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mercoledì 3 giugno 2026

Canzoni Degli Iron Maiden Mai Suonate Dal Vivo (Setlist)

Ogni tour degli Iron Maiden (soprattutto quelli celebrativi) vede i fans cercare di capire quali canzoni potrebbero sostituire X o Y nella scaletta. Ci sono brani immortali che fanno parte da sempre, anche se alcune a periodi alterni, della scaletta ("The Trooper", "Aces High", "Wasted Years", "Fear Of The Dark", "Iron Maiden", "The Number Of The Beast", "Halloweed Be Thy Name", "Run To The Hills", "2 Minutes To Midnight", "Wrathchild", "The Evil That Men Do", "Revelations", "Running Free", "Powerslave", "Sanctuary" e "Heaven Can Wait") e altre canzoni che non sono mai state suonate dal vivo.


CANZONI MAI SUONATE DAL VIVO NEI PRIMI 8 ALBUM
Va sottolineato che ad esempio nel primo album, molte di queste esibizioni sono vecchissime e risalgono ai primi anni 80 quindi mancano dalla setlist da moltissimo tempo.

Iron Maiden:
Tutte suonate almeno una volta live.

Killers:
- Prodigal Son (controversa, se sia stata suonata o meno nei primissimi anni 80 ma non ci sono fonti ufficiali).

The Number of the Beast:
- Invaders.
- Gangland.

Piece of Mind:
- Quest for Fire.
- Sun and Steel.

Powerslave:
- Flash of the Blade (tuttavia è stata suonata in un concerto solista di Dickinson nel 2025).
- The Duellists.

Somewhere in Time:
-Deja Vu.

Seventh Son of a Seventh Son:
- The Prophecy.
- Only the Good Die Young.

No Prayer for the Dying:
- Fates Warning.
- Mother Russia.
- Run Silent Run Deep.


CANZONI RARE
Iron Maiden:
- Strange World (assente dai primi anni 80 ma Di Anno la suonava spesso con la sua band).
- Charlotte the Harlot (abbastanza rara dopo i primi anni ’80).
- Transylvania (tornata solo occasionalmente nei tour storici).
- Remember Tomorrow (suonata raramente).

Killers:
- Innocent Exile (suonata pochissime volte).
- Purgatory (quasi dimenticata fino ai revival moderni).
- Drifter (molto rara dopo l’era Di Anno).
- Another Life (sparita da decenni, suonata nel 2005).
Nel tour 2025-26 sono rientrate "Killers" e "Murders in the Rue Morgue", che mancavano da tanto tempo.

The Number of the Beast:
- Total Eclipse (suonata pochissime volte).
- 22 Acacia Avenue (classico semi-raro, molto amata dai fan ma intermittente).
- The Prisoner (tornata ogni tanto live, ma con lunghi periodi di assenza).

Piece of Mind:
- To Tame a Land (rarissima, praticamente sparita dopo gli anni ’80).
- Still Life (suonata pochissimo).
- Die With Your Boots On (compare ogni tanto).

Powerslave:
- Back in the Village (suonata pochissime volte e solo nell’84-85).
- Losfer Words (Big ’Orra) (rara).

Somewhere in Time:
- Sea of Madness (rarissima).
- Loneliness of the Long Distance Runner (suonata pochissime volte).
- Alexander the Great (mai eseguita fino al 2023, ora finalmente stabile nei tour recenti).

Seventh Son of a Seventh Son:
- Infinite Dreams (suonata molto raramente dopo l’88, ritorna nel tour 2026 dopo decenni).
- Seventh Son of a Seventh Son (mai stata fissa nelle setlist per via della lunghezza e complessità ma presente nei tour recenti).

giovedì 17 luglio 2025

Riff e Assoli Più Noti Di Smith, Murray e Gers (Iron Maiden)

Nell'ormai ultra-quarantennale carriera degli Iron Maiden sicuramente si può dire che tra i 2 chitarristi storici, Adrian Smith sia di gran lunga il migliore nello scrivere le canzoni. Non a caso, quando lasciò la band a fine anni '80, i Maiden attraversarono il periodo peggiore senza di lui. Inoltre è autore di assoli più interessanti, vari e dinamici rispetto a Murray. Dave Murray è tecnicamente più abile ma meno ispirato e più ripetitivo. Inoltre il suo contributo in fase di scrittura è molto inferiore (se la gioca con Janick Gers che sostituì Smith ma che con il passare degli anni ha comunque scritto qualcosa di interessante). Va sottolineato comunque che su quasi tutte le canzoni c'è sempre la mano del bassista Steve Harris e a volte di Bruce Dickinson.


Adrian Smith
-The Prisoner (The Number of the Beast, 1982)
-22, Acacia Avenue (The Number of the Beast, 1982)
-Gangland (The Number of the Beast, 1982)
-Flight Of Icarus (Piece Of Mind, 1983)
-Die With Your Boots On (Piece Of Mind, 1983)
-Sun And Steel (Piece Of Mind, 1983)
-2 Minutes to Midnight (Powerslave, 1984)
-Back In The Village (Powerslave, 1984)
-Wasted Years (Somewhere in Time, 1986)
-Sea Of Madness (Somewhere in Time, 1984)
-Stranger in a Strange Land (Somewhere in Time, 1986)
-Moonchild (Seventh Son of a Seventh Son, 1988)
-The Evil That Men Do (Seventh Son of a Seventh Son, 1988)
-Can I Play with Madness (Seventh Son of a Seventh Son, 1988)
-Hooks In You (No Prayer for the Dying, 1990)
-The Wicker Man (Brave New World, 2000)
-Brighter than a Thousand Suns (A Matter of Life and Death, 2006)
-The Talisman (The Final Frontier, 2010)

Alcuni assoli noti: 
-Prodigal Son (Killers, 1981)
-The Number of the Beast, Hallowed Be Thy Name, 22 Acacia Avenue, Children Of The Damned (The Number Of The Beast, 1982)
-The Trooper, Flight of Icarus, Die With Your Boots On, Still Life (Piece Of Mind, 1983)
-Powerslave, Aces High, Rime Of The Ancient Mariner (Powerslave, 1984)
-Wasted Years, Sea Of Madness, Heaven Can Wait, Caught Somewhere In Time, Stranger In A Strange Land (Somewhere In Time, 1986)
-Seventh Son Of A Seventh Son, Infinite Dreams, The Evil That Men Do, Only The Good Die Young (Seventh Son Of A Seventh Son, 1988)
-The Wicker Man (Brave New World, 2000)
-Paschendale (Dance Of Death, 2003; condiviso con Gers)
-Tears of a Clown (The Book Of Souls, 2015)



Dave Murray
-Charlotte The Harlot (Iron Maiden, 1980)
-Still Life (Piece Of Mind, 1983)
-Deja Vu (Somewhere in Time, 1986)
-The Prophecy (Seventh Son of a Seventh Son, 1988)
-The Apparition (Fear of the Dark, 1992)
-Lord Of The Flies (The X Factor, 1995)

Alcuni assoli noti: 
-Charlotte The Harlot, Strange World (Iron Maiden, 1980)
-Killers, Innocent Exile (Killers, 1981)
-The Prisoner (The Number Of The Beast, 1982)
-The Trooper (Piece of Mind, 1983; condiviso con Smith)
-Powerslave, Rime of the Ancient Mariner (Powerslave, 1984; entrambi condivisi con Smith)
-Alexander the Great (Somewhere In Time, 1986)
-No Prayer For The Dying (No Prayer For The Dying, 1990)
-Sign Of The Cross (The X Factor, 1995)
-Futureal (Virtual XI, 1998)
-Judas Be My Guide (Fear Of The Dark, 1992)
-The Man Who Would Be King (The Final Frontier, 2010)



