I Finntroll sono una band finlandese nata nel 1997.
Il gruppo venne fondato da Teemu "Somnium" Raimoranta(chitarrista degli Impaled Nazarene) e da Jan "Katla" Jämsen, che ubriachi in sala prove si misero a improvvisare su ritmiche Death Metal (aggiungendo spezzoni Folk e musica tradizionale finlandese). Il nome deriva da una creatura selvaggia (tipo un Troll) che avrebbe massacrato dei sacerdoti svedesi giunti in Finlandia. Nel 1998 la formazione si stabilizza: Somnium (chitarra), Katla (voce), Skrymer (chitarre), Trollhorn (tastiera e chitarra), Tundra (basso), Beast Dominator (batteria).
DISCOGRAFIA
Nello stesso anno(1998) registrano il loro primo demo, Rivfader.
L'etichetta discografica Spinefarm si interessa a loro, firmando un contratto che risulta nella produzione del 1999 di Midnattens Widunder. È chiaro come questa band presenti un buon numero di influenze derivanti dal Death/Black senza comunque risultare una band "canonica" nei 2 generi suddetti: gli unici elementi in comune potrebbero essere alcune parti di batteria come in "Vatteanda" ed ovviamente dallo screaming di Katla. Le tastiere sono ben presenti in "Svartberg" e "Rivfader", ritmi più gioiosi in canzoni quali "Segersång" o la titletrack. Ottima anche la triste "Blodnatt".
Nel 2001 viene pubblicato l'album Jaktens Tid, che arriva al ventesimo posto delle classifiche finlandesi. La musica che propongono qui ha fatto scuola, ma in quel momento, questa commistione di
Folk e Black Metal, conditi anche da una certa dose di autoironia, era qualcosa di nuovo.
"Krig" è un brano strumentale ma le cose si fanno subito serie con "Fodosagan" oseremmo dire un mid-tempo Black con un assolo di tastiera. "Slaget Vid Blodsalv" mischia musica Metal, fisarmoniche e terremotate parti di batteria. Veramente festosa e dai grandi ritmi "Jaktens Tid".
Particolare ed ironica "Bakon Varje Funa", molto veloce "Kyrkovisan". "Kitteldags" e "Krigsmjöd" sono contraddistinte da refrain orecchiabili e il costante alternarsi di fisarmonica e tastiera.
"Aldhissla" è un’altra delle tracce più originali grazie al ritmo ipnotico e trascinante, una sorta di canzone tribale con tamburi, chitarre, basso, batteria e tastiere.
LA MORTE DI SOMNIUM E IL RESTO DELLA DISCOGRAFIA
L'anno successivo all'uscita dell'album alcuni tour vengono cancellati: il cantante Katla è costretto a ritirarsi dalla band a causa di un tumore di causa virale alle corde vocali non rimovibile chirurgicamente. Abbandonerà dopo la pubblicazione dell'ep Visor Om Slutet. Questo album viene registrato nei primi giorni del gennaio 2003 in una sala di registrazione in una foresta vicino ad Helsinki.Si tratta di un EP tutto acustico suonato anche con strumenti anomali come il kazoo.
Si possono citare "Siste Runans Dans" canzone con chitarra acustica, munnharpe e voce solista, la strumentale ed inquietante "Madon Laulu", la folkeggiante "Svart Djup". Malgrado i ben 32 minuti di durata viene considerato un EP per la presenza di molte strumentali/parti atmosferiche e rumori Ambient (6 canzoni su 12). In generale i ritmi sono più lenti e tranquilli. Appena due settimane dopo l'uscita di Visor Om Slutet, Somnium (fondatore della band) cade dal ponte Kaisaniemi di Helsinki dopo aver assunto (secondo la ricostruzione ufficiale) dosi troppo elevate di alcolici. Somnium aveva 25 anni.
I Finntroll decidono comunque di continuare a suonare, facendo un tour di due settimane in Europa, come band di supporto ai Katatonia. Il chitarrista Mikael "Routa" Karlbom, un amico della band, diventa il nuovo sostituto di Somnium. Nel 2004, la band produce un EP, Trollhammaren, preludio dell'album Nattfödd ("Nato nella notte"). Al costo di un piccolo calo generale di velocità e aggressività, Nattfödd ha guadagnato una varietà significativa rispetto ai predecessori, ogni canzone brilla in solitudine per struttura musicale, significato e carica emotiva.
La band prosegue nei temi musicali che puntano a incutere terrore, oppressione e violenza, tutto in chiave a volte ironica, a volte epica, a volte agghiacciante. Dopo l'intro sono le chitarre di "Människopesten" a darci il benvenuto con riff di tastiera e la disarticolata voce di Wilska, il cantante erede dello sfortunato Katla. La canzone parla di un’armata di troll che caccia via la "peste umana" tingendo le campagne del sangue dei morti. Sicuramente "Elytres" è una hit dell'album tra ritmiche medievali e cori. Gran canzoni anche "Fiskarens Fiende" e "Döde Havet". Vera e propria bomba anche live invece "Trollhammaren" (di cui è stato fatto anche un video).
Tocca poi alla titletrack, una delle canzoni più articolate e mature dell’album, che lascia spazio a tastiere e chitarra di ottimo gusto tecnico. Molto violenta "Ursvamp", canonica senza inventare niente invece "Det Iskalla Trollblodet", una canzone standard per i ritmi dei Finntroll.
"Grottans Barn" presenta un cantato pulito e parti di flauto. Nel 2005 Henri Sorvali "Trollhorn" decise di non suonare più live per problemi di ansia e depressione. Nel 2007 esce Ur Jordens Djup, un ritorno alle sonorità che tendono più al Black Metal di Midnattens Widunder, conservando comunque l'epicità e il Folk tipici della band. In quest'album tutti i testi sono stati scritti da Katla.
Le parti ‘humpaa’ e Folk ci sono sempre, mancano i ritmi trascinanti.
Sicuramente però "Korpens Saga", "En Mäktig Här" e "Maktens Spira" sono buone canzoni. Buona anche l'oscura "Nedgång" e la veloce "Slagbröder". Sono presenti anche qualche blast beat ad esempio in "Under Två Runor" Chiude una strumentale ma dopo qualche minuto di silenzio parte "Trollvisan", lungo la quale si sentirà l’ospite Petri Eskelinen narrare di un troll che brucia una chiesa dopo aver scoperto che dei cristiani hanno rubato i suoi funghi, la sua birra ed ucciso i suoi fratelli per poi far terminare l’album con le grandi risate dei troll. Nel 2010 esce Nifelvind, seguito da un tour per promuoverlo, il PaganFest. Anche questo disco non presenta novità trascendentali e non si discosta molto dal predecessore. Il solito intro naturalistico, poi parte la bellissima "Solsagan", ricca di influenze Black Metal e dotata di un buon drumming ad opera di Beast Dominator: poi cori e ritmi decisamente divertenti. Ottime anche "Ett Norrskensdåd", "I Trdens Sång" che ci riporta al sound quasi primitivo dei primi tempi, la complessa "Tiden Utan Tid", la ballad Folk "Galgasång" e la divertente e veloce "Mot Skuggornas Värld". Forse però la vera hit dell'album è "Under Bergets Rot": brano perfetto per ballare di notte in una foresta, sotto la luna piena, in mezzo a fiumi di alcol.
Invece nel 2013 esce Blodsvelt che riporta la band al sound degli esordi. Il dejà-vù, infatti, è notevole a partire dai suoni campionati dell'intro, che ci portano dritti in un accampamento di orchi, fino ad arrivare al mero aspetto musicale. Il Folk più cupo ed epico degli ultimi album è come spazzato via per tornare a quelle ritmiche festaiole che avevano contraddistinto gli inizi della band. Il titolo vuol dire "avvolto nel sangue" riferimento brutale e sanguinario ai massacri compiuti dai troll, che già avevano caratterizzato i precedenti dischi. La title-track è uno dei pezzi più cupi e pesanti del lotto, seguono poi le Folkeggianti "Ett Folk Förbannat" e "När Jättar Marschera". Le sonorità particolari di "Mordminnen" e il Folk demenziale e divertentissimo di "Rösets Kung" lasciano sicuramente il segno. Molto veloce "Fanskapsfylld", ottime le parti di chitarra di "Skogsdotter".
SOMNIUM: CADUTA ACCIDENTALE O SUICIDIO?
Come detto, la versione ufficiale (ai tempi) affermò che Somnium era caduto accidentalmente dal ponte dopo aver bevuto molto quindi pare che fosse completamente ubriaco.
Tuttavia, pur ai tempi, la sua morte rimase avvolta nel mistero: pare infatti che le due persone che erano con lui quella notte hanno però rivelato in seguito di averlo visto buttarsi dal ponte, togliendosi la vita.
Sulla questione fa luce il cantante degli Impaled Nazarene, Mika Luttinen, nel 2004:
"Sono stanco di mentire a riguardo. La famiglia di Teemu ha detto che non voleva dire la verità, e volevano che mentissimo! Ci hano detto di dire che è stato un ‘incidente a causa dell’alcool,’ un vera stronzata. I fatti sono che si è gettato di sua spontanea volontà. Ora quello che sto per dire sembra una stronzata, ma non mi manca nella mia band. A dire tutta la verità, stava facendo un sacco di cazzate. Era un fannullone, saltava le prove e altre cose. Non avvisava per dire che non veniva, semplicemente non veniva. A volte lo dovevamo trattare come un bambino, come quando dovevamo prendere gli aerei per i tour o altre cose simili, lo dovevamo chiamare 10 volte per chiedergli se stava venendo in aereoporto. Era sempre in ritardo. E francamente, non era un ne un gran chitarrista ne un gran compositore, e non era uno dei compositori principali nella band. Penso che per la mia band sia stato un bene, visto che ora abbiamo un grande chitarrista. Ma mi manca come amico. Quando andavamo in tour, volevo sempre stare in stanza con lui. Era un amico leale. Avevamo spesso gli stessi punti di vista sulla vita. Questa è la parte che mi manca di lui. Era un buon amico. Come membro della band invece no mi manca affatto. Lo so è crudele. Sono sicuro che le persone si chiederanno come faccio a dire queste cose? Ma la vita va avanti. Alcune volte va male altre no"
"Quella notte era insieme ai membri dei Finntroll, nessuno degli Impaled Nazarene. Uno dei miei amici ha visto cos’è accaduto, ha visto Teemu saltare dal ponte di sua volontà.
Il mio amico era sobrio come lo era Teemu. Quando hanno fatto l’autopsia, hanno cercato droghe e alcool nel sangue e hanno trovato che aveva l’equivalente di tre birre in corpo quella notte. Sapeva quello che stava facendo, non c’è nessun dubbio"
"Non è stata la prima volta comunque. Ha cercato di uccidersi più volte prima.
Stavamo cercando di aiutarlo. Gli avevamo chiesto molte volte di dirci se aveva dei problemi.
Gli abbiamo detto ‘Non tenerteli dentro.’ Stava vivendo il suo sogno rock ‘N’ roll. Faceva festa per 24 ore al giorno con varie sostanze. Non sapevamo quanto fosse preso dalle droghe. Abbiamo saputo tante cose su di lui dopo l’incidente. Stava veramente vivendo una doppia vita"
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sabato 14 febbraio 2015
La Storia Dei Finntroll e La Morte Di Teemu "Somnium" Raimoranta
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venerdì 13 febbraio 2015
La Storia Degli Enthroned e Il Suicidio Di Cernunnos
Gli Enthroned sono una band Black Metal formatisi a Charleroi(Belgio) nel 1993 da Cernunnos.
La lineup originale comprendeva anche il chitarrista e vocalist Tsebaoth.
In seguito verrà sostituito da Sabathan(bassista e vocalist).
La band pubblicò un demo tape nel 1994 e un EP split 7 pollici con gli Ancient Rites rilasciato dall'etichetta Afterdark Records.
L'ESORDIO DISCOGRAFICO E IL SUICIDIO DI CERNUNNOS
In seguito la band belga firmò con l'Evil Alliance Records (una sotto-etichetta della Osmose Productions) e rilasciò il primo full: Prophecies Of Pagan Fire.
Il disco è rappresentato da brani che nonostante gli inizi velocissimi tendono a rallentare lasciando spazio ad arpeggi acustici, passaggi atmosferici di tastiera, voci sussurrate.
La composizione quindi, principalmente, è indirizzata verso un sound oscuro e malvagio.
Poco dopo, la band arruolò come secondo chitarrista Nornagest.
Nel mese di aprile 1997, mentre la band iniziava le registrazioni di Towards The Skullthrone Of Satan, fu scossa da una tragedia.
Infatti il fondatore e batterista della band, Cernunnos, venne trovato impiccato nel suo appartamento.
Dan Vandenplas, in arte Cernunnos, si suicidò il 19 Aprile 1997.
Per la verità, a detta della band, Cernunnos soffriva di depressione da tempo ed odiava la vita.
Inoltre era da tempo alcolizzato.
Regie Sathanas, EP uscito l'anno dopo(1998), venne dedicato alla sua memoria con il batterista di nuova acquisizione Blackthorn.
Con Towards The Skullthrone Of Satan la proposta musicale degli Enthroned rimane come nel precedente album su livelli qualitativi sopra alla media.
Si tratta di un disco con un songwriting eccezionalmente vario.
I cambi di tempo si susseguono uno dopo l'altro all'interno della stessa canzone dando prova di una capacità compositiva e di una creatività fuori dal comune.
Rispetto al precedente album però ci troviamo di fronte a suoni e a brani più tirati, più violenti, c'è meno spazio per la melodia e si comincia già a intravedere la direzione che prenderà la band verso un sound più aggressivo e meno elaborato.
Abbiamo in questo caso canzoni che puntano più sulla velocità, sull'aggressione sonora di chitarre tiratissime e una batteria prevalentemente a mitraglia con la doppia cassa.
IL RESTO DELLA DISCOGRAFIA
Il suicidio di Cernunnos, mente creativa della band, si fa sentire negli anni seguenti.
La band vira su un sound velocissimo, violento ed oserei dire quasi monocorde.
Alla fine del 1998, la band è entrata negli Abyss Studios (Svezia) per registrare The Apocalypse Manifesto.
Il terzo album della band venne pubblicato nel maggio 1999, esso affrontò il concetto biblico dell'Apocalisse, interpretato da un punto di vista mitologico norvegese.
Nel 2000, la band si separò da Nebiros e reclutò Neraath come nuovo chitarrista.
Il quarto album Armoured Bestial Hell venne pubblicato nel mese di aprile 2001.
Fin da un primo ascolto si puo’ apprezzare la maggiore complessita’ dei riff chitarristici, accompagnati da parti ritmiche estreme, tipiche del Black Metal. Rispetto agli album precedenti, che si potrebbe dire forse strizzassero un po’ l’occhio al Death(stile Dissection), questo nuovo lavoro è decisamente più aggressivo e potente.
Purtroppo numerosi pezzi si avvicinano troppo agli stereotipi del Black Metal, con parti decisamente un po’ troppo confuse.
Decisamente apprezzabili invece i pezzi mid-tempo, originali e ben suonati.
All'inizio del 2002, la band firmò per la Napalm Records rilasciando Carnage In Worlds Beyondche aggiunge anche influenze Thrash(gli echi di Kreator e Sodom son ben udibili) alla velocità del Black.
Nel 2003 uscì XES Haereticum parziale ritorno al sound magico dei primi 2 dischi.
Infatti rispetto alla precedente release “Xes Haereticum” l'album è più pesante, meno thrashettone e sicuramente meno influenzato dalle band Thrash tedesche.
Gli Enthroned offrono anche due brani sperimentali per modo di dire, che non sono poi da buttare.
Nel 2007 uscì Tetra Karcist, vedendo il ritorno del vecchio batterista Alsvid per le sessioni in studio.
Il disco spiazza un pochino, con del materiale non tanto accattivante quanto il vecchio repertorio e degli episodi palesemente poco ispirati.
Le oscure e complesse trame di “The Burning Dawn” o “Vermin” fanno comunque la loro ottima figura.
Pentagrammaton, ottavo album, venne rilasciato il 22 marzo 2010...a mio avviso disco piatto e mediocre.
Obsidium esce nel 2012 con questo il gruppo di Nornagest ritrova il suo lato più occulto e violento. Indubbiamente su questo prodotto è stato fatto un grande lavoro, le atmosfere sono curate nei minimi dettagli e sono di vitale importanza per la creazione avvolgente di un’aura arcana ed opprimente. Bravi qui gli Enthroned ad enfatizzare il proprio rituale sonoro con brevi cori.
Sovereigns nel 2014, in quest'album la produzione è superlativa ma, a parte la qualità dei suoni, stavolta è stato indovinato davvero tutto, soprattutto il sound cupo e torbido, senza togliere freddezza e violenza ai suoni utilizzati dagli Enthroned.
Un ottimo lavoro è stato fatto anche per il basso, le cui note sembrano delle scudisciate dolorose.
“The Edge Of Agony” ha un inizio devastante, è il manifesto della cattiveria di questa nuovo album, con un rallentamento da brividi grazie anche ad un indovinatissimo riff di chitarra.
La lineup originale comprendeva anche il chitarrista e vocalist Tsebaoth.
In seguito verrà sostituito da Sabathan(bassista e vocalist).
La band pubblicò un demo tape nel 1994 e un EP split 7 pollici con gli Ancient Rites rilasciato dall'etichetta Afterdark Records.
L'ESORDIO DISCOGRAFICO E IL SUICIDIO DI CERNUNNOS
In seguito la band belga firmò con l'Evil Alliance Records (una sotto-etichetta della Osmose Productions) e rilasciò il primo full: Prophecies Of Pagan Fire.
Il disco è rappresentato da brani che nonostante gli inizi velocissimi tendono a rallentare lasciando spazio ad arpeggi acustici, passaggi atmosferici di tastiera, voci sussurrate.
La composizione quindi, principalmente, è indirizzata verso un sound oscuro e malvagio.
Poco dopo, la band arruolò come secondo chitarrista Nornagest.
Nel mese di aprile 1997, mentre la band iniziava le registrazioni di Towards The Skullthrone Of Satan, fu scossa da una tragedia.
Infatti il fondatore e batterista della band, Cernunnos, venne trovato impiccato nel suo appartamento.
Dan Vandenplas, in arte Cernunnos, si suicidò il 19 Aprile 1997.
Per la verità, a detta della band, Cernunnos soffriva di depressione da tempo ed odiava la vita.
Inoltre era da tempo alcolizzato.
Regie Sathanas, EP uscito l'anno dopo(1998), venne dedicato alla sua memoria con il batterista di nuova acquisizione Blackthorn.
Con Towards The Skullthrone Of Satan la proposta musicale degli Enthroned rimane come nel precedente album su livelli qualitativi sopra alla media.
Si tratta di un disco con un songwriting eccezionalmente vario.
I cambi di tempo si susseguono uno dopo l'altro all'interno della stessa canzone dando prova di una capacità compositiva e di una creatività fuori dal comune.
Rispetto al precedente album però ci troviamo di fronte a suoni e a brani più tirati, più violenti, c'è meno spazio per la melodia e si comincia già a intravedere la direzione che prenderà la band verso un sound più aggressivo e meno elaborato.
Abbiamo in questo caso canzoni che puntano più sulla velocità, sull'aggressione sonora di chitarre tiratissime e una batteria prevalentemente a mitraglia con la doppia cassa.
IL RESTO DELLA DISCOGRAFIA
Il suicidio di Cernunnos, mente creativa della band, si fa sentire negli anni seguenti.
La band vira su un sound velocissimo, violento ed oserei dire quasi monocorde.
Alla fine del 1998, la band è entrata negli Abyss Studios (Svezia) per registrare The Apocalypse Manifesto.
Il terzo album della band venne pubblicato nel maggio 1999, esso affrontò il concetto biblico dell'Apocalisse, interpretato da un punto di vista mitologico norvegese.
Nel 2000, la band si separò da Nebiros e reclutò Neraath come nuovo chitarrista.
Il quarto album Armoured Bestial Hell venne pubblicato nel mese di aprile 2001.
