il crocifisso di Iommi cadde sulla chitarra riproducendo un suono particolare che poi la band utilizzò per la canzone.
Ogni nota, ogni attimo, vissuto in compagnia dei Black Sabbath fra il 1970 e il 1976 è un partecipare ad un Sabba Nero, è un sabato satanico, è una notte nebbiosa e mannara nelle campagne d'oltremanica.
Zakk Wylde: "Quando Ozzy parla degli album che ha fatto dice sempre, e non importa se un album ha avuto più o meno successo 'Mi ricordo tutti gli album che ho prodotto, sia quelli con cui mi sono divertito che quelli fatti quando stavo passando un brutto momento'. O con i suoi primi due album solisti, o dei Black Sabbath, dice, "Amico, ci siamo divertiti così tanto a fare quell'album, abbiamo fatto questo e quello", tra la droga e l'alcol... Oz, quando ha registrato il primo album dei Black Sabbath, la sua performance su quell'album la metto davanti a quella dei suoi colleghi, di chiunque altro nel Rock. Gli ho chiesto, "Oz, prendevi lezioni da Pavarotti e prendevi i tuoi cereali tutti i giorni?
Lui mi ha risposto, "No, prendevo un sacco di droghe, Zakk. Un sacco di droghe"
Gli ho detto, "E non dimenticarti l'alcol" E lui, "Oh, mai. Non mi dimentico mai quello"
Master Of Reality esce nel 1971, "Sweet Leaf " e "After Forever" e "Solitude" rimangono dei classici della band anche se siamo sicuramente su livelli inferiori rispetto ai primi 2 platter.
"Solitude" è la prima ballad della band. "Children Of The Grave", "Sweet Leaf", "After Forever" e "Into The Void" sono i capolavori dell'album. Nel 1972 esce Vol.4. "Wheel Of Confusion", appare un capolavoro solo per un finale funambolico e stranamente affascinante a coronamento di un brano tutto sommato convenzionale. "Change" altro lento: voce-piano. Tuttavia la voce è quella di Ozzy e, almeno per ora, sembra poter bastare per rendere meritevole il pezzo. "Supernaut" è perfetta, da antologia. Ottima anche "St.Vitus Dance". "Cornucopia" è il Doom per eccellenza: una bara che si chiude sull'ascoltatore. "Snowblind" ha chiari riferimenti alla cocaina, "FX" nasce dopo che la band stava fumando hashish, il crocifisso di Iommi cadde sulla chitarra riproducendo un suono particolare che poi la band utilizzò per la canzone.
Sabbath Bloody Sabbath esce nel 1973 ed "A National Acrobat" è oscurità assoluta, "Fluff" ritorna sull'acustico: e la sua grazia e sincerità prende il sopravvento su ogni retorica artificiosa.
"Sabbra Cadabra" vanta il riff per eccellenza: l'iniziale, uno dei più famosi della storia del Rock.
"Killing Yourself To Live" ha un titolo che testimonia da solo quello che dicevamo prima dei propositi dei Black Sabbath, e questo titolo giunge a generazioni di musicisti Metal ai quali serve come ispirazione. Bellissima anche la titletrack.
"Sabbra Cadabra" vanta il riff per eccellenza: l'iniziale, uno dei più famosi della storia del Rock.
"Killing Yourself To Live" ha un titolo che testimonia da solo quello che dicevamo prima dei propositi dei Black Sabbath, e questo titolo giunge a generazioni di musicisti Metal ai quali serve come ispirazione. Bellissima anche la titletrack.
Sabotage esce nel 1975 ed è forse l'apice stilistico dei Black Sabbath che aumentano in potenza sonora con molte iniezioni di Metal senza perdere nulla del loro nero incedere.
"Hole In The Sky" ne è la prova, "Don't Start (Too Late)" una canzone acustica.
"Symptom Of The Universe" ci si avvicina a grandi passi al Metal vero e proprio grazie al suo riff micidiale, da citare anche la lunghissima "Megalomania" e "Am I Going Insane". "The Writ" chiude in modo tragico il platter.
"Hole In The Sky" ne è la prova, "Don't Start (Too Late)" una canzone acustica.
"Symptom Of The Universe" ci si avvicina a grandi passi al Metal vero e proprio grazie al suo riff micidiale, da citare anche la lunghissima "Megalomania" e "Am I Going Insane". "The Writ" chiude in modo tragico il platter.
LA CRISI E LA CACCIATA DI OZZY PER ABUSO DI DROGA ED ALCOOL
Technical Ecstacy del 1976 forse rappresenta il primo vero passaggio a vuoto.
Per carità "You Won't Change", "It's Alright" e "Gypsy" rimangono comunque delle buone canzoni ma c'è poco altro da salvare per una band che modifica il sound passando all'utilizzo di tastiere, sintetizzatori ed orchestrazioni. Never Say Day del 1978 testimonia la crisi della band: Osbourne lascia il gruppo. Poi torna ed incide quest'album. Ma è semplicemente tutto da dimenticare, a parte la discreta titeltrack ed "A Hard Road". Oltre al fallimento del disco, i rapporti di Ozzy con gli altri membri si logorarono definitivamente per via dei suoi eccessi. Le divergenze divennero sempre più insostenibili e il cantante venne licenziato dai suoi colleghi per abuso di stupefacenti ed alcool. Nel corso della carriera dei Black Sabbath, Iommi picchiò diverse volte Ozzy quando i suoi atteggiamenti oltrepassavano il limite. Ozzy si difese dicendo che il suo consumo di droghe non era né inferiore né superiore a quello degli altri membri. Ozzy prima di partire con il suo progetto solista continuerà a drogarsi e a bere e sarà colto anche da depressione per via della sua cacciata dalla band.
Per carità "You Won't Change", "It's Alright" e "Gypsy" rimangono comunque delle buone canzoni ma c'è poco altro da salvare per una band che modifica il sound passando all'utilizzo di tastiere, sintetizzatori ed orchestrazioni. Never Say Day del 1978 testimonia la crisi della band: Osbourne lascia il gruppo. Poi torna ed incide quest'album. Ma è semplicemente tutto da dimenticare, a parte la discreta titeltrack ed "A Hard Road". Oltre al fallimento del disco, i rapporti di Ozzy con gli altri membri si logorarono definitivamente per via dei suoi eccessi. Le divergenze divennero sempre più insostenibili e il cantante venne licenziato dai suoi colleghi per abuso di stupefacenti ed alcool. Nel corso della carriera dei Black Sabbath, Iommi picchiò diverse volte Ozzy quando i suoi atteggiamenti oltrepassavano il limite. Ozzy si difese dicendo che il suo consumo di droghe non era né inferiore né superiore a quello degli altri membri. Ozzy prima di partire con il suo progetto solista continuerà a drogarsi e a bere e sarà colto anche da depressione per via della sua cacciata dalla band.
PERIODO CON RONNIE JAMES DIO
Con Heaven And Hell (Castle, 1980) la band cerca un nuovo vocalist e praticamente Iommi scelse il migliore sulla piazza: Ronnie James Dio, che dagli Elf ai Rainbow soprattutto si era formato esperienza e carattere in una serie di grandi capolavori. Questo è un album imperdibile per chiunque ascolta Metal. E' l'album che dal 1975 venderà di più: grazie a capolavori quali la titletrack, "Die Young", "Neon Knights", "Children Of The Sea", "Lady Evil". Le influenze Doom degli esordi sono un ricordo...questo è un disco Heavy Metal.
Con Heaven And Hell (Castle, 1980) la band cerca un nuovo vocalist e praticamente Iommi scelse il migliore sulla piazza: Ronnie James Dio, che dagli Elf ai Rainbow soprattutto si era formato esperienza e carattere in una serie di grandi capolavori. Questo è un album imperdibile per chiunque ascolta Metal. E' l'album che dal 1975 venderà di più: grazie a capolavori quali la titletrack, "Die Young", "Neon Knights", "Children Of The Sea", "Lady Evil". Le influenze Doom degli esordi sono un ricordo...questo è un disco Heavy Metal.
Mob Rules del 1981 è un passo indietro benchè qualche buon pezzo quà e là c'è, ad esempio la titletrack, "Voodoo", "Country Girl", "Turn Up The Night" e "Sign Of The Southern Cross". Questo disco si dice che venne registrato nella vecchia casa di John Lennon. L'anno successivo esce Live Evil (primi disco live ufficiale) e Dio se ne va.
DISCO CON IAN GILLAN
Iommi come sostituto sceglie Ian Gillan (Deep Purple) con il quale i Sabbath rilasceranno Born Again (Castle, 1983): album che dopo un'accoglienza tiepida ottiene un discreto successo.
Il sound rimane Heavy Metal, come si può ascoltare nella bellissima "Zero The Hero", nella titletrack o in "Trashed" (censurata dalla P.M.R.C. in quanto ritenuta un'istigazione all'abuso di alcool e droga. Il testo descrive la distruzione della macchina di Ward, da parte di Ian Gillan in stato d'ebrezza) e "Disturbing The Priest" (perchè i Sabbath registravano alle 4 di mattina, vicino ad una Chiesa, infastidendo il vicinato ed un prete). La copertina venne creata da Steve Joule in stato d'ebrezza e rappresenta un neonato con sembianze demoniache. Joule avrebbe voluto rifarla ma Iommi e Butler si opposero. Nel 1985 la formazione si digrega, vanno via Gillan, Bill Ward e Butler: rimane solo Iommi.
Iommi come sostituto sceglie Ian Gillan (Deep Purple) con il quale i Sabbath rilasceranno Born Again (Castle, 1983): album che dopo un'accoglienza tiepida ottiene un discreto successo.
Il sound rimane Heavy Metal, come si può ascoltare nella bellissima "Zero The Hero", nella titletrack o in "Trashed" (censurata dalla P.M.R.C. in quanto ritenuta un'istigazione all'abuso di alcool e droga. Il testo descrive la distruzione della macchina di Ward, da parte di Ian Gillan in stato d'ebrezza) e "Disturbing The Priest" (perchè i Sabbath registravano alle 4 di mattina, vicino ad una Chiesa, infastidendo il vicinato ed un prete). La copertina venne creata da Steve Joule in stato d'ebrezza e rappresenta un neonato con sembianze demoniache. Joule avrebbe voluto rifarla ma Iommi e Butler si opposero. Nel 1985 la formazione si digrega, vanno via Gillan, Bill Ward e Butler: rimane solo Iommi.
DISCO CON GLENN HUGHES
Come cantante per Seventh Star (Castle, 1986) viene scelto Glenn Hughes.
Inizialmente il disco sarebbe dovuto essere un solista di Iommi ma uscì a nome Sabbath: disco non certo memorabile malgrado le buone prestazioni individuali dei singoli membri (Hughes compreso).
