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martedì 30 agosto 2016

Differenze Tra Pogo, Headbanging, Wall Of Death, Stage Diving e Crowd Surfing

L'Headbanging, Wall Of Death e il Pogo sono comportamenti comuni che si possono osservare durante concerti Rock e di Metal Estremo.
Stesso discorso per quanto riguarda Stage Diving e Crowd Surfing.
In questo articolo spiegherò di cosa si tratta.


POGO, MOSHING E WALL OF DEATH
Ad inventare il Pogo fu probabilmente il bassista dei Sex Pistols, Sid Vicious.
Inizialmente ci si riferiva al semplice saltare su e giù durante un concerto, poi vennero aggiunte corse e spinte, in una specie di tutti contro tutti.
La pericolosità risiede non tanto negli scontri fisici, quanto in eventuali cadute e quindi calpestamenti da parte di tutti i fans partecipanti.
Il Moshing è uno stile di danza simile al Pogo, in cui i partecipanti si spingono e scontrano sempre durante i concerti dal vivo.
Si ricorda la canzone "Total Mash" degli Scream e a livello di Metal Estremo ovviamente gli Anthrax che usarono il termine nella loro canzone "Caught In A Mosh".
Termine e danza molto utilizzata durante i live di Anthrax, Nirvana, Stormtroopers Of Death e Melvins.

Il Wall Of Death è una variante di esso e rappresenta anch'esso una forma di "combattimento/ballo" osservabile durante i concerti Thrash Metal, Death Metal ed Hardcore dove il pubblico si divide in due fazioni separate da uno spazio di circa dieci metri (può essere anche circolare detto in gergo "Pit". "Into The Pit" è anche una famosa canzone dei Testament), e, tra un break e l'altro all'inizio di parti dure e veloci, contemporaneamente corre, per scontrarsi e darsi spallate.
Questa tipologia di scontro fisico nasce grazie ai Sick Of It All.
I Cephalic Carnage l'hanno soprannominato "Wall Of Carnage".
La band metal dei Lamb Of God usava incitare i fan al Wall Of Death, soprattutto durante la canzone Black Label, ma dopo molti feriti, al cantante Randy Blythe è stato proibito di incitare al celeberrimo scontro.
Ma c'è anche il rovescio della medaglia.
Ad esempio i Fugazi individuavano i fans che svolgevano ciò, chiedendo loro di smettere di ferire gli altri membri del pubblico.
Anche gli Smashing Pumpkins presero posizione contro il Moshing, dopo che due gravi incidenti provocarono incidenti mortali.
Ad un concerto del 1996 morì Bernadette O'Brie schiacciato dal Moshing della folla.
Un altro fan morì a Vancouver, British Columbia (in Canada) il 24 settembre 2007.
Il 20enne venne trascinato fuori dal Pit, privo di sensi.
Nel 2001 la 16enne Jessica Michalik morì per asfissia dopo essere stata schiacciata in un pogo durante il Big Day Out Festival del 2001.
I Five Finger Death Punch interruppero il loro show durante "White Knuckles" quando un loro fan rimase ferito.
Stessa cosa fece Joey De Maio dei Manowar.


HEADBANGING
Il nome dice già tutto: scuotere la testa su e giù a ritmo di musica.
Prerogativa del Metal Estremo (Thrash e Death soprattutto).
Anche se forse il termine è stato coniato per la prima volta durante un tour statunitense dei Led Zeppelin nel 1969.
Durante lo spettacolo al Boston Tea Party, i membri del pubblico in prima fila muovevano la testa su e giù a ritmo di musica .
Inoltre, è possibile osservarlo durante il Royal Albert Hall (9 gennaio 1970) in prima fila.
Ozzy Osbourne e Geezer Butler dei Black Sabbath sono stati anche loro tra i pionieri nel 1970.
Si ricordano anche i Deep Purple e il modo di suonare dello "scolaretto" Angus Young (Ac/Dc).
L'Headbanging classico e l'Up And Down (testa su e giù) e il Whiplash (stesso movimento ma con i capelli che coprono il volto, stile Angus Young).
La Circular Swing consiste nel muovere la testa in modo circolare.
Questo stile è stato reso popolare da Blackie Lawless degli W.A.S.P. e da George Fisher e Alex Webster dei Cannibal Corpse.
Si ricordano tra gli altri anche Jason Newsted ex dei Metallica e il compianto Dimebag Darrell dei Pantera.
La Half-circle consiste nel movimento ripetuto della testa da una parte all'altra, tipo pendolo.
Questo stile è usato spesso da Tom Araya degli Slayer e Peter Iwers degli In Flames.
L'Hammer invece è utilizzato da Angela Gossow ex degli Arch Enemy e, in parte, Hansi Kursch dei Blind Guardian, esso consiste nel piegarsi in avanti e colpire la coscia con la mano chiusa a pugno, muovendo la testa da sinistra verso destra o su e giù.
La velocità del pugno del martello va di pari passo con quella della batteria.
La Figure Eight movimento della testa a formare il numero otto.
Questo stile è usato da Alexi Laiho dei Children Of Bodom che utilizza anche il Side To Side (agitare la testa da una parte all'altra, muovendo i capelli in modo da dare colpi di frusta ad ogni spostamento. Si ricordano anche Martin Mendez degli Opeth e Robert Trujillo dei Metallica).
.I chitarristi dei Judas Priest K.K. Downing e Glenn Tipton hanno inventato il Tandem, ovvero stando l'uno accanto all'altro, si muovono contemporaneamente e a ritmo.
Nel Thrust le persone agitano violentemente la testa, spesso colpendo le persone di fronte a loro, o, in circostanze più estreme, dietro di loro.
Secondo un'indagine il rischio di infortuni a livello di collo e dell'encefalo associato all'Headbanging è abbastanza elevato.
Tale rischio sarebbe direttamente correlato da una parte alla frequenza delle oscillazioni con cui si attua l'Headbanging, dall'altra all'ampiezza dei movimenti.
Lo studio ha evidenziato come sia molto probabile riportare dei danni se l'ampiezza dei movimenti della testa supera i 75°; tempi maggiori o oscillazioni maggiori aumentano la probabilità e la gravità delle potenziali lesioni.
Jason Newsted, ex bassista dei Metallica, ebbe problemi al collo provocati da anni di Headbanging.
Nel 2009, il cantante Tom Araya degli Slayer cominciò ad avvertire problemi alla colonna vertebrale a causa della sua forma aggressiva di Headbanging.
Nel 2011, problemi anche per il chitarrista Dave Mustaine dei Megadeth (stenosi causata da anni di Headbanging).


STAGE DIVING
Lo Stage Diving come dice il nome stesso è l'atto con il quale, durante un concerto musicale, una persona, musicista o spettatore, si tuffa dal palco sulla folla sottostante.
Solitamente la persona tuffatasi sulla folla viene passata poi da persona a persona nell'atto chiamato Crowd Surfing.
Fu probabilmente al Scheveningen l'8 agosto 1964 dove si vide il primo Stage Diving, grazie ai Rolling Stones.
Jim Morrison dei Doors era solito saltare in mezzo alla folla, stesso discorso per Iggy Pop.
Poi dal Rock si è passato al Metal Estremo.
Si ricordano anche gravi infortuni come quando Peter Gabriel dei Genesis si tuffò durante la fine della canzone "The Knife", atterrando sul piede e provocandosi una distorsione alla caviglia.
Randy Blythe, frontman del gruppo Groove americano Lamb Of God, venne accusato di aver involontariamente causato la morte di un suo fan nella Repubblica Ceca nel maggio del 2010.
Blythe, spinse giù dal palco un ragazzo di 19 anni durante un concerto in un club di Praga.
Il giovane, che aveva cercato di arrampicarsi diverse volte sul palco, si era schiantato sul suolo di cemento ed era morto due settimane dopo in seguito alle ferite riportate.


CROWD SURFING
Il Crowd Surfing vuol dire letteralmente "surfare sulla folla", in poche parole esso consiste nel passare una persona sopra il resto del pubblico.
Uno degli spettatori si fa sollevare sopra le teste del resto della folla oppure si lancia dal palco dove la band sta suonando e "surfa", cioè viene letteralmente trasportato, passando di mano in mano.
Nel 2000, al Roskilde Festival, morirono 9 persone ed altre furono calpestate riportando ferite durante un concerto dei Pearl Jam (altri 26 feriti di cui 3 gravi).
9 fans poi ricordati negli anni seguenti in "Love Boat Captain" (cantata con testo modificato).
Da allora, il Crowd Surfing è illegale nella maggior parte dei festival e dei concerti in Europa (cioè si rischia l'espulsione dal concerto).

domenica 21 agosto 2016

La Storia Dei Cannibal Corpse: Testi Violenti, Censura e L'Arresto Di Pat O'Brien

P.O'Brian: "Ci sono film e videogiochi violenti...e poi ci sono i Cannibal Corpse! 
Qualcuno parlerebbe di violenza comunque, perché non farlo noi quindi? In effetti potremmo scrivere canzoni che parlino di politica, o della guerra in Iraq. Ma forse non avrebbe senso"

I Cannibal Corpse si formarono a Buffalo (New York) nel dicembre del 1988. La formazione originaria comprendeva Chris Barnes come vocalist, Bob Rusay e Jack Owen alle chitarre, Alex Webster al basso e Paul Mazurkiewicz alla batteria. Dotati di grande potenza compositiva e velocità d'esecuzione, i cinque macellai si fanno subito notare per la loro violenza e per i testi assolutamente macabri e raccapriccianti: non si conteranno le censure e i problemi con le autorità.

C.Barnes: “Il satanismo, come le religioni, è qualcosa di misterioso e oscuro, io scrivo di cose brutali e violente che accadono però tutti i giorni. Scrivo poesie realistiche, questo è quanto!"

Autori di un Death grezzo ma allo stesso tempo con una buona tecnica di base e veloci cambiamenti di ritmo (per quanto generalmente sia la velocità a farla da padrone), mentre i loro testi prendono spunto per lo più da film Horror trash, di cui Chris Barnes e soci sono divoratori accaniti.
Ma non solo ovviamente: corpi tranciati e macellati, violentati (stupri), corpi in putrefazione, uccisioni, necrofilia ed altre atrocità varie. Musiche caratterizzate da riff putrescenti, assoli malati e con growl assolutamente cavernosi.


DISCHI
Il loro primo album uscito per Metal Blade (come tutti i loro dischi), Eaten Back To Life (1990), è subito un fulmine a ciel sereno. Dotato di una confezione da brivido (in perfetto stile Horror “B”) lascia intendere subito il contenuto. Come ospite anche Glen Benton dei Deicide. L'album, neanche a dirlo, viene subito bannato dalla Germania. Nel booklet del disco si legge:

"This album is dedicated to the memory of Alfred Packer, The First America Cannibal (R.I.P.)" 
(Questo album è dedicato ad Alfred Packer, il primo cannibale americano. R.I.P.)

Il pezzo "Shredded Humans" descrive un incidente stradale che stronca la vita di cinque persone.
"Scattered Remains Splattered Brains" descrive minuziosamente e con dovizia di particolari un'autopsia. "Rotting Dead", invece, parla di esperimenti di chirurgia. "Born In A Casket", "Rotting Head" e "Bloody Chunks" sono altrettanto esplicite e dai contenuti Gore e Splatter ben immaginabili. Dal punto di vista musicale sono ben udibili influenze Thrash.
Il loro secondo album, Butchered At Birth (1991), si distacca poco dal loro album precedente.
Ci sono blast beats e il growl di Barnes è sempre più cavernoso. Anche in questo caso, la Germania ne vieta la pubblicazione, la copertina (donna incinta macellata e bambini che aspettano per stessa sorte con tanto di feti appesi al soffitto) viene censurata più o meno ovunque: anche in Italia.
In Canada ne vietano la vendita per chi ha meno di 20 anni, in Australia in anni recenti la band ebbe problemi proprio per alcune liriche contenute in questo platter.
La pubblicità dell'album recita lo slogan chiarificatore: "Totalmente e dannatamente malato".
"Rancid Amputation", "Gutted", "Living Dissection" non hanno bisogno di presentazioni.
"Under The Rotten Flesh" è contraddistinta da ritmiche malsane, ossessive e da riff disarmonici.
"Covered With Sores" e "Vomit The Soul" sono altri due pezzi da 90.
Il terzo album Tomb Of The Mutilated (1992) è come sempre un omaggio al cattivo gusto, allo splatter più disgustoso, alla pazzia più assoluta. Forse è il più grande capolavoro della band. Copertina ancora una volta affidata a Vincent Locke che rappresenta una scena di sesso orale tra due zombie in avanzato stato di decomposizione. La critica è molto forte e la copertina entra nuovamente all’interno della confezione, i titoli delle canzoni non vengono tutti scritti sul retro del Cd perché troppo osceni.
Per tutta risposta Chris Barnes rilascia un’intervista in cui si oppone a questa censura sostenendo che non è una canzone che parla di zombie e horror che può invogliare o spingere qualcuno a fare violenza.
I testi non vengono inseriti, mentre una nota indica che sarà possibile richiederli gratuitamente direttamente alla Label. Ad ogni modo le cose proseguono sulla falsariga del passato: l'album è bannato in Germania per la terza volta. Importante anche da sottolineare la passione che la band nutre nei confronti dei serial killer, un’argomento affrontato in questo disco, dove la band riporta le vicende di due dei più cruenti serial killer americani: Barron Guideret e Albert Fish.
C.Barnes: “L'ispirazione la traggo dalla mia immaginazione.  Mi eccita parlare di perversioni sessuali e gustosi omicidi.  E comunque affrontare determinati argomenti non mi ha fatto perdere una certa sensibilità”

"Entrails Ripped From A Virgin's Cunt", "Post Mortal Ejaculation", "Beyond The Cemetery" e "I Cum Blood" parlano di stupri ed omicidi (con un grosso coltello) di giovani ragazze (continuando a violentare il cadavere fino all'orgasmo). "Entrails Ripped From A Virgin's Cunt" parla di due fratelli, uno dei quali semi-ritardato, che catturarono una ragazza: l'idea era quella di estrarre l'intestino dalle cavità vaginali. Qui comunque troviamo capolavori del calibro di "Hammer Smashed Face" (faccia sfondata a martellate), la già citata "I Cum Blood", "Addicted To Vaginal Skin", "Necropedophile", "The Cryptic Stench" e "Post Mortal Ejaculation".

