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lunedì 21 marzo 2016

Migliori Mascotte Metal

Dopo aver parlato in questi articoli di Eddie The Head (Iron Maiden), Snaggletooth (Motorhead) e Vic Rattlehead (Megadeth) qui vedremo altre mascotte del mondo del Metal e Rock diventate celebri.


ROY (CHILDREN OF BODOM)
Il "Grim Reaper" è una delle immagini più diffuse nel Metal Estremo.
Sicuramente però quello più famoso lo troviamo sulle copertine dei Children Of Bodom.
La band nel corso della sua storia ha anche dato alla figura incappucciata una sorta di ringiovanimento o comunque si son sempre cercati di distinguere dalla concorrenza.
Considerando che il nome della band è inspirato ad un triplice omicidio che ha avuto effettivamente luogo in Finlandia, Roy rappresenta appieno una band del genere.


JESTERHEAD (IN FLAMES)
Jesterhead venne ideato da cantante Anders Frida e dall''ex chitarrista Niklas Sundin degli In Flames.
Jesterhead è stato creato per promuovere l'album "The Jester Race" uscito nel 1995. 
In quest'occasione ce lo ritroviamo in perfetta simbiosi con un castello.
Da allora è entrato nell'immaginario comune della band e dei fans comparendo quà e là.


HEARTBEAST (KATAKLYSM)
Sorte di demone alato e muscoloso con doppia faccia presente su molte cover della Death Metal band canadese.
Lo si può ammirare su "In The Arms Of Devastation", su "Heaven's Venom", su "Prevail", etc


CHALY (OVERKILL)
Il teschio pipistrello comparso su innumerevoli album degli Overkill è affettuosamente conosciuto come Chaly.
Nel 1988 dagli occhi sparò un laser, più di 20 anni dopo, fu imprigionato per i suoi crimini sulla copertina di "Ironbound" ed è stato condannato alla sedia elettrica su "The Electric Age".


VIOLENT MIND (KREATOR)
Violent Mind comparve sulla copertina di un album Kreator, per la prima volta nel 1990 in "Coma Of Souls", seguì poi una nuova apparizione 11 anni dopo in "Violent Revolution".
Anche lui è diventato con il passare del tempo un qualcosa d'irrinunciabile essendo comparso in molte altre copertine in anni recenti.
Il volto martoriato e mutilato rappresenta un importante metafora collegata al contenuto dei testi dei Kreator da sempre incentrati sulla rivolta sociale e l'oppressione dei deboli.


MAD BUTCHER (DESTRUCTION)
Il macellaio pazzo compare per la prima volta nell'omonimo EP del 1987.
Sulla destra si può scorgere la foto delle sue tre prossime vittime: i membri della band stessa.
Sarà la prima di una lunga serie di copertine a lui dedicate.


KNARRENHEINZ (SODOM)
Visto i testi della band Thrash tedesca, la loro mascotte non poteva che essere ornata con riferimenti bellici: da mitra passando per cartucciere ed elmetti militari.
Gli scenari o come meglio dire gli sfondi sono ovviamente pre o post bellici con case e territorio in rovina.



NOT MAN (ANTHRAX)
Not Man è una mascotte un po' atipica in quanto non appare in alcun album degli Anthrax.
Not Man fa la comparsa occasionale sul merchandising e quant'altro (maglie, poster, biglietti, etc).
Nonostante questo, rappresenta una mascotte immediatamente identificabile difficilmente confondibile con quella di altre band.


SCARY GUY (METALLICA)
Non tutti sanno che anche i Metallica hanno la loro mascotte: si tratta di scary guy.
Lo troviamo soprattutto su merchandising vario.
Trattasi di un teschio.


S.O.D. (SARGEANT D)
La band Thrash/Hardcore americana ovvero Stormtroopers Of Death scelse come mascotte Sargeant D, una specie di soldato che ha ornato non solo i dischi della band ma anche action figures, maglie e volantini promozionali.


JACK O.LANTERN (HELLOWEEN)
Visto il nome della band (Helloween), sarebbe stato sconvolgente se una zucca non sarebbe stata la mascotte ufficiale.
Questa mascotte comunque è la prova che il Metal non è sempre un qualcosa di serio ma c'è anche lo spazio per scherzare e divertirsi.
Certo, anche il volto di Jack, è spesso minaccioso.


HECTOR (HAMMERFALL)
Hector è il cavaliere nero che appare sui dischi degli Hammerfall, Power Metal band svedese. 
La sua prima apparizione risale all'esordio della band datato 1997 "Glory To The Brave".
E' rappresentato in contesti ovviamente fantasy ed epici e con un martello in mano: guida i Templari e combatte sotto la loro bandiera.


