Visualizzazioni totali

venerdì 1 gennaio 2016

Atrax Morgue, La Slaughter Productions e Il Suicidio Di Marco Corbelli

"L'uomo che vede il male dentro di sè non può far altro che scegliere l'autodistruzione come ultima via di salvezza. Questo dipende dalle tendenze sadiche/masochistiche di ciascun individuo.
Non esiste bene o male, esiste solo la purezza. 
E la vera purezza la si raggiunge attraverso la consapevolezza del male dentro di sè. 
Nascita e morte sono la stessa cosa. 
Sarebbe semplice fare finta che tutto vada bene, che l'uomo è buono e pieno di buoni propositi, ma non è così… 
Tutta la storia è impregnata di sangue. 
Il buio lo intendo come buio statico della vita. Capita spesso di vivere giornate di sole nel buio più assoluto"


Atrax Morgue, al secolo Marco Corbelli, è stata una delle personalità cardine della scena Industrial/Noise italiana.
Il progetto nasce in Emilia Romagna, precisamente a Sassuolo.
Corbelli nasce nel 1970.
In 14 anni di intensa attività Atrax Morgue ha contribuito alla rinascita del Noise italiano traghettando nel nuovo millennio un genere ancorato alla tradizione Industrial degli anni '80.
Atrax Morgue ha interpretato con tutta la sua persona quello slancio anticulturale(ed antimusicale) che per anni fermentava nella scena facendo confluire in sè stesso la brutalità sonora dei Whitehouse, Sigillum, Genocity Organ, The Sodality con l'iconografia dei Throbbing Gristle.
Nel 1992 inizia a registrare i suoi primi demo usando solo tastiera analogica, multi-effect e voci in sottofondo.
Il risultato sono brani composti solo da freddi suoni analogici e voce distorta.
Distorsioni analogiche e digitali, flanker impazziti, rumori, visioni schizoidi, rumorismo deviato.
Per quanto riguarda l'aspetto tematico/visuale, la chiave è tutta nelle ossessioni di Corbelli: Necrofilia, Psicosi, Omicidi, Morte, Patologie, Feticismo.
Nasce così, nei primi anni 90, la Slaughter Productions (esattamente nel 1992, chiuderà i battenti nel 2007).
Label che mette sotto contratto tantissime band della scena, italiana e non.
I primi demo, come In Search Of Death, Necrosintesi, Necrophiliac Experience, Woundfucker, mostrano foto di obitori in copertina.
In seguito il sound di Atrax Morgue si affina, da semplice diventa più strutturato e minimale.
Alla fine degli anni '90, Atrax Morgue ha pubblicato numerosi CD per le più importanti etichette internazionali, tra cui Self Abuse Records, Release, Old Europa Cafe, RRRecords, Crowd Control Activities and Ars Benevola Mater.
Infine le psicosi di Corbelli, la sua schizofrenia e paranoia lo portano a non pubblicare più niente intorno al 1999.
In ogni caso è proprio alla fine degli anni '90 che Atrax Morgue ha pubblicato numerosi CD per le più importanti etichette internazionali, tra cui Self Abuse Records, Release, Old Europa Cafe, RRRecords, Crowd Control Activities and Ars Benevola Mater.


PRODUZIONE DISCOGRAFICA
"Non penso di creare arte; non voglio consolare tantomeno intrattenere qualcuno...voglio solo creare fastidio e il disturbo crea disturbo.
Semmai il mio è un attacco cieco verso qualsiasi "forma d'essere"; principalmente un attacco verso me stesso, ed anche un attacco verso la musica.L'istante della creazione coincide sempre con l'istante della distruzione; ciò che esce è pura energia negativa, fotografie di istanti sonori che muoiono negli attimi. 
Il buio è sempre presente. Costante. Atrax Morgue è solo un riflesso della mia insensata condizione di essere. I suoni che produco rispecchiano il mio inferno".

Sarebbe inutile fare una carrellata globale sulla sterminata attività di quest artista quindi ci soffermeremo solo su alcune produzioni.
Il disagio esistenziale di questo controverso artista era cosa nota e col tempo è diventato, la chiave di lettura principale del suo modo di porsi e di comporre per esprimerlo.
Le creazioni brutali trascendevano l'idea di musica per farsi portatrici di un senso di negazione della vita.
"Cut My Throat" nel 1996 è stato il primo lavoro ufficialmente pubblicato su CD.
Scarno ed essenziale, privo della voce filtrata, si compone di due parti il cui titolo completa l'invito: "Before" e "I Cut Yours" (tagliami la gola prima che io tagli la tua).
Corbelli non ha mai fatto mistero di un suo gusto per il macabro, la violenza e il masochismo riempiendo di questi temi raccapriccianti i suoi dischi e i suoi concerti dal vivo.
Suoni di sintetizzatore analogico continuamente manipolati in tempo reale, utilizzando la metodica del controllo manuale di oscillatori e filtri.
Rumorismo sonoro ai massimi livelli.
Il viso di Corbelli, sulla copertina, emerge dall'oscurità.
Lui lo definisce "Action Record" (musica immaginata e creata live nel medesimo istante).