"Necropedophile" (da Tomb Of The Mutilated, 1992):
I was once a man before I transformed
Into this molester, freshly deceased children
You have born, torn by my rape
The dead are not safe, the lifeless child corpse
I will violate
Pleasure from the dead, complete satisfaction
I open the coffin
Sick thoughts run through my head as I stare
At the dead, over and over, I can't escape
I begin the dead sex, licking her young, rotted orifice
I cum in her cold cunt, shivering with ecstasy
For nine days straight I do the same
She becomes by dead, decayed child sex slave
Her neck I hack, cutting through the back
I use her mouth to eject

Nel 1994 esce The Bleeding, ultimo album con Chris Barnes alla voce.
Grande album che però non ripete il capolavoro precedente, anche se pezzi come "Fucked With A Knife", "Stripped Raped And Strangled", "Pulverized" e "Return To Flesh" sono assolutamente notevoli (e come sempre conditi da testi di una violenza inaudita).
Disco sempre Death ed estremo ma se vogliamo più Groove.
Per "Staring Through The Eyes Of The Dead" viene creato anche un videoclip.
Nel 1995 Chris Barnes abbandona la band e verrà sostituito da George "Corpsegrinder" Fisher.
L'anno successivo uscirà Vile in cui verrà girato anche il videoclip di "Devoured By Vermin".
Inizialmente il disco era intitolato Created To Kill. Non ci sono grandi cambiamenti nè come stile nè a livello di riff ed assoli. Ben udibile anche il lavoro di Alex Webster al basso. "Absolute Hatred", "Orgasm Through Torture" (in cui prendono piede anche tematiche sul sadomasochismo), "Disfigured" e l'assassina "Puncture Wound Massacre" fanno sempre la loro porca figura. Due anni dopo esce Gallery Of Suicide. Se, Vile, aveva diviso i fans fra gli ammiratori del vecchio vocalist e i supporters del nuovo arrivato dietro al microfono, Gallery Of Suicide è uno degli album migliori dei Cannibal Corpse. Del resto pezzi quali "I Will Kill You", "Disposal Of The Body" e "Sentenced To Burn", penso non abbiano bisogno di presentazioni.

Da "I Will Kill You" (Gallery Of Suicide, 1996):
Bleed for my pain
Revenge on treacherous snakes
They will pay
Slicing the flesh
Sculptured wounds my catharsis
I will stain
Into the heart
Needle injects gasoline
Convulsions
The one that they betrayed
Has made them this way
Plagued by the bastards
I will kill you
Killed by my rage
Scream at my face
The grisly scars went unavenged
Until now
Deep in the hole
You are not gagged and scream aloud
But unheard

La title-track è invece lenta, ritmata e in qualche modo più epica, animata da diversi cambi di tempo e di mood. "Dismembered And Molested" è clamorosa (oltre che oscena), e la seguente "From Skin To Liquid" è una strumentale dai toni più smorzati, in grado di essere brutale ed egualmente elegante.
La versione censurata della copertina mostra un castello di stampo gotico in cui si può notare un uomo che si butta dal ponte che porta alla struttura.
Nel 1999 è la volta di Bloodthirst, altro ottimo disco che prosegue sulla falsariga della storia della band. Qui il lavoro chitarristico è tra i migliori in assoluto della loro prima parte di carriera ed anche le pari di batteria, per quanto retrò, si lasciano ascoltare. Sicuramente un classico Death old school, ben suonato, relativamente vario e con cavalli di battaglia quali "Ecstasy In Decay" e "Raped By The Beast". Vanno citate anche: "Pounded Into Dust", "Unleashing The Bloodthirsty" e "Blowtorch Slaughter". Ciò che si evince principalmente è l'ottima produzione.
Gore Obsessed del 2000 è l'ottavo album e il primo che vede alla produzione Neil Kernon.
Anche qui la produzione risulta aggressiva e pulita al punto giusto, con pezzi quali la velocissima e poi cadenzata "Dormant Bodies Bursting", "Pit Of Zombies" e i suoi tempi dispari, l'opener che trasuda violenza da tutti i pori "Savage Butchery", non è da meno "“Dormant Bodies Bursting" inclusa anche una cover dei Metallica ("No Remorse"). In "Grotesque" possiamo ammirare anche le doti tecniche del bassista Webster, invece "Mutation Of The Cadaver" mostra violenza, cambi di tempo e rallentamenti prerogativa di gran parte del disco.
The Wretched Spawn esce nel 2004, forse più Death orientated, lasciando da parte il Brutal Death velocissimo. "Festering The Cript" e la title-track infatti preferiscono puntare su quell'atmosfera malata e lenta che aveva fatto grandi i Morbid Angel.
Anche se "Severed Head Stoning" che apre il disco è folle come poche.
"Decency Defied" parla di una persona tatuata a cui venivano strappati via gli stessi dalla pelle, per il resto i soliti testi tra mutilazioni, uccisioni e cripte.
Il decimo album, Kill, esce nel 2006. Questo disco, se vogliamo, potrebbe richiamare l'esordio della band viste le influenze Thrash old school: Sodom, Kreator, Slayer.
"The Time To Kill Is Now" esalta George Fisher, invece "Death Walking Terror" è sia violenta che cadenzata (diventerà anche uno dei due videoclip insieme a "Make Them Suffer").

P.O'Brian: "Dei ragazzi hanno ucciso della gente dicendo di essersi ispirati a noi e ai Deicide, ma penso che se uno ha una mente malata ha una mente malata, indipendentemente da quello che noi possiamo suonare o scrivere. Noi non cerchiamo di spingere queste persone oltre il limite, penso che se non ci fosse stato un nostro disco come causa scatenante ci sarebbe stato qualcos’altro, come succede in tanti altri fatti"
Passano 3 anni ed esce Evisceration Plague, forse leggermente inferiore al predecessore ma comunque di buon livello.

G.Fisher: "In Germania "Evisceration Plague", è stato subito bandito. È ridicolo, la Germania salta sempre fuori con questo tipo di problemi. Inoltre censura parecchio la cinematografia: è una che non possiamo controllare, è fuori delle nostre capacità, il fatto di non poter suonare queste canzoni"

La title-track, come da tradizione, è il pezzo che più si distingue nella scaletta: lento e cadenzato.
"Carnivorous Swarm" si muove anch'essa a basse velocità, belle anche "Priests Of Sodom" e "A Cauldron Of Hate" (brano molto vario con numerosi cambi di tempo) e la tecnica "Evidence In The Furnace" in cui Mazurkiewicz dà il meglio di sé.
Torture del 2012 vendette quasi 10mila copie nella prima settimana, anche qui (inutile sottolinearlo sempre) la copertina viene censurata. "Demented Aggression" è velocissima ed old school, "Sarcophagic Frenzy" non cambia molto le carte in gioco, mentre "Scourge Of Iron" rallenta decisamente il ritmo (cadenzata e con un bel riff). "Encased In Concrete" e la seguente "As Deep As The Knife Will Go" ritornano su ritmi velocissimi.
Anche nel comparto lirico non ci sono novità di sorta: protagonista indiscusso di tutto l'album rimane il corpo umano (macellato e violentato in ogni modo possibile, come sempre).
A Skeletal Domain del 2014 si apre con "High Velocity Impact Spatter" con un chorus subito riconoscibile ma poco dopo con "Sadistic Embodiment" si fa sul serio tra Death e Thrash old school.
"Headlong Into Carnage" segue la stessa falsariga. "The Murderer’s Pact" è oscura come poche, infatti potremmo dire che questo è forse il platter più "Dark" della loro discografia. Notevole il lavoro delle chitarre con solo e riff davvero pregevoli.


CENSURA IN GERMANIA
Come detto i primi tre dischi sono stati bandati dalla Germania sia per le cover che per i testi.
Stesso discorso per le copertine di altri album recenti (o per l'intero "Evisceration Plague").
In Baviera non gli è proprio permesso di suonare né di pubblicare le copertine dei loro album, e nemmeno di stampare i testi contenuti nei booklet.

P.O'Brian: "In Germania non possiamo assolutamente suonare pezzi tratti dai nostri primi tre album e le nostre ‘vere’ copertine non possono essere mostrate nei negozi.  Se ciò accadesse finiremmo in tribunale seduta stante! Ci vietano di suonare ‘Hammer Smashed Face’ o ‘Addicted To Vaginal Skin’ e poi non ci dicono nulla se proponiamo ‘I Will Kill You’ o ‘Stripped, Raped And Strangled’...è totalmente assurdo.  La cosa ci fa davvero molto arrabbiare... i nostri fan tedeschi vorrebbero ascoltare i nostri vecchi pezzi dal vivo ma noi non possiamo accontentarli e per questo sono costretti a venire in Francia, Belgio o Olanda per assistere ad un vero show dei Cannibal Corpse!”


CENSURA IN AUSTRALIA
Dal 23 ottobre 1996, la vendita di qualsiasi disco dei Cannibal Corpse venne bandito dall'Australia e tutte le copie già presenti vennero rimosse dai negozi di musica.
Fu l'Australian Recording Industry Association a far piazza pulita di tutti quei dischi con testi violenti.
Ai tempi i 10 album più i vari live vennero banditi, anche se nel seguito vennero rimessi sul mercato disponibili solo per coloro che avessero compiuto la maggiore età.
Alcuni con la cover originale, altri censurata. Nel 2006 riuscirono finalmente a tornare a suonare live.


CENSURA IN RUSSIA
Nel 2014 dovettero annullare le date previste in Russia nelle città di Ufa, Mosca e San Pietroburgo (per le proteste dei fans, ci furono anche 18 arresti. La polizia russa motivò così l’arresto dei fans: gente ubriaca e pericolosa che rischia fino a 15 giorni di galera). Infatti un mese prima del tour, l'attivista religioso Dimitry Tsorionov disse che la musica dei Cannibal Corpse era punibile secondo la legge russa, perché "incita alla settarismo religioso". E poi ha aggiunto "incitano la morte, la violenza, così come vari tipi di perversione sessuale". A Ufa venne tolta l’energia elettrica agli impianti poco prima dello show per via di non meglio specificati problemi tecnici, mentre nelle altre due città alla band non è stato permesso di esibirsi a causa di presunte irregolarità sui visti. Inoltre, nel caso in cui si fossero esibiti, i membri del gruppo sarebbero stati arrestati.
A Nizhny Novgorod infine, lo show è stato interrotto dalle forze dell’ordine per dei controlli antidroga.
In seguito tradotti i testi ed esaminati gli artwork degli album, i dischi furono banditi dalla distribuzione sul suolo russo per via dei loro contenuti violenti:“I testi e le immagini contengono scene di abuso, violenze fisiche e psicologiche verso persone e animali, omicidi e suicidi”.
La sentenza è in linea con le leggi anti blasfemia approvate dal governo russo nel 2013.


L'ATTACCO DI BOB DOLE E DI ALTRI POLITICI
Nel maggio 1995 l'allora senatore Bob Dole citò la band e l'accusò di aver violato la pubblica decenza.
Un anno dopo, la band finì sotto l'occhio del ciclone nuovamente, questa volta attaccata dal conservatore William Bennett, dal senatore Joe Lieberman e Sam Nunn e da C. Delores Tucker.


CHRIS BARNES E LA DROGA
L'elevata estensione vocale di Chris Barnes (primo cantante della band) è stata sempre attribuita al consumo ed abuso di marijuana. Quando lo stesso nel 2012 seppe che era stata legalizzata la marijuana nello stato di Washington, secondo in Usa dopo il Colorado, vi si trasferì subito dopo l’entrata in vigore della legge, approvata con un referendum: “Vendetti la casa in due giorni, feci i pacchi e in due settimane ero lì”, raccontò Barnes a una radio di Seattle.
C.Barnes: "Credo che la marijuana dovrebbe essere legalizzata ovunque, così come tutte le altre droghe. Qualsiasi cosa dovrebbe essere legale: è impensabile che ti vendano senza problemi sostanze come la nicotina, la caffeina e l’alcol le quali uccidono le persone esattamente allo stesso modo. 
Io sono dell’opinione che legalizzazione sia sinonimo di democrazia, ognuno è libero di assumere tutto ciò che ritiene opportuno, sono problemi suoi e non di altri. 
Sono davvero stufo delle persone che criminalizzano l’uso delle droghe, enjoy your life man!"