THE MANOWARRIOR (MANOWAR)
Manowarrior è l'energumeno a petto nudo che compare in molte copertine dei Manowar.
Anche per lui spade, martelli ed armi di ogni tipo (oltre a bandiere che sanno da una parte di patriottismo, dall'altro provano ad entrare in simbiosi con i fans americani e di tutto il mondo).


SET ABOMINAE (ICED EARTH)
Set Abominae è sostanzialmente la versione americana di Eddie The Head degli Iron Maiden. 
Come il suo omologo inglese, può viaggiare nel tempo ed è generalmente ritenuto immortale. 
Fa parte della razza dei "Setians" che precedette gli esseri umani sulla Terra. 
Ha la forma di un demone ed ha sempre armi in mano.


RUNNING WILD (ADRIAN)
Visti i temi trattati dalla band tedesca, Adrian non poteva che avere le sembianze di un pirata.
Un pirata scheletro però.
Galeoni e scenari marini la fanno ovviamente da padrone sulle cover che lo raffigurano.


IRON MASK MAN (QUIET RIOT)
L'uomo con la maschera di metallo è un appuntamento fisso sulle immagini dei Quiet Riot. 
Anche lui ha contribuito al successo della band soprattutto sull'album "Metal Health", un evidente gioco di parole riguardante la"salute mentale" promosso dal suo abbigliamento camicia di forza ed ambiente ospedaliero nel video per la title track.


MURRAY (RONNIE JAMES DIO)
Murray fece la sua comparsa sul seminale "Holy Diver".
La figura molto oscura, che impugnava delle catene, divenne subito un simbolo della band. 
Il suo vero nome sarebbe Murralsee ed è l'ultimo dei Malacovians. 
Murray doveva essere un nome divertente per una mascotte ma allo stesso tempo intimidatorio e apertamente satanico. 
Nel corso degli anni, Murray lo troviamo mentre "annega" sacerdoti o partecipa a cerimonie sataniche.
Esso ha degli artigli e di solito brandisce una catena. 
E' stato spesso rappresentato con "colori" diversi quindi possono esserci benissimo più Murray: Murray bianchi, neri, ispanici, etc


ZILTOID (DEVIN TOWNSEND)
Ziltoid è un extraterrestre proveniente dal pianeta Ziltoidia 9. 
Ziltoid giunge sulla terra dichiarando di essere alla ricerca della universe's ultimate cup of coffee (il caffè più buono dell'universo).
I terrestri gliene offrono uno, ma Ziltoid pare non gradire, descrivendolo come fetido, di conseguenza ordina ai suoi sudditi ziltoidiani di attaccare la terra, con conseguente scontro con l'esercito terrestre.


ALLISTER FIEND (MOTLEY CRUE)
Allister Fiend è ovviamente un'estensione dell'immagine Motley Crue che adornava merce e volantini promozionali ogni volta che la band non era di fronte a una telecamera. 
In realtà ad essere rappresentato sarebbe Nikki Sixx. 
Allister Fiend è l'incarnazione del "sesso, droga e Rock 'N'Roll", quindi rappresenta appieno lo stile di vita della band californiana.


HENRY (BLACK SABBATH)
Se sei un fan dei Black Sabbath, avrai visto Henry un sacco di volte. 
Il fatto è che la maggior parte delle persone non sanno che si chiama Henry. 
Henry è, ovviamente, un "diavolo volante" o "angelo volante".
Comparve per la prima volta durante il periodo "Never Say Die" su un singolo. 

mercoledì 20 gennaio 2016

La Storia Di Snaggletooth: Motorhead

Calato il buio sui Motorhead per la morte del fondatore Lemmy, ripercorriamo la storia di Snaggletooth: loro mascotte storica. Misto tra un cane inferocito, un lupo, un gorilla ed un cinghiale, venne ideato nel 1977 da Joe Petagno per la copertina dell'album di debutto della band.

