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venerdì 5 dicembre 2014

La Storia Degli Slayer: Nazismo, Satanismo e La Morte Di Hanneman

Gli Slayer sono una band americana fondata nella Bay Area(Los Angeles) nel 1981.dai due chitarristi Kerry King e Jeff Hanneman.
In seguito si unirono Tom Araya e Dave Lombardo.
All’inizio i quattro improvvisavano cover di Black Sabbath ed Iron Maiden.
La band sceglie come moniker Slayer, in quanto semplice da ricordare ed eccitante da urlare durante i concerti.
Anche se ai tempi si diceva fosse l'acronimo di: Satan Laughs As You Eternally Rot.
Pieni di entusiasmo, i quattro ragazzi adottarono un look fatto di pelle nera e si colorarono il viso col pittoresco corpse paint, mentre King si fabbricò uno spaventoso bracciale con un pezzo di cuoio, trafitto da chiodi acuminati.
Sarà lui il principale songwriter dell’act losangelino e proprio lui scrive il primo pezzo(nel 1981): Aggressive Perfector, ispirata a Dissident Aggressor dei Judas Priest.
Gli Slayer decisero di non trasferirsi da Los Angeles, sfruttando la già discreta popolarità dei Metallica: da San Francisco giungeva in un alone quasi mistico la fama di questa band, ritenuta "la più veloce d’America", ma gli Slayer erano convinti di poter fare ancora meglio.
Unici thrashers di Los Angeles, gli Slayer divennero presto l’unica band che metteva d’accordo sia i punkers che i metallari, miscelando il riffing e la potenza classica dell’Heavy con la carica adrenalinica del Punk.


DISCHI
Show No Mercy uscì nel 1983, a breve distanza dall'album seminale del Thrash Metal californiano (Kill’Em All), figurando a pieno titolo tra i seminali pionieri del genere.
Era un disco ancora fortemente influenzato dall’Heavy Metal classico inglese miscelato ai Venom, ed è un piacevole esempio di cosa erano gli Slayer prima di diventare davvero gli Slayer.
I quattro disastravano lo studio facendosi la guerra con pistole ad acqua, ma nonostante ciò furono bravissimi a registrare bene il loro debut, sfruttando i pochi tentativi permessi dal budget limitato.
I testi delle canzoni erano ancora infantili e tendenti al ‘satanico’: nella lista dei ringraziamenti sul retro copertina venne menzionato anche tale Herbert M.Clayton: secondo una leggenda metropolitana il nome era inciso su una lapide rubata dai quattro in un cimitero locale!
I due lati del disco vennero chiamati "side 6" e "side 666", mentre sui solchi del vinile venne inciso il nome Slayer.
La leggenda era iniziata: il binomio King/Hannemann affinò un chitarrismo lancinante del tutto inedito, che conquistò anche i thrashers di Frisco nelle prime trasferte nella Bay Area della band losangelina.
Il loro satanismo tenebroso attirava la gente, facevano davvero paura e cercarono di documentare i loro show bollenti col Live Undead, che però alcuni detrattori ritengono essere un falso live, in cui le voci del pubblico furono aggiunte a registrazioni in studio.
Man mano che gli Slayer mettevano a ferro e fuoco il Continente, i loro fans acquisivano sempre più la fama di "distruttori" di band, nel senso che quasi da subito si resero celebri per strapazzare di insulti e bottigliette le formazioni che aprivano per i loro beniamini, chiamati a gran voce dal loro urlo inflessibile: Slayer, Slayer! Nel 1985 la band americana compì un grande passo nella propria carriera, imbarcandosi in un tour continentale assieme agli Exodus ed alle leggende inglesi Venom, tra i principali ispiratori di tutti i thrashers americani.
Il Combat Tour fu qualcosa di memorabile per potenza, velocità, violenza sonora.
Pare che fu anche ricco di aneddoti, come quello che riguarda Araya e Cronos, storico leader dei Venom: in un banchetto post-concerto, il singer degli Slayer, visibilmente brillo, chiese dove fosse il bagno e Cronos, ironico disse "qui, nella mia bocca".
Araya pisciò in faccia a Cronos e completò il tour con un bell’occhio nero in bella vista.
All’apoca, Kerry King riuscì addirittura a meritarsi la chiamata di Dave Mustaine e suonare cinque concerti nei Megadeth, ma i suoi compagni rimasero delusi da questo suo ‘tradimento’ e lui, anche a causa del dispotismo di Mustaine, tornò in pianta stabile negli Slayer.
