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martedì 15 dicembre 2015

LA P.M.R.C., I Testi Espliciti e Il Rock Degli Anni 80

Negli anni 70 e 80 si era diffusa l'idea che l'occultismo fosse presente soprattutto nei quartieri periferici e degradati, il che contribuì al diffondersi di paranoie. Ovviamente il demonio era solo uno degli elementi coinvolti nell'isteria: negli anni 80 tutti i tipi di occultismo, paganesimo, violenza, sesso e semplice mitologia fantasy furono buttati in un generico calderone, etichettato come "satanico".
Il genitore medio credeva nel'esistenza di gente pericolosa che venerava Satana e avrebbe fatto qualsiasi cosa in suo nome o, per i più cospirazionisti, addirittura di persone ricche e potenti che stavano cercando di manipolare i loro figli e convincerli a sacrificare bambini.
Il panico calò sulle nazioni(e soprattutto sui perbenisti), quando la cultura giovanile si stava spostando su direzioni spaventose: gli adolescenti si dedicavano a roba pesante, veloce e dura come Iron Maiden, Def Leppard, WASP, Twisted Sister, Quiet Riot, Venom, Motley Crue e Judas Priest.
I genitori temevano, letteralmente, per il futuro dei propri figli.
Nel 1985, Satana si era oramai infilato in tutte le periferie d'America (e non solo), le storie su rituali, sacrifici umani e robe simili spopolavano e i genitori iniziarono a buttare via intere discografie Metal, Punk e Rock per impedire ai loro figli di addentrarsi negli oscuri sentieri dell'occultismo.
Il massacro fu perpetrato soprattutto dalla propaganda diabolica di Tipper Gore, dal suo Parents Music Resource Center e dalla loro famigerata lista dei "Filthy Fifteen": un indice delle canzoni che contenevano riferimenti al sesso, alla droga e in generale a tematiche occulte.
Gore volle tenere i bambini al riparo dal male e dal vizio instaurando un sistema obbligatorio di catalogazione, e così nacquero i tristemente famosi adesivi in bianco e nero con su scritto "Parental Advisory: Explicit Lyrics". Il tutto era nato da Looks That Kill dei Motley Crue e da Hot For Teacher dei Van Halen. Man mano che la loro crociata ingranava, tutta la musica Rock iniziò a finire sulla loro linea di fuoco, al punto che gente come Frank Zappa e Dee Snider dei Twisted Sister si ritrovarono a battersi per difenderlo davanti a una commissione d'inchiesta del senato.


COS'E' LA P.M.R.C.?
La P.M.R.C. (Parents Music Resource Center), nata nel 1985, voleva frenare quella che era diventata una moda, una filosofia di vita, una legge: l’Heavy Metal. Tra i primi atti che la neonata associazione intraprese vi fu quello di indurre 19 case discografiche a firmare nell'agosto 1985 un protocollo di collaborazione che le impegnava ad apporre un disclaimer sui dischi che la P.M.R.C. giudicava fossero veicolo di contenuti violenti per i minori. La P.M.R.C. quindi nasceva con l’intento di valutare sotto il profilo morale ed educativo il contenuto dei prodotti discografici con particolari riferimenti al sesso, alla droga e alla trasgressione. Durante la sua esistenza, conclusasi alla fine degli anni ’90, riuscì a portare in tribunale la maggior parte dei gruppi in voga in quegli anni. Motley Crue, Van Halen, Black Sabbath, Twisted Sister, Metallica, Quiet Riot, Def Leppard, Judas Priest, Warrant e molti altri finirono sotto processo causa riferimenti troppo espliciti contenuti nei loro testi. L'idea era quella non solo di limitare la diffusione di messaggi, a loro dire, scomodi ma anche di evitare che ul Rock divenisse un vero e proprio stile di vita. Il Rock, in tutto il suo insieme, sin dalle origini, nacque come vero e proprio urlo di “rivolta” verso uno schema, politico e non solo, considerato non ottimale.
Nacque così l’associazione che vedeva nel Rock e nel Metal, ma anche negli altri generi dal forte impatto commerciale, il più grande male nel paese o forse probabilmente si voleva distogliere l’attenzione da quelli che erano i reali e seri problemi degli Stati Uniti d’America.
La prima li sta di "cattivi" era questa(si possono notare anche artisti che non c'entrano niente con il Rock):