Joe Petagno:
"L'ispirazione venne naturale perchè quel giorno ero incazzato! E Lemmy uguale!
Ne venne fuori un misto tra un gorilla-lupo-cane più corna di grandi dimensioni di un cinghiale.
Lemmy aggiunse casco, catene, punte, etc"


Eddie Clarke:
"Rabbrividii quando lo vidi per la prima volta. Pensai: "Accidenti, questo non è il massimo perché è troppo sopra le righe, di cattivo gusto. Però in seguito ho iniziato ad amarlo"

Sicuramente meno "vario" di Eddie dei Maiden e di Rattlehead dei Megadeth ha comunque fatto mostra di sè su moltissime cover dei Motorhead sino al 2007.
Moltissime sono state le rappresentazioni di Warpig (era chiamato anche così) sui vari dischi.
Ad esempio può essere osservato anche in album che apparentemente non lo contengono come "Ace Of Spades", infatti Phil indossa un distintivo di Warpig.
La copertina di "Iron Fist" raffigura un guanto metallico con quattro anelli a forma di teschio, uno dei quali è appunto Warpig, mentre la parte posteriore del disco mostra una dettagliata scultura in metallo del simbolo. Il design originario includeva anche una svastica (poi comparve nelle varie ristampe decenni dopo). Anche Warpig ne ha viste di tutti i colori: passando per le versioni futuriste di Bomber(riferimento ad un bombardiere tedesco della Seconda Guerra Mondiale), Overkill ed Another Perfect Day o diventando un "treno" indemoniato in Orgasmatron.
In March Or Die assume le sembianze di un teschio, invece nelle copertine di 1916, Bastards, Hammered, Inferno, Kiss Of Death e Bad Magic del 2015 (tornato per la prima volta dal 2007 dopo la dipartita di Petagno) cambiano un po' gli scenari però il volto e la struttura di Snaggletooth è più o sempre quella.


ALTRI PERSONAGGI LIVE
Oltre a Warpig, i Motorhead nei loro spettacoli live fecero debuttare altri personaggi, quali il "Bomber" ideato nel 1979 dal loro manager Douglas Smith.
Si trattava della replica di un bombardiere Tedesco della seconda Guerra Mondiale, costruito con pesanti tubi di alluminio, per una superficie di più di 200 metri quadrati.
Era in grado di "volare" in ben quattro direzioni, avanti, indietro, destra e sinistra, e all'epoca, era il primo impianto di illuminazione capace di fare tanto. Questo primo bombardiere venne però rubato da qualcuno.
Alcuni anni dopo venne costruito un secondo "Bomber", che debuttò in un concerto il 7 maggio 1984 all'Hammersmith Odeon di Londra. In questa riproduzione venne però in seguito scoperta una spaccatura nel metallo che si trovava sul retro dell'ala, dimostrando che l'apparecchio sarebbe potuto cadere in un qualsiasi momento. Il Bomber tornò poi di scena verso l'inizio del nuovo millennio.
L'Asso di Picche (Ace Of Spades) venne ideato dopo l'uscita dell'album Ace Of Spades, nel 1980, ed era formato da delle tubazioni luminose che formavano appunto un gigantesco Asso di Picche.
Per problemi di sicurezza non durò a lungo.
Durante Iron Fist, la prima sera, i Motorhead ne inventarono un'altra delle loro: i tendoni si aprirono rivelando una scena vuota, la band era sul soffitto, insieme al palco e tutta l'attrezzatura.
Poi, appena partiva la musica, il gruppo scendeva, in mezzo a nubi di fumo e luci colorate, e intanto, si spalancava un pugno enorme, rivelando dei faretti sulle punte dei polpastrelli.
La prima sera l' "Iron Fist" (Pugno di Ferro) non funzionò correttamente, migliorò invece nelle successive performance della band. Tuttavia, ritornò al negozio dove era stato preso e non fece altre apparizioni.
Il treno "Orgasmatron"è stata la quarta e ultima produzione scenica di Douglas.
La batteria si trovava nella parte anteriore del treno e usciva su rotaia nel bel mezzo della scena, ma, per motivi tecnici, non funzionò mai. Comunque sia, quel treno accompagnò il gruppo durante il tour di Orgasmatron in giro per tutta l'Europa, nel 1986.



ALTRE MASCOTTE:
Migliori Mascotte Metal
Eddie The Head (Iron Maiden)
Vic Rattlehead (Megadeth)

venerdì 4 dicembre 2015

La Storia Di Vic Rattlehead: Megadeth

Sulla copertina dei dischi dei Megadeth figura un personaggio stile "Eddie The Head" degli Iron Maiden che si chiama Vic Rattlehead e rappresenterebbe, nell'immaginario della band americana, un superstite di un disastro nucleare.

Il mito di Vic Rattlehead nasce dalla canzone "Skull Beneath The Skin"dell'album "Killing Is My Business... And Business Is Good!":
Prepare the patient's scalp
To peel away
Metal caps his ears
He'll hear not what we say
Solid steel visor
Riveted across his eyes
Iron staples close his jaws
So no one hears his cries

 "Rattlehead" è una parola mista che avvicina il verbo "rattle" (scuotere) alla parola "head" (testa), e che dunque indica l'atto del cosiddetto headbanging.