"No Stranger To Love" è una delle poche canzoni ad esser ricordate, solo discrete "In For The Kill", "Seventh Star", "Danger Zone" e "Turn The Stone".
Come cantante per Seventh Star (Castle, 1986) viene scelto Glenn Hughes.
Inizialmente il disco sarebbe dovuto essere un solista di Iommi ma uscì a nome Sabbath: disco non certo memorabile malgrado le buone prestazioni individuali dei singoli membri (Hughes compreso).
"No Stranger To Love" è una delle poche canzoni ad esser ricordate, solo discrete "In For The Kill", "Seventh Star", "Danger Zone" e "Turn The Stone".
PERIODO CON TONY MARTIN
Nel 1987 esce "The Eternal Idol" disco nettamente migliore del precedente e con richiami ai vecchi Black Sabbath come nel caso della titletrack. "The Shining" di cui uscirà anche un videoclip rimane una bella canzone, nel platter va sottolineato che come vocalist questa volta c'è Tony Martin. Ottime anche "Glory Ride", "Born To Lose", "Ancient Warrior" e "Lost Forever".
The Headless Cross (IRS,1989) prosegue sulla falsariga degli album degli anni 80 con l'utilizzo massiccio delle tastiere ed un sound abbastanza Heavy. Inoltre i testi ritornano quelli occulti degli anni 70 con "Black Moon" e "When Death Calls" che lasciano molto parlare i soliti moralisti.
Su "When Death Calls" troviamo come ospite Brian May dei Queen, comunque pezzi quali le 2 citate in precedenza, la titletrack, "Kill In The Spirit World", "Call Of The Wild" e "Nightwing" saranno molto acclamate dai fans.
Nel 1987 esce "The Eternal Idol" disco nettamente migliore del precedente e con richiami ai vecchi Black Sabbath come nel caso della titletrack. "The Shining" di cui uscirà anche un videoclip rimane una bella canzone, nel platter va sottolineato che come vocalist questa volta c'è Tony Martin. Ottime anche "Glory Ride", "Born To Lose", "Ancient Warrior" e "Lost Forever".
The Headless Cross (IRS,1989) prosegue sulla falsariga degli album degli anni 80 con l'utilizzo massiccio delle tastiere ed un sound abbastanza Heavy. Inoltre i testi ritornano quelli occulti degli anni 70 con "Black Moon" e "When Death Calls" che lasciano molto parlare i soliti moralisti.
Su "When Death Calls" troviamo come ospite Brian May dei Queen, comunque pezzi quali le 2 citate in precedenza, la titletrack, "Kill In The Spirit World", "Call Of The Wild" e "Nightwing" saranno molto acclamate dai fans.
TYR (IRS, 1990) vede un utilizzo ancora maggiore delle tastiere e per la prima volta una specie di concept (su Odino). Hit del disco: "Jerusalem", "Valhalla", "Heaven In Black" e "Feels Good To Me".
IL RITORNO DI RONNIE JAMES DIO
In Dehumanizer (Castle, 1992) torna Dio (questo è forse uno dei lavori più duri dei Black Sabbath). Un buon album ma non paragonabile nè ai Sabbath degli anni 70 nè a quelli degli anni 80. Da ricordare: "Time Machine", "Computer God", "TV Crimes", "Too Late" e "Buried Alive".
IL RITORNO DI TONY MARTIN
Nel 1994 torna Martin ed esce Cross Purposes. Buone "Cross Of Thorns", "Psychophobia". Sicuramente non un disco memorabile, rispetto alla prima produzione di Martin. Nel 1995 esce il pessimo Forbidden dove c'è anche una collaborazione con il rapper Ice T in "The Illusion Of Power". Presente qualcosa da salvare come in "Kiss Of Death", "Rusty Angels" e la titletrack.
GLI HEAVEN & HELL CON DIO E LA REUNION
La conseguenza più facile da prevedere è l'idea di reunion, che comincia a materializzarsi nella seconda metà del decennio e si concretizza con una serie di concerti che sfociano nell'album live Reunion, pubblicato nel 1998. Ma gli innumerevoli business di Ozzy, assurto ormai a divo, non solo musicale ma anche televisivo, grazie alla controversa e pluripremiata serie "The Osbournes", trasmessa da MTV, dilatano i tempi. Iommi e Butler rimettono allora in piedi il combo con Dio e Appice, ne cambiano il nome, Heaven & Hell, organizzano tour e pubblicano un album "The Devil You Know", che ottiene buoni riscontri di vendite e critiche benevole grazie a "Bible Black", "Fear", "Atom And Fear". Il 2011 è però l'anno giusto per riprendere il discorso interrotto nel 1979, ma non tutto fila liscio: Iommi si ammala e Ward decide di lasciare, contrariato per alcune questioni contrattuali.
Il 10 giugno 2013, l'annunciato ritorno è cosa fatta: tra squilli di tromba e miriadi di flash esce nei negozi il già acclamato 13, che si posiziona subito in cima alle classifiche (in Inghilterra non accadeva dai tempi di "Paranoid"). L'album, composto da otto lunghe composizioni è prodotto da Rick Rubin.
Roccioso, tetro, apparentemente inquietante, rispettoso della tradizione, anche troppo.
Testi apocalittici, iconografia dark, tutto già sentito. "End Of The Beginning", ovvero, inizio e fine sono la stessa cosa. Esplosioni repentine, stop improvvisi , momenti arpeggiati e tetri. Un disco particolare ma senza sussulti.
TESTI SATANICI E CONTROVERSIE
Ozzy, sin da quando militava nei Black Sabbath, è stato sempre contestato per i suoi atteggiamenti e per la sua musica. Nel 1982 viene arrestato per aver urinato sul muro di Fort Alamo (monumento nazionale) a San Antonio e bandito per 10 anni dal Texas. Un noto evento che ha visto Ozzy come imputato fu il suicidio di un suo giovane fan. Il 26 ottobre 1984, John McCollum, un ragazzo di 19 anni, venne trovato morto dopo essersi sparato in volto con un colpo di fucile. Al momento del decesso, aveva un walkman e le cuffie nelle orecchie, con dentro una cassetta di Osbourne. Dopo varie indagini, si scoprì che il ragazzo, al momento del gesto, stava ascoltando Suicide Solution, tratto dall'album Blizzard Of Ozz. La "Institute For Bio-Acoustics Research Inc." sostiene che sia contenuta una frase che spinge a compiere questa follia, la quale si dice che reciti "Why Try? Why Try? Get The Gun And Try It! Shoot! Shoot! Shoot!" (Perché provare? Perché provare? Prendi la pistola e provala! Spara! Spara! Spara!). Ozzy si è difeso dichiarando che la canzone, avendo come tema principale i problemi causati dall'alcol, intendeva "Suicide Solution" nel senso di un liquido che causa la morte (riferendosi all'alcolismo) e non nel senso di uccidersi di proposito. Tuttavia, i genitori del ragazzo intentarono una causa contro Ozzy e la sua label, la CBS. Il 19 dicembre 1986 il giudice John L.Cole mise fine alle accuse nei suoi confronti, rigettando il ricorso perché, secondo la legislazione americana, non si può essere perseguiti per una propria opera artistica. Alcune persone sostengono che i messaggi subliminali a sfondo satanico si trovano anche in altri brani di Osbourne.
GLI HEAVEN & HELL CON DIO E LA REUNION
La conseguenza più facile da prevedere è l'idea di reunion, che comincia a materializzarsi nella seconda metà del decennio e si concretizza con una serie di concerti che sfociano nell'album live Reunion, pubblicato nel 1998. Ma gli innumerevoli business di Ozzy, assurto ormai a divo, non solo musicale ma anche televisivo, grazie alla controversa e pluripremiata serie "The Osbournes", trasmessa da MTV, dilatano i tempi. Iommi e Butler rimettono allora in piedi il combo con Dio e Appice, ne cambiano il nome, Heaven & Hell, organizzano tour e pubblicano un album "The Devil You Know", che ottiene buoni riscontri di vendite e critiche benevole grazie a "Bible Black", "Fear", "Atom And Fear". Il 2011 è però l'anno giusto per riprendere il discorso interrotto nel 1979, ma non tutto fila liscio: Iommi si ammala e Ward decide di lasciare, contrariato per alcune questioni contrattuali.
Il 10 giugno 2013, l'annunciato ritorno è cosa fatta: tra squilli di tromba e miriadi di flash esce nei negozi il già acclamato 13, che si posiziona subito in cima alle classifiche (in Inghilterra non accadeva dai tempi di "Paranoid"). L'album, composto da otto lunghe composizioni è prodotto da Rick Rubin.
Roccioso, tetro, apparentemente inquietante, rispettoso della tradizione, anche troppo.
Testi apocalittici, iconografia dark, tutto già sentito. "End Of The Beginning", ovvero, inizio e fine sono la stessa cosa. Esplosioni repentine, stop improvvisi , momenti arpeggiati e tetri. Un disco particolare ma senza sussulti.
TESTI SATANICI E CONTROVERSIE
Ozzy, sin da quando militava nei Black Sabbath, è stato sempre contestato per i suoi atteggiamenti e per la sua musica. Nel 1982 viene arrestato per aver urinato sul muro di Fort Alamo (monumento nazionale) a San Antonio e bandito per 10 anni dal Texas. Un noto evento che ha visto Ozzy come imputato fu il suicidio di un suo giovane fan. Il 26 ottobre 1984, John McCollum, un ragazzo di 19 anni, venne trovato morto dopo essersi sparato in volto con un colpo di fucile. Al momento del decesso, aveva un walkman e le cuffie nelle orecchie, con dentro una cassetta di Osbourne. Dopo varie indagini, si scoprì che il ragazzo, al momento del gesto, stava ascoltando Suicide Solution, tratto dall'album Blizzard Of Ozz. La "Institute For Bio-Acoustics Research Inc." sostiene che sia contenuta una frase che spinge a compiere questa follia, la quale si dice che reciti "Why Try? Why Try? Get The Gun And Try It! Shoot! Shoot! Shoot!" (Perché provare? Perché provare? Prendi la pistola e provala! Spara! Spara! Spara!). Ozzy si è difeso dichiarando che la canzone, avendo come tema principale i problemi causati dall'alcol, intendeva "Suicide Solution" nel senso di un liquido che causa la morte (riferendosi all'alcolismo) e non nel senso di uccidersi di proposito. Tuttavia, i genitori del ragazzo intentarono una causa contro Ozzy e la sua label, la CBS. Il 19 dicembre 1986 il giudice John L.Cole mise fine alle accuse nei suoi confronti, rigettando il ricorso perché, secondo la legislazione americana, non si può essere perseguiti per una propria opera artistica. Alcune persone sostengono che i messaggi subliminali a sfondo satanico si trovano anche in altri brani di Osbourne.