I PROCESSI
Tuttavia prima che gli accordi tra la società e le case discografiche prendessero piede, ci fu l'opposizione di alcune band. Dee Snider (cantante dei Twisted Sister) e Frank Zappa (chitarrista) furono tra i più attivi durante i processi. In realtà i Twister Sister, per via della cover di Stay Hungry, furono chiamati a presentarsi in tribunale davanti al Senato.
Zappa fece leva sul primo emendamento della costituzione, riferito al “divieto imposto al Congresso di emanare o permettere comportamenti lesivi della libertà di stampa e di espressione del pensiero”, aggiungendo che “il P.M.R.C. si proponeva di eliminare la forfora tramite la decapitazione”.
Dee Snider accusò l’associazione di essere falsificatoria, dannosa e inopportuna.
Riguardo alla prima affermazione egli citò tre occasioni in cui la P.M.R.C. fece false affermazioni su di lui e il suo gruppo: nel brano Under The Blade del 1982, Tipper Gore lesse un elogio di sadomasochismo, bondage e stupro. Secondo Snider invece il riferimento era alla paura che ognuno, in maniera più o meno conscia, prova di fronte a un imminente intervento chirurgico «chiunque può trovare in questo brano quello che vuole. Chi cerca riferimenti alla chirurgia ci può trovare riferimenti alla chirurgia. Tipper Gore cercava riferimenti al BDSM e ce li ha trovati».
Nel caso del video di We're Not Gonna Take It furono mosse accuse alla presunta violenza contenuta in esso, laddove, Snider puntualizzò, si trattava dello stesso tipo di situazioni mostrate nei cartoni animati.
La censura di un particolare clip musicale o l’ascolto di una canzone deve essere esclusivamente a carico dei genitori, ovviamente solo nel caso in cui il figlio, in età adolescenziale, non abbia ancora completato il processo di educazione. Se si parla di persona adulta essa, proprio perché tale, sarà in grado di capire se il testo va contro i suoi principi morali.
Mentre gente come Dee Snider si trovava a dover testimoniare pubblicamente in difesa del suo lavoro (e non solo), sulla costa opposta band come i Venom non avevano la minima idea che il senato degli Stati Uniti stesse discutendo dei loro testi. Nessuno gli telefonò per dirgli che i loro dischi venivano rifiutati dai negozi nè esisteva Internet per leggere il casino che stava succedendo in Nord America.
Loro lo vennero a sapere anni dopo e a quel punto si aggiungevano all'elenco di gente che avevano fatto incazzare nel corso degli anni. Durante le registrazioni di Slippery When Wet del 1986, i Bon Jovi frequentavano assiduamente un club di strip-tease dove delle ragazze incredibilmente belle si versavano addosso acqua e sapone. Diventavano così scivolose che nessuno riusciva a stringerle neanche se avesse voluto portarsele a casa. Qualcuno della band, probabilmente un po’ alticcio di voglie sessuali e cocktail, urlò "Slippery When Wet!" (scivolose se bagnate) e gli altri immediatamente realizzarono: doveva essere il titolo del nuovo disco!
Mark Weiss: "Venne stampato sul loro disco l'adesivo "Explicit Lyrics". In origine pensavano di mettere in copertina una foto con delle enormi tette, veramente grosse, ma il P.M.R.C., aveva intenzione di denunciarli dunque la Polygram Records distrusse le 500.000 copie con quell'immagine. 
Perciò venne scelta un’immagine più tranquilla. Ad inventare la nuova copertina fu lo stesso Jon Bon Jovi, che venne nel mio studio e di fatto prese un sacco di immondizia bagnato e ci scrisse sopra con il dito Slippery When Wet. Vendettero più di 28 Milioni di copie".

Questo falso buonismo attuato dal P.M.R.C. non ha fatto nient’altro che distogliere l’attenzione da altri problemi più importanti, puntare il dito contro artisti che non erano più liberi di dare sfogo alla propria musica e soprattutto l’intenzione, per fortuna solo teorica, di sostituirsi al ruolo educatore del genitore.
Ciò non uccise l'Heavy Metal, anzi, l'adesivo lo rese più appetibile per i giovani ribelli dell'epoca incrementandone le vendite.
Il Rock dà libero sfogo alle proprie emozioni e... “You Can’t Kill Rock ‘N’ Roll!”.

venerdì 4 dicembre 2015

La Storia Di Vic Rattlehead: Megadeth

Sulla copertina dei dischi dei Megadeth figura un personaggio stile "Eddie The Head" degli Iron Maiden che si chiama Vic Rattlehead e rappresenterebbe, nell'immaginario della band americana, un superstite di un disastro nucleare.

Il mito di Vic Rattlehead nasce dalla canzone "Skull Beneath The Skin"dell'album "Killing Is My Business... And Business Is Good!":
Prepare the patient's scalp
To peel away
Metal caps his ears
He'll hear not what we say
Solid steel visor
Riveted across his eyes
Iron staples close his jaws
So no one hears his cries

 "Rattlehead" è una parola mista che avvicina il verbo "rattle" (scuotere) alla parola "head" (testa), e che dunque indica l'atto del cosiddetto headbanging.

"Don't do that or you'll rattle something up in there!"