"Don't do that or you'll rattle something up in there!"

"Vic" invece vuol dire vittima.
Vic raffigura, fin dall'origine, un teschio con tappi e ostruzioni metalliche alle orecchie e agli occhi, oltre a uncini per chiudere la bocca.
Ricordiamo che esiste anche l'omonima canzone, contenuta nel platter d'esordio.
Rattlehead compare su diverse copertine del gruppo ma, contrariamente ad Eddie dei Maiden, spesso non appare come "icona" con cui il pubblico è portato a identificarsi, ma nelle vesti di "antagonista", incarnazione dell'istituzione politico-militare che i Megadeth, nei giorni furiosi e anarchici dei loro inizi, intendevano sfidare e contestare.
Il personaggio si presenta infatti spesso in giacca e cravatta come un politico, o in veste di scienziato folle, o ancora appare, in un'impeccabile divisa militare, nell'atto di scatenare una guerra nucleare.
Lo troviamo nei primi 4 album della band: Killing Is My Business...And Business Is Good, Peace Sells, So Far So Good...So What e Rust In Peace.
Non compare invece negli album (e compilation) che vanno dal 1991 al 2000.
Invece ritornà in The World Needs A Hero, The System Has Failed, United Abominations, Thirteen e Super Collider.


KILLING IS MY BUSINESS...AND BUSINESS IS GOOD (1985)
Questo disco, l'esordio, vide appunto la nascita di Vic Rattlehead che rappresenta la sadica procedura a cui viene sottoposta la vittima della canzone "The Skull Beneath The Skin".
Dave Mustaine abbozzò il disegno originale di Vic.
Tuttavia, la Combat Records perse il lavoro ed improvvisò un'opera completamente diversa.
Vic appare qui incatenato.
Il suo motto è: "See No Evil, Hear No Evil, Speak No Evil".


PEACE SELLS...BUT WHO'S BUYING? (1986)
L’illustrazione sulla copertina è di Ed Repka, con uno scenario apocalittico sullo sfondo e Vic Rattlehead che da agente immobiliare tiene un cartello con su scritto “For Sale” mentre dietro lui, in cielo, appaiono tre caccia con tanto di scie.
Il palazzo messo in vendita dopo un attacco nucleare è quello delle Nazioni Unite.



SO FAR, SO GOOD...SO WHAT! (1988)
Anche qui Vic porta un messaggio politico tra nichilismo, disillusione, olocausto, attacchi nucleari e critiche ai governi e ai perbenisti dell'epoca (PMRC che nel 1985 provò a censurare gran parte delle canzoni metal che riportavano messaggi provocatori, di violenza e sesso) ed è rappresentato come un soldato.



RUST IN PEACE (1990)
Scenari politici anche nell'artwork di Rust In Peace.
I Megadeth si scagliano contro l'allora governo di George W.Bush, che ordinò un attacco bellico contro il regime di Saddam Hussein scatenando la Guerra del Golfo.
Ci sono riferimenti alla figura di Frank Castle, all'occultismo, all'esoterismo, alla dipendenza da droghe, alla tecnologia bellica nucleare ed infine ai segreti dell'Area 51 cui sarebbe protagonista Rattlehead nell'Hangar 18 appunto.
Nella cover è mostrato con un alieno catturato.
Dietro i potenti del mondo: John Major (Regno Unito), Toshki Kaifu (Giappone), Richard von Weizsäcker (Germania), Mikhail Gorbachev (Unione Sovietica) e George W.Bush (Stati Uniti).
In Rust In Peace...Polaris (singolo) è pronto a sganciare il missile (Polaris, appunto).



THE WORLD NEEDS A HERO (2001)
Il disco vede il ritorno di Rattlehead dopo 10 anni dalla pubblicazione di Rust In Peace (aveva comunque fatto qualche comparsata negli artwork interni di Youthanasia e Countdown To Extinction).
Vic ritorna con una vendetta feroce: squarcia il petto di una persona (Mustaine?) e fuoriesce da lei.
Una scena che ricorda Alien.
L'immagine era così reale che si dice che in molti negozi vennero messe delle barre nere per coprire gli "schizzi" di sangue sulla cover del disco.


THE SYSTEM HAS FAILED (2004)
Qui Mike Learn ha fatto un ottimo lavoro essendo riuscito a catturare l'atmosfera classica di Vic Rattlehead.
Vic sta vendendo i verdetti della Corte suprema ad un cast di politici moderni.
100 dollari il prezzo.
Il suo volto è diabolico e allo stesso tempo spaventoso.