Era ormai pronto il nuovo capitolo discografico della band, che segnò un passo avanti notevole nel definirne la direzione stilistica: Hell Awaits, pubblicato dalla Metal Blade, era ancora ricco di song blasfeme (come Necrophiliac, nella quale Araya narrava di amplessi col cadavere di una ragazza ), ma anche arricchito da pezzi dalle tematiche filosofiche o sociali (Praise Of Death).
Musicalmente, aumentò l’impatto violento e si accentuò la velocità, ma soprattutto le canzoni divennero dalla struttura intricata, ricca di cambi di tempo, svariati gruppi di riff cuciti assieme e assoli folgoranti.
All’epoca, Tom e Jeff facevano ampio uso di droghe di ogni tipo e, non avendo molti soldi, ricorrevano spesso al veleno per topi; Kerry King, invece, ammette candidamente di non essersi mai drogato, definendosi "uno che beve".
Il 1986 sarebbe stato l’anno più pazzesco e stellare della storia dell’Heavy Metal e degli Slayer, che se ne usciranno con un disco epocale, destinato a lasciare segni memorabili.
Stiamo parlando ovviamente di Reign In Blood.
Una mazzata di Thrash prepotente, furioso, velocissimo, come nessuno mai si era azzardato a fare.
Reign In Blood è una pioggia di sangue e riff, scanditi da una qualità tecnica e acustica stellare, da una precisione disumana nell’esecuzione, da un suono assolutamente devastante e psicotico.
La velocità implacabile dei riff sparati da King e Hannemann è raddoppiata dalla potenza disarmante del prodigioso Dave Lombardo, il tutto cucito sotto i testi minacciosi urlati da un Araya furente.
Sarebbe stato l’album più veloce di sempre e fin dall’artwork lo si capiva, raffigurante una scena di dannazione infernale con tanto di demoni in spudorata erezione.
A qualcuno, nella band, la copertina non piaceva: ma qualcun altro la mostrò a sua madre, che la trovò disgustosa, dando il crisma ufficiale per la scelta.
Nel disco erano presenti canzoni violente e trascinanti, incendiate da riff apocalittici e leggendari come quelli di Raining Blood; il suono generale era secco e immediato, dotato di una potenza elevatissima, e metteva in bella mostra la straripante abilità dietro le pelli di Lombardo, soprattutto nelle pluviali sezioni in doppia cassa. Canzoni leggendarie come Angel Of Death, che narrava i terribili crimini compiuti dal folle scienziato nazista Joseph Mengele, erano destinate a suscitare scalpori e polemiche decennali, unitamente ai pungenti attacchi anticristiani di mazzate quali Jesus Saves.
Il Thrash scorreva furibondo, in pezzi dalle liriche truculenti, utilizzate come documentari dell’orrore: Piece By Piece è un truce racconto di morte e smembramenti, Necrophobic narra di una persona che ha paura di morire e traccia una lista di modi coi quali potrebbe perdere la vita, Criminally Insane è una serie di riflessioni farneticanti di un maniaco omicida, Postmortem è pregna di invettive e violenza riguardanti l’oblio della morte, mentre proprio Raining Blood, costruita da un cacofonico accordo di quattro note e due triplette scorre a velocità folle, descrivendo il Diavolo che regna all’inferno, circondato da impalati e innaffiato da una pioggia di sangue.
Reborn è invece il racconto di una strega che minaccia di tornare a punire i suoi carnefici: il disco copre una durata di ventotto minuti appena, perché i due chitarristi dicevano di stancarsi in fretta di ripetere i riff troppo a lungo, ed è un manifesto perfetto dell’essenza più violenta e incontenibile del Thrash.
Ovviamente le polemiche si sprecarono, e ci fu anche chi non voleva pubblicare il platter nei negozi: sotto la lente finì soprattutto Angel of Death, prepotente cazzotto in faccia, musicalmente ma anche dal punto di vista tematico.
Auschwitz, il significato del dolore: composto da Hannemann, appassionato di memorabilia naziste e belliche in generale (in quanto figlio di un tedesco che aveva combattuto nella II Guerra Mondiale), il brano racconta le torture e gli esperimenti inflitti da Mengele agli internati del lager.
Vittime operate senza anestesia, bruciate vive, congelatei, cucite assieme, abbacinate, avvelenate: Mengele, l’Angelo della Morte, ne fece di tutti i colori, spingendosi a tingere gli occhi degli ebrei con colori diversi.
Lo stile degli Slayer fu duramente attaccato, perché non era una condanna e non esprimeva giudizi negativi.