Fin da un primo ascolto si puo’ apprezzare la maggiore complessita’ dei riff chitarristici, accompagnati da parti ritmiche estreme, tipiche del Black Metal. Rispetto agli album precedenti, che si potrebbe dire forse strizzassero un po’ l’occhio al Death(stile Dissection), questo nuovo lavoro è decisamente più aggressivo e potente.
Purtroppo numerosi pezzi si avvicinano troppo agli stereotipi del Black Metal, con parti decisamente un po’ troppo confuse.
Decisamente apprezzabili invece i pezzi mid-tempo, originali e ben suonati.
All'inizio del 2002, la band firmò per la Napalm Records rilasciando Carnage In Worlds Beyondche aggiunge anche influenze Thrash(gli echi di Kreator e Sodom son ben udibili) alla velocità del Black.
Nel 2003 uscì XES Haereticum parziale ritorno al sound magico dei primi 2 dischi.
Infatti rispetto alla precedente release “Xes Haereticum” l'album è più pesante, meno thrashettone e sicuramente meno influenzato dalle band Thrash tedesche.
Gli Enthroned offrono anche due brani sperimentali per modo di dire, che non sono poi da buttare.
Nel 2007 uscì Tetra Karcist, vedendo il ritorno del vecchio batterista Alsvid per le sessioni in studio.
Il disco spiazza un pochino, con del materiale non tanto accattivante quanto il vecchio repertorio e degli episodi palesemente poco ispirati.
Le oscure e complesse trame di “The Burning Dawn” o “Vermin” fanno comunque la loro ottima figura.
Pentagrammaton, ottavo album, venne rilasciato il 22 marzo 2010...a mio avviso disco piatto e mediocre.
Obsidium esce nel 2012 con questo il gruppo di Nornagest ritrova il suo lato più occulto e violento. Indubbiamente su questo prodotto è stato fatto un grande lavoro, le atmosfere sono curate nei minimi dettagli e sono di vitale importanza per la creazione avvolgente di un’aura arcana ed opprimente. Bravi qui gli Enthroned ad enfatizzare il proprio rituale sonoro con brevi cori.
Sovereigns nel 2014, in quest'album la produzione è superlativa ma, a parte la qualità dei suoni, stavolta è stato indovinato davvero tutto, soprattutto il sound cupo e torbido, senza togliere freddezza e violenza ai suoni utilizzati dagli Enthroned.
Un ottimo lavoro è stato fatto anche per il basso, le cui note sembrano delle scudisciate dolorose.
“The Edge Of Agony” ha un inizio devastante, è il manifesto della cattiveria di questa nuovo album, con un rallentamento da brividi grazie anche ad un indovinatissimo riff di chitarra.
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giovedì 5 febbraio 2015
La Storia Delle Legions Noires Francesi (Black Metal)
"We will never play gigs for normal brainless Metal-audience"
Infatti il nome "Black Legions" è probabilmente un riferimento alla "Black Mafia" norvegese che terrorizzò i cristiani qualche anno prima. A differenza di quest'ultima, Les Legions Noires si basavano esclusivamente nel produrre musica, senza distinguersi per atti vandalici (o almeno per quanto si sa). Anche se occultismo e vampirismo erano i temi portanti dei loro testi. La musica de Lés Légions Noires si basa su un suono estremamente grezzo e con scarse produzioni. Il leader dei Vlad Tepes (Wlad Drakksteim) dirà in un'intervista che la "summa" di tutto sono i Bathory e da lì bisogna ripartire per suonare Black Metal. Inoltre disse anche che la morte di Euronymous e l'arresto di Burzum e degli altri membri facenti parte dell'Inner Circle avrebbe aiutato il Black Metal a ritornare nell'oscurità (underground). Tra le figure di spicco sicuramente Vordb (noto anche come Vordb Dréagvor Uèzréèvb, Thörgammaton Blackvomit, Vórdb Báthor Ecsed, Avaëtre e, più di recente, Vordb Na R.iidr), Vorlok Drakksteim, Wlad Drakksteim (questi ultimi 2 si diceva fossero fratelli ma pare di no) e Meyna'ch.
Meyhna'ch (Mutiilation): "La scena scandinava ha sempre fatto riferimento alle loro terre e al sangue, alle radici dell'orgoglio vichingo, etc. Io non sono fiero delle mie radici; sarei potuto crescere in una nazione qualunque e non sperimento certo nessuna particolare epifania nell'essere francese. Ma facciamo Black Metal francese sporco, lurido, tossico e criminale: questo è il nostro retaggio. Avevamo tutti personalità diverse e venivamo da culture e livelli d'istruzione diversi; è evidente dalla varietà di side project. Alcuni hanno atmosfere comuni, certo, ma il punto non era quello: ci stavamo riunendo per approcciare l'abisso, per andargli più vicino"
Questo uno stralcio di un'intervista di Wlad inerenti sentimenti umani:
CASTELLO
Tutti i cd e cassette sono stati registrati in una castello a Brest in cui si ritrovava la congrega (il castello apparteneva precisamente a Lord Akon Keetreh, one man band del movimento).
Tutte le band rilasciarono poche releases, distribuite tra l'altro nei confronti di pochi eletti (amici, conoscenti o altre band). Le releases erano molto limitate come copie (infatti in giro ci sono molti fake) e rilasciate dall'oscura Embassy Productions.
Il movimento dichiarò che la musica fu prodotta per far soffrire la gente:
"Lés Légions Noires supportent totalement tout ce qui contribue à faire souffrir et disparaitre "l'humanité" (Guerres, génocides, epidémies...)"
Wlad Drakksteim (Vlad Tepes): "We are Black Legions of Satan, we are the immortal warriors of Black imperial blood. We are here to pervert christian worms and they shall face the Black holocaust. It's near!"
Mutiilation fecero addirittura alcuni concerti, altre band quali Vlad Tepes si rifiutarono sempre di comparire in pubblico e quindi di suonare live (anche se rilasciarono una famosa intervista in una fanzine, una delle poche dell'epoca). Alcune di queste band furono accusate di aver mandato minacce di morte a band finlandesi (Impaled Nazarene, Sigillum Diaboli) e all'etichetta Osmose Productions. Quelle 2 band finlandesi furono accusate di essere modaiole e di non suonare Black Metal, invece la Osmose venne attaccata per aver messo sotto contratto appunto gruppi Black Metal. Wlad minacciò di uccidere il proprietario della Full Moon Productions/editore di Kill Yourself Zine, dal canto suo Jon della fanzine pare gli abbia spedito a casa una scatola piena di topi morti.
CASTELLO
Tutti i cd e cassette sono stati registrati in una castello a Brest in cui si ritrovava la congrega (il castello apparteneva precisamente a Lord Akon Keetreh, one man band del movimento).
Tutte le band rilasciarono poche releases, distribuite tra l'altro nei confronti di pochi eletti (amici, conoscenti o altre band). Le releases erano molto limitate come copie (infatti in giro ci sono molti fake) e rilasciate dall'oscura Embassy Productions.
Il movimento dichiarò che la musica fu prodotta per far soffrire la gente:
"Lés Légions Noires supportent totalement tout ce qui contribue à faire souffrir et disparaitre "l'humanité" (Guerres, génocides, epidémies...)"
Wlad Drakksteim (Vlad Tepes): "We are Black Legions of Satan, we are the immortal warriors of Black imperial blood. We are here to pervert christian worms and they shall face the Black holocaust. It's near!"
Mutiilation fecero addirittura alcuni concerti, altre band quali Vlad Tepes si rifiutarono sempre di comparire in pubblico e quindi di suonare live (anche se rilasciarono una famosa intervista in una fanzine, una delle poche dell'epoca). Alcune di queste band furono accusate di aver mandato minacce di morte a band finlandesi (Impaled Nazarene, Sigillum Diaboli) e all'etichetta Osmose Productions. Quelle 2 band finlandesi furono accusate di essere modaiole e di non suonare Black Metal, invece la Osmose venne attaccata per aver messo sotto contratto appunto gruppi Black Metal. Wlad minacciò di uccidere il proprietario della Full Moon Productions/editore di Kill Yourself Zine, dal canto suo Jon della fanzine pare gli abbia spedito a casa una scatola piena di topi morti.
Wlad Drakksteim (Vlad Tepes): "Queste 3 scene (Norvegia, Svezia e Finlandia) non hanno nulla a che fare con noi!"
Il leader dei Vlad Tepes in un'intervista ammise che le band norvegesi fecero grande musica e in parte furono imitati da alcune band svedesi. Tuttavia provò sempre grande disprezzo per la scena finlandese affermando che non esisteva all'epoca una singola band Black Metal "true" in Finlandia.
RELEASES UFFICIALI
Mütiilation: Hail Satanas We Are The Black Legions (1994)
Vlad Tepes: War Funeral March (1994)
Vlad Tepes / Belketre: March To The Black Holocaust (1995)
Mütiilation: Vampires Of Black Imperial Blood (1995)
Vlad Tepes / Torgeist: Black Legions Metal (1996)
Belketre: Ambre Zuèrkl Vuordhrévarhtre (1996)
Vlad Tepes: La Morte Lune (1997)
BAND
Meyhna'ch (Mutiilation): "Creammo un sacco di materiale sonoro e non chiedemmo mai a nessuno di apprezzarci come persone e addirittura di poter anche solo pensare di avvicinarsi a noi. I nostri caratteri non sono gradevoli, i nostri obiettivi non sono quelli che la gente vorrebbe vedere avverati. Se dovete ricordare qualcosa, ricordate cosa abbiamo fatto: chi eravamo non era tanto importante"
RELEASES UFFICIALI
Mütiilation: Hail Satanas We Are The Black Legions (1994)
Vlad Tepes: War Funeral March (1994)
Vlad Tepes / Belketre: March To The Black Holocaust (1995)
Mütiilation: Vampires Of Black Imperial Blood (1995)
Vlad Tepes / Torgeist: Black Legions Metal (1996)
Belketre: Ambre Zuèrkl Vuordhrévarhtre (1996)
Vlad Tepes: La Morte Lune (1997)
BAND
Meyhna'ch (Mutiilation): "Creammo un sacco di materiale sonoro e non chiedemmo mai a nessuno di apprezzarci come persone e addirittura di poter anche solo pensare di avvicinarsi a noi. I nostri caratteri non sono gradevoli, i nostri obiettivi non sono quelli che la gente vorrebbe vedere avverati. Se dovete ricordare qualcosa, ricordate cosa abbiamo fatto: chi eravamo non era tanto importante"
Wlad Drakksteim (Vlad Tepes): "The end is near. That's great!" (in riferimento a guerre, inquinamento ed altri problemi che affliggono la vita degli umani sulla Terra)
ALTRI ANEDDOTI
I testi delle canzoni delle Legions Noires sono scritti principalmente in Gloatre, un idioma inventato da Vordb Dreagvor Uezeerb, leader della one man band Brenoritvrezorkre.
Alcuni gruppi pare abbiano registrato le loro demo dopo aver cantato in un microfono avvolto con un cadavere di un topo putrefatto da mesi, ciò per mantenere vocals marce durante le loro registrazioni.
Nel 1996 pare che furono cacciati i Mutiilation, dopo che nel castello dove si ritrovava la congrega furono trovati degli stupefacenti appartenenti a Meyhna'ch (leader della band).
Meyhna'ch, tra l'altro, affermò di esser "morto" appunto nel 1996 (ed invece la sua data di nascita la faceva risalire al 1666; come si può vedere immortalità, vampirismo e vita eterna erano appunto elementi cardine delle Legions Noires), effettivamente scomparve nel nulla a fine anni 90 ma a quanto si sa è ancora vivo. Molti dei membri del LLN respinsero anche il cantante Aakon Keetreh per lo stesso motivo. E' credenza comune che le LLN finirono proprio nel '97 con la sua espulsione.
LA FINE
Come detto la congrega si sciolse nel 1997, le uniche band rimaste attive sono Mutiilation, Vermeth e Belathuzur che cambiò successivamente nome in Hegemon. Molti demo dei vari progetti sono stati auto-prodotti sotto forma di tape (cassetta), tutti limitati a pochissime copie, e spesso definiti come materiale autentico e ultra-raro da parte degli ascoltatori di questa corrente musicale. Il materiale de Lés Légions Noires in vendita può risultare non valido e fasullo, ossia ristampato senza alcun consenso del movimento o delle relative case discografiche con cui le principali band firmarono un contratto: Drakkar Productions, Embrassy Productions, Tragic Empire Records.
Altri hanno cercato di ricreare il suono di queste bande e rilasciato materiale con logo LLN, alcuni esempi sono Boreb, Ôìëlôtröpòtëp, Hölgräpezúvzaubervörké, Lepetitgrëgorytvrezorkre e Vorlevrunkzrevborposphinctre. Tra queste possiamo citare anche le band post Mutiilation di Meyhna'ch ovvero Gestapo 666 ed Inferno Milizia. Anche il gruppo finlandese Satanic Warmaster è stato spesso infilato in questa corrente, per via di simboli simili a quelli del movimento.
Malkira (Osculum Infame): "Le Legioni Nere erano state create da alcune persone che avevano deciso di costruire una sorte di organizzazione, affermando che non avrebbero accettato nessuno al loro interno. Sostenevano di essere i più malvagi ma a parte i Mutiilation sparirono tutti nel nulla improvvisamente. Ad essere onesti penso che quando crearono la loro organizzazione, l'idea non fosse male ma non fecero mai nulla di così estremo come quello che sostenevano"
ALTRI ANEDDOTI
I testi delle canzoni delle Legions Noires sono scritti principalmente in Gloatre, un idioma inventato da Vordb Dreagvor Uezeerb, leader della one man band Brenoritvrezorkre.
Alcuni gruppi pare abbiano registrato le loro demo dopo aver cantato in un microfono avvolto con un cadavere di un topo putrefatto da mesi, ciò per mantenere vocals marce durante le loro registrazioni.
Nel 1996 pare che furono cacciati i Mutiilation, dopo che nel castello dove si ritrovava la congrega furono trovati degli stupefacenti appartenenti a Meyhna'ch (leader della band).
Meyhna'ch, tra l'altro, affermò di esser "morto" appunto nel 1996 (ed invece la sua data di nascita la faceva risalire al 1666; come si può vedere immortalità, vampirismo e vita eterna erano appunto elementi cardine delle Legions Noires), effettivamente scomparve nel nulla a fine anni 90 ma a quanto si sa è ancora vivo. Molti dei membri del LLN respinsero anche il cantante Aakon Keetreh per lo stesso motivo. E' credenza comune che le LLN finirono proprio nel '97 con la sua espulsione.
LA FINE
Come detto la congrega si sciolse nel 1997, le uniche band rimaste attive sono Mutiilation, Vermeth e Belathuzur che cambiò successivamente nome in Hegemon. Molti demo dei vari progetti sono stati auto-prodotti sotto forma di tape (cassetta), tutti limitati a pochissime copie, e spesso definiti come materiale autentico e ultra-raro da parte degli ascoltatori di questa corrente musicale. Il materiale de Lés Légions Noires in vendita può risultare non valido e fasullo, ossia ristampato senza alcun consenso del movimento o delle relative case discografiche con cui le principali band firmarono un contratto: Drakkar Productions, Embrassy Productions, Tragic Empire Records.
Altri hanno cercato di ricreare il suono di queste bande e rilasciato materiale con logo LLN, alcuni esempi sono Boreb, Ôìëlôtröpòtëp, Hölgräpezúvzaubervörké, Lepetitgrëgorytvrezorkre e Vorlevrunkzrevborposphinctre. Tra queste possiamo citare anche le band post Mutiilation di Meyhna'ch ovvero Gestapo 666 ed Inferno Milizia. Anche il gruppo finlandese Satanic Warmaster è stato spesso infilato in questa corrente, per via di simboli simili a quelli del movimento.
Malkira (Osculum Infame): "Le Legioni Nere erano state create da alcune persone che avevano deciso di costruire una sorte di organizzazione, affermando che non avrebbero accettato nessuno al loro interno. Sostenevano di essere i più malvagi ma a parte i Mutiilation sparirono tutti nel nulla improvvisamente. Ad essere onesti penso che quando crearono la loro organizzazione, l'idea non fosse male ma non fecero mai nulla di così estremo come quello che sostenevano"
PROFONAZIONE DI CIMITERI IN FRANCIA ED UN OMICIDIO
Anche se non direttamente connessi a loro ma più probabilmente di retaggio norvegese (come influenza), ci furono alcune profanazioni di cimiteri in Francia con riesumazione di cadaveri. L'8 giugno 1996 infatti, 4 giovani avevano riesumato il cadavere di Yvonne Foin, piantandole una croce sul corpo. Furono Anthony Mignoni e Christopher Magnoni. Mignoni era conosciuto come Hades, membro dei Funeral. Mignoni venne trovato in casa con volantini con su scritto "Ricercato per crimini contro l'umanità: Gesù (noto anche come Cristo). E' accusato di aver dato inizio alla persecuzione e all'uccisione di milioni di persone" (era una campagna diffusa dalla Napalm Rock). Lo stesso era coinvolto in un gruppo occulto chiamato "The Sacred Order Of The Emerald". Sempre nello stesso anno, un giovane chiamato David Oberdorf pugnalò con 33 coltellate il prete Jean Uhl, provando a disegnare sul suo corpo un pentagramma.
ANNI RECENTI
Ancora oggi, i nomi umani di Wlad e Vorlok Drakksteim (all'epoca si presumeva fossero fratelli, ma non è così) sono stati vociferati ma mai confermati. Se di Vorlok e Lord Aakon Keetreh si sono perse le tracce, lo stesso non si può dire di Wlad che dopo poco più di un decennio è tornato a comporre musica nel 2013. Anche Vordb è tornato a fare musica dopo molti anni di inattività. Meyhna'ch dopo essere scomparso a fine anni 90, ha continuato a fare Black Metal con Hell Militia ed altre band più recenti.
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Vlad Tepes
lunedì 2 febbraio 2015
La Storia Degli Aerosmith: Dischi, Alcool e Droga
Gli Aerosmith si formano nel 1969 nel New Humpshire(Sunapee).
A Sunapee oltre al liceo, ai bar e a poche altre strutture c’è un lago, un’attrazione per turisti frequentata da famiglie che amano passare i loro periodi di ferie in un ambiente tranquillo e suggestivo.
Tra queste c’è la famiglia Tyler, che una volta l’anno lascia i sobborghi di Westchester County per trascorrere le ferie a Sunapee, nel New Humpshire.
Steven è un ragazzo molto problematico: ha dovuto affrontare più di un’espulsione da scuola e non sembra interessato a mettere la testa a posto.
La scuola e il lavoro non gli interessano, il suo unico interesse è il mondo della musica e il suo obiettivo quello di diventare una rockstar.
È proprio durante una vacanza a Sunapee che Steven incontra un chitarrista da cui rimane immediatamente impressionato.
Il suo nome è Joe Perry, diciannovenne di origini modeste che come Steven suona in band studentesche alla ricerca del successo, ed esattamente come Steven ha intenzione di formare una rock band per inseguire la fama.
È il 1969 e dall’incontro tra Steven Tyler e Joe Perry sono appena nati gli Aerosmith.
La band comincia a costruirsi intorno a questo duo e dopo circa un anno assume forma definitiva, con Joey Kramer alla batteria, Tom Hamilton al basso e Brad Withford alla chitarra ritmica.
Il gruppo decide di trasferirsi e prendere base nella vicina Boston, una grande città in cui forse troveranno la chance di raggiungere il loro sogno.
I componenti si stabiliscono in una common house in cui da subito il clima diventa infernale.
Festa dopo festa, il consumo di alcol e droga si fa sempre più intenso, rendendo la situazione e gli inquilini spesso totalmente fuori controllo.
La band in questa fase iniziale suona nei locali principalmente per vivere e mangiare, accontentandosi di compensi modesti e platee non proprio d’eccezione.
Si crea in questo modo una notevole base di fan che nella città di Boston cominciano ad apprezzare il talento che gli Aerosmith dimostrano nelle esibizioni dal vivo, con la loro grande capacità di coinvolgere il pubblico e impressionarlo con provocazioni che spesso vanno molto oltre il goliardico.