UNITED ABOMINATIONS (2007)
Nel 2007 i Megadeth lanciarono un concorso di Deviant Art dove i "Droogies" (termine usato dalla band per i loro fan più irriducibili) erano invitati a dare una loro interpretazione di Vic. 
John Lorenzi non vinse il contest ma sicuramente la guerra, come si suol dire (venne scelto pur essendo arrivato 11esimo). 
Il Vic rappresentato è più moderno, anche un po' comico forse. 
Cranio, ossa e parti metalliche. 
E' la sua "vera" natura, questa.
Copertina che riporta agli anni di Peace Sells, essendo rappresentato ancora il palazzo delle Nazioni Unite, messo in vendita nel 1986.



THIRTEEN (2011)
Vic saltò l'apparizione su Endgame nel 2009, ma ricomparve in Thirteen, dove lo stiamo vedendo da una prospettiva completamente diversa. 
Vic dà le spalle allo spettatore questa volta, circondato da tredici candele. 



SUPER COLLIDER (2013)
Il titolo dell'album deriva dal Compact Muon Solenoid, un rivelatore utilizzato per un esperimento di fisica delle particelle attualmente in funzione al CERN.
Esso permette ai fisici di far scontrare gli atomi nella speranza di scoprire le origini della teoria del Big Bang.
La copertina è una modifica di una fotografia esistente della canna interna del tracciatore in silicio del Compact Muon Solenoid.
Al centro della copertina è possibile vedere il riflesso della mascotte Vic Rattlehead. 

giovedì 3 dicembre 2015

La Storia Di Eddie The Head: Iron Maiden

Quando si citano gli Iron Maiden, oltre alla NWOBHM, si pensa subito ad Eddie The Head.
Ovvero il mostro che ormai da più di 30 anni accompagna le loro uscite discografiche e i loro live show.
L'illustratore è Derek Riggs, la prima incarnazione di Eddie era un'icona Punk chiamata Electric Matthew.
Il manager dei Maiden ne fu colpito però chiese a Riggs di renderla più simile ad un headbanger (da qui i capelli lunghi) e fu così che Eddie nacque.
Un volto scarnificato e distorto, un corpo scheletrico vestito con abiti strappati e nei primi anni le rovine di una città alle spalle.
Forse rappresentava il simbolo della gioventù Metal londinese, abbandonata a se stessa e additata come sbagliata dai conservatori e dai perbenisti dell'epoca.

Il bassista, Steve Harris, ricorda gli inizi:
"Eddie era una sorta di materializzazione dell’elemento di orrore che mi aveva colpito la prima volta che pensai al nome Iron Maiden". 
Ma se l’abbozzo dell’idea fu di Harris, la vera e propria realizzazione di Eddie fu di Dave Beasley, creatore degli effetti scenici per i concerti della band di quel periodo.

"C'era una volta una donna che diede alla luce un bimbo, che però nacque con la sola testa. Il dottore le disse di non preoccuparsi, tra cinque anni avrebbero avuto un corpo per la testa. Cinque anni più tardi, Eddie The Head (Eddie La Testa) se ne stava seduto accanto al caminetto, quando arrivò suo padre. 
"Figlio mio" gli disse "Oggi è un giorno speciale. E' il tuo compleanno, e abbiamo una sorpresa per te."
"Oh, no"disse Eddie "Non un altro cappello!"

Da allora questa mascotte è stata raffigurata in centinaia, se non migliaia, di modi diversi.
In seguito la relativamente semplice maschera(faccia), ebbe un corpo, che spesso appariva in palco col gruppo, fino al punto di dominare completamente la scena, come nella tourneè mondiale del 1988.
Eddie all'epoca aveva una testa più grande e più sofisticata, i cui occhi si accendevano, e dalla sua bocca uscivano nuvole di fumo.
Quando il gruppo suonò in un festival in Belgio nel 1980, il fumo venne pompato con tale veemenza che Eddie fece un volo attraverso il palco.


IRON MAIDEN (1980)
Eddie compare come un presagio maligno sulla copertina del singolo del 1980 "Running Free".
La scena rappresenta un rocchettaro dai capelli lunghi, che corre per un vicolo illuminato da un lampione e che insegue, senza un braccio, un ragazzo.
LP "Iron Maiden" mostra semplicemente il suo volto.