Janick Gers
-Tailgunner (No Prayer For The Dying, 1990)
-Be Quick Or Be Dead (Fear Of The Dark, 1992)
-Afraid To Shoot Strangers (Fear Of The Dark, 1992)
-From Here To Eternity (Fear Of The Dark, 1992)
-Man on the Edge (The X Factor, 1995)
-The Clansman (Virtual XI, 1998)
-Futureal (Virtual XI, 1998)
-The Mercenary (Brave New World, 2000)
-Montségur (Dance Of Death, 2003)
-The Red And The Black (The Book Of Souls, 2015)

Alcuni assoli noti: 
-No Prayer For The Dying (No Prayer For The Dying, 1990)
-Fear Of The Dark, Wasting Love (Fear Of The Dark, 1992)
-The Clansman, Futureal (Virtual XI, 1998; Futureal condiviso con Murray)
-Ghost Of The Navigator, The Wicker Man (Brave New World, 2000; The Wicker Man condiviso con Smith)
-Paschendale (Dance Of Death, 2003, condiviso con Smith)
-The Reincarnation Of Benjamin Breeg, The Longest Day (A Matter Of Life And Death, 2006)
-The Alchemist, The Man Who Would Be King (The Final Frontier, 2010; The Man Who Would Be King condiviso con Murray)
-The Red and the Black, The Great Unknown (The Book Of Souls, 2015)
-Stratego, The Time Machine (Senjutsu, 2021)

lunedì 10 settembre 2018

Il Gioco Degli Iron Maiden Per Smartphone: Legacy Of The Beast

La storica band Heavy Metal inglese Iron Maiden ormai da 2 anni ha lanciato un RPG per smartphone, progettato dalla Roadhouse Interactive, la casa che ha sviluppato Warhammer 40.000: Carnage.
Già nel 1999 gli Iron Maiden sbarcarono nel mondo dei videogiochi con Ed Hunter, uno sparatutto che non ebbe grande successo.
Poi in occasione dell'uscita uscita del loro singolo “Speed Of Light”, la band aveva lanciato sul web un altro gioco 8-bit.
Quest'ultimo chiamato "Legacy Of The Beast" sembra quello meglio riuscito, il protagonista è ovviamente Eddie The Head, la mascotte zombie della band, presente su tutte le copertine degli album e in forma “fisica” ai concerti.
Dato che Eddie è apparso in vari scenari, forme ed aspetti nel corso della quarantennale carriera della band, anche nel gioco è possibile collezionare, allenare e far salire di livello i diversi tipi di Eddie che verranno sbloccati di tanto in tanto.
Ma qual è lo scopo del gioco? Una forza misteriosa distrugge Eddie, frantumando la sua anima in un milione di frammenti. Il protagonista si trova così a dover compiere un lungo viaggio, privato dei suoi poteri (che verranno mano a mano recuperati) per combattere e riprendersi ciò che è suo di diritto.
Il funzionamento del gioco è quello tipico da RPG per cellulare: le battaglie si selezionano da una mappa.
Ogni mappa comprende un mondo diverso (Nuovo Mondo Coraggioso, Regno Delle Sabbie, Campo Di Battaglia, Inferno, Regno Della Rovina, etc.) e con più missioni da compiere.
In generale le ambientazioni sono abbastanza ispirate ai concept dei loro album (Egitto, Inferno, etc).
I combattimenti sono basati su un sistema di turni, nei quali si potrà utilizzare una sola versione di Eddie (più le sue varie trasformazioni: cyborg, mummia, wickerman, etc), accompagnata da due demoni servitori e da “Clairvoyant” (la chiaroveggente) che guiderà Eddie nelle varie battaglie.
A seguito di ogni missione, Eddie riceverà le ricompense per aumentare di livello (oro, Ironite, talismani, rune, etc.).
Tramite i talismani vengono aggiunti (a caso) altri personaggi (contraddistinti da stelline che ne indicano il livello) che è possibile potenziale o evolvere spendendo "oro".
Dunque arpie, soldati non morti, cani indiavolati, arpie, clessidre, razzi pazzi, bombe, etc
Questi personaggi possono essere anche venduti o sacrificati ottenendo in cambio oro, Ironite, etc
Oltre ad Eddie però, per ogni missione, potranno essere selezionati solo 2 personaggi di quelli scoperti.
Sostanzialmente quindi si tratta di un picchiaduro a turni: 3 contro 3 (a volte se ne affronteranno 4).
Ogni squadra attacca 3 volte e dopo gli avversari rispondono.
Ovviamente danni inflitti e subiti dipendono dal colpo usato e dalla forza propria e dell'avversario colpito.
Ogni missione prevede 3 scontri (l'ultimo con il boss finale più altri servi da eliminare).
Se si perde la vita (il punto debole è ovviamente Eddie...morto lui la missione è fallita. Invece i demoni servitori danno una grande mano ma si può proseguire anche senza di loro) o si re-inizia da capo o si usa Ironite per resuscitare (ovviamente l'Ironite non è infinita ed è ricavata gratuitamente giocando o pagando).
Ci sono anche alcune novità, come ad esempio la possibilità di viaggiare avanti ed indietro nel tempo per sbloccare abilità nascoste che sono disponibili solamente in un passato lontano o molto avanti nel futuro, o quella di caricare al massimo gli attacchi se li si rilascia con il giusto tempismo (con un funzionamento simile a quello del RPG di Supermario).
È stata recentemente anche aggiunta una modalità "arena" nella quale è possibile sfidare i personaggi degli altri giocatori.
Il gameplay è ovviamente accompagnato da brani degli Iron Maiden che attingono all'intera discografia degli Iron Maiden più alcune registrazioni live inedite, adattate per il gioco dal tecnico Tony Newton sotto l'occhio vigile di Steve Harris!
Per il mondo distopico i brani sono tratti da "Seventh Son Of A Seventh Son" e "Brave New World", nel regno delle sabbie si suona "Powerslave", il campo di battaglia vuole "Piece Of Mind" e "A Matter Of Life And Death", il regno degli inferi ovviamente "The Number Of The Beast", poi durante la storia, si possono ascoltare brani da "The Book Of Souls" e "The Final Frontier".
A livello di meccanica di gioco non parliamo di niente di innovativo, anzi si tratta di schemi triti e ritriti da anni però è innegabile che dietro ci siano tante idee a livello di colpi speciali, trasformazioni, sacrifici, immunità e quant'altro.
Forse l'unico appunto è la trama che sembra un po' povera e banaluccia, rimane però un gioco assolutamente immancabile per ogni appassionato degli Iron Maiden e del Metal in generale.

Per il download: Iron Maiden: Legacy Of The Beast (Google Play)

domenica 15 luglio 2018

Pino Scotto, Bruce Dickinson e La Bandiera Italiana

Pino Scotto (ex frontman dei Vanadium) nel suo programma televisivo Database (che qualche anno fa andava in onda su Sky e più precisamente su Rock TV) ha sempre mostrato una certa insofferenza verso gli Iron Maiden.
Ma più precisamente verso gli Iron Maiden di Bruce Dickinson, reo di essersi pulito il sedere con la bandiera italiana in un tour degli Iron in Francia.
Gli attriti tra Pino Scotto e Bruce Dickinson probabilmente risalgono al Monsters Of Rock 1992 che ebbe luogo a Reggio Emilia (del resto fu l'unico concerto dove suonò con gli Iron Maiden).
Band inglese che era ovviamente il piatto forte di quella setlist che comprendeva anche Black Sabbath (con Ronnie James Dio), Megadeth, Testament, Pantera, Warrant.
Pino Scotto invece aprì il concerto.
Concerto non portato al termine e dove arrivarono anche diverse bottiglie ed oggetti sotto il palco (per la verità, incredibilmente, arrivò qualche bottiglia anche ai Megadeth).
Pino Scotto un po' presuntuoso ed incoerente lo è sempre stato, basta riportare qualche intervista in cui dice che ad esempio fu Ronnie James Dio a chiedergli l'autografo (quando in realtà, anche ai tempi, non è che Scotto fosse così tanto idolatrato in Italia, tutt'altro).

