Visualizzazioni totali

mercoledì 3 dicembre 2014

La Storia Degli Aborym e Le Onde Theta (Recensioni Dischi)

Gli Aborym sono una band Black Metal/Industrial italiana fondata a Taranto nel 1992.
Il fondatore fu Malfeitor Fabban, la band partì suonando cover di Rotting Christ, Sepultura e gruppi analoghi.
A Malfeitor si aggiunsero Alex Noia e Mental Siege.
I testi trattano principalmente tematiche come esoterismo, spiritualità, satanismo ed occultismo.
Dopo solo 1 demo la band decise di sciogliersi, tuttavia la rinascita giungerà qualche anno dopo con la pubblicazione di un secondo demo nel 1997.
L'incontro del bassista tarantino col chitarrista Sethlans è fondamentale per ritrovare stimoli e potenza, coadiuvati anche da Yorga SM alla voce.
A questo trio si va ad aggiungere come secondo chitarrista Nysrok Infernalien Sathanas (dei Satanikk Terrorists), mentre il leggendario Attila Csihar (Mayhem, Tormentor e Plasma Pool tra i tanti) presta la propria voce (e i testi) su due brani dell'album di esordio, divenendo il primo di una lunga serie di prestigiose personalità che collaboreranno in maniera più o meno continuativa con Fabban e soci.
Generalmente la band ha sempre usato batterie elettroniche(Drum Machine) per rendere disumani i suoni, tuttavia in seguito(come vedremo) Bard Faust(Emperor) entrerà in pianta stabile nel gruppo.