Nella canzone Believer si ascolta la frase "Watching the time go and feeling belief grow/ Rise above the obstacles", ma riprodotta al contrario, sempre secondo la tesi "subliminale" si ascolterebbe la frase "Won’t you live? Believe me, for now suit yourself" ("Non vivrai? Credimi, per ora fai ciò che ti piace") che ricorda il motto dell'occultista Aleister Crowley "Fai ciò che ti piace".
LEGGENDE METROPOLITANE E NON
Troppo alcol, troppa droga, si presume anche troppo sesso e persino un lungo corteggiamento nei confronti di tematiche a sfondo satanico. Ascoltare Ozzy Osbourne e soprattutto abbracciare ciò che rappresentava l’Heavy Metal significava andare in cerca di guai, vivere da sbandati, sempre sul filo del rasoio, e ciò voleva dire dare fastidio alla gente. Si dice che abbia staccato la testa con un morso ad un pipistrello, che abbia assunto per decenni le più svariate droghe oltre i limiti dell’umanamente possibile o che si sia ubriacato anche ad una cena con George W. Bush.
Si dicono tante cose, tante leggende su Ozzy Osbourne, tanti aneddoti che renderebbero lo stesso uno dei frontman più carismatici che la musica Rock abbia mai avuto. Vediamo le leggende più incredibili che girano su Ozzy e la sua band.
1) 1982: Ozzy Osbourne morde un pipistrello sul palco.
LEGGENDE METROPOLITANE E NON
Troppo alcol, troppa droga, si presume anche troppo sesso e persino un lungo corteggiamento nei confronti di tematiche a sfondo satanico. Ascoltare Ozzy Osbourne e soprattutto abbracciare ciò che rappresentava l’Heavy Metal significava andare in cerca di guai, vivere da sbandati, sempre sul filo del rasoio, e ciò voleva dire dare fastidio alla gente. Si dice che abbia staccato la testa con un morso ad un pipistrello, che abbia assunto per decenni le più svariate droghe oltre i limiti dell’umanamente possibile o che si sia ubriacato anche ad una cena con George W. Bush.
Si dicono tante cose, tante leggende su Ozzy Osbourne, tanti aneddoti che renderebbero lo stesso uno dei frontman più carismatici che la musica Rock abbia mai avuto. Vediamo le leggende più incredibili che girano su Ozzy e la sua band.
1) 1982: Ozzy Osbourne morde un pipistrello sul palco.
Partiamo dal famoso concerto del 1982 nello Iowa. La band di Ozzy era al culmine del successo e a quanto pare era capace di portare in giro il suo spettacolare baraccone, come e persino più di quanto fosse accaduto ai tempi dei Sabbath, qualcosa che andava al di là delle indiscusse capacità dei musicisti coinvolti. Durante i concerti di Ozzy i fan avevano l’abitudine di lanciare sul palco svariati oggetti. Quel giorno il buon Ozzy, invece di vedersi recapitare una bandiera realizzata a mano riportante il logo di qualche fan club, si ritrova dinanzi a un pipistrello. Quindi che fa? Lo addenta o gli strappa la testa a morsi, qui la leggenda non è chiara e il gesto lo porterà poi a un ricovero per evitare di avere contratto la rabbia. Fu data notizia che Ozzy era morto in seguito al morso del pipistrello, e furono organizzati i suoi funerali, ai quali erano presenti oltre 10.000 fan: il funerale finì in concerto (e il cadavere del pipistrello non fu mai ritrovato). Il successivo album ("Speak Of The Devil") ritrae in copertina il cantante con la bocca tutta insanguinata ed un pipistrello nella parte superiore. Da questo fatto prende il titolo del tribute album dedicatogli, chiamato Bat Head Soup. Ci fu inoltre un periodo, negli anni ottanta, in cui circolarono voci secondo cui Ozzy sarebbe morto per aver contratto la rabbia in seguito al morso del pipistrello.
2) 1981: Ozzy Osbourne stacca a morsi la testa ad una colomba.
Durante una riunione con l’emittente televisiva CBS, assistono a un altro episodio, forse persino più agghiacciante dell'incontro con il pipistrello.
Qualcuno, sembra lo stesso Ozzy, aveva avuto la geniale idea di liberare al termine dell’incontro delle colombe, universale simbolo di pace: vittima di un improvviso languorino, il cantante prima libera una delle due colombe che tiene nelle mani, poi decide di dare l’ennesimo assaggio a una specie insolita.
Insomma, solita decapitazione di volatile per via orale.
Gli uomini d’affari rimasero scandalizzati da un gesto forse preparato a tavolino?
3) 1984: Pipì e formiche.
Nel 1984, durante il tour di Bark at the Moon con i Motley Crue di spalla, pare che Ozzy abbia dato inizio a una sfida con Nikki Sixx: la gara consisteva nel cercare di commettere gli atti più disgustosi possibili. Si sfidarono a orinare per poi leccare il proprio piscio: Six fu stracciato fin da subito, perché Ozzy non si interessò solo di ciò che aveva appena prodotto lui stesso, ma si lanciò direttamente sul liquido dell’avversario. Ozzy, poi, non contento di avere stupito i presenti, prese di mira delle sfortunate formiche di passaggio nella stanza sniffandosele. La cosa lasciò allibiti persino i Crue, gente più che avvezza a pratiche estreme.
4) Gatti.
Facile a questo punto accusare il cantante di odiare gli animali o, al massimo, di non tenere in gran considerazione le loro vite: ma con le sue bestiole come si comporta?
Non molto meglio pare, almeno stando a quanto dichiarato dalla prima moglie Thelma.
La donna disse una volta di essere rientrata a casa e avere trovato Ozzy rintanato sotto il pianoforte, completamente vestito di bianco, armato di fucile e coltello da caccia sporco di sangue.
Per quale ragione? Pare avesse preso a fucilate ed eliminato tutti i suoi diciassette gatti.
Perché? Effetto di droghe o alcol? Fame? Non si sa, e credo nessuno abbia il coraggio di addentrarsi troppo nella psiche del nostro, ma il mistero maggiore rimane capire come abbia fatto il cantante a non attirare l’odio del WWF o altre associazioni animaliste.
5) Squali.
La più recente delle rivelazioni sul rapporto del Madman con la fauna è riconducibile a Tony Iommi, che nella sua biografia racconta di avere alloggiato nel 1971 col resto della band nell’hotel Edgewater di Seattle che, essendo costruito su delle palafitte, dava la possibilità di pescare direttamente dalla propria finestra grazie alle lenze fornite dalla reception. Trattandosi di Ozzy non poteva catturare una carpa o un tonno, no di certo, quindi si ritrovò a condividere la camera con uno squalo. Dovendosi esibire quella sera, il frontman lasciò la preda nella vasca da bagno, solo per scoprire, una volta fatto ritorno dal concerto, che l’animale era morto a causa dell’impossibilità di muoversi in uno spazio tanto ristretto. E cosa si può fare con uno squalo morto in una stanza d’albergo? Si comincia a tagliarlo, riempiendo la stanza di sangue e schifezze varie. Non contento, Ozzy ha visto Tony Iommi spalleggiarlo nella sua follia, lanciando grazie alla lenza i resti dello squalo attraverso la finestra aperta di Bill Ward. Si può immaginare la gioia del batterista, che ha poi rigettato in mare la carcassa.
Un comportamento fin troppo ragionevole e difatti fra i membri originali Bill è quello rimasto in formazione per meno tempo.
6) Cocaina, super alcolici e tentativi di suicidio.
Osbourne prima di sposare Sharon, usò 5000 dollari, datigli da un amico in comune con Sharon, per comprarsi la cocaina (altri invece dicono che l'abbia fatto per acquistare superalcolici).
Inoltre si dice che Ozzy abbia tentato il suicidio numerose volte, a cominciare dall'età di 14 anni, per scoprire cosa ci fosse dopo la vita terrena.
7) Nel 1968, quando i Black Sabbath ancora si chiamavano Earth, Ozzy si verniciò interamente di porpora dalla testa in giù per attrarre l'attenzione del pubblico mentre cantava, ma non riuscì a raggiungere il suo scopo. Oltre a ciò, ci vollero ore prima che lui si liberasse della vernice.
8) Messe sataniche.
Si dice che lui e i Black Sabbath, causa testi, musica e modo di vestire, siano stati spesso invitati a prendere parte a messe sataniche, tra cui la famosa Satan's-Night, ma non vi presero mai parte dato che non erano su quell'onda di pensiero: per questo motivo il gruppo ricevette una maledizione dal capo di una setta ed è per ciò che Ozzy porta sempre, in ogni circostanza, una croce di metallo al collo, fatta immergere nell'acqua santa. Stessa cosa per gli altri tre membri.
9) Si dice inoltre che Ozzy, prima di sposare Sharon, le abbia chiesto di sposarlo per ben 17 volte.
Visto che il vocalist, in un modo o nell'altro, rovinava sempre l'atteso giorno con stravaganze varie e gesti folli.
Ozzy Osbourne (in un'intervista a Rolling Stones): "Non avrei mai pensato che sarei arrivato così lontano. Cinquant'anni sono molti. Non capisco perché sono ancora vivo dopo giorni infernali. Immagino che chiunque sia al piano di sopra, se c’è qualcuno, vuole che me ne vada in giro. Dovrei essere morto almeno 10 volte. Non lo dico per essere divertente. Ho avuto un incidente con il quad nel 2003. Il mio cuore si è fermato 2 volte. Sono andato in overdose un paio di volte, cosa del quale non vado fiero"
2) 1981: Ozzy Osbourne stacca a morsi la testa ad una colomba.
Durante una riunione con l’emittente televisiva CBS, assistono a un altro episodio, forse persino più agghiacciante dell'incontro con il pipistrello.
Qualcuno, sembra lo stesso Ozzy, aveva avuto la geniale idea di liberare al termine dell’incontro delle colombe, universale simbolo di pace: vittima di un improvviso languorino, il cantante prima libera una delle due colombe che tiene nelle mani, poi decide di dare l’ennesimo assaggio a una specie insolita.
Insomma, solita decapitazione di volatile per via orale.
Gli uomini d’affari rimasero scandalizzati da un gesto forse preparato a tavolino?
3) 1984: Pipì e formiche.