Pino Scotto su Ronnie James Dio: "Io ricordo la prima volta che ho incontrato Ronnie James Dio, al Monsters Of Rock a Reggio Emilia. TV Sorrisi e Canzoni mi aveva stampato delle cartoline promozionali e Ronnie me lo sono trovato davanti al camerino, dopo la mia esibizione, con una di quelle cartoline a chiedermi l’autografo. Io mi sono messo in ginocchio davanti a lui, altroché...una persona di una gentilezza, di un’umiltà, un rispetto per i fan immenso. Tanto basso di statura quanto grande di cuore. Ci sono cantanti che non ce la fanno più, né dal vivo né su disco e se ne vanno in giro ragliando alla faccia dei fan che non capiscono nulla. Invece Ronnie se n’è andato con la stessa voce del primo giorno. Un grande"

Pino Scotto su Bruce Dickinson (in un'intervista del 2005): "A livello personale gli unici due che ho visto comportarsi come due merde sono stati Dee Snider dei Twisted Sister e Bruce Dickinson degli Iron Maiden, pensa che al Monsters Of Rock l'avrei voluto menare!"

Qui in un'intervista del 2018: "La gente pensa che ce l'ho con gli Iron Maiden, ma io non ce l'ho con loro, ma con Bruce Dickinson che è un uomo di merda nella vita: se non fosse arrivato lui come vocalist al posto del mio amico Paul Di Anno, i Maiden non avrebbero fatto questa carriera. Grande rispetto come cantante, ma è un uomo di merda, come Axl Rose che è andato avanti con il nome Guns N' Roses: c'è gente che ho conosciuto e ho toccato con mano, gente di merda proprio e se sei così, qualora fossi il più grande artista del mondo, devi andartene affanculo. Non ce n'è: uomo di merda si nasce, non si diventa. Non è colpa della droga o altre cose, lo sei e basta. Poi tutti all'inizio hanno questa integrità, questa rabbia, ma poi alla fine le palle, come dice Pino Scotto, si vedono sulla lunga distanza. Purtroppo ne ho conosciuti a migliaia di questi, nessuno è rimasto integro, forse ho torto io, sono un alieno probabilmente o sono un pirla come dicono a Milano. Per esempio al concerto del primo maggio gli artisti cosiddetti di sinistra vanno lì a suonare e la gente li va a vedere invece di sputare loro in faccia"
Non sapremo mai perchè Pino Scotto ce l'ha con il grande frontman degli Iron Maiden nè sapremo se realmente Dickinson si è pulito il sedere con la bandiera italiana.
Il fatto comunque dovrebbe essere accaduto nel World Slavery Tour a Lione (Francia), nel 1984.
Un gruppo di fans italiani avrebbe lanciato un bandiera italiana sul palco e Dickinson per tutta risposta si sarebbe pulito il sedere per ricevere l'approvazione dai fans francesi.
Del resto duole comunque ricordare che la rivalità Italia-Francia travalica i confini sportivi e dura da circa due secoli (si parte dalle diatribe sul regno di Sardegna e Lombardia di metà 800 sino ad arrivare alla seconda guerra mondiale quando Mussolini dichiarò guerra alla Francia).
Certo, pare molto strano che una band dalla fama internazionale e all'epoca in pieno boom possa aver fatto una cosa del genere rischiando di perdere un bacino di fans importante come quello italiano (Maiden che ovviamente fanno i pienoni in Italia ancora oggi).
L'unica cosa è che, molto probabilmente, Dickinson non sa neanche chi sia Pino Scotto.

giovedì 1 giugno 2017

La Storia Di Paul Di Anno: Droga, Alcool, Armi ed Arresti

“Si, mi sono drogato un casino ed ho bevuto qualsiasi drink conosciuto dall’uomo. 
Ho un problema? Cazzo, quale sarebbe il problema? Mi sono solo divertito come uno stronzo, questo è tutto, e mi sono goduto quasi ogni momento”

Paul Di Anno, nato a Chingford (sobborgo di Londra) il 17 maggio 1958, rimarrà nella storia per essere stato il vocalist degli Iron Maiden pre-Dickinson (prima che venisse allontanato per problemi di alcool e droga).
Chiodo, vestito in nero, faccia da duro, spesso a petto nudo, tatuaggi, orecchini ed un’irruenza e foga immediatamente percepibili solo a vederlo.
Dietro la testa si fece tatuare le scritte "666" e "GOD = SUCKER" (Dio = Schifoso).
Un’immagine giovanile, ribelle o da delinquente se preferite.
Tra tutti i dinosauri degli anni 70 e 80 forse è quello che ha subito maggiormente lo scorrere del tempo, tanto che oggi è fisicamente quasi irriconoscibile, appesantito e rasato, confinato nei piccoli pub underground.
La sua travagliata adolescenza lo ha visto crescere nella complicata periferia londinese, definita “un posto completamente razzista” nel quale anche le forze dell'ordine maltrattavano lui ed il suo amico Mercado a causa delle loro origini (non 100% inglesi).
Fa il macellaio e il cuoco, poi si accorge che le ragazze sono attratte dai Rocker brutti sporchi e cattivi quindi comincia a cantare.

Di Anno: "Per raccontarmi da dove comincio? Dalle bottiglie che ho infilato nel culo alle groupie? Dalle tizie che mi hanno sniffato la coca dall’uccello, dall’arresto in America per aver quasi ucciso una donna, da quando la polizia di Los Angeles mi ha beccato con un Uzi e una montagna di cocaina? 
Ho preso a calci un membro della band fin quasi ad ammazzarlo, ho fatto a botte con 15 buttafuori a un concerto, ho minacciato folle intere con le armi, sono caduto dal palco ubriaco, ho dato la caccia alla mia ragazza in un auditorium pieno per cercare di ucciderla, ho fatto scattare risse in ogni continente, mi hanno arrestato, sono stato portato clandestinamente da un paese a un altro, tirando le somme: ho sempre scatenato un inferno"


IRON MAIDEN
Tornando ai suoi primi anni di carriera viene presentato da Doug Samson a Steve Harris (bassista dei Maiden) e Dave Murray nel 1978: stando alle parole dello stesso Di’Anno, la musica degli Iron Maiden, ascoltata al pub o in sala prove dopo i primi incontri, non gli piaceva granché, ed anzi tendeva a sfotterla in compagnia dei suoi amici.

Di Anno: "Andai a vederli suonare al Cart And Horses nell' East London, e il loro cantante perdeva falso sangue dalla bocca. Io ed un mio amico ci stavamo pisciando sotto dalla risate. Quando mi sono presentato a Steve Harris non ho potuto mantenere una faccia seria"

Dunque Paul si presentò senza grossi interessi all'audizione, poi andò ad ubriacarsi: alla band piacque, ed il debutto avvenne sul palco del Ruskin Arms, sfoggiando immediatamente la sua attitudine rabbiosa.
Qui si scrive la storia perchè con lui vedranno la luce Iron Maiden e Killers, su cui credo non ci sia molto da dire che non si è già detto.
Riguardo l'esordio (Iron Maiden appunto), i membri del gruppo incontrarono numerose difficoltà per far uscire il disco, soprattutto in virtù della corrente Punk che stava dilagando in Inghilterra.
Le case discografiche, in quel periodo, producevano soprattutto gruppi Punk, tant'è che gli fu proposto di cambiare genere.
Tuttavia la EMI si convinse a firmare un contratto che permise agli Iron Maiden di far uscire il loro album di debutto.
Si ricordano pezzi leggendari quali Prowler, Remember Tomorrow (dedicato da Paul Di'Anno a suo padre), Running Free, Phantom Of The Opera, la ballad Strange World, senza scordarci di Charlotte The Harlot (dedica di Dave Murray ad una prostituta chiamata Charlotte) e della titletrack (suonata ancora oggi).
Di Anno nel 1980: "E’ il nostro modo di suonare, di essere una band, e riteniamo di costituire la logica evoluzione dell’Hard Rock degli ultimi dieci anni. Penso semplicemente che sia stato differente il nostro approccio alla musica, suoniamo proprio come ci sentiamo di fare; assolutamente non vogliamo diventare un gruppo di Rockstar come è accaduto ad altri in passato, teniamo a salvaguardare la nostra energia"