L'ARRESTO DI PAT O'BRIEN
L'11 dicembre 2018 viene arrestato Pat O'Brien, chitarrista dei Cannibal Corpse dal 1997.
Le accuse sono di violazione di domicilio (entrato nella casa di un vicino), furto con scasso e aggressione a pubblico ufficiale. In poche parole O'Brien si sarebbe introdotto senza permesso nell'abitazione dei suoi vicini, e all'arrivo della polizia avrebbe affrontato gli agenti con un coltello.
Nello stesso momento, a qualche decina di metri, nella sua casa sarebbe divampato un incendio e sarebbero esplose varie munizioni che possedeva. I vigili del fuoco, una volta domate le fiamme, al suo interno hanno trovato anche due lanciafiamme da guerra (oltre che una "fabbrica" casalinga di Metamfetamine). Quattro giorni dopo, il 14 dicembre, viene rilasciato su cauzione dietro il pagamento dei 50.000 $ previsti.

lunedì 8 agosto 2016

La Storia Degli Hippies: Pensieri, Musica e LSD (1965-1970)

La cultura underground ed anticonformista Hippy ("vita bassa" ma il termine forse aveva anche a fare con "avanguardia" più "ie" che aveva una connotazione negativa) cercava di trovare un nuovo significato nella vita, opponendosi alla guerra in Vietnam, alla guerra fredda e alle armi nucleari.
Tra i principi cardine l’amore libero e la liberazione sessuale, in particolare per le donne.
Essi hanno anche promosso l’uso di droghe psichedeliche dato che credevano ampliavano la coscienza e la saggezza: del resto erano seguaci della Beat Generation.
Siamo negli anni 60 (precisamente il movimento sarà attivo dal 1965 al 1969, poi il "crollo" dal 1970 in poi).
Il movimento ha influenzato la musica, la televisione, il cinema, la letteratura e le arti.
Alla base di tutto c'era però la musica, visto che crearono la propria cultura fondata sul Rock Psichedelico e sul Folk Rock.
Marijuana, canapa indiana, allucinogeni e LSD erano come detto pane quotidiano per esplorare gli stati alterati della propria coscienza.

La scoperta dell’LSD, permise la coniazione del neologismo “Psychedelic” (il brano è White Rabbit dei Jefferson Airplane):
“When logic and proportion have fallen sloppy dead
And the white knight is talking backwards
And the red queen's off with her head
Remember what the dormouse said
Feed your head, feed your head”

Il brano dei Jefferson Airplane mette in luce il pericolo della “morte della logica” conseguente all’assunzione di droghe e della ricerca della libertà a tutti i costi.
Gli Hippies promuovevano l’uso delle sostanze stupefacenti sia per scopi ricreativi, sia per liberarsi dalle inibizioni e, come già accennato, per ampliare i propri orizzonti.
Con l’espansione della coscienza promossa dalle droghe essi diventavano viaggiatori all’interno di loro stessi.
La droga più comune era la canapa indiana ma conobbero una grande diffusione anche droghe psichedeliche come l'LSD, la psilocibina e la mescalina.
Basti dire che più o meno nel 1965 si diffusero le feste Acid Test (a base di LSD e musica Acid Rock).
Ripudiavano invece le droghe più pesanti quali l’eroina perché le consideravano nocive.
La loro avversione alle leggi del mercato e al business ha anche influenzato il loro modo di vestire. Gran parte del loro abbigliamento veniva acquistato in negozi di seconda mano.
Hippie uomini portavano i capelli lunghi con barba e baffi, jeans e maglie semplici mentre le donne indossavano poco trucco e spesso fiori tra i capelli (anche bandane ed altri copricapo).
Il simbolo della pace divenne il loro logo ufficiale e il bus VW con grafiche psichedeliche (colorate) fu il mezzo ufficiale di trasporto di gruppo (spesso utilizzavano anche l'autostop).


SUMMER OF LOVE E I DIGGERS
Il 14 gennaio 1967 verrà ricordata come la "Summer Of Love" (San Francisco, oltre 100mila persone).
Fu questo evento a diffondere la loro cultura in tutto il mondo (soprattutto in Gran Bretagna ed Australia).
Ma perchè San Francisco e quindi California? Per via della rivoluzione studentesca che rese la baia centro del mondo o comunque di ribellione.
Alla fine dell’estate 1967, i Diggers (radicali protestanti) dichiararono la “morte” del movimento Hippie bruciando l’effigie di un Hippie nel Golden Gate Park.
Ma era ancora troppo presto.
Sempre nel 1967 non si può non citare il Monterey Festival forse il primo vero e proprio festival Rock con, tra gli altri, The Who e l'esibizione incendiaria (sotto tutti i punti di vista) di un giovane Jimi Hendrix.


WOODSTOCK, CHARLES MANSON, ALTAMONT FESTIVAL ED ISOLA DI WIGHT
Anche se con il passare del tempo il quartiere di Haight Ashbury, San Francisco (loro ritrovo storico), non riusciva più ad ospitare il continuo afflusso di nuove persone.
Molti Hippies iniziarono a vivere in strada, spacciando anche droga.
Criminalità e violenza la facevano da padrone.
In realtà forse la pietra tombale è datata: 1969.
Ad agosto 1969, circa 500.000 persone parteciparono al Festival Di Woodstock che vedeva partecipare band quali Janis Joplin, Grateful Dead, Creedence Clearwater Revival, Crosby, Stills, Nash and Young, Carlos Santana, The Who, Jefferson Airplane e Jimi Hendrix.
Nello stesso mese, Sharon Tate (incinta), Leno e Rosemary LeBianca furono assassinati da Charles Manson (un ex residente di Haight Ashbury) ed i suoi “seguaci”, che il pubblico identificò come Hippies drogati.
Nel dicembre del 1969, 300.000 persone assistettero al concerto Altamont Free Festival, dove suonarono i Rolling Stones, Crosby Stills Nash & Young, Jefferson Airplane.
Gli Hells Angels che avrebbero dovuto garantire la sicurezza dell'evento, uccisero a coltellate Meredith Hunter mentre stavano suonando i Rolling Stones.
Tra 1968 e 1970 andò in scena anche il mastodontico Festival sull'Isola Di Wight.
Anche qui, l'uso di LSD e i problemi non si contano.


DECADENZA E CLUB DEI 27
Nel 1970, il movimento Hippie continuò a decadere.
Nel mentre anche molti musicisti quali Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison (Maledizione del Club 27) per via di overdose di droga ed alcolici ci lasciarono la pelle.
Gli omicidi di Charles Manson misero ancor di più sotto cattiva luce il movimento (ammesso che c'entrassero qualcosa).
Ormai gli Hippies erano considerati alle stregue di delinquenti e drogati e per questo venivano anche aggrediti in strada da Skinhead e da Punkers.
Inoltre gli Hippies nei primi anni ’70 vennero trasformati dai mass media da movimento alternativo a fenomeno di moda.
Per le loro campagne le multinazionali tanto aborrite dagli Hippies adottarono gli stili e assimilarono in maniera superficiale gli ideali della cultura di quest’ultimi, che, trasgressiva e rivoluzionaria, aveva tutte le potenzialità per essere sfruttata commercialmente.

Ken Kesey, I Grateful Dead e Gli Acid Test: LSD e Trip Festival

Nel 1965 un gruppo di giovani artisti, detti Merry Pranksters, influenzati dalla "Beat Generation" e dagli "Hippy" diede origine ad una nuova moda underground: serie di party ed happenings atti ad esplorare le nuove regioni della mente rese accessibili dall’uso di LSD.
Inizialmente si trattava di spettacoli organizzati dalla Family Dog Production in locali underground: il Long Shoreman's Hall (che diede la prima festa hippy nell'ottobre 1965), l'Avalon Ballroom, il Matrix (aperto da Marty Balin nell'agosto del 1965)ed il Carousel.
Questi shows si tramutarono presto in un connubio di suoni, droghe e sesso.
Sino a che ad una realtà nomade di scrittori, performer, artisti visuali e musicisti che vagava su un variopinto furgone (diffondendo gratuitamente LSD nei campus della California all’interno di eventi organizzati spontaneamente e basati sulla condivisione e l’esplorazione di stati di coscienza modificati) non venne in mente un'idea geniale.
Stiamo parlando degli Acid Tests.
Fu in particolare lo scrittore Ken Kesey a dare il via a questi party, quando si trasferì in California.
La sua idea era quella di proseguire gli esperimenti con l'LSD a cui aveva partecipato nel 1959 come cavia presso il Veterans Hospital di Menlo Park.

“I camici bianchi credevano di sfruttare loro (le cavie), invece loro gli avevano consegnato addirittura la chiave. Tu non immagini neppure, con queste droghe la tua percezione è tanto alterata che ti ritrovi a guardare il mondo esterno con occhi completamente estranei. Buona parte delle facoltà di tutti noi sono completamente chiuse”

L'LSD in quegli anni era legale, cioè lo si poteva produrre e consumare liberamente.
Divenne illegale dopo il 1968.
A Kesey infatti, come detto, venne l'idea di organizzare party a base di musica e droghe psichedeliche.
In poche parole Grateful Dead e LSD.
Dopo un po' che si era trasferito a La Honda (San Mateo, California), nel 1964 Kesey comprò uno scuolabus (chiamato Further) attrezzato per viverci e tutta la truppa cominciò a viaggiare per raggiungere New York dove lo stesso doveva presentare il suo nuovo romanzo “Sometimes A Great Notion”.
Gran parte di "L'Acid Test Al Rinfresko Elettriko" è dedicato a questo viaggio a base di aranciata all'LSD.
Il motto diventa: “O stai sull'autobus...o non ci stai” (in tutti i sensi, anche metaforicamente parlando).
Arrivati a New York, organizzarono una festa alla quale invitarono anche Jack Kerouac.
Quindi Kasey, Kerouac e Cassady.
Kerouac era la vecchia stella.
Kesey era la nuova cometa.
Poi a Kesey venne in mente di organizzare gli Acid Tests.
La parola d'ordine diventa quella scritta sui volantini che pubblicizzano gli Acid Tests: "Te la senti tu di superare l'Acid Test?" (ovvero "Can you pass the Acid Test?").
Come se si trattasse di un test universitario o di un esame di stato, una sorta di “prova d’esame” lisergica in cui venivano sperimentati nuove  frontiere della coscienza, tecniche di meditazione orientale, condivisione di tempi e spazi di liberazione, per la quale veniva assegnato un diploma di partecipazione.
Ma in cosa consisteva? Musica dei Grateful Dead, visioni, luci psichedeliche, acidi lisergici ed LSD mista ad altre sostanze.
Gli Acid Tests furono il veicolo della trasformazione, portando la rivoluzione Psichedelica in Nord America.
La musica dei Grateful Dead fu, forse, l'emblema della rivoluzione musicale e non solo.


ACID TEST
Ad ogni modo è qui che viene coniato anche il termine "Acid Rock".
Questa nuova era ebbe ufficialmente inizio il 17 ottobre 1965 al Long Shoreman's Hall (San Francisco) con quello che fu il primo concerto Rock propriamente detto.
Davanti a circa 2.000 persone si esibirono tre band locali: Great Society, Charlatans e Jefferson Airplane.
Il 6 novembre 1965 venne inaugurato il Fillmore (all'angolo fra Geary e Fillmore), fondato da Bill Graham.
Il primo concerto fu uno show di beneficenza per la San Francisco Mime Troupe a cui parteciparono i Jefferson Airplane ed i Grateful Dead.
Il primo Acid Test ebbe luogo il 27 novembre 1965 nel "The Spread" (Santa Cruz).
C'era chi intonava dei mantra, chi batteva delle percussioni, chi distribuiva LSD, chi suonava (i Warlocks, che di lì a poco divennero Grateful Dead).
Lo show andò avanti sino all'alba, leggende raccontano che in preda agli acidi venne anche sacrificata una gallina.
Fu dopo questo show che i Grateful Dead divennero l' "House Band".
Il secondo Acid Test andò in scena in una casa privata vicino alla San Jose State University il 4 dicembre 1965, il tutto venne pubblicizzato distribuendo volantini durante un concerto dei Rolling Stones: "Can You Pass The Acid Test?".
Si presentarono in 350/400, ovviamente impossibile ospitare tutte queste persone in una casa privata.
Alcuni ebbero il privilegio di entrare, di farsi e di veder suonare i Grateful Dead, invece la maggiorparte rimase in strada, sino a che qualcuno per via del baccano chiamò la polizia.
Inutile dire che questo party fu un grande successo, di lì a poco diventerà una roba fissa e settimanale.
Il terzo Acid Test si terrà a Muir Beach il 4 dicembre.
Il quarto invece a Mountain View (tra Palo Alto e San Jose) il 18 dicembre, le forze dell'ordine erano già in allerta.
A calmarle fu Jerry Garcia dei Grateful Dead in persona, del resto l'LSD come detto era legale ai tempi.
Jerry si congedò con: "The trips, captain" ("Buon viaggio, capitano").
Ecco perchè da allora Jerry venne conosciuto come "Captain Trips".
L'ultimo del 1965, il 24 dicembre, uscì dai confini della California spostandosi a Portland (Oregon).


