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lunedì 25 luglio 2016

La Storia Delle Riviste Rock e Metal: Da Rockerilla a Classix Metal

Gli anni 80 furono oltre che un periodo storico per la diffusione della musica Metal ma anche per quanto riguarda le riviste.
C’era una vera e propria concorrenza, soprattutto tra riviste quali H/M e Metal Shock, ma in qualche misura era molto sana e portava a migliorare le varie riviste.
Al picco molte di queste riviste riuscivano a raggiungere anche 15mila copie.
Intanto il Metal è sempre più variegato: al classico si aggiunge il Metal estremo, poi in seguito quello alternativo.
Fenomeni come il Thrash, il Death, il Grind e il Black Metal segnarono una prima spaccatura.
La divisione dei contenuti e la specializzazione delle riviste diventarono un serio argomento negli anni 90.
I sottogeneri che spingevano su velocità e violenza generale (Death, Black) portarono ad un vero e proprio separatismo spinto da tutto quello che era "Classico".
Verso la fine degli anni 90 però le cose precipitarono ulteriormente e qualcosa inizia ad andare storto per davvero.
Oltre alla divisione tra Heavy classico ed estremo si inizia a delineare una spaccatura tra puristi dei generi di riferimento tra "Metal" e "Non Metal" che si evolverà nel cosiddetto Nu Metal, uno dei più grossi business del Metal a cavallo del 2000.
Il clima di tensione è palpabile anche all’interno delle riviste: le pagine della posta traboccano di insulti verso i Korn, gli Slipknot e le correnti alternative.
Passando ovviamente per i Metallica rei di aver concepito Load e Reload, voci critiche nei confronti della svolta quasi Crossover dei Sepultura di Roots, dei cambi di genere dei Megadeth, senza scordarci delle pagine dedicate al fenomeno Grunge.
Le riviste, come somma dei collaboratori che le vanno a comporre, finiscono per schierarsi inevitabilmente da una parte o dall’altra.
Nel mentre, zitto zitto e in modo relativamente veloce, stava nascendo un mostro che avrebbe inghiottito tutto: Internet.
Nella prima fase dell’esistenza della rete, Internet ha iniziato ad affollarsi di Webzine e siti generici (Blabbermouth, Metallus, TrueMetal, Metal.it, MetalSucks, Metallized, MetalItalia più Webzine di comuni lettori come potrebbe essere questo blog ad esempio).
Come era lecito attendersi, i piccoli siti nascevano già schierati da una parte o dall’altra del Metal, con pochissimi nomi che mettevano d’accordo tutti.
Era quasi un passaggio di consegne: dalla carta allo spazio virtuale (o Cyberspazio se preferite).
Inutile dire che oggi molte di queste riviste, hanno chiuso baracca e burattini.
Ripercorriamo la storia delle riviste principali.


CIAO 2001
Ciao 2001 fu una rivista musicale italiana degli anni 70 e anni 80.
Il settimanale nacque nel 1968 dalla fusione di due tra le più importanti riviste musicali del periodo beat: Ciao amici e Big.
Il primo numero è datato 1969.
La rivista nei primi tre anni si occupò in generale di musica leggera e di mondo giovanile allora in grande fermento, spostandosi poi nel decennio successivo verso il Prog Rock straniero e italiano.
Ma non solo: Bob Dylan, Frank Zappa, Van Halen, Yes, Jethro Tull, Meat Loaf, Jefferson Starship, Deep Purple, Led Zeppelin, Queen, Neil Young, Bruce Springsteen, David Bowie, Steve Wonder, Eilvis Presley, etc
Sbeffeggiata e criticata proprio per la diversità di band proposte (alternando band Hard Rock ad altre Pop) fu sicuramente tra le riviste più importanti del panorama italiano.
Il direttore "storico" della rivista fu Saverio Rotondi, in carica dal 1970 al 1983, anno della sua prematura scomparsa, artefice della svolta nella trattazione degli argomenti musicali, e che portò il settimanale ad un consistente aumento delle vendite.
Per la rivista lavorarono e scrissero, fra gli altri, Renato Marengo, Dario Salvatori, Richard Benson, Marco Ferranti, Maurizio Baiata, Manuel Insolera, Piergiorgio Brunelli, Piergiuseppe Caporale, Lucio Mazzi, Giorgio Antonelli e Armando Gallo.
La rivista continuò le pubblicazioni sino agli anni 90 più un'altra quindicina di numeri a cavallo del nuovo millennio.
In totale vennero pubblicati 1212 numeri.