L'anno dopo, Dennis Stratton abbandona la band e viene sostituito da Adrian Smith, con il quale verrà registrato Killers.
Il disco si apre con la bellissima strumentale The Ides Of March, a cui fa seguito l'inno Wrathchild, brano che parla di un giovane appartenente ad una famiglia nobile che vive con rabbia la sua vita. Murders In The Rue Morgue è ispirata ad Edgar Allan Poe e parla di omicidi.
Senza scordarci di Another Life e della strumentale Genghis Khan.
Innocent Exile è uno dei primi brani composti da Steve Harris, risalente ai primissimi periodi di vita degli Iron Maiden, che parla di un individuo che è costretto a fuggire dalla legge.
Infine Killers, la titletrack, che s'immedesima nei panni di un assassino sul punto di uccidere la propria vittima.
Si trattava ovviamente di lavori Heavy ma sicuramente più Punk, rispetto poi all'era successiva contraddistinta dalla voce di Dickinson.
L’energia sprigionata da Paul era indubbiamente incontenibile: con la sua grinta era capace di dare una marcia in più, mentre il suo sguardo ed i suoi boccoli neri lo dotavano di quel sex appeal decisivo per attirare giovani ragazzine.


CACCIATO PER PROBLEMI DI ALCOOL E DROGA
Eppure la carriera di Paul Di’Anno fu da subito minata dai suoi abusi, specchio di una personalità inaffidabile che ne sprecava le doti e rallentava l’attività della band: nel Killers World Tour si arrivò al punto di non ritorno, e la separazione fu inevitabile.
Steve Harris: “La decisione di licenziare Paul è stata presa da tutta la band. Iniziava a rompersi di fare grandi tour, aveva problemi in famiglia, con la droga, non era più felice di stare nella band e allo stesso modo noi non eravamo felici. Così, alla fine del tour del nostro secondo album Killers ci siamo semplicemente separati. Non volevamo davvero che se ne andasse via, perché la band stava funzionando bene, pensavo che la line-up fosse veramente stabile; lui però era veramente instabile, non credo volesse dare tutto sé stesso e questo creava problemi sul palco perché qualche serata ci dava dentro, altre no. È stato un periodo molto difficile per noi, ma alla fine sapevamo che se non ci fossimo divisi la band avrebbe iniziato a precipitare. Non c’è una colpa vera e propria, ma penso solamente che Paul sia stato stupido nei confronti di se stesso, perché ritengo che abbia un mucchio di talento e all’epoca lo stava buttando via”

A farlo fuori, oltre al suo difficile carattere, furono appunto i suoi eccessi di cocaina e il suo essere perennemente ubriaco.
Il 10 settembre 1981 tenne il suo ultimo concerto a Copenaghen, e si tuffò in una vita solista ancor più ingestibile.


CARRIERA SOLISTA
Lui comunque poco dopo si definì “troppo grezzo per i Maiden”, anche se allo stesso tempo non ha mai lesinato critiche al modo che Dickinson avrà di interpretare le sue canzoni.
Anche durante la sua carriera solista, continuavano gli abusi e la dipendenza, tanto che Paul si ritrova da solo sciogliendo  o mettendo in standby le sue band (Gogmagog e Battlezone).
Riparte così nel 1990, affiancato da Dennis Stratton nel tentativo di rilanciare i decaduti Praying Mantis: fonda i Killers (sfruttando il nome del noto secondo disco dei Maiden).
Passa agilmente dall'Heavy al Thrash, non dimenticando negli anni 2000 le radici Rock/Blues.
Dal 2000 inizia una serie di attività concertistica con cover band locali, che variavano a seconda della Nazione.

Di Anno: “Come mai qualche coglione si lamenta del fatto che io continui ancora a cantare Running Free e gli altri classici della mia epoca, mentre Bruce è la fuori a cantare i primi due album, provando a clonare la mia voce, e lo ritiene accettabile?”
Voci di corridoio nei primi anni del 2000 lo volevano addirittura rientrare a casa base dopo la separazione tra Harris e Dickinson: invece, il prescelto fu Blaze Bayley.
Come album solisti ne compone diversi a fine anni 90, compreso il buono "The Living Dead" nel 2006

In un'intervista del 2015, criticò fortemente Bruce Dickinson: "Quando ero negli Iron Maiden ero solo un ragazzino, non avevo idea di come si cantasse, non avevo voce. 
Ho sviluppato la mia voce grazie al fumo delle sigarette, al Jack Daniel's e alla cocaina. 
Non vi prendo in giro. 
Odio le fighette che dicono 'Oh, devi prendere lezioni di canto'. 
Mi spiace, Bruce, ma lo sai che son tutte stronzate. Se non sai cantare, non cantare. 
Forse solo se canti all'Opera, devi esercitarti. 
Ma per il Metal ed il Rock And Roll, devi andare da un insegnante? Ma vaffanculo" 

Da quello che si è evinto sulla sua carriera, Paul ebbe una passione incontenibile per le ragazze, le risse, per le armi (Uzi detenuta illegalmente che l'hanno irrimediabilmente portato all'arresto), per le cattive compagnie in genere, ma in particolare per la droga (cocaina e speed), nonchè capace di dilapidare una fortuna (che deve essere stata realmente ingente, almeno fino a quando ha detenuto i diritti sui vecchi pezzi dei Maiden) finendo spesso in bancarotta.
Ignobilmente capace anche di gesti di violenza sulle donne conseguenti ai suoi abusi di sostanze, portandolo più dietro le sbarre con accuse anche molto gravi e l’espulsione permanente dal territorio statunitense, con un patetico tentativo di ritorno clandestino per un tour già programmato, ma anche lo stop a progetti musicali che promettevano bene.
Per quanto riguarda le risse, la sua inclinazione nel settore sembra rientrare assolutamente nelle aspettative su qualunque ragazzo proveniente dal suo quartiere.
Riguardo le donne, oltre ad aver fatto sesso con diverse migliaia (sue parole), è balzato spesso agli onori della cronaca per le percosse ripetute, fino al tentato omicidio.


L'ARRESTO PER FRODE
Come detto dietro le sbarre c'è finito un sacco di volte, come quando durante un concerto venne arrestato per tentato omicidio.
Lo stesso Di Anno successivamente smentì tutto: disse che gli fu semplicemente negato l'accesso al palco dalla polizia poiché aveva con sé un coltello, obbligando i restanti membri degli Iron Maiden a portare avanti la performance da soli senza cantante.
Una volta, pare, che Di Anno pedinò uno spacciatore di una delle gang di Los Angeles più influenti e finisce in rissa (per vendicarsi di un agguato di qualche giorno prima).
Le rogne e le controversie tuttavia non sembrano finite neppure in anni recenti: nel 2011, infatti, ormai pelato e ricoperto di tatuaggi, Paul Di’Anno è stato processato per aver frodato lo Stato Britannico (45mila sterline), con aggravante di falsa testimonianza.
Infatti, tra il 2002 ed il 2008 si era dichiarato affetto da disturbi alle terminazioni nervose della schiena ed impedito al lavoro, percependo i relativi sussidi per una presunta invalidità.
Tutto ciò, mentre gli show lo ritraevano pimpante e saltellante sui palchi di mezza Europa (in realtà molti altri concerti l'hanno anche visto trascinarsi e zoppicare mentre camminava ma tant'è).
Viene arrestato all'aeroporto di Heathrow.
L’11 marzo 2011 viene incarcerato (rimarrà in carcere per 2 mesi dei 9 previsti).