TRIPS FESTIVAL
Mentre gli Acid Tests proseguono sino al 31 ottobre 1966 (quasi tutti svolti tra Los Angeles e San Francisco), precisamente il 21 gennaio 1966, al Long Shoreman's Hall, si tenne il Trips Festival.
In poche parole si trattava di un festival (che di fatto continuava gli Acid Tests di Kesey) a cui presenziarono in tre giorni circa 20.000 persone in totale.
Venne organizzato da Ramon Sender, il solito Ken Kesey e Stewart Brand.
Esso riunì il nascente movimento Hippie per la prima volta.
Sabato 22 gennaio Grateful Dead e Big Brother si esibirono di fronte ad oltre 6.000 persone fatte di LSD, fu uno dei primi concerti con spettacolari giochi di luce.
Giorni successivi: The Marbles, Jefferson Airplane, The Charlatans e The Great Society.


LA FUGA IN MESSICO DI KEN KESEY, L'ARRESTO E IL PROCESSO
Tutto molto bello ma come prevedibile con il passare del tempo la situazione, non solo sfuggì di mano ma iniziò a degenerare vuoi per motivi economici, vuoi per le indagini della polizia, vuoi per la messa a bando delle sostanze psichedeliche e per possesso di marijuana.
L'organizzatore di questi eventi Kesey, prevedendo un suo imminente arresto, diffuse la notizia di un suo suicidio, con tanto di simulazione, e la notte stessa con i Pranksters ed i Grateful Dead si diede alla fuga con l’autobus verso il Messico.
Il piano ebbe successo ed il gruppo riuscì a passare la frontiera senza problemi.
Passati 8 mesi (si era nel 1966 inoltrato) per far calmare le acque, tornano a San Francisco, “tornare alla vita normale e scendere dal bus era un problema”.
Jerry e i suoi amici riescono comunque a trovare una casa in cui stabilirsi dietro Haight Hashbury, in cui Caroline (unica donna del gruppo) si trova a dover convivere e cucinare per tutto il gruppo (Grateful Dead compresi).
Di lì a poco comunque, Kesey venne arrestato insieme a tanti altri della combriccola, inizia un lungo periodo di attività dedicato esclusivamente a battaglie legali per la scarcerazione delle persone arrestate.
Con l’arresto di Ken Kesey, i Merry Pranksters cessarono di essere attivi, mentre i Grateful Dead proseguirono autonomamente la loro carriera, rimanendo comunque un gruppo simbolo del percorso di liberazione di una generazione.
Quanto a Kesey, verrà processato a San Francisco.
Quello che lo salva durante il processo è il ripudio dell'LSD.
E dopo soli cinque giorni di prigione è fuori.
Per rendere più credibile il “pentimento”, Kesey partecipa ad una trasmissione televisiva dal titolo eloquente: Il pericolo dell'LSD.
Poco dopo Kesey tornò nell'Oregon con moglie e figli e si sistemò in un capanno nella proprietà di suo fratello Chuck.


L'ESPANSIONE IN INGHILTERRA
La Psichedelia si espanse rapidamente nel 1967 in tutti gli USA e poi raggiunse l'Europa, soprattutto l'Inghilterra nella quale party a base di LSD, la facevano da padrone.
Fa anche da traino sicuramente la Summer Of Love californiana.
Sono soprattutto i Pink Floyd che si appropriano del genere reinventandolo grazie, inizialmente, al genio di Syd Barrett .
Già nel 1966 all'UFO di Londra i Pink Floyd proponevano musica completamente nuova e fuori dai canoni commerciali con scenografie irreali, futuriste e psichedeliche.
Il loro Rock era abbastanza particolare, ma fatto anche di canzoncine "semplici" condite di testi allucinati.
Va menzionato che il loro primo album "The Piper At The Gates Of Dawn" del 1967.
Per riprodurre la distorsione dei sensi dello stato mentale alterato dalla droga, i musicisti che vogliono suonare questo tipo di musica utilizzarono sintetizzatori, amplificazioni potenti, feedback, ed anche strumenti orientali.
O inserendo strumenti esotici come per i Traffic del primo LP (1967) o per i Kaleidoscope di "A Beacon From Mars" (1968).


GRATEFUL DEAD
Quanto a Jerry Garcia e ai suoi Grateful Dead, be' loro, fortunatamente continuarono la carriera musicale.
Insieme ai Jefferson Airplane, tra i pochi superstiti della Summer Of Love e del movimento Hippie.
"Jerry" Garcia, Ron "Pigpen" McKernan, Bill Kreutzmann, Philip Chapman "Phil" Lesh e Robert Hall "Bob" Weir scriveranno la storia.
Nella dimensione live le composizioni si ramificano in lunghissime improvvisazioni sull’esempio di vere e proprie improvvisazioni psichedeliche e jam.
Altra influenza fondamentale del periodo è quella del poeta e cantante Robert Hunter, anch’egli precursore degli Acid Test, che diviene il paroliere della band.
L'esordio avverrà con "Grateful Dead" del 1967, influenzato molto dal Blues.
Si tratta di un album abbastanza grezzo legato al Garage Rock.
Curiosa la scritta criptata in copertina che tradotta dice: " "In the Land of the dark, the ship of the sun is drawn by the Grateful Dead".
Nel 1968 a definire il sestetto storico dei Dead fu il batterista e percussionista Mickey Hart.
Per Anthem Of The Sun del 1968 i Dead mischiano a produzioni in studio...estratti live.
Il sound è pieno, vero, allucinato.
Dalla folle “We Leave The Castle” a“That's For The Other One”, che inizia con la delicata ballata rurale “Cryptical Envelopment” per proseguire con la devastante “The Faster We Go”.
Hart e Kreuzmann si collocano agli antipodi stilistici, generando un particolare stile percussivo definito "total annihilation".
“New Potato Caboose” grazie ai duelli di chitarra ed organo rimarrà impressa nella storia.
Aoxomoxoa (1969) riesce a condensare l’energia del gruppo, sintetizzandone le potenzialità in una serie di brani più strutturati, che diverranno poi classici del repertorio.
Uno dei primi esempi di Acid Rock.
Dalla breve "Rosemary", passando per la sognante “Mountains Of The Moon” e perle psichedeliche incastonate dai testi poetici e visionari di Hunter, come “St. Stephen”.
Senza scordarci della disturbante “What's Become Of The Baby”.
Alla fine del 1969, vide la luce un album live doppio intitolato Live Dead tra improvvisazioni e parti strumentali semplicemente sognanti nei meandri oscuri dell'animo umano.
"Saint Stephen" viene trasmutata in un’orgia, mentre "The Eleven" fa impressione strumentalmente parlando.
Poi l'africana "Turn On Your Love Light" e la tetra "Death Don't Have No Mercy".
“Feedback” è distorsione pura.
Su tutto, però, si ergono solennemente i 23 minuti di “Dark Star” (composta nel 1967 e uscita nel 1968 come singolo) che occupano l’intera prima facciata.
Parti strumentali e strumenti per un viaggio unico.
Nel maggio del 1970 Workingman's Dead segna il deciso passaggio al Folk.
I brani si trascinano meno allucinati e psichedelici, più Folk o Country se preferite.
I testi oscuri hanno lasciato il posto a Cowboy, deserti, saloon, bordelli e Far West.
“Uncle John's Band”, in apertura di disco, oltre a “Dire Wolf”, “Black Peter”, “Casey Jones” si ergono allo status di nuovi classici della band.
Nello stesso anno, a novembre, producono American Beauty, il cui titolo si riferisce a una nota varietà di rosa.
“Sugar Magnolia”, “Friend Of The Devil”, “Ripple” e “Candyman” aprono alla band il successo radiofonico.
Inutile dire che dopo questo disco i fans cominciano a mugugnare per la svolta stilistica
Tra un progetto solista e l'altro, nel 1971 esce un altro live: Grateful Dead (intitolato “Skull Fuck” ma censurato dalla casa discografica).
Anche questo disco dimostra come la dimensione della band sia sempre e comunque quella live.
Poi tra altri live e raccolte, l'8 marzo 1973 i Dead creano la propria etichetta discografica Grateful Dead Records, inaugurata in ottobre dalla pubblicazione di Wake Of The Flood.
“Eyes Of The World” riesce a rievocare antiche magie ma anche questo disco rimane incompreso, tra arrangiamenti particolari ed influenze Jazz.
Con questo disco viene utilizzato anche impianto di amplificazione chiamato“Wall Of Sound” che sfruttava 11 sotto-sistemi indipendenti di amplificazione, per cui ogni strumento ha un proprio canale e un proprio insieme di casse di amplificazione separate (il basso di Lesh addirittura un canale per ogni corda).
Le cose, a livello discografico, non miglioreranno neppure con Grateful Dead From The Mars Hotel (giugno 1974) e Blues For Allah (settembre 1975).
Il live Steal Your Face è l’ultimo lavoro prodotto dalla Grateful Dead Records.
Nel 1977 esce Terrapin Station, che strizza l’occhio al progressive, poi Shakedown Street, che abbraccia addirittura la disco.
Con il concerto dell'estate del '78 nella piana di Giza, in presenza della Grande Piramide di Cheope e concomitante con un'eclissi lunare, si è soliti comunque considerare questa band sicuramente la più importante (insieme ai Jefferson Airplane) del movimento.
Significativo, a tal proposito, anche il concerto di capodanno tenutosi al Winterland (che di lì a poco chiuderà proprio come il Fillmore West, decretando la fine dello Psychedelic Rock californiano).


L'INIZIO DELLA FINE
Nel 1979 i Godchaux abbandonano (Keith morirà il 14 luglio 1980 in un incidente d'auto), dando il là alla crisi insanabile della band.
Negli anni 80 la band suona soprattutto live e produce principalmente questi tipi di dischi.
Nel gennaio 1985 Garcia viene arrestato al Golden Gate Park di San Francisco per possesso di eroina. Seguono 15 mesi di disintossicazione presso un centro di cura, ma nel luglio 1986 ricade nel baratro della droga e collassa rischiando la morte per coma.
A causa delle instabili condizioni psichiche e fisiche di Garcia, gli unici due album in studio nella seconda metà degli anni 80 sono In The Dark, del 1987, che contiene l'hit single "Touch Of Grey" e Build To Last.
Il destino si accanisce sul gruppo già allo sbando e il 26 luglio 1990 Brent Mydland muore per overdose.
Viene omaggiato con l'album live Without A Net nel 1990.
La fine definitiva della band è scritta il 9 agosto 1995.
Jerry Garcia viene colpito da un infarto mortale nel sonno al Serenity Knoll Drug Center a Forest Knolls (California), clinica ove sta cercando di porre fine alla sua dipendenza dalle droghe.
Il gruppo, privato dell’indispensabile pilastro compositivo/esecutivo comunica immediatamente il proprio scioglimento.
Tornando a Ken Kesey (l'inventore delle feste Acid Tests), be' lui morirà nel 2001 per un tumore (questa volta, purtroppo, davvero: nessuna morte simulata).

martedì 2 agosto 2016

La Storia Dei Cryptopsy e Di Lord Worm: Vermi e Cannibalismo

Cyptopsy si formarono a Montreal nel 1988 grazie al vocalist Lord Worm e al chitarrista Steve Thibault. Poi si aggiunsero al lineup il batterista Flo Mounier, il bassista Kevin Weagle e il chitarrista Dave Galea. Inizialmente si chiamavano Necrosis, poi cambiarono il nome in Cryptopsy.
Nel 1993 la band pubblicò il primo demo, "Ungentle Exhumation".
Questo fece ricevere alla band parecchie attenzioni nell'ambito underground.
Il 1994 fu il punto di svolta della band visto che Kevin Weagle venne sostituito da Martin Fergusson e soprattutto Dave Galea lasciò per essere rimpiazzato dal grandissimo chitarrista Jon Levasseur.


LORD WORM
Lord Worm è sempre stato un personaggio sopra le righe.
In arte Dan Greening, la particolarità del suo nome deriva da storie curiose: dall'aver conosciuto uno stregone a fine anni 80 e dal fatto che in seguito, sul palco, era solito mangiare vermi (disotterrati o comprati). Invece i più folli rumour che riguardano Lord Worm (smentiti da lui stesso) il fatto che fosse pedofilo e che s'iniettava i vermi con l'eroina. Non ha invece mai nascosto di fumare strane erbe.