DISCHI
Il primo disco, uscito nel 1999, fu Kali Yuga Bizarre secondo la band il Black Metal doveva tornare a essere disturbante, fuori dagli schemi e caotico per ristabilire il proprio dominio esauritosi in maniera repentina e ripartire dalle rovine.
Alcuni tentativi sono stati importanti, ma privi di continuità, è il caso dei seminali Mysticum e delle loro contaminazioni industriali.
Chi invece continuerà a resistere nel tempo, pur cambiando pesantemente pelle, sono proprio gli Aborym, il cui esordio non si limita a offrire nuova linfa al Black Metal.
Si viene sbalzati all'improvviso dalla magniloquente "Roma Divina Urbs" alle ritmiche convulse contaminate con l'EBM di "Tantra Bizarre", dalle bordate sintetiche di "Metal Striken Terror Action".
Dopo la felice collaborazione sul disco precedente, Attila viene promosso a cantante e membro ufficiale, rimpiazzando Yorga, col quale i rapporti erano degenerati.
Al contrario del predecessore, "Fire Walk With Us!"(2001) è compatto ed omogeneo, il frutto di un vero e proprio gruppo che ha lavorato insieme e vissuto esperienze "allucinogene", come riportato nel libretto allegato al cd.
Si tratta di un viaggio supersonico in un universo sintetico, fra allucinazioni paranoidi e violenza marziale, scandito da una drum-machine convulsa, lanciata a velocità quasi sempre folli, sulla quale lo sciamano cibernetico Attila declama le proprie sentenze di morte e di superiorità dello spirito attraverso distorsioni fortissime. Il ricco campionario di suoni ed effetti contribuisce alla creazione di un disco parecchio distante dal primo capitolo, esageratamente estremo e inviso a tanti, ma non piatto.
Difatti accanto a vere e proprie esplosioni come "Fire Walk With Us!" troviamo anche momenti meno tirati e spaziali ("White Space") o addirittura quasi epici e marziali come "Sol Sigillum", totalmente appannaggio dei sintetizzatori.
Infine la chiusura prima dell'esperimento meditativo e inquietante di "Theta Paranoia" è affidata allo straordinario rifacimento di "Det Som En Gang Var" (cantata da Fabban per il rifiuto di Attila, una forma di rispetto verso Euronymous).
"Fire Walk With Us!" è un album scioccante, nel quale la band ha esasperato una delle tante strade che parevano aprirsi dopo il caleidoscopico "Kali Yuga Bizarre", disgustando molti e attirando fra le proprie spire tanti altri.
Prima dell'uscita del terzo disco, Attila Csihar viene arrestato nel novembre del 2002 per possesso di 158 pillone di ecstacy(per la verità egli aveva già avuto problemi di questo tipo in passato sia negli anni con i Tormentor sia quando faceva parte della scena Black Metal norvegese quando conobbe Vikernes ed Euronymous e in particolare dopo che quest'ultimo venne assassinato).
Tuttavia, malgrado la sua detenzione nel carcere di Treviso, la band continua a lavorare sul nuovo disco che arriverà pochi mesi dopo.
Con "With No Human Intervention" del 2003 la violenza si è fatta cinica, inumana, fredda e precisa.
Industrial Black Metal ai massimi livelli.
Non troviamo più soltanto la brutalità nichilista di una drum-machine lanciata a folle velocità (come in "With No Human Intervention"), chitarre chirurgiche o lo screaming acido e sintetico di Attila, bensì anche le strutture complesse di "Faustian Spirit Of The Earth", nella melodia inattesa e imprevista di "Digital Goat Masque" o nell'incedere glorioso di "The Triumph".
In altri frangenti invece le Intelligenze Artificiali rivelano la propria natura in-umana, totalmente aliena e meccanica come nei numerosi campionamenti, nelle ritmiche EBM malate di "Chernobyl Generation" o nell'industrial-noise di "Does Not Compute".
A conferma del credito internazionale guadagnato dagli Aborym nel tempo, in questo album compaiono varie prestigiose collaborazioni, a cominciare da Bård "Faust" Eithun(Emperor), passando per Nattefrost (Carpathian Forest), Irrumator (Anaal Nathrakh) e Sasrof (Diabolicum) per citarne alcuni.
Passati tre anni dal rilascio di "With No Human Intervention", gli Aborym si ripresentano con nuova musica dopo aver subito numerosi cambiamenti interni, motivo di interesse e apprensione, specie per gli stravolgimenti della formazione:
Attila decide di tornare nei Mayhem coi quali rilascerà "Ordo Ad Chao", mentre Seth Teitan si accasa presso i Dissection di "Reinkaos" prima (esperienza durata appena due anni e terminata col suicidio di Jon Nödtveidt), e gli Watain poi (in sede live).
Come se ciò non bastasse, Faust diviene il primo batterista in carne e ossa del gruppo, oltre che membro fisso. A prendere le redini vocali del gruppo c'è Prime Evil, quello stesso Prime Evil che idealmente aveva aperto la strada artistica agli Aborym diversi anni prima coi Mysticum.
Per l'ennesima volta lo stacco col passato è netto, "Generator" rappresenta il disco più cerebrale, equilibrato e "raffinato" composto fino a quel momento; aprendo invece la prospettiva all'intera carriera di Aborym è probabilmente un caposaldo per forma e contenuto.
Niente più bordate supersoniche, impulsi cyber o deliri Avantgarde, "malignità" è la parole d'ordine, palpabile in ogni singola nota, a partire dai celebri campionamenti di Charles Manson, utilizzati da numerosi gruppi metal, tuttavia qui davvero incisivi e adeguati al contesto.
Lo sfruttamento di un batterista umano dona dinamismo ai pezzi.
Le singole componenti utilizzate da Fabban nel corso degli anni sono tutte presenti: abbiamo la malvagità nel riffing Black Metal, l'elettronica perversa e tamarra, ad esempio nello stacco electro di "Between The Devil And The Deep Blue Sea" ritroviamo tutto l'amore del gruppo per EBM e affini, il suono Dark Ambient di "Man Bites God".
I primi annunci circa il futuro materiale parlano di un album composto da una sola traccia, nuovamente ricco di ospiti e che narra la storia di un ospedale psichiatrico utilizzato come metafora sociale: il suo titolo è "Psychogrotesque".
L'opera è davvero coraggiosa e nasce da un racconto scritto da Fabban che tratta il culto dei falsi miti che guidano la nostra società (bellezza, potere, denaro, lussuria, edonismo, egocentrismo) e irretiscono chi non è abbastanza forte da opporsi e preferisce indossare una comoda maschera per adattarsi.
Il disco è parecchio ambizioso, ricco di innesti elettronici spesso frutto delle personalità che hanno collaborato.
Nella discografia di Aborym "Psychogrotesque" è sicuramente il disco più cerebrale, quindi va studiato, ascoltato, analizzato a lungo e in maniera approfondita; scordatevi un approccio viscerale immediato.
"Dirty" rappresenta il secondo disco della terza incarnazione degli Aborym, che vede Bård "Faust" Eithun e Hell:I0:Kabbalus affiancare il leader Malfeitor Fabban, giunto invece al sesto album.
La band ha optato per un approccio meno "estremo": rispetto al precedente album concettuale che si presentava come un unico flusso malato, comunque suddiviso in parti, ha preferito rifinire ogni singolo pezzo nella maniera più accurata possibile, rendendolo autosufficiente e in grado di reggersi anche al di fuori del contesto generale.
Si percepisce infatti come ciascuna canzone possieda una forte personalità che la distingue dalle altre, pur costituendo un'opera coesa, e in ciò noto una certa affinità col superbo "Generator".
Lo screaming aspro e severo di Fabban, le bordate chitarristiche di Paolo Pieri (poderose in "Irreversible Crisis") e la batteria sempre precisa di Faust, in grado di risultare sia inumana e cinica che "terrena" all'occorrenza, formano la spina dorsale di "Dirty", sulla quale si innesta tutto il lavoro di campionamenti, effettistica e tastiere, opera dei due citati, che cesella e dona sensazioni multiformi.
Un aspetto che ritengo rilevante per apprezzare appieno "Dirty" è la possibilità di goderne come opera completa, comprensiva della copertina e del libretto coi testi.
Aspetto lirico e visuale sono profondamente legati, poiché l'immagine frontale dalle tonalità giallo acido rappresenta la tristemente famosa fabbrica dell'Ilva di Taranto, raccontata come "The Factory Of Death" che da anni fa respirare ai cittadini diossina.
Alla resa dei conti "Dirty" può essere considerato una sorta di disco di maniera nel quale gli Aborym hanno preferito osare poco, per puntare piuttosto sulla centralità della forma canzone.