MATRIMONI E RELIGIONE
Paul possiede oggi un internet café ed un ristorante in Inghilterra.
Si è sposato per ben sei volte e vanta un numero insensato di figli e figliastri.
Si è dichiarato alternativamente musulmano, cattolico, ebreo e pure aborigeno, tanto per non farsi mancare proprio nulla.
In realtà in altre circostanze si era dichiarato ateo e fortemente critico nei confronti della Chiesa Cattolica: "Nel nome della religione le persone si ammazzano tra di loro. E Dio? Sta solo a guardare! Vedi in Italia, a Roma per esempio: quanti soldi ha la chiesa cattolica? E quante persone non hanno denaro, non hanno cibo, non hanno niente?"


PROBLEMI DI SALUTE
Lo scorso 13 marzo 2016, Di Anno si è esibito durante uno speciale evento dedicato alla NWOBHM a Tokai (in Giappone) su una sedia a rotelle.
Il cantante è rimasto seduto su una sedia a rotelle per tutta la performance, pare a causa di un trauma al ginocchio che gli impedirebbe di stare in piedi (traumi causati da incidenti in moto e dall'osteoporosi):

Di Anno: “Non credo che ai fan freghi nulla di vedermi, vogliono solo sentirmi cantare. Quindi per sei mesi, forse, dovrò fare così, fino a quando non subirò un intervento. Voglio cantare, quindi lo faccio da seduto. Non voglio essere volgare...ma è fottuto. Perché va avanti da sette anni. E adesso il legamento è andato, e praticamente le ossa sfregano una sull’altra. E il dolore è così forte, certi giorni, che è da non crederci”
Qualche mese dopo, le dichiarazioni del suo amico Blaze Bayley scioccarono il mondo della musica: “Paul è in ospedale in questo momento. Ha il cancro e gravi problemi alle ginocchia e alle anche. 
Resterà in ospedale per almeno altri quattro mesi ma sta rispondendo bene alle cure. 
Dal 2012 abbiamo fatto coppia in vari concerti in giro per il mondo, tra Russia, Svezia e Australia, ma non abbiamo mai suonato assieme in Sudamerica. 
Quindi, non appena starà meglio, forse tra un anno o giù di lì, lo aspetto a braccia aperte per il prossimo tour insieme”

La risposta di Di Anno non tardò ad arrivare e contrariamente a quanto diffuso fece invece sapere di stare benone: “Sono in convalescenza dopo un intervento chirurgico per rimuovere dai polmoni un ascesso grande quanto una palla da rugby! Non una passeggiata insomma, ma la bella notizia è che la massa tumorale non era affatto maligna. 
Mi aspettano otto settimane di cure intensive ma, che diamine, non sto morendo! 
Quando questo calvario sarà finito e l’infiammazione sfiammata, mi aspetta, fra circa sei mesi, un’altra operazione, al ginocchio sinistro, per l’inserimento di una protesi che mi consentirà di tornare a camminare regolarmente e stare in piedi sul palco. 
Il destro è a posto, sto finendo la fisioterapia, il dolore è ancora forte ma non vedo l’ora di smettere di prendere 30 pillole al giorno e soprattutto voglio dar fuoco a questa maledetta sedia a rotelle!
Sono collassato in casa dopo il tour in Argentina. 
Mi hanno prescritto degli esami e da una radiografia è risultata evidente una grossa macchia nera nei miei polmoni. 
Credevo fosse giunto il mio momento ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio. 
Quel grosso ascesso abitava in me apparentemente da qualche anno a mia insaputa. 
I dottori dicono che si tratta di un’infezione trasmessa per vie aeree chissà come o dove, che può attaccare chiunque sia già debilitato o debole. Ci vorrà un po’ prima che io possa tornare a casa a San Paolo, in Brasile, preferisco di gran lunga curarmi in una clinica qui a Londra”

lunedì 12 settembre 2016

Gli Iron Maiden Furono Una Band Satanista? Occultismo, Esoterismo, Magia Nera

Un po' per la musica, un po' per i testi, un po' per il modo di vestirsi (avere Eddie The Head come mascotte neppure aiuta), gli Iron Maiden vennero ben presto tacciati di satanismo, e nonostante le smentite della band, molte persone rimasero convinte di ciò per almeno un decennio (in realtà, chi è al di fuori dell'ambiente, lo crede ancora oggi!).
La band comunque, al di là di qualche sparodica smentita, proseguì per la sua strada: non fece nulla infatti per "sbugiardare" i moralisti dell'epoca.
Anzi, come vedremo, sicuramente ne cavalcò anche l'onda, continuando a disseminare i testi, le cover e i palchi dei concerti di diavoli, messaggi ambigui, magia, esoterismo, doppi sensi e messaggi nascosti.


I PRIMI GUAI: GLI LP BRUCIATI
I guai per i Maiden iniziano subito, già nel 1982.
I primi due album filano lisci (anche se qualcosa comincia a "muoversi" con testi abbastanza violenti come Killers), poi il vocalist Paul Di Anno dal chiaro background Punk viene cacciato dalla band per problemi di alcool e droga.
Subentra Bruce Dickinson ed è qui che la band si mette al lavoro per il terzo album.
The Number Of The Beast è subito fortemente contestato negli Stati Uniti da gruppi sociali ed organizzazioni religiose, gli inglesi vengono ben presto accusati di essere satanisti.
Vengono organizzati roghi pubblici del catalogo della band (compresi i primi 2), anche se alcuni gruppi religiosi distruggono gli LP con martelli, per paura dell'inalazione di fumi del vinile che brucia.
Il tour fu oggetto di numerose forme boicottaggio e dimostrazioni: le sedi erano spesso circondate da attivisti che distribuivano volantini e venivano trasportate croci in segno di protesta.
Neanche a dirlo però...l'album diviene subito un capolavoro.
La canzone omonima dell'album (The Number Of The Beast) è ispirata ad un incubo che il bassista Steve Harris ha avuto dopo aver visto il film horror "La maledizione di Damien" (1978).
La canzone parla di un uomo che vaga nell' «inferno sulla terra», con persone che svolgono riti e sacrifici satanici.
Anche se inizialmente titubante, poi l'uomo decide di unirsi agli altri.
Nella parte finale del testo, Satana parla in prima persona e annuncia il suo ritorno.

"Sono rimasto da solo la mia mente era vuota
Avevo bisogno di tempo per pensare di prendere le memorie dalla mia mente
Quello che ho visto posso credere a quello che ho visto
Quella notte fu reale e non sola fantasia
Solo che quello che ho visto riflesso nei miei vecchi sogni erano loro
Riflessi della mia mente distorta mi ricambiano fissandomi
Perché nei miei sogni c'è sempre il volto del male che distorce la mia mente
E mi porta alla disperazione
La notte era nera e non si teneva a bada
Perché dovevo solo vedere qualcuno che mi guardava
Nell'oscura foschia figure si muovevano e si contorcevano
Ma tutto questo era reale o era solo una specie d'inferno
666 il Numero della Bestia
Inferno e fiamme si moltiplicavano per essere liberate
Le torce ardevano e i canti sacri lodavano
Mentre loro cominciavano a gridare le mani erano alzate al cielo
Nella notte i fuochi bruciavano luminosi
Il rituale era cominciato, l'opera di Satana era compiuta
666 il Numero della bestia
Ci sarà un sacrificio stanotte
Questo non può succedere devo informare la legge
Ma questo può essere vero o è solo un folle sogno
Ma mi sento attratto dai i canti malvagi delle orde
Sembrano incantarmi… non  riesco a sfuggire ai loro sguardi
666 il Numero della Bestia
666 è quello per me e te
Sto tornando ritornerò
Mi impossesserò del tuo corpo e ti brucerò
Ho il fuoco ho la forza
Ho il potere di fare in modo che il male faccia il suo corso"