Lord Worm: "Il modo migliore per pugnalare qualcuno a morte è con un cacciavite, perché non c'è gratificazione maggiore di sentire la penetrazione dello stesso nella carne. 
Inoltre se avete intenzione di ucciderlo, dovrete poi mangiarlo. 
Tra l'altro io sono stato anche cannibalizzato.  Non è necessario mangiare i morti. 
Gli esseri umani possono essere mangiati anche vivi. Non sto dicendo che si può mangiare l'umano intero, perché non è proprio il tipo di cosa che poi fai.  Ma a pezzi? Sì, io l'ho fatto con altre persone.
Ho cannibalizzato e sono stato cannibalizzato. La sofferenza è qualcosa che può essere condiviso, sai. Non si può essere un buon sadico senza essere un buon masochista. 
Se si può godere del proprio dolore, allora si può godere infliggendo lo stesso sugli altri. La prima volta fu uno giorno del '86 o '87.  Un amico e io eravamo a Harvey, una catena di fast food qui in Canada.  Abbiamo deciso di aggiungere pezzi di noi stessi a quello che stavamo mangiato, e così abbiamo usato alcuni coltelli per rimuovere frammenti di noi stessi, includendoli nel nostro cibo. 
Era ora di cena, erano presenti anche altre persone.  Un'escursione diurna di autophagia. E lo abbiamo fatto"
"L'amico con cui ho condiviso l'episodio di cannibalismo è anche quello che mi ha dato il moniker Lord Worm.  Il tipo era un mago/stregone inglese che viveva a Montreal: erano gli anni 90.
Vivevamo insieme raccogliendo lattine e bottiglie da riciclare, visto che ci pagavano per farlo.
La nostra idea era poi di comprare un po' di alcool e di andarcene in giro per cimiteri a caccia di animali morti da mutilare e poi mettere nel congelatore di casa. Il ciondolo che indosso è ricavato da una mascella di un gatto. Comunque se provi a masticare e mangiare un verme, ti accorgi che esso ha più o meno lo stesso sapore di una bustina di tè secco, se si tratta di tè Earl Grey. 
Ha quella essenza di bergamotto un po' amaro.  Si accoppiano bene con la birra.
Così alla fine...quando adottai il moniker Lord Worm, qualcuno nel nostro entourage ha avanzato l'idea dei vermi. Così mi hanno detto "Beh, se sei Lord Worm, perché non fai come Kronos che mangiava i suoi figli?". Ho pensato: "Bene...bene!". 
Poi arrivarono con un calice pieno di vermi e mi dissero: "Dobbiamo condividere come fanno i preti" ed ho pensato "Ehm...va bene!". Quindi non ho fatto tutto questo da solo. Ho solo aiutato! Era per la comunità. Le persone che non vedo da un po ' di tempo, scherzosamente, mi portano come regalo vermi per occasioni speciali quali il mio compleanno o altre feste"


PRIMI DUE DISCHI
E' con questa lineup, semplicemente mostruosa, che nasce l'esordio Blasphemy Made Flesh.
Eccellenti riff, stacchi e accelerazioni al cardiopalma, dietro alle quali si fa strada il drumming precisissimo e psicotico di Flo Mounier. Velocità forsennate, doppia cassa a mitragliatrice, blast beat furiosi. Jon Levasseur con i suoi riff assassini fa paura, senza scordarci dell'assolo pulito e melodico di "Serial Messiah" o di quello di "Mutant Christ". Dan Greening, detto anche Lord Worm, con il suo stile vocale aggressivo e meno low-pitched sembra uscire direttamente da una caverna.
I testi e lo stile vocale non sono di certo da canto gregoriano ma comunque non c'è solo foga, ma anche tecnica come quella che porta il nostro a sostenere un urlo impressionante sul finale di "Open Face Surgery", con i suoi continui 28 secondi disumani. L'album ha un gran successo a livello underground, nonostante ciò il gruppo si separò dalla Invasion Records.
In seguito firmarono per la Displeased Records, che però fallì poco dopo a causa di gravi problemi economici.
L'anno successivo il lineup è completato dopo l'abbandono del bassista Martin Fergusson rimpiazzato da Eric Langlois, il cui talento e la cui originalità aggiunsero altre novità a questa formidabile band.
Nel 1996, con in formazione Lord Worm, Flo Mounier, Jon Levasseur ed Eric Langlois pubblicarono quello che è da molti considerato l'apice della loro carriera, None So Vile, sull'etichetta svedese Wrong Again Records. La storia si scrive qui perchè c'è tutto: originalità, tecnica, riff geniali, basso ben presente, drumming vario e preciso. Un vero e proprio mattatoio.
Flo Mounier pare perennemente in preda a una crisi epilettica mentre suona o semplicemente è posseduto: la sua prova è leggendaria, sia in termini di velocità che di fantasia.
Blast-beat, break, il tecnicissimo lavoro di piatti e, in generale, la follia e l’intraprendenza con cui il Mounier sorregge ogni passaggio: ascoltando le singole tracce, è come essere alle prese con degli assoli di batteria, messi però al servizio della musica. Semplicemente incontenibile e scatenato.
Il chitarrista Jon Levasseur dà qui il suo meglio con una serie di assoli melodici immediatamente riconoscibili, ma anche con una serie di riff uno più feroce dell’altro.
"Crown Of Horns" è una mazzata impressionante. Éric Langlois, al basso, non è da meno: il suo operato, grazie anche a un pregevole lavoro di slapping, si sente (e non è una cosa scontata quando si parla di Metal Estremo)! Ad esempio in "Benedictine Convulsions" o "Slit Your Guts" è ben udibile ed incastrato alla perfezione. Per non parlare poi del piano che introduce "Phobophile", prima che tra basso, assoli e batteria si scateni l'inferno. Lord Worm, forse, è quello meno dotato tecnicamente però obbiettivamente le sue urla rimangono disumane: una bestia in gabbia.
Un modo di urlare assolutamente esasperato, portato all’eccesso sotto ogni punto di vista, tanto da far suonare anche i versi in apparenza più lineari come un insieme di rantoli e urla strozzate che di norma sarebbero esclusivamente sinonimo di insanità mentale e frenesia omicida.
Lord Worm prende le voci cavernose del Death/Brutal e prova a "brutalizzarle" ancora di più.


L'ABBANDONO DI LORD WORM ED ANNI RECENTI
Dopo il tour di supporto a None So Vile, Lord Worm abbandonò il gruppo.
Non si sono mai capiti i motivi se: litigi con gli altri membri, problemi di salute o economici.
All'inizio del 1997 il cantante Mike DiSalvo entrò a far parte della band.
Mike DiSalvo è abbastanza diverso da Lord Worm: le parole sono ben scandite e lo stile di growl è meno estremo. L'album successivo, Whisper Supremacy, venne pubblicato dalla Century Media nel 1998, e aggiungeva alla formazione Miguel Roy, secondo chitarrista del gruppo.
In canzoni quali "Cold Hate" e "Warm Blood" il lavoro doppio delle chitarre è impressionante: si sentono anche influenze Jazz. DiSalvo viene criticato dai puristi del genere però tutto sommato, nonostante uno stile e una band abbastanza diversa, questo rimane un buon lavoro.
I Cryptopsy pubblicarono nel 200 il loro quarto disco, ...And Then You'll Beg.
Lo stile si evolve ulteriormente: disco più sperimentale e sicuramente meno estremo dei precedenti.
La tecnica comunque anche in questo disco non manca di certo. DiSalvo intanto abbandona la band.
Nel 2001, un fan dei Cryptopsy di Montréal, Martin LaCroix, divenne il nuovo cantante.
Il suo stile venne visto da molti fan come un incrocio fra quelli di Lord Worm e di Mike DiSalvo.
L'anno successivo, i Cryptopsy suonarono il loro primo concerto a Montreal in quattro anni, poi registrato e pubblicato come live, None So Live, nel maggio del 2003.
Questo disco fu l'unico con LaCroix in quanto non era in grado di scrivere i testi in inglese, come invece facevano i predecessori. Venne annunciato il ritorno di Lord Worm ma un anno dopo Jon Levasseur annunciò che aveva perso l'interesse per la musica estrema e lasciò i Cryptopsy.
Intanto venne annunciato il successivo album, Once Was Not, registrato da Lord Worm, Flo Mounier, Eric Langlois e Alex Auburn che registrò tutte le parti di chitarra. Nonostante la defezione di Levasseur, la band ritornò ai vecchi fasti e agli esordi. Il protagonista incontrastato è Flo Mounier: blastbeats a ripetizione, doppio pedale sparato, break assassini.
Chitarre old school, riff lenti e cadenzati alternati ad altri veloci e groove, con l'aggiunta di soli e scale apprezzabili. Non mancano le sperimentazioni con uso di tastiere o intermezzi Fusion, come nella opener "In The Kingdom Where Everything Dies, The Sky Is Mortal" o nella successiva "Keeping The Cadaver Dogs Busy". Nel 2007 Lord Worm abbandona nuovamente la compagnia.
A dicembre vennero annunciati il nuovo cantante, Matt McGachy, e l'arrivo nel gruppo della tastierista Maggie Durand. L'anno successivo esce il criticatissimo The Unspoken King che cambia completamente le cordinate del gruppo grazie a clean vocals e a ritmiche Swedish Death/Deathcore.
Nel 2011 avvennero ulteriori cambi di formazione che vedono il ritorno di Jon Levasseur alla chitarra, la partenza del bassista Eric Langlois, il quale fu sostituito da Raymond.
L'anno successo Cryptopsy (omonimo) dimostra che il precedente disco è stato un semplice passo falso. Si riparte da "Two-Pound Torch": tempi al cardiopalmo e riffing infernale sono la costante del platter, ottime fondamenta per l’animalesca voce di McGachy.
“Red-Skinned Scapegoat”, tra i brani più complessi e vari dell’intero platter è un continuo delirio, spezzato solo dal primo solo di chitarra che scardina momentaneamente la ritmica esasperata imposta da Mounier. Degli intermezzi melodici conducono a una sezione mid-tempo che non fa che accrescere l’energia, dissipata da un breve accenno di swing con tanto di guitar solo in stile old jazz, preludio del devastante finale. "Amputated Enigma" è un'altra mazzata nei denti.
In poco più di tre minuti "The Golden Square Mile" è capace di passare da un riff melodico a degli stacchi da capogiro che di nuovo si cambia su metriche dispari e stop’n’go che martellano il sistema nervoso centrale.

lunedì 25 luglio 2016

La Storia Delle Riviste Rock e Metal: Da Rockerilla a Classix Metal

Gli anni 80 furono oltre che un periodo storico per la diffusione della musica Metal ma anche per quanto riguarda le riviste. C’era una certa concorrenza, soprattutto tra riviste quali H/M e Metal Shock, ma in qualche misura era molto sana e portava a migliorare le varie riviste (la concorrenza pare fosse sentita più da quelli di Metal Shock). Al picco molte di queste riviste riuscirono a raggiungere anche 15mila copie. Quali furono i punti di riferimento? Sicuramente le riviste inglesi: Kerrang!, Metal Forces, Sounds, Terrorizer (gente quale Mick Wall, Chris Welch, Geoff Barton, Dave Reynolds, Dave Ling, etc). Intanto il Metal era sempre più variegato: al classico si aggiungeva il Metal estremo, poi in seguito quello alternativo. Fenomeni come il Thrash, il Death, il Grind e il Black Metal segnarono una prima spaccatura. La divisione dei contenuti e la specializzazione delle riviste diventarono un serio argomento negli anni 90. I sottogeneri che spingevano su velocità e violenza generale (Death, Black) portarono ad un vero e proprio separatismo spinto da tutto quello che era "Classico". Verso la fine degli anni 90 però le cose precipitarono ulteriormente e qualcosa inizia ad andare storto per davvero. Oltre alla divisione tra Heavy classico ed estremo si inizia a delineare una spaccatura tra puristi dei generi di riferimento tra "Metal" e "Non Metal" che si evolverà nel cosiddetto Nu Metal, uno dei più grossi business del Metal a cavallo del 2000.
Il clima di tensione è palpabile anche all’interno delle riviste: le pagine della posta traboccano di insulti verso i Korn, gli Slipknot e le correnti alternative. Passando ovviamente per i Metallica rei di aver concepito Load e Reload, voci critiche nei confronti della svolta quasi Crossover dei Sepultura di Roots, dei cambi di genere dei Megadeth, senza scordarci delle pagine dedicate al fenomeno Grunge.
Le riviste, come somma dei collaboratori che le vanno a comporre, finiscono per schierarsi inevitabilmente da una parte o dall’altra. Nel mentre, zitto zitto e in modo relativamente veloce, stava nascendo un mostro che avrebbe inghiottito tutto: Internet. Nella prima fase dell’esistenza della rete, Internet ha iniziato ad affollarsi di Webzine e siti generici: Blabbermouth, Metallus, TrueMetal, Metal.it (fondato da Gianluca "Graz" Grazioli, ex di MetalShock), MetalSucks, Metallized, MetalItalia più Webzine o Blog. Per le fanzine storiche (italiane e non) ti rimando a questo articolo: La Storia Delle Fanzine Metal (Italiane e Straniere)
Come era lecito attendersi, i piccoli siti nascevano già schierati da una parte o dall’altra del Metal, con pochissimi nomi che mettevano d’accordo tutti. Era quasi un passaggio di consegne: dalla carta allo spazio virtuale (o Cyberspazio se preferite). Inutile dire che oggi molte di queste riviste, hanno chiuso baracca e burattini. Anche se bisognerebbe chiedersi, come mai, alcune riviste inglesi (Kerrang e Metal Forces su tutte) continuano ad esistere ancora oggi facendo ancora discreti numeri (sicuramente scrivendo in inglese il bacino di utenti era enormemente più ampio ma vale lo stesso oggi su internet: i blog e webzine in lingua inglese sono la maggioranza e in teoria dovrebbero produrre una certa concorrenza oscurando le riviste cartacee, cosa che in Inghilterra è avvenuta solo in parte).
Ad ogni modo ripercorriamo la storia delle principali riviste italiane.