GLI ESORDI
Nel 1972, la band riesce a ottenere un’audizione con Clive Davis, leader della Columbia Records.
Il discografico si impegna ad ascoltare una loro esibizione a New York, per poi decidere se scritturarli o meno.
Per i ragazzi della periferia di Boston è arrivato il momento della svolta.
Gli Aerosmith mettono in scena uno spettacolo coi fiocchi, e Davis non ha dubbi sulla decisione di scritturarli con la Columbia e produrre il loro primo album.
Il disco che porta il nome della band(Aerosmith) esce nel 1973, ed è un flop colossale, nonostante al suo interno ci siano già alcuni lavori che in seguito diventeranno delle hit.
Il motivo del clamoroso fallimento del disco d’esordio inizialmente non trova spiegazioni nelle menti dei componenti.
Nel 1974 esce il secondo disco, chiamato “Get Your Wings”, che immediatamente diventa un successo.
Gli Aerosmith esplodono nel grande mercato discografico e raccolgono i risultati di due anni di tour interminabile, in cui si sono esibiti anche due volte al giorno.
Come per molti, con il successo arrivano anche gli eccessi: lo stile di vita di tutti i componenti è sfrenato e incontrollabile, proprio come si conviene per una rock band di livello mondiale.
Nonostante il grande successo nei live e nelle vendite di dischi, le cose all’interno della band non sembrano andare per il meglio.
Gli attriti tra i due leader, Joe Perry e Steven Tyler, si fanno sempre più aspri e compromettono in maniera sensibile il lavoro di tutti.
Il dualismo tra i due nasce dallo scontro tra due personalità molto diverse eppure incredibilmente vicine.
Da un lato c’è Tyler, che all’apparenza è un rockstar con il suo stile di vita e i suoi atteggiamenti provocatori, ma sottopelle nasconde un animo sensibile.
Dall’altro c’è Perry, un personaggio introverso che raramente viene immortalato mentre sorride, che però possiede al suo interno una forza e un anticonformismo senza eguali.
L'ELEVATO CONSUMO DI DROGA ED ALCOOL
Nel 1975 gli Aerosmith decidono di affittare un’antica villa in cui andare a vivere insieme per produrre in tranquillità il nuovo album.
I membri della band sono continuamente coinvolti in liti furibonde e passano la maggior parte del tempo isolati nelle loro stanze, mentre il consumo di droghe e alcool inasprisce ancora di più la situazione.
C’è un aneddoto che il manager della band racconta sui bizzarri vestiti che indossava Steven Tyler durante gli show.
Questi ultimi erano spesso abiti lunghi e pieni di frange all’apparenza inutili, che però contenevano numerose tasche nascoste in cui Steven inseriva i narcotici da utilizzare nel bel mezzo dello show.
Per questa e tante altre pratiche del genere, nella seconda metà degli anni ’70 Steven e Joe si guadagnarono il malfamato soprannome di “gemelli tossici”.
Nel 1975 l'uscita di Toys In The Attic che ad oggi ha venduto circa 8 milioni di copie, portò la band al successo.
Il disco, contenente brani diventato poi classici come Sweet Emotion e Walk this Way, fu il primo del gruppo a raggiungere la top 20 negli USA.
Nel 1976 gli Aerosmith scrivono un'altra pagina della storia della musica Hard Rock, pubblicando Rocks, che arriva al 3º posto della classifica stilata da Billboard.
Quest'ultimo album viene considerato, da celebri artisti quali Slash dei Guns N' Roses, uno dei più grandi album di tutti i tempi, nonché grande fonte di ispirazione.
La fine di questa decade rappresenta però il punto più basso della carriera degli Aerosmith.
L’album che esce nel 1977, Draw The Line, arriva con un ritardo enorme rispetto agli accordi e dimostra enormi pecche di creatività.
Molti componenti dell’entourage della band ricordano di aver visto Steven e Joe chini di fronte a spartiti, registrazioni e altro materiale e di aver visto nei loro occhi lo sguardo di chi sapeva di non poter andare avanti così.
Nel 1979 esce Night In The Ruts, altro album così così.
Nel 1979, infatti, Joe Perry decide di lasciare il gruppo, esasperato da una situazione che sapeva di non poter più risolvere.
Per gli Aerosmith, che avevano appena assaggiato l’ebbrezza del successo, la festa sembra già finita.
STEVEN TYLER COLLASSA SUL PALCO(PORTLAND)
Con l’inizio degli anni ’80 il declino della rock band di Boston sembra essere ormai inevitabile.
Nel 1982 esce il settimo album in studio della band, Rock In A Hard Place, album duro con degli ottimi episodi ma che comunque non riporta ai fasti della metà degli anni settanta la band sia sotto il profilo di vendite che sotto il profilo compositivo.
Steven Tyler, perso il supporto di Joe Perry, affonda ancora di più nell’abuso di sostanze e porta la resistenza del suo corpo ai massimi limiti, e anche oltre.
Durante un concerto a Portland il frontman della band si accascia sul terreno nel bel mezzo dell’esibizione e non da più cenni di vita.
Attimi di panico tra il pubblico e gli addetti ai lavori, tutti o quasi convinti che Steven, da quel palco, non si alzerà più.
Il cantante sopravvive quasi per caso, ma non impara nulla da questa tragedia sfiorata, continuando a perpetuare il suo stile di vita senza alcun ritegno.
Intanto la band e le vendite discografiche calano a picco, così come si rivela infruttuoso il tentativo dell’ex chitarrista di formare un suo gruppo, il “Joe Perry Project”, che non riesce a produrre più di un album mediocre.
LE VECCHIE ABITUDINI NON MUOIONO MAI: REUNION E DROGA
Sempre nel 1982, però, accade l’inaspettato: Joe divorzia dalla moglie Alissa e incontra un’altra donna, Billie Montgomery, che a differenza di chi l’ha preceduta non sa nulla della storia di Joe e di quella degli Aerosmith.
È il 1984 quando Joe va a Boston insieme a Brad Whitford (il secondo chitarrista della band, che aveva abbandonato insieme a Perry).
La destinazione è un concerto degli Aerosmith, o per lo meno di quel che ne resta.
Dopo lo show Steven e Joe si incontrano dopo quasi 5 anni, ma si sentono come se sia passato niente di più che qualche minuto. Il giorno seguente, durante un pranzo che rimarrà nelle menti di tutti e cinque, gli Aerosmith tornano alla loro formazione originaria e firmano con la Geffen Records per un nuovo tour e un nuovo album.
Nel 1985 esce “Done With Mirrors”, il nuovo album in studio.
Il disco si rivela però un flop clamoroso, e viene osteggiato dalla critica soprattutto sul lato stilistico e tecnico. Se le divergenze tra i membri si sono appianate, infatti, i problemi con la droga e l’alcol sono tutt’altro che risolti.
Lo sfrenatezza e l’abuso che fanno di qualunque sostanza porta gli Aerosmith a produrre un album che viene etichettato come “fatto da gente che vive al di fuori del mondo reale”.
Le cose non stanno andando per il verso giusto.
La band sa che per ritornare sull’altare della notorietà, e sa che per farlo ha bisogno del sostegno di Mtv, che in quegli anni dominava in maniera incontrastata i cancelli che separavano l’anonimato dalla fama. L’occasione arriva nel 1986, quando i Run DMC, rapper statunitensi, si incaponiscono sul riff di chitarra di “Walk This Way” degli Aerosmith, che hanno campionato e che stanno cercando di utilizzare per costruirci sopra un pezzo degno di nota.
Riuscirci sembra impossibile, quando dal management della rock band arriva una proposta indecente: perché non mettere i due gruppi insieme, e vedere cosa accade?
Il risultato è una vera e propria bomba, che su Mtv diventa il video di punta e sbaraglia tutte le classifiche mondiali, dando agli Aerosmith la seconda possibilità di diventare una delle band più importanti della storia del rock.
IL NUOVO COLLASSO SUL PALCO DI STEVEN TYLER(SPRINGFIELD)
Dalla seconda metà degli anni ’80 in poi, dal punto di vista musicale, non ci sono altro che successi ad attendere gli Aerosmith.
Quello che ancora non funziona è il rapporto con le droghe.
Il management decide di circondare tutti i componenti del gruppo di guardie del corpo assunte appositamente per evitare che i musicisti entrino in contatto con gli spacciatori.
La mossa si rivela inizialmente efficace, almeno fino a quando Steven non riesce ad eludere la sorveglianza e ottenere altri narcotici da utilizzare durante uno show.
Accade a Springfield, nell’Illinois, e in questa occasione Steven stramazza nuovamente sul palco arrivando ancora più vicino alla morte di quanto non fosse la volta precedente.
CENTRO RIABILITAZIONE
Il manager, dopo aver scampato per la seconda volta la morte del suo frontman, decide di mandarlo in riabilitazione.
Tyler ritorna dopo 45 giorni, sobrio, equilibrato e seriamente intenzionato a non cadere più nella spirale viziosa delle droghe.
La sua convinzione è talmente forte da spingere anche tutti gli altri membri della band a disintossicarsi, coscienti del fatto che se non smettono tutti insieme prima e poi le cose precipiteranno di nuovo.
Nel 1987 esce “Permanent Vacation”, da molti considerato il migliore album di sempre degli Aerosmith, che li avvia definitivamente verso il successo duraturo: da quell’anno fino a oggi la band ha prodotti altri 6 dischi di platino ed è stata inserita nella Rock’n’Roll Hall of Fame nel 2001, 25 anni dopo il loro primo disco.
A Permanent Vacation segue Pump nel 1989, che viene ancora più acclamato, andando a vendere circa 10 milioni di copie nel mondo.
Il successo non si ferma e, nel 1993, esce Get a Grip, che diventa il maggior successo commerciale nella carriera del gruppo con oltre 20 milioni di copie vendute nel mondo.
Tale successo è dovuto in particolar modo ad alcuni videoclip di promozione particolarmente azzeccati, in cui vengono lanciate la giovanissime ed emergenti Alicia Silverstone e Liv Tyler (figlia di Steven).
Successivamente, infatti, gli Aerosmith ritornano alla Columbia, con la quale pubblicano Nine Lives nel 1997.
L'album vede variare il tipico sound del gruppo, riconducendosi a sonorità più moderne e rafforzando la presenza di elementi Pop Rock, distinguendosi sempre più dai precedenti.
Segue l'album Just Push Play nel 2001, anch'esso sulla scia del precedente Nine Lives, lasciando perplessi i vecchi sostenitori del gruppo.
Neanche la critica accolse favorevolmente l'album: dove, infatti, Nine Lives presentava comunque diverse incursioni anche sul versante Hard Rock, in Just Push Play episodi di matrice più "dura" risultavano quasi nulli, facendo in un certo senso perdere agli Aerosmith stessi quella vena musicale che li aveva caratterizzati sin dagli esordi.
La band attirò nuovamente i favori di critica e pubblico nel 2004, con l'uscita di Honkin' On Bobo, un album composto da cover di artisti Blues/Blues rock degli anni settanta, contrapponendosi quindi al sound Pop del precedente lavoro.
Fu proprio questo ritorno alle sonorità classica del gruppo a convincere la massa di fans.
Nel 2012 invece esce Music From Another Dimension.
IL CONSUMO DI DROGHE
“Vi dico la verità, sono un dipendente di alcol e droghe ed è una lotta quotidiana” ha confessato il rocker.
“Ho avuto tutto nella vita, ma non me ne è importato. Ho fatto del male alla mia famiglia, ai miei figli e agli amici. E’ stato grazie ai programmi degli alcolisti anomimi se non ho perso tutto quanto, se smetti di frequentarli apri ad una ricaduta”.
Tyler ha cominciato a sperimentare droghe nel 1964: 20 anni dopo pesava a malapena 60 chilogrammi, quando entrò per la prima volta in riabilitazione.
“Non erano rehab, erano istituzioni mentali, le persone al mio fianco avevano i bavaglini al collo“.
Poi ha voluto ironizzare di quanto sia più capace a drogarsi piuttosto che ad esibirsi o comporre musica: “Devo mantenere la cosa sotto controllo“.
Tyler è riuscito a stare 5 anni lontano dalle droghe, prima di ripiombare nel tunnel e rischiare di compromettere definitivamente la carriera degli Aerosmith.
Parlando della rockband, il batterista Joe Kramer, che si era sottoposto ad un’operazione al cuore, ammette di stare “meglio che mai”.
Era il 1975 e Tyler, allora 27enne conviveva con la fidanzata quattordicenne Julia Holcomb.
Julia rimase incinta e l’enturage degli Aerosmith convinse Tyler a farla abortire.
"Ero davvero in crisi. Per me era un momento importante, stavo costruendo un progetto di vita con una donna, ma ci convinsero che non avrebbe mai funzionato e che avrebbe rovinato le nostre vite".
I due si lasceranno convincere ed è proprio Tyler a descrivere il momento che segna la reale rovina della sua vita: «E’ semplice. Vai dal medico, si mette un ago nel ventre della mamma, e viene iniettato il veleno. Tu resti lì, a guardare. Poi tirano fuori il bambino, morto. Pochi minuti.
Ero devastato, nella mia testa continuavo a ripetere “Gesù, cosa ho fatto?”».
Il chitarrista degli Aerosmith, Ray Tabano, ricorda: «Tyler uscì stravolto da quell’esperienza. Era solo un ragazzo e il fatto di aver visto tutto, di avere vissuto tutto, lo distrusse».
Sebbene avesse già avuto esperienze con alcool e droga, è l’aborto della sua fidanzata a segnare l’inizio della degenerazione irreversibile della sua vita.
Inizia una relazione con una modella di Playboy, Bebe Buell, la quale è testimone del baratro in cui cade Tyler: «Era pazzo, sempre completamente ubriaco, più volte è stato capace di distruggere il camerino che gli assegnavano.
Un giorno tornando a casa l’ho trovato disteso in bagno completamente imbottito di droga.
Era distrutto dal dolore». La donna la ha abbandonato dopo essere rimasta incinta.
Nonostante avesse tutto quello che solitamente un uomo sembra sognare: donne, denaro e fama mondiale, nulla bastava: «Mi sono sniffato la mia Porsche, il mio aereo e la mia casa. Ho buttato via 20 milioni di dollari per colpa della droga. Nonostante negli anni 80 fossi uno dei cantanti più celebri e pagati al mondo, ero sempre senza soldi per via degli stupefacenti».
Tyler comunque dirà: "Devo ammettere che se non fosse stato per la cocaina, non credo che la band avrebbe suonato in ogni stato degli Stati Uniti per nove volte in sette anni (per un totale di oltre 3000 date).
"Ho fatto fuori 20 milioni. Mi sono sniffato la casa in un inferno di droghe e alcol. Se lasciato da solo, sarei morto chissà quante volte".
Tyler rivelò che lui e Perry nel 2007 non furono in grado di completare l'album che gli Aerosmith cercarono di registrare con il produttore Brendan O'Brien perché erano troppo fatti.
"Joe era fatto e non riusciva a suonare", ha detto il vocalist.
"E io proprio non riuscivo a cantare perché sniffavo di tutto".
Fu solo nel 2009, all'ottavo ricovero in clinica, che si decise a chiudere il capitolo.
Quando uno dei suoi figli lo guardò negli occhi, piangendo, e gli disse "papà, ieri sera eri così fuori che avevo davvero paura" Steven capì che era arrivata l'ora di cambiare.
“Quando ne esci ti rendi conto delle tante cose che non ricordi più. E’ come vivere anni e anni sul lato oscuro della luna, senza vedere quello che ti accade intorno. E la cosa triste è che alla fine ti ci abitui.”
A Sunapee oltre al liceo, ai bar e a poche altre strutture c’è un lago, un’attrazione per turisti frequentata da famiglie che amano passare i loro periodi di ferie in un ambiente tranquillo e suggestivo.
Tra queste c’è la famiglia Tyler, che una volta l’anno lascia i sobborghi di Westchester County per trascorrere le ferie a Sunapee, nel New Humpshire.
Steven è un ragazzo molto problematico: ha dovuto affrontare più di un’espulsione da scuola e non sembra interessato a mettere la testa a posto.
La scuola e il lavoro non gli interessano, il suo unico interesse è il mondo della musica e il suo obiettivo quello di diventare una rockstar.
È proprio durante una vacanza a Sunapee che Steven incontra un chitarrista da cui rimane immediatamente impressionato.
Il suo nome è Joe Perry, diciannovenne di origini modeste che come Steven suona in band studentesche alla ricerca del successo, ed esattamente come Steven ha intenzione di formare una rock band per inseguire la fama.
È il 1969 e dall’incontro tra Steven Tyler e Joe Perry sono appena nati gli Aerosmith.
La band comincia a costruirsi intorno a questo duo e dopo circa un anno assume forma definitiva, con Joey Kramer alla batteria, Tom Hamilton al basso e Brad Withford alla chitarra ritmica.
Il gruppo decide di trasferirsi e prendere base nella vicina Boston, una grande città in cui forse troveranno la chance di raggiungere il loro sogno.
I componenti si stabiliscono in una common house in cui da subito il clima diventa infernale.
Festa dopo festa, il consumo di alcol e droga si fa sempre più intenso, rendendo la situazione e gli inquilini spesso totalmente fuori controllo.
La band in questa fase iniziale suona nei locali principalmente per vivere e mangiare, accontentandosi di compensi modesti e platee non proprio d’eccezione.
Si crea in questo modo una notevole base di fan che nella città di Boston cominciano ad apprezzare il talento che gli Aerosmith dimostrano nelle esibizioni dal vivo, con la loro grande capacità di coinvolgere il pubblico e impressionarlo con provocazioni che spesso vanno molto oltre il goliardico.
GLI ESORDI
Nel 1972, la band riesce a ottenere un’audizione con Clive Davis, leader della Columbia Records.
Il discografico si impegna ad ascoltare una loro esibizione a New York, per poi decidere se scritturarli o meno.
Per i ragazzi della periferia di Boston è arrivato il momento della svolta.
Gli Aerosmith mettono in scena uno spettacolo coi fiocchi, e Davis non ha dubbi sulla decisione di scritturarli con la Columbia e produrre il loro primo album.
Il disco che porta il nome della band(Aerosmith) esce nel 1973, ed è un flop colossale, nonostante al suo interno ci siano già alcuni lavori che in seguito diventeranno delle hit.
Il motivo del clamoroso fallimento del disco d’esordio inizialmente non trova spiegazioni nelle menti dei componenti.
Nel 1974 esce il secondo disco, chiamato “Get Your Wings”, che immediatamente diventa un successo.
Gli Aerosmith esplodono nel grande mercato discografico e raccolgono i risultati di due anni di tour interminabile, in cui si sono esibiti anche due volte al giorno.
Come per molti, con il successo arrivano anche gli eccessi: lo stile di vita di tutti i componenti è sfrenato e incontrollabile, proprio come si conviene per una rock band di livello mondiale.
Nonostante il grande successo nei live e nelle vendite di dischi, le cose all’interno della band non sembrano andare per il meglio.
Gli attriti tra i due leader, Joe Perry e Steven Tyler, si fanno sempre più aspri e compromettono in maniera sensibile il lavoro di tutti.
Il dualismo tra i due nasce dallo scontro tra due personalità molto diverse eppure incredibilmente vicine.
Da un lato c’è Tyler, che all’apparenza è un rockstar con il suo stile di vita e i suoi atteggiamenti provocatori, ma sottopelle nasconde un animo sensibile.
Dall’altro c’è Perry, un personaggio introverso che raramente viene immortalato mentre sorride, che però possiede al suo interno una forza e un anticonformismo senza eguali.
L'ELEVATO CONSUMO DI DROGA ED ALCOOL
Nel 1975 gli Aerosmith decidono di affittare un’antica villa in cui andare a vivere insieme per produrre in tranquillità il nuovo album.
I membri della band sono continuamente coinvolti in liti furibonde e passano la maggior parte del tempo isolati nelle loro stanze, mentre il consumo di droghe e alcool inasprisce ancora di più la situazione.
