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martedì 2 agosto 2016

La Storia Dei Cryptopsy e Di Lord Worm: Vermi e Cannibalismo

Cyptopsy si formarono a Montreal nel 1988 grazie al vocalist Lord Worm e al chitarrista Steve Thibault.
Poi si aggiunsero al lineup il batterista Flo Mounier, il bassista Kevin Weagle e il chitarrista Dave Galea.
Inizialmente si chiamavano Necrosis, poi cambiarono il nome in Cryptopsy.
Nel 1993 la band pubblicò il primo demo, Ungentle Exhumation.
Questo fece ricevere alla band parecchie attenzioni nell'ambito underground.
Il 1994 fu il punto di svolta della band visto che Kevin Weagle venne sostituito da Martin Fergusson e soprattutto Dave Galea lasciò per essere rimpiazzato dal grandissimo chitarrista Jon Levasseur.


LORD WORM
Lord Worm è sempre stato un personaggio sopra le righe.
In arte Dan Greening, la particolarità del suo nome deriva da storie curiose: dall'aver conosciuto uno stregone a fine anni 80 e dal fatto che in seguito, sul palco, era solito mangiare vermi (disotterrati o comprati).
Invece i più folli rumour che riguardano Lord Worm (smentiti da lui stesso) il fatto che fosse pedofilo e che s'iniettava i vermi con l'eroina.
Non ha invece mai nascosto di fumare strane erbe.

Lord Worm: "Il modo migliore per pugnalare qualcuno a morte è con un cacciavite, perché non c'è gratificazione maggiore di sentire la penetrazione dello stesso nella carne. 
Inoltre se avete intenzione di ucciderlo, dovrete poi mangiarlo. 
Tra l'altro io sono stato anche cannibalizzato. 
Non è necessario mangiare i morti. 
Gli esseri umani possono essere mangiati anche vivi. 
Non sto dicendo che si può mangiare l'umano intero, perché non è proprio il tipo di cosa che poi fai. 
Ma a pezzi? Sì, io l'ho fatto con altre persone.
Ho cannibalizzato e sono stato cannibalizzato.
La sofferenza è qualcosa che può essere condiviso, sai. 
Non si può essere un buon sadico senza essere un buon masochista. 
Se si può godere del proprio dolore, allora si può godere infliggendo lo stesso sugli altri.
La prima volta fu uno giorno del '86 o '87. 
Un amico e io eravamo a Harvey, una catena di fast food qui in Canada. 
Abbiamo deciso di aggiungere pezzi di noi stessi a quello che stavamo mangiato, e così abbiamo usato alcuni coltelli per rimuovere frammenti di noi stessi, includendoli nel nostro cibo. 
Era ora di cena, erano presenti anche altre persone. 
Un'escursione diurna di autophagia. E lo abbiamo fatto"
"L'amico con cui ho condiviso l'episodio di cannibalismo è anche quello che mi ha dato il moniker Lord Worm. 
Il tipo era un mago/stregone inglese che viveva a Montreal: erano gli anni 90.
Vivevamo insieme raccogliendo lattine e bottiglie da riciclare, visto che ci pagavano per farlo.
La nostra idea era poi di comprare un po' di alcool e di andarcene in giro per cimiteri a caccia di animali morti da mutilare e poi mettere nel congelatore di casa.
Il ciondolo che indosso è ricavato da una mascella di un gatto.
Comunque se provi a masticare e mangiare un verme, ti accorgi che esso ha più o meno lo stesso sapore di una bustina di tè secco, se si tratta di tè Earl Grey. 
Ha quella essenza di bergamotto un po' amaro. 
Si accoppiano bene con la birra.
Così alla fine...quando adottai il moniker Lord Worm, qualcuno nel nostro entourage ha avanzato l'idea dei vermi.
Così mi hanno detto "Beh, se sei Lord Worm, perché non fai come Kronos che mangiava i suoi figli?".
Ho pensato: "Bene...bene!". 
Poi arrivarono con un calice pieno di vermi e mi dissero: "Dobbiamo condividere come fanno i preti" ed ho pensato "Ehm...va bene!".
Quindi non ho fatto tutto questo da solo. Ho solo aiutato! Era per la comunità.
Le persone che non vedo da un po ' di tempo, scherzosamente, mi portano come regalo vermi per occasioni speciali quali il mio compleanno o altre feste"