"La sprogrammazione è l'anima del mio lavoro. Incido cose che poi non riuscirò mai più a ripetere, rimangono lì, ferme, testimoni di quegli attimi...cadaveri sonori partoriti e poi espulsi. Nuove idee che uccidono vecchie idee"

Paranoia invece esce nel 2000 e racconta di un maniaco sessuale omicida, il disco pur nella sua ripetitività ed ossessività riesce ad essere terribilmente suggestivo, sia quando “canta la mente” del pervertito eccitato dalla vista della vittima “Perfect To Kill (Your Beauty Is Your Condemnation)” sia quando ne racconta l’ossessione (“Sperm On Red Plastic”), sia quando ne recita il pentimento dopo aver compiuto l’orribile misfatto (“Disgusted”, “I Execrate My Eyes”).

"In ciò che suono ci sono i miei riflessi. La mia parte peggiore se vogliamo, che è poi la migliore. 
Uno specchio delle mie ossessioni, paure...la paura di me stesso. Paure che vengono esplorate ed analizzate con una precisione chirurgica per penetrarmi sempre più a fondo.
Continuo a sfidare me stesso vedendo in me stesso il mio peggior nemico: l'uomo".
Death-Orgasm Collector del 2006 recita "sono una ferita all'interno di un'altra ferita".
Rumorismo, loop e sound ripetitivi e "sfiancanti".
Il terrore in musica.

"La mia musica è fuori dal tempo, dallo spazio, dalla vita. È chiusa ermeticamente nel nulla, in un vuoto che si ripete senza spazio, senza via d'uscita. È l'ossessione necrofila di un corpo che continua a vivere, pur essendo morto. 
Ciò che esce da queste "non-rappresentazioni" è puramente patologico, maniacale, ripetitivo. Sicuramente senza compromessi. Come la pornografia. Una ripetizione patologica infinita.
Io non sono un musicista e non voglio esserlo. 
Attraverso la sperimentazione e l'elettronica violenta ho trovato il modo più efficace per "esprimermi". Il mio rimane comunque un progetto fortemente concettuale. 
Cerco semplicemente di uccidere la musica, di sezionarla, disintegrarla".


IL SUICIDIO (6 MAGGIO 2007)
Come atto di nichilismo e rigetto verso sé stesso, Corbelli ha sacrificato la sua vita, suicidandosi il 6 Maggio 2007 a 37 anni, il suo testamento è contenuto nelle moltissime uscite che sono diventate un vero e proprio cult per gli amanti del genere e non.
Venne trovato impiccato.
Nichilismo e disprezzo per la vita che era ben presente già una decina di anni prima, come testimoniano alcuni pensieri estratti da vecchie interviste.

Corbelli(1999): "Spesso guardandomi allo specchio vedo un corpo, un volto di plastica...un cadavere e da qui il feticcio-ossessivo per la bambola, il considerarmi un oggetto-macchina, il desiderio costante di de-umanizzarmi ed oggettivizzarmi. Il gioco sadomasochista con il mio doppio "io" ".

Corbelli(2000): "Ho subito l'incredibile fascino della cosa più bella in assoluto che ho conosciuto da quando il mio aborto ha visto la triste luce: la morte. Da sempre la mia ossessione, la mia luce, la mia vita. Tutto di fronte a Lei è così stupido ed insignificante...Se esiste una sola cosa degna di attenzione e di rispetto per me è proprio Lei, la bellissima potente ed indistruttibile morte. 
La disgrazia è nascere.
L'essere umano è una malattia, un aborto ed il più delle volte non ne è consapevole. 
Io mi considero un aborto (ancora vivente, purtroppo…); vivo la mia decomposizione istante per istante, una metastasi continua, il disastro del mio cadavere tra flussi di maledetta energia vitale. 
Un nauseabondo naufragio.
Più vivi più soffri. Le ultime cose tendono ad un sorpasso senza-senso. 
Di degenerazione in degenerazione si arriva alla fase di sorpasso senza-senso. 
Superare se stessi diventa l'unica cosa possibile per raggiungere l'estrema purezza. 
Io amo le cose statiche, prive di vita in ogni senso". 

Nessun commento:

Posta un commento