"Vic" invece vuol dire vittima.
Vic raffigura, fin dall'origine, un teschio con tappi e ostruzioni metalliche alle orecchie e agli occhi, oltre a uncini per chiudere la bocca.
Ricordiamo che esiste anche l'omonima canzone, contenuta nel platter d'esordio.
Rattlehead compare su diverse copertine del gruppo ma, contrariamente ad Eddie dei Maiden, spesso non appare come "icona" con cui il pubblico è portato a identificarsi, ma nelle vesti di "antagonista", incarnazione dell'istituzione politico-militare che i Megadeth, nei giorni furiosi e anarchici dei loro inizi, intendevano sfidare e contestare.
Il personaggio si presenta infatti spesso in giacca e cravatta come un politico, o in veste di scienziato folle, o ancora appare, in un'impeccabile divisa militare, nell'atto di scatenare una guerra nucleare.
Lo troviamo nei primi 4 album della band: Killing Is My Business...And Business Is Good, Peace Sells, So Far So Good...So What e Rust In Peace.
Non compare invece negli album (e compilation) che vanno dal 1991 al 2000.
Invece ritornà in The World Needs A Hero, The System Has Failed, United Abominations, Thirteen e Super Collider.


KILLING IS MY BUSINESS...AND BUSINESS IS GOOD (1985)
Questo disco, l'esordio, vide appunto la nascita di Vic Rattlehead che rappresenta la sadica procedura a cui viene sottoposta la vittima della canzone "The Skull Beneath The Skin".
Dave Mustaine abbozzò il disegno originale di Vic.
Tuttavia, la Combat Records perse il lavoro ed improvvisò un'opera completamente diversa.
Vic appare qui incatenato.
Il suo motto è: "See No Evil, Hear No Evil, Speak No Evil".


PEACE SELLS...BUT WHO'S BUYING? (1986)
L’illustrazione sulla copertina è di Ed Repka, con uno scenario apocalittico sullo sfondo e Vic Rattlehead che da agente immobiliare tiene un cartello con su scritto “For Sale” mentre dietro lui, in cielo, appaiono tre caccia con tanto di scie.
Il palazzo messo in vendita dopo un attacco nucleare è quello delle Nazioni Unite.



SO FAR, SO GOOD...SO WHAT! (1988)
Anche qui Vic porta un messaggio politico tra nichilismo, disillusione, olocausto, attacchi nucleari e critiche ai governi e ai perbenisti dell'epoca (PMRC che nel 1985 provò a censurare gran parte delle canzoni metal che riportavano messaggi provocatori, di violenza e sesso) ed è rappresentato come un soldato.



RUST IN PEACE (1990)
Scenari politici anche nell'artwork di Rust In Peace.
I Megadeth si scagliano contro l'allora governo di George W.Bush, che ordinò un attacco bellico contro il regime di Saddam Hussein scatenando la Guerra del Golfo.
Ci sono riferimenti alla figura di Frank Castle, all'occultismo, all'esoterismo, alla dipendenza da droghe, alla tecnologia bellica nucleare ed infine ai segreti dell'Area 51 cui sarebbe protagonista Rattlehead nell'Hangar 18 appunto.
Nella cover è mostrato con un alieno catturato.
Dietro i potenti del mondo: John Major (Regno Unito), Toshki Kaifu (Giappone), Richard von Weizsäcker (Germania), Mikhail Gorbachev (Unione Sovietica) e George W.Bush (Stati Uniti).
In Rust In Peace...Polaris (singolo) è pronto a sganciare il missile (Polaris, appunto).



THE WORLD NEEDS A HERO (2001)
Il disco vede il ritorno di Rattlehead dopo 10 anni dalla pubblicazione di Rust In Peace (aveva comunque fatto qualche comparsata negli artwork interni di Youthanasia e Countdown To Extinction).
Vic ritorna con una vendetta feroce: squarcia il petto di una persona (Mustaine?) e fuoriesce da lei.
Una scena che ricorda Alien.
L'immagine era così reale che si dice che in molti negozi vennero messe delle barre nere per coprire gli "schizzi" di sangue sulla cover del disco.


THE SYSTEM HAS FAILED (2004)
Qui Mike Learn ha fatto un ottimo lavoro essendo riuscito a catturare l'atmosfera classica di Vic Rattlehead.
Vic sta vendendo i verdetti della Corte suprema ad un cast di politici moderni.
100 dollari il prezzo.
Il suo volto è diabolico e allo stesso tempo spaventoso.


UNITED ABOMINATIONS (2007)
Nel 2007 i Megadeth lanciarono un concorso di Deviant Art dove i "Droogies" (termine usato dalla band per i loro fan più irriducibili) erano invitati a dare una loro interpretazione di Vic. 
John Lorenzi non vinse il contest ma sicuramente la guerra, come si suol dire (venne scelto pur essendo arrivato 11esimo). 
Il Vic rappresentato è più moderno, anche un po' comico forse. 
Cranio, ossa e parti metalliche. 
E' la sua "vera" natura, questa.
Copertina che riporta agli anni di Peace Sells, essendo rappresentato ancora il palazzo delle Nazioni Unite, messo in vendita nel 1986.