La band ha sempre negato di essere nazista, e del resto con un cantante cileno di pelle scura la cosa sarebbe stata alquanto bizzarra.
Accusati sempre e comunque, gli Slayer si sono sempre limitati a lasciare all’ascoltatore la completa interpretazione dei dati oggettivi riportati senza sbilanciamenti nelle loro canzoni.
I loro fans continuavano a scatenare moshpit degenerati e ad insultare chiunque osasse aprire per i loro idoli, ma ciò non frenò la volontà degli WASP, che vollero suonare assieme ai californiani.
King si chiese a quale razza di idiota del cazzo potesse venire in mente una simile idea, e ricorda che non ci fu partita: gli WASP, ovviamente, furono massacrati.
Qualsiasi band ha sempre avuto grande difficoltà a dividere il palco con gli Slayer.
Eppure, alla fine di quel tour memorabile, Lombardo annunciò di voler lasciare la band per continue incomprensioni dovute alla presenza in trasferta della moglie Theresa, mal gradita al resto della formazione.
I ragazzi corteggiarono a lungo Dave, pregandolo di tornare nei ranghi, e alla lunga ci riuscirono.
Nel 1988 uscì dunque South Of Heaven, che clamorosamente rallentava le poderose velocità del predecessore, facendole confluire in atmosfere anche cadenzate, dalla melodia sinistra ma più spiccata che in passato.
Il drumwork era potente e compatto e il disco presentò un nuovo stile per la formazione californiana, che inserendo pezzi meno cruenti e linee vocali lievemente più melodiche al fianco delle canoniche killer tracks arricchì il suo spettro sonoro, rendendolo decisamente più vasto.
Qualche fans storse il naso, ma il disco vedrà il suo apprezzamento lievitare col progredire degli anni.
Tuttavia, Kerry King ammetterà di non gradire troppo né le sue prestazioni, su questo disco, né le parti "troppo cantate" di Araya.
Araya, particolarmente ispirato nel comporre testi attorno alle figure di celebri serial killer, ha sempre sostenuto che c’è sempre qualcosa da dire, perché c’è sempre qualche problema.
Nella tracklist oltre alla titletrack spiccavano futuri classici come Live Undead, Mandatory Suicide, la rapida sfuriata Ghost Of War, la trascinante Silent Scream ed altre magistrali dimostrazioni di una musica cupa.
Ormai la band era professionale, si era completamente ripulita da droghe ed alcool, si era abituata a suonare di fronte a pubblici ampi ed aveva visto il consolidarsi dell’amicizia tra Araya e Hannemann, mentre gli altri due erano individui meno avvezzi alle uscite di gruppo.
I concerti, però, restavano fottutamente pericolosi, tra risse, invasioni di palco, gente che si gettava dalle balconate, locali distrutti e botte tra i turbolenti fans del combo americano.
A ottobre 1990 fu pubblicato Seasons In The Abyss, che con l’opener War Ensemble riportava immediatamente la band alla velocità travolgente del recente passato.
Spiccavano nuovi testi duri come Dead Skin Mask (che trattava di un serial killer), completava il tutto la sinistra e inquietante Skeleton Of Society o le tematiche ‘sataniche’ di Born Of Fire, lontane dal ‘giochino’ dissacrante degli esordi e orientate su temi delicati, con King a scagliarsi contro le religioni organizzate ritenute per le persone troppo deboli.
Lombardo decide nuovamente di lasciare la band.
Si era chiuso così il primo decennio di vita della band e la prima, importantissima, porzione della sua carriera, celebrato con il live senza incisioni Decade Of Aggression, che fotografava splendidamente le abilità tecniche della band all’apice del suo splendore.
Nel 1994 la band pubblica il nuovissimo Divine Intervention, velocissimo manifesto di Thrash furioso, accostato addirittura a Reign In Blood e impreziosito da pezzi come Dittohead, uno dei più veloci in assoluto dell’act californiano.
Qualcuno disse che il disco fu mixato male, ma i fans ne furono soddisfatti, per quanto non ebbe un grande successo.
Dopo l’Ozzfest 1996, la band viene incolpata dell’omicidio di una quindicenne da parte di tre ragazzi che, si scrisse, furono spinti da alcune canzoni degli Slayer.
Nel frattempo era iniziato il lavoro di songwriting per il nuovo album: sia Lombardo che Bostaph manifestarono la volontà di rientrare e polemicamente gli Slayer scelsero Bostaph, che partecipò dunque alle registrazioni di Undisputed Attitude, album di cover Punk.