LE ONDE THETA CONTENUTE IN THETA PARANOIA
"Si tratta di un esperimento a livello sonoro basato su dottrine scientifiche. 
Esperimenti che da più di vent’anni diversi artisti hanno proposto in musica, vedi Klaus Schwultze e molti altri. 
Le Onde Theta agiscono attraverso le loro letture corticali ottenendo una scala gerarchica di ricordi indotti o meno; le particelle sinaptiche dei ricordi spesso non sono in simbiosi con alcuni flussi neurali e di conseguenza possono provocare nell’ascoltatore uno stato di trance, invece che una momentanea perdita dei sensi o del contatto con la realtà.
Esse inducono ad un piacevole clima di estasi, una sorta di attività shamanica cosciente.
Ho testato su di me circa 40 minuti di Theta Waves modulate in real-time e credimi, ho visto cose veramente belle. Ho visto addirittura una rana che cagava! 
E'un trip...un viaggio, se sai di cosa parlo: si tratta di un viaggio artificiale simile (meno forte) a quello che ti procura una sostanza chimica, un viaggio acido quindi, lisergico, molto particolare.

Al di là della bellezza del disco in sè(Fire Walk With Us!), altro elemento di notevole interesse è la presenza di Onde Theta, ovvero onde a bassa frequenza (da 4 Hz a 7.9 Hz circa), prodotte in collaborazione con Mental Siege, il batterista della band ai tempi del demo "Worshipping Damned Souls".
Onde di questa frequenza sono quelle prodotte dal cervello durante il processo di immaginazione(fase REM del sonno).
Ascoltando Onde Theta in cuffia, il cervello si sincronizza con queste, incrementandone la produzione, facendo così precipitare l'ascoltatore in uno stato di meditazione, paranoia o altri stati d'animo alterati.
E' pure possibile avere allucinazioni più o meno intense, a seconda dell'efficacia dell'onda.
Esse le troviamo nell'ultima canzone dell'album, "Theta Paranoia", costituita appunto interamente di Onde Theta.
L'atmosfera è davvero inquietante, una spirale di terrificanti visioni.
In questo disco i suoni, i rumori filtrati, le scariche elettriche, i vari campionamenti e samplers sono stati mixati in "3D" per rendere il disturbo presente in tutto lo "spazio".
Anche le tastiere sono usate in modo del tutto anticommerciale, non per aggiungere un tocco di melodia, ma per, stupire, spiazzare, utilizzando suoni distorti, sintetici, disturbanti.
Tutto è stato registrato con una precisione chirurgica, tanto da far sembrare questo disco qualcosa di inumano, gelidamente tecnologico.
Notevole è stato lo sforzo della band nel curare gli effetti stereo, grazie ad un software in grado di imprimere a ciascun suono una traiettoria attorno alla calotta cranica in modo da confondere ancor più l'ascoltatore.
La drum machine è programmata su ritmi indiavolati, le chitarre hanno un suono tagliente, metallico.
Attila, entrato stabilmente in formazione dopo la dipartita di Yorga, incarna sempre più la voce del male. Cantato di gola molto oscuro e profondo, corde vocali costantemente al limite e acuti lancinanti rendono la sua voce inconfondibile.
Un nuovo modo di concepire la musica, dunque.

Nessun commento:

Posta un commento