Nel 1984, durante il tour di Bark at the Moon con i Motley Crue di spalla, pare che Ozzy abbia dato inizio a una sfida con Nikki Sixx: la gara consisteva nel cercare di commettere gli atti più disgustosi possibili. Si sfidarono a orinare per poi leccare il proprio piscio: Six fu stracciato fin da subito, perché Ozzy non si interessò solo di ciò che aveva appena prodotto lui stesso, ma si lanciò direttamente sul liquido dell’avversario. Ozzy, poi, non contento di avere stupito i presenti, prese di mira delle sfortunate formiche di passaggio nella stanza sniffandosele. La cosa lasciò allibiti persino i Crue, gente più che avvezza a pratiche estreme.
4) Gatti.
Facile a questo punto accusare il cantante di odiare gli animali o, al massimo, di non tenere in gran considerazione le loro vite: ma con le sue bestiole come si comporta?
Non molto meglio pare, almeno stando a quanto dichiarato dalla prima moglie Thelma.
La donna disse una volta di essere rientrata a casa e avere trovato Ozzy rintanato sotto il pianoforte, completamente vestito di bianco, armato di fucile e coltello da caccia sporco di sangue.
Per quale ragione? Pare avesse preso a fucilate ed eliminato tutti i suoi diciassette gatti.
Perché? Effetto di droghe o alcol? Fame? Non si sa, e credo nessuno abbia il coraggio di addentrarsi troppo nella psiche del nostro, ma il mistero maggiore rimane capire come abbia fatto il cantante a non attirare l’odio del WWF o altre associazioni animaliste.
5) Squali.
La più recente delle rivelazioni sul rapporto del Madman con la fauna è riconducibile a Tony Iommi, che nella sua biografia racconta di avere alloggiato nel 1971 col resto della band nell’hotel Edgewater di Seattle che, essendo costruito su delle palafitte, dava la possibilità di pescare direttamente dalla propria finestra grazie alle lenze fornite dalla reception. Trattandosi di Ozzy non poteva catturare una carpa o un tonno, no di certo, quindi si ritrovò a condividere la camera con uno squalo. Dovendosi esibire quella sera, il frontman lasciò la preda nella vasca da bagno, solo per scoprire, una volta fatto ritorno dal concerto, che l’animale era morto a causa dell’impossibilità di muoversi in uno spazio tanto ristretto. E cosa si può fare con uno squalo morto in una stanza d’albergo? Si comincia a tagliarlo, riempiendo la stanza di sangue e schifezze varie. Non contento, Ozzy ha visto Tony Iommi spalleggiarlo nella sua follia, lanciando grazie alla lenza i resti dello squalo attraverso la finestra aperta di Bill Ward. Si può immaginare la gioia del batterista, che ha poi rigettato in mare la carcassa.
Un comportamento fin troppo ragionevole e difatti fra i membri originali Bill è quello rimasto in formazione per meno tempo.
6) Cocaina, super alcolici e tentativi di suicidio.
Osbourne prima di sposare Sharon, usò 5000 dollari, datigli da un amico in comune con Sharon, per comprarsi la cocaina (altri invece dicono che l'abbia fatto per acquistare superalcolici).
Inoltre si dice che Ozzy abbia tentato il suicidio numerose volte, a cominciare dall'età di 14 anni, per scoprire cosa ci fosse dopo la vita terrena.
7) Nel 1968, quando i Black Sabbath ancora si chiamavano Earth, Ozzy si verniciò interamente di porpora dalla testa in giù per attrarre l'attenzione del pubblico mentre cantava, ma non riuscì a raggiungere il suo scopo. Oltre a ciò, ci vollero ore prima che lui si liberasse della vernice.
8) Messe sataniche.
Si dice che lui e i Black Sabbath, causa testi, musica e modo di vestire, siano stati spesso invitati a prendere parte a messe sataniche, tra cui la famosa Satan's-Night, ma non vi presero mai parte dato che non erano su quell'onda di pensiero: per questo motivo il gruppo ricevette una maledizione dal capo di una setta ed è per ciò che Ozzy porta sempre, in ogni circostanza, una croce di metallo al collo, fatta immergere nell'acqua santa. Stessa cosa per gli altri tre membri.
9) Si dice inoltre che Ozzy, prima di sposare Sharon, le abbia chiesto di sposarlo per ben 17 volte.
Visto che il vocalist, in un modo o nell'altro, rovinava sempre l'atteso giorno con stravaganze varie e gesti folli.
Ozzy Osbourne (in un'intervista a Rolling Stones): "Non avrei mai pensato che sarei arrivato così lontano. Cinquant'anni sono molti. Non capisco perché sono ancora vivo dopo giorni infernali. Immagino che chiunque sia al piano di sopra, se c’è qualcuno, vuole che me ne vada in giro. Dovrei essere morto almeno 10 volte. Non lo dico per essere divertente. Ho avuto un incidente con il quad nel 2003. Il mio cuore si è fermato 2 volte. Sono andato in overdose un paio di volte, cosa del quale non vado fiero"
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lunedì 22 giugno 2015
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giovedì 28 maggio 2015
La Storia Dei Marduk: Satanismo e Nazismo
I Marduk vengono fondati nel 1990 in Svezia da Morgan Hakansson (Evil), già membro dei famigerati Abruptum fondati dal nano malvagio It. L'idea che sta dietro il concept della band è quella di diventare la band più estrema e violenta del pianeta. L'ispirazione del nome venne da Marduk, dio del Caos. Trattasi di una band molto controversa, in primis per testi e temi trattati.
Non solo Satana ma anche interi concept album dedicati alla guerra e al Nazismo, di cui il leader Hakansson si è sempre dichiarato un grande appassionato.
LA CENSURA
Già dal primo demo, Fuck Me Jesus, si evince la carica blasfema della band: sulla cover è rappresentata una ragazza intenta a masturbarsi con un crocifisso. Neanche a dirlo il demo verrà bannato in varie nazioni.
I PRIMI DISCHI
Il primo disco ufficiale sarà Dark Endless del 1992. Era come detto il 1992 e i Marduk all’epoca erano sostanzialmente ancora una Death Metal band: le atmosfere macabre, le velocità parossistiche e le linee vocali deviate sarebbero arrivate solo qualche tempo dopo. Pezzi come "Still Fucking Dead" o "The Sun Turns Black As Night" rimangono ottime canzoni ma pare evidente che i Marduk difficilmente sarebbero riusciti a lasciare il segno se avessero continuato su questa strada. E' solo con il successivo album (Those Of The Unlight) che uscirà nel 1993 che i Marduk diverranno i Marduk. Le composizioni, diversamente da quanto avverrà in un futuro non molto lontano, dimostrano una buona varietà, risultando nettamente distinguibili, mentre la violenza è alternata a passaggi più lenti ed atmosferici. La splendida copertina è un'ottima trasposizione del contenuto musicale dell'album, impernato su riff gelidi e ultraveloci, oscuri rallentamenti che sfociano in sfuriate micidiali e una propensione alla violenza sonora pura ed alla blasfemia più oltranzista. La produzione è piuttosto buona, tenendo conto del genere, ed è caratterizzata da un particolare attenzione alle chitarre che risultano ben distinguibili.
L'atmosfera che permea il disco dalla prima all'ultima nota è assolutamente funerea e maligna e le parti più lente, incastonate fra i momenti di vera e propria aggressione sonora, non fanno altro che rafforzare quest'aura di gelo dolente. Da citare il micidiale trittico iniziale: "Darkness Breeds Immortality", "Those Of The Unlight" e "Wolves". Tuttavia il vero salto di qualità avverrà nel 1994 con Opus Nocturne. 43 minuti di musica che danno un primo assaggio, un’idea, un influsso chiaro ma non completo di quello stile che è diventato il marchio di fabbrica in casa Marduk: quel Black rabbioso, blasfemo, fulmineo, inafferrabile, fatto di energia, ritmi sostenutissimi e blast beats, quel sigillo che questi scandinavi imprimeranno sulle loro successive produzioni, trasformandolo in una caratteristica quasi imprescindibile all’interno dei loro brani. Dopo l’opening "Intro / The Appearance Of Spirits Of Darkness", che distrae la mente con la sua atmosfera sinfonica e lascia presagire poco o nulla di quanto sta per seguire, senza ulteriore transizione alcuna l’ascoltatore viene catapultato nel vero Black Metal dei Marduk. "Sulphur Souls" e la successiva "From Subterranean Throne Profound" sono mazzate violentissime rese ancor più crude dai vocals di Joakim Af Gravf, supportati a dovere da un drumming preciso, martellante e pressoché onnipresente.
Maggior spazio alla chitarra e ai suoi riffing viene lasciato in brani come "Untrodden Paths (Wolves Part II)"," Deme Quaden Thyrane" e "Autumnal Reaper", in grado di districarsi con fluidità tra ritmiche diverse, mischiando evocatività ed oscurità.
Nel Febbraio del 1996 inizia la stesura dei nuovi pezzi per il quarto album: Heaven Shall Burn...When We Are Gathered che vedrà la luce nel giugno dello stesso anno.
Il tour promozionale che segue l’uscita del nuovo disco sarà un grande successo, tanto che verranno registrate alcune performance che saranno poi utilizzate nel loro primo live album Germania (1997).
I Marduk non hanno limiti nell’estremizzare ancor di più la loro proposta, nella musica così come nella loro attitudine: ormai sono diventati uno dei punti di riferimento per il genere tanto da esser affiancati, per alcune date, ai Mayhem. La line-up cambia e pare che in questo disco la potenza complessiva della band sia ulteriormente aumentata. La produzione è tutto sommato buona.
Già da "Beyond The Grace Of God ", si capisce che aria tira con l'apocalittica voce di Legion ,che a detta dello stesso Morgan è a dir poco demoniaca e rispetta perfettamente il nome del cantante, poiché "ogni suono che ne proviene è simile ai lamenti di un orda infuriata di demoni, una legione per l' appunto" . Poi è la volta di "Infernal Eternal" e di "Glorification Of The Black God".
Probabilmente questo è il brano più lontano dallo stile tipico e caratteristico dei Marduk, dato che usa come base un opera classica "una notte sul monte calvo" di Mussorgsky. La composizione di questa canzone, se cosi la si può definire, è stata per i Marduk uno dei compiti più ardui. Poi tra testi inerenti a Dracula, il disco si chiude con Legion che a detta della band è un'invocazione a Lucifero: cioè spronare i vivi a difendere il suo regno.
LA TRIOLOGIA OSCURA: IL SANGUE, LA GUERRA E LA MORTE
Sul finire del 1997 iniziano le preparazioni per il tanto atteso nuovo lavoro intitolato Nightwing, un concept album che uscirà nell'aprile dell'anno seguente. Questo disco presenta classiche sfuriate Black violentissime in puro stile Mayhem con i soliti testi a sfondo satanico ma per la prima volta viene presentato un accenno di concept album: gli ultimi cinque brani sono contraddistinti da un collegamento e narrano la vera storia di Vlad Ţepeş, oscuro signore dell'antica Valacchia che, noto per la sua crudeltà, diede vita alla leggenda del conte Dracula. Sono presenti brani più rallentati e ragionati con un forte incedere marziale e minaccioso. I testi narrano la storia di questo personaggio fin nei minimi particolari e risulta evidente l'interesse per la storia del leader Morgan oltre alla sua preparazione e capacità narrativa. Questo album sarà il primo di una trilogia che, a detta della band, esprime la filosofia del vero Black Metal: una trilogia formata da sangue, guerra e morte.