PRIMI DUE DISCHI
E' con questa lineup, semplicemente mostruosa, che nasce l'esordio Blasphemy Made Flesh.
Eccellenti riff, stacchi e accelerazioni al cardiopalma, dietro alle quali si fa strada il drumming precisissimo e psicotico di Flo Mounier.
Velocità forsennate, doppia cassa a mitragliatrice, blast beat furiosi.
Jon Levasseur con i suoi riff assassini fa paura, senza scordarci dell'assolo pulito e melodico di Serial Messiah o di quello di Mutant Christ.
Dan Greening, detto anche Lord Worm, con il suo stile vocale aggressivo e meno low-pitched sembra uscire direttamente da una caverna.
I testi e lo stile vocale non sono di certo da canto gregoriano ma comunque non c'è solo foga, ma anche tecnica come quella che porta il nostro a sostenere un urlo impressionante sul finale di Open Face Surgery, con i suoi continui 28 secondi disumani.
L'album ha un gran successo a livello underground, nonostante ciò il gruppo si separò dalla Invasion Records.
In seguito firmarono per la Displeased Records, che però fallì poco dopo a causa di gravi problemi economici.
L'anno successivo il lineup è completato dopo l'abbandono del bassista Martin Fergusson rimpiazzato da Eric Langlois, il cui talento e la cui originalità aggiunsero altre novità a questa formidabile band.
Nel 1996, con in formazione Lord Worm, Flo Mounier, Jon Levasseur ed Eric Langlois pubblicarono quello che è da molti considerato l'apice della loro carriera, None So Vile, sull'etichetta svedese Wrong Again Records.
La storia si scrive qui perchè c'è tutto: originalità, tecnica, riff geniali, basso ben presente, drumming vario e preciso.
Un vero e proprio mattatoio.
Flo Mounier pare perennemente in preda a una crisi epilettica mentre suona o semplicemente è posseduto: la sua prova è leggendaria, sia in termini di velocità che di fantasia.
Blast-beat, break, il tecnicissimo lavoro di piatti e, in generale, la follia e l’intraprendenza con cui il Mounier sorregge ogni passaggio: ascoltando le singole tracce, è come essere alle prese con degli assoli di batteria, messi però al servizio della musica.
Semplicemente incontenibile e scatenato.
Il chitarrista Jon Levasseur dà qui il suo meglio con una serie di assoli melodici immediatamente riconoscibili, ma anche con una serie di riff uno più feroce dell’altro.
"Crown Of Horns" è una mazzata impressionante.
Éric Langlois, al basso, non è da meno: il suo operato, grazie anche a un pregevole lavoro di slapping, si sente (e non è una cosa scontata quando si parla di Metal Estremo)!
Ad esempio in “Benedictine Convulsions” o “Slit Your Guts” è ben udibile ed incastrato alla perfezione.
Per non parlare poi del piano che introduce "Phobophile", prima che tra basso, assoli e batteria si scateni l'inferno.
Lord Worm, forse, è quello meno dotato tecnicamente però obbiettivamente le sue urla rimangono disumane: una bestia in gabbia.
Un modo di urlare assolutamente esasperato, portato all’eccesso sotto ogni punto di vista, tanto da far suonare anche i versi in apparenza più lineari come un insieme di rantoli e urla strozzate che di norma sarebbero esclusivamente sinonimo di insanità mentale e frenesia omicida.
Lord Worm prende le voci cavernose del Death/Brutal e prova a "brutalizzarle" ancora di più.