Senza dubbio la "versione" più criticata fu la copertina di "Sanctuary", che ritraeva Eddie con un coltello con il quale aveva ucciso l’allora primo ministro inglese Margaret Thatcher, colpevole di avere strappato un poster della band.
Ovviamente le cose furono ingigantite a non finire dai rotocalchi e dal governo.
"E' un delitto" scrivevano quelli del Daily Mirror, riproducendo le cose in modo sproporzionato.
Parole come "disonore", "vergogna" ed "oltraggio" uscirono dalle bocche dei politici dei tempi.
Ma questo non impedì al disco di vendere bene, ovviamente, anche con la famigerata copertina, in secondo tempo censurata.
La Thatcher ebbe la rivincita con "Women In Uniform", il singolo successivo, dove Eddie se ne sta con due prostitute e la Thatcher se ne sta nascosta armata di mitra, pronta ad assalire il povero Eddie.



KILLERS (1981)
Con "Killers", la figura di Eddie è qui agghiacciante e si mostra in tutto il suo anticonformismo: ascia alla mano e con schizzi di sangue qua e là, a due passi dal locale dei Maiden “The Ruskin Arms”.
Le mani delle vittime sono aggrappate alla sua maglia.
Sul singolo "Purgatory", Eddie prende il posto di Satana.



THE NUMBER OF THE BEAST (1982)
Nel 1982 Eddie è impegnato in una lotta all’ultimo sangue contro Satana in persona.
Sulla copertina dell’album "The Number Of The Beast" lo vediamo infatti manovrare il Diavolo, che a sua volta fa di un piccolo Eddie la sua marionetta.
Sul singolo "Run To The Hills", Eddie ingaggia una lotta contro il medesimo demonio.
Un demone con in mano una forca, con la quale infilza Bruce Dickinson, sulla copertina di "Hallowed Be Thy Name".




PIECE OF MIND (1983)
Nell'album "Piece Of Mind" lo troviamo incatenato, rasato e con una camicia di forza.
Eddie, come detto, è stato rasato ha cioè subito una forma di umiliazione corporale, in quanto gli è stato tolto uno dei simboli di appartenenza alla comunità.
E' rinchiuso in un manicomio ma mandato in guerra, come si può vedere in "The Trooper" dove rappresenta un soldato inglese del 1900 con tanto di Union Jack in mano.
Eddie avanza minaccioso con la calotta cranica tagliata ma chiusa.
Sullo sfondo in basso a destra è raffigurata la morte con la sua falce.
Nel 1983 il 45 giri "Flight Of Icarus" ritrae un Eddie alato che fugge, dopo aver incendiato con un lanciafiamme le ali del povero Icaro.
La leggenda di Dedalo e Icaro è qui riproposta.
Nella storia originale, Icaro, nel suo tentativo di volare, si costruisce ali di cera.
Ma come dice la leggenda, vola troppo in alto, troppo vicino al sole, così le sue ali si sciolgono e lui cade verso la morte.
La versione dei Maiden è leggermente diversa, Icaro è raffigurato con le ali in fiamme, ed un Eddie tutto soddisfatto vola via con le sue ali di pipistrello, impugnando un lancia-fiamme!



POWERSLAVE (1984)
Sembra che Eddie sia esistito fin dalla preistoria, e che fosse venerato dagli dei egizi, e nella copertina dell'album "Powerslave" lo vediamo sotto forma di un faraone, in un monumento con una sfinge.
O forse, secondo altre interpretazioni, è una raffigurazione del futuro in cui Eddie è venerato seppur in modo underground (la punta elettrificata potrebbe far supporre ciò).
In "Aces High" è pilota di uno spitfire con bombardieri che precipitano dietro di lui, la canzone è aperta dal discorso di Winston Churchill (siamo in piena seconda guerra mondiale).



LIVE AFTER DEATH (1985)
Sulla copertina di "Live After Death" risorge dalla tomba, liberandosi dalle catene della Morte.
Un fulmine (o forse un raggio) lo riporta in vita, irradiandolo di energia là dove era stato ferito tempo addietro.
Le catene vengono finalmente spezzate dalla rinnovata vitalità di Eddie, il cui nome inciso sulla lapide.
La lapide riporta la celebre frase dello scrittore horror Howard Phillips Lovecraft: "Non è morto ciò che può essere in eterno e in strani eoni anche la morte può morire".
Ma dov'è Eddie? La risposta è data dal retro copertina: lì dove è stato sepolto.
Sullo sfondo della città del futuro si ergono le piramidi elettriche sul modello di Powerslave.