C’è un aneddoto che il manager della band racconta sui bizzarri vestiti che indossava Steven Tyler durante gli show.
Questi ultimi erano spesso abiti lunghi e pieni di frange all’apparenza inutili, che però contenevano numerose tasche nascoste in cui Steven inseriva i narcotici da utilizzare nel bel mezzo dello show.
Per questa e tante altre pratiche del genere, nella seconda metà degli anni ’70 Steven e Joe si guadagnarono il malfamato soprannome di “gemelli tossici”.
Nel 1975 l'uscita di Toys In The Attic che ad oggi ha venduto circa 8 milioni di copie, portò la band al successo.
Il disco, contenente brani diventato poi classici come Sweet Emotion e Walk this Way, fu il primo del gruppo a raggiungere la top 20 negli USA.
Nel 1976 gli Aerosmith scrivono un'altra pagina della storia della musica Hard Rock, pubblicando Rocks, che arriva al 3º posto della classifica stilata da Billboard.
Quest'ultimo album viene considerato, da celebri artisti quali Slash dei Guns N' Roses, uno dei più grandi album di tutti i tempi, nonché grande fonte di ispirazione.
La fine di questa decade rappresenta però il punto più basso della carriera degli Aerosmith.
L’album che esce nel 1977, Draw The Line, arriva con un ritardo enorme rispetto agli accordi e dimostra enormi pecche di creatività.
Molti componenti dell’entourage della band ricordano di aver visto Steven e Joe chini di fronte a spartiti, registrazioni e altro materiale e di aver visto nei loro occhi lo sguardo di chi sapeva di non poter andare avanti così.
Nel 1979 esce Night In The Ruts, altro album così così.
Nel 1979, infatti, Joe Perry decide di lasciare il gruppo, esasperato da una situazione che sapeva di non poter più risolvere.
Per gli Aerosmith, che avevano appena assaggiato l’ebbrezza del successo, la festa sembra già finita.
STEVEN TYLER COLLASSA SUL PALCO(PORTLAND)
Con l’inizio degli anni ’80 il declino della rock band di Boston sembra essere ormai inevitabile.
Nel 1982 esce il settimo album in studio della band, Rock In A Hard Place, album duro con degli ottimi episodi ma che comunque non riporta ai fasti della metà degli anni settanta la band sia sotto il profilo di vendite che sotto il profilo compositivo.
Steven Tyler, perso il supporto di Joe Perry, affonda ancora di più nell’abuso di sostanze e porta la resistenza del suo corpo ai massimi limiti, e anche oltre.
Durante un concerto a Portland il frontman della band si accascia sul terreno nel bel mezzo dell’esibizione e non da più cenni di vita.
Attimi di panico tra il pubblico e gli addetti ai lavori, tutti o quasi convinti che Steven, da quel palco, non si alzerà più.
Il cantante sopravvive quasi per caso, ma non impara nulla da questa tragedia sfiorata, continuando a perpetuare il suo stile di vita senza alcun ritegno.
Intanto la band e le vendite discografiche calano a picco, così come si rivela infruttuoso il tentativo dell’ex chitarrista di formare un suo gruppo, il “Joe Perry Project”, che non riesce a produrre più di un album mediocre.
LE VECCHIE ABITUDINI NON MUOIONO MAI: REUNION E DROGA
Sempre nel 1982, però, accade l’inaspettato: Joe divorzia dalla moglie Alissa e incontra un’altra donna, Billie Montgomery, che a differenza di chi l’ha preceduta non sa nulla della storia di Joe e di quella degli Aerosmith.
È il 1984 quando Joe va a Boston insieme a Brad Whitford (il secondo chitarrista della band, che aveva abbandonato insieme a Perry).
La destinazione è un concerto degli Aerosmith, o per lo meno di quel che ne resta.
Dopo lo show Steven e Joe si incontrano dopo quasi 5 anni, ma si sentono come se sia passato niente di più che qualche minuto. Il giorno seguente, durante un pranzo che rimarrà nelle menti di tutti e cinque, gli Aerosmith tornano alla loro formazione originaria e firmano con la Geffen Records per un nuovo tour e un nuovo album.
Nel 1985 esce “Done With Mirrors”, il nuovo album in studio.
Il disco si rivela però un flop clamoroso, e viene osteggiato dalla critica soprattutto sul lato stilistico e tecnico. Se le divergenze tra i membri si sono appianate, infatti, i problemi con la droga e l’alcol sono tutt’altro che risolti.
Lo sfrenatezza e l’abuso che fanno di qualunque sostanza porta gli Aerosmith a produrre un album che viene etichettato come “fatto da gente che vive al di fuori del mondo reale”.
Le cose non stanno andando per il verso giusto.
La band sa che per ritornare sull’altare della notorietà, e sa che per farlo ha bisogno del sostegno di Mtv, che in quegli anni dominava in maniera incontrastata i cancelli che separavano l’anonimato dalla fama. L’occasione arriva nel 1986, quando i Run DMC, rapper statunitensi, si incaponiscono sul riff di chitarra di “Walk This Way” degli Aerosmith, che hanno campionato e che stanno cercando di utilizzare per costruirci sopra un pezzo degno di nota.
Riuscirci sembra impossibile, quando dal management della rock band arriva una proposta indecente: perché non mettere i due gruppi insieme, e vedere cosa accade?
Il risultato è una vera e propria bomba, che su Mtv diventa il video di punta e sbaraglia tutte le classifiche mondiali, dando agli Aerosmith la seconda possibilità di diventare una delle band più importanti della storia del rock.
IL NUOVO COLLASSO SUL PALCO DI STEVEN TYLER(SPRINGFIELD)
Dalla seconda metà degli anni ’80 in poi, dal punto di vista musicale, non ci sono altro che successi ad attendere gli Aerosmith.
Quello che ancora non funziona è il rapporto con le droghe.
Il management decide di circondare tutti i componenti del gruppo di guardie del corpo assunte appositamente per evitare che i musicisti entrino in contatto con gli spacciatori.
La mossa si rivela inizialmente efficace, almeno fino a quando Steven non riesce ad eludere la sorveglianza e ottenere altri narcotici da utilizzare durante uno show.
Accade a Springfield, nell’Illinois, e in questa occasione Steven stramazza nuovamente sul palco arrivando ancora più vicino alla morte di quanto non fosse la volta precedente.
CENTRO RIABILITAZIONE
Il manager, dopo aver scampato per la seconda volta la morte del suo frontman, decide di mandarlo in riabilitazione.
Tyler ritorna dopo 45 giorni, sobrio, equilibrato e seriamente intenzionato a non cadere più nella spirale viziosa delle droghe.
La sua convinzione è talmente forte da spingere anche tutti gli altri membri della band a disintossicarsi, coscienti del fatto che se non smettono tutti insieme prima e poi le cose precipiteranno di nuovo.
Nel 1987 esce “Permanent Vacation”, da molti considerato il migliore album di sempre degli Aerosmith, che li avvia definitivamente verso il successo duraturo: da quell’anno fino a oggi la band ha prodotti altri 6 dischi di platino ed è stata inserita nella Rock’n’Roll Hall of Fame nel 2001, 25 anni dopo il loro primo disco.
A Permanent Vacation segue Pump nel 1989, che viene ancora più acclamato, andando a vendere circa 10 milioni di copie nel mondo.
Il successo non si ferma e, nel 1993, esce Get a Grip, che diventa il maggior successo commerciale nella carriera del gruppo con oltre 20 milioni di copie vendute nel mondo.
Tale successo è dovuto in particolar modo ad alcuni videoclip di promozione particolarmente azzeccati, in cui vengono lanciate la giovanissime ed emergenti Alicia Silverstone e Liv Tyler (figlia di Steven).
Successivamente, infatti, gli Aerosmith ritornano alla Columbia, con la quale pubblicano Nine Lives nel 1997.
L'album vede variare il tipico sound del gruppo, riconducendosi a sonorità più moderne e rafforzando la presenza di elementi Pop Rock, distinguendosi sempre più dai precedenti.
Segue l'album Just Push Play nel 2001, anch'esso sulla scia del precedente Nine Lives, lasciando perplessi i vecchi sostenitori del gruppo.
Neanche la critica accolse favorevolmente l'album: dove, infatti, Nine Lives presentava comunque diverse incursioni anche sul versante Hard Rock, in Just Push Play episodi di matrice più "dura" risultavano quasi nulli, facendo in un certo senso perdere agli Aerosmith stessi quella vena musicale che li aveva caratterizzati sin dagli esordi.
La band attirò nuovamente i favori di critica e pubblico nel 2004, con l'uscita di Honkin' On Bobo, un album composto da cover di artisti Blues/Blues rock degli anni settanta, contrapponendosi quindi al sound Pop del precedente lavoro.
Fu proprio questo ritorno alle sonorità classica del gruppo a convincere la massa di fans.
Nel 2012 invece esce Music From Another Dimension.
IL CONSUMO DI DROGHE
“Vi dico la verità, sono un dipendente di alcol e droghe ed è una lotta quotidiana” ha confessato il rocker.
“Ho avuto tutto nella vita, ma non me ne è importato. Ho fatto del male alla mia famiglia, ai miei figli e agli amici. E’ stato grazie ai programmi degli alcolisti anomimi se non ho perso tutto quanto, se smetti di frequentarli apri ad una ricaduta”.
Tyler ha cominciato a sperimentare droghe nel 1964: 20 anni dopo pesava a malapena 60 chilogrammi, quando entrò per la prima volta in riabilitazione.
“Non erano rehab, erano istituzioni mentali, le persone al mio fianco avevano i bavaglini al collo“.
Poi ha voluto ironizzare di quanto sia più capace a drogarsi piuttosto che ad esibirsi o comporre musica: “Devo mantenere la cosa sotto controllo“.
Tyler è riuscito a stare 5 anni lontano dalle droghe, prima di ripiombare nel tunnel e rischiare di compromettere definitivamente la carriera degli Aerosmith.
Parlando della rockband, il batterista Joe Kramer, che si era sottoposto ad un’operazione al cuore, ammette di stare “meglio che mai”.
Era il 1975 e Tyler, allora 27enne conviveva con la fidanzata quattordicenne Julia Holcomb.
Julia rimase incinta e l’enturage degli Aerosmith convinse Tyler a farla abortire.
"Ero davvero in crisi. Per me era un momento importante, stavo costruendo un progetto di vita con una donna, ma ci convinsero che non avrebbe mai funzionato e che avrebbe rovinato le nostre vite".
I due si lasceranno convincere ed è proprio Tyler a descrivere il momento che segna la reale rovina della sua vita: «E’ semplice. Vai dal medico, si mette un ago nel ventre della mamma, e viene iniettato il veleno. Tu resti lì, a guardare. Poi tirano fuori il bambino, morto. Pochi minuti.
Ero devastato, nella mia testa continuavo a ripetere “Gesù, cosa ho fatto?”».
Il chitarrista degli Aerosmith, Ray Tabano, ricorda: «Tyler uscì stravolto da quell’esperienza. Era solo un ragazzo e il fatto di aver visto tutto, di avere vissuto tutto, lo distrusse».
Sebbene avesse già avuto esperienze con alcool e droga, è l’aborto della sua fidanzata a segnare l’inizio della degenerazione irreversibile della sua vita.
Inizia una relazione con una modella di Playboy, Bebe Buell, la quale è testimone del baratro in cui cade Tyler: «Era pazzo, sempre completamente ubriaco, più volte è stato capace di distruggere il camerino che gli assegnavano.
Un giorno tornando a casa l’ho trovato disteso in bagno completamente imbottito di droga.
Era distrutto dal dolore». La donna la ha abbandonato dopo essere rimasta incinta.
Nonostante avesse tutto quello che solitamente un uomo sembra sognare: donne, denaro e fama mondiale, nulla bastava: «Mi sono sniffato la mia Porsche, il mio aereo e la mia casa. Ho buttato via 20 milioni di dollari per colpa della droga. Nonostante negli anni 80 fossi uno dei cantanti più celebri e pagati al mondo, ero sempre senza soldi per via degli stupefacenti».
Tyler comunque dirà: "Devo ammettere che se non fosse stato per la cocaina, non credo che la band avrebbe suonato in ogni stato degli Stati Uniti per nove volte in sette anni (per un totale di oltre 3000 date).
"Ho fatto fuori 20 milioni. Mi sono sniffato la casa in un inferno di droghe e alcol. Se lasciato da solo, sarei morto chissà quante volte".
Tyler rivelò che lui e Perry nel 2007 non furono in grado di completare l'album che gli Aerosmith cercarono di registrare con il produttore Brendan O'Brien perché erano troppo fatti.
"Joe era fatto e non riusciva a suonare", ha detto il vocalist.
"E io proprio non riuscivo a cantare perché sniffavo di tutto".
Fu solo nel 2009, all'ottavo ricovero in clinica, che si decise a chiudere il capitolo.
Quando uno dei suoi figli lo guardò negli occhi, piangendo, e gli disse "papà, ieri sera eri così fuori che avevo davvero paura" Steven capì che era arrivata l'ora di cambiare.
“Quando ne esci ti rendi conto delle tante cose che non ricordi più. E’ come vivere anni e anni sul lato oscuro della luna, senza vedere quello che ti accade intorno. E la cosa triste è che alla fine ti ci abitui.”
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sabato 24 gennaio 2015
La Storia Dei Death e La Morte Di Chuck Schuldiner
I Death furono fondati ad Orlando(Florida) nel 1983 da Chuck Schuldiner.
I Death, in piena esplosione Thrash, hanno attuato una rivoluzione musicale senza precedenti.
Francamente impossibile risalire alla smisurata pletora di band che il combo di Schuldiner ha, direttamente o indirettamente, influenzato a livello compositivo.
Schuldiner ha sempre mantenuto una visione del mondo pessimistica: il primo disco, con testi splatter ispirati da alcuni film horror, è una parentesi a sé stante, perché negli anni successivi la band si è concentrata sulla vita di ogni giorno, esprimendo sia nei testi che nelle interviste un sacco di punti di vista interessanti ed affascinanti, capaci di ribadire una volta di più i suoi valori e la sua forza d’animo notevole, senza mai cadere nei luoghi comuni o abusare di clichè.
E' opportuno approfondire ciò che si cela dietro al monicker della band.
Un concetto, sia ben chiaro, da non confondere con la mera celebrazione della morte, bensì come un appiglio filosofico per intraprendere la ricerca dell`essenza della propria individualità.
"Il concetto che si cela dietro ai Death è profondamente umano".
Umano, dunque, perché noi tutti siamo esseri a termine, chiamati in vecchiaia alla conclusione della nostra parabola vitale.
Il decesso, perciò, come serena metafora della fine di un percorso evolutivo naturale, e non come un`entità da rimuovere, tratto caratteristico della nostra società ipocrita e consumistica.
Il messaggio è dunque tutto lì: cercare di vivere bene la vita, di assaporarne al meglio ogni attimo, di non arrendersi mai e di combattere per ciò in cui si crede.
I MEMBRI DELLA BAND
Il buon Chuck nel corso degli anni si è sempre circondato di musicisti eccellenti, veri maestri del proprio strumento, alternando una serie di chitarristi incredibili(ricordiamo, in sequenza, James Murphy, Paul Masvidal dei Cynic e Andy LaRocque).
Senza scordarci delle sezioni ritmiche con Di Giorgio (Sadus) ed Hoglan (Dark Angel).
Una vera parata di stelle che, album dopo album, hanno fatto di queste opere autentici manuali di tecnica stumentistica applicata per chiunque voglia prendere una chitarra od un basso in mano, ma anche godibilissimi masterpieces di eclettismo sonoro per gli amanti della buona musica.
Il costante alternarsi di collaboratori ha peraltro spinto parte della critica ad etichettare Schuldiner come irriducibile padre-padrone della sua creatura: nulla di più falso, giacchè l`intendimento di Chuck è semplicemente stato quello di chiedere sempre il massimo impegno, il 100%, a coloro che si sono avvicinati alla sua band.
Evidentemente, non tutti sono riusciti a reggere l`impressionante perferzionismo di cotanto leader, ed ecco dunque spiegate le puntuali ed inevitabili defezioni.
I DISCHI
Attivi dal 1983 con il monicker Mantas, la band ha esordito quattro anni dopo "Scream Bloody Gore" (1987), un`opera dall`attitudine fieramente underground, idealmente collocabile in un immaginario pregno di horror movies di serie B, che andava a fotografare perfettamente il lato oscuro e scabroso, quello dei rituali occulti, che si celava sotto la facciata caldo/umida della pur solare Florida.
Tra i solchi di quel rimarchevole debutto, si certificava il manifesto programmatico di una nuova scena musicale estrema, che in omaggio al gruppo-madre sarà appunto denominata Death Metal.
A caratterizzare questa nuova sintesi sonora, il cui successo prenderà immediatamente piede a livello mondiale, una nuova concezione ideale, ovvero la simbiosi tra estrema brutalità (nei vocal e nel concept, ma anche negli ossessivi pattern chitarristici) e melodia.
Il tutto a metabolizzare una sensazione paragonabile ad un brivido sulla schiena, la ruvida carezza di un suono conturbante e morboso.
Paradossalmente, pur dando vita ad una musica fragorosa, i Death si sono distinti dal cumulo massificante per la loro rigorosa ricerca sonora e testuale.
"Non sono satanista.
Abbiamo avuto alcuni testi di tipo satanico fin dai vecchi tempi, ma la maggior parte di questi sono stati scritti dal nostro ex batterista e cantante Kam Lee.
Appena lui ha lasciato il gruppo, ho preso il controllo su questo tipo di cose.
I miei testi si basano più sul tema della morte e della vita reale o prendono spunto da qualche film gore.
Per esempio, ‘Torn To Pieces’ è ispirata dal film ‘Make Them Die Slowly’ e ‘Scream Bloody Gore’ da ‘Re-Animator’" (1987)
Già dal secondo lavoro "Leprosy" (1988), anch`esso decisamente estremo a livello di liriche, il sound del progetto Death si è fatto più tecnico e pulito.
A livello di liriche dai testi gore si passa a quelli incentrati sul sociale.
Pull The Plug diviene l'inno della band.
L'evoluzione continua con "Spiritual Healing" (1990) e forse con questo disco che si può parlare finalmente di "Death Tecnico".
Living Monstrosity tocca il tema della cocaina.
"Il Death Metal é sicuramente visto come un movimento serio, anche se ci sono ancora persone che semplicemente non riescono ad afferrare l'idea che una death metal band possa fare qualcosa di buono! Ma la cosa che dico sempre a queste persone é imparare dal passato.
Guardare al 1983, quando é uscito ‘Kill'Em All’ e la gente diceva che fosse spazzatura, che i Metallica non sarebbero andati da nessuna parte, ma io sapevo che quella band sarebbe diventata enorme.
E quando ciò é avvenuto, molta gente ha continuato ad affermare che ciò non fosse vero!
Sto lavorando da sette anni per fare un passo ulteriore, voglio dire, so che ci sono molte persone che ancora non ci vedono come un gruppo serio, ma speriamo di diventare il primo gruppo capace di liberarsi di queste barriere che sono praticamente dipinte su questo genere dalla critica esterna.
Con 'Spiritual Healing' abbiamo scritto musica complessa ed evo-luta che vuole essere molto seria.
Forse non era così nelle prime battute della band, ed é un peccato che parte della nostra carriera è stata immortalata così sui vinili.
Tutto ciò che posso fare è chiedere scusa a nome mio e della band, ci é servito ad imparare e vivere" (1990)
Probabilmente la perfezione estetica e formale giunge con "Human" (1991) con Suicide Machine che diviene il nuovo inno della band.
Viene girato anche un videoclip(Lack Of Comprehension).
"Mi piacerebbe che qualcuno si interessasse ai testi abbastanza da comprare una copia di 'Human' e rendersi conto che io scrivo di argomenti sensibili, che non tutti i gruppi metal scrivono di morte e distruzione.
Se riuscirò a cambiare il modo di pensare anche di una sola persona sarò molto felice, avrò fatto il mio lavoro" (1991)
Segue "Individual Though Patterns" (1993), forse il disco capolavoro dei Death.