Il 1998 vide l’uscita di un disco come Diabolus In Musica, imbevuto di qualche elemento nu-metal che disturbò i fans della prima ora, sebbene gli stessi Slayer (King in primis) dicessero di disprezzare quel filone stilistico.
La fine del millennio trascorse abbastanza tranquilla, fino al 10 settembre 2001, quando furono presentati in anteprima i nuovi brani di God Hates Us All.
L’indomani, il drammatico attentato alle torri gemelle sconvolse tutti i piani del tour e portò Araya ad additare il fanatismo come male allo stato puro.
Il nuovo album tendeva a ricollegarsi allo stile Thrash originario, attaccando nelle liriche le religioni organizzate, incapaci di fornire risposte concrete.
Non era uno dei migliori dischi della band, ma “solo” un disco rispettabile.
Nel dicembre 2001 Bostaph divenne il secondo batterista a lasciare gli Slayer due volte di fila (per un’apparente lesione al gomito): contro la volontà di King, il manager richiamò all’ovile Lombardo.
Il 06/06/06, che venne definito "il giorno dell’Anticristo", uscì l’ancor più veloce Christ Illusion, che si rivelerà non particolarmente trascinante.
Tra i brani spiccava Jihad, che descriveva la strage dell’11 settembre dalla prospettiva dei terroristi ma era musicalmente banale.
Le censure, sdegnate per la copertina che ritraeva un Cristo straziato, si fecero sentire non poco, risollevando le antiche polemiche religiose nei confronti dei thrashers.
Gli anni 2000 scorrono dunque con gli Slayer ancora duri, cattivi e veloci.
Ma sia la band che i suoi sostenitori iniziano a porsi dubbi sull’effettiva longevità della storica band californiana, perché prima o poi i vecchi leoni dovranno pur smettere e l’età inizia a farsi sentire, con Araya che inizia ad accusare qualche acciacco in maniera più pesante.
Nel 2009, esce quel World Painted Blood che pone un gustoso capitolo finale all’avventura di questa band tremenda e assassina.
Un disco di Thrash vecchio stile che riporta la band direttamente agli anni 80, pur senza pretendere di comparire tra i masterpieces assoluti.


LA MORTE DI JEFF HANNEMAN (1964-2013)
Hanneman morì nel 2013, inizialmente attribuita ad una generica “insufficienza epatica”, su cui molti avevano ipotizzato un’influenza di un morso di ragno velenoso che gli causò la fascite necrotizzante.
A seguito invece di ulteriori accertamenti, la causa di morte, invece, fu una vera e propria cirrosi epatica, provocata dagli anni di abusi di alcool (l’accopiata Hanneman-Heineken era cosa ben nota a tutti, “pubblicizzata” anche sulla sua chitarra personalizzata).

Nonostante i problemi di salute legati al morso del ragno, è stato il suo fegato a ritrovarsi danneggiato dalla birra, e nessuno sapeva di quanto fosse grave la situazione.
Gli Slayer, dopo il periodo di lutto, conclusero comunque il tour estivo.
Può sembrare cinico, ma d’altronde il gruppo era due anni che si esibiva senza Jeff, a seguito proprio della fascite necrotizzante che lo aveva colpito.


NAZISMO, SATANISMO ED ALTRE CONTROVERSIE
La band, come abbiamo visto, oltre che per la musica passò alla storia per il contenuto dei testi, che toccano argomenti riguardanti satanismo, nazismo, guerra, violenza, morte e serial killer.
Dall'inizio della loro carriera, sono sempre stati al centro delle polemiche, ricevendo una moltitudine di critiche per presunte idolatrie naziste e sataniste e il gruppo è stato anche citato in vari episodi di cronaca nera, cosa che ha scatenato numerosi dibattiti sull'impatto della loro musica sui giovani.

Il loro fanclub ufficiale si chiama "Slaytanic Wehrmacht"(Wehrmacht era il nome dell'esercito tedesco dal 1935 fino alla fine della seconda guerra mondiale).
Inoltre il loro logo raffigura l'Aquila Romana, stemma riscontrabile sugli elmi di questa milizia (usato spesso anche durante il fascismo) e la S di "Slayer" è stata accostata al simbolo delle SS(le squadre di protezione dei nazisti durante la seconda guerra mondiale).
Altri sospetti che gli Slayer siano seguaci di questa ideologia riguardavano il chitarrista Jeff Hanneman, un grande appassionato della seconda guerra mondiale, conosciuto per possedere una vasta collezione di memorabilia nazista.