Esso contiene anche una track intitolata 22 Acacia Avenue.
A questo indirizzo, ci dice il testo, abita Charlotte The Harlot (ricordate l'omonima canzone?), una signorina dai costumi facili che si vende per il prezzo modico di 15 sterline.
L'Acacia è anche un albero sacro dove si riunivano sette della Massoneria.
Ad esempio Crowley era massone, satanista e padre del satanismo moderno.
Crowley è stata una delle maggiori fonti di ispirazione di Bruce Dickinson sia con gli Iron Maiden che nella sua carriera solista.
Il numero 666 appare in continuazione su molte cover e sul palcoscenico durante i concerti.
Sulla copertina del singolo The Trooper, un pezzo estratto da Piece Of Mind, Eddie vestito da soldato inglese ha sulla spalliera il numero 666.
La canzone Revelations sempre di Piece Of Mind contiene riferimenti a Crowley.
C'è anche un passo preso dall'Apocalisse, frase alterata in modo da far passare tutti i cristiani che vanno in paradiso per malati mentali.
Anziché «Neither shall there be any more pain» («Non ci sarà più affanno»), è stato scritto «Neither shall there be anymore brain» («Non ci sarà più cervello»).
Una delle cose che salta agli occhi guardando le covers degli LP di questo gruppo o vedendo gli scenari dei loro concerti è il grande interesse per l'antico Egitto manifestato da questa band. Intervistato a questo proposito, Dickinson ha affermato: "L'idea venne da me a causa del mio interesse per la religione, per la magia e per tutte queste strane cose.
L'idea dell'album Powerslave (1984) era di fare qualcosa di abbastanza magico nel disco in modo da trasmettere l'intero evento".
Da notare che sulla cover di Powerslave c'è una Piramide il cui vertice è illuminato (riferimenti alla stregoneria).

B.Dickinson (1985): "Noi possiamo suonare con convinzione tutte le notti, dato che crediamo profondamente nei contenuti della musica che realizziamo"
Sul retro della copertina del doppio CD Live After Death (1985) si vede il cimitero che fa da sfondo alla risurrezione di Eddie.
Tra le lapidi appaiono diverse croci, ma solo una ritrae Cristo crocifisso.
Sulla croce (spezzata) che gli sta a fianco è attorcigliato un lungo serpente nero che sembra insidiare il Crocifisso con il suo morso, che infatti è inclinato dalla parte opposta come se stesse cadendo.
Il loro disprezzo (o ironia) per il cristianesimo è espresso anche in Somewhere In Time e in particolare nella track Heaven Can Wait ("Il paradiso può attendere"), un brano in che glorifica i piaceri della vita e afferma che gli uomini non dovrebbero occuparsi delle cose spirituali.
Sempre in quest'abum, all'inizio del brano Still Life ("Natura morta") è stato inserito un messaggio al contrario.
I fans degli Iron Maiden sostengono che si tratti di una specie di risposta sarcastica del gruppo a chi li accusava di satanismo dopo la pubblicazione di The Number Of The Beast.
Ascoltando al contrario il messaggio si odono queste parole: "«What ho sed de t’ing wid de t’ree bonce? Don’t meddle wid t’ings you don’t understand» («Che cosa ha detto il mostro dalle tre teste? Niente che tu possa capire»).
Questo messaggio, pronunciato in dialetto giamaicano, potrebbe alludere a Cerbero, il cane-demone che sta a guardia della porta dell’inferno, oppure a Ecate, la dea delle tenebre della mitologia greca.
Su questa copertina è presente l'Occhio di Horus.
Questo simbolo, riconosciuto in ambiente occultistico come un potente amuleto, venne utilizzato in epoca molto più recente (racchiuso in un Triangolo) da molte sette e gruppi occultistici dediti alla magia cerimoniale, tra cui l'Ordo Templi Orientis e la Golden Dawn, Equinox, l'organo ufficiale dell'Argenteum Astrum (A\A\), l'Ordine da lui fondato nel 1907.
Nel 1988 esce Seventh Son Of A Seventh Son con il testo di Moonchild ispirato al Liber Samekh (chiamato anche The Barbarous Names of Evocation o Theurgia Goetia Summæ Congressus Cum Dæmone), un'opera di Crowley.
In questa canzone, il diavolo visita i genitori del nascituro (l'Anticristo), specialmente la madre, avvertendoli che ogni resistenza è vana.

Sette peccati mortali
Sette modi di vincere
Sette santi percorsi per l'inferno
E il tuo viaggio inizia
Sette pendii scoscesi
Sette speranze insanguinate
Sette sono i tuoi fuochi brucianti
Sette i tuoi desideri [...]
Io sono lui quello non nato
L'angelo decaduto che guarda te Babilonia, la prostituta scarlatta
Sii la madre di un bambino nato strangolato
Consegnati al demonio, Lucifero è il mio nome 
Apri il settimo sigillo
Figlio della luna sarai presto mio
Figlio della luna, prendi la mia mano questa notte

Il titolo del brano è anche quello di un altro libro scritto nel 1917 da Crowley: Moonchild.
Questo testo descrive un'operazione magica che prevede riti di natura omosessuale, l'accoppiamento di una donna con un angelo e la successiva nascita dell'incarnazione della donna Scarlatta, Babalon, la madre dell'anarchia e delle abominazioni.
Negli anni 90 le critiche diminuirono anche se organizzazioni religiose riuscirono a far cancellare un loro concerto in Cile nel 1992.
In ogni caso altre copertine quali The First Ten Years del 1990, l'album live A Real Dead One (1993), registrato durante il Fear Of The Dark World Tour e l'altro live Flight 666 (2009) raffigurano anche provocatori 666.
Sia sul booklet del già citato album live Flight 666 che su quello del relativo documentario in DVD fa la comparsa anche l'Occhio di Horus.
In The Fallen Angel, contenuta in Brave New World (2000), l'angelo caduto sconfitto che tenta di risollevarsi contro Dio non può essere che Lucifero (per caduto, ci si riferisce a "decaduto" o se vogliamo "cacciato dal paradiso").
Il brano Lord Of Light contenuto nell'album A Matter Of Life And Death (2006) parla della figura di Lucifero.


CARRIERA SOLISTA BRUCE DICKINSON
Dickinson parlò di Crowley anche nel suo album solista Accident Of Birth (1997), che contiene Man Of Sorrows, un brano che tratta della vita di Aleister Crowley e di ciò che è diventato in seguito, e The Magician, un altro pezzo dedicato al mago inglese.
Per ben tre volte nel testo risuona il motto iniziatico di Aleister Crowley («Do what thou wilt»).
The Chemical Wedding invece è una pellicola interamente dedicata al mago inglese Crawley di cui Dickinson ha scritto la sceneggiatura (tra realtà virtuale, software e riti).
Poco prima che il film fosse girato, il giornalista musicale inglese Dave Ling ha dichiarato: «Dickinson lavora da ben dodici anni su questo progetto e non sta più nella pelle all’idea di realizzarlo».
The Chemical Wedding (1998) è anche il titolo di un album solista di Dickinson che parla di Alchimia e dei Rosacroce.
In Machine Men (da The Chemical Wedding), si parla di infanticidio (nelle sue opere, Crowley raccomanda l'omicidio rituale di bambini...), in The Tower (sempre da The Chemical Wedding) parla dei tarocchi e magia.

giovedì 3 dicembre 2015

La Storia Di Eddie The Head: Iron Maiden

Quando si citano gli Iron Maiden, oltre alla NWOBHM, si pensa subito ad Eddie The Head.
Ovvero il mostro che ormai da più di 30 anni accompagna le loro uscite discografiche e i loro live show.
L'illustratore è Derek Riggs, la prima incarnazione di Eddie era un'icona Punk chiamata Electric Matthew.
Il manager dei Maiden ne fu colpito però chiese a Riggs di renderla più simile ad un headbanger (da qui i capelli lunghi) e fu così che Eddie nacque.
Un volto scarnificato e distorto, un corpo scheletrico vestito con abiti strappati e nei primi anni le rovine di una città alle spalle.
Forse rappresentava il simbolo della gioventù Metal londinese, abbandonata a se stessa e additata come sbagliata dai conservatori e dai perbenisti dell'epoca.