ROCKERILLA ED HARD N'HEAVY
Una delle prime riviste Rock fu Rockerilla che nasce nel 1978 ed è stata tra le prime riviste a parlare di Heavy Metal e in generale di musica alternativa con firme quali Beppe Riva, Piergiorgio Brunelli, Claudio Sorge, Alex Solca, Adriano Bosone, Paolo Cossali, Tiziano Bergonzi e Maurizio Bianchi.
Per la verità non possiamo parlare di una rivista Metal in senso stretto perchè era maggiormente incentrata sulla "New Wave" però ebbero l'indubbia importanza nel dare il primo spazio al Metal tramite trafiletti di "Hard N'Heavy" e tramite l'estensione della stessa rubrica con 3 numeri omonimi.

Beppe Riva: "Alla fine del 1978 iniziai a scrivere su Rockerilla, che a quell’epoca usciva in un formato simile ai grandi settimanali inglesi come Sounds e Melody Maker, e cercava nuovi collaboratori ricercandoli fra i vincitori di un “concorso dei lettori” istituito anni prima da Ciao 2001, la più diffusa rivista musicale italiana degli anni ’70. 
Il “premio” consisteva nella pubblicazione di una recensione, con nome e indirizzo dell’autore, ed io fui fra i prescelti, commentando un album dei Blue Oyster Cult. 
Negli anni ‘80, Rockerilla divenne un punto di riferimento per la cultura Rock alternativa in Italia; occupandomi dell’emergente fenomeno Heavy Metal, varai una rubrica “Hard N'Heavy”, che fu la prima in Italia nel suo genere ed ottenne un notevole successo.
Nel frattempo, a livello di carta stampata, avevamo realizzato alcuni numeri di Hard & Heavy, divenuta una rivista autonoma rispetto a Rockerilla, e la prima nel nostro paese dedicata esclusivamente al Rock duro"

Piergiorgio Brunelli: "Credo di aver conosciuto Beppe Riva ad un concerto: ho parlato con la redazione e dopo la laurea nella primavera dell'82 sono andato a Londra per un mese. 
Ero già stato a Reading nel 1979 e nell'80, più Donington nell'81.
 La spinta di andare e provarci nacque da due cose: io abitavo a Bologna, le etichette erano a Roma o Milano.
Ero svantaggiato rispetto ai fotografi di quelle città perché i miei contatti erano sporadici e non riuscivo a creare rapporti buoni come i loro. 
L'ultimo tassello nel quadro è il tour degli Iron Maiden dell'autunno 1981. 
Avevano liquidato Paul DiAnno e reclutato Bruce Dickinson. 
Gli feci foto a Bologna e Milano. 
Già conoscevo il loro manager Rod Smallwood così mi comprarono tre foto da quel tour e dal Reading 1980 che furono usate nella copertina interna di "The Number Of The Beast". 
La scelta tra l'usare la laurea in Scienze della Produzione animale appena conseguita e l'andare a Londra è stata facile"


METAL HAMMER
Metal Hammer, rivista multilingua (quindi non solo italiana), venne ideata nel 1983 dal manager londinese Wilfried F. Rimensberger.
In quel tempo, suggerì alla neonata Kerrang! di pubblicare una versione in Germania della stessa rivista, ma i suoi editori non furono interessati.
Iniziò dunque a realizzare Metal Hammer a Londra.
Sviluppò il concetto di una rivista multi-lingua, che in breve portò ad una circolazione mensile superiore ad un milione e, durante il suo picco massimo, Metal Hammer fu pubblicata in undici diverse lingue.
100 pagine dedicate alla musica Metal a 360°: Power, Thrash, Speed, Heavy, Death, Doom, Black, Sludge, Symphonic, Gothic e tutto ciò che fa parte di questo mondo.
Interviste e servizi esclusivi, anteprime, report e session fotografiche esclusive, news, curiosità, recensioni e le avventure di "Padre Mustaine".
Tra i fondatori storici si ricorda Luca Signorelli, Alex Ventriglia e Stefano Pera.
Signorelli che rispondeva anche alla posta dei lettori.