"Nightwing" è il sangue, il successivo "Panzer Division Marduk" la guerra quindi "La Grande Danse Macabre" la morte.
Nel gennaio del 1999 i Marduk rientrano negli "Abyss Studios" per registrare il loro nuovo album, Panzer Division Marduk, disco che, secondo le intenzioni della band dovrebbe essere l'episodio più feroce della loro carriera. Una vera e propria mazzata. Le canzoni sono molto brevi e si nota l'assenza di rallentamenti. Come si intuisce dal titolo che cita la Wehrmacht e le sue divisioni corazzate, si spostano le coordinate verso un'altra delle passioni storiche di Morgan: la Seconda guerra mondiale e il Nazismo. Tutto su questo disco riconduce alla guerra tanto che spesso i brani sono introdotti da spezzoni presi da vecchi documentari con bombardamenti della Luftwaffe, fuoco di artiglieria, colpi di fucile. L'artwork è tutta una citazione: copertina con carro armato (un Centurion britannico del dopoguerra) e cartucciera, lanciarazzi Panzerfaust, illustrazioni di vecchi progetti di missili V2, città in rovina, e addirittura una vecchia foto che mostra l'Armata Rossa che marcia trionfante per la Berlino sconfitta e rasa al suolo. Non c’è più misticismo, né l’eco di demoni e dell’inferno, stavolta l’inferno viene rigettato sulla terra, in quello scenario terrificante che è la guerra. A parte l’etichetta di guerrafondai che si sono tirati dietro, a ragione o torto, sta di fatto che questo album segna una virata stilistica per la band. Il Black Metal violentissimo, serrato, non concede tregue; sembra davvero di essere sotto tiro di una mitragliatrice devastante. Anche se spesso le composizioni tendono ad assomigliarsi, qui ci sono comunque brani che hanno fatto la storia dei Marduk quali la titletrack, "Baptism By Fire", "Blooddawn" o "502" e che la band continua a riproporre in veste live, ma è certo che i quattro panzer svedesi in passato hanno saputo offrire di meglio almeno come varietà di suono. Dopo, i quattro partono per un tour mondiale che li vedrà impegnati per un anno. La band sino al 2010 ebbe problemi a suonare in diverse nazioni, tra cui la Germania. I progetti continuano e, dopo la separazione dalla Osmose sul finire del 1999, inizia a materializzarsi anche l’idea di un'etichetta personale di Håkansson: la Blooddawn Productions che diverrà la base per le future uscite della band. Per festeggiare i dieci anni di attività esce nel 2000 il secondo live album Infernal Eternal, accolto dalla critica come uno dei migliori dischi dal vivo in ambito estremo di sempre. La trilogia iniziata con Nightwing viene chiusa da La Grande Danse Macabre che è il settimo disco ed esce nel marzo 2001; in questo lavoro le composizioni sono diverse dallo stile tradizionale e integralista del gruppo, mostrando così un lato diverso della band ai fan.
Questo, per chi scrive, è il primo passo falso della band visto la carenza d'idee.
Questo vale soprattutto per i brani più veloci come "Azrael" e "Obedience Into Death" che hanno tutta l’aria di essere degli outtakes di Panzer Division Marduk ma anche le song più lente e ragionate finiscono con il perdersi in un mare di noia, prive come sono di ogni ispirazione.
Magari il gruppo è migliorato tecnicamente e la resa sonora è ottima ma il risultato complessivo non è eccelso.
NUOVO MILLENNIO
Il registro non cambia di molto con World Funeral uscito nel 2003, dove la band prova ad innovare ma con scarsi risultati. In alcuni pezzi si sentono addirittura influenze Industrial ed anche Death Metal (tipo in "Bloodletting").Le canzoni veloci sono alternate a mid-tempos ma sembra ormai mancare qualcosa: la creatività. "With Satan And Victorious Weapons" e "Cloven Hoof" sono velocissime e sono alternate da pezzi molto più rallentati (e in parecchie occasioni anche più atmosferici), tra cui "Bleached Bones" e "Castrum Doloris".
Migliorano decisamente le cose con Plague Angel, visto il songwriting potente, letale e non stagnante. Alla voce troviamo Mortuus: il nuovo singer è più vario rispetto al suo predecessore Legion, e soprattutto le sue metriche non sono tutte uguali. Bisogna però anche dire che il nuovo frontman dei Marduk ha potuto beneficiare di un songwriting molto ispirato, stavolta, e quindi a ben vedere non era solo colpa di Legion se le metriche negli ultimi album degli svedesi erano tutte così simili tra loro, e tale colpa andava condivisa con l’aridità compositiva del chitarrista Morgan.
Il risultato è devastante, le canzoni sono rasoiate violentissime, ma per niente scontate e le parti lente sono opprimenti e apocalittiche: un mix vincente in tutte le canzoni dell’album.
Una release che davvero sorprende per intensità e qualità, elementi che gli stessi Marduk avevano trascurato sensibilmente negli ultimi anni. Con Rom 5:12 si registra una spiccata sterzata melodica, dando vita a brani più "ariosi" dall'andamento marziale, lasciando meno spazio che in passato alle classiche sfuriate ultraveloci. Un tentativo lodevole per rinnovare un po' il proprio sound.
Sin dall'opener "The Levelling Dust" si percepisce la nuova direzione intrapresa dai Marduk: riff avvolgenti e sinistri, penalizzati da una vena compositiva un po' in affanno, un brano che si trascina verso la fine senza molti sussulti, privo di quella carica bestiale tipica degli svedesi.
Con "Cold Mouth Prayer" si ritorna su ritmi sostenuti e "Imago Mortis" uno dei pezzi che maggiormente di distinguono all'interno della tracklist. Una composizione di otto minuti abbondanti in cui la volontà dei Marduk di dare vita a un pezzo lento e carico di atmosfera si traduce in realtà in un brano asfittico, dove un paio di buoni riff vengono ripetuti per tutta la durata. Stessa sorte per le altre due songs di questo tipo: "Accuser" ed "Opposer". Disco con luci ed ombre che lascerà molti strascichi polemici. Nel 2009 con Wormwood la band prosegue sul sentiero dell'innovazione, proponendo all'interno del disco diverse tracce "mid tempo" che costruiscono un'atmosfera minacciosa e oppressiva, comunque nell'album sono presenti numerose canzoni che mantengono ancora quella velocità cupa e distruttiva e nell'insieme si può giudicare un buon lavoro.
Con Serpent Sermon del 2012 i nostri riprendono l’antica crociata in nome di Satana e, guidati dalla sanguinosa liturgia di Belial, macinano una serie di riff distruttivi ed oscuri.
Soluzioni che spaziano dal marziale al cadenzato, ecco come suona questo dodicesimo Serpent Sermon: Intro ferale per la title-track di apertura, sinistre sequenze in tremolo e studiate alternanze di tempo: il perverso chorus abilmente vomitato da Mortuus non dà scampo.
Con "Messianic Pestilence" si ritorna ai fasti del passato che non oso immaginare in sede live: un discreto assalto frontale. "Souls For Belial" è un putrido tripudio di demoni a convegno, tra stacchi ultratirati di famelica ferocia e più rallentate atmosfere dal piglio dannatamente incantatore.
Picchia duro anche la seguente "Into Second Death": furia e voracità in riff al vetriolo sparati a velocità supersonica, salvo poi spegnere il fuoco in giri più propriamente Doom oriented.
E sempre a proposito di influenze Doom, tra i vertici di quest'album si posiziona senz’altro la magnetica "Temple Of Decay", letale danza diabolica dai toni sacrali, il mantra dedicato da Mortuus all’infernale altare della morte. Frontschwein esce nel 2015, il disco si presenta estremamente vario e complesso senza mai perdere in coesione: il sound è totalmente Marduk, con strati e strati di chitarre che si intrecciano, sui quali anche il basso riesce spesso ad emergere con personalità.
Ottimo anche il lavoro della batteria: Widigs trova i tempi giusti sia quando si esibisce in prodigiosi blast beat sia quando deve sostenere ritmiche più articolate e lente. Questo è anche l’album della consacrazione di Mortuus: le sue vocals sono pregevoli in tutto il disco, con non rari momenti di eccellenza. Brani velocissimi e compatti si alternano ad altri più strutturati e complessi rendendo l’ascolto fluido e privo di cali di tensione. Un grande disco che riporta i Marduk ai primi capolavori degli anni 90.
ESPULSI DAL CONCERTO DI MINSK (2002) E ALTRI PROBLEMI
Durante uno show programmato in Bielorussia, precisamente a Minsk, la band fu estromessa dalla scaletta. Infatti l’Ufficio Generale del Pubblico Ministero della Bielorussia bloccò lo show degli svedesi in programma nella capitale il 22 maggio 2012. Pavel Radzivonaw, portavoce del Pubblico Ministero, ha dichiarato alla stampa che il concerto non avrà luogo, perchè “la band predica il satanismo, che non ha nulla a che vedere con l’arte. Questo è un affronto ai valori cristiani. Loro predicano la morte, il Terzo Reich”. Ad altre band che avevano programmato lo show in Bielorussia, fra cui Vader e Kataklysm, venne concesso di suonare purché si attenessero alle leggi vigenti nel paese in questione. Come già detto, anche "Panzer Division Marduk" porterà molti problemi alla band bandita da alcuni festival europei, soprattutto in Germania. Anche nel 2018, la band ebbe problemi con i visti in Nord America e venne rispedita a casa.
IL CRANIO DI DEAD
Come tutti saprete i Mayhem furono tra le band principali della scena di Oslo. Lasciando da parte i roghi di chiese e l'omicidio di Euronymous, girava voce che a seguito del suicidio di Dead(vocalist dei Mayhem), Euronymous avesse prelevato dal cranio di Dead alcune parti del suo cervello e le avesse inviate a persone "degne" della scena. Håkansson durante un’intervista a Loudwire ha confermato di possedere pezzi di cranio e cervello di Per “Dead” Ohlin:
"Scrissi una lettera ai Mayhem e mi rispose il chitarrista, Euronymous.‘Si è semplicemente sparato, ecco un pezzo del suo cranio’. Era un fucile a cartucce, capisci? Mi ha anche spedito due frammenti di piombo e pezzi di cervello. Ce li ho ancora, li tengo ben al sicuro. Li spedì a tutti gli ex commilitoni di Dead. Ad alcuni di loro. Non eran molti, forse cinque"
Non solo Satana ma anche interi concept album dedicati alla guerra e al Nazismo, di cui il leader Hakansson si è sempre dichiarato un grande appassionato.
