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venerdì 24 luglio 2015

La Storia Della Cold Meat Industry (1987-2013)

Sembra strano recitare il "de profundis" per una label che si era sempre circondata di immagini funeree, allucinate e pestilenziali.
Eppure, da circa 1 anno Roger Karmanik ha annunciato la definitiva chiusura della Cold Meat Industry, che aveva fondato ventotto anni fa a Mjolby(Svezia) e diretto fino ad 1 anno e mezzo fa.

"La Cold Meat Industry è morta! Ho pensato di annunciarlo ufficialmente e avrei dovuto dichiararlo molto prima ma è stato difficile ammetterlo e lasciarla andare! Ho fiducia nella mia decisione. Mi sono divertito molto durante gli anni della creazione della CMI, la quale ha avuto un impatto enorme sulla scena musicale. Essere nel mezzo di questa tempesta creativa mi ha personalmente svuotato, mi ha lasciato senza forze e infelice. Mi ha anche causato profonda depressione, alcolismo e miseria. 
Io che pensavo d’esser invincibile...è stato difficile ammetterlo, anche per tutte le persone attorno a me. 
Ora, io sto ritrovando me stesso, voglio esplorare di nuovo la vita e la musica! Sono orgoglioso di quello che ho fatto, ma non mi fermerò a questo punto! 
Cenere alla cenere, polvere alla polvere, la tomba di famiglia è sigillata!"

Era l’agosto del lontano 1987, quando uscì il primo titolo di quello che sarebbe diventato un catalogo senza eguali di estremismo sonoro, innovazione e creatività, destinato ad influenzare centinaia di band.
Lille Roger, progetto personale dello stesso Karmanik, dopo una serie di cassette e vinili ultra-underground, marchiò a fuoco il debutto della nuova label con l’EP 7” Undead, che è oggi uno dei più ricercati di tutti i tempi in campo Industrial.
Si era in un’epoca, la fine degli anni ’80, in cui l’interesse da parte del pubblico per le sonorità Industrial classiche era un po' scemato in favore dell'Industrial elettronico più ballabile.
La Cold Meat Industry, assieme alla coeva Tesco Organisation, ebbe il merito di portare alla luce artisti underground con un approccio senza compromessi al suono ed alla sperimentazione.


TEMI E CONCEPT
Roger Karmanik si occupava personalmente dell’intera parte grafica della label, dalle copertine ai flyer, dai bollettini agli inserti, e riuscì a creare da un subito un marchio di fabbrica inconfondibile: gli slogan della label parlavano di “morbosità nordica” ed “oscurità scandinava”, ma probabilmente il più geniale rimane quello che campeggiava all’apertura del sito internet: “Per chi se la sente di lasciarsi trascinare nella colonna sonora degli incubi di qualcun’altro”.
Le immagini scelte, giustamente, ritraevano spesso scheletri, croci, teschi, morti ammazzati e cimiteri.
Attenzione però, qui non c’era posto per romanticismo e suggestioni gotiche: la musica della Cold Meat Industry cercava di restituire il suono della morte dell’anima, dell’angoscia e del vuoto che ci divora inesorabilmente.
Una visione da incubo come situazione esistenziale, insomma.
La messa in scena d’immaginari cruenti può mostrarci altri mondi, persino aprire gli occhi sul nostro esser al mondo, avendo magari anche una funzione catartica.
Nella terra socialdemocratica del “politicamente corretto” la CMI ha rappresentato un bellissimo rogo luminoso: basti solo pensare alle provocazioni estreme cui ci ha esposto, nel corso degli anni, Brighter Death Now, progetto solista Noise/Power Electronics di Karmanik.


LE BAND
L'intero roster iniziale della label era composto esclusivamente da nomi provenienti dalla Svezia.
Genere ovviamente Industrial e Dark Ambient.
Molti di loro, come Brighter Death Now, Ataraxia, Atrium Carceri, In Slaughter Natives, Deutsch Nepal, Raison d’être, Maschinenzimmer 412, Coph Nia, Sephirot e Ordo Equilibrio, divennero vere e proprie band di culto della scena negli anni ’90, mentre altri sparirono velocemente, lasciando comunque un segno indelebile con piccoli capolavori degni di riscoperta: è il caso di Memorandum, Mental Destruction, Aghast e Morthound.
Questi oscuri personaggi si conquistarono un posto di rilievo sulle riviste specializzate e negli ascolti dei fan grazie all’originalità delle loro proposte ed alla sempre eccellente veste grafica ed estetica con la quale gli enigmatici dischi si presentavano.
Se alle origini la label pubblicava solo su vinile in edizione limitata e lasciava volutamente che i proprio artisti rimanessero avvolti nel mistero e nell’anonimato, con il progredire degli anni ’90 la loro popolarità accrebbe al punto da costringerli a confrontarsi con il pubblico di un concerto.
Si tennero così i primi Cold Meat Industry Festival in Germania e successivamente anche nel resto d’Europa, Italia compresa.
Anche se, spesso e volentieri, le esibizioni si riducevano ad una base registrata su nastro coadiuvata da proiezioni video e qualche parte cantata, l’emozione di poter veder dal vivo questi personaggi di culto richiamava appassionati da ogni parte.
Il primo decennio di attività fu certamente il più florido per la label svedese, con molti album fondamentali pubblicati a ritmo incessante.
Venne addirittura coniato il termine “Death Industrial” per definire la musica di Brighter Death Now, progetto solista di Roger Karmanik.
Parallelamente, opere seminali come This Crying Age di Morthound e Prospectus I di Raison d’être davano nuovo significato alla dicitura “Dark Ambient”.
Verso metà degli anni ’90, la Cold Meat Industry si aprì al mondo, accogliendo prima artisti dal resto della Scandinavia, Norvegia in primis e poi da altri paesi.

4 commenti:

  1. Ciao, ho scoperto oggi il tuo blog e mi ci sto infognando come non mai :P
    Complimenti!
    Posso consigliarti un progetto musicale inquietante e curioso allo stesso tempo?
    Si chiama "terra tenebrosa", molto probabilmente lo conosci, ma comunque lo ritengo interessante e parecchio "weird".
    Ti rinnovo di nuovo i complimenti!!
    A presto :)

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    Risposte
    1. Ciao, si, li conosco :)
      Grazie mille della segnalazione, sicuramente anche loro meritano.
      Segnalazioni che sono sempre ben accette.
      C'è anche una pagina Facebook del blog dove, oltre ad articoli e musica, condivido anche vecchie interviste di band Metal.
      Se ti va, puoi seguirla (il link è in alto a sinistra sotto il contatore visite).

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  2. Perfetto grazie :)
    Vado subito sulla pagina FB

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