Luca Signorelli ricorda i primi giorni di Metal Hammer: "Avevo conosciuto Claudio Cubito e Sandor Mallasz quando conducevano una trasmissione radiofonica su una radio privata torinese. 
In seguito nacque la possibilità di gestire quattro pagine ‘locali’ nella versione tradotta in italiano di Metal Hammer, che velocemente diventò un Metal Hammer italiano a tutti gli effetti”

Luca Signorelli: "L’obbiettività nella critica musicale, come in quella estetica generale, è solo una fola. 
La critica musicale è un misto di fiction, diario personale e arringa, non è una scienza. 
Rendi un buon servizio al pubblico quando scrivi cose divertenti, personali e che allo stesso tempo permettano di scoprire dischi e gruppi nuovi che valga la pena di scoprire.
Sono più dubbioso sulle stroncature: prima di tutto perché sono più facili da scrivere. 
E poi perché sono in genere pessimi servizi ai lettori. 
Raramente è una buona idea dire a qualcuno “non sentire questo gruppo perché fa schifo”, in teoria bisognerebbe sentire tutto e farsi un’idea da soli. 
Anche solo per motivi anagrafici non sono così convinto di aver avuto tutta questa influenza (le cose che leggo in giro mi sembrano, fortunatamente, molto personali) ma se questo è veramente avvenuto, ne sono ovviamente felice e soddisfatto"

Malgrado qualche avvicendamento (come l'abbandono di Signorelli dalle testate giornalistiche quindi non solo Metal) fu sicuramente tra le riviste più durature del panorama, arrivando sin in tempi moderni (al di là di qualche chiusura e riapertura).
Sandro Buti, abbandonato Flash, scrive per Metal Hammer dal 1997 al 2005.
Fabio Magliano, fu una delle firme della testata dal 1996 con pausa nel 2005, quando fondò Metal Maniac.
Dopo l'uscita da Metal Maniac (che era una costola di Metal Hammer), Magliano viene richiamato a Metal Hammer e avvia una collaborazione con Filippo Pagani, Andrea Vignati e Barbara Volpi tra gli altri, fino all’intoppo che decide momentaneamente la sospensione di ogni uscita.

Stefano Pera sul ritorno di Metal Hammer: "L’editoria musicale ed in particolare quella Metal deve affrontare un mercato che è cambiato completamente. 
Negli anni 80 e 90 i giornali erano bibbie: era l’unico modo per avere notizie su dischi e gruppi. 
Oggi chiunque può andare su internet e trovare mille volte tanto. 
Ogni giorno, ogni minuto, da ovunque e soprattutto con una velocità che una rivista mensile non potrà mai avere, le persone possono trovare contenuti immensi (notizie, interviste, recensioni, i dischi stessi e tutti i video, ufficiali ed amatoriali). 
C’è però ancora uno spazio ed è uno spazio preciso e ben definito. 
Il Web è veloce, ma proprio per questo è leggero, spara frecce di continuo in ogni direzione ma non consente la profondità. 
Il Web è dispersivo. 
La gente vede di tutto ma lo fa in modo superficiale. 
I giornali offrono invece un modello di consumo differente. 
La lettura è più attenta, il ricordo delle cose è più nitido, si pone in modo più intuitivo come riferimento mnemonico. 
Il format deve quindi essere differente, non antitetico al Web, ma complementare.  
Per questo stiamo lavorando ad un modello di rivista con la doppia natura Web e cartacea.
In pratica vogliamo creare una sorta di circolo virtuoso tra i due ambienti, con un travaso di attenzione da una piattaforma all’altra senza soluzione di continuità"

Dopo qualche anno però (2014) Metal Hammer risorge ma la "magia" dura poco perchè Magliano e Pera decidono nuovamente di abbandonare per divergenze personali.


