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lunedì 26 ottobre 2015

La Storia Degli Who e La Pazzia Di Keith Moon: Alberghi Distrutti, Droga e Morte

Keith Moon nasce il 23 agosto 1947, primogenito di Kathleen e Alfred Moon, è stato il batterista che nel corso della sua vita ha distrutto più batterie rispetto a qualsiasi altro.
La band per cui passa alla storia sono ovviamente i The Who che vengono fondati nel 1962 da Peter Townshend, Roger Daltrey, John Entwistle e qualche anno dopo (1964) appunto Keith Moon.

“Io suono meglio del vostro batterista!“. 

Con queste parole si presentò a Pete Townshend dopo un concerto, si mise alla batteria e la distrusse suonando.
Gli Who raggiungono il successo nel 1965, con l'uscita dell'album My Generation, il cui omonimo brano lanciato da un videoclip ottiene un grande successo "spero di morire prima di diventare vecchio" (per Moon questo verso fu profetico).
Idem il grande successo The Kids Are Alright.
Gli Who nel corso della loro carriera hanno piazzato 27 singoli nei primi 40 posti delle classifiche di vendita britanniche e statunitensi.
I singoli raggiungono grande ribalta grazie anche alle trasmissioni di alcune radio pirata di oltremanica come Radio Caroline, tra i quali vanno ricordati I Can't Explain e Substitute.
In A Quick One, pubblicato nel 1966, è possibile notare il progredire della ricerca musicale di Townshend verso la realizzazione di un'opera Rock a carattere teatrale, che si concretizzerà poi in Tommy (1969) e in Quadrophenia (1973), nel cui film associato si fece notare un giovanissimo Sting.
Nel mezzo troviamo The Who Sell Out, uscito nel 1967, una sorte di omaggio alle radio pirata con tanto di stacchetti umoristici tra un pezzo all'altro.
Tornando a Tommy otterrà un grande successo, anche se per la verità la critica si spezzò in due: chi aveva compreso la grandezza degli Who e chi considera questa Opera Rock una mera operazione commerciale.
Per la verità di commercialità ce n'era poca e i vari intermezzi ne resero l'ascolto più difficile rispetto al normale.
L'album venne bannato da molte stazioni radio inglesi ed americane per via degli argomenti trattati: dalla droga alla pedofilia.
Meritevole di attenzioni anche Who's Next che trainato da Baba O'Riley, Behind Blue Eyes, My Wife e Won't Get Fooled Again diviene il disco che ottiene più successo.
The Who By Numbers esce nel 1975, invece nel 1978 Who Are You (molto Radio Oriented) fu l'ultimo disco con Keith Moon alla batteria che morirà di lì a poco.
In ogni caso gli Who realizzarono altri due album con Jones come batterista, e precisamente Face Dances nel 1981 e It's Hard nel 1982.
La perdita di Keith Moon fu comunque un duro colpo per la sezione ritmica del gruppo, idem a livello scenico.
Gli album comunque ottennero un buon riscontro di vendite, anche perchè il sound era molto diverso dagli esordi e più Pop Oriented.
Infine nel 2006, esce Endless Wire, oltre a Moon il disco è orfano anche di Entwistle (morto nel 2002).
Disco dove gli Who, tra una citazione e l'altra al passato, diventano una parodia di loro stessi (senza offesa per nessuno).


KEITH MOON E GLI WHO: INCENDI, STRUMENTI ROTTI ED ALBERGHI DISTRUTTI
Il piccolo Keith dimostra un temperamento inquieto sin dai primi anni di scuola.
Un suo vecchio compagno di classe confessa: “A quei tempi non avrei mai pensato che un giorno sarebbe diventato famoso ma credevo piuttosto che prima o poi sarebbe finito in prigione, perché era sempre coinvolto in tutte le risse”.
I genitori lo iscrissero ad una banda, dove gli venne affidata la tromba; lo strumento non sembra il più adatto per il ragazzo, del tutto mancante della pazienza necessaria per esercitarsi.
I musicisti della banda non gradiscono particolarmente il ragazzo, così: “Mi diedero dei soldi per andarmene” “e fu lì che scoprii per la prima volta che grazie alla musica si poteva guadagnare del denaro!”.
La vita di Moon fu da sempre sregolata e segnata da momenti di grande soddisfazione ad altri di pesanti crisi dovuti a questioni familiari a quelli finanziari, un tenore di vita troppo alto rispetto alle sue possibilità, a quelli di salute con l'assunzione di droghe e grossi quantitativi di alcool.
Proprio dopo una grande ubriacata e dopo l'ennesima discussione con la moglie Mandy, Keith le puntò addosso una pistola carica, minacciandola.
Dopo questa vicenda lei scappò via terrificata abbandonandolo definitivamente.