L'ABBANDONO DI LORD WORM ED ANNI RECENTI
Dopo il tour di supporto a None So Vile, Lord Worm abbandonò il gruppo.
Non si sono mai capiti i motivi se: litigi con gli altri membri, problemi di salute o economici.
All'inizio del 1997 il cantante Mike DiSalvo entrò a far parte della band.
Mike DiSalvo è abbastanza diverso da Lord Worm: le parole sono ben scandite e lo stile di growl è meno estremo.
L'album successivo, Whisper Supremacy, venne pubblicato dalla Century Media nel 1998, e aggiungeva alla formazione Miguel Roy, secondo chitarrista del gruppo.
In canzoni quali Cold Hate e Warm Blood il lavoro doppio delle chitarre è impressionante: si sentono anche influenze Jazz.
DiSalvo viene criticato dai puristi del genere però tutto sommato, nonostante uno stile e una band abbastanza diversa, questo rimane un buon lavoro.
I Cryptopsy pubblicarono nel 200 il loro quarto disco, ...And Then You'll Beg.
Lo stile si evolve ulteriormente: disco più sperimentale e sicuramente meno estremo dei precedenti.
La tecnica comunque anche in questo disco non manca di certo.
DiSalvo intanto abbandona la band.
Nel 2001, un fan dei Cryptopsy di Montréal, Martin LaCroix, divenne il nuovo cantante.
Il suo stile venne visto da molti fan come un incrocio fra quelli di Lord Worm e di Mike DiSalvo.
L'anno successivo, i Cryptopsy suonarono il loro primo concerto a Montreal in quattro anni, poi registrato e pubblicato come live, None So Live, nel maggio del 2003.
Questo disco fu l'unico con LaCroix in quanto non era in grado di scrivere i testi in inglese, come invece facevano i predecessori.
Venne annunciato il ritorno di Lord Worm ma un anno dopo Jon Levasseur annunciò che aveva perso l'interesse per la musica estrema e lasciò i Cryptopsy.
Intanto venne annunciato il successivo album, Once Was Not, registrato da Lord Worm, Flo Mounier, Eric Langlois e Alex Auburn che registrò tutte le parti di chitarra.
Nonostante la defezione di Levasseur, la band ritornò ai vecchi fasti e agli esordi.
Il protagonista incontrastato è Flo Mounier: blastbeats a ripetizione, doppio pedale sparato, break assassini.
Chitarre old school, riff lenti e cadenzati alternati ad altri veloci e groove, con l'aggiunta di soli e scale apprezzabili.
Non mancano le sperimentazioni con uso di tastiere o intermezzi Fusion, come nella opener "In The Kingdom Where Everything Dies, The Sky Is Mortal" o nella successiva "Keeping The Cadaver Dogs Busy".
Nel 2007 Lord Worm abbandona nuovamente la compagnia.
A dicembre vennero annunciati il nuovo cantante, Matt McGachy, e l'arrivo nel gruppo della tastierista Maggie Durand.
L'anno successivo esce il criticatissimo The Unspoken King che cambia completamente le cordinate del gruppo grazie a clean vocals e a ritmiche Swedish Death/Deathcore.
Nel 2011 avvennero ulteriori cambi di formazione che vedono il ritorno di Jon Levasseur alla chitarra, la partenza del bassista Eric Langlois, il quale fu sostituito da Raymond.
L'anno successo Cryptopsy (omonimo) dimostra che il precedente disco è stato un semplice passo falso.
Si riparte da “Two-Pound Torch”: tempi al cardiopalmo e riffing infernale sono la costante del platter, ottime fondamenta per l’animalesca voce di McGachy.
“Red-Skinned Scapegoat”, tra i brani più complessi e vari dell’intero platter è un continuo delirio, spezzato solo dal primo solo di chitarra che scardina momentaneamente la ritmica esasperata imposta da Mounier. Degli intermezzi melodici conducono a una sezione mid-tempo che non fa che accrescere l’energia, dissipata da un breve accenno di swing con tanto di guitar solo in stile old jazz, preludio del devastante finale.
"Amputated Enigma" è un'altra mazzata nei denti.
In poco più di tre minuti “The Golden Square Mile” è capace di passare da un riff melodico a degli stacchi da capogiro che di nuovo si cambia su metriche dispari e stop’n’go che martellano il sistema nervoso centrale.

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