H/M
H/M fu un'altra rivista storica che dettò le mode negli anni 80, prima di scomparire a metà anni 90 per problemi economici.
Da qui uscirono figure leggendarie che influenzeranno i giornalisti del decennio successivo: basta ricordare Massimo Cottica col suo humour tutto particolare, Vincenzo Barone, Alex Ventriglia, Alessandro Massara e Luca Collepiccolo.
Era più simile ad una fanzine ed ampio spazio era dato anche alle lettere dei lettori.
C'era una certa rivalità con la nascente Metal Shock.

Massimo Cottica: "L'esperienza con H/M nel 1990 ha coinciso con un cambiamento nel movimento metallico italiano. 
Una volta si dava una pacca sulla spalla a tutti. Metal Shock ha continuato a farlo per anni... 
H/M ed il sottoscritto erano di un altra opinione. 
Dare a Cesare quel che è di Cesare, massacrare gli altri. 
Mi arrivavano decine di demo ogni settimana. 
Per essere completamente onesto ti dico come preparavo il mio lavoro. 
Ascoltavo tutti, buttavo via la metà. 
Quelli che non avevano niente a che fare con la musica, via, nel cestino. 
Tenevo quelli che mandavano le foto roboanti con le pose e i capelli lunghi fino al culo, e quelli che sapevano suonare. 
Gli ultimi li benedivo e cercavo di aiutare a migliorare ed andare avanti. 
I primi li smontavo pezzetto per pezzetto, sadisticamente se vuoi... era come avere un sito web. 
Tu puoi scrivere che sei il meglio in quello che fai sul tuo sito web, ma poi quando si viene al sodo si scopre che non ci acchiappi la proverbiale fava lessa. 
Tanti gruppi di quell'inizio anni 90, avevano una bella immagine ma saper suonare, manco per l'augello..."

Alcune massime di Cottica sulla rubrica "Under Shout": "L'albero cui tendesti la pargoletta mano è mio", "o scendi giù tu o salgo su io!" e non mancavano perle di saggezza degne dei più raffinati filosofi ("A caval donato non si guarda in bocca... anche perché gli puzza maledettamente l'alito!").
Più altri simpatici siparietti quali "Biancafava ed I Porno Nani", "La Leggenda del Cefalo Pescatore", etc

Massimo Cottica: "Metal Shock era più serio, servo del gruppo, insofferente per la realtà e non curante del danaro che i lettori spendevano per comprare l'ultimo della Strana Officina, che veniva recensito come la cosa migliore che l'Italia aveva da offrire, ma che in realtà era una minchiata paradossale. 
Io ed H/M ci siamo schierati dalla parte del consumatore e nel culo di quelli che di musica non ci hanno mai capito una fava lessa. 
Undeshout ha iniziato con un tono solenne, per diventare un tonto insolente. 
Le recensioni sono diventate più leggiadre, meno tecniche, più prendiamola sul ridere che "sì ragazzi avete un futuro". 
Ho catapultato esponenzialmente il mio "io" nella seconda parte della storia di Undershout/HM. 
Il risultato erano le poesie, le nefande storie di Ventriculis, Baronis, Cotecum. 
Ho preso in giro il direttore, le direttrici, le segretarie, tutti i collaboratori, tutti i gruppi che mi facevano schifo o che odiavo alla perdizione...più lo facevo e più gente scriveva in redazione chiedendo di me e di come catturavo l'attenzione del lettore e tutte quelle baggianate lì..."


METAL SHOCK
Metal Shock invece uscì per la prima volta nel 1987 grazie alla collaborazione di Bassoli con Giancarlo Trombetti che la cura come caporedattore dal 1987 al 1990 e Beppe Riva (entrambi ex collaboratori di Rockerilla).
Era un periodico quindicinale.
All'apice della sua storia vendette anche oltre 20mila copie.