LA CENSURA
Già dal primo demo, Fuck Me Jesus, si evince la carica blasfema della band: sulla cover è rappresentata una ragazza intenta a masturbarsi con un crocifisso. Neanche a dirlo il demo verrà bannato in varie nazioni.
I PRIMI DISCHI
Il primo disco ufficiale sarà Dark Endless del 1992. Era come detto il 1992 e i Marduk all’epoca erano sostanzialmente ancora una Death Metal band: le atmosfere macabre, le velocità parossistiche e le linee vocali deviate sarebbero arrivate solo qualche tempo dopo. Pezzi come "Still Fucking Dead" o "The Sun Turns Black As Night" rimangono ottime canzoni ma pare evidente che i Marduk difficilmente sarebbero riusciti a lasciare il segno se avessero continuato su questa strada. E' solo con il successivo album (Those Of The Unlight) che uscirà nel 1993 che i Marduk diverranno i Marduk. Le composizioni, diversamente da quanto avverrà in un futuro non molto lontano, dimostrano una buona varietà, risultando nettamente distinguibili, mentre la violenza è alternata a passaggi più lenti ed atmosferici. La splendida copertina è un'ottima trasposizione del contenuto musicale dell'album, impernato su riff gelidi e ultraveloci, oscuri rallentamenti che sfociano in sfuriate micidiali e una propensione alla violenza sonora pura ed alla blasfemia più oltranzista. La produzione è piuttosto buona, tenendo conto del genere, ed è caratterizzata da un particolare attenzione alle chitarre che risultano ben distinguibili.
L'atmosfera che permea il disco dalla prima all'ultima nota è assolutamente funerea e maligna e le parti più lente, incastonate fra i momenti di vera e propria aggressione sonora, non fanno altro che rafforzare quest'aura di gelo dolente. Da citare il micidiale trittico iniziale: "Darkness Breeds Immortality", "Those Of The Unlight" e "Wolves". Tuttavia il vero salto di qualità avverrà nel 1994 con Opus Nocturne. 43 minuti di musica che danno un primo assaggio, un’idea, un influsso chiaro ma non completo di quello stile che è diventato il marchio di fabbrica in casa Marduk: quel Black rabbioso, blasfemo, fulmineo, inafferrabile, fatto di energia, ritmi sostenutissimi e blast beats, quel sigillo che questi scandinavi imprimeranno sulle loro successive produzioni, trasformandolo in una caratteristica quasi imprescindibile all’interno dei loro brani. Dopo l’opening "Intro / The Appearance Of Spirits Of Darkness", che distrae la mente con la sua atmosfera sinfonica e lascia presagire poco o nulla di quanto sta per seguire, senza ulteriore transizione alcuna l’ascoltatore viene catapultato nel vero Black Metal dei Marduk. "Sulphur Souls" e la successiva "From Subterranean Throne Profound" sono mazzate violentissime rese ancor più crude dai vocals di Joakim Af Gravf, supportati a dovere da un drumming preciso, martellante e pressoché onnipresente.
Maggior spazio alla chitarra e ai suoi riffing viene lasciato in brani come "Untrodden Paths (Wolves Part II)"," Deme Quaden Thyrane" e "Autumnal Reaper", in grado di districarsi con fluidità tra ritmiche diverse, mischiando evocatività ed oscurità.
Nel Febbraio del 1996 inizia la stesura dei nuovi pezzi per il quarto album: Heaven Shall Burn...When We Are Gathered che vedrà la luce nel giugno dello stesso anno.
Il tour promozionale che segue l’uscita del nuovo disco sarà un grande successo, tanto che verranno registrate alcune performance che saranno poi utilizzate nel loro primo live album Germania (1997).
I Marduk non hanno limiti nell’estremizzare ancor di più la loro proposta, nella musica così come nella loro attitudine: ormai sono diventati uno dei punti di riferimento per il genere tanto da esser affiancati, per alcune date, ai Mayhem. La line-up cambia e pare che in questo disco la potenza complessiva della band sia ulteriormente aumentata. La produzione è tutto sommato buona.
Già da "Beyond The Grace Of God ", si capisce che aria tira con l'apocalittica voce di Legion ,che a detta dello stesso Morgan è a dir poco demoniaca e rispetta perfettamente il nome del cantante, poiché "ogni suono che ne proviene è simile ai lamenti di un orda infuriata di demoni, una legione per l' appunto" . Poi è la volta di "Infernal Eternal" e di "Glorification Of The Black God".
Probabilmente questo è il brano più lontano dallo stile tipico e caratteristico dei Marduk, dato che usa come base un opera classica "una notte sul monte calvo" di Mussorgsky. La composizione di questa canzone, se cosi la si può definire, è stata per i Marduk uno dei compiti più ardui. Poi tra testi inerenti a Dracula, il disco si chiude con Legion che a detta della band è un'invocazione a Lucifero: cioè spronare i vivi a difendere il suo regno.
LA TRIOLOGIA OSCURA: IL SANGUE, LA GUERRA E LA MORTE
Sul finire del 1997 iniziano le preparazioni per il tanto atteso nuovo lavoro intitolato Nightwing, un concept album che uscirà nell'aprile dell'anno seguente. Questo disco presenta classiche sfuriate Black violentissime in puro stile Mayhem con i soliti testi a sfondo satanico ma per la prima volta viene presentato un accenno di concept album: gli ultimi cinque brani sono contraddistinti da un collegamento e narrano la vera storia di Vlad Ţepeş, oscuro signore dell'antica Valacchia che, noto per la sua crudeltà, diede vita alla leggenda del conte Dracula. Sono presenti brani più rallentati e ragionati con un forte incedere marziale e minaccioso. I testi narrano la storia di questo personaggio fin nei minimi particolari e risulta evidente l'interesse per la storia del leader Morgan oltre alla sua preparazione e capacità narrativa. Questo album sarà il primo di una trilogia che, a detta della band, esprime la filosofia del vero Black Metal: una trilogia formata da sangue, guerra e morte.
"Nightwing" è il sangue, il successivo "Panzer Division Marduk" la guerra quindi "La Grande Danse Macabre" la morte.
Nel gennaio del 1999 i Marduk rientrano negli "Abyss Studios" per registrare il loro nuovo album, Panzer Division Marduk, disco che, secondo le intenzioni della band dovrebbe essere l'episodio più feroce della loro carriera. Una vera e propria mazzata. Le canzoni sono molto brevi e si nota l'assenza di rallentamenti. Come si intuisce dal titolo che cita la Wehrmacht e le sue divisioni corazzate, si spostano le coordinate verso un'altra delle passioni storiche di Morgan: la Seconda guerra mondiale e il Nazismo. Tutto su questo disco riconduce alla guerra tanto che spesso i brani sono introdotti da spezzoni presi da vecchi documentari con bombardamenti della Luftwaffe, fuoco di artiglieria, colpi di fucile. L'artwork è tutta una citazione: copertina con carro armato (un Centurion britannico del dopoguerra) e cartucciera, lanciarazzi Panzerfaust, illustrazioni di vecchi progetti di missili V2, città in rovina, e addirittura una vecchia foto che mostra l'Armata Rossa che marcia trionfante per la Berlino sconfitta e rasa al suolo. Non c’è più misticismo, né l’eco di demoni e dell’inferno, stavolta l’inferno viene rigettato sulla terra, in quello scenario terrificante che è la guerra. A parte l’etichetta di guerrafondai che si sono tirati dietro, a ragione o torto, sta di fatto che questo album segna una virata stilistica per la band. Il Black Metal violentissimo, serrato, non concede tregue; sembra davvero di essere sotto tiro di una mitragliatrice devastante. Anche se spesso le composizioni tendono ad assomigliarsi, qui ci sono comunque brani che hanno fatto la storia dei Marduk quali la titletrack, "Baptism By Fire", "Blooddawn" o "502" e che la band continua a riproporre in veste live, ma è certo che i quattro panzer svedesi in passato hanno saputo offrire di meglio almeno come varietà di suono. Dopo, i quattro partono per un tour mondiale che li vedrà impegnati per un anno. La band sino al 2010 ebbe problemi a suonare in diverse nazioni, tra cui la Germania. I progetti continuano e, dopo la separazione dalla Osmose sul finire del 1999, inizia a materializzarsi anche l’idea di un'etichetta personale di Håkansson: la Blooddawn Productions che diverrà la base per le future uscite della band. Per festeggiare i dieci anni di attività esce nel 2000 il secondo live album Infernal Eternal, accolto dalla critica come uno dei migliori dischi dal vivo in ambito estremo di sempre. La trilogia iniziata con Nightwing viene chiusa da La Grande Danse Macabre che è il settimo disco ed esce nel marzo 2001; in questo lavoro le composizioni sono diverse dallo stile tradizionale e integralista del gruppo, mostrando così un lato diverso della band ai fan.
Questo, per chi scrive, è il primo passo falso della band visto la carenza d'idee.
Questo vale soprattutto per i brani più veloci come "Azrael" e "Obedience Into Death" che hanno tutta l’aria di essere degli outtakes di Panzer Division Marduk ma anche le song più lente e ragionate finiscono con il perdersi in un mare di noia, prive come sono di ogni ispirazione.
Magari il gruppo è migliorato tecnicamente e la resa sonora è ottima ma il risultato complessivo non è eccelso.
NUOVO MILLENNIO
Il registro non cambia di molto con World Funeral uscito nel 2003, dove la band prova ad innovare ma con scarsi risultati. In alcuni pezzi si sentono addirittura influenze Industrial ed anche Death Metal (tipo in "Bloodletting").Le canzoni veloci sono alternate a mid-tempos ma sembra ormai mancare qualcosa: la creatività. "With Satan And Victorious Weapons" e "Cloven Hoof" sono velocissime e sono alternate da pezzi molto più rallentati (e in parecchie occasioni anche più atmosferici), tra cui "Bleached Bones" e "Castrum Doloris".
Migliorano decisamente le cose con Plague Angel, visto il songwriting potente, letale e non stagnante. Alla voce troviamo Mortuus: il nuovo singer è più vario rispetto al suo predecessore Legion, e soprattutto le sue metriche non sono tutte uguali. Bisogna però anche dire che il nuovo frontman dei Marduk ha potuto beneficiare di un songwriting molto ispirato, stavolta, e quindi a ben vedere non era solo colpa di Legion se le metriche negli ultimi album degli svedesi erano tutte così simili tra loro, e tale colpa andava condivisa con l’aridità compositiva del chitarrista Morgan.