Il bassista, Steve Harris, ricorda gli inizi:
"Eddie era una sorta di materializzazione dell’elemento di orrore che mi aveva colpito la prima volta che pensai al nome Iron Maiden". 
Ma se l’abbozzo dell’idea fu di Harris, la vera e propria realizzazione di Eddie fu di Dave Beasley, creatore degli effetti scenici per i concerti della band di quel periodo.

"C'era una volta una donna che diede alla luce un bimbo, che però nacque con la sola testa. Il dottore le disse di non preoccuparsi, tra cinque anni avrebbero avuto un corpo per la testa. Cinque anni più tardi, Eddie The Head (Eddie La Testa) se ne stava seduto accanto al caminetto, quando arrivò suo padre. 
"Figlio mio" gli disse "Oggi è un giorno speciale. E' il tuo compleanno, e abbiamo una sorpresa per te."
"Oh, no"disse Eddie "Non un altro cappello!"

Da allora questa mascotte è stata raffigurata in centinaia, se non migliaia, di modi diversi.
In seguito la relativamente semplice maschera(faccia), ebbe un corpo, che spesso appariva in palco col gruppo, fino al punto di dominare completamente la scena, come nella tourneè mondiale del 1988.
Eddie all'epoca aveva una testa più grande e più sofisticata, i cui occhi si accendevano, e dalla sua bocca uscivano nuvole di fumo.
Quando il gruppo suonò in un festival in Belgio nel 1980, il fumo venne pompato con tale veemenza che Eddie fece un volo attraverso il palco.


IRON MAIDEN (1980)
Eddie compare come un presagio maligno sulla copertina del singolo del 1980 "Running Free".
La scena rappresenta un rocchettaro dai capelli lunghi, che corre per un vicolo illuminato da un lampione e che insegue, senza un braccio, un ragazzo.
LP "Iron Maiden" mostra semplicemente il suo volto.

Senza dubbio la "versione" più criticata fu la copertina di "Sanctuary", che ritraeva Eddie con un coltello con il quale aveva ucciso l’allora primo ministro inglese Margaret Thatcher, colpevole di avere strappato un poster della band.
Ovviamente le cose furono ingigantite a non finire dai rotocalchi e dal governo.
"E' un delitto" scrivevano quelli del Daily Mirror, riproducendo le cose in modo sproporzionato.
Parole come "disonore", "vergogna" ed "oltraggio" uscirono dalle bocche dei politici dei tempi.
Ma questo non impedì al disco di vendere bene, ovviamente, anche con la famigerata copertina, in secondo tempo censurata.
La Thatcher ebbe la rivincita con "Women In Uniform", il singolo successivo, dove Eddie se ne sta con due prostitute e la Thatcher se ne sta nascosta armata di mitra, pronta ad assalire il povero Eddie.



KILLERS (1981)
Con "Killers", la figura di Eddie è qui agghiacciante e si mostra in tutto il suo anticonformismo: ascia alla mano e con schizzi di sangue qua e là, a due passi dal locale dei Maiden “The Ruskin Arms”.
Le mani delle vittime sono aggrappate alla sua maglia.
Sul singolo "Purgatory", Eddie prende il posto di Satana.



THE NUMBER OF THE BEAST (1982)
Nel 1982 Eddie è impegnato in una lotta all’ultimo sangue contro Satana in persona.
Sulla copertina dell’album "The Number Of The Beast" lo vediamo infatti manovrare il Diavolo, che a sua volta fa di un piccolo Eddie la sua marionetta.
Sul singolo "Run To The Hills", Eddie ingaggia una lotta contro il medesimo demonio.
Un demone con in mano una forca, con la quale infilza Bruce Dickinson, sulla copertina di "Hallowed Be Thy Name".




PIECE OF MIND (1983)
Nell'album "Piece Of Mind" lo troviamo incatenato, rasato e con una camicia di forza.
Eddie, come detto, è stato rasato ha cioè subito una forma di umiliazione corporale, in quanto gli è stato tolto uno dei simboli di appartenenza alla comunità.
E' rinchiuso in un manicomio ma mandato in guerra, come si può vedere in "The Trooper" dove rappresenta un soldato inglese del 1900 con tanto di Union Jack in mano.
Eddie avanza minaccioso con la calotta cranica tagliata ma chiusa.
Sullo sfondo in basso a destra è raffigurata la morte con la sua falce.
Nel 1983 il 45 giri "Flight Of Icarus" ritrae un Eddie alato che fugge, dopo aver incendiato con un lanciafiamme le ali del povero Icaro.
La leggenda di Dedalo e Icaro è qui riproposta.
Nella storia originale, Icaro, nel suo tentativo di volare, si costruisce ali di cera.
Ma come dice la leggenda, vola troppo in alto, troppo vicino al sole, così le sue ali si sciolgono e lui cade verso la morte.
La versione dei Maiden è leggermente diversa, Icaro è raffigurato con le ali in fiamme, ed un Eddie tutto soddisfatto vola via con le sue ali di pipistrello, impugnando un lancia-fiamme!



POWERSLAVE (1984)
Sembra che Eddie sia esistito fin dalla preistoria, e che fosse venerato dagli dei egizi, e nella copertina dell'album "Powerslave" lo vediamo sotto forma di un faraone, in un monumento con una sfinge.
O forse, secondo altre interpretazioni, è una raffigurazione del futuro in cui Eddie è venerato seppur in modo underground (la punta elettrificata potrebbe far supporre ciò).
In "Aces High" è pilota di uno spitfire con bombardieri che precipitano dietro di lui, la canzone è aperta dal discorso di Winston Churchill (siamo in piena seconda guerra mondiale).



LIVE AFTER DEATH (1985)
Sulla copertina di "Live After Death" risorge dalla tomba, liberandosi dalle catene della Morte.
Un fulmine (o forse un raggio) lo riporta in vita, irradiandolo di energia là dove era stato ferito tempo addietro.
Le catene vengono finalmente spezzate dalla rinnovata vitalità di Eddie, il cui nome inciso sulla lapide.
La lapide riporta la celebre frase dello scrittore horror Howard Phillips Lovecraft: "Non è morto ciò che può essere in eterno e in strani eoni anche la morte può morire".
Ma dov'è Eddie? La risposta è data dal retro copertina: lì dove è stato sepolto.
Sullo sfondo della città del futuro si ergono le piramidi elettriche sul modello di Powerslave.



SOMEWHERE IN TIME (1986)
Con "Somewhere In Time" del 1986 gli Iron Maiden ci consegnano una copertina ricchissima di riferimenti, spesso giocosi, e distribuiti in peso ancora maggiore sulla quarta di copertina del booklet.
Per citarne alcuni: il pub Ruskin Arms, i club Rainbow e Marquee e la Long Beach Arena sono tutti luoghi storici di esibizioni live della band.
Poi vecchie citazioni di loro canzoni come la Phantom Opera House, l'Ancient Mariner Seafood Restaurant, l'Aces High Bar e il Sand Dune Nightclub.
L'orologio digitale segna le 23 e 58, cioè due minuti a mezzanotte, e sopra si legge che il West Ham (squadra nelle cui selezioni giovanili giocò Steve Harris) ha battuto 7 a 3 i ben più blasonati rivali dell'Arsenal.
Sulla copertina di "Two Minutes To Midnight" Eddie ci viene presentato come un genocida, dopo aver fatto esplodere un ordigno nucleare.
In "Wasted Years" troviamo un Eddie futurista.
Il videoclip, tra l'altro, è molto particolare dato che vengono riproposti tutti i vecchi Eddie quindi gli anni passati.
L'idea probabilmente è quella di un secondo ciclo della vita di Eddie, che torna nella città per ricominciare come assassino ma ad essere ucciso non è più un corpo estraneo, bensì un suo simile, un altro membro della comunità-cyborg, sotto un manifesto che ritrae la sua prima incarnazione con la scritta Eddie Lives, affisso in "Acacia Avenue".
Eddie che uccide se stesso può facilmente essere spiegato come il Metal che si colpisce da solo.