Testi sempre più maturi, riff tecnici e melodici con quella The Philosopher(con tanto di video) rimasta nella storia.
"Hanno sempre attaccato duramente i miei testi, sono stato accusato di essere blasfemo e demoniaco.
‘Individual Thought Patterns’ sarà un concept sulle persone che sono costretto ad affrontare ogni giorno, cose che sono stufo di vedere, pregiudizi della gente, l'incapacità della gente di pensare con la propria testa, la gente là fuori e quella all'interno di questo business, che a mio parere rappresenta il male puro.
Questo business ti fotte e sicuramente i testi riflettono le persone che sono presenti in questo mondo, sono un buon modo per riassumerne le caratteristiche.
Mi piace parlare della realtà, a volte la vita é peggiore di molti incubi.
I testi vanno presi molto sul serio, perché in qualche modo sono una parte di me.
Spero di comunicare agli ascoltatori alcune cose su di me, i sentimenti, i momenti difficili che ho passato" (1993)
"Su ‘Individual Thought Patterns’ mi sono scrollato di dosso tutti i problemi degli scorsi anni.
L'album é una dichiarazione, illustra il mio rapporto con la stampa e l'industria discografica, che io odio, anzi peggio, detesto. Ho molto a che fare con le persone di questo business e il 75 per cento di esse abusa del proprio potere; in principio promettono montagne d'oro, ma quando si tratta di mantenere i patti pensano solo al loro profitto.
La maggior parte dei manager sono lupi travestiti da pecore, sono molto corrotti.
Il mio rapporto con la Music For Nations é grande, ma resto vigile, non voglio essere fregato di nuovo.
I pezzi grossi, seduti nelle loro torri d'avorio, cercano di rubare anche l'ultimo centesimo dalle tasche delle band. Non capisco perché. Non hanno nient'altro da fare? Può sembrare estremo, lo so, ma non parlo a sproposito, non faccio storie. Quello che dico nelle mie canzoni é la mia personale opinione sulle persone con cui faccio affari; vi posso assicurare, del resto, che ogni band potrebbe dire la stessa cosa. Per anni ho registrato demo e suonato in piccoli club, lo abbiamo fatto tutti e nessuno ci ha limitato; ma quando si rilascia un album, tutto ad un tratto la tua vita cambia. Le persone d'affari si mettono a pontificare il tuo futuro, e si aspettano che tu sia una rockstar ventiquattr'ore al giorno. Orribile. Io amo tenermi il più lontano possibile da quel circo e amo vivere la mia vita a casa, andare al cinema, fare una passeggiata, nuotare.
E' meraviglioso" (1993)
"Gli elementi tipici dei Death sono la tendenza a utilizzare atmosfere pesanti, senza dimenticare la melodia e la capacità di evolvere come musicisti, perché é assurdo pensare di restare sempre uguali a sé stessi.
Non mi importa delle critiche contro di me, voglio solo migliorare costantemente in quello che faccio, é una sfida per non diventare 'alla moda', ora che è tutto alla moda anche all'interno di un genere come il Death Metal, che é diventato popolare.
Dovete pensare a modo vostro, altrimenti non si sopravvive" (1993)
"Quando ho iniziato nei Mantas, il nostro batterista Kam Lee cantava, ma si é stancato dopo un pò, così mi sono occupato io delle vocals.
In un primo momento ho cercato di cantare con voce normale, ma non funzionava, così ho optato per un approccio più brutale.
In realtà non é un modo piacevole per cantare, e a volte ho anche paura. Voglio dire, ho ventisei anni adesso, e ho iniziato a cantare in questo modo quando ne avevo sedici. In quel momento non pensavo che avrei dovuto cantare in questo modo per dieci anni. Ora ci sono abituato, per quanto riguarda l'apprendimento non devo sforzarmi troppo, ma ci vuole ancora un sacco di energia e un sacco di sforzi alla gola per ottenere un risultato.
Credo che la mia voce sia la più grande limitazione alla nostra musica, é la realtà.
E' troppo scioccante e brutale per un pubblico più aperto, e non c'é modo per aggirare questo ostacolo.
So che molte persone non prendono seriamente questo stile di canto, ma io cerco di fare del mio meglio con quel che ho. Mi sento consapevole di dover lavorar sodo per cantare bene, mi piace pensare che la mia voce sia un pò più personale rispetto alla media dei cantanti death metal, la maggior parte dei quali non mette grandi sforzi nelle proprie linee vocali, o usano un sacco di effetti per aiutarsi. io no, non ci sono stronzate quando si tratta della mia voce, quello che si sente é tutto mio" (1993)
"La mia più grande paura? La morte stessa!
Quando si é in tour si hanno di fronte molte situazioni e non si sa mai cosa potrebbe succedere.
Io sono il tipo di persona che pensa molto riguardo la vita, e la mia più grande paura é quella di poter morire senza senza poter dire addio alle persone che amo.
Prendi per esempio Cliff Burton, sono sicuro che non si aspettava certo di morire nel bel mezzo di un tour. Ho anche molta paura di non poter più tornare a casa. Se mi succedesse qualcosa di brutto, vorrei che i miei cari restassero uniti.
Come quando Cliff morì voglio dire, tutti ancora si ricordano di lui.
Non pensiamo mai che qualcosa di brutto possa accadere, fino a quando non succede a qualcuno che conosci.
Questa è la cosa più terribile della natura umana, non si apprezzano le cose importanti della vita perchè tutti pensiamo che non ci succederà mai nulla a noi, ma solo agli altri.
Ci sono molte cose che potrebbero accadere durante un tour.
A volte è un modo frenetico di vivere, ti svegli e sei in un nuovo stato, un paese diverso; bisogna essere coscienziosi e conoscere i propri limiti.
Mi piace far festa selvaggiamente, anche se non sono un gran bevitore; fumo un pò ma non ho problemi di droga o altro.
E' come farsi un drink a fine giornata.
Ci sono molte cose divertenti da fare in un tour, ma che potrebbero rovinarlo; sicuramente, dipende da che tipo di persona sei. Se siete il tipo di persona che ama lo stile di vita rock'n'roll più selvaggio potrete godere. Dopo un concerto preferisco farmi una doccia per rilassarmi, una chiacchierata con gli amici e prendere un pò d'aria. Ogni persona é diversa" (1993)
"Symbolic" esce nel 1995: anche qui album melodico e allo stesso tempo potente.
La canzone Crystal Mountain si incentrò sulla corruzione religiosa, 1.000 Eyes parlò del diritto di privacy e della sua progressiva riduzione, mentre la traccia omonima Symbolic affrontò il difficile tema dell'innocenza.
"Sono convinto che sia possibile raggiungere la felicità, anche se ci si avvicina ad essa solo attraverso un percorso irto di ostacoli e di asprezza.
Per me essere felice vuol dire aver raggiunto serenità ed equilibrio interiori ed aver acquisito la capacità di distinguere ciò che è veramente importante da ciò che non lo è.
Spero di essere sulla strada giusta.
La mia qualità migliore? Credo sia la mia determinazione.
Non mi fermo mai davanti agli ostacoli fino a che non ho raggiunto il mio obiettivo" (1995)
Il passo successivo sarà rappresentato dal ricercatissimo e tecnico "The Sound Of Perseverance" (1997).
L'album presentò un'incredibile ferocia ed emotività musicale, che sfociò in intricate e tecniche melodie di chitarra e basso, e fu descritto come una sorta di mistura dei precedenti album Human, Individual Thought Patterns e Symbolic.
La traccia d'apertura Scavenger of Human Sorrow presentò una notevole complessità melodica, poi completata dalla strumentale Voice Of The Soul che ripropose sonorità molto simili a quelle proposte dal sound di band come Atheist e Cynic.
Il vertice tecnico dell'album fu raggiunto dai brani Story To Tell e Spirit Crusher, caratterizzati da feroci urla, cori e assoli di chitarra.
"La copertina di ‘The Sound Of Perseverance’ rappresenta una montagna da scalare.
Questo é un tipo di montagna positiva, può fare un pò di paura ma rappresenta la ricerca, la spinta a salire per raggiungere qualcosa, forse cadendo un paio di volte, ma sempre rialzandosi.
Alcune persone sono in fondo, altri nel mezzo, alcuni in alto, come a simboleggiare tutti i passi che si compiono nella vita, soprattutto se si possiede un sogno, se si vuole raggiungere qualcosa.
Per me, il sogno é la musica.
La gente cerca di rovinarmelo parlando male di me, si sa, é stato messo qualsiasi ostacolo sulla mia strada, ma io voglio andare avanti, lotterò per raggiungere ciò che voglio.
Il titolo e la copertina sono molto importanti, sono un pò la mia visione della vita, di quello che sto facendo" (1998)
"Perseveranza significa passare attraverso tutti gli avvenimenti, positivi e negativi, che la vita ti pone davanti ogni giorno; perseveranza significa avere degli obiettivi da raggiungere, ben chiari in testa. Proprio la perseveranza e l'ostinazione mi hanno permesso di arrivare dove sono adesso, passando sopra al sistema e a tutte quelle mode che divorano nel giro di pochi mesi migliaia di gruppi, sopratutto qui in America.
Conosco tanta gente che a un certo punto ha girato le spalle al metal e che oggi cerca di dire e fare il contrario" (1998)
"Credo che oltre ai Death negli anni ottanta siano esistiti gruppi altrettanto importanti, il cui stile era aggressivo quanto il nostro.
Il problema é che, a differenza degli Slayer, tutti gli altri hanno fatto una pessima fine.
Beh, potrei citare i Celtic Frost, un gruppo veramente incredibile all'epoca.
Considero ‘Morbid Tales’ un classico, un capolavoro!
Poi si sono sciolti ed io invece, ringraziando Dio, sono ancora qua!
Un altro gran gruppo erano i Possessed, che si sono sciolti pur avendo davanti un futuro luminosissimo.
Erano tra i miei gruppi preferiti negli anni ottanta.
Il mio obiettivo, invece, é sempre stato quello di andare avanti a qualunque costo, ho sempre desiderato migliorarmi come chitarrista e scrivere testi sempre più interessanti.
Sai, invecchiando acquisti in esperienza e questo si sente sopratutto a livello lirico.
Insomma, credo che i Death e Chuck Schuldiner siano considerati i padri del Death per il semplice fatto che, a differenza di altri, dieci anni dopo sono ancora qua a suonare e fare dischi" (1998)
GLI ATTRITI CON I DARK ANGEL
Durante la loro carriera, i Death non ebbero mai grandi rivalità con altre band e si mantennero sul piano di reciproco rispetto durante le varie apparizioni live con altri gruppi, senza mai creare grossi contrasti.
Tuttavia durante un tour negli USA del 1989 tra i Death e la band Thrash Metal Dark Angel sorsero dei contrasti.
Prima dell'inizio della tournée le due band avevano deciso di spartirsi durante le varie tappe il ruolo tanto ambito di attrazione principale.
Gli attriti iniziarono a causa della vendita del merchandise, che i Death stavano gestendo a prezzi talmente irrisori da oscurare le vendite dell'altro gruppo.
Dopo aver protestato con gli organizzatori del tour e aver ottenuto risposta negativa riguardo ad un richiamo ufficiale per i Death, i Dark Angel decisero di ritirare la loro merce per l'intera durata del tour in segno di protesta.
Col passare del tempo la tensione tra i due gruppi aumentò ulteriormente.
I Death necessitavano di meno di mezz'ora per tarare al meglio gli strumenti per le esibizioni mentre i Dark Angel necessitando di sound più complessi e complicati, impiegavano alcune ore, ritardando di molto l'inizio dei concerti.
Questo fatto diede molto fastidio agli sponsor ma soprattutto ai Death che, stufi di queste prepotenze, decisero di lasciare ufficialmente la tournée.
Come tutta risposta i Dark Angel proseguirono il tour, lamentandosi sul palco dei loro ex colleghi.
Eric Meyer, chitarrista del gruppo, disse che i Death non erano professionali e che non erano interessati ai loro fans.
I CONTRASTI CON I MORBID ANGEL E IL BLACK METAL
"I Morbid Angel sono stati cacciati dal nostro tour? Il fatto è che Death e Morbid Angel avevano un accordo da headliner, quindi abbiamo dovuto cercare una soluzione; la nostra proposta era quella di lasciare che i Morbid Angel chiudessero la serata per due volte e noi tre, era il massimo che avremmo potuto fare. Tutto ad un tratto però i Morbid Angel hanno chiesto di suonare tre volte da headliner, e questo non lo potevamo accettare. Il promotore del tour ha dunque respinto i Morbid Angel.
Guarda, può sembrare arrogante, ma dopotutto i Death sono tra i fondatori del death metal, abbiamo pubblicato quattro album e loro due.
Inoltre offriamo molto più di loro, in realtà avremmo tranquillamente potuto essere headliner in ogni spettacolo.
Non ho nulla contro i Morbid Angel, non ho paura di loro e non me ne fotte un cazzo di quello che faranno, solo che non lascerò che mettano alcuna pressione su di me.
Faremo questo tour europeo e nessuno ci insegnerà come si fa, i nostri fans europei meritano di vedere un cero concerto dei Death e stanno per averlo" (1991)
"I Morbid Angel hanno dichiarato che non gliene fotte un cazzo della guerra in Ex-Jugoslavia? Per me é molto triste sentire che la gente sta combattendo da qualche parte, in una guerra. Non credo che la guerra sia una risposta, uccidere provoca solo dolore.
Nella vita ci prendiamo cura di molte cose e non solo della musica, che ovviamente é importante; tuttavia, queste sono le cose che ci circondano e cerchiamo di inserirle nelle nostre canzoni.
Per quanto riguarda la scena Black Metal norvegese, sono molto confuso sul comportamento di alcune persone, io non capisco cosa significhi la musica per questi ragazzi.
Voglio solo dire che la gente a volte perde il contatto con la realtà.
Penso che lo scopo della musica sia renderci felici e non dovrebbe essere accompagnato dalla tortura di animali o esseri umani". (1994)
I PROBLEMI CON GLI EX MEMBRI DEI DEATH
Ex componenti dei Death, gelosi del suo successo e desiderosi di campare su quel moniker, non hanno esitato ad attaccarlo a mezzo stampa, diffamandolo ed offendendolo con falsità ed accuse fuori luogo; la stampa ha purtroppo marciato sugli scoop gentilmente concessi da tali miserevoli individui e alla fine Evil Chuck è diventato un dittatore scorbutico quasi per antonomasia.
Chuck Schuldiner non è mai stato uno scontroso o un mostro, quanto più un ragazzo che si è fidato troppo della gente, ovvero il vero male di questa terra.
E’ scivolato, ha commesso degli errori e li ha ammessi, e poi si è rialzato, come niente fosse, continuando a marciare verso i suoi obiettivi più forte di prima, e senza perdere quella dolcezza interiore e quella profondità di spirito che contribuivano a renderlo una persona splendida, oltre che un musicista sontuoso.
Ogni singolo giorno ha lottato, contro il sistema, la falsità, gli inganni.
"Non ho avuto nessun problema di droga, ho avuto qualche problema con alcune persone del settore e alcuni problemi personali e sono arrivato a un in cui ho pensato che tutto era destinato a fallire.
Sembrava ci fosse lo zampino del diavolo! Avevo bisogno di isolarmi per rimettere le cose a posto, il momento era pessimo" (1991)
"Anche prima di tutta la merda legata al tour europeo avevo problemi nella mia vita, e dovevo prendermi una pausa.
Certo, non era il momento migliore, ma perché sono un essere umano e avevo bisogno di tempo per me stesso sono un bastardo? Se la gente pensa questo, va bene, ma io farò quel cazzo che voglio nella mia vita, per essere felice.
Nessuno controlla la mia vita.
Adoro le persone che acquistano i nostri album, perché mi permettono di continuare ad esistere nella scena musicale; apprezzo quello che le persone fanno quando comprano i dischi e supportano le band.
Il fatto é che ognuno deve fare cose, nella vita, che a volte sembrano non avere senso agli occhi degli altri.
Le mie azioni possono aver portato le persone a pensare questo: le persone pensano automaticamente che sei un mostro psicotico solo perché altri affermano questo, ma penso che dovrebbero cambiare modo di ragionare. Io ho degli amici, non sono una persona senza amici come molti potrebbero pensare.
Ho ancora un sacco di amici, anche se ne ho persi parecchi.
Chi mi conosce sa che non sono nè un coglione, nè un fottuto bastardo, nè una rockstar, un mostro psicotico o qualcosa del genere come qualche cazzo di rivista europea si diverte a scrivere!
Vorrei essere perfetto come loro, si comportano come fossero perfetti, come se non avessero difetti.
Ho le mie colpe, non ho mai affermato di essere una persona perfetta. Come tutti continuerò a fare errori nella vita.
Il fatto é che dagli errori dobbiamo imparare per migliorarci, non fermarsi a commentarli" (1991)
"‘Human’ è una vendetta nei confronti di chi mi ha maltrattato davanti al mio pubblico.
Oppure alla gente che automaticamente parte dal presupposto secondo il quale io sia un coglione.
Se agli ex membri viene chiesto di lasciare la band, essi cercano la vendetta mentendo sul mio conto. E purtroppo la gente vuole credere al peggio. Non pensano che potrebbe non essere vero, aspettando di scoprire la verità, ma pensano subito 'wow, davvero? è un mostro egocentrico'!
Molte persone prima dell'uscita di 'Human' sostenevano che non ero più nel mondo della musica, altri che stavo per formare una band glam, altri ancora che ero finito in un istituto mentale.
Queste sono tutte bugie, bugie viziose. E' spaventoso come inducano la gente a credere a tutto ciò.
Questo album è un grande schiaffo in faccia a tutte le persone che hanno cercato di abbattermi.
Supportate la musica, non i rumors" (1991).
"Dicono che sono uno stronzo, ma le persone che diffondono queste voci mi conoscono davvero? E' vero, ho avuto dei problemi con alcune persone, ma questo é normale quando si devono avere molti contatti come capita a me. I miei princìpi sono semplici, se qualcuno é amichevole con me può aspettarsi lo stesso trattamento. Non voglio entrare in altri affari ancora una volta, ma quasi mai mi sento responsabile per questo tipo di merda. Un sacco di stronzate vengono diffuse da chi é geloso perché io ho raggiunto quello che loro possono solo sognare. Non possono sopportare il fatto che i Death significhino qualcosa, é gelosia.
Ho scritto una canzone che parla proprio di quelle persone, sul nuovo album, con un titolo idoneo: Jealousy. L'unico modo che ho di difendere me stesso é attraverso le canzoni. per tutto il tempo si sente solo la loro versione dei fatti, raccontata dal loro punto di vista, che nasconde ciò che realmente hanno fatto. E' stato detto che io faccio questa musica solo per soldi. Ma cazzo, non ho visto un centesimo! Ho lasciato gli States con pochissimi dollari sul mio conto.
Se avessi suonato per soldi avrei suonato in qualche gruppo glam. E' difficile vedere soldi quando suoni in questo genere. Death può essere diventato un nome conosciuto e famoso, ma non mi ha reso ricco.
La mia unica motivazione é la musica che suono.
Vorrei guadagnare più soldi, certo, ma non credo che questo accadrà in futuro" (1993)
"I nostri album nascondono un concetto profondo, un argomento che mi preoccupa molto e riguarda l'intera attività musicale e le situazioni che accadono intorno ad una band. Mi riferisco a quelle persone invidiose che di fronte vi sorridono, e poi alle spalle vorrebbero vederti morto. 'Jealousy', una canzone tratta da 'Individual', racconta proprio di questo; c'é sempre qualcuno che vi vuole rovinare. Voglio che i fans conoscano questa realtà, quello che succede dietro le quinte, e se la mia musica può essere usata per denunciarlo, beh, io la uso.
Ognuno é libero di fare e pensare ciò che vuole. Io sono stato molto sfortunato, essendo sempre esposto al cattivo comportamento di critici e di alcune fottute persone nel mondo del business; essere pugnalati costantemente alle spalle é una sensazione disgustosa e triste da sentire, come rendersi conto che chi credevi essere un vero amico ti ha tradito. Mi piacerebbe che ognuno seguisse la propria strada, senza ostacolare gli altri, senza invidia o rancore, ma purtroppo la realtà é diversa.