THIRTEEN (2011)
Vic saltò l'apparizione su Endgame nel 2009, ma ricomparve in Thirteen, dove lo stiamo vedendo da una prospettiva completamente diversa. 
Vic dà le spalle allo spettatore questa volta, circondato da tredici candele. 



SUPER COLLIDER (2013)
Il titolo dell'album deriva dal Compact Muon Solenoid, un rivelatore utilizzato per un esperimento di fisica delle particelle attualmente in funzione al CERN.
Esso permette ai fisici di far scontrare gli atomi nella speranza di scoprire le origini della teoria del Big Bang.
La copertina è una modifica di una fotografia esistente della canna interna del tracciatore in silicio del Compact Muon Solenoid.
Al centro della copertina è possibile vedere il riflesso della mascotte Vic Rattlehead. 

giovedì 3 dicembre 2015

La Storia Di Eddie The Head: Iron Maiden

Quando si citano gli Iron Maiden, oltre alla NWOBHM, si pensa subito ad Eddie The Head.
Ovvero il mostro che ormai da più di 30 anni accompagna le loro uscite discografiche e i loro live show.
L'illustratore è Derek Riggs, la prima incarnazione di Eddie era un'icona Punk chiamata Electric Matthew.
Il manager dei Maiden ne fu colpito però chiese a Riggs di renderla più simile ad un headbanger (da qui i capelli lunghi) e fu così che Eddie nacque.
Un volto scarnificato e distorto, un corpo scheletrico vestito con abiti strappati e nei primi anni le rovine di una città alle spalle.
Forse rappresentava il simbolo della gioventù Metal londinese, abbandonata a se stessa e additata come sbagliata dai conservatori e dai perbenisti dell'epoca.

Il bassista, Steve Harris, ricorda gli inizi:
"Eddie era una sorta di materializzazione dell’elemento di orrore che mi aveva colpito la prima volta che pensai al nome Iron Maiden". 
Ma se l’abbozzo dell’idea fu di Harris, la vera e propria realizzazione di Eddie fu di Dave Beasley, creatore degli effetti scenici per i concerti della band di quel periodo.

"C'era una volta una donna che diede alla luce un bimbo, che però nacque con la sola testa. Il dottore le disse di non preoccuparsi, tra cinque anni avrebbero avuto un corpo per la testa. Cinque anni più tardi, Eddie The Head (Eddie La Testa) se ne stava seduto accanto al caminetto, quando arrivò suo padre. 
"Figlio mio" gli disse "Oggi è un giorno speciale. E' il tuo compleanno, e abbiamo una sorpresa per te."
"Oh, no"disse Eddie "Non un altro cappello!"

Da allora questa mascotte è stata raffigurata in centinaia, se non migliaia, di modi diversi.
In seguito la relativamente semplice maschera(faccia), ebbe un corpo, che spesso appariva in palco col gruppo, fino al punto di dominare completamente la scena, come nella tourneè mondiale del 1988.
Eddie all'epoca aveva una testa più grande e più sofisticata, i cui occhi si accendevano, e dalla sua bocca uscivano nuvole di fumo.
Quando il gruppo suonò in un festival in Belgio nel 1980, il fumo venne pompato con tale veemenza che Eddie fece un volo attraverso il palco.


IRON MAIDEN (1980)
Eddie compare come un presagio maligno sulla copertina del singolo del 1980 "Running Free".
La scena rappresenta un rocchettaro dai capelli lunghi, che corre per un vicolo illuminato da un lampione e che insegue, senza un braccio, un ragazzo.
LP "Iron Maiden" mostra semplicemente il suo volto.

Senza dubbio la "versione" più criticata fu la copertina di "Sanctuary", che ritraeva Eddie con un coltello con il quale aveva ucciso l’allora primo ministro inglese Margaret Thatcher, colpevole di avere strappato un poster della band.
Ovviamente le cose furono ingigantite a non finire dai rotocalchi e dal governo.
"E' un delitto" scrivevano quelli del Daily Mirror, riproducendo le cose in modo sproporzionato.
Parole come "disonore", "vergogna" ed "oltraggio" uscirono dalle bocche dei politici dei tempi.
Ma questo non impedì al disco di vendere bene, ovviamente, anche con la famigerata copertina, in secondo tempo censurata.
La Thatcher ebbe la rivincita con "Women In Uniform", il singolo successivo, dove Eddie se ne sta con due prostitute e la Thatcher se ne sta nascosta armata di mitra, pronta ad assalire il povero Eddie.



KILLERS (1981)
Con "Killers", la figura di Eddie è qui agghiacciante e si mostra in tutto il suo anticonformismo: ascia alla mano e con schizzi di sangue qua e là, a due passi dal locale dei Maiden “The Ruskin Arms”.
Le mani delle vittime sono aggrappate alla sua maglia.
Sul singolo "Purgatory", Eddie prende il posto di Satana.