Ad ogni modo, la band si è sempre dichiarata solamente interessata ai contenuti storiografici e non alle sue ideologie.
Inoltre il padre di Hanneman fu un soldato delle truppe alleate che partecipò alla battaglia di Normandia contro i nazisti.
Le prime polemiche iniziarono già con The Final Command contenuta in Show No Mercy ed ispirata al Terzo Reich.
Come detto Angel Of Death portò raffiche di contestazioni perché considerata antisemita, esse vengono specialmente rivolte all'autore del brano, Jeff Hanneman.
Questo brano, come tanti altri della band, è tuttora oggetto di dibattito tra il gruppo e le associazioni di censura ed i gruppi religiosi.
Dopo la pubblicazione di Divine Intervention e in particolare della canzone SS-3 contro di loro prese posizione anche Max Cavalera(Sepultura) che li additò come una banda di neonazisti, accusandoli di attirare naziskin ai loro concerti per via della loro immagine e della loro musica.
Tutto questo suscitò una forte avversione tra i due gruppi.
Nel 1996, gli Slayer vennero citati in giudizio con l'accusa di aver spinto alcuni giovani ad uccidere una ragazza.
La vittima era Elyse Marie Pahler, un'adolescente di 15 anni, massacrata senza pietà il 22 luglio del 1995. All'epoca, gli assassini Roger Casey, 17 anni, Jacob Delashmutt, 16 anni e Joseph Fiorella, 15 anni suonavano in un gruppo ispirato agli Slayer chiamato "Hatred".
I tre confessarono di aver rapito la giovane, di averla drogata, stuprata e pugnalata a morte su un altare satanico, per poi concludere le sevizie con atti di necrofilia.
I ragazzi, dopo l'arresto, dissero di essere stati plagiati dalle canzoni degli Slayer come Altar Of Sacrifice (Reign in Blood), Kill Again e Necrophiliac (Hell Awaits).
Questa tragedia incitò i genitori della vittima a fare causa nei confronti della band californiana e alla loro etichetta discografica.
Il processo terminò nel 2001, a 6 anni dall'accaduto e si concluse con l'assoluzione degli Slayer.
Negli ultimi anni, si è tornato a parlare degli Slayer per un fatto di cronaca avvenuto proprio in Italia.
Infatti il 28 maggio 2004, vennero ritrovati due cadaveri in una fossa di un bosco, vicino Varese.
Erano Fabio Tollis e Chiara Marino, uccisi da alcuni membri di una setta chiamata "Le Bestie di Satana", di cui i due erano parte integrante.
Dopo i ritrovamenti, iniziano le indagini che condurranno al gruppo satanico, portando così numerosi arresti. Il brano Kill Again (Hell Awaits)venne imputato per aver incitato Volpe e i suoi adepti ad uccidere i ragazzi. Un altro membro della setta venne trovato impiccato con il filo da bucato nel bosco dietro casa sua.
Si presume che egli si sia tolto la vita a causa delle continue minacce di morte che riceveva da parte di Volpe e la sua banda ma altri vociferano che venne influenzato dal brano Richard Hung Himself (Undisputed Attitude) che significa "Richard si è impiccato".
 Dopo questi sanguinari eventi, Jeff Hanneman, in un'intervista di Metal Hammer, rispose a queste accuse considerando ignorante chi ha cercato nella loro musica le cause di questi delitti, sostenendo che un simile gesto potrebbe essere influenzato da altri fattori negativi(saranno comunque chiamate in causa anche altre band Metal, tra le quali i Death SS).
Altre polemiche vennero rivolte alla band per il loro album Christ Illusion.
Come già detto, l'album presenta tematiche, perlopiù, anti-religiose, scatenando l'ira dei credenti.
La copertina è il primo oggetto di critica (viene raffigurato un Cristo sanguinante e mutilato e le teste degli Apostoli e di Maria in un mare di sangue) e i testi delle canzoni (soprattutto Cult) non sono passati inosservati.
Il brano Jihad, che parla degli attentati dell'11 settembre, ma raccontati dalla parte degli estremisti islamici, ha generato rabbia da parte di alcuni parenti delle vittime di quella tragedia.
Kerry King non si dichiara satanista, ma ateo e anti-religioso.
In India, dopo le proteste dei gruppi religiosi, sia cristiani che musulmani, l'11 ottobre 2006 la EMI ha ritirato e distrutto tutte le copie in vendita ed è stato proibito il commercio del disco in questa nazione.


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