E' incredibile che io venga dipinto come un despota! Mi fa impazzire sapere che ci sono persone che mi offendono senza neppure conoscermi davvero e senza sapere come sono andate le cose! Possiamo facilmente riferirci ad alcuni ex membri della mia band che ancora continuano a parlare male di me, ma che non hanno il coraggio di dirlo in faccia! La loro unica arma é riempire il mondo di bugie. Non ho mai pensato di mollare tutto, al contrario, ho sempre pensato 'Chuck, non vale la pena di arrabbiarsi'. Non faccio questo lavoro per soldi, ma perché non posso fare a meno di suonare, io amo troppo la musica, perché dovrei buttarla via? Per un gruppo di poveri invidiosi? Per tre volte hanno pensato che i Death fossero finiti, ma non mi hanno mai fatto cadere e mai ci riusciranno, io continuerò a suonare finché ci sarà qualcuno che apprezza la mia musica sulla Terra" (1993)
LE CRITICHE ALLA SCENA MUSICALE, ALLA ROADRUNNER E AL NU METAL
"Al giorno d'oggi non ascolto molto Death Metal. Semplicemente non c'è più qualità, le etichette fanno firmare contratti alle band per il semplice fatto che queste hanno registrato un demo.
Quando ero all'inizio, la firma di un contratto era come un sogno che si realizzava, ma significava che la band avrebbe funzionato. ora sembra che tutto ciò che si debba fare sia trasferirsi in Florida e formare una band per ottenere il contratto.
Io ascolto le band più anziane, come Watchtower, King Diamond, Judas Priest, Queensryche, Mercyful Fate, Venom, la band che ha veramente iniziato l'intero viaggio del death metal, Angelwitch, gli svedesi Torch e i francesi Sortilege. A me sembra che allora ci fosse più sincerità, onestà e integrità nella musica che si produceva una decina d'anni fa. Ricordo l'acquisto di una copia del primo mini album dei Mercyful Fate, ‘A Corpse Without Soul', e di esserne subito catturato.
Certo, i Mercyful Fate sembravano satanici, ma in realtà non predicavano la venerazione di Satana.
Mi ricordo di aver comprato anche una copia del primo album degli Exciter, 'Heavy Metal Maniacs', quando ero a scuola, e cercavo di cambiare la mentalità della gente sull'Heavy Metal, ma tutti ne ridevano, pensando che fosse solo rumore. Lo stesso con 'Kill'Em All' dei Metallica: quando uscì sembrava uno scherzo, ora loro sono più grandi dei Kiss. Non sto dicendo che non ci siano buoni gruppi tra quelli giovani, ma trovarne di intelligenti è raro. E il death metal è diventato terreno esclusivo di chi sbandiera di incarnare il male, Satana, e di chi vuole suonare il più veloce possibile.
Quelle bands stanno creando solo una moda, cercando di raggiungere il credito delle super bands.
Non è quello che ho in mente io.
Ho sentito gente criticare i Death, solo perchè io non canto di Satana e non suono a un milione di miglia all'ora? Sono cresciuto con artisti del calibro dei Venom, e credo di sapere di cosa sto parlando. in generale penso che il modo in cui la gente ascolti musica sia cambiato in peggio.
L'arrivo del cd e la morte del vinile la considero molto triste.
Non si può cogliere ogni minimo ronzio da un oggetto piccolo come un cd, e poi puoi programmare un lettore cd per l'ascolto selettivo delle varie tracce: questo incoraggia la pigrizia, non c'è più il fascino di esplorare un album. Sono molto rattristato dal fatto che 'Human' non esca in vinile in America" (1991)
"Nel business musicale ci sono un sacco di cose che mi fanno veramente molto male. E' molto facile arrabbiarsi velocemente, ed ho usato le canzoni per sbollire la rabbia.
Devo chiarire che tutte le band, dopo il demo di rito, arrivano a trattare con un sacco di gente pessima ed orribile.
Non solo per quel che mi riguarda, ma prima o poi tutte le band vengono derubate. Io voglio solo fare musica, ma non appena questo diventa il tuo lavoro le porte si aprono a grandi catastrofi. Spesso ai fans basta chiedersi perché certe band si sciolgono, e abbastanza spesso la loro risposta é che esse sono diventate vittime del sistema" (1993)
"Alla Roadrunner pensano che il metal siano i Korn.
Questa é la loro idea del metal, questo é il motivo per cui hanno trattato di merda ‘Symbolic’.
Che cazzo, lo sai.
So cos'è il metal e non ho nessuna intenzione di far parte di un'impresa che sposa l'idea americana del metal.
Immagino ci siano persone che si auspicavano che il nuovo Death suonasse come i Korn!
Fanculo a tutta quella merda!" (1998)
"Quando sono cresciuto nei primi anni ottanta era normale comprare album degli Iron Maiden e dei Queensryche, ma anche degli Slayer, dei Metallica, tutta quella roba.. ‘Show No Mercy’, ‘Kill'Em All’, ‘The Number Of The Beast’. Era tutto fottutamente assassino. E' ciò da cui proviene tutta la mia ispirazione. Non uno specifico album, non una specifica band o uno stile particolare, ma proprio tutti i musicisti e gli stili. Il gusto melodico, l'intensità di ‘Kill'Em All’. Quando quest'album é uscito, era questo. Allo stesso modo ‘Show No Mercy’, semplicemente non avrebbe potuto essere più veloce in quel momento. Nessuno avrebbe potuto immaginare ciò che sarebbe stato. Tutto questo è così entusiasmante. In quel periodo sono usciti alcuni dei più grandi album di musica melodica mai pubblicati. ‘The Number of The Beast’,’ Iron Maiden’, poco dopo ‘Piece Of Mind’. Solo pietre miliari, roba incredibile" (1998)
"Rimanere un fan mi ha aiutato a non girare le spalle a ciò in cui credo. Questo é cruciale, devi essere un fan. Non si può appartenere ad una band senza preoccuparsi di ciò che accade intorno. Non ho mai parlato con James Hetfield o Dave Mustaine, ma devo dire una cosa, sono rimasto un sincero appassionato, fedele allo spirito dell'heavy metal, che è ciò in cui ho sempre creduto. I Metallica sono l'esatto contrario di ciò che erano quando hanno iniziato: sono diventati ciò che criticavano quando erano una band metal. E' molto offensivo per me leggere articoli in cui loro si dichiarano irremovibilmente lontani dall'essere una band metal. Ho letto interviste in cui Hetfield sostiene che loro non sono qui per salvare l'Heavy Metal.
Che cosa orribile da dire.
Una band che ha fatto tanto per l'Heavy Metal ora crede di farla franca con qualsiasi cosa perché divenuta potente. Stanno tirando un sacco di merda negli occhi della gente, ma molta gente non è cieca di fronte a ciò che essi stanno facendo.
E' il più grande bluff che abbia mai visto. Ed é patetico. La loro musicalità é patetica, il loro atteggiamento è orrendo, in pratica stanno prendendo a pugnalate tutti i fans del metal che li appoggiavano. Erano una mia grande influenza nei primi anni '80, ricordo che al liceo cercavo di convertire le persone a fan dei Metallica, e mi rispondevano 'cos'é questo rumore'?
Ogni ragazzino in America sfoggiava una maglietta dei Metallica.
E' la loro sincerità che manca, dovrebbero cambiare il loro nome e smettere di vivere su di esso, perché il nome non ha più nulla a che fare con la band.
Si tratta di una band completamente diversa. I Megadeth almeno hanno mantenuto un suono pesante, anche se non sono un grande fan dell'ultimo album, penso che Marty Friedman sia un pò frenato e mi piacerebbe sentirlo di più. Sono un suo grande fan fin dai tempi degli Hawaii e mi piacerebbe sentirgli suonare qualcosa di più aggressivo.
Io non seguo le tendenze, non presto loro attenzione. Esse sono solo qualcosa di temporaneo e sfortunatamente l'America è un paese molto impressionabile, in cui le persone vengono tratte in inganno. Ecco perché la gente va in giro con i pantaloni larghi, di dieci taglie più grandi.
Io non capisco" (1998)
LO SCIOGLIMENTO DEI DEATH(1998)
Dopo The Sound Of Perseverance, la band partì in tour in America e in Europa, al termine dei quali Schuldiner decise di sciogliere a titolo definitivo i Death per dedicarsi ai Control Denied, gruppo per il quale aveva ingaggiato recentemente Steve Di Giorgio, nuovamente libero da impegni.
Nel 1999 I Control Denied pubblicarono il loro album d'esordio, intitolato The Fragile Art Of Existence, che presentò un inedito sound Heavy Metal misto ad influenze Prog.
IL CANCRO AL CERVELLO(1999) E LA MORTE DI SCHULDINER (2001)
Durante la lavorazione del secondo album del gruppo, nel maggio 1999 a Schuldiner fu diagnosticato un tumore al cervello.
Nel maggio 1999 infatti Schuldiner iniziò a sentire forti dolori alla parte superiore del collo.
Inizialmente il musicista pensò fosse un semplice problema dovuto ai nervi, ma decise comunque di farsi visitare da un medico il quale gli consigliò immediatamente di sottoporsi ad esami più approfonditi per un sospetto tumore.
La visita diede esito positivo e, nello stesso giorno del suo trentaduesimo compleanno, gli fu definitivamente diagnosticato un glioma , una neoplasia che colpisce il tronco encefalico e che costrinse il musicista ad un'immediata radioterapia.
Nell'ottobre 1999 la famiglia Schuldiner annunciò che il tumore aveva risposto alla terapia e che Chuck era sulla via della guarigione.
Nel gennaio 2000 fu operato nel tentativo di rimuovere il tumore residuo.
L'operazione ebbe esito positivo, ma la famiglia del chitarrista entrò in grave crisi finanziaria a causa del costo dell'operazione che si aggirava sui 70 000 dollari.
Furono così organizzate molte attività, concerti e festival come il Thrash Of The Titans, in modo da raccogliere fondi per aiutare Schuldiner e la sua famiglia nelle pesanti spese che, se non sostenute, lo avrebbero condannato ad una morte certa.
Dopo poche settimane dall'intervento i medici si accorsero che la diagnosi iniziale era però sbagliata e che la neoplasia non era ancora stata totalmente debellata dal cervello del chitarrista.
"E' una cosa strana, perché di cancro si sente parlare in continuazione, ma si pensa che la cosa non possa toccarci personalmente o comunque riguardare le persone che ci sono vicine.
Per me è stato uno shock, anche perché ero convinto di avere un problema muscolare al collo e mai avrei pensato ad un tumore al cervello.
Ho girato per ospedali e consultato medici, e quando la diagnosi è stata certa per me è stato l'inizio di un incubo ma al tempo stesso mi sono reso conto che la cosa migliore da fare era accettare immediatamente la situazione senza deprimersi, ma combattendo per riuscire a sconfiggere quel terribile male. Ho cercato di concentrarmi su me stesso senza pendere dalle labbra dei medici, di non pensare più di tanto al mio stato, perchè in quella situazione non puoi che aspettare e spesso i periodi di attesa prima dell'intervento sono lunghi e rischi di impazzire.
Anche adesso non posso che aspettare i risultati delle terapie, e nel frattempo mi concentro sulla musica e sulla mia vita privata che è continuata esattamente da dove l'avevo lasciata, in maniera assolutamente normale.
A volte non è facile, perchè la depressione è dietro l'angolo, ma è l'unica cosa che posso fare.
Normalmente viviamo la nostra vita quasi lasciandola scorrere, senza renderci conto di non essere eterni e di quanto possa essere importante ogni giorno della nostra esistenza. Io ho imparato a viverla, a gioire di tante piccole cose che in passato non notavo o davo per scontate, anche una prospettiva per il futuro ti appare differente e più entusiasmante" (2000)
Nel frattempo Schuldiner aveva continuato a lavorare sulla sua musica e per i Control Denied, componendo una decina di nuovi brani da pubblicare nel nuovo disco del gruppo.
Dopo un anno dalla prima diagnosi, nel maggio 2000 la neoplasia recidivò e Schuldiner si ammalò nuovamente in modo serio.
Per le prime settimane il musicista non poté svolgere le cure del caso a causa di nuovi problemi finanziari, risolti però in poco tempo grazie a molti aiuti, giunti anche da parte di numerosi e celebri colleghi.
Schuldiner iniziò a svolgere la chemioterapia a base di vincristina.
Dopo un iniziale giovamento, ben presto il pesante trattamento lo indebolì fisicamente.
A due anni e mezzo dalla diagnosi ed ormai allo stremo delle forze, alle 4 del pomeriggio del 13 dicembre 2001 (un'ora dopo essere stato dimesso dall'ospedale), Chuck Schuldiner morì nella sua casa, accanto ai suoi cari, a causa di una grave polmonite.
Il suo corpo fu cremato e le sue ceneri affidate ai familiari
Chuck si spense, vinto dal cancro a soli 34 anni d'età.
A seguito della sua morte i Control Denied si sciolsero.
IL RICORDO DI STEVE DI GIORGIO
Il bassista Steve Di Giorgio, spese per l’amico queste parole da brivido poco dopo la scomparsa:
"Sono molto triste... Questa è la prima volta che sono stato al computer da quando ho sentito la notizia. Posso vedere che quest'ultima viaggia velocemente.
Tutti sono informati ormai.
Inoltre desidero ringraziarvi per le vostre parole gentili di preoccupazione e di supporto. Ora, che posso aggiungere? Abbiamo perso un'icona nel mondo della musica Metal.
E il fatto più importante è che ho perso un buon amico di molti, molti anni. Siamo nati nello stesso anno ed avevamo molto in comune.
È ovvio che io suonassi il mio meglio con lui, e in un modo o nell'altro mi affidava le linee di basso più malate.
Mi spingeva sempre a fare di più, pensare di più, per uscire dagli schemi e trovare le cose più innovative, ma sempre mantenendo la formula. Ho perso un'ispirazione alla mia personale ricerca musicale, mi mancherà per sempre. Eravamo nel bel mezzo della composizione del nuovo album, ed è incredibilmente triste che lui non abbia potuto vedere il suo completamento.
Faremo del nostro meglio per finirlo in suo onore, ma non sapremo mai se sarà come lo aveva voluto lui.
Questo è il minimo che possiamo fare per qualcuno che ha dato così tanto e si è curato così tanto riguardo quello che suonava e dell’effetto che faceva anche a coloro che credevano in lui.
Comunque in un certo senso sono felice, perché la sofferenza era grande per lui; non potrebbe suonare ancora la sua chitarra, riorganizzare la sua nutrita collezione di vinili, lavorare attorno alla casa, andare al mare, ai concerti: le cose che lui amava fare.
Lui non si meritava una vita senza queste cose, che lo rendevano chi era. Perché lui era quello che amava. Amava moltissimo la sua famiglia, non stando mai troppo lontano da sua madre, suo padre, sua sorella e suo nipote.
Amava gli animali e anche loro erano la sua famiglia. Amava l'aria aperta, i barbecue, le spiagge, le passeggiate, il canottaggio, cose che prendevano un sacco di tempo quando non stavamo scrivendo nuove canzoni.
Naturalmente amava la musica, ne aveva fatto la sua vita, e noi ne avevamo fatto la nostra.
È vero che lui ha avuto qualcosa di molto serio e possibilmente qualcosa che ultimamente l'ha coinvolto molto.
Ma io voglio che voi ignoriate tutti i pettegolezzi, le voci, le cazzate, e sappiate che lui non ha mai accettato il suo destino. Non ha mai desistito dal provare a cambiarlo. Soccombeva quando era in piena attività, e ha combattuto tenacemente fino alla fine. Gli fu detto dal suo primo dottore che non aveva molto da vivere, così lui andò da un altro. Quando quei dottori gli dissero lo stesso, lui perseverò, perché voleva trovare la risposta che voleva, non quella che gli davano. Ha viaggiato per tutto il Paese cercando qualcuno che lo aiuti nella sua battaglia. Non avrebbe accettato un ‘no’ come risposta. La sua voglia di vivere aumentò quando le cose cominciarono a migliorare per lui. La sua famiglia non esitò mai a fare tutte le cose necessarie per lui. I suoi amici hanno provato a fare tutto il possibile. E i fan e i sostenitori ovunque, le cui parole e contributi hanno tenuto viva la fiamma anche quando le cose sembravano le peggiori. Era orgoglioso del suo lavoro, il suo cuore batte ancora per noi ogni volta che noi ascoltiamo le sue canzoni, perché il suo cuore è nella sua musica. Addio per un grande fratello del Metal, mi mancherai molto di più di quanto le parole possano esprimere"
I Death, in piena esplosione Thrash, hanno attuato una rivoluzione musicale senza precedenti.
Francamente impossibile risalire alla smisurata pletora di band che il combo di Schuldiner ha, direttamente o indirettamente, influenzato a livello compositivo.
Schuldiner ha sempre mantenuto una visione del mondo pessimistica: il primo disco, con testi splatter ispirati da alcuni film horror, è una parentesi a sé stante, perché negli anni successivi la band si è concentrata sulla vita di ogni giorno, esprimendo sia nei testi che nelle interviste un sacco di punti di vista interessanti ed affascinanti, capaci di ribadire una volta di più i suoi valori e la sua forza d’animo notevole, senza mai cadere nei luoghi comuni o abusare di clichè.
E' opportuno approfondire ciò che si cela dietro al monicker della band.
Un concetto, sia ben chiaro, da non confondere con la mera celebrazione della morte, bensì come un appiglio filosofico per intraprendere la ricerca dell`essenza della propria individualità.
"Il concetto che si cela dietro ai Death è profondamente umano".
Umano, dunque, perché noi tutti siamo esseri a termine, chiamati in vecchiaia alla conclusione della nostra parabola vitale.
Il decesso, perciò, come serena metafora della fine di un percorso evolutivo naturale, e non come un`entità da rimuovere, tratto caratteristico della nostra società ipocrita e consumistica.
Il messaggio è dunque tutto lì: cercare di vivere bene la vita, di assaporarne al meglio ogni attimo, di non arrendersi mai e di combattere per ciò in cui si crede.
I MEMBRI DELLA BAND
Il buon Chuck nel corso degli anni si è sempre circondato di musicisti eccellenti, veri maestri del proprio strumento, alternando una serie di chitarristi incredibili(ricordiamo, in sequenza, James Murphy, Paul Masvidal dei Cynic e Andy LaRocque).
Senza scordarci delle sezioni ritmiche con Di Giorgio (Sadus) ed Hoglan (Dark Angel).
Una vera parata di stelle che, album dopo album, hanno fatto di queste opere autentici manuali di tecnica stumentistica applicata per chiunque voglia prendere una chitarra od un basso in mano, ma anche godibilissimi masterpieces di eclettismo sonoro per gli amanti della buona musica.
Il costante alternarsi di collaboratori ha peraltro spinto parte della critica ad etichettare Schuldiner come irriducibile padre-padrone della sua creatura: nulla di più falso, giacchè l`intendimento di Chuck è semplicemente stato quello di chiedere sempre il massimo impegno, il 100%, a coloro che si sono avvicinati alla sua band.
Evidentemente, non tutti sono riusciti a reggere l`impressionante perferzionismo di cotanto leader, ed ecco dunque spiegate le puntuali ed inevitabili defezioni.
I DISCHI
Attivi dal 1983 con il monicker Mantas, la band ha esordito quattro anni dopo "Scream Bloody Gore" (1987), un`opera dall`attitudine fieramente underground, idealmente collocabile in un immaginario pregno di horror movies di serie B, che andava a fotografare perfettamente il lato oscuro e scabroso, quello dei rituali occulti, che si celava sotto la facciata caldo/umida della pur solare Florida.
Tra i solchi di quel rimarchevole debutto, si certificava il manifesto programmatico di una nuova scena musicale estrema, che in omaggio al gruppo-madre sarà appunto denominata Death Metal.