THE NUMBER OF THE BEAST (1982)
Nel 1982 Eddie è impegnato in una lotta all’ultimo sangue contro Satana in persona.
Sulla copertina dell’album "The Number Of The Beast" lo vediamo infatti manovrare il Diavolo, che a sua volta fa di un piccolo Eddie la sua marionetta.
Sul singolo "Run To The Hills", Eddie ingaggia una lotta contro il medesimo demonio.
Un demone con in mano una forca, con la quale infilza Bruce Dickinson, sulla copertina di "Hallowed Be Thy Name".




PIECE OF MIND (1983)
Nell'album "Piece Of Mind" lo troviamo incatenato, rasato e con una camicia di forza.
Eddie, come detto, è stato rasato ha cioè subito una forma di umiliazione corporale, in quanto gli è stato tolto uno dei simboli di appartenenza alla comunità.
E' rinchiuso in un manicomio ma mandato in guerra, come si può vedere in "The Trooper" dove rappresenta un soldato inglese del 1900 con tanto di Union Jack in mano.
Eddie avanza minaccioso con la calotta cranica tagliata ma chiusa.
Sullo sfondo in basso a destra è raffigurata la morte con la sua falce.
Nel 1983 il 45 giri "Flight Of Icarus" ritrae un Eddie alato che fugge, dopo aver incendiato con un lanciafiamme le ali del povero Icaro.
La leggenda di Dedalo e Icaro è qui riproposta.
Nella storia originale, Icaro, nel suo tentativo di volare, si costruisce ali di cera.
Ma come dice la leggenda, vola troppo in alto, troppo vicino al sole, così le sue ali si sciolgono e lui cade verso la morte.
La versione dei Maiden è leggermente diversa, Icaro è raffigurato con le ali in fiamme, ed un Eddie tutto soddisfatto vola via con le sue ali di pipistrello, impugnando un lancia-fiamme!



POWERSLAVE (1984)
Sembra che Eddie sia esistito fin dalla preistoria, e che fosse venerato dagli dei egizi, e nella copertina dell'album "Powerslave" lo vediamo sotto forma di un faraone, in un monumento con una sfinge.
O forse, secondo altre interpretazioni, è una raffigurazione del futuro in cui Eddie è venerato seppur in modo underground (la punta elettrificata potrebbe far supporre ciò).
In "Aces High" è pilota di uno spitfire con bombardieri che precipitano dietro di lui, la canzone è aperta dal discorso di Winston Churchill (siamo in piena seconda guerra mondiale).



LIVE AFTER DEATH (1985)
Sulla copertina di "Live After Death" risorge dalla tomba, liberandosi dalle catene della Morte.
Un fulmine (o forse un raggio) lo riporta in vita, irradiandolo di energia là dove era stato ferito tempo addietro.
Le catene vengono finalmente spezzate dalla rinnovata vitalità di Eddie, il cui nome inciso sulla lapide.
La lapide riporta la celebre frase dello scrittore horror Howard Phillips Lovecraft: "Non è morto ciò che può essere in eterno e in strani eoni anche la morte può morire".
Ma dov'è Eddie? La risposta è data dal retro copertina: lì dove è stato sepolto.
Sullo sfondo della città del futuro si ergono le piramidi elettriche sul modello di Powerslave.



SOMEWHERE IN TIME (1986)
Con "Somewhere In Time" del 1986 gli Iron Maiden ci consegnano una copertina ricchissima di riferimenti, spesso giocosi, e distribuiti in peso ancora maggiore sulla quarta di copertina del booklet.
Per citarne alcuni: il pub Ruskin Arms, i club Rainbow e Marquee e la Long Beach Arena sono tutti luoghi storici di esibizioni live della band.
Poi vecchie citazioni di loro canzoni come la Phantom Opera House, l'Ancient Mariner Seafood Restaurant, l'Aces High Bar e il Sand Dune Nightclub.
L'orologio digitale segna le 23 e 58, cioè due minuti a mezzanotte, e sopra si legge che il West Ham (squadra nelle cui selezioni giovanili giocò Steve Harris) ha battuto 7 a 3 i ben più blasonati rivali dell'Arsenal.
Sulla copertina di "Two Minutes To Midnight" Eddie ci viene presentato come un genocida, dopo aver fatto esplodere un ordigno nucleare.
In "Wasted Years" troviamo un Eddie futurista.
Il videoclip, tra l'altro, è molto particolare dato che vengono riproposti tutti i vecchi Eddie quindi gli anni passati.
L'idea probabilmente è quella di un secondo ciclo della vita di Eddie, che torna nella città per ricominciare come assassino ma ad essere ucciso non è più un corpo estraneo, bensì un suo simile, un altro membro della comunità-cyborg, sotto un manifesto che ritrae la sua prima incarnazione con la scritta Eddie Lives, affisso in "Acacia Avenue".
Eddie che uccide se stesso può facilmente essere spiegato come il Metal che si colpisce da solo.