Sua moglie Kim lo ricorda cosi quando si erano appena sposati: "Quando mi innamorai di lui, Keith era dolcissimo e gentile, spiritoso ed affettuoso. Con il passare degli anni, e con il sorgere del problema della dipendenza dall’alcool, il marito ed il padre tenero divennero una persona violenta e gelosa. 
Quando Keith era sobrio, rivedevo in lui la persona di cui mi ero innamorata, ma quando beveva si trasformava in una sorta di mostro”.

Oltre a distruggere i loro strumenti sul palco, Moon e gli Who divennero famosi per la poco invidiabile nomea di distruggere le camere d'albergo in cui soggiornavano.
Per ammazzare la noia, durante una tournée, Moon fece saltare in aria il bagno dell’albergo in cui soggiornava con un candelotto di dinamite.
Non contento, fece cadere dell’ascensore un materasso ad acqua bagnando tutta la hall.

«Moon avrebbe fatto qualsiasi cosa se sapeva che c'erano abbastanza persone intorno che non volevano che lo facesse».

In un’altra occasione, per celebrare il suo compleanno, dopo un concerto in cui naturalmente niente era rimasto integrò, la band arrivò all’ Holiday Inn Hotel continuando a festeggiare e bere.
Questo fino a che Keith si avviò verso l’uscita, salì su una Cadillac parcheggiata fuori ed entro dentro l’Hotel gettandosi con la macchina dentro la piscina.
Pare che l'Hotel abbia lasciato lì la macchina come una reliquia.
Poi andarono via e sebbene fossero già in auto verso l’aeroporto, si ricordò di aver dimenticato qualcosa.
Pretese di tornare in albergo, salì in camera e fece volare il televisore dalla finestra.
"Quasi me ne dimenticavo".
Si calcola che i danni fatte alle catene alberghiere ammonterebbero a 500mila dollari, l'Holiday Inn Hotel bandì in modo definitivo gli Who da tutte le loro catene alberghiere.
Durante uno show televisivo, per l’esecuzione di “My Generation” Moon prepara qualcosa di speciale, mette una carica di esplosivo sulla sua batteria.
Alla fine della canzone, mentre gli altri distruggono le chitarre, lui dà un calcio alla batteria innescando l’esplosivo proprio vicino alla testa di Roger Daltrey.
Risultato: i capelli del cantante prendono fuoco e Keith si becca alcune schegge della batteria sul braccio.
Nel 1972 consuma due bottiglie di champagne e due bottiglie di brandy al giorno, spesso anche di più e comincia a miscelare questi due liquori nello stesso bicchiere.
Dimostra anche uno dei più gravi segni di dipendenza dall’alcool, il bisogno di cominciare la giornata con un drink.
Nel 1973, dopo aver ingerito una grossa quantità di tranquillanti, collassa durante un concerto.
Trascinato sotto la doccia, gli infermieri lo rimettono in piedi ma tornato alla batteria collassa nuovamente finendo la serata in ospedale.
Per terminare il concerto, gli altri membri chiedono per disperazione se tra il pubblico c’è qualcuno in grado di suonare la batteria.
Spinto fuori a forza dal pubblico e incoraggiato con un bicchiere di scotch, tale Scott Halpin ha la sua serata di popolarità assieme alla promessa di ricevere 1000 Dollari e la giacca della band.
Nelle sue ville erano parcheggiate decine di automobili costose (anche se non aveva la patente di guida), ci sono giochi e intrattenimenti d’ogni genere, si trovano droghe ed alcolici in abbondanza ma non c’è una batteria.
Quello che colpiva in Moon era il suo stile sicuramente innovativo ed originale per l'epoca, aveva una batteria composta da molti pezzi e fu tra i primi ad utilizzare la doppia cassa.
Era un batterista molto veloce preciso e trascinante.
Velocità e precisione che però calarono per forza di cose quando cominciò ad imbottirsi di droghe.
Per lui comunque la batteria andava suonata in compagnia: odiava studiare o suonare da solo.
I lunghi show di due ore e più, infatti, nei quali Keith brucia le tossine e suda abbondantemente (fino a perdere 3 kg per volta), sono per lui una vera e propria palestra, che gli consentono di sostenere il ritmo di vita devastante costituito da party notturni e infiniti drink.
L’ombra dell’alcolismo e dalla dipendenza dalle droghe minaccia sempre più la vita del ragazzo terribile.
Nel 1975 è dipendente anche dalla cocaina.