Beppe Riva: "Il primo numero di Metal Shock uscì nell’aprile ’87, poco dopo il terzo di Hard’N’Heavy. 
Ci impegnammo comunque affinché quest’ultimo fosse un numero di elevato contenuto, anche se non potevamo avvertire con troppo anticipo la redazione di Rockerilla della decisione di andarcene. Metal Shock venne pubblicizzato come “il metallo da leggere”: ci interessava creare una rivista di qualità, scritta con adeguate basi culturali. 
Non condividevamo l’impostazione di H/M, che ci sembrava focalizzato più sulle immagini che sui contenuti"

Gianni Della Cioppa: "Tra Metal Shock e H/M c'è sempre stata una necessaria rivalità che non può che aver fatto bene alla crescita dei prodotti. 
Sappiamo per certo che quando Metal Shock usciva, in casa H/M si organizzavano riunioni per studiare come era stato possibile che li avessimo preceduti, così come fa parte della storia tramandata di come i loro redattori abbiano spesso dovuto modificare la prima pagina di copertina dopo che li avevamo bruciati sul tempo!"

Francesco "Fuzz" Pascoletti: "Quando uscì Metal Shock si vedeva, fin dal numero 1, che era superiore ad H/M. 
Era un giornale molto più professionale, fatto da gente esperta, che veniva da Rockerilla, rivista che anche io leggevo e non solo limitandomi alle cinque o sei pagine dedicate al metal, ma da cima a fondo, perché, fin da allora, volevo cercare di capirci qualcosa anche di altri generi. 
Metal Shock era un magazine con una marcia in più, c’erano bellissime foto..."

Tra i giornalisti più apprezzati Cristiano Borchi, Gianni Della Cioppa, Giancarlo De Chirico ed Alessandro Ariatti.
Il settore Prog Rock era affidato a Sandro Pallavicini e in seguito da Ezio Candrini, Heintz Zaccagnini si occupava del Punk, Klaus Byron di tutto quanto era metal italiano.
Invece Beppe Riva, Tiziano Bergonzi, Giancarlo Trombetti (fondatore e primo direttore della testata) e Paolo Cossali avevano campo libero spaziavano su un po' tutto.
A Tim Tirelli erano affidati gli articoli monografici sui maggiori chitarristi Rock e Metal.
Senza scordarci di Giulio Masetti, Massimo Giannini, Fabrizio Massignani, Cristiano Gentili e Renato Ferro.
Si ricordano come rubriche particolari "Shock Relics" dedicata ai dischi del passato e la primordiale "Magik" rubrica inerente magia, incantesimi ed esoterismo (non durò molto comunque).
A partire dal numero 50 arrivò "Kakka Metal", due pagine gestite da Francesco Pascoletti (poi meglio conosciuto come "Fuzz Fuzz") che si firmava “Stronzon” e si prendeva gioco del mondo del Metal tramite cliché e mitologia, scivolando però il più delle volte sul terreno delle offese e degli insulti gratuiti: i suoi bersagli preferiti erano i Judas Priest, Bon Jovi, i Metallica ed i Saxon.
Già negli anni 90, con l'esplosione del Grunge, la rivista cominciava a cavalcare le mode con Pascoletti che aveva succeduto Trombetti e stava dando alla rivista un taglio sempre meno serio.
Zambolini, Della Cioppa ed altri lasciarono fondando la rivista Psycho.
Il punto di svolta (in negativo) della rivista è impresso però nel 2001 dal nuovo caporedattore Aldo Luigi Mancusi.
In realtà il mercato editoriale viveva già tempi difficili e venne scelto Mancusi proprio per risollevare la piccola crisi che Metal Shock (e non solo) stava attraversando.
Due tra i migliori recensori di quest'epoca: Roberto Bargone e il suo humour, Emanuele Gentile e Matteo Cortesi.
Tuttavia da lì in poi per scelte molto discutibili (come band trattate e non solo) la rivista vedrà diminuire ulteriormente le vendite, con fuoriuscita di altri membri storici (quali Cristiano Borchi).
Sotto Mancusi le copertine iniziano a raffigurare solo band Rock famose (tipo Aerosmith, Ac/Dc, etc) ed altre Alternative (tipo i Papa Roach ed altre della nascente scena Nu Metal), inoltre viene riproposta una vecchia rubrica mai troppo amata: "Kakka Metal" (vignette e barzellette deliranti).
Nel mentre le band di Metal Estremo venivano sempre più rilegate in piccoli trafiletti, scomparendo quasi del tutto dalle pagine della rivista.
La commercializzazione del quindicinale non giovò alle vendite, tutt'altro.
Il fallimento è datato nel 2008.
La rivista (in parte) è poi diventata Metal Skunks: un blog sul Web con tra gli altri Ciccio Russo e Roberto "Trainspotting" Bargone.