SEVENTH SON OF A SEVENTH SON (1988)
"Seventh Son Of A Seventh Son" ritrae Eddie che si scioglie in un mare di ghiaccio e nello stesso tempo dà vita ad una nuova informe creatura.
A Eddie manca la parte superiore della testa, così come gran parte del corpo, che ha dovuto aspettare per tanto tempo, la sua spina dorsale spezzata, naviga nell'acqua.
Sembra quasi che Eddie si disfi anche della sua anima.
In 'The Clairvoyant" la maggior parte della testa sparisce e l'attenzione è concentrata sul misterioso 'Terzo Occhio'.
Visto che la decimazione del suo corpo non bastava, gli Iron Maiden decisero di "uccidere" Eddie, in palco, al Wastfalenhalle a Dortmund, alla fine della tourneè 'World Piece'.
Ma Eddie è più che capace di ritornare all'aldilà.



NO PRAYER FOR THE DYING (1990)
In "No Prayer For The Dying", Eddie è intento ad uscire dalla tomba e quindi a risorgere nuovamente.
Qui ritorna anche il tema della seconda guerra mondiale, dove la copertina del singolo "Tailgunner", vede il nostro amico che debella fuori dal cielo, dalla coda di un bombardiere Lancaster.



FEAR OF THE DARK (1992)
Prima copertina non disegnata da Riggs, bensì da Melvyn Grant.
In "Fear Of The Dark" l'albero è simbolo (nella cultura norrena ma non solo) di rinascita e di rigenerazione, di movimento dalla Terra verso il Cielo, ma anche di congiunzione tra questi due elementi.
Ancora una volta Eddie è a metà tra la vita e la morte, come la forza dell'occulto che risorge sempre in nuove forme.
Compare qui la "licantropia" (la luna piena sullo sfondo).
In "Be Quick Or Be Dead" Eddie stritola la testa di Robert Maxwell, sullo sfondo ci sono dei ritagli di giornale.



THE X FACTOR (1995)
L'artwork di "The X Factor" è affidato a Hugh Syme.
Qui Eddie è bloccato su un tavolo operatorio ed è destinato a farsi stritolare/perforare da un marchingegno tutt’altro che amichevole.
Il corpo di Eddie è vivo, la sofferenza autentica, le macchine che lo seviziano letali. 
C'è un riferimento all'Iron Maiden, antico strumento di tortura, in cui il corpo veniva rinchiuso in una bara con punte che causavano ferite per i malcapitati destinati a soffrire tra atroci sofferenze.
La quarta di copertina ci mostra Eddie ancora integro, su una sorta di sedia elettrica che in realtà lo taglierà in due.
Come in "Seventh Son Of A Seventh Son" il cranio è nuovamente scoperchiato, il tronco è reciso all'altezza dello stomaco. 
Non bastano più le catene da manicomio per fermare il "mostro", serve il meglio che la tecnologia abbia da offrire. 
La natura corporea di Eddie appare irrimediabilmente sconfitta.
In "Man On The Edge", Eddie è nella stessa macchina di The X Factor, ma viene rappresentato di fianco la morsa che stringe il cranio.
In "Lord Of The Flies", Eddie è rappresentato con due enormi mosche al suo cospetto.


VIRTUAL XI (1998)
Qui Eddie è un demone.
La realtà virtuale e il numero undici: "Virtual XI", appunto.
Il primo concetto è legato a doppio filo con Ed Hunter, il videogame per PC targato Iron Maiden che uscirà l'anno successivo, ma non manca di introdurre una nuova forma di orrore, l'antisocialità degli adolescenti catturati dalla realtà virtuale. 
Era il periodo in cui i quotidiani angosciavano le famiglie dicendo che i videogiochi erano il male per eccellenza, capace di traviare chiunque. 
Ebbene, gli Iron Maiden, anziché pazientemente smentire questa assurda teoria, la ribaltano con sorprendente sagacia: i videogiochi sono il male perché sono controllati da Eddie.
Il numero undici, invece, oltre ad essere il numero di album in studio pubblicati dalla band fino a quel momento, è anche il numero dei giocatori di una squadra di calcio. 
Oppure, in senso negativo, il tradimento di un nemico interiore: Eddie, ormai privo di una sua corporeità, prende dominio mentale del ragazzo senza che questi se ne renda conto. 
"Apre la mente" ed è un nemico silenzioso, interiore.
Un demone appunto.