CIAO 2001
Ciao 2001 fu una rivista musicale italiana degli anni 70 e anni 80.
Il settimanale nacque nel 1968 dalla fusione di due tra le più importanti riviste musicali del periodo beat: Ciao amici e Big. Il primo numero è datato 1969.
La rivista nei primi tre anni si occupò in generale di musica leggera e di mondo giovanile allora in grande fermento, spostandosi poi nel decennio successivo verso il Prog Rock straniero e italiano.
Ma non solo: Bob Dylan, Frank Zappa, Van Halen, Yes, Jethro Tull, Meat Loaf, Jefferson Starship, Deep Purple, Led Zeppelin, Queen, Neil Young, Bruce Springsteen, David Bowie, Steve Wonder, Eilvis Presley, etc Sbeffeggiata e criticata proprio per la diversità di band proposte (alternando band Hard Rock ad altre Pop) fu sicuramente tra le riviste più importanti del panorama italiano.
Il direttore "storico" della rivista fu Saverio Rotondi, in carica dal 1970 al 1983, anno della sua prematura scomparsa, artefice della svolta nella trattazione degli argomenti musicali, e che portò il settimanale ad un consistente aumento delle vendite. Per la rivista lavorarono e scrissero, fra gli altri, Renato Marengo, Dario Salvatori, Richard Benson, Marco Ferranti, Maurizio Baiata, Manuel Insolera, Piergiorgio Brunelli, Piergiuseppe Caporale, Lucio Mazzi, Giorgio Antonelli e Armando Gallo.
La rivista continuò le pubblicazioni sino agli anni 90 più un'altra quindicina di numeri a cavallo del nuovo millennio. In totale vennero pubblicati 1212 numeri.


ROCKERILLA ED HARD N'HEAVY
Una delle prime riviste Rock fu Rockerilla che nasce nel 1978 ed è stata tra le prime riviste a parlare di Heavy Metal e in generale di musica alternativa con firme quali Beppe Riva, Piergiorgio Brunelli, Claudio Sorge, Alex Solca, Adriano Bosone, Paolo Cossali, Tiziano Bergonzi e Maurizio Bianchi.
Per la verità non possiamo parlare di una rivista Metal in senso stretto perchè era maggiormente incentrata sulla "New Wave" però ebbero l'indubbia importanza nel dare il primo spazio al Metal tramite trafiletti di "Hard N'Heavy" e tramite l'estensione della stessa rubrica con 3 numeri omonimi.

Beppe Riva: "Alla fine del 1978 iniziai a scrivere su Rockerilla, che a quell’epoca usciva in un formato simile ai grandi settimanali inglesi come Sounds e Melody Maker, e cercava nuovi collaboratori ricercandoli fra i vincitori di un “concorso dei lettori” istituito anni prima da Ciao 2001, la più diffusa rivista musicale italiana degli anni ’70. 
Il “premio” consisteva nella pubblicazione di una recensione, con nome e indirizzo dell’autore, ed io fui fra i prescelti, commentando un album dei Blue Oyster Cult. 
Negli anni ‘80, Rockerilla divenne un punto di riferimento per la cultura Rock alternativa in Italia; occupandomi dell’emergente fenomeno Heavy Metal, varai una rubrica “Hard N'Heavy”, che fu la prima in Italia nel suo genere ed ottenne un notevole successo.
Nel frattempo, a livello di carta stampata, avevamo realizzato alcuni numeri di Hard & Heavy, divenuta una rivista autonoma rispetto a Rockerilla, e la prima nel nostro paese dedicata esclusivamente al Rock duro"

Piergiorgio Brunelli: "Credo di aver conosciuto Beppe Riva ad un concerto: ho parlato con la redazione e dopo la laurea nella primavera dell'82 sono andato a Londra per un mese. 
Ero già stato a Reading nel 1979 e nell'80, più Donington nell'81.
 La spinta di andare e provarci nacque da due cose: io abitavo a Bologna, le etichette erano a Roma o Milano. Ero svantaggiato rispetto ai fotografi di quelle città perché i miei contatti erano sporadici e non riuscivo a creare rapporti buoni come i loro.  L'ultimo tassello nel quadro è il tour degli Iron Maiden dell'autunno 1981.  Avevano liquidato Paul DiA nno e reclutato Bruce Dickinson. Gli feci foto a Bologna e Milano.  Già conoscevo il loro manager Rod Smallwood così mi comprarono tre foto da quel tour e dal Reading 1980 che furono usate nella copertina interna di "The Number Of The Beast". 
La scelta tra l'usare la laurea in Scienze della Produzione animale appena conseguita e l'andare a Londra è stata facile"


METAL HAMMER
Metal Hammer, rivista multilingua (quindi non solo italiana), venne ideata nel 1983 dal manager londinese Wilfried F. Rimensberger. In quel tempo, suggerì alla neonata Kerrang! di pubblicare una versione in Germania della stessa rivista, ma i suoi editori non furono interessati. Iniziò dunque a realizzare Metal Hammer a Londra. Sviluppò il concetto di una rivista multi-lingua, che in breve portò ad una circolazione mensile superiore ad un milione e, durante il suo picco massimo, Metal Hammer fu pubblicata in undici diverse lingue. 100 pagine dedicate alla musica Metal a 360°: Power, Thrash, Speed, Heavy, Death, Doom, Black, Sludge, Symphonic, Gothic e tutto ciò che fa parte di questo mondo. Interviste e servizi esclusivi, anteprime, report e session fotografiche esclusive, news, curiosità, recensioni e le avventure di "Padre Mustaine". Tra i fondatori storici si ricorda Luca Signorelli, Alex Ventriglia e Stefano Pera. Signorelli rispondeva, in modo sarcastico e con storie/metafore, anche alla posta dei lettori. Una sua particolarità era il fatto che preferisse Load al Black Album, non sopportava il Black Metal, i Morbid Angel, i Type O Negative, i Clash. Adorava le band Punk giapponesi e snobbava i grandi gruppi. Profetizzò un grande futuro per i Nevermore e per la svolta dei Sepultura post-Roots (prendendo, in quest'ultimo caso, una bella cantonata). Adorava Killing Jokes, Neurosis, Depeche Mode. Fu autore a fine anni 90 anche di un libro di ottimo successo "L'estetica del Metallaro. Là fuori ci sono solo mostri".

Luca Signorelli ricorda i primi giorni di Metal Hammer: "Avevo conosciuto Claudio Cubito e Sandor Mallasz quando conducevano una trasmissione radiofonica su una radio privata torinese. 
In seguito nacque la possibilità di gestire quattro pagine ‘locali’ nella versione tradotta in italiano di Metal Hammer, che velocemente diventò un Metal Hammer italiano a tutti gli effetti”

Luca Signorelli: "L’obbiettività nella critica musicale, come in quella estetica generale, è solo una fola. La critica musicale è un misto di fiction, diario personale e arringa, non è una scienza. 
Rendi un buon servizio al pubblico quando scrivi cose divertenti, personali e che allo stesso tempo permettano di scoprire dischi e gruppi nuovi che valga la pena di scoprire.
Sono più dubbioso sulle stroncature: prima di tutto perché sono più facili da scrivere. 
E poi perché sono in genere pessimi servizi ai lettori.  Raramente è una buona idea dire a qualcuno “non sentire questo gruppo perché fa schifo”, in teoria bisognerebbe sentire tutto e farsi un’idea da soli.  Anche solo per motivi anagrafici non sono così convinto di aver avuto tutta questa influenza (le cose che leggo in giro mi sembrano, fortunatamente, molto personali) ma se questo è veramente avvenuto, ne sono ovviamente felice e soddisfatto"

Malgrado qualche avvicendamento (come l'abbandono di Signorelli dalle testate giornalistiche quindi non solo Metal) fu sicuramente tra le riviste più durature del panorama, arrivando sin in tempi moderni (al di là di qualche chiusura e riapertura). Sandro Buti, abbandonato Flash, scrive per Metal Hammer dal 1997 al 2005. Fabio Magliano, fu una delle firme della testata dal 1996 con pausa nel 2005, quando fondò Metal Maniac. Dopo l'uscita da Metal Maniac (che era una costola di Metal Hammer), Magliano viene richiamato a Metal Hammer e avvia una collaborazione con Filippo Pagani, Andrea Vignati e Barbara Volpi tra gli altri, fino all’intoppo che decide momentaneamente la sospensione di ogni uscita.

Stefano Pera sul ritorno di Metal Hammer: "L’editoria musicale ed in particolare quella Metal deve affrontare un mercato che è cambiato completamente.  Negli anni 80 e 90 i giornali erano bibbie: era l’unico modo per avere notizie su dischi e gruppi.  Oggi chiunque può andare su internet e trovare mille volte tanto.  Ogni giorno, ogni minuto, da ovunque e soprattutto con una velocità che una rivista mensile non potrà mai avere, le persone possono trovare contenuti immensi (notizie, interviste, recensioni, i dischi stessi e tutti i video, ufficiali ed amatoriali).  C’è però ancora uno spazio ed è uno spazio preciso e ben definito.  Il Web è veloce, ma proprio per questo è leggero, spara frecce di continuo in ogni direzione ma non consente la profondità.  Il Web è dispersivo. 
La gente vede di tutto ma lo fa in modo superficiale.  I giornali offrono invece un modello di consumo differente.  La lettura è più attenta, il ricordo delle cose è più nitido, si pone in modo più intuitivo come riferimento mnemonico.  Il format deve quindi essere differente, non antitetico al Web, ma complementare.   Per questo stiamo lavorando ad un modello di rivista con la doppia natura Web e cartacea. In pratica vogliamo creare una sorta di circolo virtuoso tra i due ambienti, con un travaso di attenzione da una piattaforma all’altra senza soluzione di continuità"

Dopo qualche anno però (2014) Metal Hammer risorge ma la "magia" dura poco perchè Magliano e Pera decidono nuovamente di abbandonare per divergenze personali.


H/M
H/M fu un'altra rivista storica che dettò le mode negli anni 80, prima di scomparire a metà anni 90 per problemi economici. Da qui uscirono figure leggendarie che influenzeranno i giornalisti del decennio successivo: basta ricordare Massimo Cottica col suo humour tutto particolare, Vincenzo Barone, Alex Ventriglia, Alessandro Massara e Luca Collepiccolo. Era più simile ad una fanzine ed ampio spazio era dato anche alle lettere dei lettori. C'era una certa rivalità con la nascente Metal Shock.

Massimo Cottica: "L'esperienza con H/M nel 1990 ha coinciso con un cambiamento nel movimento metallico italiano.  Una volta si dava una pacca sulla spalla a tutti. Metal Shock ha continuato a farlo per anni...H/M ed il sottoscritto erano di un altra opinione.  Dare a Cesare quel che è di Cesare, massacrare gli altri.  Mi arrivavano decine di demo ogni settimana. 
Per essere completamente onesto ti dico come preparavo il mio lavoro.  Ascoltavo tutti, buttavo via la metà.  Quelli che non avevano niente a che fare con la musica, via, nel cestino. 
Tenevo quelli che mandavano le foto roboanti con le pose e i capelli lunghi fino al culo, e quelli che sapevano suonare.  Gli ultimi li benedivo e cercavo di aiutare a migliorare ed andare avanti. 
I primi li smontavo pezzetto per pezzetto, sadisticamente se vuoi... era come avere un sito web. 
Tu puoi scrivere che sei il meglio in quello che fai sul tuo sito web, ma poi quando si viene al sodo si scopre che non ci acchiappi la proverbiale fava lessa.  Tanti gruppi di quell'inizio anni 90, avevano una bella immagine ma saper suonare, manco per l'augello..."

Alcune massime di Cottica sulla rubrica "Under Shout": "L'albero cui tendesti la pargoletta mano è mio", "o scendi giù tu o salgo su io!" e non mancavano perle di saggezza degne dei più raffinati filosofi ("A caval donato non si guarda in bocca... anche perché gli puzza maledettamente l'alito!").
Più altri simpatici siparietti quali "Biancafava ed I Porno Nani", "La Leggenda del Cefalo Pescatore", etc

Massimo Cottica: "Metal Shock era più serio, servo del gruppo, insofferente per la realtà e non curante del danaro che i lettori spendevano per comprare l'ultimo della Strana Officina, che veniva recensito come la cosa migliore che l'Italia aveva da offrire, ma che in realtà era una minchiata paradossale.  Io ed H/M ci siamo schierati dalla parte del consumatore e nel culo di quelli che di musica non ci hanno mai capito una fava lessa.  Undeshout ha iniziato con un tono solenne, per diventare un tonto insolente.  Le recensioni sono diventate più leggiadre, meno tecniche, più prendiamola sul ridere che "sì ragazzi avete un futuro". 
Ho catapultato esponenzialmente il mio "io" nella seconda parte della storia di Undershout/HM. 
Il risultato erano le poesie, le nefande storie di Ventriculis, Baronis, Cotecum. 
Ho preso in giro il direttore, le direttrici, le segretarie, tutti i collaboratori, tutti i gruppi che mi facevano schifo o che odiavo alla perdizione...più lo facevo e più gente scriveva in redazione chiedendo di me e di come catturavo l'attenzione del lettore e tutte quelle baggianate lì..."


METAL SHOCK
Metal Shock invece uscì per la prima volta nel 1987 grazie alla collaborazione di Bassoli con Giancarlo Trombetti come caporedattore dal 1987 al 1990 e Beppe Riva (entrambi ex collaboratori di Rockerilla). Era un periodico quindicinale. All'apice della sua storia vendette anche oltre 20mila copie.