Il risultato è devastante, le canzoni sono rasoiate violentissime, ma per niente scontate e le parti lente sono opprimenti e apocalittiche: un mix vincente in tutte le canzoni dell’album.
Una release che davvero sorprende per intensità e qualità, elementi che gli stessi Marduk avevano trascurato sensibilmente negli ultimi anni. Con Rom 5:12 si registra una spiccata sterzata melodica, dando vita a brani più "ariosi" dall'andamento marziale, lasciando meno spazio che in passato alle classiche sfuriate ultraveloci. Un tentativo lodevole per rinnovare un po' il proprio sound.
Sin dall'opener "The Levelling Dust" si percepisce la nuova direzione intrapresa dai Marduk: riff avvolgenti e sinistri, penalizzati da una vena compositiva un po' in affanno, un brano che si trascina verso la fine senza molti sussulti, privo di quella carica bestiale tipica degli svedesi.
Con "Cold Mouth Prayer" si ritorna su ritmi sostenuti e "Imago Mortis" uno dei pezzi che maggiormente di distinguono all'interno della tracklist. Una composizione di otto minuti abbondanti in cui la volontà dei Marduk di dare vita a un pezzo lento e carico di atmosfera si traduce in realtà in un brano asfittico, dove un paio di buoni riff vengono ripetuti per tutta la durata. Stessa sorte per le altre due songs di questo tipo: "Accuser" ed "Opposer". Disco con luci ed ombre che lascerà molti strascichi polemici. Nel 2009 con Wormwood la band prosegue sul sentiero dell'innovazione, proponendo all'interno del disco diverse tracce "mid tempo" che costruiscono un'atmosfera minacciosa e oppressiva, comunque nell'album sono presenti numerose canzoni che mantengono ancora quella velocità cupa e distruttiva e nell'insieme si può giudicare un buon lavoro.
Con Serpent Sermon del 2012 i nostri riprendono l’antica crociata in nome di Satana e, guidati dalla sanguinosa liturgia di Belial, macinano una serie di riff distruttivi ed oscuri.
Soluzioni che spaziano dal marziale al cadenzato, ecco come suona questo dodicesimo Serpent Sermon: Intro ferale per la title-track di apertura, sinistre sequenze in tremolo e studiate alternanze di tempo: il perverso chorus abilmente vomitato da Mortuus non dà scampo.
Con "Messianic Pestilence" si ritorna ai fasti del passato che non oso immaginare in sede live: un discreto assalto frontale. "Souls For Belial" è un putrido tripudio di demoni a convegno, tra stacchi ultratirati di famelica ferocia e più rallentate atmosfere dal piglio dannatamente incantatore.
Picchia duro anche la seguente "Into Second Death": furia e voracità in riff al vetriolo sparati a velocità supersonica, salvo poi spegnere il fuoco in giri più propriamente Doom oriented.
E sempre a proposito di influenze Doom, tra i vertici di quest'album si posiziona senz’altro la magnetica "Temple Of Decay", letale danza diabolica dai toni sacrali, il mantra dedicato da Mortuus all’infernale altare della morte. Frontschwein esce nel 2015, il disco si presenta estremamente vario e complesso senza mai perdere in coesione: il sound è totalmente Marduk, con strati e strati di chitarre che si intrecciano, sui quali anche il basso riesce spesso ad emergere con personalità.
Ottimo anche il lavoro della batteria: Widigs trova i tempi giusti sia quando si esibisce in prodigiosi blast beat sia quando deve sostenere ritmiche più articolate e lente. Questo è anche l’album della consacrazione di Mortuus: le sue vocals sono pregevoli in tutto il disco, con non rari momenti di eccellenza. Brani velocissimi e compatti si alternano ad altri più strutturati e complessi rendendo l’ascolto fluido e privo di cali di tensione. Un grande disco che riporta i Marduk ai primi capolavori degli anni 90.
ESPULSI DAL CONCERTO DI MINSK (2002) E ALTRI PROBLEMI
Durante uno show programmato in Bielorussia, precisamente a Minsk, la band fu estromessa dalla scaletta. Infatti l’Ufficio Generale del Pubblico Ministero della Bielorussia bloccò lo show degli svedesi in programma nella capitale il 22 maggio 2012. Pavel Radzivonaw, portavoce del Pubblico Ministero, ha dichiarato alla stampa che il concerto non avrà luogo, perchè “la band predica il satanismo, che non ha nulla a che vedere con l’arte. Questo è un affronto ai valori cristiani. Loro predicano la morte, il Terzo Reich”. Ad altre band che avevano programmato lo show in Bielorussia, fra cui Vader e Kataklysm, venne concesso di suonare purché si attenessero alle leggi vigenti nel paese in questione. Come già detto, anche "Panzer Division Marduk" porterà molti problemi alla band bandita da alcuni festival europei, soprattutto in Germania. Anche nel 2018, la band ebbe problemi con i visti in Nord America e venne rispedita a casa.
IL CRANIO DI DEAD
Come tutti saprete i Mayhem furono tra le band principali della scena di Oslo. Lasciando da parte i roghi di chiese e l'omicidio di Euronymous, girava voce che a seguito del suicidio di Dead(vocalist dei Mayhem), Euronymous avesse prelevato dal cranio di Dead alcune parti del suo cervello e le avesse inviate a persone "degne" della scena. Håkansson durante un’intervista a Loudwire ha confermato di possedere pezzi di cranio e cervello di Per “Dead” Ohlin:
"Scrissi una lettera ai Mayhem e mi rispose il chitarrista, Euronymous.‘Si è semplicemente sparato, ecco un pezzo del suo cranio’. Era un fucile a cartucce, capisci? Mi ha anche spedito due frammenti di piombo e pezzi di cervello. Ce li ho ancora, li tengo ben al sicuro. Li spedì a tutti gli ex commilitoni di Dead. Ad alcuni di loro. Non eran molti, forse cinque"
mercoledì 27 maggio 2015
Tutti I Cantanti Dei Mayhem: Messiah, Maniac, Dead, Occultus, Attila Csihar (Storia)
I Mayhem vengono fondati ad Oslo nel 1984.
In questo articolo mi soffermerò sui vari cantanti che hanno avuto, raccontandone fatti e misfatti.
Il primo cantante dei Mayhem fu Eric Nordheim, conosciuto come Messiah.
Quest'ultimo, con Euronymous e Necrobutcher, fu tra i fondatori della band nel 1984 ma lasciò subito la compagnia nel 1986.
Verrà sostituito da Maniac (Erik Kristiansen) che canterà su Deathcrush sino al 1988 dove poi verrà sostituito da vocalist session.
Su Maniac ci sarebbero diverse cose da dire ma mi soffermerò più avanti.
Dopo la sua dipartita, entrò nella band Dead (Yngve Ohlin).
Ed è qui che secondo molti iniziano i "veri" Mayhem o quantomeno quelli entrati nella leggenda.
Peculiarità dei loro concerti era sicuramente l'atmosfera oscura e macabra, generata principalmente dal comportamento scabroso dei membri sul palco, i quali erano soliti esibirsi con il Corpsepaint e sfoggiando teste di maiali impalate, che poi venivano lanciate sul pubblico.
Nel 1990, in un concerto a Sarpsborg, Dead ruppe una bottiglia e, come aveva promesso all'inizio del concerto, per fomentare la tensione si tagliò varie parti del corpo sanguinando sul palco.
Al termine del concerto, il cantante svenne per l'ingente perdita di sangue e fu portato immediatamente all'ospedale, riuscendo tuttavia a sopravvivere.
"Mi sfregiai le braccia con un coltello e una bottiglia rotta.
La maggior parte delle persone lì erano buone a nulla e non volevo che loro guardassero il nostro concerto! Prima che iniziassimo a suonare c'era una folla di circa trecento persone, ma durante il secondo brano "Necrolust", iniziammo a lanciare teste di maiale. Solo in cinquanta rimasero, mi piacque!
Mi innervosisco con quelle persone che hanno la testa fra le nuvole, così cosparsi nuovamente di sangue le mie braccia, noi vogliamo spaventare coloro che non dovrebbero essere ai nostri concerti"
Dead era inoltre noto poiché era solito seppellire i propri vestiti e dissotterrarli prima dei concerti, per ottenere un aspetto il più simile possibile a quello di un cadavere; giunse addirittura a chiedere di essere lui stesso sepolto.
Durante un tour con i Mayhem, trovò un corvo putrefatto lungo la strada e decise di conservarlo in una busta di plastica, per poter sentire l'odore della morte quando ne avesse sentito il bisogno e per essere lui stesso "cantore di morte".
L'ossessione per la morte lo portava ad assumere atteggiamenti che resero in poco tempo i Mayhem una band leggendaria:
Dead varcò il confine tra le parole e i fatti, cambiando irreparabilmente la mentalità della nascente scena scandinava.
Col passare del tempo l'odio verso un mondo al quale riteneva di non appartenere, fecero peggiorare il suo stato mentale.
A causa della sindrome di Cotard riteneva di essere già morto e di vivere soltanto un brutto incubo.
"Dead voleva fare musica malvagia per persone cattive, ma vedeva solo persone che andavano in giro con tute, cappelli e quant'altro. Le odiava tanto e non vedeva più una ragione per perdere tempo con loro".
I Mayhem vivevano fuori Oslo, in una casetta isolata che si diceva fosse infestata da fantasmi: tutte le persone che ci passavano vicino acceleravano il passo.
L'8 aprile del 1991 Hellhammer(batterista) ed Euronymous(chitarrista) si allontanarono dalla propria abitazione vicino a Kråkstad lasciando Dead in casa da solo.
Il cantante si suicidò, tagliandosi le vene ai polsi e poi sparandosi un colpo di fucile in testa (i proiettili gli furono regalati da Varg Vikernes, indagato per possesso illegale di armi da fuoco e per esplosivi).
Prima di uccidersi, il cantante lasciò un messaggio con scritto "Excuse all the blood" ("scusate per tutto il sangue").
Dopo l'accaduto, Euronymous fece ritorno a casa, entrando dalla finestra della stanza del cantante in quanto la porta era chiusa e l'unica chiave la teneva Dead.
Trovando il suo collega deceduto, Euronymous, prima di chiamare la polizia, si recò al negozio più vicino per comprare una macchina fotografica con lo scopo di fotografare il corpo del ragazzo (una delle foto diventerà la copertina del bootleg Dawn Of The Black Heart) e solo successivamente chiamò la polizia.
Si dice inoltre che abbia cucinato e mangiato alcune parti del cervello del compagno e che ne abbia distribuite altre come reliquie per onorare la sua memoria a musicisti che considerava degni (tra cui Bård Faust degli Emperor e Morgan Steinmeyer Håkansson dei Marduk).