A caratterizzare questa nuova sintesi sonora, il cui successo prenderà immediatamente piede a livello mondiale, una nuova concezione ideale, ovvero la simbiosi tra estrema brutalità (nei vocal e nel concept, ma anche negli ossessivi pattern chitarristici) e melodia.
Il tutto a metabolizzare una sensazione paragonabile ad un brivido sulla schiena, la ruvida carezza di un suono conturbante e morboso.
Paradossalmente, pur dando vita ad una musica fragorosa, i Death si sono distinti dal cumulo massificante per la loro rigorosa ricerca sonora e testuale.
"Non sono satanista.
Abbiamo avuto alcuni testi di tipo satanico fin dai vecchi tempi, ma la maggior parte di questi sono stati scritti dal nostro ex batterista e cantante Kam Lee.
Appena lui ha lasciato il gruppo, ho preso il controllo su questo tipo di cose.
I miei testi si basano più sul tema della morte e della vita reale o prendono spunto da qualche film gore.
Per esempio, ‘Torn To Pieces’ è ispirata dal film ‘Make Them Die Slowly’ e ‘Scream Bloody Gore’ da ‘Re-Animator’" (1987)
Già dal secondo lavoro "Leprosy" (1988), anch`esso decisamente estremo a livello di liriche, il sound del progetto Death si è fatto più tecnico e pulito.
A livello di liriche dai testi gore si passa a quelli incentrati sul sociale.
Pull The Plug diviene l'inno della band.
L'evoluzione continua con "Spiritual Healing" (1990) e forse con questo disco che si può parlare finalmente di "Death Tecnico".
Living Monstrosity tocca il tema della cocaina.
"Il Death Metal é sicuramente visto come un movimento serio, anche se ci sono ancora persone che semplicemente non riescono ad afferrare l'idea che una death metal band possa fare qualcosa di buono! Ma la cosa che dico sempre a queste persone é imparare dal passato.
Guardare al 1983, quando é uscito ‘Kill'Em All’ e la gente diceva che fosse spazzatura, che i Metallica non sarebbero andati da nessuna parte, ma io sapevo che quella band sarebbe diventata enorme.
E quando ciò é avvenuto, molta gente ha continuato ad affermare che ciò non fosse vero!
Sto lavorando da sette anni per fare un passo ulteriore, voglio dire, so che ci sono molte persone che ancora non ci vedono come un gruppo serio, ma speriamo di diventare il primo gruppo capace di liberarsi di queste barriere che sono praticamente dipinte su questo genere dalla critica esterna.
Con 'Spiritual Healing' abbiamo scritto musica complessa ed evo-luta che vuole essere molto seria.
Forse non era così nelle prime battute della band, ed é un peccato che parte della nostra carriera è stata immortalata così sui vinili.
Tutto ciò che posso fare è chiedere scusa a nome mio e della band, ci é servito ad imparare e vivere" (1990)
Probabilmente la perfezione estetica e formale giunge con "Human" (1991) con Suicide Machine che diviene il nuovo inno della band.
Viene girato anche un videoclip(Lack Of Comprehension).
"Mi piacerebbe che qualcuno si interessasse ai testi abbastanza da comprare una copia di 'Human' e rendersi conto che io scrivo di argomenti sensibili, che non tutti i gruppi metal scrivono di morte e distruzione.
Se riuscirò a cambiare il modo di pensare anche di una sola persona sarò molto felice, avrò fatto il mio lavoro" (1991)
Segue "Individual Though Patterns" (1993), forse il disco capolavoro dei Death.
Testi sempre più maturi, riff tecnici e melodici con quella The Philosopher(con tanto di video) rimasta nella storia.
"Hanno sempre attaccato duramente i miei testi, sono stato accusato di essere blasfemo e demoniaco.
‘Individual Thought Patterns’ sarà un concept sulle persone che sono costretto ad affrontare ogni giorno, cose che sono stufo di vedere, pregiudizi della gente, l'incapacità della gente di pensare con la propria testa, la gente là fuori e quella all'interno di questo business, che a mio parere rappresenta il male puro.
Questo business ti fotte e sicuramente i testi riflettono le persone che sono presenti in questo mondo, sono un buon modo per riassumerne le caratteristiche.
Mi piace parlare della realtà, a volte la vita é peggiore di molti incubi.
I testi vanno presi molto sul serio, perché in qualche modo sono una parte di me.
Spero di comunicare agli ascoltatori alcune cose su di me, i sentimenti, i momenti difficili che ho passato" (1993)
"Su ‘Individual Thought Patterns’ mi sono scrollato di dosso tutti i problemi degli scorsi anni.
L'album é una dichiarazione, illustra il mio rapporto con la stampa e l'industria discografica, che io odio, anzi peggio, detesto. Ho molto a che fare con le persone di questo business e il 75 per cento di esse abusa del proprio potere; in principio promettono montagne d'oro, ma quando si tratta di mantenere i patti pensano solo al loro profitto.
La maggior parte dei manager sono lupi travestiti da pecore, sono molto corrotti.
Il mio rapporto con la Music For Nations é grande, ma resto vigile, non voglio essere fregato di nuovo.
I pezzi grossi, seduti nelle loro torri d'avorio, cercano di rubare anche l'ultimo centesimo dalle tasche delle band. Non capisco perché. Non hanno nient'altro da fare? Può sembrare estremo, lo so, ma non parlo a sproposito, non faccio storie. Quello che dico nelle mie canzoni é la mia personale opinione sulle persone con cui faccio affari; vi posso assicurare, del resto, che ogni band potrebbe dire la stessa cosa. Per anni ho registrato demo e suonato in piccoli club, lo abbiamo fatto tutti e nessuno ci ha limitato; ma quando si rilascia un album, tutto ad un tratto la tua vita cambia. Le persone d'affari si mettono a pontificare il tuo futuro, e si aspettano che tu sia una rockstar ventiquattr'ore al giorno. Orribile. Io amo tenermi il più lontano possibile da quel circo e amo vivere la mia vita a casa, andare al cinema, fare una passeggiata, nuotare.
E' meraviglioso" (1993)
"Gli elementi tipici dei Death sono la tendenza a utilizzare atmosfere pesanti, senza dimenticare la melodia e la capacità di evolvere come musicisti, perché é assurdo pensare di restare sempre uguali a sé stessi.
Non mi importa delle critiche contro di me, voglio solo migliorare costantemente in quello che faccio, é una sfida per non diventare 'alla moda', ora che è tutto alla moda anche all'interno di un genere come il Death Metal, che é diventato popolare.
Dovete pensare a modo vostro, altrimenti non si sopravvive" (1993)
"Quando ho iniziato nei Mantas, il nostro batterista Kam Lee cantava, ma si é stancato dopo un pò, così mi sono occupato io delle vocals.
In un primo momento ho cercato di cantare con voce normale, ma non funzionava, così ho optato per un approccio più brutale.
In realtà non é un modo piacevole per cantare, e a volte ho anche paura. Voglio dire, ho ventisei anni adesso, e ho iniziato a cantare in questo modo quando ne avevo sedici. In quel momento non pensavo che avrei dovuto cantare in questo modo per dieci anni. Ora ci sono abituato, per quanto riguarda l'apprendimento non devo sforzarmi troppo, ma ci vuole ancora un sacco di energia e un sacco di sforzi alla gola per ottenere un risultato.
Credo che la mia voce sia la più grande limitazione alla nostra musica, é la realtà.
E' troppo scioccante e brutale per un pubblico più aperto, e non c'é modo per aggirare questo ostacolo.
So che molte persone non prendono seriamente questo stile di canto, ma io cerco di fare del mio meglio con quel che ho. Mi sento consapevole di dover lavorar sodo per cantare bene, mi piace pensare che la mia voce sia un pò più personale rispetto alla media dei cantanti death metal, la maggior parte dei quali non mette grandi sforzi nelle proprie linee vocali, o usano un sacco di effetti per aiutarsi. io no, non ci sono stronzate quando si tratta della mia voce, quello che si sente é tutto mio" (1993)
"La mia più grande paura? La morte stessa!
Quando si é in tour si hanno di fronte molte situazioni e non si sa mai cosa potrebbe succedere.
Io sono il tipo di persona che pensa molto riguardo la vita, e la mia più grande paura é quella di poter morire senza senza poter dire addio alle persone che amo.
Prendi per esempio Cliff Burton, sono sicuro che non si aspettava certo di morire nel bel mezzo di un tour. Ho anche molta paura di non poter più tornare a casa. Se mi succedesse qualcosa di brutto, vorrei che i miei cari restassero uniti.
Come quando Cliff morì voglio dire, tutti ancora si ricordano di lui.
Non pensiamo mai che qualcosa di brutto possa accadere, fino a quando non succede a qualcuno che conosci.
Questa è la cosa più terribile della natura umana, non si apprezzano le cose importanti della vita perchè tutti pensiamo che non ci succederà mai nulla a noi, ma solo agli altri.
Ci sono molte cose che potrebbero accadere durante un tour.
A volte è un modo frenetico di vivere, ti svegli e sei in un nuovo stato, un paese diverso; bisogna essere coscienziosi e conoscere i propri limiti.
Mi piace far festa selvaggiamente, anche se non sono un gran bevitore; fumo un pò ma non ho problemi di droga o altro.
E' come farsi un drink a fine giornata.
Ci sono molte cose divertenti da fare in un tour, ma che potrebbero rovinarlo; sicuramente, dipende da che tipo di persona sei. Se siete il tipo di persona che ama lo stile di vita rock'n'roll più selvaggio potrete godere. Dopo un concerto preferisco farmi una doccia per rilassarmi, una chiacchierata con gli amici e prendere un pò d'aria. Ogni persona é diversa" (1993)
"Symbolic" esce nel 1995: anche qui album melodico e allo stesso tempo potente.
La canzone Crystal Mountain si incentrò sulla corruzione religiosa, 1.000 Eyes parlò del diritto di privacy e della sua progressiva riduzione, mentre la traccia omonima Symbolic affrontò il difficile tema dell'innocenza.
"Sono convinto che sia possibile raggiungere la felicità, anche se ci si avvicina ad essa solo attraverso un percorso irto di ostacoli e di asprezza.
Per me essere felice vuol dire aver raggiunto serenità ed equilibrio interiori ed aver acquisito la capacità di distinguere ciò che è veramente importante da ciò che non lo è.
Spero di essere sulla strada giusta.
La mia qualità migliore? Credo sia la mia determinazione.
Non mi fermo mai davanti agli ostacoli fino a che non ho raggiunto il mio obiettivo" (1995)
Il passo successivo sarà rappresentato dal ricercatissimo e tecnico "The Sound Of Perseverance" (1997).
L'album presentò un'incredibile ferocia ed emotività musicale, che sfociò in intricate e tecniche melodie di chitarra e basso, e fu descritto come una sorta di mistura dei precedenti album Human, Individual Thought Patterns e Symbolic.
La traccia d'apertura Scavenger of Human Sorrow presentò una notevole complessità melodica, poi completata dalla strumentale Voice Of The Soul che ripropose sonorità molto simili a quelle proposte dal sound di band come Atheist e Cynic.
Il vertice tecnico dell'album fu raggiunto dai brani Story To Tell e Spirit Crusher, caratterizzati da feroci urla, cori e assoli di chitarra.
"La copertina di ‘The Sound Of Perseverance’ rappresenta una montagna da scalare.
Questo é un tipo di montagna positiva, può fare un pò di paura ma rappresenta la ricerca, la spinta a salire per raggiungere qualcosa, forse cadendo un paio di volte, ma sempre rialzandosi.
Alcune persone sono in fondo, altri nel mezzo, alcuni in alto, come a simboleggiare tutti i passi che si compiono nella vita, soprattutto se si possiede un sogno, se si vuole raggiungere qualcosa.
Per me, il sogno é la musica.
La gente cerca di rovinarmelo parlando male di me, si sa, é stato messo qualsiasi ostacolo sulla mia strada, ma io voglio andare avanti, lotterò per raggiungere ciò che voglio.
Il titolo e la copertina sono molto importanti, sono un pò la mia visione della vita, di quello che sto facendo" (1998)
"Perseveranza significa passare attraverso tutti gli avvenimenti, positivi e negativi, che la vita ti pone davanti ogni giorno; perseveranza significa avere degli obiettivi da raggiungere, ben chiari in testa. Proprio la perseveranza e l'ostinazione mi hanno permesso di arrivare dove sono adesso, passando sopra al sistema e a tutte quelle mode che divorano nel giro di pochi mesi migliaia di gruppi, sopratutto qui in America.
Conosco tanta gente che a un certo punto ha girato le spalle al metal e che oggi cerca di dire e fare il contrario" (1998)
"Credo che oltre ai Death negli anni ottanta siano esistiti gruppi altrettanto importanti, il cui stile era aggressivo quanto il nostro.
Il problema é che, a differenza degli Slayer, tutti gli altri hanno fatto una pessima fine.
Beh, potrei citare i Celtic Frost, un gruppo veramente incredibile all'epoca.
Considero ‘Morbid Tales’ un classico, un capolavoro!
Poi si sono sciolti ed io invece, ringraziando Dio, sono ancora qua!
Un altro gran gruppo erano i Possessed, che si sono sciolti pur avendo davanti un futuro luminosissimo.
Erano tra i miei gruppi preferiti negli anni ottanta.
Il mio obiettivo, invece, é sempre stato quello di andare avanti a qualunque costo, ho sempre desiderato migliorarmi come chitarrista e scrivere testi sempre più interessanti.
Sai, invecchiando acquisti in esperienza e questo si sente sopratutto a livello lirico.
Insomma, credo che i Death e Chuck Schuldiner siano considerati i padri del Death per il semplice fatto che, a differenza di altri, dieci anni dopo sono ancora qua a suonare e fare dischi" (1998)
GLI ATTRITI CON I DARK ANGEL
Durante la loro carriera, i Death non ebbero mai grandi rivalità con altre band e si mantennero sul piano di reciproco rispetto durante le varie apparizioni live con altri gruppi, senza mai creare grossi contrasti.
Tuttavia durante un tour negli USA del 1989 tra i Death e la band Thrash Metal Dark Angel sorsero dei contrasti.
Prima dell'inizio della tournée le due band avevano deciso di spartirsi durante le varie tappe il ruolo tanto ambito di attrazione principale.
Gli attriti iniziarono a causa della vendita del merchandise, che i Death stavano gestendo a prezzi talmente irrisori da oscurare le vendite dell'altro gruppo.
Dopo aver protestato con gli organizzatori del tour e aver ottenuto risposta negativa riguardo ad un richiamo ufficiale per i Death, i Dark Angel decisero di ritirare la loro merce per l'intera durata del tour in segno di protesta.
Col passare del tempo la tensione tra i due gruppi aumentò ulteriormente.
I Death necessitavano di meno di mezz'ora per tarare al meglio gli strumenti per le esibizioni mentre i Dark Angel necessitando di sound più complessi e complicati, impiegavano alcune ore, ritardando di molto l'inizio dei concerti.
Questo fatto diede molto fastidio agli sponsor ma soprattutto ai Death che, stufi di queste prepotenze, decisero di lasciare ufficialmente la tournée.
Come tutta risposta i Dark Angel proseguirono il tour, lamentandosi sul palco dei loro ex colleghi.
Eric Meyer, chitarrista del gruppo, disse che i Death non erano professionali e che non erano interessati ai loro fans.
I CONTRASTI CON I MORBID ANGEL E IL BLACK METAL
"I Morbid Angel sono stati cacciati dal nostro tour? Il fatto è che Death e Morbid Angel avevano un accordo da headliner, quindi abbiamo dovuto cercare una soluzione; la nostra proposta era quella di lasciare che i Morbid Angel chiudessero la serata per due volte e noi tre, era il massimo che avremmo potuto fare. Tutto ad un tratto però i Morbid Angel hanno chiesto di suonare tre volte da headliner, e questo non lo potevamo accettare. Il promotore del tour ha dunque respinto i Morbid Angel.
Guarda, può sembrare arrogante, ma dopotutto i Death sono tra i fondatori del death metal, abbiamo pubblicato quattro album e loro due.
Inoltre offriamo molto più di loro, in realtà avremmo tranquillamente potuto essere headliner in ogni spettacolo.
Non ho nulla contro i Morbid Angel, non ho paura di loro e non me ne fotte un cazzo di quello che faranno, solo che non lascerò che mettano alcuna pressione su di me.
Faremo questo tour europeo e nessuno ci insegnerà come si fa, i nostri fans europei meritano di vedere un cero concerto dei Death e stanno per averlo" (1991)
"I Morbid Angel hanno dichiarato che non gliene fotte un cazzo della guerra in Ex-Jugoslavia? Per me é molto triste sentire che la gente sta combattendo da qualche parte, in una guerra. Non credo che la guerra sia una risposta, uccidere provoca solo dolore.
Nella vita ci prendiamo cura di molte cose e non solo della musica, che ovviamente é importante; tuttavia, queste sono le cose che ci circondano e cerchiamo di inserirle nelle nostre canzoni.
Per quanto riguarda la scena Black Metal norvegese, sono molto confuso sul comportamento di alcune persone, io non capisco cosa significhi la musica per questi ragazzi.
Voglio solo dire che la gente a volte perde il contatto con la realtà.
Penso che lo scopo della musica sia renderci felici e non dovrebbe essere accompagnato dalla tortura di animali o esseri umani". (1994)
I PROBLEMI CON GLI EX MEMBRI DEI DEATH
Ex componenti dei Death, gelosi del suo successo e desiderosi di campare su quel moniker, non hanno esitato ad attaccarlo a mezzo stampa, diffamandolo ed offendendolo con falsità ed accuse fuori luogo; la stampa ha purtroppo marciato sugli scoop gentilmente concessi da tali miserevoli individui e alla fine Evil Chuck è diventato un dittatore scorbutico quasi per antonomasia.
Chuck Schuldiner non è mai stato uno scontroso o un mostro, quanto più un ragazzo che si è fidato troppo della gente, ovvero il vero male di questa terra.
E’ scivolato, ha commesso degli errori e li ha ammessi, e poi si è rialzato, come niente fosse, continuando a marciare verso i suoi obiettivi più forte di prima, e senza perdere quella dolcezza interiore e quella profondità di spirito che contribuivano a renderlo una persona splendida, oltre che un musicista sontuoso.
Ogni singolo giorno ha lottato, contro il sistema, la falsità, gli inganni.
"Non ho avuto nessun problema di droga, ho avuto qualche problema con alcune persone del settore e alcuni problemi personali e sono arrivato a un in cui ho pensato che tutto era destinato a fallire.
Sembrava ci fosse lo zampino del diavolo! Avevo bisogno di isolarmi per rimettere le cose a posto, il momento era pessimo" (1991)
"Anche prima di tutta la merda legata al tour europeo avevo problemi nella mia vita, e dovevo prendermi una pausa.
Certo, non era il momento migliore, ma perché sono un essere umano e avevo bisogno di tempo per me stesso sono un bastardo? Se la gente pensa questo, va bene, ma io farò quel cazzo che voglio nella mia vita, per essere felice.
Nessuno controlla la mia vita.
Adoro le persone che acquistano i nostri album, perché mi permettono di continuare ad esistere nella scena musicale; apprezzo quello che le persone fanno quando comprano i dischi e supportano le band.
Il fatto é che ognuno deve fare cose, nella vita, che a volte sembrano non avere senso agli occhi degli altri.
Le mie azioni possono aver portato le persone a pensare questo: le persone pensano automaticamente che sei un mostro psicotico solo perché altri affermano questo, ma penso che dovrebbero cambiare modo di ragionare. Io ho degli amici, non sono una persona senza amici come molti potrebbero pensare.
Ho ancora un sacco di amici, anche se ne ho persi parecchi.
Chi mi conosce sa che non sono nè un coglione, nè un fottuto bastardo, nè una rockstar, un mostro psicotico o qualcosa del genere come qualche cazzo di rivista europea si diverte a scrivere!
Vorrei essere perfetto come loro, si comportano come fossero perfetti, come se non avessero difetti.
Ho le mie colpe, non ho mai affermato di essere una persona perfetta. Come tutti continuerò a fare errori nella vita.