FLASH
Flash invece nasce a fine anni 80, come riempitivo (se così lo vogliam chiamare) di Metal Shock il logo fu un'idea di Trombetti.
Successivamente la gestione passò a Klaus Byron.
Poi infatti diventerà indipendente.
L'idea di base era pubblicare tutto quello che non trovava spazio su Metal Shock: compresi i desideri di poster dei lettori.
In seguito biografie, storie, interviste, news e discografie.
Tutto ciò ovviamente ai tempi aveva un senso, visto che Internet non esisteva ancora.
Nel nuovo millennio si ricordano anche recensioni inerenti locali Rock sparsi per la penisola.
Tra i giornalisti Stefano Cerati, Ulisse Carminati, Heintz Zaccagnini e Sandro Buti (dal 1993 al 1997).

Stefano Cerati: "Ho iniziato nel 1994 per Flash a 32 anni, l’età in cui in genere uno smette e non inizia. 
Ma l’importante è arrivare, non quando parti. 
Ho iniziato tardi perché non pensavo di essere all’altezza di quelli che tuttora considero i miei maestri e che col tempo sono diventati anche miei amici, Beppe Riva, storica penna di Rockerilla e Metal Shock, e Claudio Sorge, ex direttore di Rockerilla. 
Poi un giorno su Flash ho risposto ad un annuncio dove cercavano collaboratori ed ho scritto una lettera (non c’erano le mail nel 1994) a Klaus Byron che mi ha subito arruolato. 
Ricordo ancora perfettamente il mio esordio, il 12 giugno 1994. 
Ho intervistato Joey Z dei Life Of Agony, Wino degli Obsessed e Tommy Victor dei Prong che erano in tour assieme. Da lì è iniziata una carriera lunghissima e che non ho intenzione di terminare. Mi sono fatto tanti sbattimenti, traducendo le interviste la sera e la notte perché avevo un lavoro regolare di giorno, guadagnando pochissimi soldi, ma non rimpiango niente. 
Ero già molto contento di avere dischi gratis e pass per i concerti e la possibilità di incontrare i miei idoli. 
Questo è andato avanti fino al 1998"

Ulisse Carminati: "Le regole di Klaus erano assoluta onestà nello scrivere e nel comportamento… quindi niente compenso e qualsivoglia rapporto preferenziale con le label con la conseguente poca pubblicità acquistata dalle stesse sul giornale. 
Pur vendendo una media di 5mila/7mila copie a numero, ben presto le mere spese di gestione superarono le entrate per cui, quando il nostro benefattore principe, che nulla aveva a che fare con la musica oltretutto, dovette per forza di cose interromperci il finanziamento, tutto andò a catafascio, senza contare i soldi persi da Klaus. 
Sia io che Klaus, ricevemmo nel frattempo la proposta di aprire un altro magazine ma, constatata l’assoluta mancanza di libertà che ci veniva prospettata o che quanto meno Klaus aveva subodorato, rifiutammo la proposta e amareggiato dall’ambiente e non dico altro mi ritirai in buon ordine anche se con sommo dolore"


HARD! E MONSTERS
Dal 1990 sino al 2000, Hard! ha portato nelle edicole italiane articoli scritti con il cuore e passione, oltre che foto incredibili.
Tra i fondatori Luca Fassina (poi approdato a Metal Maniac in anni recenti).
Sul primo numero si ricordano Skid Row e Mötley Crüe. 
Il formato è molto particolare, un "tabloid" che una volta aperto misura quasi mezzo metro. 
Viene venduto con un inserto chiamato semplicemente "magazine" nel quale trovano spazio tutte le rubriche e i gruppi "underground" (o, come meglio dire, poco conosciuti).
C'era anche lo spin-off "Monsters!", dedicato ai migliori gruppi del metal mondiale.
Hard! comunque era un giornale più per ragazzini con tanto di posta e diatribe su Guns N'Roses, Nirvana, etc