SOMEWHERE IN TIME (1986)
Con "Somewhere In Time" del 1986 gli Iron Maiden ci consegnano una copertina ricchissima di riferimenti, spesso giocosi, e distribuiti in peso ancora maggiore sulla quarta di copertina del booklet.
Per citarne alcuni: il pub Ruskin Arms, i club Rainbow e Marquee e la Long Beach Arena sono tutti luoghi storici di esibizioni live della band.
Poi vecchie citazioni di loro canzoni come la Phantom Opera House, l'Ancient Mariner Seafood Restaurant, l'Aces High Bar e il Sand Dune Nightclub.
L'orologio digitale segna le 23 e 58, cioè due minuti a mezzanotte, e sopra si legge che il West Ham (squadra nelle cui selezioni giovanili giocò Steve Harris) ha battuto 7 a 3 i ben più blasonati rivali dell'Arsenal.
Sulla copertina di "Two Minutes To Midnight" Eddie ci viene presentato come un genocida, dopo aver fatto esplodere un ordigno nucleare.
In "Wasted Years" troviamo un Eddie futurista.
Il videoclip, tra l'altro, è molto particolare dato che vengono riproposti tutti i vecchi Eddie quindi gli anni passati.
L'idea probabilmente è quella di un secondo ciclo della vita di Eddie, che torna nella città per ricominciare come assassino ma ad essere ucciso non è più un corpo estraneo, bensì un suo simile, un altro membro della comunità-cyborg, sotto un manifesto che ritrae la sua prima incarnazione con la scritta Eddie Lives, affisso in "Acacia Avenue".
Eddie che uccide se stesso può facilmente essere spiegato come il Metal che si colpisce da solo.



SEVENTH SON OF A SEVENTH SON (1988)
"Seventh Son Of A Seventh Son" ritrae Eddie che si scioglie in un mare di ghiaccio e nello stesso tempo dà vita ad una nuova informe creatura.
A Eddie manca la parte superiore della testa, così come gran parte del corpo, che ha dovuto aspettare per tanto tempo, la sua spina dorsale spezzata, naviga nell'acqua.
Sembra quasi che Eddie si disfi anche della sua anima.
In 'The Clairvoyant" la maggior parte della testa sparisce e l'attenzione è concentrata sul misterioso 'Terzo Occhio'.
Visto che la decimazione del suo corpo non bastava, gli Iron Maiden decisero di "uccidere" Eddie, in palco, al Wastfalenhalle a Dortmund, alla fine della tourneè 'World Piece'.
Ma Eddie è più che capace di ritornare all'aldilà.



NO PRAYER FOR THE DYING (1990)
In "No Prayer For The Dying", Eddie è intento ad uscire dalla tomba e quindi a risorgere nuovamente.
Qui ritorna anche il tema della seconda guerra mondiale, dove la copertina del singolo "Tailgunner", vede il nostro amico che debella fuori dal cielo, dalla coda di un bombardiere Lancaster.



FEAR OF THE DARK (1992)
Prima copertina non disegnata da Riggs, bensì da Melvyn Grant.
In "Fear Of The Dark" l'albero è simbolo (nella cultura norrena ma non solo) di rinascita e di rigenerazione, di movimento dalla Terra verso il Cielo, ma anche di congiunzione tra questi due elementi.
Ancora una volta Eddie è a metà tra la vita e la morte, come la forza dell'occulto che risorge sempre in nuove forme.
Compare qui la "licantropia" (la luna piena sullo sfondo).
In "Be Quick Or Be Dead" Eddie stritola la testa di Robert Maxwell, sullo sfondo ci sono dei ritagli di giornale.



THE X FACTOR (1995)
L'artwork di "The X Factor" è affidato a Hugh Syme.
Qui Eddie è bloccato su un tavolo operatorio ed è destinato a farsi stritolare/perforare da un marchingegno tutt’altro che amichevole.
Il corpo di Eddie è vivo, la sofferenza autentica, le macchine che lo seviziano letali. 
C'è un riferimento all'Iron Maiden, antico strumento di tortura, in cui il corpo veniva rinchiuso in una bara con punte che causavano ferite per i malcapitati destinati a soffrire tra atroci sofferenze.
La quarta di copertina ci mostra Eddie ancora integro, su una sorta di sedia elettrica che in realtà lo taglierà in due.
Come in "Seventh Son Of A Seventh Son" il cranio è nuovamente scoperchiato, il tronco è reciso all'altezza dello stomaco. 
Non bastano più le catene da manicomio per fermare il "mostro", serve il meglio che la tecnologia abbia da offrire. 
La natura corporea di Eddie appare irrimediabilmente sconfitta.
In "Man On The Edge", Eddie è nella stessa macchina di The X Factor, ma viene rappresentato di fianco la morsa che stringe il cranio.
In "Lord Of The Flies", Eddie è rappresentato con due enormi mosche al suo cospetto.