Beppe Riva: "Il primo numero di Metal Shock uscì nell’aprile ’87, poco dopo il terzo di Hard’N’Heavy.  Ci impegnammo comunque affinché quest’ultimo fosse un numero di elevato contenuto, anche se non potevamo avvertire con troppo anticipo la redazione di Rockerilla della decisione di andarcene. Metal Shock venne pubblicizzato come “il metallo da leggere”: ci interessava creare una rivista di qualità, scritta con adeguate basi culturali. 
Non condividevamo l’impostazione di H/M, che ci sembrava focalizzato più sulle immagini che sui contenuti"

Gianni Della Cioppa: "Tra Metal Shock e H/M c'è sempre stata una necessaria rivalità che non può che aver fatto bene alla crescita dei prodotti.  Sappiamo per certo che quando Metal Shock usciva, in casa H/M si organizzavano riunioni per studiare come era stato possibile che li avessimo preceduti, così come fa parte della storia tramandata di come i loro redattori abbiano spesso dovuto modificare la prima pagina di copertina dopo che li avevamo bruciati sul tempo!"

Francesco "Fuzz" Pascoletti: "Quando uscì Metal Shock si vedeva, fin dal numero 1, che era superiore ad H/M.  Era un giornale molto più professionale, fatto da gente esperta, che veniva da Rockerilla, rivista che anche io leggevo e non solo limitandomi alle cinque o sei pagine dedicate al metal, ma da cima a fondo, perché, fin da allora, volevo cercare di capirci qualcosa anche di altri generi. 
Metal Shock era un magazine con una marcia in più, c’erano bellissime foto..."

Dopo il primo periodo (Bossoli-Trombetti), passò attraverso altre tre gestioni: Pascoletti, Borchi e Mancusi. Tra i giornalisti più apprezzati Cristiano Borchi, Gianni Della Cioppa, Giancarlo De Chirico ed Alessandro Ariatti. Il settore Prog Rock era affidato a Sandro Pallavicini e in seguito da Ezio Candrini, Heintz Zaccagnini si occupava di Punk, Klaus Byron di tutto quanto era metal italiano.
Invece Beppe Riva, Tiziano Bergonzi, Giancarlo Trombetti (fondatore e primo direttore della testata) e Paolo Cossali avevano campo libero spaziando su un po' tutto. A Gianluca "Graz" Grazioli, entrato nel 1996, era affidato invece il Death Metal e Power Metal (nel 1998 e 1999 venne eletto redattore più amato e allo stesso tempo più odiato). A Tim Tirelli erano affidati gli articoli monografici sui maggiori chitarristi Rock e Metal. Non vanno dimenticati a Giulio Masetti, Massimo Giannini, Fabrizio Massignani, Cristiano Gentili e Renato Ferro.
Si ricordano come rubriche particolari "Shock Relics" dedicata ai dischi del passato e la primordiale "Magik" rubrica inerente magia, incantesimi ed esoterismo (non durò molto comunque).
A partire dal numero 50 arrivò "Kakka Metal", due pagine gestite da Francesco Pascoletti (poi meglio conosciuto come "Fuzz") che si firmava "Stronzon" e si prendeva gioco del mondo del Metal tramite cliché e mitologia, scivolando però il più delle volte sul terreno delle offese e degli insulti gratuiti: i suoi bersagli preferiti erano i Judas Priest, Bon Jovi, i Metallica ed i Saxon.
Pascoletti, a differenza di Signorelli, cercava di non inimicarsi i lettori e teneva nascoste (per quanto possibile) le sue antipatie: "Certo, siore e siori, questo disco è così pregno di umori e sensazioni, che chi ama solo il Death Metal può girare pagina". Già negli anni 90, con l'esplosione del Grunge, la rivista cominciava a cavalcare le mode con Pascoletti che era succeduto a Trombetti e stava dando alla rivista un taglio sempre meno serio. Zambolini, Della Cioppa ed altri lasciarono fondando la rivista Psycho (che aveva un carattere molto ironico e mirava a musica alternativa/particolare).
Il punto di svolta (in negativo) della rivista è impresso però nel 2001 dal nuovo caporedattore Aldo Luigi Mancusi. Curiosamente Mancusi, nel 1999, quando militava nei Lord Brummel ricevette una recensione da Grazioli proprio su Metal Shock. Mancusi suonava la batteria.
A quanto si ventilava pare che la band usasse in realtà una drum machine (e lo stesso Mancusi non fece mai mistero del fatto che fosse molto pigro nella vita di tutti i giorni, nel suonare e non).
Comunque il mercato editoriale viveva già tempi difficili e venne scelto Mancusi probabilmente per risollevare la piccola crisi che Metal Shock (e non solo) stava attraversando svoltando su lidi più commerciali (Nu Metal). Vennero scelti alcuni tra i migliori recensori emergenti di quel periodo: Roberto "Trainspotting" Bargone, Ciccio Russo, Emanuele Gentile e Matteo Cortesi.
Tuttavia da lì in poi per scelte molto discutibili (come band trattate, copertine, rubriche e quant'altro) la rivista vedrà diminuire ulteriormente le vendite, con fuoriuscita di alcuni membri storici (quali Cristiano Borchi) o colonne portanti (quali Graz, entrato 5 anni prima, che fonderà eutk e poi metal.it sul web e poi entrerà a far parte di Rock Hard). Le recensioni del nuovo Metal Shock vengono infarcite di insulti e metafore di dubbio gusto (è vero che il mercato era ormai collassato e bisognava re-inventarsi ma forse un certo modo di scrivere sarebbe stato più adatto su una webzine e non su una rivista quindicinale). Arrivano lettere minatorie con insulti, minacce, etc (ma questa è sempre stata una prerogativa di questo tipo di riviste) e chi cura la posta risponde insultando a suo volta.
Sotto Mancusi le copertine iniziano a raffigurare solo band Rock famose (tipo Aerosmith, Ac/Dc, etc) ed altre Alternative (tipo i Papa Roach ed altre della nascente scena Nu Metal), inoltre viene riproposta una vecchia rubrica mai troppo amata: "Kakka Metal" (vignette e barzellette deliranti).
Nel mentre le band di Metal Estremo venivano sempre più rilegate in piccoli trafiletti, scomparendo quasi del tutto dalle pagine della rivista. Vennero esaltate band quali Rammstein, The Vision Bleak, Otep, Staind, Superjoint Ritual, Mudvayne e tutta la scena Nu Metal e stroncati nomi storici quali Stratovarius, Hammerfall, Nuclear Assault, Exodus, etc La commercializzazione del quindicinale non giovò alle vendite, tutt'altro. Il fallimento è datato nel 2008.
La rivista (in parte) è poi diventata Metal Skunks: un blog sul Web con tra gli altri Ciccio Russo e Roberto Bargone.


FLASH
Flash invece nasce a fine anni 80, come riempitivo (se così lo vogliam chiamare) di Metal Shock il logo fu un'idea di Trombetti. Successivamente la gestione passò a Klaus Byron. Poi infatti diventerà indipendente. L'idea di base era pubblicare tutto quello che non trovava spazio su Metal Shock: compresi i desideri di poster dei lettori. In seguito biografie, storie, interviste, news e discografie.
Tutto ciò ovviamente ai tempi aveva un senso, visto che Internet non esisteva ancora.
Nel nuovo millennio si ricordano anche recensioni inerenti locali Rock sparsi per la penisola.
Tra i giornalisti Stefano Cerati, Ulisse Carminati, Heintz Zaccagnini e Sandro Buti (dal 1993 al 1997).

Stefano Cerati: "Ho iniziato nel 1994 per Flash a 32 anni, l’età in cui in genere uno smette e non inizia.  Ma l’importante è arrivare, non quando parti.  Ho iniziato tardi perché non pensavo di essere all’altezza di quelli che tuttora considero i miei maestri e che col tempo sono diventati anche miei amici, Beppe Riva, storica penna di Rockerilla e Metal Shock, e Claudio Sorge, ex direttore di Rockerilla.  Poi un giorno su Flash ho risposto ad un annuncio dove cercavano collaboratori ed ho scritto una lettera (non c’erano le mail nel 1994) a Klaus Byron che mi ha subito arruolato. 
Ricordo ancora perfettamente il mio esordio, il 12 giugno 1994. 
Ho intervistato Joey Z dei Life Of Agony, Wino degli Obsessed e Tommy Victor dei Prong che erano in tour assieme. Da lì è iniziata una carriera lunghissima e che non ho intenzione di terminare. Mi sono fatto tanti sbattimenti, traducendo le interviste la sera e la notte perché avevo un lavoro regolare di giorno, guadagnando pochissimi soldi, ma non rimpiango niente. 
Ero già molto contento di avere dischi gratis e pass per i concerti e la possibilità di incontrare i miei idoli.  Questo è andato avanti fino al 1998"

Ulisse Carminati: "Le regole di Klaus erano assoluta onestà nello scrivere e nel comportamento… quindi niente compenso e qualsivoglia rapporto preferenziale con le label con la conseguente poca pubblicità acquistata dalle stesse sul giornale.  Pur vendendo una media di 5mila/7mila copie a numero, ben presto le mere spese di gestione superarono le entrate per cui, quando il nostro benefattore principe, che nulla aveva a che fare con la musica oltretutto, dovette per forza di cose interromperci il finanziamento, tutto andò a catafascio, senza contare i soldi persi da Klaus. 
Sia io che Klaus, ricevemmo nel frattempo la proposta di aprire un altro magazine ma, constatata l’assoluta mancanza di libertà che ci veniva prospettata o che quanto meno Klaus aveva subodorato, rifiutammo la proposta e amareggiato dall’ambiente e non dico altro mi ritirai in buon ordine anche se con sommo dolore"


HARD! E MONSTERS
Dal 1990 sino al 2000, Hard! ha portato nelle edicole italiane articoli scritti con il cuore e passione, oltre che foto incredibili. Tra i fondatori Luca Fassina (poi approdato a Metal Maniac in anni recenti).
Sul primo numero si ricordano Skid Row e Mötley Crüe.  Il formato è molto particolare, un "tabloid" che una volta aperto misura quasi mezzo metro.  Viene venduto con un inserto chiamato semplicemente "magazine" nel quale trovano spazio tutte le rubriche e i gruppi "underground" (o, come meglio dire, poco conosciuti). C'era anche lo spin-off "Monsters!", dedicato ai migliori gruppi del metal mondiale. Hard! comunque era un giornale più per ragazzini con tanto di posta e diatribe su Guns N'Roses, Nirvana, etc

Luca Fassina: "Era un periodo molto entusiasmante per la musica internazionale e in dieci anni ne abbiamo viste e fatte veramente di tutti i colori. 
In quel periodo, i computer venivano utilizzati solo come macchine da scrivere, Internet non era di certo la fonte di illimitate informazioni che è oggi, e il lavoro del giornalista ti dava persino uno stipendio che ti permetteva di vivere!  Parlo di un tempo in cui non si pagavano i meet & greet, le case discografiche ti mandavano il vinile per fare la recensione...sì, sono un nostalgico: in quei giorni essere un giornalista Rock era anche uno stile di vita. Ogni settimana c’erano almeno un concerto, un paio di showcase, due o tre interviste, una festa o la presentazione di un disco e quando tornavi a casa alle cinque del mattino, dovevi anche scrivere.  Spossante ma elettrizzante al tempo stesso"


GRIND ZONE
Grind Zone uscì in edicola nel 1994 e fu un fulmine a ciel sereno in quanto trattava principalmente di Metal Estremo: era un progetto collaterale di Metal Hammer (con molti giornalisti del progetto principale, tra cui Alex Ventriglia, Angelo Mora e soprattutto Stefano Longhi).
Si ricorda in particolare Emiliano "Kalymah" Verrecchia (poi andato a Metal.it, insieme a Beppe Dopecity" Caldarone, grandi esperti di Black Metal). I primi due numeri sono degli speciali di Metal Hammer e visto il successo diventa rivista a scadenza bimestrale. Il boom e la cadenza bimestrale fu a fine anni 90.
Trattava di Grindcore, Death Metal, Brutal Death, Black Metal e in seguito Depressive Black Metal.
Si ricordano anche due rubriche particolari come "Shades Of Grey" e "Grimoire" condotte da Ferruccio Filippi inerenti musica Dark. O "Demo-lition" dedicata a musica Underground.
Poi i contenuti erano più o meno gli stessi delle riviste del settore: news, recensioni dischi ed interviste. Spiccava la grafica nera su caratteri bianchi.
Rivista, come si sarà capito, molto di nicchia visto che le band trattate in Italia vendevano al massimo centinaia di copie ma sicuramente idea molto interessante perchè non si vive solo di Iron Maiden, Metallica e Slayer. Altra rivista che purtroppo non c'è più.


THUNDER MAGAZINE
Thunder Magazine esce nel 1994, grazie ad un'idea di Roberto Gandolfi e di ex redattori di H/M ed Hard (con tanto di pubblicità sulle reti Mediaset). Tra i quali Vinz Barone.
Rivista generica con spesso compilation allegate (il primo allegato era dedicato ai Megadeth ma si ricordano anche molti pezzi live. Il prezzo era di 12mila e 500 lire...non proprio economica, tutt'altro).
Tra i collaboratori iniziali anche Beppe Riva, prima che problemi interni portassero al suo abbandono.
Graficamente parlando forse migliore rispetto alla storica H/M (del resto questa era una rivista più "moderna" e con mezzi maggiori), anche se con un taglio troppo adolescenziale, non durò molto comunque. Anche qui, furono probabilmente problemi economici dietro la chiusura.