Dead è possibile sentirlo sul live "Live In Leipzig"(oltre che nella sua band madre: i Morbid).
Dopo la morte di Dead, nel 1992 il leader Euronymous reclutò per breve tempo Occultus (Stian Johansen) come nuovo cantante, che però se ne andò dopo poco tempo (sostenne infatti di aver ricevuto minacce di morte dallo stesso Euronymous).
Occultus faceva parte anch'egli dell'Inner Circle.
Pare che qualcuno (Euronymous, Vikernes o Samoth degli Emperor) andò nel giardino di casa sua, piantò una croce rovesciata nel terreno e la bruciarono (come gesto intimidatorio).
Occultus fu sostituito dall'ungherese Attila Csiharpiù volte arrestato per uso di stupefacenti.
Ad esempio nel 2002 venne trovato con 158 pastiglie di ecstasy, nascoste dentro due panini ed otto grammi di hashish, il tutto per fini di spaccio.
Tornando ai Mayhem, in questo periodo(1993), è opportuno sottolineare che il bassista Necrobutcher abbandonò la band perchè secondo lui era stato lo stesso Euronymous a spingere Dead al suicidio.
Euronymous lo sostituisce con Varg Vikernes già membro attivissimo dell'Inner Circle e quindi dei vari roghi di chiese.
Allo stesso anno, per l'ego sempre più smisurato di Vikernes, risale l'omicidio dello stesso Euronymous.
Qui i Mayhem, persa la loro guida ma oserei dire il punto di riferimento dell'intera scena Black di Oslo, decidono di sciogliersi.
Nell'anno successivo (1994) comunque vedrà la luce De Mysteriis Dom Sathanas con le vecchie parti registrate da Attila Csihar alla voce.
Nello stesso anno il batterista Hellhammer decide di ri-fondare la band: Vikernes e Blackthorn(per complicità di omicidio) sono di fatto fuori in quanto arrestati.
Euronymous è ormai morto e quindi Necrobutcher ritorna come bassista della band.
Attila Csihar invece decide di tornare in Ungheria e come vocalist viene scelto nuovamente Maniac.
Maniac rimarrà sino al 2004 dove pubblicherà con la band Grand Declaration Of War e Chimera(2004).
Nello stesso anno, come detto, verrà estromesso in modo definitivo dalla band per problemi di alcool e con gli altri membri della band.
Maniac durante i live dei Mayhem è noto pure per i suoi tagli auto-inflitti con lamette e quant'altro.
Il punto di svolta della sua vita fu quando un giorno si ritrovò appeso per un braccio da una finestra al quarto piano, senza sapere come ci fosse arrivato.
Ad ogni modo l'ultima nemesi dei cantanti dei Mayhem fu il nuovo ritorno di Attila Csihar nel 2004 che rientrò in pianta stabile dopo il già citato arresto per spaccio di droga nel 2002.
Ordo Ad Chao del 2007 ed Esoteric Warfare del 2014 sono gli ultimi lavori della band norvegese, partoriti con il già citato vocalist ungherese.
In questo articolo mi soffermerò sui vari cantanti che hanno avuto, raccontandone fatti e misfatti.
Il primo cantante dei Mayhem fu Eric Nordheim, conosciuto come Messiah.
Quest'ultimo, con Euronymous e Necrobutcher, fu tra i fondatori della band nel 1984 ma lasciò subito la compagnia nel 1986.
Verrà sostituito da Maniac (Erik Kristiansen) che canterà su Deathcrush sino al 1988 dove poi verrà sostituito da vocalist session.
Su Maniac ci sarebbero diverse cose da dire ma mi soffermerò più avanti.
Dopo la sua dipartita, entrò nella band Dead (Yngve Ohlin).
Ed è qui che secondo molti iniziano i "veri" Mayhem o quantomeno quelli entrati nella leggenda.
Peculiarità dei loro concerti era sicuramente l'atmosfera oscura e macabra, generata principalmente dal comportamento scabroso dei membri sul palco, i quali erano soliti esibirsi con il Corpsepaint e sfoggiando teste di maiali impalate, che poi venivano lanciate sul pubblico.
Nel 1990, in un concerto a Sarpsborg, Dead ruppe una bottiglia e, come aveva promesso all'inizio del concerto, per fomentare la tensione si tagliò varie parti del corpo sanguinando sul palco.
Al termine del concerto, il cantante svenne per l'ingente perdita di sangue e fu portato immediatamente all'ospedale, riuscendo tuttavia a sopravvivere.
"Mi sfregiai le braccia con un coltello e una bottiglia rotta.
La maggior parte delle persone lì erano buone a nulla e non volevo che loro guardassero il nostro concerto! Prima che iniziassimo a suonare c'era una folla di circa trecento persone, ma durante il secondo brano "Necrolust", iniziammo a lanciare teste di maiale. Solo in cinquanta rimasero, mi piacque!
Mi innervosisco con quelle persone che hanno la testa fra le nuvole, così cosparsi nuovamente di sangue le mie braccia, noi vogliamo spaventare coloro che non dovrebbero essere ai nostri concerti"
Dead era inoltre noto poiché era solito seppellire i propri vestiti e dissotterrarli prima dei concerti, per ottenere un aspetto il più simile possibile a quello di un cadavere; giunse addirittura a chiedere di essere lui stesso sepolto.
Durante un tour con i Mayhem, trovò un corvo putrefatto lungo la strada e decise di conservarlo in una busta di plastica, per poter sentire l'odore della morte quando ne avesse sentito il bisogno e per essere lui stesso "cantore di morte".
L'ossessione per la morte lo portava ad assumere atteggiamenti che resero in poco tempo i Mayhem una band leggendaria:
Dead varcò il confine tra le parole e i fatti, cambiando irreparabilmente la mentalità della nascente scena scandinava.
Col passare del tempo l'odio verso un mondo al quale riteneva di non appartenere, fecero peggiorare il suo stato mentale.
A causa della sindrome di Cotard riteneva di essere già morto e di vivere soltanto un brutto incubo.
"Dead voleva fare musica malvagia per persone cattive, ma vedeva solo persone che andavano in giro con tute, cappelli e quant'altro. Le odiava tanto e non vedeva più una ragione per perdere tempo con loro".
I Mayhem vivevano fuori Oslo, in una casetta isolata che si diceva fosse infestata da fantasmi: tutte le persone che ci passavano vicino acceleravano il passo.
L'8 aprile del 1991 Hellhammer(batterista) ed Euronymous(chitarrista) si allontanarono dalla propria abitazione vicino a Kråkstad lasciando Dead in casa da solo.
Il cantante si suicidò, tagliandosi le vene ai polsi e poi sparandosi un colpo di fucile in testa (i proiettili gli furono regalati da Varg Vikernes, indagato per possesso illegale di armi da fuoco e per esplosivi).
Prima di uccidersi, il cantante lasciò un messaggio con scritto "Excuse all the blood" ("scusate per tutto il sangue").
Dopo l'accaduto, Euronymous fece ritorno a casa, entrando dalla finestra della stanza del cantante in quanto la porta era chiusa e l'unica chiave la teneva Dead.
Trovando il suo collega deceduto, Euronymous, prima di chiamare la polizia, si recò al negozio più vicino per comprare una macchina fotografica con lo scopo di fotografare il corpo del ragazzo (una delle foto diventerà la copertina del bootleg Dawn Of The Black Heart) e solo successivamente chiamò la polizia.
Si dice inoltre che abbia cucinato e mangiato alcune parti del cervello del compagno e che ne abbia distribuite altre come reliquie per onorare la sua memoria a musicisti che considerava degni (tra cui Bård Faust degli Emperor e Morgan Steinmeyer Håkansson dei Marduk).
Dead è possibile sentirlo sul live "Live In Leipzig"(oltre che nella sua band madre: i Morbid).
Dopo la morte di Dead, nel 1992 il leader Euronymous reclutò per breve tempo Occultus (Stian Johansen) come nuovo cantante, che però se ne andò dopo poco tempo (sostenne infatti di aver ricevuto minacce di morte dallo stesso Euronymous).
Occultus faceva parte anch'egli dell'Inner Circle.
Pare che qualcuno (Euronymous, Vikernes o Samoth degli Emperor) andò nel giardino di casa sua, piantò una croce rovesciata nel terreno e la bruciarono (come gesto intimidatorio).
Occultus fu sostituito dall'ungherese Attila Csiharpiù volte arrestato per uso di stupefacenti.
Ad esempio nel 2002 venne trovato con 158 pastiglie di ecstasy, nascoste dentro due panini ed otto grammi di hashish, il tutto per fini di spaccio.
Tornando ai Mayhem, in questo periodo(1993), è opportuno sottolineare che il bassista Necrobutcher abbandonò la band perchè secondo lui era stato lo stesso Euronymous a spingere Dead al suicidio.
Euronymous lo sostituisce con Varg Vikernes già membro attivissimo dell'Inner Circle e quindi dei vari roghi di chiese.
Allo stesso anno, per l'ego sempre più smisurato di Vikernes, risale l'omicidio dello stesso Euronymous.
Qui i Mayhem, persa la loro guida ma oserei dire il punto di riferimento dell'intera scena Black di Oslo, decidono di sciogliersi.
Nell'anno successivo (1994) comunque vedrà la luce De Mysteriis Dom Sathanas con le vecchie parti registrate da Attila Csihar alla voce.
Nello stesso anno il batterista Hellhammer decide di ri-fondare la band: Vikernes e Blackthorn(per complicità di omicidio) sono di fatto fuori in quanto arrestati.
Euronymous è ormai morto e quindi Necrobutcher ritorna come bassista della band.
Attila Csihar invece decide di tornare in Ungheria e come vocalist viene scelto nuovamente Maniac.
Maniac rimarrà sino al 2004 dove pubblicherà con la band Grand Declaration Of War e Chimera(2004).
Nello stesso anno, come detto, verrà estromesso in modo definitivo dalla band per problemi di alcool e con gli altri membri della band.
Maniac durante i live dei Mayhem è noto pure per i suoi tagli auto-inflitti con lamette e quant'altro.
Il punto di svolta della sua vita fu quando un giorno si ritrovò appeso per un braccio da una finestra al quarto piano, senza sapere come ci fosse arrivato.
Ad ogni modo l'ultima nemesi dei cantanti dei Mayhem fu il nuovo ritorno di Attila Csihar nel 2004 che rientrò in pianta stabile dopo il già citato arresto per spaccio di droga nel 2002.
Ordo Ad Chao del 2007 ed Esoteric Warfare del 2014 sono gli ultimi lavori della band norvegese, partoriti con il già citato vocalist ungherese.
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