Luca Fassina: "Era un periodo molto entusiasmante per la musica internazionale e in dieci anni ne abbiamo viste e fatte veramente di tutti i colori. 
In quel periodo, i computer venivano utilizzati solo come macchine da scrivere, Internet non era di certo la fonte di illimitate informazioni che è oggi, e il lavoro del giornalista ti dava persino uno stipendio che ti permetteva di vivere! 
Parlo di un tempo in cui non si pagavano i meet & greet, le case discografiche ti mandavano il vinile per fare la recensione...sì, sono un nostalgico: in quei giorni essere un giornalista Rock era anche uno stile di vita. Ogni settimana c’erano almeno un concerto, un paio di showcase, due o tre interviste, una festa o la presentazione di un disco e quando tornavi a casa alle cinque del mattino, dovevi anche scrivere. 
Spossante ma elettrizzante al tempo stesso"


GRIND ZONE
Grind Zone uscì in edicola nel 1994 e fu un fulmine a ciel sereno in quanto trattava principalmente di Metal Estremo: era un progetto collaterale di Metal Hammer (con molti giornalisti del progetto principale, tra cui Alex Ventriglia ed Angelo Mora).
I primi due numeri sono degli speciali di Metal Hammer e visto il successo diventa rivista a scadenza bimestrale.
Il boom e la cadenza bimestrale fu a fine anni 90.
Trattava di Grindcore, Death Metal, Brutal Death, Black Metal e in seguito Depressive Black Metal.
Si ricordano anche due rubriche particolari come "Shades Of Grey" e "Grimoire" condotte da Ferruccio Filippi inerenti musica Dark.
O "Demo-lition" dedicata a musica Underground.
Poi i contenuti erano più o meno gli stessi delle riviste del settore: news, recensioni dischi ed interviste.
Spiccava la grafica nera su caratteri bianchi.
Rivista, come si sarà capito, molto di nicchia visto che le band trattate in Italia vendevano al massimo centinaia di copie ma sicuramente idea molto interessante perchè non si vive solo di Iron Maiden, Metallica e Slayer.
Altra rivista che purtroppo non c'è più.


THUNDER MAGAZINE
Thunder Magazine esce nel 1994, grazie ad un'idea di Roberto Gandolfi e di ex redattori di H/M ed Hard (con tanto di pubblicità sulle reti Mediaset).
Tra i quali Vinz Barone.
Rivista generica con spesso compilation allegate (il primo allegato era dedicato ai Megadeth ma si ricordano anche molti pezzi live).
Tra i collaboratori iniziali anche Beppe Riva, prima che problemi interni portassero al suo abbandono.
Graficamente parlando forse migliore rispetto alla storica H/M (del resto questa era una rivista più "moderna" e con mezzi maggiori), anche se con un taglio troppo adolescenziale, non durò molto comunque.
Anche qui, furono probabilmente problemi economici dietro la chiusura.

PSYCHO!
Psycho! nasce nel 1996 e durerà sino al 2005.
83 numeri pubblicati.
Nasce grazie ad un'intuizione di Francesco Pascoletti detto "Fuzz", ex di Metal Shock.
Si ricordano anche Angelo Mora, Fabio Zambolini e Della Cioppa.

Fuzz dopo aver abbandonato Metal Shock (gestione Mancusi): "Chi vuole leggere di musica compra Psycho! o le altre riviste, chi si accontenta compra Metal Shock"

Psycho aveva una visione a 360°: dal Gothic al Nu Metal, passando per gli approfondimenti culturali fino alle recensioni delle pietre miliari del Rock.
Con tanto di CD allegato ed una grafica davvero particolare.
C'era ironia, passione, divertimento.


ROCK HARD
Rock Hard è fondato in Germania nel 1983, viene portata finalmente in Italia nel 2002 grazie a Marco "Doc" Ardemagni, Luca Barigione e Cristiano Borchi.
Si ricordano, tra le firme, anche Angelo Mora e Barbara Francone.