L'OMICIDIO, LA PAZZIA, I TENTATIVI DI SUICIDIO E LA MORTE (1978)
Nella storia di ogni rock star maledetta, esiste sempre una scintilla/episodio in cui l’ingranaggio del successo si rivolta contro il protagonista determinando l’inizio di un lento declino verso il baratro della distruzione.
Per Keith, questo avvenimento è rappresentato dalla tragica morte del suo autista ed assistente personale, avvenuta nel 1970, Neil Boland.
E’ lo stesso batterista ad ucciderlo involontariamente investendolo maldestramente con la sua lussuosa Bentley nel tentativo di portarsi fuori da una cerchia di teppisti infuriati e minacciosi.
L’episodio fatale getta sull’animo di Keith, già provato dall’alcool e dalle numerose turbe psichiche, un senso di colpa opprimente e un’ombra di depressione e solitudine che resteranno sempre lontani dalla sua immagine pubblica, ma che saranno evidenti alle persone che gli staranno vicine fino alla sua scomparsa.
Più volte tenta il suicidio (in più di un’occasione si taglia i polsi per attirare l’attenzione dei suoi amici); è notoriamente insicuro e afflitto dalla paura di restare solo.
Inoltre è soggetto a scoppi di rabbia incontrollabile e a frequenti periodi di dissociazione.
Nel settembre del 1978 a pochi giorni dal suo rientro dagli USA dove si era recato per curarsi dalla dipendenza da sostanze psicotrope e dall'alcool, Keith partecipò alla prima del "Buddy Holly Story".
Quella sera con lui c'erano grandi personalità della musica quali Paul McCartney, Kenney Jones, David.
Keith a metà della serata abbandonò il suo impegno insieme alla sua nuova fidanzata Annette Walter-Lax.
Tornato a casa ebbe una discussione con Annette,e sarebbero state le ultime parole pronunciate da Keith.
Durante la notte si svegliò più volte per assumere i farmaci che gli erano stati prescritti contro l'alcoolismo: prese 32 pastiglie(già 6 sarebbero bastate per ucciderlo).
La mattina dopo la casa era spaventosamente silenziosa, Annette fu la prima ad accorgersi della morte di Keith, morte dovuta ad un overdose di farmaci.
Fu cremato al Golders Green Crematorium a Londra e per sua precisa volontà le sue ceneri furono sparse in un campo.
Zak Starkey ricorda così il suo eccezionale maestro: “Era assolutamente a corto di tecnica e suonava completamente ad orecchio. Non sapeva cosa fosse un paradiddle, ma quando era in forma lasciava tutti a bocca aperta. Normalmente devi prima conoscere le regole per poi poterle infrangere. Be, non credo che Keith abbia mai imparato le regole, ma continuava a farle a pezzi”.
Ricorda John Entwistle, bassista degli Who recentemente scomparso: “Keith non teneva il tempo particolarmente bene, dovetti spesso stabilire una media tra quel che suonava con la cassa e quello che faceva sul resto del kit per comprendere il suo tempo. Se si sentiva depresso le canzoni suonavano lente, se era eccitato le canzoni erano velocissime”.
"Era eccezionale ma credo che lo sarebbe stato ancora di più se solo si fosse seduto dietro ai tamburi ed avesse dato più corda al suo talento. Ma lui non ha mai provato a chiedersi perché fosse così bravo. Era solo un batterista naturale”.
39 anni dopo Keith Moon sembra non essere mai morto perchè il Comitato per i Giochi Olimpici lo invita all’inaugurazione di Londra 2012.
A questa richiesta tra il comico e il macabro, risponde sarcastico il manager degli Who:
“Keith adesso risiede al crematorio di Gloders Green, dove è rimasto per gli ultimi 34 anni. Ma forse con un tavolo rotondo, qualche candela e qualche bicchiere, potreste riuscire a evocarlo attraverso una seduta spiritica» 

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