BRAVE NEW WORLD (2000)
La città di "Brave New World" è la stessa già vista in Somewhere in Time, cioè una Londra del futuro qui malamente digitalizzata, Eddio è un dio malvagio da temere e adorare. 
Il culto degli Iron Maiden ha ormai tutte le sembianze di un rito pagano, in cui milioni di fan si prostrano per adorare un dio che agli altri appare maligno e repulsivo, ma che in realtà è benevolo verso i suoi adepti. 
Londra nelle prime copertine era quella dell' East End, la zona proletaria in cui la band ha mosso i primi passi. 
Qui ad essere sotto lo sguardo di Eddie è la Londra "bene", quella delle zone centrali bagnate dal Tamigi.
Sulla copertina di "The Wicker Man" viene rappresentata la scena finale dell'omonimo film britannico del 1973 da cui il brano prende il nome, dove Eddie è l'enorme statua che viene fatta bruciare, e sotto di lui sono rappresentati gli abitanti di Summerisle mascherati che la guardano allegri.



DANCE OF DEATH (2003)
In "Dance Of Death", come dice il titolo stesso, è rappresentata la morte.
David Patchett, l'ideatore, chiese di non essere creditato. 
Eddie è, naturalmente, la morte, e si trova per la prima volta a dividere la scena con un folto di gruppo di personaggi senza nome. 
La particolarità di questo festino satanico è data dalla simbologia degli animali. 
Il cane rappresenta la fedeltà e la devozione, ma anche la ferocia.
Il serpente sotto di lui è il peccato o l'invidia.
Il caprone (maschera) è una tradizionale simbologia satanica, mentre la maschera di maiale raffigura l'ingordigia, la lussuria e in generale tutti gli istinti più bassi dell'uomo. 
La maschera in sé, oltretutto, rappresenta un inganno: è un vero e proprio invito a partecipare per scoprire quale sia il peccato preferito.
In "Wildest Dreams" indossa una tuba così grande che gli Iron Maiden riescono a guidare delle automobili fin dentro la sua bocca.



A MATTER OF LIFE AND DEATH (2006)
Soldati zombie e un Eddie appena riconoscibile nel marasma generale sono i protagonisti di "A Matter Of Life And Death" realizzata da Tim Bradstreet: qui la critica si divise, perché la mascotte degli Iron Maiden non ricopre il ruolo di protagonista sulla scena.
Si può notare, magari, una contrapposizone: quelli che avanzano e sono teoricamente vivi sono in realtà scheletri. 
A terra ci sono invece giovani non ancora decomposti, con pelle e capelli torna l'idea di un passaggio non netto tra la vita e la morte, una continua sfumatura. 
Eddie è in piedi sul carro armato, e alle sue spalle la luce è data dall'esplosione di una bomba, che sostituisce le altre fonti di luce normalmente presenti per dare intensità alla sua figura.
In "Different World", invece, è talmente grande da tenere in mano un intero pianeta come fosse una mela.



THE FINAL FRONTIER (2010)
L'obbiettivo finale ("The Final Frontier") imposto ad Eddie non è più la Terra ma lo spazio, con il nostro pianeta che appare sullo sfondo.
Eddie è ormai alieno, ci sono astronauti uccisi. 
Ma ci si pone l'interrogativo: è veramente Eddie quello raffigurato?
I riferimenti a film quali Predator ed Alien sono palesi.



THE BOOK OF SOULS (2015)
In Book Of Souls Eddie ancora protagonista, sembra esser ritornato nuovamente dall'al di là.
Ovviamente senza capelli e con riferimento al "libro dei morti".
Questo è sicuramente il vero Eddie, non quello ammirato su Final Frontier.

mercoledì 2 dicembre 2015

Il Chelsea Hotel e La Musica Rock: Omicidi, Suicidi ed Incendi

Il Chelsea Hotel venne costruito nel 1883 e utilizzato come hotel a partire dal 1905, a Manhattan (New York) è divenuto ben presto sinonimo di vita spericolata e bohemienne avendo dato riparo ad artisti come Bob Dylan, Jimi Hendrix, Pink Floyd, Canned Head, Janis Joplin, The Grateful Dead, Sex Pistols, Ramones, Iggy Pop, Phil Lynott, Jeff Beck, Patti Smith e molti altri.
Suicidi, omicidi, sparatorie, rapine, collassi, incendi, persone impazzite, punk rockers, personalità di ogni inimmaginabile orientamento sessuale, compositori, pittori, stanze ingombre di libri di occultismo e marijuana per trarre ispirazione o semplicemente per respirare.
Ma anche alligatori, iguane, leoni.
Un luogo sinistro, dove, varcata la porta d’entrata avverti subito la presenza di spiriti vagare in cerca di un contatto con il presente.
Erano presenti molti dipinti appesi alle pareti, comprese bizzarre installazioni presenti già nella Hall.
Altre, si narra, andarono distrutte a causa degli allagamenti nelle cantine.
Un vero e proprio museo che si distribuiva su 20 piani e 250 stanze.
Una ricca galleria di quadri che facevano rivivere la storia dell'arte, spesso occulta, ma non solo.
Davanti ad un antico camino in pietra scura, potevi sentire raccontare di Janis Joplin, morta nella camera del Landmark Hotel di Los Angeles.
Era presente anche il Guitars Chelsea Shop.
Negli anni ’60 gli artisti  potevano permettersi di pernottare senza spendere nulla o quasi.
20 dollari per una settimana.
Pochissimo ovviamente.
Con il passare del tempo, anni 90, i prezzi ovviamente lievitarono: non meno di 70 dollari a notte.
Ma era normale: c'era passata la storia del Rock, tra quelle camere.
Non si poteva comunque sostare per più di 24 giorni di fila.
L'hotel venne venduto nel 2011 per 80 milioni di dollari e, a tutti oggi, è in fase di ristrutturazione ma parliamo di un altro residence(a 5 stelle) non certo di quello popolato da tossici ed hipster come nei 60/70.