SEVENTH SON OF A SEVENTH SON (1988)
"Seventh Son Of A Seventh Son" ritrae Eddie che si scioglie in un mare di ghiaccio e nello stesso tempo dà vita ad una nuova informe creatura.
A Eddie manca la parte superiore della testa, così come gran parte del corpo, che ha dovuto aspettare per tanto tempo, la sua spina dorsale spezzata, naviga nell'acqua.
Sembra quasi che Eddie si disfi anche della sua anima.
In 'The Clairvoyant" la maggior parte della testa sparisce e l'attenzione è concentrata sul misterioso 'Terzo Occhio'.
Visto che la decimazione del suo corpo non bastava, gli Iron Maiden decisero di "uccidere" Eddie, in palco, al Wastfalenhalle a Dortmund, alla fine della tourneè 'World Piece'.
Ma Eddie è più che capace di ritornare all'aldilà.



NO PRAYER FOR THE DYING (1990)
In "No Prayer For The Dying", Eddie è intento ad uscire dalla tomba e quindi a risorgere nuovamente.
Qui ritorna anche il tema della seconda guerra mondiale, dove la copertina del singolo "Tailgunner", vede il nostro amico che debella fuori dal cielo, dalla coda di un bombardiere Lancaster.



FEAR OF THE DARK (1992)
Prima copertina non disegnata da Riggs, bensì da Melvyn Grant.
In "Fear Of The Dark" l'albero è simbolo (nella cultura norrena ma non solo) di rinascita e di rigenerazione, di movimento dalla Terra verso il Cielo, ma anche di congiunzione tra questi due elementi.
Ancora una volta Eddie è a metà tra la vita e la morte, come la forza dell'occulto che risorge sempre in nuove forme.
Compare qui la "licantropia" (la luna piena sullo sfondo).
In "Be Quick Or Be Dead" Eddie stritola la testa di Robert Maxwell, sullo sfondo ci sono dei ritagli di giornale.



THE X FACTOR (1995)
L'artwork di "The X Factor" è affidato a Hugh Syme.
Qui Eddie è bloccato su un tavolo operatorio ed è destinato a farsi stritolare/perforare da un marchingegno tutt’altro che amichevole.
Il corpo di Eddie è vivo, la sofferenza autentica, le macchine che lo seviziano letali. 
C'è un riferimento all'Iron Maiden, antico strumento di tortura, in cui il corpo veniva rinchiuso in una bara con punte che causavano ferite per i malcapitati destinati a soffrire tra atroci sofferenze.
La quarta di copertina ci mostra Eddie ancora integro, su una sorta di sedia elettrica che in realtà lo taglierà in due.
Come in "Seventh Son Of A Seventh Son" il cranio è nuovamente scoperchiato, il tronco è reciso all'altezza dello stomaco. 
Non bastano più le catene da manicomio per fermare il "mostro", serve il meglio che la tecnologia abbia da offrire. 
La natura corporea di Eddie appare irrimediabilmente sconfitta.
In "Man On The Edge", Eddie è nella stessa macchina di The X Factor, ma viene rappresentato di fianco la morsa che stringe il cranio.
In "Lord Of The Flies", Eddie è rappresentato con due enormi mosche al suo cospetto.


VIRTUAL XI (1998)
Qui Eddie è un demone.
La realtà virtuale e il numero undici: "Virtual XI", appunto.
Il primo concetto è legato a doppio filo con Ed Hunter, il videogame per PC targato Iron Maiden che uscirà l'anno successivo, ma non manca di introdurre una nuova forma di orrore, l'antisocialità degli adolescenti catturati dalla realtà virtuale. 
Era il periodo in cui i quotidiani angosciavano le famiglie dicendo che i videogiochi erano il male per eccellenza, capace di traviare chiunque. 
Ebbene, gli Iron Maiden, anziché pazientemente smentire questa assurda teoria, la ribaltano con sorprendente sagacia: i videogiochi sono il male perché sono controllati da Eddie.
Il numero undici, invece, oltre ad essere il numero di album in studio pubblicati dalla band fino a quel momento, è anche il numero dei giocatori di una squadra di calcio. 
Oppure, in senso negativo, il tradimento di un nemico interiore: Eddie, ormai privo di una sua corporeità, prende dominio mentale del ragazzo senza che questi se ne renda conto. 
"Apre la mente" ed è un nemico silenzioso, interiore.
Un demone appunto.



BRAVE NEW WORLD (2000)
La città di "Brave New World" è la stessa già vista in Somewhere in Time, cioè una Londra del futuro qui malamente digitalizzata, Eddio è un dio malvagio da temere e adorare. 
Il culto degli Iron Maiden ha ormai tutte le sembianze di un rito pagano, in cui milioni di fan si prostrano per adorare un dio che agli altri appare maligno e repulsivo, ma che in realtà è benevolo verso i suoi adepti. 
Londra nelle prime copertine era quella dell' East End, la zona proletaria in cui la band ha mosso i primi passi. 
Qui ad essere sotto lo sguardo di Eddie è la Londra "bene", quella delle zone centrali bagnate dal Tamigi.
Sulla copertina di "The Wicker Man" viene rappresentata la scena finale dell'omonimo film britannico del 1973 da cui il brano prende il nome, dove Eddie è l'enorme statua che viene fatta bruciare, e sotto di lui sono rappresentati gli abitanti di Summerisle mascherati che la guardano allegri.



DANCE OF DEATH (2003)
In "Dance Of Death", come dice il titolo stesso, è rappresentata la morte.
David Patchett, l'ideatore, chiese di non essere creditato. 
Eddie è, naturalmente, la morte, e si trova per la prima volta a dividere la scena con un folto di gruppo di personaggi senza nome. 
La particolarità di questo festino satanico è data dalla simbologia degli animali. 
Il cane rappresenta la fedeltà e la devozione, ma anche la ferocia.
Il serpente sotto di lui è il peccato o l'invidia.
Il caprone (maschera) è una tradizionale simbologia satanica, mentre la maschera di maiale raffigura l'ingordigia, la lussuria e in generale tutti gli istinti più bassi dell'uomo. 
La maschera in sé, oltretutto, rappresenta un inganno: è un vero e proprio invito a partecipare per scoprire quale sia il peccato preferito.
In "Wildest Dreams" indossa una tuba così grande che gli Iron Maiden riescono a guidare delle automobili fin dentro la sua bocca.



A MATTER OF LIFE AND DEATH (2006)
Soldati zombie e un Eddie appena riconoscibile nel marasma generale sono i protagonisti di "A Matter Of Life And Death" realizzata da Tim Bradstreet: qui la critica si divise, perché la mascotte degli Iron Maiden non ricopre il ruolo di protagonista sulla scena.
Si può notare, magari, una contrapposizone: quelli che avanzano e sono teoricamente vivi sono in realtà scheletri. 
A terra ci sono invece giovani non ancora decomposti, con pelle e capelli torna l'idea di un passaggio non netto tra la vita e la morte, una continua sfumatura. 
Eddie è in piedi sul carro armato, e alle sue spalle la luce è data dall'esplosione di una bomba, che sostituisce le altre fonti di luce normalmente presenti per dare intensità alla sua figura.
In "Different World", invece, è talmente grande da tenere in mano un intero pianeta come fosse una mela.



THE FINAL FRONTIER (2010)
L'obbiettivo finale ("The Final Frontier") imposto ad Eddie non è più la Terra ma lo spazio, con il nostro pianeta che appare sullo sfondo.
Eddie è ormai alieno, ci sono astronauti uccisi. 
Ma ci si pone l'interrogativo: è veramente Eddie quello raffigurato?
I riferimenti a film quali Predator ed Alien sono palesi.



THE BOOK OF SOULS (2015)
In Book Of Souls Eddie ancora protagonista, sembra esser ritornato nuovamente dall'al di là.
Ovviamente senza capelli e con riferimento al "libro dei morti".
Questo è sicuramente il vero Eddie, non quello ammirato su Final Frontier.