PSYCHO!
Psycho! nasce nel 1996 e durerà sino al 2005. 83 numeri pubblicati. Nasce grazie ad un'intuizione di Francesco Pascoletti detto "Fuzz", ex di Metal Shock. Si ricordano anche Angelo Mora, Fabio Zambolini e Della Cioppa.

Fuzz dopo aver abbandonato Metal Shock (gestione Mancusi): "Chi vuole leggere di musica compra Psycho! o le altre riviste, chi si accontenta compra Metal Shock"

Psycho aveva una visione a 360°: dal Gothic al Nu Metal, passando per gli approfondimenti culturali fino alle recensioni delle pietre miliari del Rock. Con tanto di CD allegato ed una grafica davvero particolare. C'era ironia, passione, divertimento.


ROCK HARD
Rock Hard è fondato in Germania nel 1983, viene portata finalmente in Italia nel 2002 grazie a Marco "Doc" Ardemagni, Luca Barigione e Cristiano Borchi.
Si ricordano, tra le firme, anche Angelo Mora, Gianluca "Graz" Grazioli (ex di Metal Shock) e Barbara Francone.

Marco "Doc" Ardemagni: "I primi mesi sono stati davvero duri ed intensi...io e Luca abbiamo iniziato quest'avventura un po' sopra le righe, confidando in un certo bacino di lettori e tarando le nostre scelte esclusivamente su standard qualitativi molto alti, almeno per l'Italia. 
Prima di noi nessuno aveva azzardato un "melting pot" metallico di ben 132 pagine e men che meno l'aveva arricchite (dopo soli 3 mesi!) con un CD misto musica/video. 
La più grande soddisfazione è quella di aver perseverato, creduto che alla lunga la qualità paga e crea una base fedele e competente… Correva l'anno 2001, mese di Agosto...una sera il sottoscritto, decide di inviare un'email esplorativa a Gotz Kuhnemund (direttore editoriale della versione originale tedesca) riguardo l'eventualità di un interessamento di Rock Hard alla pubblicazione in Italia della rivista, trascorse alcune settimane mi giunse non solo un'email di interessamento, ma un vero e proprio invito in Germania a discutere della cosa, io e Luca volammo un weekend lassù e solo dopo qualche giorno venimmo a sapere che anche Cristiano (Borchi, che non conoscevamo affatto…) aveva incontrato i responsabili tedeschi per un'altra casualità e su temi più redazionali che contrattuali. 
Nei mesi successivi siamo entrati in contatto con Cristiano ed abbiamo creato la squadra...


CLASSIX
Classix nasce nel 2003, a cura di Francesco "Fuzz" Pascoletti, Gianni Della Cioppa, Alessandro Ariatti. Oggetto della rivista, il Rock del passato (anni 60, 70 e 80): dischi fondamentali, nomi dimenticati, piccole e grandi leggende del Rock, ma anche band attuali.
In più classifiche e speciali più l'allegato "Burn!" (un sampler CD per riascoltare la migliore musica del passato). Per il resto rubriche, lunghe interviste ed ovviamente recensioni.
Nomi di qualche band? Genesis, Who, Cream, Uriah Heep, Bad Company, Ritchie Blackmore, Company Of Snakes, Def Leppard, Candlemass, PFM, Cream, Jethro Tull, Steve Vai, Gary Moore, etc


METAL MANIAC
Metal Maniac fondata da Fabio Magliano ed Alex Ventriglia nel 2005 assieme a Sandro Buti, Fabrizio Massignani, Luca Fassina ed Enrico De Paola, rivista più orientata sul Metal italiano (e sul Power) da cui Fabio si allontanò nel 2010 per motivi personali e divergenze varie con gli altri redattori.
Alex Ventriglia debutta nel mondo ufficiale della carta stampata agli albori degli anni 90, in qualità di vice-caporedattore della rivista metal italiana per antonomasia: H/M.
Collabora inoltre con il mensile Ciao 2001. Dopo una breve collaborazione con Metal Shock, arriva a Metal Hammer e ne diventa il caporedattore. Scrive anche per Grind Zone.
Poi fonda Metal Maniac, ancora oggi punto di riferimento per i metallers italiani.
Luca Fassina dopo aver fatto della redazione nel 1990 che ha creato Hard!, ha collaborato anche con Rolling Stones, prima di scrivere regolarmente per Metal Maniac.

CLASSIX METAL
Classix Metal nasce dal 2008, rappresentando la versione Metal di Classix (basata sul Rock di ieri e di oggi). Diretto da Francesco "Fuzz" Pascoletti (già caporedattore di Metal Shock e Psycho) e con firme quali: Gianni Della Cioppa, Stefano Giusti, Giovanni Loria, Enrico De Paola, Manuel Fiorelli, Stefano Ricetti, Roberto Michieletto, Lorenzo Becciani, Tony Aramini, etc
100 pagine di Heavy, Thrash, Death, Black, Grindcore, Glam, Power, Doom, etc ovvero il Metal di ieri in tutte le sue forme, ma anche quel Metal di oggi. In più articoli biografici, interviste, retrospettive, discografie, aneddoti, gruppi dimenticati o sottovalutati.


PAROLE NOTE E CITAZIONI DI ALCUNI RECENSORI
Beppe Riva: per descrivere il Metal usava parole quali mesmerico, pernicioso, belluino, lancinante, marasma asfissiante, sporco e deragliante, terremotante, roboante, rifferama, platter, orrorifico, chitarre al fulmicotone, "chitarre efferate che colpiscono con la stessa virulenza di mazze chiodate", "sezione ritmica che provoca movimenti sismici", raid chitarristici incendiari, acuti siderali, asce, amplessi solistici, "voci e chitarre che rivaleggiano in un clima pervaso di drammatico oscurantismo", spasmodica tensione, iettatoria condanna, cruda espiazione, soffocante senso di soprannaturale oppressione, resa drammatica, voci enfie, voci trionfanti, inni da battaglia, cozzi ferrigni, lunghe suite Dark, "strade ricche di labirinti ombrosi e diramazioni ignote", "attacchi di virulenza Speed che diventano esalazioni venefiche dalla scorza impenetrabile del metallo pesante", ombre minacciose di un'orda distruttrice, scontri solistici, "clima musicale sospeso e da incubo su cui si abbassano come lame inesorabile le chitarre", corposo intarsio, fantastico spettrale, "il fascino natural del trapasso fra la notte e il giorno, l'avvento che sconfigge tutte le paure ancestrali che l'oscurità reca in sè: la stesura più immaginifica dell'album" Riferimenti storici e derivanti da lingue stranieri, quali: folklore mitteleuropeo, animus pugnandi, debacle, poweful singer, class metal, isola di Albione, premeditata ferocia delle scorrerie degli Unni di Attila, Grand-Guignol (teatro parigino dedito a spettacoli horror e violenti), cappa iconografica da tregenda (cioè luogo dove secondo la tradizione nordica si riunivano per fini malefici streghe e diavoli), axeman, ultra loud (molto forte), ensambles, force de frappe.

Francesco "Fuzz" Pascoletti: "I brani sono taglienti e poco raccomandabili come un vicolo di Brooklyn dopo la mezzanotte, in un ibrido saltante si ma non del tutto originale", "se una volta si poteva pensare ad una band post-Death che ascoltava i Systers Of Mercy sfogliando riviste porno-bizzarre...", "Va be' e a loro ditelo, no? Cos'è diventare folli è la mania del momento? Fare il matto, impazzire furiosi, dare via di capoccia, sciroccare sta forse diventando la cosa più in e cool della stagione? Ditecelo, perchè almeno noi ci regoliamo, potremmo dipingerci di arancione e girare in strada armati di machete con bidè in testa"

Aldo Luigi Mancusi: "Se prendiamo due uova, le spacchiamo e le buttiamo in una padella bollente, senza sbatterle, otteniamo due occhi di bue. Se invece prendiamo questo disco e lo buttiamo nel bidone della spazzatura, anche inquinando l'ambiente, salveremo i nostri padiglioni auricolari da un eventuale atto di follia, sulla falsa riga di Shining, che ci porterebbe, inevitabilmente, all'autoinflizione di due matite appuntite all'interno di quest'ultimi", "Alla resa dei conti, tanta è stata la noia durante l'ascolto che sono riuscito nell'ardua impresa di tagliare tutte le doppie punte dei peli che decorano la mia onorevole verga", "Capisco che la Nuclear Blast, con la scomparsa del Power Metal, voglia creare un nuovo trend ma andare a ripescare questi zombi mi sembra un tantino esagerato...", "L'unica cosa che vorrei sapere è perchè la comunità europea non approva la legge che impedisca agli spagnoli di suonare, specialmente quando si tratta di Heavy Metal, visto che sono un popolo incapace di produrre qualcosa di personale o decente! Molto meglio odorarsi l'indice in compagnia di una bella pulzella, dopo averlo preventivamente usato per grattarsi l'ano", "Giusto per essere un po' più chiari, il valore di questo disco è lo stesso di un lecca-lecca mezzo consumato e calpestato da un cavallo a passeggio in un prato dove, ogni due per tre, è inevitabile calpestare del letame"


DISTRIBUTORI, EDITORI, INSERZIONISTI, REDATTORI
Qualche anno fa uno dei maggiori distributori italiani chiuse improvvisamente senza pagare gli editori. Forse questo accentuò ulteriormente la crisi.
Ma chi è il distributore? È colui che fa in modo che le riviste (o i libri) stampati dall’editore arrivino nei punti vendita (edicole, librerie, autogrill, etc).
Gli inserzionisti invece mettono pubblicità nelle riviste (cioè acquistano spazio sulle pagine per campagne pubblicitarie) e ciò rappresenta un'entrata della rivista.
Il redattore ha il ruolo di coordinare la realizzazione di un prodotto editoriale coordinando le attività di tutti gli autori che intervengono nel processo di produzione. Ha la responsabilità di organizzare la struttura dei contenuti, costi, propone revisioni redazionali e suggerisce l'impostazione grafica al fine di realizzare il progetto editoriale così come concordato con l'editore e rendere un testo fruibile al pubblico di riferimento. Editori che hanno grosse testate e vendite possono ottenere dai tipografi prezzi più bassi. La casa editrice stampa la rivista (o il libro) e poi il distributore li conserva, movimenta o fa promozione. Quando un editore ha stampato una rivista, il suo primo cliente è l'edicola, che poi lo venderà ai lettori. E più copie ne prende, più si spera ne venda.
L’editore può andare fisicamente nelle diverse librerie (mandando qualcuno della casa editrice) a fare la promozione, cioè a raccontare questi titoli (soprattutto se si tratta di libri) in modo che ne prendano un sacco di copie. Oppure (più probabilmente) sarà il distributore che farà anche questi servizi, con dei promotori che vanno nelle varie librerie nel territorio a "spingere" i titoli pubblicati sperando che l'edicola compri. Il distributore infatti compra a prezzo molto scontato (dall'editore) le copie ma allo stesso tempo si fa pagare perché movimenta questi titoli ma anche perchè funge da magazzino. 
Con il guadagno di un libro un editore deve pagare gli editor, traduttori e redattori, i grafici (per le copertine delle riviste), e ovviamente uno stampatore che stampi fisicamente le copie che ha prodotto.
Dunque l'editore guadagna sicuramente meno del distributore.
E gli autori (soprattutto per quanto riguarda libri)? Anche quello è un costo che l’editore deve sostenere! Le royalties dell’autore variano a seconda della casa editrice, a seconda della fama dell’autore e di altri parametri (copie vendute). Generalmente la % aumenta all'aumentare delle copie vendute. Chi vende invece (edicola, librerie, etc), acquista il libro dall’editore o dal distributore con uno sconto che di solito si aggira intorno al 30%.  Questo sconto, rispetto al prezzo di copertina, è il margine del libraio. In definitiva, il distributore compra la rivista a prezzo molto scontato dall’editore e le rivende al libraio, che ugualmente lo compra scontato, ma con uno sconto ben più piccolo.
Il distributore non ha la preoccupazione per le sorti del prodotto che va a vendere, a differenza dell’editore e dell’autore. Il suo lavoro in fondo è di proporlo per conto degli editori e andarlo a recuperare dall'edicole (nel caso) quanto questi decidono di renderlo.


LA CRISI DELLE RIVISTE
Se anche i dischi hanno visto un netto calo di vendite perchè qualcuno dovrebbe comprare riviste che quei dischi li recensiscono? Oggi le recensioni puoi leggerle online velocemente (se proprio vuoi) o tramite streaming (Youtube, senza considerare i circuiti illegali) ascoltare in prima persona.
Negli anni 90 e soprattutto negli 80 l'unico modo per non spendere soldi inutilmente per dischi immondi era appunto leggere il parere (autorevole) di qualcuno. Un altro problema della carta stampata è anche il fatto che se circola una fake news (per usare un intercalare internettiano) e viene pubblicata sulla testata, per 1 mese quella notizia non potrà essere smentita sino alla pubblicazione del numero successivo (a differenza dei portali online che a distanza di 1 ora possono sbugiardare la news pubblicata). Inoltre una rivista non potrà mai bruciare sul tempo un portale online (per quanto riguarda scoop e grandi novità). A meno di re-inventarsi con novità ed idee innovative, comprare riviste oggi ha poca utilità, a parte romanticismo e nostalgia per i bei tempi andati.