Il fatto é che dagli errori dobbiamo imparare per migliorarci, non fermarsi a commentarli" (1991)
"‘Human’ è una vendetta nei confronti di chi mi ha maltrattato davanti al mio pubblico.
Oppure alla gente che automaticamente parte dal presupposto secondo il quale io sia un coglione.
Se agli ex membri viene chiesto di lasciare la band, essi cercano la vendetta mentendo sul mio conto. E purtroppo la gente vuole credere al peggio. Non pensano che potrebbe non essere vero, aspettando di scoprire la verità, ma pensano subito 'wow, davvero? è un mostro egocentrico'!
Molte persone prima dell'uscita di 'Human' sostenevano che non ero più nel mondo della musica, altri che stavo per formare una band glam, altri ancora che ero finito in un istituto mentale.
Queste sono tutte bugie, bugie viziose. E' spaventoso come inducano la gente a credere a tutto ciò.
Questo album è un grande schiaffo in faccia a tutte le persone che hanno cercato di abbattermi.
Supportate la musica, non i rumors" (1991).
"Dicono che sono uno stronzo, ma le persone che diffondono queste voci mi conoscono davvero? E' vero, ho avuto dei problemi con alcune persone, ma questo é normale quando si devono avere molti contatti come capita a me. I miei princìpi sono semplici, se qualcuno é amichevole con me può aspettarsi lo stesso trattamento. Non voglio entrare in altri affari ancora una volta, ma quasi mai mi sento responsabile per questo tipo di merda. Un sacco di stronzate vengono diffuse da chi é geloso perché io ho raggiunto quello che loro possono solo sognare. Non possono sopportare il fatto che i Death significhino qualcosa, é gelosia.
Ho scritto una canzone che parla proprio di quelle persone, sul nuovo album, con un titolo idoneo: Jealousy. L'unico modo che ho di difendere me stesso é attraverso le canzoni. per tutto il tempo si sente solo la loro versione dei fatti, raccontata dal loro punto di vista, che nasconde ciò che realmente hanno fatto. E' stato detto che io faccio questa musica solo per soldi. Ma cazzo, non ho visto un centesimo! Ho lasciato gli States con pochissimi dollari sul mio conto.
Se avessi suonato per soldi avrei suonato in qualche gruppo glam. E' difficile vedere soldi quando suoni in questo genere. Death può essere diventato un nome conosciuto e famoso, ma non mi ha reso ricco.
La mia unica motivazione é la musica che suono.
Vorrei guadagnare più soldi, certo, ma non credo che questo accadrà in futuro" (1993)
"I nostri album nascondono un concetto profondo, un argomento che mi preoccupa molto e riguarda l'intera attività musicale e le situazioni che accadono intorno ad una band. Mi riferisco a quelle persone invidiose che di fronte vi sorridono, e poi alle spalle vorrebbero vederti morto. 'Jealousy', una canzone tratta da 'Individual', racconta proprio di questo; c'é sempre qualcuno che vi vuole rovinare. Voglio che i fans conoscano questa realtà, quello che succede dietro le quinte, e se la mia musica può essere usata per denunciarlo, beh, io la uso.
Ognuno é libero di fare e pensare ciò che vuole. Io sono stato molto sfortunato, essendo sempre esposto al cattivo comportamento di critici e di alcune fottute persone nel mondo del business; essere pugnalati costantemente alle spalle é una sensazione disgustosa e triste da sentire, come rendersi conto che chi credevi essere un vero amico ti ha tradito. Mi piacerebbe che ognuno seguisse la propria strada, senza ostacolare gli altri, senza invidia o rancore, ma purtroppo la realtà é diversa.
E' incredibile che io venga dipinto come un despota! Mi fa impazzire sapere che ci sono persone che mi offendono senza neppure conoscermi davvero e senza sapere come sono andate le cose! Possiamo facilmente riferirci ad alcuni ex membri della mia band che ancora continuano a parlare male di me, ma che non hanno il coraggio di dirlo in faccia! La loro unica arma é riempire il mondo di bugie. Non ho mai pensato di mollare tutto, al contrario, ho sempre pensato 'Chuck, non vale la pena di arrabbiarsi'. Non faccio questo lavoro per soldi, ma perché non posso fare a meno di suonare, io amo troppo la musica, perché dovrei buttarla via? Per un gruppo di poveri invidiosi? Per tre volte hanno pensato che i Death fossero finiti, ma non mi hanno mai fatto cadere e mai ci riusciranno, io continuerò a suonare finché ci sarà qualcuno che apprezza la mia musica sulla Terra" (1993)
LE CRITICHE ALLA SCENA MUSICALE, ALLA ROADRUNNER E AL NU METAL
"Al giorno d'oggi non ascolto molto Death Metal. Semplicemente non c'è più qualità, le etichette fanno firmare contratti alle band per il semplice fatto che queste hanno registrato un demo.
Quando ero all'inizio, la firma di un contratto era come un sogno che si realizzava, ma significava che la band avrebbe funzionato. ora sembra che tutto ciò che si debba fare sia trasferirsi in Florida e formare una band per ottenere il contratto.
Io ascolto le band più anziane, come Watchtower, King Diamond, Judas Priest, Queensryche, Mercyful Fate, Venom, la band che ha veramente iniziato l'intero viaggio del death metal, Angelwitch, gli svedesi Torch e i francesi Sortilege. A me sembra che allora ci fosse più sincerità, onestà e integrità nella musica che si produceva una decina d'anni fa. Ricordo l'acquisto di una copia del primo mini album dei Mercyful Fate, ‘A Corpse Without Soul', e di esserne subito catturato.
Certo, i Mercyful Fate sembravano satanici, ma in realtà non predicavano la venerazione di Satana.
Mi ricordo di aver comprato anche una copia del primo album degli Exciter, 'Heavy Metal Maniacs', quando ero a scuola, e cercavo di cambiare la mentalità della gente sull'Heavy Metal, ma tutti ne ridevano, pensando che fosse solo rumore. Lo stesso con 'Kill'Em All' dei Metallica: quando uscì sembrava uno scherzo, ora loro sono più grandi dei Kiss. Non sto dicendo che non ci siano buoni gruppi tra quelli giovani, ma trovarne di intelligenti è raro. E il death metal è diventato terreno esclusivo di chi sbandiera di incarnare il male, Satana, e di chi vuole suonare il più veloce possibile.
Quelle bands stanno creando solo una moda, cercando di raggiungere il credito delle super bands.
Non è quello che ho in mente io.
Ho sentito gente criticare i Death, solo perchè io non canto di Satana e non suono a un milione di miglia all'ora? Sono cresciuto con artisti del calibro dei Venom, e credo di sapere di cosa sto parlando. in generale penso che il modo in cui la gente ascolti musica sia cambiato in peggio.
L'arrivo del cd e la morte del vinile la considero molto triste.
Non si può cogliere ogni minimo ronzio da un oggetto piccolo come un cd, e poi puoi programmare un lettore cd per l'ascolto selettivo delle varie tracce: questo incoraggia la pigrizia, non c'è più il fascino di esplorare un album. Sono molto rattristato dal fatto che 'Human' non esca in vinile in America" (1991)
"Nel business musicale ci sono un sacco di cose che mi fanno veramente molto male. E' molto facile arrabbiarsi velocemente, ed ho usato le canzoni per sbollire la rabbia.
Devo chiarire che tutte le band, dopo il demo di rito, arrivano a trattare con un sacco di gente pessima ed orribile.
Non solo per quel che mi riguarda, ma prima o poi tutte le band vengono derubate. Io voglio solo fare musica, ma non appena questo diventa il tuo lavoro le porte si aprono a grandi catastrofi. Spesso ai fans basta chiedersi perché certe band si sciolgono, e abbastanza spesso la loro risposta é che esse sono diventate vittime del sistema" (1993)
"Alla Roadrunner pensano che il metal siano i Korn.
Questa é la loro idea del metal, questo é il motivo per cui hanno trattato di merda ‘Symbolic’.
Che cazzo, lo sai.
So cos'è il metal e non ho nessuna intenzione di far parte di un'impresa che sposa l'idea americana del metal.
Immagino ci siano persone che si auspicavano che il nuovo Death suonasse come i Korn!
Fanculo a tutta quella merda!" (1998)
"Quando sono cresciuto nei primi anni ottanta era normale comprare album degli Iron Maiden e dei Queensryche, ma anche degli Slayer, dei Metallica, tutta quella roba.. ‘Show No Mercy’, ‘Kill'Em All’, ‘The Number Of The Beast’. Era tutto fottutamente assassino. E' ciò da cui proviene tutta la mia ispirazione. Non uno specifico album, non una specifica band o uno stile particolare, ma proprio tutti i musicisti e gli stili. Il gusto melodico, l'intensità di ‘Kill'Em All’. Quando quest'album é uscito, era questo. Allo stesso modo ‘Show No Mercy’, semplicemente non avrebbe potuto essere più veloce in quel momento. Nessuno avrebbe potuto immaginare ciò che sarebbe stato. Tutto questo è così entusiasmante. In quel periodo sono usciti alcuni dei più grandi album di musica melodica mai pubblicati. ‘The Number of The Beast’,’ Iron Maiden’, poco dopo ‘Piece Of Mind’. Solo pietre miliari, roba incredibile" (1998)
"Rimanere un fan mi ha aiutato a non girare le spalle a ciò in cui credo. Questo é cruciale, devi essere un fan. Non si può appartenere ad una band senza preoccuparsi di ciò che accade intorno. Non ho mai parlato con James Hetfield o Dave Mustaine, ma devo dire una cosa, sono rimasto un sincero appassionato, fedele allo spirito dell'heavy metal, che è ciò in cui ho sempre creduto. I Metallica sono l'esatto contrario di ciò che erano quando hanno iniziato: sono diventati ciò che criticavano quando erano una band metal. E' molto offensivo per me leggere articoli in cui loro si dichiarano irremovibilmente lontani dall'essere una band metal. Ho letto interviste in cui Hetfield sostiene che loro non sono qui per salvare l'Heavy Metal.
Che cosa orribile da dire.
Una band che ha fatto tanto per l'Heavy Metal ora crede di farla franca con qualsiasi cosa perché divenuta potente. Stanno tirando un sacco di merda negli occhi della gente, ma molta gente non è cieca di fronte a ciò che essi stanno facendo.
E' il più grande bluff che abbia mai visto. Ed é patetico. La loro musicalità é patetica, il loro atteggiamento è orrendo, in pratica stanno prendendo a pugnalate tutti i fans del metal che li appoggiavano. Erano una mia grande influenza nei primi anni '80, ricordo che al liceo cercavo di convertire le persone a fan dei Metallica, e mi rispondevano 'cos'é questo rumore'?
Ogni ragazzino in America sfoggiava una maglietta dei Metallica.
E' la loro sincerità che manca, dovrebbero cambiare il loro nome e smettere di vivere su di esso, perché il nome non ha più nulla a che fare con la band.
Si tratta di una band completamente diversa. I Megadeth almeno hanno mantenuto un suono pesante, anche se non sono un grande fan dell'ultimo album, penso che Marty Friedman sia un pò frenato e mi piacerebbe sentirlo di più. Sono un suo grande fan fin dai tempi degli Hawaii e mi piacerebbe sentirgli suonare qualcosa di più aggressivo.
Io non seguo le tendenze, non presto loro attenzione. Esse sono solo qualcosa di temporaneo e sfortunatamente l'America è un paese molto impressionabile, in cui le persone vengono tratte in inganno. Ecco perché la gente va in giro con i pantaloni larghi, di dieci taglie più grandi.
Io non capisco" (1998)
LO SCIOGLIMENTO DEI DEATH(1998)
Dopo The Sound Of Perseverance, la band partì in tour in America e in Europa, al termine dei quali Schuldiner decise di sciogliere a titolo definitivo i Death per dedicarsi ai Control Denied, gruppo per il quale aveva ingaggiato recentemente Steve Di Giorgio, nuovamente libero da impegni.
Nel 1999 I Control Denied pubblicarono il loro album d'esordio, intitolato The Fragile Art Of Existence, che presentò un inedito sound Heavy Metal misto ad influenze Prog.
IL CANCRO AL CERVELLO(1999) E LA MORTE DI SCHULDINER (2001)
Durante la lavorazione del secondo album del gruppo, nel maggio 1999 a Schuldiner fu diagnosticato un tumore al cervello.
Nel maggio 1999 infatti Schuldiner iniziò a sentire forti dolori alla parte superiore del collo.
Inizialmente il musicista pensò fosse un semplice problema dovuto ai nervi, ma decise comunque di farsi visitare da un medico il quale gli consigliò immediatamente di sottoporsi ad esami più approfonditi per un sospetto tumore.
La visita diede esito positivo e, nello stesso giorno del suo trentaduesimo compleanno, gli fu definitivamente diagnosticato un glioma , una neoplasia che colpisce il tronco encefalico e che costrinse il musicista ad un'immediata radioterapia.
Nell'ottobre 1999 la famiglia Schuldiner annunciò che il tumore aveva risposto alla terapia e che Chuck era sulla via della guarigione.
Nel gennaio 2000 fu operato nel tentativo di rimuovere il tumore residuo.
L'operazione ebbe esito positivo, ma la famiglia del chitarrista entrò in grave crisi finanziaria a causa del costo dell'operazione che si aggirava sui 70 000 dollari.
Furono così organizzate molte attività, concerti e festival come il Thrash Of The Titans, in modo da raccogliere fondi per aiutare Schuldiner e la sua famiglia nelle pesanti spese che, se non sostenute, lo avrebbero condannato ad una morte certa.
Dopo poche settimane dall'intervento i medici si accorsero che la diagnosi iniziale era però sbagliata e che la neoplasia non era ancora stata totalmente debellata dal cervello del chitarrista.
"E' una cosa strana, perché di cancro si sente parlare in continuazione, ma si pensa che la cosa non possa toccarci personalmente o comunque riguardare le persone che ci sono vicine.
Per me è stato uno shock, anche perché ero convinto di avere un problema muscolare al collo e mai avrei pensato ad un tumore al cervello.
Ho girato per ospedali e consultato medici, e quando la diagnosi è stata certa per me è stato l'inizio di un incubo ma al tempo stesso mi sono reso conto che la cosa migliore da fare era accettare immediatamente la situazione senza deprimersi, ma combattendo per riuscire a sconfiggere quel terribile male. Ho cercato di concentrarmi su me stesso senza pendere dalle labbra dei medici, di non pensare più di tanto al mio stato, perchè in quella situazione non puoi che aspettare e spesso i periodi di attesa prima dell'intervento sono lunghi e rischi di impazzire.
Anche adesso non posso che aspettare i risultati delle terapie, e nel frattempo mi concentro sulla musica e sulla mia vita privata che è continuata esattamente da dove l'avevo lasciata, in maniera assolutamente normale.
A volte non è facile, perchè la depressione è dietro l'angolo, ma è l'unica cosa che posso fare.
Normalmente viviamo la nostra vita quasi lasciandola scorrere, senza renderci conto di non essere eterni e di quanto possa essere importante ogni giorno della nostra esistenza. Io ho imparato a viverla, a gioire di tante piccole cose che in passato non notavo o davo per scontate, anche una prospettiva per il futuro ti appare differente e più entusiasmante" (2000)
Nel frattempo Schuldiner aveva continuato a lavorare sulla sua musica e per i Control Denied, componendo una decina di nuovi brani da pubblicare nel nuovo disco del gruppo.
Dopo un anno dalla prima diagnosi, nel maggio 2000 la neoplasia recidivò e Schuldiner si ammalò nuovamente in modo serio.
Per le prime settimane il musicista non poté svolgere le cure del caso a causa di nuovi problemi finanziari, risolti però in poco tempo grazie a molti aiuti, giunti anche da parte di numerosi e celebri colleghi.
Schuldiner iniziò a svolgere la chemioterapia a base di vincristina.
Dopo un iniziale giovamento, ben presto il pesante trattamento lo indebolì fisicamente.
A due anni e mezzo dalla diagnosi ed ormai allo stremo delle forze, alle 4 del pomeriggio del 13 dicembre 2001 (un'ora dopo essere stato dimesso dall'ospedale), Chuck Schuldiner morì nella sua casa, accanto ai suoi cari, a causa di una grave polmonite.
Il suo corpo fu cremato e le sue ceneri affidate ai familiari
Chuck si spense, vinto dal cancro a soli 34 anni d'età.
A seguito della sua morte i Control Denied si sciolsero.
IL RICORDO DI STEVE DI GIORGIO
Il bassista Steve Di Giorgio, spese per l’amico queste parole da brivido poco dopo la scomparsa:
"Sono molto triste... Questa è la prima volta che sono stato al computer da quando ho sentito la notizia. Posso vedere che quest'ultima viaggia velocemente.
Tutti sono informati ormai.
Inoltre desidero ringraziarvi per le vostre parole gentili di preoccupazione e di supporto. Ora, che posso aggiungere? Abbiamo perso un'icona nel mondo della musica Metal.
E il fatto più importante è che ho perso un buon amico di molti, molti anni. Siamo nati nello stesso anno ed avevamo molto in comune.
È ovvio che io suonassi il mio meglio con lui, e in un modo o nell'altro mi affidava le linee di basso più malate.
Mi spingeva sempre a fare di più, pensare di più, per uscire dagli schemi e trovare le cose più innovative, ma sempre mantenendo la formula. Ho perso un'ispirazione alla mia personale ricerca musicale, mi mancherà per sempre. Eravamo nel bel mezzo della composizione del nuovo album, ed è incredibilmente triste che lui non abbia potuto vedere il suo completamento.
Faremo del nostro meglio per finirlo in suo onore, ma non sapremo mai se sarà come lo aveva voluto lui.
Questo è il minimo che possiamo fare per qualcuno che ha dato così tanto e si è curato così tanto riguardo quello che suonava e dell’effetto che faceva anche a coloro che credevano in lui.
Comunque in un certo senso sono felice, perché la sofferenza era grande per lui; non potrebbe suonare ancora la sua chitarra, riorganizzare la sua nutrita collezione di vinili, lavorare attorno alla casa, andare al mare, ai concerti: le cose che lui amava fare.
Lui non si meritava una vita senza queste cose, che lo rendevano chi era. Perché lui era quello che amava. Amava moltissimo la sua famiglia, non stando mai troppo lontano da sua madre, suo padre, sua sorella e suo nipote.
Amava gli animali e anche loro erano la sua famiglia. Amava l'aria aperta, i barbecue, le spiagge, le passeggiate, il canottaggio, cose che prendevano un sacco di tempo quando non stavamo scrivendo nuove canzoni.
Naturalmente amava la musica, ne aveva fatto la sua vita, e noi ne avevamo fatto la nostra.
È vero che lui ha avuto qualcosa di molto serio e possibilmente qualcosa che ultimamente l'ha coinvolto molto.
Ma io voglio che voi ignoriate tutti i pettegolezzi, le voci, le cazzate, e sappiate che lui non ha mai accettato il suo destino. Non ha mai desistito dal provare a cambiarlo. Soccombeva quando era in piena attività, e ha combattuto tenacemente fino alla fine. Gli fu detto dal suo primo dottore che non aveva molto da vivere, così lui andò da un altro. Quando quei dottori gli dissero lo stesso, lui perseverò, perché voleva trovare la risposta che voleva, non quella che gli davano. Ha viaggiato per tutto il Paese cercando qualcuno che lo aiuti nella sua battaglia. Non avrebbe accettato un ‘no’ come risposta. La sua voglia di vivere aumentò quando le cose cominciarono a migliorare per lui. La sua famiglia non esitò mai a fare tutte le cose necessarie per lui. I suoi amici hanno provato a fare tutto il possibile. E i fan e i sostenitori ovunque, le cui parole e contributi hanno tenuto viva la fiamma anche quando le cose sembravano le peggiori. Era orgoglioso del suo lavoro, il suo cuore batte ancora per noi ogni volta che noi ascoltiamo le sue canzoni, perché il suo cuore è nella sua musica. Addio per un grande fratello del Metal, mi mancherai molto di più di quanto le parole possano esprimere"
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