OMICIDI, INCENDI ED ALTRE STRANEZZE
“Qui tutti sembravano aver qualcosa da offrire e nessuno sembrava avere denaro” scrisse Patti Smith in "Just Kids".
Stravaganti barboni abitavano qui, tossici ma anche belle quanto tormentate donne.
Come Edie Sedgwick, che si dice diede fuoco alla camera mentre si "attaccava" ciglia finte a lume di candela in preda allo speed.
Su quelle scale la Smith incontrò Jimi Hendrix, in partenza per il live all’Isola di Wight:
”Sognava di radunare a Woodstock musicisti da tutto il mondo e di farli sedere in un campo, in cerchio, per farli poi suonare e risuonare...fino a creare un linguaggio astratto universale della musica nel suo nuovo studio”. Il linguaggio della pace”.
In particolare nel 1970 Patti Smith ci soggiornò in diverse occasioni.
Lì fece conoscenza con Sam Shepard, il batterista dei Holy Modal Rounders.
Il musicista si presentò con il nome fittizio di Slim Shadow.
I due iniziarono a frequentarsi e divennero preso una coppia.
Ci volle del tempo prima che Patti scoprì che il suo amante aveva un altro nome e che a casa aveva una moglie e un figlio appena nato.
Al terzo piano, alla stanza n.303 c’era invece un parrucchiere.
Il Chelsea non era un semplice Hotel, era una casa per molti e per altri linfa per la propria creatività.
Bob Dylan, qui ha scritto "Sad Eyed Lady Of The Lowlands" e "Sara".
Dylan divenne ospite fisso nel 1965 quando prese in affitto una stanza vicina a quella di Sara Lowndes, donna che avrebbe sposato segretamente.
Fu qui che scrisse anche “Blonde On Blonde”.
Si racconta dello stesso Dylan ubriaco ed esausto riverso a terra in un party, mentre Mick Jagger e Brian Jones continuano a fare festa insieme ad altri invitati.
Leonard Cohen riesce a portarsi a letto Janis Joplin fingendo di essere Kris Kristofferson.
E’ una notte della fine degli anni sessanta quella in cui Leonard Cohen dentro l’ascensore si rende conto di avere di fronte Janis Joplin: “Stai cercando qualcuno?”, le fa.
“Sì, cerco Kris Kristofferson”, risponde lei.
“Ma che fortuna, sono io”, le fa lui.
Quindi proprio qui Leonard Cohen e Janis Joplin, consumarono la loro breve storia di sesso e amore poi raccontata in "Chelsea Hotel No.2".
Nella seconda metà degli anni 70, il Chelsea ospitò Dee Dee Ramone, bassista dei Ramones alla ricerca di un luogo dove potersi disintossicare dall’eroina.
Inutile dire che il soggiorno non servì per sottrarsi dalla dipendenza ma fu comunque utile per scrivere il romanzo “Chelsea Horror Hotel”.
Nella stanza numero 100 Sid Vicious accoltellò Nancy Spungen.
Era esattamente il 12 ottobre del 1978 quando il Chelsea Hotel entra nella storia della cronaca nera del Rock: viene rinvenuto il corpo senza vita di Nancy Spungen, l’amante di Sid Vicius, bassista dei Sex Pistols.
Vicino al corpo, il coltello che Sid aveva appena acquistato.
Vicious viene trovato strafatto e in stato confusionale: neanche a dirlo viene subito arrestato.
Ma muore per overdose di eroina, prima che il processo emetta la sentenza definitiva.
Ci sono tante teorie a riguardo: come detto il posto all'epoca era frequentato sovente da spacciatori, inoltre pare che dalla stanza scomparvero 24mila dollari.


NON SOLO MUSICA
Spostandoci dal territorio musicale, per fare un esempio, qui Arthur Clark scrisse “2001: Odissea nello spazio”.
Stanley Kubrick ci soggiornò dal 1967 al 1974.
Fu nelle stanze dell’albergo che furono girate diverse scene di "Chelsea Girls", film epico diretto nel 1966 da Andy Warhol e Paul Morrissey.
Nella 205 è invece collassato Dylan Thomas, pochi giorni prima di morire nella 822.