VIRTUAL XI (1998)
Qui Eddie è un demone.
La realtà virtuale e il numero undici: "Virtual XI", appunto.
Il primo concetto è legato a doppio filo con Ed Hunter, il videogame per PC targato Iron Maiden che uscirà l'anno successivo, ma non manca di introdurre una nuova forma di orrore, l'antisocialità degli adolescenti catturati dalla realtà virtuale. 
Era il periodo in cui i quotidiani angosciavano le famiglie dicendo che i videogiochi erano il male per eccellenza, capace di traviare chiunque. 
Ebbene, gli Iron Maiden, anziché pazientemente smentire questa assurda teoria, la ribaltano con sorprendente sagacia: i videogiochi sono il male perché sono controllati da Eddie.
Il numero undici, invece, oltre ad essere il numero di album in studio pubblicati dalla band fino a quel momento, è anche il numero dei giocatori di una squadra di calcio. 
Oppure, in senso negativo, il tradimento di un nemico interiore: Eddie, ormai privo di una sua corporeità, prende dominio mentale del ragazzo senza che questi se ne renda conto. 
"Apre la mente" ed è un nemico silenzioso, interiore.
Un demone appunto.



BRAVE NEW WORLD (2000)
La città di "Brave New World" è la stessa già vista in Somewhere in Time, cioè una Londra del futuro qui malamente digitalizzata, Eddio è un dio malvagio da temere e adorare. 
Il culto degli Iron Maiden ha ormai tutte le sembianze di un rito pagano, in cui milioni di fan si prostrano per adorare un dio che agli altri appare maligno e repulsivo, ma che in realtà è benevolo verso i suoi adepti. 
Londra nelle prime copertine era quella dell' East End, la zona proletaria in cui la band ha mosso i primi passi. 
Qui ad essere sotto lo sguardo di Eddie è la Londra "bene", quella delle zone centrali bagnate dal Tamigi.
Sulla copertina di "The Wicker Man" viene rappresentata la scena finale dell'omonimo film britannico del 1973 da cui il brano prende il nome, dove Eddie è l'enorme statua che viene fatta bruciare, e sotto di lui sono rappresentati gli abitanti di Summerisle mascherati che la guardano allegri.



DANCE OF DEATH (2003)
In "Dance Of Death", come dice il titolo stesso, è rappresentata la morte.
David Patchett, l'ideatore, chiese di non essere creditato. 
Eddie è, naturalmente, la morte, e si trova per la prima volta a dividere la scena con un folto di gruppo di personaggi senza nome. 
La particolarità di questo festino satanico è data dalla simbologia degli animali. 
Il cane rappresenta la fedeltà e la devozione, ma anche la ferocia.
Il serpente sotto di lui è il peccato o l'invidia.
Il caprone (maschera) è una tradizionale simbologia satanica, mentre la maschera di maiale raffigura l'ingordigia, la lussuria e in generale tutti gli istinti più bassi dell'uomo. 
La maschera in sé, oltretutto, rappresenta un inganno: è un vero e proprio invito a partecipare per scoprire quale sia il peccato preferito.
In "Wildest Dreams" indossa una tuba così grande che gli Iron Maiden riescono a guidare delle automobili fin dentro la sua bocca.



A MATTER OF LIFE AND DEATH (2006)
Soldati zombie e un Eddie appena riconoscibile nel marasma generale sono i protagonisti di "A Matter Of Life And Death" realizzata da Tim Bradstreet: qui la critica si divise, perché la mascotte degli Iron Maiden non ricopre il ruolo di protagonista sulla scena.
Si può notare, magari, una contrapposizone: quelli che avanzano e sono teoricamente vivi sono in realtà scheletri. 
A terra ci sono invece giovani non ancora decomposti, con pelle e capelli torna l'idea di un passaggio non netto tra la vita e la morte, una continua sfumatura. 
Eddie è in piedi sul carro armato, e alle sue spalle la luce è data dall'esplosione di una bomba, che sostituisce le altre fonti di luce normalmente presenti per dare intensità alla sua figura.
In "Different World", invece, è talmente grande da tenere in mano un intero pianeta come fosse una mela.



THE FINAL FRONTIER (2010)
L'obbiettivo finale ("The Final Frontier") imposto ad Eddie non è più la Terra ma lo spazio, con il nostro pianeta che appare sullo sfondo.
Eddie è ormai alieno, ci sono astronauti uccisi. 
Ma ci si pone l'interrogativo: è veramente Eddie quello raffigurato?
I riferimenti a film quali Predator ed Alien sono palesi.



THE BOOK OF SOULS (2015)
In Book Of Souls Eddie ancora protagonista, sembra esser ritornato nuovamente dall'al di là.
Ovviamente senza capelli e con riferimento al "libro dei morti".
Questo è sicuramente il vero Eddie, non quello ammirato su Final Frontier.