Marco "Doc" Ardemagni: "I primi mesi sono stati davvero duri ed intensi...io e Luca abbiamo iniziato quest'avventura un po' sopra le righe, confidando in un certo bacino di lettori e tarando le nostre scelte esclusivamente su standard qualitativi molto alti, almeno per l'Italia. 
Prima di noi nessuno aveva azzardato un "melting pot" metallico di ben 132 pagine e men che meno l'aveva arricchite (dopo soli 3 mesi!) con un CD misto musica/video. 
La più grande soddisfazione è quella di aver perseverato, creduto che alla lunga la qualità paga e crea una base fedele e competente…
Correva l'anno 2001, mese di Agosto...una sera il sottoscritto, decide di inviare un'email esplorativa a Gotz Kuhnemund (direttore editoriale della versione originale tedesca) riguardo l'eventualità di un interessamento di Rock Hard alla pubblicazione in Italia della rivista, trascorse alcune settimane mi giunse non solo un'email di interessamento, ma un vero e proprio invito in Germania a discutere della cosa, io e Luca volammo un weekend lassù e solo dopo qualche giorno venimmo a sapere che anche Cristiano (Borchi, che non conoscevamo affatto…) aveva incontrato i responsabili tedeschi per un'altra casualità e su temi più redazionali che contrattuali. 
Nei mesi successivi siamo entrati in contatto con Cristiano ed abbiamo creato la squadra...


CLASSIX
Classix nasce nel 2003, a cura di Francesco “Fuzz” Pascoletti, Gianni Della Cioppa, Alessandro Ariatti.
Oggetto della rivista, il Rock del passato (anni 60, 70 e 80): dischi fondamentali, nomi dimenticati, piccole e grandi leggende del Rock, ma anche band attuali.
In più classifiche e speciali più l'allegato "Burn!" (un sampler CD per riascoltare la migliore musica del passato).
Per il resto rubriche, lunghe interviste ed ovviamente recensioni.
Nomi di qualche band? Genesis, Who, Cream, Uriah Heep, Bad Company, Ritchie Blackmore, Company Of Snakes, Def Leppard, Candlemass, PFM, Cream, Jethro Tull, Steve Vai, Gary Moore, etc


METAL MANIAC
Metal Maniac fondata da Fabio Magliano ed Alex Ventriglia nel 2005 assieme a Sandro Buti, Fabrizio Massignani, Luca Fassina ed Enrico De Paola, rivista più orientata sul Metal italiano (e sul Power) da cui Fabio si allontanò nel 2010 per motivi personali e divergenze varie con gli altri redattori.
Alex Ventriglia debutta nel mondo ufficiale della carta stampata agli albori degli anni 90, in qualità di vice-caporedattore della rivista metal italiana per antonomasia: H/M.
Collabora inoltre con il mensile Ciao 2001.
Dopo una breve collaborazione con Metal Shock, arriva a Metal Hammer e ne diventa il caporedattore.
Scrive anche per Grind Zone.
Poi fonda Metal Maniac, ancora oggi punto di riferimento per i metallers italiani.
Luca Fassina dopo aver fatto della redazione nel 1990 che ha creato Hard!, ha collaborato anche con Rolling Stones, prima di scrivere regolarmente per Metal Maniac.

CLASSIX METAL
Classix Metal nasce dal 2008, rappresentando la versione Metal di Classix (basata sul Rock di ieri e di oggi).
Diretto da Francesco "Fuzz" Pascoletti (già caporedattore di Metal Shock e Psycho) e con firme quali: Gianni Della Cioppa, Stefano Giusti, Giovanni Loria, Enrico De Paola, Manuel Fiorelli, Stefano Ricetti, Roberto Michieletto, Lorenzo Becciani, Tony Aramini, etc
100 pagine di Heavy, Thrash, Death, Black, Grindcore, Glam, Power, Doom, etc ovvero il Metal di ieri in tutte le sue forme, ma anche quel Metal di oggi.
In più articoli biografici, interviste, retrospettive, discografie, aneddoti, gruppi dimenticati o sottovalutati.




Se v'interessa l'argomento potete approfondire con il libro di Ceccamea con interviste inedite a Beppe Riva, Vinz Barone, Cristiano Borchi, Giancarlo Trombetti, Luca Signorelli, etc

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